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Napoli, Palazzo Serra di Cassano: I Farnese, una delle dinastie nobiliari più influenti del Rinascimento

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Organizzato dall’Associazione culturale A.N.T.A.R.E.S ETS presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio a Napoli, si è svolto giovedì 19 marzo u.s. un interessante incontro dedicato alla Famiglia Farnese.

La conferenza, intitolata “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or”, ha messo in evidenza il legame storico tra questa potente casata e Napoli, approfondendo il ruolo dei Farnese come antenati di Carlo di Borbone e la loro eredità artistica e politica, che ha segnato la città.

L’evento è stato un omaggio alla memoria della dott.ssa Adriana Carnevale, recentemente scomparsa, figura storica della Soprintendenza Archivistica di Napoli, la cui passione per questi temi ha pervaso l’intera discussione.

A relazionare sull’argomento tre figure di spicco del panorama culturale, che hanno approfondito con i loro interventi il legame tra Napoli e la Tuscia attraverso l’architettura, l’arte e i documenti storici.

L’Arch. Prof. Teresa Leone (Presidente dell’Associazione A.N.T.A.R.E.S. ETS), ha avuto il ruolo di introdurre e concludere i lavori, coordinando gli interventi sulla famiglia Farnese e il loro immenso lascito artistico e architettonico tra la Tuscia e Napoli.

L’Arch. Margherita Eichberg (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Prov. di Viterbo e per l’Etruria Meridionale), massima autorità nella tutela di monumenti iconici farnesiani, nel suo intervento si è soffermata sull’importanza della famiglia Farnese come committente di opere d’arte e architetture straordinarie che, partendo dal Lazio settentrionale, hanno poi arricchito Napoli.

Il Dott. Gaetano Damiano (Archivio di Stato di Napoli) ha relazionato sull’importanza dei documenti storici del “Fondo Farnesiano” presenti nell’archivio del capoluogo campano.

I relatori, con la narrazione degli eventi e la presentazione delle opere d’arte, hanno catalizzato l’attenzione del folto pubblico presente; l’affluenza all’evento e l’interesse suscitato confermano quanto la storia dei Farnese sia ancora sentita parte integrante dell’identità napoletana.

L’attenzione del pubblico è stata catturata dalla narrazione ricca di aneddoti dell’Arch. Prof. Teresa Leone, che ha trasformato i nomi storici e le opere d’arte in figure vive. Il suo intervento si è incentrato su Elisabetta, madre di Carlo di Borbone, Paolo III, il Gran Cardinale e altri illustri rappresentanti della famiglia Farnese.

L’intervento si è poi incentrato sulla descrizione delle proprietà più importanti come Palazzo Farnese di Roma, considerato “la più bella reggia del Rinascimento”, la Villa Farnesina alla Longara, gli Horti Farnesiani, Villa Falconieri a Frascati, un tempo detta La Rufina, e sulle collezioni che oggi ammiriamo al Museo di Capodimonte e al MANN, nate proprio dal genio e dal collezionismo dei Farnese.

L’eredità dei Farnese a Napoli è immensa: si tratta di una delle collezioni d’arte più importanti al mondo, giunta in città nel 1734 grazie a Carlo di Borbone, che la ereditò dalla madre Elisabetta, ultima della dinastia.

Oggi questo tesoro è diviso tra il Museo Archeologico Nazionale (MANN) e il Museo di Capodimonte; al MANN è possibile ammirare, tra l’altro, l’Ercole Farnese, Il Toro Farnese, il più grande gruppo scultoreo dell’antichità giunto fino a noi da un unico blocco di marmo, e l’Atlante Farnese, celebre per il globo celeste che regge sulle spalle.

A Capodimonte si trova il cuore pittorico della famiglia, con capolavori assoluti del Rinascimento come il Ritratto di Paolo III con i nipoti (Tiziano), la Danae (Tiziano), commissionata dal cardinale Alssandro Farnese, e La Cassetta Farnese, un capolavoro di oreficeria in argento dorato, cristallo di rocca e lapislazzuli.

È l’aspetto architettonico a svelare la grandezza politica della famiglia, veri pionieri di quello che potremmo definire il “marketing del potere” attraverso la pietra.

Nel suo intervento, l’Arch. Margherita Eichberg ha magistralmente guidato il pubblico in un tour virtuale tra le “perle” architettoniche della Tuscia, evidenziando come ogni edificio non fosse solo una dimora, ma un manifesto di legittimazione dinastica.

La relatrice ha approfondito alcuni simboli cardine del dominio farnesiano, che rappresentano l’evoluzione della famiglia da nobiltà locale a dinastia europea, come il Palazzo Farnese di Caprarola e le numerose architetture della famiglia sparse nel viterbese.

Il Dott. Gaetano Damiano è stato il terzo relatore chiave dell’incontro “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or”. Il suo contributo è stato fondamentale per illustrare la dimensione documentale e archivistica della famiglia Farnese. Nel suo intervento ha toccato un punto doloroso della storia di Napoli: la tragedia di San Paolo Belsito del settembre 1943.

Per proteggere i documenti più preziosi dai bombardamenti su Napoli, l’Archivio di Stato trasferì 866 casse di documenti (tra cui il nucleo farnesiano, angioino e aragonese) in una villa a San Paolo Belsito. Per rappresaglia dopo l’insurrezione di Napoli, i soldati tedeschi appiccarono il fuoco alla villa il 30 settembre 1943.

Il riferimento al “Fondo Farnesiano” assume un valore quasi sacro, proprio perché ciò che è giunto a noi è il risultato di un recupero miracoloso dopo la barbarie nazista.

Gran parte della memoria amministrativa e diplomatica del Regno e della famiglia Farnese andò letteralmente in fumo. Fu una perdita incalcolabile per la storiografia europea. L’intervento del Dott. Gaetano Damiano all’incontro ha sottolineato l’importanza di studiare ciò che resta come atto di resistenza culturale contro quella distruzione.

La conferenza sulla Famiglia Farnese “Venite a l’ombra de’ gran gigli d’or” è stata sicuramente un evento di alto profilo, considerando sia lo spessore culturale dell’Associazione Antares sia la prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano.

Un plauso all’Arch. Prof. Teresa Leone, presidente di A.N.T.A.R.E.S. ETS (Associazione Napoletana Territorio Arte Restauro Ecologia Società) per l’importante iniziativa di valorizzazione del patrimonio storico e artistico napoletano.

Per approfondire gli studi sui Farnese, l’associazione organizza incontri e itinerari che collegano la storia napoletana ai luoghi d’origine della famiglia nella Tuscia. Le visite guidate mirano a mostrare come le architetture e le opere create per i Farnese siano oggi un ponte storico tra il Lazio settentrionale e la Campania. Per conoscere le prossime partenze verso il viterbese o le visite tematiche a Napoli, è possibile contattare l’associazione via email a antarescampaniaecultura@gmail.com.

Juve Stabia, l’emozione e le parole di Vincenzo Onorato ai festeggiamenti dei 119 anni delle Vespe

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Cori, fumogeni, sciarpe alzate e una passione che brucia ininterrotta da oltre un secolo. Le celebrazioni per i 119 anni di storia della Juve Stabia, organizzate con il cuore e l’entusiasmo della tifoseria nel piazzale antistante lo stadio Romeo Menti nella serata di giovedì, hanno regalato alla città di Castellammare di Stabia una serata indimenticabile.

Tra gli ospiti d’onore, un uomo che ha scritto pagine indelebili del club negli anni ’90: l’ex attaccante Vincenzo Onorato. Accolto come un eroe tornato a casa, l’ex bomber gialloblù ha preso il microfono visibilmente emozionato, regalando ai presenti un viaggio nei ricordi tra aneddoti, brividi e dichiarazioni d’amore puro per la piazza.

Dal Messina a Castellammare: un Ritorno a Casa

Onorato ha esordito ricordando i suoi primi passi verso l’avventura stabiese, un trasferimento nato dalla volontà di riavvicinarsi alle proprie radici campane. Non è mancato un saluto affettuoso a un ex compagno illustre.

“Il Popolo Stabiese è sempre nel mio cuore. Ero a Messina nel 1991 insieme a Igor Protti, a cui invio il mio in bocca al lupo. Volevo avvicinarmi a Napoli e così sono arrivato alla Juve Stabia.”

Le “Sliding Doors” di Vasto

Il momento più intimo e curioso dell’intervento ha riguardato lo storico spareggio di Vasto. Una partita che non rappresentava solo uno snodo vitale per la società, ma anche per il futuro personale dell’attaccante.

Onorato ha svelato di avere in tasca un accordo triennale che era però vincolato all’esito di quella delicatissima sfida: “Se avessimo perso il mio contratto sarebbe decaduto,” ha confessato Onorato sorridendo. “E menomale che è andato tutto bene ed è terminata con una vittoria ai calci di rigore.

L’Apoteosi e il Sogno del San Paolo

Da quella vittoria a Vasto, la storia di Onorato e della Juve Stabia ha preso letteralmente il volo, sfiorando traguardi storici e scrivendo la leggenda del club. L’anno successivo alla salvezza di Vasto, la squadra domina e vince il campionato. Nel 1994 poi, la cavalcata si ferma solo all’ultimo atto con la leggendaria, seppur amara, finale del San Paolo contro la Salernitana, valevole per l’accesso in Serie B.

Un Legame Indissolubile

A chiudere l’intervento di Onorato, acclamato dai tifosi di ogni età — da chi lo ha visto segnare a chi ne ha solo ascoltato le gesta —, sono state parole che confermano la grandezza della piazza stabiese.

“Ripeto, la Juve Stabia è nel mio cuore senza discussione. Ogni volta che vengo qua, l’emozione è sempre enorme.”

Una dichiarazione che ha fatto tremare il piazzale del Menti, suggellando una notte in cui passato, presente e futuro della Juve Stabia si sono abbracciati sotto i colori più belli: il giallo e il blu.

L’ex Rastelli: “Grande campionato nonostante gli infortuni. Con lo Spezia gara decisiva”

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L’intervento di Massimo Rastelli a Juve Stabia Talk Show rappresenta un tuffo nel passato glorioso della Juve Stabia e un’analisi lucida sul presente “straordinario” che sta vivendo il club gialloblù. L’ex tecnico ha ripercorso le tappe della sua carriera, soffermandosi sul legame indissolubile con la piazza stabiese

Il “debito” d’onore e il rimpianto dell’addio

Rastelli ha ricordato con emozione il passaggio dal campo alla panchina a Castellammare. Dopo aver vissuto da calciatore una “inopinabile retrocessione” nella sua ultima stagione, sentì il dovere morale di restare per riportare la squadra in C1. Insieme a compagni come Ametrano, riuscì nell’impresa da allenatore esordiente, grazie anche alla fiducia dei presidenti Giglio e Manniello. Tuttavia, a distanza di anni, ha ammesso che lasciare la Juve Stabia dopo quella promozione è stato il suo errore più grande, dettato dallo stress e dall’ansia di una prima stagione vissuta con troppa pressione

L’elogio a Matteo Lovisa e Ignazio Abate

Analizzando la situazione attuale, Rastelli ha espresso parole di profonda stima per il Direttore Sportivo Matteo Lovisa, definendolo un “grande conoscitore di giocatori”, capace di scovare giovani talenti a basso costo che generano importanti plusvalenze. Ha definito “straordinario” il campionato della Juve Stabia, sottolineando come la squadra sia costantemente tra le prime otto nonostante un budget inferiore rispetto a molte corazzate della categoria. Il merito, secondo Rastelli, va diviso tra società, direttore, allenatore e un ambiente che ha saputo ricompattarsi nei momenti difficili

Il caso Gabrielloni e la piaga degli infortuni

Rastelli ha trovato diverse analogie tra il suo modo di giocare e quello di Gabrielloni, definendolo un giocatore completo, tecnico e veloce. Ha lodato la scelta dell’attaccante di lasciare la “comfort zone” della Serie A a Como per rimettersi in gioco a Castellammare: “Il calciatore vuole giocare, non ha senso stare in Serie A senza fare nemmeno dieci minuti”. Sul piano tecnico, ha evidenziato come i numerosi infortuni abbiano pesato sul rendimento della squadra, limitando le rotazioni necessarie in un campionato di Serie B così equilibrato e fitto di impegni

Verso il match con lo Spezia e il futuro personale

In vista della gara di domani, Rastelli ha paragonato il momento dello Spezia a quello vissuto dal Bari: una squadra che ha subito un forte contraccolpo psicologico dopo aver mancato la promozione l’anno precedente e che ora fatica a gestire la pressione dei bassifondi della classifica. Per la Juve Stabia, una vittoria significherebbe chiudere definitivamente la pratica salvezza e affrontare il finale di stagione con un “peso più leggero”. Infine, Rastelli ha espresso il desiderio di tornare presto in panchina, confermando di essere pronto per una nuova sfida stimolante a partire dalla prossima stagione. Ha concluso ringraziando i tifosi per l’affetto immutato, promettendo di tornare al Menti per assistere ai play-off.

Lazzeri (SpeziaCalcioNews): “Gennaio ha cambiato lo Spezia. L’addio di Salvatore? Visto come un tradimento”

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Enrico Lazzeri ha tracciato un quadro complesso della stagione dello Spezia, definendola una storia lunga e travagliata, segnata da numerosi infortuni e da una classifica che scotta. Nonostante le difficoltà, il giornalista vede una squadra viva, specialmente dopo le recenti mosse societarie.

La “Mezza Rivoluzione” di Gennaio e la fiducia a Donadoni

Secondo Lazzeri, il mercato invernale è stato inevitabile: sono arrivati otto nuovi giocatori per cambiare l’inerzia di un gruppo che aveva subito il contraccolpo psicologico della mancata promozione dello scorso anno. Molti senatori, che si sentivano di categoria superiore, hanno faticato a calarsi nella realtà della Serie B, portando la società a intervenire drasticamente. In questo contesto, il presidente ha blindato il tecnico Roberto Donadoni, chiedendo a tutto l’ambiente di seguirlo compattamente fino alla fine

Il caso Esposito: tra l’amore per Pio e il “tradimento” di Salvatore

Un passaggio significativo dell’intervista ha riguardato i fratelli Esposito:

Pio Esposito: Resta un idolo assoluto a Spezia, un “ragazzo eccezionale” che ha mantenuto un legame fortissimo con la città

Salvatore Esposito: Lazzeri non ha nascosto l’amarezza per il suo passaggio alla Sampdoria, descrivendolo quasi come un tradimento. Ha sottolineato come Salvatore abbia un carattere diverso dal fratello e come abbia spinto per la cessione una volta sfumata la Serie A, finendo per essere “regalato” ai blucerchiati rispetto al suo reale valore di mercato

Analisi Tecnica: Artistico e Ruggero

Lazzeri ha elogiato la crescita esponenziale di Artistico, definendolo ormai un “giocatore totale” capace non solo di segnare gol decisivi, ma anche di aiutare la squadra nella manovra e nella protezione della palla. Su Ruggero, ha ammesso qualche difficoltà iniziale di coordinamento nella difesa a tre, ma ha evidenziato netti miglioramenti nelle ultime uscite, dove si è dimostrato un elemento diligente e integrato

La polemica sul “calcio moderno” e il VAR

Il direttore è stato molto critico sulla gestione del VAR, citando il rigore concesso all’Empoli nell’ultimo turno come un esempio di “rigore fuori dal mondo”. Lazzeri sostiene che la dinamica del calcio venga spesso ignorata dai fermo-immagine e che in Europa certi contatti aerei non verrebbero mai sanzionati. Ha inoltre rivelato l’esistenza di presunte tensioni interne all’AIA, che influenzerebbero negativamente l’operato degli arbitri sul campo

Verso Castellammare: che Spezia vedremo?

In vista della gara al “Menti”, Lazzeri prevede uno Spezia propositivo: Donadoni impone un gioco con palla a terra e non si chiuderà in difesa. Nonostante l’assenza pesante dello squalificato Bandinelli, lo Spezia potrebbe schierarsi con un 4-3-2-1 (albero di Natale) o mettersi “a specchio” con il 3-5-2 della Juve Stabia

Lazzeri ha concluso ricordando che, sebbene la Juve Stabia possa ritenersi quasi salva, per lo Spezia ogni punto è vitale per evitare l’inferno della retrocessione, un’esperienza che ha già vissuto in passato e che non vorrebbe ripetere.

L’AZZURRO PENSIERO. Vittoria a Cagliari nel segno di McTominay. Il Napoli mette pressione all’Inter

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Il Napoli non si ferma più. All’Unipol Domus gli azzurri centrano la quarta vittoria consecutiva, superando un Cagliari ostico grazie a un avvio lampo e a una prova di grande maturità difensiva. Un successo che consolida le ambizioni della squadra di Antonio Conte, capace di soffrire, gestire e portare a casa tre punti d’oro in vista della volata finale di campionato.

Lampo scozzese: la sblocca McTominay

La partita cambia volto dopo appena sessanta secondi. Su un’azione nata dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Scott McTominay – al rientro da titolare – si fa trovare pronto e trafigge la difesa sarda. Per il centrocampista scozzese è un gol pesante: il settimo in campionato e l’undicesimo totale di una stagione fin qui straordinaria.

Dopo il vantaggio immediato, il Napoli ha cercato a più riprese il raddoppio, sfiorandolo in un paio di occasioni nitide. Nonostante il mancato colpo del KO, gli azzurri hanno amministrato la gara con ordine, concedendo pochissimo ai padroni di casa.

Il commento di Antonio Conte: “Solidità e merito”

Nonostante i tre punti, il tecnico leccese mantiene alta l’asticella della concentrazione. Nel post-partita, Conte ha analizzato con onestà la prestazione dei suoi:

“Nel primo tempo abbiamo sbagliato un po’ troppo, dopo il gol non abbiamo gestito in maniera pulita il pallone. Nella ripresa abbiamo cercato il raddoppio senza trovarlo, ma il Cagliari non ha mai tirato veramente in porta.”

Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza del clean sheet: “Non aver subito gol è un segnale positivo per il finale di stagione. Siamo stati straordinari a restare ai vertici e ora vogliamo mettere pressione a chi ci sta davanti.”

La voce dei protagonisti: McTominay e Politano

L’uomo del match, Scott McTominay, ha esaltato lo spirito di gruppo: “Abbiamo lottato contro un’ottima squadra. Era fondamentale sbloccarla subito, ora puntiamo al massimo dopo la sosta”.

Dello stesso avviso Matteo Politano, che però non nasconde qualche brivido nel finale: “Era fondamentale vincere, ma dovevamo chiuderla prima; abbiamo sofferto fino alla fine contro un Cagliari solido in casa. Successo meritato, guardiamo avanti”.

Precedenti: Juve Stabia-Spezia sono 4 in campionato a Castellammare

Dopo sedici mesi le vespe tornano a sfidare in campionato lo Spezia a Castellammare, l’ultima volta i liguri sbancarono il Menti

I precedenti tra Juve Stabia e Spezia sono quattro in campionato disputati a Castellammare e tutti in serie cadetta.

Parità assoluta, due vittorie per le vespe e due vittorie per gli aquilotti.

Mai finito in parità un match a Castellammare.

Questi i dettagli dei tre precedenti dagli anni duemila ai giorni nostri

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

13 aprile 2013 – 15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SPEZIA 2 – 1 (arbitro Leonardo Baracani di Firenze) autorete di Romagnoli (S), Antonio ZITO (JS) e Okaka (S).

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B EUROBET

31 agosto 2013 – 2° giornata d’andata: JUVE STABIA – SPEZIA 1 – 2 (arbitro Riccardo Pinzani di Empoli) Ebagua (S), Abou DIOP (JS) e Ferrari (S) su calcio di rigore.

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BkT

8 marzo 2020 – 9° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SPEZIA 3 – 1 (arbitro Gianluca Aureliano di Bologna) Giacomo CALO’ (JS), Francesco FORTE (JS), Ricci (S) su calcio di rigore e Alfredo BIFULCO (JS).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

9 novembre 2024 – 13° giornata d’andataa: JUVE STABIA – SPEZIA 0 – 3 (arbitro Paride Tremolada di Monza) F. P. Esposito, S. Esposito e Čolak.

I precedenti a La Spezia

Verso il Senna Day con Augusto Zuffa

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Il patron delle ‘Cantine Zuffa’ Augusto Zuffa ha parlato in esclusiva a Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni.

Augusto, manca sempre meno al Senna Day 2026 di Carlo Ametrano, insieme a Davide Sforzi e Pasquale Buondonno.

“Carlo come sempre tirerà fuori delle grandi novità. Noi siamo diventati ormai una certezza. Il Senna Day è ormai diventata una pietra miliare nel panorama motoristico italiano. Siamo molto contenti perché abbiamo anche un campione di GP come Kimi Antonelli, che è anche un nostro cliente. Questo ci gratifica ulteriormente”.

Sappiamo che Antonelli è stato anche nel tuo locale.

“Abbiamo organizzato un evento al teatro in cui era uno degli ospiti vip mentre noi eravamo sponsor. Lui è un ragazzo timido, intelligente e molto in gamba. Anche come persona mi sembra molto valida e concreta”.

Come siete organizzati per Pasqua e Pasquetta?

“A Pasqua faremo il solito pranzo dove vengono sempre moltissimi clienti da tutte le parti del mondo. Punteremo sul tradizionale e sulle eccellenze dell’Emilia. Il tutto ovviamente abbinato ai nostri vini e, se riusciamo, all’esterno. Se possibile riposeremo invece a Pasquetta, mentre se i nostri clienti avranno difficoltà apriremo anche a Pasquetta”.

Tema F1: Hamilton sembra rinato, ma Mercedes…

“Mercedes è di un altro pianeta. Hamilton è invece il campione che tutti conosciamo. Non c’era da stupirsi: è un campione che ha raggiunto qualsiasi tipo di risultato ma la passione per la vittoria non gli manca. Molto bello anche il suo rapporto con il nostro Kimi Antonelli”.

Per salutarci vogliamo ricordare l’appuntamento col Senna Day?

“Scalderemo anche noi i motori per fare un grande evento: appuntamento al 30 aprile alle Cantine Zuffa!”.

Juve Stabia – Spezia, Donadoni: “A Castellammare con rabbia e concretezza. Siamo padroni del nostro destino”

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In vista del delicato match contro la Juve Stabia, l’allenatore degli aquilotti, Roberto Donadoni, ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa. Tra infermeria, analisi del momento psicologico e corsa salvezza, ecco il pensiero del mister.

La gestione fisica e il morale

Sulla preparazione alla gara, il tecnico ha rassicurato sulle condizioni di alcuni singoli:

“Il gruppo si è allenato con intensità per ricaricare le pile. Vlahovic è tornato al top, mentre per Valoti si tratta solo di un leggero fastidio alla schiena. Sappiamo che al ‘Menti’ sarà una battaglia; servirà spirito di sacrificio per poter strappare punti. Mi attendo un segnale forte dai ragazzi.”

Riguardo al possibile shock dopo il pari beffardo con l’Empoli, Donadoni è categorico:

“Sarebbe folle subire contraccolpi. Quella beffa finale deve trasformarsi in benzina, non in un freno. La vittoria era nostra, ci è sfuggita, e ora quella delusione va mutata in furore agonistico. Più che recriminare sull’episodio, dobbiamo lavorare per essere più cinici: segnando di più, un singolo incidente di percorso non comprometterebbe il risultato.”

Analisi tecnica e arbitri

Tornando sul contestato penalty concesso ai toscani, l’allenatore offre una prospettiva dinamica:

“Saltare in solitaria è un conto, farlo con un avversario addosso cambia totalmente la postura del corpo. Le immagini fisse possono ingannare, ma la dinamica reale racconta un’altra storia. Serve una sensibilità di giudizio diversa, ma ormai è inutile guardarsi indietro.”

Verso il traguardo stagionale

Con la fine del campionato alle porte, il mister invoca pragmatismo:

“Siamo nel momento della verità. Servono fegato e determinazione. In questa fase la bellezza estetica passa in secondo piano rispetto alla sostanza. Dobbiamo prenderci i punti con le unghie senza sprecare fiato in polemiche inutili. Sull’assetto tattico, invece, il mio obiettivo è l’equilibrio tra i reparti: dobbiamo essere una squadra corta e feroce.”

Notizie dai singoli e dall’infermeria

Donadoni accoglie con favore il ritorno di un pezzo pregiato in attacco:

Lapadula ha svolto diverse sessioni con il gruppo e ha ricevuto il via libera dai medici. Spero possa darci una mano a gara in corso. Per quanto riguarda gli altri, Di Serio e Mateju dovrebbero rientrare a pieno regime dopo la sosta, mentre per Skjellerup i tempi sono leggermente più lunghi, anche se il ragazzo sta rispondendo meglio del previsto.”

La corsa alla permanenza in categoria

Sulla lotta per non retrocedere e il pacchetto arretrato:

“La salvezza passa dalla nostra fame: dobbiamo essere pronti a ‘mangiare l’erba’ perché un successo oggi ci farebbe fare un balzo enorme. In difesa non ho emergenze: Vignali e Aurelio sono pronti. Infine, il calendario fitto di scontri diretti non mi spaventa, anzi lo preferisco: non dobbiamo sperare nei passi falsi altrui, il nostro destino dipende solo da noi.”

Juve Stabia – Spezia, il ritorno di un Ex gialloblù: Gabriele Artistico sfida il suo passato al Romeo Menti

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C’è un nome che, al momento della lettura delle formazioni, farà inevitabilmente vibrare le corde della memoria tra i gradoni del Romeo Menti. Sabato pomeriggio, in occasione della delicata sfida contro lo Spezia, Castellammare riabbraccia Gabriele Artistico. Non sarà però un ritorno da “padrone di casa”, bensì da avversario affamato, pronto a dimostrare il proprio valore sotto lo sguardo di chi, per sei intensi mesi, lo aveva eletto a uomo gialloblù.

Un’altalena di emozioni e gol pesanti

L’avventura di Artistico con le Vespe è stata viscerale. Nella passata stagione, il giovane attaccante romano era riuscito a ritagliarsi uno spazio anche se piccolo, provando a diventare il riferimento offensivo di una squadra che macinava gioco e punti. La sua fisicità dirompente e il fiuto per la porta nei pochi minuti giocati aveva spinto il pubblico di casa a soprannominarlo “Provvidenza” accostandolo a Daniele Massaro capace di segnare reti importanti per il Milan nei pochissimi scampoli di partita. Sembrava l’inizio di una lunga storia d’amore sportivo, ma il destino e le dinamiche del rettangolo verde avevano in serbo un copione diverso.

L’esplosione di Adorante e le scelte di mercato

A cambiare radicalmente le gerarchie era stata la definitiva consacrazione di Andrea Adorante. Con un compagno di reparto in stato di grazia e diventato praticamente intoccabile nello scacchiere tattico gialloblù, lo spazio per Artistico si è ridotto ulteriormente.

La convivenza tra due “centravanti veri” si è rivelata complessa, portando il classe 2002, comprensibilmente desideroso di minutaggio e centralità nel progetto, a fare delle scelte: prima la via di Cosenza per ritrovare spazio nella scorsa finestra invernale, e infine l’approdo allo Spezia, la squadra con cui oggi si presenta da sfidante.

Molto più di una semplice partita

Il ritorno al Menti rappresenta per Artistico uno snodo che va ben oltre i novanta minuti di campionato. È l’occasione perfetta per:

  • Dimostrare il proprio valore: Far vedere alla piazza stabiese che il talento e la fame ammirati nei primi sei mesi sono intatti, se non accresciuti dall’esperienza.

  • Sfidare il passato: Ritrovare da avversari quegli ex compagni con cui ha condiviso lo spogliatoio.

  • Conquistare punti pesanti: Aiutare lo Spezia in una trasferta storicamente ostica contro una Juve Stabia che, spinta dal proprio pubblico, tra le mura amiche non concede sconti a nessuno.

Il verdetto degli spalti

Nonostante l’addio, il ricordo di Gabriele Artistico a Castellammare resta quello di un professionista esemplare, un ragazzo che ha dato tutto per la maglia finché ne ha avuto l’occasione. Resta ora da capire come lo accoglierà il caldo pubblico del Menti al suo ingresso in campo: prevarranno gli applausi carichi di gratitudine per il passato, o il “fuoco” inesorabile della competizione sportiva per il presente?

La risposta, come sempre, la darà il campo.

Juve Stabia: Quattro giovani Vespe convocate dai C.T. delle Nazionali di categoria

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La Juve Stabia è sempre più protagonista, non solo nei confini del proprio campionato, ma anche sul palcoscenico internazionale. Il club gialloblù ha infatti comunicato con orgoglio che ben quattro dei suoi tesserati sono stati convocati dalle rispettive Nazionali giovanili per gli impegni di fine marzo.

Un riconoscimento importante che testimonia l’ottima rosa costruita dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa capace ancora una volta di individuare e tesserare (anche se per un solo anno sportivo) calciatori giovani e di qualità.

Mannini e Cacciamani a caccia dell’Europeo con l’Under 21

Il Commissario Tecnico della Nazionale Under 21, Silvio Baldini, ha deciso di attingere a piene mani dalla rosa stabiese per il doppio fondamentale impegno valido per le qualificazioni europee.

A vestire la maglia degli Azzurrini saranno il difensore Mattia Mannini e il talentuoso centrocampista Alessio Cacciamani. I due gialloblù cercheranno di dare il loro contributo in due sfide che si preannunciano decisive per il cammino dell’Italia:

  • Italia U21 – Macedonia del Nord U21: Giovedì 26 marzo alle ore 18:15, presso lo stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli.

  • Svezia U21 – Italia U21: Martedì 31 marzo alle ore 18:30, in trasferta a Boras.

Ciammaglichella e Okoro: test di lusso con l’Under 20

Grandi soddisfazioni arrivano anche dal gruppo dell’Under 20, guidato dal C.T. Carmine Nunziata. Il selezionatore azzurro ha puntato i fari sul centrocampo e sull’attacco delle Vespe, convocando rispettivamente Aaron Ciammaglichella e Alvin Okoro.

Per loro si profila un’opportunità di assoluto prestigio in una classica del calcio internazionale a livello giovanile:

  • Italia U20 – Inghilterra U20 (Amichevole): Venerdì 27 marzo alle ore 15:30, presso l’impianto sportivo di Riano.

La chiamata di quattro giocatori in Nazionale rappresenta un traguardo di grande prestigio per la Juve Stabia, che si prepara ora a fare il tifo per i propri ragazzi, pronti a difendere i colori azzurri e a portare in alto il nome del club in giro per l’Europa.

Juve Stabia – Spezia, Abate: “Vietato guardare la classifica, in campo con il veleno per onorare i 119 anni”

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Alla vigilia dell’importante e delicata sfida contro lo Spezia, l’ultima prima della sosta, mister Ignazio Abate traccia la rotta per la sua Juve Stabia. Tra la spinta emotiva per il 119° anniversario del club, la necessità di sopperire alle assenze e la voglia di ritrovare i tre punti, il tecnico delle Vespe ha delineato un quadro chiaro, fatto di umiltà, compattezza e una feroce determinazione, elogiando a più riprese lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi.

L’onda lunga di Palermo: tra qualità e orgoglio

Il pareggio ottenuto al Barbera contro il Palermo ha lasciato scorie positive nell’ambiente gialloblù. Abate riparte proprio da quella prestazione, sottolineando come la squadra abbia saputo mostrare diverse facce nella stessa gara, unendo la tecnica alla capacità di resistere nei momenti più complessi. Il mister ha rimarcato l’importanza di finire questo ciclo di partite in modo positivo, per evitare di vivere le prossime due settimane di sosta “con il mal di pancia“.

“Arriviamo da una buonissima prestazione, un pareggio molto importante per noi per il momento, per la classifica. È ottenuto con una prestazione di qualità per lunghi tratti della gara e di sofferenza per alcuni tratti, dove in quel momento di sofferenza è venuto fuori il gruppo che ha saputo soffrire. Ha fatto una partita di organizzazione, di orgoglio, di qualità, di compattezza.”

La tenuta difensiva è uno degli aspetti che più inorgoglisce il tecnico, evidenziando una maturità acquisita che permette alla squadra di non disunirsi nemmeno sotto pressione. Abate ha lodato la capacità dei suoi di difendere bene sulle palle laterali contro avversari temibili e di mantenere la lucidità quando il pallino del gioco è in mano altrui, definendolo uno “step di maturità” fondamentale.

La trappola della classifica e il rispetto per lo Spezia

Con 42 punti in cascina e un traguardo salvezza ormai a portata di mano, il rischio di cali di tensione è dietro l’angolo. Abate, però, spegne sul nascere ogni calcolo matematico, imponendo un diktat assoluto all’interno dello spogliatoio. Il focus deve restare esclusivamente sulla prestazione, considerata l’unica vera via per arrivare al risultato in un campionato insidioso dove le gerarchie possono saltare in qualsiasi momento.

“Non ci penso, come ho detto ai ragazzi è vietato guardare la classifica in questo momento qui, noi dobbiamo pensare una partita alla volta cercando di andare alla ricerca della prestazione perché sono sempre più convinto che poi il risultato sia una conseguenza.”

Di fronte ci sarà lo Spezia guidato dall’esperto Roberto Donadoni. Abate rifiuta categoricamente l’idea che l’avversario possa essere sottovalutato a causa del suo momento non semplice. Al contrario, chiede ai suoi giocatori di alzare il livello dell’attenzione, consapevole dei valori tecnici della rosa ligure. Per vincere, servirà una spinta emotiva superiore, quella stessa anima che si è vista nell’emblematico recupero difensivo di Mosti al novantesimo contro il Palermo.

“Non esiste in questo campionato sottovalutare gli avversari. Dentro domani ci vuole quel veleno, quel pizzico di consapevolezza, di voglia di andare al di là di tutto per ottenere il risultato. Ci vuole quell’aspetto emotivo nel voler vincere la partita più degli avversari.”

Il regalo per i 119 anni di storia

La gara assume un contorno ancora più speciale cadendo a ridosso dei festeggiamenti per i 119 anni di storia della Juve Stabia. Un traguardo che la squadra vuole onorare sul campo, trasformando la pressione in un privilegio. Abate sente l’importanza del momento e spera di confezionare il regalo perfetto per la piazza, pur ribadendo la necessità di gestire bene le energie fisiche e mentali alla terza partita in una sola settimana.

“Siamo consapevoli dell’importanza della partita, del momento per i 119 anni di storia di questa società e vogliamo regalare una gioia ai tifosi, ma bisogna fare attenzione perché incontriamo una squadra molto forte. Dobbiamo tenere le antenne dritte.”

Il gruppo, il mercato e la consacrazione di Mosti

Nonostante le assenze pesanti – come la squalifica di Giorgini, bilanciata dal rientro di Gabrielloni – il tecnico si fida ciecamente di chi scenderà in campo. Ha elogiato apertamente i nuovi innesti di gennaio, da Ricciardi, che “ha cambiato marcia dal punto di vista mentale“, a Torrasi, sottolineando come l’integrazione richieda tempo ma stia finalmente dando i suoi frutti. C’è spazio anche per celebrare il rientro di Pierobon e la speranza di recuperare presto pedine fondamentali come Zeroli, Maistro, Candellone (che sta rispondendo bene alla terapia e potrebbe accorciare i tempi di recupero) e Varnier.

Ma una menzione d’onore spetta a Nicola Mosti. La sua stagione è lo specchio del lavoro di Abate: dedizione, duttilità tattica e un rendimento offensivo sorprendente. Il tecnico ha rifiutato i meriti esclusivi di questa crescita, attribuendoli alla consapevolezza del ragazzo e al rapporto di lealtà instaurato nello spogliatoio.

“È un ragazzo che si è messo a disposizione della squadra senza alibi, senza niente e vuole raggiungere l’obiettivo a tutti i costi. Quindi il merito è solo ed esclusivamente suo. Credo che stia facendo la stagione di assoluto livello perché fare sei gol da mezza ala sono numeri da calciatore vero.”

Per Abate, giocatori come Mosti, Leone, Bellich, Pierobon e Candellone rappresentano la spina dorsale della squadra, elementi capaci di essere “contagiosi” nello spirito e determinanti per alzare il livello di tutti i compagni. Con questo atteggiamento e questa compattezza, la Juve Stabia si prepara ad affrontare lo Spezia, puntando a chiudere il cerchio prima della sosta con una prestazione all’altezza della sua storia.

Juve Stabia-Spezia, il ricordo del 2-1 che nel 2013 valse la permanenza in cadetteria

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Ci sono pomeriggi in cui l’aria profuma di storia e di traguardi raggiunti. Il 13 aprile 2013 è una di quelle date cerchiate in rosso nel calendario dei ricordi dei tifosi stabiesi. In un “Romeo Menti” gremito e baciato dal sole primaverile, la Juve Stabia guidata da Piero Braglia scrisse una delle pagine più intense della sua avventura in Serie B, superando lo Spezia e scacciando definitivamente ogni fantasma legato alla zona retrocessione.

Fu un sabato indimenticabile, un “amarcord” dal sapore dolcissimo per un gruppo che non aveva alcuna intenzione di smettere di stupire.

Un Uno-Due da Knockout

L’avvio delle Vespe fu, senza mezzi termini, travolgente: un vero e proprio blitz tattico e agonistico che tramortì la formazione ligure prima ancora che potesse prendere le misure del campo.

  • 2′ – Il Vantaggio: Pronti, via, e i padroni di casa mettono subito la freccia. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Antonio Zito trova la sfortunata ma decisiva deviazione di Romagnoli che provava ad anticipare Michele Murolo. La palla si insacca, beffando l’incolpevole portiere ospite. Il “Menti” esplode nel primo, assordante boato di gioia.

  • 12′ – Il Raddoppio: Non passano nemmeno dieci minuti che lo stadio trema di nuovo. Un’azione corale, una splendida combinazione palla a terra con Caserta, libera al tiro Antonio Zito. Il suo sinistro è una sentenza: preciso, potente, implacabile. È il 2-0 del primo tempo che restò tale fino al ritorno delle due squadre negli spogliatoi, regalando a Castellammare l’illusione di un pomeriggio in discesa.

La Reazione Ligure e il Muro di Braglia

Nella ripresa, lo Spezia scende in campo con un piglio diverso. L’allenatore bianconero prova a scuotere i suoi dalla panchina, gettando nella mischia il talento di Davide Di Gennaro per iniettare imprevedibilità nel reparto offensivo.

La mossa sembra dare i suoi frutti: al 57′, un attimo di fisiologica indecisione della retroguardia stabiese permette a Stefano Okaka di trovare la zampata vincente, accorciando le distanze e riaprendo virtualmente i giochi.

È qui, nel momento di maggiore pressione, che emerge il vero carattere della Juve Stabia:

  • La leadership in campo: Guidata a centrocampo dalla sapienza tattica e dal carisma inesauribile di Fabio Caserta, vero leader e faro della squadra, la squadra serra le fila.

  • La grinta in panchina: La retroguardia alza un muro insormontabile, respingendo ogni assalto spezzino, mentre Piero Braglia dalla linea laterale si sbraccia, catechizza i suoi e orchestra le coperture con la sua proverbiale intensità.

Il Boato Liberatorio

Il triplice fischio del direttore di gara non è solo la fine di una partita, ma una vera e propria liberazione. L’ovazione che scende dagli spalti del “Menti” è il meritato tributo a un gruppo di ragazzi che ha lottato con i denti per tutta la stagione.

Quella vittoria sancì, di fatto, la salvezza virtuale della Juve Stabia nel campionato cadetto. Il 13 aprile 2013 rimarrà per sempre scolpito nella memoria della Castellammare sportiva come il giorno in cui le Vespe misero in cassaforte la Serie B, regalando a un’intera città una giornata di festa, orgoglio e appartenenza.

Juve Stabia – Spezia, Abate e Donadoni: Cuori Rossoneri e Sangue Azzurro in panchina per la sfida del Menti

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Non è una partita come le altre. Quando sabato pomeriggio Juve Stabia e Spezia incroceranno i tacchetti sul prato del “Romeo Menti”, l’atmosfera profumerà inevitabilmente di Milanello. Sulle panchine siederanno due uomini che hanno scritto pagine indelebili della storia del Milan e che hanno onorato la maglia della Nazionale azzurra, seppur in epoche e con ruoli differenti.

La Freccia e il Maestro: Due Generazioni a Confronto

La partita tattica si giocherà sul filo sottile che separa l’entusiasmo della gioventù dalla saggezza dell’esperienza:

  • Ignazio Abate, il coraggio emergente: Da una parte il volto nuovo della panchina stabiese. Trentanove anni, una carriera da freccia inesauribile sulla fascia destra del Milan (impreziosita da uno Scudetto e due Supercoppe) e un presente da tecnico che sta stupendo la Serie B per identità e spavalderia. Per lui, la maglia Azzurra è stata il coronamento di un percorso fatto di abnegazione e sacrificio, culminato con le spedizioni a Euro 2012 e ai Mondiali del 2014.

  • Roberto Donadoni, l’icona: Dall’altra parte il “Maestro”. Sessantadue anni, simbolo di quel calcio totale forgiato da Arrigo Sacchi e Fabio Capello, capace di alzare al cielo ben sei Scudetti e tre Coppe dei Campioni da protagonista assoluto. Ma Donadoni non è solo leggenda rossonera: è l’uomo che ha avuto l’arduo compito di guidare l’Italia come Commissario Tecnico dal 2006 al 2008, traghettando gli Azzurri nel delicato post-Mondiale tedesco con la sua consueta e signorile eleganza.

I “Gentlemen” della Panchina

Lo Stadio di Castellammare sarà il giudice supremo di questo incrocio affascinante. La sfida promette scintille, ma sarà anche un confronto tra due filosofie figlie della medesima scuola: quella di chi sa che per vincere bisogna prima di tutto saper stare in campo e dare l’esempio.

Nonostante la differenza di età, Abate e Donadoni si somigliano moltissimo dal punto di vista caratteriale:

  • Compostezza: Hanno fatto dell’equilibrio il loro marchio di fabbrica, rifiutando gli eccessi.

  • Stile e Rispetto: Sono i classici gentlemen della panchina, sempre impeccabili nel porsi con la stampa e misurati nel dialogo con i direttori di gara.

Un Appuntamento da “Dentro o Fuori”

Quel glorioso passato comune, però, al fischio d’inizio lascerà spazio all’agonismo puro. La sfida in panchina si intreccia con il destino di due squadre che arrivano a questo appuntamento assetate di punti.

La posta in palio è altissima: in un campionato spietato come la Serie B, una vittoria al “Menti” potrebbe significare letteralmente buttare giù dalla torre l’avversario e prendere la direzione giusta. Tra il profumo d’Europa del passato e il fango glorioso della cadetteria del presente, Juve Stabia – Spezia è una partita che ha davvero tanto da raccontare.

Juve Stabia – Spezia, le decisioni del giudice sportivo: Appiedato un calciatore per parte

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La marcia di avvicinamento alla delicata sfida di sabato contro lo Spezia porta con sé una defezione pesante per la Juve Stabia. Le decisioni del Giudice Sportivo, pubblicate all’indomani del turno di campionato, hanno infatti confermato le attese: Andrea Giorgini non sarà del match. Stessa sorte, sul fronte opposto, per il centrocampista dei liguri Filippo Bandinelli.

L’ammonizione fatale contro il Palermo

Per la formazione gialloblù, reduce dall’intenso pareggio per 2-2 maturato martedì sera contro il Palermo, c’è da fare i conti con gli strascichi disciplinari. Giorgini, che scendeva in campo essendo già in regime di diffida, ha rimediato un cartellino giallo che ha fatto scattare l’automatica squalifica per una giornata. Un’assenza che costringerà lo staff tecnico a rimodulare lo schieramento in vista del prossimo e imminente impegno casalingo.

Una tegola che, curiosamente, trova un perfetto specchio nella squadra avversaria. Anche lo Spezia, infatti, si presenterà a Castellammare privo di una pedina fondamentale: Filippo Bandinelli, anch’egli diffidato e sanzionato nell’ultimo turno, è stato fermato per una gara.

Il comunicato ufficiale

A sancire le squalifiche è stato il Giudice Sportivo, l’avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, nel corso della riunione tenutasi giovedì 19 marzo 2026.

In base alle risultanze degli atti ufficiali, per la categoria “Calciatori non espulsi”, è stata deliberata la squalifica per una giornata effettiva di gara per i seguenti tesserati:

  • Andrea GIORGINI (Juve Stabia): “per comportamento non regolamentare in campo; già diffidato (Quinta sanzione).”

  • Filippo BANDINELLI (Spezia): “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Quinta sanzione).”

Il comunicato specifica inoltre che gli importi delle ammende, comprese quelle irrogate ai tesserati, saranno regolarmente addebitati sul conto campionato LNPB delle rispettive società.

Ora la palla passa agli allenatori, chiamati in queste ultime ore a trovare le giuste contromisure tattiche per sopperire a due assenze di peso in una gara che promette scintille.

119 anni di mito e passione: il popolo di Castellammare celebra la storia della Juve Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA – Non è stata solo una festa, ma un vero e proprio rito collettivo. Castellammare di Stabia si è tinta di giallo e di blu per celebrare i 119 anni di storia della Juve Stabia, in una serata dove il passato glorioso e il presente ambizioso si sono fusi sotto un unico grido.

Organizzata nel cuore pulsante della tifoseria, la serata ha visto la partecipazione attiva dei gruppi della Curva Sud, custodi del tifo più viscerale, insieme alle realtà che ogni giorno curano la memoria e la narrazione delle Vespe: Stabia Memorabile, Radio Asharam e Juve Stabia Amarcord.


Un Viaggio nel Tempo tra Foto e Video

L’atmosfera è stata resa magica da una mostra fotografica storica curata nei minimi dettagli, capace di far battere il cuore ai più anziani e di insegnare la “fede” ai più piccoli. Le immagini in bianco e nero dei pionieri del calcio stabiese si alternavano agli scatti a colori delle promozioni più recenti.

Ad accompagnare i racconti dei tifosi, una serie di video storici proiettati in loop, che hanno ripercorso i gol leggendari e le coreografie che hanno reso il “Menti” un fortino inespugnabile nel corso dei decenni.

Gli Ospiti: Leggende e Protagonisti

Il palco e la piazza hanno accolto nomi che hanno scritto pagine indelebili del club. Gli applausi più scroscianti sono stati per gli ospiti d’onore Improta, Onorato, Orsino ed Ingenito.

A rappresentare la società attuale, a testimonianza di un legame solido tra club e città, erano presenti figure chiave del progetto tecnico e dirigenziale: Gerbo, il capitano-bomber Candellone, il talento di Battistella e Petrazzuolo.


Lo Spirito della Curva: Panini, Birra e Cori

Ma la vera anima della serata è stata la gente. I ragazzi della Curva Sud hanno incarnato il senso di comunità tipico di Castellammare, offrendo panini e birra a tutti i presenti, trasformando la celebrazione in una grande cena di famiglia all’aperto.

Tra un boccone e l’altro, il silenzio è stato rotto solo dal sventolio delle bandiere e dai cori assordanti che hanno ricordato a tutti perché la Juve Stabia non è solo una squadra di calcio, ma un’identità sociale.

“Centodiciannove anni di storia sono un patrimonio che appartiene a ogni singolo cittadino. Questa sera abbiamo dimostrato che, oltre i risultati, conta il senso di appartenenza.”


Verso il Futuro

La serata si è conclusa tra l’entusiasmo generale, con la promessa di continuare a onorare questa maglia su ogni campo, portando avanti la tradizione centenaria di una delle piazze più calde e passionali del panorama calcistico italiano.

Auguri, Vespe!

Juve Stabia – Spezia, Marco Ruggero torna a Castellammare da avversario: Emozioni e Sfida al Menti

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Ci sono partite che hanno un sapore diverso, che profumano di ricordi e di gratitudine. Per Marco Ruggero, il match di sabato tra Juve Stabia e Spezia non sarà una semplice tappa del campionato di Serie B. Sarà il ritorno a casa, in quel “Romeo Menti” che per un anno e mezzo è stato il suo fortino, il suo laboratorio e, infine, il suo trampolino di lancio verso il grande calcio.

Dall’ombra alla luce: l’ascesa in gialloblù

Arrivato in punta di piedi nell’estate del 2024, il difensore ha saputo conquistare Castellammare con la ricetta più antica e funzionale del mondo: il lavoro silenzioso e le prestazioni di sostanza. Con la maglia delle Vespe, Ruggero ha collezionato presenze e consensi, diventando un pilastro insostituibile.

Il suo percorso è stato una crescita costante:

  • L’era Pagliuca: Protagonista nella cavalcata verso i play-off, dove ha imparato a lottare su ogni pallone con il “morso” tipico richiesto dal tecnico toscano.

  • La maturità con Abate: Sotto la guida di Ignazio Abate, il salto di qualità è stato esponenziale. Non solo solidità difensiva, ma anche leadership e vizio del gol, come quella rete decisiva contro il Mantova a settembre che fece esplodere il Menti.

Il blitz di gennaio e il volo verso la Liguria

Quando tutto faceva pensare a una stagione conclusa all’ombra del Faito, il calciomercato di riparazione ha rimescolato le carte. Lo Spezia, bisognoso di certezze per puntellare una retroguardia in affanno, ha sferrato l’attacco decisivo lo scorso 30 gennaio. Un’offerta irrinunciabile e un contratto fino al 2028 hanno portato Ruggero alla corte di Roberto Donadoni.

Un addio consumato con stile: la società lo ha salutato ringraziandolo per la professionalità esemplare, e il calciatore ha lasciato Castellammare di Stabia con la consapevolezza di aver dato tutto per la maglia numero 4.

Novanta minuti senza nostalgia

Sabato, per la prima volta, Ruggero varcherà l’ingresso del “Menti” andando verso lo spogliatoio degli ospiti. Sarà strano guardare la Curva Sud da avversario, sentire il calore di un pubblico che fino a poche settimane fa urlava il suo nome.

Il Menti si prepara a riabbracciare un “figlio” che ha aiutato le Vespe a volare alto. Saranno applausi prima del fischio d’inizio, ma poi la parola passerà al campo. Perché in Serie B non c’è spazio per i sentimentalismi: per 90 minuti, Marco sarà l’ostacolo da superare, e la Juve Stabia l’obiettivo da fermare.

Il calcio vive di queste storie. Marco Ruggero torna a Castellammare non da “ex” qualunque, ma da protagonista di una delle pagine più solide della storia recente del club.

Juve Stabia – Spezia: Al “Romeo Menti” l’ultimo valzer di marzo prima della volata finale

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Ultimo appuntamento del mese di marzo per le Vespe, che si preparano a chiudere le danze al “Romeo Menti” prima della sosta che farà da preludio all’incandescente volata finale del campionato. A Castellammare di Stabia sbarca lo Spezia di Roberto Donadoni, per quella che si preannuncia come la più classica delle gare da cuori forti.

La posta in palio è altissima per entrambe le formazioni, unite dall’urgenza di fare risultato ma divise da obiettivi diametralmente opposti.

Salvezza e sogni di gloria: gli incroci del Menti

Le Vespe scenderanno in campo con la fame di chi ha bisogno di punti pesanti per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Ottenuta la matematica tranquillità, a Castellammare si potrebbe persino continuare a sussurrare quella “pazza idea” chiamata play-off. Di fronte, però, ci saranno i liguri, disperatamente a caccia di ossigeno puro per tirarsi fuori dalla zona rossa della classifica.

Una Serie B dove nessuno fa sconti

Questo torneo di Serie B si sta confermando come uno dei più equilibrati e imprevedibili degli ultimi anni: dietro non molla nessuno e in vetta il copione è ancora tutto da scrivere.

  • La corsa al grande salto: Venezia, Monza e Frosinone stanno battagliando senza esclusione di colpi per accaparrarsi due dei tre ambitissimi biglietti per la promozione diretta.

  • Le inseguitrici: Più staccato il Palermo di Filippo Inzaghi. Per i rosanero si sono rivelati decisivi in negativo proprio il pareggio strappato dalla Juve Stabia e il pesante stop incassato al Brianteo contro i padroni di casa guidati da Paolo Bianco.

  • La lotta in coda: Nelle retrovie, il Pescara sta provando l’impossibile, aggrappandosi al talento e all’esperienza di Lorenzo Insigne per una rimonta che avrebbe del miracoloso. Continua invece il calvario della Sampdoria, invischiata in mille difficoltà (e in casa gialloblù aumenta il rammarico per quel pareggio-beffa incassato proprio contro i blucerchiati).

  • La rinascita irpina: Chi invece sta per blindare la permanenza in categoria è l’Avellino. La “cura Ballardini” ha funzionato a meraviglia: i Lupi sono risaliti prepotentemente e sognano ora di archiviare la pratica salvezza per garantirsi il meritato pass per il prossimo torneo cadetto.

Il piglio dello scalatore

Il quadro è chiaro: nessuno è disposto a cedere un solo centimetro. La Juve Stabia è perfettamente consapevole che, da qui al termine della stagione, ogni partita andrà affrontata come una finale. Non esistono gare facili, avversari appagati o squadre senza più nulla da chiedere al campionato.

Questo livello di tensione costante potrebbe sembrare un ostacolo insormontabile, ma per i ragazzi di Castellammare rappresenta lo stimolo perfetto per gettare il cuore oltre l’ostacolo. In una stagione paradossale e ricca di colpi di scena — segnata dalle vicende dell’amministrazione controllata, dalle porte chiuse nella sfida contro la Virtus Entella, dal divieto di trasferta imposto ai tifosi gialloblù e dal rinvio del match contro il Bari — questo calendario durissimo rappresenta solo l’ennesimo tornante di una strada in salita.

Fortunatamente, le Vespe hanno dimostrato di avere il piglio dello scalatore puro: quello che, di fronte alla Cima Fausto Coppi, non prova paura, ma solo una feroce voglia di arrivare in vetta.

Juve Stabia: settimana importante con un punto d’oro a Palermo, 119 anni e sfida allo Spezia per i 3 punti

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Il 2-2 strappato dalla Juve Stabia sul difficilissimo prato del “Barbera” contro il Palermo di Pippo Inzaghi non è solo un risultato positivo da mettere in cascina, ma un’iniezione di fiducia vitale. La truppa guidata da Ignazio Abate ha dimostrato un carattere d’acciaio, confermando che tagliare il traguardo stagionale è un obiettivo solido, concreto e non un semplice miraggio.

Tuttavia, la fiera battaglia in terra siciliana ha lasciato in dote anche qualche grattacapo al tecnico gialloblù in vista del prossimo, delicatissimo impegno casalingo contro lo Spezia.

Il rebus difensivo: out Giorgini La nota stonata della magica serata rosanero riguarda la retroguardia. Il giudice sportivo, infatti, fermerà Giorgini: il difensore, fin qui autentico pilastro del reparto arretrato, ha rimediato una sanzione che lo costringerà a saltare il match interno contro i liguri. Si tratta di un’assenza pesante, considerando la grande solidità mostrata dalla squadra finora. Mister Abate sarà costretto a ridisegnare la linea difensiva, un’occasione che potrebbe regalare una maglia da titolare a chi, come Varnier o Bellich, è subentrato a partita in corso a Palermo, dimostrando subito il piglio giusto e grande concentrazione.

L’attacco ritrova il suo faro: torna Gabrielloni

Se la difesa perde un pezzo da novanta, il reparto offensivo è pronto a riabbracciare il suo terminale di riferimento. Contro lo Spezia, la Juve Stabia potrà contare nuovamente su Alessandro Gabrielloni. Il rientro della punta centrale è una notizia provvidenziale: garantisce ad Abate non solo peso specifico e centimetri all’interno dell’area di rigore, ma anche quell’esperienza e quel carisma necessari per scardinare le difese più arcigne. Un recupero fondamentale che darà ulteriore profondità a un attacco che, già a Palermo, ha saputo brillare grazie alle intuizioni fulminee di Okoro e al freddo cinismo di Mosti.

119 candeline e un “Menti” che si prepara alla bolgia

Ma l’attesa per il match contro lo Spezia si incrocia con un evento che va oltre i 90 minuti del rettangolo verde. Il clima a Castellammare di Stabia è letteralmente elettrico: proprio oggi, giovedì 19 marzo, la Juve Stabia spegne 119 candeline.

Un traguardo storico, per un club fondato nel 1907, che cade nel momento più caldo di una stagione entusiasmante. Sui social e per le strade della città il fermento è palpabile. La tifoseria, ancora galvanizzata dalla prestazione autoritaria offerta in Sicilia, ha un solo desiderio: onorare oltre un secolo di storia gialloblù con una vittoria nel prossimo turno. L’obiettivo è chiaro: trasformare lo stadio “Romeo Menti” in una bolgia inespugnabile, per spingere la squadra oltre l’ostacolo spezzino e proiettarsi poi con prepotenza verso le zone nobili della classifica. La storia chiama, le Vespe sono pronte a rispondere.

Juve Stabia – Spezia sarà diretta da Davide di Marco della sezione AIA di Ciampino

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In vista della giornata n.32 del campionato di Serie BKT 2025-2026, i riflettori dello stadio Romeo Menti si accenderanno su una delle sfide più attese del turno: Juve Stabia – Spezia. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 15:00.

Per questo delicato confronto, il responsabile delle designazioni arbitrali, Gianluca Rocchi, ha puntato su una figura in forte ascesa: Davide Di Marco della sezione AIA di Ciampino. Una scelta non casuale, ma che premia un percorso di crescita costante che ha permesso alla sezione laziale di tornare nel panorama del calcio di vertice nazionale dopo un’attesa durata oltre un decennio.

Un Percorso Costruito sul Merito

La carriera di Davide Di Marco è l’esempio di come la dedizione e la professionalità paghino. Il suo ingresso nel professionismo risale alla stagione 2015/2016, con le prime direzioni in Serie D. Dopo un quadriennio di “gavetta” formativa, arriva il salto in CAN C nel campionato 2019/2020.

È proprio nella terza serie che Di Marco si afferma come uno dei fischietti più affidabili, guadagnandosi la vetrina internazionale con designazioni in competizioni giovanili come la U20 Elite League. Tuttavia, è la stagione 2022/2023 a segnare la svolta definitiva: Arbitra i quarti di finale play-off tra Foggia e Crotone e dirige la delicatissima finale di ritorno tra Lecco e Foggia, la gara decisiva per la promozione in B.

Queste prestazioni gli sono valse la promozione alla categoria superiore nell’estate del 2023, insieme ad altri quattro colleghi, e il prestigioso Premio “Luigi Agnolin”. Consegnato dall’allora presidente dell’AIA Carlo Pacifici, il riconoscimento ha certificato Di Marco come l’arbitro con il miglior piazzamento nella graduatoria di merito della CAN C di quella stagione.

L’Orgoglio di Ciampino e il Riconoscimento Istituzionale

L’ascesa di Di Marco non è solo un successo personale, ma un vanto per l’intera comunità di Ciampino. La locale sezione AIA celebrò il traguardo con entusiasmo:

“Dopo oltre un decennio, la Sezione di Ciampino potrà nuovamente fregiarsi della presenza di un proprio arbitro nell’organico della Can. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della Sezione, questo risultato assume un significato ancora più speciale.”

Anche le istituzioni cittadine hanno voluto omaggiare il direttore di gara. Il Sindaco Emanuela Colella accolse Di Marco in Municipio, consegnandogli una riproduzione dell’Apollo Pizio, simbolo della città, e sottolineando l’importanza del traguardo:

“Un riconoscimento di notevole importanza, che eleva il nome di Ciampino contribuendo a dare prestigio alla nostra Città nel segno dello sport. A Davide Di Marco vanno i nostri più sentiti auguri per il conseguimento di questo rilevante traguardo e per l’inizio di una carriera sportiva di altissimo livello.”

Con queste premesse, Davide Di Marco si appresta a dirigere Juve Stabia – Spezia, portando sul prato del Menti non solo il fischietto, ma l’orgoglio di una sezione e di una città intera.

La scheda completa del direttore di gara

Davide Di Marco è nato a Roma il 26/08/1991 ed è iscritto alla sezione AIA di Ciampino (RM). E’ al suo 3° anno in C.A.N.

Ha finora diretto 213 partite: con 64 rigori assegnati e 29 espulsioni decretate

Quest’anno ha diretto 15 partite (2 in serie A, 11 in serie B, 2 in Coppa Italia) con questo bilancio: 6 vittorie interne, 5 pareggi, 4 vittorie esterne con 4 rigori decretati e 2 espulsioni.

Conta 4 precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 1 pareggio, 0 sconfitte

25/26   Serie B Bari 0:1 Juve Stabia (Candellone (r))

24/25   Serie B Cremonese 1:1  Juve Stabia (Adorante, Bonazzoli)

22/23   Serie C Juve Stabia 2:0 Monopoli      (Caldore, Silipo)

20/21   Serie C Bisceglie     0:1 Juve Stabia  (Borrelli)  della sezione AIA di

Conta 5 precedenti con lo Spezia: 3 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta

Assistenti

Primo Assistente: sig. Ivan CATALLO della sezione AIA di Frosinone

Secondo Assistente: sig. Paolo BITONTI della sezione AIA di Bologna

IV° ufficiale

sig. Luca MASSIMI della sezione AIA di Termoli

VAR

sig. Manuel VOLPI della sezione AIA di Arezzo

AVAR

sig. Emanuele PRENNA della sezione AIA di Molfetta

Juve Stabia: Buon compleanno per i 119 Anni di storia, passione e orgoglio

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Oggi vogliamo fare gli auguri a una signora molto speciale. La Juve Stabia compie 119 anni di storia, un traguardo che profuma di epica sportiva e di amore incondizionato per una maglia.

Le Vespe di Castellammare di Stabia stanno vivendo, da un punto di vista storico, un momento di straordinaria importanza: la partecipazione al settimo campionato di Serie B della loro storia, a coronamento delle tantissime presenze accumulate nel calcio professionistico. È il segno evidente di una società viva, pulsante e capace di consolidarsi nel calcio che conta.

In campo contro la nobiltà del calcio

Nel corso di questo oltre un secolo di vita, le Vespe hanno guardato negli occhi e affrontato a viso aperto tantissime squadre di blasone. Il prato verde ha visto i gialloblù incrociare i tacchetti con giganti come Genoa, Sampdoria, Torino, Pro Vercelli, Roma, Fiorentina e il Napoli.

A queste si aggiungono sfide indimenticabili contro piazze storiche e caldissime come Vicenza, Hellas e Chievo Verona, Bari, Lecce, Catania e, ultima proprio martedì, il Palermo. Ovviamente, la lista è lunghissima e il nostro elenco non vuole essere esaustivo: la Juve Stabia ha condiviso spesso il campo con casacche che hanno conosciuto il massimo campionato e, in alcuni casi, calcato i palcoscenici dell’Europa o sollevato trofei prestigiosi come scudetti e coppe nazionali ed estere.

I protagonisti di ieri e di oggi

In un racconto del genere, andrebbero doverosamente citati i Presidenti, gli allenatori e i calciatori che hanno fatto grande la storia di uno dei club più antichi del Mezzogiorno. Tuttavia, in un breve focus sarebbe letteralmente impossibile poter raccontare tutto. Con enorme dispiacere, dobbiamo assolutamente fermarci e restare decisamente vaghi sull’argomento, mandando però un ringraziamento collettivo a chiunque abbia versato anche solo una goccia di sudore per questi colori.

Dallo “Zini” verso il futuro

C’è una certezza che brilla negli occhi dei tifosi: solo un annetto fa questa squadra ha toccato il punto più alto della sua storia, riuscendo ad arrivare a pochissimi metri dall’Olimpo. Un traguardo quasi inimmaginabile fino a qualche anno fa.

Il fattore play-off, culminato con la sconfitta allo stadio “Zini” di Cremona, non ha lasciato scorie: è stata vista da molti come una bellissima esperienza e, allo stesso tempo, come una fondamentale tappa di crescita per il futuro. Sicuramente la storia della Juve Stabia non si è fermata in Lombardia.

Ci sono, e sicuramente ci saranno, altre pagine importanti da raccontare alle generazioni future. E noi siamo pronti per continuare a vivere enormi emozioni, fatte di viaggi incredibili e successi che non andranno mai via dalla memoria dei tifosi.

Questa sera ricordiamo che i tifosi hanno organizzato una festa per celebrare questo 119 anniversario.

Buon compleanno Juve Stabia, e arrivederci alla candelina numero 120!