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Trasformazione Digitale in Sanità: L’Università Federico II ospita il SIDREA International Workshop

L’11 maggio 2026, la suggestiva cornice del Centro Congressi di via Partenope dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ospiterà il SIDREA International Workshop (SIW). Il convegno, dal titolo “Digital Transformation in Healthcare: Governance, Performance and Accountability Challenges”, si preannuncia come un appuntamento di spicco per esplorare le frontiere e le sfide del settore sanitario nell’era della transizione tecnologica.

Il cuore del dibattito: Governance, Performance e Accountability

Al centro dei lavori ci sarà un’analisi approfondita delle implicazioni che la digitalizzazione comporta per le aziende e le organizzazioni sanitarie. Il workshop fornirà un’importante opportunità di confronto per comprendere come l’innovazione tecnologica stia ridefinendo i modelli di:

  • Governance: le nuove strutture decisionali e di gestione necessarie per guidare il cambiamento.

  • Performance: la misurazione dei risultati e l’impatto delle tecnologie sull’efficienza e sull’efficacia delle cure.

  • Accountability: la trasparenza, la rendicontazione e le nuove responsabilità derivanti dalla gestione dei dati e dai processi digitalizzati.

I risultati del progetto PRIN e l’organizzazione

L’evento è stato organizzato e promosso da un comitato scientifico d’eccellenza del Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni, composto dai Professori Francesca Manes Rossi, Sara Saggese, Fabrizia Sarto e Riccardo Viganò.

Oltre a rappresentare un momento di alto profilo scientifico, il workshop sarà l’occasione ideale per presentare e discutere pubblicamente i risultati emersi da un progetto PRIN (Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale), specificamente incentrato sui delicati e attuali temi della trasformazione digitale in sanità.

Un respiro internazionale e una sinergia tra accademia e professioni

Il punto di forza del SIDREA International Workshop sarà la sua capacità di unire la teoria alla pratica, creando un ponte solido tra il mondo accademico e quello dei professionisti. L’evento vedrà infatti una ricca platea:

  • Studiosi italiani e stranieri, provenienti da prestigiosi Atenei, per condividere la ricerca di base e applicata.

  • Due keynote speaker internazionali, che porteranno visioni e best practice di respiro globale.

  • Un Partner di KPMG esperto del settore, che interverrà per arricchire il dibattito con la prospettiva del mondo della consulenza e le dinamiche operative sul campo.

Il SIW di Napoli si configura dunque come un crocevia fondamentale per delineare le traiettorie future della sanità digitale, unendo la ricerca d’avanguardia alle reali esigenze operative per un sistema salute sempre più efficiente, sicuro e all’avanguardia.

Juve Stabia – Frosinone 0-1: La sfortuna non ferma il sogno Play-off delle Vespe

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Il calcio, si sa, è uno sport tanto affascinante quanto crudele. Lo ha vissuto sulla propria pelle la Juve Stabia di mister Ignazio Abate, che al termine di una battaglia agonistica di altissimo livello al “Romeo Menti” si è dovuta arrendere al Frosinone per 1-0. Una sconfitta che brucia terribilmente per come è maturata in campo, ma che viene addolcita da un verdetto fondamentale: le Vespe sono ufficialmente qualificate ai play-off promozione.

Un monologo gialloblù fermato dalla dea bendata

La partita è stata un vero e proprio monologo dei padroni di casa, capaci di mettere alle corde la corazzata guidata da mister Alvini. La sfortuna, però, venerdì pomeriggio indossava inequivocabilmente la maglia avversaria.

La cronaca dei rimpianti stabiesi è lunga e amara: Maistro e Correia hanno visto le proprie conclusioni stamparsi sui pali a portiere ormai battuto. Un salvataggio miracoloso sulla linea di porta ha strozzato in gola l’urlo di gioia dell’intero stadio. Okoro ha fallito un’occasione monumentale, spedendo clamorosamente a lato un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete. A questi episodi poi ci aggiungiamo anche il rigore non concesso alla Juve Stabia per un fallo del portiere Palmisani che travolge Mosti che provava a ribadire in rete la conclusione di Correia terminata sul palo (arbitro e VAR non hanno ravvisato nulla).

Proprio quando il pareggio sembrava il risultato più scontato (e forse anche stretto per i padroni di casa), è arrivata la doccia fredda. A pochissimi minuti dal traguardo, Bracaglia ha trovato la zuccata vincente che ha gelato il “Menti” e mandato in estasi i tifosi ciociari. Con questo successo, il Frosinone mette ufficialmente “in ghiaccio” la promozione diretta: la Serie A è praticamente una realtà (manca solo almeno il pari casalingo con il Mantova).

I motivi per sorridere: le certezze di mister Abate

Nonostante l’amarezza per il risultato finale, Ignazio Abate può guardare al futuro con estremo ottimismo. La prestazione corale è stata totale, dominata da una manovra fluida e da un’intensità da categoria superiore. Ci sono segnali precisi che fanno ben sperare per la post-season: La notizia più bella del pomeriggio è senza dubbio il rientro in campo di Leonardo Candellone. Ritrovare il proprio leader rappresenta un’arma tattica e psicologica fondamentale in vista degli imminenti spareggi. Leone e Cacciamani hanno offerto una prova sontuosa. Se il primo ha dettato i tempi a centrocampo con la sua solita classe cristallina, il secondo ha confermato di vivere uno stato di grazia, vincendo e dominando in lungo e in largo i duelli individuali.

Il triplice fischio ha sancito così un curioso ma splendido paradosso sportivo: il Frosinone esulta per il traguardo massimo, ma la Juve Stabia sorride comunque a testa altissima. La matematica certezza di disputare i play-off è il giusto premio per una stagione condotta ben oltre ogni aspettativa iniziale. Se la dea bendata smetterà di voltare le spalle alle Vespe, questa squadra ha dimostrato di avere ancora moltissimo da dire sulla strada che porta al sogno.

Juve Stabia – Frosinone (0-1): Le foto dei protagonisti e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Frosinone realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la sconfitta delle Vespe con i ciociari allenati da Massimiliano Alvini allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Tabellino

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente (40′ Boer); Bellich, Giorgini, Dalle Mura; Carissoni (74′ Ricciardi), Correia (81′ Pierobon), Leone, Mosti, Cacciamani; Maistro (74′ Gabrielloni); Okoro (81′ Candellone).

A disposione: Signorini, Varnier, Mannini, Ciammaglichella, Torrasi, Luiz Dos Santos.

Allenatore: sig. Ignazio Abate.

FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono A. (90′ Calvani), Cittadini, Monterisi, Bracaglia; Cichella, Calò (77′ Konè); Ghedjemis (90′ Koutsoupias), Gelli F., Kvernadze (63′ Fiori); Raimondo (77′ Zilli).

A disposizione: Lolic, Pisseri, Corrado, Oyono J., Fini, Vergani.

Allenatore: sig. Massimiliano Alvini.

ARBITRO: Matteo Marcenaro della Sezione AIA di Genova

Assistenti:

1° Sig. Andrea ZINGARELLI della sezione di Siena

2° Sig. Marco SCATRAGLI della sezione di Arezzo

IV uomo Sig. Valerio VOGLIACCO della sezione di Bari

VAR: Sig. Luca PAIRETTO della sezione di Nichelino

AVAR: Sig. Emanuele PRENNA della sezione di Molfetta

Marcatori: 73′ Bracaglia

Angoli: 6 – 5

Ammoniti: –

Espulsi: –

Recupero: 7 min pt – 4 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata soleggiata e ventosa. 250 i supporters provenienti da Frosinone.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

“Mediterraneo di Grano”: l’eccellenza della Pasta di Gragnano incontra il mare a Marina di Stabia

Tradizione artigianale, respiro internazionale e la magia del Golfo di Napoli a fare da sfondo. Domani, lunedì 4 maggio, l’esclusiva cornice dello Yacht Club di Marina di Stabia aprirà le sue porte a “Mediterraneo di Grano”, un evento imperdibile dedicato alla celebrazione della cultura gastronomica mediterranea e al suo ambasciatore per eccellenza: la Pasta di Gragnano IGP.

Dalle 17:00 alle 21:00, l’eccellenza del Made in Italy incontrerà il mare in un salotto d’eccezione, trasformando la città in un crocevia di gusto, innovazione e relazioni internazionali.

Un hub per i protagonisti del Food & Beverage

Ideato e promosso dal Pastificio Antonio Massa, “Mediterraneo di Grano” non è solo una vetrina espositiva, ma un vero e proprio format di riferimento capace di coniugare visione contemporanea e rigore artigianale. L’evento rappresenta un momento di confronto strategico e condivisione tra i massimi esponenti del settore.

Tra gli ospiti attesi all’evento figurano:

  • Chef italiani e internazionali, pronti a interpretare l’oro bianco di Gragnano.

  • Buyer esteri, alla ricerca dell’autentica qualità italiana.

  • Giornalisti ed esperti di settore, per raccontare le nuove tendenze della gastronomia.

  • Rappresentanti delle istituzioni, della cultura e dello spettacolo.

Il cuore dell’evento: I Premi “Mediterraneo di Grano”

Il momento clou della manifestazione sarà la cerimonia di consegna dei Premi Mediterraneo di Grano. Questo prestigioso riconoscimento è stato istituito per omaggiare le eccellenze — personalità o realtà aziendali — che si sono maggiormente distinte per il loro contributo alla diffusione, alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della cucina mediterranea nel panorama globale.

Un’esperienza immersiva tra gusto e identità

Oltre ai momenti istituzionali, “Mediterraneo di Grano” promette di coinvolgere gli ospiti in un viaggio sensoriale a 360 gradi. La serata si snoderà attraverso:

  • Degustazioni d’autore: dove la pasta sarà esaltata nelle sue infinite declinazioni.

  • Storytelling: racconti di vita, di grano e di maestria artigiana.

  • Presentazioni esclusive: per scoprire le novità di un mercato in continua evoluzione.

In questa affascinante sintesi tra terra e mare, la pasta smette di essere un semplice alimento per farsi ambasciatrice di territorio, identità e qualità. Un appuntamento che ribadisce, ancora una volta, il ruolo da assoluta protagonista della Pasta di Gragnano IGP sulle tavole di tutto il mondo.

Juve Stabia, riecco Leonardo Candellone: standing ovation al Menti per il ritorno del Capitano

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Non è stata una giornata come le altre al “Romeo Menti”. Oltre il risultato, oltre la cronaca di una sfida tesa e combattuta contro il Frosinone, c’è un minuto specifico che resterà scolpito nel cuore e nella memoria dei tifosi gialloblù. È il minuto che ha segnato la fine di un incubo e il ritorno in campo di Leonardo Candellone.

Dopo un lungo e tormentato calvario, dovuto a un infortunio che lo aveva costretto lontano dal rettangolo verde per troppo tempo, il simbolo delle Vespe è tornato finalmente a calpestare l’erba di casa. Al suo ingresso, un boato liberatorio ha letteralmente scosso lo stadio: non si è trattato di un semplice applauso di bentornato, ma di un vero e proprio atto d’amore collettivo per l’uomo che, oggi più che mai, rappresenta l’anima e il cuore pulsante di questa squadra.

Un’ovazione per il numero 27

L’ingresso in campo di Candellone nei concitati minuti finali di gara è stato accompagnato da una standing ovation del tutto spontanea e carica di emozione. Ogni suo tocco di palla, dal primo all’ultimo, è stato sottolineato dall’incitamento incessante di una curva che non ha mai smesso di aspettarlo.

Il capitano, dal canto suo, ha risposto con la grinta di sempre. Lo si è visto lottare su ogni singolo pallone con il coltello tra i denti, a dimostrazione che, nonostante i mesi di stop forzato, la sua fame e la voglia di incidere sulle sorti del match sono rimaste assolutamente intatte.

Il rientro di Candellone non è solo una splendida notizia dal punto di vista umano, ma rappresenta una vera e propria svolta strategica per mister Abate.

Con i play-off ormai alle porte, la Juve Stabia recupera infatti il suo leader carismatico proprio nel momento più delicato e decisivo della stagione.

Perché il suo rientro cambia le carte in tavola

Il ritorno a pieno regime del capitano fornisce allo staff tecnico armi fondamentali per affrontare la post-season. Ecco perché la sua presenza sarà vitale: La sua fisicità imponente e il suo innato senso del gol offrono soluzioni offensive che, inevitabilmente, erano mancate nelle ultime uscite della squadra. In partite da “dentro o fuori”, dove la tensione si taglia col coltello, avere in campo il proprio leader significa trasmettere sicurezza e tranquillità a tutto il gruppo, specialmente ai più giovani. L’infinita esperienza di Candellone sarà il vero ago della bilancia per assorbire e gestire la pressione altissima tipica degli spareggi promozione.

Verso un nuovo capitolo gialloblù

La strada verso la gloria è ancora lunga, tortuosa e tremendamente difficile. Tuttavia, con il ritorno di Leonardo Candellone, la Juve Stabia sa di aver ritrovato la sua stella polare. I tifosi hanno già risposto presente, avvolgendo il giocatore in un abbraccio virtuale che ha fatto tremare le gradinate del Menti. Ora, come sempre, la parola passa al campo: il numero 27 è pronto a prendere per mano le Vespe e a scrivere un nuovo, entusiasmante capitolo della storia gialloblù.

L’AZZURRO PENSIERO. Como-Napoli, equilibrio di ferro. Gli uomini di Conte vedono la Champions’

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In un Sinigaglia infuocato, Como e Napoli si dividono la posta in palio al termine di novanta minuti giocati a ritmi altissimi. Nonostante il tabellino reciti 0-0, la partita ha offerto un agonismo d’altri tempi, con continui capovolgimenti di fronte e una tensione tattica che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso fino al triplice fischio. Per gli uomini di Antonio Conte si tratta di un pareggio prezioso che, seppur privo della gioia del gol, rappresenta un mattoncino fondamentale nella corsa verso il ritorno nell’Europa che conta.

La partita: equilibrio e solidità

La gara è stata una vera e propria partita a scacchi. Il Napoli ha provato a imporre il proprio gioco, scontrandosi però contro l’organizzazione di un Como che ha confermato di essere una delle realtà più interessanti del campionato. La difesa azzurra ha retto bene l’urto, mostrando una compattezza ritrovata, mentre in avanti è mancato solo il guizzo vincente per scardinare il muro lariano.


Il commento di Antonio Conte: “Un passo avanti”

Al termine del match, il tecnico azzurro si è detto soddisfatto dell’atteggiamento della squadra, sottolineando il valore dell’avversario e l’importanza del risultato in ottica classifica.

“È stata una buonissima prestazione contro una squadra di livello alto. Ci giocavamo tanto sia noi che loro, alla fine è uscito un pareggio che ritengo giusto. Ritengo questo punto un passo avanti verso il nostro cammino.”

Conte ha poi aggiunto un plauso ai suoi per lo spirito mostrato:

“È stata una partita giocata a viso aperto, entrambe le squadre volevano vincere e credo che sia stata una sfida molto ben giocata. Ho fatto i complimenti ai ragazzi, dobbiamo proseguire con questa determinazione per conquistare un posto Champions più in alto sarà possibile.”


Difesa di ferro: l’analisi di Beukema

Uno dei protagonisti della serata è stato senza dubbio Sam Beukema, autore di una prova difensiva impeccabile che ha permesso al Napoli di mantenere la porta inviolata. Il centrale ha evidenziato come la solidità arretrata sia la base su cui costruire i successi futuri.

  • Porta inviolata: “Aver chiuso il match senza subire gol è un fatto molto positivo,” ha esordito Beukema.

  • Meriti del Como: “Certamente avremmo voluto vincere, abbiamo cercato in tutti i modi di andare a rete, ma va anche riconosciuto il valore del Como.”

  • Obiettivo chiaro: “Dobbiamo essere soddisfatti della prestazione e del punto perché è importante per proseguire sulla nostra strada e arrivare all’obiettivo della zona Champions.”

Prospettive future

Il pareggio di Como lascia il Napoli con una consapevolezza rinnovata: la strada per la Champions League è dietro l’angolo, la squadra sembra avere la solidità e la maturità mentale necessarie per percorrerla fino in fondo. Con questa determinazione, il traguardo europeo appare ogni domenica più vicino.

Fonte della foto: lavocedinewyork.com

Juve Stabia, la sconfitta con il Frosinone non cancella le certezze: Giuseppe Leone è il faro delle Vespe

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Nonostante il punteggio finale di 0-1 premi il cinismo del Frosinone, il prato del “Menti” ha riconsegnato a mister Abate una certezza incrollabile: Giuseppe Leone. In una sfida decisa dagli episodi, il numero 55 delle Vespe ha disputato una gara di rara sostanza, confermandosi il vero fulcro del gioco stabiese.

Mentre intorno a lui i ritmi si facevano frenetici, Leone ha gestito il traffico in mezzo al campo con la consueta calma olimpica. Non è solo una questione di tecnica, ma di visione: il centrocampista ha dettato i tempi della manovra, garantendo un equilibrio costante tra i reparti. La sua capacità di ripulire palloni sporchi e trasformarli in tracce di gioco pulite è stata, ancora una volta, una garanzia assoluta per i compagni.

I Tre Pilastri della Prestazione

La prova di Leone contro i ciociari è stata a tutto tondo e può essere riassunta in tre caratteristiche fondamentali che hanno segnato il match:

  • Distribuzione Chirurgica: Ogni pallone passato dai suoi piedi ha trovato una destinazione precisa. Che si trattasse del tocco corto per scaricare la pressione asfissiante o del cambio di gioco per innescare le corsie esterne, la qualità tecnica è rimasta costante e cristallina per tutti i 90 minuti.

  • Posizionamento Difensivo: Oltre all’imprescindibile lavoro in fase di possesso, Leone è stato fondamentale nello schermare la difesa. Ha letto costantemente in anticipo le intenzioni degli avversari, intercettando linee di passaggio potenzialmente letali.

  • Leadership Silenziosa: In una partita di qualità, velocità e agonismo offerta da entrambe le squadre, la sua intelligenza tattica ha permesso alla Juve Stabia di restare sempre ancorata al match, gestendo i momenti di maggiore sofferenza senza mai perdere la bussola o la lucidità.

La Chiave per i Playoff

Giuseppe Leone si conferma, partita dopo partita, un giocatore di categoria superiore per maturità e lettura dei momenti di gioco. Sebbene il verdetto del campo non sorrida alla Juve Stabia, la sua prestazione resta il punto di riferimento assoluto da cui ripartire: un mix perfetto di sostanza e cervello che rende il centrocampo gialloblù uno dei più ordinati ed efficaci dell’intero campionato.

La prospettiva: In vista dei delicati impegni dei playoff, la certezza è una sola: finché le chiavi del gioco saranno nelle mani (o meglio, nei piedi) di Leone, la Juve Stabia di Abate avrà sempre un’identità chiara, un baricentro solido e la capacità di imporre il proprio calcio.

Juve Stabia ai playoff e il paradosso meraviglioso nella sconfitta con il Frosinone. I tifosi sognano ancora

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Una giornata che resterà scolpita a caratteri cubitali negli annali del calcio stabiese, in barba a un tabellino che, freddamente, segna una sconfitta. Al triplice fischio di Juve Stabia – Frosinone, il prato verde del “Romeo Menti” si è trasformato nel palcoscenico di un paradosso sportivo tanto raro quanto meraviglioso: i padroni di casa esultano per una storica qualificazione ai playoff per la Serie A (la seconda consecutiva), mentre gli ospiti mettono in cassaforte un pezzo gigantesco di promozione diretta.

Una partita a scacchi giocata a viso aperto

I novanta minuti sono stati vibranti, specchio fedele di due squadre perfettamente consce dell’enorme posta in palio. Il Frosinone è sceso in terra campana con il piglio, il cinismo e la maturità della grande squadra, trovando un successo di spessore che ha finito per spegnere le legittime velleità di rimonta in classifica dei gialloblù (sesto posto occupato dal Modena).

Tuttavia, la Juve Stabia ha gettato il proverbiale cuore oltre l’ostacolo. I ragazzi di mister Abate hanno lottato su ogni singolo pallone, onorando la maglia davanti a una vera e propria bolgia: un pubblico che non ha mai smesso, nemmeno per un istante, di spingere i propri beniamini. Se il calcio fosse una scienza esatta basata sui meriti espressi, i padroni di casa avrebbero meritato quantomeno il pareggio. A gridare vendetta per i campani ci sono i due clamorosi legni colpiti e un salvataggio sulla linea che ha strozzato in gola l’urlo del gol.

Un occhio al campo, uno allo smartphone

Se sul sintetico di Castellammare si combatteva per il presente, sugli spalti si giocava una partita parallela, fatta di sguardi incollati agli smartphone e calcoli matematici. Le orecchie del settore ospiti erano sintonizzate su Mantova: la notizia della clamorosa sconfitta del Monza ha cambiato radicalmente il peso specifico della vittoria ciociara.

Ma il tifo stabiese non è rimasto a guardare. Le notizie provenienti dagli altri campi hanno trasformato la delusione per la sconfitta interna in un boato di gioia: il pareggio del Cesena e la contemporanea sconfitta dell’Avellino hanno consegnato la matematica certezza dei play off alla truppa di Abate. I playoff sono di nuovo realtà per il secondo anno consecutivo.

Il doppio sogno delle Vespe: i playoff e la “fumata bianca”

La sconfitta interna, per quanto bruciante per l’andamento del match, non ha scalfito minimamente l’entusiasmo di un ambiente che sta vivendo un sogno a occhi aperti. E qui subentra l’altro grande tema che aleggia sulla città: le oramai note questioni societarie. I risultati straordinari ottenuti sul campo dai ragazzi di Abate stridono con le incertezze fuori dal rettangolo verde.

Ora, mentre il Frosinone può iniziare a mettere lo spumante in fresco per festeggiare il tanto agognato ritorno in Serie A, la Juve Stabia ha il dovere di resettare le energie. I playoff, si sa, sono un torneo a sé stante, una lotteria in cui il cuore, la testa e i nervi contano molto più delle gambe.

Una cosa è certa: da domani, Castellammare continuerà a sognare in grande, perché queste Vespe hanno dimostrato di non avere più intenzione di smettere di volare. E la speranza, ora, è duplice: che alle grandissime gioie regalate dal manto erboso si possa presto aggiungere la notizia che tutto il popolo gialloblù attende con ansia. Quella che, per usare una metafora calzante, è già stata ribattezzata la tanto sospirata “fumata bianca” societaria. Il “Menti” ha fatto la sua parte, ora tocca alle scrivanie.

IX Giornata del Lavoro. Serafini: “Mettere al centro il personale scolastico per far ripartire il Paese”

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Napoli, 1° maggio – In occasione della IX edizione della Giornata del Lavoro, organizzata dalla Confsal nella splendida cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli, lo Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) ha ribadito con forza la propria identità e le proprie battaglie storiche.

Elvira Serafini, Segretario Generale dello Snals-Confsal, durante la Festa dei Lavoratori ha rilanciato la sfida del sindacato: investire su docenti e ATA come condizione necessaria per il progresso economico e sociale dell’Italia e per il futuro del comparto.

Dal palco della manifestazione, il Segretario Generale Snals ha tracciato la rotta del sindacato per i prossimi mesi, mettendo al centro la dignità dei lavoratori della scuola e riaffermando con forza il ruolo centrale dello Snals nel panorama sindacale.

Lo Snals è un sindacato autonomo e questo è il nostro baluardo, ha esordito la Serafini, rivendicando la libertà d’azione che da sempre contraddistingue la sigla. Un’indipendenza dalla politica che si trasforma in incisività grazie alla casa comune della Confederazione:

Pur essendo un sindacato autonomo, riusciamo ad essere apprezzati e ascoltati proprio grazie alla Confsal. È grazie a questa sinergia che siamo rappresentativi a tutti i tavoli negoziali.”, ha affermato.

Uno dei punti cardine dell’intervento ha riguardato la piaga del precariato, che continua ad affliggere il sistema scolastico italiano.

La Serafini ha definito la precarietà strutturale un’anomalia inaccettabile, chiedendo un piano di assunzioni che garantisca continuità didattica. Lo Snals ha rilanciato con decisione la propria proposta del “Doppio Canale” di reclutamento.

L’obiettivo è chiaro: stabilizzare il personale sfruttando parallelamente i concorsi ordinari e le graduatorie per titoli e servizio. “È l’unico modo per dare risposte concrete a chi da anni manda avanti le nostre scuole senza certezze”, ha affermato il Segretario Generale.

L’attenzione dello Snals non si limita a una sola categoria, ma abbraccia l’intero “ecosistema” scuola.

Il Segretario Generale Snals ha rivolto un messaggio di vicinanza e impegno a tutto il personale della Scuola: ai Docenti, per il riconoscimento del valore sociale ed economico della professione; al Personale ATA, spesso dimenticato, ma pilastro indispensabile per il funzionamento degli istituti; ai Dirigenti Scolastici, chiamati a responsabilità sempre maggiori in contesti complessi.

In una intervista a margine dell’evento, Elvira Serafini ha parlato delle sfide immediate che il sindacato Snals deve affrontare:

Le sfide sono tante. Abbiamo l’interesse immediato di incominciare le trattative all’Aran per il contratto. Un contratto che abbiamo già sottoscritto dal punto di vista economico, ma che ci teniamo a lavorare dal punto di vista normativo.”, ha annunciato il Segretario Generale.

Se sul fronte economico sono stati fatti passi avanti, la vera battaglia si sposta ora sulla struttura del rapporto di lavoro e sull’organizzazione scolastica:

Dobbiamo adeguare le norme ai tempi che stiamo attraversando. – ha continuato – È proprio il personale che ce lo chiede e noi dobbiamo dare una risposta. Una risposta certa va data anche al precariato, che da anni aspetta un contratto a tempo indeterminato. Ci sono stati i concorsi del Pnrr, ma tanta gente aspetta ancora una sistemazione. E il sindacato guarda a 360° al personale docente con le sue problematiche.”

Un’attenzione particolare anche al personale Ata, a quelle che sono le problematiche di lavoro che incontra nelle istituzioni scolastiche e non possiamo trascurare neanche i dirigenti Scolastici che sono una parte importante per l’andamento della vita quotidiana delle istituzioni scolastiche.”

I problemi sono tanti – ha affermato il Segretario Generale dello Snals – il problema degli organici, della denatalità degli alunni e la riduzione delle scuole.”

 Elvira Serafini in più occasioni si è schierata contro i tagli e il dimensionamento, ha criticato il taglio delle classi e la chiusura di scuole nei piccoli centri, definendo queste scelte miopi e dannose per il tessuto sociale del Paese.

“Noi come sindacato Snals diciamo: è vero che c’è la denatalità, però lasciamo il numero degli alunni così com’è, col corpo docente presente con delle classi un numero di alunni non elevato che può essere ben seguito e con interventi personalizzati. Questo è il lato positivo della denatalità: conserviamo gli organici, non tagliamo il numero delle classi.”

Secondo Elvira Serafini, la conservazione del numero delle classi è fondamentale per garantire la sicurezza, l’inclusione e una reale qualità dell’insegnamento.

Nella IX Giornata del Lavoro a Piazza del Plebiscito a Napoli per i lavoratori della Scuola un messaggio di impegno e solidarietà da parte dello Snals che, forte della sua autonomia e della sinergia con la Confsal, è pronto a difendere i diritti di chi lavora nella scuola, portando avanti proposte pragmatiche per un sistema d’istruzione più giusto e stabile.

Confsal, da Napoli riparte il futuro: la confederazione sindacale unita per dignità e diritti dei lavoratori

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NAPOLI – 1° maggio. Una marea di lavoratori, bandiere e speranza ha invaso oggi Piazza del Plebiscito a Napoli per la IX Giornata del Lavoro, il grande evento nazionale organizzato dalla Confsal, una grande famiglia che raggruppa centinaia di sigle sindacali (come lo SNALS per la scuola, la FISMIC per l’industria o il SAP per la sicurezza) coprendo capillarmente ogni settore del pubblico impiego e del privato.

In una cornice monumentale gremita di lavoratori, la Confsal ha ribadito la centralità del lavoro come motore indispensabile per il domani del Paese, scegliendo un titolo emblematico per questa edizione: “Lavoro è Futuro”.

Una distesa di bandiere, volti sorridenti e un entusiasmo contagioso hanno trasformato Piazza del Plebiscito nel centro del sindacalismo autonomo italiano. La IX Giornata del Lavoro Confsal non è stata solo una celebrazione del 1° Maggio, ma una vera e propria festa dell’amicizia e della partecipazione democratica.

L’abbraccio del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola ha accolto iscritti provenienti da tutt’Italia. Nord e Sud si sono ritrovati uniti, fianco a fianco, per testimoniare che la lotta per i diritti e per un salario dignitoso non conosce confini geografici.

A guidare la manifestazione, il Segretario Generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta, che con un discorso accorato, ha ribadito la necessità di un nuovo “Manifesto del Lavoro” che metta al centro la persona. Accanto a lui, il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha portato il saluto della città, sottolineando il legame indissolubile tra lo sviluppo del territorio e la qualità dell’occupazione.

A fare gli onori di casa il Segretario Nazionale e Regionale Campania Confsal Salvatore Margiotta, che ha salutato i Segretari Generali dei vari sindacati afferenti alla Confsal (dalla scuola ai trasporti, dal pubblico impiego al settore privato), che hanno portato la voce dei propri iscritti, sempre in prima linea per difendere la sicurezza e la dignità professionale.

Tra i Segretari generali presenti: Giuseppe Carbone FIALS, Emilio Contrasto UNISIN, Raffaele Gallotta (Comunicazioni), Franco Giancarlo (Vigili del Fuoco), Alfonso Luzzi FDERAGRI, Mariella Mamone SNALV, Cosimo Nesci FNA, Stefano Paoloni SAP, Beppe Piani SIAP, Elvira Serafini SNALS, Pietro Serbassi FAST, Giuseppe Sugamele (Libersind).

L’evento, dal respiro nazionale, ha visto il coinvolgimento attivo di tutto lo stivale grazie ai collegamenti da remoto con le sedi regionali e con altri dirigenti sindacali impossibilitati a raggiungere il capoluogo campano. Da remoto anche il saluto del Magistrato Catello Maresca.

A scandire i tempi degli interventi e a moderare il dibattito è stata Rosalba La Fauci, Vicesegretario Generale Confsal, che ha saputo tessere il filo conduttore tra le diverse anime del sindacato.

La bellezza dell’evento è stata amplificata dalla sua natura “diffusa”: grazie a una massiccia copertura in streaming, la piazza di Napoli è entrata nelle case di migliaia di altri lavoratori in tutta Italia, creando una connessione ideale tra chi era presente fisicamente e chi seguiva a distanza, rendendo la festa un momento di solidarietà universale.

Il tema della tutela dei diritti è stato il filo conduttore. Al centro del manifesto di quest’anno, tre pilastri che rappresentano le emergenze più sentite dal mondo del lavoro italiano.

Il primo è la Sicurezza sul Lavoro, la priorità assoluta. I vari interventi hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di fermare la “strage silenziosa” dei morti sul lavoro attraverso una formazione continua, investimenti tecnologici e controlli serrati, affinché ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo.

Il secondo è il giusto Salario e potere d’acquisto. In un’epoca segnata dall’inflazione, la Confsal ha chiesto a gran voce un rinnovo dei contratti che garantisca retribuzioni dignitose. “Non c’è futuro senza un salario che permetta una vita libera e dignitosa”, è stato il messaggio, con la richiesta di misure concrete per tutelare le buste paga dei cittadini.

Il terzo è la lotta al precariato, un attacco diretto alla frammentazione contrattuale che colpisce soprattutto giovani e donne. L’obiettivo dichiarato è la stabilità, per permettere alle nuove generazioni di costruire un progetto di vita solido. Tra le altre tematiche trattate la lotta al caporalato, l’importanza della formazione e aggiornamento professionale in un’epoca di grandi cambiamenti tecnologici, la necessità di un sistema di tutele inclusivo.

Nel discorso del Segretario Generale Confsal la questione salariale, l’equa retribuzione non solo come trattamento economico, ma anche normativo, la debolezza della contrattazione nel settore privato, la riduzione del cuneo fiscale.

Il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta ha posto la questione salariale al centro del suo intervento, con cui ha delineato una visione che supera la semplice componente monetaria.

Per Margiotta, un salario “giusto” non deve limitarsi all’aspetto economico, ma deve essere garantito da un solido trattamento normativo. Questo significa la necessità di accordi precisi tra le parti sociali che tutelino la dignità del lavoro a 360 gradi e un corpus di norme universali che proteggano tutti i lavoratori, eliminando le disuguaglianze tra le diverse categorie.

Il Segretario ha evidenziato come la contrattazione nel settore privato soffra di fragilità che espongono i lavoratori al rischio di “lavoro povero. In Italia le retribuzioni non tengono il passo con l’inflazione e restano inferiori agli standard europei. Margiotta ha richiamato l’urgenza di dare stabilità ai precari e maggiori opportunità a giovani e donne, settori dove la contrattazione è spesso più debole.

Un pilastro fondamentale della proposta Confsal riguarda il sostegno diretto alla busta paga attraverso la leva fiscale, ribadendo la necessità di rendere permanente la riduzione del carico fiscale per aumentare il netto in busta paga.

Il messaggio è che il futuro del lavoro dipende da una visione integrata dove salario, fisco e norme convergono per restituire valore e dignità al lavoratore. Non solo rivendicazioni, ma una vera e propria festa che ha celebrato il valore sociale dell’impiego. Piazza del Plebiscito è diventata il megafono di una proposta sindacale che punta sulla partecipazione e sul dialogo costruttivo con le istituzioni.

La “IX Giornata del Lavoro” Confsal non è stata solo una celebrazione, ma un momento di alta sintesi sindacale. Nelle parole conclusive del Segretario Margiotta emerge chiaramente la visione della Confederazione: il futuro dell’Italia non può prescindere da un lavoro che sia, al contempo, sicuro, stabile e giustamente retribuito.

IL MORSO DELLA VESPA. Lo Stabia scrive di nuovo la storia. KO indolore e Playoff matematici

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C’è una strana, bellissima atmosfera al fischio finale del signor Marcenaro. È il paradosso del calcio: una squadra vince e intravede il paradiso, l’altra perde ma festeggia un traguardo insperato. Allo stadio Romeo Menti finisce 1-0 per il Frosinone, un risultato che proietta i ciociari a un passo dalla promozione diretta e regala alla Juve Stabia la certezza aritmetica dei play-off per il secondo anno consecutivo.

Le Scelte: Emergenza Vespe, Certezza Alvini

I padroni di casa arrivano alla sfida in piena emergenza, con ben sei indisponibili. La nota lieta per Mister Abate è il ritorno tra i convocati di Candellone, che si accomoda inizialmente in panchina dopo un lungo stop. Sul fronte opposto, Massimiliano Alvini tocca pochissimo l’undici titolare, inserendo il solo Cittadini al centro della difesa per blindare il reparto.

Primo Tempo: Legni e Gol Annullati

L’avvio è shock per i locali: pronti via e Raimondo gonfia la rete, ma l’urlo del Frosinone resta strozzato in gola per la posizione irregolare di Ghedjemis segnalata dall’arbitro. Scampato il pericolo, la Juve Stabia reagisce. A metà frazione, il match si accende: Palmisani e Monterisi compiono un miracolo difensivo su Okoro e Correia; sul ribaltamento di fronte, è Ghedjemis a sfiorare l’incrocio con un tiro a giro.

La sfortuna si accanisce però sulle “Vespe”. Prima Okoro fallisce l’appuntamento con il gol a porta spalancata, poi Maistro stampa un destro violento sul palo. Poco prima dell’intervallo, tegola per Abate: il portiere Confente deve alzare bandiera bianca per infortunio, lasciando il posto a Boer.

Ripresa: La Firma di Bracaglia e il Verdetto dagli Smartphone

Il copione non cambia nel secondo tempo. La Juve Stabia spinge e colpisce il secondo legno di giornata con una conclusione di Correia. Nel calcio, però, vige la regola non scritta del “gol sbagliato, gol subito”. Al minuto 73, sugli sviluppi di un angolo battuto magistralmente da Calò, Bracaglia svetta più in alto di tutti e trafigge Boer per lo 0-1.

Gli ultimi venti minuti si giocano più sugli spalti che in campo. Il pubblico del Menti e la panchina ospite restano incollati agli smartphone per seguire le notizie da Mantova.


Un Finale Dolce per Entrambe

Nonostante la sconfitta interna, a Castellammare è festa. Al triplice fischio, i risultati dagli altri campi sorridono alla Juve Stabia: i play-off sono realtà, un miracolo sportivo se si considera l’anno travagliato vissuto a livello societario. Il primo ostacolo sulla strada verso il sogno sarà il Modena.

Per il Frosinone, invece, il ritorno in Serie A è ormai dietro l’angolo. Grazie alla sconfitta del Monza a Mantova, ai ciociari basterà un solo punto nell’ultima giornata – proprio contro i virgiliani – per stappare lo spumante e festeggiare il ritorno nel massimo campionato.

Fonte della foto: teleuniverso.it

Juve Stabia – Frosinone (0-1): Le pagelle ai calciatori gialloblù

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Nella penultima curva della stagione, valevole per la 37ª giornata della Serie BKT 2025-2026, la Juve Stabia incappa in una delle serate più stregate e beffarde del suo campionato. Al “Romeo Menti” passa il Frosinone, ma lo 0-1 finale racconta solo in minima parte l’andamento di un match in cui i gialloblù avrebbero meritato ben altra sorte.

Le Vespe hanno approcciato la gara con coraggio, macinando gioco e costruendo numerose e limpide palle rete. Una pressione costante che però si è scontrata contro un vero e proprio muro di sfortuna e imprecisione: ben due i legni colpiti dai padroni di casa, a testimonianza di una porta ciociara che questo pomeriggio sembrava letteralmente stregata. E come spesso accade nella più classica e crudele delle tradizioni calcistiche, al dominio inespresso sul tabellino è seguita la doccia fredda.

A decidere l’incontro è stata un’incornata di Bracaglia sugli sviluppi di un calcio d’angolo: un episodio su palla inattiva che ha gelato il Menti e consegnato i tre punti agli ospiti. Una sconfitta che brucia, arrivata al termine di una prestazione generosa a cui è mancato unicamente il cinismo negli ultimi sedici metri.

Andiamo ad analizzare le prestazioni individuali e a scoprire i voti dei protagonisti gialloblù in questa sfortunata sfida casalinga.

Confente 6: Dopo due minuti su un’uscita bassa prende un colpo alla testa, resta stoicamente in campo, gestisce in modo sufficiente i rilanci ma deve arrendersi al 41″ e deve uscire. Dal 41″Boer 6: Poco impegnato dai ciociari, qualche pericolo se lo crea da solo, incolpevole sul gol.

Dalle Mura 6,5: Meriterebbe un voto più ma sul gol dei frusinati si perde l’uomo nonostante ciò si conferma una certezza nel pacchetto difensivo, sicuramente un punto fermo nella disputa dei playoff.

Giorgini 7: Anche oggi tiene a bada gli attaccanti con relativa tranquillità, quasi sempre annullati.

Bellich 7: Oggi ritorna titolare confermandosi sempre più solido pilastro della difesa sia da braccetto che da centrale, da una mano anche in attacco sfiorando il gol.

Carissoni 6,5: Contro un centrocampo a quattro trova poco spazio per affondare, prestazione tatticamente abbastanza sufficiente. Dal 74″Ricciardi 6: Entra per dare più freschezza sulla fascia con il Frosinone a difesa del vantaggio trova poco spazio per affondare.

Mosti 7: Oggi per mettere in difficoltà il centrocampo a quattro gioca in una posizione più avanzata, non perde mai la bussola leggendo in modo ottimale i momenti della partita, più presente in attacco.

Leone 7: L’allenatore avversario gli dedica una marcatura all’uomo a tutto campo che nei primi minuti lo limitano un po’, ma con il passare dei minuti ritrova il ritmo delle sue geometrie, continui raddoppi e ripartenza, onorando il suo cognome lotta come un LEONE.

Correia 7: Ritrovando una condizione fisica migliore con scatti e dribbling mette in difficoltà gli avversari, si abbassa e riparte con i suoi strappi, tenta la via del gol come quando una sua pregevole conclusione si stampa sul palo interno. E’ in netta ripresa speriamo che la distorsione alla caviglia subita oggi venga rapidamente assorbita. Dall’81″Pierobon 6: ma subito si è visto corsa e recupero palloni.

Cacciamani 6,5: Oggi ritrova il dinamismo dei giorni migliori, scatti continui una spina nel fianco del suo marcatore, deve essere più convinto e cinico in area di rigore.

Maistro 6,5: Oggi più seconda punta con la tecnica e fantasia mette in apprensione i difensori ciociari, si abbassa più di una volta per dare una mano alla squadra, esce stremato. Dal 74″ Gabrielloni 6: Nei pochi minuti giocati con il Frosinone a difesa del vantaggio non cerca solo la via del gol ma mette alcune palle pericolose in area di rigore che creano qualche apprensioni, speriamo che in questi playoff ritrovi il gol.

Okoro 6,5: La sua posizione da punta centrale mantiene in allerta la difesa ciociara, sfrutta tutta la sua velocità e con la fisicità vince molti duelli costringendo i difensori a frettolosi recuperi, con caparbietà cerca la via del gol con poca fortuna. Dal 81″Candellone 6: Pochi i minuti per incidere ma importante rivedere in campo il capitano e soprattutto abbiamo visto un paio di “protezione” palla stile capitano.

Abate 7: Oggi contro un 4-2-3-1 Abate, causa infortuni, deve per forza rischierare il solito 3-5-1-1 chiedendo alla squadra più corsa e fluidità, mantenendo Okoro come punta centrale alternando gli uomini nel ruolo di sotto punta o seconda punta per togliere i riferimenti e mettere in difficoltà il Frosinone.
Risultato ampiamente bugiardo, colpiti due pali, mentre Confente e Boer non hanno dovuto fare nessun intervento decisivo, mentre il portiere ciociaro è stato uno dei migliori in campo.
Sul muro dello spogliatoio della JUVE STABIA c’è scritto “Lottare”. Il mister, il suo staff, la squadra hanno fatto loro questo slogan e stanno lottando fino all’ultimo per questi colori, per tutti noi, per onorare la città.
Anche quest’anno è stata realizzata un’impresa e cioè  assicurarsi la partecipazione, con una giornata di anticipo, ai playoff. Spareggi promozione che si possono preparare con tranquillità e la testa libera senza pensare alle vicende esterne. Speriamo che non vengano vanificati gli sforzi e i sacrifici di questo gruppo, perchè non lo meritano, la città tutta non lo merita!

Juve Stabia – Frosinone, Alvini: “Oggi è stata una partita vera. A noi serve ancora uno sforzo per la A”

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Il Frosinone espugna il “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia grazie a un’incornata di Bracaglia e vede il traguardo della Serie A a un passo. Nella bolgia di una giornata n.37 ad altissima tensione, Mister Massimiliano Alvini si presenta ai microfoni con la consueta lucidità, celebrando la vittoria ma predicando calma assoluta in vista degli ultimi 90 minuti della stagione.

L’analisi del match: “Ambiente fantastico e avversario straordinario”

Alvini esordisce rendendo omaggio alla cornice di pubblico e al valore della Juve Stabia, sottolineando la difficoltà di una gara rimasta in bilico fino all’ultimo:

“Oggi a Castellammare, in un ambiente fantastico, ho visto una partita di calcio vera contro un avversario straordinario. Vincere non è stato facile, abbiamo giocato contro un’ottima squadra e poteva finire in pareggio, perché anche loro hanno avuto le loro possibilità.”

Sull’autore del gol decisivo, il giovane Bracaglia, il tecnico non risparmia elogi pur mantenendo il focus sulla crescita: “È un giocatore che può ancora migliorare tanto. In campo oggi c’erano giovani di prospettiva da entrambe le parti”.

Il segreto del primato: lavoro e umiltà

Nonostante il primo posto e l’entusiasmo travolgente dei tifosi ciociari, Alvini rifiuta di prendersi meriti esclusivi, spostando l’attenzione sul gruppo e sulla cultura del lavoro instaurata sin dal ritiro estivo: “La squadra deve continuare a fare quello che sta facendo, non deve fare nulla di più. Siamo forti sul campo e nella testa; per noi inizierà una settimana di lavoro come le altre. Onestamente i meriti sono della squadra. Sin dal 15 luglio abbiamo lavorato per fare il meglio possibile. Non c’è altra strada per raggiungere gli obiettivi se non il lavoro. Dove migliorare? Possiamo fare di più nella fase di possesso, e lavoreremo in questa settimana per farlo.”

Il sogno Serie A e il rapporto con la piazza

Con la promozione diretta ormai a portata di mano, la gestione della pressione diventa fondamentale. Alvini separa nettamente il dovere dei professionisti dal diritto dei tifosi di lasciarsi andare alle emozioni: “Noi siamo concentrati solo sul lavoro, ma il tifoso è giusto che sogni, sempre. Siamo noi a doverli rendere felici sul campo. Per gli ultimi 90 minuti mi aspetto che chi ama il calcio venga a sostenerci: i ragazzi hanno sempre messo il cuore per questa maglia.”

Interpellato sul significato di questo traguardo dopo una lunga carriera, Alvini si confessa con umiltà: “Sono 25 anni che alleno, ho sempre sognato di vincere la Serie B per andare in Serie A. Ma io sono sempre lo stesso. Cerco di trasmettere le mie idee, la mia passione e la mia identità. Quest’anno le idee stanno dando i loro frutti, ma non abbiamo ancora raggiunto nulla.”

Il Punto sulla Classifica

Il Frosinone si presenterà all’ultima giornata con il destino nelle proprie mani. La vittoria di misura firmata Bracaglia sugli sviluppi di un corner non è solo un +3 in classifica, ma la certificazione di una squadra che sa soffrire e colpire nei momenti decisivi. Ora, il “Benito Stirpe” si prepara a diventare il teatro dell’ultimo atto di una cavalcata iniziata sotto il sole di luglio.

Juve Stabia – Frosinone, Giorgini: “Nei play off a Modena giocheremo a viso aperto. Oggi meritavamo di più”

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Una sconfitta di misura che brucia per l’episodio, ma che non scalfisce le certezze di un gruppo capace di centrare l’obiettivo playoff per il secondo anno consecutivo. Al “Romeo Menti”, nell’incontro valido per la 37esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, la Juve Stabia cede per 1-0 al Frosinone, punita da un guizzo di Bracaglia sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Nel post-partita, a tracciare il bilancio del match e a lanciare la volata per l’imminente post-season è il difensore gialloblù Andrea Giorgini, intervenuto in conferenza stampa.

L’amarezza per il ko e l’orgoglio gialloblù

L’analisi del match parte inevitabilmente dal gol subito, un boccone amaro per chi di mestiere fa il marcatore: “Prendere gol non mi piace, sono un difensore” – ammette senza mezzi termini Giorgini. Tuttavia, la prestazione contro i ciociari lascia in eredità segnali più che positivi per il prosieguo della stagione: “Oggi abbiamo giocato contro una vera e propria corazzata e abbiamo fatto bene. Abbiamo avuto diverse occasioni e il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma nel calcio non si sa mai”.

L’impresa playoff e la sfida al Modena

Il pensiero si sposta poi sul traguardo raggiunto. Confermare la presenza agli spareggi promozione non era un’impresa scontata: “Ripetersi non è mai semplice, ma questo gruppo ha sempre lavorato duro, facendo molti sacrifici per raggiungere l’obiettivo. Sin dal primo minuto in cui sono arrivato qui, ho avuto la sensazione che potessimo farcela”.

C’è un pizzico di rammarico per non poter sfruttare la spinta del Menti nel primo turno: “Avremmo voluto giocare i playoff in casa, sarebbe stato bellissimo per me, soprattutto considerando che l’anno scorso non li ho vissuti. Ma andremo a giocarcela a viso aperto anche a Modena. Proveremo a mettere sul tavolo tutte le nostre carte, considerando che la prima partita sarà da dentro-fuori. In queste sfide nulla è già scritto”.

La gestione mentale e le ambizioni future

Il calendario ora non fa sconti. Prima la trasferta di Bolzano per chiudere la regular season, poi gli spareggi nel giro di pochissimi giorni. Una gestione delle energie che, secondo Giorgini, passerà soprattutto dalla testa: “Mentalmente devi essere sempre al 100%. Andremo a Bolzano per fare l’ultima partita al massimo. Sicuramente ci sono gare con più o meno pressione, ma ora penseremo solo al prossimo impegno. Poi affronteremo la sfida playoff a distanza di soli 4 giorni: sarà un recupero psicologico ancor prima che fisico”.

A livello personale, il difensore traccia un bilancio estremamente positivo della sua annata, strizzando l’occhio al futuro: “Sì, mi sono divertito in questo campionato. È il tipo di calcio che piace a me e mi ha portato molti benefici. Un salto in Serie A? Non sono io a dover dire se posso affrontare una categoria superiore o meno, ma se ci sarà la possibilità di farlo, coglierò l’occasione al volo”.

Infine, una battuta sulle speranze per le sfide decisive che attendono le Vespe: “Spero di fare gol nei playoff, mentirei se dicessi il contrario. Ma, essendo un difensore, preferisco di gran lunga che a segnare siano gli attaccanti. Il mio compito è un altro: preferisco non prendere gol”. La solidità prima di tutto, il biglietto da visita con cui la Juve Stabia si prepara a vivere il suo sogno.

Juve Stabia – Frosinone, Abate orgoglioso nonostante il ko: “Siamo ai playoff, ma meritavamo il sesto posto”

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Il Romeo Menti ha vissuto una serata di emozioni contrastanti. La sconfitta di misura contro il Frosinone, arrivata sugli sviluppi di un calcio d’angolo, lascia l’amaro in bocca ma non cancella lo straordinario traguardo raggiunto dalle Vespe. La Juve Stabia di Ignazio Abate stacca matematicamente il pass per i playoff chiudendo al settimo posto, un risultato che certifica la crescita di un gruppo capace di far sognare un’intera città.

Nel post-partita, il tecnico gialloblù ha analizzato la gara, tra l’orgoglio per il traguardo raggiunto e un pizzico di rammarico per una classifica che, a detta sua, poteva essere ancora più generosa.

Il traguardo dei Playoff: tra gioia e rammarico

L’analisi di mister Abate parte dai complimenti ai suoi ragazzi, seppur con la consapevolezza che la partita contro i ciociari avrebbe potuto avere un epilogo diverso.

“Ho tanti pensieri, ma per prima cosa faccio i complimenti alla squadra. La nota positiva è che siamo matematicamente settimi, anche se dispiace: dopo una prestazione del genere, i ragazzi meritavano il sesto posto. Se lo meritava lo stadio, soprattutto perché la gente ci è molto vicina in questo momento particolare. Non posso chiedere di più ai ragazzi, se non di essere più precisi davanti alla porta, perché se segni la partita cambia.”

La consapevolezza e la crescita del gruppo

Alla domanda su quale sia stato il momento esatto in cui ha capito che i playoff erano un obiettivo tangibile, Abate si concentra sull’evoluzione tattica della squadra:

“Durante la stagione siamo cresciuti nei principi di gioco. Inizialmente abbiamo avuto qualche giro a vuoto, soprattutto in trasferta. Le prestazioni però ci sono sempre state, anche quando i risultati faticavano ad arrivare. Alla lunga, lavorando così, i risultati si raggiungono. Con questa idea di gioco possiamo fare tanto, anche oggi abbiamo creato tantissimo, abbiamo colpito anche due legni. Giocare a fine stagione con questa intensità, da parte di entrambe le squadre, è un bello spettacolo. Adesso andiamo a Modena fiduciosi, sperando di avere i nostri tifosi con noi: giocare in trasferta supportati da loro sarebbe bellissimo.”

Le scelte tattiche e i singoli

Il mister si è poi soffermato su alcuni accorgimenti tattici e sulle prestazioni dei singoli, tessendo le lodi dei suoi giocatori: “Volevo giocare alto, ho cercato di alzare Carissoni sulla linea di centrocampo per lasciare più libero Cacciamani. Anche Maistro ha fatto un’ottima prestazione, così come Bellich, nonostante non fosse nella migliore condizione fisica. È un orgoglio allenare questi ragazzi”.

Rispondendo a chi gli chiedeva se i cambi fossero arrivati in ritardo (con la beffa del gol subìto subito dopo), Abate è stato categorico: “Onestamente no. Era una partita in cui regnava l’equilibrio e giocarmi uno slot per fare un solo cambio non mi sembrava idoneo. Stavo valutando chi far uscire per non alterare il modulo, ma le sostituzioni erano già pronte prima del calcio d’angolo.”

Infermeria: le condizioni di Correia e Confente

La battaglia contro il Frosinone ha lasciato qualche strascico fisico. Sulle condizioni degli infortunati, Abate ha dichiarato: “Per Confente non so ancora, devo informarmi con lo staff medico e spero non sia nulla di grave. Per Correia, invece, credo si tratti solo di una distorsione e speriamo di recuperarlo per i Play Off.”

Verso i Playoff: il tabù trasferta e la “sana ignoranza”

Essendo arrivata settima, la Juve Stabia dovrà affrontare il turno preliminare dei playoff in trasferta. Un dato che non spaventa l’allenatore, forte del cambio di passo registrato nel girone di ritorno.

“Fino al girone di andata abbiamo faticato lontano dal Menti, è vero, ma nel girone di ritorno abbiamo sempre imposto la nostra partita anche fuori casa. Abbiamo acquisito maggiore consapevolezza. I nostri giovani si stanno adattando alla Serie B e ci vuole tempo. Ora ci siamo, ma dobbiamo migliorare negli ultimi 16 metri: ci vorrebbe un po’ di sana ignoranza e cinismo sotto porta.”

Le questioni extra-campo

In chiusura, Abate ha voluto spegnere sul nascere ogni polemica o preoccupazione relativa alle recenti dinamiche societarie, riportando l’attenzione esclusivamente sul rettangolo verde.

“Non voglio più parlare delle questioni extra-campo, noi siamo gente di campo e basta. Vedo un futuro molto positivo per il club; abbiamo due figure importanti all’interno della società e sono certo che il futuro sarà florido.”

Juve Stabia – Frosinone: 0-1 (73′ Bracaglia)

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Buon pomeriggio e benvenuti dallo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia! In questo caldo pomeriggio festivo del 1° maggio, siamo pronti a raccontarvi le emozioni di una sfida che promette scintille. Alle ore 15:00, le Vespe scendono in campo contro una vera e propria corazzata del campionato: il Frosinone. È un crocevia fondamentale, una gara in cui i punti pesano come macigni per le ambizioni di entrambe le formazioni.

Il momento delle Vespe: il sogno del sesto posto

La Juve Stabia si presenta a questo appuntamento casalingo reduce dal combattuto pareggio per 1-1 ottenuto in trasferta contro il Pescara. Ci sono ottime notizie dall’infermeria per mister Abate, che recupera finalmente capitan Candellone; il leader gialloblù, tuttavia, non partirà dal primo minuto e si accomoderà inizialmente in panchina, pronto a dare il suo contributo a gara in corso.

Le dichiarazioni della vigilia non lasciano spazio a interpretazioni: sia Varnier che mister Abate in conferenza stampa hanno suonato la carica. L’obiettivo dichiarato è l’impresa. Battere una squadra come il Frosinone significherebbe continuare a cullare concretamente il sogno del sesto posto, distante attualmente solo 2 lunghezze. Un occhio al campo e uno allo smartphone per i tifosi stabiesi, che guarderanno con grande interesse anche all’esito del match in cui il Modena (diretta concorrente) ospiterà la Reggiana.

Il Frosinone a caccia della Serie A

Di fronte, però, ci sarà un avversario con il coltello fra i denti. Il Frosinone arriva al Menti con un solo risultato utile in testa: la vittoria. Attualmente appaiati al Monza al secondo posto in classifica, i ciociari non possono permettersi passi falsi. Conquistare i 3 punti in terra campana è fondamentale per i gialloazzurri per tentare lo scatto decisivo verso la promozione diretta nel massimo campionato, senza dover passare dalla lotteria dei playoff.

Il palcoscenico è pronto. La spinta del Menti, il sogno playoff dei padroni di casa contro la fame di Serie A degli ospiti: gli ingredienti per un grande pomeriggio di calcio ci sono tutti.

Mettetevi comodi, il fischio d’inizio è imminente. Restate con noi per la cronaca minuto per minuto di Juve Stabia – Frosinone.

IL TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente (40′ Boer); Bellich, Giorgini, Dalle Mura; Carissoni (74′ Ricciardi), Correia (81′ Pierobon), Leone, Mosti, Cacciamani; Maistro (74′ Gabrielloni); Okoro (81′ Candellone).

A disposione: Signorini, Varnier, Mannini, Ciammaglichella, Torrasi, Luiz Dos Santos.

Allenatore: sig. Ignazio Abate.

FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono A. (90′ Calvani), Cittadini, Monterisi, Bracaglia; Cichella, Calò (77′ Konè); Ghedjemis (90′ Koutsoupias), Gelli F., Kvernadze (63′ Fiori); Raimondo (77′ Zilli).

A disposizione: Lolic, Pisseri, Corrado, Oyono J., Fini, Vergani.

Allenatore: sig. Massimiliano Alvini.

ARBITRO: Matteo Marcenaro della Sezione AIA di Genova

Assistenti:

1° Sig. Andrea ZINGARELLI della sezione di Siena

2° Sig. Marco SCATRAGLI della sezione di Arezzo

IV uomo Sig. Valerio VOGLIACCO della sezione di Bari

VAR: Sig. Luca PAIRETTO della sezione di Nichelino

AVAR: Sig. Emanuele PRENNA della sezione di Molfetta

Marcatori: 73′ Bracaglia

Angoli: 6 – 5

Ammoniti: –

Espulsi: –

Recupero: 7 min pt – 4 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata soleggiata e ventosa. 250 i supporters provenienti da Frosinone.

PRIMO TEMPO

Nei primi 15 minuti di partita si segnala solo il gol annullato al Frosinone per fuorigioco di Oyono e l’infortunio di Confente nella stessa azione. Il portiere stabiese riprende il gioco con un’evidente fasciatura alla testa dopo una ginocchiata fortuita subita da Raimondo.

22′ Azione pericolosa della Juve Stabia: Correia recupera una palla a centrocampo e corre verso la porta avversaria, serve dal limite Mosti che controlla e calcia a rete trovando Palmisani pronto alla parata a terra. Dopo poco Juve Stabia ancora vicina al gol: Okoro se ne va in contropiede defilato sulla destra, calcia a rete impegnando Palmisani che ci mette tutta la sua qualità per respingere il tiro, sulla palla si avventa Correia che prova a ribadire in rete a porta vuota ma Monterisi con una scivolata miracolosa mette la palla in calcio d’angolo per la disperazione del pubblico di casa.

25′ Risponde il Frosinone con Ghedjemis che prende la mira e calcia a giro sul secondo palo con la palla che fa la barba all’incrocio alla destra di Confente

31′ Juve Stabia pericolosa: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Giorgini riesce a servire Okoro che in mezza rovesciata non trova la palla

33′ Ancora Juve Stabia: Carissoni recupera palla e avanza palla al piede, entra in area e serve sulla sinistra Cacciamani che converge e calcia a rete sul primo palo. Dopo poco altra azione gialloblù: Maistro riceve palla sulla destra e entra in area, con una serie di finte si libera al tiro che però colpisce il palo per la disperazione del pubblico di casa.

40′ Confente non ce la e chiede il cambio, al suo posto entra Boer

Il direttore di gara concede 7 minuti di recupero per l’infortunio occorso a Confente

49′ Su punizione Maistro impegna Palmisani alla respinta in angolo

Il primo tempo finisce in parità con il risultato fermo sullo 0-0. La Juve Stabia ai punti avrebbe meritato il vantaggio ma il palo, le parate di Palmisani e il salvataggio di Monterisi sulla linea hanno bloccato il risultato.

SECONDO TEMPO

52′ Altro paolo colpito dalla Juve Stabia: Leone riceve palla dal limite e scarica all’indietro su Okoro che allarga sulla sinistra per Correia che entra in area e da posizione defilata calcia sul palo lungo colpendo la parta interna del legno, sulla ribattuta Mosti disturbato da Palmisani non riesce a ribadire in rete. Ancora sfortunata la squadra di casa.

63′ Il Frosinone sostituisce Kvernadze con Fiori

69′ Azione dirompente di Cacciamani che prende palla nella propria tre quarti se ne va sulla fascia liberandosi della marcatura di Cichella e arriva fino all’area avversaria, tiro sul palo lungo con la palla che esce di un niente sul fondo.

73′ Frosinone in vantaggio: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Bracaglia lascato solo, colpisce di testa spedendo la palla alle spalle di Boer.

74′ La Juve Stabia sostituisce Ricciardi con Carissoni e Maistro con Gabrielloni

77′ Il Frosinone sostituisce Calò con Konè e Raimondo con Zilli

81′ La Juve Stabia sostituisce Okoro con Candellone e Correia con Pierobon

85′ Juve Stabia pericolosa: Cacciamani entra in area e scarica su Mosti che appoggia fuori a Bellich che di prima intenzione calcia da fuori area e la palla fa la barba al paolo alla sinistra di Palmisani

90′ Il Frosinone sostituisce Oyono A. con Calvani e Ghedjemis con Koutsoupias

Il direttore di gara concede 4 minuti di recupero

93′ La Juve Stabia ha un’altra occasione con Bellich che di testa su cross di Cacciamani colpisce al centro dell’area ma la sua conclusione è troppo centrale per battere Palmisani

Finisce con una sconfitta immeritata per la Juve Stabia che avrebbe meritato non il pari ma la vittoria. In virtù però dei risultati degli altri campi la Juve Stabia accede comunque ai Play Off promozione come settima in campionato. Nell’ultimo turno la Juve Stabia andranno a far visita al Sudtirol. Nei play off le Vespe incontreranno il Modena in trasferta.

Castellammare città di cultura: Heddi Goodrich incanta il Museo Diocesano

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C’è un legame indissolubile che unisce Washington, la Nuova Zelanda e l’area vesuviana. È il legame di Heddi Goodrich, la scrittrice che ha scelto di fare di Castellammare di Stabia la sua patria elettiva e dell’italiano la sua lingua del cuore.

Ieri, nella suggestiva cornice del Museo Diocesano (MuDiSS), l’autrice è tornata ad abbracciare il suo pubblico per presentare il suo terzo romanzo, “L’anno delle mille vite”, un’opera che ci riporta indietro nel tempo fino ad Ercolano, nel 69 d.C.

L’incontro, patrocinato dal Comune, è stato un appuntamento culturale di grande rilievo, grazie alla suggestiva cornice del Museo Diocesano (MuDiSS) e al talento narrativo di Heddi Goodrich e ha visto un dialogo appassionato tra l’autrice, il Sindaco Luigi Vicinanza, l’Assessora alla Cultura Annalisa Di Nuzzo e Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile- – Le Ali della Lettura”.

Al centro del dibattito, non solo la trama del libro, ma il legame identitario di un’autrice che, pur vivendo oggi dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelanda, continua a farsi ambasciatrice della nostra storia e della nostra lingua.

Come ha evidenziato l’Assessora Annalisa Di Nuzzo, questo legame identitario è nato dalle sue esperienze giovanili nella nostra città e a Napoli, da cui prende vita “un attraversamento continuo di culture diverse e la sua esperienza di scrittrice.”

L’incontro ha ribadito come la storia antica non sia “passato”, ma radice viva per la comunità stabiese.

La storia di Heddi Goodrich è una dichiarazione d’amore al nostro territorio. Arrivata giovanissima in Italia con il progetto Intercultura, ha vissuto prima a Castellammare e poi a Napoli, dove si è laureata all’Orientale. Un legame così profondo da spingerla a scrivere tutti i suoi romanzi direttamente in italiano – una sfida stilistica rara che riflette la necessità di “sentire” la narrazione con la musicalità delle nostre parole.

Se il suo celebre esordio, L’Americana, era un omaggio totale a Castellammare, questo nuovo capitolo esplora le radici classiche del territorio, ambientando la vicenda ad Ercolano pochi anni prima della storica eruzione.

“Quando ero ragazzina, venendo qua il percorso della mia vita è cambiato per sempre, creando un legame con Castellammare e questi luoghi che non si è mai spezzato e che non si spezzerà mai”, ha dichiarato l’autrice nel corso della serata.

Nel cuore pulsante di una Castellammare con la sua vocazione letteraria, “L’anno delle mille vite” è apparso subito molto più di un romanzo storico. Come sottolineato durante l’incontro, l’opera di Goodrich ci riporta alla vigilia della catastrofe del 79 d.C. non per raccontare la fine, ma per celebrare la resistenza della vita. Al centro della narrazione c’è un mondo femminile che cerca la sua affermazione.  Goodrich, con la sua scrittura empatica ed emozionale, dipinge un affresco dove il destino individuale si intreccia con quello ineluttabile della terra vesuviana.

La forza del libro risiede nella capacità di Heddi Goodrich — americana di nascita ma napoletana d’adozione — di maneggiare la lingua italiana e i suoi ritmi con una sensibilità rara. Durante la presentazione, è emerso come l’autrice riesca a rendere “vive” le pagine, trasformando un dato storico in un’esperienza sensoriale ed emotiva.

 

Dalla discussione tra Heddi GoodrichCarmen Matarazzo, il Sindaco Luigi Vicinanza e l’Assessora Annalisa Di Nuzzo, sono emersi alcuni pilastri narrativi che definiscono l’anima del romanzo:

Il dibattito si è soffermato sulla scelta dell’arco temporale in cui è ambientata la vicenda, il 69 d.C., un anno di caos e transizione, un’epoca definita dal Sindaco. È stato evidenziato dall’autrice come non ci sia solo l’attesa della catastrofe del Vesuvio, ma la capacità dei protagonisti di vivere “mille vite” nell’urgenza del presente, ignorando l’imminente fine.

“I primi due romanzi che ho scritto hanno degli elementi autobiografici romanzati, ha affermato Heddy Goodrich – Questo sembra un libro più di fantasia, ma è quello più vicino al mio essere. Ho scritto delle cose così vicine al mio mondo interiore, da sentirmi vulnerabile, poi ho capito di aver scritto qualcosa di universale per tutte le donne.

“L’anno delle mille vite” è ancora più vecchio dell’’Americana”, perché la prima volta che venni in Italia avevo 14 anni e i miei genitori mi portarono a Ercolano. Ricordo di aver visto anche i mobili carbonizzati, ebbi l’impressione di essere un’intrusa, entrando nelle case di persone vive senza permesso.

“Questa impressione è rimasta in me da allora. Sono quarant’anni che ho Ercolano in un angolo del mio cuore e non riesco a toglierlo. Però parlare della morte di Ercolano non mi piaceva, mi faceva soffrire. A un certo punto mi è venuta l’ispirazione di ricreare Ercolano “viva”, la vita di tutti i giorni. Il 69 l’ho scelto perché c’è la guerra civile, un periodo storico molto turbolento perché fa da specchio a questo tumulto interiore della protagonista.”

Carmen Matarazzo, nel suo intervento, ha messo in evidenza la narrazione multidimensionale e l’architettura narrativa complessa del romanzo, per cui:

“Attraverso Turia (la protagonista) abbiamo un mondo personale, un mondo sentimentale, una visione storica, una visione sociale. Abbiamo un altro elemento che collega poi Turia a quello dei sogni, al mondo onirico. Questi sogni che lei fa e che sono delle vere e proprie premonizioni che poi accadranno.”

La prof.ssa Matarazzo ha posto l’accento anche sulla modernità dei personaggi femminili. Le donne del romanzo non sono semplici comparse storiche, ma figure che lottano per l’autodeterminazione in una società patriarcale. Il loro riscatto passa attraverso la solidarietà e la ricerca di una voce propria.

La prof.ssa ha giustamente evidenziato come il testo sia una riflessione profonda sulla condizione della donna nell’antichità, specchio di dinamiche di potere ancora tristemente attuali.

“In questo romanzo, ambientato tanti secoli fa nella Roma imperiale ma di straordinaria e affascinante attualità, viene sdoganata quella che è la pulsione anche erotica delle donne. – ha affermato la prof.ssa – Le donne dell’antichità sono donne molto moderne, come aspirazioni, modi di fare, capacità moderne. Questo aspetto del libro di Heddy mi è piaciuto molto.”

Un altro punto chiave del dibattito è stato il rapporto della Goodrich con l’italiano.

Durante la presentazione è emerso con forza il motivo della scelta di scrivere i suoi romanzi nella nostra lingua. Per la Goodrich, l’italiano non è solo un mezzo di comunicazione, ma una “casa” emotiva.

Il Sindaco Luigi Vicinanza, che aveva già Incontrato l’autrice quando scrisse l’’Americana” ed era rimasto colpito da una sua frase: ‘l’italiano mi rende più libera nel raccontare i sentimenti’, ha definito la scrittura della Goodrich “potente e altissima”.

Ha poi chiesto all’autrice: “Il romanzo è un libro di sentimenti forti. Perché scrivi in italiano? È questa la cosa che mi affascina”.

Per Heddy Goodrich:” È difficile rispondere a questa domanda. Anni fa un critico letterario di Roma voleva un articolo in inglese sul perché scrivessi romanzi in italiano. Questo articolo sono riuscita a scriverlo, ma non sono riuscita a spiegare il legame, che per me è spirituale, con l’italiano. In inglese non mi viene l’ispirazione, non mi vengono le frasi e nemmeno le idee. Non sono riuscita a spiegare questa cosa.

“La cosa strana è che un’americana scrive in italiano e poi viene tradotta in inglese. – ha aggiunto Carmen Matarazzo – Tu hai detto poco fa che venire in Italia ti ha cambiato la vita, quindi, possiamo dire che l’italiano è diventato quasi la tua lingua madre? Certamente, dato che scrivi benissimo in italiano.”

L’autrice ha risposto: “non lo parlavo più, dopo tutti quegli anni all’università lo stavo dimenticando, il mio italiano si stava arrugginendo. Poi ho iniziato a parlarlo in casa con i miei figli ed è rinato con ancora più forza e tenerezza.”

È emerso come la sua scrittura sia “evocativa”: le parole sembrano calarci nella vita quotidiana dell’antica Ercolano, rendendo i suoni, gli odori e le paure di allora quasi tangibili per il lettore moderno.

L’incontro con Heddi Goodrich ha lasciato nel pubblico qualcosa di più di una semplice trama romanzesca: ha regalato una nuova consapevolezza. Le sue risposte, cariche di una sensibilità rara, hanno emozionato la platea, spingendo tutti i presenti a riflettere su quanto la lingua e la cultura italiana siano profondamente amate e studiate nel resto del mondo.

Vedere la nostra identità riflessa negli occhi di chi l’ha scelta con tanta dedizione è stato un monito potente: la nostra storia e le nostre parole sono un patrimonio inestimabile che abbiamo il dovere di difendere, valorizzare e, soprattutto, narrare con orgoglio. Castellammare, con la sua millenaria vocazione culturale, si conferma il palcoscenico ideale per queste connessioni dell’anima che superano ogni confine geografico.

L’incontro al MuDiSS non è stato solo una presentazione, ma una vera lezione di amore per il territorio e la parola scritta. Un evento che lascia al pubblico il desiderio di immergersi nelle atmosfere di una Ercolano perduta e ritrovata.

Il nuovo romanzo “L’anno delle mille vite” di Heddi Goodrich Edizioni Bompiani è un acquisto imprescindibile per chiunque voglia riscoprire le radici della nostra terra attraverso una voce internazionale e profondamente autentica: una lettura che promette di emozionare e far riflettere ben oltre l’ultima pagina.

Monforte (R. Day Frosinone): “Sfida a viso aperto con lo Stabia. In Ciociaria c’è fame di rivalsa”

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In occasione della puntata n. 29 di Juve Stabia Live Talk Show, è intervenuto Roberto Monforte, giornalista di Radio Day Frosinone, per analizzare il big match tra Juve Stabia e Frosinone e tracciare un bilancio della stagione straordinaria di entrambe le formazioni.
Juve Stabia-Frosinone: una sfida a viso aperto
Monforte prevede una partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre, descrivendole come due compagini che hanno compiuto un percorso tecnico importantissimo. Da un lato c’è il Frosinone, che partiva con gli sfavori del pronostico e si ritrova ora a lottare per la Serie A diretta; dall’altro una Juve Stabia che, nonostante le note traversie societarie, si gioca meritatamente un posto nei play-off.
Il segreto del Frosinone: la “fame” di rivalsa
Il giornalista ha evidenziato come il successo del Frosinone risieda nella “fame” di un gruppo di giocatori che l’anno scorso aveva vissuto stagioni fallimentari o retrocessioni. “Si chiama voglia di dimostrare al calcio italiano che sono stati giudicati troppo frettolosamente”, ha dichiarato Monforte, sottolineando che l’obiettivo iniziale della salvezza è stato superato già a gennaio.
Elogio ai singoli: Calò e Leone
Un capitolo a parte è stato dedicato a due pilastri del centrocampo:
  • Giacomo Calò: Monforte lo ha definito la “luce” e il “faro” del gioco, lodandone l’umiltà e la capacità di mettere il proprio talento al servizio dei più giovani senza farlo pesare. Lo ha inserito senza esitazioni nella “top five” dei giocatori straordinari visti a Frosinone.
  • Leone: Il giornalista ha rivelato che il Frosinone aveva cercato di acquistarlo a gennaio. Ha espresso grande stima per il calciatore, definendolo un grande professionista per aver scelto di restare a Castellammare per terminare la stagione nonostante l’offerta importante di club di categoria superiore.
L’analisi tecnica su Mister Alvini
Monforte ha attribuito gran parte del merito della stagione ciociara a Massimiliano Alvini. Il tecnico ha mostrato grande intelligenza nel mettersi in discussione, abbandonando la difesa a tre (suo marchio di fabbrica storico) per adottare un 4-3-3 o un 4-2-3-1 che meglio si adatta alle caratteristiche della rosa attuale.
Un monito sulla Serie B
Infine, Monforte ha lanciato una critica al sistema mediatico nazionale, colpevole di snobbare la Serie B, definendola invece una vera fucina di talenti che meriterebbe più spazio nelle TV nazionali. Per la sfida del Menti, si aspetta una gara complicata, di grande sagacia tattica e orgoglio, che onori il valore di due piazze così passionali.

Carlini: “La promozione del 2019 fu emozionante. Frosinone? Gara spettacolare e ricca di gol”

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In occasione della puntata n. 29 di Juve Stabia Live Talk Show, è intervenuto Max Carlini, soprannominato affettuosamente il “Conte Max“, per condividere i suoi ricordi e la sua analisi in vista del big match tra le sue due ex squadre, Juve Stabia e Frosinone.
Il legame indissolubile con Castellammare
Max Carlini ha ribadito il suo profondo legame con la città di Castellammare, definendola un posto che porta nel cuore sia per l’aspetto calcistico che umano. Ha sottolineato come in piazze passionali come questa ci si senta “giocatori veri”, grazie all’affetto della gente che ancora oggi lo ferma per strada. Il titolo nobiliare di “Conte Max” è un’eredità che si porta dietro proprio dalla sua stagione in maglia gialloblù.
I ricordi della promozione e i gol storici
Carlini ha ripercorso i momenti salienti della trionfale stagione 2018-2019. Ha ricordato come decise di venire a Castellammare dopo essersi innamorato del calore della curva quando la affrontava da avversario con la Reggiana. Tra i ricordi più emozionanti:
  • Il gol contro il Trapani: Definito “liberatorio” dopo una settimana difficile segnata da un rigore sbagliato a Bisceglie. Carlini ha descritto l’atmosfera di quel match con una tribuna che sembrava una “seconda curva” e circa 20.000 spettatori.
  • La rete contro la Vibonese: Un gol segnato al 95° minuto che fece esplodere lo stadio.
  • L’impresa sportiva: Una stagione incredibile in cui la squadra, pur non partendo tra le favorite, riuscì a inanellare 30 partite con una sola sconfitta.
L’analisi tecnica e il presente
Sul piano tecnico, Carlini ha lodato l’attuale Juve Stabia, indicando in Leone il giocatore che più si avvicina alle sue caratteristiche per qualità, pur definendosi un giocatore “atipico” capace di ricoprire più ruoli dal centrocampo in su. Ha inoltre ricordato con affetto il Presidente Manniello, descrivendolo come un “papà” per tutti i calciatori e un uomo di grande cuore.
Riguardo al suo addio al club, Carlini ha spiegato che si trattò di una scelta bilaterale dovuta a incomprensioni con l’allora mister e il direttore, definendolo un peccato perché avrebbe voluto continuare il percorso iniziato.
Uno sguardo alla Serie B e al futuro
Attualmente Carlini ha intrapreso la carriera di allenatore-giocatore ad Alatri, vicino casa, con l’obiettivo di vincere il campionato per approdare in Eccellenza.
Analizzando l’attuale Serie B, ha indicato il Frosinone come la vera sorpresa del torneo e l’Empoli come la principale delusione. Per la sfida di oggi tra Juve Stabia e Frosinone, il “Conte” si aspetta una partita aperta, con entrambe le squadre chiamate a vincere, prevedendo un match spettacolare e ricco di gol.

Napoli, sparatoria in strada nella notte: due ragazze ferite alle gambe

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Scontro a fuoco in strada a Napoli, sulla traiettoria dei proiettili finiscono per errore due ragazze, rimaste ferite alle gambe. È accaduto, a ridosso della mezzanotte, quando alcuni sconosciuti avrebbero ingaggiato uno scontro a fuoco in via Francesco Saverio Correra. Durante la sparatoria, due ragazze di 23 e 24 anni che stavano passeggiando in strada sarebbero state colpite accidentalmente alle gambe. Soccorse dal personale del 118, sono state trasportate al pronto soccorso dell’Ospedale Cto.

Dalla coscia sinistra della 24enne i medici hanno estratto un’ogiva. Sul posto e poi in ospedale sono intervenuti i carabinieri della compagnia Centro e, per i rilievi, quelli della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Napoli. Indagini in corso per ricostruire la dinamica e la matrice. Le due vittime non sono in pericolo di vita.

Fonte AdnKronos