Il Napoli non si ferma più. All’Unipol Domus gli azzurri centrano la quarta vittoria consecutiva, superando un Cagliari ostico grazie a un avvio lampo e a una prova di grande maturità difensiva. Un successo che consolida le ambizioni della squadra di Antonio Conte, capace di soffrire, gestire e portare a casa tre punti d’oro in vista della volata finale di campionato.
Lampo scozzese: la sblocca McTominay
La partita cambia volto dopo appena sessanta secondi. Su un’azione nata dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Scott McTominay – al rientro da titolare – si fa trovare pronto e trafigge la difesa sarda. Per il centrocampista scozzese è un gol pesante: il settimo in campionato e l’undicesimo totale di una stagione fin qui straordinaria.
Dopo il vantaggio immediato, il Napoli ha cercato a più riprese il raddoppio, sfiorandolo in un paio di occasioni nitide. Nonostante il mancato colpo del KO, gli azzurri hanno amministrato la gara con ordine, concedendo pochissimo ai padroni di casa.
Il commento di Antonio Conte: “Solidità e merito”
Nonostante i tre punti, il tecnico leccese mantiene alta l’asticella della concentrazione. Nel post-partita, Conte ha analizzato con onestà la prestazione dei suoi:
“Nel primo tempo abbiamo sbagliato un po’ troppo, dopo il gol non abbiamo gestito in maniera pulita il pallone. Nella ripresa abbiamo cercato il raddoppio senza trovarlo, ma il Cagliari non ha mai tirato veramente in porta.”
Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza del clean sheet: “Non aver subito gol è un segnale positivo per il finale di stagione. Siamo stati straordinari a restare ai vertici e ora vogliamo mettere pressione a chi ci sta davanti.”
La voce dei protagonisti: McTominay e Politano
L’uomo del match, Scott McTominay, ha esaltato lo spirito di gruppo: “Abbiamo lottato contro un’ottima squadra. Era fondamentale sbloccarla subito, ora puntiamo al massimo dopo la sosta”.
Dello stesso avviso Matteo Politano, che però non nasconde qualche brivido nel finale: “Era fondamentale vincere, ma dovevamo chiuderla prima; abbiamo sofferto fino alla fine contro un Cagliari solido in casa. Successo meritato, guardiamo avanti”.
Dopo sedici mesi le vespe tornano a sfidare in campionato lo Spezia a Castellammare, l’ultima volta i liguri sbancarono il Menti
I precedenti tra Juve Stabia e Spezia sono quattro in campionato disputati a Castellammare e tutti in serie cadetta.
Parità assoluta, due vittorie per le vespe e due vittorie per gli aquilotti.
Mai finito in parità un match a Castellammare.
Questi i dettagli dei tre precedenti dagli anni duemila ai giorni nostri
– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin
13 aprile 2013 – 15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SPEZIA 2 – 1 (arbitro Leonardo Baracani di Firenze) autorete di Romagnoli (S), Antonio ZITO (JS) e Okaka (S).
– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B EUROBET
31 agosto 2013 – 2° giornata d’andata: JUVE STABIA – SPEZIA 1 – 2 (arbitro Riccardo Pinzani di Empoli) Ebagua (S), Abou DIOP (JS) e Ferrari (S) su calcio di rigore.
– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BkT
8 marzo 2020 – 9° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SPEZIA 3 – 1 (arbitro Gianluca Aureliano di Bologna) Giacomo CALO’ (JS), Francesco FORTE (JS), Ricci (S) su calcio di rigore e Alfredo BIFULCO (JS).
– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT
9 novembre 2024 – 13° giornata d’andataa: JUVE STABIA – SPEZIA 0 – 3 (arbitro Paride Tremolada di Monza) F. P. Esposito, S. Esposito e Čolak.
Il patron delle ‘Cantine Zuffa’ Augusto Zuffa ha parlato in esclusiva a Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni.
Augusto, manca sempre meno al Senna Day 2026 di Carlo Ametrano, insieme a Davide Sforzi e Pasquale Buondonno.
“Carlo come sempre tirerà fuori delle grandi novità. Noi siamo diventati ormai una certezza. Il Senna Day è ormai diventata una pietra miliare nel panorama motoristico italiano. Siamo molto contenti perché abbiamo anche un campione di GP come Kimi Antonelli, che è anche un nostro cliente. Questo ci gratifica ulteriormente”.
Sappiamo che Antonelli è stato anche nel tuo locale.
“Abbiamo organizzato un evento al teatro in cui era uno degli ospiti vip mentre noi eravamo sponsor. Lui è un ragazzo timido, intelligente e molto in gamba. Anche come persona mi sembra molto valida e concreta”.
Come siete organizzati per Pasqua e Pasquetta?
“A Pasqua faremo il solito pranzo dove vengono sempre moltissimi clienti da tutte le parti del mondo. Punteremo sul tradizionale e sulle eccellenze dell’Emilia. Il tutto ovviamente abbinato ai nostri vini e, se riusciamo, all’esterno. Se possibile riposeremo invece a Pasquetta, mentre se i nostri clienti avranno difficoltà apriremo anche a Pasquetta”.
Tema F1: Hamilton sembra rinato, ma Mercedes…
“Mercedes è di un altro pianeta. Hamilton è invece il campione che tutti conosciamo. Non c’era da stupirsi: è un campione che ha raggiunto qualsiasi tipo di risultato ma la passione per la vittoria non gli manca. Molto bello anche il suo rapporto con il nostro Kimi Antonelli”.
Per salutarci vogliamo ricordare l’appuntamento col Senna Day?
“Scalderemo anche noi i motori per fare un grande evento: appuntamento al 30 aprile alle Cantine Zuffa!”.
In vista del delicato match contro la Juve Stabia, l’allenatore degli aquilotti, Roberto Donadoni, ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa. Tra infermeria, analisi del momento psicologico e corsa salvezza, ecco il pensiero del mister.
La gestione fisica e il morale
Sulla preparazione alla gara, il tecnico ha rassicurato sulle condizioni di alcuni singoli:
“Il gruppo si è allenato con intensità per ricaricare le pile. Vlahovic è tornato al top, mentre per Valoti si tratta solo di un leggero fastidio alla schiena. Sappiamo che al ‘Menti’ sarà una battaglia; servirà spirito di sacrificio per poter strappare punti. Mi attendo un segnale forte dai ragazzi.”
Riguardo al possibile shock dopo il pari beffardo con l’Empoli, Donadoni è categorico:
“Sarebbe folle subire contraccolpi. Quella beffa finale deve trasformarsi in benzina, non in un freno. La vittoria era nostra, ci è sfuggita, e ora quella delusione va mutata in furore agonistico. Più che recriminare sull’episodio, dobbiamo lavorare per essere più cinici: segnando di più, un singolo incidente di percorso non comprometterebbe il risultato.”
Analisi tecnica e arbitri
Tornando sul contestato penalty concesso ai toscani, l’allenatore offre una prospettiva dinamica:
“Saltare in solitaria è un conto, farlo con un avversario addosso cambia totalmente la postura del corpo. Le immagini fisse possono ingannare, ma la dinamica reale racconta un’altra storia. Serve una sensibilità di giudizio diversa, ma ormai è inutile guardarsi indietro.”
Verso il traguardo stagionale
Con la fine del campionato alle porte, il mister invoca pragmatismo:
“Siamo nel momento della verità. Servono fegato e determinazione. In questa fase la bellezza estetica passa in secondo piano rispetto alla sostanza. Dobbiamo prenderci i punti con le unghie senza sprecare fiato in polemiche inutili. Sull’assetto tattico, invece, il mio obiettivo è l’equilibrio tra i reparti: dobbiamo essere una squadra corta e feroce.”
Notizie dai singoli e dall’infermeria
Donadoni accoglie con favore il ritorno di un pezzo pregiato in attacco:
“Lapadula ha svolto diverse sessioni con il gruppo e ha ricevuto il via libera dai medici. Spero possa darci una mano a gara in corso. Per quanto riguarda gli altri, Di Serio e Mateju dovrebbero rientrare a pieno regime dopo la sosta, mentre per Skjellerup i tempi sono leggermente più lunghi, anche se il ragazzo sta rispondendo meglio del previsto.”
La corsa alla permanenza in categoria
Sulla lotta per non retrocedere e il pacchetto arretrato:
“La salvezza passa dalla nostra fame: dobbiamo essere pronti a ‘mangiare l’erba’ perché un successo oggi ci farebbe fare un balzo enorme. In difesa non ho emergenze: Vignali e Aurelio sono pronti. Infine, il calendario fitto di scontri diretti non mi spaventa, anzi lo preferisco: non dobbiamo sperare nei passi falsi altrui, il nostro destino dipende solo da noi.”
C’è un nome che, al momento della lettura delle formazioni, farà inevitabilmente vibrare le corde della memoria tra i gradoni del Romeo Menti. Sabato pomeriggio, in occasione della delicata sfida contro lo Spezia, Castellammare riabbraccia Gabriele Artistico. Non sarà però un ritorno da “padrone di casa”, bensì da avversario affamato, pronto a dimostrare il proprio valore sotto lo sguardo di chi, per sei intensi mesi, lo aveva eletto a uomo gialloblù.
Un’altalena di emozioni e gol pesanti
L’avventura di Artistico con le Vespe è stata viscerale. Nella passata stagione, il giovane attaccante romano era riuscito a ritagliarsi uno spazio anche se piccolo, provando a diventare il riferimento offensivo di una squadra che macinava gioco e punti. La sua fisicità dirompente e il fiuto per la porta nei pochi minuti giocati aveva spinto il pubblico di casa a soprannominarlo “Provvidenza” accostandolo a Daniele Massaro capace di segnare reti importanti per il Milan nei pochissimi scampoli di partita. Sembrava l’inizio di una lunga storia d’amore sportivo, ma il destino e le dinamiche del rettangolo verde avevano in serbo un copione diverso.
L’esplosione di Adorante e le scelte di mercato
A cambiare radicalmente le gerarchie era stata la definitiva consacrazione di Andrea Adorante. Con un compagno di reparto in stato di grazia e diventato praticamente intoccabile nello scacchiere tattico gialloblù, lo spazio per Artistico si è ridotto ulteriormente.
La convivenza tra due “centravanti veri” si è rivelata complessa, portando il classe 2002, comprensibilmente desideroso di minutaggio e centralità nel progetto, a fare delle scelte: prima la via di Cosenza per ritrovare spazio nella scorsa finestra invernale, e infine l’approdo allo Spezia, la squadra con cui oggi si presenta da sfidante.
Molto più di una semplice partita
Il ritorno al Menti rappresenta per Artistico uno snodo che va ben oltre i novanta minuti di campionato. È l’occasione perfetta per:
Dimostrare il proprio valore: Far vedere alla piazza stabiese che il talento e la fame ammirati nei primi sei mesi sono intatti, se non accresciuti dall’esperienza.
Sfidare il passato: Ritrovare da avversari quegli ex compagni con cui ha condiviso lo spogliatoio.
Conquistare punti pesanti: Aiutare lo Spezia in una trasferta storicamente ostica contro una Juve Stabia che, spinta dal proprio pubblico, tra le mura amiche non concede sconti a nessuno.
Il verdetto degli spalti
Nonostante l’addio, il ricordo di Gabriele Artistico a Castellammare resta quello di un professionista esemplare, un ragazzo che ha dato tutto per la maglia finché ne ha avuto l’occasione. Resta ora da capire come lo accoglierà il caldo pubblico del Menti al suo ingresso in campo: prevarranno gli applausi carichi di gratitudine per il passato, o il “fuoco” inesorabile della competizione sportiva per il presente?
La Juve Stabia è sempre più protagonista, non solo nei confini del proprio campionato, ma anche sul palcoscenico internazionale. Il club gialloblù ha infatti comunicato con orgoglio che ben quattro dei suoi tesserati sono stati convocati dalle rispettive Nazionali giovanili per gli impegni di fine marzo.
Un riconoscimento importante che testimonia l’ottima rosa costruita dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa capace ancora una volta di individuare e tesserare (anche se per un solo anno sportivo) calciatori giovani e di qualità.
Mannini e Cacciamani a caccia dell’Europeo con l’Under 21
Il Commissario Tecnico della Nazionale Under 21, Silvio Baldini, ha deciso di attingere a piene mani dalla rosa stabiese per il doppio fondamentale impegno valido per le qualificazioni europee.
A vestire la maglia degli Azzurrini saranno il difensore Mattia Mannini e il talentuoso centrocampista Alessio Cacciamani. I due gialloblù cercheranno di dare il loro contributo in due sfide che si preannunciano decisive per il cammino dell’Italia:
Italia U21 – Macedonia del Nord U21: Giovedì 26 marzo alle ore 18:15, presso lo stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli.
Svezia U21 – Italia U21: Martedì 31 marzo alle ore 18:30, in trasferta a Boras.
Ciammaglichella e Okoro: test di lusso con l’Under 20
Grandi soddisfazioni arrivano anche dal gruppo dell’Under 20, guidato dal C.T. Carmine Nunziata. Il selezionatore azzurro ha puntato i fari sul centrocampo e sull’attacco delle Vespe, convocando rispettivamente Aaron Ciammaglichella e Alvin Okoro.
Per loro si profila un’opportunità di assoluto prestigio in una classica del calcio internazionale a livello giovanile:
Italia U20 – Inghilterra U20 (Amichevole): Venerdì 27 marzo alle ore 15:30, presso l’impianto sportivo di Riano.
La chiamata di quattro giocatori in Nazionale rappresenta un traguardo di grande prestigio per la Juve Stabia, che si prepara ora a fare il tifo per i propri ragazzi, pronti a difendere i colori azzurri e a portare in alto il nome del club in giro per l’Europa.
Alla vigilia dell’importante e delicata sfida contro lo Spezia, l’ultima prima della sosta, mister Ignazio Abate traccia la rotta per la sua Juve Stabia. Tra la spinta emotiva per il 119° anniversario del club, la necessità di sopperire alle assenze e la voglia di ritrovare i tre punti, il tecnico delle Vespe ha delineato un quadro chiaro, fatto di umiltà, compattezza e una feroce determinazione, elogiando a più riprese lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi.
L’onda lunga di Palermo: tra qualità e orgoglio
Il pareggio ottenuto al Barbera contro il Palermo ha lasciato scorie positive nell’ambiente gialloblù. Abate riparte proprio da quella prestazione, sottolineando come la squadra abbia saputo mostrare diverse facce nella stessa gara, unendo la tecnica alla capacità di resistere nei momenti più complessi. Il mister ha rimarcato l’importanza di finire questo ciclo di partite in modo positivo, per evitare di vivere le prossime due settimane di sosta “con il mal di pancia“.
“Arriviamo da una buonissima prestazione, un pareggio molto importante per noi per il momento, per la classifica. È ottenuto con una prestazione di qualità per lunghi tratti della gara e di sofferenza per alcuni tratti, dove in quel momento di sofferenza è venuto fuori il gruppo che ha saputo soffrire. Ha fatto una partita di organizzazione, di orgoglio, di qualità, di compattezza.”
La tenuta difensiva è uno degli aspetti che più inorgoglisce il tecnico, evidenziando una maturità acquisita che permette alla squadra di non disunirsi nemmeno sotto pressione. Abate ha lodato la capacità dei suoi di difendere bene sulle palle laterali contro avversari temibili e di mantenere la lucidità quando il pallino del gioco è in mano altrui, definendolo uno “step di maturità” fondamentale.
La trappola della classifica e il rispetto per lo Spezia
Con 42 punti in cascina e un traguardo salvezza ormai a portata di mano, il rischio di cali di tensione è dietro l’angolo. Abate, però, spegne sul nascere ogni calcolo matematico, imponendo un diktat assoluto all’interno dello spogliatoio. Il focus deve restare esclusivamente sulla prestazione, considerata l’unica vera via per arrivare al risultato in un campionato insidioso dove le gerarchie possono saltare in qualsiasi momento.
“Non ci penso, come ho detto ai ragazzi è vietato guardare la classifica in questo momento qui, noi dobbiamo pensare una partita alla volta cercando di andare alla ricerca della prestazione perché sono sempre più convinto che poi il risultato sia una conseguenza.”
Di fronte ci sarà lo Spezia guidato dall’esperto Roberto Donadoni. Abate rifiuta categoricamente l’idea che l’avversario possa essere sottovalutato a causa del suo momento non semplice. Al contrario, chiede ai suoi giocatori di alzare il livello dell’attenzione, consapevole dei valori tecnici della rosa ligure. Per vincere, servirà una spinta emotiva superiore, quella stessa anima che si è vista nell’emblematico recupero difensivo di Mosti al novantesimo contro il Palermo.
“Non esiste in questo campionato sottovalutare gli avversari. Dentro domani ci vuole quel veleno, quel pizzico di consapevolezza, di voglia di andare al di là di tutto per ottenere il risultato. Ci vuole quell’aspetto emotivo nel voler vincere la partita più degli avversari.”
Il regalo per i 119 anni di storia
La gara assume un contorno ancora più speciale cadendo a ridosso dei festeggiamenti per i 119 anni di storia della Juve Stabia. Un traguardo che la squadra vuole onorare sul campo, trasformando la pressione in un privilegio. Abate sente l’importanza del momento e spera di confezionare il regalo perfetto per la piazza, pur ribadendo la necessità di gestire bene le energie fisiche e mentali alla terza partita in una sola settimana.
“Siamo consapevoli dell’importanza della partita, del momento per i 119 anni di storia di questa società e vogliamo regalare una gioia ai tifosi, ma bisogna fare attenzione perché incontriamo una squadra molto forte. Dobbiamo tenere le antenne dritte.”
Il gruppo, il mercato e la consacrazione di Mosti
Nonostante le assenze pesanti – come la squalifica di Giorgini, bilanciata dal rientro di Gabrielloni – il tecnico si fida ciecamente di chi scenderà in campo. Ha elogiato apertamente i nuovi innesti di gennaio, da Ricciardi, che “ha cambiato marcia dal punto di vista mentale“, a Torrasi, sottolineando come l’integrazione richieda tempo ma stia finalmente dando i suoi frutti. C’è spazio anche per celebrare il rientro di Pierobon e la speranza di recuperare presto pedine fondamentali come Zeroli, Maistro, Candellone (che sta rispondendo bene alla terapia e potrebbe accorciare i tempi di recupero) e Varnier.
Ma una menzione d’onore spetta a Nicola Mosti. La sua stagione è lo specchio del lavoro di Abate: dedizione, duttilità tattica e un rendimento offensivo sorprendente. Il tecnico ha rifiutato i meriti esclusivi di questa crescita, attribuendoli alla consapevolezza del ragazzo e al rapporto di lealtà instaurato nello spogliatoio.
“È un ragazzo che si è messo a disposizione della squadra senza alibi, senza niente e vuole raggiungere l’obiettivo a tutti i costi. Quindi il merito è solo ed esclusivamente suo. Credo che stia facendo la stagione di assoluto livello perché fare sei gol da mezza ala sono numeri da calciatore vero.”
Per Abate, giocatori come Mosti, Leone, Bellich, Pierobon e Candellone rappresentano la spina dorsale della squadra, elementi capaci di essere “contagiosi” nello spirito e determinanti per alzare il livello di tutti i compagni. Con questo atteggiamento e questa compattezza, la Juve Stabia si prepara ad affrontare lo Spezia, puntando a chiudere il cerchio prima della sosta con una prestazione all’altezza della sua storia.
Ci sono pomeriggi in cui l’aria profuma di storia e di traguardi raggiunti. Il 13 aprile 2013 è una di quelle date cerchiate in rosso nel calendario dei ricordi dei tifosi stabiesi. In un “Romeo Menti” gremito e baciato dal sole primaverile, la Juve Stabia guidata da Piero Braglia scrisse una delle pagine più intense della sua avventura in Serie B, superando lo Spezia e scacciando definitivamente ogni fantasma legato alla zona retrocessione.
Fu un sabato indimenticabile, un “amarcord” dal sapore dolcissimo per un gruppo che non aveva alcuna intenzione di smettere di stupire.
Un Uno-Due da Knockout
L’avvio delle Vespe fu, senza mezzi termini, travolgente: un vero e proprio blitz tattico e agonistico che tramortì la formazione ligure prima ancora che potesse prendere le misure del campo.
2′ – Il Vantaggio: Pronti, via, e i padroni di casa mettono subito la freccia. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Antonio Zito trova la sfortunata ma decisiva deviazione di Romagnoli che provava ad anticipare Michele Murolo. La palla si insacca, beffando l’incolpevole portiere ospite. Il “Menti” esplode nel primo, assordante boato di gioia.
12′ – Il Raddoppio: Non passano nemmeno dieci minuti che lo stadio trema di nuovo. Un’azione corale, una splendida combinazione palla a terra con Caserta, libera al tiro Antonio Zito. Il suo sinistro è una sentenza: preciso, potente, implacabile. È il 2-0 del primo tempo che restò tale fino al ritorno delle due squadre negli spogliatoi, regalando a Castellammare l’illusione di un pomeriggio in discesa.
La Reazione Ligure e il Muro di Braglia
Nella ripresa, lo Spezia scende in campo con un piglio diverso. L’allenatore bianconero prova a scuotere i suoi dalla panchina, gettando nella mischia il talento di Davide Di Gennaro per iniettare imprevedibilità nel reparto offensivo.
La mossa sembra dare i suoi frutti: al 57′, un attimo di fisiologica indecisione della retroguardia stabiese permette a Stefano Okaka di trovare la zampata vincente, accorciando le distanze e riaprendo virtualmente i giochi.
È qui, nel momento di maggiore pressione, che emerge il vero carattere della Juve Stabia:
La leadership in campo: Guidata a centrocampo dalla sapienza tattica e dal carisma inesauribile di Fabio Caserta, vero leader e faro della squadra, la squadra serra le fila.
La grinta in panchina: La retroguardia alza un muro insormontabile, respingendo ogni assalto spezzino, mentre Piero Braglia dalla linea laterale si sbraccia, catechizza i suoi e orchestra le coperture con la sua proverbiale intensità.
Il Boato Liberatorio
Il triplice fischio del direttore di gara non è solo la fine di una partita, ma una vera e propria liberazione. L’ovazione che scende dagli spalti del “Menti” è il meritato tributo a un gruppo di ragazzi che ha lottato con i denti per tutta la stagione.
Quella vittoria sancì, di fatto, la salvezza virtuale della Juve Stabia nel campionato cadetto. Il 13 aprile 2013 rimarrà per sempre scolpito nella memoria della Castellammare sportiva come il giorno in cui le Vespe misero in cassaforte la Serie B, regalando a un’intera città una giornata di festa, orgoglio e appartenenza.
Non è una partita come le altre. Quando sabato pomeriggio Juve Stabia e Spezia incroceranno i tacchetti sul prato del “Romeo Menti”, l’atmosfera profumerà inevitabilmente di Milanello. Sulle panchine siederanno due uomini che hanno scritto pagine indelebili della storia del Milan e che hanno onorato la maglia della Nazionale azzurra, seppur in epoche e con ruoli differenti.
La Freccia e il Maestro: Due Generazioni a Confronto
La partita tattica si giocherà sul filo sottile che separa l’entusiasmo della gioventù dalla saggezza dell’esperienza:
Ignazio Abate, il coraggio emergente: Da una parte il volto nuovo della panchina stabiese. Trentanove anni, una carriera da freccia inesauribile sulla fascia destra del Milan (impreziosita da uno Scudetto e due Supercoppe) e un presente da tecnico che sta stupendo la Serie B per identità e spavalderia. Per lui, la maglia Azzurra è stata il coronamento di un percorso fatto di abnegazione e sacrificio, culminato con le spedizioni a Euro 2012 e ai Mondiali del 2014.
Roberto Donadoni, l’icona: Dall’altra parte il “Maestro”. Sessantadue anni, simbolo di quel calcio totale forgiato da Arrigo Sacchi e Fabio Capello, capace di alzare al cielo ben sei Scudetti e tre Coppe dei Campioni da protagonista assoluto. Ma Donadoni non è solo leggenda rossonera: è l’uomo che ha avuto l’arduo compito di guidare l’Italia come Commissario Tecnico dal 2006 al 2008, traghettando gli Azzurri nel delicato post-Mondiale tedesco con la sua consueta e signorile eleganza.
I “Gentlemen” della Panchina
Lo Stadio di Castellammare sarà il giudice supremo di questo incrocio affascinante. La sfida promette scintille, ma sarà anche un confronto tra due filosofie figlie della medesima scuola: quella di chi sa che per vincere bisogna prima di tutto saper stare in campo e dare l’esempio.
Nonostante la differenza di età, Abate e Donadoni si somigliano moltissimo dal punto di vista caratteriale:
Compostezza: Hanno fatto dell’equilibrio il loro marchio di fabbrica, rifiutando gli eccessi.
Stile e Rispetto: Sono i classici gentlemen della panchina, sempre impeccabili nel porsi con la stampa e misurati nel dialogo con i direttori di gara.
Un Appuntamento da “Dentro o Fuori”
Quel glorioso passato comune, però, al fischio d’inizio lascerà spazio all’agonismo puro. La sfida in panchina si intreccia con il destino di due squadre che arrivano a questo appuntamento assetate di punti.
La posta in palio è altissima: in un campionato spietato come la Serie B, una vittoria al “Menti” potrebbe significare letteralmente buttare giù dalla torre l’avversario e prendere la direzione giusta. Tra il profumo d’Europa del passato e il fango glorioso della cadetteria del presente, Juve Stabia – Spezia è una partita che ha davvero tanto da raccontare.
La marcia di avvicinamento alla delicata sfida di sabato contro lo Spezia porta con sé una defezione pesante per la Juve Stabia. Le decisioni del Giudice Sportivo, pubblicate all’indomani del turno di campionato, hanno infatti confermato le attese: Andrea Giorgini non sarà del match. Stessa sorte, sul fronte opposto, per il centrocampista dei liguri Filippo Bandinelli.
L’ammonizione fatale contro il Palermo
Per la formazione gialloblù, reduce dall’intenso pareggio per 2-2 maturato martedì sera contro il Palermo, c’è da fare i conti con gli strascichi disciplinari. Giorgini, che scendeva in campo essendo già in regime di diffida, ha rimediato un cartellino giallo che ha fatto scattare l’automatica squalifica per una giornata. Un’assenza che costringerà lo staff tecnico a rimodulare lo schieramento in vista del prossimo e imminente impegno casalingo.
Una tegola che, curiosamente, trova un perfetto specchio nella squadra avversaria. Anche lo Spezia, infatti, si presenterà a Castellammare privo di una pedina fondamentale: Filippo Bandinelli, anch’egli diffidato e sanzionato nell’ultimo turno, è stato fermato per una gara.
Il comunicato ufficiale
A sancire le squalifiche è stato il Giudice Sportivo, l’avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, nel corso della riunione tenutasi giovedì 19 marzo 2026.
In base alle risultanze degli atti ufficiali, per la categoria “Calciatori non espulsi”, è stata deliberata la squalifica per una giornata effettiva di gara per i seguenti tesserati:
Andrea GIORGINI (Juve Stabia):“per comportamento non regolamentare in campo; già diffidato (Quinta sanzione).”
Filippo BANDINELLI (Spezia):“per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Quinta sanzione).”
Il comunicato specifica inoltre che gli importi delle ammende, comprese quelle irrogate ai tesserati, saranno regolarmente addebitati sul conto campionato LNPB delle rispettive società.
Ora la palla passa agli allenatori, chiamati in queste ultime ore a trovare le giuste contromisure tattiche per sopperire a due assenze di peso in una gara che promette scintille.
CASTELLAMMARE DI STABIA – Non è stata solo una festa, ma un vero e proprio rito collettivo. Castellammare di Stabia si è tinta di giallo e di blu per celebrare i 119 anni di storia della Juve Stabia, in una serata dove il passato glorioso e il presente ambizioso si sono fusi sotto un unico grido.
Organizzata nel cuore pulsante della tifoseria, la serata ha visto la partecipazione attiva dei gruppi della Curva Sud, custodi del tifo più viscerale, insieme alle realtà che ogni giorno curano la memoria e la narrazione delle Vespe: Stabia Memorabile, Radio Asharam e Juve Stabia Amarcord.
Un Viaggio nel Tempo tra Foto e Video
L’atmosfera è stata resa magica da una mostra fotografica storica curata nei minimi dettagli, capace di far battere il cuore ai più anziani e di insegnare la “fede” ai più piccoli. Le immagini in bianco e nero dei pionieri del calcio stabiese si alternavano agli scatti a colori delle promozioni più recenti.
Ad accompagnare i racconti dei tifosi, una serie di video storici proiettati in loop, che hanno ripercorso i gol leggendari e le coreografie che hanno reso il “Menti” un fortino inespugnabile nel corso dei decenni.
Gli Ospiti: Leggende e Protagonisti
Il palco e la piazza hanno accolto nomi che hanno scritto pagine indelebili del club. Gli applausi più scroscianti sono stati per gli ospiti d’onore Improta, Onorato, Orsino ed Ingenito.
A rappresentare la società attuale, a testimonianza di un legame solido tra club e città, erano presenti figure chiave del progetto tecnico e dirigenziale: Gerbo, il capitano-bomber Candellone, il talento di Battistella e Petrazzuolo.
Lo Spirito della Curva: Panini, Birra e Cori
Ma la vera anima della serata è stata la gente. I ragazzi della Curva Sud hanno incarnato il senso di comunità tipico di Castellammare, offrendo panini e birra a tutti i presenti, trasformando la celebrazione in una grande cena di famiglia all’aperto.
Tra un boccone e l’altro, il silenzio è stato rotto solo dal sventolio delle bandiere e dai cori assordanti che hanno ricordato a tutti perché la Juve Stabia non è solo una squadra di calcio, ma un’identità sociale.
“Centodiciannove anni di storia sono un patrimonio che appartiene a ogni singolo cittadino. Questa sera abbiamo dimostrato che, oltre i risultati, conta il senso di appartenenza.”
Verso il Futuro
La serata si è conclusa tra l’entusiasmo generale, con la promessa di continuare a onorare questa maglia su ogni campo, portando avanti la tradizione centenaria di una delle piazze più calde e passionali del panorama calcistico italiano.
Ci sono partite che hanno un sapore diverso, che profumano di ricordi e di gratitudine. Per Marco Ruggero, il match di sabato tra Juve Stabia e Spezia non sarà una semplice tappa del campionato di Serie B. Sarà il ritorno a casa, in quel “Romeo Menti” che per un anno e mezzo è stato il suo fortino, il suo laboratorio e, infine, il suo trampolino di lancio verso il grande calcio.
Dall’ombra alla luce: l’ascesa in gialloblù
Arrivato in punta di piedi nell’estate del 2024, il difensore ha saputo conquistare Castellammare con la ricetta più antica e funzionale del mondo: il lavoro silenzioso e le prestazioni di sostanza. Con la maglia delle Vespe, Ruggero ha collezionato presenze e consensi, diventando un pilastro insostituibile.
Il suo percorso è stato una crescita costante:
L’era Pagliuca: Protagonista nella cavalcata verso i play-off, dove ha imparato a lottare su ogni pallone con il “morso” tipico richiesto dal tecnico toscano.
La maturità con Abate: Sotto la guida di Ignazio Abate, il salto di qualità è stato esponenziale. Non solo solidità difensiva, ma anche leadership e vizio del gol, come quella rete decisiva contro il Mantova a settembre che fece esplodere il Menti.
Il blitz di gennaio e il volo verso la Liguria
Quando tutto faceva pensare a una stagione conclusa all’ombra del Faito, il calciomercato di riparazione ha rimescolato le carte. Lo Spezia, bisognoso di certezze per puntellare una retroguardia in affanno, ha sferrato l’attacco decisivo lo scorso 30 gennaio. Un’offerta irrinunciabile e un contratto fino al 2028 hanno portato Ruggero alla corte di Roberto Donadoni.
Un addio consumato con stile: la società lo ha salutato ringraziandolo per la professionalità esemplare, e il calciatore ha lasciato Castellammare di Stabia con la consapevolezza di aver dato tutto per la maglia numero 4.
Novanta minuti senza nostalgia
Sabato, per la prima volta, Ruggero varcherà l’ingresso del “Menti” andando verso lo spogliatoio degli ospiti. Sarà strano guardare la Curva Sud da avversario, sentire il calore di un pubblico che fino a poche settimane fa urlava il suo nome.
Il Menti si prepara a riabbracciare un “figlio” che ha aiutato le Vespe a volare alto. Saranno applausi prima del fischio d’inizio, ma poi la parola passerà al campo. Perché in Serie B non c’è spazio per i sentimentalismi: per 90 minuti, Marco sarà l’ostacolo da superare, e la Juve Stabia l’obiettivo da fermare.
Il calcio vive di queste storie. Marco Ruggero torna a Castellammare non da “ex” qualunque, ma da protagonista di una delle pagine più solide della storia recente del club.
Ultimo appuntamento del mese di marzo per le Vespe, che si preparano a chiudere le danze al “Romeo Menti” prima della sosta che farà da preludio all’incandescente volata finale del campionato. A Castellammare di Stabia sbarca lo Spezia di Roberto Donadoni, per quella che si preannuncia come la più classica delle gare da cuori forti.
La posta in palio è altissima per entrambe le formazioni, unite dall’urgenza di fare risultato ma divise da obiettivi diametralmente opposti.
Salvezza e sogni di gloria: gli incroci del Menti
Le Vespe scenderanno in campo con la fame di chi ha bisogno di punti pesanti per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Ottenuta la matematica tranquillità, a Castellammare si potrebbe persino continuare a sussurrare quella “pazza idea” chiamata play-off. Di fronte, però, ci saranno i liguri, disperatamente a caccia di ossigeno puro per tirarsi fuori dalla zona rossa della classifica.
Una Serie B dove nessuno fa sconti
Questo torneo di Serie B si sta confermando come uno dei più equilibrati e imprevedibili degli ultimi anni: dietro non molla nessuno e in vetta il copione è ancora tutto da scrivere.
La corsa al grande salto:Venezia, Monza e Frosinone stanno battagliando senza esclusione di colpi per accaparrarsi due dei tre ambitissimi biglietti per la promozione diretta.
Le inseguitrici: Più staccato il Palermo di Filippo Inzaghi. Per i rosanero si sono rivelati decisivi in negativo proprio il pareggio strappato dalla Juve Stabia e il pesante stop incassato al Brianteo contro i padroni di casa guidati da Paolo Bianco.
La lotta in coda: Nelle retrovie, il Pescara sta provando l’impossibile, aggrappandosi al talento e all’esperienza di Lorenzo Insigne per una rimonta che avrebbe del miracoloso. Continua invece il calvario della Sampdoria, invischiata in mille difficoltà (e in casa gialloblù aumenta il rammarico per quel pareggio-beffa incassato proprio contro i blucerchiati).
La rinascita irpina: Chi invece sta per blindare la permanenza in categoria è l’Avellino. La “cura Ballardini” ha funzionato a meraviglia: i Lupi sono risaliti prepotentemente e sognano ora di archiviare la pratica salvezza per garantirsi il meritato pass per il prossimo torneo cadetto.
Il piglio dello scalatore
Il quadro è chiaro: nessuno è disposto a cedere un solo centimetro. La Juve Stabia è perfettamente consapevole che, da qui al termine della stagione, ogni partita andrà affrontata come una finale. Non esistono gare facili, avversari appagati o squadre senza più nulla da chiedere al campionato.
Questo livello di tensione costante potrebbe sembrare un ostacolo insormontabile, ma per i ragazzi di Castellammare rappresenta lo stimolo perfetto per gettare il cuore oltre l’ostacolo. In una stagione paradossale e ricca di colpi di scena — segnata dalle vicende dell’amministrazione controllata, dalle porte chiuse nella sfida contro la Virtus Entella, dal divieto di trasferta imposto ai tifosi gialloblù e dal rinvio del match contro il Bari — questo calendario durissimo rappresenta solo l’ennesimo tornante di una strada in salita.
Fortunatamente, le Vespe hanno dimostrato di avere il piglio dello scalatore puro: quello che, di fronte alla Cima Fausto Coppi, non prova paura, ma solo una feroce voglia di arrivare in vetta.
Il 2-2 strappato dalla Juve Stabia sul difficilissimo prato del “Barbera” contro il Palermo di Pippo Inzaghi non è solo un risultato positivo da mettere in cascina, ma un’iniezione di fiducia vitale. La truppa guidata da Ignazio Abate ha dimostrato un carattere d’acciaio, confermando che tagliare il traguardo stagionale è un obiettivo solido, concreto e non un semplice miraggio.
Tuttavia, la fiera battaglia in terra siciliana ha lasciato in dote anche qualche grattacapo al tecnico gialloblù in vista del prossimo, delicatissimo impegno casalingo contro lo Spezia.
Il rebus difensivo: out Giorgini La nota stonata della magica serata rosanero riguarda la retroguardia. Il giudice sportivo, infatti, fermerà Giorgini: il difensore, fin qui autentico pilastro del reparto arretrato, ha rimediato una sanzione che lo costringerà a saltare il match interno contro i liguri. Si tratta di un’assenza pesante, considerando la grande solidità mostrata dalla squadra finora. Mister Abate sarà costretto a ridisegnare la linea difensiva, un’occasione che potrebbe regalare una maglia da titolare a chi, come Varnier o Bellich, è subentrato a partita in corso a Palermo, dimostrando subito il piglio giusto e grande concentrazione.
L’attacco ritrova il suo faro: torna Gabrielloni
Se la difesa perde un pezzo da novanta, il reparto offensivo è pronto a riabbracciare il suo terminale di riferimento. Contro lo Spezia, la Juve Stabia potrà contare nuovamente su Alessandro Gabrielloni. Il rientro della punta centrale è una notizia provvidenziale: garantisce ad Abate non solo peso specifico e centimetri all’interno dell’area di rigore, ma anche quell’esperienza e quel carisma necessari per scardinare le difese più arcigne. Un recupero fondamentale che darà ulteriore profondità a un attacco che, già a Palermo, ha saputo brillare grazie alle intuizioni fulminee di Okoro e al freddo cinismo di Mosti.
119 candeline e un “Menti” che si prepara alla bolgia
Ma l’attesa per il match contro lo Spezia si incrocia con un evento che va oltre i 90 minuti del rettangolo verde. Il clima a Castellammare di Stabia è letteralmente elettrico: proprio oggi, giovedì 19 marzo, la Juve Stabia spegne 119 candeline.
Un traguardo storico, per un club fondato nel 1907, che cade nel momento più caldo di una stagione entusiasmante. Sui social e per le strade della città il fermento è palpabile. La tifoseria, ancora galvanizzata dalla prestazione autoritaria offerta in Sicilia, ha un solo desiderio: onorare oltre un secolo di storia gialloblù con una vittoria nel prossimo turno. L’obiettivo è chiaro: trasformare lo stadio “Romeo Menti” in una bolgia inespugnabile, per spingere la squadra oltre l’ostacolo spezzino e proiettarsi poi con prepotenza verso le zone nobili della classifica. La storia chiama, le Vespe sono pronte a rispondere.
In vista della giornata n.32 del campionato di Serie BKT 2025-2026, i riflettori dello stadio Romeo Menti si accenderanno su una delle sfide più attese del turno: Juve Stabia – Spezia. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 15:00.
Per questo delicato confronto, il responsabile delle designazioni arbitrali, Gianluca Rocchi, ha puntato su una figura in forte ascesa: Davide Di Marco della sezione AIA di Ciampino. Una scelta non casuale, ma che premia un percorso di crescita costante che ha permesso alla sezione laziale di tornare nel panorama del calcio di vertice nazionale dopo un’attesa durata oltre un decennio.
Un Percorso Costruito sul Merito
La carriera di Davide Di Marco è l’esempio di come la dedizione e la professionalità paghino. Il suo ingresso nel professionismo risale alla stagione 2015/2016, con le prime direzioni in Serie D. Dopo un quadriennio di “gavetta” formativa, arriva il salto in CAN C nel campionato 2019/2020.
È proprio nella terza serie che Di Marco si afferma come uno dei fischietti più affidabili, guadagnandosi la vetrina internazionale con designazioni in competizioni giovanili come la U20 Elite League. Tuttavia, è la stagione 2022/2023 a segnare la svolta definitiva: Arbitra i quarti di finale play-off tra Foggia e Crotone e dirige la delicatissima finale di ritorno tra Lecco e Foggia, la gara decisiva per la promozione in B.
Queste prestazioni gli sono valse la promozione alla categoria superiore nell’estate del 2023, insieme ad altri quattro colleghi, e il prestigioso Premio “Luigi Agnolin”. Consegnato dall’allora presidente dell’AIA Carlo Pacifici, il riconoscimento ha certificato Di Marco come l’arbitro con il miglior piazzamento nella graduatoria di merito della CAN C di quella stagione.
L’Orgoglio di Ciampino e il Riconoscimento Istituzionale
L’ascesa di Di Marco non è solo un successo personale, ma un vanto per l’intera comunità di Ciampino. La locale sezione AIA celebrò il traguardo con entusiasmo:
“Dopo oltre un decennio, la Sezione di Ciampino potrà nuovamente fregiarsi della presenza di un proprio arbitro nell’organico della Can. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della Sezione, questo risultato assume un significato ancora più speciale.”
Anche le istituzioni cittadine hanno voluto omaggiare il direttore di gara. Il Sindaco Emanuela Colella accolse Di Marco in Municipio, consegnandogli una riproduzione dell’Apollo Pizio, simbolo della città, e sottolineando l’importanza del traguardo:
“Un riconoscimento di notevole importanza, che eleva il nome di Ciampino contribuendo a dare prestigio alla nostra Città nel segno dello sport. A Davide Di Marco vanno i nostri più sentiti auguri per il conseguimento di questo rilevante traguardo e per l’inizio di una carriera sportiva di altissimo livello.”
Con queste premesse, Davide Di Marco si appresta a dirigere Juve Stabia – Spezia, portando sul prato del Menti non solo il fischietto, ma l’orgoglio di una sezione e di una città intera.
La scheda completa del direttore di gara
Davide Di Marco è nato a Roma il 26/08/1991 ed è iscritto alla sezione AIA di Ciampino (RM). E’ al suo 3° anno in C.A.N.
Ha finora diretto 213 partite: con 64 rigori assegnati e 29 espulsioni decretate
Quest’anno ha diretto 15 partite (2 in serie A, 11 in serie B, 2 in Coppa Italia) con questo bilancio: 6 vittorie interne, 5 pareggi, 4 vittorie esterne con 4 rigori decretati e 2 espulsioni.
Conta 4 precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 1 pareggio, 0 sconfitte
25/26 Serie B Bari 0:1 Juve Stabia (Candellone (r))
24/25 Serie B Cremonese 1:1 Juve Stabia (Adorante, Bonazzoli)
22/23 Serie C Juve Stabia 2:0 Monopoli (Caldore, Silipo)
20/21 Serie C Bisceglie 0:1 Juve Stabia (Borrelli) della sezione AIA di
Conta 5 precedenti con lo Spezia: 3 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta
Assistenti
Primo Assistente: sig. Ivan CATALLO della sezione AIA di Frosinone
Secondo Assistente: sig. Paolo BITONTI della sezione AIA di Bologna
IV° ufficiale
sig. Luca MASSIMI della sezione AIA di Termoli
VAR
sig. Manuel VOLPI della sezione AIA di Arezzo
AVAR
sig. Emanuele PRENNA della sezione AIA di Molfetta
Oggi vogliamo fare gli auguri a una signora molto speciale. La Juve Stabia compie 119 anni di storia, un traguardo che profuma di epica sportiva e di amore incondizionato per una maglia.
Le Vespe di Castellammare di Stabia stanno vivendo, da un punto di vista storico, un momento di straordinaria importanza: la partecipazione al settimo campionato di Serie B della loro storia, a coronamento delle tantissime presenze accumulate nel calcio professionistico. È il segno evidente di una società viva, pulsante e capace di consolidarsi nel calcio che conta.
In campo contro la nobiltà del calcio
Nel corso di questo oltre un secolo di vita, le Vespe hanno guardato negli occhi e affrontato a viso aperto tantissime squadre di blasone. Il prato verde ha visto i gialloblù incrociare i tacchetti con giganti come Genoa, Sampdoria, Torino, Pro Vercelli, Roma, Fiorentina e il Napoli.
A queste si aggiungono sfide indimenticabili contro piazze storiche e caldissime come Vicenza, Hellas e Chievo Verona, Bari, Lecce, Catania e, ultima proprio martedì, il Palermo. Ovviamente, la lista è lunghissima e il nostro elenco non vuole essere esaustivo: la Juve Stabia ha condiviso spesso il campo con casacche che hanno conosciuto il massimo campionato e, in alcuni casi, calcato i palcoscenici dell’Europa o sollevato trofei prestigiosi come scudetti e coppe nazionali ed estere.
I protagonisti di ieri e di oggi
In un racconto del genere, andrebbero doverosamente citati i Presidenti, gli allenatori e i calciatori che hanno fatto grande la storia di uno dei club più antichi del Mezzogiorno. Tuttavia, in un breve focus sarebbe letteralmente impossibile poter raccontare tutto. Con enorme dispiacere, dobbiamo assolutamente fermarci e restare decisamente vaghi sull’argomento, mandando però un ringraziamento collettivo a chiunque abbia versato anche solo una goccia di sudore per questi colori.
Dallo “Zini” verso il futuro
C’è una certezza che brilla negli occhi dei tifosi: solo un annetto fa questa squadra ha toccato il punto più alto della sua storia, riuscendo ad arrivare a pochissimi metri dall’Olimpo. Un traguardo quasi inimmaginabile fino a qualche anno fa.
Il fattore play-off, culminato con la sconfitta allo stadio “Zini” di Cremona, non ha lasciato scorie: è stata vista da molti come una bellissima esperienza e, allo stesso tempo, come una fondamentale tappa di crescita per il futuro. Sicuramente la storia della Juve Stabia non si è fermata in Lombardia.
Ci sono, e sicuramente ci saranno, altre pagine importanti da raccontare alle generazioni future. E noi siamo pronti per continuare a vivere enormi emozioni, fatte di viaggi incredibili e successi che non andranno mai via dalla memoria dei tifosi.
Questa sera ricordiamo che i tifosi hanno organizzato una festa per celebrare questo 119 anniversario.
Buon compleanno Juve Stabia, e arrivederci alla candelina numero 120!
Il calcio moderno sta smarrendo la sua essenza più genuina, e i sostenitori di tutta Italia hanno deciso di dire basta. Un’ondata di dissenso sta attraversando gli spalti dell’intera Penisola, unendo storiche fazioni in una mobilitazione comune contro le istituzioni sportive, accusate di aver trasformato lo sport più amato in un business elitario e sordo alle esigenze di chi lo vive per pura passione.
Questo malumore ha preso forma concreta anche a Castellammare di Stabia. Durante la recente sfida interna contro la Carrarese, i gradoni del Romeo Menti si sono trasformati in un hub di rivendicazione. Tra i fedelissimi gialloblù è circolato fittamente un manifesto programmatico, emblema di una campagna di raccolta firme a livello nazionale volta a pretendere una vera inversione di rotta dai vertici del pallone.
Le richieste: riprendersi lo sport
Il documento diffuso a Castellammare mira a smantellare le logiche commerciali che, negli ultimi anni, hanno progressivamente allontanato la gente comune dalle arene sportive. Le richieste sottoscritte dai gruppi organizzati puntano a rifondare il sistema su principi di equità e accessibilità.
Ecco i pilastri del manifesto:
Sportività assoluta: Promozioni e retrocessioni basate esclusivamente sui risultati ottenuti sul prato verde.
Stop alle Seconde Squadre: Estromissione delle formazioni “Under” dei top club dai tornei professionistici minori.
Botteghino accessibile: Tariffe agevolate per garantire l’accesso ai settori più caldi del tifo a chiunque con tetti massimi di 20 euro per la serie A, 15 euro per la serie B e 10 euro per la serie C
Palinsesti umani: Fissare il fischio d’inizio tenendo conto degli impegni lavorativi dei cittadini, e non solo delle esigenze delle pay-tv eliminando in cosiddetto “calcio spezzatino”.
Impianti accoglienti: Strutture moderne ma pensate per il comfort e l’aggregazione di chi le frequenta con l’abolizione del divieto di introduzione di strumenti del tifo all’italiana (striscioni, tamburi, megafoni, bandiere e coreografie in genere).
Diritto di viaggiare: Piena libertà di seguire la propria squadra lontano dalle mura amiche con la comunicazione del giorno e orario delle gare con largo anticipo al fine di poter programmare al meglio una trasferta.
Fine del pugno di ferro: Abolizione di quelle normative sulla sicurezza percepite come inutilmente vessatorie e che di fatto sono fallite nella sostanza e nell’obiettivo.
Divieto di multiproprietà: Impedire che un singolo imprenditore o fondo d’investimento possieda più club contemporaneamente.
Il nodo dei viaggi e la sindrome da “tolleranza zero”
Il cuore pulsante del dibattito tocca i nervi più scoperti per i frequentatori abituali degli stadi: le pesanti limitazioni alle trasferte e le misure restrittive generalizzate. Sempre più spesso, prefetture e osservatori optano per la via più sbrigativa: vietare le trasferte o imporre le porte chiuse per azzerare qualsiasi ipotetico rischio legato all’ordine pubblico.
Questa linea di estrema prudenza si abbatte come una scure su chi compie enormi sacrifici personali. Centinaia di chilometri macinati di notte, permessi chiesti a fatica sul posto di lavoro e risorse economiche investite per non far mai mancare il proprio respiro alla squadra. Punire l’intera massa per i potenziali errori di pochi viene percepito come un abuso insopportabile.
A questo si somma la denuncia di una “sicurezza asfissiante”: un moltiplicarsi di barriere, filtri e sanzioni sproporzionate che colpiscono nel mucchio, rovinando l’esperienza aggregativa.
Non clienti, ma custodi della tradizione
La petizione firmata dalla torcida stabiese e da decine di altre piazze italiane non è una semplice lamentela, ma una profonda crisi d’identità rivendicata. Gli habitué delle curve rifiutano categoricamente l’etichetta di “clienti” o “spettatori passivi”. Essi si considerano il vero valore aggiunto del calcio nostrano: i creatori di quelle atmosfere, scenografie e vibrazioni che rendono questo sport uno spettacolo unico al mondo.
La battaglia per costringere il “Palazzo” a un tavolo di confronto costruttivo è appena cominciata. Il messaggio lanciato dal Menti e dagli altri stadi italiani è perentorio: senza la sua gente, il calcio è solo uno show televisivo senz’anima.
I firmatari rivolgono una formale petizione al Senato della Repubblica, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione e degli articoli 140 e 141 del regolamento del Senato della Repubblica, affinché quest’ultimo adotti le misure richieste. Tali interventi mirano a salvaguardare il patrimonio sociale e culturale legato al calcio, al fine di garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare concretamente alle manifestazioni sportive relative a questo sport, anche affrontando lunghi spostamenti sul territorio nazionale.
Attraverso la petizione viene richiesto un cambiamento reale dell’attuale compendio normativo, affinché il calcio italiano torni a essere davvero patrimonio della collettività. L’obiettivo è che le decisioni vengano assunte ponendo al centro i tifosi e le comunità che si creano attorno alle squadre, garantendo così competizioni corrette, liberamente fruibili e non improntate esclusivamente a logiche economiche o di profitto.
La Juve Stabia si conferma, ancora una volta, “bella di notte”. Quando il sole cala e si accendono i riflettori, le Vespe sembrano trovare una marcia in più, trasformando l’oscurità nel palcoscenico ideale per le loro imprese. L’ultimo atto di questa vocazione serale è andato in scena nella suggestiva cornice del “Barbera” di Palermo, dove i gialloblù hanno strappato un punto di platino.
Ma la notte siciliana è solo l’ultimo capitolo di un trend ormai consolidato: basti pensare al peso del pareggio nel sentitissimo derby contro l’Avellino, ai veri e propri blitz esterni sui campi di Bari ed Empoli, o al prestigioso pari casalingo contro la Sampdoria, un risultato dal sapore agrodolce per le occasioni sfumate, ma pur sempre di assoluto valore contro una corazzata del torneo.
Il fattore “luce del sole” e il match ball salvezza
Sabato, però, si cambia registro. Al “Romeo Menti” arriva lo Spezia e, dettaglio non trascurabile in questa fase cruciale della stagione, si giocherà alla luce del sole. Scherzi a parte sulle abitudini notturne della squadra, il match di questo weekend rappresenta uno snodo fondamentale per il campionato della Juve Stabia, che ha a disposizione un autentico “match ball” per archiviare il discorso salvezza con largo anticipo: Con una vittoria arriverebbe il verdetto se non matematico sicuramente definitivo e anticipato, cancellando ogni inutile calcolo o patema d’animo finale; con un pareggio si aggiungerebbe un altro mattoncino verso l’obiettivo primario della salvezza.
Chiudere i conti ora significherebbe poter affrontare il rovente finale di stagione con una serenità diversa. Vorrebbe dire poter concedere respiro a chi ha tirato la carretta fino ad oggi e, soprattutto, guadagnare tempo prezioso per svuotare un’infermeria mai così affollata.
L’emergenza continua: la “coperta corta” di mister Abate
Il rovescio della medaglia del magico momento stabiese è infatti l’emergenza di formazione. A Palermo, il bollettino delle assenze nel reparto offensivo è stato a dir poco drammatico: fuori contemporaneamente Candellone, Burnete, Gabrielloni, Maistro e Zeroli.
In vista dello Spezia, il tecnico Ignazio Abate continua a fare i conti con il classico gioco della coperta corta: Tornerà a disposizione dalla squalifica l’ex Como, Gabrielloni, pronto a ridare ossigeno e peso all’attacco, mentre il Giudice Sportivo fermerà Andrea Giorgini, monumentale e tra i migliori in campo nella notte della “Favorita – Barbera”, un’assenza che costringerà a ridisegnare gli equilibri difensivi.
Abate sta lavorando in modalità certosina, analizzando ogni dettaglio per trovare soluzioni tattiche capaci di sopperire alle defezioni, dimostrando grande duttilità e intelligenza nella gestione del gruppo.
Un sabato di festa per le Vespe
Il palcoscenico per l’impresa è pronto. Sabato non sarà una partita come le altre: sarà la Giornata Giallo e Blu, celebrata proprio nella settimana in cui cade il compleanno del club. Una cornice perfetta per una squadra che vuole regalarsi e regalare ai propri tifosi una gioia immensa.
La Juve Stabia è pronta a togliersi l’abito da sera: questa volta, le Vespe vogliono farsi belle e pungere anche sotto la luce del sole.
Centodiciannove anni di storia, di passione e di un amore viscerale che non conosce tramonto. Domani, 19 marzo 2026, la Juve Stabia celebrerà l’anniversario della sua fondazione, avvenuta in quel lontano 1907. Per onorare questo storico traguardo, la tifoseria gialloblù ha chiamato a raccolta l’intera città, organizzando due serate di festeggiamenti che promette di trasformare Castellammare di Stabia in un catino di entusiasmo e orgoglio cittadino.
La Vigilia: Torciata sul Lungomare
I festeggiamenti prenderanno il via già questa sera. L’attesa per il giorno dell’anniversario si tradurrà in uno spettacolo di luci e appartenenza sul lungomare stabiese. A partire dalle ore 23:00, i tifosi daranno vita a una suggestiva torciata: un corteo illuminato che, tra canti, balli e cori a squarciagola, accompagnerà lo scoccare della mezzanotte per salutare l’arrivo del 19 marzo e rendere omaggio al vessillo gialloblù.
“La Notte delle Vespe”: Il Cuore delle Celebrazioni
Il vero e proprio epicentro della festa sarà però domani, giovedì 19 marzo, quando il piazzale antistante lo stadio Romeo Menti ospiterà “La Notte delle Vespe”. L’evento è stato pensato come un grande abbraccio collettivo, un momento per unire sotto la stessa bandiera intere generazioni di innamorati della Juve Stabia.
Le parole del comunicato diffuso in queste ore dai tifosi trasudano puro romanticismo calcistico:
“Ci sono date che non sono semplici numeri sul calendario, ma battiti di un unico grande cuore. Per noi, quella data è il 19 Marzo 1907. Da oltre un secolo, questa data rappresenta l’inizio di un amore eterno, folle e viscerale. Chiunque porti nel cuore i nostri colori, chiunque abbia esultato o sofferto per questa maglia, è chiamato a raccolta.”
L’invito è esteso a tutta la cittadinanza: famiglie, giovani e veterani della curva sono esortati a scendere in piazza portando con sé sciarpe, bandiere e le maglie più care, per onorare gli eroi di oggi e di ieri che hanno reso leggendaria questa squadra.
Il Cronoprogramma della Serata
L’evento al Menti, a partire dalle 20:30, sarà condotto dal giornalista e storico speaker dello stadio, Tiziano Valle, e si articolerà in diversi momenti che mescoleranno storia, riflessione e celebrazione pura.
Ecco il programma dettagliato:
Ore 21:00 – Inizio del raduno e accoglienza del popolo gialloblù.
Ore 22:00 – Proiezione Video: un viaggio emozionale tra i ricordi, le immagini storiche e le gesta indimenticabili della storia del club.
Ore 23:00 – Momento di approfondimento intitolato: “Per un calcio giusto e popolare: perché la nostra identità nasce dal popolo e per la gente”.
L’iniziativa, che promette di registrare il tutto esaurito nel piazzale, è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Radio Asharam, Stabia Memorabile e Juve Stabia Amarcord.
Il messaggio finale degli organizzatori non lascia spazio a dubbi e suona come una vera e propria dichiarazione d’amore alla città e alla squadra: “Non mancare. Per la storia, per la città, per la maglia. IL NOSTRO VESSILLO AL VENTO, IL NOSTRO GRIDO AL CIELO. APPUNTAMENTO AL PIAZZALE DEL MENTI!”
Continua il digiuno di vittorie per la Juve Stabia, ma il pareggio ottenuto nel fortino del Palermo ha il sapore dolce della ripartenza. Per mister Abate, il bicchiere è decisamente mezzo pieno: le Vespe escono dal “Barbera” con un 2-2 frutto di sofferenza, coraggio e una reazione da grande squadra nel momento più difficile del match.
Botta e risposta dal dischetto
L’avvio della Juve Stabia è coraggioso. Al 9′, la verticalizzazione improvvisa premia lo scatto di Okoro: l’attaccante brucia la difesa rosanero e viene atterrato da un’uscita scomposta di Joronen. Per l’arbitro Dionisi non ci sono dubbi: calcio di rigore. Dagli undici metri, Leone è glaciale e firma il vantaggio ospite.
Il Palermo accusa il colpo, ma cresce col passare dei minuti. I campani si arroccano con ordine, concedendo poco fino al 38′, quando la traversa nega la gioia del pari a Segre. È il preludio a un secondo tempo infuocato.
Il ribaltone rosanero e la zampata di Mosti
Al rientro dagli spogliatoi, il forcing dei padroni di casa si fa asfissiante. All’ora di gioco, l’episodio che cambia l’inerzia: contatto tra Confente e Bani in area, secondo rigore di giornata, stavolta per i siciliani. Il capocannoniere della Serie B, Pohjanpalo, non tradisce e fa 1-1.
Passano solo cinque minuti e il Palermo completa il sorpasso. Una conclusione violenta di Ceccaroni viene deviata sulla traversa, ma sulla carambola il più lesto è proprio il capitano Bani, che di petto appoggia in rete mandando in estasi il pubblico di casa.
Cuore Vespe: Cacciamani ispira, Mosti colpisce
Sembra il colpo del KO, ma la Juve Stabia ha sette vite. Al 75′, Cacciamani scappa via sulla fascia sinistra e pennella un cross perfetto per l’inserimento di Mosti: coordinazione magistrale e coordinazione al volo che trafigge Joronen per il definitivo 2-2.
Nel finale, le Vespe sfiorano addirittura il colpaccio: ancora uno scatenato Cacciamani si invola verso la porta, ma la stanchezza gli toglie la lucidità necessaria davanti al portiere avversario, sciupando l’occasione del sorpasso.