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Juve Stabia, Fabio Caserta: nessuno dimentichi ciò che è stato

31 gennaio 2012 – 4 agosto 2020. Finisce dopo otto anni ed otto mesi la storia, solo professionale, tra la Juve Stabia e Fabio Caserta. Dopo la dolorosa ed immediata retrocessione in Serie C il club gialloblu ha deciso di sollevare dall’incarico il tecnico del miracolo sportivo del 2019, divenuto poi incubo poco più di un anno dopo, e con lui il direttore sportivo Ciro Polito.

Qualcuno avrebbe preferito che l’esonero fosse arrivato prima della fine del campionato, sperando in un’inversione della rotta stabiese; altri hanno reso le difese del tecnico, rilevando che con l’organico a sua disposizione ha fatto il massimo. Questo articolo non rappresenta nè vuole essere l’accusa o la difesa nei confronti di Fabio Caserta, quanto semplicemente il giusto saluto ad una persona, prima ancora che calciatore e poi allenatore, che a Castellammare ha scritto alcune tra le pagine più importanti della sua storia e della storia della Juve Stabia.

Arrivato agli inizi del 2012 nel complesso affare che portò Riccardo Cazzola all’Atalanta, Fabio Caserta ha da subito avuto un rapporto ad alto tasso di emozioni con l’ambiente stabiese. Immediato l’esordio con il Livorno, griffato con la rete del momentaneo vantaggio; poi piccoli problemi fisici dovuti ad una condizione non ideale ma con l’apice del gol che regalava a marzo il pareggio in extremis nel derby con la Nocerina (che pure aveva cercato il calciatore in sede di mercato), condannando i rivali alla retrocessione. Pareva che quella rete fosse il preludio ai saluti tra l’allora numero 16 e le Vespe; il nuovo programma di Braglia prevedeva una squadra giovane, e non includeva nei suoi schemi l’ex nerazzurro. Eppure il destino aveva in serbo altri programmi.

La Juve Stabia al suo secondo anno di cadetteria gira male, non trova la retta via, tanto da spingere Braglia a rilanciare Caserta: per lui fulmineo rientro in campo, col numero 16 nel frattempo diventato 10, e fascia da capitano. Da quel momento in poi il centrocampista calabrese diventerà il faro attorno cui ruoterà tutta la squadra, illuminata dai gol e dalle giocate del suo leader. Nemmeno le lusinghe del Pescara del suo maestro Marino, l’estate successiva, riusciranno a rompere l’amore tra Fabio e i colori gialloblu, rafforzato nel periodo più brutto della sua vita, la morte del fratello Raffaele. Un momento drammatico, in cui tutta la città si stringe al suo capitano.

Dopo la cocente delusione della retrocessione, e le apparizioni intermittenti nella squadra guidata da Pancaro, il passaggio sulla panchina, prima come collaboratore di Ciullo e Zavettieri, e poi come vice di Fontana e Carboni. Un apprendistato lungo ma con lo sguardo sempre orientato a quel seggiolino da primo allenatore, meta finale di un viaggio cui Caserta arriva il 15 luglio 2017, con la nomina ad allenatore della Juve Stabia. Quarto posto al primo anno da allenatore e radici del capolavoro che sarebbe germogliato la stagione successiva.

La seconda Juve Stabia guidata da Fabio Caserta, nel 2018/19, è un carro armato. Vince di rabbia e grinta, prima ancora che tecnicamente, contro tutti. Solo due sconfitte, una a campionato già vinto, nella stagione stabiese, in cui l’apice della gioia è la vittoria con la Vibonese del 20 aprile 2019 che consegna la Serie B alle Vespe.

Più che positivo fino a marzo il ritorno in Serie B della Juve Stabia, persasi soltanto nel caos post covid. Una gestione errata in cui Caserta ha le sue colpe, che si affiancano però alle responsabilità di tanti altri addetti ai lavori del club, dal direttore sportivo, alla presidenza, allo staff atletico, come anche dei calciatori. Questa, come detto, non è la ricerca del colpevole né la ripartizione delle responsabilità, quanto un semplice invito a non dimenticare quanto fatto da Fabio Caserta insieme alla Juve Stabia.

Avversari, probabilmente, lo saremo prima o poi ma nemici mai. Buona fortuna Fabio.

Foto: Gargiulo – SS Juve Stabia

Eccellenza- Ischia Calcio. Bentornato Massimo De Luise

Dopo l’esperienza con la maglia del Real Forio,l’attaccante torna a vestire la maglia gialloblu

Dopo Gianluca Saurino e il difensore Alfredo Capuano, l’Ischia Calcio ha ufficializzato l’arrivo, anzi il ritorno in gialloblu di Massimo De Luise. Dotato di un ottimo fisico oltre che discreta tecnica, De Luise nella passata stagione ha militato nel Real Forio. Il rientrante attaccante ischitano gioca centralmente, risultando un preciso punto di riferimento, anche se non disdegna il movimento tendente a staccarsi dai centrali difensivi.

<<Bentornato Massimo De Luise- si legge nella nota ufficiale diffusa sui social-. L’Ischia Calcio comunica che nella prossima stagione si avvarrà delle prestazioni di Massimo De Luise. Per il 21enne attaccante si tratta di un ritorno, avendo vestito la maglia gialloblù già nella prima parte della stagione 2018/2019. Il classe 1999 è reduce dall’esperienza al Real Forio in Eccellenza. A Massimo un caloroso benvenuto nella famiglia dell’Ischia Calcio da parte del presidente d’Abundo e di tutta la società>>.

S.V.

BEIRUT devastata da due potenti esplosioni: 100 morti e 4.000 feriti

(IT) – Beirut devastata da due potenti esplosioni: 2.750 ton di nitrato di ammonio sarebbero all’origine della tragedia. Oltre 100 i morti e 4.000 i feriti secondo l’ultimo aggiornamento della Croce Rossa. Danni in un raggio di 10 Km. (VIDEO)

(RO) – Beirutul devastat de două explozii puternice: 2.750 tone de azotat de amoniu ar fi la originea tragediei. Peste 100 de morți și 4.000 de răniți în conformitate cu cea mai recentă actualizare a Crucii Roșii. Daune pe o rază de 10 km. (VIDEO)

BEIRUT devastata da due potenti esplosioni: 100 morti e 4.000 feriti

L’enorme esplosione, avvenuta alle 18.30 di ieri nel porto di Beirut, è stata il seguito di una prima esplosione che già aveva creato scompiglio in migliaia di cittadini che erano lì ad osservarne, anche da lontano, l’incendio che ne era derivato. Questa seconda esplosione, molto più potente della prima, ha generato un enorme fungo alto decine di metri simile all’esplosione di una bomba atomica (nello specifico, alla mente, è subito tornata l’immagine dell’esplosione a Nagasaki della quale, i casi della vita, ricorre l’anniversario in questi giorni).

Anche l’onda d’urto che ne è derivata è stata di una forza spaventosa che ha distrutto le finestre degli edifici nel raggio di diversi chilometri, ha provocato il crollo delle facciate e danneggiato molte auto.

Secondo le ultime informazioni fornite dalla Croce Rossa i morti contati, ad ora, sarebbero più di 1oo con 4.000 feriti ma diverse persone sono ancora intrappolate sotto le macerie come confermato anche dal ministro della Salute libanese Hamad Hasan che ha parlato anche di danni altissimi ed ha invitato i cittadini a lasciare la Città perché coperta ancora da una nube tossica.

La coincidenza con il fatto che un tribunale delle Nazioni Unite avrebbe dovuto pronunciare il verdetto nel processo a quattro uomini del gruppo sciita Hezbollah  per l’assassinio di Rafik Hariri in un attentato dinamitardo nel 2005, ha subito alimentato sospetti di un possibile attentato.

Notizia e ricostruzione smentita quasi subito dall’evidenza dei fatti che hanno “accertato” come la seconda esplosione fosse dovuta a 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio che erano state immagazzinate in un deposito portuale a Beirut cosa che ha richiamato alla memoria un’altra precedente tragedia avvenuta in America dove, il 16 aprile del 1947 nel porto di Texas City, due navi cariche di nitrato d’ammonio saltarono generando una esplosione da 3,8 chilotoni che causò la morte di 581 persone con oltre 3.000 feriti.

La Cronaca dal posto ci segnala che molti edifici sono stati colpiti dall’esplosione, incluso un quartier generale della CNN in città, e una nuvola rossa di fumo ha fluttuato sulla città dopo l’esplosione, mentre i vigili del fuoco hanno cercato di spegnere l’incendio.

L’onda d’urto, secondo testimoni oculari, ha colpito anche le case a 10 chilometri di distanza. Una cittadina a diversi chilometri dal luogo dell’esplosione dice che le finestre di casa sua si sono tutte rotte e che l’esplosione “sembrava un terremoto” mentre un altro testimone, Hadi Nasrallah, ha così descritto quanto ha potuto vedere:

 “Ho visto una luce intensa e non ho sentito nulla. Ho guardato il tassista, volevo assicurarmi che stesse vedendo la stessa cosa. Ha fermato la macchina, mi ha guardato e poi ho sentito un’esplosione molto forte. I finestrini dell’auto si sono rotti, le macchine intorno a noi, gli edifici … tutti i finestrini erano rotti. In quel momento, a Beirut, pioveva vetro dappertutto”

Un’altra testimonianza la fornisce un corrispondente dell’AFP che, su France Presse, scrive: Nella zona del distretto portuale, la distruzione è totale. 

” Ho visto una palla di fuoco e fumo che si alzava su Beirut. La gente urlava e correva, molte di loro sanguinavano. I balconi cadevano dagli edifici. Le finestre degli edifici alti sono state distrutte e sono cadute in strada “

Sempre secondo quanto riportato da AFP, anche il primo ministro Hassan Diab è intervenuto sulla tragedia ed ha detto:

“È inammissibile che un carico di nitrato di ammonio, stimato in 2.750 tonnellate, sia presente per sei anni in un magazzino senza precauzioni “.

“È inaccettabile e non possiamo tacere su questo tema”

“Non avremo pace finché non troveremo la persona responsabile dell’accaduto per fargliene rendere conto”.

Secondo una dichiarazione rilasciata al termine della riunione il Consiglio supremo di difesa ha raccomandato al governo di dichiarare lo “stato di emergenza” a Beirut per due settimane e, durante questo periodo, una “forza militare sarà responsabile di tutte le prerogative di sicurezza” mentre, oggi, Mercoledi, il governo libanese si riunirà in una riunione di emergenza.

Nell’immediato della tragedia si è fatto sentire anche il solito Donald Trump, Presidente USA, che ha perso un’altra occasione per tacere etichettando l’esplosione a Beirut come probabile frutto di un “attacco” affermando:

funzionari militari statunitensi “sembrano credere” che l’esplosione non sia stata accidentale, nonostante le informazioni ufficiali delle autorità libanesi.

Tuttavia, i funzionari del Pentagono degli Stati Uniti lo contraddicono e dicono che non ci sono indicazioni che l’esplosione di Beirut sia stata un attacco. Ma l’essere subito smentito, anche dal suo stesso entourage nonché dalle fonti da lui citate, è ormai diventata cosa normale ed abituale per il personaggio sempre più in affanno per le prossime elezioni. Ma questo è altro.

Tornando alla tragedia di Beirut e alle cose serie, resta da segnalare che l’area portuale è stata isolata dalle forze di sicurezza che consentono l’accesso solo alla protezione civile, alle ambulanze e ai camion dei pompieri. Accesso negato anche ai giornalisti.

La portata della tragedia diventa sempre più enorme man mano che passa il tempo e che si ha modo e tempo di far mente locale e poter avvertire anche tutti gli altri immensi danni collaterali creati dall’esplosione. Tra le tante, non ultima, quella dall’accertata distruzione anche dei depositi di grano che erano in zona e che contenevano, a quanto si apprende, l’80% delle scorte per tutto il Libano il che apre ora uno scenario terribile anche in termini economici e di sopravvivenza di tutta la popolazione libanese.

In conclusione segnaliamo che il militare italiano segnalato come coinvolto dall’esplosione sta relativamente bene, comunque non è grave. E questo rassicura se non altro gli italiani come rassicura i rumeni l’apprendere che, secondo il ministero degli Affari esteri, Bogdan Aurescu, non ci sono informazioni che tra le vittime ci siano cittadini rumeni.

A documentazione dell’accaduto si moltiplicano i filmati amatoriali fatti da cittadini sul posto. Tutti mostrano uno scenario di grande distruzione con auto ribaltate o distrutte. Uno di questi filmati, brevissimo, è giunto anche a noi attraverso Bissan Fakih che lo pubblica sul suo Twitter scrivendo: “A video I received on WhatsApp of the scalr of explosion in #Beirut, confirming it was at the port” e noi ve lo proponiamo a seguire:

BEIRUT devastat de două explozii puternice: 100 de morți și 4.000 de răniți

Gigantesculă explozie, care a avut loc ieri, la ora 18.30, în portul Beirut, a fost rezultatul unei prime explozii care a creat deja haos la mii de cetățeni care erau acolo pentru a observa, chiar și de la distanță, incendiul rezultat. Această a doua explozie, mult mai puternică decât prima, a generat o ciupercă uriașă de zeci de metri înălțime similară cu explozia unei bombe atomice (în mod special, în minte, imaginea exploziei din Nagasaki s-a întors imediat).

Valul de șoc rezultat a fost, de asemenea, o forță înspăimântătoare care a distrus ferestrele clădirilor pe o rază de câțiva kilometri, a prăbușit fațadele și a deteriorat multe mașini.

Conform celor mai recente informații furnizate de Crucea Roșie, numărul mortilor a fost de peste 1.000 cu 4.000 de răniți, dar mai multe persoane sunt încă prinse sub dărâmături, așa cum a confirmat ministrul libanez al Sănătății, Hamad Hasan, care a vorbit și despre daune foarte mari a invitat cetățenii să părăsească orașul, deoarece este încă acoperit de un nor toxic.

Coincidența în care un tribunal al ONU ar fi trebuit să se pronunțe în procesul de patru oameni al grupului șiit Hezbollah pentru asasinarea lui Rafik Hariri într-un atentat din 2005 a ridicat imediat suspiciuni cu privire la un posibil atac.

Știrile și reconstrucțiile au fost refuzate aproape imediat de dovezile care au „verificat” că a doua explozie s-a datorat celor 2.750 de tone de azotat de amoniu care au fost depozitate într-un depozit port din Beirut, care amintea de o altă tragedie anterioară. a avut loc în America, unde, la 16 aprilie 1947, în portul Texas City, două nave încărcate cu azotat de amoniu au sărit generând o explozie de 3,8 kilotone care a ucis 581 de persoane cu peste 3.000 de răniți.

Cronica din locație ne spune că multe clădiri au fost afectate de explozie, inclusiv un sediu CNN din oraș și un nor roșu de fum a plutit peste oraș după explozie, în timp ce pompierii au încercat să scoată ‘foc.

Valul de șoc, potrivit martorilor oculari, a lovit de asemenea case la 10 kilometri distanță. Un oraș mic aflat la câțiva kilometri de locul exploziei spune că geamurile casei sale s-au rupt toate și că explozia “arăta ca un cutremur” în timp ce un alt martor, Hadi Nasrallah, a descris ce a putut vedea:

“Am văzut o lumină strălucitoare și nu am auzit nimic. M-am uitat la taximetrist, am vrut să mă asigur că vede același lucru. A oprit mașina, m-a privit și apoi am auzit o explozie foarte puternică. Geamurile mașinii s-au întâmplat. sunt sparte, mașinile din jurul nostru, clădirile … toate geamurile erau sparte. În acel moment, în Beirut, sticla ploua peste tot “

O altă mărturie este oferită de un corespondent AFP care, în France Presse, scrie: În zona districtului port, distrugerea este totală.

“Am văzut o minge de foc și fum ridicându-se peste Beirut. Oamenii urlau și alergau, mulți dintre ei sângerau. Balcoanele cădeau de pe clădiri. Ferestrele clădirilor înalte au fost distruse și au căzut în stradă.”

În conformitate cu cele raportate de AFP, premierul Hassan Diab a vorbit și despre tragedie și a spus:

“Este inacceptabil ca o marfă de azotat de amoniu, estimată la 2.750 tone, să fie prezentă timp de șase ani într-un depozit fără măsuri de precauție”.

“Este inacceptabil și nu putem rămâne tăcuți pe această temă”

“Nu vom avea pace până nu vom găsi persoana responsabilă de ceea ce s-a întâmplat pentru a-l face responsabil”.

Potrivit unui comunicat lansat la sfârșitul ședinței, Consiliul Suprem de Apărare a recomandat guvernului să declare o „stare de urgență” în Beirut timp de două săptămâni și, în această perioadă, o „forță militară va fi responsabilă pentru toate prerogativele de securitate” în timp ce , astăzi, miercuri, guvernul libanez se va întruni într-o ședință de urgență.

În urma imediată a tragediei, s-a făcut auzit și obișnuitul Donald Trump, președintele SUA, care a pierdut o altă oportunitate de a păstra liniștea prin etichetarea exploziei din Beirut ca rezultatul probabil al unui „atac” care a declarat:

Oficialii militari americani „par să creadă” că explozia nu a fost întâmplătoare, în ciuda informațiilor oficiale ale autorităților libaneze.

Cu toate acestea, oficialii americani ai Pentagonului contrazic acest lucru și spun că nu există indicii că explozia Beirut a fost un atac. Fiind refuzat imediat, chiar și de propriul anturaj, precum și de sursele pe care le-a citat, acum a devenit normal și obișnuit pentru personajul care este din ce în ce mai neliniștit pentru următoarele alegeri. Dar este altceva.

Revenind la tragedia din Beirut și la problemele grave, rămâne de menționat că zona portului a fost izolată de forțele de securitate care permit accesul numai la protecția civilă, ambulanțe și camioane de pompieri. Accesul refuzat chiar și jurnaliștilor.

Amploarea tragediei devine din ce în ce mai enormă pe măsură ce trece timpul și pe măsură ce există timp și ocazie de a gândi la nivel local și, de asemenea, de a putea simți toate celelalte daune colaterale imense create de explozie. Printre numeroasele, nu în ultimul rând, cea a distrugerii constatate a depozitelor de cereale care se aflau în zonă și care conțineau, din câte știm, 80% din stocurile pentru întregul Liban, ceea ce deschide acum un scenariu teribil și în termeni. economică și de supraviețuire a întregii populații libaneză.

În concluzie, subliniem că soldatul italian raportat ca implicat în explozie este relativ bine, cu toate acestea nu este grav. Și acest lucru îi liniștește pe italieni cel puțin pe măsură ce îi liniștește pe români să afle că, potrivit Ministerului Afacerilor Externe, Bogdan Aurescu, nu există informații că printre victime sunt cetățeni români.

Ca documentație a incidentului, filmele amatoare realizate de cetățenii locali se înmulțesc. Toate arată un scenariu de mare distrugere cu mașini răsturnate sau prăpădite. Unul dintre aceste scurtmetraje ne-a venit și prin intermediul Bissan Fakih, care îl publică pe Twitter-ul său scris: „Un videoclip pe care l-am primit pe WhatsApp pe scalpul exploziei din #Beirut, confirmând că este la port” și noi propunem să urmăm:

Cristina Adriana Botis

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Aggredisce la donna innanzi ai poliziotti. Arrestato

Aggredisce la donna con schiaffi al volto che sentendosi perseguitata aveva chiesto l’intervento della Polizia di Stato di Agrigento.

Nella serata del del 1° agosto u.s., personale della Polizia di Stato di Agrigento, nel corso di un’attività di Polizia rivolta alla prevenzione ed alla repressione dei reati, procedeva all’arresto in flagranza di reato per resistenza minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale nonché lesioni personali e atti persecutori nei confronti di una donna del cinquantasettenne licatese G.A. soggetto pluripregiudicato.

Gli uomini del Commissariato di P.S.  di Licata, in servizio di volante, nel percorrere una centrale strada cittadina, venivano attirati dalla richiesta d’aiuto di una donna, fortemente intimorita dall’atteggiamento persecutorio di un uomo, con il quale poco prima aveva avuto un’accesa discussione.

Gli operatori cercavano di comprendere l’accaduto, ascoltando le parti, ma l’uomo prima inveiva con minacce ed epiteti ingiuriosi e diffamatori successivamente aggrediva fisicamente la donna con schiaffi al volto e gli stessi agenti.

Gli operatori di Polizia, pertanto, deferivano l’uomo all’A.G. e procedevano all’arresto flagranza di reato.

Adduso Sebastiano

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Mamma con figlio di 4 anni scomparsa dopo un incidente con l’auto

Mamma e figlio sono scomparsi ieri dopo un incidente sull’A20 in prossimità del comune di Caronia (ME). Sono ancora in corso le ricerche.

La Polizia Stradale di Messina comunica che dalla mattinata di ieri sull’autostrada A 20, all’altezza del km. 117, nell’ambito del comune di Caronia, dopo un incidente stradale si allontanava dal luogo del sinistro la conducente di uno dei veicoli coinvolti, Viviana PARISI, classe 1977, residente a Venetico (ME) con il proprio figlio Gioele, di anni 4. Le ricerche sono tuttora in corso. Chi avesse notizie è pregato di contattare questa Polizia Stradale ai nr. 090/6402811 o 090/41852. Si allega la foto della donna.

Mamma e figlio sono come scomparsi. Un intero paese è in apprensione. Sull’autostrada a20, Messina-Palermo, vicino a Caronia, è rimasta l’auto di Viviana Parisi, 43 anni, che è scomparsa con suo figlio Gioele di quattro.

La vettura è stata coinvolta lunedì mattina in un lieve incidente stradale sull’autostrada A20, tra Sant’Agata di Militello e Santo Stefano di Camastra, entrambi in provincia di Messina. Parisi, a quanto si è appreso, si sarebbe allontanata insieme al figlio nelle campagne circostanti subito dopo l’incidente.

Una delle ipotesi è quella che la donna abbia perso l’orientamento. Oltre alla Polstrada, sono intervenuti i carabinieri e due unità specializzate nelle ricerche, un elicottero dei Vigili del fuoco e un’unità cinofila. Si setacciano le campagne della zona.

L’automobile è stata trovata abbandonata in un controllo di routine della Polizia stradale sul viadotto Pizzo Turda, sulla carreggiata dell’autostrada in direzione Palermo. L’Opel Corsa di colore grigio aveva subito lievi danni per un impatto contro il guard-rail. All’interno della vettura sono stati rinvenuti la borsa della donna, con il cellulare e i documenti. Viviana era partita dal suo paese, Venetico, un piccolo centro vicino a Messina, per andare al centro commerciale a Milazzo, hanno riferito dei parenti, che non riescono a spiegarsi l’accaduto. In serata il marito e i familiari hanno lanciato un appello social per le ricerche, rilanciato e condiviso da migliaia di persone.

La Procura ha aperto un fascicolo per chiarire alcuni punti oscuri della vicenda. Al marito Daniele Mondello, musicista e Dj come lei, ha detto che con il bambino si sarebbe recata in un centro commerciale di Milazzo. Avrebbe dovuto percorrere una trentina di chilometri, invece ne aveva percorsi oltre 100.

Presso la Prefettura di Messina si è svolta una riunione. All’incontro, presieduto dal Vice Prefetto Vicario, dr.ssa Maria Carolina Ippolito, hanno partecipato rappresentanti della Questura, del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale Regionale, della Città Metropolitana e della locale Sezione di Polizia Stradale.

In tale sede, il Vice Prefetto Vicario, nell’ambito delle funzioni di coordinamento delle operazioni di ricerca demandate alla Prefettura, ha fatto il punto delle attività poste in essere per il rintraccio di madre e figlio. In particolare, a seguito dell’attivazione del Piano provinciale di intervento per la ricerca di persone scomparse, i Vigili del Fuoco di Messina, previa attivazione del Posto di Comando Avanzato, hanno utilizzato quindici unità di personale, comprese due squadre cinofile, una squadra operativa e un’unità di comando locale su autofurgone UCL.

È stato anche più volte effettuato il sorvolo dell’area interessata tramite un elicottero e due droni. Nel contempo personale delle Forze di Polizia, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, ha assicurato l’attività di controllo del territorio, perlustrando gli itinerari principale e secondari che i due scomparsi avrebbero potuto percorrere, senza escludere ispezioni a ruderi e casolari abbandonati. Le attività di ricerca hanno avuto inizio nel primo pomeriggio di ieri e sono proseguite lungo tutta la nottata e la giornata di oggi lungo la zona perimetrale del chilometro 117 dell’autostrada A/20, luogo in cui si è verificato il sinistro, con la partecipazione di personale del Corpo Forestale Regionale mediante unità di terra, di pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Stradale e della Polizia Municipale di Caronia. Nel corso della riunione è stato individuato, fra le ulteriori iniziative da intraprendere, il coinvolgimento delle Associazioni di volontariato di protezione civile al fine di coprire un più ampio raggio di territorio in tempi più stringenti.

Adduso Sebastiano

mamma mamma mamma

Banda dedita a estorsione e furti in appartamento. Arrestati

I Carabinieri di Misilmeri (PA) hanno arrestato una banda ritenuta, a vario titolo, responsabile di furto aggravato ed estorsione (video).

Con l’operazione “Safe Houses” i Carabinieri della Compagnia di Misilmeri in provincia di Palermo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Palermo nei confronti di tre persone ritenute, a vario titolo, responsabili in concorso, di furto aggravato ed  estorsione.

I destinatati della misura sono, G.D.L. 23enne, A.D.L. 28enne e M.S. 27enne, tutti di Villabate e già noti alle Forze dell’ordine.

Le indagini, convenzionalmente denominate “Safe Houses”, dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo, hanno consentito di acquisire attraverso le immagini di video sorveglianza, le intercettazioni e i servizi di pedinamento, elementi indiziari nei confronti dei tre indagati per la commissione di furti in appartamento a Villabate; in alcuni casi la refurtiva è stata recuperata e riconsegnata ai legittimi proprietari. Inoltre è stata ricostruita un’estorsione secondo le modalità del cavallo di ritorno nei confronti di un commerciante costretto a pagare per riavere restituita la propria autovettura. Due dei tre soggetti sono stati destinatari della misura degli arresti domiciliari mentre il terzo dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

Adduso Sebastiano

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Ponti Rossi: tentano di investire i poliziotti. Bloccati e arrestati

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Ponti Rossi: tentano di investire i poliziotti. Bloccati e arrestati

NAPOLI- Ieri sera i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto ai reati predatori, nel transitare in via Ponti Rossi hanno notato due uomini all’esterno del cancello d’ingresso di un edificio e, insospettiti, li hanno avvicinati mentre questi salivano su un’auto sopraggiunta con una terza persona a bordo.
I tre, per eludere il controllo, dopo aver colpito una delle moto e strattonato un agente, si sono allontanati velocemente; durante l’inseguimento, avvenuto su una strada impervia e poco illuminata, hanno tentato di speronare le moto di servizio e lanciato verso i poliziotti cacciaviti ed altri arnesi atti allo scasso fino a quando, in via De Simone, in seguito alla collisione dell’auto con una delle moto, i tre hanno abbandonato la vettura fuggendo verso un dirupo dove sono stati raggiunti e bloccati dopo una colluttazione.
Alesandro Dragutinovic, Obrenovic Dusan, serbi di 45 e 19 anni, e Cristian Barbulovic, italiano di 21 anni, tutti con precedenti di polizia, sono stati arrestati per tentato omicidio, tentata rapina aggravata e lesioni personali.

 

Ercolano: arrestato 48enne ricercato per truffa

Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Portici-Ercolano, su segnalazione della Centrale Operativa, sono intervenuti presso un albergo in via Marittima a Ercolano dove hanno rintracciato Roman Slawomir Lawinski, 48enne polacco, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso il 18 settembre 2015 dal Tribunale Distrettuale di Goleniow in Polonia, poiché condannato alla pena di 8 anni di reclusione per truffa.

 

Stéphanie Esposito

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GORI incontra l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari

AGRO-NOCERINO SARNESE GESTIONE DELLE ACQUE REFLUE E CORRETTO SMALTIMENTO DEI RESIDUI DELL’INDUSTRIA CONSERVIERA: GORI INCONTRA L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INDUSTRIALI CONSERVE ALIMENTARI VEGETALI

Tutelare la salute di fiumi e torrenti anche attraverso un corretto smaltimento dei residui provenienti dalle lavorazioni dell’industria conserviera: ne hanno discusso questa mattina, presso l’impianto di depurazione di Nocera Superiore, l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo Marati, il Direttore Generale di ANICAV, l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, Giovanni De Angelis, e il Presidente, Antonio Ferraioli. L’impegno per il fiume Sarno e l’ambiente, infatti, passa anche attraverso la gestione delle acque reflue industriali e, in questo caso, attraverso una sinergia che tenga conto dell’efficacia dei processi di depurazione senza pregiudicare gli aspetti produttivi di un tessuto, quello conserviero, che contraddistingue il territorio agro-nocerino sarnese.

La valle del Sarno rappresenta una delle aree, a livello nazionale, con la maggiore presenza di stabilimenti conservieri – sottolinea l’AD di GORI, Giovanni Paolo Marati – attraverso il Piano di Interventi per il completamento e adeguamento del sistema fognario/depurativo del bacino idrografico del fiume Sarno, GORI è al lavoro per la realizzazione di una fitta tela di opere che riguarderanno le reti fognarie interne di una serie di comuni dell’agro-nocerino sarnese e che, passo dopo passo, risolveranno le criticità di un territorio strategico, di cui non ci sfugge la connotazione produttiva, verso il quale stiamo concentrando sforzi e risorse. L’esigenza di garantire la massima efficienza ed efficacia del ciclo depurativo rappresenta per GORI un obiettivo fondamentale per la tutela del bacino del fiume Sarno e più in generale del Golfo di Napoli. La disponibilità e la sensibilità manifestataci da ANICAV rappresenta per noi un elemento di sinergia essenziale, al fine di eradicare cattive pratiche che possono mettere in crisi il sistema depurativo.”

Le nostre imprese sono da sempre disponibili a lavorare per il comune obiettivo di arrivare al superamento dell’emergenza socio-economico-ambientale del bacino del Sarno, attraverso il completamento delle necessarie opere infrastrutturali – dichiara il Direttore Generale di ANICAV, Giovanni De Angelis – siamo sempre più convinti dell’utilità di un sistema depurativo di tipo comprensoriale e sub-comprensoriale, non potendo, tuttavia, non guardare con particolare e necessaria attenzione ai costi”.

Le risorse che sono state stanziate dalla Regione Campania ammontano a circa 80 milioni di euro, a cui andranno ad aggiungersi ulteriori 30 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero per l’Ambiente per le reti fognarie di Nocera Inferiore, Nocera Superiore e Scafati. Un impegno, quello per l’ambiente ed il fiume Sarno, in cima alle agende di tutti gli enti preposti, a cui le industrie conserviere del territorio non intendono sottrarsi.

“Anche se il nostro processo produttivo è a basso impatto ambientale, non generando inquinanti tossico-nocivi, l’attenzione all’ambiente e al territorio in cui operiamo è un elemento indispensabile ed utile a garantire i nostri clienti e soprattutto i tanti consumatori che nel mondo scelgono il nostro pomodoro e le nostre conserve – conclude il Presidente di ANICAV, Antonio Ferraioli – stiamo seguendo con grande attenzione l’evoluzione dei lavori di collettamento e depurazione d’ambito, avendo avuto precise rassicurazioni dall’Ente Idrico Campano, in uno dei nostri recenti incontri, circa le ingenti risorse stanziate dalla Regione Campania per i necessari lavori di completamento”.

 

Smart Working: Uffici green, ecco come ripensare il lavoro

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La routine lavorativa di molti italiani si è modificata in questi mesi all’insegna dello smart working, poco ma sicuro. E se oggi alcuni di questi hanno ripreso il classico tram tram quotidiano, per una grande maggioranza, invece, le aziende hanno deciso di mantenere attiva questa nuova modalità di lavoro.

Ripensare gli uffici in smart working

Da questa nuova concezione del lavoro svolto all’interno degli spazi domestici, nasce anche l’esigenza di ripensare i nuovi ambienti lavorativi. La prima tra le varie caratteristiche degli uffici di domani sarà la sostenibilità, anche il luogo di lavoro contribuirà quindi alla lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico. Per fare questo basterà partire dal profilo energetico: sul web si possono trovare offerte per la luce con un impatto ambientale minimo, che sono anche in grado di sostenere la diminuzione dell’inquinamento. Necessario in tal senso sarà anche cambiare le abitudini fino ad ora consolidate, a partire dall’illuminazione, che dovrà essere aggiornata con la tecnologia led, o ripensando gli stessi spazi, magari riducendo drasticamente il numero di postazioni per far fronte allo smart working dei dipendenti. Occorrerà poi un uso più consapevole sia del riscaldamento che del climatizzatore, evitando i classici abusi. Infine, non meno importanti, sono gli eccessivi sprechi di carta, lo sbagliato utilizzo della plastica monouso, e l’accurata differenziare dei rifiuti. Meno persone in ufficio, ma con maggiori responsabilità. Da considerare poi che un efficiente uso di politiche ecofriendly aiuterà non solo il pianeta, ma anche l’immagine e la reputazione della propria attività.

Lo smart working è il futuro aziendale?

Inteso anche come un approccio manageriale, basato sulla restituzione di una certa flessibilità e autonomia ai dipendenti, lo smart working potrebbe essere la vera modalità di lavoro per il futuro. Spetterà quindi al lavoratore la scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare. Questo non solo sarà una sfida per le proprie capacità organizzative in riferimento ai risultati da ottenere, ma rappresenterà anche la responsabilità nel proprio piccolo, di disporre di spazi lavorativi green. Quindi un’indispensabile attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e al riutilizzo di materiali. In primis occorre evitare l’eccessivo dispendio energetico, posizionando il proprio spazio di lavoro in un ambiente luminoso, così da sfruttare il più possibile la luce naturale del sole.

Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta anche al riciclo, disponendo gli appositi cestini per la divisione dei rifiuti. Sempre fondamentale è un’attenta gestione della carta, da non preferire mai rispetto all’utilizzo di scritture informatiche. Buona norma sarà poi quella di accendere vari dispositivi utili al supporto del lavoro solo quando effettivamente necessari, e utilizzare fonti di luce a risparmio energetico. Seguendo la scia di Google, che ha dato la possibilità ai suoi dipendenti di lavorare da casa fino al 2021, se lo smart working rappresenterà il futuro per un grande numero di lavoratori, questo influirà positivamente sull’inquinamento, riducendo il traffico e facilitando una mobilità più controllata. Ma tale metodo creerà anche una responsabilità personale del dipendente, che dovrà spendersi per adottare un sistema di abitudini lavorative efficaci e soprattutto ecologiche.

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Categoria: L’esperto

Vettel:”Non ho ancora feeling con la macchina”

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Vettel:”Non avevo opportunità”

Vettel:”Non ho ancora feeling con la macchina”

 

Se da una parte c’è chi festeggia per il podio ottenuto come Charles Leclerc, dall’altra c’è chi invece trova ancora difficoltà a guidare la sua SF-1000. Parliamo di Sebastian Vettel: il suo weekend a Silverstone è senza dubbio da dimenticare; dalle prove libere saltate il venerdì fino al decimo posto in gara. “Tutti erano più veloci di me” ha detto al termine del Gran Premio il ferrarista. Parole preoccupanti che  portano la Ferrari a  lavorare  ancora tanto per permettere al tedesco di poter, quantomeno lottare, già domenica col secondo Gran Premio in Inghilterra. A tal proposito, riportiamo le dichiarazioni di Vettel al termine del GP di Silverstone

 

“Il risultato è stato molto scarso, ma la macchina era estremamente difficile da guidare. Ho faticato parecchio a trovare fiducia e non so perché. Dobbiamo esaminare con attenzione, ma senz’altro se fatico per così tanti giri in gara, praticamente dall’inizio alla fine, probabilmente c’è qualcosa che non è andato come doveva. Non è stata una gara con particolare stress, però non avevo opportunità. Chi mi stava vicino era più veloce di me, tutti erano più veloci. Venivo superato ed era molto difficile gestire la situazione e rimanere in pista”

UFFICIALE: Juve Stabia, esonerati Ciro Polito e Fabio Caserta

Dopo alcuni giorni di preoccupante silenzio, torna a parlare la società della Juve Stabia. Le vespe, retrocesse clamorosamente in serie C, si iscriveranno in terza serie e ripartiranno da zero dopo i disastri del post lockdown. Con un comunicato ufficiale, la Juve Stabia, ha comunicato di aver esonerato il direttore sportivo Ciro Polito e il tecnico Fabio Caserta. I due, protagonisti della promozione in B della stagione 2018-2019, sono stati ritenuti dalla piazza, e a quanto pare anche dalla società, i principali colpevoli del fallimento sportivo degli ultimi mesi. La Juve Stabia, infatti, aveva conquistato 36 punti fino a marzo, prima del lockdown. Alla ripresa, invece, i soli 5 punti su 30 disponibili hanno condannato alla retrocessione diretta una squadra che navigava abbastanza tranquillamente nella zona centrale della classifica.

Il silenzio da parte di tutti a partire dal triplice fischio di Cosenza che ha sancito il ritorno in Lega Pro dopo una sola stagione aveva fatto preoccupare i tifosi anche su una possibile non iscrizione al campionato. Ipotesi scongiurata dalla proprietà nel comunicato odierno. Ecco quanto scritto dalla Juve Stabia sui propri canali ufficiali:

Nel corso di una lunga riunione che si è svolta stamattina in sede a Castellammare, i soci della Juve Stabia, Andrea Langella e Franco Manniello, hanno analizzato i motivi che hanno portato alla dolorosa retrocessione in Serie C facendo il punto sui programmi futuri del club. Di comune accordo, le parti hanno condiviso l’idea di procedere all’iscrizione al prossimo campionato di Serie C assumendosi tutti gli oneri del caso.

Nel contempo, per quanto concerne l’aspetto tecnico, il club ha deciso di sollevare dall’incarico il direttore sportivo Polito e l’allenatore Caserta, ai quali va il ringraziamento da parte della società per il lavoro svolto in questi anni e l’augurio di una prestigiosa carriera.

S.S. Juve Stabia”

Campania, nuovo bonus fino a 1000 euro: ecco a chi tocca

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Campania, nuovo bonus fino a 1000 euro: impegno finanziario di circa 10 milioni di euro. Previsto anche un fondo per aiutare i lavoratori dello spettacolo, gli accompagnatori e le guide turistiche abilitate

La Giunta Regionale della Campania ha deliberato di avviare le procedure di riconoscimento della premialità per il personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid19 con una prima individuazione di quelli che sono stati esposti a rischio durante questi mesi. In questa prima fase il personale coinvolto è di circa 15.000 unità per un impegno finanziario di circa 10 milioni di euro.

Inoltre, proseguono gli interventi del Piano socio economico della Regione a sostegno delle categorie particolarmente colpite dalla crisi degli ultimi mesi.

La Giunta regionale nella seduta di oggi ha infatti approvato un sostegno straordinario una tantum, fino ad un massimo di 1000 euro, in favore dei lavoratori dello spettacolo. Bonus di solidarietà di 1000 euro anche per i lavoratori del comparto cinematografico e audiovisivo.

Bonus una tantum fino a 1000 è previsto anche per gli accompagnatori e guide turistiche, alpine e vulcanologiche abilitate residenti nel territorio della regione.

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Campania, Allerta Meteo prorogata per altre 18 ore: le criticità previste

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Campania, Allerta Meteo prorogata per altre 18 ore: si prevedono temporali e forte raffiche di vento, la criticità idrogeologica connessa al quadro meteo è Gialla.

La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un nuovo avviso di allerta meteo per la giornata di domani dalle ore 6 del mattino alle 23.59. 
Si prevedono:
– Precipitazioni a prevalente carattere di rovescio e temporale, puntualmente di moderata intensità
– Possibili raffiche nei temporali.

La criticità idrogeologica connessa al quadro meteo è Gialla.
I fenomeni temporaleschi sono caratterizzati da una incertezza previsionale e rapidità di evoluzione.
Si prevedono possibili danni alle coperture e alle strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento, fulminazioni, possibili grandinate e a caduta di rami o alberi.

Tra i rischi segnalati:
– Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di
materiale;
– Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno;
– Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e
possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse.

La Protezione civile della Regione Campania ricorda agli enti competenti di porre in essere o mantenere attive tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni in corso e quelli attesi per la giornata di domani.

Castellammare, manifestazione di solidarietà per il carabiniere aggredito

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Castellammare, manifestazione di solidarietà per il carabiniere aggredito: Cimmino invita tutti i cittadini a partecipare

Castellammare di Stabia – Venerdì 7 agosto alle 18.30 in villa comunale, nei pressi della Cassa Armonica, si terrà una manifestazione di solidarietà al carabiniere vittima della vile aggressione e a tutte le forze dell’ordine che con il loro impegno e sacrificio quotidiano tutelano la sicurezza dei cittadini, mettendo a rischio la loro vita. Il Sindaco Gaetano Cimmino ha invitato tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione per dimostrare che l’unione fa la forza.

Questa mattina alcuni cittadini e esponenti dei Verdi-Europa verde della Campania, hanno manifestato nei pressi della caserma dei carabinieri Pastrengo, a Napoli, per esprimere solidarietà nei confronti del carabiniere brutalmente aggredito a Castellammare.
Abbiamo scelto di manifestare fuori la Pastrengo perché questo è un luogo simbolo, è la sede provinciale dei Carabinieri. Siamo qui per manifestare la nostra solidarietà nei confronti del carabiniere brutalmente e vigliaccamente pestato a sangue a Castellammare per aver tentato di sedare una rissa. Quelle persone che hanno aggredito il carabiniere sono pregiudicati, familiari di camorristi, sono soprattutto belve assettate di sangue che hanno rischiato di ammazzare una persona per futili motivi, ciò dimostra che vi è una parte della popolazione, seppur esigua, che è totalmente estranea alle leggi, alle istituzioni e alla legalità. Sui social sono comparsi diversi commenti in difesa di quei delinquenti ed offensivi nei confronti del carabiniere, è una vergogna, abbiamo sporto denuncia. Noi siamo dalla parte delle istituzioni, dello Stato e della legalità, e con noi ci sono la maggioranza dei cittadini, quelli perbene. Ora però non è più tempo di restare a metà strada, bisogna schierarsi, o con lo Stato o con la criminalità, non possono esistere mezze misure. Chi vuol stare dalla parte della legalità allora deve gridare forte il proprio sdegno nei confronti della delinquenza e dei camorristi.”- sono state le parole del Consigliere Borrelli. All’iniziativa hanno partecipato anche i consiglieri della I e II municipalità dei Verdi-Europa verde Benedetta Sciannimanica e Salvatore Iodice nonché una delegazione di cittadini di Castellammare dove è avvenuto il fatto.

Commerciante in difficoltà si butta dal quarto piano

La crisi economica in Sicilia continua a suicidare. Un commerciante in difficoltà economiche si è suicidato lanciandosi nel vuoto.

Tragedia intorno alle 5 di questa notte in via Filippo Parlatore, a Palermo. Un uomo sulla sessantina si è tolto la vita lanciandosi dal quarto piano del palazzo in cui viveva. Caduto in disgrazia anni fa, vendeva vestiti nei mercatini, ma il lockdown lo aveva profondamente segnato, come racconta chi lo conosceva.

Sotto choc i vicini di casa, che nella notte hanno sentito le urla disperate dei familiari. Sul luogo, oltre al medico legale, sono intervenuti la polizia e i sanitari del 118, che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

L’Osservatorio Suicidi per motivazioni economiche, osservatorio permanente sul fenomeno delle morti legate alla crisi e alle difficoltà economiche avviato nel 2012 – a maggio 2020 aveva pubblicato i dati aggiornati lanciando un severo allarme per il dramma che si sta consumando nel nostro Paese.

«Quella che osserviamo – dichiara Nicola Ferrigni, professore associato di Sociologia generale e direttore dell’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” – è una tragedia nella tragedia in cui alle già tante vittime del Coronavirus occorre sommare i tanti, troppi suicidi legati agli effetti economici dell’emergenza sanitaria. I dati – prosegue il sociologo Ferrigni – sono impietosi: dall’inizio dell’anno sono già 42 i suicidi, di cui 25 quelli registrati durante le settimane del lockdown forzato; 16 nel solo mese di aprile. Questa “impennata” risulta ancor più preoccupante se confrontiamo il dato 2020 con quello rilevato appena un anno fa: nei mesi di marzo-aprile 2019, il numero delle vittime si attestava infatti a 14, e il fenomeno dei suicidi registrava la prima vera battuta d’arresto dopo anni di costante crescita».

L’opinione.

A volte sbrigativamente i media scrivono o dicono che quella persona, imprenditore, commerciante o lavoratore, si è tolto volontariamente la vita. Sono invece diverse le condizioni che implicitamente istigano al suicidio: normative, sociali e culturali. Da anni, sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, è infatti un continuo suicidio a cui sono costretti per la disperazione tanti cittadini in difficoltà economiche, soprattutto quando hanno un’attività privata, dovendosi anche svenare per mantenere forzosamente, con l’estorsione fiscale, innumerevoli pletore di imbellettati di Stato, Palazzi, Istituzioni, Enti, Regioni, Comuni, ecc. Il lockdown, conseguente alla pandemia da Covid-19, ha solo accentuato ulteriormente un’economia da decenni razziata dal sistema pubblico-politico, qual è quella italiana e siciliana. Sono anni che in tale contesto, molti imprenditori onesti hanno perso dapprima l’azienda, poi sono finiti nel tritacarne dell’arrogante sistema giudiziario fallimentare e di questi diversi hanno chiuso la loro esistenza con il suicidio. Eloquente ciò dell’incarnato egocentrismo, sempre più annosamente diffuso, nella trasversale politica, istituzioni, giustizia e burocrazia. Il suicidio di commercianti, imprenditori e lavoratori sembra rimasta l’unica alternativa per non perdere anche la dignità umana, per non essere marginalizzato nella vita quotidiana ad un’entità inferiore, per non essere messo alla gogna insieme alla famiglia. Ci si butta in quel buco oscuro sperando che si chiuda con la propria morte risparmiando i familiari. Una certa responsabilità è tuttavia anche dei vertici delle associazioni di categoria e tanti rispettivi affiliati che, risaputamente, sono spesso solo cortigiani se non nascostamente organici alla sprezzante politica di turno. Dispiace tanto per quel commerciante.

Adduso Sebastiano

Napoli, diramata la lista Uefa: fuori Ghoulam; c’è Llorente

Gli azzurri si preparano alla sfida col Barcellona

 

Napoli, diramata la lista Uefa: fuori Ghoulam; c’è Llorente

 

In vista della sfida col Barcellona, il Napoli ha dovuto comunicare alla Uefa la lista per la fase finale della Champions. C’è Fernando Llorente, out invece Ghoulam,Younes e Malcuit. A tal proposito, riportiamo la lista Uefa azzurra:

 

Portieri

  1. Karnezis
  2. Meret
  3. Ospina

Difesa

  1. Di Lorenzo
  2. Hysaj
  3. Koulibaly
  4. Luperto
  5. Manolas
  6. Maksimovic
  7. Mario Rui

Centrocampisti

  1. Allan
  2. Demme
  3. Elmas
  4. Fabian Ruiz
  5. Lobotka
  6. Zielinski

Attaccanti

  1. Callejon
  2. Insigne
  3. Llorente
  4. Lozano
  5. Mertens
  6. Milik
  7. Politano

CorSport – Napoli, Gattuso riflette sulla difesa: a Barcellona spazio a Manolas

Ballottaggio aperto tra il greco e Maksimovic

CorSport – Napoli, Gattuso riflette sulla difesa: a Barcellona spazio a Manolas

Il conto alla rovescia è iniziato! Sabato 8 agosto, alle 21:00, il Napoli di Gattuso scende in campo contro il Barcellona a caccia dei quarti di finale. È tempo dunque di scelte e,secondo quanto scritto dal Corriere dello Sport, nella testa di Gattuso resta ancora vivo il ballottaggio in difesa tra Manolas e Makismovic, col greco leggermente favorito. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“Gattuso riflette in merito alla difesa, dove è molto vivo il testa a testa tra Manolas e Maksimovic, e poi al centrocampo, dove le quotazioni di Lobotka sono improvvisamente cresciute nelle ultime settimane fino a registrare un’alternanza quasi sistematica con Demme”

Castellammare, Cimmino: “Al Carabiniere aggredito va la mia solidarietà”

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Castellammare, Cimmino: “Al Carabiniere aggredito va la mia solidarietà”

Castellammare, il Sindaco Cimmino questa mattina ha parlato con il carabiniere aggredito nel weekend, per sincerarsi delle sue condizioni di salute

Castellammare, indicibile caso di cronaca accaduto nei pressi della Villa Comunale, nella notte tra venerdì e sabato e che ha visto il coinvolgimento di un carabiniere, fuori servizio, aggredito da alcune persone. Il Sindaco stabiese, Gaetano Cimmino, questa mattina ha sentito telefonicamente il carabiniere, per sincerarsi delle sue condizioni di salute dopo l’aggressione. Ecco quanto riportato sulla pagina ufficiale del Primo Cittadino:

 

Ho sentito al telefono Giovanni, il carabiniere aggredito da un branco di criminali nella notte tra venerdì e sabato. A lui ho espresso la mia solidarietà per l’accaduto, sincerandomi delle sue condizioni dopo il vile agguato.

Giovanni mi ha rassicurato, dicendomi che il peggio è passato e che ora sta molto meglio, e ha espresso parole di elogio verso Castellammare di Stabia, da lui definita una città bellissima e popolata da gente perbene che non ha nulla a che vedere con quei criminali che ne hanno infangato l’immagine.

Non vedo l’ora di incontrarlo di persona e di accoglierlo al Comune, per ringraziarlo per l’impegno e la passione con cui si batte ogni giorno, al pari di tutta l’Arma dei Carabinieri e delle altre forze dell’ordine, per tutelare la salute dei cittadini, mettendo a rischio persino la propria vita.

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Giuntoli:”Osimhen è diverso dagli altri. Barcellona? Perché non crederci”

Giuntoli:” Vogliamo patrimonializzare tanti giovani”

Giuntoli:”Osimhen è diverso dagli altri. Barcellona? Perché non crederci”

Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, è stato intervistato ai microfoni di Sport Mediaset  per fare il punto sul  mercato azzurro. Ecco le sue dichiarazioni:

 

“Barcellona? Sognare non è vietato, cercheremo di fare il massimo e con un pizzico di fortuna potremmo passare il turno.

 

Osimhen? Ha sempre voglia di attaccare la linea avversaria e aiuta la squadra in fase di non possesso, aggredisce e lavora per la squadra.  Con Victor abbiamo un attaccante diverso da quelli attualmente in rosa.

 

Rinnovo Insigne? Stiamo discutendo con tanti calciatori come Zielinski, Maksimovic, Mario Rui, Di Lorenzo, Elmas e speriamo di rinnovare a breve e patrimonializzare tanti giovani per il futuro. Per Lorenzo mancano ancora due anni di contratto ci sarà modo di parlarne.

Per i progetti ci vuole sempre un po’ di tempo per consolidarlo a livello tecnico, in un anno e mezzo abbiamo cambiato tanto e siamo riusciti a fare un girone di ritorno all’altezza della Champions League. La Coppa Italia vinta ci porterà direttamente in Europa League”

Real Forio, continua il toto-allenatore. Arriva Flavio Leo?

Il Real Forio continua la sua ricerca al suo prossimo allenatore. Di Meglio rifiuta. Ritorna Flavio Leo per il 2.0?

La società all’ombra del Torrione è ancora a lavoro per la scelta del suo nuovo allenatore. Isidoro Di Meglio, contattato nello scorso week-end, avrebbe declinato la proposta in maniera tutt’altro che amichevole. La rosa dei papabili ristretta a due nomi: il primo Giovanni Iovine e Flavio Leo. Nelle ultime ore la pista che porta a Flavio Leo prende sempre più piede. L’allenatore che nella stagione 2017/2018 fu esonerato dopo appena due mesi, avrebbe già dato la sua disponibilità. Per quanto riguarda Giovanni Iovine sembra non essere del tutto convinto a ritornare ad allenare i biancoverdi, e quindi la società virerà direttamente su Flavio Leo. Ai posteri l’ardua sentenza.

S.V.