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Agerola Porto di Pace: All’IC “De Nicola” si accende la speranza tra cultura, arte e solidarietà per Gaza

Un’intera giornata vissuta con il cuore e con l’anima. Venerdì scorso, 22 maggio 2026, la comunità di Agerola si è stretta intorno ai giovani dell’I.C. “Di Giacomo-De Nicola”, protagonisti dell’iniziativa “Semi di Pace”: una mobilitazione collettiva per dire no a ogni conflitto e nutrire un futuro di accoglienza.

La Mattina: Pagine che Scuotono le Coscienze

L’intensa giornata ha preso il via nella mattinata di venerdì, unendo la riflessione profonda alla forza delle parole. Al centro dell’apertura, la presentazione del libro “Gaza spiegata a mio figlio” dello scrittore e giornalista Tonino Scala.

Gli studenti del De Nicola non si sono limitati a leggere le pagine del volume, ma lo hanno assimilato e restituito all’autore attraverso riflessioni di rara maturità e domande capaci di andare oltre la superficie delle cose. L’incontro è stato arricchito da citazioni, lettere, poesie e suggestioni visive dedicate alla martoriata terra di Gaza, accompagnate dalle note delicate e sensibili dei giovani chitarristi della scuola.

Presente all’evento anche l’assessore all’istruzione del Comune di Agerola, Regina Milo, che ha ricordato con parole semplici e profonde l’importanza per ciascuno di fare la propria parte nel progetto di ri-costruzione della pace. Un’opera, quella di Scala, che si configura come un vero e proprio schiaffo all’indifferenza e un lascito per le nuove generazioni.

Il Pomeriggio alla Colonia Montana: Protagonismo Giovanile e Territorio

Dalle 15:30, l’azione si è spostata nella splendida cornice del Parco dell’ex Colonia Montana, trasformandosi in un momento di grande condivisione e partecipazione attiva per le famiglie del territorio.

Il Consiglio Fuoriclasse e il Benessere Scolastico

I ragazzi del Consiglio Fuoriclasse dell’I.C. Di Giacomo-De Nicola hanno presentato alla comunità la seconda annualità di un progetto cruciale volto a favorire il benessere scolastico e a contrastare la dispersione. Insieme con la formatrice dott.ssa Valentina Colasanto e alla referente prof.ssa Lisa Erculanese, i consiglieri hanno raccontato l’energia e la maturità vissute durante l’esperienza dei “Tre Giorni dello Studente”.

Arte e Artigianato per la Comunità

Il pomeriggio ha visto anche la celebrazione della sinergia tra la scuola e il tessuto artigianale locale attraverso due momenti simbolo:

  • L’inaugurazione della “Panchina del Libro”: Realizzata grazie al prezioso contributo degli artigiani agerolesi Giuseppe De Rosa e Michele Ruocco, e rifinita con cura dalle classi di arte per il progetto della Biblioteca Scolastica.
  • La presentazione della Tela Collettiva: Un’opera splendida nata nel laboratorio Dimensione Arte, sotto la guida esperta della ceramista agerolese Giulia Lauritano e delle professoresse Carmen Langella, Stefania Cardella e Angela Avitabile.

All’evento hanno preso parte il sindaco Tommaso Naclerio, l’assessore Regina Milo, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e i rappresentanti dell’istituzione scolastica, a testimonianza di un legame solido e indissolubile tra i giovani e le istituzioni locali.

Il Tardo Pomeriggio all’Osservatorio: Musica, Testimonianze e Solidarietà

A partire dalle ore 18:00, le attività dedicate ai “Semi di Pace” (a sostegno della Flotilla e per la Palestina) si sono spostate all’interno della sala conference dell’Osservatorio Astronomico “Salvatore Di Giacomo”, che ha patrocinato e ospitato gli eventi della giornata.

Il programma si è sviluppato attraverso una fitta rete di linguaggi artistici e di impegno civile:

  • Musica e Teatro: Un emozionante Ensemble a cura degli studenti delle classi di strumento dell’I.C. “Di Giacomo-De Nicola”, seguito da una staffetta musicale con artisti locali e intense performance teatrali.
  • Letture e Introspezione: Un caloroso reading di letture dedicate alla pace interpretate da cittadini e associazioni, impreziosito dal mantra in sanscrito dedicato alla Pace intonato dalla maestra di Discipline Olistiche Lidia Acunto.
  • Voci dal Territorio: Gli interventi di Simone Sormani per l’ANPI Costa d’Amalfi e le voci di India Ruocco e Jasmine Sorrentino, studentesse del Liceo Grandi di Sorrento.

Il ponte con Gaza e la raccolta fondi

Uno dei momenti più toccanti della serata è stato il collegamento video con la fotoreporter Roberta Micagli, che attraverso la sua mostra fotografica digitale ha mostrato la vita quotidiana nei territori palestinesi.

Le studentesse del Liceo Grandi hanno gestito il collegamento e tradotto il reportage “Dear Palestine” in un’opera pittorica, donata dalla stessa Jasmine Sorrentino per la raccolta fondi solidale organizzata a favore dell’ospedale Al-Awda di Gaza.

Agerola, un “Porto” che Guarda al Futuro

Con questa giornata memorabile, Agerola si è riscoperta “porto”, approdo e partenza; un luogo simbolico di accoglienza che contribuisce a costruire una cultura della pace partendo dal basso. Un plauso speciale va ai docenti, alla dirigente scolastica Dott.ssa Maria Criscuolo, a EaSlab, agli artigiani e a tutta la comunità. Perché, come è stato ribadito più volte durante la giornata:

“Ogni bambino ha diritto alla pace. Ogni comunità ha il dovere di costruirla.”

The last dance: il Napoli si congeda con l’1-0 dall’Udinese. Cori e striscioni per la squadra e per Conte

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Antonio Conte saluta Napoli da vincitore, come uno degli allenatori più titolati e vincenti della storia del Napoli. Uno scudetto al primo anno, un secondo posto al secondo anno in cui ha vinto anche la Supercoppa Italiana. In cento anni di storia, la squadra del Napoli si classifica al secondo posto soltanto otto volte, nove con questo campionato. Le voci sul prossimo allenatore si susseguono e, anche se il pallone continua a rotolare sui campi di serie A, già si pensa alla prossima stagione, praticamente alle porte. Al Maradona, il pallone rotola perché c’è l’Udinese, che all’andata ha vinto 2-0. Prima che il tricolore vesta il nerazzurro, è l’ultima volta – in questa stagione – che lo Scudetto veste l’azzurro, e si gode il sole di Napoli.

I campioni d’Italia in carica si congedano da questa stagione con una vittoria in casa davanti ai propri spettatori. Basta il gol di Hojlund nel primo tempo per questi ultimi tre punti stagionali, che consolidano il secondo posto. Oggi, l’ultimo atto del lavoro di Antonio Conte, e probabilmente titoli di coda anche per altri campioni, come MeretAnguissa e Juan Jesus. Scende il sipario su una stagione complicata, con tanti rimpianti, tanti quanto gli infortunati. Gli applausi ed i cori finali sono tutti per Antonio Conte, che lascia Napoli dopo due stagioni.

Napoli-Udinese, la sintesi della partita

La squadra di Conte parte bene e spinge sull’acceleratore. Al settimo minuto c’è la prima sostituzione, forzata, per i padroni di casa: esce Alisson Santos ed entra De Bruyne fra gli applausi dei tifosi. Al quattordicesimo, tiro di Karlstrom dal limite dell’area: Meret in parata bassa, devia in corner. Al ventunesimo, occasione per il Napoli con Hojlund: imbeccato da Politano, l’attaccante si fa contrastare da un difensore friulano a pochi passi da Okoye. Risponde Ehizibue con una serpentina dalla destra, senza pensieri per Meret. Il gol del Napoli arriva sul ribaltamento di fronte: De Bruyne serve Hojlund che batte il portiere bianconero con un tiro preciso alla sua destra; Napoli 1 Udinese 0. Ancora il danese si rende pericoloso: gioca di sponda con McTominay che, di sinistro, spedisce alto da fuori area. Al trentatreesimo, contestazione all’arbitro per un presunto fallo su Hojlund da parte di Atta. Al trentaseiesimo, seconda sostituzione forzata fra le fila azzurre: Lobotka esce, ed al suo posto entra Gilmour.

La ripresa è ben gestita dal Napoli, in cui è in campo anche Juan Jesus che ha rilevato Olivera. Fra le due curve che cantano, il Napoli tranquillamente gestisce il possesso; l’Udinese, invece, commette molti falli e l’arbitro ammonisce prima Karlstrom per aver fatto fallo su Gilmour, e poi espelle Kabasele per condotta violenta su Hojlund: calcio gratuito a palla lontana alla metà campo; questo, accade al minuto 64. Un minuto dopo, De Bruyne serve Politano sul piede preferito, ma il numero 21 spedisce alto. Al 71°, errore a portiere battuto di McTominay: gran lavoro di Hojlund che si incunea in area dalla sinistra, serve centralmente lo scozzese, che spedisce alto. Negli ultimi dieci minuti, spazio a Contini Mazzocchi che entrano al posto di Meret (applaudito da tutto lo stadio), e Politano. Sostituzioni dal sapore di ultimi saluti.

Green Med Expo & Symposium 2026: a Napoli il confronto su sostenibilità, AI e comunicazione responsabile

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La sostenibilità oggi non può più limitarsi a slogan o dichiarazioni di principio. Per essere credibile deve poggiare su dati concreti, verificabili e trasparenti. È da questa esigenza che nasce il workshop “Dalla sostenibilità dichiarata all’impatto verificabile. Comunicare la transizione: dati, responsabilità e fiducia nell’era dell’AI”, in programma mercoledì 27 maggio, dalle ore 10.30 alle 12.30, presso la Sala Ulisse della Stazione Marittima di Napoli, all’interno del Green Med Expo & Symposium 2026.

L’appuntamento, organizzato nell’ambito della manifestazione promossa da Ricicla TV (Zucchetti Ambiente) ed Ecomondo – Italian Exhibition Group, è promosso da FERPI insieme all’Ordine dei Giornalisti della Campania e all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli.

L’obiettivo del workshop sarà quello di mettere a confronto professionisti, imprese, accademici e comunicatori sui grandi temi della rendicontazione ESG, della responsabilità nella comunicazione e dell’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sulla produzione e diffusione delle informazioni.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Matteo De Lise, presidente dell’ODCEC Napoli, Antonella La Porta, Monica D’Ambrosio, Ottavio Lucarelli, Vanni Fondi e Assia Viola, delegata FERPI Campania e componente del Comitato Scientifico Green Med.

“Le tematiche ESG non rappresentano più soltanto un adempimento normativo, ma un elemento strutturale della governance e della competitività delle organizzazioni”, ha sottolineato Matteo De Lise, evidenziando l’importanza di rafforzare il dialogo tra professioni, imprese e istituzioni per accompagnare concretamente i processi di transizione.

Un concetto condiviso anche dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che ha posto l’accento sul ruolo dell’informazione in questa fase storica: “La comunicazione della transizione ecologica richiede rigore e capacità di interpretare temi complessi senza semplificazioni. In una fase in cui l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente la produzione dei contenuti, il ruolo del giornalismo professionale diventa ancora più centrale”.

Il workshop sarà articolato in due tavole rotonde. La prima sarà dedicata al tema della sostenibilità verificata, affrontando questioni legate alla misurazione dell’impatto, all’integrazione dei dati ESG e ai nuovi obblighi normativi. Interverranno Rachele Maiello di BDO Italia, Antonio Garofano di Officine Sostenibili, Raffaele Ianuario, Emmanuela Saggese e Renato Briganti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

La seconda tavola rotonda sarà invece focalizzata sulla comunicazione della transizione ecologica tra informazione, intelligenza artificiale e costruzione della credibilità. Previsti gli interventi di Maria Neve Iervolino, Mara De Donato di GORI S.p.A., Noemi Calvino dell’Università Suor Orsola Benincasa ed Elena Salzano.

A moderare il confronto sarà Assia Viola, che ha evidenziato il ruolo strategico della comunicazione professionale nel collegare competenze tecniche, stakeholder e interesse pubblico: “Le relazioni pubbliche oggi sono chiamate ad accompagnare le grandi trasformazioni ambientali, economiche e sociali”.

Per i partecipanti sono previsti crediti formativi dedicati agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, all’ODCEC e a FERPI, previa iscrizione attraverso le rispettive piattaforme professionali.

Juve Stabia, lasciare le Vespe non conviene: la storia di 4 gialloblù che a Gennaio hanno cambiato casacca

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Nel calcio, il mercato di gennaio è spesso una terra di promesse e incognite. C’è chi parte per trovare più spazio, chi rincorre ambizioni economiche o tecniche differenti e chi, invece, viene coinvolto in scelte societarie difficili da evitare. Ogni trasferimento ha la sua storia, i suoi retroscena e le sue verità spesso custodite lontano dai riflettori.

Eppure, a distanza di pochi mesi, il campo ha emesso un verdetto crudele e identico per quattro calciatori che hanno salutato la Juve Stabia durante il mercato invernale: la retrocessione.

Mentre a Castellammare si continuava a costruire con equilibrio e identità un percorso tecnico chiaro e ambizioso, altrove le stagioni di alcuni ex gialloblù si sono trasformate in un autentico calvario sportivo. Una coincidenza che oggi fa inevitabilmente riflettere tifosi e addetti ai lavori.

Il flusso più intenso di operazioni ha riguardato la SSC Bari, piazza storica e passionale che a gennaio ha deciso di rivoluzionare parte dell’organico nel tentativo disperato di invertire una rotta già fortemente compromessa.

Tra i protagonisti di quel mercato c’è stato Kevin Piscopo. Ed è proprio il suo caso a meritare una precisazione importante. A differenza degli altri trasferimenti, infatti, quello dell’attaccante è stato di fatto l’unico concretizzato contro la reale volontà del calciatore. Piscopo avrebbe infatti continuato volentieri il proprio percorso in gialloblù, all’interno di un ambiente che lo aveva valorizzato e rimesso al centro del progetto tecnico. La cessione maturò soprattutto per esigenze e valutazioni societarie, più che per una scelta convinta del giocatore. Resta per lui una consolazione che l’operazione di cessione sia stata solo temporanea e il primo luglio il calciatore tornerà ad essere un calciatore gialloblù.

Arrivato a Bari in prestito, l’esterno offensivo ha provato con professionalità e spirito di sacrificio a dare vivacità a una squadra in evidente difficoltà. Ma né le sue qualità né il suo impegno sono riusciti a evitare il crollo finale dei biancorossi.

Destino simile anche per Giacomo Stabile e Giacomo De Pieri, due giovani di proprietà dell’Inter che avevano lasciato Castellammare inseguendo minuti, crescita e responsabilità. A Bari, però, si sono ritrovati immersi in un contesto complicato, fatto di pressioni enormi, cambi di guida tecnica e tensioni ambientali che hanno finito per schiacciare entusiasmo e serenità.

Discorso diverso, ma stesso epilogo, per Marco Ruggero. Il difensore centrale, protagonista di mesi importanti con la maglia delle Vespe, venne ceduto a titolo definitivo allo Spezia nelle ultime ore del mercato. Un’operazione che sembrava rappresentare un salto di qualità importante per il futuro del calciatore, ma che si è trasformata in una stagione amarissima culminata anch’essa con la retrocessione.

Il calcio, si sa, non offre mai certezze. E il senno di poi rende tutto più semplice da analizzare. Ma osservando oggi i verdetti finali della stagione, viene spontaneo interrogarsi su quanto sarebbe cambiato restando all’interno del progetto costruito dalla Juve Stabia, un ambiente che ha saputo dare stabilità, fiducia e identità anche nei momenti più delicati.

Il mercato di gennaio si conferma ancora una volta una scommessa rischiosa, dove spesso la teoria si scontra con la realtà del campo. Piscopo, Ruggero, Stabile e De Pieri hanno intrapreso strade differenti inseguendo nuove opportunità, ma si sono ritrovati accomunati da un finale doloroso.

A Castellammare, invece, resta una consapevolezza forte: chi abbraccia fino in fondo la causa gialloblù difficilmente si perde. E forse proprio il caso Piscopo, partito senza aver davvero voluto lasciare il Romeo Menti, rappresenta oggi il simbolo più evidente di quanto certi legami vadano oltre il semplice mercato.

Juve Stabia, il messaggio d’amore di Renato Cioffi: “Non solo vittorie. Stagione che resterà nella storia”

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Dopo la dolorosa eliminazione dai playoff, attorno alla Juve Stabia continua a respirarsi un sentimento che va ben oltre il semplice risultato sportivo. La delusione per il sogno Serie A sfumato all’U-Power Stadium convive infatti con l’orgoglio per una stagione straordinaria, capace di riaccendere entusiasmo, appartenenza e passione in tutta Castellammare di Stabia.

In queste ore, tra i tanti messaggi arrivati dal mondo del calcio e dai tifosi gialloblù, spicca quello di Mister Renato Cioffi, ex calciatore delle Vespe e oggi apprezzato allenatore, che ha voluto dedicare parole profonde e sincere alla squadra di Ignazio Abate.

Attraverso i propri canali social, Cioffi ha celebrato il percorso della Juve Stabia, sottolineando come il valore di una stagione non si misuri soltanto con i trofei conquistati, ma soprattutto con le emozioni lasciate nel cuore della gente. Un concetto che fotografa perfettamente quanto vissuto quest’anno dal popolo stabiese.

“Non si lasciano ricordi solo nel caso di vittorie, ma questa annata sono certo che resterà nella mente dei tifosi come una delle più belle”, ha scritto l’ex gialloblù, evidenziando la capacità della squadra di superare ostacoli e difficoltà in un campionato durissimo, sempre con coraggio e identità.

Parole che hanno immediatamente trovato il consenso dei tifosi stabiesi, già protagonisti nelle ultime ore di una vera e propria standing ovation virtuale nei confronti della squadra. Sui social, infatti, migliaia di messaggi hanno accompagnato il ritorno delle Vespe da Monza, trasformando la delusione in un enorme attestato d’amore verso un gruppo che ha saputo andare ben oltre ogni aspettativa estiva.

Nel pensiero di Renato Cioffi trova spazio anche un’investitura importante nei confronti di Ignazio Abate, autentico artefice del capolavoro sportivo gialloblù. Il tecnico stabiese è riuscito a costruire una squadra moderna, organizzata e spettacolare, proponendo uno dei migliori calci dell’intera Serie B. Per l’ex calciatore delle Vespe non ci sono dubbi: il lavoro svolto da Abate rappresenta una delle note più luminose dell’intera stagione cadetta.

Cioffi ha infatti elogiato apertamente il tecnico, arrivando a definire quello della Juve Stabia come “il calcio più interessante e bello della Serie B dopo il Venezia”. Una dichiarazione pesante, che certifica quanto il lavoro dell’allenatore gialloblù sia stato apprezzato anche dagli addetti ai lavori.

Il messaggio si conclude poi con una frase che suona quasi come una profezia per il futuro dell’allenatore stabiese: “Forza Ignazio, il futuro sarà tuo”. Un attestato di stima forte e diretto, che incorona Abate come uno dei tecnici emergenti più promettenti del panorama italiano.

Il post di Renato Cioffi, al di là delle singole parole, rappresenta il sentimento comune di un’intera città: la Juve Stabia non ha conquistato la Serie A, ma ha ritrovato orgoglio, identità e appartenenza. E forse, alla lunga, è proprio questo il successo più grande lasciato in eredità da questa splendida stagione.

Juve Stabia: Mister Abate e i suoi ragazzi hanno riacceso una città con una stagione da applausi

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La corsa play off si è fermata a Monza, ma il cuore della Juve Stabia continua a battere forte.

Il triplice fischio dell’U-Power Stadium ha messo fine al sogno playoff delle Vespe, ma non ha cancellato ciò che questa squadra è riuscita a costruire in una stagione destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva di Castellammare di Stabia. Perché ci sono sconfitte che lasciano macerie e altre che, invece, consegnano orgoglio, appartenenza e la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di straordinario.

Il verdetto del campo ha premiato il Monza, capace di conquistare la finale dopo una doppia sfida intensa e combattuta. Ma il cammino della Juve Stabia va ben oltre il risultato maturato in Brianza. Da Modena a Monza, passando per serate cariche di adrenalina e passione, il popolo gialloblù è stato trascinato in un vortice di emozioni che ha riacceso una fede sopita da troppo tempo. Intere generazioni si sono ritrovate unite sotto gli stessi colori, in un entusiasmo contagioso che ha invaso le strade, i bar, le piazze e il Romeo Menti.

La squadra di Ignazio Abate ha lottato fino all’ultimo respiro, senza mai snaturarsi. Nei playoff si è vista ancora una volta l’anima di questa Juve Stabia: battagliera, moderna, coraggiosa. Dalle barricate eroiche di Modena fino al forcing disperato nella notte di Monza, impreziosita dalla gemma tecnica di Burnete, le Vespe hanno dimostrato di non voler mollare mai. È stata una corsa vissuta a ritmi folli, un’altalena continua di emozioni forti, dove ogni pallone sembrava poter cambiare la storia.

Eppure, ridurre tutto a una semplice eliminazione sarebbe profondamente ingiusto. Perché il vero capolavoro la Juve Stabia lo ha costruito durante l’intera stagione. Arrivato tra dubbi e scetticismo, Ignazio Abate ha saputo plasmare un gruppo giovane e ambizioso, trasformandolo in una delle realtà più belle e sorprendenti della Serie B. La sua squadra ha proposto un calcio intenso, offensivo e spettacolare, conquistando il rispetto degli addetti ai lavori e l’ammirazione di tanti appassionati.

A Castellammare resta inevitabilmente il rammarico per un sogno sfiorato, per quella Serie A che per qualche settimana è sembrata davvero possibile. Ma, accanto alla delusione, emerge con forza una certezza: la Juve Stabia ha ritrovato la propria identità calcistica e sociale. Questa squadra ha trascinato una città intera, restituendo entusiasmo e orgoglio a un popolo che non ha mai smesso di amare questi colori.

I playoff finiscono qui, ma ciò che resta è forse ancora più importante di una promozione. La Juve Stabia di Abate non alza il trofeo, ma conquista qualcosa di più profondo e duraturo: l’amore eterno della sua gente e il rispetto di tutto il campionato. Ed è proprio da questo entusiasmo, da questa passione ritrovata e da questo calcio esaltante, che le Vespe dovranno ripartire per continuare a sognare.

Juve Stabia, fiducia e futuro roseo: Serve silenzio sul passaggio delle quote per non favorire gli sciacalli

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Il pallone per la Juve Stabia e i suoi tifosi, almeno per il momento, si è fermato. Dopo mesi vissuti a ritmi altissimi, tra sogni, emozioni e notti indimenticabili, in casa giallo blu è arrivato il momento della riflessione.

La stagione 2025-2026 ha lasciato in eredità entusiasmo, orgoglio e la consapevolezza che a Castellammare di Stabia si possa continuare a costruire qualcosa di importante.

Tra circa cinquanta giorni inizierà il ritiro precampionato e le Vespe si prepareranno ad affrontare il terzo campionato consecutivo di Serie BKT, eguagliando così il record dell’era Manniello tra il 2011 e il 2014.

Ma se il campo ha regalato sorrisi e applausi, fuori dal rettangolo verde continua una partita delicatissima: quella legata al futuro societario del club gialloblù. Il sequestro delle quote disposto dal Tribunale e sottratto dalle mani di Francesco Agnello ha rappresentato un primo segnale di serenità per la piazza stabiese. Un passaggio importante, che ha dato ai tifosi la sensazione concreta che le istituzioni abbiano davvero a cuore il futuro della Juve Stabia.

Da quel momento, precisamente dall’8 maggio, si è aperta ufficialmente una nuova fase: quella della ricerca di imprenditori o di una cordata capace di garantire stabilità, programmazione e continuità al progetto sportivo per i prossimi anni.

La volontà è chiara: dare alla Juve Stabia un futuro solido, ambizioso e soprattutto sostenibile.

E non è un caso che attorno al club oggi si sia acceso un forte interesse. La straordinaria stagione disputata dalle Vespe, culminata con il raggiungimento delle semifinali play-off, ha attirato attenzioni importanti nel panorama calcistico nazionale.

Gli addetti ai lavori hanno apprezzato il modello costruito a Castellammare: conti sostenibili, valorizzazione dei giovani, idee moderne e risultati concreti. Un’identità precisa che porta inevitabilmente la firma del direttore sportivo Matteo Lovisa e di un gruppo che ha saputo ottenere il massimo investendo il giusto.

Negli ultimi giorni stanno circolando tanti nomi legati a possibili interessamenti per rilevare le quote societarie. Si parla di imprenditori di spessore, figure già note nel mondo dell’imprenditoria e del calcio. Tra le indiscrezioni spuntano nomi importanti come Aponte, patron di MSC, oppure Campedelli, che potrebbe tornare nel mondo del calcio, fino ad arrivare a Carlo Neri, ex presidente dell’Ascoli.

Questi solo solo alcuni nomi (la lista è lunghissima) che inevitabilmente fanno sognare la piazza, anche se ad oggi non esiste ancora alcuna conclusione definitiva.

Quello che filtra, però, è un dato concreto e importante: sarebbero già arrivate due manifestazioni ufficiali d’interesse. Si tratterebbe di cordate di imprenditori che dovrebbero prima trovare un accordo tra loro sulla suddivisioni delle percentuali di quote da acquistare per poi ufficialmente presentare un’offerta (che si dovrebbe aggirare intorno ai 50 milioni in 5 anni). Una fase quindi molto delicata che potrebbe essere disturbata dalla diffusione dei loro nomi con annesse fantomatiche percentuali di suddivisione delle quote.

In sintesi, ad oggi ci sarebbero soggetti realmente interessati a entrare nella Juve Stabia, anche se il percorso è ancora in fase interlocutoria e non si è arrivati alla chiusura dell’operazione.

Ed è proprio per questo che in questa fase serve equilibrio. Serve pazienza. Serve soprattutto silenzio. Perché il “rumore” rischia di disturbare trattative delicate e di fare il gioco di chi, magari a parole, sostiene di voler bene alla Juve Stabia ma che sotto sotto spererebbe in uno scenario diverso: una ripartenza dal basso, dalle categorie dilettantistiche, per poi vestirsi da “salvatore della patria”.

Il tifoso stabiese oggi deve guardare oltre le voci e le indiscrezioni. Deve interessarsi principalmente a una cosa: che il futuro della Juve Stabia sia garantito. Ed è per questo che va riconosciuto il lavoro enorme che gli amministratori giudiziari stanno portando avanti in queste settimane. Con il sequestro delle quote, il Tribunale ha lanciato un messaggio preciso: la Juve Stabia va tutelata e accompagnata verso una stabilità definitiva.

La sensazione, oggi, è che il futuro possa davvero essere roseo. L’interesse che ruota attorno alla Juve Stabia non nasce per caso, ma è il frutto di ciò che squadra, staff e società hanno costruito sul campo negli ultimi anni. Castellammare è tornata ad avere appeal calcistico, progettualità e credibilità.

Non è il momento dei nomi, né quello delle scadenze ufficiali, anche se per opportunità tutto potrebbe definirsi entro la fine di maggio. È il momento della fiducia e della compattezza. Ancora qualche giorno di attesa, senza alimentare quella spasmodica ricerca del dettaglio o dell’indiscrezione a tutti i costi.

La Juve Stabia ha dimostrato di essere viva, forte e desiderata. Adesso bisogna soltanto accompagnarla verso il prossimo passo, tutti dalla stessa parte, con un unico obiettivo: costruire un futuro ancora più importante.

A tutti diciamo soltanto una cosa: “Forza Juve Stabia sempre”.

“Cultura della Legalità” all’I.C. D’Angiò di Trecase: Gli studenti dialogano con magistratura e istituzioni

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TRECASE – Scuola, famiglia e istituzioni uniti a Trecase per piantare i semi della cultura della legalità. Grande successo per la conferenza la “Cultura della legalità” tenutasi il 22 maggio presso la Sala Teatro dell’I. C. “D’Angiò” in via Cattaneo. L’evento, organizzato dall’Istituto Comprensivo “D’Angiò – Via Vesuvio” di Trecase, ha rappresentato un fondamentale momento di crescita, confronto e riflessione civica per l’intera comunità scolastica e territoriale.

I lavori si sono aperti con i saluti di benvenuto della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Clotilde Zampognaro, che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo cruciale della scuola come primo presidio di legalità sul territorio, configurandosi come una vera e prima palestra di democrazia e convivenza. La D.S. ha ribadito l’impegno costante dell’istituto nel formare cittadini consapevoli, responsabili e capaci di fare scelte guidate dal rispetto delle regole e del bene comune.

Il dibattito è poi entrato nel vivo grazie ai contributi del Sindaco di Trecase e del Comandante della Stazione dei Carabinieri. Entrambi i relatori hanno focalizzato l’attenzione sull’importanza cruciale di fare rete per contrastare i fenomeni di devianza e promuovere il rispetto delle regole.

Vincenzo Garofalo, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Trecase, ha illustrato il lavoro quotidiano dell’Arma sul territorio, spiegando che l’obiettivo principale delle forze dell’ordine non è solo la repressione dei reati, ma la prevenzione e il dialogo. Garofalo ha ribadito che solo attraverso una sinergia costante e quotidiana tra famiglia, scuola e forze di polizia è possibile accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita, aiutandoli a trasformarsi in cittadini pienamente consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.

L’Avv. Raffaele de Luca, Sindaco di Trecase, ha evidenziato come l’amministrazione comunale sia costantemente impegnata nel supportare percorsi educativi che mettano al centro la crescita civile dei ragazzi. Il primo cittadino ha rimarcato che la legalità non si costruisce in isolamento, ma richiede una forte alleanza sociale e educativa tra la famiglia, le istituzioni e il mondo della scuola.

Particolarmente significativo è stato l’intervento della Dott.ssa Andreana Ambrosino, Sostituto Procuratore della Repubblica. Nel suo articolato discorso, la dott.ssa Ambrosino ha lanciato un forte messaggio sull’esigenza di abbattere le distanze istituzionali:

” Ho sempre pensato che le istituzioni, i magistrati, le forze dell’ordine, debbano uscire dai loro palazzi di vetro ed essere vicini ai cittadini, essere attenti alle loro esigenze, ai loro bisogni, anche ad ascoltarli.”

Rivolgendosi direttamente ai giovani, ha poi sottolineato che la legalità non è un concetto astratto, ma un atteggiamento culturale:

“Il termine legalità ci fa pensare in via più immediata al rispetto delle leggi per una pacifica convivenza civile. Ma è anche un atteggiamento culturale, un modo di vivere, di concepire il rapporto con il prossimo… vuol dire scegliere da che parte stare. Ciascuno di voi deve fare la propria parte con impegno e responsabilità e avere comportamenti che possono giovare al benessere di tutti. Allora non bisogna stare a guardare dal buco della serratura ma metterci la faccia, spendersi in comportamenti che possono giovare a tutti. Dovete cominciare ad essere cittadini responsabili e parte attiva, perché voi siete il futuro della nostra società.”

Il magistrato ha poi toccato tematiche di forte attualità legate alla vita quotidiana dei ragazzi:

  • L’uso dei social e la solitudine: Ha messo in guardia i giovani dall’iperconnessione, spiegando che l’abuso dei social fa perdere il contatto con la realtà e soffoca l’umanità:

“A mio avviso, bisogna recuperare l’umanità, soffocata dall’indifferenza, perché siamo tutti troppo concentrati su noi stessi. L’abuso dei social ci ha fatto perdere il contatto con la realtà e il senso dell’importanza delle relazioni. La connessione ci sta allontanando dal mondo reale, perché siamo tutti parte di un mondo che in realtà non esiste. L’iperconnessione Ci ha resi più soli. Allora, dobbiamo recuperare la dimensione umana e autentica dei rapporti, dobbiamo tornare a giocare, a guardarci negli occhi, a stare insieme nel rispetto degli altri. Abbiamo bisogno di stare con gli altri. Se ricordate bene, durante la pandemia su tutti i social la frase che girava di più è che nessuno si salva da solo.”

  • La lotta al bullismo: Ha evidenziato il dovere morale di intervenire e non girarsi dall’altra parte quando un compagno viene deriso o bullizzato, invitando a valorizzare la diversità come ricchezza:

Rispettare l’altro vuol dire accettare e comprendere il compagno che è diverso da noi perché viene da un contesto familiare difficile, perché ha una disabilità o un orientamento sessuale diverso da quello che voi considerate normale, secondo la vostra prospettiva. Dobbiamo rispettare l’altro e intervenire quando il compagno si trova in difficoltà, perché viene deriso, perché viene bullizzato.”

  • L’importanza del rispetto delle regole, partendo dalle piccole cose: Ha ricordato che l’inciviltà si combatte con un cambio di mentalità nei piccoli gesti di ogni giorno, come indossare il casco in motorino, pagare il biglietto del treno o non occupare i posti per disabili.
  • L’importanza dello studio e di prendere esempio dai giganti della giustizia come Falcone e Borsellino:

“Dovete studiare, perché la scuola non è solo il luogo dove si imparano le nozioni tecniche, ma è il primo luogo dove si imparano a stare insieme e rispettare le regole, si sperimenta la democrazia. Sfruttate questa opportunità, perché se vi impegnate le capacità vengono fuori, cercate di mantenere integri questi valori di cui abbiamo parlato, che ci hanno tramandato i giganti della giustizia, perché come diceva Giovanni Falcone, le persone passano ma le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altre persone. Allora facciamole camminare insieme queste idee, solo così potremo costruire un mondo migliore.

La conferenza è stata seguita con grande interesse e partecipazione dagli alunni dell’I.C. D’Angiò – Via Vesuvio di Trecase, che si sono esibiti in belle performance musicali e hanno arricchito la mattinata con le proprie riflessioni civiche.

L’importante iniziativa ha confermato che, valorizzando il ruolo fondamentale della scuola come pilastro educativo e consolidando una rete di interventi tra famiglia, scuola e forze dell’ordine, è possibile promuovere il valore della legalità tra i giovani.

Solo attraverso questa forte alleanza sociale potremo raccogliere l’eredità dei grandi del passato e dare concretezza a un mondo dove la legalità e la giustizia possano trionfare, perché, come ha affermato Paolo Borsellino:

“La lotta alla mafia non dev’essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni.” 

Juve Stabia, sogno play-off: I volti che con orgoglio hanno lottato nelle tre partite post season

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Il sogno si è fermato a un passo dalla finale, ma quello che ha lasciato la Juve Stabia in questi play-off resterà scolpito nel cuore di un’intera città. Castellammare di Stabia ha vissuto settimane intense, cariche di emozioni, orgoglio e passione, accompagnando una squadra che ha saputo andare oltre ogni pronostico e regalare serate indimenticabili al popolo gialloblù.

Il viaggio nei play-off della Juve Stabia è stato bellissimo. Fa male per come è finita, e soprattutto per quello che poteva essere, ma non è questo il momento dei rimpianti. È il tempo dei bilanci, degli applausi e dei ringraziamenti a un gruppo che ha combattuto fino all’ultimo pallone, dimostrando carattere, qualità e appartenenza.

In questo mini-torneo i protagonisti sono stati tanti. Ognuno ha dato qualcosa, ognuno ha lasciato un segno. C’è chi ha acceso la fantasia, chi ha salvato il risultato, chi ha trascinato i compagni nei momenti più complicati. E proprio per questo sarebbe ingiusto ridurre tutto a pochi nomi. Però alcuni calciatori, per episodi, prestazioni e personalità, sono riusciti a prendersi la scena.

Kevin Zeroli, ad esempio, ha regalato una delle immagini più iconiche di questi play-off. La sua rovesciata al Braglia contro il Modena è stata una giocata da copertina, un gesto tecnico straordinario capace di far esplodere di gioia migliaia di tifosi stabiesi. Un gol che resterà nella memoria collettiva.

Ma se la Juve Stabia è rimasta viva fino all’ultimo, gran parte del merito va anche ad Alessandro Confente. Il portiere gialloblù è stato decisivo sia al Braglia che nella sfida di Monza, con interventi di altissimo livello che hanno tenuto in piedi la squadra nei momenti più delicati. Sicurezza, riflessi e leadership: il suo contributo è stato enorme.

Tra gli uomini più preziosi c’è stato anche Alessandro Gabrielloni. La sua stagione magari non sarà stata travolgente sotto il profilo realizzativo, ma nei play-off l’ex Como ha saputo incidere eccome. Suo lo zampino sia nell’azione del gol di Zeroli che nella rete di Burnete a Monza, segnale di un attaccante sempre utile al gioco della squadra e capace di sacrificarsi per il gruppo.

E poi c’è Rares Burnete, che in Brianza ha trovato un gol splendido, pesante, carico di speranza. Una rete purtroppo inutile ai fini della qualificazione, ma che racconta perfettamente il coraggio di una squadra mai doma e pronta a lottare fino all’ultimo secondo.

Promosso a pieni voti anche Alvin Okoro. A Castellammare ci ha messo la testa, a Monza il cuore. Energia, corsa e voglia di non arrendersi mai: il suo spirito ha incarnato perfettamente quello della Juve Stabia in questi spareggi.

E come non citare Cacciamani, autentico protagonista nella notte del Romeo Menti. Due assist, qualità e personalità da veterano. Una prestazione da migliore in campo che ha esaltato ancora una volta Nicola Mosti, l’uomo copertina della straordinaria stagione gialloblù. Fantasia, tecnica e giocate decisive: Mosti è stato il simbolo di una squadra che ha saputo emozionare.

Sono stati loro, insieme a tutti gli altri compagni, a scrivere una pagina meravigliosa della storia recente stabiese. Perché il bello di questa Juve Stabia è stato proprio il collettivo: chi partiva titolare, chi entrava dalla panchina, chi magari ha giocato meno ma non ha mai fatto mancare sostegno e professionalità. Tutti hanno contribuito a costruire qualcosa di speciale.

E allora, al di là dell’amarezza, resta soltanto un messaggio da consegnare a questa squadra: grazie. Grazie per aver fatto sognare Castellammare di Stabia, per aver riempito il Romeo Menti di passione, per aver reso orgoglioso un intero popolo.

Gli applausi finali, le lacrime sugli spalti e i cori dopo l’eliminazione raccontano più di qualsiasi risultato. Questa squadra ha lasciato il segno, e il popolo stabiese sarà sempre al suo fianco.

Giovani musicisti incontrano Gustavo Dudamel al Teatro San Carlo di Napoli

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Trentacinque giovani musicisti dell’Orchestra Sanitansamble di Napoli hanno incontrato il maestro Gustavo Dudamel al Teatro di San Carlo, dando continuità al percorso avviato lo scorso anno a Roma con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica, dove avevano già avuto l’opportunità di interagire con il direttore venezuelano.

Un momento intenso di crescita e condivisione, vissuto con il presidente Antonio Lucidi e i maestri Paolo Acunzo e Gabriele Bernardo, testimoni di un’esperienza che continua a ispirare e a costruire futuro.

Fonte AdnKronos

Tentano di rubare il telefono al padre, lui lo difende e viene accoltellato

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Difende il padre da un tentativo di rapina: accoltellato al braccio. È accaduto sabatosera intorno alla 23:30 nel quartiere Ponticelli a Napoli. I carabinieri sono intervenuti al Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare per un 46enne ferito.

Secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, l’uomo era in via dei Bronzi di Riace quando due sconosciuti avrebbero tentato di sottrarre il telefono al padre che era con lui. La sua reazione avrebbe indotto i rapinatori a colpirlo al braccio sinistro con un coltello. La vittima è stata dimessa. Sono in corso indagini per chiarire la dinamica.

Fonte AdnKronos

Fa violentare la madre disabile e filma tutto: arrestati figlia e compagno, decisivi i video

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Violenza choc su una donna disabile a Napoli: arrestati un uomo di 32 anni e una donna di 33, gravemente indiziati di violenza sessuale aggravata e minacce. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura partenopea, la vittima, 59 anni, sarebbe stata abusata mentre si trovava in condizioni di totale incapacità di difendersi.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita questa mattina dal Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Stella su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli, ricostruisce un quadro definito dagli investigatori particolarmente grave. L’intera vicenda ha avuto origine il 22 marzo, quando un’altra figlia della donna ha presentato denuncia ai carabinieri della stazione Vomero-Arenella, consegnando anche alcuni video che documenterebbero le violenze.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe abusato della 59enne approfittando del suo stato di grave disabilità fisica e psichica, anche mentre dormiva. La figlia convivente della vittima, sorella della denunciante, avrebbe invece consentito l’accesso dell’uomo all’abitazione e filmato l’intera scena con il cellulare.

Determinanti per l’identificazione degli indagati sono stati proprio i filmati acquisiti dagli investigatori, nei quali sarebbero stati riconosciuti attraverso elementi fisici, tatuaggi e abbigliamento. Ai due viene inoltre contestata la minaccia grave per aver tentato di intimidire la denunciante e indurla a ritirare le accuse.

Le indagini sono state coordinate dalla IV sezione della Procura di Napoli, specializzata in violenza di genere e tutela delle fasce deboli.

Fonte AdnKronos

Napoli, ecco primo ‘Stem for kids’ dell’anno

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Si è svolto con grande partecipazione, venerdì 17 aprile, a Massa di Somma, in provincia di Napoli, il primo ‘Stem for kids’ dell’anno organizzato da Stem women Congress Italia, il format di ‘Stem impact’ internazionale sviluppato nel nostro Paese da Orange Media Group. Dopo il successo della tappa di Torino 2025, realizzato insieme a Brick Genius e con la collaborazione di Intesa Sanpaolo per il Sociale e Iberdrola Italia, il progetto è tornato coinvolgendo bambine e bambini della scuola primaria in una giornata all’insegna della scoperta, del gioco e dell’apprendimento, confermando l’efficacia di un approccio esperienziale per avvicinare le nuove generazioni alle discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). L’iniziativa ha ribadito il suo obiettivo: contrastare stereotipi di genere e stimolare curiosità e talento fin dalla giovane età, dimostrando che la scienza può essere accessibile, inclusiva e coinvolgente.

Come ha spiegato Matteo De Laurentis, direttore del progetto in Orange Media Group: “Siamo molto felici di questa nuova prima tappa. Torino ci ha dimostrato la validità del metodo e la sua capacità di creare alto interesse nei bimbi e nelle bimbe, lasciando loro, alla fine delle attività, un bagaglio che è fatto di tematiche Stem, ma non solo. Qui apprendono anche l’importanza delle decisioni di gruppo, la responsabilità comune e scoprono, grazie a nostri partner, quante cose siano importanti nell’ambiente che li circonda ogni giorno. Continuare questo progetto è davvero importante per noi e ringraziamo tutti coloro che lo hanno reso possibile”.

La tappa di Massa di Somma ha visto anche una significativa novità: accanto ai partner già presenti a Torino, Intesa Sanpaolo per il sociale e Iberdrola Italia, in questo 2026 “Fondazione Leonardo” ha arricchito il programma con attività dedicate al mondo dei satelliti e delle tecnologie aerospaziali. I partecipanti hanno avuto così l’opportunità di avvicinarsi a uno dei settori più avanzati della ricerca scientifica, esplorando in modo interattivo temi legati allo spazio, all’innovazione e alle professioni del futuro.

“Attraverso il racconto dei satelliti vogliamo avvicinare i più giovani a un’idea di scienza concreta e presente nella vita quotidiana: dalle comunicazioni al monitoraggio della Terra. L’obiettivo è stimolare curiosità e immaginazione”, ha affermato Ilaria Iacoviello, Head of Education, Fondazione Leonardo.

Tutto questo si è unito agli elementi di educazione finanziaria sviluppati da Intesa Sanpaolo e la scoperta delle energie rinnovabili insieme ad Iberdrola Italia. “Crediamo che avvicinare i più giovani alle discipline Stem attraverso esperienze pratiche e coinvolgenti sia fondamentale per costruire una società più consapevole e inclusiva”, commenta Valerio Faccenda, Country Manager di Iberdrola Italia. “Progetti come Stem for Kids rappresentano un’occasione concreta per stimolare curiosità e interesse verso il mondo dell’energia e delle tecnologie del futuro, valorizzando al tempo stesso la sostenibilità come parte integrante dei percorsi educativi. È proprio partendo dalla scuola che possiamo favorire una maggiore consapevolezza e contribuire a formare le competenze necessarie per affrontare le sfide della transizione energetica”.

Il progetto Step by Stem si conferma così un percorso concreto e inclusivo, capace di mettere in rete scuole, istituzioni e aziende con un obiettivo condiviso: costruire una cultura Stem più equa e offrire alle nuove generazioni strumenti per immaginare e progettare il proprio futuro. Così il Sindaco Gioacchino Madonna: “Siamo felici di poter ospitare sul nostro territorio questo importante progetto rivolto alle nuove generazioni dedicato alle discipline STEM in un contesto di sostenibilità ambientale e di visione aperta delle città del futuro. Il numero e la qualità dei partner coinvolti certifica la bontà del progetto in visione prospettica ed è dovere della politica sostenere tali iniziative”. Il calendario delle tappe 2026 proseguirà nei prossimi mesi, toccando diversi punti della penisola e sempre con un solo obiettivo: far scoprire le Stem attraverso il gioco.

Fonte AdnKronos

“Qui per raccogliere le vostre lacrime”, il Papa nella Terra dei Fuochi

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 “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. Si tratta della prima volta di un pontefice, accolto da 12mila fedeli, nelle zone martoriate da roghi, veleni e inquinamento.

“Sono qui, – dice – però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”.

“Ringrazio il Signore di potervi incontrare, ritornando in Campania pochi giorni dopo la mia visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, le parole del Santo Padre ricordando il predecessere che non potè partire a causa della pandemia.

“Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Leone incoraggia la popolazione: “Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?”, noi crediamo e diciamo: “Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”.

Prevost cita ancora il predecessore: “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes.

“Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice.

“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”, il grido di Papa Leone nel suo primo discorso. “ È un grido che chiede conversione!”, dice.

E ancora: “Anche questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, denuncia. “Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, dice Leone scuotendo le coscienze: “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”.

“Occorre fidarsi ancora – dice Leone -, ascoltare ancora, credere ancora. Le scelte che avete fatto, il cammino ecclesiale che avete percorso, le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Se ci si ferma, si torna indietro”. Per il Papa “va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”.

“Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha ricordato Leone.

Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un ‘esercito’ di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”, continua. “In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, il monito.

L’incontro con le famiglie: “Non abbandonarci”

Momento toccante e intenso in cattedrale ad Acerra in occasione dell’incontro tra il Papa e i famigliari di tante persone – tra loro molti bambini – morti a causa dell’inquinamento ambientale. Tra loro c’è chi gli consegna una lettera come ha fatto nei giorni scorsi Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’Associazione ‘Noi genitori di tutti’: “Gli chiederemo di non abbandonarci e di ammonire le istituzioni. Dopo quattordici anni di denunce, nulla si è mosso”, aveva spiegato la donna alla vigilia dell’arrivo di Leone.

Lo sversamento dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali sono la quotidianità. I rifiuti vengono incendiati dando luogo ai roghi tossici, in altri casi vengono intombati nel sottosuolo contaminando terreni agricoli e falde acquifere. Marzia ha perso il suo unico figlio a causa dell’inquinamento e dei veleni presenti nella Terra dei Fuochi. “Avevo solo un figlio – ha detto – non temo più nulla. Gli ultimi accadimenti nella Terra dei Fuochi sono di ieri con nuovi sversamenti di rifiuti. Io dirò al Papa di non abbandonarci e di lanciare appelli alle istituzioni. Tanti bambini continuano a morire, non si può fare finta di nulla”.

Dieci proposte di interventi ambientali per Acerra: è il documento che i famigliari delle vittime hanno consegnato a papa Leone XIV. “Chiediamo un patto intergenerazionale, una forma di risarcimento ambientale che ci apra la strada ad un futuro migliore. Vogliamo che dalle debolezze del nostro territorio scaturisca una nuova possibilità da costruire assieme e che le ricchezze che abbiamo siano invece tutelate e valorizzate. Santo Padre, vogliamo in sostanza e semplicemente, vivere e vivere bene, tendere alla felicità”, si legge nella lettera aperta.

“Dica di agire, presto ed in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità”, chiedono al Pontefice i cittadini di Acerra.

Troppi sono i figli di questa terra che si ammalano e troppe volte non ce la fanno – denunciano – vengono rilevati ogni anno sforamenti da polveri sottili oltre ogni limite consentito dalla Legge; recenti studi hanno evidenziato presenza in falda di sostanze ritenute altamente pericolose. Santo Padre, tuttavia noi non perdiamo la speranza ed ogni giorno c’è chi continua a lottare per consegnare un domani migliore alla futura umanità. La strada è difficile e troppe volte chi dovrebbe ascoltare il grido di dolore della nostra Terra, si volta dall’altra parte. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci, lo dobbiamo a chi si ammala e a chi non c’è più, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alle generazioni che verranno”.(dall’inviata Elena Davolio)

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Fonte AdnKronos

Savoia calcio, i saluti al mister Raimondo Catalano

Con un comunicato stampa diffuso ieri, il Savoia Calcio informa che mister Raimondo Catalano lascia la guida della neopromossa in serie C.

Queste le parole dei presidenti.

”Abbiamo vinto un campionato straordinario. Il mister è stato uno dei pilastri di questo successo, dando alla squadra un’identità e una qualità di gioco che appartengono a categorie superiori. È stata una stagione magica, in cui tutto ha funzionato alla perfezione.”

”In maniera condivisa – continua la Società dei bianchi – abbiamo deciso di separarci, almeno per il momento, perché quando esistono rispetto e stima autentici può sempre esserci un nuovo capitolo da scrivere insieme.”

”Quando si raggiungono traguardi così importanti, chi vince davvero sa anche capire il momento in cui fermarsi e cercare nuovi stimoli. Ed è esattamente ciò che è accaduto.”
”Non è un addio, ma un arrivederci. Raimondo Catalano resterà nella storia del Savoia, perché insieme abbiamo scritto una pagina indelebile.”

”Grazie, Raimondo Catalano. Grazie di vero cuore. Siamo certi che il tuo percorso ti porterà molto in alto. Molto in alto.”

Virtus Stabia, l’Under 17 alza la coppa regionale: Cuore, sacrificio e talento alla base della vittoria

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Una vittoria costruita con il lavoro, il sacrificio e soprattutto con l’unità di un gruppo che non ha mai smesso di credere nei propri mezzi. La formazione Under 17 allenata da mister Guarracino conquista una splendida affermazione al termine di una gara intensa e ricca di emozioni, coronando un percorso di crescita che rappresenta il vero orgoglio dell’intero settore giovanile.

Al triplice fischio la commozione era evidente sul volto del tecnico, che ha voluto ringraziare tutti: dai ragazzi allo staff, fino alle famiglie che ogni giorno accompagnano questo cammino sportivo e umano. Occhi lucidi, voce spezzata dall’emozione e tanta soddisfazione per aver visto la squadra mettere in pratica tutto ciò che viene preparato durante gli allenamenti settimanali.

In campo l’U17 ha mostrato maturità, spirito di sacrificio e grande personalità, qualità che hanno permesso al gruppo di portare a casa una coppa che rappresenta il frutto del lavoro quotidiano svolto dalla società. Un successo che nasce dalla condivisione e dall’unione d’intenti, elementi fondamentali per costruire risultati importanti.

Dal magazziniere allo staff dirigenziale, passando per gli istruttori fino alla presidenza, ogni figura ha contribuito a creare un ambiente sano e compatto. Perché soltanto un gruppo unito riesce davvero a valorizzare il lavoro svolto durante tutta la stagione.

Dietro questo traguardo ci sono anche i sacrifici delle famiglie e una società capace di trasmettere ai giovani i valori autentici dello sport: il rispetto delle regole e dell’avversario, la determinazione nel superare i propri limiti, lo spirito di squadra e l’inclusione. Principi fondamentali che aiutano i ragazzi a crescere dentro e fuori dal campo, allontanandoli da stili di vita sedentari e da percorsi sbagliati.

Al di là del risultato finale, ciò che ha colpito maggiormente è stata la compattezza del gruppo e la qualità del gioco espresso. La crescita dei ragazzi rappresenta infatti la vittoria più importante per tutta la società, consapevole di aver costruito qualcosa che va oltre il semplice successo sportivo.

Archiviata questa splendida soddisfazione, il gruppo tornerà presto ad allenarsi per preparare le prossime sfide, con la consapevolezza che questo trionfo deve essere un punto di partenza e uno stimolo per tutto il settore giovanile.

Infine, applausi anche all’Accademia Real Agro Aversa, protagonista di una gara corretta e combattuta, dimostrando grande impegno e valore durante tutti i minuti dell’incontro.

Castellammare di Stabia: Centrale clandestina di videosorveglianza scoperta nel centro storico cittadino

Un sofisticato impianto di videosorveglianza completamente abusivo è stato scoperto nel cuore del centro storico di Castellammare di Stabia all’interno di un locale commerciale confiscato alla criminalità organizzata. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Municipale della città delle acque durante un’attività di controllo finalizzata alla verifica dello stato dei luoghi e all’accertamento di eventuali occupazioni illegittime.

Gli agenti della Municipale, guidati dal Colonnello Francesco Del Gaudio e coordinati sul posto dal Tenente Sepe, hanno eseguito un’approfondita ispezione che ha portato alla scoperta di una vera e propria centrale clandestina di monitoraggio. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il sistema era collegato a diverse micro-telecamere installate all’esterno e accuratamente occultate in punti strategici della zona.

I dispositivi erano posizionati in particolare lungo via Santa Caterina e a Piazza Orologio, consentendo un controllo continuo e non autorizzato dell’area urbana circostante. Gli investigatori ritengono che il sistema potesse essere utilizzato per monitorare i movimenti sul territorio e segnalare l’eventuale presenza o transito delle forze dell’ordine.

Sul luogo del ritrovamento è intervenuto anche il personale della Polizia Scientifica della Polizia di Stato, che ha collaborato alle attività di repertazione e agli accertamenti tecnici necessari per ricostruire il funzionamento dell’impianto e individuare eventuali responsabilità.

L’intera struttura di videosorveglianza è stata immediatamente disattivata e sottoposta a sequestro. Gli inquirenti stanno ora analizzando il materiale acquisito per comprendere da quanto tempo il sistema fosse operativo e chi ne avesse il controllo.

Per i fatti accertati è stata informata l’autorità giudiziaria. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’indagine con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità penali, identificare gli esecutori materiali e i reali utilizzatori dell’impianto abusivo, oltre a verificare possibili reati legati alla violazione della privacy e al controllo illecito dello spazio pubblico.

Juve Stabia, La Vespa Rosa Fiammetta Drammatico: “Grazie Vespe per averci fatto sognare”

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La protagonista di questa settimana della rubrica Vespa Rosa e la nostra Fiammetta Drammatico che esprime le sue emozioni per una stagione emozionante.

“Ed anche quest’anno resterà nella storia!
Esattamente come nella scorsa stagione, tra problemi, infortuni, dubbi sul futuro, abbiamo tagliato il traguardo della semifinale play off per la massima serie!

Dopo l’esplosione di gioia a Modena, eccoci nella nostra casa, il Romeo Menti, per la partita di andata contro il Monza.
Che peccato quella rimonta!! Andare avanti 2-0 e poi farseli riprendere fa male, ma lo sapevamo: a Monza sarebbe stata durissima. Eppure abbiamo tenuto botta, dove i tanti punti di differenza tra le due squadre spesso non si son notati. Ma va beh, anche il calcio e’ strano; nulla da fare.

Abbiamo vissuto un sogno, e l’abbiamo fatto con tutto contro: le presunte infiltrazioni camorristiche, gli infortuni che non finivano mai, i problemi societari che ci hanno tolto il fiato. Qualsiasi altra squadra avrebbe mollato.
Ma non noi: siamo stati fortissimi. Abbiamo stretto i denti, siamo rimasti uniti e siamo stati da esempio, nonostante ingiustizie, soprusi e via dicendo.
Cosa si può dire a questo meraviglioso gruppo? Beh, solo GRAZIE, per le emozioni, i traguardi.. i SOGNI.

Adesso confidiamo in una risoluzione societaria, e mi auguro, anche se non sarà semplice, che le nostre colonne portanti continueranno ad accompagnarci, faccio riferimento sicuramente al Mister, alla squadra, ma in modo particolare al Direttore Matteo Lovisa, il nostro fiore all’occhiello, gli dobbiamo davvero tanto, mi auguro con tutto il cuore che resti, perchè senza di lui, perdiamo tanto!!

Non ci resta che continuare a sognare, perchè ad esserci, saremo sempre presenti a sostenere la nostra Juve Stabia!
Grazie Juve Stabia, grazie mister Abate, per averci insegnato a non mollare mai!”

Castellammare di Stabia punta sulla formazione: turismo e cantieristica al centro del rilancio della città

Unire formazione, lavoro e sviluppo per costruire il futuro di Castellammare di Stabia. È questo l’obiettivo emerso dall’incontro svoltosi presso la Regione Campania tra una delegazione della terza commissione del Consiglio comunale stabiese e l’assessora regionale alle Politiche del Lavoro e della Formazione, Angelica Saggese. Al centro del confronto, il rafforzamento dei percorsi professionali nei settori del turismo e della cantieristica navale, due pilastri storici dell’economia cittadina.

L’iniziativa si inserisce nel percorso portato avanti dall’amministrazione comunale e dal Consiglio comunale di Castellammare di Stabia a sostegno dello sviluppo dello storico stabilimento Fincantieri e, più in generale, delle principali realtà produttive del territorio stabiese.

L’incontro è stato favorito dall’interessamento del capogruppo stabiese di “Casa Riformista”, Ciro Di Martino, e dall’attenzione verso il territorio del consigliere regionale Ciro Buonajuto. Al tavolo hanno preso parte anche le consigliere Giusy Amato, Teresa D’Angelo, Rosanna De Simone e Tina Somma, in quello che è stato definito un importante segnale istituzionale capace di andare oltre le divergenze politiche locali per concentrarsi sulle necessità della città.

Nel corso del confronto è stata evidenziata la necessità di creare percorsi formativi specifici legati ai mestieri della cantieristica e ai servizi turistici, nella convinzione che il rilancio di Castellammare passi inevitabilmente attraverso la presenza di maestranze qualificate e competenti.

Il tavolo di lavoro ha trovato la piena disponibilità dell’assessora Saggese, che si è immediatamente confrontata con le esigenze del territorio stabiese, avanzando proposte e spunti di riflessione per avviare un percorso concreto di collaborazione.

L’obiettivo condiviso è duplice: da un lato formare manodopera locale e contrastare il fenomeno dello spopolamento giovanile, dall’altro garantire alle imprese del territorio, in particolare nei comparti della cantieristica navale e del turismo, personale qualificato in grado di sostenere crescita e competitività.

Un primo passo istituzionale che punta a trasformare la formazione in uno strumento strategico per il futuro occupazionale di Castellammare di Stabia, valorizzando le vocazioni storiche della città e creando nuove opportunità per le giovani generazioni.

Juve Stabia Talk Show, oltre il 95° di Monza: cala il sipario su una stagione da “Champions”

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L’ultima puntata stagionale di Juve Stabia Live Talk Show ha rappresentato un momento di bilancio profondo, sospeso tra la commozione per un cammino sportivo straordinario e l’apprensione per un futuro societario ancora tutto da scrivere. Durante la trasmissione, che ha visto riunita quasi l’intera redazione di Vivicentro e numerosi ospiti, è emerso con forza l’orgoglio per una squadra capace di giocarsi la Serie A fino agli ultimi istanti della semifinale contro il Monza.
Emozioni e gratitudine: il video “Grazie di tutto”
La puntata si è aperta con la proiezione di un video celebrativo, intitolato “Grazie di tutto”, che ha sintetizzato le passioni di un’annata vissuta intensamente. Il filmato ha messo in luce come l’amore per la maglia gialloblù vada oltre il risultato sportivo, definendo la Serie B di quest’anno come una vera e propria “Champions League” per Castellammare. Patrizia Esposito e Margherita Savastano hanno sottolineato come il gruppo sia stato la vera forza della squadra, capace di ripetere e migliorare il percorso dell’anno precedente nonostante le difficoltà extra-campo.
Il “caso” Monza e le polemiche arbitrali
Non è mancata una riflessione amara sull’eliminazione. Il conduttore e gli ospiti hanno ribadito le critiche alla direzione arbitrale della gara d’andata (arbitro Ayroldi), rea di aver cambiato l’indirizzo del match negli ultimi venti minuti, condizionando pesantemente la qualificazione. Nonostante ciò, la prestazione gagliarda al ritorno a Monza è stata lodata come prova di maturità e orgoglio.
Il futuro della società: trattative e scadenze
Il tema centrale della serata è stato il futuro assetto proprietario. Attualmente la Juve Stabia è gestita da amministratori giudiziari, con le quote sequestrate ai fini di confisca. Tiziano Valle ha chiarito che, sebbene circolino molti nomi (tra cui spicca quello dell’imprenditore Scudieri del gruppo Adler), ad oggi non c’è ancora nessuna firma ufficiale. Le principali indiscrezioni emerse includono:
  • Vendita diretta: Si ipotizza una vendita delle quote a un unico soggetto piuttosto che a una cordata.
  • Garanzie del Tribunale: Chi acquisterà dovrà presentare un progetto solido, potenzialmente di cinque anni, con garanzie economiche importanti per la continuità aziendale.
  • Tempi stretti: Entro la fine di maggio si attendono novità decisive per permettere la programmazione del prossimo campionato ed evitare penalizzazioni.
Il bivio tecnico: Lovisa e Abate rimarranno?
C’è forte apprensione per la permanenza del DS Matteo Lovisa e del tecnico Ignazio Abate.
  • Lovisa: È considerato il “pezzo da 90” per la sua capacità di costruire squadre competitive con budget ridotti. Sebbene sia sotto contratto, un’eventuale chiamata dalla Serie A (si parla del Verona) potrebbe cambiare gli scenari.
  • Abate: Il mister è corteggiatissimo, con voci che lo accostano al Sassuolo o al Verona. Tiziano Valle ha sottolineato che, a parità di categoria, la Juve Stabia resterebbe la priorità, ma la Serie A sarebbe una sfida difficile da rifiutare.
La critica di Tiziano Valle: “Castellammare ha solo pareggiato”
Un intervento particolarmente interessante e polemico è stato quello di Tiziano Valle, il quale ha rigettato la retorica del “Castellammare ha vinto”. Il giornalista ha evidenziato le carenze della città: dai numeri calanti del pubblico (fino alle fasi finali) alle criticità strutturali dello stadio e dell’organizzazione, paragonandole all’efficienza vista a Monza. Secondo Valle, per crescere davvero non basta il risultato sportivo, ma serve un salto di qualità nell’accoglienza e nelle infrastrutture.
Infrastrutture e chiusura
È stata confermata l’imminente ristrutturazione del manto erboso del Romeo Menti, con lavori che inizieranno a breve. Tuttavia, restano i dubbi sui finanziamenti regionali per lavori più ampi, come l’espansione della capienza o il rifacimento dei servizi. La puntata si è chiusa con un saluto corale e l’auspicio che la nuova proprietà possa garantire quella stabilità necessaria per vedere ancora una Juve Stabia “stellare” nella prossima stagione.