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Bitcoin: cinque aziende che la utilizzano per i propri affari

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Con la rapida crescita della criptovaluta, in particolare bitcoin e da poco anche il sistema bitcoin 360 AI, numerose aziende hanno iniziato a utilizzarla per investire nella loro attività.

Prima di elencare in maniera dettagliate le aziende che la adottano, facciamo prima una breve analisi del termine.

Bitcoin

E’ una delle migliori criptovalute inventate nel 2008 dalla persona, o un nome di gruppo denominato Satoshi Nakamoto. È stato utilizzato principalmente per scopi commerciali per ottenere un’enorme crescita finanziaria.

Con il suo elevato utilizzo, si è ora classificato al più alto livello di valuta digitale, con tantissimi investitori che la utilizzano per i loro affari.

Ha molti vantaggi rispetto ad altre criptovalute. I seguenti sono alcuni dei vantaggi della sua rapida crescita:

  1. È una valuta digitale che non è affatto sotto il controllo né di un’autorità centrale né di alcuna azienda privata, quindi è gratuita nel suo utilizzo  senza avere alcun principio.
  2. È molto meno rischioso da usare poiché ci sono meno possibilità di frode perché non mostra i dettagli privati di tutti.
  3. Genera basse commissioni di transazione.
  4. È più facile da usare rispetto ad altre criptovalute.

Ora, passiamo al nostro argomento principale, ovvero le aziende che l’adottano in larga misura. Per ulteriori informazioni, puoi visitare qui sanremonews.it .

Bitcoin 360 AI

Con l’avvento delle nuove tecnologie (come metaverso, intelligenza artificiale) è nato anche il Bitcoin 360 AI che è un servizio di trading automatico sulle principali criptovalute che si regge su un algoritmo capace di sfruttare le più recenti innovazioni nel campo dell’Intelligenza Artificiale.

Come fa un sistema di trading automatico a non presentare un accesso diretto al mercato?

Semplice: Bitcoin 360 AI, infatti, permette agli utenti di accedere gratuitamente al software di analisi dei mercati. L’impostazione dell’ordine di trading è un’operazione che viene svolta automaticamente dal software e girata poi alle piattaforme di trading che offrono le migliori condizioni di investimento per la effettiva esecuzione.

Stando a quanto comunicato dagli sviluppatori, infatti, il complesso trading system alla base di Bitcoin 360 AI si articolerebbe in vari segmenti, ciascuno dipendente e gestito dall’algoritmo centrale.

L’utente interagirebbe esclusivamente con l’algoritmo centrale, secondo modalità che spiegheremo più nel dettaglio nel prossimo paragrafo. Tuttavia queste impostazioni verrebbero poi utilizzate dal software per coordinare le attività analitiche di tutti gli altri segmenti della piattaforma, al fine di cogliere le maggiori opportunità di mercato che si presentano in ogni determinato momento.

Queste opportunità di investimento vengono tradotte dall’algoritmo centrale in ordini di trading, mentre un altro algoritmo del sistema si occupa di confrontare le offerte delle varie piattaforme affiliate al software al fine di trovare le condizioni di investimento migliori per ciascun ordine.

Solo a questo punto gli ordini vengono inviati sul mercato. Non solo per investire in Bitcoin ma anche su altre criptovalute, tra le più scambiate dagli investitori.

Questo permette a Bitcoin 360 AI di velocizzare l’intero processo analitico eliminando uno step del processo di investimento e al team di sviluppatori di concentrare tutta la propria attenzione sul solo perfezionamento del software.

Un processo complesso, come ti abbiamo preannunciato, ma che sarebbe stato reso possibile solo da recenti scoperte e sperimentazioni nel campo dell’Intelligenza Artificiale, da cui anche il nome della piattaforma: Bitcoin 360 AI. Un sistema di trading capace di sfruttare l’Intelligenza Artificiale a 360 gradi durante tutto il processo della strategia di trading.

Le migliori aziende che l’avevano adottato

Di solito, una varietà di aziende ha adottato bitcoin per i loro investimenti aziendali, ma per il momento discuteremo solo delle cinque principali aziende.

Ecco le migliori aziende che l’avevano adottato.

MasterCard

Mastercard aveva adottato i 30 brevetti relativi alla tecnologia blockchain di bitcoin con alcuni che utilizzavano sotto il titolo di “Metodo e sistema per il pagamento istantaneo utilizzando garanzie registrate”, che sembra stiano aumentando la propria blockchain per dipendere dal portale di pagamento.

Imprese di viaggio

Le agenzie di viaggio sono le seconde aziende più avanzate in maggiore crescita registrate, dove si prevede di spendere circa $ 1,7 trilioni quest’anno nel settore dei viaggi.

Molti dei viaggiatori proprietari di criptovalute dovrebbero pagare con i loro portafogli crittografici per le loro camere d’albergo e le spese alimentari con la sua espansione.

Molte compagnie di viaggio avevano iniziato a utilizzare e accettare bitcoin per la loro modalità di pagamento, nonché per la valutazione del parcheggio e per la società di prenotazione della navetta aeroportuale.

Overstock

Attualmente, Overstock è leader a un picco nel campo dello shopping e delle criptovalute. È il più rilevante in quanto va lontano, accetta tutti i diversi tipi di criptovaluta.

Non solo accetta bitcoin, ma lo detiene anche. Questi sono anche vari tipi di venditori che servono la comunità bitcoin nel miglior modo possibile. Questa è una delle migliori aziende che ha adottato bitcoin nel miglior modo possibile.

Starbucks

Inizialmente, Starbucks aveva deluso il mondo Bitcoin quando aveva annunciato prematuramente che avrebbe accettato valuta bitcoin direttamente nei negozi durante il periodo del 2009. Ma in seguito, Starbucks ha chiarito questo dubbio che in una certa misura fosse sbagliato.

In primo luogo, hanno chiarito che non avrebbero accettato direttamente la valuta bitcoin e, in alternativa, si sarebbero combinati con l’exchange Bakkt del futuro e, inoltre, fino al lancio dell’app bakkt, nessuna valuta bitcoin sarà accettata fino alla metà del 2020.

Microsoft

Dal 2014, Microsoft accetta bitcoin per il suo utilizzo nel suo negozio Xbox. Si sono fermati un attimo per ottenerlo a causa della sua incoerenza, ma ora probabilmente lo stanno prendendo per la loro solvibilità del negozio Xbox. Questa azienda è ampiamente accettata come pagamento.

KFC

KFC è anche una delle migliori aziende che accettano bitcoin. La società ha elaborato il pagamento tramite BitPay e l’articolo deve essere consegnato direttamente all’indirizzo di casa del cliente.

Tuttavia, la società ha deciso di prendere bitcoin per un tempo limitato per sostituire il “Bitcoin Bucket”.

Considerazioni Finali

Pertanto, queste sono le migliori aziende che accettano bitcoin. Se vuoi investire in criptovalute, devi conoscere queste migliori aziende che le accettano.

Se vuoi convertire bitcoin in contanti, puoi utilizzare Bitcoin ATM o lo scambio. Anche diverse grandi istituzioni negli Stati Uniti la accettano per il pagamento della quota di iscrizione.

Photo by Aleksi Räisä on Unsplash

Roma. Truffe nel settore delle compravendite di immobili, 13 arresti. VIDEO

Operazione “SHERWOOD” della Gdf e Polizia di Stato: 13 persone sottoposte a custodia cautelare per truffe nel settore delle compravendite di  immobili

Gdf Roma e Polizia di Stato: Operazione “SHERWOOD” , eseguiti 13 arresti per truffe nel settore degli immobili. VIDEO

Roma- La Guardia di Finanza, insieme alla Questura di Roma, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, appartenenti a due distinte associazioni per delinquere accusati di reati di truffa, possesso e fabbricazione di documenti falsi nonché sostituzione di persona ai danni di istituti di credito e ignari cittadini mediante fittizie compravendite immobiliari e illecite richieste di finanziamento.

L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta della Procura delle Repubblica capitolina.

Le indagini, svolte congiuntamente dalle Sezioni di Polizia Giudiziaria – aliquote Guardia di Finanza e Polizia di Stato – e dal Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, sono scaturite dalle denunce presentate da alcuni proprietari di immobili, casualmente venuti a conoscenza della vendita (a loro insaputa) delle rispettive proprietà, e da direttori di varie banche, allarmati dagli insoluti delle rate di rimborso dei prestiti erogati a soggetti che improvvisamente si erano resi irreperibili.

Pur variando gli enti creditizi, il modus operandi era comune e ben definito. Dopo l’individuazione di immobili realmente in vendita nella Capitale, i membri della gang ingaggiavano “figuranti” che, muniti di documenti falsi e utenze telefoniche intestate a soggetti inesistenti, si sostituivano al reale proprietario per stipulare “regolari” contratti di compravendita dinanzi a notai, anch’essi all’oscuro dell’attività̀ criminosa, e conseguenti atti di concessione di mutui a nome di – altrettanto fittizi – acquirenti. Ottenuto l’accredito della somma su un conto corrente acceso a nome del “finto” venditore, il denaro veniva prelevato pochi giorni dopo l’atto di vendita.

Tra la fine del 2018 e la prima metà del 2020, gli investigatori hanno ricostruito cinque episodi per un totale di oltre 600.000 euro di somme richieste, di cui due portati a compimento, uno interrotto con l’arresto in flagranza di 5 persone e i restanti due non conclusi per il diniego dell’erogazione del mutuo da parte delle banche.

Il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti al vertice delle due organizzazioni che agivano per la truffa degli immobili, in modo autonomo, una nella zona est e l’altra nella zona ovest della Capitale.

Per 8 persone, che, a vario titolo, hanno preso parte alle varie truffe perpetrate e hanno fornito i documenti d’identità e fiscali contraffatti, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’operazione odierna rientra nell’alveo delle attività svolte dalla Procura della Repubblica, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato di Roma a tutela dei cittadini contro le condotte fraudolente che possono arrecare gravi danni ai loro patrimoni.

VIDEO GDF e Polizia ROMA

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Sgominata rete di 22 spacciatori operanti a Barrafranca e Piazza Armerina (Enna) VIDEO

La rete è stata sgominata dalla Squadra Mobile e Commissariato di P.S. di Piazza Armerina coordinati dalla Procura della Repubblica di Enna.  VIDEO

La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di P.S. di Piazza Armerinasu ordine della dott.ssa Stefania Leonte, Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Enna, diretta dal Dott. Massimo Palmeri, ha eseguito 22 misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari per i reati di sequestro di persona, estorsione e traffico di stupefacenti.

I FATTI

La notte del 29 novembre 2019 veniva data alle fiamme un’autovettura nel pieno centro cittadino di Piazza Armerina. Sul posto intervenivano gli uomini della Squadra Volanti del Commissariato armerino e i Vigili del Fuoco che scongiuravano il peggio in quanto le fiamme dell’auto si stavano già propagando alle abitazioni vicine edifatti avevano danneggiato il prospetto di alcune case.

Le immediate indagini della Polizia di Stato permettevano di focalizzare l’attenzione sul “mondo” del traffico di stupefacenti. Scongiurato il pericolo per i residenti grazie al tempestivo intervento, venivano raccolte le testimonianze sia dei proprietari del veicolo che delle abitazioni danneggiate. Nonostante l’inziale reticenza, gli investigatori della Polizia di Stato riuscivano a raccogliere importanti indizi di reato così da avviare le attività di intercettazione telefonica.

LE INDAGINI

Le attività investigative permettevano di acclarare quanto ipotizzato dai poliziotti grazie all’ascolto delle intercettazioni e difatti emergevano inequivocabili responsabilità a carico di alcuni degli odierni arrestati. La vittima dell’attentato incendiario non aveva pagato diverse forniture di stupefacenti e, dopo le numerose minacce, la rete di spacciatori passava alle vie di fatto incendiando l’auto.

Un’altra vittima è stata sequestrata, picchiata e rapinata al fine di convincere i debitori a pagare. Alcune fasi del sequestro sono state anche documentate, così da inviare ai morosi le foto e convincerli a saldare i debiti di droga.

Le attività d’indagine seguite costantemente dagli investigatori della Polizia di Stato permettevano di documentare decine e decine di cessioni di stupefacenti ai clienti, molti dei quali minorenni. Gli spacciatori si rifornivano abitualmente presso le città di Catania e Palermo ed alcune volte ricevevano la droga direttamente a domicilio pagandola con un sovrapprezzo.

Il linguaggio criptico utilizzato dagli spacciatori è stato sempre decifrato dai poliziotti così da riuscire ad effettuare diverse attività per raccogliere fonti di prova. Durante tutta la fase investigativa, durata 8 mesi, oltre ad aver documentato le attività di spaccio ed aver effettuato numerosi arresti, gli investigatori hanno anche sequestrato armi clandestine e banconote false.

Sequestri di cocaina, marijuana e hashish ed il contestuale arresto degli spacciatori ha permesso di ricostruire la rete fittissima di trafficanti operanti principalmente nei territori di Barrafranca e Pietraperzia.

Una delle centrali di spaccio più redditizie era quella delle case popolari di Barrafranca ed il centro storico di Piazza Armerina.

Gli interventi degli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Piazza Armerina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Enna, hanno permesso di sottrarre al mercato della droga numerosi giovani mediante la segnalazione alla Prefettura ennese ed al contestuale avvio del percorso di recupero.

Le indagini svolte in territori ad alta densità mafiosa come quello di Barrafranca sono sempre particolarmente complesse ma nonostante ciò la Polizia di Stato è riuscita a raccogliere fonti di prova utili per procedere oggi all’arresto di soggetti, molti dei quali pluripregiudicati.

Tra gli arrestati sono stati colpiti dal provvedimento restrittivo anche un catanese ed un palermitano, entrambi canali di approvvigionamento della rete di spacciatori operanti in provincia di Enna, individuati dalla Squadre Mobili di Catania e Palermo.

I PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI

Custodia Cautelare in Carcere:

  1. BONFIRRARO Salvatore, Alias “U CIANU  barrese classe 1994, pluripregiudicato
  2. CENTONZE Rosario, piazzese classe 1972, operante a Barrafranca pluripregiudicato;
  3. CENTONZE Salvatore, piazzese classe 1998, operante a Barrafranca pluripregiudicato;
  4. ROMANO Alessandro, piazzese classe 1994, operante a Barrafranca, pluripregiudicato;
  5. ZICCONE Salvatore Giuseppe, piazzese classe 1978, operante a Villarosa, pluripregiudicato;

Custodia Cautelare degli Arresti Domiciliari:

  1. PISANO Gaetano , Alias “U Tano Terremoto”, ennese classe 1981, operante a Barrafranca, pluripregiudicato;
  2. D’ALU’ Alex, nisseno classe 1995, operante a Barrafranca, pregiudicato;
  3. D’ALU’ Maurizio, nato a Pavia classe 1970, operante a Piazza Armerina. pluripregiudicato;
  4. DI DIO Michele, nisseno classe 1983, operante a Barrafranca pregiudicato;
  5. DI MATTIA Massimo, Alias “U Picciddu” nato in Germania classe 2001, operante a Barrafranca pluripregiudicato;
  6. MANCUSO Danilo Alessandro Giuseppe, nisseno classe 1988, operante a Barrafranca pluripregiudicato;
  7. TAMBE’ Aleandro, nisseno classe 1999, operante a Barrafranca, pregiudicato;
  8. TAMBE’ Luigino, Alias “Mezzo Metro” nisseno classe 1976, operante a Barrafranca, pluripregiudicato;

Obbligo di dimora nel comune di residenza:

  1. M.U. nato in Germania di anni 25, pregiudicato;
  2. C.G. nato a Marsala (TP) di anni 31, pregiudicato;
  3. L.M.M., nato a Piazza Armerina (EN) di anni 23, pluripregiudicato;
  4. S.V. nata a Enna di anni 30, pregiudicata;
  5. S.G., nato a Catania di anni 44, pluripregiudicato;
  6. G.F., nato in Belgio di anni 20, pregiudicato;
  7. M.A. nato a Piazza Armerina di anni 21, pregiudicato;
  8. M.S. nato a Mazzarino di anni 30, pregiudicato;
  9. M.G. pregiudicato

Un indagato destinatario della misura cautelare custodiale è ancora irreperibile e le ricerche continueranno fino a quando non verrà arrestato.

DATI OPERATIVI

Il Questore di Enna Dott. Corrado Basile ha disposto l’impiego di 150 uomini e 72 veicoli sin dalle prime luci dell’alba di oggi 26.01.2021 che, coordinati dalla Squadra Mobile, hanno dato avvio alle ricerche sul territorio dei soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi.

Gli agenti dei Commissariati di P.S. di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, unitamente a tutti gli altri uffici della Questura, sono stati coadiuvati dal fondamentale apporto fornito da altre Specialità della Polizia di Stato quali il Reparto Prevenzione Crimine di Catania, il Reparto Volo di Palermo e le Squadre Cinofili della Questura di Catania.

In occasione di complesse operazioni di Polizia, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza fornisce il massimo supporto alle Questure sul territorio permettendo di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati.

Dovendo operare in territori difficili da raggiungere e ad alta densità mafiosa, il supporto del Reparto Volo che controlla le operazioni dall’alto risulta fondamentale.

Altro fondamentale apporto è stato fornito dalle Unità Cinofili per la ricerca di armi e droga in quanto i cani sono dotati di un fiuto infallibile, rendendo la ricerca di materiale illegalmente detenuto molto più rapida. Il Reparto Prevenzione Crimine ha fornito 45 uomini altamente specializzati in ricerca e cattura dei destinatari di misure cautelari restrittive.

Alle ore 05.00 tutti i target erano stati raggiunti ed una volta catturati sono stati condotti presso gli uffici della Squadra Mobile di Enna ed il Commissariato di Piazza Armerina.

Anche in occasione di questa operazione sono state rispettate le norme di sicurezza dettate dall’emergenza sanitaria, difatti la diversificazione dei luoghi di custodia ha permesso di mantenere le distanze tra operatori e destinatari la misura cautelare.

Eseguita la cattura, tutti i soggetti sono stati fotosegnalati dalla Polizia Scientifica che ha inoltre documentato le diverse fasi dell’operazione di Polizia Giudiziaria.

Dopo gli adempimenti previsti dalla legge, i soggetti colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere sono stati condotti presso gli Istituti di pena disponibili sul territorio siciliano, anche in questo caso nel rispetto delle norme attuali per fronteggiare il COVID-19 ed in piena sinergia con la Polizia Penitenziaria.

Adduso Sebastiano

 

Castellammare di Stabia: Sindaco in riunione al Commissariato

Castellammare :Coordinamento serrato e fronte comune con le forze dell’ordine per contrastare l’ondata di furti che negli ultimi giorni stanno mettendo in ginocchio gli esercizi commerciali.

Castellammare di Stabia: Sindaco in riunione al Commissariato

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Coordinamento serrato e fronte comune con le forze dell’ordine per contrastare l’ondata di furti che negli ultimi giorni stanno mettendo in ginocchio gli esercizi commerciali. Questa è la linea decisa ieri nel corso di una riunione che ha avuto luogo presso il commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia, a cui hanno preso parte il primo dirigente del commissariato di Polizia Pietropaolo Auriemma, il comandante della compagnia locale dei Carabinieri Carlo Venturini e l’assessore Gianpaolo Scafarto.
La recente escalation di furti nei negozi va a gravare su un settore già martoriato dalla crisi socio-economica dovuta al Covid. E a tal proposito le forze dell’ordine sono concordi sulla necessità di elevare il livello di attenzione con una cooperazione sempre più intensa e operativa sul territorio cittadino. L’amministrazione comunale, intanto, si era già attivata con la pubblicazione della gara, attualmente in corso, per la manutenzione e il potenziamento delle telecamere di videosorveglianza, per prevenire e scoraggiare ulteriori azioni criminali e assicurare le migliori condizioni di vivibilità e sicurezza in città.
Colgo l’occasione per rivolgere i miei più sentiti complimenti ai Carabinieri del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Dda, che stanotte hanno portato a termine una brillante operazione con l’arresto di 17 persone affiliate ad un clan attivo nel narcotraffico. Un altro duro colpo inferto alla criminalità organizzata, l’ennesimo messo in atto in questi mesi. Sono certo che, grazie allo straordinario lavoro quotidiano e sinergico con tutte le forze dell’ordine, continueremo a mettere i criminali in un angolo e a fare pulizia nella nostra città.

Questo il comunicato trasmesso dal Sindaco Cimmino sui canali social ufficiali, a seguito della riunione tenutasi al tavolo con gli esponenti delle Forze dell’Ordine.

La crisi economica, oltre al quella “di nervi” scatenata dal Covid-19, è ormai palese in tutto il territorio nazionale. In particolare nel napoletano, nella serata di ieri, si è verificato un altro episodio di inciviltà, dove è stat presa di mira un’ambulanza. Gli agenti del Commissariato Decumani, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Pessina sono stati fermati dagli operatori di un’ambulanza che stavano soccorrendo una persona in forte stato di agitazione.
I poliziotti hanno bloccato P.C., 49enne napoletano con precedenti di polizia, che, poco prima, aveva danneggiato con calci e pugni l’interno dell’ambulanza e lo hanno denunciato per danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

 

 

Stéphanie Esposito Perna 

Nuova trasferta per la Givova: a Ravenna in cerca di una nuova vittoria

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Comunicato a cura di Antonio Pollioso, addetto stampa Givova Scafati.

Appena il tempo di festeggiare il primo successo del 2021 conquistato domenica sera al PalaMangano contro la Benacquista Latina, che per la Givova Scafati è già tempo di ritornare in  campo per il successivo turno del campionato di serie A2. Il calendario del Girone Rosso prevede infatti per mercoledì 27 gennaio (ore 17:30) la sfida esterna contro l’Orasì Ravenna.  Con la rosa al completo e grande voglia di ritrovare il feeling con la vittoria lontano dalle mura amiche, la Givova Scafati si sta preparando al meglio alla sfida del PalaCosta, dove la  scorsa stagione agonistica, fino alla sospensione di tutte le competizioni, avevano fatto benissimo tre ex di turno come MarinoSergio e Thomas.

L’AVVERSARIO della Givova Scafati

Anche se non è posizionata in cima alla classifica del raggruppamento, la formazione romagnola, allenata dal confermato coach Cancellieri, dispone di un organico composto da atleti molto interessanti, tra i quali spiccano l’ala grande statunitense Givens (13,8 punti e 7,8 rimbalzi di media), l’esperta guardia Cinciarini (13 punti di media), l’esplosivo esterno Denegri (12,4 punti e 3,7 assist di media) ed il playmaker a stelle e strisce James (12 punti di media). A costoro, vanno poi aggiunti l’ala piccola Oxilia, il centro Simioni e l’esperienza dei vari Maspero (ala piccola), Venuto (playmaker) e Chiumenti (ala grande), che impreziosiscono la compagine giallorossa con quantità e qualità.

LE DICHIARAZIONI

Coach Finelli, Givova Scafati

Coach Alessandro Finelli: «Battendo Latina, che occupa una posizione di classifica ben  diversa dalla nostra, abbiamo fatto il nostro dovere, gestendo la partita con buona aggressività difensiva, ritrovando quella continuità che ci era mancata nell’ultimo periodo e attaccando con  maggiore fluidità, sebbene ci sia ancora un bel po’ di strada da fare. La squadra sta fisicamente bene, la pausa è stata un toccasana ed ha permesso a tutti di smaltire gli infortuni patiti. Ora però dobbiamo recuperare le energie, in vista della sfida di mercoledì a Ravenna. Sarà una partita importante, contro una società che la scorsa stagione annoverava tre nostri attuali giocatori, ai quali farà sicuramente piacere incrociare le armi contro gli ex compagni. Ritengo che Ravenna, così  come Pistoia, abbia finora raccolto molto meno rispetto alle qualità di un organico, che ha patito oltremodo gli infortuni e la lunga pausa per covid-19. Coach Cancellieri allena ottimamente un gruppo che sta bene in campo, tutto sommato giovane, che fonda la sua forza soprattutto su tre atleti classe 1998 come Oxilia, Denegri e Simioni. Accanto a loro ci sono poi giocatori di grande affidabilità ed esperienza come Cinciarini, Chiumenti, Venuto ed un’ottima coppia di americani, tra cui spicca Givens. E’ un buon collettivo, che gioca una pallacanestro aggressiva, contro cui occorrerà una grande solidità difensiva ed un attacco in grado di superare la loro pressione, i raddoppi e gli anticipi: questo significa riuscire a giocare bene senza palla, far arrivare i palloni nelle mani giuste nei momenti giusti. In questo campionato la continuità è la vera chiave di volta».

Il neo arrivato Mattia Palumbo: «Ho avuto già occasione di conoscere alcuni tifosi di  Scafati, che mi hanno accolto davvero molto bene e li ringrazio tantissimo per questo. Ho scelto di  venire a Scafati, perché la società si presenta ogni anno con grandambizioni e poi ho avuto una buonissima impressione nei contatti telefonici con coach Finelli, che mi ha trasmesso sin da subito grande fiducia. Ho impiegato pochissimo per ambientarmi nello spogliatoio, aiutato dal fatto che conoscevo già Marino e Dincic, con cui ho giocato a Treviglio, e Cucci, con cui condivido la formazione cestistica con la Stella Azzurra Roma, al di là della nostra differenza di età. Contro Latina abbiamo disputato una buona partita, gestita per quasi tutta la sua durata e durante la quale abbiamo mostrato un’ottima difesa, tenendo sotto i 75 punti l’avversario. Abbiamo disputato comunque una gara solida, che era importante vincere in virtù delle tre sconfitte nelle ultime quattro partite. La nostra è una squadra composta da giocatori esperti, che può ambire alle prime posizioni della classifica, risultato che passa per un duro lavoro in allenamento. Sono pronto sin da subito a dare il mio contributo, mettendomi a disposizione dei compagni e dell’allenatore. Ora siamo attesi da questo difficile turno infrasettimanale: giocare ogni tre giorni non è facile, ma disponiamo di un organico lungo, per cui dobbiamo essere bravi a gestire le energie. In questa prossima gara affrontiamo Ravenna, una squadra molto ben allenata, che tra le mura amiche gioca con particolare intensità. Ma noi siamo pronti a dare il massimo per dimostrare il nostro valore e per cercare di rendere orgogliosi i nostri tifosi».

Photo Credits: ©GianMarco Ferrara – ©Mimmo Cuciniello

Farriciello (giornalista): “La Juve Stabia ha tutto per raggiungere i playoff”

Romano Farriciello, giornalista, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Farriciello: “La Juve Stabia ha tutte le carte in regola per raggiungere i playoff”

 

Romano Farriciello, giornalista, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

“La Juve Stabia al momento non è una squadra  perfettamente compatta. E’ formata da un organico medio. Langella non è stato l’unico artefice della retrocessione e dobbiamo ringraziarlo per l’iscrizione al campionato.

Probabilmente questa squadra sta avendo un atteggiamento distaccato dalla faccenda perché non si sente in prima persona sotto il giudizio della gloriosa piazza di Castellammare. Non è certo Padalino che deve spiegare a noi della stampa o alla piazza come si fa calcio, perché negli ultimi 30 anni ne abbiamo viste tante e sicuramente come curriculum abbiamo fatto qualcosa di più buono di lui che negli ultimi 10 anni ha cambiato quasi 12 panchine.

È vero che la società ha fatto degli errori, però è pur vero che se stasera stiamo parlando di calcio dobbiamo ringraziare i fratelli Langella.

Questa squadra avrebbe dovuto rappresentare un soddisfacente riscatto dopo la deludente stagione scorsa e, senza avere ambizioni di vittoria del campionato, bisognava arrivare all’appuntamento in un modo più decoroso.

Dalla partita contro la Casertana bisogna tutti dimostrare che si indossa con onore la casacca della Juve Stabia e tutti gli atteggiamenti distaccati da parte mia non sono più giustificati perché dobbiamo fare sul serio, la situazione di classifica è molto particolare, perché siamo una piazza passionale e ci facciamo condizionare dai risultati.

Mi sta bene l’atteggiamento contro il Catanzaro e contro il Foggia, ma l’atteggiamento mesto avuto contro la Ternana e il Monopoli per me è inaccettabile . Se nelle prossime 3 partite non facciamo 7 punti psicologicamente cadiamo in un vortice particolare. La Juve Stabia deve impegnarsi a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Quando non ci sta la forza tecnica, ma c’è una grossa mediocrità tattica e di lettura della partita, bisogna intervenire con l’umiltà, l’abnegazione e lo spirito operaio e questo lo possono fare solo i calciatori in campo. E non si devono trovare scusanti. La Juve Stabia ha tutte le carte in regola per salvarsi in maniera divertente e di condurre il campionato da qui alla fine per un posto nei playoff”. 

a cura di Giuseppe Rapesta

Lotta all’evasione Fiscale: siglato protocollo d’intesa

Lotta all’evasione Fiscale: siglato protocollo d’intesa tra la Procura di Vallo della Lucania, la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Salerno e la Guardia di Finanza di Salerno per rafforzare l’azione di contrasto nel Vallo di Diano.

Lotta all’evasione Fiscale: siglato protocollo d’intesa

SALERNO– E’ stato siglato nella giornata di oggi, martedì 26 gennaio 2021, il protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Salerno e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno per consolidare la collaborazione tra l’Autorità Giudiziaria e l’Amministrazione Finanziaria nell’attività di contrasto all’evasione fiscale nel Vallo di Diano.
L’intesa mira infatti a rafforzare il coordinamento investigativo tra gli Enti firmatari, intensificando la sinergia tra l’azione amministrativa di repressione delle violazioni tributarie e il connesso procedimento penale, attraverso un costante scambio di notizie e documenti di reciproco interesse.
Un passaggio nevralgico nella lotta all’evasione, ancora più importante nell’attuale fase emergenziale, che impone il recupero di ingenti risorse pubbliche, utili a finanziare le iniziative di rilancio dell’economia e di tutela delle fasce più deboli della popolazione.
Per effetto della presente intesa, l’A.G. inquirente potrà così assumere con maggiore tempestività la direzione delle indagini ed assicurare, ove emergano elementi di collegamento, l’efficace raccordo di contesti operativi differenti.
Una particolare attenzione è rivolta soprattutto ai fenomeni più insidiosi e di maggiore impatto sociale, come le dichiarazioni infedeli o fraudolente, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’arricchimento con i proventi dei reati. Si tratta di condotte illecite che possono aprire anche a scenari delittuosi più ampi, con potenziali interessi ed infiltrazioni di organizzazioni malavitose nel tessuto economico sociale.
Vengono così valorizzati strumenti efficaci quali gli accertamenti economico-patrimoniali, per ricostruire la modalità di reimpiego delle risorse illecitamente accumulate ed individuare le ricchezze comunque nella disponibilità degli evasori, in modo da procedere, di volta in volta, al loro sequestro preventivo e, in prospettiva, alla definitiva confisca.
Nei casi connotati da segnali di elevata pericolosità criminale, che richiedano il ricorso alle più incisive tecniche investigative di polizia giudiziaria, avranno anche luogo, sotto la direzione della Procura, sistematici momenti di confronto con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza.
Sarà infine creato un pool di referenti, con magistrati, funzionari dell’Agenzia delle Entrate e militari della Guardia di Finanza, incaricati di assicurare l’essenziale coordinamento operativo.

 

Stéphanie Esposito Perna / Regione Campania

Vanacore (ex Juve Stabia): “A Castellammare un anno fantastico”

Antonio Vanacore, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Vanacore (ex Juve Stabia): “A Castellammare un anno fantastico”

 

Antonio Vanacore, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

“A Castellammare la squadra è una famiglia, ti fanno sentire un calciatore a 360 gradi, sono stato benissimo e ho un bellissimo ricordo.

L’anno che giocai nella Juve Stabia ricordo che fu particolarissimo prima di tutto perché dopo il ritiro festeggiammo il ripescaggio in C1. Ricordo poi con piacere la partita storica con il Napoli e poi la salvezza ad Acireale. È stato un anno fantastico.

Quel campionato fu molto strano per quanto riguarda i risultati perché con le squadre forti giocavamo bene mentre contro squadre alla nostra portata non riuscivamo ad esprimerci al meglio.

Quella squadra era allenata da Salvatore Di Somma che rappresenta il calcio a Castellammare, è un grandissimo competente e qualsiasi ruolo svolge ottiene ottimi risultati.

Il presidente Paolo D’Arco era una persona veramente educata e seria, mi è dispiaciuto molto la sua scomparsa perché con lui avevo instaurato un ottimo rapporto.

Per quanto riguarda il prossimo derby, Castellammare e Caserta sono due piazze incredibili che meritano entrambe grandi palcoscenici. Purtroppo a causa del covid il calcio è totalmente diverso perché non ci sono i tifosi allo stadio ed è un vero peccato”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

OrdiNataMente: Medici di famiglia? Velocizziamo le assegnazioni

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Medici di famiglia l’appello di Francesco Somma del Movimento Ordinatamente: “Fate presto con le assegnazioni”

Castellammare di Stabia: il 31 dicembre del 2020 ha sancito non solo la naturale fine dell’anno solare ma anche la fine del rapporto col proprio medico di famiglia, a causa del pensionamento dello stesso,  per diversi cittadini campani. Chi non ha fatto in tempo a mettersi in fila all’Asl di appartenenza risulta attualmente non avere un medico di famiglia. Un fatto increscioso che coinvolge realtà grandi come la città di Castellammare di Stabia, come alcuni comuni del vesuviano e come Napoli.

Nel capoluogo partenopeo l’assenza di ben duecento medici di famiglia sta creando problemi seri come a Castellammare di Stabia in cui sei medici andati in pensione ed in piena emergenza Covid-19 hanno lasciato un vuoto che ha creato una situazione di caos completo.

Questa carenza di medici è la conseguenza dell’inadempienza della Regione Campania che da decenni non pubblica e non assegna gli ambiti carenti ai sensi dell’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale.

Il medico di famigliasottolinea il dottor Francesco Sommaè una figura importante. In tempi come questi e con l’emergenza contagi  che vive il nostro territorio lo è ancora di più . La salute è un diritto sancito dalla costituzione, i ritardi di ASL ed istituzioni non possono continuare. Credo molto nel potenziamento della Medicina Territorialedice ancora Francesco Somma del movimento Ordinatamente -, che garantisca assistenza in tutto l’arco della giornata, utilizzando le risorse tecnologiche già disponibili come la telemedicina. Ovviamente la precondizione fondamentale rimane il potenziamento ed una capillare estensione della banda larga. E’ tempo di uno sforzo di coordinamento tra dimensione politica e tecnica in campo sanitario per garantire servizi e interventi di qualità a tutti i livelli partendo dall’assegnazione rapida dei medici di famiglia

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Operazione anticamorra a Castellammare di Stabia: nomi arrestati – VIDEO

Vasta operazione anticamorra a Castellammare di Stabia condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli: 14 arrestati e 2 con divieto di dimora e 1 con obbligo di dimora – VIDEO

Operazione anticamorra a Castellammare di Stabia: nomi degli arrestati

CASTELLAMMARE DI STABIA: Conclusa la vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli in corso da questa notte e che ha inferto un duro colpo al nuovo polo camorristico dell’area stabiese. Eseguite 17 misure cautelari.

Come già abbiamo segnalato (QUI e QUI), da questa notte, a Castellammare di Stabia, Napoli, Roma, Pompei, Santa Maria La Carità, Quarto e Castel Volturno, i militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 17 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.

Questi i nominativi degli 15 arrestati e dei due indagati:

A) ristrette in carcere:

  1. Polito luciano, nato a castellammare di stabia il 29.06.1985,
  2. Cangiano luigi, nato a napoli il 02.08.1963,
  3. Zhegu franc, nato in albania il 08.08.1989,
  4. Massa vittorio, nato a castellammare di stabia il 04.08.1991, già in atto detenuto alla casa circondariale di napoli – poggioreale;
  5. Polito luigi, nato a castellammare di stabia il 03.05.1955,
  6. Onorato silverio, nato a castellammare di stabia il 28.07.1989,
  7. Di maria michele, nato a castellammare di stabia il 07.06.1981,
  8. Polito raffaele, nato a castellammare di stabia il 02.11.1990,
  9. Cascone giorgio, nato a napoli il 11.10.1991, residente a castel volturno
  10. Di maio ernesto, nato a castellammare di stabia il 12.05.1986,
  11. Donnarumma adelina, nata a castellammare di stabia il 18.09.1954
  12. Lanzieri valeria, nata a castellammare di stabia il 13.10.1985

B) ristrette regime arresti domiciliari:

  1. Di maio gianluca, nato a castellammare di stabia il 14.02.1995,
  2. Spera tina mariarosaria, nata a vico equense il 06.02.1983,

C) sottoposte divieto di dimora:

  1. Viola catello, nato a castellammare di stabia il 26.01.1983
  2. De martino anna, nata a castellammare di stabia il 03.01.1979

D) sottoposta obbligo di dimora:

  1. Di maio anna, nata a castellammare di stabia il 28.08.1976

tutti censurati.

Lorenza Sabatino / Redazione Campania

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Le motivazioni della condanna a Pogliese e altri deputati: Spese ingiustificabili, doppi rimborsi e collaboratori in nero

Le motivazioni in primo grado dei Giudici di PA che hanno condannato a 4 anni e tre mesi l’allora deputato regionale oggi sindaco di Catania.

I Giudici della terza sezione del Tribunale di Palermo hanno motivato severamente la sentenza del 22 luglio 2020 nei confronti di Salvo Pogliese, al tempo dei fatti deputato regionale del Pdl (centrodestra) e oggi sindaco di Catania, confluito qualche anno addietro in FdI, il partito di cui è presidente Giorgia Meloni la quale nel 2019 l’ho nominò coordinatore regionale della Sicilia orientale di Fratelli d’Italia.

Il Collegio presieduto da Fabrizio La Cascia, con Giudici a latere Daniela Vascellaro e Elisabetta Stampacchia – a seguito alle indagini condotte dal Procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal Sostituto Laura Siani prematuramente scomparsa e dei Finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria – ha depositato il 10 gennaio 2021 le motivazioni della sentenza che a luglio ha condanna a 4 anni e tre mesi il primo cittadino, accusato di peculato. Pogliese era stato sospeso per effetto della legge Severino, poi dopo il ricorso dei suoi legali a settembre 2020 a dicembre è stato reintegrato, poiché il Tribunale civile aveva accolto l’opposizione contro la sospensione.

Nella sentenza, i Giudici ripercorrono tutte le spese fatte con i soldi dell’Assemblea regionale all’epoca in cui Pogliese era vice presidente del gruppo Pdl, dal 2008 al 2012: innanzitutto, 1.200 euro per lavori di ristrutturazione nello studio del padre. Poi 1.366,20 per una serie di regali in occasione del Natale 2010 (bottiglie di vino, panettoni, salami e prodotti gastronomici vari).

“Tutte cose comprate dall’imputato presso un centro commerciale di Caltagirone – scrivono i Giudici nelle motivazioni della sentenza di condanna – La merce fu poi recapitata presso lo studio professionale dell’imputato, come risulta dal documento di trasporto. Si tratta di spesa certamente non funzionali alle attività del gruppo parlamentare, in quanto trattasi di regalie per cui sono stati utilizzati soldi pubblici, non in occasioni di specifici eventi istituzionali e non dirette a personalità istituzionali”.

I Giudici ripercorrono le indagini della Guardia di finanza coordinate dall’allora Sostituto procuratore, oggi procuratore aggiunto Sergio Demontis e parlano di “numerose irregolarità sulla gestione del conto”. Vengono contestati anche 8.267,70 euro di alberghi per Pogliese e i familiari.

“In quel periodo – scrive il Collegio, respingendo le argomentazioni della difesa – Pogliese aveva percepito una specifica diaria a titolo di rimborso per le spese di soggiorno a Palermo”. Pertanto non aveva diritto ad un altro rimborso e naturalmente non doveva pagare con i soldi pubblici l’albergo ai familiari.

L’allora deputato regionale aveva un rimborso anche per pranzi e cene, pure per la benzina. E, invece, rileva il Tribunale di Palermo, prese dal conto del gruppo parlamentare 6.221,80 euro per il vitto, 20.610,43 per il carburante.

Al centro dell’indagine ci sono i rimborsi che ogni mese l’Ars prevede per le spese dei gruppi politici costituiti in quella legislatura: tra vari rialzi e tagli nel corso degli anni, si tratta di un minimo di tremila euro per ogni deputato, gestiti dal capogruppo. In questo caso, quindi, da Innocenzo Leontini, allora a capo del gruppo Pdl (centrodestra) all’Ars.

Se non fosse che, per un accordo tra partiti, le fila del Popolo della libertà avevano accolto pure i parlamentari di Alleanza Nazionale, in una sorta di sotto-gruppo gestito proprio da Salvo Pogliese.

Sulla base di questo accordo, il Pdl versava quasi ogni mese sui conti di AN la quota parte del contributo spettante al sotto-gruppo. Secondo i Pm, in totale, 364.438,26 euro su un contributo unificato di 1.566.571 euro.

Da questi conti, a cui erano collegate anche carte di credito e bancomat utilizzate da Pogliese, nel corso degli anni sono partiti bonifici e assegni anche verso i conti personali dell’attuale sindaco. Creando, per l’accusa, non solo una serie di spese che nulla avevano a che vedere con le finalità del contributo, ma anche una confusione col patrimonio personale dell’ex deputato che poco si adatta a una gestione trasparente del denaro pubblico.

Carburante, ristoranti, fast-food e hotel: 41.183,13 euro contestati. Spese sostenute non solo a titolo personale, ma anche per parenti e amici, come il soggiorno all’hotel Athenaeum di Palermo insieme ad autista, moglie, figlio, suoceri e altri ospiti non legati alla politica.

Spese che si affiancano a quelle per i ristoranti – “anche in questo caso, parte dei contributi pubblici è stata utilizzata in favore di soggetti diversi dal deputato” – per la benzina e per le spese telefoniche.

Tutti costi non solo illegittimi, secondo i Giudici, ma già coperti da altri rimborsi percepiti da Pogliese: la diaria per le spese di soggiorno a Palermo, i buoni pasto presso il ristorante dell’Ars, l’indennità di trasporto su gomma “che Pogliese percepiva direttamente sul proprio conto” così come il rimborso forfettario di 4150euro all’anno per le spese di rete sia mobile che fissa.

“ln sostanza – sintetizzano i Giudici – l’imputato ha lucrato un duplice rimborso per la medesima fonte di spesa”. La retta dell’asilo, i lavori allo studio e le ceste regalo: 2846,20 euro contestati. Dai 280 euro per pagare al figlio la scuola dell’infanzia ai 1366,20 euro utilizzati per l’acquisto di 40 ceste regalo consegnate presso lo studio di commercialisti diretto dal padre Antonio. E anche 1200 euro per pagare parte dei lavori di ristrutturazione presso lo stesso studio del padre: maniglie delle porte, saldature e pittura. Spese che lasciano allibiti gli stessi Giudici, per i quali “sul punto appare superfluo ogni ulteriore argomentare”.

I Giudici contestano anche che in “due conti vi era una iniziale giacenza di poco meno di 90mila euro e in seguito affluirono, durante la legislatura, ben oltre 540milaeuro”. Sono quelli che il Sindaco di Catania Pogliese ha indicato come stipendi e Tfr dei dipendenti del Gruppoo politico, più alcune spese per il funzionamento di quest’ultimo.

Sul punto, i Giudici riportano le testimonianze di alcune persone chiamate dalla difesa. Come l’autista di Pogliese che ha raccontato di aver ricevuto 17mila euro di anticipo per stipendi e tredicesima. Somme, evidenziano i Giudici, di cui non si sa anticipate da quale conto e, soprattutto, «versate in nero e non documentate da qualche pur informale ricevuta di pagamento».

Un caso non isolato, poiché continuano i Giudici “Diversi collaboratori operavano per il Pogliese e per il gruppo ex AN senza alcun contratto percependo in nero varie somme di denaro alle quali si faceva fronte attingendo alle somme concesse a titolo di contributo unificato”.

Inoltre gli esponenti politici locali di Catania, chiamati a testimoniare, hanno raccontato di avere ricevuto delle cifre per attività di propaganda politica. Soldi per i Giudici “non riferibili al funzionamento del gruppo all’Ars”.

Pogliese continua a proclamarsi innocente. Quando è stato reintegrato nella poltrona di sindaco ha detto: “Sono consapevole della mia buona fede e della mia condotta sempre rispettosa delle regole e delle leggi”. Ora, punta tutto sul processo d’appello.

A luglio, con la stessa sentenza, i Giudici hanno condannato gli ex deputati Cataldo Fiorenza (dirigente medico, Partito dei siciliani – MPA) a 3 anni e 8 mesi, Giulia Adamo (preside, Componente Commissione D’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia – PDL) a 3 anni e 6 mesi, Rudy Maira (avvocato, vice presidente della Commissione regionale Antimafia, ex Dc, poi UDC e quindi in Popolari di Italia Domani  e Cantiere popolare) a 4 anni e 6 mesi e Livio Marrocco (nel 2008 Vice Presidente Commissione D’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, Futuro e Libertà) a 3 anni.

Indagini che coinvolsero un’ottantina di persone tra onorevoli e dipendenti passando al setaccio le spese dei capigruppo in carica dal 2008 al 2012. In tutti questi anni ci sono state sentenze di condanna da parte della Corte dei Conti, che ha inflitto agli ex onorevoli il pagamento di laute somme come risarcimento per le “spese pazze”. Solo Giulia Adamo deve rifondere 180 mila euro. Il percorso seguito dalla Giustizia contabile è stato parallelo, ma più spedito della giustizia ordinaria, e ha visto già emettere condanne definitive.

Anche per i Giudici di primo grado del Tribunale di Palermo: cravatte, spese, cene, regali, erano spese personali, ingiustificate e che poco c’azzeccavano con la rappresentanza politica. Anche in un parlamento regionale, quello siciliano, che ha sempre avuto regole elastiche e generose sulle spese per i gruppi parlamentari.

I Giudici, nelle motivazioni della sentenza di condanna, parlano di “disvalore delle condotte degli imputati, oltre che apprezzabile in termini di danno patrimoniale alle casse dell’Erario come rilevato nel corso dei giudizi di responsabilità contabile, conclusisi con sentenza di condanna, è stato anche e soprattutto di ordine morale, essendo stato leso il prestigio e l’immagine dell’Ars, la quale è bene ricordare in virtù della sua storia e del particolare stato legislativo di cui gode, è l’unica assemblea regionale all’interno dello Stato Italiano i cui componenti sono definiti deputati, al pari di quelli nazionali”.

Ad esempio, nelle spese nel carrello di Giulia Adamo c’erano liquori e vini pagati 1600 euro, la famosa borsa Luis Vuitton costata 440 euro, cravatte e carrè di seta Hermes da 1.320 euro, una borsa Bagagli da 145 euro. Tutti acquisti “estranei all’attività parlamentare” e privi di “giustificazione contabile coerente con la finalità per cui era stato concesso il contributo”, scrivono i Giudici.

Su Giulia Adamo, la cui condanna le ha fatto perdere il treno per la candidatura alle amministrative di Marsala, ci sono due episodi singolari. Uno riguarda la festa in casa dei suoceri del deputato Aricò “dove era stata organizzato su input del presidente della Regione Lombardo una sorta di festa di riconciliazione dopo alcuni contrasti politici che avevano caratterizzato quel periodo. A tale evento avevano partecipato numerosi onorevoli e lo stesso Presidente della Regione”. Per ringraziarli Giulia Adamo gli regalò un portafogli Luis Vuitton. Una circostanza che i giudici hanno fatto passare, perchè, seppure si era trattato di un evento conviviale era stato organizzato per “ragioni politiche interne” e se avessero dovuto affittare un locale, gli sarebbe costato molto di più. C’è poi anche il regalo a Gianfranco Miccichè, allora Sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, 300 euro in bottiglie di vino. Ma questa circostanza è stata smentita dalle indagini. Non poteva essere un regalo per l’attuale presidente dell’Ars: lo scontrino era datato 29 aprile, Miccichè compie gli anni il primo aprile.

Per l’altro trapanese, Livio Marrocco, sono state ritenute legittime le spese per l’evento organizzato il 19 luglio 2012, all’hotel Villa Igiea, al quale era presente l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini, ritenute spese di rappresentanza e in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio.

Nell’immagine di copertina il tribunale di Palermo, il municipio di Catania e l’ARS (Assemblea Regionale Siciliana).

L’opinione.

Come se ne esce dal risaputo, generalizzato, decennale, trasversale, incancrenito, tronfio, ipocrita, clientelare, familista e ormai come costituzionalizzatosi, sistema politico, nazionale e regionale, di tutta evidenza culturalmente ingordo, traviato, misantropo, sprezzante, se non anche in diversi perseguiti casi, mafioso ?

Adduso Sebastiano

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Serie C Gir.C, promosse e bocciate della ventesima giornata

La prima giornata del girone di ritorno non riserva molte sorprese. Le prime tre (Ternana, Bari ed Avellino) non lasciano per strada punti, così come il Catanzaro. Il Catania invece non scende in campo al “Torre” di Pagani a causa dell’impraticabilità del terreno di gioco, la sfida sarà recuperata alla prima data possibile. Sul fondo della classifica Cavese e Bisceglie conquistano un punto a testa che ha più valore sul morale che sulla classifica.

PROMOSSE

Catanzaro – Le Aquile continuano a macinare punti dopo un piccolo periodo di flessione. Sono 12 i punti conquistati nelle ultime 6 gare di campionato. Gli ultimi tre sono arrivato sulla linea del traguardo contro un Potenza più preoccupato nel non prenderle che nell’offendere l’avversario. I ragazzi di mister Capuano impensieriscono il portiere avversario con una staffilata di Ricci e poi con un bello schema da punizione che Salvemini non realizza per questione di millimetri. Proprio l’attaccante lucano lascia i suoi in inferiorità numerica e lo spartito del match cambia. Il Catanzaro va all’arrembaggio e sale in cattedra Marcone, il portiere dei rossoblù che resiste fino al 94’ quando Curiale deposita in rete il pallone che pesa tre punti. 

Bari – I Galletti fanno il proprio dovere vincendo la dodicesima gara sulle 19 disputate, cercando di mettere fiato sul collo alla Ternana che non ne sbaglia una. Il Bari affronta il Francavilla in un derby tutto pugliese al “San Nicola”. La partita è bella e vivace con diverse occasioni da ambo le parti. Ci pensa Antenucci a sbloccarla, e chi se non lui. La Virtus reagisce e trova il pari un giro di lancette dopo con il baby Castorani. A cinque minuti dal termine Marras è bravo – e furbo – a conquistare il penalty che riporta avanti i suoi. Il secondo tempo è tutto a tinte Biancorosse, il risultato diventa molto ampio e senza appello. Sabato i ragazzi di mister Auteri, ampiamente criticato in settimana dai tifosi, affronteranno in trasferta il Teramo. Una sfida tutta da gustare.

Monopoli – L’impresa di giornata va di scena al “Veneziani” di Monopoli. I padroni di casa vanno sotto di due reti in appena 8 minuti contro la Juve Stabia. La partita sembra ampiamente decisa guardando lo score, ma non è affatto così. I Gabbiani non mollano e collezionano diverse occasioni da gol sulle quali trovano le risposte del portiere Tomei. L’episodio della svolta è il gol di Starita al minuto 38 del primo tempo. La Juve Stabia non chiude il match e nella seconda frazione assiste inerme al ribaltone clamoroso del Monopoli. La sfida si chiude col sigillo finale di Starita che mette il punto esclamativo su una prestazione di carattere e grinta.

BOCCIATE

Juve StabiaProtagoniste, suo malgrado, della rimonta clamorosa di Monopoli sono le Vespe. Il doppio vantaggio lampo sembra indirizzare il match in maniera positiva. I Gialloblù però non riescono ad amministrare il vantaggio e subiscono la rimonta quasi senza battere ciglio. Una squadra che punta molto sul palleggio è inevitabilmente penalizzata dalle pessime condizioni del terreno di gioco, risulta però blanda l’opposizione agli avversari che fanno letteralmente ciò che vogliono nella ripresa. Si evince una mancanza di carattere e personalità abbastanza preoccupante in una squadra che spesso gioca bene sotto l’aspetto tecnico. Manca qualcosa invece dal punto di vista agonistico ed è proprio questa pecca che ha fatto perdere qualche punto di troppo per strada (vedi Foggia). La piazza inizia ad essere insofferente ed il futuro di mister Padalino è fortemente in dubbio. Al momento la società risponde con il silenzio stampa ed il ritiro almeno fino al derby di recupero con la Casertana di mercoledì. Partita spartiacque per la stagione degli Stabiesi e per il futuro dei suoi interpreti.

Palermo – Una sola vittoria nelle ultime cinque uscite è davvero troppo poco per una squadra come quella siciliana per la quale la Serie C dovrebbe essere sono una tappa da lasciarsi alle spalle velocemente. La società è molto attiva sul mercato ma le risposte sul campo non sono sempre all’altezza. Le sedici lunghezze di ritardo rispetto alla seconda piazza occupata dal Bari sono tante, forse troppe. Col Teramo arriva un pari al termine di una partita equilibrata ed appassionante. Gli abruzzesi approcciano meglio al match e collezionano un paio di occasioni da gol, prima di trovare il vantaggio con un’azione di rimessa al minuto 20. I Rosanero si destano e trovano il pari poco dopo con una zuccata da corner. Il Palermo cerca di fare sua la partita soprattutto nella ripresa ma la mira non permette di esultare. Non resta che spartirsi la posta in palio.

Vibonese –  Il pari contro la Cavese ultimissima della classe ha il sapore di chance sprecata per agganciare il treno play-off e lasciare più indietro le sabbie mobili della bassa classifica. Il match non è entusiasmante ma i calabresi trovano il gol dell’1-0 con il sammarinese Berardi. Nemmeno il tempo di godersi il vantaggio che l’ex Bubas pareggia i conti con un tap-in dopo una presa non troppo solida del portiere Marson. Sono davvero poche le occasioni create per tentare il nuovo sorpasso sui Metelliani. Domenica nel lunch match al “Menti” con la Juve Stabia potrà testare le proprie velleità di rientrare nelle squadre che lotteranno per la promozione attraverso gli spareggi.

A cura di Raffaele Galasso

Juve Stabia-Casertana arbitra Sajmir Kumara della sezione di Verona

Nessun precedente per le vespe per il  fischietto della sezione scaligera Kumara, uno per i falchetti

Sajmir KUMARA della sezione di Verona è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Casertana valevole per la diciassettesima giornata d’andata del campionato di Serie C girone C che non si disputò lo scorso 23 dicembre per le note vicende legate al covid che falcidiò la compagine di terra di lavoro.

Il derby, si disputerà a Castellammare mercoledì 27 gennaio alle ore 15 allo stadio Romeo Menti con una terna diversa da quella designata lo scorso mese, tranne per il quarto ufficiale.

Kumara di Verona

Kumara, albanese di nascita, è al suo terzo campionato in serie C, non ha alcun precedente con le vespe mentre uno solo con in falchetti nel precedente campionato.

Il precedente con la Casertana:

2019 / 2020 – Serie C – 11° giornata d’andata: Casertana –  Monopoli 2 – 1.

L’assistente numero uno sarà: Emilio Salvatore BUONOCORE della sezione di Marsala;

l’assistente numero due Federico PRAGLIOLA della sezione di Terni;

quarto ufficiale: Claudio PETRELLA della sezione di Viterbo.

Giovanni MATRONE

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Sorrento Calcio, rinviate anche le sfide contro Puteolana e Casarano

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Il ritorno in campo del Sorrento è ancora lontano. O almeno non si avrà in tempi brevi. Gli incontri valevoli per la quattordicesima e la quindicesima giornata del campionato di Serie D sono stati rinviati a data da destinarsi. Questa domenica il Sorrento avrebbe dovuto giocare in casa il derby campano con la Puteolana. Mercoledì invece i rossoneri sarebbero scesi in campo in terra salentina, contro la corazzata Casarano. La causa del rinvio è da imputare ai casi di positività al Covid-19 riscontrati ormai due settimane orsono tra le fila della rosa e dello staff tecnico dei costieri. Questi saranno gli ennesimi incontri che i rossoneri non riusciranno a disputare come da calendario, dopo le due mancate trasferte di Picerno e Brindisi.

Aggiornamenti Stabia: operazione anticamorra, 17 misure cautelari VIDEO

AGGIORNAMENTI sulla vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Duro colpo inferto a nuovo polo camorristico dell’area stabiese. eseguite 17 misure cautelari. VIDEO

AGGIORNAMENTI Stabia: operazione anticamorra determina 17 misure cautelari VIDEO

Giungono aggiornamenti sull’operazione in atto da questa notte a Castellammare di Stabia, Napoli, Roma, Pompei, Santa Maria La Carità, Quarto e Castel Volturno, in cui i militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 17 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.

Il complesso delle attività d’indagine, svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia e coordinate Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha consentito di far emergere l’esistenza di una radicata e proficua associazione destinata e stabilmente dedita al traffico e alla vendita di sostanze stupefacenti, sia droghe pesanti (in particolare cocaina), che leggere (hashish e marijuana), operante nel territorio di Castellammare di Stabia, nello specifico nel rione Moscarella, con ramificazioni anche in altre zone della Campania.

L’attività, intrapresa nel marzo del 2017 in seguito all’arresto di un cittadino stabiese sorpreso in possesso di un’arma clandestina, ha permesso di accertare l’esistenza di una associazione armata finalizzata al narcotraffico che si prefiggeva la creazione di un terzo polo camorristico nella città stabiese, distinto ed indipendente dai due clan che storicamente si dividono e contendono la signoria sul territorio (clan D’Alessandro e clan Cesarano).

Nella disponibilità di tale consorteria criminale vi era un vero e proprio arsenale, costituito da numerose armi, anche clandestine e da guerra, a riprova dell’ascesa e del consolidamento del sodalizio, nelle cui intenzioni vi era il rafforzamento militare finalizzato a imporre la propria egemonia e le proprie attività illecite sul territorio, anche con il ricorso alla violenza, come imposto dai vertici del gruppo Polito Raffaele e Onorato Silverio.

A riscontro delle attività d’intercettazione, in un lasso di tempo di circa un anno, sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone, segnalati amministrativamente numerosi assuntori di sostanze stupefacenti, recuperate 10 pistole clandestine (prive di matricola o con matricola abrasa o punzonata), 2 kalashnikov e oltre 500 munizioni di vario calibro, nonché ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, per un valore complessivo sul mercato illegale di circa 250000,00 euro, segnatamente sono stati sequestrati circa 27 kg. di marijuana, 2,5 kg. di hashish e 50 grammi di cocaina.

I canali di approvvigionamento di droga per il gruppo erano vari, come è emerso nel corso delle indagini che hanno delineato diversi fornitori locali, ma anche dell’area casertana e pugliese.
L’attività dei Carabinieri, coordinati dalla DDA di Napoli, prosegue incessantemente come dimostrano gli ulteriori sequestri di armi, munizionamento e stupefacenti: difatti, di recente, in aree comuni all’interno del quartiere stabiese Moscarella sono state rinvenute e sequestrate ulteriori 5 pistole con relativo munizionamento e circa 110 grammi di cocaina.

Al termine delle formalità di rito, 12 indagati sono stati associati in carcere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni, mentre altri 1 indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Castellammare di Stabia ed infine altri 2 alla misura del divieto di dimora nella città stabiese e nei Comuni limitrofi.

Lorenza Sabatino

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Coronavirus Torre Annunziata: 29 nuovi contagi e 14 guarigioni

Coronavirus Torre Annunziata: 29 nuovi cittadini contagiati e 14 guarigioni (i dati si riferiscono al 25 gennaio).

Coronavirus Torre Annunziata: 29 nuovi contagi e 14 guarigioni

Sono 29 i nuovi casi di contagio da Covid-19. Al contempo si registrano anche 14 guarigioni (i dati si riferiscono al 25 gennaio).

Sale a 447 il numero di cittadini attualmente positivi: 435 posti in isolamento domiciliare e 12 ricoverati. Sale a 1.987 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 1.506 guarite e 34 decedute.

Lorenza Sabatino

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Il Comune di Cava de’Tirreni versava contributi per sindaco e assessore

Il Comune di Cava de’ Tirreni versava i contributi per il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici: la Guardia di Finanza di Salerno sequestra 80 mila euro sui conti correnti dei due amministratori.

Il Comune di Cava de’Tirreni versava contributi per sindaco e assessore

Ottanta mila euro, a tanto ammonta il sequestro eseguito, nei giorni scorsi, dai Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno nei confronti del Sindaco e dell’Assessore ai Lavori Pubblici (già Vicesindaco) di Cava de’ Tirreni (SA).

L’intervento è stato eseguito nell’ambito di un’indagine coordinata da questa Procura della Repubblica, volta a verificare i presupposti per il versamento, da parte dell’Amministrazione comunale, delle ritenute assistenziali, previdenziali ed assicurative a favore dei propri dirigenti.

Le norme in vigore prevedono infatti che il Comune provveda al pagamento dei contributi all’INPS solo per gli “eletti” che lavorano “esclusivamente” per l’Ente locale. In caso contrario, l’obbligo resta in capo agli stessi amministratori.

Ed invero, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno ha accertato che, diversamente da quanto dichiarato nelle autocertificazioni, il primo cittadino e l’assessore avevano di fatto continuato a svolgere, in pieno mandato elettorale, altre attività professionali – l’uno quella di consulente assicurativo e l’altro di amministratore di un’impresa di costruzioni -, per le quali percepivano regolari compensi. In definitiva, i due amministratori, facendo risultare un rapporto di lavoro “esclusivo” con il Comune, avevano fatto sì che i loro contributi gravassero sul bilancio dell’Ente.

Per garantire la restituzione delle somme illegittimamente versate, questa Procura ha quindi emesso un provvedimento di sequestro d’urgenza dei conti correnti del Sindaco e dell’Assessore ai LL.PP., chiamati ora a rispondere dell’indebita percezione di oneri previdenziali rispettivamente quantificati in 60 e 20 mila euro.

Lorenza Sabatino

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16 arresti nel mandamento mafioso di Tommaso Natale (PA) – VIDEO

16 arresti per associazione mafiosa, estorsioni, armi da fuoco. Organizzavano la distribuzione alimentare durante il lock down.

La Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 16 indagati che sono stati tratti in arresto dai Carabinieri di Palermo questa mattina con l’operazione “BIVIO” in quanto ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco.

L’indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto Salvatore DE LUCA e dai sui Sostituti, costituisce l’ennesimo risultato di un’articolata manovra condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, sulle famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e ZEN – Pallavicino.

Nell’odierno provvedimento di fermo, sulla scorta di gravi indizi, i fatti vengono delineati come segue.

In generale l’attività ha permesso di riscontrare come la piena vigenza della ricostituita commissione provinciale di cosa nostra palermitana, riunitasi il 29 maggio 2018 dopo quasi trent’anni di inattività, abbia condizionato le dinamiche criminali del mandamento mafioso oggetto delle indagini. Infatti, in linea con le regole stabilite, il nuovo reggente del mandamento, Francesco PALUMERI, si è reso protagonista, non senza rilevanti frizioni interne, della riorganizzazione degli assetti della articolazione mafiosa, dopo il momento di criticità conseguente all’operazione CUPOLA 2.0 (ci eravamo occupati dell’operazione “CUPOLA 2.0” con gli articoli del “4 Dicembre 2018 Sicilia, arrestato nuovo capo di Cosa nostra”, “27 Maggio 2020 Arresti nel mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno”,  “29 Febbraio 2020 Sette arrestati per corruzione a Palermo”, “23 Giugno 2020 10 arresti in un mandamento mafioso di Palermo” e “20 Gennaio 2021 Mafia, estorsioni e infiltrazione nella pubblica amministrazione. Arrestati due imprenditori”).

Le risultanze restituite dall’indagine TENEO, che aveva portato agli ultimi arresti del 23 giugno 2020, avevano infatti dimostrato come il mandamento mafioso di Tommaso Natale, almeno fino a maggio 2018, era controllato da Nunzio SERIO. La famiglia mafiosa di Partanna Mondello era affidata alla reggenza di Francesco PALUMERI, mentre quella di Tommaso Natale era nelle mani di Antonino VITAMIA. Già in quel periodo si era compreso che il territorio della borgata dello ZEN, strategicamente determinante, era affidato alla reggenza di Giuseppe CUSIMANO. Questa era la composizione di vertice del mandamento di Tommaso Natale aggiornata al mese di marzo 2018, compagine comunque in continuo divenire, perché già il successivo 14 maggio 2018, Nunzio SERIO veniva nuovamente arrestato ed al suo posto subentrava Calogero LO PICCOLO, da poco rientrato a Palermo.

L’immissione di Calogero LO PICCOLO alla guida del mandamento di Tommaso Natale non apportava, di fatto, significativi cambiamenti. Le persone sopra richiamate, infatti, rimanevano saldamente alla guida delle rispettive articolazioni territoriali.

Il 29 maggio 2018, si teneva la riunione della neo ricostituita commissione provinciale di cosa nostra palermitana, la CUPOLA 2.0. A questo incontro, così come confermato dai collaboratori Filippo BISCONTI e Francesco COLLETTI, aveva preso parte il nuovo capo del mandamento mafioso di Tommaso Natale, ovvero Calogero LO PICCOLO, che era stato accompagnato proprio da Francesco PALUMERI, il quale veniva individuato come suo portavoce, e dunque vice, del suo capo, poi tratto in arresto.

Tale circostanza assumerà un significato rilevante nella parte finale dell’indagine, perché Giulio CAPORRIMO, che durante la realizzazione dell’ambizioso quanto strategico cambiamento nell’assetto mafioso della provincia palermitana era detenuto, una volta riacquistata la libertà il 24 maggio 2019, si scontrava con la realtà di questa nuova componente del mandamento di riferimento e soprattutto con una nuova leadership, determinando un vero e proprio corto circuito.

Giulio CAPORRIMO, infatti, si vedeva sottoposto alla direzione di un Francesco PALUMERI che egli non riconosceva come suo leader e soprattutto non riteneva all’altezza di un simile incarico.

Allo stesso modo, non riteneva ammissibile quello che era accaduto con la riformulazione della commissione, perché le decisioni assunte al riguardo, secondo le sue valutazioni, andavano fuori da quella cornice di ortodossia mafiosa che caratterizza cosa nostra, essendo stata violata, secondo lui, una delle regole principali dell’organizzazione, ovvero quella che si sintetizza nel fatto che si è mafiosi fino alla morte e si mantiene il proprio incarico di vertice anche nel corso della detenzione.

CAPORRIMO, quindi, che non considerava PALUMERI un reggente, riottenuta la libertà, di lì a breve e dopo aver toccato con mano la nuova realtà associativa, decideva di stabilirsi a Firenze per prendere le distanze da questa nuova organizzazione che egli giungeva a definire non più come “cosa nostra” ma come cosa come vi viene.

Di contro, la decisione di defilarsi di CAPORRIMO ha dimostrato la piena operatività delle decisioni prese dalla nuova commissione provinciale. Francesco PALUMERI, in quanto portavoce e vice di Calogero LO PICCOLO, ha avuto quindi il titolo formale per imporsi su CAPORRIMO che, giocoforza, ha dovuto, almeno inizialmente, soccombere.

Cosa nostra, organizzazione verticistica disciplinata da regole precise, quindi, si trova davanti a un BIVIO: accettare il ricostituito organismo provinciale, oppure, rimettere in discussione tutto attraverso le persone più carismatiche che vengono nel tempo rimesse in libertà, come nel caso di CAPORRIMO.

E in effetti, CAPORRIMO, dopo aver trascorso un periodo di isolamento a Firenze, rientrava a Palermo in data 11 aprile 2020, riuscendo in poco tempo ad accentrare nuovamente su di sé le più delicate dinamiche dell’intero mandamento, senza i paventati spargimenti di sangue che pure era disposto ad affrontare. Risulta dimostrato che CAPORRIMO, appoggiato dalla sua base mafiosa sul territorio (si sono rivelati suoi fedeli alleati Antonino VITAMIA – capo della famiglia di Tommaso Natale, Franco ADELFIO – uomo d’onore di Partanna Mondello, e CUSIMANO – ai vertici della famiglia ZEN/Pallavicino) tornato a Palermo, ha ripreso in mano le redini dell’intero mandamento mafioso, sino al suo ultimo arresto avvenuto con l’operazione TENEO nel giugno 2020, che chiude di fatto l’attività investigativa sul suo conto.

Nell’ambito delle dinamiche associative si è evidenziata la nascita di una nuova articolazione mafiosa nel mandamento di Tommaso Natale, ovvero la famiglia mafiosa di ZEN-PALLAVICINO, affidata alla gestione di CUSIMANO, con l’aiuto di L’ABATE Francesco.

Proprio tale articolazione è stata caratterizzata da problemi gestionali, dovuti all’esuberanza criminale e alla violenza di taluni gruppi di persone che, non affiliate formalmente a cosa nostra, hanno creato varie criticità sul territorio.

Fra i tanti momenti di tensione si è registrato, lo scorso settembre 2020, un grave episodio allo ZEN, allorquando due gruppi armati si sono sfidati “a duello”. I due gruppi, infatti, di cui uno composto da Andrea e Carmelo BARONE appoggiati da Giuseppe CUSIMANO, si sono affrontati armi in pugno, in pieno giorno e sulla pubblica via, esplodendo svariati colpi di pistola che solo per un caso fortuito non hanno provocato la morte o il ferimento dei contendenti o di passanti.

Tali fatti, assieme ad altri episodi, hanno indotto i vertici mafiosi a prendere provvedimenti nei confronti dei riottosi, meditando la soppressione di alcuni soggetti non allineati, la cui realizzazione è stata scongiurata grazie all’opera di prevenzione degli investigatori.

In tema di attività estorsive si è registrato, in tutto il territorio del mandamento, una pervicace e incisiva azione vessatoria in danno di imprenditori e commercianti, finalizzata, da una parte, a imporre i mezzi d’opera di alcuni affiliati mafiosi a tutti gli imprenditori impegnati in attività edili e dall’altra a riscuotere il “pizzo”, in maniera capillare, dai commercianti locali.

In caso di resistenze da parte degli operatori economici, gli affiliati non hanno esitato a porre in essere danneggiamenti, anche di rilevante entità, incendiando i mezzi d’opera.

Sono state ricostruite, infatti, in maniera analitica, 13 attività estorsive aggravate dal metodo mafioso (10 consumate e 3 tentate), nonché due danneggiamenti seguiti da incendio in danno di altrettante imprese.

Hanno collaborato con gli investigatori, denunciando i fatti, 5 imprenditori.

Sempre nel territorio dello ZEN, i vertici di quell’articolazione criminale hanno anche tentato di accreditarsi, in maniera concreta, quali referenti in grado di fornire aiuti alla popolazione in tempo di pandemia da COVID_19. Giuseppe CUSIMANO, infatti, ergendosi a punto di riferimento per le tante famiglie indigenti del quartiere, ha tentato di organizzare una distribuzione alimentare per le famiglie bisognose durante la prima fase di lockdown del 2020: tale circostanza dimostra come cosa nostra è sempre alla ricerca di quel consenso sociale e di quel riconoscimento sul territorio, indispensabili per l’esercizio del potere mafioso.

Inoltre, a rimarcare la costante pericolosità dell’organizzazione mafiosa, sono state registrate concrete progettualità in ordine alla pianificazione di alcune rapine (in danno di portavalori e di distributori di benzina), da commettere attraverso l’uso di armi (anche automatiche da guerra) e di esplosivo al plastico.

L’intento dei vertici della famiglia mafiosa dello ZEN era quello di assaltare, usando proprio le armi e l’esplosivo di cui evidentemente dispongono, un portavalori di una società di vigilanza non specificata, al fine di incamerare liquidità da riutilizzare per il sostentamento degli affiliati liberi e detenuti. Analoga progettualità emergeva in danno di un distributore di benzina, che usufruisce di vigilanza armata: in tale occasione il gruppo di CUSIMANO non avrebbe esitato a usare le armi per neutralizzare il vigilante e rapinare l’esercizio commerciale.

L’opinione.

Le parti il cui carattere nel testo si è ingrandito e in rosso, sembrano quasi estensibili alla politica italiana (e siciliana).

Adduso Sebastiano

26.01.21 – Operazione “BIVIO”, nominativi destinatari di fermo e custodia in carcere (tutti nati e residenti a Palermo)

1             ADELFIO Francesco         CL.1982

2             BARONE Andrea              CL.1999

3             BARONE Carmelo            CL.1961

4             BONOMOLO Marcello   CL.1973

5             CIARAMITARO Pietro     CL.1988

6             CUSIMANO Giuseppe    CL.1983

7             FINAZZO Francesco        CL.1956

8             FIORENTINO Salvatore CL.1982

9             GIORDANO Sebastiano CL.1998

10           L’ABBATE Francesco       CL.1974

11           MANCUSO Andrea         CL.1998

12           PALUMERI Francesco     CL.1960

13           RIZZUTO Giuseppe         CL.1987

14           RIZZUTO Baldassare       CL.1996

15           VITAMIA Antonino         CL.1964

16           ZITO Michele                     CL1974

16 arresti per associazione mafiosa, estorsioni, armi da fuoco

Gori, Nocera Inferiore: avvio lavori per il completamento della rete fognaria

GORI  – NOCERA INFERIORE

2,5 CHILOMETRI DI NUOVE CONDOTTE A SERVIZIO DEL TERRITORIO

COLLETTATI ALL’IMPIANTO DI ANGRI I REFLUI DI OLTRE 15.000 ABITANTI EQUIVALENTI

Hanno preso il via questa mattina i lavori di completamento della rete fognaria nel comune di Nocera Inferiore: un’opera strategica e di grande impatto ambientale, finanziata dalla Regione Campania per tre milioni di euro, e di cui GORI è soggetto attuatore. Il progetto, che sarà ultimato nell’arco dei prossimi diciotto mesi e contribuirà in maniera significativa anche al risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno, è stato inserito nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto da Regione Campania, EIC e GORI il 05/08/2020, finalizzato al “Completamento degli interventi fognario-depurativi del bacino idrografico del fiume Sarno”.

GORI Nocera Inferiore 1“Questa mattina aggiungiamo un altro tassello al grande puzzle di opere, realizzate e in corso, che ci consentirà di contribuire alla progressiva risoluzione dell’emergenza ambientale che interessa il fiume Sarno, intervenendo positivamente anche per il disinquinamento dell’intero golfo di Napoli. Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Pompei, Scafati, e ora anche Nocera Inferiore, sono solo alcuni dei territori cu sui abbiamo lavorato, e stiamo lavorando, grazie anche alla sinergia con gli enti comunali e sovracomunali, per restituire ai cittadini una rete fognaria potenziata e una depurazione efficiente” dichiara il Presidente di GORI, Michele Di Natale.

Un intervento che si aggiunge al fitto programma portato avanti da GORI per il potenziamento delle infrastrutture fognarie e che consentirà di collettare i reflui di oltre 15.000 abitanti equivalenti all’impianto di depurazione di Angri, con la conseguente chiusura di 9 scarichi fognari dei 15 individuati da GORI nei torrenti Cavaiola, Solofrana ed Alveo Comune Nocerino” sottolinea il Responsabile Investimenti, Ingegneria e Servizi di GORI, Francesco Rodriquez.

Un lavoro che passa anche attraverso le diverse iniziative di sostenibilità ambientale messe in campo, come il progetto Plastic Free per le scuole, Bolletta Web, e il tavolo di confronto permanente con le amministrazioni comunali ricadenti nel territorio sarnese chiamato Energie per il Sarno.

“Attendevamo da decenni quest’opera essenziale per il futuro della città di Nocera Inferiore. Tutta la vicenda fognaria trova uno sbocco operativo e positivo in termini di tempi. Una forma indispensabile di collaborazione tra soggetti istituzionali perché il Comune senza la Regione e gli enti attuatori non potrebbe fare nulla” il commento del Sindaco, Manlio Torquato.

Siamo orgogliosi dell’avvio di questa grande opera, che è parte di un disegno più generale nato dalla sinergia tra Regione Campania, Ente Idrico Campano, Comune di Nocera Inferiore e GORI, e ci auguriamo di proseguire sempre in questa direzione per la realizzazione di altri importanti interventi sui nostri territori” conclude il Vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola.

Castellammare: duro colpo al nuovo polo camorristico (VIDEO)

Castellammare: duro colpo inferto al nuovo polo camorristico dell’area stabiese. La vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. 

Castellammare: duro colpo al nuovo polo camorristico (VIDEO)

E’ in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinati dalla DDA partenopea, che ha portato all’arresto di diversi soggetti, gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.

Le indagini, avviate nel 2017 e condotte dai Carabinieri Compagnia di Castellammare di Stabia sotto la direzione della DDA di Napoli, hanno permesso di accertare la nascita sul territorio stabiese di un’associazione armata finalizzata al narcotraffico, che si prefiggeva la creazione di un nuovo polo camorristico autonomo.

Lorenza Sabatino

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