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Proseguono gli sbarchi in Sicilia di migranti provenienti dalla Libia
Isole - cronaca

Gli sbarchi in Sicilia continuano e ci sono contagi da Sars-cov-2

Proseguono gli sbarchi in Sicilia di migranti provenienti dalla Libia. Tra loro si segnalano contagi da nuovo coronavirus Sars-cov-2.

Qualche giorno addietro la nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans è approdata ad Augusta, porto indicato dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera. A bordo c’erano 43 persone, tra cui  donne e bambini “Siamo felici per loro finalmente al sicuro in Europa”  dichiaravano dalla nave.

Sennonché otto di questi migranti dopo che erano stati trasferiti in un centro d’accoglienza a Noto, sono risultati positivi al nuovo coronavirus Sar-cov-2 (non hanno contratto la malattia Covid-19 del nuovo coronavirus). Sono stati anche posti in isolamento i poliziotti che li hanno assistiti e fotosegnalati per il rischio di contagio, così come tutto il restate gruppo di migranti, anche se gli 8 positivi sono stati separati dagli altri.

A fine giungo la Guardia costiera era riuscita a bloccare, nelle acque antistanti Licata in provincia di Agrigento, un’altra imbarcazione che aveva consentito lo sbarco di 70 migranti cercando poi di ripreso subito il largo. Uno scafista, di origini tunisine era stato arrestato. La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, con la Capitaneria di porto coordinata dal capitano di fregata Gennaro Fusco, hanno contestando allo scafista l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il cosiddetto “barchino” aveva portato quasi fino sulla spiaggia del Comune di Licata, in contrada Nicolizia nell’area di Mollarella, i 70 migranti. Qualcuno se n’è accorto ed ha fatto scattare l’allarme. La Guardia costiera ha immediatamente inseguito e bloccato il barcone di circa 10 metri che stava facendo rotta di ritorno verso la Tunisia.

Nel frattempo a Lampedusa ci sono stati altri sbarchi. Sono approdati 116 migranti che sono stati soccorsi dagli uomini della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Questi nuovi arrivi hanno fatto crescere le presenze nell’hotspot dell’isola in contrada Imbriacola, dove si trovano adesso 209 ospiti. Ieri 80 migranti sono stati imbarcati sul traghetto di linea per essere trasferiti al Porto Empedocle.

Nella notte del 1° luglio la Ocean Viking di Sos Mediterranee ha salvato altre 16 persone che erano a bordo di una barca in vetroresina e in pericolo a 40 miglia nautiche a sud di Lampedusa, seguendo le istruzioni del Centro di coordinamento di salvataggio maltese. Sulla nave ci sono al momento 180 migranti e quest’ultima accusa l’Italia e Malta di non aprire i porti mentre a bordo sale la tensione con alcuni dei migranti che si sono gettati pure in mare manifestando intenti suicidi.

La Ocean Viking di Sos Mediterranee denuncia che è impossibile trasferirli sulla ‘Moby Zazà’, protestando per “la mancanza di solidarietà dell’Ue” e la chiusura di Italia e Malta. Spiegano dall anave che “Alcuni dei sopravvissuti sono in condizioni precarie in mare da 8 giorni. La situazione è insopportabile. Abbiamo mandato cinque richieste alle autorità marittime italiane e maltesi per un porto di sbarco e abbiamo ricevuto solo due risposte negative finora”.

Intanto dopo questi sbarchi, una decina di migranti sono risultati positivi al nuovo coronavirus. Arrivando dalla Libia ciò è pressoché inevitabile poiché dai pochi dati che trapelano da quell’area in guerra il contagio da Sars-cov-2 sarebbe in continuo aumento anche a causa delle notorie carenti condizioni igienico-sanitarie dei campi di prigionia che rischiano di trasformare quei luoghi in un focolaio senza precedenti. Un problema per il nostro Ministero degli Interni che deve gestire gli arrivi applicando rigidi protocolli sanitari.

Questi contagi si uniscono a quelli già registrati sulla nave Moby Zaza (ora dell’armatore Onoratò, un traghetto passeggeri varato nel 1981 che in origine effettuava i collegamenti tra Regno Unito e Paesi Bassi. È stata poi acquistata nel 2016 dalla compagnia di navigazione italiana Moby Lines per effettuare il servizio tra Nizza e Bastia una città sull’isola francese della Corsica).

Di recente la nave è stata individuata dal Prefetto Michele Di Bari, soggetto attuatore per l’emergenza migranti in Italia, che ospita i migranti per il periodo della quarantena. La Moby Zaza è la seconda nave con sosta nella rada di Porto Empedocle, individuata in Sicilia per consentire la quarantena dei migranti, dopo la nave traghetto ‘Raffaele Rubattino’ della Tirrenia, in rada nel golfo di Palermo.

La Commissione Europea tuttavia si chiama fuori da questa situazione. Con una nota ha fatto sapere in merito a questa nuova ondata di sbarchi che “Non spetta a noi trovare o assegnare un porto per lo sbarco. Dipende dagli Stati membri e per questo li incoraggiamo a cooperare strettamente per trovare soluzioni nel Mediterraneo”.

Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci non ha nascosto la sua preoccupazione per questo susseguirsi di sbarchi e dei contagi da nuovo coronavirus riscontrati. Sulla propria pagina Fb scrive “Dei 43 immigrati sbarcati ieri ad Augusta, 8 sono risultati positivi al Coronavirus. Si trovano a Noto e non su una nave in rada come aveva chiesto il Governo siciliano. Ma lo Stato dice che la nave costa troppo. E quindi si possono alloggiare a Noto, dove già si trovano. Avete capito bene: a Noto, perla del nostro turismo. Il nostro sistema sanitario ha provveduto a effettuare i tamponi e ha posto in isolamento i positivi, dividendoli dagli altri. Ma permangono due grandi domande: perché la quarantena sulla terra ferma? Perché nessuno ci informa sulle condizioni reali dei campi in Libia? Sono domande alle quali Roma ha il dovere di rispondere. Verificherò a questo punto se non sia il caso di ordinare la zona rossa attorno alla struttura che ospita gli immigrati”.

E a proposito della presenza dei migranti risultati positivi scrive ancora Il Presidente della Regione Siciliana “La Regione Siciliana ha mantenuto contatti continui con la prefettura di Siracusa e il Comune di Noto. Abbiamo chiesto congiuntamente con il sindaco un forte potenziamento di controlli perché l’area in cui si trovano alloggiati i migranti, che è isolata fuori dal contesto urbano, sia adeguatamente presidiata. Chiedo al Ministro dell’Interno di attuare un diverso protocollo di gestione perché nessuno può permettersi che le nostre città finiscano in pasto alla comunicazione negativa solo per aver deciso di non attendere i risultati dei tamponi a bordo o, come continua a chiedere la #Sicilia, individuando altre navi per la quarantena obbligatoria. Abbiamo pagato un prezzo troppo alto per rendere pubblicità negativa al nostro territorio, il cui #turismo va accompagnato alla ripresa. Chiedo e pretendo maggiore attenzione. Al momento abbiamo città sicure, a partire proprio da Noto, e ci siamo dedicati al protocollo “SiciliaSiCura” con grande impegno per tutelare il turismo e i nostri cittadini. Nessuno può e deve metterci a rischio”.

Nel 2020 gli sbarchi sono saliti a 6.576 (quasi il triplo rispetto ai 2.508 del 2019). Durante la prima fase del lockdown scattato a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 – ovverosia dal 25 febbraio alle prime aperture del 4 maggio, sono sbarcati in Italia 1.562 migranti. A giugno – dato aggiornato al 23 del mese – risultano 1.065 arrivi (erano 241 a marzo, in pieno lockdown).

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Sebastiano Adduso

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