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Castellammare, Torneo della Legalità: Al Menti trionfa il fair play. Il Liceo Severi vince la nona edizione

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Lo stadio “Romeo Menti”, storico tempio del calcio stabiese, ha aperto le sue porte a una mattinata di festa, sport e riflessione. Si è svolta oggi la nona edizione del Torneo della Legalità, un evento promosso dall’I.T.S. “L. Sturzo” che si conferma un appuntamento irrinunciabile per la città. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Castellammare di Stabia e alla disponibilità della S.S. Juve Stabia, che ha concesso ai ragazzi l’emozione di calcare un vero campo da Serie B.

Oltre all’aspetto agonistico, la giornata ha avuto un nobile scopo benefico con una raccolta fondi destinata alle famiglie indigenti del territorio attraverso le parrocchie locali.

Le voci delle Istituzioni: “La legalità deve entrare ovunque”

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali, a partire dalla padrona di casa, la Dirigente Scolastica dell’I.T.S. “L. Sturzo”, Cinzia Toricco:

“I nostri ragazzi hanno l’opportunità di giocare su un campo che vedono in tv o dagli spalti. Calcare quest’erba è un’emozione importante. Vogliamo che la legalità esca dalle scuole ed entri dappertutto: voi siete portatori di correttezza e allegria.” La Preside ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine, la Polizia di Stato, la Protezione Civile, gli sponsor e la S.S. Juve Stabia per aver reso possibile la manifestazione.

Forte anche il messaggio del Sindaco Luigi Vicinanza, accolto dall’applauso degli studenti:

“Sport e legalità, perché Castellammare vuole rinascere e ha bisogno del contributo di tutti. Voi ragazze e ragazzi non siete solo il futuro, siete il presente. Siete belli, intelligenti e dovete restare a Castellammare per farla diventare sempre più bella.” Il Primo Cittadino ha poi colto l’occasione per un richiamo alla sicurezza stradale, invitando i giovani alla prudenza e all’uso del casco in motorino.

A rappresentare i colori gialloblù è intervenuto il Direttore Generale della Juve Stabia, Ferdinando Elefante, che ha posto l’accento sull’importanza dell’istruzione:

“Vedere i ragazzi lottare su un prato per la legalità è un’immagine fortissima. Il mio messaggio per voi è: studiate. Lo studio e la cultura diventeranno la condizione fondamentale per farcela nella vita, sempre seguendo la linea dritta delle regole.”

Il Torneo: un triangolare all’insegna dell’equilibrio

Dal punto di vista sportivo, il torneo è stato un concentrato di emozioni, diretto con professionalità dagli arbitri messi a disposizione dalla locale Sezione AIA di Castellammare di Stabia. Il livello in campo è stato di assoluta parità, tanto che tutte le partite sono state decise ai calci di rigore.

  • Prima partita: Sturzo – Severi 0-0 (Vittoria dello Sturzo ai rigori).

  • Seconda partita: Severi – Viviani 0-0 (Vittoria del Severi ai rigori).

  • Terza partita: Sturzo – Viviani 1-1 (Vittoria del Viviani ai rigori).

Con una situazione di totale parità, la classifica avulsa ha richiesto un sorteggio che ha premiato lo Sturzo, mandato direttamente in finale. Lo spareggio dal dischetto tra Severi e Viviani ha visto prevalere il Liceo Scientifico, che ha poi affrontato l’ultimo atto contro i padroni di casa. Nella finalissima, la lotteria dei rigori ha incoronato vincitore il Liceo Scientifico “F. Severi”.

La classifica finale:

  1. Liceo Scientifico “F. Severi”

  2. I.T.S. “L. Sturzo”

  3. I.P.S.S.E.O.A. “R. Viviani”

La premiazione: vince lo Sport

Al termine delle sfide, la cerimonia di premiazione ha chiuso la mattinata. La Preside Toricco ha elogiato il comportamento di tutti gli atleti, richiamando l’articolo 33 della Costituzione sul valore educativo, sociale e psicofisico dello sport: “Sportivamente parlando, avete vinto tutti”, ha sottolineato, dedicando una menzione speciale ai portieri, assoluti protagonisti di giornata viste le infinite sequenze di rigori.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Giovanni Savastano, ex Presidente del Consiglio d’Istituto e ideatore storico dell’iniziativa, all’amministrazione comunale e a tutti i partner dell’evento.

Al di là del risultato sul tabellone, il messaggio emerso dal prato del Menti è stato inequivocabile: la vera vittoria è stata la partecipazione, il fair play e l’entusiasmo di una gioventù che ha saputo coniugare agonismo, solidarietà e i valori fondamentali della convivenza civile.

IL FILM DELLA GIORNATA

LA FOTOGALLERY DELL’EVENTO

 

Juve Stabia e il caos societario. Gli amministratori giudiziari fanno scudo: “Siamo noi l’unico riferimento”

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Sono ore caldissime per il futuro societario della S.S. Juve Stabia 1907. Tra annunci di disimpegno, cambi di proprietà lampo e comunicati a sorpresa, l’ambiente gialloblù si è ritrovato improvvisamente al centro di un vortice di voci che rischia di minare la serenità della squadra. Per arginare la confusione e riportare ordine, sono scesi in campo direttamente gli amministratori giudiziari del club, diramando un comunicato stampa ufficiale che fissa un punto fermo nella vicenda.

Il terremoto societario: tra il passo indietro di Solmate e l’avanzata di Agnello

L’uragano si è scatenato negli ultimi giorni in seguito a due eventi ravvicinati e dirompenti. Da un lato, l’annuncio da parte di Solmate della volontà di non voler più investire nel mondo del calcio, di fatto aprendo la porta alla cessione del club. Dall’altro, il colpo di scena firmato dall’imprenditore Francesco Agnello: attraverso la Stabia Capital s.r.l. (società costituita appena martedì scorso), Agnello ha comunicato di aver già acquisito proprio da Solmate la totalità delle quote della Juve Stabia, proclamandosi nuova proprietà.

Un botta e risposta di natura puramente aziendale che ha inevitabilmente disorientato la piazza, gettando ombre sull’immediato futuro del club in una fase delicatissima della stagione.

La presa di posizione degli amministratori giudiziari

Di fronte al moltiplicarsi di indiscrezioni e comunicazioni non mediate, gli amministratori giudiziari hanno deciso di intervenire con fermezza per blindare la squadra e rassicurare la tifoseria. L’obiettivo è chiaro: evitare che la Juve Stabia diventi terreno di scontro o vittima di speculazioni e strumentalizzazioni esterne prima che i passaggi burocratici e legali siano formalmente definiti e trasparenti.

Questo il testo del comunicato diramato dalla società:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica, in questo momento importante sia sul campo sia a livello societario, che gli amministratori giudiziari, a tutela della tifoseria e di tutti gli appassionati dei nostri colori, si rendono disponibili ad essere l’unico riferimento per evitare strumentalizzazioni da parte di ‘Terzi’.”

Un messaggio chiaro per il presente e il futuro

Le parole scelte nel comunicato pesano come macigni. Definendosi come “unico riferimento”, gli amministratori giudiziari di fatto mettono in stand-by qualsiasi fuga in avanti comunicativa da parte di chiunque non abbia ancora i crismi dell’ufficialità istituzionale. Il riferimento a non meglio precisati “Terzi” suona come un monito severo contro chiunque tenti di usare il nome del club per farsi pubblicità o forzare la mano in una trattativa che, data la natura dell’amministrazione giudiziaria, richiede passaggi formali ben precisi e tutelati dalla legge.

La priorità assoluta, come sottolineato dalla nota, resta quella di proteggere il percorso “sul campo” dei ragazzi e garantire trasparenza alla tifoseria. Ora la palla passa alle aule e agli studi notarili: finché non ci sarà chiarezza assoluta e certificata sulle carte, la Juve Stabia resta saldamente sotto l’egida e la protezione dei suoi amministratori giudiziari.

Juve Stabia, anche contro il Catanzaro si vede in campo l’orgoglio gialloblù

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Se il calcio fosse solo una questione di freddi numeri e tabellini, l’1-1 maturato tra Juve Stabia e Catanzaro verrebbe frettolosamente archiviato come un semplice pareggio di fine stagione. Ma il calcio, specialmente a queste latitudini e su questi campi, è fatto prima di tutto di anima e orgoglio.

Quello che le Vespe hanno messo in scena sul prato del “Menti” è stato il manifesto puro di una squadra che possiede un cuore immenso e un carattere d’acciaio. Un gruppo capace di isolarsi dal rumore assordante di una settimana extracampo tormentata, per tornare a parlare l’unica lingua che conta davvero: quella del rettangolo verde.

La risposta di Abate: maturità e sacrificio

Non era affatto facile scendere in campo con la giusta serenità dopo i fatti degli ultimi giorni. Eppure, i ragazzi di Ignazio Abate hanno dimostrato una maturità sorprendente, ribaltando le premesse della vigilia.

La Juve Stabia non si è limitata a “giocare la partita”: ha lottato su ogni singolo centimetro, ha morso le caviglie agli avversari e ha mostrato una compattezza difensiva granitica. È stata una prestazione di generosità assoluta, dove il sacrificio del collettivo ha saputo sopperire sia alle fisiologiche fatiche che a qualche episodio sfortunato.

La squadra ha dimostrato che le tempeste si superano remando tutti nella stessa direzione. Il “Menti” ha apprezzato, applaudendo dei veri e propri lottatori.

Il riscatto di Maistro e la maledizione del gol

Il carattere di questa squadra, però, si legge anche e soprattutto nelle storie individuali di riscatto. L’emblema della serata è Fabio Maistro. Al rientro dopo un infortunio, il fantasista ha letteralmente sfiorato il “bersaglio grosso” al 93esimo minuto, costringendo il portiere avversario Pigliacelli a un autentico miracolo. Quel tiro, scagliato con una miscela di rabbia agonistica e classe cristallina, è il simbolo di una squadra che non si accontenta mai e che cerca il massimo risultato fino all’ultimo secondo di recupero.

Resta, ovviamente, qualche nota in chiaroscuro. C’è il pareggio subito nel finale che lascia l’amaro in bocca, così come la serata opaca di un Gabrielloni che continua la sua personale, e a tratti frustrante, lotta contro il tabù del gol.

Una finestra sul sogno Play-off

Tuttavia, nonostante questi dettagli, la Juve Stabia esce dal campo più forte e consapevole di prima. Il rammarico per i due punti sfumati in extremis è, paradossalmente, un segnale estremamente positivo: significa che le Vespe sentono di poter competere alla pari con le “grandi” del campionato e che la mentalità acquisita è quella di chi punta al vertice. Il cammino verso i Play-off è ancora lungo e insidioso, ma con questa tempra, la Juve Stabia ha dimostrato di avere le carte in regola per navigare attraverso qualsiasi tempesta.

Se il cuore di questa squadra continuerà a battere con questa intensità, nessun traguardo potrà dirsi precluso. Castellammare di Stabia sa di avere dei “guerrieri” in campo: la finestra sul sogno è più spalancata che mai.

Napoli, ecco primo ‘Stem for kids’ dell’anno

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Si è svolto con grande partecipazione, venerdì 17 aprile, a Massa di Somma, in provincia di Napoli, il primo ‘Stem for kids’ dell’anno organizzato da Stem women Congress Italia, il format di ‘Stem impact’ internazionale sviluppato nel nostro Paese da Orange Media Group. Dopo il successo della tappa di Torino 2025, realizzato insieme a Brick Genius e con la collaborazione di Intesa Sanpaolo per il Sociale e Iberdrola Italia, il progetto è tornato coinvolgendo bambine e bambini della scuola primaria in una giornata all’insegna della scoperta, del gioco e dell’apprendimento, confermando l’efficacia di un approccio esperienziale per avvicinare le nuove generazioni alle discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). L’iniziativa ha ribadito il suo obiettivo: contrastare stereotipi di genere e stimolare curiosità e talento fin dalla giovane età, dimostrando che la scienza può essere accessibile, inclusiva e coinvolgente.

Come ha spiegato Matteo De Laurentis, direttore del progetto in Orange Media Group: “Siamo molto felici di questa nuova prima tappa. Torino ci ha dimostrato la validità del metodo e la sua capacità di creare alto interesse nei bimbi e nelle bimbe, lasciando loro, alla fine delle attività, un bagaglio che è fatto di tematiche Stem, ma non solo. Qui apprendono anche l’importanza delle decisioni di gruppo, la responsabilità comune e scoprono, grazie a nostri partner, quante cose siano importanti nell’ambiente che li circonda ogni giorno. Continuare questo progetto è davvero importante per noi e ringraziamo tutti coloro che lo hanno reso possibile”.

La tappa di Massa di Somma ha visto anche una significativa novità: accanto ai partner già presenti a Torino, Intesa Sanpaolo per il sociale e Iberdrola Italia, in questo 2026 “Fondazione Leonardo” ha arricchito il programma con attività dedicate al mondo dei satelliti e delle tecnologie aerospaziali. I partecipanti hanno avuto così l’opportunità di avvicinarsi a uno dei settori più avanzati della ricerca scientifica, esplorando in modo interattivo temi legati allo spazio, all’innovazione e alle professioni del futuro.

“Attraverso il racconto dei satelliti vogliamo avvicinare i più giovani a un’idea di scienza concreta e presente nella vita quotidiana: dalle comunicazioni al monitoraggio della Terra. L’obiettivo è stimolare curiosità e immaginazione”, ha affermato Ilaria Iacoviello, Head of Education, Fondazione Leonardo.

Tutto questo si è unito agli elementi di educazione finanziaria sviluppati da Intesa Sanpaolo e la scoperta delle energie rinnovabili insieme ad Iberdrola Italia. “Crediamo che avvicinare i più giovani alle discipline Stem attraverso esperienze pratiche e coinvolgenti sia fondamentale per costruire una società più consapevole e inclusiva”, commenta Valerio Faccenda, Country Manager di Iberdrola Italia. “Progetti come Stem for Kids rappresentano un’occasione concreta per stimolare curiosità e interesse verso il mondo dell’energia e delle tecnologie del futuro, valorizzando al tempo stesso la sostenibilità come parte integrante dei percorsi educativi. È proprio partendo dalla scuola che possiamo favorire una maggiore consapevolezza e contribuire a formare le competenze necessarie per affrontare le sfide della transizione energetica”.

Il progetto Step by Stem si conferma così un percorso concreto e inclusivo, capace di mettere in rete scuole, istituzioni e aziende con un obiettivo condiviso: costruire una cultura Stem più equa e offrire alle nuove generazioni strumenti per immaginare e progettare il proprio futuro. Così il Sindaco Gioacchino Madonna: “Siamo felici di poter ospitare sul nostro territorio questo importante progetto rivolto alle nuove generazioni dedicato alle discipline STEM in un contesto di sostenibilità ambientale e di visione aperta delle città del futuro. Il numero e la qualità dei partner coinvolti certifica la bontà del progetto in visione prospettica ed è dovere della politica sostenere tali iniziative”. Il calendario delle tappe 2026 proseguirà nei prossimi mesi, toccando diversi punti della penisola e sempre con un solo obiettivo: far scoprire le Stem attraverso il gioco.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Catanzaro (1-1): Il Podio e il contropodio gialloblù

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Un’altra beffa finale priva la Juve Stabia di punti importanti nella volata verso i play-off. Col Catanzaro finisce 1-1 ed il gol allo scadere di Di Francesco non può che accendere il rammarico stabiese.

PODIO

Medaglia d’oro: a Nicola Mosti, bomber inaspettato fella stagione della Juve Stabia. Settimo sigillo stagionale per il 98, il cui momento magico prosegue senza interruzione. Potente e preciso il sinistro con cui apre il match, come ammirevoli sono i suoi ricami in fase di possesso e le sue corse quando c’è da battagliare. Lodi al direttore sportivo Lovisa che due anni fa portò a Castellammare un centrocampista dai piedi buoni divenuto ora un completo uomo squadra.

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, che giganteggia al centro dell’area. Ruvido ma corretto il duello che l’ex Sudtirol innesca con Pittarello e da cui il difensore esce sempre vittorioso. Nel finale di primo tempo libera l’area in modo provvidenziale per due volte, evitando che il Catanzaro pareggio già prima dell’intervallo. Può poco in occasione del lari, con Pittarello ad approfittare della marcatura timida di Ricciardi e Di Francesco della fortunata carambola con Antonini.

Medaglia di bronzo: ad Omar Correia, che mostra la consueta prova gagliarda. Strappi e continue accelerazioni nella gara del francese, motore della Juve Stabia quando c’è da uscire dalle situazioni complicate. Tante le sgroppate offensive del 29, vicino anche alla rete personale. Peccato, a proposito, che Ricciardi non lo veda ben posizionato avanti alla porta, preferendogli il tentativo personale rimpallato dalla difesa calabrese.

CONTROPODIO

Al calo di energie e di concentrazione finale, che costa alla Juve Stabia altri punti. Dopo quelli con Sampdoria, Padova e Carrarese, le vespe incappano in una nuova defaillance nell’ultima fase di un match ben giocato. Poche responsabilità dei singoli ma la sensazione che il collettivo sia andato progressivamente scemando. Poco comunque da imputare ad una squadra ed a un gruppo tecnico che si sta compattando cercando di isolarsi dalle vicende extra campo.

Fa violentare la madre disabile e filma tutto: arrestati figlia e compagno, decisivi i video

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Violenza choc su una donna disabile a Napoli: arrestati un uomo di 32 anni e una donna di 33, gravemente indiziati di violenza sessuale aggravata e minacce. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura partenopea, la vittima, 59 anni, sarebbe stata abusata mentre si trovava in condizioni di totale incapacità di difendersi.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita questa mattina dal Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Stella su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli, ricostruisce un quadro definito dagli investigatori particolarmente grave. L’intera vicenda ha avuto origine il 22 marzo, quando un’altra figlia della donna ha presentato denuncia ai carabinieri della stazione Vomero-Arenella, consegnando anche alcuni video che documenterebbero le violenze.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe abusato della 59enne approfittando del suo stato di grave disabilità fisica e psichica, anche mentre dormiva. La figlia convivente della vittima, sorella della denunciante, avrebbe invece consentito l’accesso dell’uomo all’abitazione e filmato l’intera scena con il cellulare.

Determinanti per l’identificazione degli indagati sono stati proprio i filmati acquisiti dagli investigatori, nei quali sarebbero stati riconosciuti attraverso elementi fisici, tatuaggi e abbigliamento. Ai due viene inoltre contestata la minaccia grave per aver tentato di intimidire la denunciante e indurla a ritirare le accuse.

Le indagini sono state coordinate dalla IV sezione della Procura di Napoli, specializzata in violenza di genere e tutela delle fasce deboli.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Catanzaro (1-1): Le foto dei protagonisti e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Catanzaro realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i calabresi allenati da Alberto Aquilani allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Tabellino

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente; Diakitè (72′ Varnier), Giorgini, Dalle Mura; Carissoni, Mosti, Correia, Pierobon (85′ Ricciardi), Cacciamani (85′ Maistro); Torrasi (63′ Leone); Gabrielloni (63′ Okoro).

A disposizione: Signorini, Boer, Mannini, Battistella, Ciammaglichella, Dos Santos.

Allenatore: Ignazio Abate.

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Frosinini (79′ Nuamah), Antonini, Brighenti; Cassandro, Pompetti (84′ Buglio), Rispoli, Alesi (84′ Koffi); Liberali (79′ Oudin), Di Francesco; Pittarello.

A disposizione: Marietta, Esteves, Bashi, Jack, Verrengia, Ardizzone, Gjoka, Castro.

Allenatore: Alberto Aquilani.

Direttore di gara: Sig. Niccolò Turrini della sezione AIA di Firenze

Primo Assistente: sig. Marco Emmanuele della sezione AIA di Pisa

Secondo Assistente: sig. Gianluca Grasso della sezione AIA di Ariano Irpino

IV° ufficiale sig. Andrea Palmieri della sezione AIA di Brindisi

VAR sig. Valerio Marini della sezione AIA di Roma 1

AVAR sig. Luigi Nasca della sezione AIA di Bari

Marcatori: 18′ Mosti

Angoli: 3 – 4

Ammoniti: 61′ Torrasi 84′ Cassandro

Espulsi: –

Recupero: 1 min pt – 5 min st

Note: Terreno in erba artificiale

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

La casa che si apre alla luce: come progettare spazi trasparenti da vivere tutto l’anno

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C’è un momento, in molte abitazioni, in cui ci si accorge che lo spazio disponibile non basta più. Non perché manchino metri quadrati, ma perché la distribuzione interna appare rigida. Stanze chiuse, finestre che incorniciano l’esterno senza permettere un vero dialogo. Da qui nasce l’interesse verso soluzioni capaci di prolungare la casa oltre i suoi limiti tradizionali. I giardini d’inverno rispondono a questa esigenza con un linguaggio architettonico preciso: vetro, struttura leggera, continuità visiva. Non un semplice riparo, ma un ambiente che modifica la percezione dell’abitare.

Non si tratta di aggiungere una veranda improvvisata. L’intervento, quando ben studiato, comporta scelte tecniche e normative che incidono sul comfort e sul valore complessivo dell’immobile.

Giardini d’inverno: struttura e requisiti tecnici

Un giardino d’inverno efficace nasce da un progetto dettagliato. La struttura portante, spesso in alluminio a taglio termico o acciaio trattato, deve garantire stabilità e durata nel tempo. I vetri non sono elementi neutri: doppi o tripli, con trattamento basso emissivo, determinano isolamento e controllo dell’irraggiamento solare.

L’errore più frequente è sottovalutare la questione dell’isolamento. Uno spazio completamente vetrato, privo di adeguata protezione termica, può trasformarsi in una serra surriscaldata d’estate o in un ambiente freddo nei mesi invernali. La ventilazione naturale, le schermature regolabili, l’orientamento rispetto ai punti cardinali rappresentano variabili decisive.

Anche il pavimento influisce sull’equilibrio complessivo. Materiali resistenti all’umidità e agli sbalzi termici evitano deformazioni e infiltrazioni. L’integrazione con gli impianti esistenti richiede valutazioni tecniche puntuali: un ampliamento, seppur leggero, modifica i volumi riscaldati e raffrescati.

Sul piano amministrativo, la situazione varia in base al contesto urbanistico. Alcuni interventi rientrano nell’edilizia libera, altri necessitano di autorizzazioni specifiche. Verificare in anticipo la normativa comunale evita contestazioni future. Un passaggio spesso trascurato, ma determinante.

Luce naturale e qualità dello spazio domestico

Chi sceglie di realizzare un giardino d’inverno lo fa, nella maggior parte dei casi, per aumentare la luce naturale. La differenza si percepisce già nei primi giorni di utilizzo. Ambienti prima marginali acquisiscono profondità; la vista sul verde o sul contesto urbano diventa parte integrante dell’esperienza quotidiana.

La luce modifica il ritmo della giornata. Favorisce concentrazione, incide sull’umore, riduce la necessità di illuminazione artificiale durante le ore diurne. In abitazioni con affacci limitati, l’inserimento di una superficie vetrata estesa altera radicalmente la qualità percettiva degli spazi interni.

La destinazione d’uso può variare: sala da pranzo luminosa, studio, area relax con piante e sedute leggere. L’arredo deve dialogare con l’ambiente, evitando eccessi che comprometterebbero la leggerezza visiva. Legno trattato, metalli verniciati, tessuti tecnici resistenti all’esposizione solare risultano scelte coerenti.

Chi valuta costi e possibilità costruttive analizza spesso le diverse tipologie di giardini d’inverno, confrontando materiali e dimensioni per comprendere l’investimento necessario e la resa finale in termini di comfort e durata.

Efficienza energetica e gestione stagionale

Un aspetto centrale riguarda l’efficienza energetica. Se progettato con attenzione, il giardino d’inverno può funzionare come zona filtro tra interno ed esterno. Durante l’inverno accumula calore grazie all’irraggiamento solare, contribuendo a ridurre il fabbisogno energetico delle stanze adiacenti. Nei mesi caldi, schermature mobili e ventilazione trasversale limitano l’effetto serra.

La qualità delle guarnizioni, la tenuta all’aria e la corretta posa in opera incidono tanto quanto i materiali scelti. Anche piccoli difetti di installazione possono generare infiltrazioni o dispersioni.

La manutenzione ordinaria non va ignorata. Pulizia periodica dei vetri, controllo delle parti meccaniche, verifica delle guarnizioni garantiscono durata nel tempo. Un giardino d’inverno trascurato perde rapidamente le sue prestazioni e l’impatto estetico.

Valore immobiliare e trasformazione dell’abitare

Oltre al miglioramento funzionale, l’inserimento di un giardino d’inverno influisce sul valore immobiliare. In fase di vendita o locazione, la presenza di uno spazio luminoso e protetto rappresenta un elemento distintivo. Aumenta la superficie percepita e introduce una qualità architettonica che può incidere sulle valutazioni di mercato.

La trasformazione, tuttavia, non è soltanto economica. Cambia il modo di vivere la casa. Un terrazzo inutilizzato diventa luogo di incontro; un cortile esposto alle intemperie si converte in ambiente fruibile anche nelle mezze stagioni. La continuità visiva con l’esterno riduce la sensazione di chiusura tipica degli spazi urbani densi.

In un periodo in cui l’abitazione concentra funzioni diverse — lavoro, tempo libero, relazioni — ampliare senza demolire rappresenta una soluzione pragmatica. I giardini d’inverno offrono questa possibilità: estendere l’esperienza domestica con un intervento mirato, calibrato sulle caratteristiche dell’edificio e sulle esigenze di chi lo abita.

La soglia tra interno ed esterno, così, perde rigidità. La casa non si limita a contenere, ma si apre. E in quell’apertura controllata, fatta di vetro e struttura leggera, prende forma un modo diverso di stare dentro le proprie stanze.

Napoli – Lazio (0-2): Le foto dei protagonisti in campo

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Guarda le foto di Napoli – Lazio realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma che ci raccontano così la sconfitta degli Azzurri contro le aquile allenate dall’ex Maurizio Sarri allo stadio Maradona di Napoli.

Tabellino Ufficiale

NAPOLI-LAZIO 0-2

Marcatori: 6` Cancellieri, 57` Basic

NAPOLI (3-4-2-1): Miliovic-Savic; Beukema, Buongiorno, Olivera; Politano (72` Mazzocchi), Lobotka (63` Giovane), Anguissa (46` Alisson Santos), Spinazzola (63` Gutierrez); Mctominay, De Bruyne (46` Elmas); Hojlund.

A disp.: Meret, Contini, Juan Jesus, Gilmour, Rrahmani.

All.: Antonio Conte

LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari (82` Hysaj), Gila (60` Provstgaard), Romagnoli, Tavares; Basic (70` Dele-Bashiru), Cataldi (60` Patric), Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni (60` Dia).

A disp.: Pannozzo, Giacomone, Pellegrini, Pedro, Isaksen, Ratkov, Belahyane, Maldini, Przyborek.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Luca Zufferli (sez. Udine)

Assistenti: Lo Cicero – Cecconi

IV Ufficiale: Feliciani

V.A.R.: Di Bello

A.V.A.R.: Meraviglia

NOTE. Ammoniti: 29` Lobotka (N), 33` Cataldi (L), 60` Taylor (L), 90`+1` Dia (L)

Al 31` Zaccagni (L) fallisce un calcio di rigore

Recupero: 1′ pt, 5` st.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

Savoia calcio, vittoria in casa con l’Igea Virtus per 3 a 0, è sempre primato. Fotogallery

VITTORIA DEL SAVOIA per 3 a 0 con L’IGEA VIRTUS CHE CONSOLIDA IL PRIMATO IN COMPAGNIA DELLA NISSA

Il Savoia batte l’Igea Virtus per tre reti a zero e conquista tre punti che consentono ai vesuviani di rimanere agganciati alla Nissa vincente in casa con lo stesso punteggio contro l’Enna.

LA PARTITA

Inizio con gli ospiti che provano a sorprendere sfruttando la profondità ma sono i bianchi di Torre Annunziata che con calma sistemano il loro baricentro in avanti.

Solo alla fine del primo tempo il risultato si sblocca: il cross quasi dalla bandierina di destra da parte di Nussbaumer consente a Dani Munoz di battere a rete da posizione ravvicinata.

 

La ripresa inizia ancora con il Savoia che controlla il gioco. Nasce così il raddoppio di Forte che da calcio d’angolo batte di testa il portiere e firma il 2 a 0.

La partita termina quando il portiere dell’Igea stende Favetta in area. Calcio di rigore che mette a segno lo stesso Favetta.

Ora testa alla prossima partita a Palermo, la Nissa resta appaiata, ma oggi il Savoia al Giraud ha dimostrato di volerci credere fino alla fine.

TABELLINO

MARCATORI: 39′ pt H. Muñoz (S), 16′ st F. Forte (S), 33′ st Rig. C. Favetta (S)

SAVOIA 1908 (3-4-2-1): S. Iuliano, J. Caballero Vargas, F. Meola, H. Muñoz (↓ 32′ st), F. Umbaca (↓ 45′ st), P. Pisacane, F. Forte (↓ 23′ st), D. Nussbaumer (↓ 21′ st), P. Schiavi, A. Cadili, A. Fiasco (↓ 40′ st)
A disposizione: F. De Lorenzo, G. Bitonto, M. Guida, M. Reis Daquinto (↑ 45′ st), F. Vaccaro (↑ 32′ st), J. Tiveron (↑ 40′ st), V. Frassón Calvino (↑ 23′ st), M. Sellaf, C. Favetta (↑ 21′ st)
All: Catalano Raimondo

NUOVA IGEA VIRTUS (3-5-2): K. Testagrossa, S. Maltese, E. Cham (↓ 18′ st), G. Cicirello (↓ 18′ st), J. De Souza, S. Longo (↓ 22′ st), R. Vacca (↓ 22′ st), S. Cess, A. Cardinale (↓ 30′ st), E. Balsano, S. Maggio
A disposizione: M. Bongiovanni, T. Squillace (↑ 30′ st), R. Maddaloni, A. Mascari (↑ 22′ st), B. Samake (↑ 18′ st), A. Provazza (↑ 18′ st), G. Mirashi, V. Ferrara (↑ 22′ st), G. Papaserio
All: Marra Salvatore
AMMONITI: H. Muñoz (S), F. Forte (S), S. Maltese (N), J. De Souza (N), S. Longo (N)
ARBITRO: M. Faye
ASSISTENTI: P. Mansutti, A. Bara
STADIO: Comunale Alfredo Giraud, Torre Annunziata

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

Juve Stabia, l’enigma Gabrielloni: il lavoro sporco non basta? La missione di Abate per aiutarlo a ritrovarsi

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C’è un’ombra che si allunga sull’attacco della Juve Stabia, ed è quella di un appuntamento con il gol che continua, inesorabilmente, a essere rimandato. Nel pareggio per 1-1 maturato contro il Catanzaro, in una partita vissuta in bilico tra le luci della perla balistica di Mosti e le ombre del rimpallo finale, spicca in modo particolare la prova di Alessandro Gabrielloni. Una prestazione che, purtroppo per lui e per mister Ignazio Abate, ha seguito un copione ormai diventato ripetitivo in questa delicata fase della stagione.

Il “pronti-via”: dedizione e lavoro sporco

L’approccio alla gara di Gabrielloni era stato, come di consueto, estremamente incoraggiante. L’attaccante ha iniziato la sfida mettendo in campo la solita generosità: Ha lottato su ogni singolo pallone, ha fatto a sportellate con la retroguardia calabrese, ha cercato di far valere il fisico per permettere alla squadra di salire e respirare.

È il classico lavoro sporco, quella straordinaria capacità di immolarsi come primo difensore e fungere da perno per lo sviluppo della manovra gialloblù. Un atteggiamento che non è mai stato in discussione.

La luce si spegne negli ultimi sedici metri

Tuttavia, con il passare dei minuti, la luce si è progressivamente spenta. Quella spinta propulsiva che ne caratterizza le primissime battute è svanita alla distanza, lasciando spazio a una crescente difficoltà nell’incidere lì dove conta davvero: dentro l’area di rigore.

Da un attaccante del suo calibro e della sua comprovata esperienza, la piazza si aspetta la zampata vincente, il guizzo improvviso capace di risolvere le partite più sporche e spigolose. Oggi, invece, la porta avversaria sembra essersi trasformata in un vero e proprio tabù, un blocco che impedisce al bomber di pungere come dovrebbe.

L’ago della bilancia per i Play-off

Per la Juve Stabia, recuperare la miglior versione di Gabrielloni è una missione fondamentale in ottica Play-off. La squadra ha trovato nuovi equilibri, ma per il salto di qualità definitivo serve l’apporto di tutti gli interpreti offensivi. Se Mosti sta trascinando il gruppo a suon di giocate di classe, se Carissoni continua a confermarsi un rapace letale, il contributo del centravanti titolare deve inevitabilmente tornare a essere l’ago della bilancia.

Ignazio Abate lo sa bene. La decisione di richiamarlo in panchina nella ripresa per inserire Okoro è stato un segnale inequivocabile: alla squadra serviva nuova linfa, freschezza e, soprattutto, una pericolosità offensiva che in quel momento stava venendo a mancare.

Castellammare aspetta il suo bomber

Le Vespe hanno un disperato bisogno dei gol di Gabrielloni per riuscire a trasformare i pareggi in vittorie pesanti. La generosità e il sudore versato per la maglia sono tratti encomiabili che i tifosi gli riconoscono, ma per sognare in grande serve ritrovare il killer d’area che tutta la piazza conosce.

La prossima sfida rappresenterà l’ennesima, preziosa occasione per sfatare questo fastidioso tabù. Castellammare è lì, aspetta solo di poter tornare a esultare, a braccia alzate, per il suo bomber.

Juve Stabia: Un lampo da 3 punti di Fabio Maistro al 93′ illumina la serata al Menti, ma Pigliacelli dice no!

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C’è un istante preciso, scoccato al minuto 93 di Juve Stabia-Catanzaro, in cui il tempo al “Romeo Menti” si è letteralmente fermato. Un pallone che danza invitante al limite dell’area, il corpo che si coordina alla perfezione assecondando l’istinto puro, e una traiettoria telecomandata, destinata a far “venire giù” lo stadio. Solo un riflesso prodigioso, un autentico miracolo d’altri tempi firmato da Pigliacelli, ha strozzato in gola l’urlo di Fabio Maistro, negandogli un ritorno da favola che sarebbe rimasto scolpito a lettere di fuoco nella storia di questa stagione.

La classe non va in panchina

Dopo un lungo, estenuante e forzato stop per infortunio, Maistro è tornato a calcare l’erba del suo stadio. E lo ha fatto con la naturalezza aristocratica di chi non ha mai dimenticato come si accende la luce in mezzo al campo. Entrato con la fame di chi freme per recuperare il tempo perduto, al fantasista sono bastati pochissimi tocchi per lanciare un segnale chiaro: il piede è già caldo, e la visione di gioco, quella capacità rara di leggere le geometrie un secondo prima degli altri, è rimasta intatta nonostante le settimane trascorse ai box.

Il suo ingresso a gara in corso ha agito come un vero e proprio defibrillatore per la manovra delle Vespe, restituendo quella fluidità e quell’imprevedibilità che erano mancate in alcuni tratti del match. Maistro è scivolato tra le linee con eleganza, ha chiamato palla, ha inventato e, soprattutto, ha seminato il panico nella retroguardia avversaria. Quella conclusione magistrale nel finale ne è il manifesto più limpido.

L’arma in più per Ignazio Abate

Se la Juve Stabia vuole davvero spalancare quella “finestra importante” che si affaccia sul sogno Play-off, il recupero a pieno regime del suo numero dieci (o comunque del suo giocatore di maggior tasso tecnico) è senza dubbio la notizia migliore della settimana.

In un momento della stagione in cui l’attacco gialloblù fatica a trovare continuità — complice anche un Gabrielloni ancora a secco di gol — poter contare su un centrocampista dai piedi nobili, capace di sbloccare o risolvere la partita con un singolo lampo individuale, diventa ossigeno puro.

Ignazio Abate lo sa bene: Maistro non è semplicemente un “cambio di lusso”. È un potenziale titolare aggiunto in grado di spostare prepotentemente gli equilibri. La sua balistica dalla distanza, l’abilità nel pennellare assist millimetrici e la freddezza nel gestire la sfera quando il pallone scotta, saranno fattori determinanti nelle infuocate curve finali del campionato.

Verso il bersaglio grosso

Il pareggio contro il Catanzaro lascia in eredità fisiologici rimpianti per il rimpallo subito nei minuti di recupero, ma la prestazione del rientrante fantasista cancella l’amaro in bocca e regala sorrisi carichi di speranza.

Il “Maestro” è tornato, e ha una fame tremenda. Se il buongiorno si vede dal mattino, la Juve Stabia ha appena calato il jolly sul tavolo del campionato. Con un Mosti in formato leader assoluto e un Maistro finalmente ritrovato, la squadra di Abate ha tutte le carte in regola per puntare al bersaglio grosso senza nascondersi. Castellammare trema per l’emozione: il finale di stagione è appena diventato molto, molto più interessante.

Juve Stabia, cuore e rammarico al “Romeo Menti”: Mosti illude, il Catanzaro strappa l’1-1 nel finale

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Non è stata una settimana facile per la Juve Stabia. I fatti extracampo hanno pesato come macigni sulla vigilia, rischiando di minare la serenità di un gruppo che, invece, sul prato del “Menti” ha risposto da grande squadra. Finisce 1-1 contro un Catanzaro mai domo, un risultato che lascia un retrogusto agrodolce ma che mantiene spalancata una finestra importante verso il sogno play-off.

La luce di Mosti e il fortino gialloblù

La gara si accende grazie alla luce e al talento puro di Mosti. Il fantasista, sempre più leader tecnico e carismatico delle Vespe, firma la rete dell’1-0 che fa letteralmente esplodere lo stadio, coronando una prestazione totale fatta di qualità e personalità.

Dopo il vantaggio, la Juve Stabia controlla il match lottando su ogni pallone. A fare la differenza sono il cuore e i polmoni di Pierobon a centrocampo e la granitica solidità di Giorgini nel pacchetto arretrato. Le Vespe non riescono però a chiudere i conti, anche per merito di un Catanzaro sempre vivo. I calabresi, guidati da Alberto Aquilani, confermano di essere una delle formazioni che gioca il calcio più bello del torneo, mettendosi in mostra con ottime trame specialmente nella prima frazione di gioco.

La beffa di Di Francesco e l’assalto finale

Quando la vittoria sembrava ormai in cassaforte, a pochi minuti dal traguardo si materializza la beffa: Di Francesco trova la zampata vincente dell’1-1, punendo un Confente che fino a quel momento si era dimostrato assolutamente impeccabile.

Nel recupero, la partita si infiamma ulteriormente e le Vespe hanno l’occasione della vita per riprendersi i tre punti. Maistro si coordina alla perfezione e sfiora il “bersaglio grosso”, ma la palla deviata da Pigliacelli sibila a un soffio dal palo, lasciando l’urlo strozzato in gola ai tifosi di casa. Una menzione d’onore va fatta proprio al portiere ospite, attento e decisivo nei momenti chiave.

L’orgoglio di Abate e lo sguardo al Pescara

Nonostante il pareggio subito nel finale, la Juve Stabia esce dal campo a testa altissima. Superare una settimana così complicata con una prestazione di questo spessore è il segnale inequivocabile di un gruppo estremamente compatto. È stata una prova generosa quella dei ragazzi di Ignazio Abate, i quali, nonostante i continui infortuni che stanno falcidiando la rosa, sono riusciti a tenere testa a un avversario di prima fascia.

Con maggiore cattiveria sotto porta e un po’ più di fortuna, i tre punti sarebbero potuti rimanere in Campania, ma ieri la Dea bendata ha deciso di non sorridere ai colori giallo e blu. Il sogno play-off, però, è lì a portata di mano: se le Vespe continueranno a giocare con questa fame, il “Menti” potrà vivere ancora grandi notti di calcio.

Ora testa alla prossima delicata trasferta a casa del Pescara. Con questo cuore e questo spirito di sacrificio, Mosti e compagni hanno già lanciato un messaggio importante a Lorenzo Insigne.

Tentano di rubare il telefono al padre, lui lo difende e viene accoltellato

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Difende il padre da un tentativo di rapina: accoltellato al braccio. È accaduto sabatosera intorno alla 23:30 nel quartiere Ponticelli a Napoli. I carabinieri sono intervenuti al Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare per un 46enne ferito.

Secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, l’uomo era in via dei Bronzi di Riace quando due sconosciuti avrebbero tentato di sottrarre il telefono al padre che era con lui. La sua reazione avrebbe indotto i rapinatori a colpirlo al braccio sinistro con un coltello. La vittima è stata dimessa. Sono in corso indagini per chiarire la dinamica.

Fonte AdnKronos

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia, il cuore oltre l’ostacolo: pari col Catanzaro tra orgoglio e caos societario

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In un pomeriggio che sembrava sospeso tra il campo e le aule di tribunale, la Juve Stabia risponde presente davanti al proprio pubblico. Oltre seimila spettatori hanno gremito gli spalti del “Menti”, stringendosi attorno alla maglia gialloblù dopo una settimana drammatica: dal disimpegno finanziario della Solmate all’allarme degli amministratori giudiziari, fino agli stipendi pagati sul filo di lana per scongiurare penalizzazioni. In questo scenario si inserisce l’arrivo del nuovo imprenditore, Agnello, accolto però dalla contestazione della piazza.

Il Primo Tempo: Il ruggito del solito Mosti

Date le assenze pesanti nel Catanzaro (Iemmello, Petriccione e Favasuli), è la Juve Stabia a partire con il piede sull’acceleratore. Al 18′ la pressione locale dà i suoi frutti: un’azione corale perfetta porta il pallone in area a Nicola Mosti. Il centrocampista, oggi con la fascia di capitano al braccio, controlla con classe e fulmina Pigliacelli con un mancino chirurgico. È l’1-0, nonché il settimo sigillo stagionale per un Mosti mai così prolifico in carriera.

La reazione calabrese è affidata ad Alesi, il più pericoloso dei suoi. Prima impegna Confente al 30′ con un sinistro ravvicinato, trovando l’opposizione del portiere che sventa anche il tap-in; poi, al 36′, fallisce clamorosamente il pari alzando troppo la mira da ottima posizione. Prima dell’intervallo, le “Vespe” sfiorano il raddoppio con Correia, murato provvidenzialmente da Antonini.

La Ripresa: Doccia fredda nel finale

Il secondo tempo scivola via a ritmi più blandi, con la Juve Stabia brava a chiudere gli spazi fino al convulso finale. Al 75′ Confente risponde ancora presente su Di Francesco, ma non può nulla all’88’: un tiro-cross di Pittarello trova la sponda fortuita di Antonini, che serve a Di Francesco un pallone solo da spingere in rete a porta vuota.

L’ultimo sussulto è di marca stabiese: al 94′ Maistro scaglia un destro potente che sembra destinato in rete, ma Pigliacelli compie un miracolo salvando l’1-1. Un punto che per l’undici di Abate vale oro in chiave play-off, mentre per il Catanzaro è il quarto pareggio di fila.


Terremoto in serata: Polcino rimette il mandato

Se il campo ha regalato un sorriso amaro, il post-partita è stato un terremoto. Il Presidente del CdA, Filippo Polcino, ha rassegnato le dimissioni con una nota durissima che getta ombre sulla nuova transizione societaria.

“Non essendo stato convocato per la cessione delle quote né invitato all’atto notarile, non posso continuare. Ho ricevuto solo una telefonata dalla nuova proprietà a cose fatte. I modi e i tempi non sono stati adeguati e questa nuova proprietà ad oggi non mi rappresenta.”

La Juve Stabia conquista un punto di platino per la classifica, ma la partita più difficile, quella per il futuro del club, sembra essere appena iniziata nei palazzi del potere.

L’AZZURRO PENSIERO. Disastro al Maradona: un Napoli senza anima si arrende alla Lazio 0-2

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Il sipario cala sul “sogno” scudetto con un tonfo sordo, di quelli che lasciano l’amaro in bocca e una scia di fischi legittimi. Il Napoli cade in casa contro la Lazio per 2-0, ma il punteggio è quasi un complimento per una squadra apparsa svuotata, molle e priva di quella cattiveria agonistica che dovrebbe contraddistinguere chi indossa la maglia azzurra sotto la guida di Antonio Conte.


La Cronaca: Cinque Minuti per Affondare

Non c’è stata nemmeno la parvenza di una battaglia. Dopo appena cinque minuti, la difesa del Napoli si è fatta trovare colpevolmente distratta, permettendo a Cancellieri di girarsi indisturbato in area e trafiggere il portiere con un sinistro chirurgico.

Da quel momento in poi, il Napoli ha vagato per il campo senza una bussola. L’unico sussulto è arrivato dal dischetto, ma la fotografia della serata è tutta nel rigore fallito da Zaccagni, ipnotizzato da un Milinkovic-Savic in stato di grazia. Invece di scuotere l’ambiente, l’errore ha spento definitivamente la luce. Poco prima dell’ora di gioco, il raddoppio di Basic ha chiuso i conti, mettendo a nudo l’imbarazzante fragilità psicologica dei padroni di casa.


L’Analisi di Conte: Ammissioni di Colpa e Poche Scuse

Nel post-partita, Antonio Conte non si è nascosto dietro un dito, ma le sue parole suonano come una bocciatura totale della tenuta mentale del gruppo:

“Abbiamo disputato una partita sotto tono… Non sono stato bravo a trasmettere le energie giuste e i ragazzi hanno disputato una gara sotto il nostro livello.”

Dire che “l’intensità si è abbassata” è un eufemismo gentile per descrivere una squadra che sembrava aver già staccato la spina. Se l’obiettivo dichiarato rimane la zona Champions, prestazioni del genere mettono seriamente in dubbio la capacità di questo gruppo di gestire le pressioni d’alta classifica.


Spinazzola e il “Sogno Spento”

Ancora più dure, per certi versi, le dichiarazioni di Leonardo Spinazzola. Il difensore ha ammesso candidamente che la squadra ha mollato dopo aver capito che la vetta era irraggiungibile:

“Oggi eravamo scarichi… Credevamo nella fiammella di speranza per rimontare al vertice, spento il sogno abbiamo ceduto a livello di motivazioni.”

Un’ammissione di colpa pesante. Un professionista non può permettersi di “cedere sulle motivazioni” solo perché il primo obiettivo è sfumato. Il Napoli ha l’obbligo di onorare il campionato e il proprio pubblico, indipendentemente dalla distanza dalla capolista.

Conclusione: Vietato Alibi

Il Napoli esce dal Maradona ridimensionato non tanto nel punteggio, quanto nello spirito. Parlare di “delusione post-Parma” come alibi per una prestazione così incolore è inaccettabile per una piazza che chiede sudore e appartenenza. Da lunedì si torna a lavorare, dice Spinazzola. Ma per salvare la stagione e conquistare l’Europa che conta, non servirà solo il lavoro: servirà ritrovare un orgoglio che oggi è parso smarrito tra le pieghe di una partita mediocre.

Juve Stabia – Catanzaro (1-1): I voti ai calciatori gialloblù

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Un pomeriggio di grande calcio e intensità al Romeo Menti, dove la Juve Stabia impatta per 1-1 contro un Catanzaro mai domo, in un match che ha confermato la solidità mentale e tecnica della truppa di mister Abate. Davanti a una cornice di pubblico delle grandi occasioni, le Vespe hanno interpretato la gara con il solito piglio aggressivo, cercando di imporre il proprio gioco contro una delle formazioni più qualitative del torneo.

Il botta e risposta che ha deciso l’incontro porta firme d’autore: alla fiammata di Mosti, rapace nel trafiggere la difesa calabrese e far esplodere la Curva Sud, ha risposto la classe di Di Francesco, bravo a capitalizzare una delle poche sbavature concesse dai padroni di casa.

La Juve Stabia dimostra di poter guardare negli occhi chiunque, mettendo in mostra individualità in stato di grazia e una coesione di squadra che resta il vero marchio di fabbrica di questa stagione.

I Voti delle Vespe

Confente 7: Oggi non proprio una serata tranquilla, sporca I guanti più di una volta sui colpi degli attaccanti avversari. Reattivo a rimediare su alcune incertezze.

Diakite 6,5: Come al solito ci mette il fisico nel tenere a bada gli avversari, riesce sempre a recuperare su alcune sue imprecisioni. Dal 71′ Varnier 6: entra per dare più sicurezza e tranquillità al pacchetto arretrato, compito che stava portando a termine fino all’azione sfortunata che ha portato a subire il gol del pareggio.

Giorgini 7: Solito pilastro centrale, partita di sostanza deciso e attento quando si doveva spazzare, dai suoi piedi parte sempre la costruzione dal basso.

Dalle Mura 7: Anche oggi bada a gli attaccanti con relativa tranquillità annullandoli quasi sempre.

Carissoni 7: Partita condotta con diligenza tattica, sempre propositivo nella fase offensiva, si fa apprezzare in difesa con efficaci raddoppi.

Mosti 7: Oggi era lui la sottopunta compito svolto diligentemente tanto da portarlo al gol,con l’aumento della pressione del Catanzaro si abbassa per spezzare le linee di gioco avversario.

Correia 6,5: In alcune fasi di gioco si alterna con Mosti come sottopunta, poi si piazza davanti alla difesa, alcune giocate creano superiorità costringe gli avversari a frettolosi recuperi.

Pierobon 6,5: Oggi da interno sinistro fa un lavoro sporco e poco appariscente, scherma la difesa, la sua presenza è preziosa per il finale di campionato e per eventuali playoff. Dal 84′ Ricciardi 5: se fosse stato più cinico e attento poteva realizzare il gol del raddoppio dopo una azione insistita di Maistro.

Cacciamani 6,5: Inizia con piglio deciso, spina nel fianco della difesa calabrese, si abbassa come tutta la squadra. Nel finale non riesce a sfruttare alcune azioni si contropiede, affaticato andava sostituito un poco prima. Dal 84′ Maistro 6: nei pochi minuti giocati ha fatto vedere di cosa è capace di fare quando sta bene, forse poteva entrare un po’ prima.

Torrasi 6,5: Oggi schierato da interno fa un lavoro sporco cercando in uscita di dettare I tempi di gioco, apprezzabile il suo lavoro di schermatura. Dal 62′ Leone 6: entra per far girare più la palla, detta i tempi di gioco per allentare la pressione avversaria, la sua presenza in questo finale è importante, sta tornando il geometra del centro campo .

Gabrielloni 6: Prestazione ancora una volta impalpabile, solo in una occasione riesce a spiazzare la palla da cui scaturisce il gol di Mosti. Dal 62′ Okoro 6: entra per dare più profondità, infatti si fa notare su alcune azioni di contropiede costringe la difesa avversaria a recuperi fortuiti.

Abate 7: Le vicende societarie avvenute in settimana potevano destabilizzare l’ambiente, Abate con il suo staff ha fatto un egregio lavoro hanno isolato la squadra mantenendo alto il morale e la concentrazione. La partita portata a termine dai calciatori è la prova della bontà del lavoro fatto.
Le sostituzioni sono state in modo oculato, forse a Maistro poteva dare un minutaggio in più, unico appunto.

Juve Stabia: Il Presidente Filippo Polcino rimette il suo mandato nelle mani della nuova proprietà

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Il pareggio per 1-1 sul campo tra Juve Stabia e Catanzaro passa in secondo piano di fronte alle dirompenti dichiarazioni di Filippo Polcino.

Il Presidente Esecutivo del C.D.A. della S.S. Juve Stabia 1907 ha approfittato della conferenza stampa post-gara per fare chiarezza su una situazione societaria caotica, annunciando di fatto un passo indietro e lanciando un duro atto d’accusa verso i nuovi acquirenti e, più in generale, verso il sistema calcio italiano.

Lo Strappo con la Nuova Proprietà

Le parole di Polcino sono pietre. Il dirigente ha annunciato la volontà di rimettere il proprio mandato, motivando la decisione con una totale mancanza di trasparenza e comunicazione da parte dei nuovi vertici societari.

“Non ero stato informato dell’atto di passaggio di quote”, ha dichiarato Polcino, visibilmente amareggiato. La notizia del closing gli è stata comunicata solo a cose fatte, tramite una rapida telefonata seguita da un comunicato stampa. Un modus operandi ritenuto inaccettabile per chi ricopre la carica di Presidente del C.D.A.: “I modi e le forme sono stati sbagliati. Una nuova proprietà innanzitutto si presenta, fa capire qual è il progetto e quali sono le intenzioni. Questa proprietà ad oggi non mi rappresenta, e io non rappresento questa proprietà”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti sui dubbi legati alla nuova cordata (facente capo al Dottor Agnello e a una società neocostituita con un capitale di soli 2.000 euro), Polcino è stato netto: “Non ho conoscenza delle sue potenzialità finanziarie né della sua idea. Ora bisogna capire cosa voglia fare la nuova proprietà, noi dialogheremo, ma al momento ne traggo le mie conclusioni”.

I Ringraziamenti: Una Città e “Due Angeli”

Nonostante le tensioni societarie, Polcino ha voluto dedicare parole di profondo affetto e gratitudine per chi ha tenuto in vita la Juve Stabia in questi mesi di “continua emergenza”: gli Amministratori Giudiziari che sono definiti “due angeli”, senza il cui intervento “forse oggi la Juve Stabia non esisterebbe più”. Il loro mandato, ha ricordato Polcino, è un provvedimento inconfutabile che durerà 12 mesi (fino a ottobre). Un ringraziamento speciale è andato allo sponsor Alfredo Guerri, a tutti gli altri sponsor (di cui non fa nome per evitare di dimenticarsi di qualcuno) e a tutta la città di Castellammare di Stabia. “In questi tre giorni ho sentito un calore e un affetto che non ho mai sentito in nessuna piazza. Continuo a sentirmi stabiese e lo farò per sempre”, ha ammesso con commozione, ringraziando anche i tifosi per lo striscione a lui dedicato qualche anno fa.

Il Caos Estero: Da Brera a Solmate

Polcino ha anche provato a fare luce sui frenetici mesi passati, segnati dal passaggio all’inizio dell’anno alla Brera Holding (società quotata al Nasdaq) e al successivo subentro di Solmate, colosso delle criptovalute.

Il dirigente ha rivelato un retroscena fondamentale: al momento della cessione da parte del Presidente Langella, i compratori avevano firmato davanti a un notaio l’impegno a coprire tutte le spese fino a fine campionato “al centesimo, non abbiamo sbagliato un euro”, rileva con fierezza. Tuttavia, i punti di riferimento sono rapidamente spariti. “Non posso determinare perché il board estero abbia deciso di non continuare. Mai nessuno mi ha detto cosa volessero fare”, ha spiegato, sottolineando come la Juve Stabia, pur avendo conti in ordine, monte ingaggi basso e giocatori patrimonializzati, sia stata gestita in modo incomprensibile dalla proprietà uscente.

L’Appello al Palazzo: “Servono Garanzie, Non Siamo Più Credibili”

L’ultimo, accorato passaggio della conferenza ha visto Polcino, membro di commissione legale in Lega, lanciare un durissimo monito alle istituzioni calcistiche. Il dirigente chiede un cambio radicale delle regole per evitare l’ingresso nel calcio italiano di proprietà che possono essere identificate come “scatole vuote”.

“Se una squadra costa 15-16 milioni, chi la compra deve dare 16 milioni di garanzie,” ha tuonato Polcino. “Altrimenti ogni giorno ci troviamo con società estromesse o fallite. Non siamo più credibili, e giochiamo sui sentimenti e sulla fede di popoli. Mi auguro che questo messaggio arrivi nelle stanze dei bottoni”.

Juve Stabia – Catanzaro, Gabrielloni: “Gara tosta. Annata difficile per me, ma per i playoff darò tutto”

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Al termine di un combattuto 1-1 tra Juve Stabia e Catanzaro, l’attaccante gialloblù Alessandro Gabrielloni si è presentato in sala stampa per analizzare una sfida spigolosa e tracciare un bilancio, estremamente onesto e lucido, del momento della squadra e della sua stagione personale. Una partita di sofferenza, quella contro i calabresi, in cui il centravanti è stato chiamato a fare a sportellate, lavorando spesso isolato per far salire la squadra.

Il rammarico per il pareggio e l’analisi del match

Gabrielloni concorda con l’analisi dei due allenatori: il pareggio è il risultato più giusto per quanto visto in campo, sebbene non manchi l’amaro in bocca per come è maturato. “Incontravamo una squadra forte che gioca molto bene. Forse dopo il nostro gol ci siamo un po’ abbassati e non siamo stati bravi a ripartire”, ha spiegato l’attaccante. “Avevamo fatto una buona fase difensiva, soffrendo poco. C’è rammarico per aver preso gol in quel modo, con una deviazione e un pizzico di sfortuna, soprattutto per la bellissima cornice di pubblico che ci aveva trascinato. Peccato non aver regalato loro questa gioia”.

Un’annata complessa: l’onestà di chi non cerca alibi

Incalzato sul suo rendimento stagionale, inferiore alle aspettative di una piazza che conosce bene i suoi valori, Gabrielloni non si è nascosto dietro un dito, mostrando grande maturità e autocritica: “Non è stata la stagione più fortunata del mondo e non sono contento, penso si veda. Non ho sbagliato gol grossissimi, forse non sono stato bravo a crearmi le occasioni. Magari anche il modo di giocare è un po’ diverso da quello a cui ero abituato. Ma l’impegno non manca e non è mai mancato. So che l’obiettivo di squadra è più importante di quello personale, aspetterò il mio momento”.

La forza del gruppo oltre gli infortuni e le voci extracampo

La Juve Stabia arriva a questo finale di stagione incerottata e reduce da una settimana complessa anche a livello societario. Tematiche che, inevitabilmente, entrano nello spogliatoio, ma che il gruppo sta affrontando con compattezza. “È normale che di certe cose se ne parli nello spogliatoio”, ammette Gabrielloni, “ma la forza di questa Juve Stabia è il gruppo. È un gruppo coeso, che riesce anche a scherzare nelle difficoltà, e credetemi, non è scontato”. A questo si aggiunge l’emergenza infortuni, con assenze pesanti come quella di Candellone: “Ormai le assenze sono la normalità per noi, non ricordo una partita in cui siamo stati tutti a disposizione. Il mister è molto bravo a non cercare alibi, non parliamo mai degli infortunati. Abbiamo una rosa profonda e chiunque entra dà il suo contributo”.

L’obiettivo finale: conquistare i Playoff

Nonostante i cali di risultati (ma non di prestazioni, come ci tiene a precisare il giocatore) e i fisiologici alti e bassi di un campionato lungo, la bussola della Juve Stabia punta dritta verso gli spareggi promozione. “Le squadre che arrivano avanti sono quelle che hanno più continuità. Nell’ultimo periodo ci stiamo rimettendo in sesto”, ha concluso Gabrielloni. “La vittoria sarebbe stata il risultato migliore, ma intanto muoviamo la classifica. Il nostro obiettivo sono i playoff, lì vogliamo arrivare e nessuno si nasconde. Lo è sempre stato, anche quando nei periodi negativi la gente borbottava chiedendo di mantenere la categoria. Speriamo di continuare a fare bene nelle ultime tre partite, io sono fiducioso di poter dare ancora il mio contributo, che siano gol, assist o semplice impegno”.

Juve Stabia – Catanzaro (1-1), Abate “Risultato giusto, peccato per quella occasione allo scadere di Maistro”

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Un Romeo Menti ribollente di passione ha fatto da cornice alla sfida valida per la 35ª giornata di Serie BKT tra Juve Stabia e Catanzaro. Un 1-1 che lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa per i tempi e i modi in cui è maturato, con la rete del vantaggio firmata dal solito Mosti ripresa solo nei minuti finali dalla zampata di Di Francesco.

Nel post-partita, mister Ignazio Abate ha analizzato il match con la consueta lucidità, mescolando l’analisi tecnico-tattica all’orgoglio per un gruppo capace di isolarsi dalle difficoltà extracalcistiche che stanno circondando l’ambiente.

L’Analisi del Match: “Pareggio giusto, ma c’è il rammarico”

Non cerca alibi il tecnico delle Vespe, che riconosce i meriti di un avversario costruito per vertici alti della classifica. La Juve Stabia ha mostrato due volti: aggressiva in avvio, più attendista e compatta nella ripresa.

“Abbiamo fatto una buonissima partita contro una squadra forte e di grande qualità. Siamo partiti bene nei primi 20-25 minuti con un grande approccio, poi sono usciti fuori loro. Nel secondo tempo abbiamo difeso con grande ordine senza rischiare nulla. C’è stata la beffa finale, è vero, potevamo anche chiuderla prima, ma credo che essenzialmente il risultato di pareggio sia giusto. Lo dicono anche i dati: loro hanno avuto più gestione della palla, noi siamo stati ordinati.”

Il rammarico più grande di Abate è legato alla gestione delle ripartenze nella seconda frazione, quando gli spazi concessi dal Catanzaro non sono stati capitalizzati a dovere dai subentrati.

“Una volta che ti abbassi dietro la linea della palla, devi avere la forza di aprirti e gestirla meglio. A volte eravamo troppo golosi e forzavamo la verticalizzazione, mentre spesso bisognerebbe rallentare per far abbassare il baricentro agli avversari e rifiatare”.

Il mister ha sottolineato in particolare una scelta sbagliata di Ricciardi in superiorità numerica, le folate di Okoro e la palla gol “mostruosa” capitata sui piedi di Fabio Maistro al 93′ con il miracolo di Piagliacelli.

La Forza Mentale e il “Rumore Assordante”

Il passaggio più intenso della conferenza stampa ha riguardato l’aspetto psicologico. La squadra è scesa in campo con “la testa pesante” a causa delle recenti vicende societarie, ma ha risposto con una prestazione di puro carattere.

“Sfiderei chiunque. Lavoriamo da mesi con il rumore in sottofondo, ma negli ultimi giorni questo rumore era assordante, rimbombava forte nelle orecchie. Nonostante ciò, la squadra ha cercato di rimanere sul pezzo e concentrata. Nell’inconscio la testa va ad altri pensieri, ma abbiamo fatto una partita giusta. Questo punto ce lo teniamo stretto: dimostra che qui al Menti possiamo giocarcela con tutti”.

Abate ha inoltre voluto ringraziare il pubblico di Castellammare, elogiando il calore dei tifosi e sottolineando come l’unione tra squadra e piazza sia ormai inscalfibile.

Emergenza Infortuni e le Scoperte del Turnover

In un momento cruciale della stagione, la Juve Stabia deve fare i conti con un’infermeria affollata. Assenze pesanti come quelle di Candellone, Bellich, Burnete e Zeroli, a cui si è aggiunto un affaticamento per Diakitè a fine primo tempo. Eppure, il mister ha esaltato la profondità della rosa: rispetto alla gara precedente, ben cinque interpreti sono stati cambiati dal primo minuto.

Mosti con 7 reti stagionali, sta registrando numeri straordinari per una mezzala. Abate non ha dubbi: “Sono numeri da grande giocatore”. Pierobon e Correia sono stati entrambi elogiati dal mister per la sostanza e la tenuta fisica a centrocampo.

Nonostante l’assenza di un punto di riferimento come Candellone, il mister ha evidenziato come giocatori come Gabrielloni si sono sacrificati in un lavoro sporco non del tutto nelle loro caratteristica sottolineando poi come l’ingresso di Okoro è stato necessario per garantire la profondità necessaria nel secondo tempo quando c’era più spazio.

La Promessa a Castellammare

In chiusura, Abate ha voluto lanciare un messaggio di speranza per il finale di campionato e per il futuro del club:

“In questo momento della stagione bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo senza piangersi addosso. Ho grande fiducia che faremo bene e che le cose si sistemeranno per Castellammare. È una piazza che lo merita, calorosa, dove il calcio scorre dentro le vene. Quando è così, sono sicuro che la ruota gira sempre in modo positivo”.

La Juve Stabia continua a sognare e, soprattutto, a lottare. Senza alibi e a testa alta.