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Il caso di Emanuela Orlandii: oggi come ieri, come sempre!

Il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni, è uno dei più famosi e irrisolti della storia italiana e vaticana.

Il caso di Emanuela Orlandi: oggi come ieri, come sempre!

Il caso di Emanuela Orlandi è uno dei misteri più longevi e discussi della storia italiana.

La giovane, figlia di un impiegato vaticano, è scomparsa a Roma il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni (ieri avrebbe compiuto 55 anni) rientrava a casa dopo le lezioni di musica.

Negli anni successivi alla sua scomparsa, sono stati fatti vari tentativi per risolvere il caso, tuttavia, nonostante le numerose indagini e le presunte svolte, non c’è stata alcuna prova concreta che abbia portato alla verità

Il caso Orlandi fa parte, quindi, dei numerosi misteri che hanno segnato la storia dell’Italia, coinvolgendo persone comuni e ignare del gioco in cui erano cadute

IL CASO

Come ricordato anche su Wikipedia , il Papa di allora, Giovanni Paolo II, ha rivolto un appello ai responsabili della scomparsa di Emanuela durante l’Angelus del 3 luglio 1983, ufficializzando per la prima volta l’ipotesi del sequestro.

In seguito, il 5 luglio, è giunta una chiamata alla sala stampa vaticana da parte di un uomo con accento anglosassone, ribattezzato dalla stampa come “l’inglese”.

La sparizione di Emanuela Orlandi è stata associata a molte teorie, tra cui la possibilità che sia stata rapita per scopi di ricatto nei confronti della Santa Sede.

Padre Gabriele Amorth, esorcista molto stimato dal Papa della Santa Sede, ha affermato che Emanuela sarebbe morta durante un’orgia in Vaticano. Tuttavia, questa teoria non è stata confermata dalle indagini ufficiali.

Il Fatto Quotidiano, nel merito, ricorda che nel 2022 è stato rivelato un documento che riporta una sorta di nota spese – pari a 483 milioni di lire – affrontate dal Vaticano per mantenere Orlandi tra il 1983 e il 1997, ovvero 14 anni dopo la sua scomparsa.

Recentemente, c’è stata una novità nel caso, un audio delle sevizie con le voci maschili esiste e si trova agli atti di due inchieste giudiziarie, tra cui quella relativa alla sparizione di Emanuela.

Inoltre, una nuova intervista potrebbe svelare la verità dietro il caso, riportando al Vaticano e allo scandalo nelle stanze private di alti prelati.

Per questo motivo, negli ultimi anni ci sono state numerose manifestazioni a sostegno della verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e per chiedere giustizia per lei e per la sua famiglia.

Congedo mestruale in Italia: cos’è e come funzionerebbe

Il congedo mestruale è una legge proposta in Italia che consente alle donne con ciclo doloroso di assentarsi dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese.

Concedo mestruale in Italia: cos’è e come funzionerebbe

  • Il congedo mestruale non è ancora una legge in Italia.
    Tuttavia, ci sono state proposte di legge e campagne per introdurre un congedo mestruale per le donne che soffrono di dolori mestruali gravi e altri sintomi.
    Al momento, le aziende e le organizzazioni possono decidere autonomamente se offrire un congedo mestruale per le loro dipendenti.

Questa legge rappresenta una novità in Europa, poiché non esistono precedenti per quanto riguarda la tutela delle donne lavoratrici durante il ciclo mestruale doloroso.

La proposta di legge italiana prevede che il congedo mestruale sia usufruibile da tutte le donne con un rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato, sia esso a tempo pieno o parziale, determinato, indeterminato o a progetto.

Cos’ è il ciclo mestruale doloroso

Il ciclo mestruale doloroso, noto anche come dismenorrea, è una condizione comune che può causare dolore addominale, crampi e mal di schiena durante il periodo mestruale. Ci sono diverse cause possibili per la dismenorrea, tra cui squilibri ormonali, infiammazione o problemi con l’utero o le ovaie. Il trattamento può includere farmaci per il dolore, come gli antinfiammatori non steroidei (FANS), oltre a cambiamenti nello stile di vita come l’esercizio fisico regolare e la riduzione dello stress. In casi più gravi, potrebbe essere necessaria una terapia ormonale o un intervento chirurgico. È importante consultare un medico per determinare la causa specifica della dismenorrea e per trovare il trattamento più adatto.

La proposta in dettaglio

La norma è stata proposta perché in Italia i dati sulla dismenorrea sono allarmanti, con una percentuale che va dal 60% al 90% delle donne che soffrono durante il ciclo mestruale.
Ciò causa un tasso dal 13% al 51% di assenteismo a scuola e dal 5% al 15% di assenteismo nel lavoro. Inoltre, questo congedo non può essere equiparato alle altre cause di assenza dal lavoro.

La Stampa sottolinea che in assenza di una legge che tuteli chi soffre di mestruazioni dolorose, diverse aziende italiane hanno introdotto giorni di permesso retribuito per le loro dipendenti, come l’azienda veneta Ormesani.

Solo alcuni Stati hanno introdotto normative simili a quella voluta dal partito Podemos in Italia, come l’introduzione del congedo mestruale nel liceo artistico “Nervi-Severini” di Ravenna.

In conclusione, il congedo mestruale è una proposta di legge in Italia che mira a tutelare le donne lavoratrici durante il ciclo mestruale.

Le case che mettono più buon umore al mondo

Sono tante le destinazioni nel mondo per trovare case che mettono più buon umore, dalle case sull’albero che ricordano l’infanzia agli alloggi in vecchi sommergibili o cisterne, rifugi nella natura o con viste panoramiche mozzafiato.

Le case che mettono più buon umore al mondo

Le case possono avere un grande impatto sul nostro benessere e sul nostro umore.
Ci sono alcune case in particolare che sono considerate le più felici al mondo, e che hanno la capacità di migliorare il nostro stato d’animo. In questo articolo esploreremo alcune di queste case straordinarie, e vedremo come esse possono aiutarci a migliorare il nostro benessere.

Secondo un articolo su Fanpage, ci sono diverse destinazioni nel mondo che mettono di buon umore.
Tra queste, ci sono le case sull’albero, le case nella cisterna, e gli alloggi nel sottomarino.
Le case sull’albero sono particolarmente speciali, poiché ci permettono di sentirci in pace con la natura e lontani dallo stress della vita quotidiana.
Allo stesso modo, gli alloggi nel sottomarino ci permettono di immergerci in un mondo sottomarino unico e affascinante.

Per quanto riguarda le case nella cisterna, queste possono essere una scelta interessante per chi vuole vivere in un luogo un po’ fuori dal comune.
In molte di queste case, l’architettura è stata conservata per mantenere il fascino originale dell’edificio, creando un’atmosfera unica e suggestiva.

In generale, queste case straordinarie ci permettono di vivere in luoghi unici e affascinanti, lontani dallo stress della vita quotidiana e in grado di migliorare il nostro stato d’animo.
Se siete alla ricerca di un’esperienza unica e di un’abitazione che vi metta di buon umore, queste case potrebbero essere la scelta perfetta per voi.

In conclusione, le case che mettono più buon umore al mondo sono spesso una combinazione unica di creatività, originalità e tecnologia avanzata, mentre le case

Le case più strane al mondo: dove sono e quali sono

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Le case sono un simbolo dell’individualità e della creatività umana. Se vi state chiedendo quali sono e dove sono le case più strane del mondo, con questo articolo proviamo a segnalarvene alcune.

Le case più strane al mondo: dove sono e quali sono

Nel mondo ci sono molte case stravaganti e uniche che attirano l’attenzione dei visitatori e dei passanti. In questo articolo, esploreremo alcune delle case più strane e interessanti del mondo.

In primo luogo, la Dynamic Tower di Dubai, è un edificio unico che merita una menzione speciale.
Questo grattacielo rotante di 68 piani ha un’altezza di 313 metri ed è in grado di ruotare su se stesso. Inoltre, l’edificio è progettato per essere sostenibile, utilizzando fonti di energia rinnovabile per alimentare le sue funzioni.

In secondo luogo, la Casa sulla roccia è un’altra casa unica e stravagante.
Costruita nel 1968 su una roccia nel fiume Drina nei pressi di Bajina Basta, in Serbia, questa mini casa è stata costruita da alcuni giovani come rifugio e oggi è un’attrazione turistica.

In terzo luogo, il Boeing 727 trasformato in casa descritto su Fanpage è un esempio di come l’ingegno umano può trasformare gli oggetti in modo originale e insolito: la storia di Bruce. Campbell. Bruce Campbell ha scelto un vecchio aereo parcheggiato in mezzo alle foreste dell’Oregon come la sua casa ed è incredibile come è riuscito a trasformare gli interni.

In quarto luogo, una casa come la grotta, il cavalluccio marino di Dubai, la torre Goose Creek, la casa girasole rotante e la fabbrica di cemento, sono tutte esempi di abitazioni originali e stravaganti che attirano l’attenzione e la curiosità delle persone.

In quinto luogo, la casa più stretta al mondo si trova a Palermo, più precisamente a Petralia Sottana dove, infatti, si trova una casa larga solo un metro, 100 centimetri. Queste dimensioni hanno dello straordinario, così come la motivazione che ha spinto il proprietario a costruire una casa dalle dimensioni così ridotte.

Pare infatti che la casa in realtà sia il frutto di una ripicca che il proprietario ha voluto fare nei confronti del vicino di casa che da sempre si opponeva alla costruzione dell’abitazione per problemi di distanze. “A sfregio” il proprietario del terreno ha dato seguito alle lamentele del vicino, attenendosi alle distanze e costruendo così quello che ci stava: una casa larga 1 metro.

In sesto luogo, la casa a forma di cesto costruita da Dave Logaberger negli anni ’90.

In settimo luogo, la casa nel sottomarino in Nuova Zelanda.
I Beatles cantavano “Yellow Submarine” e la canzone non può non venirvi in mente alloggiando in un sottomarino giallo in Nuova Zelanda disponibile nella categoria Wow di Airbnb dove vivere avventure straordinarie e immaginari mondi marini meravigliosi.

In ottavo luogo, L’alloggio in cima al mondo.
Un’altra destinazione per sentirsi felici può essere in un luogo lontano da tutto e ad un passo dal cielo come una casa situata a 3.650 metri sul livello del mare a Machachi, tra le montagne dell’Ecuador, dove rilassarsi nella natura e un panorama che nelle giornate terse permette di vedere fino a sette vulcani e di notte un cielo stellato incantevole.

In nono luogo, Alloggiare in una grotta.
In Svizzera è possibile dormire all’interno di una grotta scavata nella montagna. L’incredibile alloggio, arredato con mobili di design, si trova a Vals, ed è il luogo perfetto per riconnettersi con la natura e rilassarsi nella vasca idromassaggio con vista mozzafiato sulle montagne circostanti.

In conclusione, le case più strane al mondo sono spesso una combinazione unica di creatività, originalità e tecnologia avanzata, mentre le case

ACCADDE OGGI 15 Gennaio: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 15 Gennaio è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #15Gennaio

ACCADDE OGGI 15 Gennaio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.„
Bertolt Brecht

Nati il 15 gennaio…
Molière (1622)
Martin Luther King (1929)
Lena Ressler (1940)

… e morti
Servio Sulpicio Galba (69)
Rosa Luxemburg (1919)
Yves Tanguy (1955)

ACCADDE OGGI 15 Gennaio:…

Accadde Oggi giornaliero1559 – Elisabetta I d’Inghilterra è incoronata regina nell’abbazia di Westminster.
1759 – Il British Museum di Londra apre al pubblico.
1919 – Soldati dei Freikorps rapiscono e uccidono Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.
1971 – Viene inaugurata la diga di Assuan.
1993 – Gli uomini del ROS dei carabinieri catturano Salvatore Riina.

Feste e ricorrenze

Religiose
Cristianesimo:

Vergine dei Poveri di Banneux
Sant’Abeluzius, (Chiesa ortodossa etiope)
Sant’Ableberto (Emeberto), vescovo
Sant’Arnold Janssen, fondatore
Sant’Arsenio da Armo, eremita
San Bonito di Clermont, vescovo
San Botonto, martire
San Ceolwulf di Northumbria, re di Northumbria e monaco
San Cosma di Maiuma, vescovo
San Diego de Soto, mercedario, martire
Sant’Efisio, martire
San Francisco Fernández de Capillas, domenicano, martire
San Giovanni Calibita, monaco
Sant’Ita, vergine
San Malardo di Chartres, vescovo
San Mauro abate, benedettino
San Paolo di Tebe, eremita
San Probo di Rieti, vescovo
San Romedio, eremita
San Sawyl Felyn, il “rosso”, re di Dyfed
Santa Secondina di Anagni, martire
Santa Tarsicia di Rodez, martire
San Viatore di Bergamo, vescovo
Beato Angelo da Gualdo Tadino, eremita
Beato Giacomo l’Elemosiniere, terziario dell’ordine dei Servi di Maria
Beati Martiri spagnoli del Patronato di San Giuseppe:
Beato Donato Rodriguez Garcia, laico
Beato Emilio Huidobro Corrales, laico
Beato German Garcia Garcia, laico
Beato Valentin Palencia Marquina, sacerdote
Beato Zacarias Cuesta Campo, laico
Beato Nicola Gross, martire
Beato Pietro di Castelnau, sacerdote certosino

Religione romana antica e moderna:
Carmentalia, secondo e ultimo giorno (ricorrenza della dedica del tempio di Carmenta)

Eventi

303 – A Nora viene martirizzato Sant’Efisio
1296 – Il Parlamento siciliano riunito al Castello Ursino di Catania riconosce Federico III come re di Sicilia
1559 – Elisabetta I d’Inghilterra viene incoronata nell’Abbazia di Westminster.
1582 – La Russia cede Livonia ed Estonia alla Polonia.
1759 – Il British Museum di Londra apre al pubblico.
1777 – Guerra d’indipendenza americana: Il New Connecticut (l’odierno Vermont) dichiara la sua indipendenza.
1782 – Il sovrintendente alle finanze Robert Morris si presenta davanti al Congresso per raccomandare la fondazione di una zecca e l’adozione della monetazione decimale.
1892 – James Naismith pubblica le regole della pallacanestro.
1919
Ignacy Jan Paderewski diventa Premier della Polonia.
Berlino: soldati dei Freikorps rapiscono ed uccidono Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.
Termina la Rivolta spartachista
1934 – Un terremoto colpisce il Nepal e l’India. I morti sono circa 10.700.
1936 – Il primo edificio completamente rivestito in vetro viene completato a Toledo.
1943 – Viene completata l’edificazione de il Pentagono sede del Dipartimento della Difesa statunitense.
1944 – Un terremoto colpisce la zona di San Juan in Argentina, i morti sono circa 5.000.
1945 – Viene fondata l’agenzia di stampa ANSA.
1947 – Viene trovata morta Elizabeth Short
1951 – Ilse Koch, moglie del comandante del campo di concentramento di Buchenwald, viene condannata all’ergastolo da una corte della Germania Ovest.
1967 – Viene disputato il primo Super Bowl. I Green Bay Packers sconfiggono i Kansas City Chiefs per 35 a 10.
1968 – La notte tra il 14 ed il 15 gennaio, nella Sicilia occidentale, si verifica il terremoto del Belice, che provoca vittime, ingenti danni, e la distruzione parziale o totale di alcuni paesi, come nel caso di Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago, che verranno poi ricostruiti.
1969 – L’Unione Sovietica lancia la Sojuz 5.
1970
Dopo 32 mesi di lotta per l’indipendenza dalla Nigeria, il Biafra si arrende.
Muammar Gheddafi viene proclamato premier della Libia.
1971 – Inaugurazione della diga di Assuan sul Nilo.
1973 – Guerra del Vietnam: Citando i progressi nei negoziati di pace, il presidente statunitense Richard Nixon annuncia la sospensione delle azioni offensive sul Vietnam del Nord.
1974 – Happy Days debutta sulla rete televisiva ABC.
1975 – Il Portogallo concede l’indipendenza all’Angola.
1976 – L’aspirante assassina di Gerald Ford, Sara Jane Moore, viene condannata all’ergastolo.
1987 – Per la prima volta la pubblicità viene inserita in un home video: è uno spot di “Diet pepsi” nella VHS di “Top Gun”.
1990 – Un errore di programmazione paralizza la rete telefonica AT&T negli USA. Sessanta milioni di persone rimangono scollegate dalla rete e settanta milioni di chiamate vengono interrotte.
1992 – La Comunità Europea riconosce formalmente la Slovenia e la Croazia.
1993 – Viene catturato e arrestato Salvatore Riina. Il latitante viene arrestato dai Carabinieri mentre percorre in auto la circonvallazione di Palermo, assieme al boss di San Lorenzo Salvatore Biondino. Riina è disarmato e non oppone resistenza. Era latitante dal 1969.
2001 – Nasce, apparendo su Internet, Wikipedia, un’enciclopedia libera basata su Wiki.
2002 – Nasce il servizio di Mobile Number Portability.
2005 – Arrivano sulla Terra le foto della sonda Huygens su Titano.
2007 – Collisione nello Stretto di Messina. Scontro tra il “Segesta Jet” e la “Susan Borchard” con un bilancio di 4 morti e un centinaio di feriti.
2008 – Alcuni studenti dell’università La Sapienza di Roma manifestano contro il Papa Benedetto XVI che è costretto ad annullare la sua lectio magistralis.
2009 – Ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson, a New York, del Volo US Airways 1549.

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ALMANACCO – ACCADDE OGGI 15 Gennaio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Incontro di calcio Napoli-Juventus: denunce e sanzioni.

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L’incontro di calcio Napoli-Juventus è stato teatro di numerosi interventi delle autorità locali con denunce e sanzioni varie

Partita “sentita” dentro e fuori dallo stadio

Nella giornata di ieri, a ridosso della partita di serie a tra Napoli e Juventus, in programma al “Maradona”, le forze dell’ordine si sono dedicate al mantenimento dell’ordine pubblico per assicurare un tranquillo svolgimento della partita.

Interventi durante il match

Gli agenti di polizia del Commissariato San Paolo hanno sanzionato 6 persone per essersi presentate allo stadio senza il biglietto; ben 12 persone sono state scovate con delle sostanze stupefacenti e, quindi, sanzionate per detenzione di stupefacenti ad uso personale.

Diverse denunce mosse nei confronti di persone tra i 16 e i 39 anni per aver tentato di scavalcare e passare da un settore all’altro dello stadio.

Numerose sanzioni per violazioni al regolamento da stadio; una persona è stata denunciata per essere entrata allo stadio in possesso di un coltello, mentre un’altra ha acceso fumogeni durante la partita.

Ancora, una terza persona è stata intercettata mentre lanciava delle uova verso l’autobus della squadra ospite; nei loro confronti è stata avviata la procedura di emissione del Daspo.

Gli agenti hanno, inoltre, controllato i dintorni dello stadio per contrastare il fin troppo diffuso lavoro dei parcheggiatori abusivi.

Ben 16 i soggetti scovati dai poliziotti a svolgere il servizio di parcheggiatore abusivo, mentre il personale di Polizia Locale ha contestato ben 123 violazioni di vario genere al Codice Della Strada.

Juve Stabia, i convocati di Colucci per il match col Monterosi

Juve Stabia, diramata la lista integrale dei convocati di mister Leonardo Colucci per il match col Monterosi in programma domani al “Romeo Menti” alle 17:30 e valevole per la ventiduesima giornata del campionato di Lega Pro Girone C.

Reintegrato ormai già dal derby con la Turris in lista il centrocampista Erradi, sarà solo una l’assenza per la rosa a disposizione di mister Leonardo Colucci.

Mancherà infatti solo il portiere Matteo Esposito fuori da lungo periodo per infortunio mentre non è convocato l’altro portiere Sarri in quanto fuori lista.

Di seguito la lista integrale dei convocati di mister Colucci per la sfida tra Juve Stabia e Monterosi valevole per la 22esima giornata del campionato di Lega Pro girone C.

“Il tecnico Leonardo Colucci ha reso nota la lista dei 26 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Monterosi, valevole per la ventiduesima giornata del campionato di Lega Pro, in programma domani, domenica 15 gennaio 2023, con inizio alle ore 17:30 presso lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Portieri: Barosi, Maresca, Russo.

Difensori: Caldore, Cinaglia, Dell’Orfanello, Maggioni, Mignanelli, Peluso, Picardi, Vimercati.

Centrocampisti: Altobelli, Berardocco, Carbone, Erradi, Gerbo, Maselli, Ricci, Scaccabarozzi.

Attaccanti: Bentivegna, D’Agostino, Guarracino, Pandolfi, Santos, Silipo, Zigoni.

Non convocati: Sarri.

Indisponibili: Esposito.

Squalificati: –

S.S. Juve Stabia”. 

Napoli, manita alla Juventus e saluti ad Allegri: il calcio ha vinto

EDITORIALE – Al Maradona, il Napoli ha tramortito la Juventus con un sonoro 5-1, in una notte che consegna, agli azzurri, conferme e consapevolezze.

Prova di forza al Maradona per gli uomini di Luciano Spalletti, che spazzano via la Vecchia Signora dal campo con un risultato prossimo ad essere tennistico.

Un 5-1, di fatto, storico, che ha un unico precedente nella storia: quando il Napoli, col medesimo risultato, si regalò la Supercoppa Italiana il 1 Settembre 1990, in quello che fu, a tutti gli effetti, l’ultimo trofeo azzurro di Diego Armando Maradona.

Una Juventus che si presentava al Maradona con un filotto ragguardevole di 8 vittorie consecutive e soprattutto, col dato ancor più evidente, di essere la migliore difesa della serie A, con appena 7 reti subite nelle precedenti 17 giornate.

In parte, a dire il vero, una possibile motivazione a questa granitica fase difensiva l’aveva data già Luciano Spalletti in sede di conferenza pre-gara, rimarcando, a ragion veduta, che è più semplice prendere meno goal se l’identità di gioco di una squadra è costantemente quella di starsene rintanata nella propria metà campo.

Ed è con questo approccio che la Juve Allegriana si è presentata al Maradona, che poi è lo stesso con cui aveva vinto, di riffe o di raffe, le 8 gare prima.

La differenza sostanziale tra le altre e il Napoli, in Italia e in questo preciso periodo storico, è che questo atteggiamento ostruzionistico, con gli azzurri, NON PAGA.

Questo perché la filosofia degli Spalletti Boys è ferocemente e diametralmente opposta: giocare a calcio e imporsi con la superiorità del proprio gioco, anziché ricorrere a mezzucci, furbate ed espedienti di vario genere.

Parafrasando un cult di Sergio Leone, potremmo affermare che: “quando una squadra senza gioco incontra una squadra con un gioco dominante, la squadra senza gioco è una squadra morta”.

Se poi a favore della squadra col gioco dominante c’è anche una condizione fisica in costante miglioramento, per quanto non ancora di massimo rilievo, le possibilità per la squadra “senza gioco” diminuiscono ulteriormente, aggiungeremmo noi.

Citando proprio lo sconfitto Max Allegri, potremmo dire ancora che “il calcio è un gioco semplice”.

Fortunatamente non è più quello a cui è abituato lui e per il Napoli è stato un vantaggio in più.

Rinunciare in maniera totale e consapevole a qualsivoglia tentativo di offensiva, nel calcio dei nostri giorni equivale a condanna quasi certa. Può premiarti in singole partite, ma sul lungo periodo, con ogni probabilità, questo atteggiamento ti punirà. Perché, come dice Max Allegri, “il calcio è un gioco semplice” e come mi diceva in questi giorni Paolo Del Genio, mio maestro e punto di riferimento nel mestiere di sforzarmi d’essere un buon giornalista, “ciò che conta è fare giocate all’altezza della nostra qualità, facendo bene i passaggi e giocando la palla veloce”.

Il Napoli è riuscito a fare questo: ha opposto il calcio all’anti-calcio, la proposta alla rinuncia, il coraggio alla paura.

L’ha fatto, stavolta, anche accettando di essere umile, in frazioni di primo tempo in cui la Juve, pur sotto 1-0, ha tentato di darsi qualche possibilità dopo la traversa di Di Maria ( peraltro propiziata da gravissimo errore di Rrahmani).

L’ha fatto, ancora, dopo il 2-1 marcato proprio dal campione del mondo argentino, quando ancora Rrahmani stava contribuendo a siglare il pareggio juventino, evitato solo da una prodezza di Meret.

Per il resto, ha colpito.

Con tecnica, qualità e anche una notevole dose di cinismo, tutte doti che hanno incarnato la cifra con cui Osihmen e Kvara hanno interpretato la partita: 3 goal su 5 sono i loro con 1 assist ( e mezzo) per ciascuno di loro. Mattatori.

Le certezze della Juve che si sgretolano nella notte del Maradona. La difesa di granito che fa acqua da tutte le parti e forse restituisce giustizia a un tentativo di rincorsa, quello degli uomini di Allegri, che probabilmente li ha visti raccogliere assai più punti di quanti non ne avrebbero meritati davvero sul campo.

Merito del Napoli, in tutti i suoi effettivi.

Merito del suo portiere, un ragazzo umile e silenzioso, ma che in queste prime 18 partite sta dicendo di essere, per rendimento, probabilmente il migliore nel suo ruolo in Italia, zittendo critiche e detrattori.

Merito del duo Rrahmani e Kim, che qualche sbavatura di troppo la fa ancora registrare, forse dovuta pure a una condizione fisica ancora da perfezionare.

Ma che ormai rappresenta, a pieno titolo, una certezza di questo Napoli.

Merito di Giovanni Di Lorenzo, capitano instancabile di mille rincorse, solidità e costanza al servizio dei suoi.

Merito di Mario Rui, osteggiato per anni senza ragione, ma che per ora si prende la palma di secondo miglior assist-man della serie A, dietro solo Milinkovic Savic. E che, ciò che è più importante, conferma il fatto che di lui ci si può fidare contro chiunque.

Merito di un centrocampo ancora da puntellare per stato di forma ( e pensa te…) con un Anguissa, se non a mezzo servizio, quasi e un Zielo che spegne e accende gli interruttori, ma quando ha palla tra i piedi contribuisce ad aumentare la cifra tecnica dei suoi in modo vistoso.

Merito di Lobotka, fosforo al di sopra della norma.

Merito di Matteo Politano, motorino a tutta fascia, che non sarà Kvara ma ha un cuore grande così.

Di Kvara ed Osi abbiamo già detto, col nigeriano che sfata un’altra diceria infame sul suo conto: quella di non essere mai decisivo contro una big.

Complimenti per il pronostico.

E complimenti, soprattutto, ai “dodicesimi”.

Agli uomini pronti a subentrare, con spirito, abnegazione e dedizione. A quell’Elmas che ormai è diventata l’autentica freccia in più all’arco di Spalletti e che sa fare tante cose e tutte con molta qualità. Tra cui segnare, per esempio e portarsi già a 5 reti in campionato ( non l’aveva mai fatto così tanto nei 3 precedenti campionati col Napoli e siamo solo a metà stagione).

Merito di Oliveira, che non fa rimpiangere Mario da Sines, il compare con cui si alterna.

Merito di Spalletti, merito della società.

La partita di ieri certifica che nessun’altra in Italia dovrebbe vincere lo Scudetto più del Napoli. Per giustizia, meritocrazia e superiorità espressa sul prato verde. Quella stessa che, contrapposta ai tentativi di barricate di Allegri e soci, mette in pace col calcio e regala ai tifosi azzurri una serata da raccontare.

Segnale dopo segnale, conferma dopo conferma, la capolista se ne va.

Approccia imponendo la manovra e trova le prime 2 segnature con lucidità e sangue freddo. Prende il 2-1, soffre ma non capitola. Fa il 3-1 al primo pallone vagante, si scioglie e diventa bella da paura. Bella che le luci dell’intero Maradona se la mangiano con gli occhi, come si fa col primo amore. E lei si specchia nei flash dei telefonini, lei, dominatrice incontrastata di questa serie A.

Fa il quarto, il quinto, poi potrebbe farne ancora ma va bene così. Il calcio ha vinto, Allegri no.  A un passo dal giro di boa, il Napoli intravede uno spicchio di Scudetto, lo accarezza e se ne va.

A cura di Antonio Ingenito

Juve Stabia-Monterosi Tuscia, la presentazione del match

Juve Stabia-Monterosi Tuscia, la presentazione del match: le Vespe cercano il decimo risultato utile nelle ultime 11 gare di campionato e soprattutto il ritorno alla vittoria tra le mura amiche dopo il buon pareggio in trasferta nel derby con la Turris.

I TEMI DI JUVE STABIA-MONTEROSI TUSCIA.

Un doppio intreccio per la Juve Stabia del presente e del passato la sfida in programma al “Romeo Menti” tra la Juve Stabia e il Monterosi Tuscia allenato ormai da un anno e mezzo da Leonardo Menichini.

Proprio Menichini infatti rilevò Leonardo Colucci sulla panchina della Reggiana nella stagione 2016-2017 dopo l’esonero dell’attuale allenatore delle Vespe. Ironia della sorte, quella Reggiana allenata da Menichini terminò il campionato al sesto posto e incrocio nei playoff nazionali proprio la Juve Stabia eliminandola dopo un arbitraggio a dir poco discutibile che annullò un gol regolarissimo di Ripa nei minuti finali della gara di ritorno al “Menti”.

Colucci però nella conferenza post-gara dice di non avere alcun spirito di rivalsa nei confronti del collega del Monterosi e sposta l’attenzione su una gara molto tosta contro un Monterosi che è temibile perchè cambia spesso modulo e non da molti punti di riferimento in campo.

Tra le fila del Monterosi tre ex importanti in campo: si tratta di Max Carlini, che grande peso ha avuto nell’ultima storica promozione in Serie B della Juve Stabia nella stagione 2018-2019, Vincenzo Della Pietra ceduto proprio la scorsa settimana in prestito con diritto di riscatto alla società biancorossa, e infine Lorenzo Borri che tra le Vespe non ha mai giocato ma che arrivò alla Juve Stabia nell’estate del 2019 per poi essere ceduto più o meno un mese dopo.

Due le assenze rilevanti entrambe per squalifica nel Monterosi che con ogni probabilità dovrebbe essere schierata al Menti col modulo 3-5-2: si tratta del bomber Costantino, espulso nell’ultima gara col Potenza, e del difensore Verde.

La gara sarà diretta dal sig. Domenico LEONE della sezione di Barletta al suo secondo anno in Serie C. Leone sarà coadiuvato da Glauco ZANELLATI della sezione di Seregno, assistente numero uno; Giacomo BIANCHI della sezione di Pistoia, assistente numero due; Valerio VOGLIACCO della sezione di Bari, quarto ufficiale.

PROBABILI FORMAZIONI JUVE STABIA-MONTEROSI TUSCIA.

JUVE STABIA (4-3-3): Barosi; Maggioni, Altobelli, Caldore, Mignanelli; Scaccabarozzi, Maselli, Ricci; Silipo, Zigoni, Pandolfi. 

Allenatore: sig. Leonardo Colucci.

MONTEROSI TUSCIA (3-5-2): Alia;  Mbende, Tartaglia, Borri; Piroli, Lipani, Gasperi, Parlati, Cancellieri; Della Pietra, Di Paolantonio. 

Allenatore: sig. Leonardo Menichini.

Colucci: “Presto per parlare del mio futuro. Pensiamo al Monterosi”

Leonardo Colucci, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con il Monterosi.

Le dichiarazioni di Colucci sul match con il Monterosi Tuscia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Avrò molto piacere di rivedere Menichini, che conosco dai tempi in cui era il secondo di Mazzone. Il Monterosi poi non merita la classifica che ha; è una squadra tosta che cambia spesso modulo e non dà punti di riferimento.

Giocheremo avanti al nostro pubblico quindi ci sarà voglia di fare bene, come sempre, cercando di portare a casa punti importanti. Ci siamo allenati bene e vedremo domani cosa riusciremo a fare. La condizione della squadra è complessivamente buona e mi aspetto un approccio forte alla gara.

Ai tempi della Reggiana avevo dato le dimissioni a dicembre, poi la squadra mi dimostrò immenso affetto e mi convinse a tornare sui miei passi. Purtroppo però delle dinamiche si erano rotte e successivamente ci fu l’avvicendamento con Menichini. Non ho quindi alcun desiderio di rivalsa nei suoi confronti.

È ancora presto per parlare del mio futuro alla Juve Stabia. Ne deve ancora passare di acqua sotto i ponti e l’attenzione va dedicata tutta agli impegni in campo. Poi sicuramente ci sarà modo di parlare con il club e valutare il futuro.

Dobbiamo migliorare nell’atteggiamento e negli errori individuali. Con la Turris abbiamo perso tre, quattro palloni sanguinanti e in questi aspetti ad esempio dobbiamo crescere. A volte perdiamo di “cazzimma” durante la gara e questo pure è un fattore nel quale la Juve Stabia può fare di più.

A volte non vediamo subito lo smarcamento dell’attaccante e non lo serviamo, come altre volte le punte non si smarcano: sono errori non imputabili ad un reparto o al singolo in cui dobbiamo ancora completare il processo di crescita.

La squadra è composta da 24 ragazzi quindi ci può stare qualche cambiamento di settimana in settimana. Si pensa sempre a quali soluzioni attuare anche in funzione dell’avversario e del momento della stagione.

Gerbo? È arrivato tardi rispetto a tanti ragazzi, ora sta bene e sono contento di lui. Ovviamente devo fare delle scelte in tutti i reparti.

La classifica ora come ora non è importante. C’è ambizione di migliorare sempre, partendo dal mantenimento della categoria, tramite la valorizzazione dei giovani, che era il vero e principale obiettivo della Juve Stabia. Pensiamo a fare bene di settimana in settimana, facendo più punti possibili e poi vedremo dove saremo.

Della Pietra e Tonucci sono andati via per trovare più spazio ed il secondo anche per motivi personali. Dispiace sempre perché a livello umano sono legato a tutti i ragazzi. Devo massimo rispetto a chi ha fatto bene fino ad ora ma se dovesse arrivare qualche nuovo innesto sarei contento di allenarlo”.

Kraken, la nuova variante del Covid è, ora, dominante in Europa

La variante Kraken del Covid-19 è stata rilevata per la prima volta in Italia a dicembre 2022 e, secondo quanto riportato dalle fonti scientifiche, in meno di 2 mesi è diventata la variante dominante in Europa.

Kraken, la nuova variante del Covid è, ora, dominante in Europa

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, la variante Kraken si distingue per una maggiore trasmissibilità rispetto alle altre varianti del virus e, pur essendo ancora in fase di studio, si ritiene che possa avere una maggiore capacità di eludere gli anticorpi generati dalle vaccinazioni e dalle infezioni naturali.

Il numero di casi positivi alla variante Kraken in Italia è ancora basso, come riportato da La Stampa, ma le autorità sanitarie stanno monitorando attentamente la situazione per prevenire una nuova ondata di contagio. [2]

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un allarme sulla variante Kraken, sottolineando il rischio di una nuova ondata di contagio a causa della maggiore trasmissibilità della variante.

In generale, i sintomi della variante Kraken sono simili a quelli delle altre varianti del virus, ma gli esperti stanno ancora studiando se possono esserci differenze nella gravità dei sintomi e nella capacità di eludere gli anticorpi.

Per prevenire la diffusione della variante Kraken, è importante continuare a seguire le misure di prevenzione come il distanziamento fisico, l’utilizzo di mascherine e la vaccinazione.

Inoltre, è importante continuare a monitorare la situazione per prevenire una nuova ondata di contagio.

CRONACA

 

 

Menichini, scopriamo chi è l’allenatore avversario delle Vespe

Leonardo Menichini, allenatore del Monterosi Tuscia, affronterà la Juve Stabia domani al “Menti”: scopriamolo da allenatore e da calciatore.

Nato a Ponsacco l’11 dicembre del 1953 ha avuto una discreta carriera sia da calciatore (sia stopper che libero) che da allenatore formatosi alla scuola di Carlo Mazzone e da sempre legato al modulo tattico 3-5-2.

LA CARRIERA DI MENICHINI DA CALCIATORE.

Difensore centrale in grado di disimpegnarsi sia come libero che come stopper, ha disputato in carriera 9 campionati di Serie A con le maglie di Roma, Catanzaro e Ascoli, totalizzando 202 presenze in Serie A, e 31 in Serie B con Verona e Novara. Il suo risultato di maggior prestigo da calciatore è senza dubbio la promozione in Serie A ottenuta col Verona nel campionato 1974-75.

LA CARRIERA DI MENICHINI DA ALLENATORE.

La prima esperienza di Menichini da allenatore è nel Riccione. Poi, tappa fondamentale della sua carriera, diventa il vice di Carlo Mazzone dal 1991 al 2003, anno in cui divenne allenatore dell’Ancona neopromosso in A, venendo esonerato dopo quattro giornate.

Nel 2005 rilevò Salvo Fulvio D’Adderio alla guida della Torres in Serie C1, salvando la squadra. Sempre nel 2005 andò in Albania alla guida del Tirana ma viene esonerato a novembre lasciando il club al secondo posto. Ha poi ripreso il lavoro a fianco di Mazzone da febbraio a giugno 2006 alla guida del Livorno. Nell’aprile 2008 venne nominato allenatore del Lumezzane in Serie C2 con cui consegue attraverso i playoff la promozione In C1. Nel 2009-2010 vince sempre col Lumezzane la Coppa Italia Lega Pro e si piazza al sesto posto in Serie C1.

Nell’estate del 2010 passa al Crotone ma a fine novembre viene esonerato dal suo incarico. Al suo posto subentra Eugenio Corini. Ma dopo i risultati non attesi, Menichini viene richiamato dal Crotone, per sostituire lo stesso Corini salvando la squadra.

Il 9 giugno prolunga il contratto con la società calabrese di un anno fino a giugno 2012 ma il 23 gennaio 2012 viene esonerato dopo la quarta sconfitta consecutiva subita sabato 21 contro il Varese.

Nel dicembre 2012 passa al Grosseto venendo esonerato dopo soli due mesi. La tappa successiva è a Pisa nel 2014 con cui a fine campionato rescinde consensualmente il contratto.

Il 18 agosto 2014 subentra a Mario Somma alla guida della Salernitana di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, con cui, il 25 aprile 2015 ottiene, con due giornate d’anticipo, la promozione in Serie B. Nonostante ciò il 20 giugno seguente viene esonerato.

Nel febbraio 2016 viene richiamato dalla società granata per sostituire Vincenzo Torrente che ha ottenuto 23 punti in 24 giornate, riuscendo, dopo una cavalcata di risultati utili, a salvare la squadra dopo i play-out contro il Lanciano. Il 10 luglio viene però sostituito da Giuseppe Sannino.

Nella 2016-2017 un incrocio importante con la Juve Stabia del presente e del passato. Infatti nel corso di quel campionato di Lega Pro subentra proprio a Leonardo Colucci sulla panchina della Reggiana, alla ventiduesima giornata e termina la stagione al quinto posto del girone B.

Perde poi nella semifinale dei play-off dopo aver affrontato proprio la Juve Stabia di mister Carboni (subentrato a Fontana) nel primo turno dei playoff nazionali con un arbitraggio a dir poco discutibile che nella gara del Menti negò un gol regolarissimo a Ripa nei minuti finali che poteva portare le Vespe al superamento del turno.

La stagione successiva inizia male e dopo la settima giornata viene esonerato.

Nel 2018 viene ingaggiato dalla Lucchese, in Serie C firmando un biennale. Ma presto arriva ancora l’esonero.

Il 9 maggio 2019 torna alla Salernitana per la terza volta sostituendo Angelo Gregucci e con la squadra a ridosso della zona play-out a una giornata dal termine. Il 9 giugno conduce alla salvezza la Salernitana grazie alla vittoria ai rigori nella gara di ritorno contro il Venezia. Il 30 giugno dello stesso anno, viene sostituito da Gian Piero Ventura alla guida della Salernitana.

Arriva poi l’esperienza con la Primavera della Lazio alla cui guida tecnica resta due anni prima della chiamata del Monterosi Tuscia.

Il 10 novembre 2021 viene nominato nuovo tecnico del Monterosi Tuscia, club di Serie C. Con il Monterosi Menichini riesce a centrare a sorpresa l’obiettivo playoff terminando la stagione regolare al nono posto. I biancorossi vengono però eliminati al primo turno dei play-off per mano della Virtus Francavilla (2-2) per via del peggior piazzamento in classifica.

 

Napoli – Juventus (5-1). Le foto dei calciatori in campo

Guarda le foto di Napoli – Juventus (5-1) realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci raccontano come i ragazzi allenati da Luciano Spalletti, al “Diego Armando Maradona”, sommergono di gol la Juventus allenata da Massimiliano Allegri.

Gli azzurri dimostrano che la sconfitta con l’Inter è stata solo un incidente di percorso, lo sanno bene la Sampdoria e ieri sera la Juventus.

La partita termina al novantatreesimo col sottofondo si “la capolista se ne va”, il Napoli vola a +10 della Juve e attende la risposta delle milanesi. Con i tre punti di stasera gli azzurri nonostante ci sia da giocare tutto il girone di ritorno, iniziano a mettere una mano importante sullo scudetto!

Queste sono le foto di Napoli – Juventus:

Il Tabellino della gara

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui (25′ st Olivera); Anguissa, Lobotka, Zielinski (34′ st Ndombelè); Politano (1′ st Elmas), Osimhen (34′ st Raspadori), Kvaratskhelia (44′ st Lozano).

A disp.: Marfella, Sirigu, Juan Jesus, Bereszynski, Ostigard, Demme, Zedadka, Simeone, Zerbin, Gaetano.

All.: Spalletti

Juventus (3-5-2): Szczesny; Danilo (28′ st Iling), Bremer, Alex Sandro; Chiesa, Mckennie, Locatelli (13′ st Paredes), Rabiot (38′ st Soulé), Kostic; Di Maria (28′ st Miretti), Milik (13′ st Kean).

A disp.: Pinsoglio, Perin, Gatti, Rugani, Fagioli.

All.: Allegri

Arbitro: Doveri

Marcatori: 14′ Osimhen (N), 39′ Kvaratskhelia (N), 42′ Di Maria (J), 10′ st Rrahmani (N), 20′ st Osimhen (N), 27′ st Elmas (N)

Ammoniti: Danilo (J)

Le azioni da rete:

Al quattordicesimo Politano serve Kvaratskhelia al centro che si diletta in una sforbiciata, l’estremo difensore juventino si supera e devia ma trova Osimhen tutto solo che di testa appoggia il pallone in rete per l’1-0 Napoli!

Trentottesimo Politano lancia verso Osimhen, Bremer tocca goffamente di fianco, la palla resta li e la recupera il nigeriano che viene circondato da tre avversari, lavora il pallone e serve Kvaratskhelia tutto solo in area di rigore che calcia rasoterra a giro sul secondo palo ed è 2-0 Napoli che ritrova anche il gol del georgiano.

50′ minuto: Dagli sviluppi del calcio d’angolo battuto da Kvaratskhelia, la palla bassa sul dischetto dell’area di rigore sorprende tutti tranne Rrhamani che calcia al volo e trova l’angolino basso e sigla il 3-1 Napoli!

Al 65′ ancora Napoli in gol: Mario Rui pressa Bremer sulla linea di fondo, sporca il rilancio e Kvaratskhelia prende palla e serve un assist al bacio per Osimhen che stacca tutto solo fra i due difensori ed insacca il 4-1 Napoli!

I partenopei non si fermano più, al settantunesimo Elmas salta Alex Sandro e calcia verso la porta, trova la deviazione di Bremer che beffa l’estremo difensore polacco ed è 5-1 Napoli!

Tragico incidente a Caivano, nel napoletano: Operaio morto schiacciato

Una morte assurda, come lo sono tutte le disgrazie che avvengono sul luogo di lavoro alla quale hanno assistito impotenti la mamma, Angela Bellopede, e il fratello di Antonio Benito, che lavoravano per conto della «In Joint», azienda che cura per la «M&C» tutta la logistica.

Tragico incidente a Caivano, nel napoletano: Operaio morto schiacciato

Un tragico incidente sul lavoro si è verificato a Caivano, in provincia di Napoli, il 12 gennaio 2023.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, un operaio di 22 anni, Antonio Golino, sarebbe rimasto schiacciato da un bancale all’interno dell’azienda M&C.

La vittima, originaria di Marcianise, un comune in provincia di Caserta, è stata soccorsa tempestivamente dai Carabinieri della locale compagnia, ma purtroppo non è sopravvissuta alle gravi ferite riportate.

Il fatto

Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, le cause del crollo improvviso dei bancali sarebbero da circoscrivere a due punti.

Questi dispositivi sono tarati per sopportare un determinato peso, superato il quale, come viene ipotizzato nel caso della morte di Antonio Golino, le staffe sottoposte a un carico eccessivo, il doppio se non addirittura il triplo di quanto consentito, possono cedere determinando il crollo dei contenitori.

I carabinieri della compagnia di Caivano, diretta dal capitano Antonio Maria Cavallo, hanno accertato che negli istanti precedenti al crollo dei recipienti di plastica, nessun addetto aveva lavorato alla pila, che di fatto era completa.

  • E il povero Antonio nemmeno si trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

La assurda morte di Antonio Golino ha lasciato sgomenta e attonita l’intera comunità di Marcianise, che si è stretta intorno alla famiglia del giovane presso la cui abitazione si registra un incessante via vai di parenti, amici, semplici cittadini per testimoniare la loro vicinanza.

Le indagini sulla tragedia di Caivano

L’incidente, avvenuto verso le ore 8:30 del mattino, ha sconvolto la comunità e sollevato domande sulla sicurezza sul lavoro nella zona industriale di Caivano.

Le indagini sono in corso per determinare le cause esatte dell’incidente e per stabilire eventuali responsabilità.

La morte di questo giovane operaio rappresenta una triste perdita per la sua famiglia e per la comunità.

È importante che tutte le misure necessarie vengano prese per garantire la sicurezza dei lavoratori e prevenire ulteriori incidenti del genere.

Vanessa Incontrada vittima di un incidente. Tanta paura per lei

Vanessa Incontrada è un personaggio amato del mondo dello spettacolo, molto seguita sui social e nota per aver messo in luce il problema del bodyshaming

Vanessa Incontrada vittima di un incidente. Tanta paura per lei

L’incidente della Incontrada sul set di Fosca Innocenti 2 ha suscitato preoccupazione tra i fan dell’attrice.

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano la Incontrada, che è la protagonista della serie Fosca Innocenti 2, è rimasta coinvolta in un incidente durante le riprese.

L’attrice si è vista finire all’improvviso una moto di grossa cilindrata sul piede, il tutto fortunatamente senza grandi conseguenze. A raccontare cosa è accaduto nel dettaglio sui social è la new entry Giovanni Scifoni, responsabile dell’accaduto

Tra le new entry della nuova stagione, oltre Scifoni, troviamo anche Sergio Munìz, Maria Chiara Centorami e Caterina Signorini. Non ci resta che attendere stasera per il primo di quattro episodi, alla scoperta delle indagini e dei legami del vicequestore di Arezzo, Vanessa Incontrada.

Il Fatto.

Sembra la Incontrada si sia ritrovata, all’improvviso, con una moto di grossa cilindrata sul piede, il tutto fortunatamente senza grandi conseguenze.

A raccontare cosa è accaduto nel dettaglio sui social è stato proprio il responsabile dell’accaduto, la new entry Giovanni Scifoni,

Altro, evitando di rincorrere bufale e informazioni varie non confermate,  non è ancora dato sapere per cui restiamo in attesa di ulteriori dettagli sull’incidente e ci auguriamo che Vanessa Incontrada stia bene.

La sagra senza fine Shakira Piqué porta nuovi guadagni ad entrambi

Secondo quanto si può apprendere dalle news diffuse nel web e riportate anche da Fanpage, che la coppia Shakira Piqué abbia attraversato un periodo difficile e che Shakira abbia cercato di trovare una soluzione attraverso la terapia di coppia.

La sagra senza fine Shakira Piqué porta nuovi guadagni ad entrambi

  • Spesso quando finisce un amore, c’è qualcuno che soffre più dell’altro: la storia di Shakira e Piqué non è diversa da quanto accade a tante altre persone che vivono lontane dai riflettori.

La relazione tra Shakira e Piqué si sarebbe raffreddata dopo il viaggio di Natale fatto dalla coppia a Orlando assieme ai figli.

Stando al quanto si è potuto apprendere, sembra che, a quel punto,:

“Lei abbia proposto una terapia di coppia, ma lui abbia rifiutato perché non voleva aggiustare nulla, non voleva continuare con lei”

e avrebbe cominciato a far coppia con la ventiduenne Clara Chia, rendendo così impossibile, per la coppia, il superamento  delle loro difficoltà.

Da lì in poi è stato un lento scivolare verso una conclusione inevitabile.

Da qui in poi abbiamo assistito alla:

  1. reazione di Shakira portata in scena, ieri, con un nuovo singolo
  2. controreazione della 22enne Clara Chiaia

La reazione di Piqué

C’era molta attesa per vedere se Gerard Piqué o la sua nuova compagna Clara Chia Martì (che in un primo momento aveva postato un paio di storie criptiche poi cancellate) avrebbero risposto a tono a qualcosa che non si era mai visto nella storia della musica.

Perché di canzoni autobiografiche ce ne sono state tante, anche con allusioni ad amori finiti male, ma un testo così pieno di riferimenti personali precisi e velenosi all’ex partner come quello dell’ultimo pezzo di Shakira davvero non si ricorda.

Le parti più forti della canzone sono quelle in cui Piqué viene descritto come qualcuno non all’altezza della statura morale della colombiana.

Non viene trascurata nemmeno la giovanissima Clara che è dipinta come una donna di livello infinitamente più basso, con un attacco personale che ha attirato anche qualche critica, vista la quantità di tossicità emanata nei confronti di qualcuna che probabilmente non era l’obiettivo contro cui scagliarsi da un pulpito così impari.

Il 35enne catalano ha approfittato di una diretta su Twitch riguardante il suo nuovo progetto sportivo, la Kings League, per replicare col sorriso sulle labbra, trascinando nel clima ilare anche tutti gli altri presenti.

Si pensava anche a possibili frecciate nei confronti del presidente della Liga Javier Tebas, che aveva definito la competizione una pagliacciata, ed invece Piqué ha stupito tutti.

Dopo pochi minuti dall’inizio della diretta, l’ex calciatore ha fatto il primo annuncio che non riguardava affatto la Kings League ma era una risposta chiaramente sarcastica ad una delle strofe più famose della canzone di Shakira, quella in cui dice «hai scambiato una Ferrari con una Twingo, hai scambiato un Rolex con un Casio».

Collegandosi a questa strofa, infatti, Piqué ha annunciato che la bistrattata Casio era il nuovo sponsor del torneo mutando così il tutto in una nuova fonte di guadagno:

“La Kings League ha raggiunto un accordo con Casio, perché abbiamo tanti countdown e tanti orologi”, ha detto!

Poi ha proseguito con un’altra frase dal significato ancora maggiore sul piano personale:

“Questo orologio è per la vita”.

A quel punto lo youtuber Ibai Llanos ad Aguero ha chiesto:

“Perché ha detto questo?”

“Per via della canzone di Shakira”,

ha risposto il Kun, facendo scoppiare a ridere tutti i presenti.

Insomma la relazione con Clara – in questo parallelismo col marchio Casio – è destinata a durare parecchio, non è certo l’avventura di qualche mese per la quale Piqué ha lasciato Shakira.

Da lì in poi, gli annunci della Kings League sono passati in secondo piano, mentre Piqué distribuiva orologi Casio a tutti quanti.

Gadget personalizzati: come usarli per promuovere un brand

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I gadget personalizzati rappresentano un ottimo strumento per promuovere un brand e avere una spinta in più per posizionarsi sul mercato e farsi conoscere dalla nicchia di riferimento.

Quando un marchio è conosciuto e il suo nome viene divulgato riesce a raggiungere senza dubbio dei risultati in più. La distribuzione di gadget personalizzati fa parte di una strategia molto più ampia, però è un tassello importante per la maggior parte delle attività commerciali.

L’ideale è avere a disposizione un’ampia scelta di gadget personalizzati, da quelli più economici come le penne o i block notes da regalare per esempio ai nuovi clienti o potenziali tali, fino ad arrivare a gadget come chiavette USB, borsoni e capi d’abbigliamento personalizzati per i clienti fidelizzati.

Perché scegliere i gadget personalizzati per promuovere il brand

I gadget personalizzati devi distribuirli ai potenziali clienti, quelli nuovi ma anche quelli fidelizzati. In base a questo sceglierai se regalarne uno più semplice o articolato. Lo scopo è quello di promuovere un brand cioè diffondere il nome, ma anche i dati di riferimento per semplificare il contatto.

Numero di telefono, sito web, email e indirizzo fisico dell’attività commerciale o dell’ufficio funzionano come promemoria per il cliente, in questo modo saprà come contattarti qualora non ricorda più queste informazioni importanti.

I gadget personalizzati poi devi sceglierli in modo che siano coerenti con l’attività che svolti e la tua vision. Se per esempio sei orientato verso prodotti green, anche i gadget devono muoversi sulla stessa lunghezza d’onda in modo tale che rafforzino la politica ecosostenibile che hai adottato.

Alcuni oggetti come le penne tendono poi a girare da una persona a un’altra e questo fa si che il tuo marchio venga diffuso. Una personal shopper invece viene usata in pubblico e anche in questo caso il tuo marchio viene diffuso. Come vedi lo scopo è quello di regalare alle persone oggetti utili e che di conseguenza useranno. Un semplice gadget personalizzato si trasforma così in un veicolo promozionale.

Alcuni esempi di gadget personalizzati

Su portali come StampaSi puoi scegliere davvero tra un’infinità di gadget differenti. il nostro suggerimento è di:

  • Sceglierne sempre alcune tipologie differenti in modo da regalarle ai clienti in base al grado di fidelizzazione raggiunta
  • Acquistare gadget personalizzati stagionali, magari in linea con le promozioni del momento
  • Ordinare i gadget in linea con il mercato di riferimento a cui ti rivolgi, in modo tale da essere certo che venga reputato utile e non sia dimenticato in fondo a un cassetto.

Tra i gadget più apprezzati e di uso quotidiano troviamo diversi tipi di oggetti. La cosa importante non è solo scegliere quelli che possono piacere ai tuoi clienti, ricordati infatti che la personalizzazione è la chiave di tutto. Così facendo oltre a fare un regalo utile, fai un po’ di auto-promozione e hai la possibilità di rafforzare il tuo nome ed espandere anche il giro di clientela.

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  • Articoli di cancelleria come penne, matite, quaderni, block notes e calcolatrici
  • Capi d’abbigliamento personalizzati come le magliette e i cappellini
  • Oggetti utili, come borse da mare, borsoni per la palestra, shopper riutilizzabili, borracce in alluminio…
  • Oggetti tecnologici come gli auricolari, i caricatori, i power bank e le chiavette USB.

StampaSi per l’acquisto dei tuoi gadget personalizzati

StampaSi è un e-commerce specializzato nella creazione e vendita di gadget personalizzati. E’ nato nel 2007 grazie a due giovani imprenditori che hanno scelto di approfittare sin da subito del mondo online per avviare la loro attività commerciale.

Tutti i gadget che vende StampaSi sono di alta qualità,  inoltre l’azienda mette a disposizione un catalogo virtuale ampio, con oltre 6000 articoli differenti caricati. In questo modo riescono a soddisfare le tue esigenze e ti propongono anche delle alternative creative per personalizzare capi d’abbigliamento, gadget tecnologici e di copisteria.

Utilizzano per la stampa delle tecnologie innovative sul mercato, da quella serigrafica fino ad arrivare alla tampografica. In questo modo garantiscono la massima resa per il prodotto finale. Tutti i loro prodotti sono rivolti alle aziende che desiderano rafforzare il brand, ma anche ai privati che hanno bisogno di alcuni gadget personalizzati per se stessi o gli amici.

Neo papà voleva dare al figlio il nome del nonno ma…

A Mariglianella, nel Napoletano un neo papà voleva, come da tradizione, che il figlio portasse il nome del nonno paterno; moglie e suocera si sono opposte e lui ha incendiato il furgone della nonna dando: terno per il lotto.

Neo papà voleva dare al figlio il nome del nonno ma…

Il nome del bambino è una scelta importante per i genitori, poiché rappresenta una parte significativa dell’identità del bambino. Tuttavia, scegliere il nome per il proprio figlio può anche essere un processo complesso e talvolta controverso.

Cosa prevede la legge

In primo luogo, è importante seguire le regole stabilite dalla legge per quanto riguarda i nomi consentiti. Importante ricordare, ad esempio, che  è possibile scegliere qualsiasi nome, anche straniero, ma deve essere scritto con le lettere dell’alfabeto italiano comprese, X, Y, W, J e K, e non sono ammessi altri caratteri.

Usi e costumi

Inoltre, i genitori devono considerare anche la cultura, le passioni, i ricordi e le aspettative come fattori importanti nella scelta del nome del bambino. Incluse le tradizioni:

“Scegliere il nome da dare al bambino in arrivo vuol dire confrontarsi con tanti fattori: la cultura dei genitori, le loro passioni, i ricordi, le aspettative”.

A volte, tuttavia, la scelta del nome può diventare una questione controversa, soprattutto se i genitori non sono d’accordo sul nome da dare al bambino.

In questi casi, la legge prevede che i genitori possono risolvere la questione in tribunale.

Un punto fermo è e resta che “l’Anagrafe non può vietare un nome pur che si attenga alle disposizioni del comma 4 dell’articolo 34 del D.P.R. 396/2000 che recita:

“È vietato imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi, un cognome come nome, nomi ridicoli o vergognosi”.

Conclusione

In generale, la scelta del nome per un bambino è una questione personale e significativa per i genitori.

È importante seguire le regole stabilite dalla legge e tenere conto dei fattori culturali, personali e emotivi nella scelta del nome.

Tuttavia, in caso di disaccordo, la legge fornisce un meccanismo per risolvere la questione:

In generale, la legge stabilisce che entrambi i genitori hanno il diritto di dare un nome al loro bambino.
Tuttavia, se i genitori non riescono a trovare un accordo su un nome, la decisione finale spetta al giudice.
Il giudice terrà conto dei migliori interessi del bambino e potrebbe prendere in considerazione fattori come la tradizione familiare, la pronuncia del nome e la sua facilità di scrittura e lettura.
In alcuni casi, il giudice può decidere di assegnare un nome temporaneo al bambino fino a quando i genitori non raggiungono un accordo definitivo.

La lite trasformata in numeri al lotto

L’episodio in poche ore ha fatto il giro della piccola cittadina del nolano e c’è chi ha trasformato la vicenda in una corsa al lotto con i numeri della smorfia napoletana, tentando la sorte con un terno: 9 (il figlio), 80 (il litigio con le donne) e 64 (il fuoco).

Bolt truffato, spariti milioni investiti in un fondo giamaicano

Il manager Nugent Walker ha rivelato, alla testata giamaicana ‘The Gleaner’,  di una truffa per diversi milioni di dollari investiti in un fondo giamaicano e spariti che Bolt avrebbe subito.

Bolt truffato, spariti milioni investiti in un fondo giamaicano

Sembra che Usain Bolt, l’ex velocista giamaicano noto per aver vinto 8 ori olimpici e 11 ori mondiali, sarebbe stato vittima di una truffa milionaria.
Secondo quanto riportato dal suo manager Nugent Walker in un’intervista con la testata giamaicana The Gleaner, diversi milioni di dollari sarebbero stati sottratti dal conto in banca dell’atleta; milioni che erano stati depositati in un fondo.

La truffa sarebbe stata commessa da un individuo che si sarebbe presentato come rappresentante di una società di investimento affidabile e che avrebbe convinto Bolt a investire i suoi soldi in questo fondo, ma dopo l’investimento i soldi sarebbero spariti.

Il manager di Bolt, Nugent Walker, ha dichiarato che l’ex atleta non era a conoscenza dei dettagli dell’investimento e che si è fidato della persona che gli ha proposto l’affare.
Tuttavia, Bolt ha deciso di denunciare il fatto alle autorità e ora la commissione dei Servizi finanziari della Giamaica sta indagando sulla vicenda.

Questa triste notizia dimostra ancora una volta l’importanza di essere sempre attenti e informati quando si effettuano investimenti e di non fidarsi mai di persone che si presentano come rappresentanti di società di investimento senza prima verificare la loro affidabilità.

CRONACA

Lions Club, un concorso di idee per migliorare Taormina

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Lions Club, un concorso di idee per migliorare Taormina

Il “Lions Club Taormina” – ha annunciato il presidente del club service, Alfio Cristaudo – indice un concorso di idee, riservato ad under 30 senza limiti territoriali, con premio in denaro di 3mila euro. Una menzione di merito sarà riservata al secondo e terzo classificato. Le proposte saranno da presentare entro il 30 aprile di quest’anno e verteranno sulla valorizzazione d’immagine, vivibilità, funzionalità della città o valorizzazione del patrimonio di interesse pubblico. Il bando completo e modalità di presentazione sono a disposizione sul sito facebook del Club o del Comune di Taormina. Particolare interesse all’iniziativa ha manifestato l’Amministrazione Comunale ed in particolare il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che ha, appunto concesso il patrocinio all’iniziativa. E’ un esempio concreto, di come poter dare voce al territorio, una possibilità di incidere sulla gestione della cosa pubblica: del resto gli scopi del Lionismo prevedono, tra l’altro, “Essere parte attiva del benessere civico, culturale, sociale e morale della comunità”.
E’ questa una prima edizione che ha preso corpo con Cristaudo, ma si prefigge, nelle intenzioni, di essere riproposta negli anni a venire. Promotori dell’iniziativa, oltre al Presidente, anche i componenti del Comitato e precisamente: prof. Giuseppe Chiara, prof. Orazio Barbagallo, dott. Roberto Calcagno. È prevista, entro il 30 giugno, fine dell’anno sociale, apposita manifestazione di premiazione dell’iniziativa.

Queste le modalità del concorso:

“Una Proposta per migliorare o valorizzare la Città”

Art. 1. Il Lions Club Taormina indice un concorso annuale denominato “Concorso Lions per Taormina” sul seguente tema: “ Una proposta per migliorare o valorizzare la città “

Art. 2. Possono partecipare al concorso i giovani che non abbiano superato il trentesimo anno di età, i quali faranno pervenire la loro proposta entro il mese di aprile di ogni anno.

Art. 3. Le proposte dovranno riferirsi a progetti inerenti la valorizzazione dell’immagine e/o della funzionalità della città, al fine di migliorare la vivibilità della stessa o di recuperare opere di particolare pregio di interesse pubblico.

Art. 4. I lavori dovranno pervenire in doppia copia entro il 30 aprile di ogni anno e dovranno essere corredati da una relazione generale, esplicativa degli obiettivi perseguiti, e una relazione progettuale, provvista di appositi elaborati illustrativi, per meglio dimostrare le modalità di raggiungimento dell’obiettivo.
Per l’edizione del corrente anno sociale 2022/23 i lavori dovranno essere inviati ad entrambi i seguenti indirizzi
– tramite raccomandata a: c/o prof. Giuseppe Chiara, via Villini a Mare n. 10 95126 Catania
– tramite mail: cristaudoalfio@yahoo.it

Art. 5. La scelta dell’opera più meritoria sarà effettuata ad insindacabile giudizio di un’apposita Commissione, composta dai seguenti membri: il Presidente del Lions Club di Taormina; il Sindaco pro-tempore del Comune di Taormina; i componenti del Comitato concorso Lions Taormina e altri due rappresentanti il mondo dell’arte, della cultura e dell’economia nominati dal Consiglio Direttivo del Club.

Art. 6) Il Premio, unico e indivisibile, identificato come borsa di studio, è fissato per il corrente anno in euro 3.000,00 ( euro tremila/00) al lordo di ritenute fiscali e sarà assegnato in occasione di manifestazione da realizzarsi entro la fine dell’anno sociale ( 30 giugno ). Menzione di merito sarà riservata al secondo e terzo classificato.

Art.7) I lavori pervenuti quali partecipazione al Concorso resteranno acquisiti gratuitamente al patrimonio del Lions Club Taormina. Il Lions Club Taormina si riserva il diritto di pubblicare i lavori, anche se non premiati, senza il preventivo assenso degli autori.

Art.8) Tutti i partecipanti al Concorso con la semplice rimessa dei lavori implicitamente dichiarano di accettare le norme contenute nel presente bando.

Mariella Musso