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Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale

Torre Annunziata: nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato nel corso di controlli hanno condotto in arresto una coppia per violenza.

Torre Annunziata: arrestati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale



Torre Annunziata (Na)- Una coppia dimostratasi insofferente ai controlli di routine da parte degli agenti del Commissariato, sono stati arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Ieri pomeriggio infatti, gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, nel corso di operazioni di controllo del territorio in corso Umberto I° all’angolo con via Giovanni Avallone, hanno individuato una coppia a bordo di un motociclo accertando che il conducente era privo del casco protettivo, di patente di guida perché mai conseguita e di copertura assicurativa.


I due si sono dimostrati insofferenti al controllo, inveendo contro i poliziotti, minacciandoli e aggredendoli fisicamente fino a quando, non senza difficoltà, sono stati bloccati.


Tabit Mejri e Gerardina Di Giovanni, salernitani di 29 e 18 anni con precedenti di polizia, sono stati pertanto arrestati per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale; inoltre, l’uomo è stato sanzionato per le violazioni del Codice della Strada e lo scooter è stato sottoposto a sequestro.

La mancanza di rispetto dell’autorevolezza e autorità delle Forze dell’Ordine è indice di una debolezza della società: dimenticando che chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, manca di rispetto al proprio Stato; allo stesso modo chi indossando la divisa non difende l’autorevolezza dello Stato esercitando al meglio il proprio ruolo, indebolisce lo Stato e infanga il valore della divisa.

Redazione Campania

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale. Onore ai tifosi della Curva Sud che ancora una volta hanno dimostrato il loro grande cuore

Curva Sud, il grande cuore dei tifosi nella spesa solidale

Ancora una volta i tifosi della Curva Sud mostrano il loro gran cuore e si dimostrano davvero encomiabili nell’organizzare una raccolta di fondi per aiutare le famiglie più bisognose di Castellammare. In un periodo peraltro molto complicato come quello attuale caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus.

Il cuore pulsante della tifoseria gialloblè non ha fatto venire meno il proprio supporto alle famiglie stabiesi più bisognose. Organizzata in pochi giorni una raccolta fondi a cui tutti hanno potuto contribuire e che si è concretizzata poi in una spesa solidale a favore dei meno abbienti.

Raccolti in pochi giorni ben 1.400 euro con i quali sono stati acquistati oltre ai beni di prima necessità per gli adulti, anche prodotti alimentari per i bambini. Biscotti, omogeneizzati e pannolini per i più piccoli in un periodo in cui in molte famiglie stabiesi diventa difficile anche mettere un piatto a tavola.

Un’iniziativa che, come afferma Emanuele Tremante leader storico della Curva Sud, parte dal cuore degli Ultras che amano la città, la rappresentano e la difendono in ogni circostanza. Come in questo periodo molto critico caratterizzato dall’emergenza sanitaria. La Curva Sud è sempre presente e non abbandona mai la città e lo ha ampiamente dimostrato anche in questa occasione.

Il contenuto della spesa solidale è stato oggi consegnato al Comune di Castellammare di Stabia. Attraverso la Protezione Civile la spesa sarà consegnata ad una settantina di famiglie stabiesi. Un regalo significativo per tante famiglie nei giorni che precedono la Pasqua. Inoltre i tifosi della Curva Sud hanno anche omaggiato con una Colomba pasquale, simbolo di pace, tutti i medici e gli infermieri dell’Ospedale San Leonardo.

a cura di Natale Giusti

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Castellammare di Stabia: Ex Nuove Terme, via agli interventi di pulizia e messa in sicurezza del piazzale

Sono iniziati in questi giorni gli interventi di pulizia, rimozione dei rifiuti e ripristino del minimo decoro nell’area del piazzale delle ex Nuove Terme di Stabia, attualmente di proprietà della Regione Campania nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del futuro ospedale di Castellammare di Stabia.

Le operazioni sono state disposte dalla Direzione Generale per le Risorse Strumentali della Regione Campania a seguito della richiesta avanzata dalla Città di Castellammare di Stabia, che nelle scorse settimane aveva sollecitato un intervento urgente raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti da cittadini, albergatori e operatori turistici della zona, preoccupati per le condizioni di degrado in cui versava l’area.

L’intervento non si limiterà soltanto alla bonifica del piazzale. La Regione, infatti, ha previsto anche la realizzazione di una rete di protezione con l’obiettivo di impedire nuovi episodi di abbandono illecito di rifiuti e utilizzi impropri dello spazio, restituendo maggiore sicurezza e decoro a un’area particolarmente visibile e strategica della città.

“Ringrazio l’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro e gli uffici della Regione Campania per il giusto riscontro alla richiesta avanzata dall’amministrazione comunale. La pulizia e la messa in sicurezza del piazzale, con l’inizio della stagione turistica, rappresentano un segnale di attenzione verso un’area strategica per la città”, ha dichiarato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza.

L’area delle ex Nuove Terme rappresenta da anni uno dei nodi centrali del dibattito cittadino sul rilancio urbanistico e turistico di Castellammare di Stabia. Gli interventi avviati in questi giorni puntano dunque non solo a migliorare il decoro urbano, ma anche a restituire dignità a uno spazio simbolico in vista dei futuri sviluppi legati al nuovo presidio ospedaliero e alla valorizzazione dell’intero comprensorio.

Juve Stabia: Il lampo di Burnete mette paura al Monza. Il cinismo brianzolo però decide la semifinale Playoff

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La favola si interrompe a un passo dal sogno, ma la Juve Stabia esce dai Play-off con il petto gonfio d’orgoglio e con la consapevolezza di aver dato tutto. All’U-Power Stadium, nella notte più importante della stagione, il Monza piega le Vespe per 2-1 al termine di una semifinale intensa, nervosa e ricca di emozioni, conquistando il pass per il turno successivo. Ai gialloblù resta l’amarezza di un’eliminazione dolorosa, ma anche la fierezza di aver combattuto fino all’ultimo respiro contro una squadra costruita per altri palcoscenici.

Dentro o fuori, senza possibilità di appello. L’atmosfera da battaglia si percepisce fin dai primi minuti, in uno stadio carico di tensione dove ogni pallone pesa come un macigno. La posta in palio paralizza inizialmente il gioco: la gara è bloccata, sporca, tattica. Il Monza, forte del 2-2 dell’andata e della possibilità di qualificarsi anche senza vincere, gestisce con lucidità e prova a colpire nei momenti giusti. La Juve Stabia, invece, sa di dover osare e pian piano alza il baricentro, cercando il varco per l’impresa.

I brianzoli bussano più volte alla porta stabiese, ma trovano un Confente attento e pronto a tenere in piedi i suoi. La squadra di Ignazio Abate non si arrende, anzi decide di giocarsi tutto il tutto per tutto: fuori i tatticismi, dentro le punte, dentro il cuore. È la fotografia di una squadra che non ha mai smesso di crederci, neppure quando la montagna sembrava diventare impossibile da scalare.

Il finale è di quelli che fanno male ma che ricordano perché il calcio sappia essere così tremendamente bello. Quando Cutrone trova il gol che sembra chiudere definitivamente i giochi, il Monza sente il profumo della finale e mette idealmente lo champagne in frigo. La Juve Stabia, però, ha ancora un’ultima scintilla da accendere. E quella scintilla diventa un incendio di speranza grazie a Gabrielloni, autore di una splendida giocata, e soprattutto a Burnete che si inventa un autentico capolavoro: un golasso che riapre tutto e fa tremare l’U-Power Stadium.

Nel recupero succede di tutto. La Juve Stabia si riversa in avanti con rabbia, orgoglio e disperazione. Sale persino Confente nell’area avversaria nel tentativo di scrivere l’ultima pagina di un’impresa storica. Ma il destino, che nell’arco dei 180 minuti ha sorriso più volte ai brianzoli, decide di non concedere il miracolo alle Vespe. Anzi, nel caos finale arriva ancora Cutrone a firmare il 2-1 definitivo, una rete utile soltanto per le statistiche ma che certifica comunque la sconfitta stabiese.

Eppure, al di là del risultato, c’è una fotografia che resta impressa più di ogni altra. È quella del settore ospiti colorato di gialloblù. Mille tifosi stabiesi hanno invaso la Brianza e, nonostante l’eliminazione, hanno applaudito a lungo la squadra. Una standing ovation meritata, sincera, emozionante. Perché questa Juve Stabia ha sputato sangue fino all’ultimo secondo, ha onorato la maglia e ha saputo riaccendere l’orgoglio di un’intera città.

La corsa verso la Serie A si ferma in semifinale, ma non cancella quanto di straordinario costruito in questa stagione. Le Vespe escono sconfitte dal campo, ma vincono nell’anima di un popolo che si è riconosciuto nella grinta, nel sacrificio e nel cuore di questo gruppo. Castellammare di Stabia può essere triste per il finale amaro, ma non potrà mai smettere di essere orgogliosa dei suoi ragazzi.

Stretta sulle spiagge libere attrezzate di Castellammare di Stabia: Revocate tre concessione

L’amministrazione comunale ha disposto la decadenza dell’autorizzazione demaniale e la revoca dell’affidamento in gestione per gli arenili di Pozzano, della Palombara e de La Rotonda, a seguito di una serie di controlli che hanno fatto emergere diverse irregolarità.

Il provvedimento arriva al termine di sopralluoghi e verifiche eseguiti nei mesi scorsi dall’ufficio Demanio, dal settore Urbanistica, dal Comando di Polizia Locale e dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, nell’ambito di un’attività avviata su impulso della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse numerose violazioni rispetto alle prescrizioni previste dalle concessioni e dall’offerta tecnica presentata in sede di gara. Tra le principali criticità contestate figurano il mancato smontaggio delle opere stagionali di facile rimozione e la realizzazione di interventi difformi rispetto a quelli autorizzati.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato problematiche relative ai servizi igienici e all’accessibilità per le persone con disabilità, oltre a criticità riguardanti gli allacci alla pubblica fognatura, i sistemi di videosorveglianza e l’installazione di impianti a energia solare.

Nonostante la revoca delle autorizzazioni e degli affidamenti, il Comune ha precisato che i cittadini e i bagnanti potranno continuare ad avere libero accesso agli arenili interessati. Le spiagge, infatti, resteranno pienamente fruibili per la collettività.

Una decisione che si inserisce nel più ampio percorso di controllo e tutela del litorale stabiese portato avanti dall’amministrazione comunale. Sul punto è intervenuto anche il sindaco Luigi Vicinanza, che ha sottolineato la linea di rigore adottata dal Comune.

“Il rispetto delle regole e della legalità viene prima di tutto. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è garantire una gestione corretta, trasparente e conforme alle concessioni rilasciate, nell’interesse della collettività e della tutela del nostro litorale” ha dichiarato il primo cittadino.

La vicenda riaccende così l’attenzione sulla gestione delle spiagge libere attrezzate e sulla necessità di garantire standard adeguati sotto il profilo della sicurezza, dell’accessibilità e del rispetto delle normative ambientali e urbanistiche.

Juve Stabia, il sogno si ferma a Monza: fuori dai playoff ma a testa altissima. L’orgoglio resta per sempre

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Un anno dopo, la ferita torna a bruciare. Cambia lo stadio, cambia l’avversario, ma non cambia quella sensazione sottile e dolorosa di aver visto sfumare qualcosa che la Juve Stabia avrebbe meritato di vivere fino in fondo. A Monza finisce il sogno playoff delle Vespe, eliminate in semifinale dopo una battaglia intensa, emozionante e giocata senza mai abbassare la testa. E per il popolo gialloblù è impossibile non lasciarsi travolgere dalla nostalgia, accompagnata inevitabilmente da un pizzico di rammarico.

Solo dodici mesi fa il cammino della Juve Stabia si era spezzato a Cremona, in una notte segnata pesantemente dalle decisioni arbitrali. Quel cartellino rosso sventolato in faccia ad Andreoni rimane ancora oggi una fotografia amara di una rimonta spezzata sul nascere, di una squadra privata della possibilità di giocarsi fino in fondo le proprie carte. Quest’anno il copione è stato diverso, ma il finale ha avuto lo stesso sapore crudele.

A fare la differenza, stavolta, è stata la clamorosa rimonta del Monza nella gara d’andata al “Romeo Menti”. Quel blackout che ha permesso ai brianzoli di riacciuffare una partita ormai indirizzata ha costretto la squadra di Ignazio Abate a presentarsi al ritorno con un solo risultato possibile: vincere. Una missione quasi impossibile contro una corazzata costruita per il salto di categoria.

Eppure la Juve Stabia ci ha creduto fino all’ultimo secondo. Anche all’U-Power Stadium le Vespe hanno giocato con coraggio, personalità e orgoglio, dimostrando ancora una volta di meritare il palcoscenico che si erano conquistate. Quando tutto sembrava ormai scritto, è arrivata la magia di Burnete a riaccendere improvvisamente le speranze, trasformando il finale in un assalto disperato e carico di adrenalina. Non è bastato per completare l’impresa, ma è bastato per raccontare ancora una volta la forza caratteriale di questo gruppo.

La verità è che la squadra di Ignazio Abate merita soltanto applausi. Prima per un campionato straordinario, vissuto ben oltre le aspettative, e poi per playoff che hanno regalato emozioni autentiche, gol spettacolari e prestazioni di altissimo livello. Indimenticabile resterà la notte di Modena, con quella vittoria al “Braglia” costruita attraverso una prova praticamente perfetta, da squadra vera, da squadra che non aveva paura di nessuno.

Ed è proprio questo che resterà oltre l’eliminazione: l’identità. La Juve Stabia ha fatto tremare squadre costruite per vincere il campionato, ha saputo giocarsela ovunque e contro chiunque, mostrando un calcio intenso, coraggioso e moderno. Per questo, al triplice fischio di Monza, non ci sono volti sconfitti ma solo occhi lucidi e applausi interminabili.

I tifosi arrivati fino in Brianza, così come quelli rimasti a Castellammare davanti ai televisori, hanno salutato questa squadra con l’orgoglio di chi sa di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché il calcio sa essere crudele nei risultati, ma certe emozioni vanno oltre il tabellone. Se a Cremona era rimasta soprattutto la rabbia, stavolta resta un senso fortissimo di appartenenza.

La Juve Stabia si ferma in semifinale, è vero. Ma il popolo delle Vespe sa anche che questa squadra ha già scritto una pagina che Castellammare difficilmente dimenticherà. E forse, in fondo, ci sono sconfitte che riescono comunque ad assomigliare tremendamente a una vittoria.

IL MORSO DELLA VESPA. Il sogno della A dello Stabia sfuma a Monza. Gialloblu sconfitti con onore ed orgoglio

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Si ferma a un passo dal traguardo più ambito la cavalcata della Juve Stabia. All’U-Power Stadium” di Monza, nella sfida da dentro o fuori dove l’unico risultato utile per le Vespe era la vittoria, sono i padroni di casa a strappare il pass per la finalissima promozione. Per i gialloblù resta il rammarico di un match giocato a viso aperto, ma anche l’orgoglio di averci creduto fino all’ultimo secondo contro un avversario di categoria superiore.

La cronaca: botta e risposta, poi la qualità del Monza fa la differenza

Il Monza parte fortissimo e fa capire subito le proprie intenzioni. Al 12′ i brianzoli tremano di gioia per il gol di Colpani, ma l’urlo viene strozzato in gola dall’arbitro: Mota, sulla traiettoria, è in posizione di netto fuorigioco. Scampato il pericolo, la Juve Stabia non si schiaccia, anzi prende campo e coraggio, provando a ribattere colpo su colpo.

La differenza, però, la fanno i cambi e la profondità della rosa biancorossa. Nella ripresa la panchina del Monza sale in cattedra con gli ingressi di Alvarez e Cutrone. L’uruguaiano grazia la Juve Stabia calciando fuori da ottima posizione, ma poco dopo ci pensa il centravanti ex Milan a sbloccare il match: Cutrone controlla, con un magistrale tocco di suola e deposita in rete il gol dell’1-0.

Cuore Vespe: la reazione d’orgoglio e il contropiede letale

Sotto di un gol e con lo spettro dell’eliminazione, la Juve Stabia tira fuori il carattere. Al termine di un’azione splendida, sviluppata tutta di prima, Burnete fa partire un sinistro imparabile per Thiam che vale l’1-1.

Con un solo gol a separarle dalla qualificazione, le Vespe si lanciano in un assalto totale, scoprendo inevitabilmente il fianco ai contropiedi avversari.

Se Alvarez grazia ancora una volta Confente a tu per tu, Cutrone si dimostra spietato: approfittando del portiere stabiese fuori dai pali, sigla con precisione il 2-1 che chiude definitivamente i giochi.

Il tabellino sintetico

  • Marcatori: Cutrone (M), Burnete (JS), Cutrone (M).

  • Verdetto: Monza in finale promozione, Juve Stabia eliminata.

Il futuro: dagli applausi del campo alle spine societarie

Al triplice fischio per la Juve Stabia ci sono solo applausi scroscianti. La squadra ha dato tutto, uscendo dal terreno di gioco a testa altissima.

Tuttavia, archiviato il verdetto del campo, per il club di Castellammare si apre immediatamente il capitolo più difficile. Quella che attende le Vespe è un’estate delicatissima sul piano societario. Saranno settimane cruciali per definire il futuro del club, tra scadenze e assetti da riorganizzare, con la speranza che il patrimonio sportivo dimostrato in questa stagione venga pienamente valorizzato.

Monza – Juve Stabia (2-1) PLAYOFF: Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Monza – Juve Stabia terminata 2-1 per i padroni di casa e valida per la semifinale di ritorno dei play off di serie BKT che, in virtù del 2-2 dell’andata, ha sancito l’eliminazione delle Vespe assegniamo i voti ai calciatori in gialloblù.

Questi i voti:

CONFENTE 7: stasera deve sporcare i guanti in più occasioni e gestisce il pallone nel migliore dei modi . Può essere un punto fermo per la prossima annata.

BELLICH 6,5: oggi gioca da braccetto di destra nonostante non sia la sua zona preferita con le sue doti agonistiche riesce a fare la sua solita buona prestazione. Forse andava sostituito finisce stremato.

DALLE MURA 7: oggi una partita tutta fatta con agonismo e attenzione nel marcare l’avversario di turno , anche lui potrebbe essere un punto fermo per la prossima stagione. Sostituito per motivi tattici. Dall’80 GABRIELLONI 6: nei pochi minuti giocati si fa notare solo nel passaggio utile per Burnete che va in goal .

GIORGINI 7: partita fatta di fisicità e cattiveria agonistica per tenere a bada Petagna compito svolto con la sua solita tranquillità. Si spera che anche lui faccia parte della squadra nella prossima stagione .

CARISSONI 6: limita un po’ le sue azioni per tenere a bada uno dei giocatori più forte dei brianzoli limitandolo più volte nelle sue azioni un certo Azzi. Dal 64’RICCIARDI 6: entra anche lui con gli stessi compiti del compagno e riesce a limitare la spinta di Azzi .

CORREIA 5: una delle peggiori prestazioni, non riesce a trovare la posizione da interno sinistro ed anche quando è stato spostato da interno destro . Unico spunto della partita la palla conquistata al 90’che ha dato in la l’azione del pareggio .

LEONE 6: anche oggi come all’andata contro il centrocampo a 4 dei brianzoli non riesce ad imporre il suo gioco, recupera tanti palloni però sbaglia tantissimo in fase di impostazione. Dal 64’ PIEROBON 6: subentra per dare più dinamicità al centrocampo con le sue corse ma riesce poche volte ad imporre i suoi spunti .

MOSTI 5,5: dispiace dargli un voto basso, ma oggi è stato per troppo tempo avulso dal gioco. Dal 46’ ZEROLI 6: Entra per dare più incisività alla fase offensiva, si fa pressare per la fase di pressing sui difensori monzesi. Poco incisiva la sua attività offensiva.

CACCIAMANI 6: con un Monza compatto in difesa non riesce a rompere le linee difensive, si intestardisce più volte a portare palla ma viene sempre raddoppiato e triplicato, nel finale sembrava stremato poteva essere sostituito.

MAISTRO 5,5: partita senza fronzoli , sono mancate i suoi spunti palla a terra per creare superiorità e le sue traiettorie pericolose. Dal 46’BURNETE 6: entra per dare più peso e fisicità all’attacco , ingaggia subito un duello con il difensore brianzolo sul quale commette vari falli , merita la sufficienza solo per il goal che ha dato suspense nei minuti finali .

OKORO 6,5: Ha avuto una crescita importante da quando è arrivato a Castellammare. Merito di Abate che gli ha insegnato anche altri modi di attaccare e aiutare la squadra. Anche ieri è stato una spina nel fianco della difesa di casa, tant’è che Delli Carri (che non doveva essere in campo dopo il gestaccio all’andata) ha dovuto ricorrere alle maniere forti per fermarlo meritandosi anche l’ammonizione. Stiamo ancora pensando a cosa ha fischiato Mariani nel primo tempo quando lo ha fermato dopo che Okoro si era liberato di Delli Carri con una magia.

ABATE 6: il voto di sufficienza è legato solo alla partita di stasera non per la stagione. Stasera contro un centrocampo a quattro non è riuscito a trovare le contromosse , infatti le sostituzioni effettuate non hanno dato il cambiamento che forse lui auspicava . Alcuni giocatori, visto anche gli impegni ravvicinati, stasera non sembravano al meglio perciò per le sostituzioni si potevano fare scelte diverse .
A Monza si è messa la parola fine di questa annata , ora bisogna gettare le basi partendo da un gruppo di calciatori che hanno dimostrato di meritarsi questa categoria per far sì che il sogno svanito stasera si avveri nel domani.

A tutto il gruppo Juve Stabia possiamo solo dire grazie.

Monza-Juve Stabia: Bianco: Vittoria di sofferenza, intelligenza e carattere in una partita da dentro o fuori

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Il cammino della Juve Stabia nei playoff di Serie BKT si interrompe all’U-Power Stadium. Nella semifinale di ritorno, il Monza si impone 2-1 al termine di una gara intensa e combattuta, che – sommata al 2-2 dell’andata – condanna le Vespe all’eliminazione.

Nel post gara, il tecnico biancorosso Paolo Bianco ha analizzato una sfida definita da lui stesso “completa”, dentro la quale si è visto “tutto il calcio: intelligenza tattica, capacità di colpire nei momenti giusti, sofferenza e infine esultanza”.

“Partite da dentro o fuori: il margine d’errore è zero”

Bianco ha subito sottolineato la natura particolare delle gare playoff, molto diversa dal campionato:

“Come avevo detto già all’andata, queste partite sono completamente diverse. Ci si gioca una stagione intera e il margine d’errore è bassissimo”.

Il tecnico ha evidenziato come il suo Monza abbia approcciato bene la gara, creando occasioni importanti già nei primi minuti:

“Dovevamo fare gol nel primo quarto d’ora, abbiamo costruito i presupposti per farlo. Poi siamo stati bravi a non concedere nulla fino al pareggio, anche se lì abbiamo commesso qualche errore che non possiamo permetterci”.

Reazione e qualità: “Abbiamo voluto vincere fino alla fine”

Dopo il momentaneo 1-1, il Monza non si è disunito, trovando subito la forza di reagire:

“La squadra è stata ancora più brava a reagire e ha voluto fortemente il secondo gol. Questa è una vittoria che racconta la partita e lo spirito con cui è stata interpretata”.

Bianco ha poi sottolineato l’importanza della prestazione collettiva, al di là dei singoli:

“Non è stata forse la partita più spettacolare della stagione, ma probabilmente la più importante per intensità e concentrazione. Tutti hanno dato il loro contributo, chi dall’inizio e chi subentrando”.

Le scelte e i protagonisti

Il tecnico ha valorizzato il contributo dei cambi e della gestione delle energie, con riferimenti in particolare a giocatori come Patrick Cutrone, decisivo nel finale, e altri interpreti offensivi come Agustín Álvarez e Andrea Colpani (citato nel contesto delle prestazioni di squadra).

“Cutrone mi serviva nell’ultima mezz’ora per la sua freschezza. Sapevamo che la Juve Stabia, alla terza gara in una settimana, poteva calare nel finale. E infatti ha inciso nel momento giusto”.

“Una squadra che non è mai uscita dalla partita”

Bianco ha poi evidenziato la crescita mentale della sua squadra rispetto alla gara d’andata:

“Rispetto a Castellammare, oggi non siamo mai usciti dalla partita. All’andata abbiamo avuto un blackout, qui invece siamo rimasti sempre dentro il match”.

Un passaggio che il tecnico considera decisivo nel percorso verso la finale:

“Abbiamo giocato per vincere, senza speculare. Questa mentalità farà la differenza anche nella finale”.

Tifosi e atmosfera: “Fondamentali per questa squadra”

Ampio spazio anche al rapporto con il pubblico:

“La curva ci sostiene da mesi. Quando la squadra gioca così, il tifoso si accende. E anche nelle difficoltà è giusto che ci siano reazioni: fa parte del calcio”.

Bianco ha poi lanciato uno sguardo alla finale, dove il Monza attende la vincente tra Catanzaro e Palermo:

“Sono due squadre diverse, aspettiamo il verdetto. Ma l’importante è essere arrivati fino in fondo: ora ci giochiamo tutto”.

La chiusura: equilibrio e identità

In conclusione, il tecnico ha ribadito il filo conduttore della stagione:

“Dobbiamo continuare a fare ciò che abbiamo fatto per tutto l’anno: equilibrio, lavoro e identità. Ci siamo guadagnati questa finale e ora vogliamo provare a prenderci il resto”.

Juve Stabia, Burnete dopo l’eliminazione a Monza: “Sognavo la A con questa maglia. Abate? Mi ha dato tanto”

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C’è tutta l’amarezza per un sogno sfumato a pochi passi dal traguardo nelle parole di Rares Burnete al termine di Monza-Juve Stabia semifinale ritorno play off Serie BKT 2025-2026. La sconfitta per 2-1 contro il Monza, dopo il 2-2 dell’andata, ha sancito l’eliminazione della Juve Stabia dalla corsa verso la finale playoff. Eppure, nel cuore della serata amara dell’U-Power Stadium, resta la rete dell’attaccante rumeno, un gol di forza, tecnica e personalità che aveva riacceso per qualche minuto le speranze delle Vespe.

L’attaccante di proprietà del Lecce ha parlato con grande sincerità nel post gara, ripercorrendo una stagione complicata dal punto di vista personale ma fondamentale per la sua crescita umana e professionale.

“Non è stata una stagione facile a livello personale – ha spiegato Burnete – però a Castellammare ho trovato persone fenomenali: il gruppo, il mister, il direttore, tutti mi hanno dato tantissimo. Voglio ringraziarli per tutto quello che hanno fatto per me. Spero di essere riuscito a dare il massimo”.

L’attaccante ha poi ammesso la propria delusione per alcune occasioni mancate durante l’anno, senza però nascondersi dietro la sfortuna: “Sicuramente speravo di fare molto meglio. Ci sono state partite dove potevo segnare e non ci sono riuscito. Però sinceramente non credo nella fortuna: quello che dai, prima o poi lo ricevi. Resta il rammarico per come abbiamo finito. Speravo di giocare la finale e magari andare in Serie A con la Juve Stabia”.

Parole che raccontano il forte legame creatosi con l’ambiente gialloblù, un rapporto diventato ancora più evidente nel finale di gara, quando Burnete è andato sotto il settore ospiti ricevendo applausi e incoraggiamenti nonostante l’eliminazione.

“È stato bellissimo – ha raccontato –. I tifosi ci hanno dato una carica straordinaria per tutto l’anno. A me personalmente hanno fatto sentire a casa dal primo giorno. Per strada mi fermavano per foto, autografi, ma soprattutto mi hanno sempre dato parole positive, anche nei momenti difficili. Li ringrazio di tutto il cuore e auguro il meglio alla Juve Stabia”.

Non poteva mancare un passaggio sul clima vissuto dalla squadra durante la stagione, segnata anche da vicende extracampo e da continue tensioni societarie. Burnete, però, ha spiegato come lo spogliatoio abbia cercato di isolarsi da tutto.

“Di quello che succede fuori dal campo so poco. Durante tutto l’anno ho cercato di stare lontano da certe situazioni perché il mio lavoro è fare il calciatore. Con i ragazzi, il mister e i direttori abbiamo creato un gruppo vero. Secondo me non abbiamo sentito troppo quello che succedeva fuori”.

Infine, un pensiero dedicato a Ignazio Abate, tecnico che ha accompagnato Burnete nel suo percorso di crescita in questa stagione. Alla domanda su cosa gli abbia lasciato questa esperienza con l’allenatore gialloblù, l’attaccante ha risposto in maniera secca ma significativa: “Tantissimo”.

Una sola parola, ma piena di significato. Come piena di emozioni è stata la stagione di Rares Burnete con la maglia della Juve Stabia: tra difficoltà, crescita, gol pesanti e un legame con Castellammare che difficilmente dimenticherà.

Monza – Juve Stabia (2-1), Abate tra commozione e orgoglio: “Questa stagione mi ha reso un uomo migliore”

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C’è l’amarezza per una finale sfumata a novanta minuti dal traguardo, ma anche l’orgoglio di aver costruito qualcosa che resterà nella storia recente della Juve Stabia. Dopo la sconfitta per 2-1 contro il Monza nella semifinale di ritorno dei play off di Serie BKT 2025-2026, maturata dopo il 2-2 dell’andata, Mister Ignazio Abate si è presentato in sala stampa con la lucidità di chi sa di aver guidato un gruppo oltre ogni aspettativa.

Le sue parole raccontano orgoglio, appartenenza, crescita e anche un pizzico di rammarico per una qualificazione sfuggita dopo una doppia sfida giocata alla pari contro una delle corazzate del campionato.

Il tecnico gialloblù ha innanzitutto voluto esaltare lo spirito della squadra, sottolineando il carattere mostrato fino all’ultimo secondo della partita:

“Sono orgoglioso del mio gruppo, un gruppo che mi ha fatto vivere emozioni incredibili. Abbiamo giocato per noi stessi, abbiamo giocato per la nostra gente che ringrazio. È un anno che mi ha fatto crescere tantissimo, un anno che difficilmente dimenticherò per tutto quello che ho vissuto. Stasera l’abbiamo dimostrato: non volevamo morire. Dopo un campionato logorante e la terza partita in una settimana, questo gruppo ha lavorato sempre con grande serietà e dedizione, coltivando giorno dopo giorno l’ambizione di essere protagonista. Il risultato finale è importante, ma bisogna dare valore anche al percorso e il nostro è stato davvero importante”.

Parole profonde anche sul rapporto creato con Castellammare di Stabia e con il popolo stabiese, diventato un elemento centrale della stagione della Juve Stabia:

“Sono tanto legato alla mia gente. Abbiamo cercato di rappresentarli in tutto e per tutto. Questa è una piazza di persone per bene, una piazza passionale che ti entra dentro. Adesso la cosa più importante credo sia trovare stabilità, persone che portino progettualità, perché Castellammare merita rispetto e merita tutto questo”.

Inevitabile poi la domanda sul futuro e sulla possibilità che quella di Monza possa essere stata la sua ultima partita sulla panchina stabiese. Abate però ha preferito non sbilanciarsi:

“Penso a tutto tranne a questo adesso. Bisogna digerire il boccone amaro e smaltire la delusione. Poi con serenità e lucidità capire il futuro, capire chi arriverà e che progetti avrà. Ora ho bisogno di ricaricare le pile”.

Nel corso della conferenza si è parlato anche della sua crescita personale e professionale. L’allenatore ha riconosciuto quanto l’esperienza di Castellammare lo abbia arricchito:

“Mi sento un uomo migliore. Questa stagione mi ha arricchito tantissimo, abbiamo vissuto qualcosa di nuovo e non abbiamo mai cercato alibi. Questo gruppo ha lavorato ogni giorno con grande dedizione e ambizione. Devo ringraziare i miei ragazzi. Per quanto riguarda il futuro, io cerco solo di lavorare dalle otto di mattina alle otto di sera. Credo che uno sia pronto solo quando gli viene data la possibilità. Ho avuto un direttore che ha avuto il coraggio di darmi questa opportunità e devo solo ringraziarlo”.

Abate ha poi rivendicato il lavoro svolto in una squadra profondamente rinnovata rispetto alla passata stagione:

“Tante volte ho sentito dire che avevamo una base già pronta dall’anno scorso, ma abbiamo cambiato 12-13 giocatori in estate e altri a gennaio. Credo che siano state gettate le basi per un bel futuro. I giovani sono cresciuti ed era il nostro obiettivo. Abbiamo fatto una grandissima stagione. Mi dispiace perché dopo la gara d’andata resta un po’ di amaro in bocca: sul 2-0 potevamo gestirla diversamente. Però siamo il terzo gruppo più giovane del campionato e i giovani ti danno tantissimo, ma hanno bisogno di crescere anche nella malizia”.

Interessante anche il passaggio dedicato a Castellammare e ai giovani talenti cresciuti durante l’anno:

“Castellammare è difficile da spiegare: è una piazza calda e calorosa, ma allo stesso tempo ti lascia lavorare e crescere. Ho trovato uno zoccolo duro di giocatori di altissimo livello morale e questo permette ai giovani di crescere con tranquillità. Io non ho mai regalato niente a nessuno perché questa è la strada giusta per creare un’anima nel gruppo”.

Infine, il tecnico ha ricordato come l’obiettivo iniziale fosse semplicemente la salvezza, sottolineando quanto straordinario sia stato il percorso compiuto dalle Vespe:

“Quando parlavo di salvezza, parlavo realmente di salvezza. Bastava vedere le squadre coinvolte nella lotta retrocessione per capire il livello del campionato. Per noi non essere mai stati nelle sabbie mobili è motivo d’orgoglio. Questa squadra ha sempre cercato di proporre calcio e di essere protagonista. I giovani sono cresciuti, abbiamo trovato maturità e questi sono i risultati”.

Si chiude così una stagione che lascia dolore per l’eliminazione, ma anche la consapevolezza di aver visto una Juve Stabia capace di giocarsela contro tutti, con identità, coraggio e appartenenza. E nelle parole di Ignazio Abate c’è tutta l’essenza di un gruppo che, anche nella sconfitta, è uscito dal campo a testa altissima.

Monza – Juve Stabia: 2-1 (85′ Cutrone 90′ Burnete 96′ Cutrone)

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Novanta minuti per continuare a sognare. Novanta minuti per scrivere un’altra pagina di storia. La Juve Stabia è pronta a giocarsi tutto nella semifinale di ritorno dei play off di Serie BKT 2025-2026 contro il Monza, in programma questa sera alle ore 20:00 all’U-Power Stadium.

Dopo il 2-2 dell’andata allo stadio Romeo Menti, maturato tra emozioni, polemiche e rimpianti, le Vespe si presentano in Brianza con un solo risultato a disposizione: vincere. Non basteranno pareggi o calcoli alla squadra di mister Abate, chiamata a compiere un’impresa contro una formazione costruita per il salto di categoria ma che ha già dimostrato di poter soffrire l’intensità, il cuore e la qualità dei gialloblù.

Servirà una partita perfetta, di coraggio e personalità, ma la Juve Stabia ha già dimostrato durante tutta la stagione di sapersi esaltare nei momenti più difficili. Castellammare ci crede, il popolo stabiese sogna una finale che avrebbe del clamoroso e accompagnerà la squadra anche in trasferta in una notte che promette emozioni fortissime.

TABELLINO

MONZA (3-4-2-1): Thiam; Birindelli, Delli Carri (56′ Lucchesi), Carboni; Bakoune, Colombo, Pessina, Azzi (84′ Ravanelli); Colpani (57′ Hernani), Mota Carvalho (77′ Alvarez); Petagna (57′ Cutrone).

A disposizione: Pizzignacco, Brorsson, Antov, Obiang, Ciurria, Capolupo, Caso.

Allenatore: Paolo Bianco.

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Bellich, Giorgini, Dalle Mura (81′ Gabrielloni); Carissoni (65′ Pierobon), Mosti (45′ Burnete), Leone (65′ Ricciardi), Correia, Cacciamani; Maistro (45′ Zeroli); Okoro.

A disposizione: Boer, Varnier, Ciammaglichella, Kassama, Candellone, Torrasi, Mannini

Allenatore: Ignazio Abate.

ARBITRO: Sig. Maurizio Mariani della sezione AIA di Aprilia

Primo Assistente: sig. Daniele Bindoni della sezione AIA di Venezia

Secondo Assistente: sig. Andrea Zezza della sezione AIA di Ostia Lido

IV° ufficiale: sig. Andrea Calzavara della sezione AIA di Varese

VAR: sig. Ivano Pezzuto della sezione AIA di Lecce

AVAR: sig. Aleandro Di Paolo della sezione AIA di Avezzano.

Marcatori: 85′ Cutrone (M) 90′ Burnete (JS) 96′ Cutrone (M)

Angoli: 6 – 2

Ammoniti: 20′ Dany Mota (M) 42′ Delli Carri (M) 71′ Thiam (M) 80′ Burnete (JS) 88′ Correia (JS) 93′ Bellich (JS)

Espulsi: –

Recupero: 1 min p.t.

Note: Terreno in erba naturale. Giornata serena. Circa 1000 i supporters gialloblù.

PRIMO TEMPO

2′ Monza pericoloso: Dany Mota se ne va sulla fascia e crossa dal fondo per l’accorrente Colpani che appostato sul secondo palo colpisce di testa in maniera maldestra e la conclusione finisce abbondantemente a lato

4′ Monza che continua a pressare e dopo aver recuperato palla in area Colombo calcia a rete trovando la deviazione in angolo di Confente

15′ Prova ad accendersi la Juve Stabia con Cacciamani che servito sulla fascia taglia lungo tutta la linea che delimita l’area di rigore e poi calcia a rete ma la sua conclusione finisce abbondantemente alta.

20′ Ammonito Dany Mota per fallo su Maistro che stava prendendo velocità sulla fascia.

42′ Ammonito Delli Carri per fallo su Okoro

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

Il primo tempo finisce in parità con il risultato bloccato ancora sullo 0-0. Ad un iniziale ardore e pressione del Monza nel primo quarto d’ora la Juve Stabia ha iniziato a prendere le misure con il suo solito palleggio che ha iniziato a mettere in difficoltà la formazione di casa che è dovuta ricorrere alle maniere forti per fermare i tentativi dei gialloblù. Alla fine del primo tempo sono 2 i cartellini gialli (ne mancherebbe uno su Carbone) a 0 che testimonia qualche difficoltà del Monza.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Maistro e Mosti con Zeroli e Burnete

56′ Il Monza sostituisce Delli Carri con Lucchesi, Colpani con Hernani e Petagna con Cutrone

65′ La Juve Stabia sostituisce Leone con Ricciardi e Carissoni con Pierobon

69′  Monza pericolosissimo con Hernani che sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Azzi viene lasciato solo in area e calcia a rete trovando la risposta di piede di Confente

71′ Ammonito Thiam per perdita di tempo

77′ Il Monza sostituisce Dany Mota con Alvarez

80′ Ammonito Burnete

81′ La Juve Stabia sostituisce Dalle Mura con Gabrielloni

82′ Contropiede veloce del Monza con la palla che arriva ad Alvarez che da ottima posizione spara a lato per la disperazione del pubblico di casa.

84′ Il Monza sostituisce Azzi con Ravanelli

85′ Il Monza passa in vantaggio: Bakoune se ne va sul fondo e serve Cutrone che viene contrastato da Giorgini e Bellich ma la palla resta nella sua disponibilità e la riesce a depositare in rete.

88′ Ammonito Correia

90′ La Juve Stabia pareggia: Correia serve Okoro che di tacco in velocità serve Gabrielloni che vede il movimento di Burnete e lo serve, l’attaccante stabiese in velocità brucia Ravanelli e deposita in rete.

93′ Ammonito Bellich

Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero.

96′ Raddoppio del Monza che con la Juve Stabia tutta protesa in avanti, anche Confente, riesce da centrocampo a depositare in rete.

Finisce qui l’avventura della Juve Stabia nei Play Off. Anche questa sera le Vespe hanno dato tutto e hanno giocato alla pari di un Monza faraonico. Fa sicuramente male a tutti i tifosi gialloblù ma tutti devono ringraziare questi ragazzi che hanno mostrato orgoglio anche questa sera. Dopo che la partita di andata è stata “rovinata” dalla direzione arbitrale di Ayroldi oggi era difficile rimediare. La doppia gara play off è finita come in campionato 2-2 all’andata e 2-1 al ritorno ma per quello visto oggettivamente la Juve Stabia non ha meritato l’eliminazione.

Ora testa al prossimo campionato con una certezza non da poco: la Juve Stabia ci sarà e non è un aspetto scontato, con una nuova società ma con lo stesso animo battagliero.

Raimondo: “La Juve Stabia è una favola vera. Il gruppo dia il 200% per compiere l’impresa”

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In occasione della 32ª puntata de Il Pungiglione Stabiese, è intervenuto l’ex calciatore e amico della piazza Ciro Raimondo, il quale ha analizzato con passione e schiettezza il momento della Juve Stabia, soffermandosi sul divario economico con le big e sulle polemiche arbitrali seguite al pareggio contro il Monza.
La “favola vera” della Juve Stabia e il peso del denaro
Ciro Raimondo ha definito il percorso della Juve Stabia come una “favola vera”, sottolineando come non sia affatto scontato ripetersi ad alti livelli dopo la semifinale dello scorso anno. Il merito di questo traguardo va, secondo l’ex calciatore, alla continuità del lavoro svolto dal DS Lovisa, dalla proprietà e dal tecnico Abate. Raimondo ha messo in luce l’enorme disparità economica con il Monza, una società che spende circa 30 milioni di euro per la rosa a fronte dei costi ridottissimi delle “Vespe”, definendo la promozione in Serie A una necessità vitale per club con simili investimenti.
L’analisi tecnica e il “sistema”
Riguardo alla sfida d’andata, Raimondo ha elogiato la prestazione della squadra, definendola eccezionale fino al 2-0, con una menzione speciale per il giovane esterno sinistro (di proprietà del Torino), descritto come una “ira di Dio” capace di creare plusvalenze importanti. Tuttavia, non ha risparmiato critiche alla direzione arbitrale degli ultimi 20 minuti, percependo un clima di sudditanza psicologica verso il Monza. Ha paragonato la situazione a quella vissuta l’anno precedente contro la Cremonese, suggerendo che le proprietà più blasonate e potenti abbiano spesso un peso politico superiore.
La squalifica di Lovisa e la “disonestà” del calcio moderno
Un passaggio duro è stato dedicato alla pesante inibizione inflitta al direttore Lovisa (fino al 31 luglio 2026). Raimondo ha descritto Lovisa come una persona estremamente equilibrata e serena, deducendo che, se è arrivato a “sclerare” al punto da essere squalificato, deve aver percepito qualcosa di “imbarazzante” nella gestione della gara. Ha auspicato un ritorno a un calcio più “pulito”, pur ammettendo che in un sistema dove girano centinaia di milioni di euro, le piccole realtà come Castellammare partono spesso svantaggiate.
La carica per il ritorno a Monza
In vista del match decisivo, Raimondo ha spiegato che la partita si prepara “da sola” nella testa dei calciatori. Per compiere l’impresa, la Juve Stabia dovrà mettere in campo 150-200% delle energie, puntando tutto sulla cattiveria agonistica e sullo spirito di gruppo, armi necessarie per contrastare l’esperienza dei singoli del Monza. Nonostante la scaramanzia, ha concluso con un augurio: che la Juve Stabia non perda e che possa magari trovare un gol risolutivo all’88° minuto per approdare in finale.
Il problema delle strutture
Infine, Raimondo ha toccato il tema dolente delle infrastrutture in Campania, definendo la regione carente sotto questo aspetto. Ha ricordato come la mancanza di stadi adeguati e centri sportivi sia un limite strutturale che penalizza chiunque voglia fare calcio seriamente nel Meridione, citando anche la sua esperienza personale a Nola.

Qui Monza, Sangalli: “Lo Stabia ha la giusta cattiveria agonistica. Ferma condanna al gesto di Delli Carri”

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In occasione della puntata n. 32 de Il Pungiglione Stabiese, è intervenuto Alessandro Sangalli, giornalista di Monzanews.it, per analizzare il pareggio per 2-2 nella semifinale d’andata dei play-off tra Juve Stabia e Monza.
Alessandro Sangalli: l’analisi del momento critico del Monza e l’elogio alla Juve Stabia
L’intervento di Sangalli ha offerto una prospettiva onesta e dettagliata sulle dinamiche tecniche e ambientali che stanno caratterizzando questa sfida decisiva per la Serie A.
Ammiro la Juve Stabia, Monza in un momento critico
Sangalli ha espresso profonda stima per la Juve Stabia, definendola una squadra capace di mantenere un ritmo altissimo e una grande cattiveria agonistica in un campionato complicato come la Serie B. Al contrario, ha ammesso che il Monza sta attraversando il periodo più difficile della sua stagione, condizionato psicologicamente dalla mancata promozione diretta e dai recenti risultati deludenti contro Mantova ed Empoli. Sulla direzione arbitrale del match d’andata, Sangalli si è detto d’accordo con le critiche dei colleghi stabiesi, definendo la conduzione di gara non corretta, specialmente nella gestione degli ultimi venti minuti.
Il caso Delli Carri e il valore dei tifosi
Riguardo al discusso gesto di Delli Carri, Sangalli ha dichiarato che, se fosse confermato l’intento offensivo verso i tifosi, l’atteggiamento sarebbe da condannare fermamente, poiché il pubblico di Castellammare merita rispetto per l’accoglienza e la passione dimostrate. Ha inoltre sottolineato come le tifoserie del Sud abbiano una “spinta in più” che i giocatori percepiscono chiaramente in campo, citando l’esempio dei mille tifosi stabiesi attesi all’U-Power Stadium per il ritorno.
Focus tecnico: promossi e bocciati nel Monza
Sangalli ha fornito un’analisi dettagliata sullo stato di forma dei principali calciatori monzesi:
  • Azzi: Pur essendo un giocatore da massima categoria, non è al top della forma a causa di problemi alla schiena e affaticamenti muscolari.
  • Keità: Ha confermato la rottura con mister Bianco, spiegando che l’attaccante è stato ai margini del progetto per gran parte della seconda metà di stagione a causa di atteggiamenti non congrui.
  • Caso: Ha lodato le sue qualità, definendolo un giocatore che merita più spazio per la sua capacità di creare imprevedibilità e “sgasare” sulla fascia.
  • Dany Mota: Il giornalista è stato critico nei suoi confronti, sottolineando come la Serie B non sembri più il suo habitat ideale a causa di troppi errori tecnici e scelte azzardate.
Previsioni per la finale e il possibile “miracolo”
Guardando al futuro prossimo, Sangalli ipotizza una finale tra Monza e Catanzaro, considerando i calabresi favoriti dopo il netto successo sul Palermo. Pur vedendo il Monza avvantaggiato per la promozione finale, ha concluso non escludendo la possibilità che la Juve Stabia, grazie al suo spirito di gruppo, possa compiere il “miracolo” di approdare in Serie A.

Castellammare firma il patto per l’identità stabiese: nasce l’alleanza con il comitato “Identità stabiane”

Un’alleanza per custodire il passato, valorizzare il presente e costruire il futuro del territorio stabiese. È questo il significato del protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina dalla Città di Castellammare di Stabia con il comitato “Identità stabiane”, una vasta rete composta da associazioni, enti e realtà locali attive non solo nella città delle acque, ma anche nei comuni dell’Ager Stabianus come Agerola, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Pimonte, Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità.

L’accordo, promosso dall’assessorato all’Identità guidato da Annalisa Di Nuzzo, punta a creare una collaborazione stabile e concreta tra istituzioni e territorio, con l’obiettivo di rafforzare e promuovere l’identità culturale, sociale e territoriale dell’intera area stabiese.

Il protocollo prevede la realizzazione di iniziative condivise nei campi dell’informazione, dell’educazione, della formazione e della tutela delle tradizioni locali, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Tra le finalità principali emerge anche la volontà di rafforzare il senso di appartenenza della comunità, favorendo percorsi innovativi legati al turismo sostenibile, alla memoria collettiva e alla crescita socio-economica del territorio.

Non solo cultura e tradizione, ma anche progettualità e sviluppo. L’intesa, infatti, apre la strada alla partecipazione a bandi e finanziamenti regionali, nazionali ed europei, oltre alla promozione di iniziative ecosostenibili, eventi artistici e attività che coinvolgano attivamente i cittadini nella valorizzazione del patrimonio locale.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luigi Vicinanza e dall’assessore Annalisa Di Nuzzo, che hanno sottolineato l’importanza strategica dell’accordo per il futuro della città.

“Questo protocollo rappresenta un passo importante verso una visione condivisa di crescita culturale e sociale della città. Investire sull’identità territoriale significa rafforzare il legame con la nostra storia e creare nuove opportunità per il futuro di Castellammare di Stabia” hanno dichiarato.

Un progetto che punta dunque a fare rete, unendo istituzioni, associazioni e cittadini in un percorso comune capace di trasformare l’identità stabiese in una leva di sviluppo, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Castellammare, Funivia del Faito al via la rimozione delle funi della tragedia: Una ferita ancora aperta

Entreranno nel vivo domani, martedì 19 maggio, le operazioni di rimozione delle due funi traenti della Funivia del Monte Faito, danneggiate nel tragico incidente del 17 aprile 2025 che ha profondamente segnato la comunità stabiese. Un intervento delicato e complesso che proseguirà fino a sabato 23 maggio e che interesserà l’intera area urbana attraversata dal tracciato funiviario, nel tratto compreso tra la stazione inferiore di via Quisisana e la linea elettrica a 60 kV di Terna.

Le operazioni saranno eseguite da EAV secondo un cronoprogramma suddiviso in due fasce orarie giornaliere: dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 19. Un’attività necessaria per mettere in sicurezza l’impianto e consentire la rimozione dei cavi danneggiati dopo il drammatico incidente che, a distanza di oltre un anno, continua a rappresentare una ferita ancora aperta per Castellammare di Stabia.

L’amministrazione comunale ha invitato cittadini e residenti delle aree interessate a prestare la massima attenzione durante i lavori, rispettando delimitazioni, transenne e indicazioni che saranno fornite dal personale incaricato della sicurezza e dall’impresa che si occuperà materialmente degli interventi.

A sottolineare l’importanza della collaborazione della cittadinanza è stato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha rivolto un appello ai residenti: “Invito i residenti delle aree interessate alla massima collaborazione durante le operazioni di rimozione delle funi della Funivia del Monte Faito. Si tratta di un sacrificio temporaneo causato da una tragedia che è ancora una ferita aperta per la nostra comunità”.

Nei prossimi giorni, dunque, alcune zone attraversate dal percorso della funivia potrebbero subire rallentamenti o limitazioni temporanee alla circolazione per consentire lo svolgimento delle operazioni in piena sicurezza. Un passaggio inevitabile e necessario nel lungo percorso che segue una delle pagine più dolorose vissute negli ultimi anni dalla città stabiese e dall’intero comprensorio del Faito.

Liettoli Di Campolongo Maggiore: La Boxe Sale Sul Ring Per Ricordare Denis Bortolotto E Michele Rupolo

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Al “Canton” di Liettoli il  6 giugno con inizio ore 19.00  ci sarà una serata di grande sport, ma soprattutto di profonde emozioni quella organizzata dalla New Boxe 2010, storica realtà pugilistica capitanata con passione e dedizione da Leonardo Bizzo, affiancato dal figlio, anima giovane e dinamica della società. L’evento andrà in scena a Liettoli di Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia, e sarà dedicato al ricordo di due amici indimenticabili: Denise Bortolotto e Michele Rupolo, due persone straordinarie che hanno lasciato un segno profondo nel cuore di chi li ha conosciuti.

Una manifestazione intensa, sentita, costruita con il cuore prima ancora che con i guantoni, per tenere vivo il ricordo di Denis e Michele, prematuramente scomparsi ma ancora tremendamente presenti nei pensieri, negli abbracci e nei silenzi di amici, familiari e compagni di palestra.

Denis Bortolotto è stato tragicamente strappato alla vita il 20 agosto 2025, lasciando un vuoto enorme nella sua famiglia, tra gli amici e all’interno della palestra, dove il suo sorriso, la sua dolcezza e la sua energia positiva erano diventati un punto di riferimento per tutti. Un ragazzo solare, generoso , autentico , capace di trasmettere forza e serenità anche nei momenti più difficili.

Michele Rupolo, invece, ha combattuto con coraggio e dignità la sua battaglia contro la malattia, affrontandola fino all’ultimo round con la forza di un vero guerriero. Il 15 giugno 2018 è passato a miglior vita, ma il suo esempio di tenacia, umiltà e attaccamento alla vita continua ancora oggi a vivere nei ricordi di chi gli ha voluto bene.

Questa riunione pugilistica sarà molto più di una semplice serata di boxe: sarà un abbraccio collettivo, un tributo sincero e commovente dedicato a due anime speciali che continueranno a vivere a bordo ring, nel tifo, negli applausi e nell’energia di ogni incontro.

Sul quadrato saliranno ben 24 atleti, con 12 ragazzi della New Boxe 2010 pronti ad affrontare altrettanti pugili talentosi provenienti dal Friuli Venezia Giulia . Match equilibrati, intensi e spettacolari, dove tecnica, cuore e determinazione saranno protagonisti assoluti. Giovani pugili affamati di esperienza e gloria sportiva daranno vita a confronti avvincenti, combattuti con rispetto, agonismo e grande spirito sportivo.

Non mancheranno inoltre gli amici della storica Boxe Piovese, presenza importante e simbolica di una grande famiglia pugilistica unita dai valori autentici dello sport. Fondamentale anche il contributo di molti colleghi dell’azienda Swegon, che con sensibilità e generosità hanno collaborato alla realizzazione di questa splendida iniziativa.

La certezza, per tutti coloro che saranno presenti, è che Denis Bortolotto e Michele Rupolo saranno idealmente lì, a bordo ring, a sostenere ogni atleta, a sorridere tra il pubblico e ad accompagnare con il loro ricordo ogni singolo colpo, ogni applauso e ogni emozione di una serata che promette di restare nel cuore di tutti.

Perché la boxe insegna a combattere, ma soprattutto a non dimenticare mai chi ha fatto parte della nostra vita.

Chi volesse potrà cenare a Bordo ring.

Juve Stabia, il sospetto che fa male: Dal rosso ad Andreoni alla punizione del 2-2 del Monza. Coincidenze?

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Le parole del direttore sportivo della Juve Stabia, Matteo Lovisa, non sono state pronunciate per caso. Al termine del 2-2 contro il Monza, nell’andata della semifinale playoff di Serie BKT 2025-2026, il dirigente gialloblù ha scelto parole nette, misurate ma allo stesso tempo chiarissime: “Spero che Ayroldi sia incappato solo in una brutta serata in cui ha commesso degli errori”.

Una frase che apre inevitabilmente a una riflessione più ampia. Perché il pareggio di sabato sera può essere letto in tanti modi diversi. C’è la linea scelta da Ignazio Abate, che ha preferito evitare qualsiasi polemica arbitrale, concentrandosi esclusivamente sul campo e sugli errori commessi dalla propria squadra negli ultimi minuti. E poi c’è la posizione di Lovisa, molto più profonda e meno circoscritta ai novanta minuti del “Menti”.

Il direttore sportivo stabiese, infatti, sembra aver dato voce a un pensiero che da tempo aleggia attorno all’ambiente gialloblù: possibile che quando la Juve Stabia arriva a un certo livello del campionato trovi sempre episodi sfavorevoli nei momenti decisivi? È solo una coincidenza oppure esiste realmente una sorta di limite invisibile oltre il quale alle Vespe non sarebbe consentito andare?

Domande pesanti. Ma per comprendere il senso delle dichiarazioni di Lovisa bisogna riavvolgere il nastro e tornare alla scorsa stagione, alla semifinale playoff contro la Cremonese.

Nella gara d’andata bastano pochi minuti per assistere al primo episodio controverso: intervento di De Luca su Peda con colpo diretto al volto e punti di sutura per il difensore stabiese. Da regolamento il giallo appare inevitabile, ma il cartellino non arriva. Passano altri dieci minuti e lo stesso De Luca entra nuovamente in maniera dura, stavolta a gamba tesa su Ruggero. Anche in questo caso manca l’ammonizione. Tradotto: secondo una rigorosa applicazione del regolamento, l’attaccante grigiorosso avrebbe potuto lasciare il campo già nel primo tempo per doppia ammonizione.

Il ritorno non cancella le polemiche, anzi le alimenta ulteriormente. Dopo appena un quarto d’ora Folino colpisce Andreoni al volto. Il difensore stabiese è costretto addirittura anche in questo caso ai punti di sutura, ma anche qui nessuna sanzione disciplinare viene presa dall’arbitro. Poi arriva l’episodio che cambia definitivamente la partita: Andreoni interviene in area colpendo prima la coscia e poi il braccio. Il VAR richiama il direttore di gara che decide per l’espulsione.

Una decisione che fece discutere parecchio anche in televisione. Dario Marcolin, impegnato nel commento tecnico della sfida e con un passato nelle giovanili della Cremonese, rivedendo le immagini manifestò pubblicamente più di un dubbio sulla scelta arbitrale. Per la cronaca, la prima ammonizione ai danni della Cremonese tra andata e ritorno arrivò soltanto al 62’ della gara di ritorno, quando i lombardi erano già avanti 2-0 e con un uomo in più.

E si arriva così a sabato scorso, alla semifinale contro il Monza. Una partita che fino al 70’ sembrava indirizzata verso un trionfo storico della Juve Stabia e che invece si è trasformata nell’ennesimo finale amaro. Anche qui, però, restano episodi destinati a far discutere.

L’ammonizione a Mosti nel finale di primo tempo appare severa: Ravanelli perde il passo dopo essersi incartato sul pallone e il centrocampista stabiese finisce per tamponarlo. Poi, soprattutto dopo il 2-0, il metro arbitrale sembra improvvisamente cambiare.

Negli ultimi dieci minuti si concentrano tre episodi che alimentano la rabbia stabiese. Prima viene fermato un contropiede della Juve Stabia per un presunto fallo di Candellone su Obiang, nonostante l’attaccante gialloblù sembri anticipare nettamente l’avversario. Poco dopo lo stesso Candellone viene trattenuto e ostacolato ai limiti dell’area brianzola, ma l’arbitro lascia proseguire. Infine arriva il fallo fischiato a Diakitè su Caso: dinamica molto simile all’episodio precedente, ma stavolta il direttore di gara assegna la punizione da cui nascerà il definitivo 2-2 del Monza.

E allora il dubbio posto da Lovisa torna inevitabilmente a galla. La Juve Stabia, per il secondo anno consecutivo, arriva fino alla semifinale playoff. Più di così, almeno finora, sembra non poter fare. Per limiti tecnici? Per inesperienza? Oppure perché nei momenti chiave episodi e decisioni finiscono sempre per pendere dall’altra parte?

Domande che oggi non avranno risposte ufficiali. Ma che a Castellammare continuano a pesare come macigni.

Monza – Juve Stabia, Bianco: Vogliamo la A ma senza ossessioni. Delli Carri? Il gesto non era contro i tifosi

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Vigilia di fuoco in casa AC Monza. Domani sera i brianzoli si giocheranno l’accesso alla finale play-off di Serie BKT contro la Juve Stabia dopo il rocambolesco 2-2 maturato al “Romeo Menti”. In conferenza stampa mister Paolo Bianco ha toccato diversi temi: dalla tenuta mentale della squadra alle polemiche nate attorno all’esultanza di Delli Carri, fino alla gestione della pressione in una gara da dentro o fuori.

Il tecnico biancorosso ha innanzitutto respinto le critiche legate ai tanti gol subiti nelle ultime gare dopo una regular season chiusa con una delle migliori difese del campionato. “Non è successo niente – ha spiegato – ci sono momenti della stagione in cui le cose vanno diversamente. La cosa importante è che la squadra non abbia concesso quindici occasioni a partita. Contro Empoli e Juve Stabia Thiam praticamente non ha fatto parate. Se gli avversari segnano nelle poche occasioni che hanno, fa parte del momento”.

Bianco ha poi sottolineato come il vantaggio regolamentare derivante dal miglior piazzamento non debba trasformarsi in un freno psicologico: “Preferisco averlo il vantaggio piuttosto che non averlo, perché ce lo siamo meritati sul campo. Però nei 180 minuti può durare pochissimo. All’andata eravamo sotto di due gol e quel vantaggio lo avevamo perso. Adesso giochiamo in casa nostra ed è sicuramente un vantaggio per noi”.

Ampio spazio anche all’analisi della gara del “Menti”, dove il Monza ha sofferto soprattutto sul piano del palleggio. “A Castellammare per noi è stato un campo complicatissimo – ha ammesso – nelle nostre 38-39 partite stagionali è stata una delle gare in cui abbiamo sbagliato più passaggi. Per fortuna almeno quest’anno non ci giocheremo più… e speriamo anche il prossimo”.

Inevitabile il passaggio sulle polemiche legate all’esultanza di Pippo Delli Carri dopo il gol del 2-2. Bianco ha provato a spegnere definitivamente il caso: “Il gesto non era rivolto ai tifosi della Juve Stabia. Era riferito a quello che questa squadra ha dimostrato durante tutto il campionato, cioè di avere carattere e attributi. Non è stato un bel gesto, perché certe cose si possono esternare in tanti altri modi, ma sicuramente non era rivolto a loro”.

L’allenatore brianzolo ha poi insistito molto sull’aspetto mentale, tema ricorrente della sua gestione. “Noi nella vita abbiamo sempre due realtà possibili: vincere oppure no. Dobbiamo scegliere quale prendere, ma senza ossessioni. Se vuoi qualcosa in maniera ossessiva finisci per allontanarla. Questa squadra ha le qualità per arrivare in Serie A in maniera naturale”.

Secondo Bianco il Monza dovrà affrontare una Juve Stabia aggressiva e senza alternative: “Sarà una partita tosta contro una squadra che ha un solo risultato. Verranno per vincere, ma anche noi dobbiamo vincere domani sera”.

Il tecnico ha anche esaltato la forza caratteriale mostrata dalla sua squadra durante tutta la stagione, citando perfino Jannik Sinner come esempio di mentalità vincente. “I campioni hanno una forza mentale straordinaria e Sinner in questo è un fenomeno. Anche il Monza ha dimostrato di non accettare mai quello che dice il campo. Siamo la squadra che ha recuperato più partite da situazioni di svantaggio e che ha segnato tantissimo negli ultimi minuti”.

Infine Bianco ha ribadito la fiducia nel gruppo e nella società: “Speriamo di non dover sempre regalare un vantaggio agli avversari per poi recuperare. Dobbiamo fare la partita giusta dall’inizio alla fine. La società ci è sempre vicina, da Burdisso a Baldissoni fino a Vallone. Sappiamo che tutto è nelle nostre mani”.

​Il sacrificio dei tifosi, la grinta dei ragazzi: l’urlo di Petrazzuolo che ha fatto emozionare Castellammare

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Ci sono momenti nel calcio che sfuggono alle lavagne tattiche, ai numeri e ai contratti milionari. Momenti in cui lo sport torna a essere una questione di cuore, di sangue e di riscatto sociale. Uno di questi frame è andato in scena prima del fischio d’inizio di Modena – Juve Stabia, catturato in un video virale su Instagram che ha fatto accapponare la pelle a tifosi e appassionati.

​Protagonista assoluto: Amedeo Petrazzuolo.

​”Voi siete forti, ma loro lavorano per 3-400 euro a settimana”

​In un cerchio stretto, con gli occhi piantati in quelli dei suoi giocatori, Petrazzuolo non ha parlato di diagonali difensive o di schemi sui calci piazzati. Ha parlato di vita. Ha preso la maglia, ha preso la responsabilità di una città intera e l’ha messa sulle spalle dei ragazzi in campo.
​”Voi siete forti. Ma vedete questi qua fuori? Questi lavorano per 300, 400 euro alla settimana. Oggi sono venuti fin qui per voi. Per voi!”
​Le parole, cariche di una foga agonistica e di una lucidità disarmante, hanno toccato la corda più sensibile: il rispetto per il sacrificio della tifoseria. Quella fetta di Castellammare di Stabia che stringe i denti ogni giorno e che spende gli ultimi risparmi per sobbarcarsi centinaia di chilometri in trasferta, solo per vedere una maglia sudata.

Il richiamo della Serie A: “Sono 15 anni che voglio andarci”

Il crescendo del discorso è un manifesto di ambizione pura. Petrazzuolo urla la sua fame, una fame che è quella di un intero popolo calcistico che aspetta il palcoscenico più grande da sempre:
​”È il momento di far finire l’attesa. Te, lui, lui, te… Io sono 15 anni che voglio andare in Serie A. Quindici! Ve la dovete prendere!”
​Un urlo viscerale che rompe il silenzio della tensione pre-gara. Non è solo un incitamento, è un ordine d’amore. La richiesta assoluta di non avere rimpianti, di capire la portata storica del momento. L’abbraccio finale, quel “Dai! Dai! Dai!” urlato all’unisono prima di scattare verso il terreno di gioco, è la scintilla che trasforma un gruppo di calciatori in una falange d’acciaio.

​Il campo dà ragione al cuore

​E la risposta è arrivata sul rettangolo verde di Modena. Un match duro, bloccato sullo 0-0 fino ai minuti finali, dove la Juve Stabia ha spinto con le ultime forze rimaste, mossa proprio da quell’energia infusa da Amedeo Petrazzuolo. Le immagini finali del video celebrano la grinta della difesa su un’occasionissima del Modena sventata alla grande e l’assalto ad un sogno che non vuole smettere di diventare realtà.

​Il video si chiude con tre frasi che sono già un manifesto per il finale di stagione:
​Continua a volare.
​Continua a sognare.
​Prenditela.

​Perché la Serie A, a volte, non è solo una questione di tecnica. È una questione di fame. E la Juve Stabia sta dimostrando di averne più di tutti.

Grande Amedeo, ci hai fatto commuovere!

Juve Stabia stangata dal Giudice Sportivo. Delli Carri resta impunito: I paradossi dei regolamenti del calcio

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C’è un’immagine che resterà impressa nella mente dei tifosi stabiesi più del risultato finale di Juve Stabia-Monza. Non il gol del 2-2. Non la rimonta brianzola. Ma quell’esultanza provocatoria, plateale, irrispettosa del difensore del Monza Filippo Delli Carri sotto il settore del pubblico gialloblù, davanti a famiglie, bambini e migliaia di spettatori.

E oggi, dopo la lettura del comunicato del Giudice Sportivo, all’amarezza si aggiunge l’incredulità.

Perché nel calcio italiano accade anche questo: se un calciatore si toglie la maglietta dopo un gol viene automaticamente ammonito. Se invece provoca platealmente una tifoseria intera con gesti e atteggiamenti giudicati offensivi e antisportivi, ma continua ad indossare regolarmente la divisa ufficiale, allora tutto diventa improvvisamente ammissibile. Tutto tollerabile. Tutto archiviabile.

Delli-Carri-Juve-Stabia-MonzaIl Giudice Sportivo ha infatti dichiarato “inammissibile” la segnalazione relativa alla condotta di Delli Carri. Non entrando nemmeno nel merito morale o disciplinare del gesto, ma fermandosi ad aspetti procedurali e regolamentari. In sostanza, secondo quanto riportato nel comunicato FIGC, la richiesta sarebbe stata presentata con modalità “non codificate” e, soprattutto, il comportamento contestato non rientrerebbe tra quelli previsti dall’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva, limitato ai casi di condotta violenta, gravemente antisportiva o blasfema non vista dall’arbitro o dal VAR.

Tradotto: provocare uno stadio intero dopo un gol non sarebbe abbastanza per far scattare la squalifica.

E allora il messaggio che passa è devastante. Non soltanto per i tifosi della Juve Stabia, ma per chiunque creda ancora che il calcio debba trasmettere rispetto, educazione e responsabilità verso il pubblico. Perché un conto è esultare, altro è provocare deliberatamente migliaia di persone in un clima già tesissimo.

Non commenteremo oltre questa interpretazione regolamentare. Sarebbe inutile. I lettori sapranno trarre da soli le proprie conclusioni sulla deriva del calcio italiano, anche sotto il profilo dei comportamenti consentiti e delle priorità disciplinari.

Fa ancora più rumore, invece, la severità utilizzata nei confronti dei dirigenti della Juve Stabia.

Pesantissime le sanzioni inflitte al direttore sportivo Matteo Lovisa e al Team Manager Alberto Gerbo, colpevoli – secondo quanto riportato – di aver protestato duramente contro la direzione arbitrale del match.

Matteo Lovisa è stato inibito addirittura fino al 31 luglio 2026 per essere entrato sul terreno di gioco e aver rivolto espressioni gravemente offensive agli ufficiali di gara, assumendo poi, secondo il referto, un atteggiamento minaccioso negli spogliatoi.

Albero Gerbo, invece, è stato fermato fino al 30 giugno 2026 per proteste e insulti nel tunnel che conduce agli spogliatoi.

Provvedimenti durissimi, che si aggiungono alla squalifica di Diakitè, alle ammonizioni di Pierobon e Mosti (entrambi ora diffidati nel prossimo match) e persino all’ammenda da 1.500 euro inflitta alla Juve Stabia per il lancio di un accendino in campo.

E qui nasce inevitabilmente la sensazione che aleggia tra i tifosi stabiesi: chi protesta paga. Chi denuncia pubblicamente una direzione arbitrale contestata viene colpito con fermezza assoluta. Chi invece si rende protagonista di atteggiamenti provocatori verso il pubblico riesce a scivolare tra le maglie del regolamento.

Un messaggio che molti, nel mondo del calcio, leggono così: “Stai zitto e subisci. Altrimenti la paghi ancora di più”.

Nel frattempo resta il silenzio assordante su quanto accaduto al Menti dopo il gol del 2-2. Un episodio visto da migliaia di persone, ripreso dalle telecamere e destinato a lasciare strascichi polemici ancora per giorni.

Perché oltre i regolamenti, oltre gli articoli e i codici, esiste anche il buon senso. E quello, purtroppo, sembra essere stato espulso dalla partita ben prima del triplice fischio finale.

Juve Stabia, Caterina Tramparulo una Vespa rosa: Stabiese emigrata al Nord ma sempre al fianco della squadra

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C’è chi tifa per una squadra e chi, invece, la vive come parte integrante della propria identità. È il caso di Caterina Tramparulo, affezionata lettrice della nostra rubrica “Vespa Rosa”, nonché protagonista per ben due volte del nostro concorso dedicato alle donne gialloblù. Una tifosa autentica, passionale, legata visceralmente ai colori della Juve Stabia nonostante la distanza geografica, perché oggi vive al Nord ma con il cuore sempre rivolto verso Castellammare di Stabia e il Romeo Menti.

Alla domanda su cosa le abbia lasciato la semifinale playoff disputata sabato contro il Monza, Caterina ha risposto con parole intense, sincere, cariche di emozione e amore per la squadra della sua città. Un racconto che attraversa ricordi di famiglia, valori sportivi, lacrime, rabbia e orgoglio stabiese.

“In casa mia – racconta Caterina – lo sport è sempre stato sinonimo di educazione, correttezza e fair play. Mio padre, atleta e tifoso della Juve Stabia, insieme a mia madre ci ha insegnato il rispetto per gli altri, la tolleranza e la lealtà. Valori che hanno accompagnato tutta la mia vita, sia da donna che da insegnante di Educazione fisica”.

Un legame nato da bambina e mai interrotto. Anche vivendo lontano da Castellammare, Caterina continua a seguire con apprensione ed entusiasmo le sorti delle Vespe, in casa e in trasferta, condividendo gioie e dolori di una passione che non conosce distanze.

La semifinale di andata dei playoff contro il Monza è stata vissuta da Caterina con il cuore in gola. Davanti alla televisione, bardata di sciarpa, maglia e bandiera gialloblù, ha respirato a distanza tutta l’atmosfera del Menti gremito: “Una coreografia da favola della Curva Sud, famiglie intere allo stadio, bambini sorridenti con le bandierine. Una città intera stretta attorno alla squadra”.

Poi la partita. L’esplosione di gioia per il doppio vantaggio della Juve Stabia, i sogni che sembravano prendere forma, la sensazione concreta di poter compiere un’altra impresa straordinaria. “Sul 2-0 non si è capito più nulla. Esultanze, abbracci, cori. Stavamo volando”.

Ma nel calcio, spesso, basta un attimo per cambiare tutto. Il ritorno del Monza, le decisioni arbitrali contestate e soprattutto l’episodio che ha lasciato Caterina profondamente amareggiata: l’esultanza del difensore brianzolo Delli Carri dopo il gol del pareggio.

Parole durissime quelle della tifosa stabiese: “Un comportamento antisportivo, villano e irrispettoso. Un gesto gravissimo davanti a famiglie, donne e bambini presenti allo stadio e davanti alle telecamere. Non credevo ai miei occhi. Spero che gli organi competenti prendano provvedimenti severi”.

Nonostante la rabbia e l’amaro per un pareggio considerato immeritato, Caterina ha voluto sottolineare ancora una volta la straordinaria maturità del popolo stabiese e della Curva Sud, capace di sostenere la squadra fino all’ultimo secondo: “I cori non si sono mai fermati. Una Curva immensa, che ha accompagnato le Vespe fino al 90’. Questo significa amare davvero una squadra”.

E l’amore vero non conosce resa. Per questo Caterina sarà presente anche a Monza per la gara di ritorno del 19 maggio: “Sarò lì con l’emozione e la gioia di sempre, pronta a tifare la mia Juve Stabia”.

Nel finale del suo messaggio, Caterina ha rivolto un pensiero carico di gratitudine alla squadra, ai tifosi, ai giornalisti e a tutti coloro che ogni giorno raccontano e vivono il mondo gialloblù: “Grazie per averci fatto sognare e vivere una stagione splendida. Io mi sentirò sempre una di voi”.

Parole che rappresentano perfettamente l’anima di tanti stabiesi lontani dalla propria terra ma mai distanti dai colori gialloblù. Perché la Juve Stabia, in fondo, non è soltanto una squadra di calcio. È appartenenza, memoria, famiglia. È casa.