Odissea: folto pubblico accorso a vedere lo spettacolo. “Una gran voglia di normalità, di vivere il teatro” nelle Gole Alcantara
I due Odisseo in scena, tra mito e lockdown
Il regista Giovanni Anfuso e Angelo D’Agosta e Davide Sbrogiò, i due attori che interpretano l’Ulisse giovane e quello anziano, parlano di questa figura che ha portato, in questa settimana, a un’impennata nel flusso di pubblico accorso a vedere lo spettacolo nelle Gole dell’Alcantara. “Una gran voglia di normalità, di vivere il teatro”. I biglietti disponibili sia su Boxoffice, sia nel botteghino delle Gole.
“Siamo molto felici perché nell’appena conclusa seconda settimana di repliche c’è stata un’impennata di spettatori per Odissea”.
L’annuncio è del regista Giovanni Anfuso, che ha adattato e diretto lo spettacolo tratto da Omero, alla sua seconda stagione nelle Gole dell’Alcantara, prodotto da Buongiorno Sicilia e Vision Sicily con il supporto di Isola Bella Gioielli.
Cresce insomma il successo di Odissea– sempre sold out nella scorsa stagione e inserito dalla Regione Siciliana nell’elenco dei Grandi Eventi 2020 – e gli organizzatori consigliano di affrettarsi a prenotarei biglietti, disponibili sia on line attraverso il circuito Boxoffice Sicilia, sia nel Botteghino delle Gole, aperto dalle 19 nei giorni degli spettacoli.
Odissea fino al 23 agosto prevede otto repliche a settimana: due a sera, alle 20.30 e alle 22.15, dal giovedì alla domenica.
C’è una grande curiosità attorno a questo lavoro che ha riportato il mito nella sua cornice naturale, ma con tanti riferimenti all’attualità, come hanno sottolineato anche molti spettatori nei post sulla pagina ufficiale di Facebook dello spettacolo (https://www.facebook.com/OdisseaDiOmeroOfficial/ ). Sulla pagina, inoltre, viene richiesta ogni tipo d’ informazione. E altri quesiti vengono posti poi al numero di Buongiorno Sicilia, il 347 638 0512, attivo tutti i giorni dalle nove alle ventuno per ricevere sia telefonate sia messaggi Whatsapp.
Al centro di questo spettacolo corale, spicca ovviamente il personaggio di Ulisse, che Anfuso ha voluto sdoppiare: in scena ci sono infatti, per questo ruolo sia Davide Sbrogiò , sia Angelo D’Agosta.
“L’Odissea – ha sottolineato il regista – è il poema di Ulisse, ma è soprattutto una metafora della vita, così come il Mediterraneo è metafora di ogni mondo. Mostriamo due momenti diversi di Odisseo. L’Ulisse più giovane e quello più anziano. Un Odisseo vigoroso, con la voglia di acchiappare la vita, di mettersela in tasca, assetato di conoscenza, e un Odisseo maturo, che finalmente torna a Itaca e insieme a Penelope vuol ricostruire il nucleo familiare e un’esistenza fondata sulla saggezza, sulla stabilità”.
“Il pubblico – ha aggiunto Anfuso – risponde con calore, con affetto, a questa narrazione, quasi in una scambievole identificazione con la figura di questo doppio Ulisse. Si tende a mettere insieme l’esperienza acquisita dell’Odisseo giovane e rifondare tutto attorno a un ritrovato equilibrio, come desidera l’Ulisse maturo. Come a dire che il genio è saggezza e gioventù”.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” ha declamato Angelo D’Agosta, spiegando che, “ovviamente non si tratta di un frammento dell’Odissea ma uno dei versi più famosi dell’Inferno, in cui però Dante parla di questo Ulisse che vuol sempre sapere, conoscere nuove cose sfidando le forze della Natura pur di raggiungere la conoscenza”.
“Questo – ha sottolineato D’Agosta – è il tratto caratteristico dell’Odisseo giovane, che io interpreto. Un individuo curioso e forse persino un po’ mascalzone. E forse è anche questo a risultare gradito al pubblico. Anche se non so se gli spettatori prediligano l’Ulisse giovane, l’avventuriero, o quello più saggio, più maturo. Di certo, in realtà, sono la stessa persona”.
“Credo che dopo il lockdown, con le sofferenze che ha comportato – ha detto Davide Sbrogiò, che interpreta l’Odisseo maturo -, il pubblico apprezzi particolarmente i due aspetti del protagonistarappresentati in quest’allestimento. Perché con l’Ulisse giovane coesiste quello più anziano. Il mio personaggio ha compiuto il suo percorso, anche di dolore. Ha vagato, ha perso dei compagni. E adesso è finalmente desideroso di pace. Di silenzio, di quiete, di sicurezza, di famiglia”.
“Il suo – ha aggiunto Sbrogiò – è il coronamento di un viaggio fatto di sofferenza che ha come meta un grande desiderio di stabilità. E in un certo senso è quello che noi tutti in questi ultimi mesi abbiamo vissuto con la pandemia. E ora anche noi, come Ulisse, vorremmo pace”.
I due Ulisse, in tutte le repliche dell’Odissea, hanno raccolto scroscianti applausi, così come Liliana Randi (Atena ed Euriclea), Salvo Piro (Omero), Giovanna Mangiù (Penelope/Circe), Luigi Nicotra (Telemaco), Corrado Drago (Alcinoo/Eumeo), Pietro Casano (Zeus/Antinoo) e Alberto Abbadessa (Euriloco). Applausi anche per Proci, ciurma, sirene e ancelle: Alessandro Caruso, Gabriele D’Astoli, Giuliana Giammona, David Marchese, Luca Micci, Davide Pandolfo, Francesco Reale, Alessandra Ricotta, Francesco Rizzo e Ilenia Scaringi. E apprezzamento per elementi scenici e costumi di Riccardo Cappello, per le musiche, di Nello Toscano, per le coreografie di Fia Distefano e le luci di Alberto Russo.
“Come – ha concluso Anfuso – l’Ulisse maturo: oggi che finalmente ci siamo lasciati alle spalle i mesi più tristi della pandemia, il pubblico, ciascuno di noi, ha voglia di una ritrovata normalità. Ecco perché tante prenotazioni per vedere quest’Odissea: c’è una gran voglia di vivere il teatro, la natura, la nostra Sicilia”.
Ieri mattina gli agenti del Commissariato Vicaria Mercato hanno effettuato un servizio straordinario di controlli in piazza Garibaldi e nei pressi della Stazione Centrale.
Controlli in piazza Garibaldi: ritrovati due minori del Bangladesh
Nel corso dell’attività i poliziotti sono intervenuti presso un hotel di piazza Garibaldi dove hanno rintracciato due minori, di 13 e 16 anni del Bangladesh, che il giorno prima si erano allontanati dalle proprie abitazioni; i due giovani sono stati riaffidati ai familiari.
In corso Arnaldo Lucci gli agenti hanno bloccato due uomini di 39 e 52 anni, napoletani con precedenti di polizia, e li hanno denunciati poiché sorpresi a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo; inoltre, il 52enne era sottoposto alla misura della libertà vigilata disposta il 4 marzo 2017 dal Tribunale di Sorveglianza di Pescara.
Infine i poliziotti, nel transitare in piazza Garibaldi, hanno fermato un 38enne russo con precedenti di polizia che è stato denunciato
per inosservanza del provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Napoli.
Operazione “EXODUS”: sequestrato lo yacht da regata “Lulworth”, il più grande cutter aurico del mondo risalente al 1920. Era sottoposto a decreto di sequestro preventivo
GDF Roma, riportato in Italia uno yacht da regata d’epoca del valore di oltre 10 milioni di euro sequestrato ad un faccendiere romano
Roma- Un equipaggio composto da militari del comparto navale della Guardia di Finanza ha condotto dalla Tunisia a Gaeta lo yacht da regata “Lulworth”, il più grande cutter aurico del mondo, lungo 46 metri, con un albero di 52 metri e una superfice velica di oltre 1.300 mq, varato nel 1920.
Il natante, del valore di oltre 10 milioni di euro, era compreso tra i beni oggetto di un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del locale Tribunale nel febbraio 2017, nei confronti del faccendiere romano Gabriele De Bono, relativo al suo ingente patrimonio mobiliare, composto da imbarcazioni e auto d’epoca di pregio, tra cui Ferrari, Rolls Royce, Bentley e Jaguar, e immobiliare, tra cui lussuose ville nel rinomato quartiere capitolino dell’Olgiata – stimato in oltre 40 milioni di euro.
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma della Guardia di Finanza, hanno ricostruito l’attività illecita di De Bono. Come emerso dalle indagini, il De Bono, nonostante avesse fittiziamente spostato la residenza dapprima nel Principato di Monaco e poi a Dubai, era a capo di un’associazione per delinquere che ha gestito una pluralità di società, nazionali ed estere, utilizzate per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 180 milioni di euro – aventi ad oggetto fantomatiche consulenze e prestazioni di servizi – di cui hanno beneficiato imprenditori:
– italiani, interessati ad abbattere in modo significativo il reddito imponibile e ottenere liquidità da impiegare al di fuori del circuito bancario, ovvero a costituire disponibilità di denaro occulte oltre confine;
– stranieri (in prevalenza cinesi), che potevano, in tal modo, esportare capitali verso i Paesi di origine evitando il ricorso agli intermediari finanziari abilitati.
Per tali fatti, De Bono e altri 4 sodali sono stati destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare nel novembre 2018.
Il pezzo di maggior pregio dei beni riconducibili al faccendiere – schermati mediante una serie di imprese estere intestate a compiacenti prestanome – è rappresentato proprio dal “Lulworth”, di cui l’imprenditore aveva cercato di far perdere le tracce.
45enne del Bangladesh sanzionato perché privo delle autorizzazioni alla vendita per tale tipo di articoli per cellulari risultanti non conformi alla normativa europea.
Via Chiaia: sequestrate 2070 cover e 188 pellicole per cellulari
NAPOLI- Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Chiaia hanno notato un carrello espositore allestito con diversi accessori per cellulari che era stato lasciato al centro della strada.
Poco dopo, i poliziotti sono stati avvicinati da un ambulante che ha dichiarato di esserne il proprietario; in seguito agli accertamenti effettuati la merce esposta, 2070 cover e 188 pellicole per cellulari, di cui l’uomo non ha saputo indicare la provenienza, è risultata sprovvista di qualsiasi codice identificativo e, per tale motivo, sottoposta a sequestro.
L’uomo, un 45enne del Bangladesh, è stato sanzionato perché privo delle autorizzazioni alla vendita per tale tipo di articoli e perché la merce è risultata non conforme alla normativa europea.
Purtroppo è molto diffusa la cultura di acquistare articoli del genere in questi “negozi” … Come sempre, quando c’è la domanda, inevitabilmente l’offerta si presenta…
Spetta quindi anche ai consumatori effettuare acquisti “consapevoli”, affinché “esercizi commerciali” di questo tipo trovino sempre meno spazio.
Ricordiamo inoltre, che il fatto che di questi prodotti non si conosca la provenienza, né si sappia se sono stati sottoposti ai controlli sicurezza da parte della normativa Europea, mette a rischio la nostra stessa Salute, la nostra stessa Vita.
Formula Uno – Hamilton vince il Gp di casa di Silverstone accorciando sul record di vittorie di Schumacher (-4). Dietro di lui chiude Verstappen che approfitta dell’esplosione della gomma di Bottas. Mantiene alto l’onore della Ferrari, Leclerc che chiude al terzo posto.
Il campionato di Formula Uno 2020 ha vissuto la quarta tappa con il GP di Silverstone. In un finale rocambolesco e avvincente vince ancora Luis Hamilton che praticamente su tre ruote taglia il traguardo. Disastro Bottas che invece dopo l’esplosione della sua ruota anteriore sinistra è costretto a rientrare ai box rientrando dodicesimo. Verstappen dietro in qualifica e in gara alla Mercedes chiude secondo dopo aver cambiato le gomme negli ultimi giri alla ricerca del punto aggiuntivo per il giro più veloce. Leclerc sale sul podio limitando i danni di una Ferrari in crescita ma che non è ancora la Ferrari che tutti si aspettano.
Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.
Buongiorno Carlo prima di chiederti i voti per questo GP ti chiediamo un tuo giudizio sulla corsa.
E’ stata una bellissima corsa, divertente nel finale per le esplosioni delle gomme sulla Mercedes. Malissimo Vettel che non quest’anno pensa già al suo futuro lontano dalla Ferrari. Hamilton può anche essere fortunato ma dimostra ancora di essere un gran campione su una macchina stratosferica come la Mercedes. Rischia il tutto per tutto non cambiando le gomme e ha ragione nonostante l’esplosione della gomma anteriore sinistra finisce la corsa davanti a Verstappen. Record di vittorie di Schumacher sempre più alla portata, ora e meno quattro.
Dopo questo preambolo ti chiediamo i tuoi voti per questa gara. Iniziamo dal primo che è Hamilton.
Per me ha corso in maniera eccezionale, tutto quello che sta ottenendo è merito suo e della macchina. E’ stato bravo a terminare la corsa su tre ruote, secondo me solo lui ci poteva riuscire. Voto 10 e lode
Verstappen chiude al secondo posto?
Max con la sua Red Bull è l’unico che sta provando a dare fastidio alle Mercedes che sono di un altro pianeta. Week end buono per lui da 9.5
Leclerc mantiene alto l’onore della Ferrari con un pizzico di fortuna che non guasta?
Sta facendo quello che può su una macchina migliorata e per la quale possiamo dire che la cura sta facendo effetto, ma resta ancora tanto da fare. Voto 8.
Fuori dal podio di questo primo GP di Formula Uno
Ricciardo con la Renault che sembra aver trovato la strada giusta finisce quarto?
Su Ricciardo non possiamo dire niente, il prossimo anno lascerà la Renault per Alonso e si accomoderà alla guida della McLaren di Sainz passato in Ferrari. La Renault rispetto allo scorso anno è migliorata tanto e su una pista veloce come Silverstone ha fatto vedere tutto il pontenziale. Voto 7,5
Che ne pensi della corsa di Norris?
Lando è un pilota interessante che fa divertire tutti quando corre. Ha disputato una corsa da 7 in pagella
Ocon al sesto posto?
L’anno scorso ci è mancato tanto questo pilota. Su quello che ha fatto in questo week end mi spinge a paragonarlo ad Hulkenberg che portava sempre la macchina a punti voto 7
Gasly sulla Alpha Tauri chiude davanti Albon. E’ stato sbagliato toglierlo dalla Red Bull?
E’ una cosa che mi chiedo anch’io anche perchè dopo aver confermato alcuni giorni fa Albon in Red Bull so che invece ora si sta pensando di sostituirlo. Voto 6,5
Albon finisce molto lontano ancora una volta da Verstappen?
Quest’anno si avverte un pò di involuzione nelle prestazioni da parte di questo pilota che lo scorso anno aveva confermato la bontà della decisione della Red Bull di dargli una chance. Quest’anno invece tanti errori e prestazioni nettamente inferiori a Verstappen. Voto 6
Stroll arriva nono. Guarda caso da quando si parla insistentemente della irregolarità di questa macchina, che sembra una copia della Mercedes, arriva il primo risultato deludente proprio nella settimana che precede la decisione della FIA. Solo un caso?
Questo ce lo dirà solo la decisione della FIA e le future corse. Per ora posso dire che il pilota anche in questa gara ce l’ha messa tutta. Voto 6
Vettel decimo?
Un quattro campione del mondo non può chiudere al decimo posto e poi scaricare tutte le colpe sulla scuderia, soprattutto se vediamo che il suo compagno di squadra chiude al terzo posto. Voto 4
Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo. Ma prima di dare appuntamento a tutti in nostri lettori per i voti del prossimo GP di Formula Uno che si correrà ancora a Silverstone, ci dai notizia dei tuoi prossimi appuntamenti?
A settembre dovrei intervenire a Sport Italia nei nuovi studi della trasmissione SI MOTORI che va in onda in prima serata il martedì sul canale 60 d.t.t. ed è condotto da Filippo Gherardi. Li ringrazio ancora per lo spazio che mi hanno già concesso e per il nuovo invito.
Per le mie prossime ospitate e appuntamenti vi terrò aggiornati. Ci sentiremo tra una settimane per il prossimo Gp del 70° ANNIVERSARIO della Formula uno che si correrà ancora a Silverstone.
Vi terrò aggiornati.
Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue:
Mattarella e Conte all’inaugurazione del nuovo Ponte San Giorgio (GE)
Prima della cerimonia il Capo dello Stato ha incontrato in Prefettura i familiari delle 43 vittime del crollo del 14 agosto 2018.
La trascrizione del suo discorso:
Ringrazio il Prefetto per aver organizzato questo incontro che tenevo molto ad avere con voi, prima della cerimonia del ponte, per sottolineare pubblicamente e in maniera evidente alla pubblica opinione che la ferita non si rimargina, che il dolore non si dimentica e che la solidarietà non viene meno in alcun modo.
Condivido la vostra scelta di vederci qui in Prefettura e non sul ponte. Lo preferisco anch’io, non perché sul ponte quello che avverrà tra poco non sia importante; lo è per la città naturalmente avere il nuovo ponte.
Ma questo incontro è un’occasione di raccolta, non un’occasione di frastuono. La cerimonia è seriamente sobria e si limita a quello che è essenziale, cioè aprire il nuovo ponte per la città. E questo ponte non è una cancellazione di quel che è avvenuto. Anzi, io lo vedo in buona parte come una lapide che ricorda le vittime di quanto è avvenuto due anni addietro. Come lo è questo incontro qui in prefettura, raccolto, per ascoltarvi, per ribadirvi l’impegno per le cose non ancora definite, che so che sono consistenti e ancora aperte. Serve anche per dire a tutti voi quanto la vicinanza della Repubblica non viene meno nei vostri confronti.
Il ricordo delle vittime segna la vita nostra, la vita collettiva della Repubblica. E il sostegno per i familiari e per le loro esigenze e sensibilità è un sostegno sincero.
Lei, Presidente Possetti, ha raccontato alcuni aspetti, come quello della concessione, e comprendo bene come sia un elemento particolarmente sensibile per tutti voi. Lo è in realtà per tutti. Non è competenza mia naturalmente definire la questione, ma del governo e del Parlamento, ma queste sono cose che vengono tenute in grande considerazione.
Un altro aspetto è quello della responsabilità. Le responsabilità non sono generiche, hanno sempre un nome e un cognome. Sono sempre frutto di azioni che dovevano essere fatte o di omissioni che non dovevano essere compiute.
E quindi è importante che vi sia un’azione severa, precisa, rigorosa di accertamento delle responsabilità.
Ed è importante anche il terzo punto che lei ha indicato: quello di una condizione che regoli – sperando che mai più avvenga – l’eventualità di una tragedia come questa per quanto riguarda i familiari.
Naturalmente tutti avete avuto problemi di carattere affettivo, di emozione, di sentimenti, di condizioni di vita cambiata, turbata e sconvolta. Ma alcuni hanno avuto problemi, anche particolarmente intensi, di carattere concreto, economico. E questo non è giusto che avvenga.
Ed è bene pensare ad una condizione che regoli quel che si deve fare in circostanze tragiche come quella che è avvenuta.
Io continuo a seguire perché si arrivi a un punto positivo, concreto. Se le norme – come sembra – non consentono ad oggi interventi adeguati, occorre provvedere perché la lo spazio della normativa consenta di intervenire in queste condizioni.
Io vi ringrazio molto per le cose che mi avete consegnato e che vi assicuro seguirò con grande attenzione, passo, passo, tutte quante.
Adesso mi recherò al ponte, e sarà bello vedere questi quarantatré lampioni che ricordano le vittime. Saranno letti anche i nomi delle vittime per sottolineare come questo ponte non sia una chiusura di quanto è avvenuto ma la conseguenza di quanto è avvenuto. Ed è un modo anche di ricordare la tragedia.
Chiunque vedrà il ponte a Genova – e anche molti dei non genovesi che passeranno – avranno sempre bene in mente che quel ponte è lì perché ce n’è un altro che è crollato, con le vite che ha troncato.
Questa è una cosa che non andrà dimenticata.
Certamente la ricorda la Repubblica.
Vi ringrazio per questo incontro e ringrazio ancora il Prefetto per averlo promosso e organizzato.
Il Presidente Mattarella ha, quindi, partecipato alla cerimonia inaugurale del nuovo viadotto che si è aperta con l’Inno nazionale e la lettura dei nomi delle vittime del crollo del Ponte Morandi.
Dopo l’esecuzione del “Silenzio”, hanno preso la parola:
il Sindaco di Genova e Commissario Straordinario Marco Bucci,
il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti,
il Senatore a vita e architetto Renzo Piano,
il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte del quale vi riportiamo Video e testo del suo intervento:
Signor Presidente della Repubblica, autorità civili, militari e religiose e gentili ospiti,
a due anni di distanza dalla tragedia del Ponte Morandi siamo ancora qui, ancora in agosto, per assistere questa volta tutti insieme all’inaugurazione del nuovo Ponte di Genova San Giorgio.
Permettetemi di dire che non siamo qui semplicemente per tagliare un nastro e forse non è neppure facile abbandonarsi ad intenti celebrativi.
Come è stato ricordato è ancora troppo acuto e tangibile il dolore della tragedia che si è consumata in questo luogo.
Il nostro commosso pensiero è rivolto, quindi, alle 43 vittime e ai loro familiari che con coraggio e con tenacia, e sono ormai due anni, continuano a mantenere vivo e fecondo anche il ricordo dei loro cari nella memoria collettiva della nostra comunità nazionale.
Questo è un ponte ci restituisce, almeno per come lo vedo io, insieme un’immagine di forza e anche di leggerezza: 18 piloni ben radicati nel suolo, 43 lampioni, uno per ogni vittima del crollo, che si elevano sino a dominare il mare.
43 steli altissimi che si accenderanno ogni notte per non dimenticare chi ha ingiustamente perso la vita mentre correva per andare al lavoro o anche in vacanza.
Questo è il ponte frutto della forza del lavoro e dell’energia creativa che del genio italiano: l’architetto Renzo Piano ce lo ha ricordato, dalla sua idea progettuale alla realizzazione è passato poco più di anno e oltre mille persone, circa 1.200 lavoratrici e lavoratori, hanno lavorato indefessamente per realizzare quest’opera mirabile.
Il merito quindi va alla squadra italiana che ha lavorato con competenza, tenacia, fiducia, mossa dalla necessità di reagire alla tragedia e di ricostruire un’opera che potesse assumere anche il valore di un riscatto.
Il ponte che oggi inauguriamo è figlio di questa forza d’animo, della volontà di ricomporre ciò che è stato spezzato ma anche delle competenze e dei talenti. Genova deve ripartire. E lo fa da qui.
È anche frutto, questo ponte, di una virtuosa collaborazione tra politica, amministrazione, impresa e lavoro.
Lo Stato infatti ci insegna con questa realizzazione che riesce a mostrare il suo volto migliore quando i suoi diversi livelli di governo, le sue articolazioni istituzionali, le risorse agiscono tutte in sinergia, con spirito collaborativo, nel perseguire dell’interesse comune. Per questo ringrazio, in particolare, il sindaco e commissario straordinario per la ricostruzione, Marco Bucci, il presidente della regione e commissario straordinario per l’emergenza, Giovanni Toti; ringrazio e non dobbiamo dimenticare anche il già ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, l’attuale ministra Paola De Micheli; ringrazio tutte le ditte e tutti gli operai che hanno lavorato a queste ponte – ci sono anche delle eccellenze, sono state richiamate tutte dal sindaco Marco Bucci: ricordo in particolare il Gruppo Fincantieri e il Gruppo Salini Impregilo adesso WeBuild.
Ma ringrazio tutte le maestranze, tutte gli operai che con competenza, con passione e con rispetto anche delle regole (poiché nel frattempo è intervenuta anche la pandemia) sono riusciti a creare un modello operativo efficace.
Non esiste qualcosa che possa estinguere il dolore della perdita di una vita, tanto più quando la causa di questa perdita è l’incuria e la cattiva gestione di un bene che essendo anche pubblico dovrebbe essere custodito, gestito, con particolare cura e con particolare attenzione.
È anche muovendo da questa consapevolezza che il Governo ha ritenuto doveroso condurre il complesso procedimento di contestazione degli inadempimenti che hanno causato il crollo del ponte.
E proprio di recente questo procedimento si è concluso con l’accordo di ridefinire i termini della convenzione, di riportare in equilibrio giuridico ed economico l’originario rapporto concessorio, con la possibilità quindi di garantire in modo più efficace gli investimenti in manutenzione ordinaria e straordinaria, garantire maggiore sicurezza a tutti i cittadini.
Stiamo anche lavorando, come sapete, per ridefinire la governance e il controllo della società concessoria.
Il nostro obiettivo fondamentale è stato sempre e sarà di tutelare l’interesse pubblico, che – dobbiamo riconoscerlo – non è stato adeguatamente garantito dalla struttura regolativa della precedente concessione.
Purtroppo, Genova e l’Italia hanno dovuto affrontare e stanno ancora affrontando un’altra durissima prova – la pandemia da Covid-19 – con tutte le ripercussioni economiche e sociali che conosciamo.
Per far fronte a questa crisi che ha investito il nostro Paese, non abbiamo esitato a porre in essere misure economiche di sostegno a beneficio dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie per contrastare la recessione economica.
La portata della crisi in atto è europea e globale. Ma proprio l’Europa, per la prima volta nella sua storia, ha offerto la possibilità di uno strumento di indebitamento comune associato a un piano di rilancio, in grado di finanziare investimenti nelle priorità del futuro, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale.
Lavoreremo senza sosta, da qui a ottobre, per definire questo ambizioso programma di riforme e investimenti.
Oggi Genova riparte, forte della sua fiera operosità, così come ha fatto in tanti momenti della sua gloriosa storia, confidando soprattutto nella forza del lavoro. Genova è la dimostrazione che il nostro Paese – al contrario di tanti stereotipi – sa rialzarsi, sa affrontare e superare le difficoltà, sa tornare a correre.
Concludo, soffermandomi di nuovo sulla straordinarietà di questa opera che oggi siamo qui a inaugurare, così densa di significati così foriera di tanti buoni auspici.
Nel 1945 Piero Calamandrei, fondò una rivista a cui diede un titolo molto significativo, evocativo: “Il Ponte”. L’intento di questo grande giurista, grande protagonista dell’opera di ricostruzione morale e materiale del nostro Paese dopo il secondo conflitto mondiale, era di offrire un contributo culturale, un impulso progettuale per gettare un ponte tra un passato di distruzione e un futuro di rinascita, che si ergesse sulle macerie della guerra.
E nel numero inaugurale della rivista scriveva Piero Calamandrei: «Il nostro programma è già tutto nel titolo e nell’emblema della copertina: un ponte crollato, e tra i due tronconi delle pile rimaste in piedi una trave lanciata attraverso, per permettere agli uomini che vanno al lavoro di ricominciare a passare». L’ uomo che torna ad attraversare il ponte è l’immagine della vita che riprende il suo corso, per ritornare alle parole del Calamandrei, della «ritrovata unità morale dopo un periodo di profonda crisi».
Anche questo ponte “Genova San Giorgio” ha questa funzione: di creare questa nuova unità dopo la profonda frattura determinata dal tragico crollo del 14 agosto 2018, di generare nuova fiducia per riavvicinare – e lo spero fortemente – i cittadini di Genova, della Liguria, dell’Italia intera alle istituzioni e allo Stato.
Grazie.
Al termine, l’Arcivescovo metropolita di Genova, Mons. Marco Tasca ha benedetto il nuovo viadotto.
La cerimonia si è conclusa con il taglio del nastro e il sorvolo delle Frecce Tricolori.
Serie B, playoff da domani e dal 10 i playout con l’introduzione del Var. Ciò che sarebbe servito per tutto il campionato, arriva a giochi fatti!
Serie B, playoff da domani e dal 10 i playout con l’introduzione del Var. Meglio tardi che mai!
Ciò che sarebbe servito per tutto il campionato di Serie B 2019-2020, arriva a giochi fatti! La fase dei playoff (che parte domani) e quella dei playout, rinviata per la gara di andata al 10 agosto in attesa di conoscere l’esito del Trapani al Coni avverso i 2 punti di penalizzazione, saranno caratterizzate dall’introduzione del Var. Per l’occasione sarà introdotto il nuovo sistema “Vokkero Elite” che permetterà una migliore comunicazione tra la terna arbitrale e gli addetti al Var.
Lungi da noi affermare che la retrocessione della Juve Stabia sia stata determinata solo dagli errori arbitrali ma è un dato di fatto che molte delle gare di questo torneo di Serie B siano state falsate da arbitraggi davvero scellerati. Nel caso delle Vespe basti ricordare il rigore nettissimo per fallo di mani di Antei su tiro di Calvano a pochi metri dalla porta sannita in Juve Stabia-Benevento, il rigore non dato a Trapani per fallo di mani di Pagliarulo che toglie letteralmente il pallone dai piedi di Canotto che si sta involando verso la porta siciliana e il gol assolutamente regolarissimo siglato da Davide Di Gennaro sullo 0-0 nella gara Juve Stabia-Pisa poi vinta dai toscani.
Ma anche il gravissimo errore del sig. Massimi di Termoli in Empoli-Juve Stabia che a pochi minuti dal termine concesse un rigore inesistente ai toscani per presunto fallo di mani di Troest. Per non parlare delle scelleratezze estreme del sig. Marini di Roma, un nome una garanzia, che in Frosinone-Juve Stabia ha convalidato il gol in offside del pareggio ciociaro, poi ha annullato un gol regolarissimo di Forte sul finire del primo tempo e infine ha completato l’opera concedendo il rigore del 2-2 del Frosinone con Ardemagni in netto fuorigioco.
Uno scempio che nell’ultimo torneo di Serie B non si sarebbe visto se solo fosse stato introdotto il Var già nella stagione regolare. E a conferma della poca lungimiranza dei dirigenti di Serie B, nel prossimo campionato di Serie B 2020-2021 si tornerà all’antico: di nuovo senza Var!
Di seguito il comunicato ufficiale della Lega di Serie B sull’introduzione del Var nelle fasi di playoff e playout.
“La Serie BKT si conferma campionato dell’innovazione e della sperimentazione a servizio del sistema calcio italiano. Il Var, presente da domani in tutte le gare dei playoff e dei playout 2019/2020, porta con sé infatti un’importante novità tecnologica sui sistemi di comunicazione fra arbitro, assistenti, IV uomo e sala Var.
Dal preliminare tra ChievoVerona ed Empoli e per le otto partite della post season saranno in uso i nuovi sistemi Vokkero “Élite” rispetto ai Vokkero “Squadra” in dotazione attuale agli arbitri. Il progetto voluto dal responsabile del Project leader Var della Lega B Filippo Merchiori e dai designatori della Can A e della Can B Nicola Rizzoli ed Emidio Morganti, e fortemente sostenuto dalla Lega B con il presidente Mauro Balata, sempre attento all’innovazione volta a un miglioramento delle condizioni e quindi della qualità di gioco, faciliterà la comunicazione in campo fra le varie componenti arbitrali grazie a una maggiore limpidità del segnale, capace di filtrare i rumori e le interferenze esterne portando la qualità del messaggio ai massimi livelli.
La tecnologia è già stata testata lo scorso 21 luglio al Meazza di San Siro, quando Merchiori, i responsabili dell’azienda francese Vokkero, di Hawk Eye, technology provider per la Lega B del Var, e alcuni membri della Can A hanno valutato la sicurezza del sistema e l’affidabilità del servizio a stadio vuoto”.
Con l’arrivo di Mario Di Capua, il team scafatese ha lo staff al completo
Basket Scafati, lo staff adesso è al completo
Il Basket Scafati 1969, dopo aver terminato il calciomercato, completa lo staff della stagione sportiva 2020/2021 con l’arrivo di Mario Di Capua nella veste di responsabile marketing e social media manager.
Chi è Mario Di Capua
Nato a Castellammare di Stabia il 29 maggio 1980, ha conseguito molteplici esperienze nell’ambito dell’editoria pubblicitaria. Titolare della ditta M.d.C. Press e Comunication, da quindici anni edita come responsabile del marketing pubblicitario il quindicinale News Mania, è responsabile marketing dello stesso e di vari format di sua creazione, tra cui anche quello giornalistico Juve Stabia Live. Segue il Basket Scafati a livello giornalistico con passione da oltre un ventennio. Mario Di Capua sostituirà in questi ruoli e compiti Maria Grazia Coppola, che, dopo diversi anni di collaborazione, ha deciso consensualmente alla società di lasciare l’incarico, non appena terminerà l’attuale periodo di affiancamento ancora in corso con il suo successore.
Basket Scafati, lo staff al completo
L’arrivo di Mario Di Capua chiude l’intero staff, che, in virtù delle tante conferme rispetto alle passate stagioni, si compone come segue:
Responsabile area tecnica e dirigenziale: Enrico Longobardi
Capo allenatore: Alessandro Finelli
Vice allenatore: Umberto Di Martino
Preparatore fisico: Elia Confessore
Masso-fisioterapista: Angelo Carmando
Medici sociali: Renato Acanfora (specialista in traumatologia) Andrea Inserra (medicina generale), Luigi Trofa (responsabile sanitario)
General manager: Gino Guastaferro;
Direttore sportivo: Antimo Lubrano
Responsabile marketing e social media manager: Mario Di Capua
Addetto stampa e relazioni esterne: Antonio Pollioso.
F1,Leclerc:”Siamo stati fortunati ma la Ferrari è bilanciata”
In una gara pazza, quella di Silverstone, la Ferrari torna sul podio. Lo fa ovviamente con Charles Leclerc. Il monegasco, dopo un’ottima qualifica e un’ottima gestione delle gomme in gara, porta a casa 15 punti che danno fiducia sia a lui che al team di Maranello. “La strada da fare è ancora molta, ma siamo su quella giusta” ha detto nel post gara Leclerc. Parole che lasciano presagire speranza, anche se, dopo un’ottima gara, c’è bisogno della riconferma domenica prossima. A tal proposito, riportiamo le parole del monegasco al termine del Gran Premio d’Inghilterra:
“È stata una gara molto complicata, il terzo posto è stato un colpo di fortuna per me, abbiamo fatto il meglio che potessimo fare oggi. Abbiamo gestito bene le gomme, e sono anche molto contento del bilanciamento della macchina. Non è ancora quello che vogliamo, ma stiamo andando bene. Sicuramente siamo stati fortunati , ma anche se avessimo chiuso quarti sarei stato contento. Abbiamo massimizzato quello che avevamo, vogliamo essere più avanti ma ora dobbiamo fare il meglio con quello che abbiamo. Le gomme? Siamo riusciti a mantenere la performance”.
A Porto Empedocle nuova fuga. L’assessore regionale alla Salute: Rischio lockdown in autunno, per la Sicilia sarebbe il colpo di grazia.
Una cinquantina di migranti tunisini sono riusciti, dopo aver scavalcato la recinzione, a scappare dalla tensostruttura di Porto Empedocle (Agrigento). Le scene sono state immortalate da alcuni passanti con un telefonino e le immagini, come spesso accade, sono girate da un telefono all’altro diventando virali in poco tempo.
Quattro o cinque di loro hanno fatto poi ritorno, dopo qualche ora, spontaneamente. Polizia, carabinieri e guardia di finanza stanno cercando i fuggitivi. Già una decina di giorni fa dalla stessa tensostruttura della Protezione civile erano scappate un centinaio di persone “27 Luglio 2020 Nuova fuga di massa di migranti da Porto Empedocle”.
Intanto l’assessore regionale alla salute, in un colloquio con il quotidiano ‘La Sicilia’ ha dichiarato: Mi preoccupano gli assembramenti in strade, spiagge, supermercati e luoghi della movida. Non ci si può permettere un nuovo lockdown in autunno, sarebbe il colpo di grazia per la nostra economia. Ci arrivano segnalazioni su molte prenotazioni di turisti cancellate per il potente effetto mediatico degli sbarchi. Ci sono sostegni economici ai comuni rivieraschi per favorire il distanziamento sulle spiagge pubbliche. È allo studio un protocollo regionale per la riapertura delle scuole, da sottoporre al tavolo con Roma di fine agosto, stanno per partire misure per il personale sanitario, come il vaccino anti-influenzale obbligatorio per gli over 65.
L’assessore Razza ha anche racconta la sua esperienza in questi giorni a Pozzallo in provincia di Ragusa dove si era recato per verificare di persona la situazione dei migranti nell’hotspot: C’era quasi un centinaio di migranti, tutti ammassati sul molo dopo aver passato la notte lì. La vera follia è che erano arrivati a Lampedusa, sono stati portati a Pozzallo e da qui in autobus a Porto Empedocle. Ancora più allucinante la sorte di altri ospiti dell’hotspot: sbarcati in Sicilia, trasferiti a Bari, lì rifiutati, e ora riportati a Pozzallo.
Nel frattempo la Croce Rossa sta allestendo una tendopoli per migranti tra i comuni di Militello Val di Catania e Vizzini. nel vecchio deposito dell’aviazione militare, ubicato lontano dai centri abitati. La Regine siciliana attraverso il Presidente Nello Musumeci ha manifestato in merito il suo totale dissenso.
È giunta intanto la nave quarantena, Azzurra, del gruppo Grandi navi veloci, che dovrà ospitare i migranti che arrivano sulle coste agrigentine. L’imbarcazione, da 700 posti, dovrà superare i controlli della commissione, costituita, tra gli altri, dal tenente di fregata della Guardia costiera, Gennaro Fusco, prima di poter imbarcare le centinaia di persone ospiti della tensostruttura di Porto Empedocle. È la terza nave del genere, dopo la nave Rubattino (attiva dal 12 aprile al 7 maggio) e la Moby Zaza (attiva tra il 12 maggio e il 13 luglio al costo che oscilla tra 900 mila e 1,2 milioni di euro). Il bando vinto da Gnv (Grandi Navi Veloci) parla di navi con al massimo 460 cabine (così si legge nel bando, mentre la nota del Viminale parla di “circa 600 posti”). 35 euro per ospite (come fosse un centro di accoglienza) e per al massimo 92 giorni di navigazione. In totale, si legge nel bando, il costo massimo previsto è di “4.793.200,00 oltre IVA per 92 giorni”. Il noleggio della nave si chiuderà il 31 ottobre.
Le preoccupazioni maggiori in questo complessivo e difficile contesto sarebbero date anche dalla mancanza dei numeri sugli effettivi contagiati, poiché non ci sono statistiche ufficiali pubblicate dal Viminale. E anche la Regione Sicilia ha reso pubblici solo i numeri di chi ha fatto test e tamponi, ma non i contagiati.
Ps:La Prefettura di Agrigento ha comunicato che “non risultano migranti fuggiti”. “C’è stata una protesta perché fa molto caldo nella struttura e hanno rifiutato il cibo. Sono stati fatti uscire sul piazzale antistante la struttura e sono seduti a terra nel recinto vigilati dalle forze dell’ordine. È stato assicurato che nella mattinata di domani verranno tutti trasferiti in altra sede”.
Sant’Antonio Abate, un Parco Tematico per chi ama la natura e gli animali patrocinato dal Comune: l’annuncio del Sindaco Ilaria Abagnale
“Il Comune di Sant’Antonio Abate ha concesso patrocinio morale all’Associazione “Braccia Aperte” Onlus, che si occupa di progetti umanitari in Italia e in Africa ed al “Centro Ippico Wild Horses”, i quali hanno stipulato un accordo di collaborazione per avviare un “Parco Tematico” rivolto a tutti coloro che amano la natura e gli animali.” Ad annunciarlo è stata il Sindaco abatese IlariaAbagnale.
Questo centro naturale sarà aperto anche alle scolaresche con un’offerta ludico-formativa, stipulando accordi con le scuole, per illustrare i metodi di produzione alimentare, la correlazione esistente tra la produzione agricola e la salvaguardia delle risorse naturali del territorio, la valorizzazione dei prodotti tipici, al fine di evidenziare il lavoro e le iniziative che vengono intraprese per produrre nel rispetto dell’ambiente.
Alla base di questa collaborazione c’è l’intento di congiungere il mondo della solidarietà, con la possibilità di sostenere progetti umanitari in Africa, e l’attenzione ai temi dell’ecologia, attraverso attività di sensibilizzazione mirate al rispetto e alla tutela dell’ambiente.
Il Parco Tematico, fortemente voluto dai due proponenti, offrirà una varietà di attività a cui poter chiedere la propria adesione:
1. Adozione di metodi produttivi ecocompatibili. Tutto ha una funzione educativa: le colture, i frutti, il ciclo biologico, l’importanza degli organismi utili, l’utilizzo dei rifiuti organici nella concimazione del terreno, la flora spontanea, gli animali della fattoria, il magazzino degli attrezzi, etc., possono diventare luoghi di osservazione e lavoro con i visitatori.
2. Corsi di equitazione, accessibili a grandi e piccini.
3. Rivalutazione dell’importanza dell’ecologia e della natura.
4. Consumo consapevole: come consumatori che si pongono obiettivi sociali, occorre appropriarci della capacità – libera e non condizionata – di scelta dei prodotti.
5. Acquisto diretto (filiera corta): opportunità di acquisto diretto di prodotti presso i piccoli produttori locali.
6. Educazione al gusto attraverso l’organizzazione di laboratori sensoriali.
7. Programmazione scolastica: le visite al parco, preparate adeguatamente dagli insegnanti ed inserite e ragionate nel piano dell’offerta formativa (POF), sono preziose occasioni di apprendimento e crescita e quindi da valorizzare da parte della scuola dell’autonomia. Gli alunni attraverso le attraverso le attività che verranno organizzate, avranno la possibilità di stimolarne la curiosità, la riflessione e lo spirito critico.
Lo spazio attrezzato per accogliere famiglie in un habitat sano e protetto, sarà organizzato nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti e delle normative riguardanti l’emergenza COVID-19, in particolare, l’ordinanza regionale n. 52 del 26.05.2020 sui protocolli di sicurezza per i parchi tematici e di divertimento. In tal senso il parco sarà dotato di dispositivi di protezione, sanificazione e cartellonistica, con specifici percorsi ad-hoc per rispettare il distanziamento sociale.
Oltre ai percorsi tematici, attraverso laboratori didattici, il progetto prevede altre attività, come parco giochi, ginnastica, area pic-nic per famiglie e varie iniziative ed eventi (cinema all’aperto, concerti, cucina tradizionale).
Tanti ex calciatori della Juve Stabia hammo espresso vicinanza ai colori stabiesi ed ai tifosi, colpiti dalla retrocessione in Serie C
Dopo la sconfitta di Cosenza e la conseguente retrocessione della Juve Stabia, tutta la piazza attende un cenno o una presa di posizione della dirigenza, come anche di Fabio Caserta, così da comprendere il futuro del club. Anche i calciatori hanno preferito, per ora, il silenzio: nessun post o foto sui profili social dopo la caduta in terra calabrese. A fare compagnia ai tifosi stabiesi, mostrando loro affetto, ci sono invece tanti ex Juve Stabia che hanno riservato parole piene di grinta ed ottimismo ai colori stabiesi.
Lo ha fatto Mariano De Francesco, volto della Juve Stabia di Roberto Fiore. “Brucia tantissimo e la delusione è enorme cosi come lo sconforto per un qualcosa che non era assolutamente immaginabile..ma c’è una verità incontestabile e sicura, la Juve Stabia, Castellammare,noi che amiamo questi colori, non moriremo mai, perche dopo la morte noi risorgiamo, piu forti di prima! Un abbraccio forte da chi lo Stabia lo ha amato e l’ameraà sempre!” – le sue parole.
Non è mancato l’immediato sostegno anche di Checco Ingenito, indimenticabile bomber dei successi stabiesi in Serie D. “?? Ora più che mai! ? al di là della categoria ❤️” il post sociale dell’ex centravanti, che ha cambiato foto profilo scegliendone una con la casacca delle Vespe.
A proposito di bomber, si è unito al coro pro Juve Stabia anche Francesco Ripa. L’ex Spider gialloble ha scritto: “Vi rialzerete come sempre avete fatto???!!non mollare mai stabia????❤️“, trovando il ringraziamento di tanti tifosi nei commenti.
Nonostante la sua esperienza stabiese sia terminata, un pensiero ai gialloblu è arrivato anche da Bruno El Ouazni, che ha conquistato la promozione in Serie B con gli stabiesi, dovendo lasciare posto in squadra e numero 9 all’impalpabile Rossi. “???? … ???… forza JS!” la didascalia con cui l’attaccante ora del Foggia ha accompagnato una foto della scorsa stagione che lo ritrae con la maglia delle Vespe.
Tragedia Ponte Morandi, il papà di Giovanni Battiloro, una delle quattro vittime di Torre del Greco, sull’inaugurazione del nuovo viadotto: “Giovanni attende che sia fatta giustizia per il suo omicidio”
Oggi pomeriggio verrà in augurato il nuovo Ponte Morandi di Genova. A distanza di quasi due anni da quel tragico 14 agosto del 2018, giorno in cui il viadotto crollò, causando la morte di 43 persone, il ponte verrà restituito alla comunità. La ferita lasciata da quella assurda tragedia è tuttavia ancora lontana dal rimarginarsi. Molti parenti delle vittime hanno annunciato nelle scorse ore la volontà di non prendere parte ai festeggiamenti per l’inaugurazione del nuovo ponte attraverso lo slogan “Non c’è Niente da Festeggiare”.
Tra questi c’è anche Roberto Battiloro, padre di GiovanniBattiloro, una delle quattro vittime di Torre del Greco con Matteo Bertonati, Antonio Stanzione e GerardoEsposito.
Il padre del giovane videomaker ha pubblicato su facebook alcune fotografie di Giovanni e accompagnate da parole di denuncia: “Giovanni Battiloro aspetta sia fatta giustizia per il suo omicidio. Il primo pensiero in questa giornata è per chi non c’è più, per le famiglie che aspettano giustizia, tutta l’Italia la pretende, perché quel ponte non doveva cadere e qualcuno dovrà pagare“.
(IT) – La disinformazione in Romania e nel mondo porta ad un aumento dei casi COVID-19. Teorie di cospirazione, alimentate dalla propaganda russa. Prendiamo, e portiamo, ad esempio il caso della Romania.
(RO) – Dezinformarea în România și în întreaga lume duce la creșterea cazurilor de COVID-19. Teoriile conspirației, alimentate de propaganda rusă. Luăm, de exemplu, cazul României.
Le teorie di cospirazione sul coronavirus, in Romania, sono costate la vita a tanti. Secondo un’analisi condotta da Politico, l’allarmante aumento dei nuovi casi di COVID-19 è alimentato da una campagna di disinformazione in cui è coinvolta anche la propaganda russa.
Teorie di cospirazione Covid alimentate dalla Russia aumentano i casi
In tutta Europa i paesi stanno affrontando un aumento delle infezioni perché, gradualmente, le misure restrittive sono state allentate, ma in Romania l’aumento dei casi è alimentato da disinformazione e notizie false.
Alcune emittenti televisive nazionali trasmettono messaggi anti-vaccino e scettici sul Coronavirus che fanno sorgere dubbi sulle misure preventive della popolazione e contribuiscono all’aumento del numero di infezioni, scrive Politico.
“Abbiamo avuto diversi tipi di campagne di disinformazione”, ha detto a Politico Raed Arafat, capo del dipartimento Situazioni di emergenza.
Queste campagne spaziano da articoli online e post sui social media per “attaccare chiunque, compresi i funzionari che hanno scritto pubblicamente qualsiasi informazione per avvertire il pubblico su cosa fare”,
“Ci sono state anche campagne molto ben finanziate da alcuni che volevano apparire in pubblico per sfidare le nostre raccomandazioni, prendendo di mira i giovani, che hanno persuaso a non indossare maschere… Alcune persone sono apparse nei media con opinioni non scientifiche, compresi i medici che non sono specializzati in settori correlati a COVID, che si sono opposti a misure preventive”.
ha detto Arafat.
Il picco attuale può essere attribuito alla disinformazione “almeno in parte”, ha affermato il capo del Dipartimento per l’emergenza.
“Tutto questo, preso insieme, ha sicuramente avuto un impatto sulla popolazione, creando confusione e reclutando un numero di persone che hanno smesso di seguire le regole, hanno smesso di indossare maschere e hanno iniziato a diffondere teorie della cospirazione”,
ha aggiunto.
Come la propaganda russa alimenta campagne di disinformazione
Parte della disinformazione ha a che fare con la stampa russa.
“Coloro che costruiscono queste campagne di disinformazione sono personaggi statali, nonché una moltitudine di locali”,
ha detto a Politico Corina Rebegea, direttrice del Center for European Policy Analysis.
Rebegea ha sottolineato come l’organizzazione dei media russa Sputnik e diversi gruppi ultra-nazionalisti e anti-vaccinazione in Romania, hanno promosso teorie cospirative sul coronavirus dall’inizio della pandemia.
Rebegea ha affermato che i politici rumeni “giocano un gioco irresponsabile” amplificando e dando peso alla disinformazione online sul coronavirus per attaccare il governo.
“I messaggi che minimizzano gli effetti del coronavirus sono ripresi da politici e commentatori. Vediamo un modello caratteristico dei Balcani, in cui la penetrazione della propaganda russa è più profonda “,
ha detto.
L’edizione locale del sito russo Sputnik ha promosso manifestazioni di piazza contro le misure di sicurezza del governo e ha ripetutamente suggerito che gli effetti del virus erano stati esagerati dal governo.
L’organizzatore di una recente protesta contro le contromisure pandemiche a Bucarest, Iosefina Pascal, è anche l’assistente dell’eurodeputata Maria Grapini, del gruppo socialista. Pascal è uno dei più prolifici sostenitori online dello scetticismo del Coronavirus in Romania e la sua attività è strettamente e favorevolmente coperta dall’edizione locale di Sputnik.
Un portavoce di Sputnik a Mosca ha dichiarato in una nota che la pubblicazione si riserva il diritto di citare le fonti come ritiene opportuno.
“In alcuni articoli sui nostri siti Web citiamo esperti, relatori, ecc. e le loro opinioni “,
ha scritto il portavoce.
“Riteniamo inoltre che modificare quelle opinioni o contrassegnare quelle che non sono correlate al mainstream come “disinformazione” sia una forma di censura che riteniamo inammissibile.”
Spesso in Romania, tali opinioni influenzano la politica nazionale.
“Il più grande partito in Romania, PSD, ha anche il maggior numero di coronasceptics. PSD ha usato i suoi account ufficiali sui social network per mettere in discussione la gravità della pandemia”
ha detto Rebegea.
Gli studi dimostrano che il 41% dei rumeni crede che il virus sia un’arma biologica prodotta negli Stati Uniti.
Una grande minoranza della popolazione rumena è suscettibile di disinformazione sia online che offline, ha affermato Nicolae Țîbrigan, analista del Laboratory for Information Warfare Analysis and Strategic Communication (LARICS), citando uno studio di aprile che ha dimostrato che il 41% dei rumeni ritiene che il virus è in realtà un’arma biologica prodotta negli Stati Uniti.
“Rispetto alla maggior parte dei paesi europei, la percentuale è elevata, ma rispetto ai paesi vicini dell’Europa centrale e orientale, questo non è eccezionale. Il basso livello di fiducia nei media e nelle autorità statali è parte del motivo per cui molti rumeni ricorrono alle teorie della cospirazione “,
afferma Țîbrigan.
I sondaggi suggeriscono che le persone hanno maggiori probabilità di credere che queste teorie della cospirazione portino ad un rischio maggiore di sviluppare COVID-19.
Teoriile de conspirație despre coronavirus în România au costat multe persoane viața lor. Creșterea alarmantă a cazurilor noi de COVID-19 este alimentată de o campanie de dezinformare în care este implicată și propaganda rusă, se arată într-o analiză făcută de Politico.
Teoriile conspirației Covid alimentate de ruși cresc cazurile
În întreaga Europă, țările se confruntă cu o creștere a infecțiilor, deoarece, treptat, au fost relaxate măsurile de restricție, însă în România creșterea cazurilor este alimentată și de dezinformare și de fake-news.
Unele posturi naționale de televiziune au difuzat mesaje anti-vaccin și corona-sceptice semănând îndoieli cu privire la măsurile preventive în rândul populației și contribuind la creșterea numărului de infecții, scrie Politico.
“Am avut mai multe tipuri de campanii de dezinformare”, a declarat pentru Politico Raed Arafat, șeful Departamentului pentru Situații de Urgență.
Aceste campanii variază de la articole online și postări pe rețelele sociale, până la “atacarea oricărei persoane, inclusiv oficialii care au scris public orice informație pentru a avertiza populația despre ce trebuie să facă”, a spus Arafat.
“De asemenea, au fost campanii foarte bine finanțate de unii care doreau să apară public pentru a sfida recomandările noastre, vizând tinerii, pe care îi convingeau să nu mai poarte măști… Unii oameni au apărut în mass-media cu opinii care nu aveau bază științifică, inclusiv medici care nu sunt specializați în domeniile legate de COVID, care se opuneau împotriva unor măsuri preventive.”,
Raed Arafat.
Vârful actual poate fi atribuit dezinformării “cel puțin parțial”, a declarat șeful Departamentului pentru Situații de Urgență.
“Toate acestea, luate împreună, au avut cu siguranță un impact asupra populației, creând confuzie și recrutând un număr de oameni care au încetat să respecte regulile, au încetat să poarte măști și au început să propage teorii ale conspirației”,
a adăugat acesta.
Cum alimentează propaganda rusă campaniile de dezinformare
O parte din dezinformare are legătură cu presa de stat rusă.
“Cei care construiesc aceste campanii de dezinformare sunt actori de stat, precum și o multitudine de actori locali”,
a declarat pentru Politico Corina Rebegea, director la Centrul pentru Analiza Politicii Europene.
Rebegea a indicat organizația mass-media rusă Sputnik și mai multe grupări ultra-naționaliste și anti-vaccinare din România, care au promovat teorii ale conspirației despre coronavirus încă de la debutul pandemiei.
Rebegea a spus că politicienii români “joacă un joc iresponsabil” prin amplificarea și acordarea de greutate dezinformării online cu privire la coronavirus pentru a ataca guvernul.
“Mesajele care reduc la minimum efectele coronavirusului sunt preluate de politicieni și comentatori. Vedem un model caracteristic Balcanilor, în care penetrarea propagandei rusești este mai profundă”,
a spus ea.
Ediția locală a site-ului rusesc Sputnik a promovat demonstrațiile stradale împotriva măsurilor de siguranță ale guvernului și a sugerat în mod repetat că efectele virusului au fost exagerate de guvern.
Organizatorul unui protest recent împotriva contramăsurilor pandemice de la București, Iosefina Pascal, este și asistentă a europarlamentarei Maria Grapini, din grupul socialist. Pascal este unul dintre cei mai prolifici susținători online ai corona-scepticismului din România, iar activitatea ei este acoperită îndeaproape și favorabil de ediția locală a Sputnik.
Purtătorul de cuvânt al Sputnik la Moscova susține într-o declarație că publicația își rezervă dreptul de a cita surse așa cum consideră că este de cuviință.
“În unele articole de pe site-urile noastre web cităm experți, vorbitori etc. și opiniile lor”,
a scris purtătorul de cuvânt.
“De asemenea, considerăm că editarea acelor opinii sau marcarea celor care nu se corelează cu mainstream-ul drept „dezinformare” este o formă de cenzură pe care o considerăm inadmisibilă”.
Adesea în România, astfel de opinii influențează politica națională.
“Cel mai mare partid din România, PSD, are și cel mai mare număr de coronasceptici. PSD a folosit conturile sale oficiale de pe rețelele sociale pentru a pune sub semnul întrebării gravitatea pandemiei.”,
a spus Rebegea.
Studiile arată că 41% dintre români cred că virusul este o armă biologică fabricată în SUA.
O mare minoritate a populației României este susceptibilă la dezinformare atât online cât și offline, a spus Nicolae Țîbrigan, analist la Laboratorul pentru Analiza Războiului Informațional și Comunicare Strategică (LARICS), citând un studiu din aprilie care a arătat că 41% dintre români credeau că virusul este de fapt o armă biologică fabricată în SUA.
“În comparație cu majoritatea țărilor europene, procentul este mare, a spus expertul, dar în comparație cu statele vecine din centrul și estul europei acesta nu este excepțional. Nivelul scăzut de încredere în mass-media și în autoritățile statului face parte din motivul pentru care mai mulți români apelează la teoriile conspirației”,
susține Țîbrigan.
Sondajele sugerează că persoanele predispuse să creadă că aceste teorii ale conspirației prezintă un risc mai mare de a se îmbolnăvi de COVID-19. Robert Kiss
Un quadro meteo che viene associato a una criticità idrogeologica di colore Giallo sulle zone 1,3,5,6,7,8 Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana;
Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini;
Zona 5: Tusciano e Alto Sele;
Zona 6: Piana Sele e Alto Cilento;
Zona 7: Tanagro;
Zona 8: Basso Cilento
Si prevedono:
“Precipitazioni a prevalente carattere di rovescio e temporale, puntualmente di moderata intensità. Possibili raffiche nei temporali.”
I fenomeni temporaleschi saranno caratterizzati da una incertezza previsionale e rapidità di evoluzione, con danni alle coperture e strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento, fulminazioni, possibili grandinate e a caduta di rami o alberi.
Saranno possibili:
– Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale;
– Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno;
– Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse
La Protezione civile della Regione Campania raccomanda agli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi.
I poliziotti delle volanti di Messina hanno arrestato ai domiciliari un cittadino di nazionalità srilankese di 46 anni per violenza sessuale.
In esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, i poliziotti delle volanti hanno sottoposto agli arresti domiciliari un cittadino di nazionalità srilankese di 46 anni, perché ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale ai danni di una donna.
In particolare l’uomo, lo scorso 13 luglio, in località Torre Faro afferrava per un braccio la vittima e, strattonandola e bloccandola con violenza, le diceva di consumare con lui un rapporto sessuale, minacciandola altresì di avere con sé un taglierino.
La donna riusciva a divincolarsi dalla presa dell’uomo che tuttavia aveva iniziato a palpeggiarla nelle parti intime. Solo l’arrivo di un amico della malcapitata aveva fatto desistere l’extracomunitario dalla sua condotta violenta che si dava alla fuga facendo perdere le proprie tracce.
L’attività d’indagine, suffragata anche dalla raccolta di testimonianze, svolta successivamente dagli agenti e coordinata dall’Autorità Giudiziaria, ha consentito di accertare le responsabilità del quarantaseienne e di emettere la misura cautelare.
Gazzetta- Napoli, Insigne spera nel recupero: è corsa contro il tempo
Lorenzo Insigne ci prova. L’attaccante azzurro, dopo l’infortunio contro la Lazio, stringe i denti e prova il possibile per recuperare entro sabato per la sfida più importante della stagione. A tal proposito, ecco quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport sulla sua situazione:
“Ieri mattina, il calciatore si è presentato al centro sportivo con il morale un tantino più su, soprattutto dopo aver condiviso con lo staff sanitario il report della notte. Al di là dell’ansia di sapere, il capitano ha comunque riposato e di buon mattino s’è messo in viaggio per raggiungere il centro. Lui, sotto lo sguardo attento dei fisioterapisti, ha pure iniziato le cure del caso. In effetti, secondo quanto è trapelato da Castel Volturno, il danno subito da Insigne non sarebbe così serio da impedirgli di essere in campo per la gara di ritorno dell’ottavo di finale, contro il Barcellona, in programma sabato. Ieri mattina, il capitano ha discusso anche con Rino Gattuso, ha provato a rassicurarlo, gli ha anche detto che è pronto a rischiare, perché l’evento è troppo importante per non parteciparvi. La volontà c’è, dunque, ma potrebbe non bastare, perché si tratterà di fare una corsa contro il tempo”
CorSport – Il Napoli vuole un terzino sinistro: i nomi sul taccuino di Giuntoli
Testa al Barcellona ma anche sul mercato. Il Napoli, dopo l’arrivo di Victor Osimhen, pensa alla difesa. Obiettivo: terzino sinistro e, secondo quanto scritto dal Corriere dello Sport, Giuntoli ha messo gli occhi su Tsimikas dell’Olympiacos e Arias dell’Atletico Madrid. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:
“Per (ri)cominciare, e dal basso, a Gattuso interessa avere un omologo di Mario Rui e il greco Kostas Tsimikas non è mai stato rimosso dagli appunti: all’Olympiacos Pireo, sette mesi fa, la spararono grossa, quindici milioni di euro, ma le riaperture sono all’ordine del giorno. Venerdì, a casa De Laurentiis, pranzo in amicizia tra il presidente del Napoli con il presidente dell’Atletico Madrid:<<Non abbiamo parlato di calcio>> . È complicato convincersene, avendo gli spagnolo una che figura che il Napoli ha sempre apprezzato: Santiago Arias”
Repubblica – Napoli, c’è Lozano per sostituire Insigne a Barcellona
Con il K.O di Insigne contro la Lazio e, la sua possibile assenza a Barcellona anche se siamo in attesa degli esami strumentali, Gattuso pensa anche all’uomo che dovrebbe sostituire il capitano azzurro. Secondo quanto scritto dal quotidiano Repubblica, il tecnico calabrese è pronto a puntare su Lozano ma c’è anche l’opzione che porta a Elmas. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:
“Ormai la frittata è fatta e preoccupa piuttosto che non ci sia un piano B già collaudato per sostituirlo, a differenza di quanto avviene con il turn over per tutti i suoi compagni. Nel Napoli vige una regola: giocano il capitano più dieci. Per questo Ringhio spera di non essere costretto a stravolgere gli equilibri degli azzurri proprio nella notte di Barcellona, anche se il tecnico calabrese ha già messo in preallarme Elmas e terrà in considerazione pure Lozano”
GIANLUCA IS BACK” è il titolo di un post che non lascia spazio a interpretazioni.
Comincia così il comunicato con il quale l’Ischia Calcio nel primo pomeriggio di ieri ha annunciato il ritorno in gialloblù di Gianluca Saurino. L’attaccante ischitano torna a casa dopo otto anni. Nella mattinata di ieri, dunque con un leggero rimando rispetto a quanto precedentemente previsto, presso la sede sociale sulla banchina del porto borbonico, Saurino ha firmato in presenza del presidente D’Abundo, del dg Taglialatela e del consulente Scotti. In attesa dell’ufficialità del trasferimento del portiere Gennaro Di Chiara, si può dire che il mercato dell’Ischia è chiuso. La rosa a disposizione di Monti è ormai definita e può iniziare il conto alla rovescia in vista dell’inizio della preparazione, in programma il 24 agosto.
Gianluca Saurino va a potenziare e allo stesso tempo completare il reparto avanzato che per la categoria maggiore presenta una importante novità. Un calciatore che conosce la categoria così come i compagni di squadra, alcuni dei quali ha giocato insieme ai tempi della D. Nell’estate del 2007, Franco Impagliazzo lo strappò al Barano e il più giovane dei fratelli lo ripagò con dodici reti in trenta presenze al primo anno in “quarta serie”. Non male per un giovane in età di lega… Settantuno i gol messi a segno dal bomber della Madonnella negli ultimi cinque campionati di Eccellenza campani e lucani. Nella massima categoria regionale, Sauriño (come fu fino a otto anni fa, ci prendiamo la licenza per distinguerlo dal fratello Ciro) ha indossato le maglie di Scafatese, Battipagliese, Real Forio, Melfi e Lavello.
«L’Ischia Calcio annuncia ai tifosi e agli organi di stampa di aver formalizzato l’accordo per il ritorno in gialloblù di Gianluca Saurino – si legge nel comunicato ufficiale –. L’attaccante classe 1988 ritorna a vestire la maglia della squadra della sua isola, dopo aver giocato nelle ultime stagioni al Melfi e al Lavello. Un rinforzo importante per il reparto offensivo, sempre nel segno dell’ischitanità e della volontà di puntare sui calciatori isolani anche nel prossimo campionato di Eccellenza. Dal presidente D’Abundo, dalla società e da tutta la famiglia dell’Ischia Calcio: “Bentornato a casa Gianluca”!».