Consueto servizio della polizia e della guardia di finanza di Napoli con dei controlli sulla movida napoletana nelle zone più attive
Sorveglianza sulla popolazione nelle zone della movida
La notizia
Operazione congiunta della polizia, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e degli agenti di polizia locale di Napoli che hanno sorvegliato nei luoghi di maggiore affluenza del capoluogo campano.
Gli esiti
Gli agenti si sono sparsi in zone tra cui Piazza San Domenico Maggiore e Bellini e centro storico, laddove hanno identificato 25 persone e controllato 4 esercizi commerciali, sanzionandone 2 per aver diffuso musica oltre l’orario imposto dalle norme comunali.
Ci si sposta verso i quartieri spagnoli, dove sono state identificate 59 persone e controllati 9 locali; sono inoltre state contestate ben 40 violazioni del Codice Stradale per sosta vietata.
Juve Stabia, continuano gli ottimi risultati del settore giovanile con la vittoria per 4-3 contro il Sudtirol dell’Under 17 di mister Sacco nella gara d’andata degli ottavi di finale dei playoff nazionali. Eliminata invece dal Cesena l’Under 15 di mister Riccio.
Gara con fortissime emozioni quella della Juve Stabia Under 17 di mister Michele Sacco contro il Sudtirol. Aprono le danze gli ospiti con il gol iniziale di Rottensteiner. Le Vespette rimontano e ribaltano la gara con Faccetti e Saviano prima della doppietta di Kofler, il secondo su dubbio calcio di rigore. Pimienta porta il punteggio per la Juve Stabia sul 3-3 prima della fine del primo tempo. Nel secondo tempo è ancora Faccetti per la Juve Stabia a fissare il punteggio sul 4-3 definitivo.
Molto dubbio il rigore accordato dal sig. Di Mario di Ciampino al Sudtirol che ha portato gli ospiti in vantaggio momentaneamente sul 3-2. Due gol annullati alle Vespette con in particolare quello di Saviano allo scadere che appariva regolarissimo. Un arbitraggio che ha macchiato una gara perfetta delle Vespette e che penalizza la Juve Stabia che avrebbe potuto ipotecare già oggi la qualificazione con un risultato molto più largo di quello ottenuto.
La gara di ritorno si disputerà domenica prossima 15 maggio allo stadio “Maso Ronco” ad Appiano Sulla Strada Del Vino in provincia di Bolzano.
Di seguito il tabellino del match della Juve Stabia Under 17 impegnata nella gara d’andata degli ottavi di finale dei playoff nazionali contro il Sudtirol.
Juve Stabia – Diglio, Fravola, Schettino (20’ Noletta),Ceccarini, Provvisiero (85’ Celentano), Borrelli, Del Mondo, Piccolo, Pimienta (75’ Caropreso), Faccetti, Saviano. A disp. Accardo, Di Lauro, Granatello, Troiano, Aprea, Genovese. All. Sacco.
Sudtirol – Harrsser, Balde, Tschigg, Sinn, Rottensteiner, Konci (55’ Celia), Loncini, Kofler, Messner (79’ Mutschlechner), Padovani (78’ Rabanser), Buzi. A disp. Dregan, Manfredi, Arman, Guarnaccia, Giacomin, Prosch. All. Hilmi.
Ammonizioni – Ceccarini (J), Provvisiero (J), Borrelli (J), Sinn (S), Konci (S)
Espulsioni – /
Amara invece la trasferta a Cesena per l’Under 15 di mister Riccio. Eliminazione che non offusca però una stagione molto positiva e fatta di grandi risultati per l’Under 15 delle Vespette come nel solco dei risultati degli ultimi anni. Fatale alla Juve Stabia un rigore fallito sul risultato di 0-0.
Di seguito il tabellino del match della Juve Stabia Under 15 di mister Riccio impegnata fuori casa a Cesena.
Il Questore di Napoli ha emesso 8 provvedimenti di Divieto di accesso ai pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento nei confronti di altrettante persone tra i 18 e i 51 anni.
In particolare, si tratta di 6 provvedimenti ex art. 13bis del D.L. 14/2017, come recentemente modificato dal D.L. 30/2020, che prevedono il divieto di accedere ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento nonché di stazionare nelle loro immediate vicinanze.
4 di questi, della durata di due anni, sono stati emessi nei confronti di altrettanti cittadini srilankesi, di età compresa tra i 22 e i 32 anni, che, lo scorso aprile, in seguito ad una lite avvenuta in via Foria nei pressi di un alcuni locali commerciali, erano stati arrestati per rissa, lesioni personali, resistenza a Pubblico Ufficiale e uno di essi era stato altresì denunciato per porto abusivo di armi poiché trovato in possesso di un coltello con la lama della lunghezza di 7 cm.
Per i quattro, il divieto di accesso ai pubblici locali riguarda la città e l’intera provincia di Napoli.
Un altro provvedimento della stessa natura, ma della durata di un anno, è stato emesso nei confronti di un 51enne napoletano che, nello scorso mese di ottobre, era stato arrestato per rissa, lesioni personali aggravate e resistenza a Pubblico Ufficiale poiché, all’esterno di un bar a Portici, aveva preso parte ad una rissa durante la quale aveva aggredito i militari della locale Stazione dei Carabinieri.
Infine, un altro provvedimento ha colpito un 49enne di Taranto che, lo scorso febbraio, in un locale in via San Sebastiano a Napoli, in seguito ad una lite avvenuta per futili motivi, aveva colpito con una testata una dipendente del ristorante e pertanto era stato denunciato per lesioni personali; nel suo caso il provvedimento è della durata di 2 anni ed interessa la zona del centro storico e dell’area universitaria.
Ancora, 2 provvedimenti ex art. 13 del D.L. 14/2017, come recentemente modificato dal D.L. 130/2020, che prevedono il divieto di accedere ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento ubicati nelle zone degli avvenimenti e nelle strade adiacenti nonché di stazionare nelle immediate vicinanze degli esercizi e dei locali delle aree interessate.
Il primo dei 2 provvedimenti sono stati emessi nei confronti di un 18enne napoletano che lo scorso febbraio in via Flotard de Lauzieres de Themines a Portici, nei pressi di un parcheggio pubblico adiacente ad un parco giochi e ad una scuola, si era reso responsabile di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (in questo caso il provvedimento è della durata di un anno)
Il secondo è nei confronti di un 22enne gambiano che, lo scorso gennaio, in via De Marinis a Napoli, all’esterno di un bar nel cuore del centro storico e nelle immediate vicinanze di esercizi pubblici e istituti universitari, si era reso responsabile della rapina di un cellulare ai danni di una ragazza e, nel tentativo di guadagnare la fuga, aveva aggredito la vittima e i poliziotti intervenuti i quali lo avevano bloccato e trovato in possesso di sostanza stupefacente; in quest’ultimo caso il provvedimento è della durata di 2 anni.
Tutti i provvedimenti sono stati istruiti e predisposti dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura.
Castellammare di Stabia. Stasera, Domenica 8 maggio, ci sarà la processione del patrono San Catello che tornerà, dopo due anni di Covid, ad attraversare le strade cittadine (e speriamo che sia un ritorno della sola processione *).
Dopo le Sante messe tenutasi in mattinata (ore 8:30, 10:30) e quella delle 12:00 con anche la supplica alla Madonna di Pompei, questa sera, ore 18:30, ci sarà il ritorno della Solenne processione con la partecipazione delle autorità religiose, civili e militari.
La processione “dovrebbe”* seguire il seguente percorso:
Via Sarnelli, P.zza Principe Umberto, Via Santa Maria dell’Orto, Via C. Fusco, Via Roma, P.zza Spartaco, Via Rispoli, C.so V. Emanuele, P.zza P. Umberto, Via Mazzini, Cattedrale.
Al rientro in Cattedrale ci sarà la concelebrazione presieduta dal nostro Arcivescovo Mons. Francesco Alfano con la partecipazione dei Parroci e dei Sacerdoti della Città.
Per l’evento abbiamo raccolto le parole di Mons. Francesco Alfano che vi riportiamo a seguire:
«La processione di San Catello rappresenta uno dei momenti più sentiti e attesi nella città di Castellammare.
Quest’anno in modo speciale si avverte la gioia della tradizione che si ripresenta, dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia.
Tanti motivi ci spingono a riprendere il cammino, in un clima di fiducia e speranza.
Abbiamo imparato in questi anni duri e sconvolgenti, che non si può vivere da soli, chiusi dentro e con la paura addosso: solo il sostegno e la vicinanza fraterna ci consentono di affrontare i problemi senza perderci d’animo.
Non possiamo inoltre ignorare le sofferenze del popolo ucraino che, come purtroppo tanti altri paesi del mondo, vive un conflitto assurdo e violento, minaccia grave per gli equilibri mondiali e per il futuro dell’umanità.
Pertanto la nostra preghiera si fa più intensa e accorata, perché alla violenza e all’odio si sostituisca la ricerca di una pace stabile e duratura, nel nostro vecchio continente e nel mondo intero.
A San Catello, patrono della città che tanto amiamo, chiederemo infine che tutti i suoi abitanti ritrovino un forte senso di responsabilità.
Solo uniti infatti potremo affrontare la grave crisi del momento presente e privare a costruire una città più giusta e accogliente, che sappia valorizzare le straordinarie bellezze che custodisce e le eccezionali risorse umane di cui è ricca.
A una sola precisa condizione: dire un deciso “no” a ogni forma di corruzione e di degrado e un forte “sì” alla ricerca del bene comune, privilegiando i più deboli ed emarginati.
Un vero e proprio cambio di mentalità, assai impegnativo ma non impossibile!».
NOTA: sulla scia dell’ultimo pensiero di Mons. Francesco Alfano, vescovo dell’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, preciso che ho su usato il termine “dovrebbe” perché memore di poco edificabili deviazioni, o soste, o inchini al palazzo di qualche “padrino” che si sono avuti in anni passati e che, a suo tempo fu esecrato ed espressamente vietato proprio, e per l’appunto, dall’allora neo Vescovo di Castellammare Franco Alfano (ed il plurale precisa che non si è trattato di un episodio solitario ed imprevisto)
Previsioni Meteo Castellammare di Stabiaper il 8/05/2022. Giornata caratterizzata da piovaschi intermittenti, temperatura 13-23°C, Lunedì 9 temporali e schiarite, Martedì 10 nubi sparse.
Situazione in tempo reale:
La rilevazione radar più vicina delle ore 12:50 segnala precipitazioni assenti con intensità 0 su 12.
Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da piovaschi e schiarite, con una temperatura di 23°C.
Venti moderati provenienti da Est-Nord-Est con intensità tra 15km/h e 17km/h. Si verificano precipitazioni a carattere di pioggia debole.Meteo Castellammare di Stabia 3 giorni
Domenica 8 Maggio: giornata all’insegna di piovaschi alternati e schiarite, temperatura minima 13°C, massima 23°C.
Entrando nel dettaglio, avremo cielo sereno al mattino, pioggia alternata a schiarite al pomeriggio, nuvolosità innocua alla sera.
Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 12 e sarà di 23°C, la minima di 13°C alle ore 6, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2430m alle ore 6 e la quota neve minima sarà 2120m alle ore 15.
I venti saranno per tutto il giorno moderati provenienti da Est-Nord-Est con intensità di circa 20km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 6.6, corrispondente a 852W/mq.
Lunedì 9 Maggio: giornata caratterizzata da temporali e schiarite, temperatura minima 14°C, massima 23°C.
In particolare avremo cielo coperto al mattino, previsti rovesci o temporali al pomeriggio, poche nubi alla sera.
Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 23°C, la minima di 14°C alle ore 6, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 2500m alle ore 4 e la quota neve minima sarà 2340m alle ore 17.
I venti saranno al mattino moderati provenienti da Est-Nord-Est con intensità di circa 13km/h, deboli da Est-Nord-Est al pomeriggio con intensità di circa 13km/h, alla sera moderati da Nord-Est con intensità tra 11km/h e 18km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 14 con un valore UV di 2.2, corrispondente a 486W/mq.
Martedì 10 Maggio: giornata caratterizzata da nuvolosità di passaggio, temperatura minima 12°C, massima 28°C.
In particolare avremo cielo poco nuvoloso o velato al mattino, nuvolosità innocua al pomeriggio, cielo sereno alla sera.
Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 28°C, la minima di 12°C alle ore 6.
I venti saranno deboli da Nord-Est al mattino con intensità di circa 8km/h, al pomeriggio moderati da Ovest-Nord-Ovest con intensità tra 13km/h e 18km/h, deboli da Nord-Nord-Ovest alla sera con intensità tra 6km/h e 13km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.6, corrispondente a 973W/mq.
Travolta da forti venti di guerra l’Italia sembra precipitare ancora verso il basso con la Stampa che appare monotematica e con Assange ed altri, sempre più silenziati.
Ed è così che (forse) l’Italia ha perso altre 17 posizioni nella classifica mondiale per libertà di stampa precipitando dal già poco glorioso 41°, al 58° piazzamento.
Siamo in caduta libera?
I dati non possono certo essere aggiornati ad oggi, mentre nelle prime settimane di guerra, registriamo notevoli peggioramenti, a causa dei quali, si richiede un po’ di chiarezza.
Ricapitoliamo…
Julian Assange, il giornalista d’inchiesta più potente del mondo, viene torturato da 11 anni ininterrottamente.
Al momento marcisce nel carcere di massima sicurezza della democratica Inghilterra, che è in procinto di estradarlo negli Stati Uniti, dove lo attende una condanna fino a 175 anni, per spionaggio.
In effetti, lui ha spiato, come tutti i giornalisti d’inchiesta… ha trovato delle fonti, le ha verificate e poi, insieme a grosse testate internazionali, ha pubblicato documenti e immagini, che dimostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, i crimini contro l’umanità commessi dall’esercito statunitense in occasione di missioni di pace e non solo.
Tutte cose vere e terrificanti, delle quali però, nessun paese democratico, ha chiesto ragione ai democratici e civili alleati americani.
Potremmo dedurre che in guerra, come in pace, sia tutto permesso. Invece no!
Putin è uno sporco assassino e tutti trovano estremamente disdicevole che in un regime, si vieti ai giornalisti di essere obiettivi, pubblicando verità scottanti. E questo è inappuntabile.
Però, guardando altro e altrove mi si cominciano a confondere le idee.
Abbiamo sempre ritenuto che fossero i paesi democratici ad ergersi a guardiani della libertà di stampa, mentre sui regimi, non facevamo affidamento.
Tutto sbagliato?
Forse sì visto che si lamenta che i dittatori non ci garantiscono l’anelata trasparenza, tanto più che non hanno nessuna reputazione da perdere.
Un po’ contorto ma ancora “digeribile” ma poi ecco che noti un discorso diverso se simuli una democrazia.
In questo caso spalmi sul crimine il segreto di stato e violarlo diventa reato.
E questo è! Ma noi adesso abbiamo altro a cui pensare.
Dobbiamo difendere un altro paese democratico e sovrano e in quei casi non badiamo a spese.
Ci giunge però notizia che sia stato arrestato di recente, anche Anatoly Shariy, l’Assange Ucraino, praticamente.
Giornalista e blogger molto riconosciuto e premiato all’estero per aver fatto conoscere il livello di povertà e la corruzione dilagante nel paese.
Da anni perseguitato dalle solite querele temerarie e minacciato di morte, oggi Zelensky lo accusa di aver attentato alla sicurezza nazionale, aver fomentato odio ed aver collaborato con servizi di forze straniere.
Shariy, che aveva ottenuto asilo politico dall’Unione europea, viveva in Olanda ma è in Spagna che è stato arrestato, dove attende l’estradizione.
Del resto, sempre Zelensky, persegue anche coloro che postano sui social, contenuti e riflessioni a favore della Russia.
L’arresto può arrivare a trenta giorni, senza necessitare neppure di un mandato, e se l’accusa spazia nel terrorismo, sempre a loro insindacabile giudizio, neppure il legale del malcapitato, potrà avere accesso agli atti.
Del resto, tutte le agenzie pubblicitarie che sono al lavoro per promuovere il “brand” del paese coraggioso, che si ribella all’invasore, stanno organizzando campagne complesse in ben 15 Paesi ed è importante dargli una mano, magari acquistando una candela votiva con la faccia del presidente ucraino con tanto di aureola.
Andranno fortissimo, ne siamo certi, anche per rischiarare le lunghe notti dei battaglioni Azov, che siccome Zelensky ha origini ebree, non sono certamente neonazisti.
Così come, tutti quelli che raccontano di essere stati utilizzati come scudi umani dai soldati ucraini, sono sicuramente terroristi.
Nel frattempo è morta di stenti al 238° giorno di digiuno, l’avvocata per i diritti umani turca, Ebru Timtik.
Arrestata insieme ad altri 18 avvocati e condannata a 13 anni di carcere, sempre ovviamente accusata di terrorismo.
Digiunava per difendere il suo diritto ad un regolare processo.
Altri 3 sono già morti come lei, colpiti dallo stesso procedimento, combattendo con il loro corpo, fino alla fine.
Erdogan, altro noto democratico europeo e parte integrante della diplomazia in atto tra Russia e Ucraina, ha condannato all’ergastolo anche il filantropo Kavala, reo di aver sostenuto le proteste di Gezi Park.
Ma essendo nella Nato, anche questo non conta.
Meno male che qui le cose vanno molto meglio e i pochi giornalisti rimasti, degni di questo nome, sono ancora vivi.
Molti sotto scorta o seppelliti dalle denunce temerarie ma ancora vivi, che per un paese che ne conta 28 uccisi dal dopoguerra, non è male.
Intanto Feltri, rischiando al massimo degli insulti, si reca ai convegni di partito per vantare le origini milanesi del fascismo e ricordarci che anche Berlusconi, mica è nato a Sorrento.
Infatti.
A noi però preoccupa che un finanziatore di Cosa Nostra https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/3216-la-corte-di-cassazione-scrive-la-parola-fine-sul-processo-dell-utri, tesserato alla P2, possa aver piazzato a riformare la giustizia, un suo sottosegretario.
Sicuramente si tratta di insensate paranoie dettate da eccesso di informazioni.
Le stesse che ci dicono che invieremo degli esperti in Ucraina a verificare i crimini di guerra, compiuti dai Russi.
Praticamente, gli unici che potremo definire, da ora in avanti, con questo nome.
I politici europei di spicco, celebrano da mesi ormai, le libertà occidentali, contrapposte ai crimini di regime; ma stranamente, nessuno ha convocato una seduta straordinaria a Bruxelles per richiedere la liberazione di Assange.
Preso atto del nostro incredibile grado di disinformazione, molti neppure sanno chi sia Assange, qui di seguito, vi proponiamo la visione di uno spezzone estratto dalla trasmissione “ Presa diretta” che mostra uno dei tanti video pubblicati dal giornalista sulle missioni di pace Americane, commentato in italiano, tanto perchè possiate farvi un’idea…
Benché possa far sorridere, tra i tanti drammi, pare che anche Bianca Berlinguer, sia stata colpita per le sue ospitate a opinionisti filo russi.
Cartabianca silurata quindi per la prossima stagione televisiva, mentre si riconferma immutata la validità di Porta a Porta.
Ancor più grave, la chiusura di TeleJato, storica emittente televisiva siciliana, da 33 anni in lotta contro la mafia.
Il suo eroico staff, capitanato da Pino Maniaci, negli anni aveva resistito a tutto: attentati, auto in fiamme, cani uccisi,botte, minacce di morte, attacchi della magistratura, per poi finire, vittima dello Stato con le sue costose graduatorie, stabilite per il digitale terrestre, che escludono le piccole emittenti libere.
Che dire?
Noi siamo sempre quelli che pensano che il caso di Assange, sia di una gravità mostruosa e che ribalti ogni nostra convinzione pregressa circa la democrazia.
Pensiamo che gli Stati Uniti, non solo abbiano commesso reiterati crimini contro l’umanità ma che intendano continuare a farlo, visto che nessuno dei responsabili è stato punito al contrario di chi i crimini li ha mostrati.
Crediamo che la libertà di stampa esista solo fino a quando non disturba i piani alti del potere, da noi anche quelli bassi.
Crediamo infine che il caso di Assange dimostri che nessun paese è escluso, visto che nessuno ha ritenuto di difenderlo.
Crediamo quindi oggi, che le democrazie siano solo illusioni create ad arte per manovrarci meglio e che denaro e brama di potere, siano gli unici, veri, propulsori di ogni guerra. A seguire, il delirio di onnipotenza…
Accettare il fatto, che dire la verità sia un crimine, non ci trova pronti, malgrado tutto.
Passi che siamo obbligati a partecipare ad un conflitto che non ci riguarda e che non dovrebbe riguardare neppure la Nato.
Passino le sanzioni destinate ai russi che, al momento, stanno massacrando solo noi.
Passi che l’Ucraina compri il gas russo e noi pure, finanziando di fatto il conflitto.
Passi che i Russi siano diventati i nostri nemici, dopo aver contribuito attivamente alla liberazione dell’Europa dal nazismo.
Passi l’invio di armi da destinare alla guerra, in aperta contraddizione con la nostra Costituzione.
Insomma, passiamo tutto, anche i golpe all’italiana e i Presidenti del Consiglio che si consigliano da soli.
Ma per noi, parole come democrazia, civiltà e libertà, hanno ancora un senso, che non si applica a tutto questo.
Liberate Assange! State insultando ogni forma di vita intelligente, con la vostra ipocrisia.
Come potete impartire lezioni di democrazia da quel pulpito? Come potete pensare di poter essere credibili?
Il caso di Assange è una spietata conferma del reale stato in cui versa la democrazia in Occidente.
Le torture inflitte ad Assange, l’interminabile elenco di soprusi, ingiustizie e vergognosi intrallazzi internazionali per metterlo a tacere, urlano una sola verità, dalla quale purtroppo, nessuno stato democratico, può dirsi escluso.
Non si può bluffare in eterno. Quando si tirano giù le carte, il gioco finisce. Sappiatelo.
Napoli, la vittoria allo stadio “Grande Torino” significa terzo posto per gli azzurri: basteranno infatti due punti in due gare per la certezza matematica del podio. Ma quanti rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato.
Il terzo posto rispetto al quarto posto significa per il Napoli un introito superiore di 5 milioni e centomila euro tra diritti tv relativi al campionato e quelli relativi alla Champions e si sa che di questi tempi non sono dettagli trascurabili.
Ma prevalgono i rimpianti per ciò che poteva rappresentare questa stagione per il Napoli e che purtroppo non ha rappresentato. 40 punti per gli azzurri ottenuti fuori casa significano quasi sempre scudetto a fine stagione ma il Napoli ha dilapidato questo tesoretto molto importante nelle partite giocate tra le mura amiche al “Maradona” con sconfitte assolutamente evitabili come quelle contro Empoli e Spezia ma anche contro la Fiorentina, avversario sopravvalutato che dopo l’impresa al “Maradona” sta terminando nettamente in calando la sua stagione.
LA VITTORIA DEL NAPOLI AL “GRANDE TORINO”: LE SCELTE DI SPALLETTI.
Spalletti e il Napoli (ancora 4-2-3-1 con Mertens dietro Osimhen) si rendono conto subito nella sfida del “Grande Torino” di avere di fronte un avversario arcigno come il Torino di Juric che gioca come al solito uomo su uomo in ogni zona del campo con un grande pressing e decidono di cancellare subito quella costruzione dal basso.
Dopo averla scampata bella dopo dieci minuti sul colpo di testa ravvicinato di Belotti su cui si supera Ospina (quando ci si deciderà di allungare il contratto al colombiano e di puntare decisamente su di lui non sarà mai troppo tardi), Spalletti delega subito ad Ospina il compito di fungere da vero e proprio regista e di lanciare palla lunga ad Osimhen nella speranza che si crei qualcosa in avanti.
Niente costruzione dal basso per larghi tratti della gara (perchè non pensarci anche ad Empoli qualche settimana prima evitando il gravissimo errore di Meret?) ma il Napoli del primo tempo fa una gran fatica a costruire qualcosa di decente in attacco. Si segnala solo un tiro dal limite di esterno destro di Anguissa che sfiora il palo e una punizione di Mertens che va vicino al gol.
Nel secondo tempo la musica non cambia di molto ma almeno in campo c’è un Napoli più corto e che cerca di affondare di più a destra dove Singo inizia a barcollare. La gara inizia a svoltare sull’episodio del rigore fallito da Insigne e procurato da Mertens atterrato da Izzo dopo un sontuoso tacco di Osimehn. Ma Insigne da il peggio di sé qualche minuto dopo su un contropiede innescato da Mertens che mette in porta il capitano del Napoli che però invece di servire Lozano tutto solo a porta vuota sulla destra si intestardisce in un tiro che non poteva avere pretese.
Al resto pensa Fabian Ruiz che risulterà il migliore in campo per gli azzurri insieme ad Ospina, Koulibaly, Anguissa e Mertens. Un’azione da manuale che inizia rubando palla ad un ingenuo Pobega a centrocampo e termina da par suo con un sinistro che da dentro l’area di rigore non lascia scampo a Berisha.
E Spalletti? Oltre alla rinuncia alla costruzione dal basso di cui abbiamo già parlato in precedenza e che forse, davanti ad avversari che pressano tanto poteva essere fatta anche con qualche giornata di anticipo (vedi Empoli quando i buoi non erano ancora scappati…), nel finale ancora una volta toglie in pratica tutti gli attaccanti titolari tranne Osimhen (Mertens addirittura sostituito a 23 minuti dalla fine e non la prende benissimo) ma stavolta gli va bene contro il Torino e il terzo posto è praticamente blindato.
Ma la vittoria di Torino non fa dimenticare i rimpianti per una stagione che poteva essere storica per il Napoli e che alla fine non lo sarà. E Spalletti di sicuro sarà ricordato non per aver conquistato la qualificazione Champions ma per l’allenatore che ha perso uno scudetto gettando alle ortiche un titolo che poteva essere vinto (con tutti i limiti che ha il Napoli in rosa) contro avversari come Inter e Milan che assolutamente non erano superiori tecnicamente al Napoli.
L’invocazione della Madonna del Rosario di Pompei o, più semplicemente, della Madonna di Pompei, è tornata, con tanti fedeli, alla presenza dopo due anni.
La celebrazione della Messa e la recita delle preghiere alle ore 10:30 sarà presieduta dal Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
L’evento si tiene due volte l’anno: il 7 ottobre (Madonna del Rosario) e l’8 maggio (San Michele Arcangelo) ed è trasmesso in diretta televisiva.
Invocazione della Madonna di Pompei in diretta tv: palinsesto e streaming
Per chi volesse seguire l’evento in diretta tv basta seguire le frequenze del canale 21 a partire dalle ore 10:30 di oggi domenica 8/5.
L’evento sarà anche trasmesso in diretta streaming su www.canale21.it, il sito ufficiale del canale televisivo napoletano.
In onda anche in diretta su Tv2000, l’emittente della Conferenza episcopale italiana.
LA TRADIZIONE
Il Pellegrinaggio del Pignataro Maggiore è iniziato venerdì sera tardi, una passeggiata di 90 km che li separa dalla Terra Santa di Pompei, dove poi parteciperanno alla Messa e leggeranno le Scritture.
La petizione
Dal 1945 giungono nella città di Maria come pellegrini del passato, nella fatica del viaggio e con semplici zaini in spalla per adempiere agli antichi voti.
L’Italia è stata coinvolta nella grande tragedia della seconda guerra mondiale.
Anche gli uomini di Pignataro furono chiamati a combattere.
Promisero alla Madonna che, se fossero tornati a casa sani e salvi, sarebbero andati a piedi a Pompei ogni anno.
Le loro preghiere sono state accettate e quindi il rituale è stato ripetuto ogni anno da allora.
La storia della pittura e del culto della Madonna del Rosario di Pompei
Il culto della Vergine Maria del Rosario di Pompei, o più semplicemente della Madonna di Pompei, nasce alla fine del 1800 da Bartolo Longo, l’attuale Beato Bartolo Longo, che si dice fosse, mentre era nei campi. , sentì la Madonna dirgli:
“Se predichi il Rosario, sarai salvo”.
Il giovane Bartolo Longo fu così commosso da questo messaggio della Madonna, che abbandonò i circoli satanici che frequentava, e iniziò l’opera di diffondere la sua preghiera del rosario.
Tuttavia i primi tentativi di diffondere il Rosario non furono molto fruttuosi, e per questo si recò a Napoli, comprando un quadro affinché i pompeiani potessero facilmente convertirsi alla preghiera, questo di più.
Il destino ha voluto, una volta a Napoli, Bartolo Longo incontrò il suo confessore, che gli suggerì di contattare la suora Maria Concetta del convento di Porta Medina, che conservava un dipinto della Madonna del Rosario, che lo stesso confessore gli aveva affidato molti anni fa.
Il dipinto era in pessime condizioni, danneggiato dalle tarme e scolorito in tutta la parte, tanto che Bartolo Longo non volle accettarlo.
Ma su insistenza della suora, non poté rifiutare il dono, e con questo si recò a Pompei, su un carro solitamente utilizzato per il trasporto del letame.
Il dipinto, così com’è, sia per lo stato di degrado in cui versa che per l’errore nel dipinto, che raffigura Santa Rosa invece di Santa Caterina da Siena, è a rischio di interruzione.
Così Bartolo Longo decise di affidare il dipinto nelle mani di un restauratore, e contemporaneamente iniziò a costruire una nuova chiesa per esporre il dipinto.
Lla costruzione di questa chiesa sarebbe stata affidata alla contessa Marianna De Fusco, futura moglie dello stesso Bartolo Longo, che fece cospicue donazioni, e successive donazioni dei fedeli fecero sì che la chiesa venisse trasformata nell’attuale Basilica Papale Madre del Rosario.
Il dipinto Nostra Signora di Pompei, o Madonna del Rosario di Pompei, è stato venerato sin dalla sua prima esposizione pubblica.
Il 13 febbraio 1876, quando il dipinto fu esposto e venne presentato per la prima volta, avvenne il primo miracolo che fu la guarigione, a Napoli, di una ragazza affetta da epilessia incurabile.
In brevissimo tempo migliaia di fedeli cominciarono a venire a Pompei, chiedendo ciascuno un favore alla Madonna, tanto che oggi si stima che oltre 4 milioni di persone compiano il pellegrinaggio ogni anno, facendo così, di Pompei, una dei santuari mariani più visitati al mondo.
L’importanza della Basilica di Pompei per il mondo cattolico è testimoniata anche dal fatto che è stata visitata 4 volte da un Papa: in particolare, sia Papa Giovanni Paolo II, sia Papa Benedetto XVI e Papa Francesco hanno entrambi visitato il santuario.
Supplica alla Madonna di Pompei, il testo
O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo.
Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori.
Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore.
Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo.
Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave Maria
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli.
Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette.
Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci.
Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci.
Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi.
E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave Maria
Chiediamo la benedizione a Maria
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo.
Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti.
Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice.
Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana.
Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario.
Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo.
I Panini con Pollo Fritto, o Funghi, con Miele Caldo e insalata sono un allettante mix di consistenze e sapori – miele speziato, panatura scoppiettante, insalata rinfrescante – e offre una variazione vegana incorporata con funghi portobello, maitake o ostrica e insalata di cavolo cappuccio crudo.
Ingredienti
1 tazza di latticello, diviso
2 cucchiai di salsa piccante o pasta di peperoncino, qualsiasi tipo
1 1/2 cucchiaini di sale marino o da tavola fino, diviso
4 cosce di pollo disossate e senza pelle (1 libbra in totale), tagliate e dimezzate se molto grandi o 6 cappucci portobello o rami di funghi di ostrica o maitake (da 8 a 10 once in totale), attaccati all’estremità del gambo (vedi NOTA)
3/4 di tazza di farina per tutti gli usi o amido di tapioca, più altro se necessario
1 o 2 cucchiai di pepe di Caienna o un altro peperoncino piccante macinato, a seconda della tolleranza al calore
1/4 di cavolo cappuccio (9 once in totale), qualsiasi tipo, finemente sminuzzato
1/4 di cipolla rossa piccola (1 oncia), affettata sottilmente
Scorza e succo di 1 lime grande
5 rametti di coriandolo fresco, foglie e steli, tritati (facoltativo)
Olio di semi d’uva o di arachidi, per friggere
1/3 tazza di miele
1/2 cucchiaino di peperoncino tritato
4 panini rotondi, tostati se lo si desidera
PREPARAZIONE
Passaggio 1
In un piatto grande e poco profondo, sbatti insieme 3/4 di tazza di latticello, la salsa piccante e 1 cucchiaino di sale.
Aggiungere il pollo o i funghi, girando per ricoprire e immergendo se possibile.
Lascia a marinare mentre, in un piatto grande e poco profondo, sbatti insieme la farina o l’amido di tapioca, il pepe di Cayenna e 1/4 di cucchiaino di sale.
Passaggio 2
Per preparare l’insalata, in una ciotola capiente, unire il cavolo cappuccio, la cipolla rossa, il restante 1/4 di cucchiaino di sale, la scorza di lime e il succo.
Usando una forchetta, aggiungi i restanti 1/4 di tazza di latticello e il coriandolo, se lo usi.
Passaggio 3
Per friggere il pollo o i funghi, posiziona una griglia sopra una grande teglia bordata (o foderala con un sacchetto di carta pulito).
Passaggio 4
Usando una pinza, rimuovi ogni pezzo di pollo o fungo dalla marinata di latticello, scrollando via l’eccesso e immergilo nella miscela di farina.
Mescolare fino a quando ogni pezzo è ricoperto uniformemente tutt’intorno e in ogni fessura e fessura.
Passaggio 5
In una padella in ghisa da 12 pollici a fuoco alto, aggiungi l’olio fino a quando non è profondo circa 1 1/2 pollici e scalda fino a quando non registra 350 gradi su un termometro a lettura istantanea.
(In assenza di un termometro, versare un pizzico della miscela di farina umida nell’olio bollente. Se l’olio bolle vigorosamente, dovrebbe essere abbastanza caldo.)
Adagiare delicatamente il pollo o i funghi nell’olio, lasciandoli cadere per ridurre al minimo gli schizzi.
L’olio scenderà rapidamente di temperatura una volta aggiunta la carne o i funghi, ma salirà di nuovo.
Regolare il fuoco per mantenere una temperatura costante di 325 gradi e friggere per 3-5 minuti su ciascun lato, girando e ruotando i pezzi per verificare che non brucino.
Il pollo è cotto quando un termometro a lettura istantanea inserito nella parte più spessa della coscia raggiunge i 165 gradi.
I funghi sono cotti quando l’esterno è dorato scuro.
Passaggio 6
Togliere il pollo o i funghi dall’olio e trasferirli sulla griglia preparata (o un sacchetto di carta) a scolare.
Passaggio 7
Per fare il miele caldo, in una piccola padella scaldare il miele e i fiocchi di peperoncino fino a quando non compaiono delle bollicine sui bordi della padella, circa 3 minuti.
Togliere dal fuoco.
Immergere ogni pezzo di pollo o fungo nel miele caldo prima di servire sui panini, con un cucchiaio di insalata all’interno di ogni sandwich e un extra sul lato.
NOTA: se usi i funghi, cerca i funghi ostrica o maitake che abbiano all’incirca le dimensioni del tuo palmo, e possono essere fritti in un unico pezzo.
Auguri alle Mamme per una Festa introdotta tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento su iniziativa della pacifista americana Ann Reeves Jarvis e di sua figlia Anna, e poi di Julia Ward Howe autrice tra l’altro del testo della celebre canzone “Battle Hymn of the Republic”, by Bill and Gloria Gaither, che qui vi riproponiamo.
Ed ora eccovi le poesie per gli Auguri alle Mamme che, con l’amico Luciano Somma che ne è l’autore, dedichiamo a tutte voi con un affettuoso pensiero ed un grazie per tutto l’amore che sempre avete offerto ed offrite ai vostri figli e alle vostre famiglie.
Ancora grazie di esserci!
ORA NEL VENTO
Nell’oceano
Dei tuoi desideri repressi
Navigava il tuo credo di madre
Per istinto felina e protettiva.“ Donna partorirai con gran dolore “
e lo sapevi quando , per vocazione ,
sentivi dentro al tuo ventre
ad ogni parto
i palpiti e gli spasmi
e tu stringevi i denti
senza un lamento piena d’emozione.
Poi ad uno ad uno , col passar degli anni ,
ti lasciarono sola per andare
in una terra dove il pane è duro
a fare i vu’ cumprà o gli accattoni
ma tu non lo sapevi.
Nell’ultimo sospiro li chiamasti
come un appello antico , una preghiera,
e in quel momento
non tutti li vedesti al capezzale.
Ora madre senza confini , senza più desideri
tu certamente ascolti
echi dei vu’ cumprà , di quei tuoi figli,
nel vento, nell’azzurro, nella pace
dei tuoi incomunicabili silenzi
LUCIANO SOMMA
Now in the wind(versione in inglese)
In the sea
of your repressed desires
your mother’s credo navigates
by instinct feline and protective.
“Woman you shall give birth with immense labor “ and you knew it when, for vocation,
You felt inside your womb
With each labor pain
The heartbeats and spasms
And you clenched your teeth
Without complaint, filled with emotion.
Then, one by one, with the passing of time,
They left you alone to go
In a land where the bread is hard
To pitch the “will you buy” or become beggars
But you didn’t know.
In the last breath you called to them
Like an ancient plea, a prayer,
And in that moment
You saw none of them at your bedside.
Now, mother without boundaries, without further desires,
You certainly listen to
Echoes of “will you buy”, of your children,
In the wind, in the heavens, in the peace
Of your incommunicable silences.
Formula Uno: sul tracciato di Miami è pole position di Charles Leclerc che si qualifica davanti a Carlos Sainz e Max Verstappen. E’ prima fila tutta Rossa che si prepara al meglio alla gara di domani. Non bene invece la Mercedes che, dopo ieri, delude le aspettative. Da non perdere il GP in programma alle ore 21.30
Formula Uno, GP Miami: è tornata la Rossa! Pole position di Leclerc. La griglia di partenza
Nella pazza America è pole position per la Ferrari di Charles Leclerc che chiude davanti a Carlos Sainz e Max Verstappen. La Ferrari, dopo il weekend di Imola, è tornata! La Scuderia di Maranello si è infatti dimostrata molto forte nella parte guidata e i due piloti lo hanno certificato piazzandosi in prima fila in vista del GP di domani.
Bene ma non benissimo
In casa Red Bull invece hanno provato senza dubbio a rialzare la testa, a seguito dell’inizio poco incoraggiante, Max Verstappen e Sergio Perez. “Dobbiamo smettere di complicarci la vita” ha affermato nel post qualifiche Verstappen che ha mancato l’ultimo giro a seguito di un suo errore nelle prime curve del tracciato. Per lui, così come per Perez quarto, è tempo di focalizzarsi su domani. Il team austriaco sa di essere più forte della Ferrari sui rettilinei, ma non così tanto da permettere che solo questo fattore possa fare la differenza.
Aspettative non confermate
Ci si aspettava un’ottima Mercedes… e invece. Il sabato di qualifiche, il primo evento della verità, non ha confermato le aspettative del venerdì. Hamilton, primo dei Mercedes, chiude in sesta posizione, dietro all’eccezionale ed ex compagno di squadra Bottas su Alfa Romeo. C’è ancora da lavorare dunque sulla W13, che sembra esser tornata ad avere problemi di porpoising più evidenti. Da dimenticare anche la qualifica di George Russell. Il pilota inglese, a seguito della prima posizione nelle libere di ieri, delude molto le aspettative con la dodicesima piazza. Problemi sulla sua vettura o di strategia in casa Mercedes? Unica certezza per ora: domani sarà una gara in salita.
McLaren c’è…a metà
In casa McLaren invece è ancora Norris a portare in alto il marchio del team britannico. Il pilota inglese conclude all’ottavo posto, davanti al compagno di squadra Ricciardo solo quattordicesimo, alle spalle dell’Aston Martin di Sebastian Vettel. Ma è proprio l’Aston Martin un altro team che prova a rialzare la testa e, sostanzialmente, ci riesce grazie alla decima posizione di Stroll a seguito della qualificazione al Q3.
Chi delude
Delusione in casa Alpine che, a seguito dei problemi avuti sulla vettura di Esteban Ocon, ha sperato in un’ottima prestazione di Alonso, ipotizzabile anche in base a quanto visto nelle libere di venerdì. Lo spagnolo invece non convince e manca l’accesso al Q3. Domani infatti partirà dall’undicesima piazza, con accanto la Mercedes di Russell. Se questa poteva essere una pista a favore di Alpine, vista la grande forza di motore richiesta, per il team francese bisognerà ancora lavorare un bel po’ per portare a casa ottimi risultati domani. Non sorprende anche la Haas, con Schumacher e Magnussen che non vanno oltre la quindicesima e la sedicesima piazza. Per il team padrone di casa non è stata una qualifica stratosferica.
Chiude la Williams
Nelle retrovie continua a deludere la Williams, con Albon e Latifi in diciottesima e diciannovesima posizione, davanti all’Alpine di Esteban Ocon che, a seguito dell’incidente a muro nelle FP3, non è potuto scendere in pista per la sessione di qualifica.
Si archivia dunque così il sabato di qualifica. Non resta che attendere domani, con il momento della verità chiamata gara che scatterà alle ore 21.30!
Dopo la vittoria di misura maturata dal Napoli ai danni del Torino per 0-1, Luciano Spalletti è tornato a parlare.
Nel pre gara aveva lasciato spazio al proprio staff tecnico mentre nel post partita si è concesso alle domande dei presenti.
Le sue parole sono state raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:
Spalletti oggi il suo Napoli ha fatto un gol in stile Torino?
“Abbiamo fatto un bel recupero palla e mi fa piacere sottolineare la tripla pressione di Insigne che è partito da sinistra è arrivato fino a destra e ha costretto a giocare in condizioni non facili l’avversario, poi siamo stati bravi a riconquistare palla, poi Fabian ha la mazza da golf quando calcia; riesce a piazzarla, a volte sembra che le gambe vadano più piano ma con il pensiero è 3 volte avanti”
La non conferenza stampa di ieri?
“E’ una scelta mia, voglio dare merito ad un’estensione mia; vorrei dare merito a quelli che fanno molto lavoro sul campo e fuori dal campo, io parlo per 1 loro parlano per 7 sono molti di più ed attraverso quella che è una presenza; attraverso quello che è il voler far vedere che hanno un valore andare in campo e scaldarli ora che mancano 2 partite alla fine speciali e questo è importante piuttosto di pensare a vincere il prossimo campionato”
Il futuro a Napoli?
“Il futuro per noi calciatori quando siamo dentro questo lavoro è il prossimo allenamento e noi anche in questo caso perché si gioca di domenica ci si allena di martedì, come anche la settimana precedente prima di andare a Torino quello che è importante è vedere che abbiamo giocato, e siccome si gioca di sabato si parte di lunedì e non si dà il giorno di recupero. Quelle sono cose importanti dove i giocatori accettano di venire ad allenarsi in maniera seria nel giorno di recupero perché giochi di sabato”
Come lo vede Insigne?
“lui si è preso le responsabilità che altri magari non si sarebbero presi per la difficoltà che gli dà questo momento qui, poi lui deve vivere serenamente; ha fatto questa scelta qui ed è stata accettata da parte di tutti. Per noi non è facile perché si perde un calciatore del suo livello però poi lui ha già dimostrato tutto il suo talento e il suo valore di calciatore e di uomo e in conseguenza a questo lui può girare sempre a testa alta in campo perché è stato un calciatore leale e qualitativo e tutti ne abbiamo goduto”
Dopo la sconfitta incassata con il Napoli grazie alla rete di Fabian Ruiz, Ivan Juric, mister del Torino ha parlato nel post partita commentando le prestazione dei suoi uomini.
Le sue parole sono state raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:
Un Torino coraggioso ma senza cattiveria?
“Oggi non male ma neanche bene, è stata una partita media e certe cose le abbiamo fatte bene; altre mi aspettavo di più, abbiamo concesso troppo al Napoli. Abbiamo avuto delle occasioni dove dovevamo fare gol”
Ricci, come lo colloca Mister Juric per il futuro?
“Deve alzare il livello se vuole giocare, lui si è messo in discussione e ci lavora, c’è grande applicazione deve rubare meglio la palla e deve giocare meglio tecnicamente, deve crescere ancora tanto”
Come si alzano le ambizioni del toro?
“Deve decidere la società, quest’anno è stato molto positivo in tante cose, è stata costruita una squadra giusta; tosa, potevamo fare più punti però non è stato facile ribaltare perché i problemi ci sono stati. Decide la società, è chiaro se vuoi alzare l’asticella devi prendere giocatori forti, molti li perderemo; bisognerà fare un gran lavoro. La mia sensazione è che Torino ti chiede questa cosa qua, non puoi galleggiare verso il basso ci devi provare”
Il Procuratore Gratteri, numero uno per la mafia, non lo è per il Csm, organo pacifico ed istituzionale, che rinnega la guerra in ogni sua forma.
Mentre la riforma Cartabia istituisce i suoi controllori, sull’operato dei magistrati, noi preferiamo continuare ad utilizzare i nostri.
I magistrati bravi, quelli integerrimi, che fanno il loro lavoro con dedizione e impegno, minimo, li riconosci dalla scorta. sommando gli anni di scorta, col numero di attentati progettati a loro danno, ottieni facilmente la classifica.
In questo particolare momento storico, nel pieno del più grande maxi-processo contro la ‘ndrangheta, quello del quale nessuno vi parla, lo scalino più alto del podio, va al Procuratore Nicola Gratteri, che supera il Magistrato Nino di Matteo nella classifica dei morti che camminano.
E’ la mafia stessa a stilare le classifiche, in base al danno che questi uomini straordinari, sono in grado di arrecare loro.
Perchè si, una pallottola non costa niente ma quintali di tritolo, lunghi appostamenti, complessi accordi internazionali e tutto quel che occorre per far saltare in aria intere autostrade…te li devi meritare.
Nessun rischio quindi, per l’attuale classe politica, che con le sue forti correnti, ha spinto ancora una volta in alto mare, la candidatura di Gratteri come capo della Direzione Nazionale Antimafia.
Non sia mai, che ci mettono qualcuno che fa davvero la guerra alla mafia, con tutto quel che abbiamo da fare, proprio adesso, in Ucraina.
Del resto, abbiamo delle tradizioni da rispettare.
L’isolamento del Magistrato più esposto, comincia sempre così e siccome Gratteri è uno dei migliori da decenni, era già stato depennato a suo tempo dalla lista dei Ministri, a cura del presidente napolitano, esattamente come Falcone, venne bocciato quale Procuratore di Palermo.
Noi ce lo abbiamo scritto nella costituzione che aborriamo le guerre, figuriamoci quelle contro la mafia.
Diverso è se si tratta di inviare armi offensive che verranno utilizzate contro la Russia, un brutto regime totalitario, un paese mafioso, pieno di armi nucleari.
lì si, che siamo costretti a intervenire ma questa è un’altra storia alla quale pensa Lui.
Subito dopo la bocciatura di Gratteri, si è diffusa anche la notizia, già nota peraltro alle istituzioni al momento del voto, che dei Servizi stranieri hanno intercettato alcuni mafiosi che progettavano un altro attentato ai danni dell’eroico magistrato.
Poco tempo fa, un collaboratore, svelò che se ne stava organizzando uno anche ai danni di suo figlio.
I nostri servizi invece, molto impegnati in autogrill, pare non ne abbiano saputo niente.
Magari forniranno più avanti altre forme di collaborazione come già in passato…
Del resto quest’anno, ricorre il trentennale dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, una data importante, per ricordare il sacrificio di Falcone e Borsellino, di Francesca Morvillo e dei ragazzi delle scorte.
Cosa potremmo fare di meglio se non liberare i boss stragisti che non hanno mai collaborato con la giustizia, per onorare la loro memoria?
Dopo andranno tutti a stracciarsi le vesti, fra corone di fiori e discorsi di circostanza.
Poi ci chiediamo come mai, ci sono magistrati che tengono anni in piedi processi, contro la vecchietta che ha rubato per fame o verso chi ha aiutato i migranti… se questo non è un paese per giovani, neppure lo è per integerrimi eroi senza giustizia.
Ancora annaspiamo tra depistaggi di ogni tipo, pecore e pastori sempre in mezzo ad impedire l’arresto di pericolosi latitanti, una vitaccia per chi deve fare chiarezza.
Ma la Cartabia si che li avrebbe salvati se ci fosse stata allora col quadernino dei buoni e dei cattivi.
Visto il numero dei processi affossati al tempo, dal mitico Carnevale della Cassazione, i nostri amati paladini, sarebbero stati ritenuti degli incapaci, sollevati quindi dal loro ruolo, anziché dal tritolo. Questa sì che è lungimiranza incompresa.
Abbiamo detestato tutta la vita, quelli che dicono che in Italia non c’è niente da fare, che le cose non cambieranno mai, facendo così in modo che non cambiassero davvero, eppure ti viene da pensarlo eccome. Proprio adesso che tutto sta crollando.
Ma ci resta una speranza.
Potremmo fare una colletta fra cittadini oppressi e ricorrere anche noi alla Corte Europea per i Diritti Umani.
Certo, non abbiamo i soldi dei mafiosi, o dei politici corrotti ma mettendoci tutti insieme e trovando un buon avvocato, potremmo spiegare a lor signori in che Stato ci hanno ridotto, con i loro luridi voti di scambio, con una classe politica massomafiosa impossibile da estirpare, di quelle che più le mandi giù e più te le rimettono su.
Potremmo raccontargli delle nostre belle regioni lasciate in mano alla criminalità organizzata che non sarà russa ma ugualmente calpesta da sempre ogni diritto umano.
Potremmo raccontargli di tutti i nostri magistrati uccisi, dei giornalisti, delle forze dell’ordine, degli imprenditori che si oppongono al pizzo.
Potremmo parlargli dei vitalizi, dei tagli alla scuola e alla sanità, dell’informazione pilotata, del conflitto d’interesse che qui non esiste, proprio come la mafia.
Potremmo dire loro che siamo stanchi di essere governati da corrotti e pregiudicati, immuni ad ogni forma di giustizia.
Che vorremmo veder rispettata la Costituzione, persino nella legge elettorale ed anche veder applicate le leggi contro il fascismo che sta rifiorendo come non mai, grazie all’ignoranza sapientemente indotta e alla disperazione dilagante.
Chi ha saputo vedere le ragioni dei boss stragisti impenitenti, potrà forse vedere anche le nostre, che pur non avendo ammazzato nessuno, ci ritroviamo condannati a vita a dover subire tutto questo.
La mafia ama i simboli, lo sa che sono importanti.
Forse anche per questo, progetta i nuovi “botti” in occasione della ricorrenza trentennale dalle stragi, così come si cerca il modo di mettere fuori in tempo i Graviano, prima che facciano i nomi dei mandanti.
Mica vorremo rovinare le commemorazioni, trovando i colpevoli proprio adesso, no?
Del resto, il problema della pastorizia, continua ad affliggere il paese e la latitanza del super boss Matteo Messina Denaro, sta superando ogni record precedente di durata.
Proprio per questo, vorremmo stringerci idealmente in un disperato abbraccio con tutti i magistrati esposti al tritolo, per la nostra salvezza.
Vorremmo che Gratteri sapesse, che forse non siamo abbastanza ma che preghiamo per lui ogni giorno, consapevoli che la salvezza di questo paese è nelle mani di chi combatte le mafie a costo della propria vita, senza ricevere niente in cambio, nè riconoscimenti, nè onori, neppure un posto nei libri di storia, troppo impegnati ancora a spiegarci l’eroismo di garibaldi e dei suoi picciotti, al soldo dei piemontesi.
Mentre le nostre regioni più belle affondano, come la Calabria, lasciate alla gestione di cosche sanguinarie che in decenni di malaffare hanno preso il controllo totale del territorio, della sanità, della politica e del futuro degli abitanti.
Che sia per questo che non riusciamo ad appassionarci troppo alle guerre altrui, noi che siamo abituati ai territori occupati da feroci assassini, ai bambini soldato arruolati nella mafia o sciolti nell’acido (Giuseppe Di Matteo) se il padre sgarra?
Noi che abbiamo visto saltare palazzi, autostrade e teste mozzate per il tiro a segno in piazza, mentre aspettiamo i nuovi “botti” con la rassegnazione di chi è indotto a pensare che non ci sia niente da fare.
Come possiamo credere di poter fare qualcosa di utile per altri oppressi se in decenni non si è potuto fare niente contro i nostri stessi oppressori?
Neppure la speranza che alla fine, possano avanzare due carri armati da mandare al sud, insieme a qualche soldato, avanzato pure lui da qualche “missione di pace”.
No, proprio Gratteri, ci ha spiegato come molte armi finiranno infine nelle mani dei mafiosi, tritolo compreso.
Ed è con queste tristi consapevolezze che attendiamo le commemorazioni a reti unificate ed i nuovi annunciati attentati.
Tranquilli però sul fronte delle stragi di civili, visto che, sempre Gratteri, ci ha spiegato come queste non avvengano in tempi in cui le maglie della giustizia si allargano in favore della criminalità organizzata.
Praticamente, possiamo solo ringraziare ed ammirare il tanto decantato coraggio e la resistenza del popolo ucraino, senza però mai pensare che potremmo fare altrettanto.
Del resto, Totò Riina era notoriamente molto più civile e accomodante di Putin, il che rese possibili quelle trattative diplomatiche, impensabili oggi col dittatore russo, contro il quale, solo la guerra vale…
Dal fronte quindi della guerra alla mafia, l’unica che ammetta il pacifismo, registriamo un’ulteriore sconfitta, accompagnata da pessimi segnali generali.
Torino-Napoli, gli azzurri tornano a vincere in trasferta e ottengono un nuovo clean-sheet dopo circa tre mesi e blindano il terzo posto complice anche la sconfitta della Juventus a Genova. Un bel gol di Fabian Ruiz, migliore in campo per gli azzurri, decide il match a favore della squadra di Spalletti.
Analizziamo le prestazioni degli uomini di Spalletti nella trasferta del “Grande Torino”.
LE PAGELLE DEL NAPOLI NELLA VITTORIA CONTRO IL TORINO.
Ospina 6,5: grande parata dopo circa dieci minuti su un colpo di testa ravvicinato di Belotti. Da tanta sicurezza al reparto e fa quasi il regista del Napoli, che rinuncia alla costruzione dal basso per il grande pressing del Torino di Juric, con lancio lungo verso Osimhen.
Di Lorenzo 6: qualche apprensione di troppo sulla fascia destra dove imperversano Brekalo e Vojvoda ma alla distanza li doma molto bene. Alla ricerca della migliore condizione dopo un mese di stop.
Rahmani 5,5: qualche sbavatura di troppo e nel secondo tempo con il Napoli in vantaggio perde una palla sanguinosa a centrocampo innescando il contropiede molto pericoloso del Torino. Quasi un remake dell’azione che portò al gol Cabral della Fiorentina.
Koulibaly 6,5: gradualmente sta tornando il Koulibaly del girone di andata. Si era un pò perso dopo la Coppa d’Africa e oggi da grande sicurezza a tutto il reparto soprattutto nel finale di gara. Una sua percussione centrale nel primo tempo porta ad una punizione dal limite su cui Mertens sfiora il vantaggio.
Mario Rui 6: si vede poco nella fase di spinta ma è molto diligente sia nella fase difensiva che nella fase di costruzione del gioco. Uno dei più costanti nel rendimento in questo girone di ritorno.
Anguissa 6,5: una sicurezza a centrocampo che nei primi dieci minuti trova anche un bel tiro dalla distanza che esce di pochissimo alla sinistra del portiere del Torino, Berisha. Nel finale cerca anche una bella giocata in area di rigore avversaria.
Fabian Ruiz 7: sicuramente il migliore del Napoli. Un gol d’autore in un’azione tutta sua, strappando la palla a centrocampo a Pobega del Torino, fino ad arrivare in area di rigore e scagliare un sinistro che non da scampo a Berisha. La pubalgia lo tormenta di meno ora e viene fuori tutto il suo vero valore (dal 77° Lobotka 6: contribuisce al finale di gara tranquillo per il Napoli).
Lozano 6: molto battagliero sulla fascia destra anche se non è stata la sua migliore partita. Insigne gli nega la gioia di un gol praticamente a porta vuota dimenticandosi di servirlo (dal 68° Politano 6: in crescendo ma soprattutto da un buon contributo alla fase difensiva nel finale con il Torino che cerca il tutto per tutto per raggiungere il pareggio).
Mertens 6,5: nel primo tempo sfiora il gol su punizione. Nel secondo tempo si procura il rigore poi fallito da Insigne e subito dopo manda in porta ancora Insigne che spreca non passando la palla a Lozano tutto solo davanti alla porta. Non si capisce la sostituzione di Spalletti ad oltre 20 minuti dalla fine (dal 68° Zielinski 5,5: spezzone di gara abulico. Ancora alla ricerca della migliore condizione e in crisi d’identità. Spreca anche lui un passaggio facile per Elmas che era tutto solo davanti a Berisha).
Insigne 5: il peggiore del Napoli il capitano nella vittoria di Torino. Gioca più nella propria metà campo avversaria piuttosto che in quella avversaria. Sbaglia il rigore ma poi commette l’errore più grave: ben lanciato da Mertens, tenta la soluzione personale invece di servire Lozano che era tutto solo a porta vuota con Berisha fuori dai pali (dal 77° Elmas 6: si vede più nella fase difensiva nel finale a protezione del vantaggio. Ma il suo lo fa senza sbavature).
Osimhen 6: qualche errore tecnico di troppo lì davanti ma il suo contributo lo da in attacco. Qualche velo di troppo nel primo tempo anche inutile in qualche circostanza ma entra in maniera decisiva nell’azione del rigore con un tacco pregevole su cui arriva il fallo di Izzo su Mertens (dal 93° Petagna: senza voto).
Spalletti 6: il suo Napoli parte bene nei primi 20 minuti ma poi la gara soprattutto nella prima frazione di gioco è troppo sotto ritmo. Rinuncia quasi completamente alla costruzione dal basso delegando ad Ospina il ruolo quasi di regista con lancio lungo a cercare Osimhen. Nel finale ancora una volta toglie in pratica tutti gli attaccanti titolari tranne Osimhen (Mertens addirittura sostituito a 23 minuti dalla fine) ma stavolta gli va bene contro il Torino e il terzo posto è praticamente blindato.
Dodicesimo risultato utile in trasferta per il Napoli che batte il Torino 1-0 grazie alla rete di Fabian. E ora, il terzo posto si avvicina sempre di più
Il Napoli conferma il terzo posto. All’Olimpico Grande Torino finisce 1-0 per gli azzurri
Un’altra vittoria, sempre in trasferta, per il Napoli di Luciano Spalletti che batte 1-0 il Torino e consolida il terzo posto in classifica. Una buona gara da parte degli azzurri che si portano a quattro lunghezze di vantaggio sulla Juventus, che ieri è caduta a Genova. Decide il gol nel secondo tempo di Fabian Ruiz
Primo tempo senza ritmo
Nei primi quarantacinque minuti non ci sono state grosse occasioni da gol, anzi quasi zero. Entrambe le squadre hanno provato a costruire, impostare da basso, ma né Berisha né Ospina sono realmente stati in difficoltà. Unica vera e grossa occasione per sbloccare la partita è stata infatti per i granata con il colpo di testa di Belotti che ha impegnato Ospina. Il Napoli non è riuscito invece a tirare effettivamente in porta, nonostante il fraseggio degli azzurri sia stato molto positivo, con Mertens e Osimhen abbastanza coinvolti nell’azione.
La decide Fabian
Nella ripresa la musica è cambiata. La partita è entrata nel vivo subito con uno squillo da parte del Torino che ha messo in difficoltà il Napoli. Gli azzurri di Spalletti hanno saputo però rispondere, costruendo varie occasioni che hanno portato anche al calcio di rigore per fallo commesso su Dries Mertens. Dagli undici metri, si è presentato ovviamente il capitano Insigne che si è lasciato però ipnotizzare da Berisha. Nulla da fare dunque, si resta sul punteggio di 0-0, ma i ritmi della partita sono abbastanza alti. I granata ci provano con Belotti che col destro manda il pallone di poco a lato, ma alla fine è il Napoli che è riuscito a sbloccarla grazie al recupero di palla di Fabian che, in maniera del tutto individuale, entra in area e di sinistro realizza il gol dell’1-0. Gol che spacca la partita: il Napoli riesce a gestire i possibili, ma pochi e soprattutto nulli, attacchi del Torino.
Terzo posto sempre più vicino
Finisce così dunque a Torino. E’ una vittoria che dà morale al Napoli, per consolidare ancor di più il terzo posto in classifica, visto che la qualificazione in Champions è già stata portata a casa.
Juve Stabia, dopo i playoff sfumati solo per il -2 di penalizzazione è tempo di riflessione per ciò che potrà essere il futuro della società e della squadra gialloblè nella prossima stagione in un campionato che si preannuncia ancora una volta ostico con tante squadre blasonate ai nastri di partenza.
Inutile dire che la partita più importante per la Juve Stabia è quella che si sta disputando in questi giorni in Tribunale con la richiesta di ristrutturazione del debito presentata dalla società stabiese. Nel corso della prossima settimana o di quella ancora dopo dovrebbe arrivare la risposta del Tribunale, comunque non oltre il 31 maggio che rappresenta la vera deadline di tutta la vicenda.
Importante la tempistica perchè ad un’eventuale risposta positiva del Tribunale seguirebbero una serie di adempimento economici e passaggi burocratici per la Juve Stabia che andranno ultimati entro la data del 31 maggio affinché anche la Co.Vi.Soc. recepisca la decisione del Tribunale in prospettiva dell’iscrizione al prossimo campionato.
Dalla risposta del Tribunale dipenderanno i progetti futuri della Juve Stabia con la società che ha comunque pronto anche un piano alternativo nel caso in cui malauguratamente l’esito del concordato non dovesse essere positivo.
LA SCELTA DEL NUOVO DS PER LA JUVE STABIA.
Il primo nodo dovrà necessariamente essere quello della scelta del nuovo allenatore e del nuovo direttore sportivo. Con la prima che sarà inevitabilmente legata alla seconda scelta.
Walter Novellino ha operato bene nel corso dell’ultima stagione riportando una media punti di 1,53 punti a gara rispetto agli agli 1,38 fatti registrare di media da Stefano Sottili nel corso del suo interregno dopo l’esonero iniziale di Novellino conseguente alla sconfitta interna col Picerno.
L’unico rammarico probabilmente è stato quello proprio dell’esonero di Novellino perchè con il tecnico ex Napoli e Samp la Juve Stabia aveva raggiunto una solidità e un equilibrio di squadra, naufragato poi durante il periodo di mister Sottili che con il suo 4-2-3-1 ha esposto le Vespe a brutte figure soprattutto fuori casa dove sono state inanellate tante sconfitte consecutive.
Con il ritorno di Novellino in panchina, fatta eccezione per la trasferta di Monterosi, la Juve Stabia ha chiuso molto bene il campionato accrescendo i rimpianti per i playoff sfumati alla fine solo per il -2 di penalizzazione. Novellino nel corso dell’ultima conferenza stampa nel post della gara col Francavilla ha però evidenziato il desiderio di ripartire dalla categoria superiore l’anno prossimo e quindi difficilmente si ripartirà da lui.
Primaria rispetto alla scelta del nuovo allenatore sarà anche quella del nuovo ds. Ovviamente entrambe le scelte dipenderanno molto dall’esito del concordato e anche dagli obiettivi che si prefiggerà la Juve Stabia. Nelle scorse settimane si è vociferato molto sul possibile arrivo di Francesco Montervino, ex capitano del Napoli, ds giovane che ha fatto molto bene col Nola e poi col Taranto con cui ha vinto un campionato di Serie D e con cui ha ottenuto una salvezza tranquilla quest’anno prima del divorzio con il club pugliese.
Il sogno degli stabiesi è ovviamente rappresentato da un ritorno di Salvatore Di Somma, stabiese doc ma soprattutto ds nell’anno della fantastica promozione in Serie B del 2011 e nei due ottimi campionati in cadetteria dei due anni successivi con l’arrivo a Castellammare di tanti calciatori che ancora oggi vanno per la maggiore tra Serie A e Serie B.
QUALI CALCIATORI RAPPRESENTERANNO LA BASE DI PARTENZA DELLA JUVE STABIA DEL PROSSIMO CAMPIONATO?
Ma chi resterà alla Juve Stabia dei calciatori protagonisti dell’ultima stagione appena conclusa in gialloblè? La Juve Stabia ha diversi giocatori di proprietà e molto probabilmente si ripartirà proprio da questo blocco di partenza su cui andare a innestare pedine per la squadra del prossimo campionato.
Analizzando reparto per reparto la rosa attuale della Juve Stabia, sono diversi i calciatori già contrattualizzati da cui si potrebbe ripartire il prossimo anno. In difesa sono diversi i giocatori sotto contratto: Sarri (che tornerà dal prestito al Cosenza), Russo, Dini, Cinaglia, Peluso, Dell’Orfanello, Caldore, Tonucci, Panico. Per rendimento sicuramente la Juve Stabia dovrà ripartire da calciatori come Dini e Caldore che sicuramente hanno rappresentato il top della difesa gialloblè.
A centrocampo c’è un trio di calciatori da cui sicuramente bisognerà ripartire per la Juve Stabia del futuro: Scaccabarozzi (impiegato in più ruoli quest’anno e sempre con un più che soddisfacente rendimento), Schiavi (venuto fuori alla grande nella seconda parte del campionato) e Altobelli (autore di un più che buono finale di stagione).
In attacco sicuramente un calciatore da cui ripartire potrebbe essere Accursio Bentivegna (sicuramente il più tecnico e talentuoso degli avanti gialloblè) ma anche i giovani Della Pietra e Guarracino (fiori all’occhiello del settore giovanile della Juve Stabia) hanno dato un buon contributo nel corso dell’ultima stagione e potrebbero suscitare l’attenzione del prossimo allenatore della Juve Stabia che verrà.
Castellammare di Stabia: un turista americano subisce il furto del portafoglio alla stazione della Circumvesuviana. Insegue il ladro e lo picchia.
Castellammare di Stabia: ancora un’azione delittuosa a scapito di uno dei sempre più rari turisti stranieri che ancora si avventurano a venire a Castellammare incurante di quelle che ormai sono diventate avvertenze di routine che, ormai e purtroppo, vengono fornite ai turisti che intendono fare un salto a Stabia per godere delle tante sue bellezze: lungomare, terme, collina, monte Faito.
L’ultimo criminale episodio si è avuto nel corso della mattinata di ieri alla stazione della Circumvesuviana di Castellammare di Stabia, dove un turista americano che era in attesa del treno insieme alla moglie, è stato vittima di un furto.
Questa volta però il turista americano si è accorto immediatamente che il borseggiatore gli aveva sfilato il portafoglio e quindi lo ha rincorso, fendendo la folla che osservava attonita cercando di comprendere il motivo dell’inseguimento.
Una volta raggiuntolo, lo ha malmenato ed ha recuperato la refurtiva consistente nel portafoglio con soldi e documenti.
Buon per lui, malissimo per noi e la Città: un altro turista perso che di sicuro mai più tornerà e che ce ne farà perdere tanti altri con un passaparola di sicuro non lusinghiero.
UN SUGGERIMENTO PER IL COMUNE
A conclusione di quest’ennesima notizia di cronaca nera che investe la Città ci permettiamo di suggerire, all’amministrazione comunale, di farsi parte Civile in qualsiasi caso di criminalità che avvenga in Città a salvaguardia del buon nome (ormai perso?) della stessa, e chiedere i danni.
QUESTO possiamo fare noi come quotidiano anche del luogo: i Cittadini, invece, POSSONO PRETENDERLO e, in caso di inadempienza, possono essere loro a denunciare il Sindaco e la Giunta per mancata operosità a tutela della Città, a partire dal suo buon nome.
E questo vuol essere un altro suggerimento. Sarà raccolta dall’una o l’altra parte? Boh. Noi speriamo di sì e che possa essere l’inizio di un nuovo modo di vivere nella Città e di difenderla da tutto e tutti coloro che la distruggono giorno dopo giorno rendendola sempre più vasciaiola da che era Regina delle acque e Perla del Golfo.
Giovedì mattina è partito l’intervento di pulizia degli arenili di Castellammare per permettere, ai bagnanti, di godere della spiaggia e del mare per la stagione estiva
Infatti, ed è questa la buona notizia del momento, quest’anno gli stabiesi potranno tornare ad appropriarsi, non solo del litorale grazie alla radicale pulizia in atto, ma anche del mare di via De Gasperi recentemente ritornato balneabile.
L’intervento è partito, già da giovedì mattina, dalla spiaggia in corrispondenza del lungomare, ma che proseguirà fino a Marina di Stabia.
In tutto oltre quattro chilometri di spiaggia che saranno completamente ripuliti dai rifiuti “restituiti” dal mare spiaggiandoli sugli arenili.
I lavori proseguiranno ancora per una settimana, proprio per permettere una radicale pulizia di tutta la fascia costiera, dalla villa comunale al litorale di via De Gasperi.
L’intervento è a cura della Due A Tecnology, società che gestisce i servizi di igiene urbana sul territorio stabiese, mediante personale specializzato e attrezzature idonee dotate di un cestello capace di filtrare i rifiuti e restituire la sabbia “depurata”.
L’ insalata con Tomatillo, Fagioli Di Cumino e Patatine è un piatto vegetariano a più strati di prodotti diversi.
Il primo strato è costituito da tomatillos crudi, che sono aspri come una mela verde e succosi come un pomodoro (ma, se non li trovi, potresti anche sostituirli con pomodori a fette, cetrioli, lattuga iceberg o cavolo).
Poi arrivano fagioli neri speziati, ciuffi di panna acida piccante, cipolle rosse, un condimento piccante al lime e tortilla chips sbriciolate.
Ingredienti
225 g. (circa 5) di tomatillos (pomodori messicani) privati della buccia, dimezzati e tagliati a spicchi sottili. Se non li trovate potrete sostituirli con pomodori, cetrioli, lattuga iceberg o cavolo tagliati.
1 cipolla rossa piccola (140 g. circa), tagliata a metà e affettata sottilmente
Pepe nero macinato finemente
1/4 di tazza più 2 cucchiai di olio d’oliva, divisi
1 lime grande, sbucciato finemente e spremuto (circa 2 cucchiai di succo)
1 cucchiaino di salsa piccante verde; più altro per servire
Una lattina (400-500 g.) di fagioli neri, scolati e sciacquati
1 cucchiaino e 1/2 di cumino macinato
1/4 tazza di panna acida; più altra se necessario
Una bustina di tortilla chips (85 g circa); più altre se necessario
Sale marino fino
PREPARAZIONE
Passo 1
Disporre i tomatillos su un piatto da portata medio e cospargere leggermente di sale.
In una ciotola media, cospargere le cipolle con un pizzico di sale e pepe e mescolare con le mani finché le fette non iniziano ad appassire, da 1 a 2 minuti.
Passo 2
In una piccola ciotola, sbatti insieme 1/4 di tazza di olio d’oliva, la scorza e il succo del lime e la salsa piccante.
Condire a piacere con sale e pepe, assaggiare e aggiungere altra salsa piccante, sale e/o pepe, se lo si desidera.
Versare un quarto del condimento sui tomatillos.
Passaggio 3
In una padella media a fuoco medio, scalda i restanti 2 cucchiai di olio d’oliva fino a quando non luccicano.
Aggiungere i fagioli e il cumino e cuocere, mescolando, fino a quando i fagioli sono caldi e fragranti, da 3 a 4 minuti.
Condire a piacere con sale e pepe e togliere dal fuoco.
Passaggio 4
Versare i fagioli sui tomatillos, seguiti da una dozzina di cucchiai di panna acida delle dimensioni di un cucchiaino.
Coprire con la cipolla rossa, quindi versare il resto del condimento.
Sbriciolate sopra un paio di manciate di tortilla chips, aggiungendone altre se lo si desidera.
Se lo volete piccante, aggiungete altra salsa piccante.
Servire con patatine aggiuntive sul lato, se vi piacciono.