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Juve Stabia, febbraio di fuoco: il tour de force che vale una stagione

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Il calendario non mente e non fa sconti: il mese di febbraio si preannuncia come un vero e proprio spartiacque per il cammino della Juve Stabia. Un mese corto nei giorni, ma lunghissimo per intensità ed emozioni, attende gli uomini di Ignazio Abate, chiamati a dimostrare la propria maturità tra trasferte storicamente ostiche e big match che profumano di alta classifica.

Sarà un esame di maturità continuo, un banco di prova fisico e mentale per capire quali sogni le Vespe potranno cullare fino a primavera.

Tabù emiliano: inizio in salita al “Mapei”

Il sipario sul mese si alza con una missione complessa: la trasferta a Reggio Emilia contro la Reggiana. Il “Mapei Stadium” non è un campo qualunque per i colori gialloblù; evoca ricordi spesso amari e statistiche che descrivono un terreno decisamente poco fertile. Che sia contro i granata o contro il Sassuolo, quello stadio è stato spesso teatro di delusioni. Ad Abate il compito di invertire il trend: servono coraggio e personalità per sfatare il tabù e iniziare il mese con il piede giusto.

Il fortino del Menti: arriva il Padova

Archiviata la trasferta, si torna a respirare l’aria di casa. Al “Romeo Menti” arriva il Padova per una sfida d’alta quota da vivere con il fiato sospeso. Non sarà una partita per deboli di cuore: i veneti sono avversari costruiti per vincere, ma a Castellammare il fattore campo dovrà essere determinante. Il calore del pubblico stabiese sarà fondamentale per spingere la squadra oltre l’ostacolo in novanta minuti che promettono scintille.

Il doppio scoglio: Empoli e Monza in quattro giorni

È nella parte centrale del mese, però, che il coefficiente di difficoltà si impenna vertiginosamente. Il calendario mette la squadra di fronte a due test di altissimo livello lontano da casa nel giro di pochissimi giorni:

  • 11 Febbraio – Stadio “Carlo Castellani”: Si vola in Toscana per affrontare l’Empoli, una trasferta su un campo di categoria superiore per blasone e storia recente.

  • 15 Febbraio – “U-Power Stadium”: Nemmeno il tempo di rifiatare che le Vespe saranno di scena in Brianza contro il Monza. Parliamo di una corazzata che solo pochi mesi fa calcava i campi della Serie A. Sarà il test definitivo per misurare le ambizioni della Juve Stabia contro una big ferita che cerca il riscatto.

La trappola Modena e l’epilogo al Partenio

Tornati dalla doppia trasferta, ci sarà da lottare al Menti contro il Modena. Guai a sottovalutarli: i “canarini” sono una formazione quadrata, organizzata, capace di imbrigliare tatticamente chiunque. Sarà una partita a scacchi dove la tenuta mentale degli uomini di Abate sarà messa a dura prova.

Ma il destino ha voluto che questo tour de force si chiudesse con la partita più sentita, quella cerchiata in rosso sul calendario da ogni tifoso. Il mese si conclude con il Derby contro l’Avellino allo “Stadio Partenio”. Una sfida classica del calcio campano che non ha bisogno di spot pubblicitari, motivazioni extra o calcoli di classifica. Lì conterà solo il cuore. Chiudere un mese così estenuante con una gioia nel derby potrebbe lanciare la Juve Stabia verso un finale di stagione da protagonista assoluta.

Ignazio Abate e le sue Vespe sono avvisati: febbraio non perdona, ma può regalare la gloria.

Juve Stabia, ufficiale: Marco Ruggero è un nuovo difensore dello Spezia

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Adesso non ci sono più dubbi: le strade della Juve Stabia e di Marco Ruggero si separano. Come avevamo annunciato in esclusiva nei giorni scorsi, l’interesse dello Spezia si è trasformato rapidamente in una trattativa concreta, chiusa nel giro di poche ore.

Il difensore centrale lascia Castellammare di Stabia a titolo definitivo per intraprendere una nuova avventura in Liguria. A suggellare l’operazione è arrivata la nota ufficiale del club di via Cosenza.

Il Comunicato Ufficiale

Di seguito la nota diramata dalla società gialloblù:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto un accordo con lo Spezia Calcio per la cessione, a titolo definitivo, del difensore Marco Ruggero.

Arrivato a Castellammare nella scorsa stagione, Marco ha collezionato 55 presenze, realizzando 1 rete e 4 assist. Nel corso della sua esperienza in maglia gialloblù ha contribuito al raggiungimento della semifinale dei Play Off di Serie BKT nella scorsa stagione.

La società desidera ringraziare Marco per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla maglia dimostrati durante il suo periodo in gialloblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

Il nostro saluto: grazie per la storia scritta insieme

Ruggero lascia Castellammare di Stabia non come una semplice comparsa, ma come uno dei protagonisti di una stagione che resterà negli annali del calcio stabiese.

Anche noi, come redazione, ci uniamo ai ringraziamenti della società e ai saluti dei tifosi. Salutiamo un calciatore che, con professionalità e impegno, ha contribuito a scrivere una pagina indelebile della storia della Juve Stabia: il record del quinto posto in classifica e quella semifinale play-off che ci ha fatto sognare la Serie A fino all’ultimo istante.

A Marco va il nostro più sincero “in bocca al lupo” per questa nuova sfida professionale.

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Juve Stabia, una freccia sulla destra per Abate: Blitz di Matteo Lovisa per Manuel Ricciardi del Cosenza

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La Juve Stabia non perde tempo e risponde al mercato in uscita con un colpo di assoluto spessore. Con Kevin Piscopo ormai destinato a vestire la maglia del Bari, il direttore sportivo Matteo Lovisa ha messo a segno un vero e proprio blitz, assicurandosi le prestazioni di Manuel Ricciardi.

L’accordo con il Cosenza, proprietario del cartellino, è stato chiuso sulla base di un prestito con obbligo di riscatto. Una formula intelligente che permette al club campano di assicurarsi subito il giocatore, differendo però l’esborso economico per l’acquisto definitivo al prossimo giugno.

L’Asse con il Cosenza e il rinnovo strategico

L’arrivo di Ricciardi consolida i rapporti di mercato tra le Vespe e i Lupi della Sila: l’esterno romano è infatti il secondo calciatore a percorrere la tratta Cosenza-Castellammare in questa sessione, seguendo le orme del difensore Christian Dalle Mura.

Curioso il retroscena contrattuale: proprio prima della sosta invernale (il 30 dicembre 2025), il Cosenza aveva esercitato l’opzione per il rinnovo del contratto di Ricciardi fino al 30 giugno 2027. Una mossa che ha blindato il valore del calciatore, permettendo ora ai calabresi di monetizzare la cessione (seppur differita) e alla Juve Stabia di assicurarsi un profilo futuribile.

Il Profilo: Un esterno moderno a tutta fascia

Nato a Roma il 17 aprile 2000, alto 1,84 m e di piede destro, Ricciardi è l’identikit dell’esterno moderno. Sebbene nasca tatticamente come terzino destro, la sua evoluzione lo ha portato a diventare un’arma letale in fase offensiva. Può agire da terzino puro, da quinto di centrocampo o da esterno alto. Grande gamba, capacità di coprire tutta la corsia (“box to box”) e una spiccata propensione all’inserimento e all’ampiezza. Arriva per raccogliere l’eredità di Piscopo, garantendo quella “libertà di interpretazione offensiva” fondamentale per il gioco delle Vespe.

I Numeri: Una stagione da protagonista

Se le caratteristiche tecniche convincono, sono i numeri di questa stagione a impressionare e a giustificare il blitz di Lovisa. Ricciardi arriva a Castellammare nel momento migliore della sua carriera.

Ecco il suo rendimento con la maglia del Cosenza nella stagione in corso (2025/2026): ha totalizzato 20 presenze (1476 minuti) realizzando 7 gol e 3 assist per i compagni. Nella scorsa stagione 2024/2025 in Serie B sempre con la maglia dei lupi ha totalizzato 32 presenze 4 reti e 2 assist.

La Carriera

Il percorso di Ricciardi parte dalle giovanili dell’Ascoli, passando per la gavetta in Serie C che lo ha forgiato. Prima dell’approdo in cadetteria con il Cosenza nell’agosto 2024, ha maturato esperienza con le maglie di Fano, Legnago Salus e soprattutto Avellino, dove ha collezionato 60 presenze e 4 gol, dimostrando già allora di essere pronto per il salto di categoria.

Ora per Manuel Ricciardi inizia una nuova sfida al “Menti”: la Juve Stabia ha la sua nuova freccia per continuare a volare.

Capodimonte, San Francesco di Colantonio rientra dopo restauro

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Il rientro dopo il restauro del ‘San Francesco che consegna la regola agli ordini francescani’ (1444 – 1450) di Colantonio, apre simbolicamente le iniziative che il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli nel 2026 dedica agli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia la cui iconografia è presente in molte opere delle collezioni.

“La domenica ad ingresso gratuito del 1 febbraio potrà essere quindi l’occasione per i visitatori di ammirare nel rinnovato splendore la tavola del pittore napoletano protagonista del Rinascimento meridionale ma anche il nuovo allestimento di dipinti e sculture delle collezioni settecentesca, a lungo non visibili”, invita il direttore di Capodimonte Eike Schmidt. Al secondo piano in sala 61 (in dialogo con la sala 62 detta dei Capolavori, da Caravaggio a Parmigianino a Warhol) esposte opere di Francesco Solimena (Enea e Didone), Francesco De Mura (‘Imeneo che toglie il velo alla Pudicizia’), Giuseppe Sanmartino (‘Lotta di amorini’) e Sebastiano Ricci (‘Assunzione della Maddalena’).

Capodimonte riunisce così nella sala 67 del secondo piano, tutta dedicata a Colantonio, le opere del polittico della Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli, il più antico luogo francescano della città. L’imponente pala (probabilmente commissionata da Alfonso il Magnanimo e originariamente posta nella tribuna centrale) era infatti composta dal ‘San Girolamo nel suo studio’ (al quale era intitolato l’altare) e dal San Francesco, (150×185 cm, restaurato nell’ambito del programma Restituzioni di Intesa San Paolo) circondati da dieci ‘beatini francescani’ di cui due, Morico e Leone, sono entrati recentemente nelle collezioni di Capodimonte grazie ad un acquisto del Mic – Direzione generale architettura, belle arti e paesaggio. Al loro arrivo nel dicembre del 2024 il San Francesco non era nelle sale espositive ma nei laboratori del Museo di Capodimonte per restauro. Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa), maestro di Antonello da Messina, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, che aveva forse conosciuto i grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza. I dipinti del grande retablo a due livelli per San Lorenzo impegnarono a lungo Colantonio.

Con lo smembramento del polittico intorno al 1639, il dipinto di San Girolamo venne trasferito nella sacrestia di San Lorenzo mentre il San Francesco fu utilizzato come pala d’altare per il barocco Cappellone, nel transetto destro della chiesa. Nel periodo napoleonico, con la soppressione degli ordini monastici, il San Girolamo fu musealizzato (1808), raggiunto solo nel 1922 dal San Francesco, inventariato nel 1930 nelle collezioni dell’allora Museo Nazionale, poi entrambi trasferiti a Capodimonte nel 1957. Le piccole tavole con i beati francescani avevano preso intanto la via del collezionismo. Le restanti otto identificate dagli studiosi sono infatti oggi proprietà di privati in Italia e Usa.

San Francesco 800 a Capodimonte – In occasione delle celebrazioni 2026 per gli 800 anni dalla morte di San Francesco con il ripristino della festività nazionale del 4 ottobre, il Museo e Real Bosco di Capodimonte attiverà dal prossimo autunno visite guidate tematiche e inclusive all’interno di percorsi nelle sue collezioni comprendenti opere di Colantonio, Battistello Caracciolo, Nicolò di Tommaso, Mazzola Bedoli, Rodriguez e molti altri. Non mancherà il racconto, attraverso celebri dipinti, di personaggi storici come il frate e matematico Luca Paciolli (Jacopo De Barbari) e Ludovico di Tolosa (Simone Martini) che rinunciò al regno angioino divenendo Santo.

Fonte AdnKronos

L’AZZURRO PENSIERO. ​L’onore non lenisce il dolore: Napoli fuori, il sogno europeo s’infrange

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Si spegne con il Chelsea il sogno europeo del Napoli. Nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League, gli azzurri escono sconfitti per 3-2 contro il Chelsea al termine di una gara vibrante, che lascia in dote tanto rammarico ma anche la consapevolezza di aver giocato alla pari contro una corazzata internazionale.

Il Film della Partita: Ribaltone e Contro-sorpasso

La serata non era iniziata sotto i migliori auspici: i Blues passano in vantaggio grazie a un rigore trasformato con freddezza da Enzo Fernandez. Tuttavia, la reazione del Napoli è da grande squadra. In meno di mezz’ora gli uomini di Conte ribaltano il match:

  1. La magia di Vergara: Un numero d’alta scuola in area di rigore concluso con un fendente chirurgico nell’angolo.

  2. Il bolide di Hojlund: Sorpasso completato grazie a un sinistro potente e preciso che fulmina il portiere avversario.

Nella ripresa, però, sale in cattedra la qualità individuale del Chelsea. È Joao Pedro l’uomo del destino per gli inglesi: con una doppietta d’autore ribalta nuovamente il punteggio, fissando il risultato sul definitivo 3-2 e condannando gli azzurri all’eliminazione.


Le Voci dal Campo

Antonio Conte: “Orgoglioso dei ragazzi, paghiamo gli errori di Copenaghen”

Nonostante l’amarezza, il tecnico salentino difende a spada tratta il percorso della sua squadra, puntando il dito contro la sfortuna e gli episodi:

“Dispiace perché stasera meritavamo un risultato positivo. La differenza l’ha fatta l’exploit di Joao Pedro, ma prima del pareggio abbiamo giocato meglio del Chelsea. Non usate toni disastrosi: in un anno e mezzo abbiamo vinto Scudetto e Supercoppa. La qualificazione? L’abbiamo compromessa a Copenaghen.”

Conte ha poi sottolineato come la squadra abbia onorato la maglia nonostante le continue emergenze e gli infortuni che hanno falcidiato la rosa in questa prima parte di stagione.

Il Capitano Di Lorenzo: “Dato tutto, ora ripartiamo”

Sulla stessa lunghezza d’onda il capitano Giovanni Di Lorenzo, che guarda già al futuro con pragmatismo:

“Abbiamo lasciato troppi punti per strada durante il cammino. Stasera abbiamo dato tutto e il risultato è bugiardo, ma dobbiamo ripartire da questa intensità. Con il rientro degli infortunati possiamo ancora puntare a traguardi importanti in questa stagione.”


Analisi: Cosa resta della Champions?

Il Napoli esce dalla competizione non per la prova contro i campioni del Mondo, ma per una gestione del girone che ha visto troppi passi falsi esterni. Resta però la prestazione di Vergara e la fame di Hojlund, segnali incoraggianti per una squadra che ora dovrà riversare tutta la sua rabbia agonistica sul campionato per risalire la china.

Juve Stabia, Vespa Rosa: Il grido d’amore di Ketty Chirco per la sua squadra del cuore

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Benvenuti nel nuovo appuntamento con Vespa Rosa, l’angolo dedicato al cuore pulsante femminile della Juve Stabia. Qui non si parla solo di tattica, ma di passione, identità e amore viscerale per la maglia. Oggi raccogliamo lo sfogo e l’appello di una tifosa storica, Ketty Chirco, che lancia un grido d’amore e di dolore per la squadra della sua città.

Il grido di Ketty: “I veri tifosi non possono pagare per pochi incivili”

C’è amarezza nelle parole di Ketty Chirco. Un’amarezza che nasce dall’amore profondo per quei colori che rappresentano Castellammare di Stabia, ma che oggi si scontra con una realtà difficile: la chiusura dello stadio o le limitazioni che colpiscono la tifoseria sana.

“Sono molto dispiaciuta per quanto sta accadendo attorno alla nostra squadra cittadina,” esordisce Ketty, facendosi portavoce di un sentimento comune. “Non è accettabile che il comportamento di un paio di ragazzi facinorosi possa condizionare lo svolgimento di una partita, arrivando a penalizzare l’intera collettività.”

Orgoglio di provincia e bel gioco

Secondo la tifosa, la Juve Stabia paga spesso un prezzo troppo alto, forse anche a causa di pregiudizi geografici: “Spesso non siamo ben visti dalle altre squadre o dalle istituzioni, forse perché non siamo un capoluogo di provincia. Eppure, i nostri ragazzi in campo si fanno rispettare. Anche se manca una vera punta di ruolo, la squadra esprime un bel gioco, mette cuore e grinta.”

È proprio questo contrasto a fare più male: vedere una squadra che lotta in campo, “superiore” nel gioco a molte avversarie più blasonate, ma lasciata sola sugli spalti. “Non è bello vedere uno stadio senza pubblico. È un’immagine triste per lo sport e per la città.”

Tutelare gli abbonati: un atto dovuto

Ketty pone l’accento su una categoria in particolare: gli abbonati. Coloro che, con fiducia cieca, hanno sostenuto economicamente la società a inizio stagione.

“Penso che almeno gli abbonati, che hanno sottoscritto le tessere con tanto anticipo, debbano avere il diritto di entrare,” sottolinea con forza. “Sono veri tifosi, penalizzati ingiustamente nonostante abbiano dimostrato fedeltà assoluta. Bisogna fare qualcosa affinché la squadra abbia, almeno in casa, il tifo che si merita. I giocatori hanno bisogno di essere incitati per dare il massimo.”

La proposta: un corteo pacifico per riprenderci il Menti

Dalle parole si passa alla proposta concreta. Ketty non ci sta a subire passivamente le decisioni che tengono i tifosi fuori dal “Romeo Menti” e lancia un’idea per scuotere le coscienze:

“Si potrebbe organizzare un corteo pacifico,” propone la tifosa. “Dobbiamo convincere chi di dovere a riaprire le porte del Menti. I veri tifosi non possono subire l’ottusaggine di quattro stupidi che non capiscono il danno che arrecano. Facendo così peggiorano solo la situazione della squadra, che invece vuole solo farsi onore e fare bella figura.”

L’appello di Ketty è chiaro: isolare i violenti, ma permettere alla Castellammare sana e appassionata di tornare a ruggire sugli spalti. Perché la Juve Stabia non è solo una squadra, è l’orgoglio di una città intera.

Juve Stabia, Calciomercato: Sheriff Kassama saluta Bari e riparte dalle Vespe di Ignazio Abate

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Nuova avventura in arrivo per Sheriff Kassama. Il giovane difensore centrale, dopo una prima metà di stagione trascorsa tra le fila del Bari senza riuscire a lasciare il segno, è pronto a rimettersi in gioco alla corte di Ignazio Abate alla Juve Stabia.

I dettagli dell’operazione

Il trasferimento si è concretizzato attraverso un complesso giro di carte federali. Il Bari, che in estate aveva prelevato il giocatore in prestito oneroso con diritto di riscatto, ha deciso di interrompere anticipatamente il rapporto. Kassama ha quindi risolto il contratto di prestito con i “Galletti”, facendo momentaneamente ritorno al Trento, club proprietario del cartellino.

La società trentina, con cui il difensore ha un contratto in essere fino al 30 giugno 2028, ha immediatamente girato il calciatore alla Juve Stabia. La formula concordata è quella del prestito con diritto di riscatto, offrendo così al ragazzo una nuova chance in Serie B in una piazza ambiziosa e sotto la guida di un tecnico che lavora molto bene con i giovani.

La parentesi a Bari

Arrivato in Puglia con buone aspettative, l’esperienza di Kassama in biancorosso non è decollata come sperato. Nonostante le qualità fisiche, il difensore non ha convinto pienamente l’ambiente barese. Il suo score semestrale si chiude con 6 presenze totali e 346 minuti giocati, un bottino troppo esiguo per giustificare la permanenza e il successivo riscatto.

L’identikit: fisico e duttilità per Abate

Nato il 16 settembre 2004 a Feltre (BL), Sheriff Kassama è un profilo che porta fisicità e versatilità alla difesa delle Vespe. 186 cm di altezza il suo ruolo è difensore centrale di piede destro. Le caratteristiche sono: Grande duttilità tattica. Può essere schierato sia come centrale di destra che di sinistra e, all’occorrenza, adattarsi al ruolo di terzino destro.

Di origini gambiane ma nativo del bellunese, Kassama rappresenta il prototipo del difensore moderno, capace di coprire più zone del reparto arretrato.

Dalla Serie D alla Youth League: la storia di Kassama

La carriera di Sheriff parte dai dilettanti della Union Feltre, la squadra del suo paese in Serie D. Qui viene notato dagli scout del Monza, che lo portano in Brianza inserendolo nel proprio settore giovanile.

Il percorso di crescita prosegue con una prestigiosa parentesi all’Inter nella stagione 2022-23. Con la maglia nerazzurra della Primavera colleziona 18 presenze tra campionato, Coppa Italia di categoria e la vetrina europea della Youth League. Dopo un ritorno al Monza Primavera nel 2023-24, il salto tra i professionisti avviene lo scorso anno con il Trento, dove si mette in luce totalizzando 21 presenze e guadagnandosi la chiamata dalla Serie B.

Ora per Kassama si aprono le porte del “Romeo Menti”: una sfida fondamentale per dimostrare il proprio valore e conquistare la fiducia di mister Abate.

Come la Neuro-UX definisce le esperienze digitali di oggi

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Che la neuroscienza abbia superato da un pezzo i confini del settore medico è un dato di fatto. Oggi a farne largo uso è proprio il mondo del marketing, che se ne serve per studiare il consumatore e soprattutto le sue decisioni di acquisto. A differenza del marketing tradizionale, il neuromarketing studia i processi mentali, anche inconsci, dei clienti per realizzare campagne pubblicitarie volte a soddisfarne gli interessi.

Queste strategie trovano spazio di applicazione anche nell’user experience design, cioè lo studio che si preoccupa di migliorare l’esperienza dell’utente sui portali in rete. Dall’architettura, cioè l’organizzazione generale del sito, fino alle più piccole icone interattive, tutto finisce per confluire oggi nella Neuro-UX.

Ogni dettaglio, dunque, è inserito in quella precisa misura per favorire l’interazione tra utente e sito o app. L’accessibilità abbraccia, infatti, tanto l’aspetto grafico quanto quello funzionale e oggi necessita della Neuro-UX per creare un’esperienza di navigazione che conquisti la mente e il cuore dell’utente.

Essa fa uso di svariate tecnologie, come l’eye tracking che monitora i movimenti oculari per tenere traccia degli interessi dell’utente. Si adopera per capire dove e come inserire i testi, nonché la posizione di icone ed immagini. Con il facial coding, invece, si analizzano le espressioni facciali per decifrare il livello di comprensione dell’utente rispetto all’uno o all’altro contenuto, oltre che la sua capacità emozionale.

Si tratta di metodologie che oggi definiscono l’intera realizzazione di un progetto digitale, coinvolgendo la scelta dello stile grafico, l’accostamento dei colori, il tono di voce dei testi, la selezione dei pattern. Tutto è progettato per ridurre al minimo lo sforzo cognitivo dell’utente.

Oltre a migliorare la comunicazione con quest’ultimo, la Neuro-UX è adoperata come un vero e proprio valore aggiunto rispetto a ciò che la piattaforma offre. È questo il caso dei portali che erogano servizi d’intrattenimento, cioè si avvalgono della Neuro-UX per posizionare i pulsanti e predisporre la comparsa delle notifiche.

Questi principi emergono con chiarezza nei servizi ad alta frequenza di interazione, come i giochi sul web. Nel poker online, l’applicazione dei principi di Neuro-UX risulta particolarmente evidente perché l’utente prende decisioni rapide in un ambiente ad alta densità informativa e con un forte rischio di errore motorio (misclick) e sovraccarico cognitivo, soprattutto quando gioca su più tavoli o in modalità fast-fold. La disposizione degli elementi visivi, il contrasto cromatico e l’uso di animazioni controllate rispondono all’esigenza di rendere le informazioni leggibili e facilmente interpretabili, guidando l’attenzione dell’utente e riducendo l’affaticamento visivo durante l’interazione.

Ed ecco che la Neuro-UX è solo agli esordi e per raggiungere ulteriori traguardi dovrà avere anche la capacità di mettersi in discussione, affrontando le sfide etiche e tecnologiche del futuro.

Juve Stabia e la favola di Maxwell Acosty condivisa tra Reggio Emilia e Castellammare di Stabia

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Ci sono storie nel calcio che meritano di essere raccontate, narrazioni che vivono di dettagli, di polvere sollevata su una fascia laterale e di quel pizzico di nostalgia che rende questo sport unico. Spesso, queste storie si intrecciano in occasione di una singola partita, trasformando 90 minuti di gioco in un vero e proprio amarcord.

È il caso della sfida tra Juve Stabia e Reggiana, un match che quest’anno assume un sapore decisamente particolare se letto attraverso la carriera di un protagonista che ha vissuto intensamente entrambe le realtà: Boadu Maxwell Acosty.

L’esterno ghanese rappresenta il filo rosso che unisce il granata al gialloblù, in un viaggio calcistico che lo ha visto crescere in Emilia per poi esplodere, deflagrante e inarrestabile, alle falde del Faito.

Le Origini: I Primi Passi in Granata

Il viaggio di Acosty nel calcio che conta inizia proprio a Reggio Emilia. È la stagione 2008-2009 quando un giovanissimo Maxwell inizia a farsi notare nel settore giovanile della Reggiana. In terra emiliana, il ragazzo inizia a mostrare i primi bagliori del suo talento: una velocità di base impressionante e una capacità innata di saltare l’uomo.

La Reggiana è stata la culla, il luogo dove il sogno ha preso forma, permettendogli di affacciarsi al mondo del professionismo e di mettere in mostra quelle doti atletiche che avrebbero presto attirato l’attenzione di club importanti. Tuttavia, come spesso accade nelle storie di formazione, il bocciolo aveva bisogno del terreno giusto per fiorire completamente.

L’Esplosione: La Consacrazione con le Vespe

Se Reggio Emilia è stata l’inizio, Castellammare di Stabia è stata la consacrazione. L’arrivo di Acosty alla Juve Stabia nella stagione 2012-2013 segna un punto di svolta decisivo nella sua carriera.

In quel campionato di Serie B, sotto la guida esperta e carismatica di Piero Braglia, Acosty trova l’ambiente ideale. Braglia, tecnico capace di esaltare gli esterni come pochi altri, gli consegna le chiavi della fascia e la fiducia necessaria per osare.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: al “Romeo Menti”, Acosty diventa devastante.

Le sue accelerazioni diventano l’incubo delle difese avversarie. Non solo corsa, ma anche assist e gol pesanti che trascinano la squadra. Il pubblico stabiese, caldo e appassionato, si innamora di quel giocatore capace di ribaltare l’azione in pochi secondi.

Castellammare si conferma, ancora una volta, una straordinaria fucina di talenti. L’esperienza in gialloblù non è stata solo una parentesi, ma il trampolino di lancio che ha permesso ad Acosty di costruire una carriera importante, portandolo a calcare palcoscenici prestigiosi (inclusa la Serie A e le coppe europee con altre maglie) e lasciando un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi.

Un Derby Personale

La prossima sfida al “Romeo Menti” non sarà dunque una semplice partita di campionato. Sarà un incrocio di destini, un piccolo derby personale per Boadu Maxwell Acosty.

Da una parte la squadra che lo ha cresciuto, dall’altra quella che lo ha reso grande. Oggi, Acosty vestirà i panni del “classico spettatore interessato”, osservando due colori che hanno dipinto la tela della sua giovinezza calcistica. E mentre le due squadre si daranno battaglia in campo, sugli spalti e nelle memorie dei tifosi, riecheggeranno le corse di quel ragazzo che ha saputo unire, nel segno della velocità, il Nord e il Sud del calcio italiano.

Juve Stabia, calciomercato: Addio a un eroe della promozione in serie B, Piscopo si trasferisce al Bari

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È arrivato il momento dei saluti per uno dei volti più amati della recente storia gialloblù. Kevin Piscopo lascia la Juve Stabia: il suo futuro si chiama Bari. L’accordo tra le società è stato definito sulla base di un prestito con obbligo di riscatto a giugno, una formula che sancisce di fatto la fine dell’avventura campana per il classe ’98, il cui contratto con le Vespe sarebbe scaduto il 30 giugno 2026.

Un cambio di rotta tattico

La cessione arriva al termine di una prima parte di stagione complessa per il nativo di Vercelli. Quest’anno, adattato spesso nel ruolo di quinto di centrocampo a sinistra – posizione non ideale per un destro naturale di 181 cm per 75 kg, abituato a offendere più che a coprire – Piscopo ha faticato a trovare continuità. Nonostante le 16 presenze collezionate, poche sono state dal primo minuto, segnalando un feeling tattico mai sbocciato del tutto in questo nuovo assetto.

I numeri di un biennio d’oro

Tuttavia, il nome di Piscopo resterà indelebilmente legato alle pagine più belle della storia recente della Juve Stabia. Arrivato da svincolato grazie all’intuizione del DS Lovisa (che lo conosceva bene dai tempi del Pordenone), Piscopo è stato uno degli artefici del “Miracolo Vespe”.

  • Stagione 2023/24: È stato un pilastro della squadra che ha stravinto il campionato di Serie C, conquistando la promozione diretta.

  • Stagione 2024/25: Ha contribuito in modo decisivo allo straordinario 5° posto in Serie B, sfiorando il sogno della massima serie.

  • Le Statistiche: Nel campionato scorso, Piscopo è stato imprescindibile: 38 presenze, condite da 4 reti e ben 9 assist, numeri che testimoniano la sua qualità tecnica e la visione di gioco.

La carriera: dal Grifone alla Puglia

La storia di Kevin Piscopo è quella di una gavetta costante. Cresciuto nel settore giovanile del Genoa, si è fatto le ossa in Toscana partendo dalla Serie D con il Montecatini. Il salto nei professionisti avviene a Carrara, trampolino di lancio che lo porta in Serie B con la maglia dell’Empoli.

Dopo un ritorno alla Carrarese e una breve parentesi in B con la SPAL (una sola presenza), ritrova la Serie C prima con il Renate e poi con il Pordenone. Proprio il fallimento e la mancata iscrizione del club friulano in Lega Pro lo avevano reso svincolato, permettendo l’approdo a Castellammare dove ha vissuto la sua consacrazione.

Ora per Piscopo si aprono le porte del San Nicola. Il Bari si assicura un giocatore duttile, esperto della categoria e con una gran voglia di tornare a essere protagonista indiscusso, lasciandosi alle spalle un ruolo da “adattato” che gli andava ormai stretto.

morto anche il pilota 68enne

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E’ morto nella notte Venanzio Rapolla, 68 anni, colonnello dell’Aeronautica in pensione, che era alla guida dell’elicottero ultraleggero precipitato a Benevento due giorni fa. Era rimasto gravemente ferito. Insieme a lui viaggiava l’imprenditore Pasquale Esposito, 76 anni di Airola, morto sul colpo. Venanzio Rapolla era il presidente dell’Aeroclub di Benevento, esperto pilota ed istruttore con oltre 10mila ore di volo. Rimasto gravemente ferito, dopo il ricovero all’ospedale San Pio di Benevento, era stato trasferito in condizioni disperate al Cardarelli di Napoli, dove è deceduto nella notte. Sul grave incidente, la Procura di Benevento ha aperto un’inchiesta, anche se l’ipotesi più accreditata sembra portare ad un guasto tecnico del velivolo.

Fonte AdnKronos

Conte: “Vittoria del Chelsea bugiarda, abbiamo onorato la partita”

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Dopo la sconfitta contro il Chelsea in casa per 3-2 e l’eliminazione dalla Champions League nella fase campionato, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha parlato a Sky Sport: “Abbiamo onorato la partita. La vittoria del Chelsea è bugiarda, ma dobbiamo accettarla. Dobbiamo essere più bravi a concretizzare. In Champions si gioca ad alti ritmi e l’obiettivo è proprio quello di portare la squadra a giocare a questi livelli. Non esiste mettere un pullman davanti alla porta. Con 13 assenti ci siamo giocati la partita e abbiamo accettato l’uno contro uno”. Sul percorso in Champions: “Disastro? Andiamoci piano con le parole e facciamo attente valutazioni. Il nostro rammarico è a Copenaghen, non dovevamo pareggiare e quello ci ha praticamente condannati. Per me meritavamo i playoff”.

Napoli-Chelsea 2-3! Azzurri eliminati dalla Uefa Champions League

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Dopo il pareggio rocambolesco di Copenaghen e la sconfitta di domenica a Torino contro la Juventus, il Napoli si gioca una fetta importante della propria stagione, in casa contro il Chelsea. Dentro o fuori.

Primo tempo

Dopo una prima fase di studio, arriva a freddo il vantaggio del Chelsea, su punizione dal limite dell’area, Juan Jesus, saltando in barriera, colpisce la palla di mano, calcio di rigore. Dal dischetto va lo specialista Enzo Fernandez, Meret intuisce, ma l’argentino calcia a due dita dal palo, 0-1 a freddo.

Il Napoli alza la testa e reagisce, pressing asfissiante e costantemente il pallino del gioco, al trentatreesimo, Vergara con un’iniziativa personale, entra in area, si gira e calcia in diagonale, 1-1 e primo gol in maglia azzurra per il Napoli.

Il Napoli insiste e trova il vantaggio, al quarantatreesimo, Olivera passa sulla fascia, arriva sul fondo e serve sul primo palo, dove trova il taglio di Hojlund che calcia di prima e con l’ausilio del palo la ribalta, 2-1 e Napoli momentaneamente qualificato.

Secondo tempo

Il Napoli comincia il secondo tempo così come l’ha finito, fin qui è forse la miglior partita stagionale a livello caratteriale.

Al sessantunesimo, in un momento di totale gestione, Juan Jesus fa girare Joao Pedro, dalla distanza si gira e calcia e s’inventa il 2-2, mazzata per il morale del Napoli, con il Chelsea che non sembrava più in partita.

Gli Azzurri perdono d’animo e non riescono più ad essere pericolosi, all’ottantaduesimo arriva la doccia gelata, Joao Pedro si invola a tu per tu con Meret e non sbaglia, 2-3. Mancano dieci minuti ma oramai la qualificazione è andata, un pareggio non basterebbe, visti i risultati degli altri campi.

Al novantatreesimo arriva la palla del pareggio, cross a rimorchio sul dischetto, la palla arriva a Lukaku, che calcia di prima intenzione di destro ma colpisce Sanchez, che era già praticamente battuto.

Termina qui il ritorno in Champions del Napoli, con una sontuosa prestazione contro il Chelsea Campione del Mondo.

L’eliminazione non arriva di certo questa sera, ma è frutto degli inciampi lungo il percorso. Il rimpianto più grande, arriva di sicuro da Copenaghen, dove gli Azzurri vincevano 0-1 e con l’uomo in più per più di 45 minuti, ma poi, quel rigore concesso, frutto della distrazione, ha pesato come un macigno.

Giusto citare gli infortuni che hanno afflitto il Napoli, ma ora gli obiettivi diventano due: con lo scudetto oramai quasi scucito dal petto; è obbligatorio puntare alla qualificazione in Champions League anche per l’anno prossimo, come secondo obiettivo c’è la Coppa Italia; che porterebbe in bacheca il secondo trofeo stagionale.

Reggiana – Juve Stabia sarà diretta da Ermanno Feliciani di Teramo

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Domenica 1 febbraio 2026 alle 15:00 la Juve Stabia andrà a far visita alla Reggiana allo stadio Mapei Stadium – Città del Tricolore per il ventiduesimo turno del campionato di Serie B 2025-2026. Oggi sono state diramante le designazioni della C.A.N AIA per la partita con Ermanno Feliciani che avrà il compito di dirigere la gara.

La storia dell’arbitro

Ermanno Feliciano è nato nel 1991 a Roseto degli Abruzzi e cresciuto nella sezione AIA di Teramo scalando rapidamente le gerarchie del calcio italiano. A soli 30 anni, il giovane arbitro abruzzese è pronto a misurarsi con le sfide della Serie A e della Serie B, dopo una carriera già ricca di soddisfazioni nelle serie minori.

Dalla Serie D alla ribalta nazionale

Feliciani ha esordito tra i professionisti nel 2014, a soli 23 anni, in Serie D. Da subito si è distinto per la sua personalità e per la sua capacità di far scorrere il gioco, pur mantenendo un’attenzione costante al rispetto delle regole. Nel 2017, il salto in Serie C: in pochi anni è diventato uno dei fischietti più apprezzati della categoria, guidando finali di coppa e playoff.

Un profilo completo

Laureato in Giurisprudenza, Feliciani è un giovane uomo dalle mille risorse. La sua preparazione e la sua determinazione lo hanno portato a conquistare traguardi importanti in breve tempo. Nonostante la giovane età, vanta già una vasta esperienza e una profonda conoscenza delle dinamiche del gioco.

Uno stile deciso

In campo, Feliciani si impone per la sua autorità e per la sua capacità di prendere decisioni rapide e chiare. Nonostante sia considerato un arbitro severo, ama far giocare le squadre e non interviene eccessivamente. Le sue cinque stagioni in Serie C, pur rappresentando un periodo di crescita fondamentale, sono state viste da alcuni come un tempo eccessivo per un talento così evidente.

Le sfide del futuro

Ora, Feliciani è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. La Serie A rappresenta un palcoscenico ancora più prestigioso, dove dovrà confrontarsi con i migliori calciatori italiani e internazionali. Le sue qualità, unite alla sua giovane età, fanno di lui uno dei prospetti più interessanti dell’arbitraggio italiano.

In conclusione

Ermanno Feliciani è un giovane arbitro che ha già dimostrato di avere le carte in regola per diventare uno dei protagonisti del calcio italiano. La sua storia è un esempio di come, con passione e determinazione, si possano raggiungere grandi obiettivi. Tutta l’Italia calcistica è pronta a seguirlo con grande interesse.

La scheda con statistiche e precedenti di Feliciani

Il Sig. Ermanno Feliciani è nato nel 1991 a Roseto degli Abruzzi e cresciuto nella sezione AIA di Teramo. E’ al suo 4° anno alla CAN.

In questa stagione ha già diretto 13 partite tra Serie A, B e Coppa Italia, con 9 vittorie interne, 2 pareggi e 2 affermazioni esterne con 0 espulsioni e 5 rigori.

Conta 5 precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte

23/12/2018    Juve Stabia – Matera 4-0  ( Vitiello; Viola; Carlini e El Ouazni)

12/09/2021   Vibonese – Juve Stabia  1-3 ( Berardocco; Bentivegna e Evacuo)

23/01/2022   Campobasso – Juve Stabia  0-0

06/12/2024   Juve Stabia – Sudtirol  2-1 ( Candellone e Bellich)

08/03/2025  Mantova – Juve Stabia  1-1 ( Mosti )

Conta 5 precedenti anche con la Reggiana: 0 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte.

GLI ASSISTENTI

1° Sig. Claudio  Barone della sezione di Roma 1

2° Sig. Francesco  Luciani della sezione di Milano

IV° uomo Sig. Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta

VAR  Sig. Marco Monaldi della sezione di Macerata

AVAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

Juve Stabia, colpo da capogiro: Marco Ruggero ceduto allo Spezia. Un altro affare milionario firmato Lovisa

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Le sirene di mercato, questa volta, hanno suonato una melodia impossibile da ignorare. Marco Ruggero lascia ufficialmente la Juve Stabia. La destinazione è La Spezia, ma a fare rumore sono i numeri di un’operazione che si può definire, senza timore di smentita, economicamente folle.

Per strappare il difensore classe 2000 alle Vespe, il club ligure ha messo sul piatto una cifra intorno al milione di euro per il cartellino, garantendo al calciatore un contratto faraonico con scadenza nel 2029, più un’opzione per un’ulteriore stagione. Un’offerta “irrinunciabile” che certifica la bontà del progetto tecnico gialloblù e l’ennesima intuizione geniale del DS Matteo Lovisa.

L’intuizione e l’escalation: da vice-Folino a colonna portante

L’arrivo di Ruggero alle falde del Faito nell’estate del 2024 era stato l’ennesimo colpo di prospettiva. Pescato dalla Virtus Verona, dove in due stagioni aveva collezionato 62 presenze e una rete (storica quella al “Piola” contro la Pro Vercelli), Ruggero era arrivato inizialmente per coprire le spalle ai titolari.

Il suo destino è cambiato drasticamente con la cessione di Francesco Folino, passato alla Cremonese dopo il pagamento della clausola rescissoria. Quell’addio ha spalancato le porte della titolarità a Ruggero che, da gennaio 2025, sotto la guida sapiente di Mister Pagliuca, si è trasformato.

I numeri della consacrazione:

  • Stagione 2024/25: 37 presenze totali e ben 4 assist, diventando uno dei perni della difesa che ha trascinato le Vespe allo storico quinto posto.

  • Rinnovo: Le prestazioni avevano fatto scattare l’opzione per il rinnovo automatico fino al 30 giugno 2027.

La stagione attuale e il cambio tattico

L’annata in corso ha visto Ruggero scendere in campo 18 volte, trovando anche la via del gol. Tuttavia, il percorso non è stato privo di ostacoli. Il passaggio tattico della difesa dalla marcatura a uomo a quella a zona ha creato qualche grattacapo al centrale veneto, costringendolo a un periodo di adattamento non semplicissimo. Nonostante ciò, il valore del giocatore non è mai stato messo in discussione, tanto da attirare le attenzioni prepotenti dello Spezia.

Dal vivaio del Padova alla Serie B: il percorso

Nato a Padova il 1° giugno 2000, Ruggero incarna il prototipo del difensore moderno che ha fatto la gavetta. Cresciuto nel settore giovanile biancoscudato, si è forgiato le ossa in Serie D con le maglie di Tuttocuoio, Delta Porto Tolle e Luparense (31 presenze e 3 reti tra i dilettanti), prima del salto nei professionisti con il Legnago Salus e la successiva affermazione a Verona.

Il “Metodo Lovisa” colpisce ancora

Se l’addio di un titolare lascia sempre un vuoto tecnico, il bilancio sorride come non mai. Questa cessione rappresenta l’ennesima plusvalenza vitale per la sostenibilità e la crescita del club.

Matteo Lovisa si conferma un “mago” del mercato: capace di scovare talenti in serie minori, valorizzarli in un contesto tecnico organizzato e rivenderli a peso d’oro. La partenza di Ruggero è la prova che la Juve Stabia è diventata una vetrina di lusso, una fabbrica di talenti che sa vendere al momento giusto, incassando risorse preziose da reinvestire per continuare a sognare.

Chi sarà il prossimo Marco Ruggero individuato da Lovisa? Lo scopriremo nelle prossime ore.

Juve Stabia, Christian Dalle Mura si presenta alla piazza: “Qui per combattere per un progetto ambizioso”

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Se per Torrasi è stata una questione di feeling tecnico, per Cristian Dalle Mura il trasferimento alla Juve Stabia è stato un vero e proprio “blitz”. Il difensore classe 2002, arrivato per blindare ulteriormente un reparto già granitico, si è presentato alla stampa con la sicurezza di chi conosce bene la categoria e non vede l’ora di lasciare il segno.

Una trattativa lampo nel segno di Lovisa

Il legame tra Dalle Mura e il direttore Matteo Lovisa affonda le radici nel passato (dai tempi del Pordenone), e proprio questa fiducia reciproca ha permesso di chiudere l’operazione in tempi record.

“È stata una cosa lampo: si è aperta e chiusa nel giro di due giorni,” ha rivelato Dalle Mura. “Non ho avuto esitazioni nel dire di sì. Ringrazio il direttore e la società per questa opportunità. Sono pronto a dare tutto.”

Tattica: un “braccetto” per la difesa di Abate

Mancino naturale, fisico strutturato e visione di gioco: Dalle Mura è il prototipo del difensore moderno. Interpellato sul suo posizionamento ideale nel modulo di mister Abate, il ragazzo non ha avuto dubbi: “Sicuramente il braccetto a sinistra nella difesa a tre. È la posizione che fa risaltare meglio le mie caratteristiche. Mi hanno impressionato tutti: Ruggero, Bellich, Giorgini e Marco Varnier, che già conoscevo. Sono difensori fortissimi. La sana competitività in allenamento ci serve per spingerci oltre e mantenere la porta inviolata.

Il “fattore Menti” e il calore dei tifosi

Nonostante la sfortuna di aver vissuto le prime gare senza il supporto diretto del pubblico (stadio chiuso contro l’Entella e trasferta di Bari vietata), Dalle Mura ha già percepito l’energia di Castellammare.

“Già l’anno scorso con il Cosenza avevo visto uno stadio caldissimo. Mi è dispiaciuto non averli con l’Entella, ma è stato bellissimo sentire la loro vicinanza all’hotel prima della partenza del pullman e gioire con loro fuori dallo stadio dopo la vittoria. Avere un’intera città che ti supporta è davvero come avere un uomo in più in campo.”

Testa alla Reggiana

Nessun volo pindarico, nessuna distrazione data dalla classifica. Il mantra di Dalle Mura è lo stesso che sta guidando la squadra verso traguardi inaspettati:

“Guardiamo poco quello che succede fuori. Pensiamo solo a noi stessi, partita dopo partita. Domenica con la Reggiana cercheremo di portare a casa il risultato pieno, che sarebbe fondamentale per il nostro percorso.”

 

Juve Stabia, Emanuele Torrasi si presenta: “Qui per crescere. Il calcio che vuole Abate mi valorizza”

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Dopo le parole di Alberto Gerbo, i riflettori si sono spostati sui protagonisti del campo. A prendere la parola per primo è stato Emanuele Torrasi, centrocampista classe ’99, cresciuto nel vivaio del Milan e arrivato a titolo definitivo per rinforzare la mediana di mister Abate.

L’impatto con il mondo Juve Stabia

Torrasi non ha nascosto l’entusiasmo per questa nuova avventura, sottolineando come l’accoglienza dello spogliatoio sia stata fondamentale per il suo inserimento lampo.

“È una grossissima opportunità e ringrazio la società per avermi portato qui,” ha dichiarato Torrasi. “Ho trovato un gruppo veramente unito, sia dentro che fuori dal campo. Questo rende tutto più semplice per chi, come me, è appena arrivato. Ho già fatto i primi allenamenti e il livello è molto alto: c’è un’intensità incredibile, si gioca un calcio propositivo dove si cercano sempre soluzioni.”

Regista moderno: tra qualità e intelligenza tattica

Interpellato sulle sue caratteristiche, il centrocampista ha delineato il suo profilo tecnico, citando un modello d’eccellenza che milita in Serie A: “Amo il palleggio e dare un apporto di qualità. Credo che la mia forza sia l’intelligenza tattica. Non ho un modello unico di calciatore a cui mi ispiro, ma guardo molto a Hakan ÇalhanoÄŸlu. È il centrocampista moderno per eccellenza: copre il ruolo, si interscambia con i compagni e si muove tanto. Cerco di ispirarmi a lui per essere il più completo possibile.

Il legame con Abate: “Una scuola di vita”

Uno dei fattori chiave del suo arrivo a Castellammare è certamente la presenza di Ignazio Abate in panchina. I due si erano già incrociati ai tempi del Milan, quando Torrasi era una giovane promessa della Primavera e Abate un pilastro della prima squadra.

“Per me è un onore ritrovarlo. Il Milan è stata una scuola importante di vita e di crescita. Conoscere già il mister è un vantaggio: sto scoprendo la filosofia di calcio del mister. Già da ieri ho capito che questo tipo di gioco può valorizzare al massimo le mie caratteristiche.”

La sfida della Serie B: “Non guardiamo la classifica”

Nonostante il rassicurante +13 sulla zona salvezza, Torrasi tiene i piedi per terra, consapevole delle insidie che il campionato cadetto nasconde, specialmente nel girone di ritorno.

“Ritrovo la Serie B dopo qualche anno e so che è un campionato dove, se approcci bene, puoi vincere con tutti, ma se cali l’intensità rischi grosso. Non guardiamo la classifica; siamo in un momento di grande fiducia e io sono qui per dare consapevolezza e supporto. Arrivo in una realtà dove si fa calcio ad alto livello e questo è fondamentale per la mia crescita personale.”

Juve Stabia, ecco Torrasi e Dalle Mura. Gerbo: “Puntiamo su giovani motivati. Occhi aperti per l’attaccante”

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Aria di novità in casa Juve Stabia. Presso la sala stampa del Menti, il responsabile dell’area tecnica Alberto Gerbo ha presentato ufficialmente i due nuovi rinforzi del mercato di riparazione: il difensore Cristian Dalle Mura e il centrocampista Emanuele Torrasi. Un’occasione non solo per accogliere i nuovi arrivati, ma anche per fare il punto sulle strategie societarie e sulle prossime mosse a pochi giorni dal gong finale.

Identikit dei nuovi arrivi: tecnica e carattere

L’apertura è stata dedicata interamente ai due volti nuovi, profili seguiti da tempo e scelti per la loro capacità di integrarsi nel sistema di gioco di mister Abate.

“Sono due ragazzi che io e il direttore Lovisa conosciamo bene,” ha esordito Gerbo. “Io li ho affrontati sul campo, il direttore li ha avuti nelle sue esperienze passate. Crediamo molto in loro, sia sotto l’aspetto umano che tecnico. Cercavamo esattamente le loro caratteristiche per inserirle nel contesto della squadra. Siamo felici che siano qui.”

Una strategia orientata al futuro

Nonostante l’idea iniziale di toccare poco l’organico, il mercato di gennaio si è rivelato più movimentato del previsto. Gerbo ha sottolineato un cambio di rotta importante: la transizione dai prestiti secchi a contratti definitivi, segno di una volontà di programmazione a lungo termine.

Si cercano profili giovani e affamati, pronti a “sudare la maglia”. L’obiettivo è creare un gruppo coeso e rispettoso delle dinamiche di spogliatoio. La società sta lavorando per trasformare i rinforzi odierni nelle colonne del futuro.

Il nuovo ruolo di Gerbo: da Capitano a Dirigente

Per Alberto Gerbo è una stagione di grandi cambiamenti. Appesi gli scarpini al chiodo, il passaggio dietro la scrivania sembra procedere nel migliore dei modi: “Mi sto trovando bene. Cerco di imparare ogni giorno da Matteo Lovisa e di mettere la mia esperienza a disposizione dello staff. Mi fa piacere che qualcuno mi chiami ancora ‘Capitano’, è un legame con lo spogliatoio che cerco di sfruttare per aiutare i ragazzi.”

Il “nodo” attaccante dopo l’infortunio di Candellone

La nota dolente riguarda l’infermeria. Se il rientro di Battistella è previsto a breve, preoccupa lo stop di Leonardo Candellone, anima e trascinatore della squadra. Una perdita che sposta inevitabilmente l’attenzione sul mercato degli svincolati o delle occasioni last-minute.

Sull’arrivo di una punta, Gerbo è stato chiaro:

“Leo rappresenta l’essenza di questa squadra, ma il gruppo è unito e saprà sopperire alla sua assenza. Sul mercato siamo vigili e attenti, a prescindere dall’infortunio. Se riusciremo a incastrare il tassello giusto per l’attacco, ci faremo trovare pronti.”

Verso la chiusura del mercato

Il dirigente gialloblù non ha nascosto una certa insofferenza per le dinamiche della sessione invernale, definendola “fastidiosa” per la serenità del lavoro quotidiano: “Non vediamo l’ora che chiuda. Abbiamo bisogno di lavorare con tranquillità. Ora mancano pochi giorni, cercheremo di completare la rosa al meglio per affrontare la seconda parte di stagione.”

Juve Stabia, Baldi tra il rinnovo con le Vespe e la nuova sfida in Sardegna per un possibile arrivederci

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Un addio che sa di arrivederci, o forse solo un passaggio necessario per continuare a crescere. La Juve Stabia ha ufficializzato una doppia operazione che guarda lontano: il rinnovo contrattuale di Matteo Baldi, blindando uno dei profili più affidabili della rosa, per poi contestualmente girarlo in prestito alla Torres.

Non è un taglio, non è una bocciatura. È una strategia lucida per un patrimonio della società.

Un soldato silenzioso al servizio delle Vespe

Matteo Baldi non è mai stato un giocatore qualunque per il popolo gialloblù. Lontano dalle luci della ribalta spesso riservate ai bomber o ai numeri dieci, il difensore ha costruito la sua reputazione mattoncino dopo mattoncino, ritagliandosi un posto d’onore nella storia recente delle Vespe.

  • L’era Pagliuca: Sotto la gestione del tecnico della promozione, Baldi è stato l’autentico “uomo della provvidenza”. Un difensore moderno, duttile, capace di adattarsi a diversi moduli e di rispondere “presente” nei momenti di massima emergenza.

  • La gestione Abate: Anche con l’avvento di Ignazio Abate dopo il salto di categoria, il giovane centrale ha confermato la sua attitudine al sacrificio. Quando chiamato in causa, ha offerto prestazioni solide, contribuendo a mantenere la stabilità del reparto arretrato con quella disciplina che lo contraddistingue.

Il significato della doppia operazione

La scelta della società di via Cosenza è un segnale inequivocabile: la Juve Stabia crede nel calciatore. Il rinnovo prima della cessione temporanea trasforma quello che poteva sembrare un addio in un investimento a lungo termine.

Ecco i due pilastri di questa scelta:

  1. Affidabilità: Baldi garantisce una media voto costante e una disciplina tattica rara per la sua età. Non è un giocatore che la società vuole perdere.

  2. Prospettiva: Il passaggio alla Torres, in un ambiente competitivo di Serie C, gli permetterà di accumulare quel minutaggio essenziale che, in Serie B, sarebbe stato più frammentato. L’obiettivo è chiaro: tornare al “Menti” con i gradi da titolare inamovibile.

Destinazione Sardegna: un colpo sicuro per la Torres

In Sardegna, Baldi troverà una piazza calda e importante. La Torres cercava un rinforzo capace di leggere il gioco in anticipo e di dare fisicità alla retroguardia; con Baldi si assicura un colpo di mercato “sicuro”, un giocatore già rodato mentalmente per piazze esigenti.

I tifosi delle Vespe salutano, per ora, un professionista esemplare. C’è la certezza che la grinta mostrata sotto l’ombra del Faito sarà la stessa che Matteo porterà in campo al “Vanni Sanna”.

Non è un addio, Matteo. È solo il tempo di prendere la rincorsa per nuovi obiettivi comuni.