Entusiasmo, idee chiare e tanta voglia di mettersi subito al lavoro. Pietro De Giorgio si è presentato ufficialmente alla piazza gialloblù nella splendida cornice dello Yacht Club Marina di Stabia, mostrando fin dalle prime parole tutta la soddisfazione per l’approdo sulla panchina della Juve Stabia.
Il nuovo tecnico delle Vespe ha innanzitutto ringraziato la società per la fiducia ricevuta, sottolineando quanto il progetto stabiese lo abbia convinto fin dal primo momento.
“Non posso che ringraziare la società per avermi dato questa opportunità”, ha esordito De Giorgio. “Mi ha colpito il percorso che la Juve Stabia ha costruito in questi anni. Castellammare ha avuto la fortuna di avere allenatori giovani e preparati che hanno proposto un calcio moderno, coraggioso e propositivo, lasciando un’identità ben precisa e ottenendo risultati importanti”.
Per il tecnico lucano, raccogliere l’eredità lasciata dai suoi predecessori rappresenta uno stimolo e non un peso.
“Mi considero uno degli allenatori più fortunati perché arrivo in una piazza che ha ormai una cultura calcistica moderna. Trovo una società che condivide la mia stessa visione, un direttore tecnico che conosco e un direttore sportivo che mi segue da anni e che ha sempre apprezzato il mio lavoro. Posso solo dire grazie. Ho tantissimo entusiasmo e non vedo l’ora di iniziare”.
Continuità sì, ma con il marchio De Giorgio
Nel corso della conferenza stampa, De Giorgio ha spiegato di voler dare continuità all’identità costruita negli ultimi anni, senza però rinunciare alle proprie idee.
“Ho seguito molto la Juve Stabia perché gli ultimi due allenatori hanno espresso un calcio moderno, fluido, coraggioso e riconosciuto a livello nazionale non solo per i risultati, ma soprattutto per i principi di gioco. Anch’io credo in un calcio propositivo, dinamico e aggressivo. Poi ogni allenatore deve metterci qualcosa di suo e cercherò di aggiungere quel pizzico di sale che possa migliorare ulteriormente questa squadra”.
Il nuovo allenatore ha ribadito che il suo credo tattico resterà quello mostrato nelle esperienze precedenti.
“Sono qui per proporre il mio tipo di gioco, un calcio verticale e offensivo. Non sono un integralista: se ci sarà da modificare qualcosa in base alle caratteristiche dei giocatori lo faremo, ma partiremo sempre dalle mie convinzioni, che finora mi hanno portato risultati”.
Coraggio e sacrificio, valori da custodire
Tra i concetti più volte ribaditi da De Giorgio ci sono quelli di coraggio e spirito di sacrificio, caratteristiche che secondo lui hanno rappresentato il vero punto di forza della Juve Stabia nelle ultime stagioni.
“La Juve Stabia ha costruito i propri risultati sul valore del gruppo. I valori tecnici sono importanti, ma senza sacrificio e unità si va poco lontano. Questo patrimonio non va assolutamente toccato, anzi dovrà essere alimentato ancora di più”.
Dal punto di vista tattico, invece, il tecnico punta ad aumentare ulteriormente la capacità offensiva della squadra.
“Mi piace palleggiare ma non più di tanto, mi piace di più arrivare velocemente a creare occasioni da gol. Vorrei vedere una squadra leggermente più verticale”.
Un progetto da costruire nel tempo
De Giorgio ha parlato anche del proprio futuro, lasciando intendere di voler costruire un percorso duraturo a Castellammare.
“Non penso a creare una plusvalenza personale. Vorrei restare qui anche qualche anno perché condivido gli obiettivi e la visione della società. Non ho fretta di andare da nessuna parte. Voglio soltanto lavorare bene e costruire qualcosa di importante”.
Parole che testimoniano la volontà di dare continuità a un progetto tecnico che ha portato la Juve Stabia a disputare due semifinali playoff per la Serie A consecutive.
Qualità, esterni offensivi e identità
L’ex tecnico del Potenza ha poi evidenziato l’importanza della qualità individuale all’interno del suo sistema di gioco.
“Mi piacciono i calciatori che saltano l’uomo e creano superiorità numerica. Voglio una squadra che abbia qualità sugli esterni e giocatori capaci di inventare la giocata decisiva. Più calciatori di qualità avremo, più sarà semplice sviluppare il calcio che ho in mente”.
Tra le conferme nello staff più apprezzate dalla piazza c’è quella del preparatore dei portieri Amedeo Petrazzuolo.
“Ha dimostrato sul campo di essere un professionista preparato e competente. È stata una scelta condivisa e meritata. Quando trovi persone che lavorano bene bisogna dare continuità”.
“Prometto il massimo impegno e un calcio che emozioni”
Nel finale De Giorgio ha raccolto l’entusiasmo dei tifosi, consapevole delle aspettative create dalle ultime stagioni.
“È normale che dopo due campionati così importanti l’entusiasmo sia alto. Io non posso promettere risultati perché nel calcio nessuno può farlo. Posso però garantire una cosa: lavoreremo tantissimo per continuare a offrire ai tifosi una squadra che giochi bene e che emozioni”.
Infine ha voluto chiarire anche il paragone, emerso negli ultimi giorni, con Maurizio Sarri.
“L’accostamento riguarda soprattutto la fase difensiva e il modo di lavorare della linea arretrata. Ho avuto Sarri come allenatore e lo stimo molto, ma come principi di gioco credo di avere un’identità diversa. Mi piace un calcio più verticale e diretto”.
Con idee chiare, entusiasmo contagioso e la volontà di raccogliere un’eredità importante senza snaturarla, Pietro De Giorgio inaugura così la sua avventura sulla panchina della Juve Stabia. Il messaggio lanciato alla piazza è forte e preciso: continuità con il recente passato, ma con una squadra ancora più verticale, aggressiva e orientata ad attaccare. Ora la parola passa al campo.





