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Sorrento, droga consegnata a domicilio: arrestato un 37enne con 14 dosi di cocaina

Proseguono senza sosta i controlli dei carabinieri della Compagnia di Sorrento contro lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle località della movida della penisola sorrentina. Proprio durante uno di questi servizi i militari hanno arrestato un 37enne incensurato sorpreso con diverse dosi di cocaina già pronte per essere vendute.

L’episodio è avvenuto tra Sant’Agnello e Sorrento. I carabinieri stavano perlustrando le strade del territorio quando la loro attenzione è stata attirata da una Fiat 500 che aveva rallentato in prossimità di un giovane, come se dovesse fermarsi per un rapido incontro. Un comportamento apparentemente normale che, però, ha assunto subito contorni sospetti.

Il conducente, infatti, dopo aver notato in lontananza un’auto delle forze dell’ordine, ha improvvisamente rinunciato alla sosta ed è ripartito. Un atteggiamento che non è passato inosservato ai militari, i quali hanno deciso di seguirlo discretamente.

Ne è nato un lungo percorso attraverso diversi comuni della penisola sorrentina. Durante il tragitto, il 37enne ha cercato più volte di evitare possibili posti di controllo, mentre il suo telefono continuava a squillare senza sosta. Chiamate frequenti e continui contatti che hanno ulteriormente rafforzato i sospetti degli investigatori.

L’inseguimento discreto si è concluso a Sorrento, dove l’uomo ha fermato l’auto. A quel punto i carabinieri sono intervenuti per un controllo. Appena sceso dal veicolo, una dose di cocaina è caduta a terra davanti agli occhi dei militari, facendo crollare ogni tentativo di nascondere l’attività illecita.

La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire altre 13 dosi di cocaina, accuratamente occultate negli slip e già confezionate per la vendita al dettaglio. All’interno dell’autovettura sono stati inoltre trovati 415 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 37enne si muoveva come un vero e proprio “rider della droga”, ricevendo ordinazioni telefoniche e consegnando rapidamente le dosi direttamente ai clienti.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dei successivi sviluppi giudiziari.

Castellammare di Stabia, dieci euro per la droga: Minaccia il padre con un coltello, arrestato trentaduenne

Dieci euro. Una cifra irrisoria, il costo di un pacchetto di sigarette o di una colazione per due. Ma questa notte, a Castellammare di Stabia, quei dieci euro si sono trasformati nel prezzo di un arresto e di un trasferimento nel carcere di Poggioreale.

Protagonista della vicenda un uomo di 32 anni che, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbe preteso dai genitori una somma di denaro probabilmente destinata all’acquisto di sostanze stupefacenti. Una richiesta che non sarebbe stata la prima, ma che questa volta ha trovato il fermo rifiuto del padre.

Il diniego ha scatenato la reazione violenta del 32enne. Accecato dalla rabbia, l’uomo avrebbe afferrato un coltello puntandolo contro il genitore e minacciandolo di morte nel tentativo di ottenere il denaro richiesto.

La tensione non si è fermata tra le mura domestiche. Dopo aver lasciato l’abitazione, il 32enne ha sfogato ulteriormente la propria furia danneggiando la bicicletta elettrica del padre, aggravando così una situazione già estremamente delicata.

L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia. I militari si sono messi immediatamente sulle tracce dell’uomo, rintracciandolo poco distante dall’abitazione familiare.

Per il 32enne sono quindi scattate le manette. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito presso il carcere di Poggioreale, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle decisioni del magistrato.

L’uomo dovrà ora rispondere di tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e danneggiamento. Reati che delineano un quadro particolarmente grave e che riportano ancora una volta l’attenzione sul dramma delle dipendenze e sulle conseguenze che queste possono avere all’interno dei nuclei familiari, spesso costretti a convivere con minacce, paure e continue richieste di denaro.

Una vicenda che si è consumata nel cuore della notte e che per dieci euro ha segnato l’ennesima pagina amara di cronaca cittadina.

Juve Stabia, Alessandro Confente: L’ultimo campionato è stato anche nelle sue mani e nelle sue parate

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C’è una regola non scritta che accompagna ogni portiere sin dal primo giorno in cui indossa i guanti: l’errore fa parte del mestiere. Nessun estremo difensore, nemmeno il più forte, può attraversare una stagione lunga e logorante senza inciampare in qualche sbavatura. La differenza tra un buon portiere e un campione, però, si misura nella capacità di rialzarsi immediatamente, cancellare ogni incertezza e tornare decisivo quando la pressione aumenta.

Se la Juve Stabia ha potuto vivere una stagione da protagonista assoluta nei quartieri nobili della classifica, gran parte del merito passa inevitabilmente dalle mani di Alessandro Confente. Il numero uno gialloblù è stato molto più di un semplice portiere: è stato il baluardo su cui la squadra ha costruito le proprie certezze, il riferimento silenzioso capace di trasformare ogni difficoltà in un’opportunità per dimostrare il proprio valore.

Analizzare il campionato delle Vespe significa inevitabilmente soffermarsi sul rendimento dell’estremo difensore. In numerose occasioni, infatti, Confente ha letteralmente chiuso la saracinesca davanti agli attaccanti avversari, sfoderando interventi di altissimo livello nei momenti più delicati delle partite. Parate d’istinto, riflessi felini e uscite tempestive che hanno spesso cambiato il volto degli incontri, consentendo alla Juve Stabia di conquistare punti preziosi nella corsa ai vertici del campionato.

La sua forza non è stata soltanto tecnica. Al netto di qualche raro episodio negativo, fisiologico per chi occupa un ruolo tanto esposto, il bilancio della sua stagione è nettamente orientato verso l’eccellenza. Ogni eventuale errore è stato immediatamente assorbito e superato con prestazioni da autentico leader, dimostrando una forza mentale che rappresenta uno degli aspetti più importanti per un portiere moderno.

Ma il contributo di Confente è andato ben oltre le singole parate. Dietro la solidità difensiva della Juve Stabia c’è stata infatti anche la sua costante presenza all’interno dell’area di rigore. Con personalità, esperienza e carisma, il portiere gialloblù ha guidato il reparto arretrato come un veterano, impartendo indicazioni ai compagni, gestendo le situazioni più complesse e trasmettendo sicurezza all’intera squadra nei momenti di maggiore pressione.

In un campionato combattuto e ricco di insidie, la sua calma è diventata contagiosa. Quando gli avversari aumentavano il ritmo e il pallone iniziava a pesare, Confente era sempre lì, pronto a rassicurare la difesa e a ricordare a tutti che dietro c’era una certezza.

Il saldo finale della sua stagione non può che essere straordinariamente positivo. La Juve Stabia si gode un’annata che resterà impressa nella memoria dei tifosi e può ringraziare anche il suo guardiano. Alessandro Confente ha dimostrato che i grandi portieri non sono quelli che non sbagliano mai, ma quelli che sanno reagire immediatamente, trasformando ogni difficoltà in una nuova occasione per fare la differenza.

E mentre le Vespe continuano a coltivare ambizioni e sogni, una certezza resta scolpita nel campionato appena concluso: quando c’era da difendere la porta e tenere in piedi le speranze gialloblù, Alessandro Confente ha quasi sempre risposto presente. Un muro, un leader, uno dei simboli più autentici della splendida stagione della Juve Stabia.

Castellammare di Stabia, evento abusivo in una villa a Quisisana: scattano denunce, sequestro e sanzioni

Un evento esclusivo pubblicizzato sui social network, una suggestiva location immersa nel verde della collina di Quisisana e l’esibizione di un gruppo soul davanti a decine di partecipanti. Una serata che avrebbe dovuto rappresentare un momento di intrattenimento e musica si è invece conclusa con una serie di pesanti contestazioni da parte delle forze dell’ordine.

I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, in collaborazione con la Polizia Locale, hanno infatti effettuato un controllo presso la struttura dove era in corso la manifestazione, accertando numerose irregolarità che hanno portato alla denuncia di due persone, rispettivamente titolari della villa e della società organizzatrice dell’evento.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la manifestazione si stava svolgendo in assenza delle autorizzazioni previste per i luoghi destinati a pubblico spettacolo. Per questo motivo ai due impresari è stato contestato il reato di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo.

Ancora più gravi le violazioni riscontrate in materia di sicurezza. Nel locale, infatti, mancavano completamente estintori e presìdi antincendio, una carenza che avrebbe potuto avere conseguenze rilevanti in caso di emergenza. Da qui la contestazione dell’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

I controlli hanno inoltre evidenziato ulteriori criticità legate alla sicurezza degli impianti e dei lavoratori. Gli ispettori hanno accertato la mancata conformità del quadro elettrico e l’assenza delle necessarie misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa vigente per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro.

L’elenco delle irregolarità non si ferma qui. Gli organizzatori sono stati infatti sanzionati anche per l’apertura abusiva di un pubblico esercizio destinato alla somministrazione di alimenti e bevande, attività svolta senza la prescritta autorizzazione amministrativa.

Contestata inoltre l’omessa comunicazione al Sindaco relativa all’impatto delle emissioni sonore prodotte dall’evento musicale, così come l’impiego di personale irregolare, risultato privo di regolare contratto di lavoro.

Al termine delle verifiche, le autorità hanno disposto l’immediata sospensione dell’attività e il sequestro di una porzione del giardino della villa utilizzata per l’evento. Per i responsabili sono scattate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 20mila euro, oltre alle denunce all’autorità giudiziaria.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine e degli enti preposti ai controlli sul rispetto delle norme che regolano eventi pubblici, sicurezza sul lavoro e tutela dell’incolumità dei cittadini, soprattutto in vista della stagione estiva, periodo in cui aumentano manifestazioni e iniziative organizzate sul territorio.

Castellammare di Stabia, inizio lavori sulla rete elettrica: Info e modifiche alla viabilità fino ad agosto

Sono partiti oggi, lunedì 15 giugno, i lavori di sostituzione dei cavi di media tensione eseguiti dalla SO.I.GEA. S.p.A. per conto di E-Distribuzione. Un intervento strategico per il potenziamento e l’ammodernamento della rete elettrica cittadina che interesserà l’area compresa tra via Cosenza e via Bonito e che proseguirà fino al prossimo 14 agosto.

L’avvio del cantiere ha generato nelle ultime ore alcune preoccupazioni tra cittadini e operatori commerciali, soprattutto in merito ai possibili disagi per la circolazione nel centro cittadino. L’amministrazione comunale, tuttavia, ha voluto chiarire che non è prevista alcuna chiusura generalizzata dell’area interessata dai lavori.

Le limitazioni al traffico saranno infatti adottate in maniera graduale e in funzione dell’avanzamento del cantiere. Dove le condizioni tecniche lo consentiranno, verrà occupata soltanto una parte della carreggiata, garantendo così il regolare transito dei veicoli. Nei tratti in cui sarà necessario interrompere temporaneamente la circolazione, saranno attivati percorsi alternativi studiati per assicurare il deflusso del traffico e ridurre al minimo i disagi per residenti e automobilisti.

L’intervento rappresenta un passaggio fondamentale non solo per il miglioramento dell’infrastruttura elettrica cittadina, ma anche per la realizzazione di una serie di opere pubbliche attese da tempo. La sostituzione dei cavi di media tensione costituisce infatti il presupposto indispensabile per i successivi lavori di riqualificazione stradale già programmati su via Nocera e via Santa Maria dell’Orto, dove sarà realizzata una nuova pavimentazione.

Si tratta di opere richieste da anni dai residenti e dagli operatori economici della zona, finalizzate a migliorare la sicurezza stradale, il decoro urbano e la qualità complessiva degli spazi pubblici.

«Comprendiamo le preoccupazioni emerse in queste ore, ma vogliamo rassicurare cittadini e operatori economici: il centro cittadino resterà accessibile. Le limitazioni saranno gestite per fasi, così da garantire la massima continuità della circolazione compatibilmente con l’esecuzione dei lavori. Si tratta di un intervento necessario che consentirà non solo di ammodernare una parte importante della rete elettrica cittadina, ma anche di realizzare, finalmente, opere di riqualificazione stradale attese da anni dalla comunità», spiegano dall’amministrazione comunale.

Nei prossimi due mesi il cronoprogramma dei lavori procederà per step successivi, con l’obiettivo di completare l’intervento entro metà agosto e consentire, successivamente, l’avvio delle opere di rifacimento del manto stradale nelle arterie interessate. Un investimento che punta a coniugare modernizzazione delle infrastrutture e riqualificazione urbana, guardando alle esigenze future della città.

Formula Uno, GP Barcellona 2026: le pagelle di Carlo Ametrano

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La prima volta di Lewis Hamilton in Ferrari. Il pilota britannico trionfa con la Rossa vincendo il Gran Premio di Barcellona davanti a George Russell e Lando Norris. Fuori invece Leclerc e Antonelli, entrambi costretti al ritiro nei giri finali della gara per problemi di affidabilità. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto a Barcellona.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Grande Lewis! Ha tanta confidenza con la vettura, inizio di stagione magico”.

Primo posto per Hamilton, prima vittoria in Ferrari! Voto?

“Per ora è l’unico che può lottare per il titolo con Antonelli. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Russell. Voto?

“Era terzo, ha approfittato del ritiro di Antonelli. Voto 6.5, non lo vedo convinto. Partiva in pole ed era terzo”.

Terzo posto per la McLaren di Norris. Che ne pensi?

“McLaren non è più quella dello scorso anno. Voto 6.5”.

Quarta piazza per Verstappen. Voto?

“Stagione anonima. Voto 6”.

Quinto invece Piastri. Che ne pensi?

“Nulla di che. Voto 6”.

Sesta piazza per Hadjar. Come valuti la sua gara?

“Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Gasly?

“Lui ha riavuto il podio di Monaco! Voto 6”.

Segue Lawson. Voto?

“Voto 6”.

Che voto dai al nono posto di Lindblad?

“Lui va sempre a punti. Voto 6.5”.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Colapinto, penalizzato?

“Zona punti. Voto 6”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP d’Austria, in programma tra due settimane. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Siamo reduci da un Senna Day fantastico. Un evento unico che abbiamo svolto lo scorso 30 aprile presso le Cantine Zuffa e che ci ha regalato tantissime emozioni. Grazie a tutti coloro che sono venuti, che come sempre erano moltissimi. Poi l’Orgoglio Motoristico Romano. Ma non ci fermiamo qui: in estate ci sarà poi il Minardi Day. Un grazie anche a Odeon Tv per avermi confermato anche quest’anno il giovedì come loro opinionista per la F1. Oden è una emittente storica e per me è un grande onore farne parte. Ringrazio Filippo Gherardi, Martina Renna, Federica Afflitto e Serana Salmi per l’occasione”.

Juve Stabia: Alvin Okoro, l’ennesimo colpo a sorpresa del D.S. Matteo Lovisa che ha fatto innamorare i tifosi

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Il mercato di gennaio è da sempre il regno delle incertezze. È il periodo in cui le società cercano giocatori pronti all’uso, profili esperti in grado di garantire un impatto immediato e ridurre al minimo i rischi con l’obiettivo di aggiustare le caratteristiche in rosa. Una filosofia che accompagna soprattutto le squadre impegnate nei loro obiettivi importanti, promozione o salvezza che sia, dove quindi ogni errore può costare caro.

Anche a Castellammare di Stabia l’attesa dei tifosi sembrava orientata verso nomi già affermati e calciatori con alle spalle un curriculum consolidato. Invece, ancora una volta, Matteo Lovisa ha deciso di percorrere una strada diversa, affidandosi all’intuito, allo scouting e alla capacità di guardare oltre le apparenze.

Così, tra curiosità e inevitabili interrogativi, alla Juve Stabia è arrivato Alvin Okoro. Un giovane attaccante conosciuto soprattutto dagli addetti ai lavori, ma lontano dai riflettori che solitamente accompagnano i colpi di mercato più celebrati. Una scelta che inizialmente ha diviso opinioni e alimentato dubbi, ma che con il passare delle settimane si è trasformata in una delle operazioni più riuscite della stagione gialloblù.

Fin dai primi allenamenti, Okoro ha mostrato qualità che andavano ben oltre la semplice prospettiva futura. Determinazione, voglia di emergere e una disponibilità al sacrificio che gli hanno consentito di inserirsi rapidamente in un gruppo già consolidato. L’impatto con la realtà stabiese è stato sorprendentemente naturale, quasi come se fosse sempre stato parte di quell’ambiente.

La piazza del Romeo Menti, da sempre esigente ma altrettanto generosa con chi dimostra attaccamento e spirito di sacrificio, ha impiegato poco tempo a riconoscere le qualità del giovane attaccante. La sua fame agonistica e la sua capacità di non tirarsi mai indietro hanno rappresentato il primo passo verso la conquista del pubblico gialloblù.

Poi è arrivato il campo a parlare. Settimana dopo settimana, prestazione dopo prestazione, Okoro ha iniziato a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nelle gerarchie della squadra. Non più semplice alternativa offensiva o prospetto da valorizzare gradualmente, ma una risorsa concreta e spesso decisiva per la Juve Stabia.

La sua crescita è stata costante e progressiva. Ogni apparizione ha mostrato un giocatore più maturo, più consapevole delle proprie qualità e sempre più integrato nei meccanismi della squadra. Un percorso che ha sorpreso per rapidità e continuità, trasformando una scommessa di mercato in una delle note più liete del girone di ritorno.

Dietro l’esplosione di Okoro c’è inevitabilmente anche il lavoro di chi ha creduto in lui quando in pochi erano pronti a scommetterci. Ancora una volta Matteo Lovisa ha dimostrato quanto possano essere determinanti competenza, osservazione e conoscenza del mercato. In un calcio sempre più dominato dai grandi investimenti e dai nomi altisonanti, il direttore sportivo gialloblù ha confermato che il vero valore spesso si nasconde lontano dalle copertine.

Per questo motivo la storia di Alvin Okoro rappresenta qualcosa di più di una semplice operazione di mercato riuscita. È il simbolo di una filosofia che premia il lavoro, il coraggio e la capacità di individuare il talento prima degli altri.

Castellammare si è goduto uno dei protagonisti della sua stagione e si rammarica che il calciatore tornerà alla casa madre, il Venezia, dopo il prestito. Il suo percorso in gialloblù potrebbe continuare per volere dei veneti, per cui potrebbe ancora essere tutto da scrivere, ma una certezza già esiste: quella che sembrava una scommessa è diventata una splendida realtà. E ancora una volta il campo ha dato ragione a chi aveva saputo vedere lontano.

Juve Stabia, Manuel Ricciardi: Un eroe silenzioso della corsia che è stato una certezza per le Vespe

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Nel calcio moderno i riflettori sono quasi sempre puntati sui goleador, sui fantasisti e su quei giocatori capaci di accendere una partita con una giocata spettacolare. Eppure, ogni squadra che ambisce a raggiungere obiettivi importanti sa che il vero segreto del successo passa spesso attraverso figure meno appariscenti ma tremendamente efficaci. Calciatori che garantiscono rendimento, equilibrio e continuità. Alla Juve Stabia, uno di questi porta il nome di Manuel Ricciardi.

Arrivato a Castellammare durante il mercato invernale, il laterale ha dovuto affrontare una sfida tutt’altro che semplice. Inserirsi a stagione in corso in una squadra che aveva già trovato identità, automatismi e gerarchie consolidate non era scontato. Eppure l’ex Avellino ha impiegato pochissimo tempo per ritagliarsi uno spazio importante e guadagnarsi la fiducia dello staff tecnico e dei compagni.

Fin dal primo momento Ricciardi ha mostrato le caratteristiche che ne hanno fatto uno dei giocatori più apprezzati della seconda parte di stagione. Nessun proclama, nessuna ricerca di visibilità, ma una straordinaria disponibilità al sacrificio e una totale dedizione alle esigenze della squadra.

Che fosse chiamato a partire dal primo minuto o a entrare a gara in corso, il suo approccio non è mai cambiato. Sempre concentrato, sempre pronto a mettere il proprio contributo al servizio del collettivo. Una qualità che nel calcio conta molto più di quanto spesso venga raccontato.

Dal punto di vista difensivo, Ricciardi si è distinto per attenzione e disciplina tattica. La sua capacità di mantenere la posizione, leggere le situazioni di gioco e limitare gli spazi agli avversari ha rappresentato una risorsa preziosa per gli equilibri della squadra. Errori ridotti al minimo e una costante sensazione di sicurezza trasmessa all’intero reparto.

Anche nella fase offensiva il suo contributo si è rivelato importante. Senza cercare giocate spettacolari o iniziative fini a se stesse, ha garantito continuità alla manovra, offrendo sempre una soluzione sulla corsia laterale e contribuendo ad allargare il gioco quando necessario. Una presenza costante, discreta ma efficace.

La sua qualità più evidente è stata probabilmente la capacità di adattarsi immediatamente al contesto. Entrare in corsa in un gruppo affiatato può rappresentare un ostacolo per molti giocatori. Ricciardi, invece, ha dimostrato una maturità notevole, integrandosi rapidamente nello spogliatoio e assimilando in tempi brevi i meccanismi richiesti da Ignazio Abate.

Anche il pubblico del Romeo Menti ha imparato presto ad apprezzarne le qualità. I tifosi stabiesi, tradizionalmente attenti a chi dimostra impegno e attaccamento alla maglia, hanno riconosciuto nel laterale un giocatore affidabile, uno di quelli sui quali si può sempre contare. La sua presenza in campo è diventata sinonimo di equilibrio e solidità sulla fascia.

Per questo motivo il bilancio della sua esperienza in gialloblù è decisamente positivo. Quello che inizialmente poteva sembrare un semplice rinforzo per allungare la rosa si è trasformato in un elemento importante nello scacchiere tattico della Juve Stabia.

Manuel Ricciardi non è il classico giocatore destinato alle copertine o alle statistiche da record. È qualcosa di diverso e, per certi versi, ancora più prezioso: un professionista affidabile, sempre pronto a mettersi al servizio della squadra e capace di garantire rendimento ogni volta che viene chiamato in causa.

In una stagione fatta di sacrifici, equilibrio e risultati costruiti attraverso il lavoro quotidiano, il suo contributo è stato uno dei tasselli che hanno permesso alla Juve Stabia di raggiungere i propri obiettivi. Una certezza silenziosa, una di quelle figure da cui ogni squadra vincente ama ripartire.

Juve Stabia, Christian Pierobon: Cuore operaio del centrocampo, colui che ha conquistato l’affetto dei tifosi

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Ci sono calciatori che si prendono la scena con numeri da copertina e statistiche scintillanti. Altri, invece, costruiscono la propria grandezza lontano dai riflettori, attraverso il sacrificio quotidiano, la corsa incessante e una dedizione assoluta alla squadra. Christian Pierobon appartiene a questa seconda categoria, quella dei giocatori che non hanno bisogno di apparire per essere determinanti.

Da quasi tre stagioni il centrocampista rappresenta una delle anime della Juve Stabia. Un punto di riferimento silenzioso, sempre presente nelle battaglie del centrocampo, capace di mettere il bene collettivo davanti a qualsiasi soddisfazione personale. In un calcio sempre più dominato dalle statistiche, Pierobon continua a ricordare quanto siano importanti quelle qualità che difficilmente finiscono nei tabellini ma che spesso decidono le partite.

Se esistesse una moderna interpretazione della celebre “Una vita da mediano”, il centrocampista gialloblù sarebbe il protagonista ideale. La sua carriera a Castellammare è stata costruita sulla fatica, sulla disponibilità e sulla capacità di sacrificarsi per i compagni. Chilometri percorsi senza risparmiarsi, recuperi preziosi, pressing continuo e una generosità che non è mai venuta meno, indipendentemente dall’avversario o dal momento della stagione.

Partita dopo partita, queste caratteristiche lo hanno trasformato in uno dei beniamini della tifoseria stabiese. Del resto, una piazza passionale come Castellammare ha sempre avuto un debole per quei giocatori che incarnano lo spirito combattivo della città. E Pierobon, sotto questo aspetto, è riuscito a entrare perfettamente in sintonia con il pubblico del Romeo Menti.

Sul piano tattico il suo contributo è stato altrettanto prezioso. Schermo davanti alla difesa, equilibratore della squadra, uomo capace di spezzare il gioco avversario e allo stesso tempo dare ordine alla manovra. Un lavoro spesso poco appariscente ma fondamentale per gli equilibri della formazione gialloblù.

Eppure ridurre Christian Pierobon a un semplice interditore sarebbe un errore. Dietro la sua anima operaia si nasconde infatti una qualità tecnica importante, emersa soprattutto nei momenti in cui la squadra aveva bisogno di una giocata fuori dagli schemi.

Le sue reti in maglia gialloblù non sono state numerose, ma hanno avuto tutte un denominatore comune: la bellezza. Gol costruiti con precisione, personalità e grande qualità balistica. Reti pesanti, spesso arrivate nei momenti decisivi della stagione, capaci di accendere il Menti e regalare emozioni indimenticabili ai tifosi.

Forse è proprio questa la caratteristica che rende speciale il suo percorso a Castellammare. Pierobon non ha mai avuto bisogno di segnare tanto per lasciare il segno. Gli è bastato farlo nel momento giusto, con la stessa efficacia con cui ha sempre affrontato ogni contrasto e ogni pallone vagante.

Juve Stabia: L’operazione di rimozione del sintetico dello stadio Romeo Menti è entrato nel vivo solo ieri

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Dopo giorni di preparazione e interventi preliminari, il cantiere dello stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia è finalmente entrato nella fase più visibile dei lavori. Nella giornata di ieri gli operai della ditta incaricata hanno iniziato a rimuovere le prime porzioni del vecchio manto erboso sintetico, segnando un importante passo avanti nel progetto di rifacimento del terreno di gioco dell’impianto di Via Cosenza.

I lavori erano ufficialmente partiti lo scorso 3 giugno con le attività preparatorie e lo smontaggio dei led pubblicitari che circondavano il campo. Tuttavia, per diversi giorni non si erano registrati interventi evidenti sulla superficie di gioco, alimentando qualche interrogativo tra i tifosi e gli addetti ai lavori.

In realtà il ritardo nell’avvio della rimozione del tappeto sintetico era legato a una fase tecnica fondamentale. Prima di poter sollevare e smaltire il vecchio terreno di gioco, infatti, è stato necessario procedere all’asportazione dell’intero materiale di stabilizzazione presente sotto il manto, composto principalmente da granuli di gomma in caucciù. Un’operazione delicata effettuata mediante l’utilizzo di uno speciale camion aspiratore che ha richiesto diversi giorni di lavoro.

Solo una volta completata questa fase preliminare i tecnici hanno potuto iniziare la rimozione del sintetico ormai usurato, che negli ultimi anni aveva mostrato evidenti segni di deterioramento e necessitava di una sostituzione completa per garantire il rispetto degli standard richiesti dal calcio professionistico.

Un investimento da oltre 800 mila euro

L’intervento rappresenta uno dei più importanti lavori di ammodernamento effettuati negli ultimi anni sull’impianto stabiese. Il progetto, promosso dal Comune di Castellammare di Stabia, ha un valore complessivo superiore agli 806 mila euro e consentirà di dotare il Romeo Menti di un terreno di gioco completamente nuovo e conforme alle normative europee previste per le competizioni professionistiche.

Ad aggiudicarsi l’appalto è stata la Cogega Srl di Angri, risultata vincitrice della procedura negoziata indetta dall’amministrazione comunale grazie all’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il significativo ribasso presentato in fase di gara permetterà di introdurre alcune migliorie rispetto al progetto iniziale. Tra queste spicca il nuovo impianto di irrigazione che rappresenterà una vera innovazione per il Menti. I futuri irrigatori non saranno più collocati lungo il perimetro del terreno di gioco, ma verranno installati direttamente all’interno del campo, garantendo una distribuzione dell’acqua più uniforme ed efficiente su tutta la superficie.

Tempi stretti e corsa contro il calendario

Il cronoprogramma originario prevedeva il completamento delle opere entro 45 giorni dalla consegna del cantiere, con conclusione indicativamente fissata intorno al 20 luglio.

L’avvio più lento delle operazioni, dovuto alle attività preliminari di aspirazione del materiale di intaso, potrebbe però comportare uno slittamento della data finale. Al momento la conclusione dei lavori viene ipotizzata attorno al 30 luglio, salvo ulteriori rallentamenti legati alle condizioni meteorologiche o a eventuali imprevisti tecnici.

Una situazione che impone prudenza, considerando la necessità di consegnare il nuovo terreno di gioco in tempo utile per le verifiche e le certificazioni necessarie prima dell’inizio della stagione sportiva.

Piacenza resta il piano B

Proprio per evitare qualsiasi rischio legato ai tempi del cantiere, la Juve Stabia si è già cautelata ottenendo il via libera per l’utilizzo dello stadio di Piacenza come impianto alternativo per la stagione 2026-2027.

Si tratta di una soluzione già utilizzata in passato dal club gialloblù. I tifosi ricordano bene quanto accaduto nell’estate del 2024, quando i lavori di adeguamento del Romeo Menti relativi alla nuova torre faro, alle certificazioni di staticità e agli adempimenti antincendio non furono completati nei tempi previsti, costringendo la squadra a disputare lontano da casa le prime gare ufficiali della stagione.

L’auspicio di società, tifosi e amministrazione comunale è naturalmente quello di non dover ricorrere nuovamente a questa soluzione. Con l’avvio della rimozione del vecchio sintetico, il cantiere è finalmente entrato nella sua fase cruciale e nelle prossime settimane sarà possibile comprendere se il nuovo manto riuscirà a essere completato e certificato in tempo per accogliere le Vespe all’inizio della nuova avventura sportiva.

Juve Stabia, con Varnier in campo è tutta un’altra storia: Il peso dell’assenza e il valore della presenza

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Ci sono giocatori che incidono con i gol, altri con gli assist. Poi ci sono quelli la cui importanza emerge soprattutto quando non ci sono. Marco Varnier appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria. A Castellammare di Stabia la sensazione è ormai condivisa: con il centrale veneto in campo, la Juve Stabia acquistava solidità, sicurezza e personalità.

Nella stagione appena conclusa il difensore classe 1998 si è confermato uno dei punti di riferimento assoluti della formazione gialloblù. Al suo secondo campionato con la maglia delle Vespe, Varnier ha dimostrato ancora una volta di possedere qualità che raramente si incontrano nella categoria. Leadership, senso della posizione, capacità di leggere in anticipo le situazioni di gioco e una pulizia tecnica fuori dal comune lo hanno reso un elemento imprescindibile per gli equilibri della squadra.

Non è un caso che Ignazio Abate abbia spesso speso parole importanti nei suoi confronti. Il tecnico gialloblù ha sempre considerato Varnier uno dei leader silenziosi dello spogliatoio, un professionista esemplare capace di guidare il reparto difensivo con autorevolezza e serenità. La fiducia concessa dall’allenatore ha permesso al difensore di esprimere al meglio le proprie qualità, diventando uno dei cardini della squadra che ha saputo sorprendere per organizzazione e rendimento.

Osservandolo giocare, è facile comprendere perché in passato fosse considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico italiano. La sua eleganza nelle uscite palla al piede, unita alla capacità di comandare la linea difensiva, raccontano di un calciatore che avrebbe probabilmente meritato una carriera più lineare e palcoscenici ancora più prestigiosi.

L’unico vero avversario di Varnier continua infatti a essere la sfortuna. Anche quest’anno il difensore ha dovuto fare i conti con alcuni problemi fisici che ne hanno limitato la continuità di impiego. Un tema che lo accompagna ormai da diverse stagioni e che, nel corso della sua carriera, ha spesso frenato la definitiva consacrazione ad altissimi livelli.

Eppure, ogni volta che è stato chiamato a scendere in campo, il centrale delle Vespe ha risposto presente. Le assenze non hanno mai intaccato il suo valore tecnico né la sua importanza all’interno del gruppo. Al contrario, la differenza tra una Juve Stabia con Varnier e una senza Varnier è apparsa evidente in più occasioni durante il campionato.

Per questo motivo il bilancio della sua stagione resta ampiamente positivo. Castellammare si gode uno dei migliori difensori della Serie B, un leader capace di alzare il livello dell’intero reparto con la sola presenza in campo. La speranza dei tifosi gialloblù è che il prossimo campionato possa finalmente regalargli quella continuità fisica che troppo spesso gli è mancata.

Se la fortuna dovesse finalmente decidere di concedergli una tregua, Marco Varnier avrebbe tutte le carte in regola per confermarsi ancora una volta il punto fermo della retroguardia stabiese e uno dei difensori più forti dell’intera categoria.

Juve Stabia, l’ex Abate ripartirà da Torino: la Serie A è realtà, alla prima giornata incontrerà il suo Milan

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Dicono che il calcio sia imprevedibile. A volte romantico, altre volte crudele, spesso capace di intrecciare storie che sembrano uscite dalla penna di uno sceneggiatore. Ignazio Abate lo sa bene. L’ex tecnico della Juve Stabia è pronto a vivere il momento più importante della sua giovane carriera da allenatore: la Serie A lo attende sulla panchina del Torino.

L’accordo con il club granata è ormai definito e per il tecnico campano si aprono finalmente le porte della massima serie. Un traguardo meritato, conquistato sul campo grazie all’eccellente lavoro svolto a Castellammare di Stabia. Alla guida delle Vespe, Abate ha firmato una delle pagine più belle della recente storia gialloblù, trascinando la squadra fino alle semifinali playoff di Serie B e conquistando il rispetto dell’intero panorama calcistico nazionale.

Gioco propositivo, valorizzazione dei giovani, organizzazione tattica e personalità: sono stati questi gli ingredienti che hanno trasformato la Juve Stabia in una delle rivelazioni della stagione. Un percorso che ha inevitabilmente attirato l’attenzione dei grandi club e che oggi porta Abate a raccogliere la sfida più affascinante della sua carriera.

Ma il calcio, come spesso accade, ha deciso di aggiungere un ulteriore capitolo a questa storia. Il calendario della Serie A 2026/2027 ha infatti riservato un incrocio dal sapore speciale: alla prima giornata si giocherà Torino-Milan.

Una partita che per Ignazio Abate avrà inevitabilmente un significato diverso da tutte le altre. Il Milan non è soltanto una squadra del suo passato, ma rappresenta una parte fondamentale della sua vita calcistica. Con la maglia rossonera ha vissuto dieci stagioni da protagonista, diventando uno dei volti più riconoscibili del club. Su quella fascia destra ha corso, lottato e conquistato trofei, costruendo un legame indissolubile con i colori milanisti.

Ed è proprio a Milanello che è iniziata anche la sua seconda vita calcistica. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Abate ha intrapreso il percorso da allenatore guidando prima l’Under 16 e successivamente la Primavera rossonera, raggiungendo risultati prestigiosi e arrivando fino alle finali di Youth League. Un percorso di crescita che ha posto le basi per il salto nel calcio professionistico e che ha trovato nella Juve Stabia la consacrazione definitiva.

Ecco perché il debutto in Serie A contro il Milan assume i contorni di una sfida quasi cinematografica. Da una parte il passato che ritorna, dall’altra il futuro che bussa con forza. Da una parte il club che lo ha formato come uomo e calciatore, dall’altra la nuova avventura che potrebbe consacrarlo definitivamente tra i migliori tecnici emergenti del panorama italiano.

Chi ha imparato a conoscere Abate durante l’esperienza stabiese sa però che le emozioni difficilmente avranno la meglio sulla sua professionalità. A Castellammare ha dimostrato di saper gestire la pressione e mantenere il gruppo concentrato sugli obiettivi, anche nei momenti più delicati della stagione.

I tifosi del Torino sognano che il giovane tecnico possa aprire un nuovo ciclo fatto di idee, coraggio e ambizione. Quelli della Juve Stabia lo guarderanno con orgoglio, consapevoli di aver assistito alla definitiva esplosione di un allenatore destinato a grandi palcoscenici.

Il conto alla rovescia è già iniziato. Ad agosto, quando l’Olimpico Grande Torino accenderà i riflettori sulla prima giornata di campionato, Ignazio Abate farà il suo esordio in Serie A. E il destino ha voluto che il primo ostacolo sulla sua strada fosse proprio il Milan, la squadra che più di ogni altra ha segnato la sua vita. Una di quelle storie che solo il calcio sa raccontare.

Juve Stabia, Alfredo Guerri: “Vogliamo costruire un futuro solido e regalare nuove emozioni alla città”

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La Juve Stabia riparte da Alfredo Guerri. L’imprenditore campano è il nuovo presidente del club gialloblù e ha deciso di scendere in campo in prima persona per rilanciare una realtà calcistica che negli ultimi mesi ha vissuto momenti di grande incertezza.

Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, il neo numero uno delle Vespe ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto a investire nella società stabiese, evidenziando il forte legame con il territorio e la volontà di preservare un patrimonio sportivo che rischiava di andare disperso.

“Mercoledì è stata una giornata piuttosto caotica, perché sono passato dall’altro ieri che ero un imprenditore, oggi invece tutti mi riconoscono e vogliono appellarmi come salvatore. Noi non è che abbiamo quest’ambizione di salvare nessuno, però il senso di responsabilità, di aver vissuto quel territorio e quella passione che loro vivono, immaginare che potesse essere buttato attraverso delle gestioni precedenti che hanno illuso un po’ il popolo facendolo avvicinare a dei sogni di Serie A, oggi invece si trovavano praticamente nel baratro”.

Una scelta dettata dal legame con il territorio

Parole che fotografano perfettamente il momento attraversato dalla piazza stabiese. Guerri non si considera un salvatore, ma un imprenditore che ha scelto di assumersi una responsabilità importante per evitare che una delle realtà calcistiche più appassionate del Sud Italia perdesse quanto costruito negli ultimi anni.

La scelta di investire nella Juve Stabia nasce da una precisa visione strategica e dalla convinzione che Castellammare di Stabia possieda tutte le caratteristiche per sostenere un progetto ambizioso.

“E pertanto noi abbiamo fatto delle valutazioni circa la possibilità di poter fare un programma strutturale in Castellammare e ci siamo sentiti di fare questo investimento che sembra a tutti essere importante, sicuramente è molto molto importante, però per noi prevede comunque una partenza di un progetto molto solido che una piazza come Castellammare ci può permettere di fare dei sogni anche molto ambiziosi”.

L’obiettivo è dare continuità alla crescita del club

L’obiettivo della nuova proprietà non è quello di inseguire risultati immediati, ma costruire fondamenta solide che possano consentire al club di crescere in maniera costante e sostenibile nel tempo.

Quando gli è stato chiesto se la città possa tornare a sognare la Serie A, Guerri non si è nascosto, pur mantenendo un approccio prudente e realistico.

“Sicuramente, perché no. Ha sfiorato la Serie A che è stata in semifinale per due anni di fila, pertanto è arrivata per due anni di fila nelle ultime quattro che potevano arrivare in Serie A. Pertanto c’è il traguardo.

Magari se arrivava l’anno scorso quest’anno sarebbe stato troppo presto. Perciò mettere le basi solide con un programma un po’ più strutturato, chiaramente non è che voglio dire che lo facciamo quest’anno o l’anno prossimo, ma sicuramente l’ambizione nostra e anche il motivo per il quale abbiamo fatto questo investimento è quello di restituire un sogno a tutta la piazza”.

La parola chiave del nuovo corso sembra essere proprio programmazione. Un concetto che Guerri ha voluto ribadire più volte, sottolineando come la gestione di una società sportiva non possa prescindere da criteri aziendali chiari e da precise responsabilità.

“Perciò noi immaginiamo che con una gestione un po’ più oculata, cosa che noi normalmente facciamo nelle nostre aziende, non si può che migliorare. E questo è un po’ il ragionamento logico che è legato sicuramente alla passione, anche alla mia personale passione verso lo sport in generale e anche il calcio. Perciò capisco quanto sia importante il fattore passione e entusiasmo nel calcio.

Perciò è un’azienda anomala proprio perché è nutrita di questa passione. Però è pur vero che ci sono delle regole che magari molti appartenenti al mondo del calcio devono ricordare che parliamo sempre di aziende. Questo non significa stringere le aspettative, ma comunque ognuno ha delle responsabilità.

Gli amministratori hanno delle responsabilità, i dipendenti hanno delle responsabilità. Perciò non si può bypassare il concetto di azienda. E ci mancherebbe”.

Al lavoro per definire il nuovo assetto societario

Nel frattempo il lavoro per la prossima stagione è già iniziato. La nuova proprietà non intende perdere tempo e sta già pianificando le prime mosse per costruire l’organigramma che dovrà guidare la Juve Stabia nel prossimo futuro.

“Ieri già abbiamo iniziato, perciò già stiamo intensificando tutte le attività. Perciò sappiamo benissimo che nel breve dobbiamo partire. Ovviamente stiamo sentendo un po’ tutti coloro che vogliono partecipare a questo progetto.

Nella settimana prossima valuteremo i migliori componenti della nostra dirigenza per essere immediatamente pronti. Fortunatamente sono a base di squadra già bella solida.

Perciò ci sono degli elementi molto positivi. Una base solida, un entusiasmo generale. Perciò bisogna intervenire in maniera lucida, ma non farti prendere dalla velocità”.

La linea è dunque tracciata: programmazione, sostenibilità e ambizione. Guerri raccoglie una sfida complessa ma affascinante, con la convinzione che la Juve Stabia possa tornare a essere protagonista. La piazza sogna, la nuova proprietà lavora per trasformare quell’entusiasmo in un progetto capace di durare nel tempo.

Al via l’Orgoglio Motoristico Romano con Stefano Pandolfi

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Il presidente dell’Orgoglio Motoristico Romano Stefano Pandolfi ha parlato in esclusiva a ViViCentro con Carlo Ametrano. Ecco le sue parole.

Stefano, ci siamo con l’Orgoglio Motoristico Romano! Che ci dici?

“Quest’anno siamo arrivati alla quinta edizione, che è un risultato incredibile. Non è più un segreto: siamo al lavoro per cercare di arrivare a un Gran Premio storico. Nelle vecchie edizioni erano tre giorni di esibizioni, quest’anno invece questa esibizione si svolgerà domenica. Ieri siamo stati alla Farnesina per presentare l’evento e per noi questo è molto importante e ci dà la dimensione di quello che stiamo portando avanti”.

A livello di ospiti chi ci sarà?

“Anche l’Aci è entrata in maniera molto più attiva a questo evento. La loro presenza per noi è importantissima. Ci sarà Anna Fendi, Emanuele Pirro, Giordano Regazzoni, Farneti e non solo. Tanti personaggi che hanno caratterizzato questa avventura nel corso di questi anni. Ci farà molto piacere averli sempre protagonisti”.

Vogliamo ricordare gli appuntamenti?

“Venite a trovarci, oggi saremo al centro di Roma mentre domenica chiuderemo l’evento all’Eur”.

Castellammare: “Noi Moderati” interviene ancora sulla vicenda della vendita dello scoglio di Rovigliano

Castellammare di Stabia – Lo Scoglio di Rovigliano non è soltanto un elemento del nostro paesaggio costiero, ma rappresenta il cuore pulsante della storia, del mito e dell’identità stabiese. In merito alla petizione che sta circolando sul web in queste ore, che chiede l’intervento della Regione Campania per l’acquisto del sito, il coordinamento cittadino di Noi Moderati ritiene doveroso intervenire per fare chiarezza, evitando che una condivisibile preoccupazione per le sorti del bene si trasformi in una vana illusione burocratica.

Questo è il testo del comunicato pervenuto alla nostra redazione:

In queste ore circola sul web una petizione per raccogliere le firme per chiedere alla Regione Campania l’acquisto dello scoglio di Rovigliano.

In pratica si sta chiedendo alla Regione Campania di acquistare un bene vincolato, ridotto allo stato di rudere, la cui cifra secondo indiscrezioni comparse sul web è di 3 milioni di euro, mentre sul sito dell’Agenzia Immobiliare Engel & Völkers Sorrento incaricata della vendita, la cifra non è indicata ma è su richiesta. Così come riportato anche sul sito “Immobiliare .it”.

Bisogna fare molta attenzione a queste iniziative, per esercitare il Diritto di Prelazione su un bene vincolato ci sono procedure da seguire. Innanzitutto occorre un acquirente che metta nero su bianco il prezzo pattuito, firmando un contratto condizionato. Tale contratto diventa efficace solo dopo un Iter procedurale che coinvolge gli Enti Territorialmente Competenti.

Quindi la petizione oltre ad essere inutile dal punto di vista dell’efficacia rischia di creare solo false aspettative.

NOI MODERATI chiediamo all’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia di intervenire e tenere alta l’attenzione su questa vicenda.

La storia della Città di Castellammare di Stabia, parte proprio dall’isolotto di Rovigliano, il primo tempio dell’antica Stabiae dedicato ad Ercole Egizio. Per gli stabiesi è un passaggio fondamentale, rappresenta un monumento e un simbolo identitario di un popolo.

Adesso che i proprietari lo hanno messo in vendita è fondamentale che venga acquistato dal comune di Castellammare di Stabia, non dalla Regione o da altro Ente Pubblico, per effettuare un restauro e destinarlo a finalità pubblica. Alcune idee le abbiamo già proposte, altre provengono dalle forze di maggioranza stabiese.

L’iniziativa deve essere assunta dall’Amministrazione della Città di Castellammare di Stabia, che deve finalmente assumersi la responsabilità della cura e della gestione dei beni pubblici cittadini.

Inoltre, rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche stabiesi, di centro destra e di centro sinistra, di unirsi in questa vicenda, perché la cultura, i monumenti e la storia cittadina non hanno colore politico.

Restituire l’isolotto di Ercole ai cittadini di Castellammare è un dovere morale e culturale a cui la politica locale, unita e senza distinzione di bandiere, non può e non deve sottrarsi.

Juve Stabia, Mister Ignazio Abate saluta Castellammare di Stabia: “Da oggi avrete un tifoso in più”

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Il momento dei saluti è arrivato. Con un messaggio carico di emozione e gratitudine, Ignazio Abate ha ufficializzato il suo addio alla Juve Stabia e alla città di Castellammare di Stabia, chiudendo un capitolo che resterà impresso nella memoria dei tifosi gialloblù.

L’ex tecnico delle Vespe ha voluto affidare ai social il suo pensiero finale, ripercorrendo una stagione intensa, vissuta tra grandi soddisfazioni sportive e momenti difficili affrontati con compattezza e spirito di sacrificio. Una stagione che ha visto la Juve Stabia sfiorare un traguardo storico, fermandosi soltanto a un passo dalla finale playoff.

“Si chiude la mia avventura alla Juve Stabia dopo una stagione che non potrò mai dimenticare”, ha scritto Abate su Instagram, ricordando il percorso compiuto insieme alla squadra. Un cammino costruito giorno dopo giorno grazie al lavoro, alla determinazione e soprattutto all’unità del gruppo, capace di superare anche le difficoltà extracampo che hanno accompagnato parte dell’annata.

Parole di grande riconoscenza sono state dedicate ai calciatori, definiti dal tecnico un esempio di serietà, professionalità e coraggio. “Essere stato il loro allenatore è stato un privilegio e un orgoglio”, ha sottolineato Abate, evidenziando il forte legame creatosi all’interno dello spogliatoio.

Ma il passaggio più toccante del suo messaggio è stato senza dubbio quello rivolto alla città e ai tifosi della Juve Stabia. Fin dal suo arrivo, Abate ha percepito l’affetto e il calore di Castellammare di Stabia, sentendosi immediatamente accolto come uno di casa. Un rapporto speciale che si è consolidato settimana dopo settimana, grazie a una tifoseria che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.

“Il vostro sostegno è stato fondamentale per il nostro cammino. Ci avete accompagnato in ogni battaglia e spinto con il vostro calore oltre i nostri limiti”, ha scritto il tecnico, riconoscendo il ruolo decisivo avuto dai tifosi nel percorso della squadra.

Nel suo saluto non sono mancati i ringraziamenti allo staff tecnico, al direttore sportivo Matteo Lovisa e a tutte le persone che hanno condiviso con lui questo viaggio ricco di emozioni. Un pensiero speciale, infine, ancora una volta per Castellammare di Stabia: “Grazie per avermi accolto come uno di voi”.

Le ultime parole del messaggio racchiudono forse il significato più profondo dell’esperienza vissuta in gialloblù. “Da oggi avrete un tifoso in più”. Una frase semplice ma capace di raccontare il legame autentico nato tra Ignazio Abate, la Juve Stabia e la sua gente.

L’addio del tecnico segna la fine di una stagione che resterà nella storia recente delle Vespe. Ma il rapporto costruito con la piazza stabiese sembra destinato a durare ben oltre il calcio giocato. Perché certe emozioni, come quelle vissute quest’anno, non si cancellano con un saluto.

Castellammare, gira armato e con il volto coperto in Villa Comunale per un video su TikTok: denunciato 22enne

Momenti di apprensione nella serata dell’11 giugno a Castellammare di Stabia, dove la presenza di un uomo armato e con il volto completamente coperto ha fatto scattare l’allarme tra i cittadini presenti in Villa Comunale. Fortunatamente si è trattato di un falso allarme: le armi erano repliche giocattolo e la scena era stata organizzata per realizzare un video destinato ai social network.

L’episodio si è verificato nella zona della banchina di Zì Catiello, dove alcuni passanti, notando un soggetto in abbigliamento militare e apparentemente armato, hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine. La segnalazione ha fatto scattare l’intervento della Polizia Locale di Castellammare di Stabia, che ha raggiunto rapidamente il luogo indicato.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Sezione Polizia Stradale, sotto la guida del comandante Francesco Del Gaudio e con il coordinamento del personale in servizio. Considerata la natura della segnalazione, la Centrale Operativa ha disposto l’invio di ulteriori pattuglie a supporto.

Giunti sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte un giovane che si aggirava nell’area indossando una tuta mimetica completa e diversi accessori di tipo tattico, tra cui gilet, casco e guanti. Il volto era completamente coperto e nelle mani impugnava quello che appariva a tutti gli effetti come un fucile.

L’intervento è stato eseguito con la massima cautela operativa. Una volta fermato e messo in sicurezza, il giovane ha spiegato agli agenti che stava realizzando alcune riprese video con l’ausilio di un drone per la pubblicazione sui social, in particolare sulla piattaforma TikTok.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di chiarire definitivamente la vicenda. Le armi utilizzate durante le riprese e tutto l’equipaggiamento tattico erano infatti semplici riproduzioni giocattolo prive di capacità offensiva. Nonostante ciò, il comportamento del giovane ha generato paura e preoccupazione tra i cittadini presenti, inducendoli a ritenere reale una potenziale situazione di pericolo.

Per questo motivo il protagonista della vicenda, un ragazzo nato nel 2004, è stato denunciato dalla Polizia Locale per procurato allarme e disturbo della quiete pubblica. Le repliche delle armi e le attrezzature utilizzate per le riprese sono state sequestrate e poste a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli ulteriori accertamenti del caso.

L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati alla realizzazione di contenuti per i social network in luoghi pubblici, soprattutto quando vengono utilizzati oggetti o messe in scena che possono essere facilmente scambiati per situazioni reali, generando allarme tra i cittadini e richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

Torino, è ufficiale: L’ex allenatore della Juve Stabia Ignazio Abate torna in granata. Contratto fino al 2028

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Adesso è ufficiale. Ignazio Abate è il nuovo allenatore del Torino. Il club granata ha annunciato nella giornata odierna l’accordo con il tecnico campano, che dal 1° luglio 2026 assumerà la guida della Prima Squadra. Per lui un contratto biennale con scadenza fissata al 30 giugno 2028.

Si tratta di una scelta che guarda al presente ma soprattutto al futuro. Il Torino ha deciso di affidarsi a uno degli allenatori emergenti più apprezzati del panorama italiano, reduce da una stagione da protagonista sulla panchina della Juve Stabia, culminata con il raggiungimento delle semifinali playoff di Serie B.

Nel comunicato ufficiale, il club di Urbano Cairo ha ripercorso le tappe della carriera dell’ex difensore, ricordando le sue origini calcistiche nel settore giovanile del Milan e il debutto tra i professionisti avvenuto appena diciassettenne. Nel corso della sua carriera da calciatore, Abate ha vestito anche le maglie di Napoli, Piacenza, Modena ed Empoli, prima di affermarsi definitivamente con il Milan, dove ha collezionato 306 presenze ufficiali, conquistando uno Scudetto e due Supercoppe Italiane.

Per Abate si tratta anche di un ritorno. L’ex terzino, infatti, conosce già l’ambiente granata avendo giocato nel Torino nella stagione 2008-2009. Un dettaglio che rende ancora più significativo il suo approdo sulla panchina del club piemontese.

Importante anche il percorso con la Nazionale Italiana, con cui ha totalizzato 22 presenze e una rete, conquistando il secondo posto agli Europei del 2012 e il terzo gradino del podio alla Confederations Cup del 2013.

Terminata la carriera da calciatore, Abate ha intrapreso il percorso da allenatore nel settore giovanile del Milan. Un cammino di crescita costante che lo ha portato alla guida della Primavera rossonera, con cui ha ottenuto risultati prestigiosi raggiungendo prima una semifinale e poi una finale di UEFA Youth League. Successivamente l’esordio tra i professionisti sulla panchina della Ternana e, infine, la consacrazione alla Juve Stabia.

Proprio a Castellammare di Stabia, il tecnico beneventano ha costruito gran parte della propria credibilità nel calcio dei grandi. Alla sua prima esperienza in Serie B ha guidato le Vespe a una stagione straordinaria, caratterizzata da un gioco brillante, dalla valorizzazione dei giovani e da risultati che hanno permesso ai gialloblù di arrivare fino alla semifinale playoff, poi persa contro il Monza, formazione che successivamente ha conquistato la promozione in Serie A.

Un percorso che non è passato inosservato agli occhi del Torino, pronto a scommettere sulle idee e sulla personalità di un allenatore che, a soli 39 anni, rappresenta una delle figure più interessanti della nuova generazione di tecnici italiani.

A chiudere il comunicato è stato il caloroso messaggio della società granata: “Bentornato a Torino! Buon lavoro e Sempre Forza Toro!”.

Per Ignazio Abate si apre adesso una nuova sfida. Dopo aver conquistato Castellammare e aver dimostrato il proprio valore in Serie B, il tecnico campano è pronto a misurarsi con il palcoscenico della Serie A. Il Toro riparte da lui, dalle sue idee e da quella voglia di emergere che lo ha accompagnato prima da calciatore e poi da allenatore.

Estate stabiese, torna la ZTL sul lungomare: più spazio a cittadini, famiglie e turisti

Con l’arrivo della stagione estiva, Castellammare di Stabia si prepara a vivere il suo lungomare in una veste ancora più accogliente e a misura di pedone. La Giunta comunale ha infatti approvato una delibera che istituisce la Zona a Traffico Limitato lungo uno dei tratti più frequentati della città, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita urbana, favorire la socializzazione e valorizzare il waterfront stabiese.

Il provvedimento entrerà in vigore dal 19 giugno al 20 settembre e interesserà Corso Garibaldi, nel tratto compreso tra via del Pescatore e Piazza Principe Umberto, trasformando nelle ore serali una parte significativa del lungomare in uno spazio dedicato prevalentemente a pedoni, famiglie e visitatori.

Orari e giorni di attivazione

La ZTL sarà operativa nei giorni tradizionalmente caratterizzati da una maggiore presenza di persone sul lungomare. In particolare, il divieto di transito sarà in vigore il venerdì e il sabato dalle ore 20:30 fino all’1:45 del mattino, mentre la domenica sarà attivo dalle ore 20:30 alle ore 23:45.

Una scelta che punta a regolamentare i flussi veicolari nelle serate di maggiore affluenza, garantendo maggiore sicurezza e una migliore fruizione degli spazi pubblici in uno dei periodi più intensi dell’anno.

Un lungomare sempre più protagonista dell’estate

Negli ultimi anni il lungomare di Castellammare di Stabia è diventato uno dei principali punti di aggregazione del territorio. Durante i mesi estivi migliaia di persone lo scelgono ogni sera per passeggiare, praticare attività all’aperto, trascorrere del tempo con la famiglia o semplicemente godersi il panorama del Golfo di Napoli.

L’istituzione della Zona a Traffico Limitato nasce proprio dalla necessità di accompagnare questa crescente frequentazione con misure capaci di migliorare la sicurezza e il comfort degli utenti, ampliando gli spazi destinati alla socialità e riducendo l’impatto del traffico veicolare nelle ore di punta.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di rendere il lungomare un luogo sempre più vivibile e attrattivo, favorendo una mobilità più sostenibile e contribuendo al miglioramento complessivo della qualità urbana.

Un tassello nel progetto di valorizzazione della costa

L’introduzione della ZTL si inserisce all’interno di un più ampio percorso di recupero e valorizzazione del lungomare cittadino. Nelle scorse settimane, infatti, l’amministrazione aveva già completato gli interventi che hanno consentito la piena fruizione pubblica della spiaggia cittadina, restituendo ai cittadini e ai visitatori uno spazio fondamentale per la stagione balneare.

Due iniziative che, nelle intenzioni del Comune, rappresentano parti di una strategia complessiva finalizzata a rafforzare l’attrattività turistica della città e a migliorare la qualità degli spazi pubblici.

Il sindaco: “Una scelta condivisa con le attività commerciali”

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il sindaco Luigi Vicinanza, che ha evidenziato come il provvedimento sia nato anche dal confronto con le associazioni di categoria.

“Dopo aver attrezzato e restituito alla piena fruizione pubblica la spiaggia del lungomare, rendendola accessibile a cittadini e visitatori, con la ZTL compiamo un ulteriore passo avanti. Una scelta, presa a seguito di un confronto con l’Ascom, che punta a coniugare qualità della vita, sviluppo turistico e sostegno alle attività economiche del territorio. Vogliamo rendere quest’area sempre più accogliente, sicura e vivibile, restituendo spazio alle persone e valorizzando uno dei luoghi simbolo di Castellammare di Stabia”.

Parole che evidenziano la volontà dell’amministrazione di trovare un equilibrio tra le esigenze della mobilità urbana, quelle del commercio locale e la crescente vocazione turistica della città.

Una scommessa sull’estate stabiese

Con l’avvio della ZTL estiva, Castellammare di Stabia punta dunque a rafforzare il ruolo del proprio lungomare come cuore pulsante della vita cittadina. Un luogo dove residenti e turisti possano incontrarsi, passeggiare e vivere gli spazi pubblici in maggiore sicurezza.

L’estate 2026 si apre così con una nuova iniziativa che mira a rendere il waterfront stabiese sempre più moderno, attrattivo e funzionale, confermando la centralità del lungomare nel progetto di rilancio turistico e urbano della città.

La realtà aumentata nei casinò online, ad esempio su Spinboss

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Oggi la realtà aumentata è diventata una funzione di gioco importante per gli operatori di casinò. Permette di cambiare la percezione del processo di gioco e di aumentare il coinvolgimento degli utenti. In questo modo i giocatori, ad esempio sul sito Spinboss, possono vivere un’esperienza di gioco unica, capace di lasciare il segno e di offrire molte impressioni indimenticabili. Grazie alla realtà aumentata, gli elementi di gioco possono essere visualizzati nello spazio intorno al giocatore, mentre prima era possibile vederli solo sullo schermo. Ora, invece, tutto diventa più realistico.

Come le tecnologie AR possono cambiare l’interazione con l’interfaccia di gioco

Iniziamo elencando le tecnologie AR che rendono possibile una nuova forma di interazione tra l’utente e l’interfaccia di gioco:

  • Proiezione dei tavoli da gioco nello spazio davanti al giocatore. È possibile posizionare un tavolo virtuale da roulette direttamente nella propria stanza. Si crea così l’impressione che il tavolo con la ruota si trovi proprio davanti all’utente, simulando un’esperienza reale.
  • Controllo interattivo. Secondo gli esperti di Spinboss, nel prossimo futuro gli utenti potranno controllare il gioco tramite determinati gesti, invece di utilizzare l’interfaccia sullo schermo. Sarà possibile piazzare una puntata, avviare una slot o attivare un bonus: tutto questo usando i gesti delle mani per interagire con l’elemento di gioco nello spazio.
  • Personalizzazione degli elementi di gioco virtuali. Ogni giocatore potrà adattare alle proprie preferenze le dimensioni e la posizione del tavolo da gioco grazie a funzionalità specifiche.
  • Nei giochi in formato live, l’AR potrà essere utilizzata per mostrare statistiche, risultati ottenuti e classifiche.

Queste soluzioni possono cambiare in modo significativo l’esperienza di chi utilizza Spinboss o servizi di gioco simili, rendendola distante dal classico formato basato sullo schermo di un PC o di un dispositivo mobile.

Perché gli elementi virtuali diventano parte dell’esperienza reale dell’utente

I servizi di gioco d’azzardo online nascono per offrire agli utenti un modo coinvolgente di trascorrere il tempo. Tuttavia, anno dopo anno, i giocatori cercano una varietà sempre maggiore, desiderando un processo di gioco più dinamico e interessante. Nonostante l’ampia scelta di categorie disponibili, gli operatori di casinò sono arrivati alla conclusione che la realtà aumentata possa rappresentare una svolta importante per attirare i giocatori. Grazie a questa tecnologia, la percezione del gioco cambia radicalmente: molti elementi possono essere visualizzati direttamente nella stanza dell’utente, nel punto dello spazio in cui decide di collocarli. Inoltre, il rapido sviluppo delle tecnologie digitali mobili amplia il numero di utenti che possono accedere alla realtà aumentata.

Quali scenari di utilizzo dell’AR sono possibili nei casinò del futuro

In un futuro non troppo lontano, grazie alle tecnologie AR sarà possibile visualizzare nella propria stanza un’intera sala da casinò, ad esempio Spinboss o un altro ambiente simile, all’interno della quale l’utente potrà muoversi e interagire con gli elementi di gioco tramite gesti fisici. Inoltre, in questo formato sarà possibile organizzare tornei di gioco con la visualizzazione degli avatar degli altri partecipanti direttamente nello spazio circostante. Questo renderà l’esperienza di gioco più realistica. Tuttavia, è importante giocare sempre in modo responsabile, anche quando ci si trova in una sala da casinò immaginaria all’interno della propria stanza.