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Juve Stabia – Sampdoria, Abate: Orgoglioso dei ragazzi. Ora inizia un nuovo campionato, saranno gare sporche

Il prato del Menti restituisce un verdetto che sa di occasione persa, un copione già visto che condanna la Juve Stabia a un pareggio amaro contro la Sampdoria. Il vantaggio firmato da Correia all’89° minuto sembrava aver finalmente spezzato l’incantesimo, ma la risposta di Di Pardo in pieno recupero ha gelato l’entusiasmo delle Vespe, confermando una tendenza pericolosa in questo finale di stagione. Nonostante i punti lasciati per strada, Mister Ignazio Abate si è presentato in sala stampa con un atteggiamento lucido e protettivo verso il suo gruppo, cercando di guardare oltre il risultato immediato per analizzare la crescita complessiva della squadra.

Un’analisi lucida tra rammarico e tattica

Il tecnico non ha nascosto l’amarezza che regna nello spogliatoio, sottolineando come la prestazione avrebbe meritato una sorte diversa. Abate ha evidenziato che “il morale è di ragazzi dispiaciuti, perché erano vicini ai 3 punti”, spiegando come la rete subita sia arrivata in un momento di totale confusione tattica tipico dei finali concitati. Secondo l’allenatore, la squadra ha subito gol in una fase in cui gli schemi saltano, nonostante la propria area fosse densamente popolata e i giocatori ben posizionati. La soddisfazione per la prova resta però alta, poiché la Juve Stabia ha dimostrato coraggio nel difendere e capacità nel creare, riempiendo l’area con molta più convinzione rispetto alle uscite precedenti.

Il miglioramento rispetto alla recente sfida contro l’Avellino è stato uno dei punti fermi dell’analisi di Abate. Il mister ha lodato la capacità dei suoi di “mordere in avanti coprendo la palla nel momento giusto”, sottolineando come nel secondo tempo la squadra sia stata capace di sfruttare meglio il campo aperto e di crossare con maggiore frequenza, manovra che ha poi portato al momentaneo vantaggio. In questo contesto, una nota di merito è andata a Gabrielloni, autore di una gara di grande sacrificio su un terreno sintetico non semplice, riuscendo a muoversi bene e a tenere botta fisicamente fino all’ultimo quarto d’ora della sua seconda partita ravvicinata.

La realtà di una neopromossa: budget e gioventù

Abate ha voluto riportare l’attenzione sulla dimensione reale del progetto Juve Stabia, invitando l’ambiente a non lasciarsi trascinare eccessivamente dai rimpianti per la classifica. Il tecnico ha ricordato che mancano dieci partite alla fine e che ora inizia una sorta di nuovo campionato dove ogni pallone peserà il doppio. “Non dobbiamo sempre sottolineare i punti persi”, ha ammonito il mister, aggiungendo con onestà che, pur essendo orgoglioso della posizione attuale, la squadra deve migliorare in alcuni aspetti poiché non era stata costruita per stare stabilmente ai vertici della classifica.

La difesa dell’operato della società e del gruppo è stata ferma: Abate ha ricordato che la Juve Stabia è una delle squadre più giovani del torneo, gestita con uno dei budget più bassi, e che certi limiti di esperienza sono fisiologici. Nonostante questo, i numeri della partita contro i blucerchiati parlano chiaro: “Vedere una Samp che in 95 minuti arriva solo 6 volte in area, per me resta qualcosa di importante e positivo”. Questo dato rafforza la convinzione che la strada intrapresa sia quella corretta, supportata da una città che sta rispondendo con calore vedendo l’attaccamento viscerale dei ragazzi alla maglia.

Verso il finale di stagione: un nuovo inizio

Guardando al futuro prossimo, l’obiettivo è chiaro: chiudere definitivamente il discorso salvezza e difendere con le unghie e con i denti il piazzamento attuale. Abate ha chiesto ai suoi di recuperare energie e infortuni, ma soprattutto di mantenere una mentalità positiva nonostante la sfortuna dell’ultimo periodo. Il tecnico ha chiuso il suo intervento citando il suo storico presidente (Berlusconi) con una massima che deve fungere da guida per lo sprint finale: “Nessun vincente ha mai vinto pensando di perdere”.

La rabbia per il pareggio subito allo scadere deve trasformarsi in benzina per le prossime sfide, perché nelle “sabbie mobili” della classifica ogni avversario lotterà disperatamente. Per Abate, il bicchiere resta mezzo pieno, convinto che il sudore e il sacrificio mostrati finora siano la garanzia migliore per affrontare le ultime battaglie. La strada è tracciata, e la Juve Stabia non ha intenzione di mollare proprio ora che il traguardo è in vista.

Elicottero precipitato a Benevento, un morto e un ferito grave

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Una persona è morta e un’altra è rimasta gravemente ferita questo pomeriggio in un incidente che ha coinvolto un elicottero ultraleggero. Il velivolo è precipitato a Benevento, in contrada Olivola, presso l’Aeroclub “Gabireli”. A bordo dell’elicottero, secondo quanto si apprende, erano presenti due persone. Il pilota del velivolo è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Pio di Benevento, mentre una seconda persona è deceduta sul colpo nel terribile schianto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, che ha trasferito il ferito in ospedale, mentre gli agenti della Polizia Scientifica stanno effettuando i primi accertamenti e i rilievi del caso. Al momento non si conoscono le cause del grave incidente, ma molto probabilmente si tratta di un guasto tecnico.

Fonte AdnKronos

morto anche il pilota 68enne

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E’ morto nella notte Venanzio Rapolla, 68 anni, colonnello dell’Aeronautica in pensione, che era alla guida dell’elicottero ultraleggero precipitato a Benevento due giorni fa. Era rimasto gravemente ferito. Insieme a lui viaggiava l’imprenditore Pasquale Esposito, 76 anni di Airola, morto sul colpo. Venanzio Rapolla era il presidente dell’Aeroclub di Benevento, esperto pilota ed istruttore con oltre 10mila ore di volo. Rimasto gravemente ferito, dopo il ricovero all’ospedale San Pio di Benevento, era stato trasferito in condizioni disperate al Cardarelli di Napoli, dove è deceduto nella notte. Sul grave incidente, la Procura di Benevento ha aperto un’inchiesta, anche se l’ipotesi più accreditata sembra portare ad un guasto tecnico del velivolo.

Fonte AdnKronos

Capodimonte, San Francesco di Colantonio rientra dopo restauro

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Il rientro dopo il restauro del ‘San Francesco che consegna la regola agli ordini francescani’ (1444 – 1450) di Colantonio, apre simbolicamente le iniziative che il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli nel 2026 dedica agli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia la cui iconografia è presente in molte opere delle collezioni.

“La domenica ad ingresso gratuito del 1 febbraio potrà essere quindi l’occasione per i visitatori di ammirare nel rinnovato splendore la tavola del pittore napoletano protagonista del Rinascimento meridionale ma anche il nuovo allestimento di dipinti e sculture delle collezioni settecentesca, a lungo non visibili”, invita il direttore di Capodimonte Eike Schmidt. Al secondo piano in sala 61 (in dialogo con la sala 62 detta dei Capolavori, da Caravaggio a Parmigianino a Warhol) esposte opere di Francesco Solimena (Enea e Didone), Francesco De Mura (‘Imeneo che toglie il velo alla Pudicizia’), Giuseppe Sanmartino (‘Lotta di amorini’) e Sebastiano Ricci (‘Assunzione della Maddalena’).

Capodimonte riunisce così nella sala 67 del secondo piano, tutta dedicata a Colantonio, le opere del polittico della Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli, il più antico luogo francescano della città. L’imponente pala (probabilmente commissionata da Alfonso il Magnanimo e originariamente posta nella tribuna centrale) era infatti composta dal ‘San Girolamo nel suo studio’ (al quale era intitolato l’altare) e dal San Francesco, (150×185 cm, restaurato nell’ambito del programma Restituzioni di Intesa San Paolo) circondati da dieci ‘beatini francescani’ di cui due, Morico e Leone, sono entrati recentemente nelle collezioni di Capodimonte grazie ad un acquisto del Mic – Direzione generale architettura, belle arti e paesaggio. Al loro arrivo nel dicembre del 2024 il San Francesco non era nelle sale espositive ma nei laboratori del Museo di Capodimonte per restauro. Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa), maestro di Antonello da Messina, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, che aveva forse conosciuto i grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza. I dipinti del grande retablo a due livelli per San Lorenzo impegnarono a lungo Colantonio.

Con lo smembramento del polittico intorno al 1639, il dipinto di San Girolamo venne trasferito nella sacrestia di San Lorenzo mentre il San Francesco fu utilizzato come pala d’altare per il barocco Cappellone, nel transetto destro della chiesa. Nel periodo napoleonico, con la soppressione degli ordini monastici, il San Girolamo fu musealizzato (1808), raggiunto solo nel 1922 dal San Francesco, inventariato nel 1930 nelle collezioni dell’allora Museo Nazionale, poi entrambi trasferiti a Capodimonte nel 1957. Le piccole tavole con i beati francescani avevano preso intanto la via del collezionismo. Le restanti otto identificate dagli studiosi sono infatti oggi proprietà di privati in Italia e Usa.

San Francesco 800 a Capodimonte – In occasione delle celebrazioni 2026 per gli 800 anni dalla morte di San Francesco con il ripristino della festività nazionale del 4 ottobre, il Museo e Real Bosco di Capodimonte attiverà dal prossimo autunno visite guidate tematiche e inclusive all’interno di percorsi nelle sue collezioni comprendenti opere di Colantonio, Battistello Caracciolo, Nicolò di Tommaso, Mazzola Bedoli, Rodriguez e molti altri. Non mancherà il racconto, attraverso celebri dipinti, di personaggi storici come il frate e matematico Luca Paciolli (Jacopo De Barbari) e Ludovico di Tolosa (Simone Martini) che rinunciò al regno angioino divenendo Santo.

Fonte AdnKronos

Bimbo morto dopo trapianto a Napoli, l’esposto della famiglia e la lettera del Monaldi: le ultime news

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Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, annuncia di aver presentato un esposto “ai consigli dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Benevento solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti“. “Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente” aggiunge il legale nel giorno dei funerali del bambino.

L’avvocato: “Valutare lesioni da cuore durante l’espianto”

“Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico e poi erano un po’ ambigue le dichiarazioni rese dagli austriaci in merito” aggiunte il legale. “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne, ma questo lo diranno gli anatomopatologi che con tanta forza la difesa ieri ha cercato e ottenuto di far nominare all’interno del collegio di parte in quanto la difesa degli indagati ha cercato di estromettere il dottor Iacobelli dall’alveo del collegio difensivo”. “Ci ha pensato però lo stesso medico legale del gip. Dopo che il gip aveva rigettato la nomina da parte della difesa di Iacobelli è stato lui stesso a chiedere in udienza l’ausilio di un anatomopatologo e quindi darci la possibilità di nominare anche noi un anatomopatologo. Gli esami degli anatomopatologi saranno fondamentali all’interno di questo incidente probatorio, perché loro vanno studiare al microscopio le lesioni sui tessuti dovute ai traumi”.

La lettera dello staff del Monaldi

E’ stato lo stesso avvocato della famiglia a leggere una lettera, datata 27 gennaio, firmata dal personale infermieristico, Oss e tecnico della sala operatoria e diretta a tutti i vertici dell’Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce il Monaldi di Napoli, a partire dalla direttrice generale, Anna Iervolino, per “sottoporre una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori, nonché la sicurezza dell’assistenza, erogata ai pazienti”. Nella lettera i professionisti del Monaldi “palesano la situazione, creata dal dottor Oppido”, dice il legale, citando brani della missiva, in cui “si parla di una ‘sfiducia reciproca: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, Oss e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il dottor Guido Oppido. Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe'”.

“Il personale segnala comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal Dott. Guido Oppido, tra cui urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, atteggiamenti intimidatori tali da inibire la comunicazione in équipe, reazioni ostili e aggressive anche in contesti formali di confronto (come avvenuto, ad esempio, durante l’incontro del 24 novembre 2025), mancato ascolto e considerazione”, prosegue la lettera. “Tali comportamenti avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all’interno dell’équipe multiprofessionale – concludono nella lettera – . Gli effetti sul personale sono significativi: si osservano ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione durante le attività correlati a pressione emotiva, stress e diffuso stato di burnout. L’intera équipe ha considerato, in maniera congiunta, la possibilità di trasferimento”.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Sampdoria: 1-1 (89′ Correia, 93′ Di Pardo)

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Buonasera amici ed amiche appassionati di calcio, l‘entusiasmo allo stadio Romeo Menti è già alle stelle, prepariamoci dunque a vivere insieme la diretta testuale di Juve Stabia – Sampdoria, sfida clou della giornata n.28 (nona di ritorno) del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Il contesto del match

Sotto le luci del Menti, dove l’erba sintetica e il calore dei tifosi rendono ogni partita una battaglia di nervi e polmoni, si incrociano due percorsi diametralmente opposti.

  • Le Vespe di Ignazio Abate: La Juve Stabia sta volando alto. Settima in classifica con 39 punti, la squadra gialloblù sogna i playoff e vuole vendicare la sconfitta di misura (1-0) subita a Marassi nel girone d’andata a causa di un rigore contestatissimo. Pungere e chiudersi: questa sarà la missione dei padroni di casa che sono alle prese ancora con un’infermeria piena di calciatori e che limiterà il mister nelle scelte iniziali e nelle rotazioni nell’arco dei 90 minuti.

  • I Blucerchiati di Gregucci: Per la Sampdoria è una stagione di sofferenza e ricostruzione. Ferma a 29 punti e invischiata nella zona calda della classifica (distante ora solo 2 punti), la squadra ligure arriva a Castellammare con l’obbligo di fare punti per allontanare lo spettro dei playout e onorare una maglia che, in questa categoria, pesa sempre più delle altre.

Cosa aspettarsi

Il turno infrasettimanale aggiunge quel pizzico di imprevedibilità tipico della “Serie B delle meraviglie”: rotazioni tattiche, stanchezza che affiora e punti che, a questo punto della stagione, valgono il doppio. Il direttore di gara sarà il signor Collu di Cagliari, chiamato a gestire un match che si preannuncia elettrico dal primo al novantesimo.

Restate sintonizzati: tra poco le formazioni ufficiali e il racconto azione dopo azione di questa notte di grande calcio.

TABELLINO

Juve Stabia (3-5-2): Boer; Diakitè, Giorgini, Dalle Mura; Carissoni, Correia, Leone, Mosti (59′ Maistro) Cacciamani; Gabrielloni (78′ Okoro), Burnete (59′ Pierobon).

A disposizione: Signorini, Vetrò, Ricciardi, Kassama, Mannini, Ciammaglichella, Torrasi, Dos Santos.

All.: Ignazio Abate.

Sampdoria (3-4-2-1): Martinelli; Palma, Abildgaard, Viti (90′ Soleri); Di Pardo, Conti (90′ Barak), Esposito (76′ Ricci), Giordano (64′ Cicconi); Begic, Cherubini (90′ Pafundi); Brunori.

A disposizione: Ghidotti, Coucke, Riccio, Depaoli, Ferrari, Casalino.

All.: Salvatore Foti

Direttore di gara: Sig. Giuseppe Collu della sezione AIA di Cagliari

1° Assistente Sig. Vito MASTRODONATO della sezione AIA di Molfetta

2° Assistente Sig. Marco EMMANUELE della sezione AIA di Pisa

Quarto uomo Sig. Andrea CALZAVARA della sezione AIA di Varese

VAR Sig. Daniele PATERNA della sezione AIA di Teramo

AVAR  Sig. Daniele RUTELLA della sezione AIA di Enna

Marcatori: 89′ Correia, 93′ Di Pardo

Angoli: 9 – 3

Ammoniti: 58′ Martinelli (S)

Espulsi: 86′ Lovisa (JS)

Recupero: 2 min p.t. – 6 min s.t.

Note: Terreno in erba artificiale. Circa 60 i tifosi provenienti da Genova. Prima della partita consegnata una maglietta speciale a Leone per le 100 presenze in maglia gialloblù.

PRIMO TEMPO

13′ Sampdoria pericolosa: Punizione battuta da Salvatore Esposito, palla a Cherubini che gira di prima intenzione al centro dell’area e per poco non sorprende Boer sul secondo palo

38′ Juve Stabia pericolosa: Gabrielloni serve Mosti che la mette in mezzo con una magia, la palla deviata arriva a Carissoni che da ottima posizione ma pressato non riesce ad indirizzare la palla nello specchio della porta.

44′ Juve Stabia pericolosa: Gabrielloni recupera palla a centrocampo e si invola sulla trequarti, tiro dalla distanza che impegna Martinelli alla deviazione in angolo.

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero.

Il primo tempo finisce in parità con le due squadre apparse stanche per il turno infrasettimanale. Sampdoria che ha badato di più a controllare la Juve Stabia e soprattutto ha pensato a giocare dai primi minuti con il cronometro per far passare il tempo.

SECONDO TEMPO

47′ Bella azione della Juve Stabia: Cacciamani serve Burnete in area, scarico su Correia che da fuori calcia alto.

51′ Cross di Carissoni per Gabrielloni che di testa si avvita con la palla che esce di poco alto alla destra di Martinelli

58′ Ammonito Martinelli per perdita di tempo

59′ La Juve Stabia sostituisce Burnete con Pierobon e Mosti con Maistro

64′ La Sampdoria sostituisce Giordano con Cicconi

76′ La Sampdoria sostituisce Esposito con Ricci

78′ Nella Juve Stabia esce Gabrielloni ed entra Okoro

86′ Brutto episodio di antisportività da parte della Sampdoria: Conti resta a terra la Juve Stabia si ferma ma Brunori prende palla e se ne va in contropiede a questo punto interviene il direttore di gara che ferma tutto. Proteste in campo a farne le spese è Lovisa che viene espulso

89′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Carissoni dalla destra crossa per Correia che di testa infila Martinelli per la gioia del pubblico di casa.

90′ Nella Sampdoria entrano Barak, Pafundi e Soleri escono Conti, Cherubini e Viti

Il direttore di gara concede 6 minuti di recupero

93′ Pareggio della Sampdoria: Cross di Cicconi dalla sinistra, Cacciamani non riesce ad intervenire e Di Pardo di testa la deposita in rete.

Finisce con un pareggio amaro per la Juve Stabia che accarezza l’idea di portare a casa 3 punti ma poi deve arrendersi all’ennesima disattenzione difensiva in pieno recupero. Sono troppe le volte che viene buttato all’area un risultato quasi acquisito e con la difesa schierata.

Il Ritorno della Barchiglia: a Castellammare rinasce il dolce amato dai Re

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Ha la forma di una piccola imbarcazione, ma il suo carico è fatto di storia, zucchero e profumi mediterranei. A Castellammare di Stabia rinasce ufficialmente la ricetta della Barchiglia (o “Varchiglia”), un tesoro dell’arte dolciaria ottocentesca che sembrava destinato all’oblio e che oggi torna a deliziare i palati contemporanei.

L’attesa presentazione della prelibatezza si terrà oggi 4 Marzo 2026 ore 17:30 presso il ristorante “Francesco e co”, trasformando un pomeriggio di degustazione in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Un Connubio tra Storia e Creatività

La rinascita di questo dolce non è frutto del caso, ma dell’incontro tra due eccellenze del territorio:

  • Rosanna Fienga: Chef, scrittrice e anima di progetti solidali come la “Spesa sospesa” e i pacchi di “Chefmania”.

  • Giuseppe Plaitano: Storico e Presidente dell’Archivio Plaitano, istituzione riconosciuta dal Ministero della Cultura come scrigno di inestimabile valore.

Mentre Plaitano scavava tra antichi documenti e recuperava le storiche “formine” di metallo, la Chef Fienga ha messo la sua arte al servizio della memoria, restituendo sostanza e sapore a una ricetta che finora era rimasta chiusa nelle pieghe del passato.

Dalle Mani delle Monache alla Tavola di Ferdinando IV

La Barchiglia non era un dolce qualunque. Nel 1800 era apprezzata al pari delle celebri gallette di Castellammare. Di lei si trova traccia persino nelle lettere che Ferdinando IV scriveva alla sua seconda moglie, a testimonianza di quanto questo scrigno di pasta frolla fosse amato nei circoli aristocratici e reali.

Originariamente, erano le sapienti mani delle monache — dedite alla preghiera quanto alla cucina — a modellare queste “barchette”. Opere d’arte delicate e saporite che oggi, dopo una lunga assenza, tornano a essere servite come dessert d’eccellenza nella storica location stabiese.

Le Voci dei Protagonisti

Entusiasta la chef Rosanna Fienga, che vede nella cucina un potente volano di rinascita:

“La Storia, anche in cucina, ci ricorda che le tradizioni meritano accoglienza e attenzione. Con la Barchiglia ritroviamo i sapori di un tempo lontano che dovrebbero farci tornare a sperare nel rilancio culturale ed economico del nostro territorio.”

Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Plaitano, che sottolinea l’importanza di aver finalmente chiuso il cerchio:

“Fra documenti e antiche formine recuperate mancava solo il dolce… ed ecco che la nostra artista dei dolci ha ricreato la magia di un tempo antico in uno scrigno raffinato.”

Un Nuovo Futuro per un Gusto Antico

La Barchiglia si candida a diventare un nuovo simbolo della città delle acque, unendo la fragranza della frolla a un cuore morbido che profuma di mare e di tradizione. Un’iniziativa che dimostra come l’identità di un luogo passi inevitabilmente per la riscoperta delle sue eccellenze gastronomiche.

L’Arte del Sassofono incanta Roccarainola: Il Trionfo della Masterclass di Guerino Bellarosa

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Roccarainola si è tinta delle sfumature dorate del sassofono. Lo scorso 28 febbraio, la cornice storica del Museo Civico “Luigi D’Avanzo” ha ospitato un evento di altissimo profilo didattico e artistico: la Masterclass di Sassofono tenuta dal M° Guerino Bellarosa, concertista di fama internazionale e stimato docente nei Conservatori italiani.

L’iniziativa, che ha richiamato l’attenzione dei giovani talenti della regione, è stata promossa dall’Associazione Musiculturiamo, sotto l’attenta e appassionata direzione artistica del M° Luca Mozzillo.

Un Confronto a Tu per Tu con il Maestro

Non si è trattato della solita lezione collettiva, ma di un vero e proprio “corpo a corpo” musicale. Gli allievi effettivi selezionati — giunti da diverse province campane, inclusa una nutrita rappresentanza dalla città di Castellammare di Stabia — hanno avuto il privilegio di un confronto individuale di un’ora e mezza a testa.

In questo spazio dilatato, il Maestro Bellarosa ha saputo trasmettere:

  • Esperienza Mondiale: Il bagaglio tecnico di chi calca i palcoscenici internazionali.

  • Rigore Didattico: La precisione necessaria per dominare lo strumento di Adolphe Sax.

  • Ascolto Profondo: La capacità di “sentire” oltre la nota, cercando l’anima del suono.

Oltre la Tecnica: Valori e Convivialità

L’intensità dello studio non ha soffocato il lato umano dell’incontro. La giornata è stata scandita da momenti di passione e convivialità, trasformando l’impegno tecnico in una lezione di vita. La masterclass ha ribadito l’importanza di valori fondamentali per ogni musicista:

  1. Condivisione: La musica come linguaggio universale.

  2. Rispetto Reciproco: Il riconoscimento del percorso altrui.

  3. Valorizzazione delle Competenze: Far emergere l’unicità di ogni singolo esecutore.

Un Segnale per il Territorio

L’evento di Roccarainola è la prova tangibile che la Campania brulica di eccellenze musicali che attendono solo l’occasione giusta per brillare. Supportare lo studio degli strumenti a fiato, e del sassofono in particolare, significa investire nel capitale culturale della nostra regione.

La sinergia tra il Museo D’Avanzo, Musiculturiamo e il talento di Bellarosa ha dimostrato che quando la competenza incontra l’organizzazione, il risultato è una sinfonia perfetta.

Juve Stabia, estate 2023: Il reset perfetto che ha riscritto il destino del calcio a Castellammare di Stabia

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L’estate del 2023 resterà scolpita nella memoria dei tifosi gialloblù come una delle più calde, non solo per il termometro, ma per un fervore calcistico che mescolava sogno e programmazione. Era l’alba di una nuova era per la Juve Stabia del Presidente Andrea Langella, che dopo stagioni turbolente segnate da acquisti errati ed esoneri seriali, decideva di resettare tutto.

Le fondamenta del nuovo progetto avevano i volti di Guido Pagliuca, allenatore di temperamento e belle speranze, e del giovanissimo Direttore Sportivo Matteo Lovisa. Per molti, all’epoca, sembrava l’ennesima scommessa al buio. Per la storia sarebbe stato l’inizio di un capolavoro.

Il Tormentone: Fabio Quagliarella tra Sogno e Realtà

Quell’estate passò alla storia per un nome capace di far tremare i polsi a un’intera città: Fabio Quagliarella. Reduce dalla chiusura del suo leggendario capitolo con la Sampdoria, il figlio prediletto di Castellammare sembrava destinato a tornare a casa per l’ultimo ballo.

Nei bar di via Roma, sui social, sotto l’ombra dei platani, non si parlava d’altro: “È fatta, ha già firmato! No, è saltato tutto, non arriva più; Aspetta l’ultima chiamata dalla A…”

Il “Fanta-Quagliarella” era diventato un’ossessione collettiva, un desiderio mistico che superava persino l’interesse per il fantacalcio. Un regalo che la piazza sentiva di meritare, ma che restò, per la delusione di molti, un meraviglioso sogno di una notte di mezza estate.

La Costruzione del Miracolo: Candellone e il numero 27

Mentre la città inseguiva le tracce di Fabio, il DS Lovisa lavorava sottotraccia con una lucidità chirurgica. In attacco arrivò un altro profilo, meno mediatico ma fondamentale: Leonardo Candellone. Curiosamente, Candellone scelse proprio la maglia numero 27, quella che nell’immaginario collettivo apparteneva di diritto a Quagliarella.

La Juve Stabia di Pagliuca iniziò a macinare gioco, intensità e punti. Era una squadra bellissima da vedere, ma a cui mancava ancora il “killer instinct” definitivo per ammazzare il campionato. Il fantasma di Quagliarella aleggiava ancora: “Con lui davanti saremmo illegali”, si sentiva dire sugli spalti del Menti.

Da Re Fabio a Re Andrea: La Storia si compie

La verità è che il destino aveva in serbo un altro piano. A gennaio, in quella stagione folle e meravigliosa, arrivò il tassello mancante: Andrea Adorante. L’innesto dell’ex Triestina completò un tandem perfetto con Candellone.

Il resto è storia nota, una cavalcata trionfale che ha riportato la Juve Stabia in paradiso. Andrea Adorante venne incoronato nuovo “Re” del Menti a suon di gol pesantissimi; Leonardo Candellone si confermò il “Principe” del sacrificio e della tecnica e il progetto di Langella, Lovisa e Pagliuca si rivelò la scommessa più vincente degli ultimi decenni.

Un legame indissolubile

Ad oggi, sulla trattativa Quagliarella non esiste una verità assoluta, ma solo un mosaico di ipotesi e voci. Fabio resta un motivo di orgoglio infinito per Castellammare, un simbolo di eccellenza che non ha avuto bisogno di indossare la maglia gialloblù per essere amato dalla sua gente.

Chissà come sarebbe andata con lui in campo. Forse avremmo visto più rovesciate, o forse l’alchimia perfetta di quel gruppo sarebbe cambiata. Non è tempo di rimpianti, ma di ricordi dolci: quelli di un’annata in cui la Juve Stabia ha smesso di sognare i campioni del passato per iniziare a scrivere, con i suoi nuovi eroi, una pagina di storia indelebile.

Milano si prepara a tremare: The Art of Fighting 12 infiamma l’Allianz Cloud

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Il pugilato italiano torna a far battere il cuore degli appassionati con The Art of Fighting 12 (TAF 12), l’evento che promette colpi spettacolari, adrenalina pura e sfide mozzafiato. Sabato 7 marzo, l’Allianz Cloud di Milano si trasformerà in un’arena di fuoco, teatro di match equilibrati e dal pronostico incerto, con alcuni dei pugili più talentuosi e determinati del panorama nazionale pronti a dare spettacolo.

L’evento, che celebra quattro anni di intensa attività della promotion, ha già fatto registrare il tutto esaurito, con il pubblico in fibrillazione e il botteghino vicino al limite massimo. L’entusiasmo è palpabile, e l’aria è già elettrica di attesa per una serata che si preannuncia leggendaria.

Edoardo Germani, fondatore di TAF, conferma la carica:

«Vogliamo riportare il pugilato italiano al centro della scena. Creiamo match spettacolari, di qualità elevata, che attirino l’interesse mediatico e degli sponsor, e favoriscano la crescita dei nostri pugili. Atleti come Francesco Paparo sono la prova vivente che il talento italiano può brillare anche a livello europeo».

Il main event: Paparo sfida Gomez

Il clou della serata sarà il match tra Francesco Paparo (12-1-1) e lo spagnolo Juanfe Gomez (15-2-1), con in palio la cintura EBU Silver dei pesi super piuma, già titolo dell’Unione Europea. Un incontro che promette colpi potenti, tecnica sopraffina e momenti di pura tensione, visto che i due condividono avversari comuni, superati con percorsi opposti: Paparo prima del limite, Gomez ai punti. Per l’italiano, questa sfida è un crocevia di carriera, un vero trampolino verso palcoscenici europei e internazionali.

Co-main event da urlo: Mazzon contro Faraoni

Pochi giorni fa, un imprevisto ha ridisegnato il co-main event: Vincenzo Lizzi ha dovuto rinunciare per un’infezione virale. Ma la suspense non diminuisce: a prendere il suo posto sarà la sfida tra Christian Mazzon (14-5) e Francesco Faraoni (8-0), con in palio il titolo italiano dei pesi medi.

I due arrivano da vittorie impressionanti contro Francesco Rosso: Mazzon per K.O. spettacolare al terzo round, Faraoni ai punti con una performance tecnica e metodica. La loro sfida promette contrasti esplosivi, tra forza brutale e strategia chirurgica, in un incontro che potrebbe restare negli annali del pugilato italiano.

Altri incontri da cardiopalma

Prima del co-main event, occhi puntati su Paolo Bologna (12-0-2) contro Nicolas Esposito (20-1) nei superwelter: due cuori indomiti, stili diversi ma ugualmente esplosivi, pronti a regalare scambi elettrizzanti e momenti di pura adrenalina.

La serata partirà con il match tra Amefiam Paul (6-0) e Stiven Leonetti (13-5-1) nei mediomassimi, un combattimento che promette velocità, tecnica sopraffina e colpi da brivido fin dal primo round. Seguirà nei superwelter Cezar Ieseanu (9-0) e Yaya Kone (4-3 )

Con TAF 12, Milano non si prepara solo a un evento sportivo: si prepara a vivere una notte di pugilato intenso, spettacolare e indimenticabile, dove ogni pugno potrebbe riscrivere la carriera di un atleta e accendere la passione di migliaia di tifosi. Una vera celebrazione della forza, del coraggio e dell’arte del combattimento sul ring.

Francesco Cecoro

Biglietti disponibili qui : https://ticket.taftheartofighting.com/shop/biglietti

Juve Stabia – Sampdoria è una storia infinita di intrecci di storie e carriere di calciatori

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C’è un magnetismo particolare, quasi magico, che lega l’ombra del Monte Faito alla Lanterna di Genova. Se dici Sampdoria, a Castellammare di Stabia risponde l’eco di una tradizione che sta diventando una splendida abitudine. Non è solo calciomercato; è una questione di DNA, di “garra” campana e di quel talento purissimo che sembra fiorire meglio sotto il cielo di Bogliasco.

L’Eredità di Fabio Quagliarella: L’Icona Eterna

Tutto è iniziato, o meglio, si è consacrato con Fabio Quagliarella. Non un semplice calciatore, ma un’icona. Fabio ha portato a Genova l’eleganza del gol impossibile e la dignità del lavoro silenzioso. Con la maglia blucerchiata ha sfidato le leggi del tempo, diventando capocannoniere e trascinatore, lasciando in eredità una lezione di professionalità indimenticabile. Per lui, il calcio non è mai stato solo un gioco, ma una forma d’arte da esibire con il mare negli occhi e il rispetto nel cuore.

Il Fuoco degli Esposito: Sebastiano e Salvatore

Dopo Quagliarella, è stata la volta di Sebastiano Esposito (oggi al Cagliari). Arrivato in prestito, ha saputo infiammare Marassi con giocate di classe superiore e quella sfrontatezza tipica di chi è cresciuto tirando calci a un pallone nei vicoli di Castellammare. Il suo legame con la tifoseria è stato viscerale, confermando che il “sangue stabiese” si sposa a meraviglia con i colori della Samp.

Oggi, il testimone passa a Salvatore Esposito. Il cerchio si chiude (o forse si allarga ancora). Se Sebastiano è l’estro, Salvatore è la mente, il compasso del centrocampo. Il suo arrivo non è solo un rinforzo tecnico, ma la conferma di un trend:

  • Regina del Mercato: La Sampdoria è stata protagonista del calciomercato invernale.

  • Nuovi Inneschi: Con innesti del calibro di Brunori, i blucerchiati hanno nuovamente messo le ali.

  • La Sfida di Salvatore: Nonostante un problema fisico post-Spezia, Salvatore è pronto a riprendersi quella Serie A solo accarezzata insieme al fratello Francesco Pio (attualmente all’Inter).

Antonio Mirante: La Sicurezza tra i Pali

In questo racconto di mare e di calcio non può mancare Antonio Mirante. Il portiere, che ha recentemente chiuso la sua gloriosa carriera con la maglia del Milan, è un altro illustre figlio di Castellammare ad aver difeso i pali della Samp. Anche lui, con la sua esperienza e affidabilità, ha contribuito a tessere questo legame insolito ma affascinante tra la Campania e la parte blucerchiata di Marassi.

Una Tradizione che Guarda al Futuro

Quello tra Castellammare e la Sampdoria è un patto non scritto, fondato sul talento e sulla fame di vittoria. È la dimostrazione che certe radici sono fatte per viaggiare, trovando nel porto di Genova l’approdo ideale.

Precedenti: Juve Stabia-Sampdoria sono 2 in campionato a Castellammare

Dopo dieci mesi le vespe tornano a sfidare in campionato al Menti la Sampdoria

I precedenti tra Juve Stabia e Sampdoria sono due in campionato disputati a Castellammare ed entrambi in serie cadetta.

Nei due precedenti, le vespe non hanno mai battuto i blucerchiati, una sconfitta ed un pari.

Questi i dettagli dei due precedenti dagli anni duemila ai giorni nostri

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

12 maggio 2012 – 19° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SAMPDORIA 1 – 2 (arbitro Angelo Martino Giancola di Vasto) Antonio ZITO (JS), Munari (S) e Icardi (S).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

13 maggio 2025 – 15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – SAMPDORIA 0 – 0 (arbitro Andrea Colombo di Como).

I precedenti a Genova

 

Podestà (TeleNord Genova): “La Samp vive una crisi tormentata. Squadra fragile e sotto pressione”

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L’intervento di Luca Podestà nella trasmissione Il pungiglione stabiese ha dipinto il quadro di una società storica, la Sampdoria, attualmente travolta da una tempesta perfetta fatta di risultati deludenti, contestazioni della tifoseria e un’emergenza medica senza precedenti.

Il “Giallo” degli Infortuni Muscolari
Il dato più allarmante riportato da Podestà riguarda la tenuta fisica della squadra: la Sampdoria è “tormentata in modo incredibile” dagli infortuni, un problema che è persistito anche dopo la rivoluzione del mercato di gennaio. Degli 11 nuovi acquisti, la metà è già ferma in infermeria. Il giornalista ha sottolineato come la maggior parte dei problemi sia di natura muscolare e non traumatica, una circostanza che impedisce all’allenatore di schierare la stessa formazione per due partite consecutive e che solleva interrogativi sulle metodologie di preparazione. Tra le assenze più pesanti figurano quelle di Henderson (fuori un mese), Pierini e Martinelli.

La Crisi Tecnica: Foti e Gregucci nel Mirino
Podestà ha evidenziato come il gradimento verso la guida tecnica di Angelo Gregucci e del suo vice Foti sia ai minimi storici. Nonostante un mercato invernale che ha alzato il tasso tecnico con innesti del calibro di Brunori, Begic, Salvatore Esposito e Viti, la squadra continua a mancare di un’organizzazione di gioco definita. Pende inoltre sulla coppia tecnica la “mannaia” di una possibile squalifica della Procura Federale, che potrebbe portare a un terzo cambio stagionale in panchina, confermando l’instabilità societaria degli ultimi anni.

Il Crollo Psicologico e il Rapporto con i Tifosi
Dopo un periodo positivo che aveva fatto sognare i playoff, la Sampdoria è ricaduta in “sabbie mobili” pericolose, trovandosi ora a soli due o tre punti dalla zona playout. Podestà ha descritto una squadra psicologicamente fragile, capace di “squagliarsi come neve al sole” alle prime difficoltà, come accaduto nella pesante sconfitta interna contro il Bari (0-2). Questa involuzione ha riacceso la rabbia dei tifosi: la Federazione dei Clubs Blucerchiati ha emesso un comunicato durissimo chiedendo la rimozione degli allenatori.

Il Crocevia di Castellammare
In vista della sfida contro la Juve Stabia, Podestà ha ricordato il peso dei precedenti storici, citando lo “scialbo 0-0” dell’anno scorso al Menti che sancì la retrocessione sul campo dei blucerchiati in Serie C. Il giornalista vede nella Juve Stabia un avversario tradizionalmente difficile, soprattutto sul proprio campo, e ha avvertito che la Sampdoria non può assolutamente permettersi di perdere mercoledì, poiché un risultato negativo darebbe il via a un calendario “da paura” contro Frosinone e Venezia.
In conclusione, Podestà ha ribadito che il problema della Sampdoria è profondo e nasce a livello societario, sottolineando la tristezza di vedere una piazza da 20.000 abbonati lottare per non sprofondare ulteriormente in classifica.

Juve Stabia in emergenza ma compatta: i 22 convocati da mister Ignazio Abate per la sfida alla Sampdoria

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La marcia verso la ventottesima giornata del campionato di Serie BKT porta la Juve Stabia a confrontarsi con una realtà ormai consolidata in questa fase cruciale della stagione: un’infermeria affollata che non accenna a svuotarsi. Nonostante le speranze della vigilia, Mister Ignazio Abate dovrà fare a meno di pedine fondamentali anche per il delicatissimo match contro la Sampdoria, in programma domani sera, mercoledì 4 marzo 2026, alle ore 20:00 nella cornice del Romeo Menti. La notizia che rasserena parzialmente l’ambiente è che, pur non avendo recuperato alcun infortunato rispetto alla battaglia del Partenio contro l’Avellino, il tecnico potrà contare su tutti gli elementi usciti indenni dal derby irpino. In un periodo in cui le opzioni sembrano restringersi quotidianamente, la disponibilità del “blocco di Avellino” rappresenta una base solida su cui costruire la prestazione richiesta dal mister.

Per la sfida ai blucerchiati, lo staff tecnico ha ufficializzato una lista di 22 calciatori che incarna lo spirito di resilienza delle Vespe:

Portieri: 16 Signorini, 22 Vetrò, 23 Boer.

Difensori: 2 Ricciardi, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 46 Diakité, 76 Mannini.

Centrocampisti: 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Dos Santos, 90 Okoro.

Oltre alle assenze forzate, la gestione della gara sarà condizionata anche dal fattore disciplinare, poiché la Juve Stabia si presenta con tre elementi chiave sotto la mannaia della diffida: Cacciamani, Gabrielloni e Giorgini dovranno infatti prestare particolare attenzione per non incorrere in squalifiche pesanti in vista dei prossimi impegni.

Resta purtroppo lunga e di qualità la lista degli indisponibili, che vede ancora ai box Battistella, Bellich, Candellone, Confente, Morachioli, Varnier e Zeroli.

Nonostante questo scenario di oggettiva difficoltà numerica, l’obiettivo dichiarato rimane quello di trasformare l’emergenza in opportunità, facendo leva su quel “fuoco negli occhi” che Abate ha chiesto espressamente ai suoi ragazzi per blindare definitivamente il discorso salvezza davanti al proprio pubblico.

Juve Stabia – Sampdoria, le parole di Abate alla vigilia: “Voglio occhi infuocati e mentalità operaia”

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Alla vigilia della ventottesima giornata del campionato di Serie BKT, la cornice dello stadio Romeo Menti si prepara a ospitare una sfida dal sapore intenso tra la Juve Stabia e la Sampdoria. Mister Ignazio Abate, intervenuto in conferenza stampa, ha delineato il momento della sua squadra con la consueta schiettezza, partendo dall’eredità lasciata dalla recente prestazione di Avellino. Secondo il tecnico, la solidità e la compattezza ritrovate dietro la linea della palla sono segnali fondamentali, soprattutto considerando che molti giocatori si trovavano a dividere il campo per la prima volta. Abate si è detto felice di aver ritrovato certi equilibri, sottolineando come l’organizzazione e l’ambizione debbano sempre prevalere sui nomi altisonanti degli avversari.

Il valore del gruppo e la sfida ai blucerchiati

Parlando della Sampdoria, Abate non si lascia ingannare dai recenti risultati negativi dei doriani. Il tecnico ha evidenziato come la squadra di Genova abbia condotto un mercato di gennaio di assoluto valore e come, nell’ultima uscita, sia stata penalizzata solo dagli episodi nonostante una produzione di gioco di alto livello. La sfida di domani sera, fissata per le ore 20, richiederà una Juve Stabia capace di abbinare una mentalità operaia a una grande qualità tecnica. Il mister ha ribadito che, in questa fase della stagione caratterizzata da impegni ravvicinati e dai primi caldi, l’aspetto mentale diventa predominante rispetto a quello fisico. La forza del gruppo, costruito su basi umane solide, deve essere il motore per superare i momenti di calo che ogni atleta può attraversare.

Gestione tattica e integrazione dei nuovi

Un passaggio importante della conferenza è stato dedicato all’inserimento dei nuovi acquisti e alla gestione delle energie. Abate ha spiegato di voler mettere i suoi ragazzi in una “comfort zone” mentale, evitando di sovraccaricarli con troppi concetti nuovi in un momento così delicato. L’obiettivo è permettere a giocatori come Dalle Mura e Diakité di esprimere la propria solidità ed esperienza senza sentirsi prigionieri di schemi non ancora pienamente assimilati. Riguardo alla gestione dei cambi effettuati ad Avellino, l’allenatore ha chiarito di aver visto una squadra in controllo e in buona condizione fisica, preferendo non alterare un equilibrio che stava funzionando, pur ribadendo che domani scenderà in campo chi darà maggiori garanzie per vincere la partita.

La fame di punti e il traguardo salvezza

In vista del match di domani, Abate ha chiesto ai suoi ragazzi di scendere in campo con gli “occhi infuocati”. Nonostante la Juve Stabia occupi una posizione di classifica che permette di guardare gli avversari dall’alto, il tecnico ha richiamato tutti all’umiltà, ricordando come i conti per la salvezza non siano ancora chiusi. Un risultato pieno contro la Sampdoria rappresenterebbe un passo gigantesco verso l’obiettivo finale, ma per ottenerlo sarà necessario migliorare la qualità della manovra e sfruttare meglio gli spazi nelle ripartenze. La determinazione nel voler chiudere i conti deve trasformarsi in una prestazione di spessore, capace di trascinare il pubblico del Menti verso un traguardo fondamentale per la stagione.

Juve Stabia – Sampdoria è anche il ricordo recente del dolore della città di Castellammare di Stabia

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Ci sono ferite che il tempo non rimargina, ma che il calcio, nel suo infinito cinismo poetico, decide di trasformare in prove di sopravvivenza. La Sampdoria che oggi accederàallo stadio “Romeo Menti” non è solo una squadra di calcio: è un reduce. Un sopravvissuto che torna sul luogo del “delitto”, laddove la notte più buia della storia blucerchiata sembrava aver spento definitivamente la Lanterna.

Il dolore di Castellammare e del Mondo

Quella che doveva essere una Pasquetta di passione sportiva e bandiere al vento si trasformò in un lunedì di preghiera e sgomento. Il fischio d’inizio di Juve Stabia-Sampdoria, atteso con trepidazione da tutta Castellammare, non arrivò quando previsto dal calendario. Il prato del “Menti” rimase vuoto, specchio di un’Italia scelse di fermarsi davanti alla storia e al dolore.

La notizia della scomparsa di Papa Francesco travolse il Paese, portando le autorità competenti alla decisione inevitabile: il rinvio di tutte le manifestazioni calcistiche previste per quel lunedì 21 aprile. Un atto dovuto per onorare la figura del Santo Padre, che indusse il mondo dello sport a una riflessione profonda, mettendo da parte la competizione agonistica in segno di rispetto universale.

Se il lutto per il Pontefice unì l’intera nazione, per la comunità stabiese l’aria si era già fatta ancora più pesante. Al dolore collettivo mondiale si aggiunse la ferita profonda della tragedia della funivia del Monte Faito. La sciagura che colpì duramente la città, portando alla chiusura dello storico impianto e alla perdita di vite umane, aveva già spento il clima festivo della Pasqua nella città termale.

In un momento simile, il calcio passò necessariamente in secondo piano. La chiusura della funivia, simbolo e fiore all’occhiello del territorio, resta ad ora il segno tangibile di una ferita che richiederà tempo per rimarginarsi.

Il Silenzio del Menti

La gara, dell’anno scorso, diventò l’ultima del campionato. Tutti ricordano il silenzio irreale del Menti la sera della retrocessione sul campo dei blucerchiati. Un verdetto sportivo spietato, arrivato al termine di un’agonia durata mesi. In quella notte, l’incredulità dei tifosi stabiesi e le lacrime dei genovesi si incrociarono in un abbraccio amaro. Sembrava la fine di un’era, il punto di non ritorno per una società gloriosa.

Il verdetto del Menti disse 0-0, con quel pallone di Niang che graziò Thiam sul finale: un episodio che parve far calare il sipario. Quella Juve Stabia fu tosta, granitica, ma a fine gara la sensazione fu quella di aver assistito a una delle pagine più drammatiche del calcio italiano. Castellammare divenne “Capitale” per una notte, perché la notizia della blasonata Samp in Serie C fece il giro del mondo in pochi minuti.

L’Altalena del Destino: Dal Baratro alla Salvezza

Ma il fondo, la Samp, non lo aveva ancora toccato. Il calcio, si sa, scrive sceneggiature che superano la fantasia. Il “Caso Brescia” e la riscrittura della classifica salvarono il Frosinone e diedero una nuova, insperata vita alla squadra allora guidata da Alberico Evani, proiettandola verso lo spareggio contro la Salernitana.

In un incrocio di destini crudele, i blucerchiati condannarono i granata alla Serie C, regalando alla Salernitana l’incubo di una doppia retrocessione in due anni. Dalle vette del “miracolo Nicola” e dalle giocate di Dia, i campani si ritrovarono nel baratro, con la stessa Juve Stabia nel ruolo di “giustiziera” indiretta, avendo tolto ai granata ben sei punti durante la stagione. Una ragnatela di storie, rancori e riscatti che solo il pallone sa tessere.

Il Menti non è più il luogo di un funerale sportivo, ma l’altare di una nuova identità.

Il Ritorno: Oltre la Paura

Oggi la Sampdoria torna lì, in quel rettangolo verde che fu teatro del suo dramma. Ma ci torna con una pelle nuova. Non è più una resa dei conti, ma un esorcismo. I blucerchiati entrano al Menti non per piangere il passato, ma per dimostrare che, dopo aver toccato il fondo, si può risalire fino a “rivedere le stelle”.

L’ironia della sorte ha trasformato il luogo del delitto nel punto di partenza per una nuova, orgogliosa identità. Il fischio d’inizio non sarà solo l’avvio di una partita, ma il rintocco di una campana che annuncia che il peggio è passato.

Juve Stabia, il muro difensivo gialloblù è pronto a sfidare la Sampdoria con il supporto del Menti

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Se nel calcio marzo è spesso il mese della verità, al Romeo Menti ha tutta l’aria di essere quello della prova di maturità definitiva. La primavera è ormai alle porte, ma l’aria a Castellammare di Stabia è già elettrica, quasi incandescente. A scuotere gli umori della città ci pensa la blasonata Sampdoria, un nome che da solo evoca scenari da palcoscenici superiori e che trasforma, per una notte, il fortino gialloblù nel centro nevralgico della Serie B.

Il Fattore Menti: Un Muro contro il Blasone

Non è una partita qualunque, e non potrebbe mai esserlo. Quando i doriani mettono piede in città, il Menti risponde “presente” con la forza dei suoi polmoni. Le tribune si preparano a un colpo d’occhio straordinario: un muro gialloblù pronto a spingere la Juve Stabia verso un’impresa che avrebbe il sapore dell’epica sportiva.

L’atmosfera che si respira in queste ore è quella delle grandi occasioni, quelle in cui il divario storico e di budget tra le due compagini sembra annullarsi al primo fischio d’inizio. In campo non scendono i titoli, ma la fame.

La Sfida: Coraggio Vespe vs Ambizione Blucerchiata

I padroni di casa arrivano a questo appuntamento con una missione chiara: iniziare il nuovo mese con il piede giusto. Affrontare una squadra costruita per il salto di categoria non deve indurre a timori reverenziali. Al contrario, deve fungere da stimolo per dimostrare il valore di un gruppo che tra le mura amiche ha già ampiamente provato di poter guardare negli occhi chiunque.

Dall’altra parte, la Sampdoria scende in Campania con l’imperativo categorico di non sbagliare. Per i blucerchiati, il Menti rappresenta una tappa fondamentale — e forse una delle più ostiche — nel percorso di risalita verso le zone nobili della classifica.

Sotto il segno dei pesci o della voglia di sognare, la Juve Stabia cerca l’impresa contro un gigante del calcio italiano.

Una Notte Magica

La Juve Stabia si prepara a questa notte di grande calcio con la speranza di regalare al proprio pubblico quella che, citando il grande Antonello Venditti, sarebbe la classica notte “Da Coppa dei Campioni”. Perché quando si accendono i riflettori del Menti e il tifo inizia a ruggire, sognare non è solo un diritto, ma un dovere.

Juve Stabia, emergenza indisponibili ma missione compiuta in Irpinia. Con la Sampdoria sarà un nuovo test

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La Juve Stabia esce dal “Partenio-Lombardi” con un pareggio che muove la classifica e dà continuità, ma soprattutto con la consapevolezza di chi sa soffrire. Il segno X in schedina è lo specchio fedele di una gara equilibrata, dove il verdetto del campo non ha lasciato spazio a recriminazioni. Tuttavia, a tenere banco in casa gialloblù è ancora una volta l’infermeria.

Emergenza totale: il fattore infortuni

La squadra di Ignazio Abate si è presentata in Irpinia in condizioni di emergenza assoluta. Con una panchina ridotta all’osso e l’impossibilità cronica di attingere a forze fresche nei momenti chiave, il tecnico ha dovuto fare di necessità virtù.

“Di più non si poteva fare”, è il coro che si leva dalla tifoseria. Resta il dubbio amaro di cosa sarebbe stata questa sfida se le Vespe avessero potuto contare sulla rosa al completo. Ma nel calcio i “se” non fanno punti, e la realtà dice che l’organizzazione tattica ha sopperito alle assenze.

Prossima fermata: Arriva la Sampdoria di Gregucci

Non c’è tempo per rifiatare. Tra poche ore il “Menti” aprirà i cancelli per una sfida dal sapore nobile. La Sampdoria, affidata alla guida di Gregucci, arriva a Castellammare nel bel mezzo di una crisi d’identità, reduce dai KO contro Mantova e Bari che hanno riacceso i fantasmi blucerchiati.

Nonostante una classifica deficitaria, la rosa ligure resta “imperiale” per la categoria, anche se arriverà in Campania pesantemente incerottata.

La Samp dovrà rinunciare a pezzi da novanta, rendendo la sfida un vero e proprio “derby degli assenti”: Henderson, Hadzikadunic, Martinelli, Pierini e Coda con molta probabilità non saranno disponibili.

Cosa tenere e cosa dimenticare

Per battere la Samp, la Juve Stabia deve guardarsi allo specchio e scegliere la sua versione migliore. Bisognerà ripetere la grinta vista nel secondo tempo contro il Modena e l’organizzazione difensiva di Avellino. Nonostante si sia tirato poco, la squadra ha concesso le briciole agli avversari, dimostrando una solidità da grande squadra. Bisognerà dimenticare il primo tempo opaco contro il Modena e, soprattutto, la prestazione di Marassi dell’andata. Quel rigore non concesso alle Vespe grida ancora vendetta, ma l’atteggiamento generale non era stato all’altezza del dna della squadra stabiese.

Il traguardo è vicino

La strada per la salvezza (o per sogni più grandi) è tracciata. Dopo il punto di Avellino, il traguardo dista idealmente circa cinque punti. Serve l’ultimo sforzo, quello più difficile, fatto di attenzione maniacale e cuore oltre l’ostacolo. Il pubblico del Menti è pronto a spingere le Vespe verso l’impresa.

Juve Stabia – Sampdoria, turno infrasettimanale, sarà diretta da Giuseppe Collu della sezione di Cagliari

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Dopo il pareggio di Avellino la Juve Stabia ospiterà la Sampdoria nel turno infrasettimanale che si giocherà mercoledì con inizio fissato alle ore 20:00 e che sarà valido per la giornata n.28 del campionato di serie BKT 2025-2026. La gara secondo la designazione AIA di questa mattina è stata affidata a Giuseppe Collu della sezione di Cagliari.

Originario dell’isola sarda e classe ’90, questo ufficiale di gara appartenente alla sezione arbitrale di Cagliari ha recentemente tagliato un traguardo significativo, ottenendo la promozione al gruppo arbitri di Serie A e B nella stagione 2023-2024. Un’ascesa notevole, culminata dopo un quinquennio di direzione in Serie C.

Il percorso di Collu nel mondo arbitrale è una storia di progressione costante e talento riconosciuto. Dalle competizioni dilettantistiche alla Serie C, fino al prestigioso salto nelle categorie superiori in un lasso di tempo contenuto. A partire dalla stagione 2023/2024, il nome di Giuseppe Collu figura stabilmente tra gli arbitri principali del panorama calcistico nazionale.

Questa nomina rappresenta un’ulteriore motivo di orgoglio per il movimento arbitrale sardo, con Collu che segue le orme di Antonio Giua come secondo fischietto dell’isola a raggiungere questo importante livello. Il riconoscimento per questo traguardo non è tardato ad arrivare, con i complimenti del Vicepresidente della Lega Nazionale Dilettanti e Presidente del Comitato Regionale Sardegna, Gianni Cadoni, e del Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Sardegna, Roberto Branciforte.

La carriera di Giuseppe Collu ha preso il via ufficialmente nella stagione 2015/16. In quel periodo, il direttore di gara sardo ha maturato una solida esperienza arbitrando ben 56 incontri del campionato di Serie D, spaziando dal girone A al girone I. A questo si aggiungono diverse direzioni in sfide di Coppa Italia di categoria, inclusi i momenti decisivi dei playoff e della poule scudetto. Dopo aver dimostrato le proprie capacità anche in gare dei campionati Primavera e Under 17, per Collu si sono aperte le porte del professionismo. Tra le file della Serie C e del campionato Primavera, ha diretto incontri per cinque stagioni consecutive, culminando nell’ultima annata con la designazione per ben 24 partite. Un ulteriore sigillo sulla sua crescita è stata la direzione della semifinale playoff di Lega Pro tra Cesena e Lecco, e della finale di Coppa Italia Primavera tra Fiorentina U19 e Roma U19.

Il suo debutto nella stagione successiva, la 2023/24, lo ha visto protagonista nella gara di Coppa Italia tra Cosenza e Sassuolo.

Giuseppe Collu torna ad arbitrare la Juve Stabia dopo l’andata della semifinale playoff con la Cremonese che vide le Vespe imporsi per 2 a 1.

LE STATISTICHE

GIUSEPPE COLLU nato a Cagliari il 21/02/1990 è iscritto alla sezione AIA di Cagliari. E’ al suo 3° anno in C.A.N.

Ha diretto 220 partite: con 57 rigori e 73 espulsioni

Quest’anno ha diretto 15 partite (11 in serie A, 4 in serie B): 6 vittorie interne, 5 pareggi, 4 vittorie esterne, con 5 rigori e 4 espulsioni

Conta 5 precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta

24/25    Serie B 21.05.2025 Juve Stabia 2:1 Cremonese (Pierobon, Adorante, Johnsen)

24/25    Serie B 17.08.2024 Bari 1:3 Juve Stabia (Bellich, Folino, Artistico, Ricci)

22/23    Serie C 12.02.2023 Juve Stabia 0:0 Taranto

21/22    Serie C 12.02.2022 Palermo 3:1 Juve Stabia (Brunori, Giron, Brunori, Evacuo (r))

21/22    Serie C 11.12.2021 Juve Stabia 3:0 Potenza (Bentivegna, Stoppa (2))

Ha 5 precedenti con la Sampdoria: 2 vittorie, 1 pareggi, 2 sconfitte

Assistenti:

1° Assistente Sig. Vito MASTRODONATO della sezione AIA di Molfetta

2° Assistente Sig. Marco EMMANUELE della sezione AIA di Pisa

Quarto uomo Sig. Andrea CALZAVARA della sezione AIA di Varese

VAR

VAR Sig. Daniele PATERNA della sezione AIA di Teramo

AVAR  Sig. Daniele RUTELLA della sezione AIA di Enna

Juve Stabia, Marzo mese della verità? Tante gare per decidere il futuro delle vespe in questo campionato

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Per la Juve Stabia, marzo non è un semplice passaggio sul calendario, ma un vero e proprio spartiacque stagionale. Non si scherza più: ogni gara di questo mese avrà un peso specifico enorme per trasformare i sogni di inizio stagione in realtà concrete.

La truppa di Mister Abate è chiamata a una prova di forza, mentale e fisica, in un tour de force che testerà le reali ambizioni di alta classifica.

Il Calendario di Fuoco: 5 Gare in 17 Giorni

Il cammino di marzo somiglia a una scalata d’alta quota. Ecco gli appuntamenti che terranno Castellammare col fiato sospeso:

Si Parte col Botto: Arriva la Doria

Il sipario si alza il 4 marzo sotto le luci del “Menti”. Affrontare la Sampdoria non è mai una partita come le altre: è il confronto con la storia della Serie B. Battere i blucerchiati in un’atmosfera che si preannuncia elettrica manderebbe un segnale chiarissimo a tutto il campionato: la Juve Stabia non è lì per caso.

La Trappola di Mantova e il Fattore “Menti”

Senza nemmeno il tempo di recuperare le energie, l’8 marzo si va a Mantova. Una gara “sporca”, contro una squadra che venderà cara la pelle per la sopravvivenza. Sarà fondamentale uscirne indenni per poi tornare tra le mura amiche il 14 marzo contro la Carrarese. In casa, la parola d’ordine è una sola: continuità.

La Scala del Calcio Siciliano e il Finale con lo Spezia

Il 17 marzo le Vespe voleranno a Palermo. Il “Barbera” (la storica Favorita) sarà il palcoscenico ideale per testare la maturità della squadra di Abate. Giocare in uno degli stadi più caldi d’Italia dirà molto su quanto questa squadra sia pronta per il grande salto. Il ciclo si chiuderà il 21 marzo contro lo Spezia, cercando di bissare l’emozione dell’andata e chiudere la maratona in bellezza.

A fine marzo, la classifica non sarà più una serie di numeri astratti, ma il punto di partenza per l’assalto finale.

Uno Sguardo all’Azzurro: L’Italia di Gattuso

Al termine di questa maratona, il campionato lascerà spazio alla sosta per le Nazionali. Sarà il momento dei bilanci, ma con un occhio rivolto a Gennaro Gattuso. La sua Italia si giocherà l’accesso ai Mondiali 2026 nello spareggio da dentro o fuori contro l’Irlanda del Nord il 26 marzo.

Un clima di attesa nazionale che coinvolgerà anche Castellammare. Solo allora, con carta, penna e calcolatrice alla mano, la Juve Stabia potrà disegnare il proprio destino e capire per quale obiettivo lottare sotto il sole di aprile e maggio.