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Furto e auto-riciclaggio, arrestata dipendente infedele di un Confidi

La GdF di Palermo ha arrestato ai domiciliari, per furto e auto-riciclaggio di 200 mila euro, una dipendente infedele di un Confidi (VIDEO)

Furto e auto-riciclaggio, arrestata dipendente infedele di un Confidi

Su delega della locale Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo con la quale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un soggetto responsabile dei reati di furto, e del successivo autoriciclaggio e reimpiego di denaro in attività di impresa, nonché il sequestro preventivo delle somme provento dei reati.

Il destinatario del provvedimento cautelare è LO RE Ivana (cl. 65), all’epoca dei fatti dipendente amministrativa di un CONFIDI di Palermo, ente che si occupa di favorire l’erogazione di finanziamenti alle imprese consorziate, che a tal fine versano quote associative, tramite la sottoscrizione di convezioni con banche e istituti di credito.

LE INDAGINI

Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo – Gruppo Tutela Mercato Capitali hanno messo in luce l’attività criminosa posta in essere dall’indagata, la quale, avendo la disponibilità delle password di accesso ai conti correnti on-line del consorzio, ha eseguito illegittime disposizioni di bonifici per oltre 200.000 euro.

Il disegno criminoso ideato era particolarmente insidioso, in quanto l’indagata, approfittando delle proprie mansioni, alterava le scritture contabili relative ai vari mandati di pagamento disposti dall’Ente a favore dei propri associati, predisponendo numerosi bonifici che recavano destinatario e causali formalmente corretti, ma che contenevano coordinate bancarie corrispondenti in realtà ai rapporti di conto corrente riconducibili a se stessa ai propri familiari e alle imprese a loro riconducibili.

In tal modo i fondi sottratti al CONFIDI sono stati utilizzati per finanziare le società di famiglia, nonché per coprire costi, spese di locazione e contratti di finanziamento.

Proprio dalla denuncia di un destinatario di un rimborso mai pervenuto, sono scattate le indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, che contesta i reati di furto aggravato, autoriciclaggio e reimpiego di capitali illeciti a sei indagati, tra i quali, oltre l’arrestata, figurano tre familiari e due società loro riconducibili che gestiscono noti locali della movida palermitana operanti nel settore della ristorazione.

NOTA

L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, per la tutela del sistema finanziario e del tessuto economico sano del territorio.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

 

Giornata Mondiale dell’Acqua: GORI organizza mostra a Villa Campolieto

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, GORI ha deciso di celebrare questo elemento essenziale per la vita attraverso un’installazione artistica composta da “un mare di gocce” che, con i loro colori, sono state accolte nella splendida cornice di Villa Campolieto ad Ercolano.

Raccontare l’acqua attraverso l’arte, la bellezza del territorio e il talento, al fine di sensibilizzare al rispetto e alla tutela della più preziosa tra le risorse.

Gocce d’Acqua è il nome di questo percorso espositivo itinerante, ideato da Giuseppe Ottaviano e realizzato da artisti e allievi degli istituti d’arte del territorio, con l’obiettivo di raccontare il legame tra acqua e vita attraverso la creatività.

Una mostra organizzata dall’associazione culturale Terre di Campania in collaborazione con GORI e con il patrocinio della Fondazione Ente Ville Vesuviane, che ha fatto tappa in una delle dimore storiche più rappresentative del 1700, in cui è stato possibile esporre circa 100 delle 180 opere che compongono l’installazione, frutto dell’estro di ben 30 artisti locali e 42 studenti. In attesa della possibilità di aprirla al pubblico, l’esposizione sarà fruibile attraverso il video pubblicato sulla pagina facebook di GORI acqua e Campania Bellezza del Creato.

Giornata Mondiale dell’Acqua: L’Amministratore Delegato di GORI

“GORI, in qualità di azienda che gestisce la risorsa idrica su un territorio colmo di storia e di bellezza ha voluto, con un’azione significativa e concreta, promuovere questa mostra al fine di sensibilizzare al rispetto dell’acqua e dell’ambiente – dichiara l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo Marati – Si tratta di due valori nei quali crediamo fortemente, che da sempre scandiscono il nostro operato e che sono alla base di molte delle azioni di sostenibilità che stiamo mettendo in campo”.

Tante, infatti, le iniziative per l’ambiente su cui GORI sta concentrando sforzi e risorse: dal progetto Plastic Free, per la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso nelle scuole primarie, a Energie per il Sarno, l’impegno condiviso con amministratori locali e associazioni, per il comune obiettivo di divenire protagonisti e ambasciatori di buone prassi attraverso azioni concrete e sinergiche.

Giornata Mondiale dell’Acqua: La Responsabile Comunicazione e Corporate Social Responsibility di GORI

“GORI è una realtà fortemente legata al territorio in cui opera, e proprio il racconto delle eccellenze di questi luoghi sarà il filo conduttore di una serie di campagne e di progetti che vedranno la luce nel corso del 2021 – sottolinea Mara De Donato, Responsabile Comunicazione e Corporate Social Responsibility di GORI – Crediamo fortemente, infatti, che la creazione di valore condiviso passi attraverso lo sviluppo di iniziative culturali e sociali, nonché attraverso il racconto della bellezza e degli esempi positivi che contraddistinguono la nostra comunità”.

 

Partite di biliardo e niente mascherine in un circolo. Multati

Sospese le attività di un circolo, a Corigliano Calabro: Partite di biliardo e niente mascherine in un circolo in violazione di ogni norma di contenimento del Covid-19.

Partite di biliardo e niente mascherine in un circolo. Multati

Che tristezza, l’ennesima conferma, come goccia, di quel mare di egoismo ed ignoranza nel quale sguazziamo felici, sputandoci l’acqua in faccia a vicenda.

L’ennesimo caso, l’ennesima riprova. Abbiamo saputo di tutto, dai bar aperti sul retro, ai matrimoni organizzati in camuffa, le feste selvagge, i circoli dedicati…eh niente, pur comprendendo sempre più le ragioni di un virus che ci vuole sterminare, non gli offriremo collaborazione, tacendo la notizia, che da tempo ha perso ogni connotato di novità.

Liberi professionisti, lavoratori dipendenti e persino un medico, a rappresentanza dei negazionisti del biliardo.

Sette le sanzioni pecuniarie di 400 euro l’una, oltre alla sospensione delle attività del Circolo, sul quale deciderà in via definitiva, la Prefettura di Cosenza.

Stavolta è toccato ai Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro e agli agenti della Polizia Locale di Corigliano-Rossano, lo spettacolino che ogni giorno, va in scena in tutt’Italia e che non fa più ridere nessuno, neanche se ci mettono il virologo.

Beoti, senza mascherina, gli irriducibili del biliardo, si vanno ad unire alle orde di tutti gli altri irriducibili multidisciplinari, grazie a quali, se va bene, non ne usciamo più.

Il Circolo in esame è ubicato nel cuore dello scalo coriglianese, in contrada S. Francesco. Appartenendo forse, ad un nuovo tipo di “franchising “, nato dopo le restrizioni, ne potrete trovare ovunque, sparsi su tutto il territorio del menefreghismo nazionale.

Partite di biliardo e niente mascherine in un circolo. Multati / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

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Medici senza Carriere: Carenza medici di famiglia? Responsabilità ASL

In questi ultimi giorni si parla tanto di carenza di medici di famiglia sui territori delle province campane. Prendiamo atto che solamente ora la segreteria nazionale del maggior sindacato della medicina generale si accorge della gravosa criticità e accusa la Regione Campania di inadempienze.

Eppure noi, Medici senza Carriere, abbiamo sollecitato più volte negli ultimi anni sia tale organizzazione sindacale, che l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Napoli, che la popolazione era senza assistenza, in particolar modo in questo periodo dove il COVID-19 sta seminando paura, malattia e morte, e lasciare i Cittadini senza l’assistenza del proprio medico di famiglia, diventa un atto criminale.

Nella sola città di Napoli mancano circa 150 medici e nell’intera regione i numeri sono sull’ordine di grandezza di 500 ambiti carenti.

I ritardi nella comunicazione del fabbisogno di medici di famiglia

Oltre Regione Campania, c’è da sottolineare che le aziende sanitarie locali (ASL) sono inadempienti e peccano di omissione di atto di ufficio, in quanto, oltre a comunicare in ritardo gli ambiti carenti alla regione, li rilevano al ribasso, poiché, non rispettando la normativa vigente, ACN e AIR Campania della Medicina Generale, nei calcoli degli stessi usano la popolazione di due anni prima, quando, invece, bisogna prendere come riferimento la popolazione dei comuni al 31 dicembre dell’anno precedente, ai sensi dell’ACN della Medicina Generale 2005, art. 33 comma 13 e dell’AIR Campania della Medicina Generale 2013, Capo III, art. 1 comma 1.

Da tutto ciò si deduce che il lavoro straordinario che sta facendo la Dr.ssa Annamaria Ferriero, responsabile della Unità operativa dipartimentale per l’Attuazione del Piano regionale di assistenza sanitaria territoriale di Regione Campania, nell’accelerare i tempi di pubblicazione e assegnazione degli ambiti carenti di medicina generale, viene reso quasi nullo poiché i dipartimenti delle Cure Primarie delle sette AASSLL campane comunicano dati fasulli e, quindi, la grave carenza assistenziale non viene colmata poiché al numero di medici pensionandi non corrisponde mai un numero di medici che può assistere la popolazione.

Basta andare agli sportelli scelta/revoca dei distretti sanitari e quotidianamente si assiste a scene di sovraffollamenti, poiché la gente è disperata per i continui pensionamenti dei propri medici di famiglia. Si ha come conseguenza che i medici continuano ad essere sovraccaricati, che si debbano ancora istituire medici provvisori, arrecando danno alla Salute Pubblica e all’erario dello Stato.

Cosa si chiede

Medici senza Carriere esorta le Autorità Competenti di diffidare alle autorità giudiziarie i Direttori Generali delle AASSLL campane, affinché loro stessi si accertino che i loro rispettivi Dipartimenti delle Cure Primarie usino dati aggiornati, ai sensi della normativa vigente, per calcolare gli esatti ambiti carenti nei numeri e nei tempi, dato che ogni Azienda Sanitaria Locale è responsabile dell’assistenza sanitaria e, quindi, della Salute di ogni singolo cittadino che risiede nel territorio di quella ASL.

Ci auguriamo che anche i dirigenti sindacali, seduti ai tavoli aziendali, sotto spinta dei dirigenti Provinciali, regionali e nazionali, facciano il loro lavoro di vigilanza ed eventualmente di diffida, a quei dirigenti aziendali omissivi di atto di ufficio. Medici senza Carriere.

Photo by National Cancer Institute on Unsplash

Sassaiola contro i Carabinieri e I vigili del Fuoco

Una sassaiola contro i Carabinieri che erano intervenuti insieme ai VdF per spegnere una catasta per una cosiddetta “vampa” di San Giuseppe

Sassaiola contro i Carabinieri intervenuti insieme ai Vigili del Fuoco

I Carabinieri della Stazione Palermo Brancaccio sono sulle tracce degli autori di una sassaiola avvenuta mercoledì sera in via Li Puma, nel quartiere Sperone, dove i militari erano intervenuti insieme ai Vigili del Fuoco per spegnere alcuni cumuli di legna incendiati per una c.d. “vampa” di San Giuseppe*.

Durante le operazioni di spegnimento, infatti, i militari e i Vigili del Fuoco sono improvvisamente stati fatti oggetto del lancio di pietre, uscendone fortunatamente incolumi.

I sassi hanno tuttavia colpito l’autovettura di servizio, infrangendone il lunotto.

Gli autori del danneggiamento aggravato sono già in corso d’identificazione: rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni.

L’intervento dei Carabinieri in ausilio ai Vigili del Fuoco sarà assicurato per arginare il fenomeno dell’accensione di fuochi negli spazi pubblici in prossimità della sentita festività di oggi 19 marzo San Giuseppe.

* La Vampa di San Giuseppe è una tradizione diffusa in molte città della Sicilia, in occasione della Festa di San Giuseppe. Consiste nella predisposizione di grandi cataste di legna o di vecchi oggetti di legno, in diverse zone delle città, alle quali si dà fuoco.

Adduso Sebastiano

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De Tommaso Daniele di Rimini dirigerà il derby Paganese – Juve Stabia

Daniele DE TOMMASO della sezione di Rimini è l’arbitro designato per la gara tra Paganese e Juve Stabia valevole per la tredicesima giornata di ritorno del campionato di serie C girone C che si disputerà a Pagani domenica 21 marzo alle ore 20 e 30 allo stadio “Marcello Torre”.

De Tommaso, nato a Rieti il 1° gennaio 1989 al suo terzo campionato in Serie C, non ha alcun precedente sia con gli azzurrostellati e sia con le vespe.

Pur essendo terzo anno in categoria, sono solo quattordici le prestazioni del fischietto reatino in serie C in quanto il primo anno è stato fermo per problemi fisici e al secondo per la sospensione dei campionati ad inizio marzo scorso; quest’anno è la seconda designazione in stagione nel girone C della serie C dopo il derby campano del mese scorso tra Turris e Casertana.

L’assistente numero uno sarà: Francesco CIANCAGLINI della sezione di Vasto;

l’assistente numero due: Domenico FONTEMURATO della sezione di Roma 2;

quarto ufficiale: Valerio MARANESI della sezione di Ciampino.

Giovanni MATRONE

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Aggredisce la sorella per estorcere denaro. Arrestato dai carabinieri 

Aggredisce la sorella per estorcere denaro. Arrestato un 37enne dai carabinieri della Stazione di Avignano (CE).

Aggredisce la sorella per estorcere denaro. Arrestato dai carabinieri

L’operazione

Aggredisce la sorella per estorcerle del denaro. In Alvignano (CE), alle prime luci dell’alba, i carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto un 37enne del posto che dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione nei confronti della sorella 51enne. I militari dell’Arma, a seguito di segnalazione pervenuta al numero di pronto intervento “112”, sono giunti presso l’abitazione della vittima ove hanno riscontrato la presenza dell’uomo che poco prima, in stato di alterazione psico-fisica legata all’ abuso di sostanze alcoliche, aveva dapprima percosso al tronco e agli arti la donna e successivamente minacciata di morte con un martello.

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito anche sulla base delle dichiarazioni della vittima è emerso che l’aggressione dell’uomo nei confronti della sorella è scaturita al culmine di reiterati episodi di maltrattamenti volti ad estorcerle danaro per approvvigionarsi di stupefacenti.

L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE).

Lorenza Sabatino

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Nuovi contagi, guarigioni e decessi

Sono 17 i nuovi casi di contagio da Covid-19 a Torre Annunziata a fronte di 230 tamponi processati, con l’indice di positività che si attesta al 7,39 per cento. Al contempo si registrano anche 59 guarigioni e il decesso di un uomo di 65 anni.

Numeri complessivi

Sono 494 i cittadini attualmente positivi.

Sale a 3.955 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 3.386 guarite e 75 decedute.

Le parole del sindaco

«L’Amministrazione Comunale – afferma il sindaco Vincenzo Ascione – partecipa commossa al dolore dei familiari della persona scomparsa, ed esprime loro le proprie condoglianze».

Lorenza Sabatino

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Manerbio Farfengo: sanzionati in 9 e chiuso un Bar

Manerbio Farfengo: sanzionati in 9 e chiuso un Bar per violazione della normativa di contrasto alla diffusione del virus COVID-19

Manerbio Farfengo: sanzionati in 9 e chiuso un Bar

I militari della Compagnia Carabinieri di Verolanuova nella giornata di ieri durante i controlli per il rispetto alla normativa di contrasto alla diffusione del COVID-19 hanno sanzionato per €400 ognuno 9 persone e chiuso un Bar per violazione del DPCM 02/03/2021.

Nello specifico in Manerbio, dopo diverse segnalazioni per aperitivi in corrispondenza del centro commerciale Le Arcate ed Europalace, pattuglia della locale Stazione ha sanzionato 3 persone, che dopo aver acquistato bevande ed alimenti, hanno improvvisato un aperitivo senza il rispetto delle misure di distanziamento, uso della mascherina e consumo di alimenti nei pressi di esercizi di ristorazione.

In Farfengo frazione di Borgo San Giacomo i Carabinieri della locale Stazione hanno chiuso provvisoriamente un Bar per giorni 5 ai sensi del Decreto Legge 33 del 2020, in attesa di provvedimento definitivo del Prefetto di Brescia, in quanto all’atto del controllo i militari hanno costatato che il proprietario serviva da bere all’interno. La giustificazione addotta è stata che lo faceva solo oggi e solo perché era il suo compleanno. Nella circostanza venivano sanzionati oltre al proprietario anche 5 avventori.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Casal di Principe (CE): carabinieri arrestano due giovani

Casal di Principe (CE): carabinieri arrestano due giovani di 19 e 21 anni per detenzione di arma clandestina.

Casal di Principe (CE): carabinieri arrestano due giovani

Casal di Principe (CE): nella tarda serata di ieri, in via Venezia, i carabinieri della Sezione Radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di detenzione di arma clandestina, un 19enne domiciliato in San Nicola La Strada ed un 21enne domiciliato in San Marco Evangelista. I due sono stati fermati dai carabinieri mentre trasportavano, su sedile posteriore autovettura Renault Modus a loro in uso, un fucile Benelli 123 cal.12 con matricola abrasa e 25 cartucce di relativo munizionamento. Gli arrestati sono stati posti ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto da parte dell’A.G.

Lorenza Sabatino

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Sequestrate 220 tonnellate di pellet e un autolavaggio abusivo

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Sequestrate 220 tonnellate di pellet e un autolavaggio abusivo. La GdF Napoli per la prevenzione incendi e reati ambientali.

Sequestrate 220 tonnellate di pellet e un autolavaggio abusivo

L’operazione

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di due distinte operazioni, ha sottoposto a sequestro, tra Ottaviano e Terzigno, oltre 220 tonnellate di pellet e un autolavaggio abusivo.

In particolare, la Compagnia di Ottaviano, nel corso di un primo intervento, ha individuato in pieno centro un immobile di 600 m 2 sequestrando oltre 13.000 sacchi di pellet pronti per essere messi in commercio.

Denunciato il titolare dell’attività commerciale, risultato sprovvisto di autorizzazioni di conformità edilizia e urbanistica, oltre che di certificazioni antincendio, tenuto conto che il centro logistico era destinato allo stoccaggio di materiale infiammabile.

È stata riscontrata l’inidoneità dei locali a conservare un simile quantitativo di pellet, con conseguente situazione di potenziale pericolo per l’intero circondario: il deposito “abusivo” si trova infatti in una zona densamente popolata, a ridosso di un’arteria principale della cittadina vesuviana, con evidenti pericoli per l’incolumità degli abitanti e dei passanti.

Il secondo intervento

Nel corso del secondo intervento ad insospettire le Fiamme Gialle è stato, invece, un andirivieni di auto e persone presso un edificio a Terzigno.

Qui la stessa Compagnia ha scoperto un’attività di lavaggio auto abusiva, priva di qualsiasi autorizzazione che sversava le acque reflue all’interno di un pozzetto scollegato dalla rete fognaria.

Al momento dell’accesso, i finanzieri hanno rinvenuto molte auto già lavate o pronte per essere sottoposte a lavaggio.

Sequestri

Il gestore è stato denunciato per violazioni alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e illecito smaltimento di rifiuti mentre l’intera area e l’immobile utilizzato, di circa 200 m 2, sono stati sequestrati unitamente alle attrezzature utilizzate e ai rifiuti prodotti.

Lorenza Sabatino

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Max Allegri-Napoli, in caso di Champions League ADL pensa all’ex Juve

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, in caso di qualificazione in Champions League ADL pensa a Max Allegri, tecnico livornese ex Juventus.

Napoli-Allegri, in caso di Champions League ADL pensa pensa all’ex Juve

Uno snodo decisivo, dunque, per la scelta del prossimo allenatore del Napoli, a partire dal prossimo anno, sarà il piazzamento in campionato alla fine della stagione attualmente in corso.

Com’è ben noto il fascino della Eufa Champions League rappresenta un gallina dalle uova d’oro per tutti, specialmente per i calciatori o allenatori top come Max Allegri.

Ma la Champions League per il Napoli e per ADL non rappresenterebbe solo un notevole lustro, ma garantirebbe alla società partenopea degli introiti importantissimi, derivanti dai diritti televisivi, per far fronte all’attuale periodo di forte crisi e al peso del monte ingaggi degli azzurri.

Introiti, quelli dei diritti televisivi, che andrebbero a colmare il vuoto inevitabile dei botteghini, vuoto emblematico del momento storico che ha colpito il calcio mondiale.

Oltre all’idea Max Allegri circolano altri due nomi, le possibili alternative, vale a dire Rafa Benitez e Paulo Fonseca.

I numeri di Max Allegri da allenatore
Nella stagione 2010/2011 Max Allegri vince il suo primo campionato nella massima serie italiana con il Milan dei vari Ibrahimovic, Seedorf e compagnia bella.

Nella stagione 2014/2015 approda alla Juventus e da quell’annata fino alla stagione 2018/2019 Max Allegri domina il calcio italiano, vincendo con i bianconeri 5 scudetti di fila.

Tra gli altri trofei ricordiamo 3 Supercoppe Italiane(Milan, Juventus x2) e 4 Coppe Italia(Juventus x4), oltre ad una serie di riconoscimenti personali.

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Fonte foto: JuventusFC twitter

Pietro Santapaola, estromesso dalla squadra del Cosenza, per cognome

Pietro Santapaola – Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia ma spesso anche dalla voglia di uscire dal proprio mondo, dalla propria condanna. L’atleta sa soffrire, stringere i denti, superare i propri limiti e spesso la forza del campione è cresciuta su terre aride, piene di sassi e ostacoli. La voglia di riscatto, il bisogno di non pensare, di spingere quel corpo fino a non sentirlo più, fino a non sentire più il dolore.

Lo sport un tempo era considerato uno dei massimi valori. Insegna la disciplina personale che non è poca cosa, il rispetto delle regole, la sportività la meritocrazia ma anche l’uguaglianza, l’umiltà e il coraggio.

Storia di Pietro Santapaola junior…

Un bimbo di dieci anni, corre dietro al pallone e lo calcia forte, forte quanto vorrebbe non essere lui, non essere quel cognome. Lo calcia così forte e con tanta rabbia da diventare un campione.

Pietro, entra nella primaverile del Cosenza Calcio lo scorso gennaio, dopo una carriera sorprendente iniziata a dieci anni.

Ragazzo a posto, studia, non fuma, non beve…è un atleta. Si allena come un matto felice di inseguire i suoi sogni.

Il 3 marzo, improvvisamente qualcuno, decide di fermare il suo treno in corsa e di farlo scendere alla stazione dell’ingiustizia, quella dove tutto si ferma…

Io odio la mafia!

Si, lui è figlio e pronipote dei famigerati Santapaola, che peraltro siamo felici di sapere in carcere, sperando che non godano di alcuno sconto…

Non mi addentro in tutta una serie di narrazioni che potrete trovare in tanti articoli interessanti e particolareggiati di altri colleghi. Non vi dirò quanto è brava la sorella, né che lui non ha preso neanche una multa. Né tantomeno che il padre, sia stato “trascinato” in tribunale da un pentito, come ho letto. A quel pentito, tutta la nostra stima e riconoscenza.

Però voglio dirvi il nome dell’autore del bel gesto sportivo, poiché mi pare doveroso e necessario.

Il tale, si chiama Eugenio Guarascio ed è il presidente del Cosenza Calcio.

E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai…

In realtà, ad una prima lettura, sembrava proprio un’azione di stampo mafioso, una faida fra famiglie, dove il ragazzo innocente, va colpito per il cognome che porta. Così funziona e Guarascio forse pensava che le modalità fossero note al ragazzo che si sarebbe subito silenziosamente allineato.

Invece Pietro lo vuole tirare il suo calcio di rigore, quindi ha preso un avvocato e speriamo che in porta, ci mettano il presidente, il giorno che lo tirerà…

Prese una palla che sembrava stregata…

A Pietro vorremmo dire che non lo sa ma è fortunato, come tutti quelli che se lo meritano. In realtà da fonti certe, ogni giorno un atleta subisce un’ingiustizia o un sopruso da uno dei tantissimi dirigenti sportivi o politici dello sport, che passa in assoluto silenzio, proprio come nella mafia. Perché anche in quei posti di potere sai, si arriva in tanti modi, non solo per passione… Invece, per una volta, grazie a quell’odiato cognome, di te si sta parlando ovunque e questo anziché fermarti alla stazione dell’Ingiustizia, ti farà decollare sul razzo dei tuoi sogni.

Detto questo, ci auguriamo che in codesta benemerita Associazione Sportiva, poiché di questo in fondo penso si tratti, al di là delle sigle e delle bandiere, qualcuno si ricordi che ci sono dei valori da salvaguardare che non appartengono a lor signori ma che loro sarebbero chiamati a divulgare e difendere.

Altrettanto quindi speriamo, che non sia necessario l’intervento della magistratura, per ribadire un’ovvietà di questa portata.

Non ricadano sui figli, le colpe dei padri.

Immagino che il signor Presidente avrà un Consiglio direttivo, non so, un probiviro, il giardiniere, un cane, insomma, qualcuno in grado di consigliarlo sul da farsi, senza tirarla per le lunghe.

La mafia si combatte ogni giorno, per strada, a scuola, nelle prefetture, nei tribunali. La mafia si combatte con la giustizia non con gli stessi sistemi.

Francesca Capretta / Cronaca Calabria

Juve Stabia, scomparso lo zio dell’ex presidente Franco Giglio

Juve Stabia, scomparso Ciro Giglio, zio dell’ex presidente Franco Giglio. Imprenditore operante nel settore alberghiero

Juve Stabia, scomparso lo zio dell’ex presidente Franco Giglio

 

Come un fulmine a ciel sereno è arrivata nel pomeriggio la notizia del grave lutto che ha colpito la famiglia Giglio per la perdita di Ciro Giglio, zio dell’ex presidente della Juve Stabia, Franco Giglio. La famiglia Giglio è stata da sempre molto presente e vicina alla società sin da quando Franco Giglio affiancò Franco Manniello e ricoprì anche il ruolo di presidente del club gialloblè. Salvo poi lasciare la società stabiese a partire dalla stagione calcistica 2013-2014 (terminata con la retrocessione in Lega Pro) a causa di motivi familiari che avrebbero reso difficoltoso un impegno costante nella gestione del club.

Ciro Giglio era un imprenditore del settore alberghiero sin dagli anni ’60. Nel giro di pochi anni ha creato un importante gruppo alberghiero operante in Penisola Sorrentina e nel Sud Italia, costituito da sei alberghi diventati ben presto un polo turistico di rinomata importanza.

Alla famiglia Giglio vanno le condoglianze di tutta la redazione di ViViCentro.it.

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Sequestrati beni per circa 500 mila euro a mafioso

Sequestrati rapporti bancari e beni immobili dalla Polizia di Stato di Palermo ad un soggetto in affari per conto di Cosa nostra

Sequestrati beni per circa 500 mila euro a mafioso

La Polizia di Stato di Palermo ha dato esecuzione al provvedimento del Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, con il quale, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Palermo e del Questore di Palermo, è stato disposto nei confronti di GIUSTINIANI Nicolò, nato a Palermo il 20.02.1981. sequestrati rapporti bancari e una villa ubicata nel comune di Ficarazzi, per un valore complessivo stimato di circa 500.000 euro.

Ha eseguito formalmente il provvedimento personale dell’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo.

LE INDAGINI

La figura del GIUSTINIANI Nicolò emerge in qualità di soggetto caratterizzato da una spiccata pericolosità sociale qualificata, in quanto gravemente indiziato di appartenere all’associazione di tipo mafioso denominata “cosa nostra”, per conto della quale ha promosso, organizzato e coordinato illecite attività nel settore degli stupefacenti nel territorio di Brancaccio, oltre ad avere messo a disposizione del sodalizio criminale un proprio immobile, nonché i suoi mezzi di trasporto, al fine di consentire ai vertici del mandamento di riunirsi per poter organizzare l’attività illecita della cosca.

La sua pericolosità sociale è emersa, in particolare, dalle recenti attività di indagine della Squadra Mobile di Palermo, coordinate dalla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Palermo – D.D.A., nell’ambito delle operazioni cc.dd. “Maredolce 2” e “Sperone”, confluite rispettivamente nelle ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse in data 26.06.2019 e 21.11.2019.

In tali indagini è stato rilevato come, sfruttando la propria posizione all’interno del sodalizio mafioso, GIUSTINIANI abbia potuto accumulare ingenti risorse economiche derivanti dalla gestione della piazza di spaccio, successivamente reinvestite per l’acquisto di beni mobili ed immobili.

Traendo spunto da tali emergenze investigative, nel 2020, la locale Divisione Anticrimine ha condotto indagini patrimoniali nei confronti del predetto e del suo nucleo familiare convivente, che hanno consentito di accertare una sproporzione economica tra gli acquisti mobiliari ed immobiliari effettuati ed i redditi percepiti a conferma dell’utilizzo di risorse finanziarie di natura illecita.

In particolare, nel corso delle indagini si è rilevato come l’acquisto e la ristrutturazione della villa, oggetto di sequestro con l’odierno provvedimento, riconducibile al GIUSTINIANI Nicolò ma formalmente intestata ai genitori, risultassero incompatibili con i redditi dichiarati, la cui entità si è dimostrata addirittura insufficiente a garantire anche il solo sostentamento familiare.

NOTA

L’odierno provvedimento assume, altresì, un’importante valenza poiché, grazie all’attività congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Palermo, entrambi titolari del potere di proposta dell’applicazione di misure di prevenzione, si mira a restituire alla comunità i beni illecitamente accumulati da “cosa nostra”.

Adduso Sebastiano

Rapina ad un’anziana davanti l’ascensore di casa. In carcere palermitano

I CC della Stazione Palermo Crispi hanno arrestato in carcere un 39enne che rapinava ad un’anziana davanti l’ascensore di casa

Rapinava un’anziana davanti l’ascensore di casa. In carcere palermitano

I Carabinieri della Stazione Palermo Crispi hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Palermo nei confronti di G.g., 39enne palermitano già noto alle Forze dell’Ordine, perché accusato del reato di rapina aggravata nei confronti di un’anziana 85enne.

LE INDAGINI

Il 27 febbraio scorso la donna stava rientrando nella propria abitazione in via Nunzio Morello e, mentre aspettava l’ascensore al piano terra del palazzo, nel giro di una manciata di secondi l’uomo le si è avvicinato, ha scambiato con lei qualche parola, poi le ha bloccato la bocca con una mano, intimandole di non parlare, e le ha strappato via gli orecchini, dandosi alla fuga.

Il 39enne avrebbe approfittato dell’apertura del portone del condominio da parte dell’anziana per seguirla all’interno: l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza di una vicina agenzia funebre ha mostrato prima l’accostamento di un’autovettura di fronte al portone, da cui è poi sceso l’uomo successivamente riconosciuto dalla vittima come il rapinatore, e solo dopo mezzo minuto l’arrivo della donna, a piedi; tale circostanza ha fatto desumere che l’indagato conoscesse già l’indirizzo della vittima, e che l’avesse pedinata.

GLI INDIZI

Le aggravanti riconosciute sono state quindi la minorata difesa, e l’età della vittima (ultrasessantacinquenne), che è stata perfettamente in grado di riconoscere il rapinatore (il quale aveva tra l’altro agito con il volto semicoperto dalla mascherina anti-Covid) e di descriverne nel dettaglio perfino l’abbigliamento: le indagini, successivamente svolte anche attraverso l’analisi del profilo social del 39enne, hanno permesso ai Carabinieri di identificarlo con certezza.

La donna, in seguito alla rapina, ha riportato un’escoriazione ai lobi, dai quali il rapinatore aveva strappato via gli orecchini in oro: nonostante lo spavento, è riuscita a chiedere l’aiuto di una commerciante che ha subito chiamato i soccorsi.

L’ARRESTO

G.g., al quale è stata contestata anche la recidiva reiterata e specifica, si trova ora ristretto presso la casa circondariale “Lorusso-Pagliarelli” di Palermo.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

29enne vessa e minaccia i genitori. Ai domiciliari presso altra abitazione

La Polizia di Stato di Messina ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un 29enne responsabile di maltrattamenti in famiglia

Nella giornata di ieri, i poliziotti delle Volanti di Messina hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale della città dello Stretto, nei confronti di un 29enne messinese resosi responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia.

Vittime i genitori, ai quali non ha risparmiato vessazioni fisiche e morali con insulti offensivi e minacce di morte, aggredendoli altresì attraverso gesti d’ira concretizzatisi in danneggiamenti ad arredi e suppellettili, senza motivo o al fine di ottenere la dazione di somme di denaro per acquistare sostanze stupefacenti.

I ripetuti atti di violenza e minaccia del reo hanno costretto le vittime a vivere in uno stato di ansia, di paura e timore per la loro incolumità.

Il lavoro d’indagine svolto dai poliziotti, coordinati dall’Autorità Giudiziaria, ha permesso di delineare le condotte delittuose e di emettere la misura cautelare.

L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso altro domicilio.

Adduso Sebastiano

Consigli di Lettura: “Non avrò scampo” di Vito Ferrone

“Non avrò scampo – La seconda indagine dell’ispettrice de Asmundiis” è l’ultimo romanzo di Vito Ferrone edito da Apeiron, un Giallo avvincente di 270 pagine.

Consigli di Lettura: “Non avrò scampo” di Vito Ferrone

Il Professor Vito Ferrone è un Lucano d’origine, Napoletano di adozione. Laureato in Ingegneria Chimica. Abilitato alla professione di Ingegnere. E’ ordinario di Chimica e Tecnologie chimiche presso l’I.T.I.S. “Elena di Savoia” di Napoli. Ha al suo attivo esperienze di lavoro nel campo della ricerca applicata, della formazione e della sicurezza industriale.

Ha pubblicato negli anni: Nucleo centrale, Arduino Sacco Editore; Immobilità centrale, Youcanprint self publishing; Relatività centrale, Arduino Sacco Editore; Assenza centrale, Youcanprint self publishing; Napoli è centrale, Youcanprint self publishing; Centrale, Youcanprint self publishing; Aveva ancora i capelli bagnati, Robin edizioni.

La protagonista del suo romanzo è Camilla de Asmundiis, appena tornata nel suo commissariato e immediatamente si trova alle prese con un omicidio: un fisico nucleare morto ammazzato nella sua auto. Non è il classico delitto di camorra: questa l’unica certezza della decisa e caparbia sbirra. Per il resto, amori, tradimenti, fisica medica e farmaci ad alta selettività.

Questo libro non lo troverete in “prima fila” sugli scaffali delle librerie, il Prof. Ferrone scrive per amore della scrittura e della divulgazione -non ha alle spalle una “corazzata” potente come “gli scrittori del momento”, per questo vale la pena e il tempo andare alla ricerca del libro, magari partendo proprio dalla prima indagine di Camilla dal titolo “Aveva ancora i capelli bagnati”.

Camilla non è una protagonista come quelle raccontate nelle fiction ultimamente trasmesse, non ha bisogno di indossare un tacco 12 per “esprimere la propria femminilità”; è una donna credibile, fatta di carne, ossa, muscoli e sangue, capace di esprimere tutte le emozioni proprie dell’essere umano femminile.

Che un personaggio del genere sia stato creato e raccontato proprio da un uomo fa capire come “per fortuna” non siamo stati del tutto “accecati” dai modelli e i canoni estetici che il mercato ci impone.

L’Intervista all’Autore 
  • La protagonista del suo romanzo è Camilla de Asmundiis, “Uno sbirro con il coraggio, la determinazione e la cazzimma degli sbirri, in più con la sua sensibilità di donna che mette al servizio di chi è stato offeso, derubato, abusato, ammazzato” . Camilla però non è una ragazza qualunque:” viene dalla più alta e facoltosa borghesia napoletana con evidenti quarti di nobiltà. Una per la quale la vita, e il lavoro che si è scelto, sono carne e sangue”. Nel suo libro ad un passaggio riporta anche quello che i suoi colleghi di lavoro ritengono che sia un suo tratto distintivo “un culo imperiale”: non trova di aver giocato facile? Insomma è una protagonista perfetta per l’immaginario maschile e che non dispiace nemmeno al pubblico femminile, dato che racchiude tutte belle qualità (carattere- personalità- fisicità)?

Il punto, io credo, sia la credibilità. Da quando ho cominciato a scrivere, più di dieci anni fa ormai, il mio cruccio costante, e ansiogeno, è stato essere credibile. Costruire storie e personaggi credibili. Lo so in fondo sono solo dei romanzi, come dico spesso parafrasando Hemingway. Però… Però c’è il rispetto, ci deve stare altrimenti tutto crolla, per i lettori o, se vuole, per il lettore. E allora, pur nella sostanziale finzione, perché da sempre la realtà supera qualunque immaginario, anche quello meglio costruito, è, a mio modesto avviso, decisivo fare i conti con il reale e la realtà. Vissuta, sperimentata, raccontata, pensata, ipotizzata, osservata, ricordata. Tranne uno ― ma anche lì giocavo in casa: ero con il mio personaggio nel paese natio in Lucania ― tutti i miei libri sono ambientati a Napoli. Mi è più semplice scrivere senza perdere di vista il lettore o i potenziali lettori. Non necessariamente soltanto napoletani. Si fidi non è facile, affatto, essere credibili. Devi scrivere di ciò che sai, che conosci a fondo, che sai analizzare e sviluppare, generalizzare, per così dire, perché non resti confinato in un’unica realtà. Mi permetta un esempio, non particolarmente acuto nella sua semplicità, ma che probabilmente spiega: non bastano tutti gli ingredienti, quelli giusti, per fare uno spaghetto a vongole. Di qualità.

  • Il libro parte immediatamente con il caso con cui si confronterà la protagonista, i dialoghi sono incalzanti fin dal primo momento, non ci sono tempi morti: lo ha scritto immaginando già una versione cinematografica?

No. Ho smesso sinceramente di sognare un mio successo come scrittore. Tale, oltretutto, da pensare a una versione cinematografica? Proprio no. All’inizio avevo qualche velleità, adesso scrivo per me stesso e per quelle poche persone che con simpatia, affetto e anche curiosità, mi leggono. Ho scritto sempre così, sfruttando quello che un amico caro ha dichiarato essere un mio talento. Secondo lui, e non è ipocrita modestia la mia ― voglio dire che non sono io a dovermi giudicare ma altri. Se fossi un letterato ripeterei con Pablo Neruda che il libro una volta dato alle stampe non è più di chi lo scrive ma di chi lo legge ― secondo lui, dicevo, sono molto bravo nel costruire i dialoghi. E poi mi aiutano nell’essere veloce, nel mantenere il ritmo alto, direi serrato. Io odio quei polpettoni lenti, come pure quei personaggi talmente complessi da diventare complicati, e per me incomprensibili. Come, ancora, non amo quei romanzi che hanno un inizio lento, magari in un passato più o meno oscuro, che poi è sempre lo stesso: la vendetta, e che si sviluppano in un presente dagli orizzonti blandi e incerti. Ho fatto mia, quasi un mantra, una frase, credo, ma non vorrei sbagliarmi, nel caso chiedo scusa, di Corrado Augias, che recitava: “Le prime quarantotto ore sono quelle decisive”.

  • Ha dichiarato di essere convinto che “le terapie con gli acceleratori hanno un potenziale che i farmaci non hanno. Il futuro è, quindi, nelle particelle pesanti, gli adroni. Più efficaci e precisi, tant’è che hanno risolto uno dei problemi più angosciosi nella guerra al cancro: la distruzione di cellule sane oltre a quelle tumorali”. Quanti investimenti sarebbero necessari, secondo Lei per approfondire queste ricerche e far sì poi, che a beneficiarne possano esserne il più ampio numero di persone?

È una domanda realmente difficile. Meriterebbe una risposta lunga e articolata. Comincio con una precisazione che non solo è doverosa ma è anche giusta. Tutto ciò che concorre ad allievare il dolore e, soprattutto mi permetto dire, a sconfiggere queste patologie, quelle tumorali, così invasive e devastanti va non bene, va benissimo. Tutte le terapie farmacologiche o strumentali, devono essere, nel rispetto della loro specificità e selettività, poste in essere. E quelle più efficaci, senza troppi, anzi senza nessun intralcio di natura burocratica. Quando sono venuto a conoscenza dei L. E. A. (Livelli Essenziali di Assistenza) ho immaginato un possibile scenario dove non l’efficacia e l’efficienza delle terapie ma inconfessabili interessi economici avrebbero potuto scatenare una “guerra” a danno del malato, dei malati, e della stessa ricerca scientifica. Non ho nessuna prova e nemmeno un indizio di tutto questo. Le uniche cose certe sono la scoperta dell’hub clandestino dei farmaci, una notizia di qualche tempo fa ritrovabile su più di un sito, e il rigoroso, e faticoso, studio per raccontare in maniera semplice e comprensibili aspetti tecnici e, prima ancora, scientifici da togliere il sonno. Se non altro a me. In quanto ai costi, un dato verificato è il costo del sincrotrone, per cui, suppongo possiamo parlare di un miliardo di euro, come ordine di grandezza, a volere interessare con queste macchine tutto il territorio nazionale. C’è possibilità che i costi scendano? Non saprei. Tempo addietro, un carissimo amico, un fisico nucleare parecchio bravo, mi disse che forse qualcosa si poteva fare per ridurre l’ingombro e, quindi, i costi degli acceleratori non lineari. Ho usato questa informazione per dare sugo e spessore al libro. Ovviamente come possibilità, perché così mi era stata presentata. Il famoso rispetto, insomma. Non so, se lo studio delle equazioni abbia effettivamente portato a qualche praticabile conclusione oppure a un nulla di fatto. In questo caso, temporaneo spero. Perché con la Scienza una strada interrotta, a un certo punto, viene ripresa e la soluzione che sembrava impossibile, finalmente è a portata di mano. Accade proprio così.

  • Da Professore ha dichiarato che secondo Lei la Fisica è Scienza: guardando ai programmi scolastici, non è una materia studiata da tutti, che libro consiglierebbe a chi ha passato l’età della scuola e adesso con la lettura del suo giallo, vorrebbe iniziare a capirci un po’ più di fisica? (sia chiaro, non che si pretenda di diventare esperti, ma per poter essere un po’ meno ignoranti in materia).

“L’evoluzione della Fisica” di Albert Einstein e Leopold Infeld. Bollati Boringhieri.

  • Cosa della Fisica la affascina di più? Come è cambiato nel tempo il suo modo di insegnare?

L’intelligenza. Come “adeguatio rei et intellectus”.

Il mio modo di insegnare? Non lo so di preciso. Dovrebbero dirlo i miei studenti. Io posso dire questo: ho cercato sempre di mettermi in gioco e di interessarmi a loro e al loro futuro. Non sempre ci sono riuscito.

  • Qual è l’insegnamento più importante (anche più di uno) che la Fisica Le ha ispirato?

Di non parlare a vanvera. O per sentito dire o, peggio, senza sapere quello che si dice. Che pare un costume ben radicato di questi tempi. Con la Fisica non c’è trucco e non c’è inganno. Bensì la contestualizzazione, intelligente, onesta e puntuale, di un problema, di un aspetto preciso, in molti casi decisivo della realtà e, contemporaneamente, l’umiltà di aspettare che la realtà stessa ti dia, o meno, ragione. Senza preclusioni ideologiche, di razza o, meno che mai, culturali.

La più grande teoria scientifica che un uomo solo, Albert Einstein, abbia mai elaborato, la teoria della Relatività Generale, che ha rivoluzionato il nostro modo di concepire l’Universo, è stata confermata, validata mi viene da dire, da un fisico inglese, Artur Eddington. Einstein era tedesco, sebbene naturalizzato svizzero. E tutto questo alla fine di una delle più terribili guerre, la prima Guerra Mondiale, durante la quale, migliaia e migliaia di giovani inglesi ― tra cui l’intero reggimento degli studenti di Cambridge, l’università di Eddington ― vennero gasati. E viceversa. Anche gli inglesi gasarono i giovani tedeschi, ovviamente. Eddington trova la prova sperimentale che la massa incurva lo spazio, cioè la prova della validità scientifica del lavoro di Einstein.

Secondo me è un episodio che andrebbe meditato. A lungo.

  • Qual è l’errore peggiore che uno studente di Fisica non deve fare?

Pensare di avere tutte le riposte. Non le ha.

  • Nel suo romanzo dice di aver “giocato” nell’ideare una protagonista femminile -eppure sembra di aver giocato seriamente – come mai però l’ha circondata prevalentemente di personaggi maschili? E’ difficile per un uomo raccontare l’amicizia tra donne?

Per la verità, nel primo libro che ha come protagonista Maria Camilla, dal titolo “Aveva ancora i capelli bagnati” il rapporto della bella, allora, ispettrice con le sue amiche di sempre è molto presente. E addirittura aiuta Camilla a fiutare la pista giusta, per risolvere un caso che è sufficientemente incasinato. Poi è cambiato tutto. Leggendo si capirà il perché. Inoltre, chi fa editing tende a imporsi su alcuni aspetti senza che l’autore abbia molte possibilità di ribellarsi. Avevo scritto di Maria Camilla e delle sue amiche al liceo, pagine cassate senza pietà. In nome della leggibilità. Boh.

  • Dal Suo punto di vista, è possibile l’amicizia tra uomo e donna?

Sì. E sono le migliori.

  • Qual è secondo Lei il discrimine tra Amicizia e Amore?

Se penso alla domanda successiva, prima di cercare di rispondere, dovrei dirle non lo so più. Ma riprendo le parole della vice de Asmundiis, sperando che in questa fluidità strutturata abbiano ancora un senso: “Con chi ami, scopi. Con chi vuoi bene, no”.

  • Le nuove generazioni sembrano abbracciare con più facilità l’idea di gender fluid e amicizie che includono anche il rapporto sessuale – non che prima non ci fosse, ma oggi pare che tutto questo sia più facilmente “sdoganato”- Le che ne pensa a riguardo?

Che se gender fluid significa, e non lo so, una sorta di confusa melassa di ciò che sei, cioè un progetto culturale e non persone, allora è un errore. C’è diversità e ricchezza nella diversità e un riconoscimento reale e fecondo della diversità se c’è un’identità. Consapevole.

  • La Fisica era conosciuta anche come la Regina delle Scienze, originariamente branca della Filosofia, fino al XVIII secolo era definita come “Filosofia Naturale”: qual è la sua Filosofia di Vita? E’ cambiata molto negli anni? Specialmente da quando oltre che Professore si è dedicato anche alla Scrittura?

La mia filosofia di vita? Il senso del dovere e la dignità del lavoro. Il rispetto dell’altro, chiunque esso sia. L’umiltà di imparare. L’importanza del tempo. Non perdere tempo. Che non significa che uno non si debba divertire, rilassarsi, cazzeggiare o altro. Ma dare un senso al tempo, vivendolo. E vivendolo bene. Uno dei suggerimenti dello scrivere, quello per me più importante, è stato di non perdere tempo. Ne avevo perso stupidamente già tanto nella mia vita. Che è un soffio, poco più di un soffio. La morte arriva presto. E qui il grande mio dilemma, forse per tutti è così, ma è di me che lei vuole sapere. Un dilemma irrisolvibile. Quanto mi piacerebbe potesse essere vero quello che dicono i preti, la Chiesa. La vittoria sul tempo. Non vedo mio padre da quarantanove anni. Non sarebbe male rivederlo e parlare con lui.

  • Ha scelto Napoli per ambientare la sua storia: cosa ha di “speciale” secondo Lei rispetto a tutte le altre città?

“Napoli avrà molti difetti, ma non inganna mai”. Non sono parole mie, ma di uno storico intelligente e bravo, Paolo Macry. Sono, però, parole che condivido e che dicono bene delle mie emozioni per una città che è diventata la mia città. Che non puoi non amare, e odiare. Proprio perché la ami. Troppo, si capisce.

  • Lei è Napoletano di adozione: c’è secondo Lei, qualcosa che noi napoletani non abbiamo capito di Napoli?

Che bisogna difenderla. Soprattutto dagli stessi napoletani. Almeno da alcuni, o anche da molti, di loro.

  • Lei è un Professore che tiene molto alla divulgazione: dal Suo punto di vista cosa si può fare per combattere la dispersione scolastica?

Abbiamo bisogno di una scuola che sappia accogliere, e motivare. Che segua il cammino di tutti e di ciascuno, accompagnandolo nel rispetto delle peculiarità e dei talenti personali. Senza dimenticare il contesto e, laddove utile o necessario, intervenire, con progetti di socializzazione concreti che coinvolgano tutti i soggetti sul e del territorio.

  • In questi tempi, si è parlato molto dei pochissimi finanziamenti investiti nella ricerca scientifica: nel campo della Fisica, quali progetti, oltre quelli da Lei citati nel libro, meriterebbero attenzione?

Tutti quelli che riguardano lo sviluppo di energie alternative. La combustione come fonte primaria e quasi totalizzante di produzione di energia pone problemi seri per l’ambiente. Averne cura con professionalità e competenza è, ormai, non più rinviabile.

  • Cosa si può fare, per sensibilizzare la Cittadinanza rispetto all’importanza di finanziare la ricerca? Sembra che ce ne interessiamo solo in caso di crisi, quando ci troviamo faccia a faccia con il rischio di morire.

Non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire. Non passa giorno, ora o minuto mi viene da dire, che da qualche parte, in televisione, per radio o sui social in senso lato intesi, non venga ricordata qualche patologia particolare o rara che può essere sconfitta con la ricerca scientifica. Come pure l’importanza delle nuove tecnologie per il mezzo di trasporto più amato dagli italiani, l’auto. Chi vuole, può.

  • Cosa ha provato quando ha terminato di scrivere il libro? Pensa che sia stato solo un punto “di pausa” perché immagina già un nuovo caso?

Quando il lavoro è terminato ti senti come svuotato. Di norma, è così. Non vorrei fare paragoni irriguardosi, ma Simenon si sottoponeva ad una accurata visita medica prima di cominciare a scrivere un nuovo romanzo. Aveva necessità di stare e di sentirsi bene in previsione dello sforzo “anche fisico” dello scrivere. E sempre a proposito di inarrivabili, Hemingway festeggiava alla grande, quando aveva finito di scrivere un libro. Con caviale e champagne Krug. Pare sia il migliore o, certamente, fra i migliori. Insomma, devi recuperare. Di norma. Questa volta non è andata così. Ho già scritto un altro romanzo, il cui protagonista è il commissario Arcangelo Lombino. È già nelle mani dell’editing. Ho, pertanto, cominciato il terzo con Maria Camilla protagonista. Penso che per la puntuta vice sarà l’ultimo, perché lei tiene un conto in sospeso e lo dovrà pagare. In quanto al commissario, con il quale ho iniziato il mestiere dello scrivere, con un libro dal titolo tautologico “Nucleo centrale”, credo che ne scriverò un ultimo dove Lombino diventa questore. Mi sembra giusto. È bravo, preparato, intelligente. Uno sbirro di qualità, perché non lo devo promuovere? Così magari mettiamo per una volta fine alla boutade che i commissari nascono commissari, e va bene, ma nonostante siano capaci e sempre più intelligenti e furbi dei loro superiori, restano commissari, per l’eternità. E questo va meno bene.

  • Per favore, un Suo messaggio agli Studenti che vivono la DAD in questo periodo storico e anche ai loro genitori.

Di avere pazienza e di fidarsi. Noi prof, almeno quelli degni di tale nome, ci stiamo impegnando con dedizione per non lasciare soli né loro né le loro famiglie e per portare avanti un programma di studi, che pur tra mille difficoltà, possa far raggiungere loro quantomeno gli obiettivi minimi di una preparazione seria. Aggiungo che io sono il primo ad essere contrario alla DaD, perché lavoro di più e mi esaurisco parecchio.

  • Per favore, un Suo messaggio ai lettori di Vivicentro.it, sia Fisici che non!

Leggete con passione, attenzione e continuità. È il migliore dei viaggi, e si impara tanto. Se vi va, leggete anche qualcuno dei miei libri.

Ringraziamo ancora il Prof. Ferrone, per aver condiviso, con le sue riflessioni, ben più di una semplice intervista.

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Napoli, testa alla Roma. Osimhen favorito su Mertens

Napoli, testa alla Roma. Osimhen favorito su Mertens

 

Il nigeriano tornerebbe titolare dopo le due panchine contro il Bologna e il Milan

 

Manca sempre meno alla super sfida di domenica sera tra Roma e Napoli. Match valido in particolare per il quarto posto che sia Fonseca che Gattuso si giocano contro l’Atalanta di Gasperini. Solo una di queste tre alla fine potrà raggiungere quella quarta casella che vorrebbe dire Champions League.

 

Crederci? Assolutamente sì

Gli azzurri si apprestano alla sfida dell’Olimpico con tanta voglia di voler far bene e continuare a vedere quanto ben fatto a Milano, nella sfida vinta contro i rossoneri per 1-0 grazie alla rete di Matteo Politano. Stessa cattiveria e voglia nel portare a casa un risultato fondamentale. La classifica per ora recita: Napoli quinto a meno due dall’Atalanta ma con una partita in meno, quella con la Juve, posticipata al prossimo sette di aprile alle 18:45. Vincere a Roma vorrebbe dire davvero far capire che forse, dopo un periodo ricco di difficoltà, il Napoli è  veramente tornato.

 

Le probabili scelte

Un vantaggio sicuramente per Rino Gattuso è il possibile ritorno del chucky Lozano, che anche oggi ha eseguito tutta la sessione di allenamento con la squadra. Stesso discorso anche per Kostas Manolas pronto a tornare ad affiancare Koulibaly che, secondo quanto riportato nell’edizione odierna di Tuttosport, nonostante la squalifica partirà titolare così come Diego Demme. In attacco nettamente favorito Victor Osimhen su Dries Mertens, non ancora al top della condizione. A tal proposito, ecco quanto riportato dalla testata giornalistica:

“Mancherà Di Lorenzo squalificato e al suo posto ci sarà Hysaj, poi Gattuso sceglierà di mettere in campo Koulibaly e Demme, nonostante siano diffidati. Probabilmente un giallo per entrambi a Roma non sarebbe una cattiva notizia: potrebbero azzerare il monte cartellini e saltare il Crotone per tornare nelle ultime dieci partite. Per quanto riguarda la prima punta, Osimhen dovrebbe partire avvantaggiato rispetto a Mertens, proprio per sfruttare lo strapotere agonistico”

Napoli: controlli sul territorio della Polizia, arresti e denunce

Nella giornata di ieri, gli agenti di Polizia hanno effettuato controlli sul territorio in particolare al Rione Traiano e a Porta Capuana.

Napoli: controlli sul territorio della Polizia, arresti e denunce

Napoli: Nella giornata di ieri, gli agenti di Polizia hanno effettuato controlli sul territorio in particolare al Rione Traiano e a Porta Capuana.

Rione Traiano: arrestati due spacciatori

Ieri sera gli agenti del Commissariato San Paolo, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Tertulliano un uomo che è uscito frettolosamente da uno stabile e si è allontanato a bordo di un’auto.

I poliziotti, insospettiti, sono entrati nel palazzo e, all’interno di un locale nel sottoscala dell’edificio, hanno sorpreso due giovani in possesso di un involucro con 7 grammi circa di cocaina, di due bilancini, di diverso materiale per il confezionamento delle dosi e di 260 euro.

S.O e L.N., napoletani di 22 e 18 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

 

 

Porta Capuana: controlli

Ieri gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, con il supporto dei Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania e di personale dell’Asia, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona di Porta Capuana.

Nel corso dell’attività sono state identificate 135 persone, di cui 84 con precedenti di polizia, controllati 68 veicoli e contestate 10 violazioni del Codice della Strada per mancata copertura assicurativa, guida senza patente e mancato uso delle cinture di sicurezza, e sanzionate 6 persone per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché trovate fuori dal proprio comune di residenza senza giustificato motivo.

Inoltre, i poliziotti hanno effettuato un controllo in Vico Lungo a Carbonara presso l’abitazione di una coppia ed hanno accertato, con il supporto di personale tecnico dell’ENEL, che il contatore era stato manomesso; Z.E., 44enne georgiano già sottoposto agli arresti domiciliari per furto, e I.M., 35enne georgiana con precedenti di polizia, sono stati denunciati per furto di energia elettrica.

Stanotte, infine, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in Vico I Casanova gli agenti hanno notato un uomo a bordo di un’auto in sosta e lo hanno controllato rinvenendo, occultati nel veicolo, un coltello a serramanico della lunghezza di 16,5 cm, un taglierino della lunghezza di 14 cm e una mazza di legno rivestita in gomma della lunghezza di 40 cm.

G.C., 38enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per possesso ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere e sanzionato per inottemperanza alle misure anti Covid-19 perché fuori dal proprio domicilio senza giustificato motivo.

 

 

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