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Savoia calcio, i saluti al mister Raimondo Catalano

Con un comunicato stampa diffuso ieri, il Savoia Calcio informa che mister Raimondo Catalano lascia la guida della neopromossa in serie C.

Queste le parole dei presidenti.

”Abbiamo vinto un campionato straordinario. Il mister è stato uno dei pilastri di questo successo, dando alla squadra un’identità e una qualità di gioco che appartengono a categorie superiori. È stata una stagione magica, in cui tutto ha funzionato alla perfezione.”

”In maniera condivisa – continua la Società dei bianchi – abbiamo deciso di separarci, almeno per il momento, perché quando esistono rispetto e stima autentici può sempre esserci un nuovo capitolo da scrivere insieme.”

”Quando si raggiungono traguardi così importanti, chi vince davvero sa anche capire il momento in cui fermarsi e cercare nuovi stimoli. Ed è esattamente ciò che è accaduto.”
”Non è un addio, ma un arrivederci. Raimondo Catalano resterà nella storia del Savoia, perché insieme abbiamo scritto una pagina indelebile.”

”Grazie, Raimondo Catalano. Grazie di vero cuore. Siamo certi che il tuo percorso ti porterà molto in alto. Molto in alto.”

Virtus Stabia, l’Under 17 alza la coppa regionale: Cuore, sacrificio e talento alla base della vittoria

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Una vittoria costruita con il lavoro, il sacrificio e soprattutto con l’unità di un gruppo che non ha mai smesso di credere nei propri mezzi. La formazione Under 17 allenata da mister Guarracino conquista una splendida affermazione al termine di una gara intensa e ricca di emozioni, coronando un percorso di crescita che rappresenta il vero orgoglio dell’intero settore giovanile.

Al triplice fischio la commozione era evidente sul volto del tecnico, che ha voluto ringraziare tutti: dai ragazzi allo staff, fino alle famiglie che ogni giorno accompagnano questo cammino sportivo e umano. Occhi lucidi, voce spezzata dall’emozione e tanta soddisfazione per aver visto la squadra mettere in pratica tutto ciò che viene preparato durante gli allenamenti settimanali.

In campo l’U17 ha mostrato maturità, spirito di sacrificio e grande personalità, qualità che hanno permesso al gruppo di portare a casa una coppa che rappresenta il frutto del lavoro quotidiano svolto dalla società. Un successo che nasce dalla condivisione e dall’unione d’intenti, elementi fondamentali per costruire risultati importanti.

Dal magazziniere allo staff dirigenziale, passando per gli istruttori fino alla presidenza, ogni figura ha contribuito a creare un ambiente sano e compatto. Perché soltanto un gruppo unito riesce davvero a valorizzare il lavoro svolto durante tutta la stagione.

Dietro questo traguardo ci sono anche i sacrifici delle famiglie e una società capace di trasmettere ai giovani i valori autentici dello sport: il rispetto delle regole e dell’avversario, la determinazione nel superare i propri limiti, lo spirito di squadra e l’inclusione. Principi fondamentali che aiutano i ragazzi a crescere dentro e fuori dal campo, allontanandoli da stili di vita sedentari e da percorsi sbagliati.

Al di là del risultato finale, ciò che ha colpito maggiormente è stata la compattezza del gruppo e la qualità del gioco espresso. La crescita dei ragazzi rappresenta infatti la vittoria più importante per tutta la società, consapevole di aver costruito qualcosa che va oltre il semplice successo sportivo.

Archiviata questa splendida soddisfazione, il gruppo tornerà presto ad allenarsi per preparare le prossime sfide, con la consapevolezza che questo trionfo deve essere un punto di partenza e uno stimolo per tutto il settore giovanile.

Infine, applausi anche all’Accademia Real Agro Aversa, protagonista di una gara corretta e combattuta, dimostrando grande impegno e valore durante tutti i minuti dell’incontro.

Castellammare di Stabia: Centrale clandestina di videosorveglianza scoperta nel centro storico cittadino

Un sofisticato impianto di videosorveglianza completamente abusivo è stato scoperto nel cuore del centro storico di Castellammare di Stabia all’interno di un locale commerciale confiscato alla criminalità organizzata. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Municipale della città delle acque durante un’attività di controllo finalizzata alla verifica dello stato dei luoghi e all’accertamento di eventuali occupazioni illegittime.

Gli agenti della Municipale, guidati dal Colonnello Francesco Del Gaudio e coordinati sul posto dal Tenente Sepe, hanno eseguito un’approfondita ispezione che ha portato alla scoperta di una vera e propria centrale clandestina di monitoraggio. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il sistema era collegato a diverse micro-telecamere installate all’esterno e accuratamente occultate in punti strategici della zona.

I dispositivi erano posizionati in particolare lungo via Santa Caterina e a Piazza Orologio, consentendo un controllo continuo e non autorizzato dell’area urbana circostante. Gli investigatori ritengono che il sistema potesse essere utilizzato per monitorare i movimenti sul territorio e segnalare l’eventuale presenza o transito delle forze dell’ordine.

Sul luogo del ritrovamento è intervenuto anche il personale della Polizia Scientifica della Polizia di Stato, che ha collaborato alle attività di repertazione e agli accertamenti tecnici necessari per ricostruire il funzionamento dell’impianto e individuare eventuali responsabilità.

L’intera struttura di videosorveglianza è stata immediatamente disattivata e sottoposta a sequestro. Gli inquirenti stanno ora analizzando il materiale acquisito per comprendere da quanto tempo il sistema fosse operativo e chi ne avesse il controllo.

Per i fatti accertati è stata informata l’autorità giudiziaria. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’indagine con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità penali, identificare gli esecutori materiali e i reali utilizzatori dell’impianto abusivo, oltre a verificare possibili reati legati alla violazione della privacy e al controllo illecito dello spazio pubblico.

Juve Stabia, La Vespa Rosa Fiammetta Drammatico: “Grazie Vespe per averci fatto sognare”

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La protagonista di questa settimana della rubrica Vespa Rosa e la nostra Fiammetta Drammatico che esprime le sue emozioni per una stagione emozionante.

“Ed anche quest’anno resterà nella storia!
Esattamente come nella scorsa stagione, tra problemi, infortuni, dubbi sul futuro, abbiamo tagliato il traguardo della semifinale play off per la massima serie!

Dopo l’esplosione di gioia a Modena, eccoci nella nostra casa, il Romeo Menti, per la partita di andata contro il Monza.
Che peccato quella rimonta!! Andare avanti 2-0 e poi farseli riprendere fa male, ma lo sapevamo: a Monza sarebbe stata durissima. Eppure abbiamo tenuto botta, dove i tanti punti di differenza tra le due squadre spesso non si son notati. Ma va beh, anche il calcio e’ strano; nulla da fare.

Abbiamo vissuto un sogno, e l’abbiamo fatto con tutto contro: le presunte infiltrazioni camorristiche, gli infortuni che non finivano mai, i problemi societari che ci hanno tolto il fiato. Qualsiasi altra squadra avrebbe mollato.
Ma non noi: siamo stati fortissimi. Abbiamo stretto i denti, siamo rimasti uniti e siamo stati da esempio, nonostante ingiustizie, soprusi e via dicendo.
Cosa si può dire a questo meraviglioso gruppo? Beh, solo GRAZIE, per le emozioni, i traguardi.. i SOGNI.

Adesso confidiamo in una risoluzione societaria, e mi auguro, anche se non sarà semplice, che le nostre colonne portanti continueranno ad accompagnarci, faccio riferimento sicuramente al Mister, alla squadra, ma in modo particolare al Direttore Matteo Lovisa, il nostro fiore all’occhiello, gli dobbiamo davvero tanto, mi auguro con tutto il cuore che resti, perchè senza di lui, perdiamo tanto!!

Non ci resta che continuare a sognare, perchè ad esserci, saremo sempre presenti a sostenere la nostra Juve Stabia!
Grazie Juve Stabia, grazie mister Abate, per averci insegnato a non mollare mai!”

Castellammare di Stabia punta sulla formazione: turismo e cantieristica al centro del rilancio della città

Unire formazione, lavoro e sviluppo per costruire il futuro di Castellammare di Stabia. È questo l’obiettivo emerso dall’incontro svoltosi presso la Regione Campania tra una delegazione della terza commissione del Consiglio comunale stabiese e l’assessora regionale alle Politiche del Lavoro e della Formazione, Angelica Saggese. Al centro del confronto, il rafforzamento dei percorsi professionali nei settori del turismo e della cantieristica navale, due pilastri storici dell’economia cittadina.

L’iniziativa si inserisce nel percorso portato avanti dall’amministrazione comunale e dal Consiglio comunale di Castellammare di Stabia a sostegno dello sviluppo dello storico stabilimento Fincantieri e, più in generale, delle principali realtà produttive del territorio stabiese.

L’incontro è stato favorito dall’interessamento del capogruppo stabiese di “Casa Riformista”, Ciro Di Martino, e dall’attenzione verso il territorio del consigliere regionale Ciro Buonajuto. Al tavolo hanno preso parte anche le consigliere Giusy Amato, Teresa D’Angelo, Rosanna De Simone e Tina Somma, in quello che è stato definito un importante segnale istituzionale capace di andare oltre le divergenze politiche locali per concentrarsi sulle necessità della città.

Nel corso del confronto è stata evidenziata la necessità di creare percorsi formativi specifici legati ai mestieri della cantieristica e ai servizi turistici, nella convinzione che il rilancio di Castellammare passi inevitabilmente attraverso la presenza di maestranze qualificate e competenti.

Il tavolo di lavoro ha trovato la piena disponibilità dell’assessora Saggese, che si è immediatamente confrontata con le esigenze del territorio stabiese, avanzando proposte e spunti di riflessione per avviare un percorso concreto di collaborazione.

L’obiettivo condiviso è duplice: da un lato formare manodopera locale e contrastare il fenomeno dello spopolamento giovanile, dall’altro garantire alle imprese del territorio, in particolare nei comparti della cantieristica navale e del turismo, personale qualificato in grado di sostenere crescita e competitività.

Un primo passo istituzionale che punta a trasformare la formazione in uno strumento strategico per il futuro occupazionale di Castellammare di Stabia, valorizzando le vocazioni storiche della città e creando nuove opportunità per le giovani generazioni.

Juve Stabia Talk Show, oltre il 95° di Monza: cala il sipario su una stagione da “Champions”

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L’ultima puntata stagionale di Juve Stabia Live Talk Show ha rappresentato un momento di bilancio profondo, sospeso tra la commozione per un cammino sportivo straordinario e l’apprensione per un futuro societario ancora tutto da scrivere. Durante la trasmissione, che ha visto riunita quasi l’intera redazione di Vivicentro e numerosi ospiti, è emerso con forza l’orgoglio per una squadra capace di giocarsi la Serie A fino agli ultimi istanti della semifinale contro il Monza.
Emozioni e gratitudine: il video “Grazie di tutto”
La puntata si è aperta con la proiezione di un video celebrativo, intitolato “Grazie di tutto”, che ha sintetizzato le passioni di un’annata vissuta intensamente. Il filmato ha messo in luce come l’amore per la maglia gialloblù vada oltre il risultato sportivo, definendo la Serie B di quest’anno come una vera e propria “Champions League” per Castellammare. Patrizia Esposito e Margherita Savastano hanno sottolineato come il gruppo sia stato la vera forza della squadra, capace di ripetere e migliorare il percorso dell’anno precedente nonostante le difficoltà extra-campo.
Il “caso” Monza e le polemiche arbitrali
Non è mancata una riflessione amara sull’eliminazione. Il conduttore e gli ospiti hanno ribadito le critiche alla direzione arbitrale della gara d’andata (arbitro Ayroldi), rea di aver cambiato l’indirizzo del match negli ultimi venti minuti, condizionando pesantemente la qualificazione. Nonostante ciò, la prestazione gagliarda al ritorno a Monza è stata lodata come prova di maturità e orgoglio.
Il futuro della società: trattative e scadenze
Il tema centrale della serata è stato il futuro assetto proprietario. Attualmente la Juve Stabia è gestita da amministratori giudiziari, con le quote sequestrate ai fini di confisca. Tiziano Valle ha chiarito che, sebbene circolino molti nomi (tra cui spicca quello dell’imprenditore Scudieri del gruppo Adler), ad oggi non c’è ancora nessuna firma ufficiale. Le principali indiscrezioni emerse includono:
  • Vendita diretta: Si ipotizza una vendita delle quote a un unico soggetto piuttosto che a una cordata.
  • Garanzie del Tribunale: Chi acquisterà dovrà presentare un progetto solido, potenzialmente di cinque anni, con garanzie economiche importanti per la continuità aziendale.
  • Tempi stretti: Entro la fine di maggio si attendono novità decisive per permettere la programmazione del prossimo campionato ed evitare penalizzazioni.
Il bivio tecnico: Lovisa e Abate rimarranno?
C’è forte apprensione per la permanenza del DS Matteo Lovisa e del tecnico Ignazio Abate.
  • Lovisa: È considerato il “pezzo da 90” per la sua capacità di costruire squadre competitive con budget ridotti. Sebbene sia sotto contratto, un’eventuale chiamata dalla Serie A (si parla del Verona) potrebbe cambiare gli scenari.
  • Abate: Il mister è corteggiatissimo, con voci che lo accostano al Sassuolo o al Verona. Tiziano Valle ha sottolineato che, a parità di categoria, la Juve Stabia resterebbe la priorità, ma la Serie A sarebbe una sfida difficile da rifiutare.
La critica di Tiziano Valle: “Castellammare ha solo pareggiato”
Un intervento particolarmente interessante e polemico è stato quello di Tiziano Valle, il quale ha rigettato la retorica del “Castellammare ha vinto”. Il giornalista ha evidenziato le carenze della città: dai numeri calanti del pubblico (fino alle fasi finali) alle criticità strutturali dello stadio e dell’organizzazione, paragonandole all’efficienza vista a Monza. Secondo Valle, per crescere davvero non basta il risultato sportivo, ma serve un salto di qualità nell’accoglienza e nelle infrastrutture.
Infrastrutture e chiusura
È stata confermata l’imminente ristrutturazione del manto erboso del Romeo Menti, con lavori che inizieranno a breve. Tuttavia, restano i dubbi sui finanziamenti regionali per lavori più ampi, come l’espansione della capienza o il rifacimento dei servizi. La puntata si è chiusa con un saluto corale e l’auspicio che la nuova proprietà possa garantire quella stabilità necessaria per vedere ancora una Juve Stabia “stellare” nella prossima stagione.

“Costruire il Noi”: a Castellammare di Stabia una conferenza su neurosviluppo, plasticità e identità

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Come si forma l’identità di una persona attraverso le relazioni? E quanto conta la plasticità del cervello nei processi educativi?

A queste domande risponderà domani, sabato 23 maggio, la conferenza “Costruire il noi, Neurosviluppo, Plasticità cerebrale e Costruzione dell’identità nelle relazioni umane”. L’appuntamento è per domani al Circolo Nautico Stabia, a Castellammare di Stabia.

L’incontro metterà al centro il dialogo tra neuroscienze, educazione e vita affettiva. Tema della giornata sarà il neurosviluppo inteso non solo come crescita biologica, ma come processo continuo che si modella nell’incontro con l’altro, nella famiglia, a scuola, nella comunità.
Momento centrale della conferenza sarà la presentazione del volume “Principi di organizzazione neurologica applicata alla neuroeducazione e neuropedagogia” del dott. Antonio Parisi, neurofisiopatologo.
Nel suo lavoro, Parisi propone un ponte tra i meccanismi di base dell’organizzazione del sistema nervoso e le ricadute pratiche nei contesti educativi e formativi. L’obiettivo: offrire a insegnanti, educatori, psicologi e genitori strumenti per leggere i comportamenti, sostenere l’apprendimento e valorizzare le potenzialità di ogni individuo, a partire da come il cervello si struttura e si trasforma nel tempo.
Accanto all’autore interverranno importanti esponenti del mondo della psicologia, della pedagogia e della formazione. Il confronto sarà aperto a professionisti, studenti, famiglie e a tutti coloro che si occupano di crescita, cura ed educazione.

Il titolo stesso, “Costruire il noi”, richiama l’idea che l’identità non sia un dato individuale e statico, ma il risultato di una costruzione condivisa. La plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello di cambiare in risposta all’esperienza e alle relazioni, diventa così il fondamento biologico su cui poggia ogni percorso educativo.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito attuale su neuroeducazione e neuropedagogia, discipline che stanno ridefinendo il rapporto tra scienza del cervello e pratiche di insegnamento, con ricadute dirette su scuola, riabilitazione e benessere.

Juve Stabia, non servono trofei per essere immortali: La squadra, il gruppo resterà nel cuore dei tifosi

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Nel calcio vero e per le tifoserie passionali non esistono soltanto le vittorie che possono raccontare la grandezza di una squadra.

A volte sono anche le lacrime, gli applausi dopo una sconfitta, i messaggi scritti nel cuore della notte a spiegare davvero cosa significhi appartenere a un popolo a rendere tutto magico ed emozionante. E quello della Juve Stabia è un popolo che non conosce categorie, classifiche o verdetti: conosce soltanto l’amore verso i propri colori.

Il campo ha emesso una sentenza dura, crudele, forse immeritata. Il sogno playoff si è fermato a Monza, a un passo da qualcosa che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile anche solo da immaginare. Ma se qualcuno pensava che il triplice fischio avrebbe spento l’entusiasmo di Castellammare di Stabia, allora non conosce questa città. Non conosce il suo orgoglio. Non conosce la sua anima gialloblù.

Perché nelle ore e giorni successivi all’eliminazione è successo qualcosa di meraviglioso. I social network sono diventati un gigantesco abbraccio collettivo. Facebook, Instagram, X: ovunque scorrono ancora oggi parole d’amore, orgoglio, gratitudine. Migliaia di tifosi hanno sentito il bisogno di dire “grazie” a una squadra che ha riportato il cuore della città a battere forte come non accadeva da tempo.

Non c’erano accuse, non c’era rabbia. C’era soltanto emozione. La consapevolezza di aver vissuto insieme qualcosa di unico. Una stagione che ha restituito dignità, sogni e appartenenza a un intero popolo.

E in mezzo a quella notte carica di malinconia e orgoglio, il gol di Rareș Burnete è diventato il simbolo perfetto di tutto questo. Una pennellata d’autore, una perla balistica che ha attraversato il web alla velocità delle emozioni. Quel tiro sotto l’incrocio non è stato soltanto un gol: è stato un urlo di speranza. Per qualche istante, migliaia di stabiesi hanno creduto davvero nel miracolo. E quei secondi resteranno scolpiti nella memoria collettiva di questa tifoseria:

“Ci hai fatto credere nell’impossibile”.
“Quella palla all’incrocio la ricorderemo per sempre”.
“Grazie per averci fatto sentire vivi”.

Sono frasi che raccontano molto più di una partita. Raccontano il rapporto viscerale tra la Juve Stabia e la sua gente. Un legame che non si misura nei risultati ma nelle emozioni condivise. Nei chilometri percorsi, nelle trasferte infinite, nelle domeniche vissute con il cuore in gola. Nei bambini tornati allo stadio con gli occhi pieni di meraviglia e negli anziani che hanno rivisto la passione di una vita.

La verità è che questa squadra, anche nella sconfitta, ha vinto qualcosa di enorme: ha riacceso Castellammare di Stabia. Ha riportato entusiasmo nelle strade, orgoglio nei bar, bandiere ai balconi. Ha fatto sentire una comunità di nuovo unita attorno ai propri colori.

E allora sì, il playoff è sfumato, ma il patrimonio lasciato da questa stagione vale infinitamente di più di una finale o di una promozione. Perché le categorie cambiano, i campionati finiscono, i risultati passano. L’amore di un popolo, invece, resta.

E quello tra la Juve Stabia e i suoi tifosi oggi appare più forte che mai.

Juve Stabia, Vicinanza: “La città è orgogliosa di voi”. Poi l’annuncio dell’inizio dei lavori al Menti

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Un abbraccio della città alla sua squadra. Questa mattina, nella suggestiva cornice dell’aula consiliare di Palazzo Farnese a Castellammare di Stabia, il sindaco Luigi Vicinanza ha voluto rendere omaggio alla SS Juve Stabia per gli straordinari risultati sportivi raggiunti nel corso di una stagione destinata a rimanere nella storia recente del calcio stabiese.

Una cerimonia sentita, partecipata ed emozionante, durante la quale tutta la famiglia gialloblù è stata celebrata dall’amministrazione comunale. Dai calciatori allo staff tecnico, passando per lo staff sanitario e tutti i tesserati della società, ciascuno ha ricevuto un riconoscimento simbolico per il lavoro svolto e per aver portato il nome di Castellammare di Stabia in alto nel panorama calcistico nazionale.

Non sono mancati i momenti di commozione e gratitudine. Diversi protagonisti della stagione hanno preso la parola per ringraziare la città, i tifosi e tutto il popolo stabiese per la vicinanza dimostrata durante un’annata vissuta intensamente, tra sogni, sacrifici e un legame sempre più forte tra squadra e territorio. Un attaccamento che, soprattutto nei momenti più importanti della stagione, ha trasformato il Romeo Menti in una vera bolgia gialloblù.

A chiudere la cerimonia è stato nuovamente il sindaco Luigi Vicinanza, che ha voluto rassicurare tifosi e società sul futuro dello stadio Romeo Menti e sugli interventi programmati dall’amministrazione comunale.

“Appena verranno rimossi i pannelli della pubblicità da bordo campo, il giorno dopo noi saremo pronti per dare il via alla sostituzione del manto erboso, operazione finanziata dal comune per la quale sono stati stanziati oltre 800 mila euro. Quindi pensiamo di poter tranquillamente dire che i lavori inizieranno settimana prossima, anche se non sappiamo ancora dirci il giorno preciso”.

Il primo cittadino ha poi allargato il discorso al ruolo che Castellammare di Stabia sta ricoprendo grazie alla Juve Stabia nel panorama sportivo nazionale.

“Poi insieme alla società apporteremo altri interventi di miglioramento e potenziamento dello stadio, perché Castellammare oltre questa grande squadra merita anche uno stadio all’altezza. Castellammare non è un capoluogo di provincia, ma è una città a cui si fa capo, è una città importante nel panorama del mezzogiorno, siamo tra le grandi 36 città del calcio, unica città non capoluogo di provincia ad essere in questa posizione e non è scontato”.

Parole forti, che certificano quanto il percorso della Juve Stabia abbia ormai superato i confini del semplice risultato sportivo, diventando motivo di orgoglio e identità per un’intera comunità.

“Così non è ancora su altri fronti, come il turismo, la sicurezza, l’economia, l’istruzione e la produzione industriale, ma almeno grazie alla Juve Stabia siamo in un’ottima posizione a livello sportivo nazionale, per questo c’è solo da ringraziare questa squadra”.

Un riconoscimento importante da parte della città alla sua squadra simbolo. Perché al di là dei risultati, questa Juve Stabia ha saputo riportare entusiasmo, appartenenza e orgoglio stabiese.

Juve Stabia, il sindaco Vicinanza premia i calciatori: La commozione di Confente, Bellich, Mosti e Candellone

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Nella cornice dell’aula consiliare di Palazzo Farnese, cuore istituzionale di Castellammare di Stabia, questa mattina il sindaco Luigi Vicinanza ha voluto rendere omaggio alla Juve Stabia per gli straordinari traguardi sportivi raggiunti nel corso di una stagione che resterà impressa nella memoria di tutta la città.

Un momento emozionante e carico di orgoglio, durante il quale la società gialloblù è stata accolta dall’amministrazione comunale per celebrare un’annata che ha saputo unire risultati sportivi, senso di appartenenza e un legame sempre più forte con il territorio. Presenti tutti i tesserati del club: dallo staff tecnico a quello sanitario, fino ai protagonisti principali, i calciatori, accolti dagli applausi dei presenti e premiati simbolicamente per quanto fatto sul campo.

Nel corso della cerimonia ogni componente della rosa è stato chiamato singolarmente a ricevere un piccolo dono da parte della giunta comunale: un corno portafortuna napoletano, simbolo di buon auspicio e tradizione, consegnato con la speranza che questa splendida stagione possa rappresentare soltanto l’inizio di tante altre emozioni da vivere nel prosieguo delle rispettive carriere.

La mattinata è stata anche l’occasione per permettere ai calciatori di ringraziare la città per l’affetto e la vicinanza dimostrati durante tutto il campionato. A parlare, in rappresentanza dei vari reparti, sono stati alcuni dei volti simbolo della squadra.

Il primo a prendere la parola è stato il portiere Alessandro Confente, che ha voluto sottolineare il rapporto speciale creatosi con l’ambiente stabiese:

“Vi ringraziamo per l’invito e per tutto il supporto che ci avete dato quest’anno, lo abbiamo sentito, speriamo di avervi dimostrato che abbiamo sudato la maglia fino alla fine, grazie ancora”.

Successivamente è stato il turno del reparto difensivo, rappresentato da Marco Bellich, uno dei leader storici dello spogliatoio e volto della cosiddetta “vecchia guardia” gialloblù:

“Siamo consapevoli che qualcosa di importante è stato fatto, perché dopo un’annata incredibile come l’anno scorso non era facile ripetersi, ma ce l’abbiamo fatta. Siamo dispiaciuti per come sia finita, ma sicuramente non finisce qui. Intanto ringraziamo tutti”.

Parole sentite anche da parte del centrocampista Nicola Mosti, autentica sorpresa offensiva della stagione grazie ai suoi gol spettacolari dalla distanza:

“Innanzitutto vi ringrazio da parte di tutti i ragazzi, siamo orgogliosi di essere qua. Sappiamo che abbiamo fatto un percorso importante e sono per questo orgoglioso di essere qui. Credo che ognuno dei ragazzi presenti si meriti il meglio per quello che hanno dimostrato sul campo e fuori. Mi auguro che l’anno prossimo si faccia ancora meglio, grazie ancora a tutti”.

Infine, a chiudere gli interventi, è stato il capitano Leonardo Candellone, uno degli uomini simbolo della rinascita stabiese, che ha evidenziato il valore umano del gruppo costruito durante la stagione:

“Sicuramente quest’anno è stato un anno importante per tutti, dallo staff ai giocatori. Penso che sia stato fondamentale il fatto che si sia creato un gruppo di giocatori che hanno dato tutto in campo e che stavano bene insieme. Noi ogni giorno ci credevamo, abbiamo passato tanto tempo insieme anche fuori dal campo, abbiamo creato qualcosa di importante al di là del risultato sportivo e credo che questo sia stato fondamentale. Abbiamo creato tra noi giocatori e staff un legame speciale, legame che poi ci siamo portati anche in campo e credo si sia visto”.

Una mattinata di emozioni sincere, applausi e orgoglio cittadino. Perché al di là dei risultati, questa Juve Stabia è riuscita a restituire entusiasmo, identità e senso di appartenenza ad un’intera città che oggi, ancora una volta, ha voluto dire grazie ai suoi ragazzi.

Juve Stabia, il D.G. Ferdinando Elefante: Dietro il successo c’è il lavoro di tante persone che non si vedono

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Nella splendida cornice di Palazzo Farnese, sede del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, questa mattina si è respirato un clima di grande orgoglio e riconoscenza. Il sindaco Luigi Vicinanza ha infatti accolto la dirigenza, lo staff e i tesserati della SS Juve Stabia per rendere omaggio alla straordinaria stagione vissuta dalle Vespe.

Durante la cerimonia, tutti i protagonisti dell’annata gialloblù sono stati premiati tra applausi e momenti di forte emozione. Un’occasione speciale per celebrare non soltanto i risultati sportivi raggiunti sul campo, ma anche il legame profondo che si è creato tra la squadra e l’intera città nel corso di questi mesi indimenticabili.

Nel corso dell’evento, ai tesserati è stata data la possibilità di prendere la parola per ringraziare i tifosi e la comunità stabiese per il sostegno costante dimostrato durante tutta la stagione. Un attaccamento che ha accompagnato la squadra in ogni partita, trasformando il “Romeo Menti” e le trasferte in autentiche manifestazioni d’amore per i colori gialloblù.

Tra gli interventi più significativi, quello del direttore generale Elefante, che ha voluto sottolineare il valore umano e sociale del percorso compiuto dalla Juve Stabia:

“Siamo estremamente soddisfatti del risultato che ancora una volta abbiamo raggiunto. Abbiamo mobilitato la città di Castellammare grazie allo sport, ma in questo modo una città che troppo spesso viene martoriata siamo riusciti ad essere etichettati come una città modello in Italia.

Ringraziamo il team tutto, dagli amministratori, la segreteria, l’area commerciale, lo staff tecnico, tutti ovviamente, anche quelli che non si vedono, perché a volte vengono visti solo i calciatori, come è giusto che sia, perché danno lo spettacolo, però dietro c’è anche una squadra che non si vede, che lavora per organizzare al meglio i minimi dettagli affinché ci si possa presentare ai nastri con una certa immagine. L’immagine unita al contenuto porta sempre al successo, come è successo in questa splendida città quest’anno”.

Parole che raccontano perfettamente l’essenza della stagione della Juve Stabia: un gruppo compatto, una società organizzata e una città intera capace di stringersi attorno alla propria squadra. Al di là del risultato sportivo finale, resta il senso di appartenenza ricostruito attorno ai colori gialloblù, simbolo di un popolo che ha ritrovato entusiasmo, orgoglio e visibilità positiva grazie al calcio.

La cerimonia di Palazzo Farnese ha rappresentato così non soltanto un momento istituzionale, ma anche la fotografia di un’annata destinata a rimanere nella memoria collettiva di Castellammare di Stabia.

Onde-Uva e Maschere, ritmi e parole della nostra tradizione: La scuola racconta l’identità del territorio

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Castellammare di Stabia – Una sinergia perfetta tra scuole del territorio ha dato vita a un evento culturale di eccezionale valore emotivo e artistico. Mercoledì 20 maggio, alle ore 15:30, l’Auditorium “Rita Levi Montalcini” del Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” ha ospitato lo spettacolo “Onde-Uva e Maschere: ritmi e parole della nostra tradizione“. Un viaggio suggestivo alla riscoperta delle radici campane che ha unito musica, poesia, recitazione, arte e body percussion.

Il progetto ha visto la collaborazione virtuosa di tre storici istituti scolastici:

  • Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia
  • “I.C. D’Angiò – Via Vesuvio” di Trecase
  • I.C. “A. D’Avino” di Striano

L’iniziativa ha offerto agli studenti uno spazio creativo ideale per esprimersi, potenziare l’autostima e far emergere talenti inaspettati. Il successo della manifestazione ha confermato il valore del progetto e piena soddisfazione è stata espressa delle Dirigenti Scolastiche: prof.ssa Elena Cavaliere (Liceo Severi), prof.ssa Clotilde Zampognaro (I.C. D’Angiò) e prof.ssa Fortunata Salerno (I.C. D’Avino), che hanno fortemente creduto nel valore educativo di questa rete.

Lo spettacolo ha idealmente unito paesaggi e memorie diverse della Campania. La prima parte ha celebrato Castellammare di Stabia attraverso il racconto dell’acqua, del mare e del respiro della costa, con le musiche, i canti, la recitazione degli alunni del Liceo Scientifico Severi (ad indirizzo musicale), che si sono esibiti con grande perizia. Un talento, il loro, che non si esprime solo sul territorio: gli studenti dell’indirizzo musicale continuano infatti a vincere premi in svariati concorsi musicali.

Subito dopo, il viaggio ha cambiato scenario per salire verso la terra del Vesuvio con l’esibizione dell’I.C. D’Angiò – Via Vesuvio di Trecase. I ragazzi hanno portato in scena un frammento reale della memoria contadina legato alla vendemmia. Attraverso un mix coinvolgente di canti, danze e body percussion, gli alunni della scuola secondaria di primo grado hanno rievocato scene della tradizione vesuviana. La performance ha ricostruito i momenti cardine del rito collettivo: la chiamata dei contadini in piazza, la salita verso la vigna scandita dalle tradizionali “fronne“, la raccolta, la pigiatura dell’uva e il festoso ritorno in paese.

L’ultima tappa del percorso ha celebrato le tradizioni popolari strianesi, curate dagli alunni dell’I.C. D’Avino di Striano. Il focus si è concentrato sul celebre Carnevale strianese, rievocato sul palco attraverso balli, musiche e canti storici che hanno travolto il pubblico con l’energia tipica di questa festa. I giovani studenti hanno portato in scena tutta la bellezza, la vivacità dei colori e il ritmo travolgente di questa storica manifestazione. Attraverso una performance dinamica, i ragazzi hanno restituito lo spirito autentico di una festa profondamente radicata nel territorio.

A fare da collante narrativo all’intero spettacolo è stata la voce del prof. Francesco Sorvillo, arricchita dalla partecipazione straordinaria di Pulcinella, interpretato con grande ironia e presenza scenica da Emanuele Iozzino.

La riuscita dell’evento è il frutto del lavoro appassionato di un team di docenti che ha guidato i ragazzi durante i mesi di preparazione. Si ringraziano i professori: Giusy Ferraro, Eloisa Morena Perrino, Stefania Aprea, Pasqualina Borriello, Carla Russo, Marco Gaudino e Giuseppe D’Antuono e tutti gli altri docenti dei tre istituti scolastici che hanno con impegno collaborato alla preparazione degli alunni e all’allestimento scenico.

Tra le autorità presenti la vicesindaca di Striano Olimpia Ferrara, l’assessora Rosa Rega, il direttore artistico del Carnevale Strianese Eduardo Castaldo e il presidente del Centro Studi “Histricanum”, Felice Marciano.

L’evento “Onde-Uva e Maschere” ha consolidato il legame tra l’Istituto Severi e le scuole del Vesuviano, evidenziando il ruolo della tradizione come motore di innovazione e coesione sociale per le nuove generazioni. La sinergia territoriale, incentrata su cultura e identità locale, traccia un percorso per future collaborazioni volte alla valorizzazione del patrimonio vesuviano.

Una serata memorabile che ha riscosso ampi ed entusiastici apprezzamenti. Una pagina di bellissima scuola, capace di dimostrare come il passato e le tradizioni possano diventare linguaggi vivi e moderni nelle mani delle nuove generazioni.

 

Juve Stabia, l’orgoglio di Abate a Palazzo Farnese: Un privilegio allenare questi ragazzi hanno dato il cuore

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La splendida cornice di Palazzo Farnese, storica sede del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, questa mattina si è tinta idealmente di giallo e di blu. La sala consiliare ha infatti ospitato un momento istituzionale che è andato ben oltre la semplice formalità, trasformandosi in un incontro carico di emozione, orgoglio e profonda riconoscenza.

Il sindaco Luigi Vicinanza, facendosi portavoce dei sentimenti di un’intera comunità, ha voluto accogliere con tutti gli onori la società SS Juve Stabia.

L’obiettivo? Congratularsi ufficialmente con i calciatori, lo staff tecnico e l’intera dirigenza per gli straordinari traguardi sportivi raggiunti nel corso di una stagione semplicemente indimenticabile.

Tra i presenti a prendere la parola è stato Mister Ignazio Abate protagonista di una stagione che resterà comunque straordinaria. Va riconosciuto al tecnico il grande coraggio di aver accettato l’incarico nell’estate del 2025, ben consapevole delle enormi aspettative lasciate dalla storica annata precedente. La Juve Stabia arrivava infatti da una promozione diretta dalla Serie C alla Serie B e dalla prima storica qualificazione ai playoff per la Serie A sotto la guida di Guido Pagliuca.

Ripetersi era difficilissimo. Eppure Abate ha raccolto la sfida con personalità, riuscendo addirittura a confermare la competitività delle Vespe ad altissimi livelli. Un percorso che merita soltanto applausi e gratitudine.

Queste le parole del tecnico gialloblù:

Vi ringrazio per le belle parole, ho provato emozioni difficili da spiegare. Ma il merito più grande, e ve lo dico dal profondo del cuore, va ai miei ragazzi, che hanno sempre lavorato con tantissima devozione e serietà, con grandissimo senso di appartenenza. Sono veramente orgoglioso di loro ed è stato un grande privilegio poterli allenare quest’anno”.

Una mattinata che va oltre il calcio. Perché oggi, a Palazzo Farnese, non è stata premiata soltanto una squadra, ma un’intera comunità che si è riconosciuta nei valori di sacrificio, umiltà e appartenenza mostrati dalla Juve Stabia. E al di là del risultato finale, questa stagione resterà per sempre nel cuore del popolo gialloblù.

Juve Stabia, Matteo Lovisa: “Castellammare mi ha dato tantissimo”. Il Sindaco e la Giunta: “Non ci lasciare”

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Nella mattinata di oggi, la splendida cornice di Palazzo Farnese, sede del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, ha ospitato un momento carico di emozione, orgoglio e riconoscenza. Il sindaco Luigi Vicinanza ha infatti voluto accogliere tutta la società Juve Stabia per congratularsi ufficialmente con squadra, staff e dirigenti per gli straordinari traguardi sportivi raggiunti nel corso di questa stagione.

Una cerimonia sentita, partecipata, nella quale si è respirato tutto l’amore di una città intera verso una squadra che, ancora una volta, è riuscita a far sognare un popolo. Abbiamo assistito questo momento speciale durante il quale tutti i tesserati gialloblù sono stati premiati e hanno avuto la possibilità di ricevere il meritato abbraccio della città, ringraziando a loro volta i tifosi per la vicinanza e l’attaccamento dimostrato nel corso di un’annata che resterà scolpita nella memoria collettiva.

Il primo a prendere la parola è stato il direttore sportivo Matteo Lovisa, accolto da un’autentica ovazione da parte dei presenti. “Non ci lasciare”, “resta con noi”: frasi spontanee, sincere, che testimoniano tutta la stima e la fiducia che il popolo stabiese nutre nei confronti di un dirigente che ha saputo costruire un gruppo forte, competitivo e soprattutto umano.

Questa è stata la sua risposta:

Fa piacere l’affetto che riservano ad ognuno di noi, durante questa annata qualunque altro gruppo avrebbe mollato, da parte mia posso solo ringraziare ogni singolo ragazzo, e ogni elemento dello staff, perché quando la Juve Stabia fa sognare la squadra lo fa grazie ad ogni sua componente.

Sinceramente meritavamo un esito migliore anche nei playoff, ma queste gare sono spesso decise da episodi.

Posso solo ringraziare tutti, perché quello che mi ha dato Castellammare è stato importante e me lo porterò dietro per tutta la vita. Spero di trovare altro affetto nella mia carriera, ma so che sarà difficile, così come sarà difficile trovare un gruppo così, perché si può anche sbagliare il calciatore, ma dal punto vista umano tutti i ragazzi hanno sudato questa maglia e sono orgoglioso di loro”.

Parole profonde, cariche di emozione e appartenenza, che confermano ancora una volta il legame speciale creatosi tra la città e questa squadra. Addio o arrivederci solo il tempo potrà dare una risposta a queste sue parole. Una cosa è certa: Lovisa è entrato di diritto nella storia gloriosa della Juve Stabia.

Premiazione del concorso “Un dono per la vita” promosso dalla Commissione del Distretto Rotary 2101

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CASTELLAMMARE DI STABIA – La scuola non è solo il luogo in cui si trasmettono nozioni, ma lo spazio sacro in cui si formano i cittadini del domani. Questo messaggio di profondo valore civico ha risuonato con forza ieri mattina, 20 maggio, nell’Auditorium “R.L. Montalcini” del Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia, teatro dell’evento conclusivo del concorso “Un dono per la vita”.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione “Cultura del dono e donazione organi” del Distretto Rotary 2101, ha unito istituti e territori diversi – dalle Scuole Stabiesi all’I.I.S. “Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti e agli istituti di Piedimonte Matese e di Caserta – sotto un unico, vitale obiettivo: sensibilizzare i giovani sulla cultura della donazione di sangue e organi.

L’incontro si è aperto con il caloroso benvenuto della Dirigente Scolastica del Liceo “Severi”, prof.ssa Elena Cavaliere, che ha ridefinito il concetto stesso di generosità: il dono non deve essere visto solo come un astratto gesto di affetto, ma come una concreta e consapevole donazione biologica capace di salvare vite. Nel suo discorso, la Dirigente ha espresso profonda gratitudine verso il Rotary per aver strutturato una sinergia preziosa: “Siamo grati al Rotary di aver creato con noi questo sistema formativo integrato che dà senso e significatività al fare scuola ma anche alla nostra mission”. Un ringraziamento speciale è andato poi a chi supporta concretamente l’istruzione, perché “chi dà spazio alla scuola, chi dedica tempo alla scuola è certamente degno di grande rispetto”. Il fulcro di questo ingranaggio restano i docenti, salutati con affetto per la dedizione quotidiana che permette ai ragazzi di sviluppare una formazione completa ed esaustiva.

A fare eco a queste parole è stata la Dirigente dell’I.I.S. M.P. Vitruvio, prof.ssa Angela Cioffi, che si è rivolta direttamente alla platea dei ragazzi con un appello carico di speranza e responsabilità: “Siete voi che potete essere il dono per la nostra società”. Un invito a diventare parte attiva del cambiamento, trasformando l’altruismo in una scelta di vita consapevole.

La conduzione è poi entrata nel vivo con l’intervento della prof.ssa Carmen Matarazzo, Past President del Rotary Club Castellammare di Stabia, e membro della Commissione “Cultura del dono e donazione organi”  che ha portato i saluti dell’attuale Presidente Luigi Baron, rivolgendo un caloroso benvenuto a tutti i presenti, ai soci rotariani, alle dirigenti scolastiche dei tre istituti stabiesi coinvolti e ai docenti degli istituti di Sant’Agata dei Goti e di Piedimonte Matese che hanno accompagnato con orgoglio gli alunni premiati.

La parola è passata quindi alle massime autorità rotariane. Il Governatore Distrettuale del Rotary  2101, Angelo di Rienzo, ha sottolineato la vicinanza dell’istituzione ai territori: “Il governatore è presente ovunque ci sia la necessità di sottolineare i momenti positivi, belli, edificanti. Il progetto legato alla cultura del dono è fondamentale. Il Rotary è donazione, è donazione del proprio tempo, della propria professionalità, dei propri skill, perché il Rotary è essenzialmente un’organizzazione umanitaria”. Di Rienzo ha poi ricordato l’essenza stessa del club: “È un grande mondo in cui la solidarietà, la vicinanza agli ultimi, la vicinanza alle fragilità fa del Rotary la vera ragione di esistere”, concludendo con un sentito ringraziamento a chi ha partecipato attivamente a questo momento di condivisione e responsabilità.

A raccogliere il testimone, riprendendo la riflessione sulla cultura del dono, è stato Guglielmo Venditti, Presidente della Commissione del Distretto Rotary 2101 “La cultura del dono e degli organi” e Presidente Regionale AIDO, associazione che da ben cinquantatré anni si occupa con dedizione della donazione e del trapianto di organi. “La parola dono la possiamo estrinsecare in tante forme: partecipazione, condivisione, solidarietà, altruismo, civismo che racchiudono il concetto del dono”, ha dichiarato Venditti. “Il nostro motto di quest’anno, ‘Uniti per fare del bene’, calza a pennello al Rotary”. Il presidente ha poi rivolto un caloroso ringraziamento a tutti i docenti per aver abbracciato il progetto, guidando e coinvolgendo attivamente i propri alunni in questo percorso di crescita interiore. [

Il concorso si è sviluppato attraverso tre specifiche linee espressive: immagini, parole e musica. La sezione “Musica”, complice l’alto livello di rigidità del regolamento che imponeva tassativamente la presentazione di brani inediti e non di semplici cover, non ha visto l’assegnazione di premi.

I riflettori si sono quindi accesi sulla sezione “Immagini”, che ha celebrato il talento cinematografico e comunicativo degli studenti attraverso tre cortometraggi di assoluto spessore emotivo e tecnico:

  • 3° Premio: Conferito al cortometraggio “Legati da un sì”, realizzato dagli alunni della classe IV BS del Liceo “Galileo Galilei” di Piedimonte Matese, coordinati dalla prof.ssa Antonella Caprarelli. L’opera affronta tematiche fondamentali come l’amicizia, la solidarietà e il coraggio. A causa di un imprevisto problema tecnico-organizzativo, la delegazione non ha potuto ritirare il premio di persona ma riceverà il riconoscimento ufficiale venerdì prossimo.
  • 2° Premio: Assegnato agli studenti del Liceo Scientifico dell’I.I.S. “Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti per il brillante spot pubblicitario “Un dono per esistere davvero”, realizzato dagli alunni della classe V B sotto la guida della prof.ssa Giuseppina De Rosa. Nelle motivazioni del premio viene evidenziato come i ragazzi abbiano saputo “creare la sintesi dell’invisibile, di chi è in lista d’attesa per un trapianto e l’essere trasparente per chi è nato per aiutare gli altri, ma nessuno si accorge di lui”.
  • 1° Premio: Il gradino più alto del podio per la sezione “Immagine” è andato agli alunni della IV E del Liceo Scientifico Francesco Severi di Castellammare di Stabia, guidati dalla prof.ssa Pia Discolo, con uno spot molto significativo dal titolo “Il dono più grande sei tu” sul valore civile e umano della donazione di organi.

Grandissimo entusiasmo per la sezione “Parole”, che ha visto trionfare componimenti scritti di profonda sensibilità:

  • 3° Premio: Assegnato a Martina D’Abbraccio dell’ISS Plesso Alberghiero di Piedimonte Matese, supportata dalla prof.ssa Maria Felicia Leonetti, per una bella e significativa poesia.
  • 2° Premio: Conferito a Chiara Riti dell’I.T.S. “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia, autrice del toccante racconto “Il donatore misterioso”, accompagnata dalla D.S. prof.ssa Cinzia Toricco, che, nel ringraziare il Rotary per l’opportunità formativa offerta agli studenti campani, ha sottolineato il valore del dono: “La tematica del dono è importante. I nostri ragazzi ce lo insegnano ogni giorno, ogni volta che ci donano il loro sorriso, il loro impegno”.
  • 1° Premio: Sul gradino più alto del podio è salita l’alunna Alessia Celentano della classe IV A Turismo dell’I.I.S. “M.P. Vitruvio” di Castellammare di Stabia, con l’emozionante poesia “Un dono per la vita”, coordinati dalla prof. Adele Cesarano e accompagnata dalla D.S. prof.ssa Angela Cioffi e dalla prof.ssa Giusy Agozzino.

Una menzione speciale per la partecipazione al progetto nella sezione “Parole” è andata alla classe IV C Linguistico del Liceo Severi di Castellammare, referente la prof.ssa Luisa Cesarano, e all’alunno Alessio Ferrara della IV B del Liceo Scientifico “A. Manzoni” di Caserta, referente il prof. Luciano De Luca.

Agli altri ragazzi che hanno partecipato al concorso è stato consegnato un attestato di partecipazione.
La mattinata è stata inoltre impreziosita da momenti artistici di altissimo impatto. Ad aprire le esecuzioni musicali è stato l’esibizione degli alunni del Corso di Chitarra del Liceo Scientifico Severi, diretti dal prof. Pasquale Miloso, poi la suggestiva performance all’arpa dell’alunna Emanuela Zurolo, seguita dal toccante e intenso contributo al violino della professoressa Fiammetta Drammatico, docente del Liceo Severi; esecuzioni magistrali che hanno letteralmente toccato le corde del cuore dei presenti, per ricordare che “la musica è il primo dono che abbiamo, il compagno che non ci abbandona mai”, come ha sottolineato la D.S. del Liceo Severi prof.ssa Elena Cavaliere.

A dare ulteriore valore scientifico e umano alla premiazione è stata la viva voce di una giovane madre che, guarita da una severa leucemia grazie a un donatore di midollo osseo statunitense, ha condiviso la sua storia da remoto, con un video. Questo delicato passaggio ha ricordato alla platea di studenti che la solidarietà non ha confini geografici.

Con la cerimonia di premiazione del concorso “Un dono per la vita” nell’Auditorium del Liceo “Severi”, si chiude un percorso virtuoso nato dalla sinergia tra il Distretto Rotary 2101, il mondo della sanità e le istituzioni scolastiche campane.

Il successo dell’iniziativa lancia un segnale chiaro sull’efficacia della sensibilizzazione civica. Un plauso va ai ragazzi e ai docenti che, con passione e competenza, hanno saputo tradurre in immagini e parole un messaggio vitale, confermando la scuola come il luogo ideale in cui coltivare i cittadini del domani. Quando la Scuola si apre a queste problematiche e si allea con realtà come il Rotary, compie la sua missione più alta: formare esseri umani consapevoli del valore inestimabile della vita.

Juve Stabia, saluto al sogno Serie A: Lacrime gialloblù, ma anche tanto orgoglio dei 1000 giunti in Brianza

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La Juve Stabia esce di scena tra gli applausi del proprio pubblico, le lacrime e quell’amaro in bocca che soltanto certe notti sanno lasciare. Una sconfitta dolorosa, sì, ma diversa da quella vissuta a Cremona nella passata stagione. Più matura, più consapevole, quasi intrisa di orgoglio nonostante il verdetto del campo.

Ci sarà tempo per analizzare la partita, per capire dove la sfida dell’U-Power Stadium abbia preso definitivamente la direzione della Brianza, per discutere di quei minuti finali del Romeo Menti che alla fine si sono rivelati fatali. Ci sarà tempo per metabolizzare una notte che brucia e continuerà a farlo ancora per giorni. Ma oltre il risultato, oltre il tabellone, resta qualcosa che nessuna eliminazione potrà cancellare.

Resteranno i mille cuori gialloblù arrivati fino a Monza. Mille anime che hanno cantato, sofferto e applaudito la squadra anche dopo il triplice fischio. Perché quando il pallone smette di sorriderti, inevitabilmente arrivano le lacrime. Gli occhi lucidi di tanti tifosi raccontavano tutto: la delusione per un sogno svanito ad un passo dalla storia, ma anche la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di straordinario.

E se sugli spalti c’era chi tratteneva a fatica l’emozione, in campo e sotto il settore ospiti qualcuno non è riuscito a farlo. Ignazio Abate, dopo essere stato acclamato dai tifosi gialloblù, si è lasciato andare ad un pianto liberatorio, quasi impossibile da contenere dopo mesi vissuti al massimo della tensione emotiva. Lacrime vere, sincere, di chi aveva iniziato un percorso e ci aveva creduto fino in fondo.

Ma non è stato l’unico momento destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva del popolo stabiese. Anche l’amministratore giudiziario Ferrara, in un lungo abbraccio con il dottor Scarpa, si è lasciato sopraffare dall’emozione. Un’immagine diventata virale in pochi minuti sui social, simbolo di quanto questa cavalcata abbia coinvolto tutti, ben oltre il semplice rettangolo verde. Visibilmente commosso anche il direttore Ferdinando Elefante, presente sotto il settore ospiti insieme alla squadra in uno degli ultimi momenti della stagione.

Il sogno Serie A si ferma qui. Ma la sensazione, fortissima, è che questa volta la Juve Stabia abbia bussato con molta più forza alla porta del massimo campionato rispetto allo scorso torneo. Non una comparsa, non una favola passeggera: le Vespe hanno dimostrato di poter stare davvero tra le grandi, giocandosela senza paura e arrivando ad un passo da qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

E allora, forse, il futuro può ancora riservare sorprese. Del resto, si dice che non c’è due senza tre. Ma adesso, dopo le lacrime e l’orgoglio, serviranno chiarezza societaria, programmazione e certezze per continuare a costruire. Perché notti come questa, nonostante la sconfitta, entrano comunque nella gloriosa storia della Juve Stabia. E certe lacrime, in fondo, sono semplicemente il prezzo dell’amore per un sogno sfiorato.

Castellammare di Stabia: Ex Nuove Terme, via agli interventi di pulizia e messa in sicurezza del piazzale

Sono iniziati in questi giorni gli interventi di pulizia, rimozione dei rifiuti e ripristino del minimo decoro nell’area del piazzale delle ex Nuove Terme di Stabia, attualmente di proprietà della Regione Campania nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del futuro ospedale di Castellammare di Stabia.

Le operazioni sono state disposte dalla Direzione Generale per le Risorse Strumentali della Regione Campania a seguito della richiesta avanzata dalla Città di Castellammare di Stabia, che nelle scorse settimane aveva sollecitato un intervento urgente raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti da cittadini, albergatori e operatori turistici della zona, preoccupati per le condizioni di degrado in cui versava l’area.

L’intervento non si limiterà soltanto alla bonifica del piazzale. La Regione, infatti, ha previsto anche la realizzazione di una rete di protezione con l’obiettivo di impedire nuovi episodi di abbandono illecito di rifiuti e utilizzi impropri dello spazio, restituendo maggiore sicurezza e decoro a un’area particolarmente visibile e strategica della città.

“Ringrazio l’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro e gli uffici della Regione Campania per il giusto riscontro alla richiesta avanzata dall’amministrazione comunale. La pulizia e la messa in sicurezza del piazzale, con l’inizio della stagione turistica, rappresentano un segnale di attenzione verso un’area strategica per la città”, ha dichiarato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza.

L’area delle ex Nuove Terme rappresenta da anni uno dei nodi centrali del dibattito cittadino sul rilancio urbanistico e turistico di Castellammare di Stabia. Gli interventi avviati in questi giorni puntano dunque non solo a migliorare il decoro urbano, ma anche a restituire dignità a uno spazio simbolico in vista dei futuri sviluppi legati al nuovo presidio ospedaliero e alla valorizzazione dell’intero comprensorio.

Juve Stabia: Il lampo di Burnete mette paura al Monza. Il cinismo brianzolo però decide la semifinale Playoff

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La favola si interrompe a un passo dal sogno, ma la Juve Stabia esce dai Play-off con il petto gonfio d’orgoglio e con la consapevolezza di aver dato tutto. All’U-Power Stadium, nella notte più importante della stagione, il Monza piega le Vespe per 2-1 al termine di una semifinale intensa, nervosa e ricca di emozioni, conquistando il pass per il turno successivo. Ai gialloblù resta l’amarezza di un’eliminazione dolorosa, ma anche la fierezza di aver combattuto fino all’ultimo respiro contro una squadra costruita per altri palcoscenici.

Dentro o fuori, senza possibilità di appello. L’atmosfera da battaglia si percepisce fin dai primi minuti, in uno stadio carico di tensione dove ogni pallone pesa come un macigno. La posta in palio paralizza inizialmente il gioco: la gara è bloccata, sporca, tattica. Il Monza, forte del 2-2 dell’andata e della possibilità di qualificarsi anche senza vincere, gestisce con lucidità e prova a colpire nei momenti giusti. La Juve Stabia, invece, sa di dover osare e pian piano alza il baricentro, cercando il varco per l’impresa.

I brianzoli bussano più volte alla porta stabiese, ma trovano un Confente attento e pronto a tenere in piedi i suoi. La squadra di Ignazio Abate non si arrende, anzi decide di giocarsi tutto il tutto per tutto: fuori i tatticismi, dentro le punte, dentro il cuore. È la fotografia di una squadra che non ha mai smesso di crederci, neppure quando la montagna sembrava diventare impossibile da scalare.

Il finale è di quelli che fanno male ma che ricordano perché il calcio sappia essere così tremendamente bello. Quando Cutrone trova il gol che sembra chiudere definitivamente i giochi, il Monza sente il profumo della finale e mette idealmente lo champagne in frigo. La Juve Stabia, però, ha ancora un’ultima scintilla da accendere. E quella scintilla diventa un incendio di speranza grazie a Gabrielloni, autore di una splendida giocata, e soprattutto a Burnete che si inventa un autentico capolavoro: un golasso che riapre tutto e fa tremare l’U-Power Stadium.

Nel recupero succede di tutto. La Juve Stabia si riversa in avanti con rabbia, orgoglio e disperazione. Sale persino Confente nell’area avversaria nel tentativo di scrivere l’ultima pagina di un’impresa storica. Ma il destino, che nell’arco dei 180 minuti ha sorriso più volte ai brianzoli, decide di non concedere il miracolo alle Vespe. Anzi, nel caos finale arriva ancora Cutrone a firmare il 2-1 definitivo, una rete utile soltanto per le statistiche ma che certifica comunque la sconfitta stabiese.

Eppure, al di là del risultato, c’è una fotografia che resta impressa più di ogni altra. È quella del settore ospiti colorato di gialloblù. Mille tifosi stabiesi hanno invaso la Brianza e, nonostante l’eliminazione, hanno applaudito a lungo la squadra. Una standing ovation meritata, sincera, emozionante. Perché questa Juve Stabia ha sputato sangue fino all’ultimo secondo, ha onorato la maglia e ha saputo riaccendere l’orgoglio di un’intera città.

La corsa verso la Serie A si ferma in semifinale, ma non cancella quanto di straordinario costruito in questa stagione. Le Vespe escono sconfitte dal campo, ma vincono nell’anima di un popolo che si è riconosciuto nella grinta, nel sacrificio e nel cuore di questo gruppo. Castellammare di Stabia può essere triste per il finale amaro, ma non potrà mai smettere di essere orgogliosa dei suoi ragazzi.

Stretta sulle spiagge libere attrezzate di Castellammare di Stabia: Revocate tre concessione

L’amministrazione comunale ha disposto la decadenza dell’autorizzazione demaniale e la revoca dell’affidamento in gestione per gli arenili di Pozzano, della Palombara e de La Rotonda, a seguito di una serie di controlli che hanno fatto emergere diverse irregolarità.

Il provvedimento arriva al termine di sopralluoghi e verifiche eseguiti nei mesi scorsi dall’ufficio Demanio, dal settore Urbanistica, dal Comando di Polizia Locale e dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, nell’ambito di un’attività avviata su impulso della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse numerose violazioni rispetto alle prescrizioni previste dalle concessioni e dall’offerta tecnica presentata in sede di gara. Tra le principali criticità contestate figurano il mancato smontaggio delle opere stagionali di facile rimozione e la realizzazione di interventi difformi rispetto a quelli autorizzati.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato problematiche relative ai servizi igienici e all’accessibilità per le persone con disabilità, oltre a criticità riguardanti gli allacci alla pubblica fognatura, i sistemi di videosorveglianza e l’installazione di impianti a energia solare.

Nonostante la revoca delle autorizzazioni e degli affidamenti, il Comune ha precisato che i cittadini e i bagnanti potranno continuare ad avere libero accesso agli arenili interessati. Le spiagge, infatti, resteranno pienamente fruibili per la collettività.

Una decisione che si inserisce nel più ampio percorso di controllo e tutela del litorale stabiese portato avanti dall’amministrazione comunale. Sul punto è intervenuto anche il sindaco Luigi Vicinanza, che ha sottolineato la linea di rigore adottata dal Comune.

“Il rispetto delle regole e della legalità viene prima di tutto. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è garantire una gestione corretta, trasparente e conforme alle concessioni rilasciate, nell’interesse della collettività e della tutela del nostro litorale” ha dichiarato il primo cittadino.

La vicenda riaccende così l’attenzione sulla gestione delle spiagge libere attrezzate e sulla necessità di garantire standard adeguati sotto il profilo della sicurezza, dell’accessibilità e del rispetto delle normative ambientali e urbanistiche.

Juve Stabia, il sogno si ferma a Monza: fuori dai playoff ma a testa altissima. L’orgoglio resta per sempre

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Un anno dopo, la ferita torna a bruciare. Cambia lo stadio, cambia l’avversario, ma non cambia quella sensazione sottile e dolorosa di aver visto sfumare qualcosa che la Juve Stabia avrebbe meritato di vivere fino in fondo. A Monza finisce il sogno playoff delle Vespe, eliminate in semifinale dopo una battaglia intensa, emozionante e giocata senza mai abbassare la testa. E per il popolo gialloblù è impossibile non lasciarsi travolgere dalla nostalgia, accompagnata inevitabilmente da un pizzico di rammarico.

Solo dodici mesi fa il cammino della Juve Stabia si era spezzato a Cremona, in una notte segnata pesantemente dalle decisioni arbitrali. Quel cartellino rosso sventolato in faccia ad Andreoni rimane ancora oggi una fotografia amara di una rimonta spezzata sul nascere, di una squadra privata della possibilità di giocarsi fino in fondo le proprie carte. Quest’anno il copione è stato diverso, ma il finale ha avuto lo stesso sapore crudele.

A fare la differenza, stavolta, è stata la clamorosa rimonta del Monza nella gara d’andata al “Romeo Menti”. Quel blackout che ha permesso ai brianzoli di riacciuffare una partita ormai indirizzata ha costretto la squadra di Ignazio Abate a presentarsi al ritorno con un solo risultato possibile: vincere. Una missione quasi impossibile contro una corazzata costruita per il salto di categoria.

Eppure la Juve Stabia ci ha creduto fino all’ultimo secondo. Anche all’U-Power Stadium le Vespe hanno giocato con coraggio, personalità e orgoglio, dimostrando ancora una volta di meritare il palcoscenico che si erano conquistate. Quando tutto sembrava ormai scritto, è arrivata la magia di Burnete a riaccendere improvvisamente le speranze, trasformando il finale in un assalto disperato e carico di adrenalina. Non è bastato per completare l’impresa, ma è bastato per raccontare ancora una volta la forza caratteriale di questo gruppo.

La verità è che la squadra di Ignazio Abate merita soltanto applausi. Prima per un campionato straordinario, vissuto ben oltre le aspettative, e poi per playoff che hanno regalato emozioni autentiche, gol spettacolari e prestazioni di altissimo livello. Indimenticabile resterà la notte di Modena, con quella vittoria al “Braglia” costruita attraverso una prova praticamente perfetta, da squadra vera, da squadra che non aveva paura di nessuno.

Ed è proprio questo che resterà oltre l’eliminazione: l’identità. La Juve Stabia ha fatto tremare squadre costruite per vincere il campionato, ha saputo giocarsela ovunque e contro chiunque, mostrando un calcio intenso, coraggioso e moderno. Per questo, al triplice fischio di Monza, non ci sono volti sconfitti ma solo occhi lucidi e applausi interminabili.

I tifosi arrivati fino in Brianza, così come quelli rimasti a Castellammare davanti ai televisori, hanno salutato questa squadra con l’orgoglio di chi sa di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché il calcio sa essere crudele nei risultati, ma certe emozioni vanno oltre il tabellone. Se a Cremona era rimasta soprattutto la rabbia, stavolta resta un senso fortissimo di appartenenza.

La Juve Stabia si ferma in semifinale, è vero. Ma il popolo delle Vespe sa anche che questa squadra ha già scritto una pagina che Castellammare difficilmente dimenticherà. E forse, in fondo, ci sono sconfitte che riescono comunque ad assomigliare tremendamente a una vittoria.