A Napoli si dice che “addà venì baffone”, ma qui, a sentire i venti che soffiano tra i corridoi di Castel Volturno e le stanze di Manna, sembra che a dover arrivare – e pure in fretta – sia un altro tipo di “condottiero”: Massimiliano Allegri. E se arriva il tecnico livornese, allora le chiacchiere da bar si trasformano in qualcosa di molto più succoso. Il nome che sta facendo tremare i polsi ai tifosi azzurri? Adrien Rabiot.
Sì, avete letto bene. Il francese, il pupillo, l’uomo che con Max ha un legame di ferro, quasi fosse il suo prolungamento in campo. Immaginate la scena: Allegri che sbarca al Maradona e, nel suo zainetto tattico, porta con sé la pedina mancante per dare sostanza a una mediana che, con McTominay, farebbe venire i brividi a chiunque.
Un incastro che sa di Europa
Perché Rabiot? Semplice. Il ragazzo vuole la Champions League, e Napoli – diversamente da una Milano che vive in un limbo di incertezze societarie e tecniche – gliela garantisce sul vassoio d’argento. È un matrimonio che si può fare, soprattutto se guardiamo ai parametri economici: tre milioni e mezzo annui fino al 2028. Una cifra che, per un giocatore di tale spessore ed esperienza, suona quasi come un invito a nozze.
Ma non corriamo troppo. Siamo ancora nel campo delle suggestioni, perché qui a Napoli, si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E il mare, in questo caso, è fatto di un annuncio ufficiale che ancora latita e di una situazione milanese che definire caotica è un complimento. Però, lasciatecelo dire: vedere Rabiot e Scott McTominay correre insieme, con Lobotka a orchestrare il gioco, ci fa venire in mente un centrocampo di un’intensità da far tremare la terra. Due assaltatori, due lettori di gioco, un blocco centrale che non si passa.
Non solo mediana: il cantiere è aperto
La notizia del possibile arrivo di Rabiot porta con sé inevitabilmente un interrogativo: che ne sarà di Anguissa? Frank è un guerriero, lo sappiamo, ma la sua stagione è stata una malinconica discesa verso l’addio. Eppure, il calcio è strano: l’arrivo di Allegri, che da sempre lo stima, potrebbe essere la scintilla per una rinascita. E occhio ai giri di valzer degli agenti: il procuratore di Max, Branchini, cura anche gli interessi di Frank. Chissà che non sia proprio il mister a decidere di tenerlo stretto.
Intanto, Manna non dorme. Il Napoli sta costruendo le fondamenta: si cerca il terzino giusto per far rifiatare il capitano Di Lorenzo. I nomi? Anan Khalaili (il talento belga da 25 milioni) o l’usato sicuro di Dodo della Fiorentina. E ancora, il centrale Mario Gila dalla Lazio e l’idea Matej Kovar tra i pali.
Il mercato del “fatto”
Sullo sfondo, una certezza c’è già: Alisson Santos è ufficialmente azzurro, riscattato dallo Sporting per 16,5 milioni. Un tassello, insieme a quello di Hojlund, che inizia a dare corpo a una rosa che vuole tornare a far sognare.
Siamo solo all’inizio di un’estate che si preannuncia caldissima, proprio come il clima che sta per abbattersi sul Nord America col Mondiale alle porte. Ma qui, ai piedi del Vesuvio, il Mondiale è secondario: la testa è già rivolta al nuovo Napoli. Se davvero dovesse arrivare il tandem Allegri-Rabiot, beh, allora allacciate le cinture. Perché la prossima stagione, signori miei, non sarà per deboli di cuore.




