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Juve Stabia – Catanzaro, Alberto Aquilani: “Pareggio giusto. Siamo più maturi rispetto all’andata”

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Un punto d’oro, acciuffato con le unghie e con i denti in uno degli stadi più ostici del campionato. Al “Romeo Menti”, la sfida valida per la 35ª giornata del campionato di Serie BKT tra Juve Stabia e Catanzaro si chiude sull’1-1. Un match vibrante, sbloccato dal guizzo del padrone di casa Mosti e riequilibrato soltanto nei minuti finali da una rete provvidenziale di Di Francesco, che gela il pubblico di fede gialloblù e regala un punto prezioso alle Aquile.

Al termine della gara, il tecnico giallorosso Alberto Aquilani ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi con grande lucidità e malcelata soddisfazione, sottolineando l’importanza mentale di questo risultato.

Una reazione da grande squadra

Per l’allenatore del Catanzaro, il punto conquistato al fotofinish ha un sapore ben distante dalla delusione. La reazione della squadra, capace di restare in partita nonostante lo svantaggio e le difficoltà fisiche, è il segnale più incoraggiante.

“Credo sia un pareggio diverso da quelli in cui spesso siamo incappati” – ha esordito Aquilani in sala stampa. “Penso sia stato un risultato giusto, contro una squadra importante. Non avremmo meritato di perdere e faccio i complimenti ai miei ragazzi”.

Il tecnico ha voluto poi evidenziare i meriti degli avversari, rendendo ancor più prezioso il risultato ottenuto in trasferta:

“La Juve Stabia è forte e ha individualità importanti; sapevamo che sarebbe stato difficile fare risultato anche perché non eravamo in condizioni ottimali. Siamo stati bravi a non mollare fino al termine”.

Maturità e peso specifico del risultato

Il percorso di crescita del Catanzaro passa anche da prestazioni di sofferenza come questa. Aquilani ha tracciato un bilancio dell’evoluzione della sua rosa, confrontando la squadra attuale con quella che aveva affrontato le Vespe nel girone di andata, e contestualizzando questo 1-1 all’interno del momento stagionale.

“Siamo una squadra diversa dalla gara di andata, cresciuta in termini di maturità e convinzione. Sono contento perché venivamo da tre pareggi che sono state tre mezze sconfitte, mentre questo pareggio ha un peso diverso”.

La linea verde: il progetto giovani del Catanzaro

L’ultima parte dell’intervento di Mister Aquilani si è concentrata su un tema a lui molto caro e che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per la società calabrese: l’impiego e la valorizzazione dei giovani talenti. In un calcio italiano che spesso fatica a dare fiducia alle nuove leve, il Catanzaro si sta muovendo in netta controtendenza.

“Abbiamo il più alto minutaggio della Serie B. Oggi abbiamo giocato con tre ‘under’, nella scorsa gara con cinque. Questo spirito certo può aiutare a crescere i giovani anche in ottica di un discorso di crescita del calcio italiano. Ovviamente ci vuole poi equilibrio nei giudizi sia quando le cose vanno bene sia nei momenti difficili”.

Un richiamo alla pazienza e all’equilibrio che suona come uno scudo per i suoi ragazzi. Il Catanzaro torna dalla trasferta campana con una consapevolezza rinnovata: la squadra ha carattere, non si arrende mai e sta costruendo il proprio futuro mattone dopo mattone, scommettendo su una linea verde che continua a dare i suoi frutti.

Lazio bestia nera: i biancocelesti vincono al Maradona per la quarta volta consecutiva

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La vittoria dell’Inter contro il Cagliari, sempre più in zona rossa, ha di fatto chiuso i discorsi scudetto già semichiusi la settimana scorsa con lo stop esterno degli azzurri contro il Parma. Ma, il Sassuolo che vince con il Como, riapre i discorsi Champions, soprattutto a favore di Roma e Juventus: i bianconeri giocano domani col Bologna, e possono allungare contro i Lariani, mentre la squadra di Gasperini giocherà stasera con l’Atalanta. Al Maradona, nel primo caldo primaverile, c’è la Lazio di Maurizio Sarri, che non è un ex allenatore come gli altri: al pronunciare del suo fra le formazioni delle due squadre, c’è stato un timido applauso dello stadio, che lo fa essere – forse – più amato di Spalletti, visti i sonori fischi quando è stato nel suo ex stadio; l’allenatore toscano ma di origini napoletane è fra i tecnici papabili per un’eventuale post Conte. Lo stadio è soldout, nella curva A una bandiera rossa della curva nord dell’Ancona, gemellata col Napoli, che sfiora il ritorno nel calcio professionistico vista la seconda posizione nel girone di competenza della serie D.

Dispiacerà anche a loro, oltre ai tanti napoletani, aver visto questo mesto spettacolo. Nessun intervento degno di considerazione da parte del giovane portiere della Lazio, che a loro volta hanno tirato ben quattordici volte dalle parti di Milinkovic. La Lazio espugna il Maradona per la quarta volta consecutiva: due volte Sarri, contro Spalletti e contro Garcia, poi Baroni contro Conte il giorno dell’immacolata del 2024, e questa volta al ritorno di Sarri contro Conte.

Napoli-Lazio, la sintesi del match

La prima palla della partita è della Lazio, che al secondo minuto tenta il primo affondo con Noslin, il cui cross è recuperato dagli azzurri. Al sesto minuto, la squadra ospite passa in vantaggio: Taylor la mette al centro per Cancellieri che anticipa Spinazzola e mette alle spalle di Milinkovic-Savic; Napoli-Lazio, 0-1. Padroni di casa che non trovano spazi per la reazione. Continua a provarci la Lazio con un tiro di Basic trovato da Cancellieri a limite dell’area: para facile il portiere. Il primo approccio alla partita da parte del Napoli è tristemente ricco di errori banali: i fantastici quattro nel quadrato di centrocampo sbagliano passaggi e controlli davvero banali, come se il pallone scottasse e gli azzurri giocassero scalzi. Un’azione recuperata dalla destra, consente a Politano di servire al centro McTominay che per un soffio non la tocca, ed il pallone finisce sul fondo. Sempre dalla destra, Politano serve De Bruyne il cui tiro di sinistro nei pressi della lunetta d’area di rigore, finisce nei pressi della fermata della metropolitana Campi Flegrei. Risponde la Lazio con un cross di Tavares che di prima provava a servire Cancellieri, a sua volta anticipato da Spinazzola. Al 23°, passaggio di De Bruyne preciso per Hojlund anticipato ottimamente da Romagnoli che devia in corner.

Al 28°, un altro calcio d’angolo – il quarto – a favore del Napoli, permette ad Anguissa di andare vicino al gol del pari, ma il centrocampista si coordina male. In fase di impostazione, sbaglia Buongiorno, recupera palla Noslin che si invola verso l’area di rigore del Napoli: contrasto con Lobotka che atterra l’attaccante laziale, e l’arbitro fischia il calcio di rigore. Lo slovacco colpisce Noslin sulla gamba. Dagli undici metri c’è Zaccagni che si fa parare il rigore da Milinkovic-Savic. Continua però la squadra di Sarri ad attaccare sulla corsia di destra, dopo che la difesa del Napoli aveva recuperato il possesso dopo il penalty. 35° minuto, ancora la LazioCancellieri impegna Milinkovic in parata bassa, poi Noslin spara alto da pochi passi sulla ribattuta. Al 43°, ci prova Tavares, ma è pronto ancora il portiere serbo del Napoli a deviare il tiro. Alla fine della prima frazione, il Napoli colleziona possesso palla e calci d’angolo infruttuosi, e continuano a contarsi errori tali che costano i fischi dagli spalti.

Comincia il secondo tempo, escono De Bruyne ed Anguissa, ed entrano Alisson Santos ed Elmas, ma è la Lazio che recupera il pallone ed è Taylor che conclude a lato. In fase d’attacco del NapoliGila ruba palla ad Hojlund, serve subito Zaccagni che passa a Noslin ma l’olandese non trova la porta. La differenza fra la facilità della squadra di Sarri di prender palla, salire in contropiede, e rendersi pericolosa è palpabile con quella del Napoli che non fa tre passaggi di fila. Al 53°, Alisson controlla un lancio di Lobotka, supera Lazzari, serve Hojlund che però non trova la deviazione. Al 56°, la Lazio raddoppia: errore di Buongiorno, recupera Noslin, poi Zaccagni che la mette al centro, non ci arriva Cancellieri, interviene Basic che a pochi passi non sbaglia; Napoli-Lazio, 0-2. La squadra non è in sintonia, non ha la testa, sembra rivedere gli spettri peggiori fra Eindhoven e Bologna. Reagisce rabbiosamente Alisson che scheggia il palo a ridosso dell’area piccola.

Verso l’ora di gioco, doppio cambio per il Napoli: escono Spinazzola Lobotka, ed entrano Giovane Gutierrez. Le bandiere delle curve continuano a sventolare, ed è la curva B che scandisce il ritmo con cori continui. Però, non c’è alcuna pericolosità nelle azioni azzurre, non c’è la sensazione che i padroni di casa possano ribaltare la situazione, così com’è successo con la Roma e con il Lecce. La sensazione invece è che può segnare ancora la Lazio: in solita ripartenza, Noslin approfitta di un ennesimo errore, al centro servito Tavares che non inquadra la porta. A venti minuti dal novantesimo, entra Mazzocchi che rileva capitan Politano: la fascia finisce ad Elmas. Poco da scrivere nel prosieguo di match, se non che il Napoli continua a sbagliare e non a rendersi praticamente mai pericoloso, e che la Lazio ha abbassato il ritmo beneficiando di un doppio vantaggio mai messo in discussione. Finisce senza mordente, una partita cominciata male e finita peggio.

Juve Stabia – Catanzaro: 1-1 (18′ Mosti 88′ Di Francesco)

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Buonasera amiche e amici appassionati di grande calcio e benvenuti alla diretta testuale di Juve Stabia – Catanzaro.

Siamo giunti a uno snodo cruciale della stagione: è la 35ª giornata del campionato di Serie B e i punti in palio questa sera pesano come macigni per gli obiettivi di entrambe le formazioni. Il fischio d’inizio è fissato per le 19:30 di oggi, sabato 18 aprile 2026, nella splendida e calorosa cornice dello stadio “Romeo Menti”.

Oggi tralasceremo tutte le considerazioni legate alla società e al cambio di proprietà con Solmate che ha “abbandonato” le Vespe. Ci concentreremo sull’aspetto sportivo.

Lo Stato di Forma

Le due squadre si presentano a questo appuntamento con umori decisamente contrastanti, ma con la stessa fame di vittoria:

  • Juve Stabia: Le Vespe arrivano sulle ali dell’entusiasmo. La recente e preziosa vittoria casalinga contro il Cesena ha iniettato fiducia e morale nell’ambiente gialloblè, confermando l’ottimo stato di forma della squadra che oggi, davanti al proprio pubblico, cercherà di dare continuità ai risultati.

  • Catanzaro: Discorso diverso per le Aquile giallorosse, che sbarcano in Campania con un conto aperto con la Dea Bendata. La squadra calabrese è reduce da una striscia di tre pareggi consecutivi, tutti e tre arrivati con la beffa del gol subito nei minuti di recupero. C’è grande voglia di scacciare questa “maledizione della zona Cesarini” e tornare a conquistare il bottino pieno.

Le Assenze Pesanti

I due allenatori dovranno fare di necessità virtù, reinventando i rispettivi reparti offensivi a causa di due defezioni di lusso. Mancheranno diversi elementi e soprattutto i fari dell’attacco da ambo le parti: la Juve Stabia dovrà rinunciare alla fisicità e al fiuto del gol di Leonardo Candellone, mentre il Catanzaro dovrà fare a meno del suo trascinatore e capitano, Pietro Iemmello. Assenze che cambieranno inevitabilmente lo scacchiere tattico del match e chiameranno i sostituti a una prova di grande maturità.

Manca pochissimo al calcio d’inizio. Mettetevi comodi, allacciate le cinture e restate con noi per vivere minuto per minuto tutte le emozioni, le azioni salienti e i gol di questa attesissima sfida.

Squadre nel tunnel degli spogliatoi, tra poco si parte.

Tabellino

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente; Diakitè (72′ Varnier), Giorgini, Dalle Mura; Carissoni, Mosti, Correia, Pierobon (85′ Ricciardi), Cacciamani (85′ Maistro); Torrasi (63′ Leone); Gabrielloni (63′ Okoro).

A disposizione: Signorini, Boer, Mannini, Battistella, Ciammaglichella, Dos Santos.

Allenatore: Ignazio Abate.

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Frosinini (79′ Nuamah), Antonini, Brighenti; Cassandro, Pompetti (84′ Buglio), Rispoli, Alesi (84′ Koffi); Liberali (79′ Oudin), Di Francesco; Pittarello.

A disposizione: Marietta, Esteves, Bashi, Jack, Verrengia, Ardizzone, Gjoka, Castro.

Allenatore: Alberto Aquilani.

Direttore di gara: Sig. Niccolò Turrini della sezione AIA di Firenze

Primo Assistente: sig. Marco Emmanuele della sezione AIA di Pisa

Secondo Assistente: sig. Gianluca Grasso della sezione AIA di Ariano Irpino

IV° ufficiale sig. Andrea Palmieri della sezione AIA di Brindisi

VAR sig. Valerio Marini della sezione AIA di Roma 1

AVAR sig. Luigi Nasca della sezione AIA di Bari

Marcatori: 18′ Mosti

Angoli: 3 – 4

Ammoniti: 61′ Torrasi 84′ Cassandro

Espulsi: –

Recupero: 1 min pt – 5 min st

Note: Terreno in erba artificiale

PRIMO TEMPO

2′ Juve Stabia subito pericolosa con Mosti che recupera palla e calcia da fuori area impegnando Pigliacelli alla parata a terra

18′ Juve Stabia in vantaggio: Passaggio filtrante di Pierobon per Gabrielloni che allarga sulla destra per Mosti che controlla entra in area e calcia sul primo palo trovando il varco giusto per battere Pgliacelli

19′ Catanzaro pericoloso: Confente in uscita bassa sui piedi di Pittarello lanciato in velocità blocca la sfera e il tentativo ospite

33′ Catanzaro vicino al pari: Diakitè non riesce a controllare Pittarello in area che si gira e serve Alesi che calcia di prima intenzione trovando Confente ad una respinta non perfetta con la palla che resta in area, arriva Giorgini che la spazza prima dell’arrivo di Liberali.

34′ Catanzaro ancora pericoloso: Liberali entra dalla sinistra e calcia a rete con Dalle Mura che libera l’area.

36′ Pressione giallorossa: Cassandro scende sul fondo e crossa per Alesi al centro che per fortuna della Juve Stabia non inquadra la porta

43′ Juve Stabia pericolosa: Azione prepotente coast to coast di Diakitè che arriva in area e serve Correia che calcia a rete trovando Antonini in scivolata a negargli la gioia del gol

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero

Il primo tempo finisce con le Vespe in vantaggio grazie alla magia di Mosti. Dopo il gol grande reazione del Catanzaro che ha messo alle corde la difesa di casa che è riuscita a reggere l’urto giallorosso difendendo con i denti il prezioso vantaggio.

SECONDO TEMPO

56′ Timido tentativo del Catanzaro con Pompetti che calcia dalla tre quarti, troppo debole e centrale il tiro per impensierire Confente

61′ Ammonito Torrasi per un’evidente trattenuta su Liberali che stava scappando in contropiede

63′ La Juve Stabia sostituisce Torrasi con Leone e Gabrielloni con Okoro

72′ La Juve Stabia sostituisce Diakitè con Varnier

75′ Tiro di Di Francesco con Confente che devia in calcio d’angolo

79′ Il Catanzaro sostituisce Nuamah al posto di Frosinini e Oudin al posto di Liberali

84′ Ammonito Cassandro per simulazione in area

84′ Nel Catanzaro entrano Koffi per Alesi e Buglio per Pompetti

85′ Nalla Juve Stabia entrano Maistro per Cacciamani e Pierobon per Ricciardi

88′ Pareggio del Catanzaro: Di Francesco serve Pittarello che è bravissimo a liberarsi di Varnier e a servire al centro Antonini che non riesce a controllare con la palla che esce verso l’esterno dell’area ma arriva Di Francesco che calcia a rete e la palla passa sotto le gambe di Dalle Mura e finisce in rete

Il diirettore di gara concede 5 minuti di recupero

91′ Il Catanzaro sostituisce Antonini con Bashi

94′ Juve Stabia vicino alla rete con Maistro che riceve palla da Correia entra in area converge al centro e calcia sul primo palo con Pigliacelli che miracolosamente devia in angolo

95′ Catanzaro pericoloso con Oudin che riceva palla sulla trequarti e calcia a rete ma troppo centrale e Confente blocca il tiro.

Finisce con un pareggio che serve di più agli ospiti che ai padroni di casa. Un risultato sostanzialmente giusto per quello visto in campo. Le Vespe non riescono a sfruttare il doppio turno casalingo. Prossimo turno le Vespe faranno visita al Pescara.

Il cold case del mosaico con la coppia di amanti restituito a Pompei

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I ritrovamenti di reperti, i loro passaggi imprevedibili nel tempo e nelle vicende storiche, diventano alle volte oggetto di vere e proprie indagini investigative, che grazie allo studio e alla ricerca di professionisti dell’archeologia e del restauro conducono alla verità e alla loro giusta collocazione storica. È così il caso del mosaico con scena erotica che era stato trafugato da un capitano della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale, stando alla ricostruzione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, e poi consegnato nel mese di luglio 2025 al Parco archeologico di Pompei. Il mosaico proveniva in realtà da una villa romana nelle Marche, come confermato dai successivi studi avviati dal Parco assieme all’Università del Sannio.

La vicenda ha origine dal dono a un cittadino tedesco, da parte di un capitano, suo amico, che lo portò in Germania dopo esserne venuto in possesso durante la sua attività come addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia nel 1943/44. Gli eredi hanno poi deciso di restituirlo allo Stato italiano. In mancanza di dati sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura aveva deciso di assegnarlo al Parco archeologico di Pompei, considerando che mosaici simili per tecnica e stile sono noti dall’area vesuviana. Una ricerca approfondita avviata dal Parco ha poi portato a un risultato inatteso: il mosaico non c’entra con Pompei. Le analisi archeometriche eseguite in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e

Tecnologie dell’Università del Sannio suggeriscono che si tratti di una produzione laziale che veniva commercializzata a livello sovraregionale. Ma non solo: un incontro fortunato, in occasione della presentazione del 2025, con Giulia D’Angelo, archeologa di origine marchigiane e co-autrice del contributo pubblicato oggi sull’E-journal di Pompei, ha condotto alla vera origine del mosaico: proviene da una villa romana di Rocca di Morro, frazione del Comune di Folignano nelle Marche, dove è attestato già alla fine del Settecento.

“La ricostruzione della vicenda di questo mosaico dimostra come la tutela del patrimonio culturale non si esaurisca nel recupero materiale dell’opera, ma prosegue con lo studio rigoroso, la verifica scientifica e la restituzione della verità storica. Il lavoro congiunto del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, dei funzionari del Ministero della Cultura, del Parco archeologico di Pompei e delle Università coinvolte ha consentito di ricollocare correttamente il mosaico nel suo contesto originario, una villa romana nelle Marche. Ogni bene trafugato e riportato in Italia rappresenta un frammento della nostra identità che torna alla collettività”, dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

“Questa vicenda restituisce a Folignano un frammento prezioso della propria memoria e rafforza il legame profondo tra la nostra comunità e la sua storia più antica – afferma il sindaco di Folignano, Matteo Terrani. Il fatto che l’opera provenga da una villa romana di Rocca di Morro dà nuovo valore a un luogo simbolico che è parte fondamentale della nostra identità. Come amministrazione stiamo lavorando, insieme ad appassionati e volontari, per promuovere iniziative di valorizzazione del sito. Nelle prossime settimane ci recheremo a Pompei per poter visionare il mosaico e incontrare il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, che ringrazio per la disponibilità e la professionalità, con l’obiettivo di avviare un dialogo costruttivo e nuove prospettive di collaborazione”.

La memoria del manufatto riemerge, tra l’altro, nella produzione del pittore e archeologo ascolano Giulio Gabrielli (1832- 1910) che lo riproduce in un taccuino manoscritto (ca. 1868), oggi conservato nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno. A corredo dello schizzo, l’autore fornisce annotazioni sul soggetto e sulla località di rinvenimento. Egli interpreta la scena come quella di un uomo “che offre colla d[estra] una borsa di danaro… ad una bella donna che mezza ignuda gli sta davanti”, proponendo come titolo Il congedo di un’etera e riportando che il reperto “venisse trovato in un podere della famiglia Malaspina a Rocca di Morro”.

“Nelle more di valutare, insieme alla comunità e agli enti locali del territorio di provenienza future iniziative di valorizzazione (per esempio tramite una mostra) – aggiunge il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti – i risultati delle ricerche sono presentati nell’e-journal degli scavi di Pompei pubblicato oggi con la soddisfazione che grazie al lavoro interdisciplinare di Carabinieri, funzionari del Ministero della Cultura, archeologi e archeologhe nonché ricercatori e ricercatrici specializzati nell’archeometria, si è riusciti a ricostruire una vicenda travagliata con un lieto fine”.

“Grande lavoro di squadra, ricostruire la storia è team work e questo è un esempio di come la dedizione, la professionalità e la passione portano a scoperte inattese non solo a Pompei, ma anche in siti meno noti ma non meno importanti per comprendere e valorizzare il patrimonio classico in tutta la penisola – dichiara il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – Grazie alle ultime ricerche emerge una produzione specializzata laziale che esporta mosaici preziosi, realizzati presumibilmente in notevoli quantità, in territori come le Marche, Campania e Puglia; una scoperta di grande interesse non solo per la storia dell’arte romana, ma anche per la storia economica del mondo romano”.

Fonte AdnKronos

Terremoto oggi Avellino, trema la provincia

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Terremoto oggi in provincia di Avellino, dove una scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata questa mattina alle 7.28. Il sisma, secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è avvenuto a 1 km da Forino, a una profondità di 5,6 km.

Fonte AdnKronos

Pompei, un ‘memoriale’ racconta la fine del 79 d.C e le sue vittime

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Un “memoriale” che racconta la fine di Pompei e le sue vittime. L’eruzione del 79 d. C. – che ha colpito migliaia di persone e fatto della antica città vesuviana una testimonianza unica nella storia – per la prima volta viene narrata attraverso un allestimento museale permanente che ne restituisce la storia momento per momento, esponendo i calchi delle vittime e una selezione di reperti organici straordinariamente conservati. “I calchi di Pompei: un percorso nella storia dell’eruzione del 79 d.C.” sarà visitabile alla Palestra Grande degli scavi del Parco Archeologico da domani, giovedì 12 marzo.

La nuova esposizione che ripercorre l’origine, la storia dell’eruzione e la tecnica dei calchi, è il risultato di un dialogo tra un linguaggio museale teso a dare dignità alle vittime dell’eruzione, ma al tempo stesso a raccontarne la storia con cura scientifica. Una narrazione oggettiva di quella vicenda attraverso la quale il visitatore si trova di fronte al “… dolore della morte che riacquista corpo e figura” con cui lo scrittore Luigi Settembrini nel ‘800, aveva descritto i calchi di Pompei, “non arte, non imitazione; ma le loro ossa, le reliquie della loro carne e de’ loro panni mescolati col gesso”. Primo Levi, nella poesia La bambina di Pompei, parla di “agonia senza fine, terribile testimonianza”. 22 i calchi di vittime, tra i vari rinvenimenti esposti, scelti fra quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del contesto di provenienza, che va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano dal centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono invano la salvezza.

L’esposizione riunisce assieme, per la prima volta, un così ampio numero di testimonianze. A Pompei dall’800 è stato possibile realizzare un centinaio di calchi. Altri, singoli o in piccoli gruppi, sono visibili nelle domus o in altri edifici della città, nei luoghi originari del loro rinvenimento.

Il percorso si articola nei portici sud e nord della Palestra Grande, il grande edificio quadrato ubicato di fronte all’Anfiteatro e un tempo destinato alla formazione dei cittadini, con una sezione dedicata alla Vulcanologia e ai reperti organici, piante e animali e una sezione dedicata ai resti umani.

“Mi ha colpito l’allestimento fatto con grandissimo rigore scientifico – ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli – la capacità di restituire la cruda verità dell’eruzione di Pompei e l’espressività dei calchi. E al tempo stesso l’atteggiamento rispettoso nei confronti delle vittime, attraverso una galleria del dolore che ci restituisce la verità come in un sacrario contemporaneo, perché tutte le tragedie che avvengono per calamità naturali sono condensate in questa magnifica, terrificante ed esplicativa rappresentazione che il direttore e tutto il magnifico staff del Parco archeologico ci hanno offerto. È una mostra coraggiosa perché è anche estremamente contemporanea. Non è facile la rappresentazione della morte, non è facile mettere in mostra la nudità dei calchi di corpi travolti da ceneri, lapilli e lava. Bisogna saperlo fare e saper raccontarlo con uno sguardo scientifico ma allo stesso tempo empatico nei confronti del dolore. E la missione è riuscita”.

Spiega il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel: “Personalmente ritengo questa la più grande sfida museologica che abbiamo mai affrontato, e ringrazio tutto il gruppo di lavoro, in particolare Silvia Bertesago e Tiziana Rocco, che hanno seguito l’allestimento dai primi passi. Abbiamo cercato un linguaggio museografico che unisca la semplicità toccante di un memoriale, perché non volevamo in nessun modo rinunciare all’aspetto umano ed etico, con la gioia della scoperta attraverso apparati didattici inclusivi e facilmente comprensibili. I calchi delle vittime non sono reperti, non sono statue e non sono opere d’arte, né d’arte antica né contemporanea. Per dire cosa sono, forse basta una frase, pronunciata una volta da un collega su uno scavo dove scoprimmo una vittima: questo siamo noi. Possiamo vedere nei calchi di bambini, donne e uomini morti nel 79 d.C. la nostra fragilità, la nostra umanità e vulnerabilità: perciò, da un incontro rispettoso con queste testimonianze, che abbiamo cercato di rendere possibile con il nuovo allestimento, può scaturire un messaggio profondo: la vita è precaria, preziosa, la vita è bella”.

L’origine dei calchi – Nel 79 d.C., l’eruzione del Vesuvio distrusse improvvisamente la città di Pompei, seppellendola sotto metri di cenere e pomici. Questo evento catastrofico ha conservato intatti non solo edifici e strade, ma anche le tracce delle vite di chi vi abitava. Le persone rimaste intrappolate durante la seconda fase dell’eruzione, ovvero dopo la caduta dei lapilli, furono avvolte da una nube ardente di cenere vulcanica (cosiddetta “corrente piroclastica”), che si solidificò intorno ai loro corpi. Con il tempo, i corpi e tutti i materiali organici si decomposero, lasciando degli spazi vuoti nella cenere indurita. Nell’800, questi vuoti intercettati durante gli scavi, furono per la prima volta riempiti con gesso per creare calchi fedeli delle vittime e sono oggi una testimonianza potente e toccante della tragedia, che ci permette di “vedere” gli oggetti andati distrutti e le persone che vissero e morirono in quel momento. Pompei è l’unico sito al mondo che consente il recupero di questo tipo di testimonianze.

I calchi non sono dunque semplici reperti, ma testimonianze dirette della tragedia che colpì Pompei. Attraverso di essi, la scienza ci restituisce i volti, i gesti e l’umanità degli abitanti dell’antica città, fermi nell’attimo in cui il tempo si è interrotto.

Il percorso espositivo – Nel braccio Sud trova spazio una sezione vulcanologica, dedicata al Vesuvio e al racconto dell’eruzione del 79 d.C., arricchito da un nuovo video che ne ripropone in sintesi la dinamica e dalla ricostruzione di una colonna di circa 4 metri di ceneri e lapilli, il materiale eruttivo che seppellì completamente la città di Pompei. Segue una parte dedicata agli animali e alle piante con una collezione dei reperti organici straordinariamente conservati che raccontano il rapporto fra l’uomo e le risorse naturali. La sezione è accompagnata da un apparato grafico di testi e riproduzioni iconografiche di fauna e flora presenti in famosi affreschi pompeiani, alcuni anche di recente scoperta (come quelli provenienti dalla casa del Tiaso).

Il braccio Nord, accanto ad una piccola parte sugli arredi con due calchi di porte, ospita la grande sezione dedicata ai resti umani, che espone una collezione di calchi originali delle persone colpite dall’eruzione. I calchi delle vittime del 79 d.C. sono tra le testimonianze più famose e commoventi di Pompei. Spesso confusi con corpi pietrificati, sono in realtà il risultato di un processo unico, reso possibile dalle condizioni create dall’eruzione e da una tecnica archeologica sviluppata nel tempo.

Anche se sono noti tentativi negli anni precedenti, fu nel 1863 che l’archeologo Giuseppe Fiorelli, versando gesso liquido in queste cavità, per primo riuscì a restituire la forma originaria delle vittime. Una volta indurito il gesso e rimossa la cenere circostante, riemergevano figure umane sorprendentemente dettagliate, spesso con ossa ancora presenti al loro interno.

Il tema trattato e il tipo di reperti esposti ci pongono a stretto contatto con il momento della morte improvvisa. Per tale motivo la sezione delle vittime non è subito visibile, ma è protetta alle due estremità, da elementi divisori che avvisano dell’ingresso in un settore peculiare, dando quindi allo spettatore la possibilità di scegliere se affrontare o meno la visita.

L’allestimento è scandito da un apparato grafico in cui è ridotto al minimo l’uso del colore e di ogni elemento decorativo, a vantaggio di testi lineari accompagnati da foto d’archivio, che documentano i contesti o i calchi in fase di scavo o di restauro. È arricchito da contenuti multimediali dedicati da un lato alla tecnica di realizzazione dei calchi dal momento dell’invenzione fino ad oggi e alla struttura interna dei calchi con immagini tratte da TAC eseguite su alcuni esemplari, dall’altro lato a contenuti storici come l’intervista ad Amedeo Maiuri sui calchi dell’Orto dei Fuggiaschi o ancora agli aspetti emozionali legati alla vista di questi reperti, come ben rappresentato nel frammento del film “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini

Un percorso flessibile e accessibile: video in Lis e Isl e modellini tattili – Tutto il percorso, per la sua ubicazione all’interno dell’area archeologica, è volutamente flessibile, è cioè strutturato per poter essere visitato ed avere una lettura compiuta nei diversi sensi di marcia e a prescindere dal lato di ingresso al monumento, adattandosi così alle diverse direzioni dei flussi di visitatori. Particolare attenzione è stata data all’accessibilità, attraverso contenuti audio, video in LIS e ISL, strumenti in CAA (Comunicazione Aumentata Alternativa) e due sezioni tattili dedicate rispettivamente una alla parte sulle vittime umane e l’altra a quella sugli animali e le piante con modellini 3d dei reperti accompagnati da testi in braille. Attraverso gli apparati grafici, i video e gli approfondimenti, l’allestimento vuole garantire la più ampia fruizione di questi materiali unici, rispettandone e valorizzandone le peculiarità, restituendo loro il giusto significato, quali straordinarie testimonianze della storia di Pompei e dei suoi abitanti.

Fonte AdnKronos

Rogo del Sannazaro, l’annuncio di Giuli

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Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, oggi, mercoledì 11 marzo, al termine di un vertice alla Prefettura di Napoli, ha comunicato che lo Stato acquisterà il teatro Sannazaro, andato a fuoco il 17 febbraio.

“Il risultato di questa prima riunione fatta insieme con la proprietà e poi successivamente con i gestori è che iniziamo da subito i lavori” ha detto il ministro della Cultura a margine della riunione con i proprietari del Sannazaro e il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Sulla valutazione della compravendita, Giuli ha spiegato: “Su questo ci sarà una valutazione di congruità ma non ci saranno ostacoli, ve lo posso assicurare. Saremmo veloci e soprattutto siamo tutti allineati, quando tutti hanno lo stesso intento si procede spediti e su questo consentitemi di ringraziare i proprietari che sono stati davvero veloci, appassionati nel dolore ma altrettanto a condiscendere la nostra volontà di acquistare”.

Alla domanda se il Sannazaro sarà acquistato solo dallo Stato o se ci entreranno gli enti locali, il ministro ha precisato: “Allora acquista il Ministero, acquista il ministero della Cultura, ma è ovvio che è un’operazione corale altrimenti non saremmo qui in questa bella Prefettura avendo interloquito con il presidente della Regione Campania, con il sindaco di Napoli e con diciamo tutte le persone che hanno a cuore il progetto Sannazaro”.

L’inchiesta sul rogo

Intanto va avanti l’inchiesta, aperta dalla Procura di Napoli, sul rogo che ha devastato il Sannazaro. Si indaga per incendio colposo contro ignoti. Sembra che sia stato un cortocircuito a innescare le fiamme, ma ancora le cause dell’incendio non sono state chiarite. Nel rogo sono state coinvolte una ventina di palazzine vicine con sessanta sgomberati, ma per fortuna non ci sono state né vittime né feriti.

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Fonte AdnKronos

Napoli, 20enne ucciso in un agguato a Ponticelli: c’è già una pista

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Agguato questa mattina nella periferia est di Napoli: ucciso un 20enne. Poco dopo le 5 di oggi, i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale sono intervenuti in via Carlo Miranda, nei pressi di un bar di Ponticelli. Sconosciuti in scooter hanno esploso alcuni proiettili, colpendo al torace il dipendente di un Bingo, Fabio Asciuto che era con una comitiva di amici. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di Villa Betania ed è lì che è morto. Indagini in corso da parte dei carabinieri per ricostruire dinamica e matrice.

La pista della camorra

Dai primi riscontri l’agguato avrebbe modalità camorristiche. Ascione aveva appena smontato dal lavoro in una sala Bingo della zona ed era andato al bar insieme a quattro amici. Non è escluso, al momento, che possa essersi trattato di una vendetta dopo una lite, così come gli investigatori non possono escludere che l’obiettivo del raid fosse un altro giovane presente al bar con Ascione. Al momento, però, la pista della camorra resta quella privilegiata.

Fonte AdnKronos

Giovani musicisti incontrano Gustavo Dudamel al Teatro San Carlo di Napoli

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Trentacinque giovani musicisti dell’Orchestra Sanitansamble di Napoli hanno incontrato il maestro Gustavo Dudamel al Teatro di San Carlo, dando continuità al percorso avviato lo scorso anno a Roma con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica, dove avevano già avuto l’opportunità di interagire con il direttore venezuelano.

Un momento intenso di crescita e condivisione, vissuto con il presidente Antonio Lucidi e i maestri Paolo Acunzo e Gabriele Bernardo, testimoni di un’esperienza che continua a ispirare e a costruire futuro.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Catanzaro, l’eredità del diavolo al Romeo Menti: Abate contro Aquilani in una classica del sud

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C’è un profumo particolare che aleggia tra gli spogliatoi del “Romeo Menti” in questa stagione di Serie B. Non è solo l’odore familiare dell’aria attorno allo stadio o il salmastro portato dal vento del golfo, ma un’essenza inconfondibile che sa di Milanello, di grandi notti europee e di un passato glorioso che continua a bussare con insistenza alla porta di Ignazio Abate.

Sabato 18 aprile, il tecnico gialloblù si troverà davanti l’ennesimo “fantasma” di una vita calcistica precedente: Alberto Aquilani.

Un “Confessionale” a Tinte Rossonere

La sfida contro il Catanzaro non è che l’ultimo, affascinante capitolo di una saga che sta trasformando la panchina della Juve Stabia in una sorta di confessionale per ex rossoneri. Prima dell’arrivo di Aquilani, sul prato del “Menti” sono già sfilati pezzi di storia del Diavolo:

  • La saggezza tattica di Giovanni Stroppa.

  • L’eleganza senza tempo di Roberto Donadoni.

  • Il sacro fuoco agonistico di Pippo Inzaghi.

Per Ignazio Abate, ogni fischio d’inizio sembra ormai trasformarsi in una rimpatriata. È una sfida continua contro fratelli maggiori o ex compagni di trincea, uomini con cui ha condiviso scudetti, tensioni e trionfi internazionali.

Sciabola contro Fioretto: La Nuova Scuola Italiana

Ma se il passato evoca un’inevitabile nostalgia, il presente parla la lingua cruda e vibrante della modernità. La sfida tra Abate e Aquilani è, prima di tutto, lo scontro tattico tra due dei tecnici più promettenti e interessanti della nuova scuola italiana.

L’anima e la sostanza Abate ha fatto della sua Juve Stabia una creatura a sua immagine e somiglianza: pura sostanza, anima e resilienza. È la prova del nove per il tecnico campano, la dimostrazione sul campo che si può essere leader indiscussi anche senza la fascia da capitano al braccio, guidando un gruppo che lo segue fedelmente come un solo uomo.

L’estetica e il possesso Dall’altra parte, Aquilani ha plasmato il suo Catanzaro come un’orchestra votata al possesso palla e all’estetica. Ha portato in Calabria un calcio di respiro europeo, coraggioso e propositivo, confermando una filosofia di gioco chiara e identitaria.

Meglio il “fioretto” del palleggio di Aquilani o la “sciabola” della feroce Juve Stabia di Abate?

La Classica del Sud: Molto più di Tre Punti

Oltre ai romantici intrecci milanisti, Juve Stabia-Catanzaro resta e resterà sempre una “Classica del Sud”. È una sfida che ha attraversato i decenni e le categorie, una di quelle partite che i tifosi segnano sul calendario mesi prima con il circoletto rosso. È l’eterno duello tra la nobiltà calcistica giallorossa e la fiera appartenenza territoriale delle Vespe.

Il “Menti”, storicamente un fortino inespugnabile per chiunque vi metta piede, si prepara a diventare il palcoscenico di un crocevia stagionale fondamentale. In palio non ci sono “solo” tre punti pesantissimi per la rincorsa alla zona playoff, ma la supremazia di un’idea di calcio.

Non sarà una partita per cuori deboli. Quando l’arbitro fischierà l’inizio, i sorrisi complici e gli abbracci tra ex compagni lasceranno immediatamente spazio alla trance agonistica. Abate lo sa bene: dopo aver “studiato” e affrontato i grandi maestri passati per Castellammare in questi mesi, ora tocca a lui superare l’ultimo e forse più insidioso esame contro il “Principino” Aquilani.

Al “Menti” non si gioca solo per scalare la classifica; si gioca per dimostrare che il futuro del calcio italiano passa, prepotentemente, anche da qui.

Un salto verso la semifinale: il successo dell’IC “San Marco-Bonito-Cosenza” al Kangourou della Matematica

Castellammare di Stabia – La matematica non è solo numeri e formule, ma una sfida logica che premia l’intuizione e la passione. Lo sanno bene gli studenti dell’Istituto Comprensivo San Marco-Bonito-Cosenza, che lo scorso 19 marzo hanno partecipato alla selezione d’istituto del prestigioso concorso Kangourou della Matematica 2026.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale Kangourou Italia in collaborazione con il Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Milano, si propone dal 1999 di diffondere una cultura scientifica tra i giovanissimi attraverso il gioco e la competizione sana, coinvolgendo contemporaneamente migliaia di studenti in tutto il mondo.

Una partecipazione da record

L’istituto stabiese ha risposto con grande entusiasmo alla chiamata, schierando un vero e proprio “esercito” di piccoli matematici:

  • 35 alunni per la categoria Ecolier (quarta e quinta primaria);

  • 51 alunni per la categoria Benjamin (prima e seconda secondaria);

  • 15 alunni per la categoria Cadet (terza secondaria).

Un totale di 101 studenti che si sono messi in gioco, dimostrando come la logica possa essere un terreno di confronto divertente e stimolante.

P. M.: orgoglio dell’IC San Marco-Bonito-Cosenza

Tra i tantissimi partecipanti, brilla il risultato di P. M., frequentante la classe 2H della scuola secondaria. Gareggiando nella categoria Benjamin, P. è riuscito a superare la rigorosa selezione, classificandosi come l’unico alunno dell’istituto ammesso alla semifinale nazionale.

Si tratta di un traguardo prestigioso che premia non solo il talento naturale del giovane studente, ma anche il lavoro svolto quotidianamente dai docenti nel promuovere l’eccellenza e il pensiero critico.

Prossima fermata: Università di Salerno

Il viaggio di P. non finisce qui. Il prossimo 23 maggio 2026, il giovane talento difenderà i colori del suo istituto presso l’Università degli Studi di Salerno, sede ufficiale della semifinale nazionale. In quell’occasione, si troverà a confrontarsi con i migliori studenti della regione per staccare il pass verso la finalissima.

“A P. va il plauso di tutta la comunità scolastica. La sua ammissione è la dimostrazione che con impegno e curiosità si possono raggiungere risultati straordinari.”

Tutta la scuola, dalla Dirigenza ai compagni di classe, fa il tifo per P., fiera di essere rappresentata da un giovane che ha saputo trasformare la matematica in un successo da ricordare.


In bocca al lupo, ragazzo!

Juve Stabia – Catanzaro, i convocati di Abate: Resta l’emergenza in attacco

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Sale l’attesa per la 35ª giornata del campionato di Serie BKT. Stasera, sabato 18 aprile 2026, alle ore 19:30, lo Stadio Romeo Menti sarà il teatro della sfida tra la Juve Stabia e il Catanzaro. Un match cruciale per il finale di stagione, che il tecnico Ignazio Abate dovrà affrontare facendo i conti con diverse assenze pesanti.

Le scelte di Abate: 22 convocati

Al termine della rifinitura odierna, l’allenatore gialloblù ha diramato la lista dei 22 calciatori che prenderanno parte alla sfida. In porta, confermato il terzetto guidato da Confente. In difesa, Abate ritrova solidità con l’inserimento dei suoi uomini chiave, tra cui Varnier e Diakitè, quest’ultimo però chiamato a gestire con attenzione la propria irruenza agonistica essendo l’unico diffidato tra le fila delle Vespe.

Il centrocampo è il reparto più folto e ricco di qualità: spiccano i nomi di Maistro e Leone, pronti a dettare i tempi della manovra, supportati dalla fisicità di Correia e dalla dinamicità di Pierobon e di Mosti.

Emergenza indisponibili: attacco decimato

La nota dolente riguarda l’infermeria. La Juve Stabia si presenta a questo appuntamento con ben sei assenti. Pesano come macigni le defezioni nel reparto offensivo: mancheranno infatti Candellone e Burnete, che si uniscono al lungodegente Morachioli, privando Abate di importanti soluzioni tattiche e realizzative. Ai box anche Bellich, Kassama e il giovane talento Zeroli.

In avanti, le speranze sono affidate al tridente composto da Gabrielloni, Dos Santos e il giovane Okoro, chiamati agli straordinari per scardinare la difesa calabrese.

L’elenco completo dei convocati

  • Portieri: 1 Confente, 16 Signorini, 23 Boer.

  • Difensori: 2 Ricciardi, 13 Varnier, 14 Dalle Mura, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 46 Diakitè, 76 Mannini.

  • Centrocampisti: 5 Battistella, 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

  • Attaccanti: 9 Gabrielloni, 70 Dos Santos, 90 Okoro.

Nonostante l’emergenza, il pubblico del “Menti” è pronto a trascinare la squadra in una sfida che profuma di play off per le Vespe. Fischio d’inizio fissato per le 19:30.

Messaggi, silenzi e sentimenti: la “sociologia del cuore” di Maria Musso con Ghost Love conquista Messina

Più che una semplice presentazione letteraria, un’autentica esperienza di ascolto e di introspezione. La tappa messinese dedicata a Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto, il romanzo di Maria Musso, si è trasformata in un intenso dialogo a cuore aperto sulle relazioni, sull’amore e sulle crescenti difficoltà comunicative che caratterizzano la nostra epoca.

Nella suggestiva e simbolica cornice dell’Associazione Siciliana della Stampa, luogo custode della memoria giornalistica locale, il pubblico ha partecipato con grande coinvolgimento emotivo, dando vita a un dibattito vivo e denso di spunti.

Un parterre d’eccezione per un tema universale

L’incontro è stato guidato con fluidità dalla giornalista Simona Arena, che ha saputo stimolare il confronto diretto tra l’autrice e la platea. A fare gli onori di casa è stato Sergio Magazzù, Segretario provinciale Assostampa Messina, il quale ha fortemente sottolineato il grande valore culturale dell’iniziativa.

Al tavolo dei relatori, accanto all’autrice, sono intervenuti esperti di spicco: Francesco Pira, docente di Sociologia all’Università di Messina (nonché autore della prefazione del romanzo), e Domenico Interdonato, giornalista, scrittore e vicepresidente nazionale UCSI. Il dibattito è stato ulteriormente impreziosito dalla presenza in sala di autorevoli esponenti del mondo della cultura e della comunicazione, tra cui Maria Teresa Prestigiacomo, Barbara Turati e Dominga Arcudi.

Il paradosso dei sentimenti nell’era digitale

Psicologa, docente e giornalista, Maria Musso ha saputo condurre i presenti direttamente al cuore della sua opera, condividendo riflessioni che hanno trovato un’eco immediata tra il pubblico.

“Ghost Love nasce da una domanda semplice e dolorosa: può qualcosa che non è mai stato diventare così determinante nella nostra vita?” ha spiegato l’autrice, mettendo a nudo le fragilità dei rapporti odierni. “Viviamo in un tempo in cui comunicare è semplicissimo, ma essere autentici è sempre più difficile.”

Il romanzo esplora le dinamiche affettive contemporanee fatte di legami intermittenti, relazioni sospese e connessioni puramente emotive che faticano a concretizzarsi in un “noi”. Un passaggio, in particolare, ha colpito profondamente i presenti: “Si può amare qualcuno senza averlo mai davvero avuto. Ed è una delle forme più complesse e dolorose di amore.”

Il sociologo Francesco Pira ha ampliato questa visione, evidenziando come il libro si inserisca perfettamente nel dibattito sulle relazioni al tempo dei social e della comunicazione digitale, fornendo una chiave di lettura in cui l’esperienza intima si fonde con l’analisi sociale.

Il coraggio di sentire

Nonostante l’analisi di dinamiche complesse e a tratti dolorose, il cuore pulsante di Ghost Love è un potente invito controcorrente: tornare a provare emozioni autentiche. “Bisogna avere il coraggio di sentire, nonostante tutto,” ha concluso la Musso. “Perché solo l’amore crea. L’odio non costruisce nulla.” Un messaggio forte, che punta a restituire centralità all’empatia, all’intelligenza emotiva e all’assunzione di responsabilità all’interno dei legami affettivi.

I prossimi appuntamenti

Il tour di presentazione non si ferma e si prepara a fare tappa nella suggestiva Perla dello Ionio per un nuovo momento di confronto e arricchimento culturale.

  • Dove: Taormina, Archivio Storico (ex Chiesa di Sant’Agostino, Piazza IX Aprile)

  • Quando: Mercoledì 22 aprile, ore 17:30

Dove trovare il libro Il romanzo Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto è disponibile per l’acquisto su Amazon e tramite il sito ufficiale dell’autrice: www.ghostlove.mariamusso.com.

Siviglia, l’Europa entra in classe: Successo della mobilità Erasmus per i docenti e il personale dello Sturzo

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Mentre il mondo della scuola si interroga costantemente su come preparare le nuove generazioni a un contesto globale, l’ITC Luigi Sturzo continua a rispondere con i fatti, trasformando i confini geografici in opportunità di crescita professionale. Si è appena conclusa la terza annualità del progetto Mobilità ERASMUS, un percorso che non rappresenta soltanto una parentesi formativa, ma la volontà precisa di internazionalizzare la didattica e la gestione amministrativa dell’Istituto. Dall’8 al 16 aprile, una delegazione d’eccellenza ha varcato i confini nazionali per immergersi nella realtà scolastica andalusa, portando con sé la curiosità di chi non smette mai di imparare per poter insegnare meglio.

Questa è la lettera che i partecipanti hanno inviato alla nostra redazione:

Si è conclusa con successo la terza annualità del progetto Mobilità ERASMUS, un’iniziativa che ha visto protagonista il personale scolastico del nostro istituto in un’intensa settimana di formazione e scambio culturale in Spagna, dall’8 al 16 aprile.

Non solo libri e lezioni frontali, dunque, ma un vero e proprio “ponte” educativo tra l’Italia e l’Andalusia. Il progetto ha coinvolto un team multidisciplinare composto dalla Dirigente Scolastica, dottoressa Cinzia Toricco, dai docenti e dal personale amministrativo, impegnati in attività di job shadowing presso due importanti istituti di Siviglia.

Uno scambio tra eccellenze

Presso l’IES “Leonardo da Vinci”, la Dirigente Toricco, insieme alle professoresse di lingue Valentina Contaldi, Cristiana Carotenuto e Mariella Leone, ha avuto l’opportunità di immergersi nella quotidianità scolastica spagnola. Il confronto si è concentrato sulle moderne metodologie didattiche e su temi cruciali come l’orientamento, l’inclusione e la mediazione culturale, pilastri fondamentali per una scuola moderna e aperta a tutti.

Parallelamente, presso l’IES “Torre de los herberos”, il professor Domenico de Falco e l’assistente amministrativa Pasqua Amato hanno analizzato da vicino la gestione delle classi in contesti sociali complessi e l’organizzazione dei servizi di segreteria, portando a casa soluzioni innovative da applicare nel nostro territorio.

Cultura e professionalità

Come previsto dal programma ERASMUS, la formazione non si è fermata tra i banchi. Il gruppo ha vissuto un’immersione totale nella cultura andalusa: dal fascino del flamenco in un tipico tablao alla maestosità della Mezquita di Cordoba, simbolo millenario di dialogo tra culture diverse.

“Queste esperienze non sono solo viaggi, ma investimenti sulla qualità della nostra offerta formativa”, commentano i partecipanti. Le nuove competenze acquisite, che spaziano dalla normativa scolastica europea alle tradizioni locali, rappresentano un valore aggiunto che verrà ora trasferito nelle nostre aule, arricchendo il percorso di crescita dei nostri studenti.

Con questa iniziativa, la scuola si conferma un presidio di innovazione, capace di guardare all’Europa per costruire il futuro della comunità locale.

Siviglia Erasmus ITC Luigi Sturzo 2

Oltre il confine, verso una scuola senza barriere.

Il rientro della delegazione segna l’inizio di una fase altrettanto cruciale: la restituzione. Ciò che è stato osservato e appreso a Siviglia e Cordoba non resterà chiuso nei diari di bordo dei partecipanti, ma diventerà linfa vitale per i progetti futuri, influenzando positivamente sia la gestione burocratica che il clima relazionale tra i banchi.

In un’epoca in cui la scuola è chiamata a essere il primo motore di integrazione e avanguardia, la partecipazione al programma ERASMUS ribadisce un concetto fondamentale: per far crescere cittadini del mondo, è necessario che chi li guida abbia, per primo, lo sguardo rivolto all’Europa.

Il successo di questa terza annualità non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza per una comunità scolastica sempre più aperta, moderna e coraggiosa.

Juve Stabia – Catanzaro, Aquilani: “Al Menti ci vorrà testa e ritmo. Le nostre assenze non ci spaventano”

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Alla vigilia della delicata trasferta contro la Juve Stabia, l’allenatore dell’US Catanzaro, Alberto Aquilani, suona la carica. Il tecnico giallorosso ha tracciato il bilancio del momento vissuto dalla sua squadra, reduce da un pareggio amaro maturato contro il Modena. Una ferita ancora fresca per i calabresi, soprattutto perché rappresenta la terza gara consecutiva in cui la squadra incassa una rete nei minuti di recupero, vanificando punti preziosi.

La maledizione del recupero e l’analisi post-Modena

Per superare questo blocco, il lavoro settimanale è stato profondo e capillare. “Abbiamo analizzato la partita, gli aspetti tecnici e tattici che possiamo e dobbiamo migliorare”, ha spiegato Aquilani in conferenza stampa. Ma il focus non si è limitato al rettangolo verde: “Abbiamo affrontato anche il discorso psicologico e mentale, che in determinati momenti della partita e della stagione è fondamentale. Come sempre abbiamo fatto un’analisi completa”. La tenuta mentale nei finali di gara è ora diventata, inevitabilmente, la priorità assoluta per ritrovare serenità.

L’ostacolo Juve Stabia: intensità e organizzazione

Ad attendere il Catanzaro in Campania ci sarà un banco di prova decisamente ostico. La Juve Stabia si preannuncia come un avversario scorbutico e agguerrito davanti al proprio pubblico. “Affrontiamo una squadra organizzata, una squadra intensa”, ha avvertito il mister giallorosso. La ricetta per uscire indenni dal “Menti” di Castellammare è chiara: “Dovremo essere bravi a non abbassare il ritmo, a rimanere dentro la partita in tutte le situazioni che si presenteranno e a fare al meglio le nostre cose”.

Emergenza infortuni: piena fiducia nel gruppo

La trasferta sarà resa ancor più complessa da una lunga lista di defezioni. Aquilani dovrà ridisegnare l’undici titolare rinunciando a pedine fondamentali: Pontisso è out per squalifica, mentre l’infermeria trattiene ai box calibri pesanti come Iemmello, Petriccione e Favasuli. Un’emergenza che però non sembra scomporre l’allenatore: “Ci capita da un po’ di avere infortuni o squalifiche, ma quando arrivi a fine stagione sono situazioni che possono starci”. Nessun alibi, dunque, ma solo totale fiducia nelle alternative a disposizione: “Siamo pronti, come abbiamo dimostrato finora: questo è un gruppo importante, solido, che si fa trovare pronto e che crede in quello che fa”.

La stella nascente: l’esplosione di Fabio Rispoli

In un periodo denso di difficoltà legate alle assenze, a far sorridere l’ambiente catanzarese è la crescita esponenziale di Fabio Rispoli. Contro il Modena, oltre a un’importante prestazione agonistica, è arrivata anche la gioia del suo primo gol nel campionato cadetto. Un talento che Aquilani fatica a inquadrare in confini tattici troppo stretti, tanta è la sua duttilità: “Se gli individuassi un ruolo preciso come mediano o trequartista gli farei un torto, perché è un giocatore che può fare diverse cose all’interno del campo”.

Le lodi del tecnico si accompagnano a un forte incoraggiamento per il finale di stagione: “Sono contento per la sua prima rete, perché ci era andato vicino tante volte. È un giocatore che ha anche gol nel suo repertorio: deve essere soddisfatto, ma capire che deve continuare a spingere e andare avanti così”.

Il Catanzaro sa quindi che contro le “Vespe” serviranno cuore, testa e la maturità di saper soffrire insieme. Dal primo minuto, e soprattutto, fino al triplice fischio finale.

Il giallo e il blu nel cuore: quando il calcio è una poesia di classe

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CASTELLAMMARE DI STABIA – In un mondo che corre veloce, tra schermi digitali e sogni globali, c’è una piccola pagina di quaderno a righe che ci riporta alla verità più dolce della vita: l’appartenenza. Un alunno di prima media dell’IC San Marco Bonito Cosenza, LDG, ha deciso di affidare alla sua penna non una semplice cronaca sportiva, ma una vera e propria dichiarazione d’amore per la Juve Stabia.

Un Amore che Profuma di Casa

Il testo esordisce con una maturità tenerissima: la Juve Stabia non è solo una squadra, è un “patrimonio della nostra città”. È commovente vedere come, a soli undici anni, un ragazzo riesca a percepire il legame indissolubile tra la maglia e le proprie radici. Non è solo sport; è l’identità di Castellammare che prende vita su un prato verde.

“I suoi colori sono il giallo ed il blu, gli stessi che mi hanno fatto innamorare dal primo giorno che ho varcato i cancelli dello stadio ‘Romeo Menti’.”

In questa frase c’è tutta la magia del “primo appuntamento”. Possiamo quasi immaginarlo, questo giovane tifoso, mentre tiene per mano il papà, con gli occhi sgranati davanti all’immensità dello stadio, sentendo per la prima volta quel brivido che solo la “casa della sua amata J.S.” sa regalare.

La Fedeltà oltre il Risultato

Ciò che rende questo scritto un piccolo capolavoro di tenerezza è la promessa finale. In un’epoca di successi facili, questo giovanissimo sostenitore ha già capito il segreto dell’amore vero: esserci sempre.

  • “Vince, perde ma non molla mai”: un insegnamento di vita imparato guardando un pallone rotolare.

  • “Sempre lì a sostenerla, nel bene e nel male”: parole che suonano come una promessa solenne, un patto d’onore stretto tra i banchi di scuola e gli spalti della gradinata.

Un Grido di Gioia

L’articolo si chiude con quel “Sempre, Sempre e Per Sempre” che rimbomba sulla carta come un coro della Curva San Marco. È la voce dell’innocenza che non conosce rassegnazione, è il cuore di un bambino che ha trovato nella propria squadra un’amica fedele, una bussola emotiva.

C’è qualcosa di profondamente romantico in quel titolo colorato con cura, dove il giallo e il blu si alternano quasi a voler dare ritmo ai pensieri. Questo non è solo un compito di scuola; è il diario di un sogno che, ogni domenica, si colora di realtà.

Forza Juve Stabia, LDG, piccolo grande tifoso. Con una passione così pura, la tua squadra non giocherà mai da sola.

Juve Stabia, Abate suona la carica: “Orgoglioso dei miei uomini. Catanzaro? Servirà la partita perfetta”

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Una vigilia carica di significati, dentro e fuori dal campo. Nella consueta conferenza stampa pre-partita, mister Ignazio Abbate ha presentato l’attesissima sfida tra la sua Juve Stabia e il Catanzaro. Un incontro che arriva in un momento cruciale per la stagione e per le sorti societarie del club, ma anche in un giorno di profonda commozione per l’intera comunità stabiese.

L’elogio al gruppo e la situazione societaria

Nonostante le nubi e il “rumore di sottofondo” legato alle ben note vicende societarie, Abate ha voluto subito mettere in chiaro l’incredibile dedizione dei suoi ragazzi, capaci di isolarsi e costruire sul campo una classifica importante.

“Devo fare l’ennesimo applauso ai miei giocatori”, ha dichiarato il mister. “Hanno lavorato in questi mesi con un peso costante, non è stato affatto facile, ma ci hanno messo sempre massima dedizione e concentrazione. Spero che il nostro impegno sia uno stimolo per chi è chiamato a tutelare il nome, la storia e i tifosi di questo club, assumendosi le proprie responsabilità”.

Il tecnico ha inoltre rivolto un ringraziamento speciale agli amministratori giudiziari per il lavoro eccezionale svolto e al suo direttore sportivo, definito un vero e proprio pilastro nel cercare di fare da scudo alla squadra nei momenti di maggiore criticità.

La sfida tattica contro il Catanzaro

Riguardo all’impegno casalingo contro il Catanzaro, guidato dall’amico Alberto Aquilani, Abate non nasconde le insidie. “Incontriamo una squadra forte, dinamica, con un mix giusto di giovani ed esperti e un allenatore con idee propositive. Se lasci loro mezzo metro negli ultimi trenta metri, ti castigano. Servirà una grande gestione della palla e capire i momenti esatti in cui difendere o attuare una pressione ultra-offensiva“.

Rispondendo a una domanda sulla disposizione tattica e sull’uso della difesa a cinque, il tecnico ha spiegato il suo approccio pragmatico, citando anche Carlo Ancelotti:

“Io nasco con la difesa a quattro, ho iniziato ad allenare così e ci ho provato anche qui il primo mese. Ma sarei stato uno stupido ad andare avanti dritto con le mie convinzioni senza adattarmi alle caratteristiche dei miei giocatori. Difendere non è una vergogna, come dice Ancelotti: non dobbiamo perdere la nostra identità e il saper lavorare di reparto. Domani ci sarà da soffrire e voglio vedere un grande coraggio e la ferocia di non voler prendere gol”.

Il punto sull’infermeria e l’obiettivo Playoff

Vietato, per ora, fare voli pindarici verso i playoff. L’attenzione è tutta concentrata sull’immediato presente. “Non pensiamo ai playoff, la classifica ha ancora seimila incroci. Pensiamo a una gara per volta”, ha ribadito Abate.

Sul fronte infortunati, il tecnico ha fornito aggiornamenti precisi sulla rosa a disposizione per il match delle 19:30:

  • Bellich: Indisponibile. Ha riportato un affaticamento muscolare e non verrà rischiato per averlo al 100% nella prossima trasferta di Pescara.

  • Burnete: Out a scopo precauzionale per un fastidio fastidioso legato al tiraggio di una vecchia cicatrice da infortunio.

  • Zeroli: In dubbio. Si è allenato con andamento altalenante; la decisione verrà presa durante la rifinitura mattutina.

  • Leone: Pienamente recuperato.

  • Varnier: A disposizione, sta progressivamente ritrovando l’equilibrio ideale dopo il problema al ginocchio.

Il ricordo della tragedia del 17 aprile 2025

La conferenza si è chiusa con un momento di sentito e doveroso raccoglimento. In una giornata segnata dal dolore, Abate e l’intera società hanno voluto ricordare la tragedia che esattamente un anno fa, il 17 aprile 2025, colpì Castellammare di Stabia spezzando quattro vite.

“Siamo tutti vicini alle famiglie delle vittime”, ha concluso Abate. “Era giusto ricordarlo in questo momento. Tutto il gruppo squadra, la dirigenza e l’intero mondo Juve Stabia si stringono a loro con tutto il cuore”. Un abbraccio corale che, idealmente, si estenderà agli spalti del “Romeo Menti”.

Juve Stabia, cambio societario: Inizio in salita per Agnello che annuncia l’acquisto, ma la piazza insorge

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L’illusione della serenità è durata lo spazio di una notte. All’indomani dell’annuncio ufficiale del club, che aveva rassicurato la piazza sulla felice risoluzione della vicenda stipendi per la stringente scadenza federale del 16 aprile, su Castellammare di Stabia si è abbattuta una vera e propria doccia gelata.

Con un comunicato inviato alla redazione de Il Mattino di Napoli, la Stabia Capital ha annunciato la conclusione del closing con il fondo Solmate per l’acquisizione del 100% della S.S. Juve Stabia. Un passaggio di consegne che, invece di portare entusiasmo, ha innescato una dura reazione da parte dell’ambiente.

Il muro dei tifosi e lo sgarbo agli Amministratori

Nelle ultime ore, il clima in città e sui social network è diventato rovente. La tifoseria organizzata e il “popolo del web” gialloblù si sono schierati in modo compatto e rumoroso per manifestare la propria totale contrarietà al passaggio di mano all’imprenditore oplontino Francesco Agnello.

A peggiorare un quadro già teso, c’è il retroscena legato alle modalità della cessione. Soltanto ieri, infatti, gli amministratori giudiziari (il Dott. Mario Ferrara e il Dott. Salvatore Scarpa) avevano avuto rassicurazioni dirette dai referenti italiani di Solmate: era stato garantito loro che non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva sulla cessione del club senza una preventiva consultazione. Una promessa clamorosamente disattesa dai fatti di oggi.

Il comunicato della nuova proprietà

Nel tentativo di presentarsi alla piazza, la Stabia Capital ha diffuso una nota ufficiale in cui inquadra l’operazione come un salvataggio in extremis per garantire stabilità e una “nuova visione industriale” a un club piegato dalle incertezze.

Agnello, originario di Torre Annunziata ma residente a Roma, ha fatto leva sul senso di appartenenza territoriale e sulla forza della sua tradizione imprenditoriale nel settore del beverage, rivendicando anche l’appoggio di fondi d’investimento internazionali e istituti bancari.

“Vengo da una terra dove impresa e identità sono profondamente legate,” si legge nelle dichiarazioni di Francesco Agnello riportate nel comunicato. “Essendo originario di questo territorio, non potevo restare indifferente di fronte al rischio di far sparire un club della mia terra. La Juve Stabia rappresenta passione, storia e comunità: il nostro intervento nasce dal senso di responsabilità e dalla volontà di costruire un futuro solido”.

Il comunicato si chiude con ringraziamenti istituzionali proprio agli Amministratori Giudiziari per il loro impegno, e al CEO di Solmate, Marco Santori, per il contributo strategico. Ringraziamenti che, alla luce dei mancati preavvisi, rischiano di suonare come una beffa per molti addetti ai lavori.

Un’era che inizia in salita

Se la holding parla di “sopravvivenza del titolo sportivo” e di progetti a lungo termine, la realtà dei fatti racconta un’altra storia. L’era Agnello inizia in netta salita. La sfida più ardua per la nuova proprietà non si giocherà solo nei libri contabili, ma nelle strade di Castellammare e sugli spalti del “Romeo Menti”. Agnello dovrà tentare di convincere un ambiente che lo ha rigettato ancora prima dell’ufficialità.

Inoltre, il tempismo del comunicato appare quanto meno rivedibile: sganciare una “bomba” societaria di questa portata, con questi toni, a poche ore dal fischio d’inizio di Juve Stabia – Catanzaro – una gara fondamentale per tenere vive le speranze play-off – rischia di destabilizzare la squadra nel momento meno opportuno. Il campo darà il suo verdetto, ma la frattura tra la nuova scrivania e il popolo residente alle falde del Faito è già evidente.

Juve Stabia, Parola Allo Sciame GialloBlu: Tra ansie societarie e orgoglio cittadino

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L’introduzione dell’ultima puntata della nostra trasmissione “Juve Staba Live Talk Show” non poteva che essere dedicata all’aspetto societario. La doccia fredda è arrivata durante la conferenza stampa di martedì 14 aprile, indetta dagli amministratori giudiziari: Solmate non ha più intenzione di investire nel calcio, né tantomeno nella Juve Stabia, lasciando di fatto in ostaggio le quote societarie.

Sono giorni di inevitabile apprensione. L’ansia per quello che sarà il nuovo assetto del club serpeggia tra i tifosi, ma lo sconforto sta già lasciando il posto all’istinto di sopravvivenza che da sempre ci contraddistingue. Un sentimento perfettamente riassunto dalle parole di un nostro tifoso:

“Buonasera a tutti, ora è davvero davvero davvero tanta la paura, ma siamo abituati a lottare, e adesso è il momento di farlo. Squadra e città tutti uniti per rialzarsi più forti ancora. Forza Juve Stabia sempre.”

Il bello del calcio: la solidarietà oltre i colori

La trasparenza della comunicazione degli amministratori ha fatto sì che la notizia travalicasse i confini cittadini, diffondendosi rapidamente a suon di condivisioni social. In questo clima di incertezza, è emerso però un aspetto meraviglioso del nostro sport: una pioggia di messaggi di supporto, non solo dalle tifoserie “amiche”, ma anche da quelle storicamente “rivali”. Una vicinanza sincera che scalda il cuore, come sottolineato da questo intervento:

“Colgo l’occasione per ringraziare le tifoserie cosiddette ‘rivali’ che hanno mostrato solidarietà in questa situazione particolare che stiamo attraversando, unendosi alle tifoserie ‘amiche’. Questo è il bello del calcio… dobbiamo essere rivali per 90 minuti ma sempre nel rispetto delle persone e delle regole… gli stupidi poi, purtroppo, sono fisiologici.”

Testa al campo: contro il Catanzaro serve una bolgia

Ma il pallone rotola, e il campionato non aspetta. Passando al calcio giocato, abbiamo analizzato la prossima, cruciale sfida interna contro il Catanzaro. È un vero e proprio scontro chiave in ottica playoff, un match che può lanciare le Vespe verso l’ambitissimo sesto posto in classifica.

Oggi, in virtù delle vicissitudini societarie, la squadra ha bisogno del calore della sua gente come non mai. Serve il pubblico delle grandi occasioni. La società ha risposto con prezzi popolari, e la piazza sta facendo il resto con iniziative spontanee e lodevoli per riempire i gradoni.

Tra queste, spicca il bellissimo gesto della Caffetteria Spagnuolo (in via Regina Margherita), che attraverso i nostri canali ha lanciato un’iniziativa dal cuore d’oro:

“Buonasera a tutti, nel nostro piccolo vogliamo contribuire per chi ha voglia di venire allo stadio o per invogliare chi non è mai venuto: vogliamo regalare 10 biglietti di curva. Specifichiamo la Curva perché va riempito prima il settore più importante, il cuore della tifoseria. Per chi è interessato vi aspettiamo al bar! Forza SEMPRE E SOLO JUVE STABIA ❤️”

Un patrimonio da difendere

La Juve Stabia non è solo una squadra di calcio; è un patrimonio culturale della nostra città, una delle poche realtà aggregative e identitarie ancora vive e pulsanti. Castellammare di Stabia e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Giallo e del Blu hanno un dovere morale per questo sabato: far sentire la propria voce.

È la nostra grande occasione per lanciare un messaggio forte, chiaro e inequivocabile a chiunque pensi di poter giocare con il nostro futuro: LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI.

Difendiamola tutti insieme. TUTTI AL MENTI!

Verso l’IGP per la Castagna del Monte Faito: un segnale di rinascita per Castellammare e il territorio

La valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio compie un balzo in avanti decisivo. La Città di Castellammare di Stabia esprime grande soddisfazione per un traguardo strategico a lungo atteso: la Regione Campania ha infatti rilasciato parere favorevole alla richiesta di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) per la “Castagna del Monte Faito”.

Un passo fondamentale che punta a tutelare e promuovere uno dei prodotti più identitari e rappresentativi della montagna che abbraccia il Golfo.

Un successo territoriale condiviso

Questo importante risultato premia l’incessante e meticoloso lavoro svolto dal Comitato promotore e rappresenta il coronamento di un impegno sinergico tra le diverse amministrazioni locali. L’iter di registrazione del prestigioso marchio europeo ha visto fare fronte comune le realtà istituzionali dell’area dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina.

I comuni attivamente coinvolti in questo progetto di tutela sono: Pimonte, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Gragnano, Lettere e Casola di Napoli

Si tratta di una vera e propria rete territoriale che ha saputo superare i confini comunali per tutelare l’economia montana, i produttori locali e l’autenticità di un prodotto d’eccellenza.

Tra memoria e speranza: le parole del Sindaco

La notizia del via libera regionale assume una valenza che va ben oltre il mero aspetto economico ed enogastronomico, intrecciandosi profondamente con la storia e le emozioni della comunità stabiese.

A sottolinearne l’impatto emotivo è il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che lega questo traguardo a una ricorrenza particolarmente dolorosa per la città, elevando il riconoscimento agricolo a vero e proprio simbolo di resilienza territoriale:

“Questa importante notizia giunge in un momento particolarmente simbolico per la nostra comunità: l’anniversario della tragedia della funivia del Faito, una ferita ancora viva nella memoria collettiva cittadina. In una giornata carica di significato e di ricordo l’ulteriore passo avanti verso il riconoscimento IGP della castagna rappresenta un segnale di speranza e di rinascita che ci aiuta a guardare al futuro con fiducia”.

Le prospettive per il Monte Faito

Il definitivo riconoscimento IGP per la Castagna del Monte Faito – per il quale si attende ora solo l’ultimo miglio procedurale – rappresenterà un volano fondamentale per l’economia agricola locale. Garantirà la tutela dalle contraffazioni, assicurerà la tracciabilità ai consumatori e fornirà un nuovo, potente strumento di marketing territoriale per rilanciare il turismo verde sul “Gigante buono” dei Monti Lattari.

Un segnale chiaro che dimostra come, coltivando le proprie radici e onorando la propria memoria storica, il territorio possa costruire solide basi per il futuro.