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Carabinieri ROS Napoli: arrestati due fiancheggiatori del Clan Casalesi

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Carabinieri ROS Napoli: esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di due imprenditori fiancheggiatori del Clan Casalesi

Carabinieri ROS Napoli: arrestati due fiancheggiatori del Clan Casalesi

Nella giornata odierna, in Caserta e Villa di Briano, i Carabinieri del ROS hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia nei confronti degli imprenditori Pezzella Raffaele cl. 1965 e Iorio Tullio cl. 1974, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, Clan dei Casalesi.

Il provvedimento trae origine da un mirato approfondimento investigativo condotto tra l’agosto 2015 e settembre 2018 dal Reparto Anticrimine di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a seguito della conclusione, il 14 luglio 2015, della nota operazione denominata “Sistema Medea” (giunta a sentenza in appello con pesanti condanne per i principali imputati) e focalizzato sulle dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia circa il ruolo svolto dai due richiamati imprenditori del settore edile, ritenuti gravemente indiziati di essere i referenti, soprattutto nell’ambito dei lavori pubblici, dei sodalizi camorristici Schiavone e Russo, operanti in Casal di Principe (CE) e comuni limitrofi.

In particolare, i riscontri effettuati dal ROS hanno permesso di far luce sulla partecipazione di Pezzella e Iorio, attraverso ditte a loro riconducibili, a gare di appalto per la realizzazione e la manutenzione di opere commissionate dalla Amministrazione Provinciale di Caserta, con la piena consapevolezza di risultarne assegnatari nel rispetto di pregressi accordi spartitori decisi fra i vertici del sodalizio mafioso di riferimento (famiglie Schiavone e Russo) e altre fazioni dell’organizzazione casalese (Iovine, Zagaria e Bidognetti). Una volta aggiudicatisi i lavori, hanno stabilmente versato somme di danaro contante corrispondente al 10% dell’importo di assegnazione dell’appalto alla consorteria, che gli garantiva altresì la regolare e tranquilla esecuzione delle attività lavorative.

Redazione Campania

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62enne stabiese arrestato per atti persecutori verso l’ex amante

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Un 62enne stabiese era in stazione, a Sorrento, ma non aspettava il treno. Aspettava l’ex amante per continuare ad importunarla: arrestato

62enne stabiese arrestato per atti persecutori verso l’ex amante

E’ andata in caserma ed ha chiesto aiuto ai carabinieri della stazione di Sorrento. Il suo ex amante, un 62enne stabiese, non ha accettato la fine della loro relazione: l’ha minacciata, seguita e – soprattutto – ha creato in lei un perdurante stato di ansia facendole cambiare le abitudini di vita.

La donna, una 40enne di Castellammare di Stabia, lo ha denunciato: troppa la paura di essere costantemente seguita. I carabinieri – ascoltata la vittima – hanno organizzato un servizio per monitorare in maniera discreta la donna in attesa che si presentasse lo stalker.

L’uomo, un 62enne di Castellammare, era alla fermata ferroviaria di Sorrento e la stava attendendo. L’ha vista scendere dal treno e l’ha seguita per un po’. Non ha resistito, si è avvicinato all’ex e l’ha afferrata per il braccio strattonandola violentemente.

I Carabinieri erano lì e hanno visto tutto. L’hanno bloccato e, evitato il peggio, lo hanno arrestato per atti persecutori in flagranza. Per la donna solo un grande spavento.

L’arrestato è stato tradotto al carcere.

Redazione Campania

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Arrestate due persone per circonvenzione di un’anziana signora

CIRCONVENZIONE DI INCAPACE: ARRESTATE DUE PERSONE, MARITO E MOGLIE BROKER, E SEQUESTRATO IL PATRIMONIO ILLECITAMENTE ACCUMULATO.

Arrestate due persone per circonvenzione di un’anziana signora

La Guardia di Finanza ha arrestato un broker assicurativo e sua moglie per circonvenzione di un’anziana signora trovata in condizioni di indigenza e malnutrizione.

La donna di 78 anni di Novate Milanese (MI), economicamente benestante, sarebbe stata circuita dal proprio assicuratore e dalla giovane moglie moldava, i quali, approfittando del suo stato di solitudine e di fragilità emotiva, le hanno sottratto la quasi totalità del cospicuo patrimonio di cui disponeva.

Fin dall’aprile del 2017 i due soggetti, sfruttando la fiducia che la vittima aveva riposto nei loro confronti, hanno indotto la stessa a disporre dei propri beni e conti correnti a loro vantaggio per oltre 800.000 euro, denaro utilizzato per acquistare un immobile in provincia di Bergamo, 2 autovetture, 2 box nonché per sottoscrivere una polizza vita per un valore di 200.000 euro. A ciò si è aggiunta un’ulteriore polizza vita dell’anziana del valore di 400.000 euro che il broker è riuscito a farsi intestare.

A seguito delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Paderno Dugnano sotto la direzione del “pool fasce deboli” della Procura della Repubblica milanese e con il supporto anche dei Servizi sociali, i due responsabili, ai quali è stato sequestrato il patrimonio illecitamente accumulato, si trovano ora agli arresti domiciliari in esecuzione di apposita ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Milano.

Arrestate due persone per circonvenzione di un’anziana signora / Redazione Lombardia

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Arrestate due persone per circonvenzione di un’anziana signora / Redazione Lombardia

Nigeriano 38enne arrestato per violenza sessuale e atti osceni

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Il 25 giugno scorso, i militari della Stazione Carabinieri di Sarno, all’esito di immediate indagini scaturite da una richiesta di intervento alla Centrale Operativa dell’Arma, sottoponevano a fermo di polizia giudiziaria E.A., cittadino nigeriano 38enne, irregolare e senza fissa dimora sul territorio nazionale.

Questi, dopo essersi furtivamente introdotto all’interno di un centro sportivo, alla vista di una donna, frequentatrice della struttura, si avvicinava e colto da improvviso raptus si denudava e le palpeggiava il seno.

Lo straniero, successivamente rintracciato da una pattuglia dell’Arma intervenuta, veniva tratto in arresto per violenza sessuale, atti osceni e violazione di domicilio e associato alla Casa circondariale di Salerno in attesa del processo per direttissima.

Nigeriano 38enne arrestato per violenza sessuale e atti osceni / Redazione Campania

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Alcune altre news di Cronaca presenti nel nostro archivio delle notizie dal Sud:

CategoriaSud – cronaca

Il Podio Gialloblu di Juve Stabia – Livorno 2 – 3

La Juve Stabia incappa in una dolorosissima sconfitta interna, la seconda consecutiva dopo quella di Pescara. Analizziamola nel Podio Gialloblu.

PODIO

Medaglia d’oro: a Giacomo Calò, ancora cui si aggrappa la Juve Stabia. Anche in una serata storta non manca l’apporto del centrocampista triestino, capace di incidere nonostante la nuova posizione cui, stranamente, viene assegnato. Giocando da mezz’ala nell’inedito rompo di centrocampo, Calò sente la mancanza della zona centrale del campo, quella da cui è possibile smistare palloni come lui ben sa fare. La rete, ennesima su calcio piazzato che doveva essere forse un assist, lo sblocca mentalmente, permettendogli di salire in cattedra anche da mezz’ala. Nella ripresa arriva l’assist, riuscito, per la testa di Cissè.

Medaglia d’argento: a Simone Calvano, polpo e recupera palloni della mediana. Che la sua, inspiegabile, assenza a Pescara sia stata condizionante per la squadra, lo conferma l’ottima prestazione che il 37 sfoggia dopo oltre tre mesi di inattività, mostrando tra l’altro come il teorema “fisico possente = maggior tempo per trovare la giusta forma” sia vero ma fino a un certo punto. A protezione della difesa Calvano blocca bene il Livorno senza disdegnare accelerazioni e buone trame di passaggio. Non è un caso che dopo l’uscita del proprio lottatore, la Juve Stabia perda definitivamente la bussola.

Medaglia di bronzo: a Nicholas Allievi, in difesa ultimo a gettare la spugna. Il primo tempo del jolly difensivo stabiese è da incorniciare: con forza e velocità mette spalle e gambe per bloccare le folate offensive di Marras e compagni. In più di un’occasione funge da regista arretrato, sventagliando lanci mancini con buona precisione. Il blackout che dura per tutto il secondo tempo condiziona anche la sua gara ma resta il più positivo del pacchetto arretrato. Tra poco più di 48 ore, a Benevento, sarà costretto a tornare terzino sinistro.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alfredo Bifulco, frenetico e pasticcione ogni volta che ha la palla tra i piedi. Non è la prima volta che ci troviamo a constatare le lacune dell’esterno scuola Napoli che, però, continua a convincere Caserta a scendere in campo dal primo minuto. Come avvenuto molte altre volte in stagione, Bifulco si inceppa almeno in due occasione quando c’è tutto il tempo per far partire la conclusione verso la porta, scegliendo invece soluzioni egoiste quanto astruse. Testa a terra e corsa solitaria sono gli strumenti con cui l’11 gialloblu tenta di risolvere la gara, dimenticando che in campo ci sono altri dieci compagni e lasciando per strada tante buone occasioni poi pagate a caro prezzo.

Medaglia d’argento: a Bright Addae, lontanissimo da uno stato di forma accettabile. Con uno spirito inversamente proporzionale rispetto alla “garra” del compagno di reparto Calvano, il ghanese gioca a ritmi bassissimi, evidenziando come fisicamente sia tutt’altro che pronto. Macchinoso fisicamente e poco lucido palla al piede, Addae mostra letteralmente una condizione non all’altezza di un rush finale di stagione da giocare col coltello dei denti, non riuscendo nemmeno a fare da semplice muro per le iniziative del Livorno. Vista la sua condizione ci si chiede perchè di altri due incontristi, uno sia stato mandato in tribuna (Mezavilla) ed un altro continui ad essere un oggetto misterioso anche se aggregato puntualmente alla panchina (Izco).

Medaglia di bronzo: a Giacomo Ricci, che con le sue ingenuità rovina un’ottima gara. La fascia sinistra della Juve Stabia gioisce dopo il rientro in campo del terzino livornese, che a parte a razzo contro la squadra della sua città. Pronti via ed il 3 si fa ammonire per la prima baruffa con Marras, ignaro o indifferente della diffida che gli impedirà di essere a Benevento: prima leggerezza inaccettabile. Dopo una gara fatta di coraggio e sgroppate, Ricci rovina la sua prestazione, prima perdendosi Marras in occasione del sorpasso dei toscani, e poi facendosi cacciare fuori dopo che Cissè aveva trovato il pareggio. A proposito di terzini, la verve con cui Germoni pure si fa espellere dalla panchina (consapevole di come a Benevento sarebbe toccato a lui vista la squalifica di Ricci) è un errore forse più grave di quello commesso dall’ex Lazio a Pescara e rimarca tutte le perplessità sull’apporto, in campo e fuori, del 23 gialloblu.

Il Vizietto delle Autoschifostrade Siciliane (Lo Piano Saint Red)

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Il vizietto nell’appropriarsi di ingenti somme sugli appalti milionari delle Autoschifostrade Siciliane, è sempre stata una risorsa per i furbetti del mestiere.

 Il Vizietto delle Autoschifostrade Siciliane (Lo Piano Saint Red)

Quando si parla di mettere in sicurezza le autostrade, di soldi sul fuoco se ne mettono tanti, ma come spesso è accaduto, parte di questi vanno a finire nelle tasche di chi ha le mani in pasta.

Proprio ieri a Messina sono stati arrestati 3 funzionari autostradali, le accuse formulate nei loro confronti da parte dei funzionari della Dia peloritana sono abbastanza gravi, vanno dalla corruzione alla falsità ideologica, turbativa d’asta e truffa.

Torniamo indietro nel tempo :

Sono decenni che le autostrade siciliane sono abbandonate a se stesse, le tratte Messina – Catania e Messina – Palermo sono state nel corso degli anni teatro di gravi incidenti autostradali. 

Carenze :

Le carenze vanno dalla scarsa illuminazione delle gallerie, alla segnaletica fatiscente, al manto stradale depauperato, alle erbacce che occupano parte della carreggiata, ai segnali autostradali resi invisibili da una fitta vegetazione, brevi tratti chiusi da anni, calcinacci che piovono nelle gallerie che si sono sbriciolati sui parabrezza, buche come vere e proprie voragini, chi più ne ha, più ne metta, visto che sempre ci si dimentica di qualcosa.

Nonostante tutti questi disservizi, i soliti furbacchioni hanno avuto  tutto il tempo di appropriarsi di ingenti quantità di soldini. Che importanza vuoi che abbia se questo latrocinio continua a mettere a rischio la vita di migliaia di automobilisti.

Solo per fare un esempio, vi è stato un periodo in cui le macchine volavano dai viadotti, la causa principale di questi “voli pindarici” sarà stato per una possibile mancanza d’asfalto.

Possibile che a nessuno sia venuto in mente di controllare, sempre a campione, se si è risparmiato usando un asfalto depauperato.

Si sono contati tanti morti, per non parlare di decine e decine di feriti.

Solo chi giornalmente è costretto a percorrere queste tratte, può capire l’importanza di averle in sicurezza.

Come se tutto ciò non bastasse, aggiungiamo come candelina sulla torta, che il pedaggio è abbastanza oneroso, visto che queste autostrade sanno di savana, delle vere e proprie trazzere, è inopportuno parlare di tratte autostradali.

Oggi si scopre che parte dei soldi messi a disposizione per rendere più sicure queste autostrade prendevano altre direzioni, se ciò fosse provato in sede di giudizio, sarebbe più che giusto che a questi emeriti venga formulata una nuova accusa, quella di concorso in omicidio stradale.

Il Vizietto delle Autoschifostrade Siciliane / Lo Piano SaintRed

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Caserta: “C’è delusione. Quando non puoi vincerla, non devi perderla”

Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match che le Vespe hanno perso contro il Livorno per 2-3

Caserta: “C’è delusione. Quando non puoi vincerla, non devi perderla”

 

Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match con il Livorno. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Dopo un primo tempo fatto molto bene dove abbiamo sbagliato sotto porta, nel secondo tempo non siamo ripartiti bene e poi dopo i primi 15 minuti abbiamo preso il primo e il secondo gol e abbiamo fatto fatica. Poi siamo stati bravi a pareggiare ma con l’uomo in più abbiamo regalato un’espulsione agli avversari. C’è tanta delusione perché per noi era una gara importantissima. Volevamo vincerla a tutti i costi ma quando non puoi vincerla non devi perderla. Abbiamo creato tanto e sprecato tantissimo. Ma il calcio è anche questo. Dobbiamo lavorare limitando gli errori.

E’ un momento non facile, credo sia il momento peggiore da un punto di vista mentale. Rientrare dopo tre mesi e fare due sconfitte è soprattutto un fatto mentale. Quando prendi gol poi tutto diventa più difficile. Da quando sono nel calcio ho sempre pensato che piangere dopo una sconfitta non serve a niente. Purtroppo la situazione si è complicata molto. A Pescara la squadra non mi è piaciuta, oggi no. Oggi quando non si poteva vincere, dovevamo portare a casa il punto. Ma non dobbiamo cercare alibi e dobbiamo continuare a lavorare fino alla fine. 

Tutto è condizionato dalla testa. Se andiamo ad analizzare gli errori fatti, abbiamo preso gol sempre su nostra ingenuità. L’atteggiamento avuto è determinante. Posso rimproverare poco ai ragazzi. Se commettiamo errori significa che abbiamo buone qualità ma anche lacune su cui bisogna continuare a lavorare. 

La squadra non è contenta, sono ragazzi che danno tutto ma oltre agli errori non posso rimproverare niente ai miei ragazzi. Hanno lottato fino alla fine e noi dovremo soffrire fino all’ultima gara per ottenere la salvezza. Dispiace, il rammarico c’è da parte di tutti. E’ un momento in cui bisogna lavorare sodo, molto di più di quanto si sta facendo. Il problema non è fisico, è una squadra che lotta ma abbiamo dei limiti su cui lavorare”. 

 

a cura di Natale Giusti

 

 

Assenteismo al Comune di Piazza Armerina

Eseguiti 18 provvedimenti cautelari e 69 indagati per assenteismo, truffa aggravata, peculato ed irregolare attestazione delle prestazioni .

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Enna, coordinate dalla Procura della Repubblica del Capoluogo in persona del Procuratore Capo Dott. Massimo Palmeri e del Sostituto Procuratore Dott. Salvatore Interlandi, con l’operazione “Torno subito” hanno dato esecuzione ad un provvedimento  emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Enna, i cui destinatari – 18 tra dipendenti del Comune di Piazza Armerina e personale inquadrato all’interno dei Cantieri di Servizio – sono indicati quali responsabili di numerosi reati, tra i quali truffa aggravata, peculato ed irregolare attestazione delle prestazioni lavorative.

Le indagini, durate diversi mesi, hanno messo in luce un sistematico e diffuso meccanismo in virtù del quale un elevato numero di dipendenti del Comune di Piazza Armerina, pur risultando in servizio, anche attraverso colleghi compiacenti che provvedevano, per loro conto, ad effettuare la registrazione in modo artificioso ed illegale, in realtà si allontanava dal luogo di lavoro per finalità private e senza un adeguato titolo giustificativo.

Tali condotte sono state in particolar modo registrate nella giornata del giovedì, in occasione del mercato settimanale cittadino, allorquando molti dipendenti si allontanavano dal luogo di lavoro per effettuare incombenze personali, senza tuttavia provvedere a registrare le assenze dal lavoro.

Specifiche ipotesi di reato riguardano, invece, i dipendenti in servizio presso l’U.T.C. (Ufficio Tecnico Comunale) che, senza alcuna ragione d’istituto, utilizzavano le autovetture del Comune per scopi privati arrecando, in tal senso, un ulteriore danno economico all’Ente locale.

Le attività investigative, sviluppatesi – in origine – attraverso l’installazione di alcune telecamere presso le varie sedi comunali e – successivamente – tramite accertamenti su ordini di servizio e sulle registrazione delle presenze, oltre che su specifici pedinamenti, hanno permesso di segnalare alla Procura della Repubblica 69 soggetti, di cui 54 dipendenti comunali su 164 in forza all’Ente e n. 14 impiegati nei cantieri di servizio che, a vario titolo e con profili di responsabilità di eterogenea entità, sono venuti meno ai propri obblighi d’ufficio.

Tra questi, 13 sono stati destinatari della misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici per la durata di mesi 6 ed ulteriori 5 dell’obbligo di firma quotidiano presso la Polizia Giudiziaria nelle fasi immediatamente antecedenti all’avvio e alla conclusione della giornata lavorativa.

È doveroso sottolineare che le indagini hanno consentito di far emergere un collaudato meccanismo volto a frodare l’accertamento dell’effettiva presenza in servizio dei lavoratori dell’Ente Locale: in un caso, addirittura, è stato verificato che la presenza in servizio di una dipendente del Comune veniva reiteratamente attestata grazie al concorso di un privato che provvedeva a registrare, per conto della dipendente, la presenza in servizio di quest’ultima utilizzando il suo badge personale.

Oltre ai provvedimenti di natura giudiziaria, sono state segnalate al Comune di Piazza Armerina le posizioni di ciascuno dei responsabili, al fine di ottenerne il recupero delle somme indebitamente percepite durante le ore di assenza.

Il provvedimento eseguito testimonia, ancora una volta, la costante ed incessante azione svolta dalla Guardia di Finanza di Enna, in conformità alle direttive strategiche fissate dal Comando Generale – nella funzione di Polizia Economico Finanziaria a forte vocazione sociale e a contrasto, tra i numerosi compiti d’istituto, delle irregolari condotte all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, attività, quest’ultima, di notevole impatto sull’efficacia della Spesa Pubblica e sull’efficienza nell’erogazione dei Servizi per il cittadino.

Corruzione, falsità, aste truccate e truffe al Cas di Messina

Tre misure cautelari per corruzione e altri reati sono state eseguite nei confronti di due funzionari del Consorzio Autostrade Siciliane.

L’inchiesta, denominata operazione “Fuori dal Tunnel”, ha portato alla notifica di tre misure cautelari nei confronti di due funzionari dell’ente e di un imprenditore milanese. Ai domiciliari è finito l’ingegnere Angelo Puccia, 60enne (nella foto) funzionario del Consorzio Autostrade Siciliane, attualmente anche consigliere comunale di Castelbuono (PA).

La sospensione dai pubblici uffici è stata notificata all’ingegnere Alfonso Edoardo Schepisi, 68enne, anche lui funzionario del Cas, mentre all’imprenditore milanese Fabrizio Notari, 62enne, rappresentante legale della Notari Luigi S.p.A., è stato notificato il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione.

Nonostante fossero stati rinviati a giudizio per corruzione e truffa, continuavano a “operare” sempre nello stesso modoappalti in cambio di assunzioni a persone loro vicine mentre intascavano incentivi per lavori inesistenti, o perlomeno ci provavano. È quanto emerge dall’ultima operazione della Dia di Messina sul Consorzio autostrade siciliane che gestisce in concessione alcune tratte come la Messina-Palermo e la Messina-Catania.

Corruzione, falsità ideologiche, turbativa d’asta, truffe: sono i reati contestati dalla Procura di Messina, diretta dal Procuratore Maurizio De Lucia, nei confronti di tre persone coinvolte in una indagine della Dia peloritana su illeciti nell’aggiudicazione di appalti per opere relative alla sicurezza della rete viaria gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane.

Il Consorzio Autostradale Siciliane, Ente di proprietà della Regione Siciliana, gestisce le autostrade A18 Messina Catania e A20 Messina-Palermo. L’attenzione da parte degli inquirenti si era soffermata in particolare su quest’ultima, ove i lavori di messa in sicurezza delle gallerie Tindari e Capo d’Orlando avente importo a base d’asta 25 milioni, furono aggiudicati nel 2015 alla Notari “alle cui dipendenze lavoravano familiari e persone vicine al direttore dei lavori Schepisi e al responsabile unico del procedimento Puccia, assunzioni ritenute funzionali all’aggiudicazione dell’appalto”.

L’appalto era stato ritenuto dalla Commissione di gara “anormalmente basso”. Puccia, sulla base di una relazione presentata da Schepisi, attestava che l’offerta fosse “attendibile e affidabile” e che “le giustificazioni documentate” fossero “sufficienti ad escludere l’incongruità dell’offerta”.

Gravi irregolarità sono emerse anche con riguardo alla realizzazione di un importante sistema di sicurezza delle gallerie, ritenuto dalla legge indispensabile per garantire l’incolumità degli utenti. Schepisi, con l’avallo di Puccia, avrebbe preparato la documentazione finalizzata a percepire indebitamente gli incentivi previsti dal Consorzio per i progettisti. La somma, che ammontava a 47mila euro, non sarebbe stata intascata solo per alcune irregolarità formali. Gli altri episodi contestati si sarebbero verificati in tempi più recenti, nell’ambito dei lavori «di ripristino» dell’asfalto drenante» del viadotto Calamo, lungo la A/20.

Gli inquirenti, infine, hanno individuato irregolarità anche nei lavori fatti per la riapertura della galleria Sant’Alessio, sull’autostrada A/18 ME-CT, opera in cui Puccia aveva fatto il direttore dei lavori. Piuttosto che preoccuparsi della corretta realizzazione delle opere l’ingegnere avrebbe utilizzato il proprio ruolo per – scrive il Gip – «propiziare l’assunzione di un suo uomo di fiducia» nei cantieri del subappaltatore.

L’Opinione.

Ci siamo occupati diverse volte in articoli di casi di corruzione al Consorzio Autostradale Siciliano (CAS) e non solo lì. Ma non cambia mai nulla, poiché, risaputamente in tutta l’Amministrazione pubblico-politica siciliana e nazionale, il sistema delle mazzette, connivenze, corruzione, omertà e assunzioni, è una decennale sprezzante regola e prassi (addirittura nella fattispecie veniva costantemente applicata nonostante i soggetti richiedenti la tangente fossero stati già rinviati a giudizio per corruzione e truffa). Sostanzialmente è una norma non scritta, altrimenti non si hanno appalti, le ditte quindi non lavorano e anzi vengono pure in qualche modo fatte fuori, ad esempio facendole fallire per poi chi degli imprenditori è nel sistema comprarsi i loro beni all’asta con la compiacenza anche del sistema giuridico-giudiziario fallimentare (altro noto sistema etico-giudiziario eticamente rovinoso). Queste cose e tanto altro le sanno tutti da sempre. Lo sanno i sindacati, le associazioni di imprenditori, il Governo regionale, l’Assemblea Regionale Siciliana, il Governo e il Parlamento Nazionale, le Commissioni antimafia siciliana e nazionale, la Magistratura, penale, civile e amministrativa, siciliana e nazionale, tutti partiti e movimenti, da destra a sinistra, sopra e sotto e lo sa pure la gente comune che fa la fila per potere entrare in questo sparso sistema di mangiatoria e spartizione generalizzata, siciliano e nazionale. Chi ne resta fuori, anche per scelta, viene pure irriso da certa reale quanto celata cultura interiore dell’Isola e Penisola. Come se ne esce ?

Juve Stabia vs Livorno finisce 2-3: sconfitta pesantissima per le Vespe

Juve Stabia-Livorno, segui la diretta testuale del match dallo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia: le Vespe alla ricerca dei tre punti dopo la brutta sconfitta di Pescara

Juve Stabia-Livorno 2-3 (21° Calò, 59° Agazzi, 60° Marras, 85° Cissè, 94° Boben)

 

90°+6 Juve Stabia che perde una partita che nel primo tempo sembrava sotto controllo. Sconfitta pesantissima per le Vespe che ora negli ultimi 8 incontri rischiano davvero tantissimo. Secondo tempo da dimenticare per gli uomini di mister Caserta. Anche il tecnico non immune da colpe quando non è riuscito a trovare sin da subito le giuste contromisure al cambio di modulo tattico con il passaggio al 3-4-3 con l’ingresso di Marsura. Vespe lunedì sera di scena a Benevento contro la capolista.

90°+4 Livorno di nuovo in vantaggio con Boben che risolve una mischia in area di rigore

86° espulso per doppia ammonizione Ricci. Parità ristabilita da uno scandaloso Robilotta

85° GOOOLLLL DELLA JUVE STABIA: punizione battuta a metà campo, palla per Calò che la mette al centro per Cissè che non ha difficoltà di testa a battere Plizzari

85° espulso Porcino per un’entrata da codice penale su Canotto che ha rischiato di rimetterci una gamba. Livorno in dieci

84° Juve Stabia vicina al pareggio: cross dalla destra e colpo di testa di Rossi con palla che si spegne sul fondo

78° Juve Stabia a trazione anteriore nel finale: entra Rossi ed esce Troest

74° entra Mendes nel Livorno per Marras autore del secondo gol

73° ammonito anche Calò che va in diffida con questo cartellino giallo

70° ammonito il tecnico del Livorno, Filippini

62° entrano nella Juve Stabia Canotto ed Elia ed escono Calvano e Bifulco

61° Livorno incredibilmente in vantaggio: difesa bucata da un bel passaggio filtrante che pesca Marras solo in area che non ha difficoltà a battere Provedel. Nell’occasione espulso Germoni dalla panchina per proteste

59° pareggio del Livorno: Agazzi con un bellissimo tiro a giro porta in parità il match anche meritatamente perchè gli uomini di Filippini avevano iniziato meglio la ripresa

55° doppio cambio per il Livorno: esce Seck ed entra Porcino. Esce inoltre Ferrari ed entra Braken

49° pericolosissimo il Livorno in contropiede: da Marras per Agazzi che a due passi da Provedel mette sul fondo

48° si libera bene Bifulco in area di rigore ma il tiro è sballato

46° entra subito Marsura al posto di Ruggiero e il Livorno passa al 3-4-3

SECONDO TEMPO

45° finisce il primo tempo con il vantaggio meritato delle Vespe per effetto di una fantastica punizione battuta al 21° da Giacomo Calò che per poco non si è ripetuto verso la fine della prima frazione di gioco. Vespe che inizialmente hanno trovato più di una difficoltà contro un Livorno ben messo in campo a fare molta densità a centrocampo con due linee di centrocampo e difesa molto strette fra di loro a chiudere tutte le linee di passaggio delle Vespe. La Juve Stabia però ha avuto la fortuna di riuscire a sbloccare il risultato in una gara che andava facendosi sempre più complicata. Assolutamente scadente l’arbitraggio di un incertissimo Robilotta che ha ammonito tanti giocatori soprattutto della Juve Stabia in una gara tutto sommato tranquilla.

45° altra punizione fantastica battuta da Giacomo Calò con Plizzari che toglie la palla dall’incrocio dei pali

42° ammonito anche Fazio da un arbitraggio assolutamente scadente di un incertissimo Robilotta

37° Provedel alla Ospina trova con un bel lancio Ricci che entra in area di rigore e mette una bellissima palla al centro dove Forte di testa va vicino al raddoppio

35° bella azione sull’asse Calò-Ricci-Cissè con la palla che perviene a Calvano che tira dal limite e mette sul fondo.

27° ammonito anche Cissè che era diffidato e sarà squalificato per Benevento

21° GOOOLLLLLL DELLA JUVE STABIA: da punizione un fantastico gol di Giacomo Calò da distanza siderale con il pallone che si spegne in porta alla sinistra di Plizzari!!!

21° ammonito Ruggiero per fallaccio su Calò

19° ammonito anche Forte per pestone su Boben al limite dell’area di rigore del Livorno

13° gara molto tattica con il Livorno che fa molta densità e Juve Stabia con poco gioco sulle fasce che si va ad imbottigliare sempre al centro dove gli uomini di Filippini fanno buona guardia

5° ammoniti Ricci e Marras per reciproche scorrettezze. Il terzino sinistro della Juve Stabia sarà squalificato e salterà la gara di Benevento

4° Bifulco va al tiro dal limite pericolosamente, palla sul fondo.

PRIMO TEMPO

La Juve Stabia cerca contro il Livorno di far dimenticare la brutta scoppola di Pescara e conquistare tre punti che sarebbero vitali per la sua classifica. Di contro il Livorno di mister Antonio Filippini, squadra dal destino che sembra segnato a 15 punti dalla zona salvezza con 9 gare ancora da disputare. Ma il Livorno ha dimostrato nel primo tempo della gara col Cittadella di essere squadra ancora viva con due grandi occasioni con cui avrebbe meritato di chiudere in vantaggio la prima frazione di gioco in una gara poi persa per 0-2.

Mister Fabio Caserta ha ammonito tutti sulla difficoltà della gara sottolineando come sia secondo lui la più difficile gara delle ultime 9 da disputare. Per l’occasione Caserta recupera Ricci e Rossi che hanno risolto i loro problemini fisici mentre l’unico indisponibile è il terzo portiere, Polverino, per problemi alla caviglia sinistra.

Nel Livorno rispetto alla precedente gara col Cittadella recuperato Marras che all’andata fu il match-winner a pochi minuti dalla fine della gara. Probabile un 3-5-2 con l’impiego di Luci a centrocampo e in difesa Delprato, Bogdan e Boben.

La gara sarà diretta dal signor Robilotta di Sala Consilina che tante polemiche suscitò in Juve Stabia-Crotone (da quarto uomo) per un referto che fece comminare alle Vespe una sanzione di 20.000 euro. Gli assistenti di linea saranno Cipressa e Perrotti mentre il quarto uomo sarà il sig. V. Marini.

FORMAZIONI UFFICIALI

JUVE STABIA (4-3-1-2): Provedel; Fazio, Troest (Rossi dal 78°), Allievi, Ricci; Calò, Calvano (Calvano dal 62°), Addae; Bifulco (Elia dal 64°); Cissè, Forte

Allenatore: sig. Fabio Caserta

LIVORNO (3-5-2): Plizzari; Delprato, Bogdan, Boben; Ruggiero (Marsura dal 46°), Luci, Agazzi, Awua, Seck (Porcino dal 55°); Ferrari (Braken dal 55°), Marras (Mendes dal 74°)

Allenatore: sig. Antonio Filippini

 

a cura di Natale Giusti

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Da sola tra i malati covid, l’esperienza della giovane infermiera Annapaola a Bergamo

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Annapaola Bianchi, 25 anni, racconta la sua prima esperienza da infermiera in zona rossa. Partita per dare un aiuto ai colleghi di Bergamo, si è ritrovata da sola a curare i malati di un reparto covid

L’esperienza di Annapaola, giovane infermiera accorsa a Bergamo per l’emergenza Covid, catapultata in prima linea tra i pazienti con coronavirus

di Maria D’Auria

Cervaro-  Sabato 11 giugno, dopo quasi tre mesi passati in un reparto covid di Bergamo, la giovane infermiera Annapaola Bianchi è tornata a casa, nel frosinate. Ma solo per qualche giorno. Il martedì seguente è volata di nuovo in Lombardia, tra i malati della RSA di Bergamo per dare la sua assistenza fino a settembre, quando scadrà il contratto.

Annapaola si è laureata appena un anno fa, in scienze infermieristica. Qualche esperienza di assistenza a domicilio e poi è partita per l’Inghilterra, per perfezionare la lingua, seguire un corso di formazione e provare a svolgere lì la professione, perché dopo i continui tagli alla sanità, in Italia, non c’erano prospettive di lavoro con la sua laurea.

Dall’Inghilterra al reparto covid di Bergamo

Annapaola BianchiNon ci ho pensato neanche due minuti, non potevo stare con le mani in mano”.

Quando a metà marzo in Italia il virus si era già diffuso, in Inghilterra si procedeva come se niente fosse. Poi i primi casi anche all’estero e dopo l’ormai noto discorso di Boris Johnson sull’immunità di gregge, anche la GB è stata costretta a fare marcia indietro e bloccare tutto. In pieno lockdown, la giovane infermiera, tra non poche difficoltà, è riuscita a trovare un volo per rientrare in Patria. È ancora nitido il ricordo di un aeroporto vuoto, spettrale. Surreale. Il primo impatto con la gravità dell’epidemia.

Mentre si moltiplicava il numero dei contagiati, in alcune città del nord gli ospedali erano saturi. Scarseggiavano, invece, medici ed infermieri. In un momento drammatico come questo, per chi ha deciso di dedicare la propria vita ad aiutare gli ammalati, è inconcepibile restarsene a casa con le braccia conserte. E allora Annapaola ha deciso di dare seguito alla sua ‘vocazione’. Senza pensarci due volte, ha risposto ad uno dei tanti annunci, pubblicati sul sito della Fnopi, delle aziende ospedaliere che cercavano  personale infermieristico e medico. Dopo appena 5 minuti veniva contattata dalla ATS di Bergamo. Due giorni dopo era in partenza per la zona rossa, con un contratto da dipendente per 5 mesi.

RSA “Fondazione Casa Serena”: vestizione e mancanza di tamponi

Presso la RSA “Fondazione Casa Serena” di Brembate di Sopra era stato allestito un reparto covid  per emergenza, per alleggerire gli ospedali in sovraccarico. Il giorno dopo Annapaola era già stata catapultata in quella nuova realtà.

Una volta arrivata lì, pur avendo preso per l’ennesima volta l’aereo, non le è stato fatto alcun tampone. “Mi sono trovata in un reparto in cui arrivavano pazienti covid che uscivano dalla terapia intensiva. Dopo il supporto respiratorio si erano parzialmente ripresi e necessitavano di ossigeno o di supporto ventilatorio. Alcuni miglioravano, altri si riacutizzavano e dovevamo rimandarli al pronto soccorso. Purtroppo alcuni sono deceduti. La cosa grave è che i tamponi sono arrivati dopo, molto dopo, sia per i pazienti che per i dipendenti”. Il ritardo dei tamponamenti ha causato un prolungamento della degenza per moltissimi pazienti, ed anche l’attesa per i risultati non è stata breve. “Molti pazienti erano negativi al primo tampone e positivi al secondo- spiega Annapaola–  ma i tempi per la risposta sono lunghissimi: una settimana tra un tampone e l’altro e due settimane per l’esito del tampone. Questo aspetto sarebbe da migliorare per una maggiore prevenzione ma anche per non intasare i posti in reparto. Quando alcuni pazienti sono risultati positivi solo al secondo tampone, sono stati trattenuti altre due settimane per un ulteriore tampone, di questo passo la degenza per un malato covid dura anche due mesi”.

La falla dei tamponi è nota a tutti, come sono noti i gravi errori commessi in molte RSA per isolare il virus, errori che hanno causato la morte di migliaia di ospiti tra le varie strutture, soprattutto nella regione lombarda.

Nella RSA “Fondazione Casa Serena” questo aspetto è stato gestito con professionalità, come testimonia Annapaola. “Fin dal primo giorno ho seguito sempre lo stesso rito per la sterilizzazione e vestizione. Fuori dalla porta d’ingresso al reparto c’è una postazione dove ci sterilizziamo tutti prima di accedere allo spogliatoio. Indossiamo copriscarpe, cuffiette, guanti e mascherina e poi accediamo allo spogliatoio. Qui sono stati divisi due percorsi, uno “sporco” (per chi esce e si sveste) e uno “pulito”, dove avviene la vestizione. Ci muniamo di camice o di tuta, di cuffia, occhialini, due mascherine, doppio paio di guanti e calzari”. Il primo giorno Annapaola ha sofferto particolarmente il caldo e la sensazione era quella di soffocare. “Poi ci si abitua -afferma l’infermiera Bianchi– Ma è stato difficile all’inizio anche respirare, più del carico assistenziale”. Tutto il personale infermieristico e medico  rimaneva così, coperto per tutta la durata del turno, che variava dalle 7 alle 10 ore, senza mangiare né bere e senza andare in bagno.

Per scongiurare qualsiasi rischio di contagio, ad Annapaola è stato assegnato un alloggio all’interno della struttura stessa e per il primo mese non le era consentito uscire per evitare ogni contagio.

Prima esperienza, allo sbaraglio, da sola

Dopo due giorni di affiancamento,  la neo laureata infermiera Bianchi si è ritrovata da sola a gestire l’intero reparto covid. “Non avevo mai avuto esperienze all’interno di una struttura. Quando sono partita pensavo di poter dare una mano ai colleghi più esperti, oberati di lavoro. Ma non immaginavo assolutamente di ritrovarmi, il terzo giorno, da sola a gestire i malati. Eravamo un’infermiera a turno, con un carico di responsabilità totale. All’inizio ho avuto paura e non avendo esperienza, non mi sentivo assolutamente in grado di affrontare una situazione del genere. Ma poi ho cercato di essere pratica. Non c’era tempo di pensare ad altro. Ero lì, bisognava fare e basta. Oggi mi sento molto più preparata, formata, fortificata. Devo ammettere che quest’esperienza è stata molto formativa”.

I pazienti

L’esperienza di Annapaola è stata fortemente segnata dall’aspetto emotivo dei pazienti. “Non ho sentito tanto il carico assistenziale, benché lavorassi in media dalle 7 alle 10 ore al giorno. Ma l’angoscia della situazione che hanno vissuto i pazienti.

Negli occhi di quei pazienti che venivano spostati in reparto dopo essere stati stubati, si leggeva ancora la paura di morire. E quelli anziani, che in terapia intensiva non ci erano mai stati, erano allo stesso modo spaventati, perché sapevano che molti, a quell’età, non ce l’avevano fatta. Rinchiusi, senza parenti, senza contatti. Immobilizzati a letto, impossibilitati anche a fare una doccia, per paura che i vapori potessero diffondere il contagio. Taciturni, molti con il respiro al limite. Erano i loro occhi a parlare. “Facevamo le spugnature a letto. Non potevano riconoscerci, avevamo perfino gli occhi coperti. Ricordo la reazione dei pazienti i primi giorni, vedendoci arrivare completamente bardati: erano disorientati. Ho sentito qualcuno gridare che stavano arrivando gli astronauti… ma eravamo noi”. Annapaola ci racconta del giorno in cui arrivarono  i convogli dei russi che dovevano sanificare tutta la struttura, comprese le stanze adiacenti le camere di degenza. Sbirciando dalla finestra, alcuni pazienti, alla vista dei carri armati, avevano temuto fosse scoppiata la terza guerra mondiale. Spaventati. Ma non solo. Molti erano anche depressi. Lontani dai loro cari, trattenuti lì troppo a lungo, prima in attesa del tampone, poi della risposta, poi del secondo tampone…  sospesi in un tempo infinito.

La situazione attuale

Nella struttura dove è tornata Annapaola, la situazione adesso è migliorata. Negli ospedali sono fortunatamente diminuiti i ricoveri per cui sono stati bloccati gli invii nella RSA. I 25 pazienti assistiti nel reparto covid di “Fondazione Casa Serena”, sono stati pian piano tutti dimessi.

Intervista Annapaola Bianchi- Infermiera Cervaro in zona rossaOggi quel reparto è stato chiuso. Gli ospiti della struttura risultati positivi sono attualmente due, sono stati tamponati dalla stessa Annapaola. Sono in isolamento ma ancora in attesa del risultato. Non possono ancora ricevere le visite dei parenti, ma ci si sta organizzando per attuarle in sicurezza. I ritmi, anche per il personale medico e infermieristico, oggi sono “normali”, c’è perfino il tempo di scambiare due chiacchiere con i pazienti. Un sorriso e una parola di incoraggiamento, che dal punto di vista psicologico serve ad entrambi.

L’emergenza è scemata gradualmente e anche lì si è ripreso a vivere, ma gli assembramenti che la giovane infermiera ha notato nel frosinate durante la sua breve permanenza, non sono neppure immaginabili nel bergamasco. La soglia di attenzione è ancora molto elevata, sia per il maggior numero di decessi che di contagi registrati. L’appello di Annapaola è dunque quello di non abbassare la guardia.Il covid-19 è un virus nuovo, hanno iniziato a studiarlo contemporaneamente alla sua diffusione. Oggi si sa che occorrono 2 tamponi per avere la certezza di essere negativi, ma su tutto il resto non si hanno ancora risposte, come i tempi di incubazione, i tempi di negativizzazione, se e quando ci sarà un picco…”.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli contro la violenza

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Provincia di Napoli: I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli contro la violenza sulle donne. Aumento delle querele presentate, un segnale di rinnovata fiducia.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli contro la violenza

Un fenomeno preoccupante per il quale il Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli investe enorme impegno, collaborando attivamente con i servizi sociali e i centri antiviolenza diffusi su tutto il territorio partenopeo.

Sforzo confortato da risultati incoraggianti: nelle ultime due settimane 6 sono le persone arrestate in flagranza, 7 quelle denunciate in stato di libertà. 19 le querele presentate, segnale di una rinnovata fiducia nelle forze dell’ordine.

Arrestato per maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione, resistenza e lesioni a p.u. un 48enne di Grumo Nevano, sorpreso dai militari della stazione locale mentre insultava e minacciava di morte la madre convivente di 83 anni. Pretendeva denaro per acquistare alcolici, per assecondare la sua dipendenza. Poco prima l’aveva anche colpita e non era la prima volta.
Secondo quanto accertato dai carabinieri, le violenze andavano avanti da circa 6 mesi e dietro ogni aggressione sempre una richiesta di denaro.
La donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore e ritenuta guaribile in 7 giorni.
Per il 48enne si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale.

E’ del Parco Verde, invece, il 36enne di Caivano arrestato dai Carabinieri della locale tenenza per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e sequestro di persona.
Benché sottoposto agli arresti domiciliari, ha raggiunto l’abitazione della madre e stringendole le mani al collo l’ha minacciata e insultata. L’ha chiusa in casa e le ha impedito di uscire.
L’anziana – 72 anni – approfittando di un attimo di distrazione del figlio è fuggita nell’abitazione della vicina e ha allertato il 112.
Il 36enne è così finito in manette ed è ora in carcere. La donna è stata trasportata all’ospedale di Frattamaggiore e ritenuta guaribile in 15 giorni.

Ancora Caivano teatro di un arresto per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violazione di domicilio, minaccia e porto di armi da taglio. A finire nei guai un 52enne del posto già noto alle ffoo. Ha aggredito la moglie che da qualche giorno aveva trovato rifugio nell’appartamento della sorella. Le ha puntato al volto un paio di forbici e solo l’intervento del nipote ha evitato il peggio. Il 52enne ha così lasciato l’abitazione dando alla donna il tempo di chiedere aiuto. Quando i carabinieri sono arrivati nel cortile condominiale hanno sorpreso l’uomo che stava tornando nell’abitazione della cognata, questa volta con un coltello tra le mani.
Inutile il tentativo di disfarsi dell’arma, l’uomo è stato bloccato, arrestato e tradotto al carcere di Poggioreale.
La donna ha così raccontato 10 anni di vessazioni, mai denunciate.

I carabinieri della sezione radiomobile di Marano hanno arrestato un 46enne di Mugnano per maltrattamenti in famiglia e resistenza a p.u. Aveva picchiato la compagna convivente – i motivi sempre banali – e poi un condomino intervenuto per difendere la donna.
Bloccato dopo una breve colluttazione, il 46enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
La donna è stata trasportata in ospedale dove le hanno diagnosticato una frattura della costola e prescritto 21 giorni di riposo. Mai alcuna denuncia era stata presentata, nonostante le violenze andassero avanti da tempo.
Atti persecutori e resistenza a p.u. i reati dei quali dovrà rispondere un 37enne di Cercola già noto alle ffoo. I carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano, allertati dal 112, hanno raggiunto l’abitazione della madre dell’arrestato e scoperto che questi avesse messo a soqquadro l’intero appartamento. Poco chiare le motivazioni del suo gesto, non il primo, secondo quanto poi denunciato dall’anziana. Carcere anche per il 37enne che ha reagito all’arresto colpendo uno dei militari intervenuti.

E’ di Sant’Anastasia il 35enne arrestato dai Carabinieri della tenenza di Cercola per maltrattamenti in famiglia. L’ex compagna doveva presentarsi in procura per essere sentita da un magistrato in merito alle violenze di cui era vittima da tempo e per le quali aveva presentato querela ai carabinieri. Nei giorni precedenti – ha raccontato la vittima – il 35enne l’aveva costretta a raggiungere il pronto soccorso per dei violenti colpi alla testa: 15 i giorni di prognosi.
Ebbene, il caso ha voluto che mentre i militari fossero in casa per comunicarle la cosa si presentasse proprio il suo aguzzino. Ha preso a insultarla e minacciarla e, anche se in presenza dei carabinieri, tentato di aggredirla.
Finito in manette, l’uomo è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Diverse – come anticipato – le persone denunciate in stato di libertà.
Un 47enne di Afragola è stato deferito dai carabinieri della locale stazione per atti persecutori. Ha seguito in strada l’ex moglie, insultandola e minacciandola. Lo stesso giorno aveva telefonato centinaia di volte la donna, continuando con le offese.

Dovrà, invece, rispondere di maltrattamenti un 33enne di Ercolano, denunciato dai Carabinieri della tenenza locale. Durante una lite, ha colpito con diversi pugni la schiena della moglie.
Sempre ad Ercolano denunciati altri 3 mariti violenti, responsabili di lesioni e maltrattamenti in famiglia. 2 quelli di Pomigliano d’Arco segnalati all’Autorità giudiziaria per gli stessi reati.

 

Stéphanie Esposito

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Denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere

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A Barano d’Ischia è stato bloccato e a seguito di controlli, denunciato, un 21enne napoletano per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere

Stanotte gli agenti a del Commissariato di Ischia, sono intervenuti in un’operazione al termine della quale è stato denunciato un uomo di 21 anni perché trovato in possesso di oggetti atti ad offendere.

Durante il servizio di controllo del territorio, gli agenti hanno notato in piazza Maronti a Barano d’Ischia un gruppo di ragazzi che, alla loro vista, si sono allontanati velocemente.

I poliziotti hanno bloccato un giovane ed hanno rinvenuto, all’interno della sua auto, una mazza da baseball e due mazze della lunghezza di 99 e 35 cm (facile evincere che non si trattasse di un appassionato di baseball).
Un 21enne napoletano è stato denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere, fortunati gli altri che sono riusciti a prendere il largo.

Stéphanie Esposito

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Caste Politiche E Gramigne: dure da estirpare (Lo Piano- Saint Red)

Più passano gli anni, tanto più ci si rende conto che le caste politiche, al pari delle gramigne, sono più vive e vegete che mai. 

 Caste Politiche E Gramigne: dure da estirpare (Lo Piano- Saint Red)

Le “priorità” acquisite da parte di una moltitudine di parlamentari, in questi ultimi decenni sono e saranno, al pari delle gramigne, difficili da estirpare dal nostro tessuto economico-sociale.

Fino a 2 anni fa milioni di Italiani avevano sperato nel varo di una Legge che mettesse fine alle scandalose pensioni dei tanti parlamentari, che pur avendo fatto solo qualche giorno di “lavoro” sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, avevano acquisito il diritto di essere mantenuti con scandalosi e ricchi vitalizi.

Prova del nove :

Ieri se ne è avuta la prova, dal punto di vista dei vitalizi, tutto rimarrà invariato, sono bastati pochi cecchini parlamentari, messi al posto giusto, per far ritornare le cose al punto di partenza. Apriamo parentesi affermando che questi emeriti, non sono giudici, ma rappresentanti di varie lobby politiche.

I fatti : 

La Commissione Contenziosa del Senato, nella giornata di ieri ha provveduto all’annullamento della delibera del Consiglio di Presidenza che il 16 Ottobre del 2018 aveva deciso per il taglio dei vitalizi.

L’abolizione dei privilegi aveva procurato più di 700 ricorsi da parte dei parlamentari che si ritenevano “trombati” per l’accorciamento delle loro spettanze.

Oggi, alla luce dei nuovi eventi, si ritorna al passato, nessuno dei parlamentari perderà le priorità acquisite, se nel frattempo sono stati decurtati dei soldi, verranno restituiti con gli interessi di Stato.

Questo scandalo al sole continuerà per tanti anni ancora, in Italia vi sono degli intrecci politici inestricabili, la Casta sembra essere ancora intoccabile.

Di Maio, solo due anni fa, aveva festeggiato per l’abolizione dei vitalizi, ma gli hip hip urrà da parte sua e dei suoi sostenitori, alla luce dei nuovi eventi, si sono già persi nell’etere politico.

Inutile dire che per milioni di Italiani costretti a vivere con pensioni da fame, sarà stata una doccia fredda, soprattutto in un momento così difficile a causa del Coronavirus.

Contro ogni etica proprio ieri in piena ‘terza fase’, si e’ trovato il tempo di discutere di un ‘problema fuori tema’ che riguarda solo pochi eletti. Ci si rende conto che in Italia devono cambiare tante cose, la gente ha pazienza, ma per quanto tempo ancora metterà il ghiaccio sintetico nei pantaloni? Ancora non si sa (vedi effetti speciali di Mondragone ed altri).

Chi sale al potere, già da un paio di anni osanna l’abolizione di ogni burocrazia e privilegio. Purtroppo queste 2 pestilenze ancora sono a pieno regime, e lo saranno fino a quando il Popolo lo consentirà, a buon intenditor poche parole.

Lo Piano SaintRed

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GORI: BONUS IDRICO COVID-19 A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE

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BONUS IDRICO EMERGENZA COVID-19 NUOVE MISURE GORI A SOSTEGNO DEI NUCLEI FAMILIARI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA O CON POSITIVI AL VIRUS.

A seguito dell’applicazione dei provvedimenti necessari al contenimento dell’epidemia di Covid19, l’Ente Idrico Campano ha istituito alcune misure di sostegno per i nuclei familiari in determinate condizioni di disagio economico. L’importo stanziato a favore degli utenti GORI è di 1.355.655 euro, ripartito per ciascuno dei 74 comuni sulla base del rapporto tra cittadini residenti e reddito medio pro capite. Questo importo sarà destinato per il 75% alla copertura delle eccedenze e per il 25% all’esenzione totale dal pagamento dei consumi relativi al periodo 1 marzo 2020 – 31 maggio 2020.

I beneficiari del Bonus Idrico Emergenza Covid19 sono i titolari di un contratto attivo di fornitura per uso domestico residente (cd. utenza diretta) o di un contratto uso condominiale (cd. utenza indiretta): un’agevolazione che sarà erogata previa emissione di apposita fattura che compenserà gli importi relativi ai consumi del periodo 1 marzo 2020 – 31 maggio 2020.

Le tipologie di agevolazione sono:

  • esenzione dal pagamento dei consumi relativi al periodo 1 marzo – 31 maggio 2020

 Destinatari di tale misura sono i nuclei familiari che versano in condizione di comprovata difficoltà economica a causa della mancanza/riduzione di redditi da lavoro e i nuclei familiari in cui ci sono componenti risultati positivi al Covid19 e per i quali è stato disposto il ricovero presso strutture sanitarie.

Per accedervi, l’utente deve presentare la domanda entro il 31/07/2020 direttamente ai Servizi Sociali del Comune di residenza, utilizzando l’apposito modulo presente sul sito www.goriacqua.com e presso gli uffici dei Servizi Sociali dei Comuni;

  • copertura delle eccedenze dovute ai maggiori consumi relativi al periodo 1 marzo – 31 maggio 2020

 Destinatari di tale misura, sono i nuclei familiari che versano in condizione di comprovata difficoltà economica a causa della mancanza/riduzione di redditi da lavoro (se non hanno avuto accesso all’esenzione totale dal pagamento per esaurimento fondi del proprio Comune di residenza) e coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza e/o la Pensione di Cittadinanza.

Per accedervi, l’utente deve inviare l’istanza entro il 31/07/2020 direttamente a GORI (Pec: protocollo@cert.goriacqua.com; raccomandata AR: GORI spa via Trentola, 211 – Ercolano) utilizzando l’apposito modulo presente sul sito www.goriacqua.com.

Piazza, ultima frontiera – Studenti e Prof a difesa della Scuola (VIDEO)

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Una piazza incantata, ieri, quella in estrema difesa di una Scuola pubblica che rischia lo snaturamento, naturizzata nuovamente dal fantasmagorico albero della maga Ananda, che in pochi minuti ha fatto di noi altrettante gemme su rami nutriti dalle linfe di valori negletti, agitate dal vento dell’indignazione.

Piazza, ultima frontiera – Studenti e Prof a difesa della Scuola (VIDEO)

Qualche giornalista ha scritto, con l’intento di rimarcare la nostra marginalità disperata, mi pare, di aver visto “le stesse facce” che protestarono per il provvedimento punitivo inflitto alla docente siciliana “rea” di non aver censurato i suoi studenti.

No, caro reporter.

Non eravamo gli stessi. Non lo eravamo qualitativamente, perché il tempo non passa invano, e ora siamo più consapevoli della determinazione impudica con cui si intende portare avanti il progetto di totale disintegrazione della Scuola, e non lo eravamo quantitativamente, perché c’erano delle gemme più splendenti di altre, più nuove, più fresche, che hanno sentito il dovere di testimoniare il loro amore per la Scuola che conoscono e in cui si riconoscono, quella delle classi che imparano a respirare e co-spirare assieme, delle aspettative create o deluse, delle assemblee, delle feste improvvisate, dei compiti, delle resistenze collettive e delle solidarietà spontanee: erano i miei alunni.

  • Qualcuno dice che eravamo pochi.
  • Qualcuno dice che eravamo sempre gli stessi.
  • Io non dico niente. La mia vittoria sta tra le mie braccia.

Piazza, ultima frontiera – Studenti e Prof a difesa della Scuola (VIDEO) / Marcella Raiola / Redazione Campania

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Sequestrato un terreno trasformato in discarica abusiva

La Polizia di Stato di Cefalù ha sequestrato un terreno trasformato in discarica abusiva e denunciato alla Procura il proprietario.

Le discariche abusive, quali attività di gestione illegale dei rifiuti, pianificate ed abituali, sono una delle piaghe che affliggono il territorio palermitano; al fine di porre un argine al perpetrarsi di questa illecita attività, che può provocare gravi danni alla salute pubblica, il Questore di Palermo ha opportunamente predisposto servizi di controllo finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati di natura ambientale.

In tale contesto, Agenti della Polizia di Stato appartenenti al Commissariato di P.S. Cefalù,  unitamente a personale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Palermo e personale del Comando dei Vigili del Fuoco di Palermo, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro preventivo un’area di circa 3.600 mq sita nel Comune di Cefalù in c.da San Nicola, risultata adibita a deposito e gestione illecita di rifiuti.

All’interno dell’area, nel corso dell’accesso ispettivo, sono stati rinvenuti 35 carcasse di frigoriferi dismessi (provvisti di circuiti refrigeranti e compressori), sfabbricidi derivanti da attività di demolizione e ristrutturazione edilizia, otto veicoli in evidente stato di abbandono, nonché la presenza non autorizzata di un deposito di gpl per un totale di 532 bombole (piene e vuote).

Nel corso dell’attività di controllo si è accertato che il conduttore del fondo è un commerciante, 51enne, residente a Cefalù, il quale è stato deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per i reati di:

  • discarica abusiva, in quanto effettuava nella suddetta area e senza i prescritti titoli autorizzatori un’attività di raccolta, trasporto, recupero o comunque smaltimento di rifiuti pericolosi e non;
  • detenzione di materiale esplodente, per aver detenuto, all’interno dell’area, e senza autorizzazione, materiale esplodente consistente in 532 bombole;
  • getto pericoloso di cose, per avere operato il travaso di gpl da una bombola all’altra così da provocare emissioni di gas.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese ha, quindi, disposto il provvedimento di sequestro che i poliziotti hanno eseguito nei giorni scorsi.

Sequestrato un terreno trasformato in discarica abusiva

La Polizia di Stato di Cefalù ha sequestrato un terreno trasformato in discarica abusiva

 Givova Scafati, altro colpo di mercato: preso Tommaso Marino

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Il club scafatese non ha intenzione di fermarsi

 Givova Scafati, altro colpo di mercato: preso Tommaso Marino

La Givova Scafati continua a lavorare sul mercato: il club gialloblù infatti ha raggiunto l’accordo per la prossima stagione agonistica con l’esperto atleta Tommaso Marino.

 

Givova Scafati, chi è Tommaso Marino

Playmaker (classe ’86) di origini senesi di 192 cm per 85 kg, cresceva cestisticamente alla Mens Sana Siena, società con cui esordiva in massima serie già nel 2003/2004, aggiudicandosi lo scudetto alla sua prima esperienza tra i professionisti. La stagione seguente andava a farsi le ossa in Legadue con la Banca Nuova Trapani, per poi disputare due stagioni in serie B ed una in serie A dilettanti con un rendimento in crescendo, prima a Porto Torres (2005/2006) e poi ad Omegna (2006/2007 e 2007/2008), dove, al suo secondo anno, chiudeva la stagione regolare con 13,6 punti e 2,3 assist di media. Le ottime prestazioni valevano il ritorno in serie A tra le fila della Banca Tercas Teramo, per poi scendere nuovamente in serie A dilettanti per giocare con la Co. Mark Treviglio (15,2 punti e circa 5 assist di media a gara in stagione regolare). La stagione 2011/2012 si rivelava piuttosto tormentata: iniziava con Ostuni (Legadue), continuava con Forlì (Legadue) e terminava a Treviglio (Div. Naz. A). Si accasava quindi nel 2012/2013 a Casalpusterlengo (11,7 punti e 4,6 assist) in Div. Naz. A, prima di un lungo quinquennio a Treviglio: 12,3 punti e 3,9 assist di media nel 2013/2014 (Div. Naz. A Silver); 14,5 punti e 4,33 assist di media nel 2014/2015 (serie A2 Silver); 14,3 punti e 4,5 assist di media nel 2015/2016 (serie A2); 15,4 punti e 4,2 assist di media nel 2016/2017 (serie A2); 10,9 punti e 5,9 assist di media nel 2017/2018 (serie A2). Nella stagione 2018/2019 cominciava il campionato di serie A2 con la Mens Sana Siena, prima che il sodalizio toscano venisse radiato dalla competizione, e poi passava all’Orasì Ravenna per restarci anche nell’ultima stagione agonistica, terminata con 10 punti e 4,1 assist di media.

 

Marino:”Non vedo l’ora di iniziare”

A tal proposito, riportiamo le dichiarazioni dell’ormai nuovo  playmaker della Givova Scafati Tommaso Marino: «Sono davvero contento di questa opportunità, perché finalmente ritorno a giocare al sud, in un posto caldo. Sono gasato a mille e non vedo l’ora di iniziare. Mi piace molto sia l’allenatore che l’ossatura della squadra. Vengo a Scafati con un unico obiettivo: vincere! A 34 anni e con tanti campionati alle spalle ho solo tanta voglia di vincere sempre e comunque».

 

 

Nello Longobardi:”Ha il giusto pedigree per indossare la maglia scafatese”

Oltre a Marini, ci sono anche le dichiarazioni del patron giallobù Nello Longobardi: «Benvenuto a Tommaso Marino, atleta che, così come gli altri fin qui ingaggiati, ha le caratteristiche, l’esperienza, il giusto pedigree e le stigmate necessarie per indossare la divisa scafatese. Il suo entusiasmo e la sua voglia di giocare per i nostri colori hanno avuto un ruolo chiave nella trattativa, in cui l’aspetto economico è passato in secondo piano. In lui ho trovato quella determinazione e voglia di giocare che ricerco in ogni atleta e, così come per lui, anche gli altri che abbiamo fin qui tesserato e che tessereremo dovranno rispondere ai medesimi requisiti».

Tuttosport – Napoli, la trattativa per Everton entra nel vivo

Il brasiliano in cima alla lista dei desideri del club azzurro

Tuttosport – Napoli, la trattativa per Everton entra nel vivo

Il Napoli ha scelto Everton. Stando alle ultime, il club azzurro ha deciso di puntare forte sull’esterno brasiliano in questo momento al Gremio. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano Tuttosport:

 

“Napoli-Everton: ci siamo. Il Gremio ha risolto tutte le controversie interne e relative alle percentuale sulla cessione dell’esterno Everton. Lunedì si terrà il consiglio di amministrazione del club alla presenza del presidente, del Ceo e dei 6 vicepresidenti per stabilire le linee guida della cessione del 24enne nazione brasiliano. Il Napoli potrà sottoporre la propria offerta da 21 milioni di euro più bonus, anche se il club di Porto Alegre vorrebbe anche una percentuale sulla eventuale, successiva vendita. Con l’entourage del calciatore, poi, la trattativa è molto avanti per un quinquennale da 2.5 milioni a stagione, indicizzati e con bonus importanti”

CdM – Napoli, ADL premia i suoi giocatori: stipendi pagati più il bonus  Coppa Italia

 

Il patron azzurro mantiene la promessa fatta a Roma

CdM – Napoli, ADL premia i suoi giocatori: stipendi pagati più il bonus  Coppa Italia

“Gli stipendi saranno pagati” così il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis al termine della vittoria contro la Juventus ai rigori all’Olimpico. Detto e fatto, anche con un bonus “Coppa” secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno:

 

“Ieri gli azzurri hanno visto sui propri conti corrente lo stipendio di marzo e il presidente ha garantito alla squadra che pagherà le mensilità di aprile, maggio e giugno senza tagli, anzi ci saranno anche i premi per la vittoria della Coppa Italia: orologi personalizzati o un ulteriore ristoro economico come da dialogo avvenuto all’Olimpico dopo il rigore decisivo di Milik”