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Juve Stabia – Padova affidata a Andrea Zanotti di Rimini. La scheda completa del direttore di gara

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L’AIA ha diramato la lista dei direttore di gara che in questo fine settimana saranno impegnati sui campi di serie BKT per la dirigere la giornata n.23 del campionato 2025-2026. Al Menti di Castellammare di Stabia sabato 7 febbraio 2026 alle ore 15:00 scenderanno in campo Juve Stabia e Padova per la gara che sarà diretta dal Sig. Andrea Zanotti della sezione AIA di Rimini.

L’annata calcistica 2025-2026 segna un netto cambio di passo per gli organici della CAN A-B. Durante la pausa estiva, infatti, i vertici dell’AIA hanno ufficializzato l’ingresso di cinque promettenti direttori di gara nell’élite del calcio nostrano. Riflettori puntati soprattutto su Andrea Zanotti, trentaduenne della sezione di Rimini, che guida questa nuova ondata di talenti. Al suo fianco, conquistano la promozione anche Niccolò Turrini (Firenze), Giuseppe Nucera (Palermo), Claudio Allegretta (Molfetta) e Andrea Calzavara (Varese). Si tratta di un team anagraficamente fresco, ma dotato dell’esperienza necessaria per assicurare un ricambio generazionale di alto livello.

Una scalata costruita sulla costanza

La carriera di Zanotti è l’emblema della “gavetta” fatta bene. Indossata la divisa nel 2011, il fischietto romagnolo ha scalato le gerarchie partendo dai campi di provincia fino ai vertici regionali. Il salto nel calcio nazionale avviene nel 2018 con la Serie D, preludio all’approdo tra i professionisti della Serie C nel 2021. Nei suoi quattro anni in terza serie, Zanotti ha impressionato per la sua tenuta psicologica: una maturità che gli ha permesso di gestire match ad alta tensione già nelle prime fasi della sua esperienza in Lega Pro. La promozione odierna non è un caso, ma il frutto maturo di un lavoro decennale.

Leadership silenziosa e gestione intelligente

Sul campo, Zanotti si distingue per un approccio moderno: meno cartellini, più comunicazione. Il suo arbitraggio è essenziale, privo di protagonismi inutili, mirato a far scorrere il gioco attraverso un rapporto costruttivo con i calciatori. Questa capacità di lettura, unita a una fermezza garbata e a una grande precisione tecnica, lo ha reso uno dei profili più affidabili della categoria inferiore. Ora, il salto nel grande calcio richiederà di replicare questo equilibrio in contesti decisamente più “caldi” e mediatici.

La scheda completa dell’arbitro

Il Sig. Andrea Zanotti è nato a Rimini il 09 marzo 1993 ed è iscritto alla sezione di Rimini. E’ al suo primo anno alla CAN.

In totale ha diretto 178 gare con 49 espulsioni e 40 rigori assegnati

Quest’anno ha diretto finora: 11 partite (9 di serie B e 2 in coppa Italia) con questo bilancio: 3 vittorie interne, 5 pareggi e 3 vittorie esterne con 2 espulsioni e 2 rigori

Conta 3 precedenti con la Juve Stabia: 1 vittoria, 2 pareggi e 0 sconfitte

23/24  Serie C – Girone C 21.01.2024 Juve Stabia 0:0 Giugliano

23/24  Serie C – Girone C 21.09.2023 Juve Stabia 3:0 Potenza (Candellone, Romeo (2))

22/23  Serie C – Girone C 04.03.2023 Pescara 2:2 Juve Stabia (Lescano (2), Silipo, Zigoni)

Conta 7 precedenti con il Padova: 3 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte

Assistenti

Primo assistente: sig. Alessandro Cipressa della sezione AIA di Lecce

Secondo assistente: sig. Simone Pistarelli della sezione AIA di Fermo

IV° ufficiale: sig. Ciro Aldi della sezione AIA di Lanciano

VAR: sig. Niccolò Baroni della sezione AIA di Firenze

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Juve Stabia: un punto d’oro al “Mapei”, ora testa al Padova e fiducia nella linea verde di Lovisa

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La Juve Stabia è uscita indenne dal “Mapei Stadium” e, guardando alla storia e alle difficoltà di quel campo, il pareggio strappato a Reggio Emilia va accolto con un sorriso. È stata una gara dai due volti: ci sono stati i classici momenti di “chiari e scuri”, con frazioni di sofferenza e qualche interprete che forse non ha brillato come in altre occasioni. Tuttavia, la sostanza prevale sulla forma: muovere la classifica in un teatro così complesso è un segnale di maturità. Questo punto è un mattoncino fondamentale che avvicina le Vespe al traguardo stagionale, iniettando fiducia in vista del prossimo, cruciale appuntamento.

Reggio è il passato, Padova il futuro

Se il pareggio col la Reggiana va in archivio come un risultato prezioso, l’attenzione si sposta immediatamente a sabato. Al “Menti” arriva il Padova e la posta in palio si alza notevolmente: non è solo una partita, è un vero e proprio scontro salvezza. Una gara da non sbagliare per dare continuità e mettere un’ipoteca sulla tranquillità. Ma tra il passato emiliano e il futuro padovano, c’è un presente che ha tenuto banco fino a poche ore fa: il calciomercato.

Il mercato di Lovisa: rivoluzione e coerenza

Il “gate” invernale si è chiuso dopo un mese vissuto ad altissima intensità dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa. Tante partenze, altrettanti arrivi: le porte girevoli hanno consegnato a mister Abate una rosa che ora appare completa in ogni reparto, offrendo garanzie tecniche e numeriche per affrontare la seconda, decisiva parte di campionato.

La piazza di Castellammare ha espresso soddisfazione per l’andamento generale, anche se, come spesso accade, il tifoso vive di sogni e suggestioni. In molti speravano nel “colpo da novanta”, il classico nome altisonante in attacco. Quel nome non è arrivato, ma chi conosce il modus operandi di Matteo Lovisa non ne è sorpreso. Il Direttore non guarda alla carta d’identità ingiallita o al passato glorioso di calciatori ormai avanti con l’età; la sua bussola punta dritta verso le giovani certezze e i campioni del domani.

La meglio gioventù: da Fortini a Mussolini e Folino

La strategia è chiara e i fatti sembrano dare ragione alla società. Basta guardare altrove per trovare conferme: Fortini, ad esempio, sta già facendo parlare di sé con la maglia della Fiorentina. E che dire dei nuovi innesti o dei giovani già in orbita stabiese? Nomi come Mussolini e Folino portano in dote prestazioni di livello assoluto. Sono stati tra i migliori in campo contro l’Inter di Chivu allo “Zini”, in quella gara, purtroppo nota anche per l’episodio controverso legato al portiere Audero, dove però il talento dei ragazzi in campo non è passato inosservato.

È su questa fame, su questa voglia di emergere che la Juve Stabia scommette. Castellammare è pronta a vivere mesi ricchi di passione, sostenendo un gruppo di ragazzi in maglia gialloblù che non cercano una pensione dorata, ma sognano di confrontarsi — e magari battere — i giganti del nostro calcio.

L’autogol dei due Euro: La tassa sui pacchi Cinesi svuota i cieli e riempie le autostrade

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La norma prevede un contributo fisso di 2 euro su ogni spedizione proveniente da Paesi extra-UE (Cina in primis) con un valore inferiore ai 150 euro. Un balzello che, su un oggetto da 5 euro, rappresenta un rincaro del 40%. Ma il mercato, si sa, non aspetta: ha già trovato la via di fuga.

​Il caso Malpensa

​L’effetto più immediato è visibile sulle piste degli aeroporti italiani. Secondo i dati di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), nelle prime due settimane di gennaio il traffico aereo cargo legato alle piccole spedizioni è crollato del 40%. Gli scali come Milano Malpensa, hub strategico per le merci asiatiche, hanno visto svanire decine di voli settimanali.

​Il motivo? I colossi dell’e-commerce hanno semplicemente cambiato rotta. Invece di far atterrare gli aerei in Italia, dove ogni singolo pacchetto verrebbe tassato all’ingresso, dirottano i carichi verso scali europei “tax-free” come Liegi (Belgio), Budapest (Ungheria) o Lipsia (Germania). Una volta sdoganata in questi hub, la merce acquisisce lo status di “comunitaria” e può entrare in Italia senza pagare il contributo di 2 euro, grazie al principio della libera circolazione delle merci in UE.

​La beffa dei conti: soldi persi e logistica in crisi

​Il Governo stimava un gettito annuo di circa 122 milioni di euro. Tuttavia, con lo spostamento dello sdoganamento all’estero, questo incasso rischia di trasformarsi in un miraggio. Non solo lo Stato non incassa la tassa, ma perde anche i preziosi diritti aeroportuali e portuali e l’indotto generato dalle attività di handling (insieme delle operazioni manuali di prelievo a terra delle merci) e logistica doganale, che ora arricchiscono i partner europei.

​È un paradosso finanziario: nel tentativo di recuperare risorse, l’Italia sta di fatto regalando quote di mercato logistico ai propri vicini, indebolendo la competitività dei propri porti e aeroporti che rischiano di diventare semplici zone di transito, piuttosto che centri di smistamento globale.

​L’impatto ambientale: il ritorno alla gomma

​C’è poi un conto che non compare nel bilancio dello Stato, ma in quello del pianeta: l’inquinamento. La tassa ha generato una distorsione ambientale senza precedenti. Quello che prima arrivava in volo diretto a Milano o Roma, ora atterra a migliaia di chilometri di distanza e percorre l’intera Europa a bordo di migliaia di tir.

​Questo massiccio spostamento del trasporto su gomma congestionano i valichi alpini e le autostrade italiane, aumentando drasticamente le emissioni di CO_2. Un esito che stride violentemente con gli obiettivi della transizione ecologica: per tassare un pacchetto di plastica, stiamo incentivando migliaia di chilometri di gas di scarico.

​Un rinvio all’orizzonte?

​Gli operatori del settore chiedono ora un passo indietro. La proposta è quella di sospendere la misura in attesa che l’Unione Europea introduca, nel luglio 2026, un dazio armonizzato di 3 euro per tutti gli Stati membri. Muoversi da soli, in un mercato globalizzato e senza frontiere interne come quello europeo, si è rivelata un’operazione di “autarchia logistica” che, per ora, sta premiando tutti tranne l’Italia.

Juve Stabia, Andrea Giorgini il ministro della difesa gialloblù che si esalta al Mapei Stadium

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Se la Juve Stabia rientra da Reggio Emilia con un punto pesante in tasca, non è solo per la capacità di gestire i ritmi, ma soprattutto per aver eretto, nelle retrovie, un argine solido. Tra i protagonisti di una serata di sofferenza e carattere, un nome brilla più degli altri: Andrea Giorgini.

Al “Mapei Stadium”, il centrale ha disputato quella che gli addetti ai lavori non esitano a definire una partita di sostanza e alta attenzione. Una prova di forza, carisma e sacrificio che lo consacra definitivamente come uno dei leader imprescindibili dello scacchiere gialloblù.

Una lezione di arte difensiva

Per tutti i 90 minuti più recupero, il difensore delle Vespe ha offerto una masterclass di difensivismo moderno, guidando il reparto con una lucidità disarmante. Non ha concesso nemmeno le briciole a un cliente scomodo come Gondo. Ogni pallone alto spiovente in area è diventato preda dei suoi stacchi imperiosi, spegnendo sul nascere le velleità aeree degli emiliani. Sempre al posto giusto nel momento giusto. Giorgini ha accorciato le distanze con tempi perfetti, coprendo le linee di passaggio e leggendo in anticipo le intenzioni avversarie. Nemmeno il cartellino giallo rimediato nel corso della gara ha intaccato la sua sicurezza. Ha continuato a difendere con aggressività controllata, senza mai rischiare il secondo provvedimento disciplinare e trasmettendo una calma olimpica a tutto il pacchetto arretrato.

Il Triumvirato Gialloblù

Insieme ai compagni di reparto Bellich e Varnier, Giorgini ha incarnato alla perfezione lo spirito di una Juve Stabia che “sa soffrire” senza mai disunirsi. Se l’attacco ruba l’occhio con le giocate di Maistro e Mosti, è la difesa a fornire le fondamenta su cui costruire la salvezza e i sogni di gloria.

Uscire indenni dal Mapei Stadium – Città del Tricolore con una prestazione del genere non è da tutti. Giorgini ha mandato un messaggio chiaro al campionato: per battere questa Juve Stabia non bastano la pressione costante o la fortuna. Bisogna prima fare i conti con il Ministro della Difesa in stato di grazia.

L’ex Longobardi: “La sorpresa è la maturità dei giovani. Il gioco di Abate è veloce e verticale”

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L’ex calciatore e allenatore Giovanni Longobardi, figura profondamente legata a Castellammare di Stabia, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per offrire un’analisi lucida e appassionata sul momento attuale delle Vespe, intrecciando il presente tecnico con i ricordi della sua lunga carriera.

Il Modello Lovisa-Abate e la Sorpresa della Continuità
Longobardi ha ammesso con sincerità di aver nutrito inizialmente dei dubbi sulla tenuta della squadra dopo l’addio del precedente tecnico, ma è stato smentito dai fatti. Ha elogiato il DS Matteo Lovisa, definendolo un “grandissimo direttore sportivo” capace di compiere scoperte straordinarie e di costruire un gruppo solido basato sulla qualità umana oltre che tecnica. Allo stesso modo, ha espresso ammirazione per Mister Abate, sottolineando come stia dimostrando sul campo di essere un allenatore di alto livello, mantenendo la strada tracciata nella stagione precedente.

Analisi Tecnica: L’Attacco e il Potere dei Giovani
Uno dei punti centrali del suo intervento ha riguardato la necessità di una prima punta d’area di rigore:
• Velocità sopra la stazza: Secondo Longobardi, la Juve Stabia di Abate può fare a meno di un attaccante fisico “alla Adorante”. Il gioco attuale, fatto di fraseggio, verticalizzazioni e palle filtranti, premia giocatori veloci che attaccano la profondità come Candellone e Gabrielloni.
• La leadership di Candellone: Il capitano è visto oggi come il giocatore che fa la differenza, apparso molto più convinto e responsabile rispetto al passato.
• Il valore dello spogliatoio: Ha lodato l’importanza di veterani come Gabrielloni per la gestione della mentalità di un gruppo molto giovane.
• Giovani Veterani: Longobardi si è detto sorpreso dalla maturità dei ragazzi di 19 anni arrivati a Castellammare, che giocano con la personalità di veterani e senza paura dell’uno contro uno.

Amarcord: Da Mazzarri e Allegri al Gesto per Baclet
Ripercorrendo la sua carriera, Longobardi ha citato allenatori illustri come Gasperini e Mazzarri, ma ha riservato un posto speciale nel cuore a Massimiliano Allegri, con cui ha giocato per due anni prima di averlo come allenatore alla Aglianese e a Pistoia, definendolo una persona vera.
Ha ricordato con orgoglio la sua esperienza alla Juve Stabia in anni societari difficili e sofferenti, culminati comunque in una salvezza. Emblematico l’aneddoto di Gallipoli, dove Longobardi difese fisicamente il compagno di squadra Pierre Alain Baclet dalla contestazione dei tifosi, portandolo al sicuro nello spogliatoio e dimostrando una lealtà che ancora oggi considera il pilastro di ogni gruppo vincente.

Il Presente al Pompei e la Sfida della Serie B
Attualmente, Longobardi sta intraprendendo la carriera di allenatore: dopo essere stato il vice di Erra al Pompei, guida oggi la formazione Junior Nazionale dello stesso club. Guardando al campionato di Serie B, ha avvertito che il girone di ritorno sarà “un altro tipo di campionato”, molto più difficile e serrato, dove ogni punto peserà il doppio nella lotta per la salvezza e per i playoff.

Juve Stabia, è nata la “Formula MM”: Maistro e Mosti illuminano il Mapei Stadium

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Se c’è una costante nel calcio è che la qualità, prima o poi, trova sempre il modo di emergere. Al Mapei Stadium, palcoscenico abituato a grandi notti di calcio, alla Juve Stabia sono bastati circa 70 secondi per dimostrare un teorema semplice ma devastante: quando gli uomini di maggior talento entrano in connessione, per gli avversari sono dolori.

È nata ufficialmente la “Formula MM”: la connessione letale tra la visione periferica di Fabio Maistro e il cinismo chirurgico di Nicola Mosti.

L’Arte in 70 secondi

Il cronometro ha appena superato il primo giro di lancette quando Maistro decide di prendersi la scena. Non è un passaggio, è una dichiarazione d’intenti. Il fantasista delle Vespe si accende sulla trequarti, salta l’uomo con irrisoria facilità e, con il compasso al posto del piede, disegna un corridoio invisibile per i comuni mortali.

È un invito a nozze per Nicola Mosti. L’inserimento è perfetto, i tempi sono quelli di un veterano che sa già dove finirà il pallone prima ancora che parta. Il tocco per battere Seculin è di una freddezza glaciale. 1-0. Un’azione bellissima, da manuale, che rappresenta l’essenza del calcio di Ignazio Abate: rapidità, tecnica e verticalizzazione immediata.

L’Asse del Talento

La partita della Juve Stabia, per larghi tratti, è ruotata attorno a questo nuovo asse gravitazionale. Maistro non si è limitato all’assist. Ha continuato a “telefonare” pericoli verso la porta emiliana per tutto il primo tempo, agendo da catalizzatore e alzando il livello qualitativo di ogni pallone toccato. Ha sfiorato il raddoppio facendo tremare i legni e i polsi dei tifosi di casa, confermando di essere un lusso per la categoria. Mosti ha dimostrato di essere il partner perfetto. Capace di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, ha convertito la creatività del compagno in concretezza.

La loro intesa è sembrata naturale, quasi telepatica. Hanno permesso alle Vespe di approcciare la gara con una personalità debordante, mettendo alle corde una Reggiana che, inizialmente, è apparsa frastornata da tanta qualità.

Oltre il Risultato

È vero, il calcio sa essere crudele e l’errore di Confente ha poi rimesso in carreggiata i padroni di casa, sporcando un risultato che poteva essere diverso. Ma l’analisi della prestazione deve andare oltre l’episodio.

La prestazione dei due “tenori” resta la nota più lieta della trasferta emiliana. La Juve Stabia sa di poter contare su una coppia che parla la stessa lingua calcistica.

Nel finale, quando Maistro ha lasciato il posto a Pierobon, gli applausi (anche virtuali) dei sostenitori stabiesi sono stati il giusto tributo per chi ha saputo dipingere calcio in uno degli stadi più prestigiosi della Serie B.

Se Maistro continua a illuminare e Mosti a finalizzare, il cammino verso gli obiettivi stagionali si fa decisamente meno ripido. La Juve Stabia riparte da qui: dalla “Formula MM”, un marchio di fabbrica che promette ancora scintille.

Juve Stabia, cadere all’inferno per poi rialzarsi: la grande lezione di Alessandro Confente al Mapei Stadium

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Nel calcio, come nella vita, la vera misura di un uomo non è data da quante volte cade, ma dalla forza con cui decide di rialzarsi. La trasferta al “Mapei Stadium” contro la Reggiana sarà ricordata a lungo dai tifosi della Juve Stabia non tanto per il risultato finale, quanto per il film vissuto tra i pali: la partita di Alessandro Confente è stata un compendio perfetto di questa massima, un’altalena emotiva oscillata pericolosamente tra il baratro di un errore imperdonabile e la gloria del riscatto.

L’illusione e il blackout

Tutto sembrava scorrere sui binari giusti per le Vespe. Il vantaggio lampo firmato da Mosti aveva incanalato la gara sui ritmi preferiti dalla squadra di Pagliuca, regalando l’illusione di un pomeriggio in discesa. Ma il calcio, si sa, è crudele e vive di episodi.

Al minuto 30, il cronometro si è congelato su un fotogramma da matita blu. In un eccesso di confidenza, o forse vittima di un fatale calo di tensione, Confente si è “addormentato” con il pallone tra i piedi nel cuore dell’area piccola. Un peccato di sicurezza mortale quando nei paraggi si aggira un rapace come Gondo. L’attaccante granata non ha perdonato: scippo agevole e pallone in rete per l’1-1.

In quel momento, il peso del mondo è crollato sulle spalle del numero uno stabiese. Un errore pesante come un macigno, di quelli capaci di stendere psicologicamente anche i veterani e di sgretolare le certezze di un intero reparto.

La forza di resettare

È qui, sull’orlo del precipizio, che si è decisa la vera partita di Alessandro Confente. La storia del calcio è piena di portieri che, dopo una “papera”, spariscono dal match, diventando insicuri e trasmettendo paura alla difesa.

Confente ha scelto una strada diversa. Invece di crollare sotto il senso di colpa, ha dimostrato che il carattere dell’uomo viene prima delle doti dell’atleta. Ha incassato il colpo, ha guardato negli occhi i compagni e ha resettato tutto.

La ripresa da protagonista

Il secondo tempo ci ha restituito un portiere trasformato. Lungi dall’essere timoroso, Confente è salito in cattedra. Ha blindato la porta con interventi decisivi, opponendosi agli assalti della Reggiana con la freddezza dei grandi.

Quelle parate salva-risultato nella ripresa non sono state solo gesti tecnici: sono state un urlo di presenza, un modo per dire “Sono ancora qui, e questa porta non si tocca più”.

Al triplice fischio, quel punto guadagnato al Mapei Stadium assume un sapore particolare. Non è solo un passo avanti in classifica, è la certificazione che la Juve Stabia ha tra i pali un portiere capace di attraversare l’inferno e uscirne a testa alta. Perché sbagliare è umano, ma reagire da campioni è ciò che fa la differenza.

Juve Stabia, la ricetta del D.S. Matteo Lovisa: Ingredienti freschi e decisi per continuare a stupire

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Arrivato alle falde del Faito nel 2023, il DS gode ormai della piena fiducia della piazza stabiese. Una fiducia guadagnata sul campo, specialmente dopo la coraggiosa rivoluzione tecnica attuata in estate. Non era facile cambiare pelle a una squadra reduce da un finale di stagione strepitoso, che aveva visto le “Vespe” sfiorare il sogno, raggiungendo una storica semifinale playoff per la massima serie.

Rivoluzionare gli assetti non è mai un lavoro semplice, eppure la Juve Stabia risponde presente. Costruisce gioco, ottiene risultati utili e muove la classifica, consolidando l’obiettivo primario: la salvezza. Ma con un occhio sempre attento a qualcosa di più.

GLI INGREDIENTI: I volti nuovi del mercato di riparazione

Per mantenere alto il livello, Lovisa ha attinto al mercato di riparazione portando in gialloblù una miscela di gioventù ed esperienza. Ecco gli innesti ufficiali:

  • Matheus Luz Priveato Dos Santos: Attaccante (2002)

  • Kevin Zeroli: Centrocampista (2005)

  • Christian Dalle Mura: Difensore (2002)

  • Emanuele Torrasi: Centrocampista (1999)

  • Manuel Ricciardi: Difensore (2000)

  • Sheriff Kassama: Difensore (2004)

  • Salim Diakité: Difensore (2000)

  • Daniel Perin: Centrocampista (2007)

  • Alvin Okoro: Attaccante (2005)

I SEGRETI DELLO CHEF: Perché la ricetta funziona

Il punto di forza di Lovisa? Saper guardare oltre la carta d’identità. Dietro la sua giovane età si celano passione, competenza e una fame di emergere che rispecchia quella della squadra.

A completare “la brigata” c’è un altro profilo giovane e ambizioso: Mister Ignazio Abate. L’allenatore ha sposato fin da subito il progetto Juve Stabia, unendo la sua esperienza di campo alla voglia di fare bene in panchina. La filosofia è chiara: il direttore prepara la ricetta, selezionando gli ingredienti migliori, e il mister, con il suo staff, cucina il piatto, servendo spesso un “ben servito” (con tanto di dolcetto finale) agli avversari di turno.

Il campo sta confermando la bontà del progetto: la Serie B è un campionato di equilibri sottili, dove due vittorie ti lanciano in orbita e due sconfitte rischiano di farti scivolare. La Juve Stabia, però, sembra aver trovato la stabilità necessaria.

IL VOTO AL MERCATO 8

Il Direttore conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che dietro al suo lavoro c’è un occhio clinico raro e una mano imprenditoriale ferma. Eccellente nella gestione delle plusvalenze (vedasi le operazioni Adorante in estate e Ruggero in inverno), che ha saputo reinvestire con scelte accurate (anche quella di Perin lasciato al Treviso). I nuovi arrivi hanno avuto un impatto immediato: basti pensare alle prestazioni esorbitanti di Zeroli o all’impatto di Dos Santos. Lovisa ha arricchito la rosa per continuare la scia positiva, dimostrando di essere a Castellammare non per fare presenza, ma per far emergere le sue competenze e, soprattutto, la Juve Stabia.

Chissà se questo campionato ci riserverà un’altra bella sorpresa. Per ora, piedi per terra: prima la salvezza. Ma sognare, con questo “chef” in cucina, non costa nulla.

Juve Stabia, Ufficiale: Alla corte di Abate arriva il talentuoso attaccante Alvin Okoro

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Il mercato della Juve Stabia batte un colpo importante da utilizzare per sopperire ad una mancanza in organico. La società ha infatti diramato un comunicato ufficiale per annunciare l’acquisizione, a titolo temporaneo, di Alvin Okoro. L’attaccante, di proprietà del Venezia F.C., ha firmato un contratto che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2026.

Il profilo del giocatore

Nato a Vicenza il 26 marzo 2005, Okoro è una punta centrale dotata di fisicità e tecnica. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Venezia, ha bruciato le tappe molto presto. Già nella stagione 2021/22, infatti, ha fatto il suo esordio nel campionato di Serie B vestendo la maglia del Pordenone, per poi rientrare alla base e continuare il suo percorso di crescita con la Primavera dei lagunari.

I numeri tra i professionisti

Nonostante la giovane età, Okoro vanta già una discreta esperienza in Serie C.

  • Stagione 2023/24: L’anno della consacrazione tra i “grandi” avviene con la maglia della Vis Pesaro. Qui colleziona ben 36 presenze, dimostrando continuità e fiuto del gol, mettendo a referto 6 reti e 4 assist.

  • Stagione in corso (2024/25): Nella prima parte di questa stagione ha militato tra le fila della Juventus Next Gen, dove ha disputato 18 partite siglando 2 reti.

La scelta del numero

Per la sua nuova avventura al “Romeo Menti”, Alvin Okoro ha scelto di indossare il numero 90.

La società e tutto l’ambiente stabiese accolgono il nuovo acquisto speranzosi che possa consacrarsi alla ribalta del calcio italiano nell’esperienza alle falde del Faito. I tifosi sono pronti a vederlo all’opera agli ordini dello staff tecnico per il prosieguo della stagione.

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia cuore e carattere. A Reggio Emilia settimo risultato utile consecutivo

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Non si ferma la marcia della Juve Stabia di Ignazio Abate. Nonostante una settimana turbolenta, segnata dalle pesanti cessioni di Ruggero e Piscopo, e con il pesante silenzio di un settore ospiti vuoto per squalifica, le Vespe tornano da Reggio Emilia con un 1-1 prezioso. Un punto che consolida il quinto posto in classifica e allunga a sette la striscia di risultati utili consecutivi.

Lampo gialloblù e il blackout di Confente

L’avvio del match è un manifesto del calcio di Abate: aggressività e qualità. Bastano appena 120 secondi per sbloccare la gara: Maistro inventa una traccia geniale per Mosti, che davanti a Seculin non perdona e firma il vantaggio immediato.

La Juve Stabia sembra in controllo, ma al 30′ arriva l’episodio che cambia l’inerzia: un’indecisione fatale di Confente regala il pallone a Gondo. L’attaccante ivoriano non si fa pregare e deposita in rete il gol del pareggio. Il portiere stabiese, però, si riscatta prontamente poco dopo, murando lo svizzero Girma ed evitando il sorpasso prima dell’intervallo.

Ripresa di sofferenza e il brivido finale

Nel secondo tempo la pressione della Reggiana aumenta. Girma si conferma il pericolo numero uno, ma è intorno all’80′ che la Juve Stabia vede le streghe: in una mischia furibonda, gli emiliani colpiscono un palo e si vedono negare il gol da un salvataggio miracoloso sulla linea di porta.

Scampato il pericolo, le Vespe provano il colpaccio nel finale: l’ingresso di Burnete porta nuova linfa e all’87′ il giovane attaccante impegna severamente Seculin. È l’ultimo sussulto di una gara intensa che finisce in parità.

Analisi e Prospettive

In un momento in cui il mercato ha tolto pedine importanti e l’ambiente avrebbe potuto risentire della mancanza del pubblico, la Juve Stabia ha risposto con la forza del gruppo. Il quinto posto in coabitazione è il giusto premio per una squadra che ha imparato a soffrire senza perdere la propria identità.

Juve Stabia, sguardo al futuro: ecco Daniel Perin. Le Vespe inaugurano la “strategia dei grandi”

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C’è un vento nuovo che soffia a Castellammare. Non è solo quello dei risultati sul campo, ma quello di una maturazione societaria che inizia a ragionare con i crismi dei grandi club. La notizia dell’acquisto di Daniel Perin dal Treviso F.C. non è una semplice operazione di mercato minore, ma il manifesto di una nuova strategia: costruire una “rosa parallela”, un serbatoio di talenti di proprietà da far maturare altrove, pronti per essere inseriti in prima squadra al momento giusto o diventare asset preziosi per future plusvalenze.

La nuova mentalità: costruire il patrimonio

Fino a poco tempo fa, l’obiettivo primario era spesso l’istantaneo, il “tutto e subito” dettato dalle esigenze di classifica. Oggi, la dirigenza gialloblù alza l’asticella. L’operazione Perin ricalca il modus operandi delle grandi realtà del calcio italiano (come Atalanta o Juventus per citarne due): individuare il talento prima che esploda definitivamente, assicurarsene il cartellino, e permettergli di crescere senza le pressioni immediate della cadetteria.

È la creazione di quella che potremmo definire una “rosa degli invisibili”: calciatori di proprietà delle Vespe che giocano, segnano e crescono in altri lidi, costantemente monitorati, che rappresentano un tesoretto tecnico ed economico per il futuro del club.

Chi è Daniel Perin

Il profilo scelto per inaugurare (o consolidare) questo percorso è quello di un centrocampista giovanissimo e di grande prospettiva. Daniel Perin, classe 2007, è un “millennial” calcistico che ha già dimostrato di saper stare tra i grandi. Nato a Vittorio Veneto, cresciuto nel settore giovanile del Sudtirol, Perin si sta imponendo in Serie D con la maglia del Treviso. I numeri parlano di una maturità precoce: 22 presenze e 2 reti nella stagione in corso. Un ruolino di marcia che ha convinto gli scout delle Vespe a non lasciarselo scappare.

I dettagli dell’operazione

La Juve Stabia ha giocato d’anticipo, blindando il ragazzo con un contratto lungo. Come recita il comunicato ufficiale:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto un accordo con il Treviso F.C. per l’acquisizione, a titolo definitivo, del centrocampista Daniel Perin, che si lega al club gialloblù fino al 30 giugno 2028.”

Tuttavia, la parte più interessante dell’accordo risiede nella gestione tecnica immediata. Perin non arriverà subito al Menti. La società ha optato per la scelta più saggia per la crescita del ragazzo: lasciarlo giocare. Daniel resterà in prestito al Treviso fino alla fine della stagione sportiva 2025/2026.

Questa mossa garantisce al giocatore altri 5 mesi di titolarità e sviluppo in un ambiente che conosce, permettendo alla Juve Stabia di accogliere, nell’estate del 2026, un calciatore fatto e finito, con quasi tre stagioni di “calcio vero” sulle gambe, oppure di valutare nuove strategie di mercato.

La Juve Stabia guarda avanti. E il futuro, da oggi, ha un tassello in più.

Reggiana – Juve Stabia (1-1): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia prosegue nella striscia positiva grazie al pareggio sul campo della Reggiana. Rammarico per gli uomini di Abate che, passati subito in vantaggio con Mosti, lasciano il pari agli emiliani a causa dell’errore in disimpegno di Confente.

PODIO

Medaglia d’oro: a Fabio Maistro, ancora in versione magic. Altra prova importante del fantasista gialloblu, che mette a referto il sesto assist del suo campionato; ad approfittarne è Mosti, che si fa trovare pronto col mancino chirurgico che mette in discesa la gara. Non solo il servizio vincente ma anche una presenza costante in gara mai vista nella scorsa stagione, con Maistro che appare profondamente cambiato anche nell’indole dal lavoro di Abate. La trattativa per il suo rinnovo di contratto è un’ottima notizia.

Medaglia d’argento: ad Andrea Giorgini, baluardo del pacchetto arretrato. Provvidenziali gli interventi difensivi del 33, che tiene a galla la Juve Stabia dopo il pari di Gondo. Fisicità e precisione difensiva per Giorgini. Con l’addio di Ruggero, il suo apporto e le sue responsabilità, non potranno che crescere.

Medaglia di bronzo: a Nicola Mosti, che timbra il cartellino dopo sessantacinque secondi. È la stagione del definitivo salto di qualità per il centrocampista ex Modena, notevolmente cresciuto soprattutto in termini di equilibrio tattico e quantità. Arrivato a gennaio 2024 come calciatore prettamente offensivo, il 98 è sulla strada per diventare un centrocampista completo, che riesce a mischiare le due fasi di gioco. Rete meritata ed importante per lui e per la squadra.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Confente, che offre il pari a Gondo quando la Juve Stabia è in pieno controllo del match. La costruzione dal basso, ventata che da anni ha travolto il calcio moderno, presenta rischi e benefici. A Reggio Emilia la Juve Stabia ne ha pagato i rischi, non ben calcolati.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Gabrielloni, lontano dal cuore del gioco offensivo ed evitabilmente insofferente verso i compagni. Poco incisivo anche lontano dalla porta, comprensibilmente, l’ex Como si mostra però troppo spazientito verso alcune scelte di passaggio del resto della squadra.

Medaglia di bronzo: a Mattia Mannini, che non riesce a carburare come la scorsa settimana. Corsa ma poca incisività per il 76, che deve ancora, come normale che sia, trovare confidenza con la copertura dell’intera fascia.

Juve Stabia, UFFICIALE: Con l’arrivo di Salim Diakité dal Palermo il pacchetto difensivo è completato

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Il mercato della Juve Stabia batte un colpo importante per blindare il reparto arretrato. La società ha infatti ufficializzato l’arrivo di Salim Diakité, difensore di grande fisicità ed esperienza nella categoria, proveniente dal Palermo F.C.

I dettagli dell’accordo

Attraverso una nota ufficiale, la S.S. Juve Stabia 1907 ha comunicato di aver raggiunto l’intesa con il club rosanero per l’acquisizione, a titolo temporaneo, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore. Diakité ha firmato un contratto che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2026.

Il profilo: forza fisica e vizio del gol

Nato a Gonesse (Francia) il 3 giugno 2000, Diakité è un difensore moderno, capace di abbinare una grande esuberanza atletica a una spiccata propensione offensiva, come dimostrano i suoi numeri recenti.

Il suo percorso tra i professionisti inizia nella stagione 2020/2021 con la maglia del Teramo, dove colleziona subito 28 presenze e 2 assist, attirando le attenzioni delle categorie superiori. Il salto di qualità avviene con il passaggio alla Ternana: in Umbria resta due anni e mezzo, diventando un perno della difesa con 72 presenze, 2 reti e 4 assist.

Dal gennaio 2024, Diakité ha vestito la prestigiosa maglia del Palermo. In Sicilia il difensore ha vissuto un periodo da protagonista assoluto, scendendo in campo ben 66 volte e dimostrandosi un’arma letale anche in area avversaria, con 5 gol e 3 assist a referto.

Un rinforzo “pronto all’uso”

L’arrivo di Diakité consegna allo staff tecnico un giocatore già rodato per la categoria, capace di integrarsi velocemente nei meccanismi difensivi e di portare centimetri e cattiveria agonistica. Un innesto che conferma la volontà della Juve Stabia di non lasciare nulla al caso in questa seconda parte di stagione.

Benvenuto a Castellammare, Salim!

Juve Stabia: Reggio Emilia si conferma ancora una volta ostica. Le Vespe riescono a strappare un punto

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Reggio Emilia si conferma un campo ostico, soprattutto per la Juve Stabia, una piazza dove fare punti non è mai scontato per nessuno. Eppure, la Juve Stabia ne esce non solo indenne, ma con la testa altissima e un punto importante in ottica salvezza. Al termine di novanta minuti vibranti, terminati sull’1-1, le “Vespe” portano a casa un pareggio che è figlio del carattere, dell’organizzazione tattica e di una fase difensiva capace di soffrire e stringere i denti nel momento del bisogno.

Avvio fulmineo: Maistro dipinge, Mosti colpisce

L’approccio della squadra di Ignazio Abate è stato ai limiti della perfezione. I tifosi non fanno nemmeno in tempo ad accomodarsi in tribuna che il tabellone cambia: corre il 2’ minuto quando Maistro decide di accendere la luce. Il fantasista estrae dal cilindro una giocata d’alta scuola, servendo a Mosti un pallone che gridava soltanto “spingimi in rete”. Il centrocampista stabiese non si fa pregare, batte l’ex Seculin e gela il pubblico granata. Per i primi trenta minuti, in campo c’è solo il gialloblù: dominio territoriale e gestione palla, con le Vespe che sfiorano addirittura il raddoppio grazie a un Maistro in stato di grazia.

La doccia fredda: il regalo di Gondo

Il calcio, si sa, vive di episodi e punisce le distrazioni. Al 30’, la partita cambia inerzia a causa di un’incomprensione difensiva fatale tra Varnier e Confente. Il portiere stabiese si attarda eccessivamente in un disimpegno nell’area piccola, permettendo a Gondo di scippargli il pallone con astuzia e depositare in rete l’1-1 più inaspettato. Un errore da “matita rossa” che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma non a questa Juve Stabia.

La muraglia stabiese: il riscatto di Confente e l’eroismo di Giorgini

È qui che si vede la forza mentale di un gruppo. Nonostante l’infortunio sul gol, Confente ha dimostrato una solidità psicologica fuori dal comune. Nella ripresa, il numero uno si è riscattato vincendo il duello a distanza con Girma e blindando la porta.

Ma se Confente ha chiuso la porta, Giorgini ha messo il lucchetto e gettato via la chiave. Il difensore ha disputato una gara da “top player” della categoria, coronata all’80’ da un intervento che vale quanto un gol: su un mischione furibondo in area, dopo un palo colpito da Rozzio, Giorgini si immola con un salvataggio miracoloso sulla linea di porta. Anche se su questa azione offensiva dei padroni di casa pesa un fuorigico, poi fischiato dall’arbitro, quell’intervento fa capire a tutti la prestazione attenta messa in campo dal centrale difensivo della Juve Stabia. Una prestazione da leader vero, coadiuvata dalla solita fisicità di Bellich, sempre pronto a usare il corpo come scudo in ogni duello aereo.

I nuovi danno linfa, ma l’identità è la vera vittoria

Il finale è un susseguirsi di emozioni. I nuovi innesti hanno dato nuova energia alle Vespe: un pimpante Burnete ha sfiorato il colpaccio con un siluro dalla distanza che ha fatto tremare la Reggiana e su cui Seculin ha usato tutta la sua esperienza, mentre c’è stato spazio per l’esordio di Ricciardi e minuti per Dalle Mura. Più faticoso il rientro di Gabrielloni, che dopo il lungo stop deve ancora ritrovare il ritmo partita ideale.

Al triplice fischio, la Juve Stabia torna in Campania con una certezza granitica: la squadra ha un’identità chiara. Nonostante il “regalo” del primo tempo, la reazione compatta del gruppo e la tenuta difensiva nel finale rappresentano le fondamenta solide su cui costruire l’obiettivo salvezza.

Reggiana – Juve Stabia 1-1: Mosti illude, un’incertezza nega il bottino pieno. Le Pagelle dei gialloblù

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Termina in parità la sfida della giornata n.23 del campionato di serie BKT 2025-2026 tra Reggiana e Juve Stabia. Al “Città del Tricolore” finisce 1-1, un risultato che, per quanto visto in campo, lascia l’amaro in bocca agli uomini di Abate. Dopo il vantaggio firmato da Mosti, servito splendidamente da Maistro, un’incomprensione difensiva ha permesso ai padroni di casa di rimettere in equilibrio il match con la rete di Gondo. Una Juve Stabia comunque viva, che porta a casa un punto prezioso in un campo difficile, nonostante una giornata non brillante per alcuni singoli.

Ecco i voti e i giudizi ai protagonisti del match:

Difesa e Portiere

CONFENTE 5 Giornata decisamente NO. Manca la sua solita sicurezza, apparendo incerto anche sulle poche conclusioni avversarie. L’errore pesa come un macigno anche se il Mister ha provato a scaricarlo della colpa della giocata dal basso: oggi, purtroppo, ha forse tolto due punti alla squadra.

GIORGINI 6,5 Si conferma una garanzia assoluta. Impiegato prima da laterale e poi da centrale, non perde mai la lucidità. Attento negli interventi, si prende anche la responsabilità di far salire la squadra con lanci precisi. Una sicurezza crescente.

VARNIER 6 Quando il fisico regge, dalle sue parti è notte fonda per gli attaccanti: è il vero leader del reparto. La sua prestazione solida è però macchiata dalla disattenzione nel retropassaggio al portiere che ha spianato la strada al pareggio emiliano. (Dall’82’ Dalle Mura S.V.)

BELLICH 6,5 Solita tempestività chirurgica. Legge in anticipo le situazioni pericolose e le gestisce con una tranquillità disarmante. Dalle sue parti non si passa: muro.

MANNINI 6 Il capitano dell’Under 20 offre una prova sufficiente, bilanciando fase difensiva e spinta offensiva senza strafare. Esce all’intervallo, probabilmente per noie fisiche. (Dal 46’ CARISSONI 5,5 Non riesce a fare meglio del compagno. Dirottato a sinistra finisce per uscire dal vivo del gioco, faticando a trovare la posizione e l’incisività giusta.)

CORREIA 6,5 Chiamato al difficile compito di sostituire Leone in cabina di regia. Non possiede le geometrie del compagno, ma compensa ampiamente con una prestanza fisica dominante che fa da schermo davanti alla difesa.

ZEROLI 5,5 Costretto a un lavoro oscuro che non si sposa con le sue qualità tecniche. Si sacrifica, ma finisce per vedersi troppo poco in fase offensiva, dove servirebbe la sua qualità.

CACCIAMANI 6 Partita di pura sostanza. In avanti non rappresenta più una sorpresa per gli avversari, che ormai ne conoscono le doti e prendono le dovute contromisure, limitandone l’estro. (Dal 56’ RICCIARDI 5,5 Entra per fare il quinto di destra. Svolge il compitino senza incertezze in fase di copertura, ma il suo apporto in fase offensiva è pressoché nullo. Non incide come tutti si sarebbero aspettati ma era al suo esordio per cui è giustificato.)

MOSTI 6 Il suo merito più grande è il tempismo nell’inserimento che vale il gol del vantaggio. Lotta con il solito ardore, ma il ruolo di fantasista affidatogli oggi non sembra calzargli a pennello.

MAISTRO 6,5 Il vero faro della Juve Stabia. Esce stremato dopo aver dato tutto. Lucido e geniale nell’assist per Mosti a centro area, oggi si sacrifica anche in un prezioso lavoro sporco in interdizione. Imprescindibile. (Dal 71’ PIEROBON 6: Entra con il solito dinamismo, utile nel gestire il possesso e raffreddare i ritmi nel finale).

GABRIELLONI 6 Da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più sotto porta. Ottimi alcuni scambi nello stretto con i compagni, ma il sacrificio nel pressing forsennato sui difensori avversari non sembra essere nel suo DNA. (Dall’82’ Burnete S.V.)

L’Allenatore

ABATE 6 Ripropone il 3-5-1-1 che muta in 3-5-2, adattando Correia in una posizione non sua per l’assenza di Leone: la geometria ne risente. I cambi oggi non convincono: le sostituzioni non incidono sull’inerzia della gara e l’ingresso di Pierobon è apparso tardivo. Porta a casa un buon pareggio contro una squadra importante come la Reggiana, ma la gestione a gara in corso, complice anche le tante operazioni di calciomercato, lascia comunque qualche dubbio.

Reggiana – Juve Stabia, Mosti: “Grazie a Fabio per l’assist. Punto pesante, ma l’obiettivo resta la salvezza”

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La Juve Stabia esce indenne dalla trasferta contro la Reggiana, portando a casa un 1-1 che muove la classifica. Al vantaggio iniziale firmato da Nicola Mosti, abile a sfruttare un ottimo avvio dei gialloblù, ha risposto Gondo per i padroni di casa che approfitta dell’errore di Confente

Proprio il centrocampista delle Vespe, protagonista indiscusso del match, ha analizzato la prestazione in sala stampa, sottolineando l’importanza di un risultato positivo su un campo notoriamente ostico.

Un avvio bruciante e il “fiuto” del gol

Mosti ha raccontato con lucidità l’azione che ha sbloccato il match, evidenziando l’approccio aggressivo della squadra nei primi minuti.

“Sapevamo che dovevamo partire forte e l’abbiamo fatto bene, sicuramente per una buona mezz’ora” ha spiegato il numero 98. “Sul gol è stato molto bravo Fabio a darmi la palla, poi io a finalizzarla. Però questo è un campo ostico, sapevamo che era una partita dura e quindi secondo me è un buon punto che ci fa continuare il nostro cammino”.

La mentalità: nessun “braccino”, solo valori avversari

A chi chiedeva se alla squadra fosse mancato il colpo del KO per chiudere la gara sul 2-0, insinuando un pizzico di “paura di vincere” una volta in vantaggio, Mosti ha risposto con fermezza, difendendo la mentalità del gruppo: “Non la penso così, siamo un gruppo che è abituato a giocarsela sia in casa che in trasferta. Abbiamo provato anche dopo l’1-0 a cercare il gol per chiuderla. Dall’altro lato ci sono dei valori importanti, quindi è un gran punto su un campo difficile”.

Fiducia e duttilità tattica

Uno dei temi chiave della stagione di Mosti è il suo impiego costante e la fiducia riposta in lui dal mister, specialmente nel ruolo di interno di centrocampo dove abbina qualità a un prezioso “lavoro oscuro”.

“La fiducia da parte del mister per noi giocatori è importante” ha ammesso il centrocampista. “Quando uno gioca con continuità riesce a esprimersi al meglio. Sono contento, ma siamo un gruppo che cerca di lavorare sodo e quando uno viene chiamato in causa cerca di dare il proprio meglio”.

Obiettivi e futuro: piedi per terra

Nonostante una classifica che sorride (+13 sulla zona retrocessione e un quinto posto agganciato che profuma di playoff), Mosti tiene tutti con i piedi ben piantati a terra, rifiutando voli pindarici.

“Noi guardiamo partita per partita. Quando sarà archiviato l’obiettivo della salvezza, speriamo il primo possibile, allora penseremo ad altro”, ha tagliato corto, ribadendo la filosofia del club.

Il tour de force in arrivo

Con un calendario che si preannuncia fitto di impegni ravvicinati (Padova, Empoli, Monza all’orizzonte) la forza del collettivo sarà fondamentale.

“Sicuramente abbiamo avuto qualche acciacco” conclude Mosti, “ma anche chi ha giocato meno si deve far trovare pronto come è stato fino ad ora. Con queste partite ravvicinate ci sarà bisogno di tutti, ma sono tranquillo perché conosco i compagni e questo grande gruppo”.

La Juve Stabia guarda avanti: il punto di Reggio Emilia è un altro mattoncino verso la salvezza, con la consapevolezza di poter dare fastidio a chiunque.

Reggiana – Juve Stabia, Abate salva Confente: “L’errore? È colpa mia, non sua. Dobbiamo ancora crescere”

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Un pareggio che muove la classifica e consolida la crescita lontano dal “Menti”. La Juve Stabia torna dalla trasferta di Reggio Emilia con un 1-1, frutto di un primo tempo di alto livello condizionata dall’errore di Confente e di una ripresa di gestione. Se il campo ha raccontato il botta e risposta tra Mosti (autore del vantaggio) e Gondo (gol del pareggio), i riflettori nel post-partita si sono accesi sull’episodio chiave: l’errore in costruzione di Confente che ha propiziato la rete emiliana.

Su questo punto, però, Ignazio Abate non ha lasciato spazio a dubbi, ergendosi a scudo della sua squadra e, soprattutto, del suo portiere.

“Io chiedo di giocare dal basso, la responsabilità è mia”

La domanda sull’errore di Confente era inevitabile, ma la risposta del tecnico è stata da leader vero. Nessun processo al singolo, anzi, un’assunzione di responsabilità totale per proteggere l’identità di gioco delle Vespe.

“Credo che le analisi vadano fatte a 360 gradi. Abbiamo fatto una mezz’ora di buonissimo livello, padroni del campo” ha spiegato Abate. “Poi abbiamo subito la rete del pareggio dove il portiere non ha assolutamente colpe, le colpe sono le mie. Sono io che faccio le richieste di giocare da dietro e questo ci porta tanti vantaggi. Se sbaglia il portiere rischi di prendere gol, ma il ragazzo deve stare molto sereno. È la strada che abbiamo intrapreso”.

Tra “Killer Instinct” e condizione fisica

L’analisi del mister si è poi spostata sulla gestione del match. Alla Juve Stabia è mancato forse il colpo del KO nel momento migliore, quel killer instinct necessario per chiudere le partite quando si è superiori. Abate, tuttavia, invita al realismo, sottolineando le difficoltà legate alla condizione fisica di alcuni elementi chiave rientrati da poco.

“Avevamo Gabrielloni in campo dal primo minuto, che non avevamo mai avuto per 3-4 mesi, e Varnier che si è allenato due giorni in settimana”, ha precisato il tecnico. “Indubbiamente non riuscivamo a tenere l’intensità alta nel pressing e dovevamo abbassarci. Nonostante ciò, non abbiamo subito niente, rischiando solo su una palla inattiva nel secondo tempo”.

La crescita esterna e i nuovi innesti

Uno degli aspetti più positivi sottolineati in sala stampa è la maturità acquisita in trasferta. La squadra appare più corta, compatta (“in 30 metri”) e sicura dei propri mezzi, frutto di sei mesi di lavoro che iniziano a dare certezze granitiche.

Il mercato di gennaio ha portato cambiamenti che necessitano di tempo per essere assorbiti, ma Abate guarda al bicchiere mezzo pieno, citando gli esordi di Ricciardi e Dalle Mura, oltre alla prova di Mannini e al sacrificio di Carissoni. “Adesso non sarà facile amalgamare ancora di più il gruppo, dobbiamo tenere botta ancora per un po’ e poi vedremo tra un mesetto come procederà il nostro percorso”.

Obiettivo: ossessione 46 punti

In chiusura, Abate ha ribadito l’obiettivo primario, spegnendo facili entusiasmi ma sottolineando l’importanza del distacco dalla zona calda.

“Non siamo pronti per fare un campionato di vertice, ci manca ancora uno step” ha concluso onestamente l’allenatore. “Ma l’aspetto positivo è che siamo a +13 dai play-out. Dobbiamo avere l’ossessione di arrivare ai 46 punti il prima possibile. Non è il momento di alzare la testa, è il momento di seminare con grandissima umiltà”.

Reggiana – Juve Stabia: 1-1 (2′ Mosti 30′ Gondo)

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Amici sportivi e appassionati della Serie BKT 2025-2026, buon pomeriggio. Siamo pronti a raccontarvi le emozioni della giornata n.23 di campionato, in una sfida che si preannuncia delicatissima e ricca di significati opposti per le due formazioni in campo.

Oggi, sul prato del Mapei Stadium – Città del Tricolore, si incrociano due destini diametralmente opposti. È la classica sfida tra chi ha l’acqua alla gola e chi viaggia sulle ali dell’entusiasmo.

Qui Reggiana: L’imperativo è rialzarsi

L’aria al Mapei è tesa. I padroni di casa della Reggiana arrivano a questo appuntamento nel momento più buio della loro stagione. I granata sono reduci da un filotto da incubo: 6 sconfitte consecutive che hanno fatto precipitare la classifica e minato le certezze del gruppo. Oggi non contano il bel gioco o la tattica, conta solo il risultato: serve una scossa immediata per interrompere l’emorragia di punti e scacciare i fantasmi della crisi. Il pubblico di casa chiede una reazione d’orgoglio.

Qui Juve Stabia: Le Vespe vogliono continuare a volare

Dall’altra parte della barricata troviamo una Juve Stabia in salute smagliante. Le “Vespe” arrivano in Emilia Romagna con il vento in poppa, forti di una striscia positiva che dura da 6 turni. Con un ruolino di marcia di 4 vittorie e 2 pareggi nelle ultime uscite, i gialloblù hanno dimostrato solidità e cinismo, candidandosi come una delle squadre più scomode da affrontare in questo momento del torneo. Non saranno della partita capitan Candellone alle prese con infortunio (circa un mese) e Leone appiedato dal giudice sportivo. Due assenze pesanti che dovranno essere gestite al meglio da Mister Abate.

Il tema del match: La disperata fame di punti della Reggiana riuscirà a fermare la corsa sfrenata della Juve Stabia? O l’entusiasmo degli ospiti darà il colpo di grazia ai granata?

Mettetevi comodi, le squadre stanno per fare il loro ingresso in campo. Tra pochissimo il calcio d’inizio!

TABELLINO PROVVISORIO

Reggiana (3-4-2-1): Seculin; Papetti, Rozzio, Libutti; Rover, Belardinelli (81′ Mendicino), Charlys, Bozzolan (70′ Bozzolan); Girma (70′ Bohzanaj), Portanova; Gondo (76′ Novakovich).

A disp.: Zwaan, Cardinali, Vallarelli, Quaranta, Suarez, Vicari, Tripaldelli, Bonetti, Lambourde.

All.: Sibilano (Dionigi squalificato)

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (83′ Dalle Mura), Bellich; Mannini (45′ Carissoni), Mosti, Correia, Zeroli, Cacciamani (57′ Ricciardi); Maistro (72′ Pierobon); Gabrielloni (83′ Burnete).
A disp.: Signorini, Boer,  Kassama, Torrasi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Abate

Direttore di gara: Sig. Ermanno Feliciani della sezione AIA di Teramo

1° Assistente Sig. Claudio  Barone della sezione di Roma 1

2° Assistente Sig. Francesco  Luciani della sezione di Milano

IV° uomo Sig. Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta

VAR  Sig. Marco Monaldi della sezione di Macerata

AVAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

Marcatori: 2′ Mosti 30′ Gondo

Angoli: 4 – 5

Ammoniti: 40′ Giorgini 63′ Portanova

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 4 min st

Note: Terreno in erba naturale. Giornata fredda e umida.

PRIMO TEMPO

2′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Maistro recupera la palla sulla tre quarti entra in area e mette un cross rasoterra su cui arriva Mosti a rimorchio che non deve far altro che spingere la palla in rete

15′ Juve Stabia ancora pericolosa: Garbielloni lavora un gran pallone e scarica di tacco per Mannini che serve al centro Maistro che controlla palla e calcia a rete sul palo lungo con la palla che esce di un soffio alla destra di Seculin

30′ Pareggio della Reggiana: Erroraccio di Confente che nel tentativo di servire Varnier si fa rubare palla da Gondo che si avvia verso la porta vuota e realizza la rete del pari

36′ Reggiana ancora pericolosa con Girma che ne approfitta di errori in sequenza della difesa stabiese e arriva al tiro su cui Confente risponde presente, la palla però arriva ancora a Girma che calcia ancora a rete con la palla deviata che termina di poco a lato alla destra di Confente

40′ Ammonito Giorgini per proteste

Il direttore di gara concede 3 minuti di recupero

Il primo tempo finisce in parità con tanto rammarico per la Juve Stabia che aveva fatto vedere un ottimo primo tempo con il controllo totale della partita fino all’errore di Confente che ha servito su un piatto d’oro a Gondo l’occasione per realizzare il pari con il minimo sforzo.

SECONDO TEMPO

45′ La Juve Stabia sostituisce Mannini con Carissoni

54′ Reggiana pericolosa: Contropiede di Girma a causa di Bellich che scivola, l’attaccante di casa arriva al limite e calcia con Confente e Giorgini che riescono a bloccare il tiro.

57′ La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Ricciardi

63′ Ammonito Portanova per fallo su Maistro

70′ La Reggiana sostituisce Bozzolan con Tripaldelli

72′ Ammonito Papetti. La Juve Stabia sostituisce Maistro con Pierobon

76′ La Reggiana sostituisce Gondo con Novakovich

80′ Reggiana vicinissima al gol: Sugli sviluppi di un calcio di punizione Rozzio colpisce di testa anticipando tutti ma centrando il palo alla sinistra di Confente

81′ La Reggiana sostiutuisce Belardinelli con Mendicino

83′ La Juve Stabia sostituisce Varnier con Dalle Mura e Gabrielloni con Burnete

88′ Burnete calcia verso Seculin che si deve impegnare per evitare che il pallone si insacchi sotto la traversa rifugiandosi in angolo

Il direttore di gara concedew 4 minuti di recupero

Finisce in parità una gara in cui la Juve Stabia ha mancato ancora una volta l’occasione di portare a casa l’intera posta in palio, con un atteggiamento di sufficienza sopratutto nel primo tempo dove poteva portarsi sul doppio vantaggio. L’errore di Confente ha condizionato il prosieguio della gara ma c’è di più nel secondo tempo il palo di Rozzio poteva realizzare la “beffa” per le Vespe, ma sarebbe stato davvero troppo per quello visto in campo. Un punto comunque che serve di più alla Juve Stabia che alla Reggiana che esce tra i fischi del proprio pubblico. Sabato al Menti arriva il Padova per continuare la corsa verso la salvezza.

L’AZZURRO PENSIERO. Ruggito Napoli al Maradona. Vergara e Gutierrez stendono la Viola

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Il Napoli torna a dettare legge tra le mura amiche del Maradona. Una vittoria sofferta nel finale, ma legittimata da una prestazione di carattere e qualità, firmata dai suoi volti nuovi e da una gestione della gara quasi totale. La Fiorentina cade sotto i colpi di Vergara e Gutierrez, riuscendo solo ad accorciare le distanze senza però mai dare l’impressione di poter scardinare il fortino azzurro.

La cronaca: Lampo Vergara e perla di Gutierrez

La partita si sblocca dopo appena 10 minuti grazie a un uomo in stato di grazia: Antonio Vergara. Il giovane talento azzurro, reduce dal gol in Champions League, si inventa una progressione palla al piede che semina la difesa viola e si conclude con un colpo preciso che fa esplodere lo stadio. È il suo secondo centro in una settimana, la conferma definitiva di un’esplosione tecnica sotto la cura Conte.

Il raddoppio arriva in apertura di ripresa. Al minuto 48, Miguel Gutierrez riceve sulla destra, rientra sul sinistro e lascia partire una traiettoria tagliata che si insacca chirurgicamente sul palo lungo. Un gol d’autore per lo spagnolo, il primo in maglia azzurra, che sembra chiudere i giochi. La Fiorentina ha un sussulto d’orgoglio e accorcia le distanze, ma il Napoli regge l’urto e porta a casa tre punti vitali per la risalita in classifica.


Le voci dal campo

Antonio Vergara: “Segnare due gol in pochi giorni al Maradona è una gioia indescrivibile. Conte mi chiede di sacrificarmi anche in copertura e stasera l’ho fatto con intensità. Siamo pronti a risalire.”

Miguel Gutierrez: “Felice per il mio primo gol, mi dà fiducia. Giochiamo in una piazza fantastica, ma il pensiero va a Di Lorenzo: daremo il massimo anche per lui.”


Il lato oscuro della vittoria: l’ira di Conte

Nonostante il successo, il post-partita è segnato dalle parole dure di Antonio Conte, preoccupato per le condizioni di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano ha riportato quello che sembra essere un grave infortunio al ginocchio, un evento che ha scatenato lo sfogo del tecnico contro i ritmi del calcio moderno.

Le dichiarazioni del Mister:

  • Sulla gara: “Vittoria meritata, ma dobbiamo essere più cattivi. Abbiamo tenuto il risultato in bilico pur avendo il comando del gioco. Bisogna concretizzare di più.”

  • Sull’infortunio di Di Lorenzo: “Sono arrabbiato. Calendari simili non permettono prevenzione. Temo sia un infortunio grave, mi dispiace immensamente per Giovanni.”

  • Sulla squadra: “Ringrazio i ragazzi, stanno facendo qualcosa di straordinario in condizioni d’emergenza. C’è ancora mezza stagione per raggiungere i nostri traguardi.”

Analisi e Classifica

Il Napoli dimostra di aver ritrovato l’identità tattica, ma l’infermeria rischia di diventare il primo avversario della stagione. Con una “mezza stagione” ancora da giocare, la gestione delle rotazioni sarà la chiave per trasformare questa vittoria nel primo mattone di una vera scalata verso l’Europa.

Napoli-Fiorentina 2-1! Serata di prime volte

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Dopo un periodo terribile, culminato martedì con l’eliminazione dalla Champions League in casa contro il Chelsea, il Napoli ospita in casa la Fiorentina di Vanoli, che tenta di risalire la china ed uscire dalla zona retrocessione.

Primo tempo

Il Napoli parte subito benissimo. All’undicesimo, Meret lancia per Hojlund marcato stretto da Pongracic, il danese fa spazio e al centro spunta Vergara, che raccoglie palla e si auto-lancia e si invola verso De Gea, e a tu per tu con lo spagnolo non sbaglia, 1-0 Napoli e primo gol in Serie A per Vergara.

Al ventitreesimo, gli Azzurri vanno vicini al raddoppio, Di Lorenzo serve forte e teso sul primo palo, Hojlund gira in porta ma la difesa viola mura, la palla resta lì sulla linea, Elmas ed Hojlund provano a ribadire in rete ma niente da fare. Nel tentativo di spazzare, Comuzzo colpisce il palo e va molto vicino all’autogol.

La Fiorentina inizia a crescere, al venticinquesimo, Piccoli va vicino al pareggio, su punizione salta più in alto di tutti e schiaccia, Meret c’è e allunga sul palo. Sugli sviluppi della stessa azione, la palla arriva a Gudmusson che colpisce di testa ad un passo dalla porta, riflesso super di Meret che alza in angolo.

Sull’azione, Di Lorenzo poggia male il piede a terra ed il ginocchio fa un brutto movimento, ennesimo infortunio per il Napoli, con il capitano che esce in barella.

Secondo tempo

Al quarantanovesimo, il Napoli trova il gol del raddoppio, Gutierrez isolato con Gosens sull’esterno, lo sfida nell’uno contro uno, lo salta e calcia a giro sul secondo palo e primo gol in Serie A anche per lo spagnolo, 2-0 per il Napoli.

La Fiorentina la riapre, al cinquantasettesimo, Dodò trova il break, scatta in contropiede e serve Piccoli, che sfugge a Buongiorno e calcia, Meret respinge, ma sulla ribattuta si avventa Solomon che calcia a porta vuota, Juan Jesus prova il miracolo ma non riesce, 2-1.

Il Napoli ora contiene la Fiorentina, che prova ad agguantare il pareggio ma non riesce, gli Azzurri battono la Viola e tornano a vincere.