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Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale

Torre Annunziata: nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato nel corso di controlli hanno condotto in arresto una coppia per violenza.

Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale



Torre Annunziata (Na)- Una coppia dimostratasi insofferente ai controlli di routine da parte degli agenti del Commissariato, sono stati arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Ieri pomeriggio infatti, gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, nel corso di operazioni di controllo del territorio in corso Umberto I° all’angolo con via Giovanni Avallone, hanno individuato una coppia a bordo di un motociclo accertando che il conducente era privo del casco protettivo, di patente di guida perché mai conseguita e di copertura assicurativa.


I due si sono dimostrati insofferenti al controllo, inveendo contro i poliziotti, minacciandoli e aggredendoli fisicamente fino a quando, non senza difficoltà, sono stati bloccati.


Tabit Mejri e Gerardina Di Giovanni, salernitani di 29 e 18 anni con precedenti di polizia, sono stati pertanto arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale; inoltre, l’uomo è stato sanzionato per le violazioni del Codice della Strada e lo scooter è stato sottoposto a sequestro.

La mancanza di rispetto dell’autorevolezza e autorità delle Forze dell’Ordine è indice di una debolezza della società: dimenticando che chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, manca di rispetto al proprio Stato; allo stesso modo chi indossando la divisa non difende l’autorevolezza dello Stato esercitando al meglio il proprio ruolo, indebolisce lo Stato e infanga il valore della divisa.

Redazione Campania

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale. Onore ai tifosi della Curva Sud che ancora una volta hanno dimostrato il loro grande cuore

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Ancora una volta i tifosi della Curva Sud mostrano il loro gran cuore e si dimostrano davvero encomiabili nell’organizzare una raccolta di fondi per aiutare le famiglie più bisognose di Castellammare. In un periodo peraltro molto complicato come quello attuale caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus.

Il cuore pulsante della tifoseria gialloblè non ha fatto venire meno il proprio supporto alle famiglie stabiesi più bisognose. Organizzata in pochi giorni una raccolta fondi a cui tutti hanno potuto contribuire e che si è concretizzata poi in una spesa solidale a favore dei meno abbienti.

Raccolti in pochi giorni ben 1.400 euro con i quali sono stati acquistati oltre ai beni di prima necessità per gli adulti, anche prodotti alimentari per i bambini. Biscotti, omogeneizzati e pannolini per i più piccoli in un periodo in cui in molte famiglie stabiesi diventa difficile anche mettere un piatto a tavola.

Un’iniziativa che, come afferma Emanuele Tremante leader storico della Curva Sud, parte dal cuore degli Ultras che amano la città, la rappresentano e la difendono in ogni circostanza. Come in questo periodo molto critico caratterizzato dall’emergenza sanitaria. La Curva Sud è sempre presente e non abbandona mai la città e lo ha ampiamente dimostrato anche in questa occasione.

Il contenuto della spesa solidale è stato oggi consegnato al Comune di Castellammare di Stabia. Attraverso la Protezione Civile la spesa sarà consegnata ad una settantina di famiglie stabiesi. Un regalo significativo per tante famiglie nei giorni che precedono la Pasqua. Inoltre i tifosi della Curva Sud hanno anche omaggiato con una Colomba pasquale, simbolo di pace, tutti i medici e gli infermieri dell’Ospedale San Leonardo.

a cura di Natale Giusti

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Venezia – Juve Stabia: Gara divisa tra sogni di gloria e ambizioni Playoff. La presentazione del match

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La sfida tra il Venezia e la Juve Stabia rappresenta uno snodo cruciale in questo epilogo del torneo cadetto, con entrambe le formazioni a caccia di obiettivi determinanti. La squadra veneta guarda tutti dall’alto a quota 68 punti, difendendo un margine di tre lunghezze sulle dirette inseguitrici Monza e Frosinone. Sul fronte opposto, i ragazzi guidati da Ignazio Abate hanno già ipotecato la permanenza in categoria e ora puntano dritti a blindare l’accesso alla post-season. Le “Vespe” occupano attualmente il settimo gradino della classifica con 45 punti, tenendo a bada il Cesena (ottavo a 43) e conservando un rassicurante cuscinetto di sei punti sul duo composto da Avellino e Carrarese, che al nono posto rappresentano la linea di demarcazione per l’esclusione dai playoff.

La Chiave Tattica

L’assetto in campo vedrà due schieramenti a specchio, basati sul collaudato 3-5-2. Di conseguenza, le sorti dell’incontro si decideranno presumibilmente nell’uno contro uno e nella reattività sulle seconde palle; chi riuscirà a imporsi a livello agonistico e a vincere il maggior numero di duelli individuali avrà ottime chance di portare a casa l’intera posta.

Le Scelte degli Allenatori

Sul fronte arancioneroverde, mister Giovanni Stroppa non ama stravolgere l’undici inziale tra una partita e un’altra per cui dovrebbe affidarsi alle sue certezze assolute:

Davanti al portiere Stankovic, il muro a tre sarà innalzato da Sverko, Svoboda e Schingtienne. A centrocampo le geometrie saranno dettate dal talento di Busio, supportato dall’energia delle mezzali Doumbia e Kike Perez. Sulle corsie esterne agiranno Hainaut a destra e Haps a sinistra. Quest’ultimo è pienamente recuperato nonostante gli impegni con il Suriname e gli acciacchi patiti contro il Monza: l’allenatore ha infatti confermato di non avere indisponibili. In attacco spazio alla coppia offensiva formata dall’ex della gara Adorante e da Yeboah, che ha smaltito in extremis i recenti dubbi fisici.

Per quanto riguarda la formazione gialloblù, si registrano rientri e qualche defezione gestita con attenzione:

Il ritorno in campo di Giorgini dopo il turno di squalifica ricompone la retroguardia titolare a protezione dell’estremo difensore Confente, completata da Bellich e dal ristabilito Varnier. Sulle fasce spingeranno regolarmente Cacciamani e Carissoni. Al centro, a causa di un’infiammazione al piede che costringe Leone ai box, la cabina di regia potrebbe essere affidata a Torrasi, ben scortato dal dinamismo di Correia e Mosti. Il tandem avanzato sarà composto dall’esperto Gabrielloni e dal giovane Okoro, reduce dall’ottima rete segnata allo Spezia e fresco dei pubblici elogi da parte di mister Abate per l’eccellente maturazione tecnica.

Il direttore di gara

A dirigere la gara sarà il sig. Mario Perri della sezione AIA di Roma 1. Di lui a Castellammare di Stabia si ricordano un precedente dolcissimo: Benevento – Juve Stabia (0-0) che ad Aprile del 2024 sancì la vittoria matematica del campionato da parte della Juve Stabia targata Guido Pagliuca.

Il sig. Perri sarà coadiuvato dal sig. Alex Cavallina della sezione AIA di Parma e dal sig. Mattia Regattieri della sezione AIA di Finale Emilia, il IV° ufficiale sarà il sig. Alberto Poli della sezione AIA di Verona, al VAR ci sarà il sig. Matteo Gariglio della sezione AIA di Pinerolo, all’AVAR ci sarà il sig. Giacomo Camplone della sezione AIA di Lanciano.

Le probabili formazioni di Venezia – Juve Stabia

VENEZIA (3-5-2): Stankovic; Sverko, Svoboda, Schingtienne; Hainaut, Doumbia, Busio, Perez, Haps; Yeboah, Adorante.

Allenatore: sig. Giovanni Stroppa

JUVE STABIA (3-5-2): Confente; Giorgini, Varnier, Bellich; Carissoni, Correia, Torrasi, Mosti, Cacciamani; Gabrielloni, Okoro.

Allenatore: sig. Ignazio Abate.

Venezia, Stroppa: “Abbiamo l’infermeria vuota. Testa solo alla Juve Stabia, conta un match alla volta”

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Archiviata la sosta per le nazionali, il Venezia è pronto a rituffarsi nel campionato di Serie B. I lagunari torneranno in campo al Penzo lunedì 6 aprile alle 15:00 per sfidare la Juve Stabia. Alla vigilia del match, il tecnico Giovanni Stroppa ha fatto il punto della situazione, analizzando la condizione psicofisica dei suoi ragazzi.

Queste sono state le sue parole:

“Arrivati a questo snodo cruciale dell’annata, diventa fondamentale difendere quanto costruito sinora. Il nostro scopo primario è conquistare il massimo dei successi possibili da qui al termine del torneo. Abbiamo approfittato di questo stop di quindici giorni per ricaricare le batterie, sia a livello atletico che psicologico, alzando al contempo il livello e l’intensità delle nostre sedute quotidiane.

Chi è rientrato dalle convocazioni con la propria nazionale ha portato con sé un grandissimo entusiasmo. Mi auguro che questo slancio vitale si unisca all’ottimo clima che già si respira nel nostro gruppo, alimentandolo ulteriormente.

Affrontare la capolista darà alle ‘Vespe’ una spinta emotiva enorme. Parliamo di una formazione che condivide la nostra stessa filosofia calcistica, tatticamente molto preparata e ben disposta sul rettangolo verde. Esprimono un gioco davvero estetico ed efficace e stanno disputando una stagione di altissimo livello: per questo motivo, faccio i miei più sinceri complimenti a mister Abate per l’ottimo lavoro svolto.

Ripensando al match del girone d’andata, all’epoca dovevamo ancora assimilare del tutto i nostri principi di gioco. L’evoluzione e il salto di qualità successivi derivano proprio dagli sbagli fatti allora, dai quali siamo stati in grado di imparare lezioni preziose. Attualmente il gruppo viaggia su statistiche eccellenti, offrendo prove di grande spessore. Sono pienamente orgoglioso di ogni singolo elemento della rosa.

L’abbondanza mi crea piacevoli grattacapi per stilare l’undici titolare: fortunatamente l’infermeria è vuota e la condizione generale è ottima per tutti. Spero di conservare questa ‘complicazione’ fino all’ultima giornata. A livello psicologico la squadra è centrata; avere pedine di questo calibro mi permette di prendere decisioni con assoluta tranquillità, un aspetto che trascende il semplice esito del campo. Osservare la loro dedizione durante gli allenamenti è per me motivo di immenso appagamento.

Il nostro focus rimane sempre fissato su un singolo incontro per volta: ora i nostri pensieri sono rivolti esclusivamente all’ostacolo Juve Stabia. Questo è stato il nostro approccio fin dal primo giorno e non lo cambieremo certo adesso. Tireremo le somme solamente a bocce ferme, quando tutto sarà finito.”

Juve Stabia, Ignazio Abate: “A Venezia con la mente sgombra. Ora sono ancora più esigente con i ragazzi.”

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Mister Ignazio Abate ha incontrato i giornalisti all’interno della sala conferenze del Romeo Menti per la consueta “chiacchierata” pre partita. Conclusa la parentesi dedicata agli impegni delle selezioni nazionali, per i gialloblù si prospetta un ostacolo decisamente arduo: la trasferta in laguna per sfidare la prima della classe, il Venezia.

Il punto sull’infermeria e sulla condizione fisica

Il mister ha prima di tutto aggiornato i presenti sullo stato di forma del gruppo: “Questo stop agonistico ci è servito per ricaricare le batterie in previsione dei prossimi sei impegni calcistici. Sfortunatamente, non avremo a disposizione Pierobon a causa di un trauma distorsivo alla caviglia, e stiamo valutando Leone, alle prese con un fastidio infiammatorio al piede. Assente certo contro gli arancioneroverdi sarà anche Zeroli, che contiamo di recuperare in vista della sfida contro il Cesena”.

L’importanza della fase finale del torneo

Abate si è poi soffermato sul peso cruciale di questa fase del campionato: “Affrontiamo incroci determinanti. Arrivati a questo punto, ogni compagine gioca col coltello tra i denti, che sia per la vetta o per mantenere la categoria. La nostra concentrazione deve restare focalizzata su noi stessi. Sappiamo bene quanti sacrifici ci è costata l’attuale posizione in graduatoria e lotteremo con le unghie e con i denti per difenderla. Sarei sbalordito se i miei ragazzi abbassassero la guardia proprio ora; per questo pretendo il massimo impegno”.

Gli elogi alla capolista

Parole al miele per gli imminenti rivali: “Nella serie cadetta è raro incrociare corazzate del calibro del Venezia. Godono di un’identità tattica spiccata, merito del loro tecnico, e dispongono di una rosa che meriterebbe la massima serie. Esprimono anche un calcio estremamente piacevole per trame e idee. Noi scenderemo in campo al Penzo per fare la nostra gara, puntando su ordine tattico e incisività negli ultimi metri. Sarà un banco di prova ideale per confrontarci con i migliori e tentare di strappare un risultato positivo”.

I giovani e la Nazionale azzurra

Riguardo ai talenti in erba prestati alle Nazionali, l’allenatore ha commentato: “Gioisco per le loro convocazioni, ma guai a perdere la testa. La vera forza di un calciatore si misura con la costanza delle prestazioni, soprattutto considerando quanto sia rapida la parabola sportiva di un atleta”.

Inevitabile una battuta sulla scioccante estromissione dell’Italia dai Mondiali, consumatasi ai rigori contro la Bosnia: “Se me lo avessero predetto in passato, ci avrei sorriso su. Oggi, purtroppo, è l’amara realtà di cui prendere atto. Provo grande dispiacere e spero che questo tonfo porti a un profondo esame di coscienza ai vertici. Ho un pensiero particolare per i miei ex compagni Buffon e Gattuso, sui quali ricadono, a mio avviso, colpe marginali. Il calcio italiano deve assolutamente ripartire dalla valorizzazione dei settori giovanili”.

L’approccio tattico e la mentalità societaria

Tornando al match di Venezia, il tecnico conferma la solidità mentale del suo gruppo: “Sulle ripartenze veloci Adorante è un’arma letale, ma è tutto il collettivo a dover decifrare le varie fasi del match. Siamo perfettamente consapevoli della forza avversaria, eppure credo ciecamente nei miei calciatori. Scenderemo in campo con la mente sgombra e tranquilla”.

Sulla filosofia della Juve Stabia ha precisato: “Ogni club possiede un proprio DNA e occorre calarsi perfettamente nella propria dimensione. Da qui in avanti, in ogni scontro scenderemo in campo unicamente per fare bottino pieno”.

Il match d’andata e i progressi di Okoro

Sulla partita di inizio stagione contro il Venezia, Abate taglia corto: “Quel risultato oggi non fa testo. Eravamo agli albori del nostro progetto tecnico, quindi non può rappresentare un metro di paragone. I lagunari sono una formazione a tutto tondo, abile ad adattarsi a qualsiasi scenario. Attendiamo il posticipo del lunedì carichi di fiducia, ragionando poi sempre un gradino alla volta”.

Infine, un plauso personale a Okoro: “Mi riempie di gioia vederlo così. Rappresenta un vanto sia per la società che per l’intera città di Castellammare. Si è presentato in punta di piedi e si sta spendendo senza riserve. Dobbiamo essere bravi ad aspettare i suoi graduali miglioramenti, ma l’inserimento procede a gonfie vele e il suo rendimento mi soddisfa in pieno. Il segreto, per lui come per il resto del gruppo, è perseverare sulla strada del duro lavoro senza mai peccare di presunzione”.

Juve Stabia, riecco il “Ministro della Difesa”: Giorgini torna al centro della difesa per la sfida al Venezia

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Una notizia importante attraversa i corridoi del “Romeo Menti” e arriva dritta al quartier generale di Ignazio Abate, portando con sé una ventata di ottimismo. In vista del delicato posticipo di lunedì contro il Venezia, la Juve Stabia recupera uno dei pezzi pregiati del proprio scacchiere tattico: Andrea Giorgini.

Il difensore centrale, ormai pilastro insostituibile della retroguardia gialloblù, ha finalmente scontato il turno di squalifica che lo ha costretto a soffrire dalla tribuna durante l’ultima sfida contro lo Spezia. Un’assenza pesante, non solo in termini di puro tonnellaggio fisico, ma soprattutto per la mancanza di quella leadership silenziosa e autorevole che gli è valsa, tra l’amore dei tifosi, il pesante soprannome di “Ministro della Difesa”. Va comunque riconosciuto il merito alle Vespe, capaci di condurre con ordine e grinta una gara non semplice contro gli uomini di Roberto Donadoni.

Per mister Ignazio Abate, tuttavia, il rientro di Giorgini non rappresenta una semplice rotazione degli effettivi, ma un cambio di marcia vitale. Il difensore è considerato l’uomo chiave per affrontare la complessa trasferta al “Penzo”, e i motivi sono tanto tattici quanto psicologici.

Perché Giorgini è fondamentale contro il Venezia

Il ritorno in campo del numero uno della difesa stabiese garantisce ad Abate diverse soluzioni tecniche che erano mancate nell’ultimo turno: Nel sistema della difesa a tre, Giorgini è l’ago della bilancia. Possiede una rara intelligenza tattica che gli permette di leggere in anticipo le linee di passaggio avversarie, spezzando sul nascere le trame offensive. Contro un attacco strutturato e fisico come quello lagunare, i centimetri del centrale saranno di vitale importanza per blindare l’area di rigore. In particolare, ci sarà da arginare un certo Andrea Adorante, il classico attaccante in grado di creare grattacapi e che rappresenta il “rebus” principale da risolvere per la retroguardia. Oltre all’impeccabile fase d’interdizione, Giorgini è a tutti gli effetti il primo costruttore di gioco della squadra. È il “piede buono” del reparto arretrato, l’uomo a cui i compagni affidano i palloni più sporchi per avviare l’azione con lucidità e pulizia tecnica.

Verso la Laguna: alzare il baricentro per fare punti

La Juve Stabia arriva in Laguna con una gran voglia di fare punti e di confermare quanto di buono mostrato finora in questa stagione. Tuttavia, affrontare il Venezia tra le mura amiche richiede una tenuta mentale e una concentrazione massimale, doti che il reparto difensivo gialloblù aveva parzialmente smarrito nei momenti di maggiore pressione durante l’ultima uscita.

Il ritorno del proprio leader permetterà alla squadra di osare di più. Con la consapevolezza di avere alle spalle un “lucchetto” affidabile come Giorgini, la formazione di Abate potrà permettersi di alzare il baricentro con maggiore sicurezza, tenendo il Venezia lontano dalla propria area e provando a imporre il proprio gioco.

Abate lo sa benissimo: per uscire indenni dal “Penzo” e strappare un risultato positivo, servirà la partita perfetta. Ma con il suo “Ministro” di nuovo al centro del campo, la missione lagunare appare decisamente meno impossibile.

Venezia – Juve Stabia: Non sarà una gita in laguna ma una battaglia. Lunedì le Vespe a caccia dell’impresa

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La Juve Stabia si prepara per quella che, per i tifosi gialloblù, non sarà una semplice gita fuori porta in Laguna. Nella suggestiva e bellissima cornice di Venezia, le Vespe guidate da mister Ignazio Abate scenderanno in campo nel giorno di Pasquetta per affrontare la corazzata di Giovanni Stroppa. Una partita che definire “non facile” è un eufemismo: per le Vespe sarà una vera e propria montagna da scalare.

L’ombra del grande ex e il peso della maglia

Il Venezia, costruito con la dichiarata ambizione di vincere il campionato, si affiderà in attacco a un grande ex della partita: Andrea Adorante. Un calciatore che a Castellammare di Stabia non ha certo bisogno di presentazioni e che oggi, da nuovo bomber arancioneroverde, ha ereditato una maglia pesantissima. È la stessa casacca che, in un passato non troppo remoto, è stata indossata da campioni assoluti del calibro di Stefan Schwoch, Pippo Maniero e Christian Vieri, giusto per fare qualche nome illustre.

La storia del club lagunare, del resto, è intrisa di fascino e talento puro. Impossibile parlare del Venezia senza che la mente voli ad Alvaro Recoba: sotto la sapiente guida di Walter Novellino, il “Chino” espresse al “Penzo” il miglior calcio della sua carriera. Un fuoriclasse devastante, lontano parente di quel giocatore sicuramente forte, ma troppo spesso discontinuo, ammirato al “Meazza” con la maglia dell’Inter.

Il muro Stankovic e l’arsenale a disposizione di Stroppa

A proposito di Inter e di intrecci storici, a difendere i pali della formazione veneta ci sarà Filip Stankovic. Il figlio d’arte (papà Dejan ha scritto pagine indelebili in nerazzurro) è uno dei prodotti più interessanti dell’intero torneo cadetto. Proprio lui, al “Romeo Menti” nella gara di andata, si prese con merito la palma del migliore in campo, blindando la porta con interventi prodigiosi. Il giovane numero uno difende oggi una rete che un tempo fu di Massimo Taibi, altro estremo difensore che ha dato moltissimo al calcio italiano.

La rosa del Venezia di oggi è un concentrato di talento, fisicità ed esperienza. Oltre alle geometrie e all’estro dello statunitense Gianluca Busio, mister Stroppa può contare su giocatori di categoria superiore. A centrocampo brilla l’esperienza di Alfred Duncan, mentre in avanti, ad affiancare Adorante, ci potrebbe essere l’imprevedibile John Yeboah che rimane al momento in forte dubbio per noie fisiche, così come Haps sulla fascia sinistra, privando forse i lagunari di frecce importanti al proprio arco.

L’eterno duello con Stroppa in una cornice da sogno

In panchina siede una vecchia conoscenza del calcio castellammarese: Giovanni Stroppa. Il mister non ha mai giocato né allenato al Menti, ma ormai da anni si rinnovano i suoi incroci sportivi contro la Juve Stabia. È una lunga scia di sfide e duelli che parte dai tempi del Foggia, prosegue con il Crotone e passa per la più recente battaglia di quando sedeva sulla panchina della Cremonese. A Venezia, Stroppa ha ereditato una panchina prestigiosa, che oltre al già citato Novellino, ha visto alternarsi maestri del calibro di Luciano Spalletti e Cesare Prandelli.

Si affronta un club storico, insomma, che gioca le sue partite interne in uno stadio bellissimo e unico, lambito dalle acque della laguna. Sulla carta il copione recita “Venezia”, con i padroni di casa nettamente favoriti. Ma la Juve Stabia arriverà a questo appuntamento con una grande forza: la consapevolezza di non avere assolutamente niente da perdere. Le Vespe proveranno a gettare il cuore oltre l’ostacolo per regalarsi, e regalare ai propri tifosi, una nuova indimenticabile impresa. L’ennesima della loro fiera storia.

La Juve Stabia scende in campo per il sociale: In visita ai piccoli pazienti dell’Ospedale San Leonardo

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Il calcio non è solo agonismo, classifiche e novanta minuti vissuti sul rettangolo verde. È anche, e soprattutto, un veicolo straordinario di valori umani, di aggregazione e di speranza. Lo ha dimostrato ancora una volta la Juve Stabia, che nella mattinata di venerdì 3 aprile, ha deciso di giocare una delle partite più importanti della stagione: quella della solidarietà.

Una delegazione ufficiale del club gialloblù ha infatti fatto visita al reparto di Pediatria dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, portando un’ondata di gioia, affetto e regali in vista delle imminenti festività pasquali.

La Delegazione Gialloblù: Un Ponte tra Sport e Comunità

A rappresentare i colori e il cuore della società stabiese è intervenuta una delegazione d’eccezione, guidata dal direttore Ferdinando Elefante. Insieme a lui, in rappresentanza dell’intero gruppo squadra, erano presenti quattro calciatori della rosa: Alessandro Gabrielloni, Alessandro Signorini, Thomas Battistella e Matheus Luz Priveato Dos Santos.

La presenza dei giocatori ha trasformato una normale mattinata di degenza in un evento indimenticabile per i bambini. Lontani dalla tensione agonistica del campionato, i ragazzi della Juve Stabia si sono messi a completa disposizione dei più piccoli, dimostrando una profonda sensibilità e confermando il forte legame che unisce il club al territorio e alla sua comunità.

L’Accoglienza al San Leonardo

L’arrivo dei beniamini gialloblù è stato accolto con grande entusiasmo non solo dai pazienti, ma anche dall’intero personale medico e sanitario. A fare gli onori di casa è stata la Dottoressa Antonietta Giannatasio, stimato primario del reparto di Pediatria, affiancata da tutto lo staff della direzione sanitaria del nosocomio stabiese.

L’incontro ha evidenziato la fondamentale sinergia tra le eccellenze del territorio: da una parte l’Ospedale San Leonardo, presidio vitale per la salute cittadina, e dall’altra la Juve Stabia, simbolo sportivo e identitario di Castellammare. La Dottoressa Giannatasio e i suoi collaboratori hanno ringraziato sentitamente la società per aver regalato un momento di inaspettata spensieratezza in un reparto dove il sorriso rappresenta, molto spesso, la prima forma di cura.

Sorrisi, Abbracci e Uova di Cioccolato

Il momento clou della mattinata si è vissuto nelle corsie e nelle stanze del reparto. I quattro calciatori, armati dei tradizionali doni pasquali, hanno consegnato di persona uova di cioccolato ai piccoli pazienti ricoverati.

La reazione dei bambini è stata la vittoria più bella: occhi sgranati, sorrisi sinceri e un’emozione palpabile nell’incontrare da vicino i calciatori. Gabrielloni, Signorini, Battistella e Priveato Dos Santos si sono intrattenuti con i piccoli e con le loro famiglie, scattando fotografie, firmando autografi e scambiando qualche battuta per alleggerire il peso del ricovero.

Un piccolo gesto, come donare un uovo di cioccolato e scambiare un sorriso, ha il potere di trasformare l’atmosfera di un reparto ospedaliero, portando la magia della Pasqua anche a chi sta affrontando un momento di difficoltà.

Il Calcio che Fa Bene

Iniziative come questa ricordano il ruolo sociale cruciale che le società calcistiche rivestono all’interno del proprio tessuto cittadino. La Juve Stabia, attraverso la visita odierna, ha ribadito la propria attenzione verso le fasce più fragili, augurando in modo concreto e tangibile una serena e felice Pasqua a chi ne ha più bisogno.

I ragazzi torneranno a lottare per impegni sul campo, come per il difficile incontro con il Venezia, ma il ricordo dei sorrisi ricevuti al San Leonardo sarà sicuramente il trofeo più prezioso da custodire in bacheca.

Vesevus Hub, prova di forza e cuore: la Vittorio Alfieri si arrende in quattro set

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Prestazione solida e convincente per la Vesevus Hub Volley, che conquista una preziosa vittoria in trasferta imponendosi per 3-1 sul campo della Vittorio Alfieri Volley, al termine di una gara combattuta ma ben gestita dagli ospiti.

La squadra della Vesevus parte subito con il piede giusto, mostrando concentrazione e qualità in ogni fondamentale. Il primo set si chiude sul 25-19 per la Vesevus, capaci di mantenere sempre il controllo del gioco grazie a una buona organizzazione difensiva e attacchi efficaci.

Molto più equilibrato il secondo parziale, vero snodo del match. La Vittorio Alfieri prova a reagire, ma la Vesevus dimostra maggiore lucidità nei momenti decisivi, portando a casa il set ai vantaggi con il punteggio di 28-26.

Nel terzo set arriva la reazione dei padroni di casa: la Vittorio Alfieri alza il ritmo, sfrutta qualche calo degli avversari e riesce ad accorciare le distanze vincendo 25-20, riaprendo così la partita.

Ma nel quarto set la Vesevus HUB Volley, torna a spingere con determinazione, imponendo il proprio gioco sin dalle prime battute. Il finale è senza storia: la Vesevus chiude il set con un netto 25-16, portando a casa l’intera posta in palio.

Una vittoria importante per la Vesevus Hub Volley, che dimostra carattere e continuità a 3 giornate dalla fine, i ragazzi sono concentrati per affrontare con determinazione i Play off.

Gennaro Monaco: “Al Menti eravamo gladiatori. Questa Juve Stabia è da Serie A”

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Gennaro Monaco, uno dei difensori più amati nella storia della Juve Stabia, è intervenuto a Juve Stabia Talk Show per condividere i suoi ricordi indelebili legati a Castellammare e per dare la sua benedizione alla squadra attuale, che vede proiettata verso traguardi ambiziosi.

Gli anni d’oro e il legame con Roberto Fiore

Monaco ha descritto i suoi due anni in gialloblù come “bellissimi”, vissuti fianco a fianco con un altro “guerriero” e icona del club, Roberto Amodio. Un pilastro fondamentale di quell’epoca fu il presidente Roberto Fiore, che Monaco definisce “un emblema” e una figura quasi paterna (o “un nonno”, vista l’età) che lo volle fortemente a Castellammare dopo l’esperienza a Ischia.

L’ex difensore ha ricordato con nostalgia l’atmosfera del Menti, definendolo una “bolgia” e paragonando l’esperienza di gioco a quella degli stadi inglesi. Secondo Monaco, la pressione e il calore degli 8-10.000 tifosi stabiesi facevano sentire i calciatori come “gladiatori nell’arena”, investiti della responsabilità di onorare la maglia.

Aneddoti di un calcio d’altri tempi

Durante l’intervista sono emersi diversi episodi che testimoniano il carattere “verace” di Monaco:

  • La “battaglia” in campo: Monaco ha ricordato un episodio contro l’Acireale in cui, nonostante una ferita alla testa che richiese 15 punti di sutura, continuò a lottare finché fu in campo, esortando i compagni a non mollare.
  • Il duello con Miccoli: Ha rievocato la sfida contro un giovanissimo Fabrizio Miccoli (all’epoca diciottenne nel Casarano), sottolineando come la forza mentale e il carisma gli permettessero di vincere i duelli anche contro talenti destinati alla Serie A.
  • I premi di Fiore: Un simpatico aneddoto ha riguardato le trattative per i premi partita. Monaco ha raccontato di come usasse la scusa del “latte e dei pannolini per i bambini” per convincere il presidente Fiore a raddoppiare i bonus in caso di vittorie importanti contro Ternana o Palermo.

L’elogio alla Juve Stabia di Abate e Lovisa

Passando al presente, Monaco si è detto entusiasta della squadra attuale, definendo il gioco espresso dai ragazzi di Abate come un vero “spettacolo”. Ha espresso parole di profonda stima per il direttore sportivo Matteo Lovisa, definendolo un “top player” capace di non sbagliare un colpo nella scelta di calciatori e allenatori.

Monaco vede nel capitano Bellich il suo erede spirituale, definendolo un leader carismatico che gli somiglia molto per temperamento. Riguardo a mister Ignazio Abate, lo ha descritto come un “predestinato” capace di dare un’identità forte e propositiva alla squadra.

Il sogno Serie A

In chiusura, Monaco ha lanciato un messaggio di grande ottimismo per il finale di stagione. Con la salvezza ormai archiviata, ha esortato la squadra a giocare il “mini torneo” dei play-off con cuore e anima. Secondo l’ex difensore, la Juve Stabia può essere la “mina vagante” della competizione: “Se ci sono andati il Chievo o il Carpi, ci può andare anche la Juve Stabia in Serie A”. Monaco ha concluso promettendo di tornare al Menti per sostenere la squadra durante le fasi finali dei play-off.

Malaguti (LaNuovaVenezia): “In laguna c’è un calcio scintillante. Ma occhio alla Juve Stabia di Abate”

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Nell’ultima puntata di Juve Stabia Live Talk Show, Giuseppe Malaguti ha offerto una panoramica dettagliata sulla capolista Venezia, definendo la squadra di Stroppa come una realtà capace di esprimere, probabilmente, il miglior calcio mai visto in laguna.

Il “Miracolo” di Stroppa e la forza del gruppo

Secondo Malaguti, la marcia del Venezia non era affatto scontata, nonostante la qualità della rosa. Il giornalista ha lodato il lavoro di Giovanni Stroppa, capace di trovare subito la chimica giusta con il club e i giocatori dopo una retrocessione, trasformando il Venezia in una squadra che gioca un calcio “scintillante e brillante”. Malaguti ha sottolineato come il Venezia crei tantissimo, risultando divertente da vedere anche per i neutrali.

L’analisi della sfida: Juve Stabia a mente sgombra

In vista del match del “Penzo”, Malaguti ha avvertito che la Juve Stabia sarà un avversario pericolosissimo proprio perché ha già raggiunto l’obiettivo salvezza e giocherà con la mente libera. Ha espresso grande stima per il lavoro di Ignazio Abate, sottolineando come non sia stato facile per lui raccogliere l’eredità di Pagliuca e dare continuità ai risultati nonostante i continui cambi di rosa. Tra i calciatori delle Vespe, Malaguti ha dichiarato di apprezzare moltissimo il giovane Cacciamani, definendolo un profilo di cui si parlerà presto anche in ottica Serie A.

Il fattore Adorante e le individualità

Un passaggio centrale è stato dedicato all’ex della gara, Andrea Adorante. Malaguti ha spiegato che, dopo un inizio caratterizzato da qualche mugugno in tribuna, l’attaccante si è inserito alla grande, realizzando 13 gol e dimostrandosi un giocatore altruista che si spende molto per la squadra. Per quanto riguarda la formazione del Venezia, il giornalista ha citato elementi di categoria superiore come Yeboah e la mediana composta da Busio, Kike Perez e Doumbia, definita come “la migliore della Serie B”.

La corsa alla Serie A: Frosinone l’avversario più ostico

Nonostante il vantaggio in classifica, Malaguti invita a non abbassare la guardia. Nella lotta per la promozione diretta, pur riconoscendo la forza della “corazzata” Monza, il giornalista si è detto più impressionato dal Frosinone di Alvini, definendolo l’avversario più brillante e temibile per il Venezia.

L’atmosfera magica del “Penzo”

In chiusura, Malaguti ha descritto l’entusiasmo travolgente che si respira a Venezia, con un cambio generazionale allo stadio e un afflusso costante di famiglie e giovani. Ha definito l’atmosfera dello stadio veneziano come “unica e magica”, un fattore che sta spingendo la squadra verso quello che potrebbe essere un traguardo storico.

sisma avvertito tra Napoli e Pozzuoli

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I Comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta alle ore 9.59 e a una profondità di 3 km, sono Pozzuoli, Quarto e Bacoli

Una scossa di magnitudo 2.1 è stata registrata oggi, venerdì 3 aprile, dall’Ingv nella zona dei Campi Flegrei. I Comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta alle ore 9.59 e a una profondità di 3 km, sono Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

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Fonte AdnKronos

Savoia calcio, vittoria per 2 a 0 contro il Messina e la Nissa è sempre a 2 punti. Fotogallery

VITTORIA DEL SAVOIA CHE CONSOLIDA IL SECONDO POSTO

Il Savoia batte il Messina per due reti a zero e conquista tre punti che permettono ai bianchi di Torre Annunziata di mantenersi ancora a 2 punti dalla capolista Nissa, vincitrice in casa contro il Gela.

LA PARTITA

Un incontro che il Savoia vince grazie a una maggiore concretezza nei momenti chiave. Nel corso del primo tempo, piuttosto equilibrato, i bianchi trovano il vantaggio con Umbaca al 27’ che dopo una conclusione di Nussbaumer, respinta dal portiere, mette all’incrocio un tiro meraviglioso all’incrocio, è l’1-0.

Secondo tempo caratterizzato dalle occasioni sprecate con Guida, tra il 46’ e il 48’ e con Umbaca 65’, su calcio piazzato.

Solo nel recupero arriva il gol di Munoz che chiude definitivamente l’incontro, è il 2-0 finale.

TABELLINO


SAVOIA-MESSINA 2-0
Marcatori: 26’ Umbaca, 95’ Munoz
SAVOIA (3-4-2-1): Iuliano; Frasson; Checa, Cadili (dal 90’ Sellaf), Schiavi, Ledesma (dal 90’ Munoz), Pisacane, Fiasco, Umbaca (dal 67’ Meola), Guida (dall’80’ Forte), Nussbaumer (dal 70’ Favetta). In panchina: De Lorenzo, Bitonto, Reis, Forte, Boli. Allenatore: Raimondo Catalano

MESSINA (3-4-2-1): Sorrentino (dal 46’ Giardino); Clemente, Trasciani, Bosia (dal 56’ Zerbo); Maisano (dal 46’ Pedicone), Garufi, Matese (dal 77’ Tedesco), Saverino; Kaprof (dal 56’ Tourè), Oliviero; Roseti. In panchina: De Caro, Papallo, Bombaci, Buonofiglio. Allenatore: Vincenzo Feola.

Arbitro: Michele Piccolo di Pordenone
Assistenti Stefano Merlina di Chivasso e Boris Popovic di Padova.

Ammoniti: 18’ Trasciani (M), 18’ Cadili (S), 62’ Pedicone (M), 68’ Meola (S), 90’ Zerbo (M)

Corner: 6-2
Recupero: 3’,6’

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

 

 

Sorrisi Gialloblù e Magia della Pasqua: La Juve Stabia Abbraccia i Bambini del Centro Antico

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Il calcio, quando vissuto nella sua essenza più pura, non è solo tattica, allenamenti e partite domenicali: è soprattutto senso di appartenenza e responsabilità sociale. Lo ha dimostrato ancora una volta la Juve Stabia, che nel pomeriggio di ieri si è resa protagonista di una splendida iniziativa dedicata ai più piccoli, portando la gioia dello sport direttamente nel cuore pulsante e storico della città.

Una Delegazione d’Eccezione tra i Piccoli Tifosi

L’entusiasmo era palpabile fin dai primi momenti in cui la delegazione gialloblù ha varcato le soglie dell’Oratorio. Lontani dalla tensione agonistica del campionato, i giocatori si sono calati nei panni di “fratelli maggiori”, regalando un pomeriggio indimenticabile a decine di bambini.

A rappresentare la squadra c’erano tre volti amati della rosa: Nicola Mosti, Pietro Boer e Alessio Cacciamani.

La presenza dei calciatori è stata affiancata da una nutrita e prestigiosa rappresentanza dello staff dirigenziale, a testimonianza di quanto la società tenga a consolidare il proprio legame con il tessuto sociale stabiese. Hanno partecipato attivamente all’incontro gli amministratori Dott. Mario Ferrara e Dott. Salvatore Scarpa, accompagnati dal direttore Ferdinando Elefante.

Bagno di Folla, Autografi e Scatti Ricordo

L’arrivo delle “Vespe” nel centro antico è stato accolto da un clima di autentica festa. L’Oratorio, da sempre fondamentale punto di aggregazione e crescita per i giovani del quartiere, si è trasformato per qualche ora in una piccola “curva” festante.

I bambini, con gli occhi pieni di meraviglia, hanno circondato i loro beniamini. Tra i giocatori e i piccoli tifosi si è instaurato subito un clima di grande confidenza e calore umano:

Selfie e Foto con decine di scatti per immortalare un momento da raccontare a scuola e agli amici. Poi il rito degli autografi su magliette, quaderni e palloni che sono stati impreziositi dalle firme di Mosti, Boer e Cacciamani, che non si sono sottratti a nessuna richiesta, dispensando sorrisi e parole di incoraggiamento.

Un Dono Speciale per le Festività Pasquali

Il culmine del pomeriggio è arrivato al momento dei saluti, quando la società ha voluto fare una sorpresa in vista delle imminenti festività. A tutti i bambini presenti sono state distribuite delle tradizionali Uova di Pasqua, simbolo per eccellenza della festa e della gioia infantile.

Ma la sorpresa non è finita qui: all’interno e a corredo delle uova di cioccolato, i piccoli hanno trovato in omaggio degli esclusivi gadget ufficiali della Juve Stabia. Un piccolo grande gesto per far sentire ogni bambino parte della grande famiglia gialloblù.

Oltre il Calcio: Il Valore del Territorio

Iniziative come questa confermano la volontà della Juve Stabia di non essere semplicemente una squadra di calcio, ma un vero e proprio punto di riferimento per la comunità di Castellammare. Portare i propri atleti nel centro antico significa riconoscere l’importanza delle proprie radici e regalare speranza e ispirazione a chi, fin da piccolo, vede nei colori gialloblù un motivo di orgoglio e appartenenza.

Un pomeriggio che si è concluso “idealmente” con le mani sporche di cioccolato, tanti sorrisi e la consapevolezza che la vittoria più bella, a volte, si conquista lontano dagli spalti dello Stadio “Romeo Menti”.

Juve Stabia, il rush finale sotto la lente: il calendario ai raggi X con il “gioco delle stelle”

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Il campionato entra nella sua fase cruciale e per la Juve Stabia inizia l’atteso rush finale. Da qui alla linea del traguardo, ogni singola partita assume un’importanza vitale: i punti in palio diventano letteralmente roventi e peseranno come macigni sul percorso stagionale delle Vespe.

Per analizzare questo mini-torneo che attende i ragazzi di mister Ignazio Abate, abbiamo deciso di prendere in prestito un format amato dai grandi quotidiani sportivi nazionali: il gioco delle stelle. Assegneremo un coefficiente di difficoltà da uno a cinque a ciascun avversario, per capire cosa attende i gialloblù in questo infuocato epilogo di campionato.

Venezia (5 Stelle)

Trasferta da brividi in laguna. La formazione guidata da Giovanni Stroppa esprime uno dei migliori calci del torneo e, tra le mura amiche, sembra davvero non voler fare sconti a nessuno. Assegnare il “pot” massimo di cinque stelle in questo caso non è un’esagerazione, ma un classico atto dovuto di fronte a un avversario di questa caratura.

Cesena (3 Stelle)

L’insidia romagnola. I bianconeri, nel corso di questo campionato, hanno viaggiato un po’ a corrente alternata. Tuttavia, la “cura Cole” sembra aver dato la proverbiale scossa, culminata con un’importante vittoria contro il Catanzaro. La partita nasconde delle trappole, ma il fattore “Romeo Menti” e la spinta del pubblico di casa possono e devono risultare determinanti per spostare l’ago della bilancia a favore della Juve Stabia.

Catanzaro (4 Stelle)

Spettacolo al Menti. La squadra di Alberto Aquilani è nota per esprimere un calcio meraviglioso e delizioso dal punto di vista estetico e tattico. Il coefficiente di difficoltà si ferma a quattro stelle – e non arriva al massimo – esclusivamente perché le Vespe potranno contare sul vantaggio di giocare nel proprio stadio, avendo così l’opportunità e l’energia per disinnescare le geometrie dei calabresi.

Pescara (3 Stelle)

L’incognita disperazione. Per decifrare con esattezza questa sfida servirebbe oggi la famosa sfera di cristallo. Attualmente assegniamo tre stelle perché Insigne e compagni si trovano all’ultimo posto in graduatoria. Attenzione, però: se in vista di questo appuntamento il Pescara dovesse essere ancora in piena corsa per la salvezza, il livello di difficoltà aumenterebbe drasticamente. Inoltre, va sottolineato che nelle ultime uscite il Delfino non è affatto dispiaciuto sul piano del gioco.

Frosinone (5 Stelle)

La bestia nera. Un altro ostacolo di proporzioni gigantesche. La formazione di Massimiliano Alvini è forse quella che, nell’arco della stagione, ha messo maggiormente in difficoltà i ragazzi di Abate. È vero che il match si disputerà a Castellammare, ma i ciociari sono in piena bagarre per la promozione diretta e scenderanno in campo col coltello tra i denti, senza alcuna intenzione di fare regali o abbassare la guardia.

Südtirol (3 Stelle)

L’ultimo atto variabile. L’impegno che chiuderà il campionato. Ad oggi, il gruppo allenato da Fabrizio Castori sembra ormai fuori da obiettivi di classifica rilevanti; pertanto, per la Juve Stabia si preannuncia una gara difficile ma non impossibile. L’ostacolo principale risiede nel fatto che si giocherà all’ultima giornata, in trasferta. Proprio come per il Pescara, il rating è “con riserva”: se gli altoatesini dovessero arrivare a questa sfida necessitando di punti per centrare in extremis gli spareggi promozione, le tre stelle andrebbero immediatamente riviste al rialzo.

Il cammino è tracciato e le insidie non mancano, ma la Juve Stabia ha dimostrato di sapersi esaltare nei momenti che contano. Ora, come sempre, la parola passa al rettangolo verde.

Juve Stabia, Cuore Gialloblù: Ricciardi, Dalle Mura e Torrasi Incontrano i calciatori dell’ASD San Paolo 1970

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Lo sport va ben oltre il rettangolo di gioco e i novanta minuti della partita. La S.S. Juve Stabia 1907 conferma ancora una volta il suo profondo legame con il territorio circostante e il suo impegno nel tessuto sociale. Nella giornata di mercoledì 1 aprile, una delegazione ufficiale della prima squadra ha fatto tappa a Gragnano per fare visita ai giovani atleti della scuola calcio ASD San Paolo 1970, situata nella frazione di Madonna delle Grazie.

Sorrisi, Autografi e Condivisione

A rappresentare i colori gialloblù in questa speciale occasione c’erano Manuel Ricciardi, Christian Dalle Mura ed Emanuele Torrasi. I tre calciatori si sono messi a completa disposizione dei tantissimi bambini e ragazzi presenti, regalando un pomeriggio di emozioni indimenticabili.

Tra autografi firmati su magliette e scarpini, innumerevoli scatti fotografici e chiacchierate a tu per tu, i giocatori delle Vespe hanno condiviso le proprie esperienze professionali e umane. Un momento di vicinanza prezioso, capace di accorciare le distanze tra i professionisti acclamati negli stadi e i sognatori di domani, dimostrando che con impegno e dedizione nessun traguardo è precluso.

Il messaggio di Giovanni Malafronte D.G. dell’ASD San Paolo 1970 è chiaro: “Una giornata di sano sport che ha coinvolto ed entusiasmato i nostri iscritti di questa bellissima realtà del nostro territorio, unendo la passione per il calcio all’importanza della crescita umana. Ringrazio tutta la Juve Stabia per questa opportunità concessa.”

Un Progetto di Vita: L’Impegno dell’ASD San Paolo 1970

L’evento ha assunto un significato sociale di assoluto rilievo. L’ASD San Paolo 1970, infatti, non è una semplice scuola calcio, ma un presidio fondamentale per la comunità. La società porta avanti un lodevole progetto mirato all’inclusione sociale e alla riduzione della dispersione giovanile, offrendo un’alternativa sana e formativa ai ragazzi del quartiere.

Tutto questo prende vita all’interno di una struttura profondamente legata alla diocesi di Madonna delle Grazie. Un impianto che nel corso degli anni è rinato grazie a importanti lavori di ristrutturazione, culminati con l’installazione di un moderno manto in erba sintetica. Questo restyling ha permesso di donare ai giovani un ambiente sicuro, accogliente e all’avanguardia dove poter inseguire la propria passione.

Un Legame che si Rinnova nel Tempo

La visita di Ricciardi, Dalle Mura e Torrasi si inserisce nel solco di una tradizione virtuosa ormai ampiamente consolidata.

Da anni, infatti, il legame tra la Juve Stabia e l’ASD San Paolo 1970 si rinnova costantemente:

  • Visite periodiche: Calciatori della rosa attuale e vecchie glorie del passato fanno spesso tappa a Madonna delle Grazie.

  • Incontri formativi: Membri dello staff tecnico e sanitario gialloblù mettono regolarmente la loro esperienza al servizio dei più piccoli.

  • Educazione ai valori: L’obiettivo primario di questi incontri è insegnare le regole non scritte del calcio: la lealtà, lo spirito di sacrificio e, soprattutto, il rispetto per l’avversario.

Un pomeriggio di festa, insomma, che ribadisce un concetto fondamentale: la Juve Stabia è un patrimonio della città e del comprensorio, capace di esportare vittorie non solo in campionato, ma anche nel campo della solidarietà e della crescita delle nuove generazioni.

Da nido d’amore a voragine economica: Parcella d’oro e caos burocratico per una villetta a Castellammare

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Il sogno di una vita trasformato in un autentico incubo finanziario. È la drammatica disavventura vissuta da un operatore sanitario del presidio ospedaliero San Leonardo, ritrovatosi sommerso dalle passività a causa della costruzione della sua futura abitazione coniugale. Al centro della bufera giudiziaria vi è una contesa economica con un affermato professionista stabiese, la cui parcella sarebbe inspiegabilmente lievitata del 500%.

Oggi, l’intera questione è al vaglio della sezione civile del Tribunale di Torre Annunziata, chiamata a pronunciarsi sull’istanza di decreto ingiuntivo depositata dal progettista.

Il miraggio del preventivo e il contratto “fantasma”

La vicenda affonda le sue radici nel 2021, quando il giovane infermiere decide di investire tutti i propri sudati risparmi per edificare un immobile su due livelli (di cui uno seminterrato) nella fascia periferica di Castellammare di Stabia. Si affida a un rinomato architetto, trovando un’intesa di massima: la spesa totale prevista per la realizzazione della struttura è stimata attorno ai 200.000 euro, una cifra che il committente ritiene sostenibile.

L’inganno, secondo la ricostruzione della vittima, si celerebbe nei dettagli burocratici. Viene redatta una scrittura privata tra la ditta che eseguirà i lavori e l’infermiere. Contratto che viene predisposto dall’architetto e che lega gli onorari professionali a una percentuale sulle spese di cantiere. In maniera subdola l’architetto avrebbe omesso di apporre la propria firma sul contratto evitando così di fissare il suo onorario su una percentuale dei 200mila euro stabiliti dalla ditta per l’esecuzione dei lavori di costruzione. Il noto professionista sfrutterebbe così l’assoluta buona fede del cliente e un iniziale rapporto di fiducia con lui.

Varianti occulte e costi fuori controllo

Con l’avanzare dei lavori, le certezze iniziali iniziano a sgretolarsi. Nel cantiere sorgono problematiche tecniche che, a detta dell’infermiere, sarebbero state facilmente prevedibili e derivanti da gravi lacune nella progettazione originaria. Per sanare questi errori senza allarmare il proprietario, il direttore dei lavori avrebbe depositato agli uffici competenti una serie di modifiche progettuali in corso d’opera, operando all’insaputa del committente.

Il risultato? Il costo complessivo dell’immobile sfonda il tetto dei 300.000 euro. Ma la vera sorpresa arriva con il conto del professionista: le competenze tecniche, inizialmente quantificabili in circa 20.000 euro, schizzano alla sbalorditiva somma di 150.000 euro. Se da un lato l’infermiere provvede a onorare i pagamenti verso la ditta costruttrice, dall’altro si oppone categoricamente alle pretese esorbitanti del progettista, innescando l’attuale braccio di ferro legale.

Il cortocircuito dell’Ufficio Urbanistica

A complicare una situazione già di per sé intricata si aggiungerebbe la gestione a dir poco paradossale dell’apparato amministrativo cittadino. Il cantiere entra nel mirino del settore urbanistico del Comune di Castellammare di Stabia, dando il via a una serie di valutazioni schizofreniche:

  • I controlli del 2024: Una prima ispezione si conclude con esito positivo, senza evidenziare alcuna anomalia.

  • Il presunto vizio originario: Poco dopo lo scoppio della lite legale tra le parti, gli uffici dichiarano che i permessi rilasciati nel 2021 erano carenti della documentazione necessaria.

  • L’onere della sanatoria: Per regolarizzare la propria posizione, il proprietario è costretto a sborsare un’ulteriore cifra superiore ai 20.000 euro.

  • I clamorosi dietrofront: Nonostante l’esborso, l’ente pubblico innesca un valzer di decisioni contraddittorie: prima certifica nuovamente la regolarità della pratica, per poi fare marcia indietro un’ennesima volta, bollandola di nuovo come illegittima.

Questo stallo burocratico ha generato un clima di totale incertezza che grava pesantemente sulle spalle del malcapitato. Ora, la palla passa al Tribunale di Torre Annunziata, che avrà l’arduo compito di districare questa matassa fatta di presunte furbizie contrattuali, errori tecnici e cortocircuiti della pubblica amministrazione.

Castellammare di Stabia punta sulla Street Art: approvato all’unanimità il nuovo regolamento cittadino

L’arte urbana diventa ufficialmente uno strumento di rinascita e valorizzazione per Castellammare. Ieri, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il nuovo regolamento sulla street art, segnando il traguardo di un percorso strategico avviato nei mesi scorsi.

Con questo via libera, vengono definiti nero su bianco i criteri e le modalità per la realizzazione delle opere sul territorio comunale. L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: promuovere interventi mirati di riqualificazione, valorizzare i quartieri e le periferie, e offrire un canale ufficiale e strutturato per favorire l’espressione artistica giovanile.

Iscrizione all’albo regionale e nuovi finanziamenti

Il nuovo regolamento non rappresenta solo un atto normativo, ma un tassello strategico fondamentale. Nei mesi scorsi, infatti, il Comune è stato inserito nell’albo regionale delle superfici destinate agli interventi di creatività urbana. Questo riconoscimento, che ora si unisce a un solido quadro di regole cittadine, consentirà all’ente di avere tutte le carte in regola per partecipare ai bandi previsti e intercettare i fondi dedicati allo sviluppo di questi progetti.

Le aree destinate alla creatività

A seguito di un’attenta ricognizione, l’amministrazione ha individuato nove aree specifiche che fungeranno da vere e proprie “tele a cielo aperto” per i futuri interventi di street art. Le strade interessate da questo progetto di rigenerazione visiva sono: Via Giuseppe Cosenza (individuata con due differenti aree); Via Giuseppe Bonito; Via Virgilio; Viale Dante Alighieri; Via Gaetano Martucci; Via Napoli; Via Monaciello; Via Nocera.

L’Amministrazione: “L’arte come leva per l’identità cittadina”

A delineare la visione alla base del progetto sono intervenuti congiuntamente il primo cittadino Luigi Vicinanza e l’assessore all’Identità stabiese e alle Politiche giovanili, Annalisa Di Nuzzo:

“Con l’approvazione del regolamento sulla street art, Castellammare dimostra di puntare sull’arte come leva di riqualificazione urbana e costruzione dell’identità cittadina. L’obiettivo è trasformare spazi e strade della città in luoghi che raccontano storie, radici e visioni della comunità, rafforzando il senso di appartenenza.”

Gli amministratori hanno inoltre evidenziato le imminenti ricadute pratiche dell’iniziativa: “Grazie all’inserimento nell’albo regionale e all’individuazione delle aree dedicate, potremo accedere a finanziamenti e sviluppare progetti di qualità, coinvolgendo giovani e artisti. È un primo passo concreto per rendere Castellammare sempre più viva”.

Verona capitale degli amanti del vino: Torna “Vinitaly and the City” dal 10 al 12 aprile 2026

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Verona, 1° aprile 2026 – Verona è pronta a brindare. Dal 10 al 12 aprile, il centro storico della città scaligera diventerà il palcoscenico a cielo aperto di Vinitaly and The City, l’atteso fuorisalone di Veronafiere pensato per far vivere la magia del vino direttamente tra i vicoli e le piazze della città di Romeo e Giulietta.

Oltre a masterclass e degustazioni, l’edizione di quest’anno si distingue per una fortissima impronta culturale, trasformando la passione degli italiani per il vino in un racconto a 360 gradi che abbraccia arte, storia e spettacolo.

“Dentro c’è l’Italia”: Lo Spettacolo Inaugurale

Una delle novità più attese è il debutto dello spettacolo immersivo “Dentro c’è l’Italia”, previsto per la serata di sabato 11 aprile alle ore 20:00 in Piazza Bra. Sulla maestosa scalinata di Palazzo Barbieri, 150 artisti daranno vita a un intreccio di danza, teatro e canto sotto la direzione artistica di Giuliano Peparini. L’evento, organizzato in collaborazione con Masaf e ICE Agenzia, celebrerà la terra, le tradizioni e la passione che animano la cultura enologica italiana.

Il Cuore della Manifestazione: La Mappa del Gusto

L’evento prenderà il via venerdì 10 aprile alle 18:00 con un brindisi inaugurale a base di Pinot Grigio Doc delle Venezie (official wine 2026). Le attività si concentreranno in un “triangolo d’oro” del centro storico, offrendo un vero e proprio viaggio enogastronomico attraverso le regioni d’Italia:

  • Loggia di Fra’ Giocondo: Ospiterà la Grande Enoteca del Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie e un palco dedicato ai talk, che quest’anno renderà omaggio a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026.

  • Loggia Antica: Diventerà il tempio della mixology internazionale in partnership con i migliori brand e bartender.

  • Piazza dei Signori: Accoglierà le prelibatezze della Fiera del Riso di Isola della Scala e la Lounge di Banca Passadore.

  • Cortile Mercato Vecchio: Un’ambasciata dei sapori per i vini di Calabria e Sardegna, e per la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

  • Cortile del Tribunale & Palazzo del Capitanio: Sarà la vetrina delle eccellenze di Abruzzo, Campania, Molise e Sicilia, arricchita dalle selezioni del Gambero Rosso.

  • Torre dei Lamberti: Torneranno gli amatissimi brindisi panoramici a 84 metri d’altezza, firmati dal Consorzio Vini d’Abruzzo.

Non mancherà la musica: sabato 11 aprile alle 21:30, la Lounge Banca Passadore si accenderà con il DJ set di Ema Stokholma, in collaborazione con Calabria e Rai Radio2 in the City.

Sinergia tra Vino e Cultura

«Abbiamo creato un’esperienza immersiva capace di raccontare il mondo del vino tra le bellezze monumentali della nostra città», ha sottolineato Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere. Un entusiasmo condiviso dalle istituzioni locali, che vedono in Vinitaly and the City uno strumento fondamentale per la promozione turistica.

A confermare questa vocazione è il potenziamento dei “token esperienza”, che quest’anno permetteranno l’accesso non solo a degustazioni, ma anche a visite guidate esclusive. Tra le mete incluse: l’accesso all’Arena di Verona, le visite serali all’area archeologica di Corte Sgarzerie, il Salone delle Feste di Palazzo Balladoro e il Museo Archeologico Nazionale.

Il Fuorisalone si Allarga in Valpolicella

La festa non si fermerà domenica sera. In un’edizione 2026 densa di novità, il perimetro degli appuntamenti si estenderà fino alla Strada del Vino Valpolicella. Dal 13 aprile al 3 maggio, 17 rinomate cantine (tra cui Masi, Tedeschi, Santa Sofia e molte altre) apriranno le loro porte per un calendario di tasting diffusi sul territorio.

Info Pratiche: Orari e Biglietti

Orari di apertura:

  • Venerdì 10 aprile: 18:00 – 23:00

  • Sabato 11 aprile: 15:00 – 23:00

  • Domenica 12 aprile: 15:00 – 23:00

Ticket (Carnet Degustazioni):

  • Acquisto Online (fino al 9 aprile): € 18,00

  • Dal 10 al 12 aprile (Online e Casse in Piazza dei Signori): € 22,00

Vinitaly and the City è organizzato da Veronafiere in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona.

Juve Stabia, dopo il disastro azzurro nel week end riparte la serie A e B. Per le Vespe tappa a Venezia

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“Tanto tuonò che piovve”, recita un vecchio e saggio detto popolare. Ed è esattamente quello che è successo: l’incubo che in molti temevano si è materializzato nel peggiore dei modi. La Nazionale Italiana non parteciperà al prossimo Mondiale di calcio negli Stati Uniti, in programma tra pochi mesi. Una sconfitta incredibile, clamorosa e dolorosa, maturata in un post-Bosnia da incubo, che ha lasciato una nazione intera sgomenta e una tifoseria giustamente inferocita.

Sul banco degli imputati, oggi, ci finiscono tutti: dal Presidente Gabriele Gravina, passando per la squadra e lo staff tecnico, fino al CT Gennaro Gattuso, finito inevitabilmente al centro della bufera.

È uno schiaffo che fa malissimo, una ferita che non passerà inosservata e di cui si discuterà a lungo. Ma il mondo del pallone, purtroppo o per fortuna, non ammette pause: lo spettacolo deve continuare. Il nostro dovere di cronaca ci impone di raccogliere i cocci e di proiettarci verso il futuro immediato, tornando a parlare della Juve Stabia e dell’imminente e delicata trasferta di Venezia.

Fa male, inutile nasconderlo, dover scrivere e ripartire con questo macigno sul cuore. Avere idealmente in tasca un biglietto per gli Stati Uniti ci avrebbe fatto iniziare questo racconto con un piglio e un entusiasmo decisamente diversi. Oggi non ha perso solo una squadra di undici giocatori; abbiamo perso tutti. Ora servono fatti concreti, non le solite parole forti di circostanza a cui siamo abituati in queste situazioni. La palla passa alle autorità competenti in materia, chiamate all’arduo compito di guidare per davvero la rivoluzione del nostro calcio.

Risulta davvero difficile, oggi, trovare la lucidità e le parole giuste per concentrarsi sul prato del “Penzo”, ma il calcio è questo: nel bene e nel male, dobbiamo accettarne i verdetti, anche i più spietati.

A proposito di profonda amarezza, è facile immaginare il dispiacere del nostro Mister Ignazio Abate. Chissà se in queste ore non abbia già alzato la cornetta per una telefonata all’amico ed ex compagno di mille battaglie Gennaro Gattuso, per rincuorarlo e stagli vicino dopo questa brutta avventura sportiva.

È una sconfitta triste e pesante anche per la nostra Castellammare di Stabia, privata del vanto e dell’orgoglio di poter portare al Mondiale americano due figli di questa terra. Un dettaglio, questo, che rende la pillola ancora più amara da mandare giù per la nostra comunità.

Venezia non è lontana. Tutti i tifosi hanno già segnato quella data sul calendario con la penna rossa, pronti a sostenere i ragazzi. Ma il fischio d’inizio può aspettare. Oggi è solo il momento delle riflessioni e delle lacrime amare; da domani, un passo alla volta, si proverà a dimenticare.

Fede Galizia splende di nuovo al Museo di Capodimonte

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Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia napoletana. È una storia di oblio e riscoperta quella della “Adorazione dei re Magi” (1610) di Fede Galizia, prima pala d’altare firmata dalla celebre ‘pittoressa’, opera creduta dispersa e declassata a lungo come ‘anonimo fiorentino’: da domani, giovedì 2 aprile, si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l’occasione dopo i lavori.

Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all’estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell’arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell’Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta).

“Diamo il benvenuto a Capodimonte alla ‘mirabile pittoressa’ Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare – dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l’Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell’Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l’opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d’Italia”.

Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell’ antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant’Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio.

La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere ‘cancellate’. Ma nel 1937 il Museo divenuto ‘Nazionale’, indica il dipinto come ‘Ignoto Fiorentino del XVI’ dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà ‘iconico’ perché al centro delle vicende della saga dell’Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell’Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell’attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento ‘Fede Galizia Mirabile Pittoressa’ svela che l’Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l’identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell’esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d’Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch’essa da Sant’Anna dei Lombardi), e di fronte all’Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell’ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del ‘500 e il primo decennio del ‘600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.

A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d’altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Castellammare, entra nel vivo la Pasqua: dopo il successo della Scarlatti, torna il “Rito delle Sette Chiese”

Dopo il successo del suggestivo concerto “Sacre Scritture” eseguito dalla Nuova Orchestra Scarlatti, la programmazione pasquale promossa e sostenuta dal Comune di Castellammare di Stabia si appresta a vivere uno dei suoi momenti più intimi e tradizionali. Domani, giovedì 2 aprile, andrà in scena il “Rito delle Sette Chiese”, un percorso spirituale e culturale che farà da ponte tra il centro cittadino e le storiche atmosfere del borgo antico.

Questo secondo, importante appuntamento delle festività nasce da una proficua sinergia territoriale, rinnovata con orgoglio per il secondo anno consecutivo. A rendere possibile l’evento è infatti la stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, l’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, i parroci e le confraternite del territorio, unitamente al prezioso contributo del comitato Borgo Antico Stabia.

Il Percorso di Fede: gli Orari e le Tappe

Il cammino prenderà il via alle ore 20.30 partendo dal centro cittadino, per poi snodarsi verso il centro antico. I fedeli e i cittadini si ritroveranno a condividere momenti di preghiera e raccoglimento attraversando sette luoghi sacri, veri e propri scrigni di fede e storia locale.

Ecco l’itinerario ufficiale delle sette tappe:

  1. Parrocchia Maria Santissima del Carmine (punto di partenza)

  2. Parrocchia San Vincenzo

  3. Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Catello

  4. Parrocchia di Santa Maria della Pace

  5. Parrocchia dello Spirito Santo

  6. Monastero di San Bartolomeo

  7. Chiesa del Gesù

Per l’occasione, e per permettere a cittadini e visitatori di vivere appieno l’atmosfera della Settimana Santa stabiese, l’organizzazione ha previsto un’apertura straordinaria di ulteriori luoghi di culto: anche la chiesa di Santa Caterina e la chiesa di Porto Salvo resteranno infatti aperte al pubblico.

Un evento che si preannuncia non solo come un profondo atto di devozione, ma anche come una splendida occasione per riscoprire la bellezza del patrimonio storico e architettonico di Castellammare di Stabia.