Momenti di apprensione nella serata dell’11 giugno a Castellammare di Stabia, dove la presenza di un uomo armato e con il volto completamente coperto ha fatto scattare l’allarme tra i cittadini presenti in Villa Comunale. Fortunatamente si è trattato di un falso allarme: le armi erano repliche giocattolo e la scena era stata organizzata per realizzare un video destinato ai social network.
L’episodio si è verificato nella zona della banchina di Zì Catiello, dove alcuni passanti, notando un soggetto in abbigliamento militare e apparentemente armato, hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine. La segnalazione ha fatto scattare l’intervento della Polizia Locale di Castellammare di Stabia, che ha raggiunto rapidamente il luogo indicato.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Sezione Polizia Stradale, sotto la guida del comandante Francesco Del Gaudio e con il coordinamento del personale in servizio. Considerata la natura della segnalazione, la Centrale Operativa ha disposto l’invio di ulteriori pattuglie a supporto.
Giunti sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte un giovane che si aggirava nell’area indossando una tuta mimetica completa e diversi accessori di tipo tattico, tra cui gilet, casco e guanti. Il volto era completamente coperto e nelle mani impugnava quello che appariva a tutti gli effetti come un fucile.
L’intervento è stato eseguito con la massima cautela operativa. Una volta fermato e messo in sicurezza, il giovane ha spiegato agli agenti che stava realizzando alcune riprese video con l’ausilio di un drone per la pubblicazione sui social, in particolare sulla piattaforma TikTok.
Gli accertamenti successivi hanno permesso di chiarire definitivamente la vicenda. Le armi utilizzate durante le riprese e tutto l’equipaggiamento tattico erano infatti semplici riproduzioni giocattolo prive di capacità offensiva. Nonostante ciò, il comportamento del giovane ha generato paura e preoccupazione tra i cittadini presenti, inducendoli a ritenere reale una potenziale situazione di pericolo.
Per questo motivo il protagonista della vicenda, un ragazzo nato nel 2004, è stato denunciato dalla Polizia Locale per procurato allarme e disturbo della quiete pubblica. Le repliche delle armi e le attrezzature utilizzate per le riprese sono state sequestrate e poste a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli ulteriori accertamenti del caso.
L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati alla realizzazione di contenuti per i social network in luoghi pubblici, soprattutto quando vengono utilizzati oggetti o messe in scena che possono essere facilmente scambiati per situazioni reali, generando allarme tra i cittadini e richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.




