La notizia era nell’aria da tempo, un sussurro fastidioso tra i gradoni del “Romeo Menti”, ma le parole degli amministratori giudiziari Ferrara e Scarpa hanno agito come un vero e proprio detonatore. La conferenza tenutasi tra le mura dello stadio Menti non ha lasciato spazio a interpretazioni: la situazione societaria della Juve Stabia è delicata, non per i bilanci, ma per l’atteggiamento di chi dovrebbe guidarla.
Nel giro di pochi minuti, i social network sono diventati l’arena dello sfogo di una tifoseria che, dopo aver toccato il cielo con un dito grazie a risultati sportivi straordinari in Serie B, si sente improvvisamente trascinata verso il basso. Il dito è puntato contro una proprietà, il socio di maggioranza Solmate, definita dagli stessi amministratori giudiziari come “assente e speculatrice”.
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L’amarezza corre sui social: “Un tradimento immorale”
Il sentimento dominante sui social e nei numerosi gruppi dedicati alle Vespe è una delusione profonda, che in fretta sta mutando in rabbia. I tifosi, che per mesi hanno sognato ad occhi aperti guardando le zone nobili della classifica, si trovano ora a dover fare i conti con una realtà dirigenziale desolante.
“È un tradimento verso una città intera” — si legge in uno dei post più condivisi su una delle principali pagine del tifo organizzato gialloblù. “Mentre i ragazzi lottano su ogni pallone e onorano la maglia sudando fino all’ultimo minuto, chi dovrebbe garantire il futuro e la stabilità del club gioca a nascondino. È inaccettabile”.
L’accusa è chiara: aver abbandonato la nave proprio nel momento del massimo splendore sportivo. Il termine più ricorrente tra i commenti nelle ultime ore è “immorale”, una parola non casuale, ma presa in prestito proprio dalle dure e giuste dichiarazioni degli amministratori giudiziari. I sostenitori stabiesi non perdonano alla proprietà (Solmate) di aver trasformato una stagione da incorniciare, costruita con fatica e talento, in un logorante incubo burocratico.
Il patto della città: tutti con la squadra
Eppure, in questa tempesta perfetta, emerge il vero carattere della piazza di Castellammare di Stabia. Nonostante l’enorme delusione, il popolo stabiese non ha alcuna intenzione di abbandonare la squadra al proprio destino. Il motto di Castellammare di Stabia aleggia in maniera prepotente tra i tifosi: “Post Fata Resurgo” (dopo le avversità torno a risorgere).
L’invito che circola con insistenza, da bocca a bocca e da post a post, è quello di stringersi ancora di più attorno al gruppo: dal mister ai giocatori, fino allo staff tecnico. L’obiettivo è cristallino: difendere sul campo di gioco ciò che la proprietà sta rischiando di distruggere negli uffici. La squadra viene vista come l’unica parte sana e meritevole di un progetto che, ai vertici, ha fallito miseramente.
Il paradosso del bilancio e la speranza per il futuro
L’aspetto che genera più frustrazione è il clamoroso paradosso contabile: conti alla mano, la Juve Stabia è oggi una delle società più sane dell’intera Serie B. I bilanci sono in ordine, il che rende il boccone ancora più amaro da ingoiare. Non si tratta del classico club indebitato fino al collo, ma di una realtà virtuosa ostaggio di logiche incomprensibili e, come denunciato, puramente speculative.
Ora Castellammare trattiene il fiato e attende un segnale. La città spera nell’arrivo in tempi brevi di un compratore serio e solido, un imprenditore o una cordata che possa raccogliere l’eredità di una squadra che ha ampiamente dimostrato di valere e onorare il palcoscenico della Serie B.
L’urgenza è salvare il calcio a Castellammare, sperando che il termine “speculazione” venga presto archiviato come solo un brutto ricordo legato a questa sciagurata gestione. La palla, ora, deve passare a chi ha davvero a cuore le sorti delle Vespe.





