Home Blog Pagina 3168

Smantellate due organizzazioni criminali che gestivano la raccolta illegale delle scommesse

Smantellate dalla GdF di Palermo ed eseguite 15 misure cautelari personali, sequestrate 6 agenzie tra Palermo e Napoli.

Su delega della locale Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia – Sezione Palermo, coordinata dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’Operazione “ALL IN – SI GIOCA” hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di 15 soggetti, di cui:

  • 6 destinatari di custodia cautelare in carcere: Salvatore RUBINO (cl. 61), Vincenzo FIORE (cl. 78), Christian TORTORA (cl. 76), Rosario CHIANELLO (cl. 72), Michelangelo GUARINO (cl. 77) e Giovanni DI NOTO (cl. 74);
  • 9 sottoposti agli arresti domiciliari: Salvatore BARRALE (cl. 57), Maurizio DI BELLA (cl. 74), Pasquale SOMMA (cl. 70), Giovanni CASTAGNETTA (cl. 84), Davide CATALANO (cl. 79), Giacomo BILELLO (cl. 86), Pietro MONTALTO (cl. 89), Antonio INSERRA (cl. 65) e Salvatore LOMBARDO (cl. 86),

a vario titolo indagati per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo delle scommesse e truffa ai danni dello Stato, nonché per trasferimento fraudolento di valori.

Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di 6 agenzie scommesse, ubicate a Palermo e in provincia di Napoli, per un valore complessivo stimato di circa un milione di euro.

Il provvedimento è in corso di esecuzione da parte di 100 militari della Guardia di Finanza in forza ai Reparti di Palermo, Napoli e Salerno, che stanno inoltre effettuando numerose perquisizioni in luoghi nella disponibilità degli indagati in Sicilia e in Campania.

Le complesse investigazioni oggetto dell’odierno provvedimento costituiscono la prosecuzione dell’operazione “ALL IN” (giugno 2020), nel cui ambito le Fiamme Gialle di Palermo eseguirono:

  • misure cautelari personali nei confronti di 10 soggetti a vario titolo indagati per la partecipazione e il concorso esterno nell’associazione di stampo mafioso “Cosa nostra”, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, questi ultimi reati aggravati dalla finalità di aver favorito le articolazioni mafiose cittadine;
  • il sequestro preventivo di 5 “imprese mafiose” che avevano acquisito/detenuto le concessioni statali rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la raccolta di giochi e scommesse sportive, nonché di tre ulteriori agenzie scommesse.

In tale contesto investigativo, gli specialisti antimafia del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo hanno sviluppato un secondo filone d’indagine che ha permesso di ricostruire una complessa ed articolata rete di persone fisiche e giuridiche che si è occupata della diffusione e della gestione della raccolta illegale delle scommesse.

È stata in particolare accertata l’operatività criminale di due distinte associazioni a delinquere, parallele ma entrambe facenti capo al citato RUBINO Salvatore, promotore delle attività illecite dei due citati gruppi e destinatario di parte dei rilevantissimi proventi così ottenuti.

L’efficacia dell’azione criminale è testimoniata dalla capacità della rete commerciale illecita di generare volumi di giocate di almeno 2,5 milioni di euro al mese, come desumibile da alcune intercettazioni telefoniche.

Il primo gruppo criminale, capeggiato da Vincenzo Fiore e Christian Tortora e composto da Salvatore Barrale, Maurizio Di Bella, Pasquale Somma e Giovanni Castagnetta, sovrintendeva all’operatività di una rete di agenzie, ognuna delle quali riconducibile a soggetti di fiducia (cc.dd. “master”).

La seconda organizzazione, che pure gestiva centri scommesse attraverso cui operava la raccolta illecita, aveva come figure di rilievo Chianello Rosario e Guarino Michelangelo e si avvaleva della collaborazione di Giovanni Di Noto, detto “Gianfranco”, già tratto in arresto in quanto ritenuto elemento di spicco della famiglia mafiosa della “Noce”.

Di questo gruppo criminale facevano parte anche Davide Catalano, Giacomo Bilello, Pietro Montalto, Antonio Inserra e Salvatore Lombardo.

La raccolta illegale delle scommesse avveniva attraverso lo “schermo” di agenzie operanti regolarmente in forza di diritti connessi a concessioni assegnate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In sostanza, i gestori di agenzie abilitate alla raccolta lecita di scommesse “da banco”, in accordo con le consorterie criminali indagate, alimentavano parallelamente un circuito illecito accettando scommesse in contanti dai clienti che venivano convogliate su “conti gioco” intestati a soggetti terzi mediante l’utilizzo di piattaforme straniere illegali.

L’organizzazione generava quindi un circuito vorticoso di flussi finanziari privi di qualunque tipo di tracciabilità e sottratti totalmente al totalizzatore nazionale delle Dogane e dei Monopoli.

In tal modo, riuscivano a sottrarsi all’imposizione fiscale e alle disposizioni in materia di antiriciclaggio.

L’odierna attività conferma il perdurante impegno della Guardia di Finanza, sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per individuare i segnali di inquinamento dell’economia da parte delle consorterie criminali, contrastando ogni forma di illecito arricchimento, a tutela dei cittadini e degli imprenditori onesti e rispettosi delle regole.

L’opinione.

Le parole che vengono subito in mente è: continua RIGENERAZIONE, termine quest’ultimo che abbiamo usato anche in altri articoli di criminalità e corruzione riguardanti altre situazioni. Ci siamo infatti occupati in precedenti articoli pure di organizzazioni criminali che gestivano la raccolta illegale delle scommesse, quali in ultimo “8 Giugno 2020 Le scommesse controllate dai boss a Palermo. 8 arresti (video)”, “24 Ottobre 2020 Centro scommesse, sanzioni per cento mila euro e sequestro apparecchiature”, “11 Novembre 2020 Operazione Cesare a Messina: arrestata cosca. Corse clandestine (VIDEO)”. E anche in questi casi, nonostante tutto l’impegno annoso e quotidiano delle Forze dell’Ordine, queste organizzazioni criminali, ma come pure in ogni altro settore specialmente quello della droga, continuano a RIGENERARSI. Appare evidente che qualcosa nelle affastellate Leggi e nella interminabile Giurisprudenza, si è rivelata negli anni inconcludente e fallimentare. Ci si augura sia almeno solo quest’ultimo aspetto il motivo, che volendo si potrebbe anche “raddrizzare” e non invece il dubbio di una trasversale corruzione interiore che da decenni (di tutta evidenza e notorietà tranne per chi non può e non vuole vedere) attraversa incarnata i “Piani Alti” dello Stato italiano (da destra a sinistra) e rispettivi innumerevoli codazzi, per garantire un risaputo, compiacente, se non anche connivente, spartitorio e remunerativo, legalizzato sistema pubblico-politico-istituzionale-giuridico-burocratico-professionale-associativo.

Adduso Sebastiano

SALERNO: 75 casi di indebita percezione di “buoni spesa”

Emergenza Covid-19: 75 casi di indebita percezione dei “buoni spesa” erogati dal Comune di Salerno, sinora individuati dalla Guardia di Finanza della Città.

SALERNO: 75 casi di indebita percezione di “buoni spesa”

SALERNO- Nell’ambito della collaborazione istituzionale intrapresa con il Comune di Salerno a partire dallo scorso mese di aprile, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale, al termine di un primo piano di controlli, ha individuato 75 cittadini del capoluogo che hanno illegittimamente percepito i cd. “buoni spesa Covid”, per l’acquisto di generi di prima necessità durante il precedente lockdown.
L’intervento di protezione sociale rientra tra le misure di sostegno varate dal Governo per contenere gli effetti negativi della pandemia. Nello specifico, circa 800 mila euro sono stati destinati al Comune di Salerno, che ha avuto il delicato compito di distribuirli alle famiglie più bisognose, in base ai requisiti reddituali e patrimoniali fissati nel bando.
Dopo un preliminare esame delle domande, il Comune ha riconosciuto il beneficio ad oltre 3.000 nuclei familiari, assegnando a ciascuno dei capofamiglia due buoni dal valore di 50 euro, più uno per ogni congiunto a carico.
Tutte le richieste accolte sono state poi passate ai Finanzieri della 1a Compagnia di Salerno che, sulla base di una preventiva analisi di rischio, hanno selezionato circa 300 posizioni, sulle quali si sono concentrati i successivi approfondimenti e riscontri.
Incrociando le risultanze dei tanti data-base in uso, le Fiamme Gialle di Salerno hanno così individuato 75 istanze presentate con dati incompleti o non rispondenti al vero, per un ammontare complessivo che supera i 21 mila euro.
Le irregolarità emerse si riferiscono soprattutto a situazioni in cui il beneficio è stato concesso più volte allo stesso nucleo familiare, per effetto di richieste avanzate da più di un componente (emblematico il caso di una famiglia che ha ottenuto 32 buoni spesa, sulla scorta di domande distintamente presentate da addirittura quattro dei sette membri, ognuno dei quali ha in questo modo intascato 400 euro). In altri casi, gli istanti hanno omesso di dichiarare le ulteriori forme di sussidio comunque percepite (ad esempio, il reddito di cittadinanza o la cassa integrazione in deroga). Neppure sono mancati, infine, coloro che hanno ridimensionato il proprio nucleo familiare, non facendo risultare chi guadagnava un regolare stipendio o già beneficiava di specifiche indennità (come quella di invalidità).
C’è pure chi ha attestato che il figlio era disoccupato, quando invece gestiva un’attività di ristorazione ben avviata in città.

Numerosi quindi gli espedienti adottati da quanti, pur di ottenere i buoni spesa, non hanno esitato a dichiarare il falso, senza considerare che, laddove i fondi fossero risultati insufficienti, rischiavano di rimanere escluse dal sussidio tante famiglie in effettive condizioni di difficoltà.
Le irregolarità sinora accertate sono state intanto segnalate al Comune di Salerno, per l’immediata restituzione degli importi indebitamente percepiti. Alcuni dei trasgressori hanno nel frattempo definito la propria posizione, pagando in aggiunta una sanzione pecuniaria pari all’ammontare dei buoni ricevuti senza averne titolo. Negli altri casi, trascorsi inutilmente 60 giorni dall’accertamento delle irregolarità, sarà interessata la Prefettura di Salerno, competente all’irrogazione della sanzione amministrativa, questa volta nella misura più grave del triplo dello stesso valore di partenza dei buoni spesa.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo e delle eventuali fonti in esso citate.

Abbigliamento: 4 capi e accessori must have per l’autunno 2020

0

Con l’arrivo della stagione fredda non cambiano soltanto le nostre abitudini pratiche nel quotidiano, ma anche alcuni desideri, come nel caso del look e dell’abbigliamento. In sintesi, ogni donna ha voglia di rinnovare il proprio guardaroba, così da adattarlo ai mesi pungenti e anche alle nuove tendenze in fatto di moda.

Ecco dunque 4 capi di abbigliamento che non possono mancare per questo inverno 2020/2021.

Cardigan oversize

Largo è bello: sembra essere questa una delle tendenze più gettonate nel settore del fashion, soprattutto se si chiamano in causa i cardigan oversize. Ci si trova infatti di fronte ad un capo molto confortevole e caldo, ma al tempo stesso versatile e adatto per mille look diversi. I materiali preferiti? Ovviamente la lana, ideale per chi ama vestirsi a cipolla. Le dimensioni oversize vengono preferite alle altre per via del loro potere avvolgente, anche se ne esistono di diverse misure, e alcuni capi somigliano a delle vere e proprie coperte.

Cappotto lungo

Il cappotto è un must per ogni guardaroba invernale, e quest’anno non fa ovviamente eccezione. Ancora una volta, i trend ci dicono che le misure ampie e lunghe sono le preferite non solo dagli stilisti, ma anche dal pubblico. Non a caso, questo è il modello di cappotto da donna più ricercato nel 2020, per via di una serie di peculiarità che lo rendono unico. Per prima cosa, questo capo è avvolgente e si adatta a qualsiasi tipologia di fisico, e in secondo luogo è molto elegante, come nel caso del cappotto color cammello.

Tailleur maschile

Il look unisex è un altro trend che in questi mesi va molto di moda, e che vedremo diventare protagonista soprattutto questo inverno. In tal caso è d’obbligo citare il tailleur maschile, un capo che può essere combinato con tantissimi stili differenti. C’è ad esempio chi segue la linea unisex abbinandolo ad una camicia bianca e ad un pantalone elegante, insieme al mocassino. Altre donne invece preferiscono indossarlo insieme ai tacchi alti.

Marsupio

Guai a considerarlo come un semplice “cavallo di ritorno” degli anni ’90, perché il marsupio ad oggi è uno degli accessori di abbigliamento più fashion in circolazione. Dopo aver abbandonato il proprio animo sportivo, il marsupio è entrato di diritto nel mondo dell’alta moda, con una serie di prodotti lanciati dagli stilisti più noti. È chiaro che questo accessorio spicca in primis per la sua praticità e per la sua comodità, ma anche per una questione di look e stile. E infatti si possono trovare tantissimi modelli, da quelli indossabili anche a spalla fino ad arrivare ai marsupi XXL e super capienti.

In conclusione, ora che la stagione fredda è finalmente arrivata è importante capire quali saranno i principali trend per questo inverno, così da arricchire il guardaroba nel modo giusto.

Photo by Tima Ilyasov on Unsplash

Categoria: Attualità

Arrestato rumeno che bruciava 100kg di rame per eliminarne la plastica e venderlo

Arrestato dai CC di Piana degli Albanesi (PA), aveva pure organizzato un barbecue nella stessa area di interesse comunitario “Natura 2000”.

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Piana degli Albanesi, comune della città metropolitana di Palermo, hanno tratto in arresto B.c., un trentasettenne di nazionalità rumena, domiciliato a Palermo, perché sorpreso ad incendiare circa 100 kg di cavi di rame all’interno dell’area di interesse comunitario “Natura 2000”.

Aveva pure organizzato un barbecue.

Il trentasettenne, insieme a quattro connazionali, aveva anche organizzato un barbecue sulla riva del lago, quando è stato fermato dai militari che nell’occasione hanno anche sanzionato amministrativamente i partecipanti per la violazione delle misure anti-Covid contenute nel D.P.C.M. del 3 novembre, in quanto gli stessi si trovavano al di fuori del proprio comune di residenza e in assembramento tra loro.

Con la collaborazione di personale del Corpo Forestale Regionale, i connazionali venivano altresì sanzionati perché effettuavano attività di pesca senza la prescritta licenza, necessaria in base alla normativa vigente.

Arrestato rumeno che bruciava 100kg di rame per eliminarne la plastica e venderlo.

I cavi di rame rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro: la combustione degli stessi aveva lo scopo di eliminarne la parte in plastica per la successiva rivendita del metallo.

L’arresto del trentasettenne è stato convalidato questa mattina dal G.i.p. del Tribunale di Palermo.

Adduso Sebastiano

 

Sequestrati 3,5 kg di cannabis light, tre commercianti denunciati

Sequestrati circa 3,5 Kg di infiorescenze e oli, derivati della canapa sativa light dalla Guardia di Finanza di Modica.

Proseguono senza sosta le attività di controllo dei Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa sul territorio per la prevenzione e la repressione di traffici illeciti.

In tale ambito, il dispositivo messo in campo dalle Fiamme Gialle ha permesso di individuare e porre sotto sequestro circa 3,5 Kg di infiorescenze e oli, derivati della canapa sativa light, ossia marijuana con una bassa concentrazione di THC (ovvero il principio attivo denominato Delta-9-tetraidrocannabinolo) rinvenuta presso due esercizi commerciali di Modica, denunciando i tre gestori per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività eseguita dai Finanzieri della Tenenza di Modica è frutto di una mirata analisi sviluppata sul territorio, in coordinamento con il sovraordinato Gruppo di Ragusa, volta ad individuare possibili comportamenti illeciti posti in essere nel comparto della produzione e commercializzazione di prodotti derivati della cannabis light. In particolare, l’attenzione degli operanti è stata orientata a far emergere casi di immissione in commercio di prodotti vietati, perché con potenziali effetti stupefacenti, in elusione delle disposizioni del Testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, il D.P.R. 309/90, a discapito della salute e sicurezza dei consumatori.

Infatti, anche se con la Legge 242 del 2016 il Legislatore ha introdotto la possibilità di coltivare canapa sativa con bassa concentrazione di principio attivo, è stato previsto che la cannabis light può essere destinata solo a determinati usi, tassativamente individuati (energetici, ecologici, industriali, didattici o alimentari), previa trasformazione e lavorazione. Il quadro normativo vigente esclude invece la liceità dell’assunzione mediante combustione dello stupefacente per finalità ricreative.

Sulla scorta della legalizzazione della coltivazione della marijuana light, dal 2016 ad oggi sono state avviate molte attività commerciali specializzate nella rivendita di prodotti derivati della canapa sativa L.. Tra queste ci sono soggetti, in violazione della normativa citata, che pongono in vendita anche infiorescenze della cannabis light, già separate in dosi, pronte per essere utilizzate all’interno di spinelli.

Sul tema però è ormai consolidato un orientamento della giurisprudenza del 2019, secondo cui, al di fuori degli usi tassativamente consentiti, la commercializzazione al pubblico di foglie, infiorescenze, olio e resina, ottenuti dalla coltivazione della cannabis sativa L., pur contenenti un THC inferiore ai valori indicati dalla L. n. 242 del 2016 integrerebbe il reato di “spaccio di sostanze stupefacenti” previsto dal D.P.R. n. 309 del 1990.

Peraltro occorre sottolineare che i valori di tolleranza di THC indicati dalla legge 242, fino a 0,6%, non vengono presi in considerazione per la vendita dei prodotti al pubblico ma costituiscono solo il discrimine per determinare la liceità della coltivazione in quanto si riferiscono solo al principio attivo presente nelle piante, non ad un limite previsto per i prodotti derivati oggetto di commercio, per i quali deve essere escluso ogni potenziale effetto drogante.

Nei casi venuti alla luce a Modica le confezioni di oli ed inflorescenze trovati esposti hanno attirato l’attenzione dei militari in quanto:

sull’etichetta apposta veniva indicato la presenza di THC nei prodotti, che seppure inferiore allo 0,6% evidenzia quindi la potenziale presenza di effetti droganti e pericolosi per la salute dei consumatori qualora assunta o fumata.

 la marijuana era venduta in appositi “kit” contenenti, tra l’altro, accendini, e negli stessi negozi erano offerti al pubblico strumenti per la preparazione di spinelli, quali grinders e rolling machines, nonché oggettistica e pupazzetti allusivi al “culto rastafariano” che prevede l’assunzione dello stupefacente mediante combustione, per fini meditativi.

Alla luce di tali elementi i militari hanno proceduto, presso gli esercizi controllati, al sequestro di tutti i prodotti della specie rinvenuti, che nei prossimi giorni, su disposizione dell’A.G. procedente, saranno soggetti ad analisi di laboratorio per verificare il reale effetto drogante delle sostanze.

L’attività portata a termine testimonia la particolare attenzione riposta dalle Fiamme Gialle iblee nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, in tutte le sue forme, grazie allo sviluppo di specifici e quotidiani servizi finalizzati al controllo del territorio. Allo stesso modo, massimo impegno viene assicurato anche nel monitoraggio delle attività economiche che presentano profili di rischio, a garanzia della salute e sicurezza dei consumatori, del corretto funzionamento del mercato nonché a tutela degli operatori che conducono onestamente le proprie attività commerciali.

Adduso Sebastiano

sequestrati sequestrati  sequestrati 

Aperto il tratto della SS640 che dall’autostrada A19 PA-CT passa per Caltanissetta

0

Oggi è stato aperto il tratto di strada che dalla A19 PA-CT immette sul nuovo viadotto “Salso”, presente il Viceministro alle Infrastrutture.

“Oggi abbiamo aperto il tratto della SS640 che dall’autostrada A19 PA-CT passa per Caltanissetta. È un impegno importante, certifica che questo cantiere, che abbiamo riavviato con grandi sacrifici, oggi mostra quei risultati che siamo ben contenti di raccontare”. Così il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, presente sulla SS640 per l’apertura del nuovo viadotto Salso e dello svincolo innesto A19-Caltanissetta.

“Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tutti ed in particolare voglio ringraziare l’azienda che ha lavorato ed Anas – ha aggiunto Cancelleri – Voglio completare questa arteria strategica delle infrastrutture siciliane entro il 2022 seguendo un cronoprogramma molto serrato che farò rispettare. Questi sono i risultati che si portano a casa quando si lavora con impegno e sacrificio!”.

Si apre quindi la rotatoria che, dall’autostrada Palermo-Catania, permette agli automobilisti di immettersi sul nuovo viadotto “Salso” e di percorrere un nuovo tratto della Ss 640 “Dopo tante controversie e problematiche che hanno rallentato o bloccato i lavori, finalmente, con tanti sforzi, ricominciamo a vedere aperture di nuovi tratti di strada della Ss 640 da consegnare al territorio” ha dichiarato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri.

“Il completamento della rotatoria e l’entrata in funzione del nuovo viadotto Salso – ha continuato il Viceministro – ora permetterà agli automobilisti di percorrere anche il tratto stradale della Caltanissetta-Agrigento che, daH’imbocco dell’AI 9, arriva all’altezza con il collegamento con la Ss 626 Caltanissetta-Gela. Un piccolo tratto ma un grande risultato, considerato che quando mi sono insediato ho trovato un cantiere completamente fermo.

“Ringrazio la Cmc di Ravenna che ha colto le rimostranze del Governo e ha ripreso i lavori con maestranze impegnate anche il sabato e la domenica per cercare il più possibile di recuperare il tempo perduto. Sono certo – ha aggiunto Cancelleri – che da ora in avanti, fino a quando non verranno ultimati definitivamente tutti i lavori, il generai contractor farà l’impossibile per rispettare la tabella di marcia che ci siamo imposti.

Entro la fine dell’anno – ha proseguito il Viceministro – apriamo un altro importante tratto, quello che porta fino a via Borremans, con il relativo ammodernamento della strada che arriva fino al capoluogo nisseno, ed entro il mese di marzo 2021 tutta la Ss 640, dall’autostrada A19 fino alla rotatoria che porta a Caltanissetta, sarà percorribile nella nuova carreggiata. Da gennaio, inoltre, inizieranno i lavori di demolizione del vecchio viadotto Salso e, nel frattempo, stiamo pensando alla galleria Santa Barbara (tra San Cataldo e Caltanissetta), al viadotto San Giuliano da abbattere e ricostruire e ad altre opere di completamento, che dovranno essere realizzate e finite immancabilmente entro il 2022”.

Caltanissetta ha subito per troppi anni l’isolamento e le difficoltà di un cantiere infinito e a tratti morto – ha concluso il vice ministro Cancelleri – per questo non si potranno più permettere stop o rallentamenti. Prima della fine del mio mandato da viceministro voglio vedere tutta la Ss 640 finita e aperta ai cittadini”.

Adduso Sebastiano

Campania, pianificato il ritorno in classe per materne e prime classi

Campania, pianificato il ritorno in classe per materne e prime classi: i Comuni potranno adottare misure specifiche in relazione all’andamento epidemiologico nel singolo contesto territoriale

L’Unità di Crisi della Regione Campania si è riunita per esaminare i risultati dello screening a campione, su base volontaria, relativo alla popolazione scolastica. Sulla base della percentuale dei positivi riscontrati e della curva dei contagi rilevata nella scorsa settimana a livello regionale con riferimento alle fasce d’età interessate (0-6 anni), è stato deciso che a partire da mercoledì 25 novembre 2020 è consentito il ritorno a scuola in presenza per i servizi educativi e la scuola dell’infanzia, nonché per la prima classe della scuola primaria, fatta salva l’adozione di misure restrittive da parte dei Comuni in relazione all’andamento epidemiologico nel singolo contesto territoriale.

Alle ore 16 di oggi sono stati effettuati 10.590 test antigenici nell’ambito dello screening volontario. I test risultati positivi e per i quali viene effettuato l’esame del tampone molecolare, sono 35 (per una percentuale dello 0,33%). La relativa ordinanza sarà pubblicata a breve.
?COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 2.158
di cui:
Asintomatici: 1.931
Sintomatici: 227
Tamponi del giorno: 15.739
Totale positivi: 138.431
Totale tamponi: 1.447.867
Deceduti: 39 (*)
Totale deceduti: 1.309
Guariti: 2.091
Totale guariti: 33.613
* Deceduti tra il 14 e il 22 novembre
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 201
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 2.331

Castellammare, lieve calo dei contagi: 326 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore

Castellammare, lieve calo dei contagi: 326 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, 40 nuovi casi di Covid. I cittadini stabiesi dichiarati guariti sono 29

“Rispetto ai giorni scorsi registriamo un calo dei nuovi positivi e nuovamente un alto numero di guariti a Castellammare: questi i dati pervenuti oggi da Regione Campania ed Asl Na 3 Sud nell’ambito dell’emergenza Covid-19 A riferirlo è il Sindaco Gaetano Cimmino nel consueto aggiornamento sull’emergenza epidemiologica in corso.

“In totale il numero delle persone risultate positive al coronavirus è 40. Tra di essi solo un cittadino presenta sintomi lievi della malattia. Contagiati ancora alcuni giovanissimi tra cui due bambini di 5 anni e quattro ragazzi tra i 10 ed i 16 anni.
Nelle ultime 24 ore sono stati processati 326 tamponi, per cui si abbassa ancora la percentuale del rapporto tra i test lavorati nei laboratori ed i nuovi positivi: siamo al 12,2%. Buone notizie, infine, per 29 stabiesi che sono risultati negativi al tampone di controllo e sono stati dichiarati guariti.
?COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 2.158
di cui:
Asintomatici: 1.931
Sintomatici: 227
Tamponi del giorno: 15.739
Totale positivi: 138.431
Totale tamponi: 1.447.867
Deceduti: 39 (*)
Totale deceduti: 1.309
Guariti: 2.091
Totale guariti: 33.613
* Deceduti tra il 14 e il 22 novembre
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 201
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 2.331

Dalla Cina la cura per l’export con diplomazia economica e scientifica

0

Per il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, M5S, la cura viene dalla Cina. Nel 2019 122 gare avevano a che fare con la Cina.

Alcuni anni fa l’Equador introdusse una normativa per incentivare l’installazione di piastre a induzione nelle cucine. L’ambasciata segnalò con prontezza la novità alle associazioni delle imprese del settore. E così diverse riuscirono a chiudere contratti di fornitura nel Paese centroamericano. Stiamo parlando di piccole commesse e di un piccolo Paese. Se dalle piastre per induzione si passa a considerare grandi gare e appalti, si capisce quanto il soft power della diplomazia economica possa supportare il nostro export di prodotti e servizi.

La Farnesina ha commissionato a Prometeia un’indagine per stimare l’impatto del lavoro fatto da ambasciate e consolati a supporto delle imprese. Il risultato è che nel 2019 il ministero degli Esteri è stato coinvolto su 543 gare internazionali. Nel 2017, anno di picco di attività, si arrivò a 785. L’anno scorso però si è lavorato su gare dal valore medio decisamente più elevato (279 milioni contro 89 del 2017). Il risultato è un record per quanto riguarda il valore complessivo delle gare supportate, pari a 152 miliardi di euro contro i 51 del 2017. Il tutto per un totale di 305 imprese italiane coinvolte. Tutto ciò ha portato a un valore aggiunto generato in Italia di 31,2 miliardi di euro. Parliamo quindi di stipendi dati ad italiani e lavoro nel nostro Paese, escludendo l’indotto di business affidato a imprese estere. Questo si traduce in 426 mila occupati italiani in più e in 11,8 miliardi di gettito fiscale aggiuntivo.

«All’estero agiscono aziende che hanno spesso alle spalle una filiera tutta italiana. Ecco perché una gara vinta oltreconfine ha un impatto importante sulla ricchezza prodotta nel nostro Paese e sull’occupazione. Inoltre il 45% delle imprese che abbiamo supportato era di dimensioni piccole o medie. Nel complesso l’attività del ministero degli Esteri e della rete diplomatico-consolare a supporto delle imprese che operano all’estero si traducono nel complesso dei loro effetti diretti, indiretti e indotti in un contributo all’economia nazionale di 31 miliardi di valore aggiunto pari all’1.9% del Pil 2019», spiega il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, M5S.

Nel 2019 ben 122 delle gare supportate avevano a che fare con la Cina, quindi il 22,5% del totale, quasi una su quattro. Nel 2018 i progetti in Cina furono 16 su un totale di 680, quindi il 2,4%. A cosa si deve questa crescita? Quanto è legata alla BRI, la Belt and road Iniziative (La Nuova via della seta l’iniziativa strategica della Repubblica Popolare Cinese per il miglioramento dei suoi collegamenti commerciali con i paesi nell’Eurasia) il progetto della via della Seta? «L’attività in Cina ha a che fare con la Belt and Road Initiative ma anche con il fatto che sono proprio i Paesi asiatici, dove l’economia sta crescendo a ritmi più sostenuti, a fornire le maggiori opportunità — risponde Di Stefano —. Qui servono infrastrutture e macchinari. L’auspicio politico è che il numero dei progetti supportati in Asia cresca ancora in futuro».

Le imprese si rivolgono a consolati e ambasciate per affrontare diversi problemi. Dai più semplici legati ai visti o alla ricerca del giusto interlocutore per partecipare a una gara fino a quelli più articolati legati alle barriere «non tariffare». In quali ambiti il Ministero e la sua rete diplomatico-consolare possono potenziare la propria attività? E come inciderà il passaggio di tutte le competenze per l’internazionalizzazione dal Mise agli Affari esteri avvenuta quest’anno? «Beh, per cominciare l’impatto del nostro lavoro sta già crescendo, non a caso il valore totale dei progetti rispetto ai quali c’è stato un supporto della rete diplomatica è passato dai 83 miliardi nel 2018 ai 152 dello scorso anno, un valore quasi raddoppiato». «Il fatto che oggi le imprese italiane abbiano un unico riferimento per l’internazionalizzazione nel ministero degli Esteri mi pare molto positivo — continua il sottosegretario —. Anche Ice è un’agenzia sotto la nostra vigilanza come del resto Simest è sotto il coordinamento della Farnesina. Ora il quadro è completo e vogliamo lavorare perché anche le piccole e medie imprese siano consapevoli che esiste un punto di riferimento a cui rivolgersi. Il primo accesso per conoscere servizi è il portale unico per l’internazionalizzazione, export.gov.it».

Gli ultimi dati sull’export delle imprese hanno mostrato un doppio segno più, tanto più positivo perché registrato in epoca di pandemia: più 2,1% a settembre 2020 rispetto a settembre 2019, più 2,7% rispetto ad agosto 2020. Come il ministero degli Esteri può aiutare le imprese che vogliono continuare (o addirittura iniziare) a esportare in una fase così difficile? «Stiamo affrontando l’emergenza grazie al “Patto per l’export” firmato lo scorso giugno, che abbiamo messo a punto attraverso 12 tavoli settoriali e l’ascolto di 147 associazioni. Gli ultimi dati dimostrano che il patto sta funzionando. Una delle parti qualificanti dell’intesa è quella che riguarda la finanza agevolata. A supporto di diverse azioni: dalla partecipazione alle fiere allo sviluppo dell’e-commerce. Le risorse disponibili del fondo 394 gestito da Simest arrivano a 1,2 miliardi di euro. Ma le richieste superano i 3,9 miliardi. Contiamo di soddisfarle con un’integrazione che arriverà con la manovra di Bilancio», conclude Di Stefano.

Per finire, alla diplomazia economica il ministero degli Esteri affianca da sempre una «diplomazia scientifica». Il prossimo 26 novembre si terrà in streaming sul canale Youtube del ministero una conferenza dedicata a questo. Oltre ai ministri Luigi Di Maio (Esteri), Gaetano Manfredi (Università e Ricerca) e Paola Pisano (Innovazione) parteciperanno l’astronauta Luca Parmitano e la virologa llaria Capua.

Adduso Sebastiano

Motomondiale Portimao: Oliveira vince in casa, Bastianini campione moto2

0

A Portimao vittoria del pilota di casa Oliveira in MotoGp, seguito da Miller e Morbidelli. In Moto2 Bastianini giunge quinto al traguardo e diventa campione Moto2.

Tre su quattro. Dopo la parentesi 2019, anno in cui il titolo Moto2 si era trasferito in Spagna (precisamente a casa Marquez lato Alex),  Enea Bastianini lo riporta in Italia firmando il terzo successo tricolore nella categoria negli ultimi quattro anni dopo quelli di Morbidelli (2017) e Bagnaia (2018). E ci riesce rompendo l’egemonia dei team Marc VDS e Sky Racing Team, che avevano conquistato i titoli dei tre anni precedenti, portando la moto del Team Italtrans di Giovanni Sandi in cima alla classifica piloti per la prima volta nella storia del team. Una vittoria bella e sofferta, con gli inseguitori Lowes e Marini appaiati a soli 9 punti di distacco.

Già pronta per Enea una sella in MotoGP: il pilota riminese correrà infatti in Ducati con il team Esponsorama assieme proprio a Luca Marini. I due formeranno la seconda line-up tutta italiana del 2021 oltre a quella di casa Yamaha (team Petronas) costituita da Rossi e Morbidelli. Tanta Italia, quindi, e tante speranze di vincere.

La gara MotoGP

Proprio Franco Morbidelli riesce a centrare un altro podio nella gara finale della stagione con un terzo posto, che gli garantisce il secondo posto finale nella classifica piloti. Ottimo risultato quindi per il romano che si candida ad essere un serio contendente al titolo 2021 pur non disponendo di una moto completamente “ufficiale”. Vittoria invece per il beniamino di casa Miguel Oliveira (seconda in stagione dopo quella al GP di Stiria), secondo posto di Jack Miller che sembra costantemente l’unico a riuscire a far funzionare la Ducati.

Grazie al piazzamento di Miller inoltre la Rossa di Borgo Panigale si assicura il titolo costruttori (il primo dal 2007), riuscendo così a rendere meno amara una stagione comunque difficile. Da segnalare l’ottimo settimo posto di Stefan Bradl sulla Honda ufficiale (miglior risultato stagionale per lui). Continua, poi, la grande crescita di Aprilia che agguanta l’ottavo posto con Aleix Espargaro.

Valzer dei piloti

Ma in MotoGP è anche il giorno degli addii. Se infatti Cal Crutchlow lascia il team Honda di Lucio Cecchinello per approdare alla Yamaha come tester, diversa è la sorte di Andrea Dovizioso. Il tre volte vice-campione del mondo, infatti, ha già annunciato che con ottime probabilità il 2021 sarà per lui un anno di riposo, in attesa di offerte concrete per il 2022. Fine della corsa in MotoGP anche per Rabat, con l’opzione Aprilia sfumata col comunicato di oggi. (https://sport.sky.it/motogp/2020/11/23/motogp-aprilia-piloti-mondiale-2021-savadori-smith-rivola)  Con i tre posti liberatisi, promossi dalla Moto2 i due italiani sopracitati più Jorge Martin (che correrà in Ducati Pramac affiancato da Zarco, con Bagnaia e Miller sulla rossa ufficiale).

Di seguito il link alla line-up 2021 dei piloti: https://www.motogp.com/it/notizie/2020/10/22/come-saranno-le-formazioni-del-motogp-nel-2021/330746

Disservizi procedurali on line di scelta del medico in tempo di pandemia

0

I disservizi procedurali all’Asp sono congiuntamente segnalati dalla Ferderconsumatori di Messina, Konsumer e Cittadinanza Attiva.

Ferderconsumatori, Konsumer e Cittadinanza Attiva denunciano che da diverso tempo si registrano notevoli problemi per i cittadini di Messina nella procedura on line di cambio del medico di famiglia.

In particolare, si verifica che, una volta effettuata dall’utente la registrazione del nuovo medico sul sito dedicato, la comunicazione a quest’ultimo del nominativo del nuovo assistito da parte dell’ASP venga effettuata a distanza di molti giorni, a volte anche di due settimane, durante le quali l’assistito non può fruire delle prestazioni assistenziali.

Tale circostanza crea ovviamente notevolissimi disagi agli utenti, che rimangono privi di assistenza del proprio medico di base in un periodo, quale quello attuale, in cui la prestazione assistenziale o la mera consulenza telefonica appare indispensabile per valutare eventuali sintomi Covid 19 dei pazienti.

Si è in presenza quindiaffermano Giuseppe Abate di Federconsumatori Messina, Antonino Quartarone di Cittadinanzattiva e Linda Paparone di Konsumerdi un gravissimo disservizio che richiede interventi immediati e assolutamente non ulteriormente procrastinabili, al fine di non aggravare una situazione (quella dei contagi in città) già molto precaria e che l’ASP ha gestito in maniera certamente non ottimale“.

Adduso Sebastiano

Denunce per evasione dai domiciliari tra Corso Garibaldi e Capodimonte

Denunce per evasione dai domiciliari tra Corso Garibaldi e Capodimonte: i Carabinieri inseguono un’auto che viaggiava a fari spenti.

Denunce per evasione dai domiciliari tra Corso Garibaldi e Capodimonte

Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in corso Garibaldi hanno fermato un’auto il cui conducente, un 45enne napoletano, è risultato positivo al Covid-19; per tale motivo, gli operatori lo hanno denunciato per aver violato l’isolamento obbligatorio e sanzionato perché il veicolo su cui viaggiava era privo di copertura assicurativa, che quindi è stato sottoposto a sequestro.

Stanotte, inoltre, i poliziotti nel transitare in via Sanità hanno intimato l’alt a una persona a bordo di un’auto che circolava con i fari spenti e che, alla loro vista, si è data alla fuga; ne è nato un lungo inseguimento conclusosi in vicoletto San Gennaro dei Poveri dove l’uomo è stato raggiunto e bloccato; gli operatori hanno accertato che si era allontanato dal proprio domicilio dove è sottoposto al regime degli arresti domiciliari per truffa.

A.T., 29enne napoletano, è stato denunciato per evasione e sanzionato per inottemperanza alle misure anti Covid-19 e perché circolava con veicolo privo di copertura assicurativa e dei documenti di circolazione.

Lorenza Sabatino

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.        

Alcuni altri articoli di cronaca campana presenti nei nostri archivi:

Caserta, esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP

Caserta, esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dell’ufficio del GIP del Tribunale di Napoli.

Caserta, esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP

Nella giornata odierna, nelle province di Caserta, Napoli, Latina e Frosinone, i Carabinieri della Compagnia di Caserta, col supporto delle altre Compagnie territorialmente competenti e del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), a conclusione di un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dall’ufficio GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della citata Procura, nei confronti di dodici soggetti, indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa, avviata nel novembre 2016 e focalizzata sulle dinamiche di spaccio di stupefacenti della città di Caserta, ha permesso in particolare di accertare l’operatività di una ramificata consorteria dedita allo spaccio nonché di individuare il canale di approvvigionamento della droga trattata (cocaina, crack e hashish) proveniente principalmente da Caivano (NA). Nel provvedimento giudiziario viene riconosciuta l’operatività di una piazza di spaccio nella frazione di San Clemente.

Le attività investigative hanno permesso di ricostruire l’organigramma criminale costituito da un ramificato e aggressivo sodalizio dedito all’incessante compravendita di ingenti quantitativi di droga presso Caivano che venivano poi rivenduti al dettaglio a Caserta. Il gruppo si reggeva su una struttura fondata sull’affiliazione fra i soggetti membri, tutti giovani casertani e caivanesi, legati tra loro da rapporti di parentela e di amicizia, quattro dei quali risultano già attinti da precedenti provvedimenti restrittivi. In particolare, si evidenzia la scaltrezza e la pericolosità sociale degli indagati, in gran parte incensurati all’epoca dei fatti, pienamente determinati a perseguire con pervicacia l’attività illecita attraverso l’adozione di tutte le cautele finalizzate a consentire al gruppo di continuare ad operare adattandosi al mutamento delle circostanze.

È stato altresì individuato un importante canale di approvvigionamento dello stupefacente che veniva acquistato a Caivano. La droga acquistata, principalmente cocaina, veniva trasportata in grossi quantitativi nel casertano a bordo di autovetture a noleggio sempre differenti. Nel capoluogo la cocaina, al fine di ricavare il maggior numero di dosi possibile ovvero di essere trasformata in crack, veniva lavorata in via Cittadella all’interno di un appartamento in affitto. Proprio all’interno di tale “raffineria artigianale” è stato rinvenuto materiale tecnico altamente professionale per la pesatura, il confezionamento e la trasformazione chimica, nonché un congegno telecomandato realizzato all’interno di un cassetto, occultato in una parete, utilizzato per nascondere tutto lo stupefacente destinato ad essere venduto al dettaglio sulla principale piazza di spaccio sita in via Caprio Maddaloni presso il circolo “Sport Club giovanile”, che attirava acquirenti da tutto l’hinterland.

Nel corso dell’attività sono stati riscontrati più di cento episodi di cessione di sostanze stupefacenti durante i quali sono stati identificati numerosi assuntori, oggetto di segnalazione alla locale Prefettura. Nell’ambito dei riscontri eseguiti dai Carabinieri durante l’indagine sono state tratte in arresto due persone (entrambe indagate) e sequestrati complessivamente 500 grammi di cocaina e crack, 1.500,00 euro in banconote e materiale tecnico altamente professionale utilizzato per la lavorazione dello stupefacente.

Nel corso delle odierne operazioni di perquisizione sono stati altresì rinvenuti un revolver cal. 7.65 privo di segni distintivi e cartucce illegalmente detenute nonché modiche quantità di sostanza stupefacente del tipo marijuana e hashish.

Elenco destinatari del provvedimento

Arresti domiciliari:

–      CAPASSO Francesco, cl.1993;

–      DE LUCIA Vincenzo, cl.1970;

–      FERRANTE Gaetano, cl.1996;

–      LUISO Massimiliano, cl.1994;

–      NATALE Michael, cl.1993;

–      NATALE Vincenzo Alfredo, cl.1986;

–      PASQUARIELLO Celestino, cl.1995;

–      PASQUARIELLO Valerio, cl.1987;

–      PISCITELLI Luca, cl.1994;

–      PISCITELLI Salvatore, cl.1962;

–      ZAMPELLA Umberto, cl.1983;

–      ZITO Andrea, cl.1994.

Lorenza Sabatino

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.        

Carabinieri in prima linea nel contrasto alla violenza di genere

Carabinieri in prima linea a Napoli e provincia contro la violenza di genere: l’invito del Comandante: “denunciate e affidatevi a noi”.

Carabinieri in prima linea nel contrasto alla violenza di genere

Carabinieri in prima linea a Napoli e provincia contro la violenza di genere: l’invito del Comandante: “denunciate e affidatevi a noi”. In poco meno di 1 mese 11 arresti, 3 denunce a piede libero, 2 divieti di avvicinamento notificati.

A 3 giorni dalla giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e la violenza di genere – istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli traccia un bilancio dell’attività di contrasto ad un fenomeno particolarmente sentito e combattuto dall’Arma.

11 arresti, 3 denunce a piede libero, 2 divieti di avvicinamento notificati e 7 denunce raccolte. Questo il triste resoconto dal 1° novembre ad oggi. Sempre sensibili e in prima linea nel contrasto a reati di questo genere i militari dell’Arma partenopea sono sempre più vicini alle vittime e, coordinati dalle rispettive procure, sempre più incisivi.

Per ben 6 volte i carabinieri – grazie al lavoro del 112 – hanno salvato vittime di violenze in cerca di aiuto, arrivando in tempi rapidissimi sul posto.

Tra questi il caso di una donna di Portici. È lì che carabinieri hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 68enne del posto. Aveva intenzione di picchiare la moglie, ha tentato di colpirla con un pugno in pieno viso ma i militari – attivati dal 112 – lo hanno bloccato e arrestato prima che potesse farle del male.  Oppure quando qualche giorno fa a Roccarainola i carabinieri della locale stazione e quelli di Cicciano hanno arrestato per rapina e maltrattamenti un 35enne del posto, già noto alle ff.oo.

Ha intercettato la moglie in strada mentre era in auto. Le ha intralciato e poi bloccato la marcia. La donna ha avuto il tempo di allertare i carabinieri e poi è stata colpita da un pugno al volto. Il marito le ha poi sottratto il cellulare e ha tentato di fuggire in auto. La donna ha provato a fermarlo lanciandosi nell’abitacolo ma non ha ottenuto risultati.

Guidati dalle grida, i militari – arrivati sul posto in pochi minuti – hanno individuato e bloccato il 35enne che, in manette, è stato tradotto al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio. Il cellulare è stato restituito mentre la vittima non ha ritenuto opportuno farsi refertare in pronto soccorso.

Secondo quanto ricostruito, la donna sarebbe stata vittima di violenze per quasi 3 anni, già dal 2017, ma solo una parte di queste sarebbe stata denunciata e refertata.

E ancora a Varcaturo, frazione di Giugliano in Campania, dove un 26enne è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e evasione. Il giovane, già ai domiciliari per aver vessato il padre., è stato sorpreso a passeggiare in via Domiziana, a pochi passi dalla casa paterna.

In pochi giorni, invece, tra Portici ed Ercolano i carabinieri della compagnia di torre del greco hanno fatto luce su 2 vicende controverse.

Nella prima una 30enne si è resa protagonista di violenze ai danni dei genitori: pretendeva denaro per acquistare droga e ogni rifiuto si trasformava in percosse, minacce e insulti.

Una situazione che padre invalido e madre subivano da tempo e che si è risolta con l’arresto della 30enne dopo l’ennesimo accesso di violenza.   A Ercolano i carabinieri della locale tenenza hanno arrestato un 45enne del posto. L’uomo, come molte altre volte in passato, aveva minacciato la 70enne madre convivente per ottenere denaro. Ha impugnato un bastone e rotto il vetro della porta di ingresso. I frammenti hanno ferito l’anziana che è stata soccorsa dai carabinieri. In manette è invece finito il figlio.

Nella città di Napoli, nel quartiere Chiaiano, i Carabinieri del Nucleo radiomobile e quelli della stazione di Napoli Marianella hanno arrestato un 49enne del posto già noto alle ff.oo. L’uomo – in stato di alterazione psicofisica dovuta probabilmente all’assunzione di droga o alcool – si è scagliato contro la madre 85enne. Le ha sottratto del denaro e ha minacciato di picchiarla.

La donna – esasperata – è riuscita a contattare il 112 permettendo ai Carabinieri di entrare in casa e bloccare il 49enne dopo un vano tentativo di fuga.  Anche in questo caso, numerose le violenze subite nel tempo, mai denunciate.

Ancora, in questo mese i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito – coordinati dalle Procure di Napoli, torre annunziata, Napoli Nord e Nola – ben 7 misure cautelari nei confronti di altrettanti “violenti”. I provvedimenti sono stati il frutto delle denunce presentate dalle vittime presso i comandi stazione e delle successive indagini effettuate dai militari.

Tra queste anche 2 divieti di avvicinamento alla persona offesa, un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria che, se violato, può condurre a misure più restrittive.

Altro dato importante, la fiducia nell’arma da parte del cittadino e delle donne maltrattate.

7 le donne che vivono situazioni di degrado familiare e che hanno chiesto aiuto. I militari – in collaborazione con le rispettive procure e con i centri anti-violenza presenti sul territorio – hanno attivato per loro un percorso di tutela e assistenza.

E a Napoli, a sostegno delle vittime di violenza anche il “Mobile Angel”, un braccialetto intelligente che consente a chi è in difficoltà di allertare in tempo reale i carabinieri.

“Il comando provinciale carabinieri di Napoli è da sempre in prima linea per la tutela delle fasce deboli. E’ per questo che il mio instancabile invito è quello di rivolgersi a noi, di affidarsi ai Carabinieri delle numerose Stazioni e tenenze distribuite su tutto il territorio della provincia di Napoli.” Queste le parole del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli, Generale di Brigata Canio Giuseppe La Gala.

“Le vittime si sentono spesso sole, isolate, schiacciate dal peso di una sofferenza mai espressa. Il Nostro obbiettivo è invertire questa tendenza, accompagnando – con la coordinazione dell’Autorità Giudiziaria e la collaborazione dei Centri antiviolenza – le vittime in un percorso “guidato” di tutela.”

Lorenza Sabatino

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.        

Controlli tra Ercolano e Secondigliano per pubblica sicurezza

Controlli tra Ercolano e Secondigliano: bar chiuso per 10 giorni e sanzione per una donna che nascondeva in casa tabacchi lavorati esteri.

Controlli tra Ercolano e Secondigliano per pubblica sicurezza

Controlli tra Ercolano e Secondigliano. Il Questore di Napoli, su proposta della Tenenza dei Carabinieri di Ercolano, ha disposto la sospensione per 10 giorni dell’attività di esercizio nei confronti di un bar in via IV Novembre a Ercolano.

I controlli effettuati tra settembre e ottobre hanno evidenziato, in diverse occasioni, l’assidua frequentazione del locale da parte di soggetti con precedenti per reati quali associazione per delinquere, rapina, estorsione, atti persecutori, spaccio di stupefacenti, lesioni personali, truffa, ricettazione, contrabbando, alcuni dei quali legati ad una nota organizzazione criminale della zona.

Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per la pubblica sicurezza.

Inoltre, ieri mattina gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in corso Italia hanno notato una donna che, alla loro vista, è rientrata frettolosamente in un’abitazione.

I poliziotti, entrati nell’appartamento, hanno rivenuto 120 pacchetti di tabacchi lavorati esteri, privi del marchio del Monopolio di Stato, per un peso complessivo di circa 2,4 kg.

La donna, una 40enne napoletana, è stata sanzionata per contrabbando di tabacchi lavorati esteri per un importo di oltre 12mila euro.

Lorenza Sabatino

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.        

Alcuni altri articoli di cronaca campana presenti nei nostri archivi:

Sisma Irpinia: Ordine Architetti, da «Fate Presto» a «Fate Prima»

Sisma Irpinia: Ordine architetti: da «Fate Presto» a «Fate Prima», abbiamo imparato poco o nulla dalla tragedia del 23 novembre 1980.

Sisma Irpinia: Ordine Architetti, da «Fate Presto» a «Fate Prima»

Sisma Irpinia: alle 19.34 del 23 novembre 1980 la terra tremò per 90 secondi. Una forte scossa di magnitudo 6,9 sconvolge Campania e Basilicata: tremila morti, più di ottomila feriti e trecentomila senzatetto. A rendere gli effetti della scossa più gravi fu il ritardo dei soccorsi; molte colonne mobili si fermarono e rallentarono per mancanza o fatiscenza di adeguati collegamenti stradali. Da qui lo storico titolo del “Mattino” a lettere cubitali: FATE PRESTO, diventato da lì a poco anche un’opera di Andy Warhol.

Sono passati quarant’anni da quel giorno, ma è evidente che abbiamo imparato poco, come dimostra anche il modo in cui sono stati affrontati i terremoti delle Marche, dell’Emilia, dell’Aquila, di Amatrice ed infine anche di Ischia.

Tutti ricorderanno la prima pagina del Mattino, ma molti hanno dimenticato o non hanno mai saputo la devastazione di quei momenti; in questi giorni si è scritto e detto molto per non dimenticare.

L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia ha preferito non unirsi al coro degli interventi e delle testimonianze, ma non per questo dimentica quello che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha proprio oggi definito il “più catastrofico evento della storia repubblicana”. Sappiamo anche che molti architetti avrebbero preferito manifestazioni ed eventi per ricordare ma la pandemia, che per l’ennesima volta mette in evidenza quanto il sistema di prevenzione delle calamità sia debole, non permette particolari manifestazioni, soprattutto per sensibilizzare il cittadino.

Un “FATE PRIMA” a lettere cubitali anche a pagina unica potrebbe essere riproposto perché è evidente che il sistema sanitario è stato colto impreparato così come è evidente che contro un terremoto pari a quello del 1980 siamo ancora impreparati.

Oggi si discute di Superbonus e si litiga tra un cappotto per l’Ecobonus e un intervento di miglioramento sismico in Sismabonus e di fatto, per la ricorrente dimenticanza, vince sempre l’Ecobonus: più facile, più economico che in più cancella o, meglio, nasconde, sotto un bel cappotto quelle lesioni che tanto preoccupavano.

Amiamo ricordare e commemorare, ma facciamo poco per imparare da tragiche esperienze.

I tecnici Architetti, Ingegneri, Geometri e Geologi ci mettono cuore e anima ma non c’è peggior sordo che non voglia sentire; da un lato il cittadino che non vuol uscire da quella zona di apparente comfort, la sua casa poco adeguata, che lo fa sentire sicuro e dall’altro il politico che continua ad investire sulle società quotate in borsa e non sull’uomo cittadino comune. Ecobonus e Sismabonus non sono decollati perché le ESCO (Energy Service Company) hanno fatto cartello; il superbonus non decollerà perché alle ESCO si sono sostituiti istituti di credito e Intermediari finanziari.

Il terremoto di quarant’anni fa è costato, attualizzato a oggi, circa 70 miliardi di euro, quindi, mai come oggi, abbiamo il dovere di proteggere la nostra economia anche attraverso investimenti sulle nostre case e ciò ci obbliga a pensare soprattutto in termini di sicurezza per la salvaguardia della vita umana.

Ci resta, infine, l’obbligo di ricordare che solo se siamo preparati si affrontano al meglio le emergenze, ecco perché tutti i Comuni dovrebbero avere un PEC (Piano Emergenza Comunale) che spesso, là dove esiste, non è efficiente e soprattutto è ignoto ai cittadini e dove non esiste lascia impreparati gli ignari cittadini di fronte a possibili eventi pericolosi. Di fatto oltre alla Protezione Civile ci sarebbe bisogno anche di Prevenzione Civile.

Lorenza Sabatino

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.        

Catania, operazione antidroga con 101 arrestati per associazione di tipo mafioso e spaccio

0

A Catania la famiglia mafiosa dei Nizza controllava la fornitura di stupefacenti e i prezzi disponendo anche di un nutrito arsenale di armi.

I turni coprivano l’intera giornata con tanto di orari di ‘servizio’. È uno dei retroscena dell’perazione “Skanderbeg”, un maxi blitz antidroga eseguito dai Carabinieri del Comando provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati dell’Arma.

I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 99 persone indagate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo e della finalità mafiosa, e per detenzione illegale e porto di armi da fuoco.

Contestualmente è stato eseguito un altro provvedimento cautelare emesso dal Gip presso il Tribunale per i minorenni di Catania, su richiesta della competente Procura, nei confronti di due persone, di cui una ancora minorenne, per associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Dodici le piazze di spaccio che fruttavano mediamente 120 mila euro al giorno che mantenevano in vita 43 famiglie, le stesse che facevano capo a spacciatori, vedette e “capi piazza”. La droga veniva acquistata tra la Campania e Calabria: in quest’ultima regione il clan di riferimento quello Santapaola-Ercolano, per il tramite dei Nizza, comprava un chilo di cocaina a 40 mila euro per rivenderla alle piazze a 60 mila, con un guadagno netto di 20 mila euro.

Un esercito della droga in stile “Gomorra” (la recente e nota serie televisiva recente) che in meno di dieci anni ha trasformato il quartiere periferico di San Giovanni Galermo nella “Scampia della Sicilia”, copiando in toto dalla Campania il modello industriale della vendita della droga.

A notte fonda il blitz dei Carabinieri del Comando provinciale e della compagnia Fontanarossa che hanno utilizzato lo stesso metodo dei pusher per evitare le fughe dei manovali dello spaccio, bloccare le tre strade del rione che collegano le quattro vie Egadi, Capo passero, Pantelleria e Ustica.

All’alba l’organizzazione più potente del meridione nella vendita della droga, è stata azzerata. Due anni di indagini dall’ottobre 2018 al maggio 2019, e le rivelazioni di due pentiti Dario Caruana e Silvio Corra hanno permesso di ricostruire tutti i punti cardine su cui si è basata questa organizzazione già messa a dura prova in altre due operazioni antidroga del 2012 e del 2018, ma sempre pronta a rigenerarsi.

Tutti i ‘capi piazza’ operavano sotto la supervisione de boss Lorenzo Michele Schillaci, arrestato l’8 novembre del 2019. Schillaci aveva anche il compito di dirimere i contrasti interni ai gruppi. Schillaci 56 anni è un personaggio di notevole caratura criminale già condannato per associazione mafiosa. Toccava a lui, boss in ascesa, fare in modo che le regole venissero rispettate, imponendo la fornitura della sostanza stupefacente per conto del gruppo Nizza, e spettava ancora a lui dirimere i contrasti interni ai gruppi in casi di “concorrenza sleale” per aver protratto l’attività di spaccio oltre l’orario consentito o per aver dirottato i clienti presso altra piazza di spaccio). In occasione del suo arresto avvenuto l’8 novembre del 2019, nella sua casa furono trovati e sequestrati 60 mila euro provento dell’attività delle piazze di spaccio, la “carta degli stipendi”, la “carta delle estorsioni”, e la “carta delle piazze di spaccio”.

Le indagini si sono avvalse anche delle testimonianze di due collaboratori di giustizia, Dario Caruana e Silvio Corra. Quest’ultimo ha avuto il ruolo di reggente del clan Nizza, a cui facevano riferimento i gruppi di trafficanti e spacciatori, dopo l’arresto di Schillaci ed è “informato sui fatti”.

Secondo la ricostruzione della Dda, parte dei guadagni della droga servivano al mantenimento delle famiglie degli affiliati detenuti. Nelle “carte” erano segnate le iniziali di 43 detenuti con accanto la somma spettante alla famiglia, per un importo totale di circa 42 mila euro al mese.

L’indagine dei militari ha accertato il possesso di armi da fuoco, anche da guerra. I Nizza di San Giovanni Galermo avevano infatti una notevole disponibilità di armi pronte ad essere utilizzate in caso di richiesta di spedizioni punitive da parte del clan Nizza.

Come durante i festeggiamenti del 31 dicembre 2018, quando Schillaci e altri due responsabili di una importante piazza di spaccio, Mario Maurizio Calabretta e Giambattista Spampinato, sono stati ripresi mentre esplodevano colpi di arma da fuoco con un Kalashnikov e una pistola, noncuranti della presenza di diverse persone, tra cui un bambino. Nel video, si vede il pusher della piazza che continua a spacciare, incurante degli spari.

“Le piazze di spaccio erano organizzate imprenditorialmente con precisi orari di lavoro e turnazioni che coprivano l’intero arco della giornata” spiegano gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri che “grazie a tecniche di intercettazione e di riprese video, hanno appurato “centinaia e centinaia di cessioni di dosi di droga giornaliere, organizzate con piglio imprenditoriale con precisi orari di lavoro e turnazioni che coprivano l’intero arco della giornata”.

Secondo l’accusa “le diverse squadre che gestivano le ‘piazze di spaccio’ godevano di una chiara autonomia sotto il profilo della competenza territoriale e della gestione organizzativa, ma agivano comunque sotto il diretto controllo del gruppo Nizza aderente alla ‘famiglia’ di Cosa nostra catanese dei Santapaola-Ercolano, che imponeva ai ‘capi piazza’ il rifornimento esclusivo dello stupefacente dal medesimo gruppo dei costi e i quantitativi di droga da acquistare”.

Nel blitz sono stati impegnati oltre 400 Carabinieri del Comando provinciale di Catania, supportati dai militari delle altre province della Sicilia e dei reparti specializzati dell’Arma: compagnia di intervento operativo del 12esimo Reggimento Sicilia, squadrone eliportato Cacciatori Sicilia, nucleo Elicotteri e nucleo Cinofili.

Adduso Sebastiano

A Catania la famiglia mafiosa dei Nizza controllava sia la fornitura di stupefacenti che i prezzi

3 cose che abbiamo capito dopo aver visto Napoli-Milan

3 cose che abbiamo capito dopo Napoli-Milan

Il Milan vola sempre più in alto; il Napoli esce di nuovo sconfitto dal San Paolo(è la terza volta consecutiva). Napoli-Milan è stata una partita ricca di spunti per entrambi gli allenatori. Tra certezze rossonere(Ibra) e i dubbi azzurri, ecco cosa ci è parso più chiaro dopo il fischio finale di Valeri. 

  1. Tanti buoni giocatori non corrispondono, con in un’equazione determinata, ad un fuoriclasse. Ibrahimovic sposta gli equilibri. Theo Hernandez sposta gli equilibri. Donnarumma sposta gli equilibri. Mertens, Insigne, Politano, Lozano, Fabian no. È necessario sopperire a ciò che manca con la grinta, il sacrificio, la voglia di vincere. E quando questo viene meno, quei buoni giocatori diventano mediocri. Come ieri.
  2. Non discuteremo sui giudizi arbitrali. Ci limiteremo ad osservare i fatti in quanto tale. In particolare, ci focalizzeremo sull’espulsione di Bakayoko. Già ammonito nel primo tempo, per evitare una ripartenza rossonera, l’ex Chelsea ha speso un fallo tattico su Theo Hernandez che ha pagato a caro prezzo, con il secondo cartellino giallo. Sul risultato di 1-2, l’uomo in meno è costato tantissimo agli azzurri. È stato ingenuo Bakayoko, ma soprattutto Gattuso, che avrebbe dovuto sostituirlo per scongiurare un rosso(che poi è arrivato). Demme in panchina, pur perdendo qualcosa in termini di fisicità, avrebbe potuto giocare con maggior libertà rispetto al suo compagno di reparto.
  3. Il 4-2-3-1 senza Osimhen non funziona. Gattuso non rinnega la sua scelta nel post gara, ma a posteriore è inevitabile ammettere che la lettura del match non è stata delle più felici. Mertens non è stato in grado di dare profondità alla squadra e pur siglando il gol della speranza non ha convinto come numero 9. La squadra è risultata lunga, poco cinica, confusionaria. Sarà, quindi, indispensabile per il Napoli recuperare Osimhen al più presto.

Ministro Speranza: sospese le attività degli allevamenti di visoni

0

Ministro Speranza: indetta un’ordinanza per la sospensione delle attività degli allevamenti di visoni al fine di prevenire il contagio.

Ministro Speranza: sospese le attività degli allevamenti di visoni

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza che dispone la sospensione delle attività degli allevamenti di visoni su tutto il territorio italiano fino alla fine del mese di febbraio 2021 quando verrà effettuata una nuova valutazione sullo stato epidemiologico.

La misura aggiunge l’infezione da SARS CoV-2 nei visoni d’allevamento all’elenco delle malattie infettive e diffusive degli animali soggette a provvedimenti sanitari secondo il “Regolamento di polizia veterinaria (D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320)”.

Pur essendo il numero degli allevamenti in Italia molto ridotto rispetto ad altri paesi europei si è valutato di seguire il principio della massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità.

Secondo l’ordinanza, in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica.

In caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento.

“Le notizie provenienti da Oxford sul vaccino anticovid  sono incoraggianti. Nel progetto sono coinvolte importanti realtà italiane, come l’Irbm di Pomezia e la Catalent di Anagni. Serve ancora tanta prudenza, ma sarà la ricerca scientifica a portare l’umanità fuori da questa crisi”. Lo afferma il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Lorenza Sabatino

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.        

IL PUNGIGLIONE STABIESE: Un altro tuffo nel passato gialloblè

Al Pungiglione Stabiese parleremo della vittoria della Juve Stabia con la Viterbese.

Questa sera ritorna il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla della Juve Stabia.

Anche per questa puntata la conduzione sarà affidata a Mario Vollono che insieme agli ospiti e a voi telespettatori commenterà il campionato della Juve Stabia in particolare con un occhio di riguardo al prossimo turno.

Collegatevi oggi 23 novembre 2020 dalle ore 20:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè.

Per seguire questa puntata del Pungiglione Stabiese basta collegarsi su facebook, questi i link:

  • La diretta facebook sarà trasmessa solo per questa puntata sulla pagina ViViCentro.it  e condivisa sul profilo personale di Mario Vollono e sulle pagine Juve Stabia Unica Fede e ViViRadioWEB
  • La puntata sarà poi inserita il giorno dopo nella galleria video della pagina ViViCentro.it (https://www.facebook.com/vivicentro.it/) dove potrete trovare l’archivio di tutte le puntate andate in onda questa stagione sportiva.
  • In replica la puntata sarà anche caricata nel canale Youtube di ViViCentro Network (https://www.youtube.com/user/vivicentronetwork) dove troverete tanti video sulla Juve Stabia.

In questa puntata del Pungiglione Stabiese saranno presenti i giornalisti: Mario Di Capua, Giovanni Donnarumma e Natale Giusti.

Questa sera parleremo della vittoria in casa con la Viterbese.

Le Vespe incassano tre punti a fronte di una prestazione importante in tutti i reparti. Ci saranno 8 giorni di tempo per preparare il derby con la Paganese.

Come da programma durante le puntate ci collegheremo con alcuni ospiti in modalità Skype o telefonica:

Questa sera avremo in collegamento  Giovanni Fumarola ex attaccante anni ’70 della Juve Stabia per il suo ricordo della Juve Stabia e di Castellammare di Stabia.

Continueremo la serie di collegamenti con  Mister Giovanni Esposito allenatore della Salerno Centro Storico e dell’Accademia 10 e lode per una sua considerazione sul campionato.

Chiuderemo i collegamenti, con la chiamata telefonica a  Luigi Iacomino Talent Scout.

Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sulla pagina facebook Juve Stabia Live per lasciare messaggi e domande.

“Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulla chat facebook!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati.

Ci adoperiamo per offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.