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Savoia calcio, brutto pareggio per 1 a 1 in casa con la Gelbison. Fotogallery

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Il Savoia si distacca dalla vetta che resta nelle mani dell’Atlhetic Palermo.

Il primo tempo al Giraud di Torre Annunziata, senza la presenza dei tifosi ospiti, si è giocato con i rossoblù cilentani che hanno approcciato bene la gara.

Coscia si è reso molto pericoloso in due circostanze mentre molto macchinosa è sembrata la manovra del Savoia.

Il tempo si chiude a reti inviolate.

Secondo tempo

La Gelbison passa subito in vantaggio da una fulminea ripartenza che termina con una bella rete dell’attaccante Liurni.

In svantaggio finalmente il Savoia reagisce e alla mezz’ora arriva la rete del pareggio.

Frasson trova un varco nella difesa, che ringrazia e batte Corriere per l’1-1.

La rete del pareggio di Frasson

Un risultato che, nonostante i tentativi del Savoia, non muta più neanche dopo i 10 minuti di recupero. Nel finale grave infortunio di Munoz che esce con una forte lussazione alla spalla causata da un brutta caduta.

Munoz esce dal campo in barella

IL TABELLINO

SAVOIA: Iuliano ’07; Frasson, Checa, Cadili; Schiavi, Pisacane ’06, Ledesma (dal 11’ st Meola), Fiasco ’05 (dal 39’ st Tiveron ’05); Umbaca (dal 31’ st Reis), Guida; Favetta (dal 11’ st Munoz, dal 42’ st Vaccaro F.). Non entrati: De Lorenzo ’07, Bitonto ’06, Forte, Boli. Allenatore: Catalano.

GELBISON: Corriere ’06; Urquiza, Scognamiglio, Viscomi, Semeraro; De Martino ’07 (dal 24’ st Pellino ’07), Uliano; Coscia ’05 (dal 18’ st Fernandez ’05), Chironi (dal 49’ st De Feo), Liurni (dal 24’ st Cascio); Ferreira. Non entrati: Sakho ’05, Langella ’06, Vaccaro V. ’08, Stoia ’08, Delmiglio ’07. Allenatore: Spicuzza (squalificato Agovino).

Reti: al 10’ st Liurni (Gelbison), al 26’ st Frasson (Savoia).

Ammonizioni: al 7’ st Pisacane (Savoia), al 14’ st Schiavi (Savoia), al 36’ st Scognamiglio (Gelbison), al 55’ st Uliano (Gelbison).

 

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

 

Juve Stabia, non c’è tempo per riflettere e prepararsi, martedì c’è già il Palermo che attende le Vespe

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Una gara dai due volti, un “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” che non basta per ritrovare i tre punti. Al “Romeo Menti”, la Juve Stabia non va oltre l’1-1 contro la Carrarese. Un pareggio che certamente smuove la classifica, ma che lascia l’amaro in bocca per come si era messa la partita, rinviando ancora una volta l’appuntamento con una vittoria che, all’ombra del Faito, manca ormai da troppo tempo.

Un primo tempo da manuale nel segno di Mosti

L’avvio delle Vespe è stato semplicemente perfetto. Nel primo tempo i padroni di casa hanno messo in mostra qualità tecnica, trame di gioco fluide e una ferocia agonistica encomiabile. Al centro di tutto, ancora una volta, c’è Nicola Mosti. Il numero 98 si conferma l’anima e il cervello di questa squadra: gioca con una personalità straripante, quasi volesse riscrivere da solo il copione di questo momento difficile.

La sua prestazione viene coronata al 33′ con la rete del meritato vantaggio: l’azione è corale e letale, innescata da un’ottima iniziativa di Diakité, rifinita con lucidità da Burnete e chiusa in rete proprio dal trequartista gialloblù.

Il blackout della ripresa e il pari su rigore

Se i primi 45 minuti avevano strappato applausi, la ripresa ha fatto suonare più di un campanello d’allarme. Il motore della Juve Stabia ha subito un calo drastico e improvviso. La squadra ha smesso di manovrare, abbassando pericolosamente il proprio baricentro e arroccandosi a protezione di un vantaggio troppo risicato per poter stare tranquilli.

A tenere a galla le Vespe ci ha pensato un monumentale Confente, rientrato alla grande e autore di una “paratissima” su Zuelli, coadiuvato da un salvataggio provvidenziale di Leone. Ma il fortino ha ceduto al 76′: un tocco di mano in area di Ricciardi ha regalato alla Carrarese il calcio di rigore, trasformato con freddezza dall’esperto Torregrossa.

Come ammesso dallo stesso tecnico nel post-gara, alla squadra è mancato quel “pizzico di veleno” fondamentale per chiudere i conti prima del ritorno avversario.

L’analisi: una flessione fisica preoccupante

A mente fredda, il dato che balza all’occhio è il netto calo atletico della ripresa. La Juve Stabia non è riuscita a mantenere i ritmi alti per l’intero arco dei novanta minuti, concedendo alla Carrarese di stazionare con troppa facilità nella propria trequarti. Se è vero che il peso delle assenze si fa sentire nelle rotazioni, è altrettanto innegabile che la condizione di alcuni singoli sia parsa deficitaria nel momento clou del match.

Verso il “Barbera”: scontro tra ferite contro il Palermo

Non c’è però tempo per piangersi addosso o per i processi. Il calendario della Serie B impone ritmi serrati e il turno infrasettimanale bussa già alle porte, mettendo la Juve Stabia di fronte a un bivio tanto affascinante quanto complicato: il “Renzo Barbera”.

Ad attendere le Vespe ci sarà il Palermo di Filippo Inzaghi. Anche i rosanero arriveranno al match leccandosi le ferite, reduci da una bruciante sconfitta esterna contro il Monza di Paolo Bianco. Sarà un vero e proprio scontro tra squadre in cerca di riscatto. Da un lato Inzaghi vorrà rimettere subito in carreggiata il treno promozione, dall’altro la Juve Stabia ha la disperata necessità di ritrovare continuità e cinismo.

Per uscire indenni dal catino siciliano ci vorrà la miglior versione delle Vespe. Servirà replicare a tutto tondo la squadra ammirata nel primo tempo del “Menti”: corta, coraggiosa, aggressiva e trascinata dal talento puro di Nicola Mosti. La Serie B non aspetta.

Juve Stabia, la luce nel buio gialloblù indossa la maglia numero 98: Nicola Mosti è l’anima delle Vespe

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C’è una luce che brilla costante nel momento grigio della Juve Stabia, ed è quella di Nicola Mosti. Nonostante un periodo di appannamento generale e una classifica che fatica a smuoversi con il ritmo sperato, il trequartista si sta confermando, partita dopo partita, l’anima e il cuore pulsante dell’undici di mister Abate. L’1-1 interno contro la Carrarese lascia senza dubbio l’amaro in bocca a tutto l’ambiente, ma consacra definitivamente il numero 98 come il vero trascinatore delle Vespe.

L’istinto del gol e la lettura dell’azione

In un reparto avanzato che stenta ancora a decollare e a trovare continuità, ci pensa ancora una volta Mosti a togliere le castagne dal fuoco. La sua rete contro la compagine toscana è un concentrato di tempismo e tecnica pura: legge l’azione in anticipo, intuisce esattamente dove finirà il pallone “sporcato” da Burnete e vi si avventa con la fame di chi sa di dover essere l’uomo in più.

Ma limitarsi all’esultanza sarebbe riduttivo. Oltre alla marcatura, è la sua costante capacità di inserimento a tenere in perenne apprensione la retroguardia ospite, confermandolo come la spina nel fianco più pericolosa dell’arsenale gialloblù.

Oltre il tabellino: leadership e voglia di vincere

La cronaca di queste ultime settimane racconta molto di più di un semplice finalizzatore. In campo si vede un giocatore totalmente calato nella parte: Mosti sta mettendo in mostra una personalità da veterano e una voglia feroce di vincere che lo porta a rincorrere ogni singolo pallone e a incitare i compagni nei momenti di flessione.

Quando la manovra della squadra si arena, è lui a inventare; quando la Juve Stabia abbassa i giri del motore, è lui a suonare la carica con giocate di classe e strappi di pura intensità. Non si tratta di un exploit isolato. Già nella sfida contro il Modena, Mosti era risultato indiscutibilmente uno dei migliori in campo, dimostrando che il suo contributo in termini di leadership va ben oltre il cinismo sotto porta.

Il rammarico di una squadra a due facce

Se Mosti rappresenta la “bella notizia” fissa sul taccuino di Abate, il rammarico resta indissolubilmente legato alla tenuta complessiva del gruppo. Ancora una volta, la Juve Stabia ha dimostrato di riuscire a giocare “da grande” solo per metà gara.

In un periodo fortemente condizionato dalle pesanti assenze, la generosità e la cattiveria agonistica del singolo provano a sopperire alle lacune collettive, ma non sono bastate per portare a casa i tre punti contro la Carrarese. Nicola Mosti sta provando da solo a riscrivere il copione delle partite, confermandosi il vero faro di un’annata che si sta rivelando più complicata del previsto per i colori giallo e blu.

Juve Stabia, ruggito a metà che dura solo un tempo: Mosti illude ma la Carrarese strappa il pari nel finale

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Un’altra occasione sfumata, un altro pareggio che suona come una mezza delusione. La Juve Stabia non riesce a ritrovare la via dei tre punti e la sfida contro la Carrarese si trasforma nello specchio fedele del delicato momento che attraversano le Vespe. La squadra di mister Abate vive di fiammate, ma si spegne troppo presto, pagando a caro prezzo le pesanti assenze e una condizione atletica che, al momento, non garantisce tenuta per tutti i novanta minuti.

Un approccio convincente e l’illusione del vantaggio

La Juve Stabia approccia il match con il piglio giusto e le idee chiare. Nei primi minuti, il motore di Carissoni gira a regimi altissimi, trascinando la manovra, mentre la retroguardia regge l’urto con sicurezza grazie alla prepotenza fisica di Diakité e all’attenzione tattica di Giorgini.

L’aggressione degli uomini di Abate viene premiata: il gol del vantaggio nasce dalla caparbietà di Burnete, abilissimo a “sporcare” un pallone complicato e a servire a Mosti l’assist perfetto per sbloccare la gara. Sembra il preludio a una serata di festa, ma il copione, purtroppo per i tifosi gialloblù, è destinato a ripetersi.

Il calo fisico e il ritorno degli ospiti

Dopo un avvio brillante, la squadra inizia fisiologicamente a perdere giri. Quando l’intensità di Carissoni cala, è tutta la manovra a risentirne. La Juve Stabia arretra pericolosamente il proprio baricentro, lasciando campo e iniziativa al palleggio della Carrarese. È in questa fase di sofferenza che emergono i veri protagonisti della serata per difendere il risultato.

I protagonisti in campo: le note liete e le delusioni

Nonostante la serata difficile, non mancano le prestazioni individuali da incorniciare, contrapposte a un reparto offensivo ancora non in grande spolvero: La notizia migliore della serata è senza dubbio il ritorno tra i pali di Alessandro Confente. Il portiere rientra dall’infortunio come se non se ne fosse mai andato, sfoderando una serie di parate decisive che tengono a galla i suoi nel momento di massima spinta toscana. Si deve arrendere soltanto alla freddezza di Torregrossa dagli undici metri, un episodio su rigore che macchia una prestazione difensiva altrimenti solida.

Nota di grande merito per Leone. In questa occasione è meno “architetto” del solito in fase di regia, ma si trasforma in una diga fondamentale in mezzo al campo. Il suo intervento provvidenziale al 50′, su un contropiede che sembrava letale per la Carrarese, vale quanto e più di un gol segnato.

Il vero tasto dolente resta il reparto avanzato. Burnete ci mette il cuore e, di fatto, lo zampino decisivo nell’azione del gol, ma resta ancora troppo lontano dall’essere quel terminale offensivo cinico e spietato di cui Abate avrebbe disperatamente bisogno. Peggio di lui fa Gabrielloni, apparso per l’ennesima volta fuori ritmo, isolato e decisamente poco incisivo sotto porta.

Prospettive: un cantiere ancora aperto

L’impressione generale è che, in questo momento, la coperta sia troppo corta e le assenze stiano pesando come macigni nell’economia della stagione. Senza i titolari inamovibili e con rotazioni di qualità limitate, la Juve Stabia fatica enormemente a mantenere un’intensità agonistica adeguata per l’intera durata del match.

Il punto conquistato muove la classifica, certo, ma conferma soprattutto una realtà inequivocabile: il lavoro per mister Abate è ancora lungo e tortuoso, specialmente nel dover ritrovare quella brillantezza e quella cattiveria offensiva che sembrano smarrite.

Juve Stabia – Carrarese (1-1): Il Podio e il Contropodio gialloblù

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Ancora una delusione per la Juve Stabia, che vede sfuggire ma vittoria interna sulla Carrarese nel finale, a causa del rigore di Torregrossa che pareggia l’iniziale vantaggio di Mosti.

PODIO

Medaglia d’oro: a Nicola Mosti, trascinatore del centrocampo della Juve Stabia. Il numero 98 è diventato un tuttofare, capace di rendere al meglio in ogni fase del gioco. Ricama bene al limite dell’area per poi accendersi negli ultimi 16 metri. Se alla prima occasione viene stoppato da Imperiale, al secondo tentativo fa ancora centro, confermandosi protagonista della stagione della definitiva consacrazione. Stringe i denti nonostante il problema al flessore ed è tra i più amareggiati dopo il pari finale.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Confente, che ritrova maglia da titolare e prestazione di spessore. L’ex Vicenza lascia nello spogliatoio infortunio ed indecisioni dell’ultimo periodo, tornando ad essere il portiere di sostanza visto nella prima parte di stagione. Impeccabile sulla botta insidiosa di Zuelli e sull’assolo che Rouhi chiude col sinistro molto angolato. Segnali promettenti per il finale di stagione in cui non dare nulla per scontato.

Medaglia di bronzo: ad Andrea Giorgini, che guida bene la difesa. Confortato dal rientro di Bellich e da un Diakitè sempre volenteroso, il 33 non sbaglia praticamente niente, senza farsi condizionare dalla perdurante diffida che pende sulla sua testa da ormai varie partite: non poco per un centrale difensivo. Quando servono le maniere ruvide, Giorgini non disdegna le sportellate mentre mostra in altre circostanze il piede educato ed i fondamentali del difensore elegante.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Manuel Ricciardi, che sbaglia nelle occasioni decisive. La prova dell’ex Cosenza sembra un tema di uno studente, impeccabile nei contenuti ma con due gravi errori grammaticali. Nel primo tempo, in avvio, Ricciardi sbaglia il controllo a tu per tu con Bleve, perdendo il tempo per calciare bene. Nel finale di gara, pur mostrando apprezzabile grinta, prova a non farsi condizionare dai crampi e tocca col braccio il cross di Imperiale. Due episodi che pesano inevitabilmente sul risultato finale.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Gabrielloni, che i tifosi ancora aspettano di vedere trascinatore. Lontano dalla porta non riesce a fare molto, nelle circostanze che probabilmente avrebbero esaltato le caratteristiche di Candellone. Colpiscono ancora una volta le sue costanti proteste vistose, anche per una rimessa laterale, non sfuggite all’arbitro che infatti lo ammonisce. Un modo davvero ingenuo per meritarsi il cartellino giallo che gli farà saltare la gara di Palermo per squalifica.

Medaglia di bronzo: a Lorenzo Carissoni, che parte bene ma poi si spegne sulla distanza. Spostato sulla fascia mancina per l’assenza di Cacciamani, il laterale inizia in modo incoraggiante offrendo a Ricciardi la palla in area che il compagno spreca. Col passare dei minuti, la fatica si fa sentire e finisce a vivere la ripresa in apnea costante. Avrebbe probabilmente bisogno di rifiatare.

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia bello a metà con la Carrarese. Primo tempo martellante, ripresa da dimenticare

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Un punto a testa, un tempo per ciascuno e una sostanziale correttezza nel verdetto finale. Il match tra Juve Stabia e Carrarese si chiude con un pareggio che fotografa perfettamente l’andamento della gara: brillante e propositiva la squadra di Abate nella prima frazione, solida e coraggiosa quella di Calabro nella ripresa.

Primo Tempo: Dominio Gialloblù e l’acuto di Mosti

L’avvio è tutto di marca stabiese. I padroni di casa partono col piede sull’acceleratore, trascinati da un Ricciardi subito pericoloso con un rasoterra velenoso che impegna Bleve alla respinta di piede.

L’episodio che scuote la prima frazione arriva poco dopo: l’arbitro Tremolada assegna inizialmente un calcio di rigore alla Juve Stabia per un contatto in area tra Calabrese e Burnete. Tuttavia, il richiamo del VAR (Mazzoleni) cambia l’inerzia della decisione: l’irregolarità è dell’attaccante gialloblù sul difensore. Rigore revocato e sospiro di sollievo per i toscani.

Il vantaggio campano è però nell’aria e si concretizza al 33′: Burnete scappa sulla destra e mette un cross basso che manda in tilt la retroguardia ospite; sulla respinta corta si avventa Mosti, il cui sinistro trova la deviazione decisiva di Calabrese che beffa Bleve per l’1-0.

Secondo Tempo: La riscossa della Carrarese

Nella ripresa la musica cambia. La Carrarese rientra in campo con un piglio diverso, più aggressiva e spavalda. È Zuelli a dare il primo segnale con una conclusione dal limite che costringe Confente a un grande intervento in angolo.

Nonostante un timido squillo di Burnete, la Juve Stabia fatica a contenere la spinta dei ragazzi di Calabro. Dopo una sgroppata solitaria di Rouhi, neutralizzata ancora da un ottimo Confente, arriva l’episodio del pari: cross di Imperiale e tocco di braccio di Ricciardi. Stavolta il rigore è netto: dagli undici metri Torregrossa non sbaglia, spiazzando il portiere e siglando la sua prima rete con la maglia azzurra.

Il Verdetto

Il forcing finale della Juve Stabia è generoso ma confuso e non produce grandi sussulti. Al triplice fischio è 1-1: un risultato che permette agli uomini di Abate di confermarsi al settimo posto in piena zona play-off, mentre regala alla Carrarese un punto d’oro per la rincorsa salvezza.

L’AZZURRO PENSIERO. Hojlund fa 10, Politano fa tutto. Il Napoli batte il Lecce in rimonta

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Il Napoli di Antonio Conte continua la sua marcia trionfale, portando a casa tre punti d’oro contro un Lecce ostico e ben organizzato. Al “Maradona” finisce 2-1 al termine di una gara intensa, decisa dalla qualità dei singoli e dalla forza mentale di un gruppo che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori.

Il Match: cuore e classe a Fuorigrotta

La partita si mette subito in salita per i padroni di casa. Dopo pochi minuti, il Lecce gela lo stadio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Siebert svetta più in alto di tutti e con un colpo di testa preciso trafigge la difesa azzurra.

Il Napoli subisce il colpo, ma non sbanda. Nella ripresa sale in cattedra la squadra di Conte. L’inerzia cambia quando Matteo Politano pennella un cross teso in area: Rasmus Hojlund ci arriva in spaccata, firmando il pareggio e raggiungendo la prestigiosa doppia cifra in questo campionato.

Il sorpasso arriva grazie alla profondità della rosa. Il subentrato Kevin De Bruyne disegna una traiettoria perfetta dalla bandierina; Politano, dopo aver vestito i panni dell’assist-man, si traveste da bomber e conclude con uno splendido sinistro al volo che fa esplodere il pubblico.


Le voci dal campo

🎤 Antonio Conte: “Vittoria di carattere”

Il tecnico azzurro ha lodato la reazione dei suoi:

“Sono contento perché la partita si era messa in salita e abbiamo reagito nel modo migliore. È stata una vittoria meritata, ottenuta con grande carattere. Stiamo recuperando giocatori che sono stati fuori mesi; devono giocare per ritrovare ritmo. Lo spirito di Scott e Kevin, entrati con umiltà, è l’esempio del nostro bene comune.”

⚽ Rasmus Hojlund: l’uomo dei 10 gol

L’attaccante danese si gode il momento magico:

“Il gol è stato fondamentale per il pareggio. Abbiamo giocato un secondo tempo bellissimo. Sono felice di aver ritrovato compagni come Anguissa, McTominay e De Bruyne: giocatori di spessore enorme che ci sono mancati.”

🇮🇹 Matteo Politano: capitano e match-winner

Una serata indimenticabile per l’esterno azzurro:

“Sono contentissimo per questo benedetto gol che non arrivava. Farlo con la fascia di capitano al braccio rende tutto più speciale. Abbiamo vinto grazie alla nostra determinazione.”

🇧🇷 Alisson Santos: “Qui come in Brasile”

Il talento brasiliano ha sottolineato il clima magico di Napoli:

“L’importante sono i tre punti. Mi trovo benissimo, i compagni mi aiutano tanto. A Napoli mi sembra di essere in Brasile per passione e calore, per questo ho voluto qui la mia famiglia.”

Juve Stabia – Carrarese (1-1): Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Carrarese realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i marmiferi allenati da Antonio Calabro allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia (3-5-2): Confente; Diakitè (79′ Varnier) Giorgini Bellich (79′ Dalle Mura); Carissoni Mosti (88′ Torrasi) Leone Correia Ricciardi (79′ Mannini); Burnete (68′ Okoro) Gabrielloni.

A disp.: Signorini, Boer, Kassama, Ciammaglichella, Dos Santos.

All.: Ignazio Abate.

Carrarese (3-5-2): Bleve; Calabrese, Oliana, Imperiale; Belloni, Melegoni (45′ Parlanti), Hasa, Zuelli, Rouhi (83′ Bouah); Finotto (66′ Torregrossa), Abiuso (90′ Lordkipanidze).

A disp.: Garofani, Fiorillo, Illanes, Troise, Rubino, Ruggeri, Di Stefano, Sekulov.

All.: Antonio Calabro.

Direttore di gara: Paride Tremolada della sezione AIA di Monza

Primo Assistente: Marco RICCI della sezione AIA di Firenze

Secondo Assistente: Matteo PRESSATO della sezione AIA di Latina

IV° ufficiale: Domenico LEONE della sezione AIA di Barletta

VAR: Paolo MAZZOLENI della sezione AIA di Bergamo

AVAR: Marco MONALDI della sezione AIA di Macerata

Marcatori: 33′ Mosti 77′ Torregrossa (r)

Angoli: 6 – 7

Ammoniti: 27′ Oliana, 47′ Confente, 80′ Gabrielloni

Espulsi: –

Recupero: 2 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba sintetica. Gruppi organizzati del tifo toscano non sono presenti come segno di protesta contro la fidelity card obbligatoria per questa trasferta.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Juve Stabia, il fotografo Antonio Gargiulo in lutto per l’addio alla cara mamma: Le nostre condoglianze

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Oggi è una giornata di profondo dolore per la grande famiglia della Juve Stabia e per tutto l’ambiente sportivo e giornalistico locale. Ha lasciato la vita terrena la cara mamma di Antonio Gargiulo, storico e apprezzato fotografo ufficiale delle Vespe, da sempre capace di raccontare con i suoi scatti le emozioni e la passione dei colori gialloblù.

In un momento così delicato e difficile, in cui le parole faticano a colmare un vuoto tanto grande, l’editore, il direttore e l’intera redazione di ViViCentro desiderano stringersi in un forte abbraccio ad Antonio. Perdere una madre rappresenta uno dei dolori più strazianti che la vita ci costringe ad affrontare; un momento in cui solo il calore degli affetti più cari e il valore dei ricordi possono offrire un po’ di conforto.

Ci uniamo con grande affetto e commozione al dolore di Antonio e di tutta la famiglia Gargiulo per questa grave perdita, porgendo loro le nostre più sentite e sincere condoglianze.

Che la terra le sia lieve.

Juve Stabia – Carrarese (1-1), pari amaro: Mosti illude, Torregrossa gela le Vespe. Le pagelle dei gialloblù

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La Juve Stabia non va oltre l’1-1 contro la Carrarese nella sfida valida per la giornata n.30 del campionato di Serie BKT 2025-2026. Un pareggio dal sapore agrodolce per le Vespe, che mostrano due volti ben distinti nell’arco dei novanta minuti. Nel primo tempo, la squadra di mister Abate scende in campo con piglio, equilibrio e grande cattiveria agonistica, trovando il meritato vantaggio grazie all’inserimento vincente di Mosti.

Nella ripresa, però, l’inerzia cambia: i gialloblù si abbassano troppo, cedendo campo e pallino del gioco ai marmiferi. Un calo di baricentro, unito a una fatale ingenuità difensiva, costa caro ai padroni di casa, permettendo a Torregrossa di ristabilire la parità dal dischetto. Se da un lato spiccano le prestazioni maiuscole di Confente, Giorgini e un Leone dominatore a centrocampo, dall’altro pesa una gestione della ripresa troppo rinunciataria e un attacco che fatica a pungere. Il digiuno di vittorie si allunga così a sei partite: un campanello d’allarme da spegnere al più presto per non vanificare l’ottimo lavoro svolto finora. Ma, come insegna la storia di questa piazza: Post fata resurgo!

Questi i voti ai calciatori della Juve Stabia:

Confente 7: Torna titolare, lo fa nel migliore dei modi, sue le traiettorie alte, una sola conclusione pericolosa verso la porta sventata con un ottimo intervento.

Diakite 6,5: Con una azione di voglia e cattiveria fa partire l’azione che porta al gol Mosti. Buona la sua partita fino all’azione che causa il rigore, poco lucido, la palla andava messa fuori.

Giorgini 7: Anche oggi tocca tanti palloni confermando leader di questa speciale classifica. Sempre tempestivo e lucido nelle chiusure, vince tutti i duelli.

Bellich 6,5: È tornato the wall, Dalle sue parti non si passa, gli attaccanti non si rendono mai pericolosi. Dal 77′ Dalle Mura 6: nei pochi minuti non fa rimpiangere il compagno uscito.

Carissoni 6: Spostato a sinistra fa quello che può in un ruolo non suo, con l’ingresso di Mannini torna a destra, ma non migliora la prestazione.

Mosti 6,5: Una buona ora di gioco fatta di pressing ed inserimenti nelle azioni offensive che lo portano al gol del vantaggio, dal 60′ scompare dal gioco in debito d’ossigeno, tardiva la sua sostituzione. Dal 87′ Torrasi sv

Leone 7: Il suo cognome gli calza a pennello, scherma la difesa facendo filtro e pressing, resta sempre lucido quando imposta il gioco, gli appoggi sbagliati si contano sulle dita di una mano.

Correia 6: Nel ruolo di interno sinistro lo costringono a giocare con il freno a mano tirato, mancano i suoi strappi per allungare la squadra.

Ricciardi 6: Buona la sua prestazione nel suo ruolo prediletto, presente sia in fase offensiva e sia in quella difensiva, utile in alcune diagonali, ingenuo e poco lucido sull’azione che ha portato al rigore. Dal 77′ Varnier 6: voto di stima per il calciatore con la speranza di rivederlo in campo con più continuità.

Burnete 6: Tra i due attaccanti é quello che si è reso più pericoloso, i suoi movimenti hanno cercato di aprire la difesa avversaria, esce per infortunio. Dal 67′ Okoro 5: Non incide sulla partita, corre senza senso, non si capisce come sia possibile che dopo diverse settimane non abbiamo ancora assimilato gli schemi del mister.

Gabrielloni 5,5: Da lui ci si aspettavano i goal, gioca sempre spalle alla porta non si libera mai del suo controllore di turno, si limita solo a fare gioco di sponda con i compagni.

Abate 5,5: Nel primo tempo, nonostante i marmiferi si siano schierati a specchio 3-5-2 con pressing alto, non è strato concesso nulla perché si è vista una squadra che aveva voglia di giocare con equilibrio e cattiveria agonistica frutto del lavoro settimanale.

Nel secondo tempo gli avversari hanno presso il pallino del gioco, la squadra si abbassata fino a limite dell’area di rigore. Dalla panchina non sono state fatte le dovute contromosse per togliersi da quella situazione, magari pescando anche elementi che hanno avuto poco spazio finora. La Juve Stabia non vince da sei partite, i tifosi sperano di non entrare in un tunnel buio che potrebbe vanificare il lavoro svolto finora.

Juve Stabia-Carrarese, Calabro: Pari giusto. Un tempo a testa, nel secondo siamo tornati a essere noi stessi

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Un rigore pesantissimo di Ernesto Torregrossa nei minuti finali regala alla Carrarese un 1-1 fondamentale sul campo della Juve Stabia. Nella 30esima giornata della Serie BKT 2025-2026, i marmiferi strappano un punto d’oro per la lotta salvezza, emergendo alla distanza dopo un primo tempo di sofferenza. Al termine del match, mister Antonio Calabro ha analizzato con lucidità e soddisfazione la prova di carattere dei suoi ragazzi.

Due volti della stessa partita

Il tecnico dei toscani non si nasconde dietro un dito e riconosce i meriti iniziali degli avversari, spinti da un “Romeo Menti” caldissimo. L’approccio della Carrarese è stato condizionato anche dalle dimensioni e dalle caratteristiche del sintetico di Castellammare di Stabia.

“È stato un tempo a testa, il risultato è giusto,” ha esordito Calabro. “Affrontavamo un’ottima squadra che voleva a tutti i costi la vittoria, trascinata da un pubblico molto caloroso. Nel primo tempo li sentivo dire di andare sulle seconde palle, ma quella non è la Carrarese. Negli spogliatoi ho detto ai ragazzi di tornare a fare quello che sappiamo fare: ragionare palla al piede, pressare alti e attaccare gli spazi. Altrimenti avremmo vanificato due anni e mezzo di lavoro.”

La crescita fisica nella ripresa

Il cambio di marcia nel secondo tempo non è stato solo tattico, ma anche atletico. Mentre la Juve Stabia ha fisiologicamente abbassato i ritmi dopo un avvio dispendioso, la Carrarese ha preso campo, trovando le energie per agguantare il pari.

“L’inerzia della gara è cambiata. È ovvio che per 100 minuti non si può mantenere la prestazione fisica e la pressione che la Juve Stabia ha messo nel primo tempo. Nella seconda parte della gara siamo usciti fuori noi: la squadra correva in avanti e pressava con convinzione.”

La difesa di Torregrossa

Uno dei passaggi più intensi dell’intervento di Calabro ha riguardato Ernesto Torregrossa. L’attaccante, che fin qui ha vissuto un’annata non semplice dal punto di vista realizzativo, si è preso la responsabilità del rigore decisivo. Il mister ha speso parole di grande elogio per il suo numero 9, smentendo anche le voci su un contratto sproporzionato.

“Le annate non si giudicano solo dai gol. L’apporto di Ernesto, fin dal primo giorno di ritiro, è fondamentale nello spogliatoio, specialmente con i nostri giovani attaccanti. Si è accontentato di guadagnare il giusto per mettersi totalmente a disposizione del gruppo, a 360 gradi. In questo momento sta bene fisicamente, era giusto dargli la sua opportunità.”

La corsa salvezza: “Day by day”

Il punto conquistato a Castellammare ha un peso specifico enorme nell’economia della lotta per non retrocedere, soprattutto in vista dell’imminente turno infrasettimanale.

“Fare un punto fuori casa, a Castellammare e con i risultati delle altre squadre, è importantissimo. Mercoledì ci saranno tanti scontri diretti e nelle ultime nove partite chi fa punti in trasferta dimostra di avere valori importanti.”

Infine, Calabro ha tracciato la rotta per i prossimi, decisivi, impegni contro Sampdoria e Bari, citando l’illustre collega Luciano Spalletti per sottolineare l’importanza della mentalità:

“Il nostro futuro è day by day. Ora recuperiamo le energie per la Samp, poi penseremo al Bari. Rubo una frase a Luciano Spalletti quando diceva che il gesto tecnico ti dice chi sei, l’atteggiamento ti dice dove vuoi arrivare, oggi l’atteggiamento del secondo tempo della mia squadra mi ha soddisfatto pienamente.”

Inizio shock, ma gli “inglesi” mettono ordine: Hojlund e Politano fanno 2-1 col Lecce

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La pioggia timida di qualche residuo di autunno, ha fatto capolino nel sole di inizio primavera che illumina Napoli e Fuorigrotta: il clima è fresco, e si gioca su un campo che non soffre l’acqua. Neanche il Napoli dovrebbe soffrire il Lecce: i pugliesi hanno il peggior attacco del campionato, ma hanno fatto preoccupare tutte le squadre nelle prime sette posizioni. In campo, per i padroni di casa e campioni d’Italia in carica, si rivede Anguissa dopo metà partita contro il Torino, mentre in panchina c’è ritrova McTominay: ancora out Lobotka. Proprio il centrocampista camerunense è stato decisivo nella partita d’andata.

L’inizio è traumatico per i padroni di casa, che subiscono il gol di Siebert dopo un calcio d’angolo battuto dalla sinistra: Beukema fermato nel blocco basso, non riesce ad intercettare il difensore avversario che mette in rete. Nel primo tempo, il Lecce gioca meglio, con il Napoli che stenta a decollare in fluidità e geometrie. Ci riesce, però, nel secondo tempo, grazie alle sostituzioni di McTominay e De Bruyne che migliorano tutto il gioco della squadra di Conte. Proprio ad inizio ripresa, c’è il pareggio di Hojlund servito benissimo da Politano al centro dell’area di rigore. L’esterno mancino trova il raddoppio, siglando un bel gol preciso sotto le gambe del portiere, il primo della sua stagione. Il Napoli guadagna così la terza vittoria consecutiva dopo aver vinto contro il Torino e col Verona.

Napoli-Torino, la sintesi del match

Il primo pallone è del Lecce, così come i primi due calci d’angolo, e così come la prima rete della partita. Al secondo corner consecutivo battuto sul corner alla sinistra di Meret, è Siebert a infilare l’estremo difensore ed a segnare lo 0-1 dopo tre minuti. Ci riprova il Lecce, con un tiro velleitario di Coulibaly dalla distanza, ma sono gli ospiti ad attaccare, mentre il Napoli è ingolfato fra rimpalli sfortunati e geometrie sbagliate. Accenno di reazione con Politano, che spara alto dopo undici minuti. Al quarto d’ora, il Lecce vicino al raddoppio: dopo azione personale di Banda, corner dalla sinistra, Tiago Gabriel devia alto di testa. Sul capovolgimento di fronte, Gilmour tira a lato dopo un passaggio centrale di Alisson.

Solo verso la fine della prima frazione, le manovre del Napoli cominciano ad essere più fluide anche se imprecise. Raddoppiato puntualmente Alisson sulla corsia mancina, Politano dall’altro lato crossa morbido per Hojlund, ma il pallone finisce fuori. Tutto ciò, accade al 38° minuto. Al 44°, deviazione in angolo di Meret su tiro di Stulic. All’annuncio dei due minuti di recupero, illusione ottica sul tiro di Politano che sbatte sui cartelloni e poi alle spalle della rete. Fra il rammarico di chi è in campo e di chi tifa per il Napoli, finisce così il primo tempo.

Cinquantuno secondi dall’inizio del secondo tempo, il Napoli pareggia: palla col contagocce di Gilmour per il taglio di Politano, servito centralmente Hojlund che batte Falcone fuori posizione; Napoli 1 Lecce 1. Cinquantuno secondi prima, erano entrati De Bruyne e McTominay per Elmas e Anguissa. Al 48°, Tiago Gabriel di testa non inquadra la porta. Con il doppio ingresso all’intervallo, le geometrie migliorano e non rimangono increspate nelle imprecisioni; anche il brasiliano con la 27 sembra giovarne, perché si vede che è più libero sulla sua fascia di pertinenza. Circa all’ora di gioco, ci prova Cheddira con un tiro potente ma impreciso. Nel Napoli, invece, risponde De Bruyne: prima, con un assist per Alisson il cui tiro è murato, e sulla ribattuta ancora il belga che carica un gran destro però senza trovare la porta. Al 66°, finalmente il raddoppio del Napoli, finalmente con Politano, che trova il primo gol stagionale: cross da calcio d’angolo sul secondo palo, l’esterno si trova a tu per tu con Falcone che riesce ad infilare con un sinistro rasoterra; Napoli 2 Lecce 1.

Il Napoli va meglio, è più rilassato, meno contratto, e soprattutto convinto dei propri mezzi. Incitato dal proprio pubblico, sfiora al 73° il terzo gol: De Bruyne pesca Alisson che tira diagonale in braccio al portiere. Minuti anche per Gutierrez e Mazzocchi, al posto di Spinazzola e Politano, e verso il novantesimo staffetta fra i due brasiliani, con Giovane che rileva Alisson. L’arbitro concede cinque minuti di recupero, che il Lecce giocherà in inferiorità numerica per l’uscita di N’Dri: l’esterno africano si accascia a terra vicino alla panchina di Conte, che entra in campo e, insieme ad altri, chiama a gran voce l’intervento dei medici. Uscito fra gli applausi mentre entra in ambulanza, il gioco riprende con i pugliesi che non mollano l’eventualità di raggiungere il pareggio. Ma, il triplice fischio frena i propositi ospiti, e consentono al Maradona di festeggiare la seconda vittoria consecutiva fra le mura amiche.

Juve Stabia – Carrarese, Abate: “Dobbiamo lavorare per chiudere queste partite. La classifica sorride ancora”

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Un film già visto, una sceneggiatura che il pubblico del “Menti” inizia purtroppo a conoscere a memoria. La Juve Stabia assapora il gusto dei tre punti per gran parte della gara contro la Carrarese, valida per la 30ª giornata di Serie BKT 2025-2026, ma si fa riprendere sull’1-1 proprio sul traguardo. Un’ingenuità nel finale, culminata con il calcio di rigore concesso agli ospiti, costa carissimo alle Vespe, condannate per l’ennesima volta dalla propria incapacità di sferrare il colpo del ko.

Al termine del match, mister Ignazio Abate ha analizzato la gara con la consueta schiettezza, alternando l’inevitabile rammarico per i punti persi a una difesa convinta dell’impegno e della classifica dei suoi ragazzi.

Le due facce delle Vespe: dominio e paura di vincere

Il tecnico gialloblù non si nasconde e ammette la doppia anima mostrata dalla sua squadra, capace di dominare la prima frazione per poi rintanarsi nella ripresa.

“Abbiamo fatto un grande primo tempo oggi, dove non abbiamo avuto la forza di chiudere la partita. Con un volume di gioco così, con 37 palle in area contro 4 nel primo tempo, devi chiuderla”, ha tuonato Abate.

Il dito è puntato sull’atteggiamento mentale del secondo tempo, un difetto ricorrente in questa fase della stagione: “Ci portiamo dietro una delle nostre lacune, dove la squadra dà la sensazione di voler solo portare a casa il risultato. È successo con il Bari, con l’Entella, con il Mantova: ci manca quel pizzico di veleno nel voler chiudere la partita. Nel secondo tempo abbiamo gestito troppo poco la palla, e a 8-9 giornate dalla fine non te lo puoi permettere.”

Arbitraggio e gestione tattica

Alla domanda sulla direzione arbitrale, apparsa a tratti discutibile per la disparità di falli fischiati, Abate preferisce non alzare i toni, limitandosi a una constatazione: “La partita l’avete vista, ognuno ha la propria idea. È un dato di fatto che il gioco era sempre spezzettato, non siamo tanto fortunati in questo periodo.”

Sul piano tattico, l’arretramento del baricentro è stato evidente, ma per l’allenatore il problema vero è stato il possesso: “C’è stata troppa differenza tra primo e secondo tempo nella gestione della palla. Se la palla la mandi più velocemente avanti, ti torna più velocemente indietro. Dobbiamo avere la forza da dietro di aprirci, di accettare anche qualche rischio nel voler giocare: questa è la nostra identità.”

Emergenza a centrocampo e il fattore Ramadan

La Juve Stabia sta attraversando un momento di oggettiva difficoltà legata alle rotazioni, specialmente in mediana. Abate ha fatto il punto sulle risorse a disposizione, mandando anche un messaggio chiaro a chi, come Ciammaglichella, cerca più spazio: “Tutti possono dare il loro contributo, ma c’è da alzare il livello in settimana se si vuole mettere piede in campo”.

Spazio anche per gli elogi e per una precisazione importante sulla condizione fisica di alcuni perni della squadra: “Sono 15 giorni che vedo molto meglio Torrasi, sta crescendo dal punto di vista fisico. Anche Ricciardi oggi ha fatto un buonissimo primo tempo, non è facile per ragazzi nuovi che arrivano a gennaio entrare subito nei ritmi della Serie B. Ci manca un po’ di brillantezza in Omar e Diakitè, stanno facendo il Ramadan, quindi non sono al 100%. C’è da tenere botta.”

Testa alle prossime sfide

Nonostante il pareggio amaro e il digiuno di vittorie, Abate predica calma e positività. La reazione rispetto alla brutta prestazione di Mantova c’è stata e la classifica, pur cortissima, vede le Vespe ancora in piena corsa per i propri obiettivi.

“I calciatori sono i primi a soffrire quando non arriva la vittoria. Ma se analizziamo la classifica, nel giro di 7-8 punti c’è mucchio di squadre. La classifica ci sorride, stiamo là dentro tra mille difficoltà e andiamo avanti con positività”, ha concluso il mister. L’obiettivo ora è chiaro: stringere i denti nelle prossime due partite prima della sosta per recuperare energie fisiche e mentali vitali per il rush finale.

Juve Stabia – Carrarese, Mosti: “Un pari che fa male. Il gol? Non me lo godo, oggi meritavamo di più”

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Il sapore dolceamaro di un pareggio che sta stretto. La sfida valida per la 30ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 tra e Carrarese va in archivio con un 1-1 che lascia molti rimpianti. A sbloccare il match ci aveva pensato Nicola Mosti, sempre più incursore letale e giunto alla sua quinta marcatura in campionato. Un’illusione spezzata nella ripresa dal rigore trasformato da Torregrossa, concesso per un tocco di mano di Ricciardi.

Al termine della gara, proprio Mosti si è presentato ai microfoni per un’analisi lucida, onesta e carica di orgoglio, in cui la soddisfazione personale ha lasciato immediatamente spazio al rammarico per i due punti persi.

L’amarezza per il risultato e l’episodio del pari

Nelle parole del centrocampista traspare tutta la frustrazione per una vittoria sfumata che avrebbe dato ossigeno puro alla squadra: “Era una partita da vincere per mettere fine a questo momento un po’ particolare” – ha esordito Mosti – “Mi fa piacere aver segnato, ma non riesco a godermi la gioia perché ci amareggia il risultato. Prendere gol in quel modo, con un fallo tra l’altro su di me nell’azione precedente, fa davvero male”.

La gestione della gara: due volti della stessa squadra

L’analisi del match si sposta poi sull’andamento dei novanta minuti. Mosti non nasconde le colpe della squadra, capace di dominare la prima frazione per poi abbassare troppo il baricentro: “C’è da migliorare nella gestione della gara perché non possiamo giocare in modo così diverso tra primo e secondo tempo. Per tutta la partita abbiamo rischiato poco, ma con un primo tempo così ben giocato avremmo dovuto trovare il doppio vantaggio e chiuderla. È un periodo in cui ci gira male, dobbiamo analizzare le nostre prestazioni restando uniti come abbiamo sempre fatto”.

Il feeling col gol e il sacrificio per la maglia

Il quinto centro in campionato non è un caso, ma il frutto di un lavoro tattico preciso. Mosti elogia il sistema di gioco, pur ammettendo di aver giocato in condizioni fisiche non ottimali: “Il gioco del Mister consente a noi mezzali di arrivare spesso vicino alla porta, e questo mi sta aiutando molto a trovare la via del gol. Sono in un buon momento, ma ripeto, il risultato fa troppo male per esultare. Fisicamente non sono al top: ho avuto un problema al flessore la scorsa settimana, ma per questa squadra e per questi compagni si stringono i denti”.

Lo scudo agli attaccanti e la testa al Barbera

In chiusura, Mosti si traveste da vero leader, ergendo un muro a difesa del reparto offensivo, finito recentemente sotto la lente d’ingrandimento della critica per la scarsa vena realizzativa: “Dispiace che si critichino i nostri attaccanti. Fanno un gran lavoro per la squadra, si sacrificano tantissimo. Mi auguro che possano trovare la via del gol al più presto, perché gli attaccanti vivono di questo, ma le critiche non incidono su quanto siano fondamentali per noi”.

Infine, lo sguardo è già rivolto al prossimo, ostico impegno: “Siamo un gruppo che merita tanto per quello che diamo in campo e meriteremmo di raccogliere maggiori soddisfazioni. Ora raccogliamo le energie per dare il massimo a Palermo; dobbiamo compattarci, perché possiamo fare risultato anche contro i rosanero”.

Juve Stabia – Carrarese: 1-1 (33′ Mosti 77′ Torregrossa (r) )

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Benvenuti alla diretta testuale di Juve Stabia – Carrarese, match valevole per la 30ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026. Cornice dell’incontro è lo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, dove oggi, sabato 14 marzo 2026, si gioca una fetta consistente di futuro per entrambe le formazioni.

Fischio d’inizio previsto per le ore 15:00. Restate con noi per non perdere nemmeno un’emozione di questo caldissimo sabato di Serie BKT!

Tabellino Ufficiale

Juve Stabia (3-5-2): Confente; Diakitè (79′ Varnier) Giorgini Bellich (79′ Dalle Mura); Carissoni Mosti (88′ Torrasi) Leone Correia Ricciardi (79′ Mannini); Burnete (68′ Okoro) Gabrielloni.

A disp.: Signorini, Boer, Kassama, Ciammaglichella, Dos Santos.

All.: Ignazio Abate.

Carrarese (3-5-2): Bleve; Calabrese, Oliana, Imperiale; Belloni, Melegoni (45′ Parlanti), Hasa, Zuelli, Rouhi (83′ Bouah); Finotto (66′ Torregrossa), Abiuso (90′ Lordkipanidze).

A disp.: Garofani, Fiorillo, Illanes, Troise, Rubino, Ruggeri, Di Stefano, Sekulov.

All.: Antonio Calabro.

Direttore di gara: Paride Tremolada della sezione AIA di Monza

Primo Assistente: Marco RICCI della sezione AIA di Firenze

Secondo Assistente: Matteo PRESSATO della sezione AIA di Latina

IV° ufficiale: Domenico LEONE della sezione AIA di Barletta

VAR: Paolo MAZZOLENI della sezione AIA di Bergamo

AVAR: Marco MONALDI della sezione AIA di Macerata

Marcatori: 33′ Mosti 77′ Torregrossa (r)

Angoli: 6 – 7

Ammoniti: 27′ Oliana, 47′ Confente, 80′ Gabrielloni

Espulsi: –

Recupero: 2 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba sintetica. Gruppi organizzati del tifo toscano non sono presenti come segno di protesta contro la fidelity card obbligatoria per questa trasferta.

PRIMO TEMPO

3′ La Juve Stabia si rende pericolosa: Cross di Carissoni dalla sinistra la palla arriva a Ricciardi dalla parte opposta che non riesce a controllare benissimo e deve allargarsi un pò per poi calciare a rete trovando Bleve alla respinta di piede in angolo.

10′ Juve Stabia crea un’altra azione pericolosa: Leone serve nel corridoio centrale Mosti che controlla bene ma poi perde il tempo giusto per calciare lasciandosi chiudere da una scivolata difensiva di Imperiale che libera l’area.

12′ Leone sugli scudi: Servizio per Burnete che al limite dell’are di petto la gira al centro dove Mosti calcia di prima intenzione trovando Bleve pronto alla parata a terra.

13′ Risponde la Carrarese con Hasa che approfitta di un errore di Diakitè che fa passare la palla e impegna Confente alla deviazione in angolo.

23′ Rigore annullato alla Juve Stabia: Calabrese trattiene in area Burnete per il direttore di gara è rigore e ammonizione per il difensore della Carrarese. Il Var richiama il direttore di gara che dopo una verifica cambia la decisione tra le proteste del pubblico di casa.

27′ Ammonito Oliana per fallo a centrocampo su Gabrielloni

33′ Juve Stabia IN VANTAGGIO: Diakitè stradica un pallone a centrocampo e serve un grande palla a Burnete, cross in mezzo rasoterra su cui Melegoni prova a liberare servendo maldestramente Mosti che al centro dell’area calcia forte trovando una leggera deviazione di Calabrese che fa alzare di poco la traiettoria della palla che finisce in fondo al sacco

39′ Ancora Juve Stabia: Belloni dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Leone nel tentativo di liberare l’area colpisce di testa e per poco non inquadra la propria porta. Il direttore di gara non concede l’angolo tra le potreste della Juve Stabia

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero

47′ Ammonito Confente per perdita di tempo

Il primo tempo finisce con la Juve Stabia meritatamente in vantaggio grazie alla rete di Mosti ma potevano essere anche di più con la Carrarese che ha fatto davvero poco.

SECONDO TEMPO

45′ Nella Carrarese Melegoni lascia il posto a Parlanti

56′ Carrarese pericolosa: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Hasa, Zuelli calcia a rete da fuori area con Confente che con la mano di richiamo la toglie da sotto la traversa

58′ Risponde la Juve Stabia con Burnete che calcia a rete dal vertice dell’area di rigore con la palla che esce di poco a lato alla destra di Bleve

66′ Nella Carrarese Finotto lascia il posto a Torregrossa

68′ Nella Juve Stabia esce Burnete ed entra Okoro

72′ La Carrarese si rende pericoloso con Rouhi che parte in contropiede su un angolo battuto dalla Juve Stabia, vince due rimpalli in maniera fortunosa e si presenta in area gialloblù in posizione defilata e calcia a rete sul secondo palo trovando la respinta di Confente in angolo.

76′ Rigore per la Carrarese: Ricciardi si alza dopo un problema alla coscia (crampi) e tocca la palla con la mano su un cross di

77′ Sul dischetto va Torregrossa che spiazza Confente.

79′ Nella Juve Stabia Ricciardi lascia il posto a Mannini, Diakiteè a Varnier e Bellich a Dalle Mura

80′ Ammonito Gabrielloni per proteste, salterà la prossima gara a Palermo perchè diffidato

83′ La Carrarese sostituisce Rouhi con Bouah

88′ La Juve Stabia sostituisce Mosti con Torrasi che fa il suo esordio in maglia gialloblù

90′ La Carrarese sostituisce Abiuso con Lordkipanidze

Il Direttore di gara concede 4 minuti di recupero

La contesa si chiude in parità con la Juve Stabia che anche questa volta non ha saputo gestire il vantaggio con un secondo tempo troppo rinunciatario e con la solita ingenuità, questa volta di Ricciardi, che lascia l’ennesimo amaro in bocca al pubblico di casa. Ora più che mai il pensiero deve essere la permanenza in cadetteria perchè con Palermo, Spezia in casa e Venezia all’orizzonte il pensiero per ora può essere solo questo. Martedì le Vespe voleranno a Palermo per affrontare la squadra di Inzaghi.

Juve Stabia – Carrarese, sfida verità per entrambe: La presentazione del match e le probabili formazioni

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Domani per la giornata n.30 del campionato di serie BKT 2025-2026 allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia si affrontano Juve Stabia e Carrarese. Non sarà una partita come le altre, e per rendersene conto basta guardare i recenti ruolini di marcia. Juve Stabia – Carrarese si preannuncia come un match di vitale importanza, un vero e proprio crocevia per due compagini che stanno attraversando il momento più delicato della loro stagione. Al “Menti” andrà in scena una sfida tra due squadre alla disperata ricerca di ossigeno e punti.

Vespe in cerca di riscatto: i blackout da risolvere

La Juve Stabia arriva all’appuntamento con il morale da ricostruire. Le Vespe sono reduci dalla trasferta di Mantova, una sconfitta netta che ha certificato non solo l’assenza di punti, ma anche un evidente e preoccupante passo indietro sul piano della manovra.

A destare le maggiori perplessità di mister Abate è però il trend dell’ultimo mese e mezzo: solo 2 punti raccolti sui 15 disponibili nelle ultime cinque gare. Un bottino misero che stona con le prestazioni globali offerte dalla squadra. La Juve Stabia ha spesso espresso un buon calcio, ma ha vanificato i propri sforzi a causa molte volte di un approccio iniziale troppo “molle” o, peggio, per cali di concentrazione e disattenzioni fatali nei minuti finali di gara.

Carrarese: la crisi dei risultati e la beffa del gioco

Dall’altra parte del campo ci sarà una Carrarese che condivide le stesse angosce dei padroni di casa. I toscani non assaporano la gioia della vittoria da ben 8 turni. Anche per loro, nelle ultime cinque gare, il bottino è di soli 2 punti, speculare a quello dei campani.

Proprio come per la Juve Stabia, la Carrarese vive il paradosso di una squadra che costruisce, crea mole di gioco, ma raccoglie drammaticamente meno di quanto seminato. La mancanza di cinismo sta pesando in modo decisivo sulla classifica.

La chiave tattica: specchio 3-5-2 e nervi saldi

Sul prato verde si sfideranno due squadre schierate a specchio, entrambe fedeli al 3-5-2. Tatticamente, ci si aspetta una gara estremamente “sporca” e tatticamente bloccata. Il centrocampo sarà un’arena fatta di seconde palle e duelli individuali senza esclusione di colpi.

Con due schieramenti così simili, è altamente probabile che a decidere l’intera posta in palio sia il singolo episodio, la giocata individuale o la palla inattiva. Ma al di là della tattica, sarà l’aspetto motivazionale e psicologico a fare la differenza: vincerà chi riuscirà a gestire meglio la pressione e la paura di sbagliare che accompagna due squadre in palese difficoltà.

Il bollettino medico e disciplinare

L’avvicinamento al match è stato complicato per entrambi gli allenatori, chiamati a fare i conti con diverse assenze.

Situazione Juve Stabia: Mister Abate dovrà inventarsi l’undici titolare viste le numerosissime assenze.

  • Out per infortunio: Battistella, Candellone, Maistro, Morachioli e Zeroli.

  • Squalificati: Pierobon e Cacciamani.

  • Recuperi fondamentali: Tornano a disposizione i difensori Bellich e Varnier, che ridanno solidità al reparto. Ottime notizie anche tra i pali: il portiere Confente è recuperato e dovrebbe scendere in campo dal primo minuto.

Situazione Carrarese:

  • Rientri: L’attacco toscano ritrova peso con il rientro di Abiuso, che ha scontato il suo turno di squalifica.

  • Assenze: Non sarà della partita il grande ex dell’incontro, Nicholas Schiavi, ancora costretto ai box per i postumi di uno stiramento muscolare.

La posta in palio è altissima. Un pareggio servirebbe a poco a entrambe, con le Vespe che vogliono chiudere quasi definitivamente il discorso salvezza per poi alzare l’asticella mentre i marmiferi vogliono tenere lontana la zona calda della classifica. Al fischio d’inizio servirà gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Probabili formazioni

Juve Stabia (3-5-2): Confente; Diakitè, Giorgini, Bellich; Ricciardi, Correia, Leone, Mosti, Mannini; Burnete, Gabrielloni

A disposizione: Boer, Signorini, Varnier, Dalle Mura, Carissoni, Ciammaglichella, Kassama, Torrasi, Dos Santos, Okoro

All. Ignazio Abate

CARRARESE (3-5-2): Bleve; Calabrese, Oliana, Illanes; Zanon, Melegoni, Zuelli, Hasa, Belloni; Rubino, Abiuso.

A disposizione: Fiorillo, Garofani, Ruggeri, Imperiale, Bouah, Parlanti, Lordkipanidze, Rouhi, Troise, Distefano, Finotto, Torregrossa, Sekulov.

All. Antonio Calabro

Juve Stabia – Carrarese: Un grande assente anche nelle fila dei marmiferi

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Juve Stabia – Carrarese è una sfida importante per entrambe le formazioni che dovranno fare a meno di elementi importanti nelle proprie file, se nelle Vespe mancherà ancora Candellone (uomo simbolo da oltre due anni della formazione gialloblù) c’è un grande assente nel copione anche sulla sponda toscana che priverà la contesa di un elemento conosciuto anche al Menti: Nicholas Schiavi. Il centrocampista della Carrarese, ex mai dimenticato alle falde del Faito, non farà parte della spedizione apuana diretta al “Romeo Menti”. Lo stop fisico che lo tormenta ormai da giorni ha avuto la meglio: il calciatore non ha recuperato in tempo e rimarrà ai box, privando il match di uno dei suoi protagonisti più attesi e, sponda campana, più temuti.

Un sospiro di sollievo per i gialloblù

Per la Juve Stabia, l’assenza del classe ’95 rappresenta – sportivamente parlando – un autentico sospiro di sollievo. Il centrocampista argentino ha ampiamente dimostrato in passato di non farsi troppi scrupoli quando si tratta di colpire le sue vecchie squadre: sono già due i gol siglati da Schiavi contro le “Vespe” da quando ha lasciato Castellammare.

Una statistica che lo rendeva di diritto il “pericolo numero uno” per la difesa di casa. A preoccupare non era solo la sua indiscutibile visione di gioco, ma soprattutto quella spietata e inesorabile legge dell’ex che sembra perseguitare i colori gialloblù ogni volta che Nicholas incrocia il loro cammino. Basti ricordare come in passato fu proprio Schiavi a bucare la rete difesa da Demba Thiam, in una gara poi comunque vinta dalla formazione guidata da Guido Pagliuca.

Dal Menti a Carrara: un’evoluzione costante

Schiavi ha vestito la maglia della Juve Stabia nella stagione 2021/2022, lasciando intravedere doti tecniche importanti, per poi consacrarsi e diventare una pedina assolutamente insostituibile nel centrocampo della Carrarese.

Il suo ritorno al “Menti” avrebbe avuto il sapore della sfida totale, inserendosi in un momento cruciale del campionato in cui ogni singolo punto pesa come un macigno per le ambizioni di classifica di entrambe le compagini.

La nuova scacchiera tattica

Senza il dinamismo, le geometrie e la qualità del suo metronomo argentino, il tecnico della Carrarese dovrà inevitabilmente ridisegnare la mediana. L’obiettivo dei toscani sarà quello di trovare nuove soluzioni per arginare la proverbiale intensità che la Juve Stabia riesce solitamente a mettere in campo tra le mura amiche.

Per le Vespe di Castellammare, invece, l’imperativo resta uno solo: sfruttare il fattore campo. I gialloblù sono consapevoli che, sebbene manchi lo spauracchio Schiavi, la battaglia agonistica al “Menti” sarà comunque accesa, ruvida e senza esclusione di colpi.

Juve Stabia – Carrarese: i 21 convocati di mister Abate. Emergenza per le Vespe, ma al Menti c’è da lottare

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La regular season entra nella sua fase cruciale e la Juve Stabia si prepara a difendere il fortino del “Romeo Menti”. Domani, sabato 14 marzo 2026, alle ore 15:00, le Vespe scenderanno in campo contro la Carrarese per la giornata n.30 del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Al termine della seduta di rifinitura odierna, il tecnico Ignazio Abate e il suo staff hanno diramato la lista dei convocati. Saranno 21 i calciatori a disposizione per questa delicata sfida, in un momento in cui l’infermeria e le sanzioni disciplinari complicano non poco i piani dell’allenatore.

Scelte quasi obbligate: l’ombra delle assenze

Come purtroppo noto, pesa come un macigno l’assenza del capitano Leonardo Candellone, la cui stagione regolare sembrerebbe di fatto terminata a meno di clamorosi miracoli. Ma l’emergenza per Abate non si ferma qui. La lista degli indisponibili è lunga e comprende pedine fondamentali come Battistella, Maistro e Zeroli.

A queste assenze forzate per problemi fisici si aggiungono le squalifiche inflitte dal Giudice Sportivo: non saranno del match Cacciamani e Pierobon. Una vera e propria prova di maturità per il gruppo, chiamato a fare quadrato e a trovare risorse inaspettate per sopperire a queste sette defezioni.

La lista completa dei 21 convocati

Di seguito l’elenco dei calciatori chiamati a difendere i colori gialloblù contro la formazione toscana:

  • Portieri: (1) Confente, (16) Signorini, (23) Boer.

  • Difensori: (2) Ricciardi, (6) Bellich, (13) Varnier, (14) Dalle Mura, (21) Kassama, (24) Carissoni, (33) Giorgini, (46) Diakité, (76) Mannini.

  • Centrocampisti: (17) Ciammaglichella, (28) Torrasi, (29) Correia, (55) Leone, (98) Mosti.

  • Attaccanti: (7) Burnete, (9) Gabrielloni, (70) Dos Santos, (90) Okoro.

Attenzione ai cartellini

Mister Abate dovrà anche gestire con attenzione la situazione disciplinare dei giocatori a disposizione. Sono infatti tre i calciatori gialloblù diffidati che, in caso di ammonizione, salteranno il prossimo turno di campionato: si tratta dei difensori Diakité e Giorgini, e dell’attaccante Gabrielloni.

Nonostante le difficoltà, domani al Menti servirà gettare il cuore oltre l’ostacolo. Il calore del pubblico di Castellammare dovrà essere il ventiduesimo uomo in campo per spingere le Vespe verso un risultato positivo.

L’ex De Angelis: “Non dimentichiamo quanto fatto finora. Sabato serve una vittoria per l’autostima”

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Gianluca De Angelis, protagonista della storica promozione dalla C2 alla C1 con Massimo Rastelli, è intervenuto nella trasmissione Juve Stabia Talk Show per dare il suo supporto all’ambiente gialloblù in un momento di flessione dei risultati
Nonostante l’ultimo mese non sia stato positivo, De Angelis invita a non sminuire il percorso della squadra, definendo il campionato attuale come “eccellente”

L’importanza del fattore psicologico e la sfida con la Carrarese
Secondo l’ex “bomber”, la squadra si trova al settimo posto e riconfermarsi in zona play-off per due anni consecutivi non è affatto semplice
In vista della sfida contro la Carrarese, De Angelis sottolinea come la vittoria sia fondamentale non solo per la classifica, ma soprattutto per ritrovare l’autostima
Vincere permetterebbe ai calciatori di liberarsi dalla paura di commettere errori, un blocco mentale tipico dei periodi di crisi
Analizzando l’avversario, nota come anche la Carrarese stia vivendo un momento difficile (2 punti nelle ultime 5 gare), ma sottolinea che una vittoria della Juve Stabia porterebbe il vantaggio sui play-out a +11, mettendo in cassaforte la salvezza matematica

Il confronto tecnico: da Pagliuca ad Abate
Interpellato sulle differenze tattiche tra la gestione passata e quella attuale, De Angelis ha offerto una disamina lucida:
Guido Pagliuca: Adottava un gioco basato sull’uomo contro uomo a tutto campo, molto simile allo stile di Gasperini
Ignazio Abate: Dimostra di avere ottime idee, preferendo un sistema basato sulla zona e su esterni che attaccano maggiormente l’area di rigore
Secondo De Angelis, entrambi gli approcci sono validi e la differenza risiede principalmente nelle caratteristiche e nelle personalità dei calciatori a disposizione ogni anno

Consigli da attaccante: come uscire dal digiuno di gol
Rivolgendosi agli attuali attaccanti gialloblù, De Angelis ha condiviso la sua esperienza su come gestire i periodi in cui la palla “non vuole entrare”
Il suo consiglio è di giocare nel modo più semplice possibile e mantenere la mente libera
L’errore più comune dei giovani, spiega, è incaponirsi nel voler cercare il gol a tutti i costi attraverso dribbling o tiri forzati, ottenendo l’effetto opposto

La gestione delle critiche e l’elogio alla società
De Angelis ha sottolineato l’importanza di saper accettare le critiche, che definisce parte integrante del lavoro di un professionista
Per trovare serenità nei momenti bui, suggerisce di isolarsi dai social network e dai giornali, rifugiandosi nell’affetto della famiglia
Infine, ha espresso parole di grande stima per il Direttore Sportivo Matteo Lovisa, definendolo un “top manager” che merita palcoscenici ancora più prestigiosi per la sua capacità di costruire squadre competitive con lungimiranza

In chiusura, De Angelis ha ricordato con orgoglio la sua promozione a Castellammare, definendola il punto di partenza della scalata che ha portato la Juve Stabia ai livelli attuali.

Juve Stabia: stagione regolare finita per capitan Leonardo Candellone. L’annuncio di Abate gela la piazza

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Una doccia gelata, improvvisa e spietata, si abbatte sui tifosi gialloblù. Le parole di mister Ignazio Abate, arrivate nella giornata di oggi, risuonano come una sentenza inappellabile per Castellammare di Stabia: la stagione regolare di Leonardo Candellone è finita. Il capitano, leader tecnico e carismatico delle Vespe, non tornerà in campo per il campionato; lo staff medico e tecnico proverà a recuperarlo solamente per gli eventuali spareggi promozione.

L’illusione e il calvario: dal gol all’Entella al forfait

Tutto è iniziato in quel surreale 24 gennaio 2026. Al “Romeo Menti”, avvolto nel silenzio delle porte chiuse disposte dal Ministero dell’Interno a seguito dei disordini post Juve Stabia-Pescara, le Vespe superavano la Virtus Entella. A decidere il match, come nelle migliori sceneggiature, proprio un gol del numero 27. Una gioia, però, strozzata in gola dall’infortunio che lo ha costretto ad abbandonare il campo.

Inizialmente, il fiato sospeso si era tramutato in un cauto ottimismo. La diagnosi parlava di una contrattura di secondo grado, stimando circa un mese di stop. L’entusiasmo era stato alimentato dallo stesso Candellone: ospite durante una puntata del Juve Stabia Live Talk Show, il capitano aveva caricato l’ambiente, dichiarando di voler stringere i denti per rientrare il 28 febbraio in occasione del caldissimo derby contro l’Avellino.

Quando quel traguardo è sfumato, l’orizzonte del rientro era stato prudentemente spostato alla sfida contro il Venezia, programmata dopo la sosta del 28 marzo, a causa di alcune complicazioni emerse nel processo di recupero. Sembrava solo questione di tempo, un ritardo necessario per non correre rischi. Oggi, invece, l’amara verità di mister Abate che spazza via ogni illusione.

Un’assenza che pesa come un macigno

L’impatto del forfait di Candellone si fa già sentire pesantemente sulle dinamiche della squadra. La consolazione, vitale in questo momento, è che la maggior parte dei punti necessari per blindare la salvezza siano già stati messi in cassaforte nella prima parte di stagione.

Tuttavia, è innegabile che senza il suo faro offensivo la Juve Stabia abbia perso la bussola. L’assenza del capitano si sta rivelando una lacuna tecnica e psicologica gravissima: senza di lui in campo, le Vespe non sono più riuscite a pungere tra le mura amiche del Menti, arrivando perfino a perdere l’imbattibilità casalinga nella gara disputata con il Modena.

Ora la squadra di Abate è chiamata a fare quadrato. Bisognerà stringere i denti, difendere la posizione in classifica e aggrapparsi all’obiettivo playoff, con la speranza di poter riabbracciare il proprio capitano proprio quando i palloni peseranno di più.