NAPOLI – 1° maggio. Una marea di lavoratori, bandiere e speranza ha invaso oggi Piazza del Plebiscito a Napoli per la IX Giornata del Lavoro, il grande evento nazionale organizzato dalla Confsal, una grande famiglia che raggruppa centinaia di sigle sindacali (come lo SNALS per la scuola, la FISMIC per l’industria o il SAP per la sicurezza) coprendo capillarmente ogni settore del pubblico impiego e del privato.
In una cornice monumentale gremita di lavoratori, la Confsal ha ribadito la centralità del lavoro come motore indispensabile per il domani del Paese, scegliendo un titolo emblematico per questa edizione: “Lavoro è Futuro”.
Una distesa di bandiere, volti sorridenti e un entusiasmo contagioso hanno trasformato Piazza del Plebiscito nel centro del sindacalismo autonomo italiano. La IX Giornata del Lavoro Confsal non è stata solo una celebrazione del 1° Maggio, ma una vera e propria festa dell’amicizia e della partecipazione democratica.
L’abbraccio del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola ha accolto iscritti provenienti da tutt’Italia. Nord e Sud si sono ritrovati uniti, fianco a fianco, per testimoniare che la lotta per i diritti e per un salario dignitoso non conosce confini geografici.
A guidare la manifestazione, il Segretario Generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta, che con un discorso accorato, ha ribadito la necessità di un nuovo “Manifesto del Lavoro” che metta al centro la persona. Accanto a lui, il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha portato il saluto della città, sottolineando il legame indissolubile tra lo sviluppo del territorio e la qualità dell’occupazione.
A fare gli onori di casa il Segretario Nazionale e Regionale Campania Confsal Salvatore Margiotta, che ha salutato i Segretari Generali dei vari sindacati afferenti alla Confsal (dalla scuola ai trasporti, dal pubblico impiego al settore privato), che hanno portato la voce dei propri iscritti, sempre in prima linea per difendere la sicurezza e la dignità professionale.
Tra i Segretari generali presenti: Giuseppe Carbone FIALS, Emilio Contrasto UNISIN, Raffaele Gallotta (Comunicazioni), Franco Giancarlo (Vigili del Fuoco), Alfonso Luzzi FDERAGRI, Mariella Mamone SNALV, Cosimo Nesci FNA, Stefano Paoloni SAP, Beppe Piani SIAP, Elvira Serafini SNALS, Pietro Serbassi FAST, Giuseppe Sugamele (Libersind).
L’evento, dal respiro nazionale, ha visto il coinvolgimento attivo di tutto lo stivale grazie ai collegamenti da remoto con le sedi regionali e con altri dirigenti sindacali impossibilitati a raggiungere il capoluogo campano. Da remoto anche il saluto del Magistrato Catello Maresca.
A scandire i tempi degli interventi e a moderare il dibattito è stata Rosalba La Fauci, Vicesegretario Generale Confsal, che ha saputo tessere il filo conduttore tra le diverse anime del sindacato.
La bellezza dell’evento è stata amplificata dalla sua natura “diffusa”: grazie a una massiccia copertura in streaming, la piazza di Napoli è entrata nelle case di migliaia di altri lavoratori in tutta Italia, creando una connessione ideale tra chi era presente fisicamente e chi seguiva a distanza, rendendo la festa un momento di solidarietà universale.
Il tema della tutela dei diritti è stato il filo conduttore. Al centro del manifesto di quest’anno, tre pilastri che rappresentano le emergenze più sentite dal mondo del lavoro italiano.
Il primo è la Sicurezza sul Lavoro, la priorità assoluta. I vari interventi hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di fermare la “strage silenziosa” dei morti sul lavoro attraverso una formazione continua, investimenti tecnologici e controlli serrati, affinché ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo.
Il secondo è il giusto Salario e potere d’acquisto. In un’epoca segnata dall’inflazione, la Confsal ha chiesto a gran voce un rinnovo dei contratti che garantisca retribuzioni dignitose. “Non c’è futuro senza un salario che permetta una vita libera e dignitosa”, è stato il messaggio, con la richiesta di misure concrete per tutelare le buste paga dei cittadini.
Il terzo è la lotta al precariato, un attacco diretto alla frammentazione contrattuale che colpisce soprattutto giovani e donne. L’obiettivo dichiarato è la stabilità, per permettere alle nuove generazioni di costruire un progetto di vita solido. Tra le altre tematiche trattate la lotta al caporalato, l’importanza della formazione e aggiornamento professionale in un’epoca di grandi cambiamenti tecnologici, la necessità di un sistema di tutele inclusivo.
Nel discorso del Segretario Generale Confsal la questione salariale, l’equa retribuzione non solo come trattamento economico, ma anche normativo, la debolezza della contrattazione nel settore privato, la riduzione del cuneo fiscale.
Il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta ha posto la questione salariale al centro del suo intervento, con cui ha delineato una visione che supera la semplice componente monetaria.
Per Margiotta, un salario “giusto” non deve limitarsi all’aspetto economico, ma deve essere garantito da un solido trattamento normativo. Questo significa la necessità di accordi precisi tra le parti sociali che tutelino la dignità del lavoro a 360 gradi e un corpus di norme universali che proteggano tutti i lavoratori, eliminando le disuguaglianze tra le diverse categorie.
Il Segretario ha evidenziato come la contrattazione nel settore privato soffra di fragilità che espongono i lavoratori al rischio di “lavoro povero. In Italia le retribuzioni non tengono il passo con l’inflazione e restano inferiori agli standard europei. Margiotta ha richiamato l’urgenza di dare stabilità ai precari e maggiori opportunità a giovani e donne, settori dove la contrattazione è spesso più debole.
Un pilastro fondamentale della proposta Confsal riguarda il sostegno diretto alla busta paga attraverso la leva fiscale, ribadendo la necessità di rendere permanente la riduzione del carico fiscale per aumentare il netto in busta paga.
Il messaggio è che il futuro del lavoro dipende da una visione integrata dove salario, fisco e norme convergono per restituire valore e dignità al lavoratore. Non solo rivendicazioni, ma una vera e propria festa che ha celebrato il valore sociale dell’impiego. Piazza del Plebiscito è diventata il megafono di una proposta sindacale che punta sulla partecipazione e sul dialogo costruttivo con le istituzioni.
La “IX Giornata del Lavoro” Confsal non è stata solo una celebrazione, ma un momento di alta sintesi sindacale. Nelle parole conclusive del Segretario Margiotta emerge chiaramente la visione della Confederazione: il futuro dell’Italia non può prescindere da un lavoro che sia, al contempo, sicuro, stabile e giustamente retribuito.






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