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Terremoto oggi ai Campi Flegrei, scossa 2.9 sentita anche a Napoli

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La scossa è stata avvertita anche a Pianura, Bagnoli, Quarto e anche in alcuni quartieri napoletani, come Posillipo

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata ai Campi Flegrei, con epicentro per la precisione al Rione Terra di Pozzuoli, oggi 5 gennaio 2026. Lo rileva l’Ingv, secondo cui l’evento bradisismico si è verificato a un profondità di 3 chilometri. La scossa è stata avvertita anche a Pianura, Bagnoli, Quarto e anche in alcuni quartieri napoletani, come Posillipo.

Nel corso della giornata sono state registrate cinque scosse complessive. La più significativa è avvenuta alle 4.42, con epicentro localizzato nel Comune di Pozzuoli, a una profondità di circa 3 chilometri. L’evento ha raggiunto una magnitudo 2.

Fonte AdnKronos

Il nuovo scavo della Villa di Poppea apre al pubblico

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Maschere di scena, figure di pavoni dai vivaci colori conservati intatti sotto strati di cenere e lapillo, impronte di alberi e nuovi raffinati ambienti che stanno emergendo dallo scavo di ampliamento della villa di Poppea – la sontuosa dimora attribuita alla seconda moglie di Nerone presso il sito di Oplontis a Torre Annunziata (Napoli) – potranno essere ammirati durante il cantiere in corso. Dal 12 febbraio ogni giovedì, dalle ore 10:30 alle 12:00, i visitatori muniti di regolare biglietto di accesso alla Villa – in numero di 10 per volta – potranno accedere ad alcune aree del cantiere, accompagnati da personale del Parco. Si tratta un’occasione unica per osservare dal vivo le operazioni in corso di scavo e restauro degli eccezionali affreschi del Salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile.

Il cantiere, dettato da necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del settore ovest della villa che costeggia il tratto urbano di via dei sepolcri e risolvere criticità conservative, si configura anche come occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Lo scavo in corso consentirà di fatto di creare una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico dove, nei prossimi anni, saranno realizzati spazi museali espositivi, depositi e servizi aggiuntivi.

Tra le scoperte di particolare rilievo sono emersi una figura integra di una pavonessa, speculare all’esemplare maschio rinvenuto sulla porzione meridionale della stessa parete, e alcuni frammenti con la raffigurazione di una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana, a differenza di altri presenti nell’ambiente e attribuibili alla Tragedia.

Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha anche restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, che raddoppiava il colonnato del porticato meridionale, richiamando schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis.

Lo scavo ha, inoltre, determinato l’individuazione di quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già noti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale.

In contemporanea all’intervento di scavo è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due piccoli e preziosi ambienti, in origine destinati ad area di riposo, detti cubicola, che affacciano nell’area sud occidentale della Villa, proprio in prossimità dell’area dell’altro cantiere. Colpisce la loro ricca decorazione, costituita da stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, che rivela, al pari degli altri ambienti della Villa, una capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca molto alta, ed una palette di pigmenti varia, costituita anche dal blu egizio.

Fonte AdnKronos

“Ghost Love” conquista anche Giardini Naxos: il tour di Maria Musso è un successo di pubblico e critica

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GIARDINI NAXOS – Non si ferma l’onda di entusiasmo per “Ghost Love”, il romanzo di Maria Musso. Dopo il successo della prima presentazione, l’opera ha consolidato la sua ascesa nella seconda tappa del tour letterario svoltasi a Giardini Naxos. Una sala completamente gremita, un silenzio partecipe e applausi prolungati hanno segnato una serata che è andata ben oltre la semplice promozione editoriale, trasformandosi in un intenso momento di riflessione collettiva.

Il romanzo sta rapidamente scalando le preferenze dei lettori grazie alla sua capacità di esplorare le dinamiche relazionali contemporanee con una sensibilità rara, unendo autenticità e delicatezza emotiva.

Un ritorno alle radici: tra danza e territorio

Durante l’incontro, Maria Musso ha visibilmente emozionato i presenti ribadendo il legame profondo con il territorio di Giardini Naxos e Taormina. Per l’autrice, questi luoghi rappresentano una terra adottiva, fondamentale per la sua formazione artistica. Qui, per oltre vent’anni, la Musso ha coltivato il suo percorso nella danza, una disciplina che ha influenzato profondamente la sua scrittura, donandole quella capacità di “sentire” il ritmo delle emozioni che oggi ritroviamo tra le pagine del libro.

L’amore come atto di resistenza sociale

Il cuore del dibattito è stato il tema dell’amore incompiuto. Ghost Love non è solo un racconto sentimentale, ma un viaggio interiore attraverso l’attesa, la dipendenza affettiva e, infine, la rinascita. L’autrice ha lanciato una provocazione lucida sulla realtà odierna:

«L’amore oggi non è più dolce. È diventato faticoso. Amare significa restare, mentre la nostra società ci educa a scorrere, a sostituire, a non fermarci mai abbastanza da sentire davvero. Ogni volta che qualcuno accetta la lentezza dell’amore vero, sta già resistendo al disumano.»

Queste parole hanno aperto una riflessione sulla disumanizzazione dei rapporti, denunciando come la velocità e il bisogno di controllo stiano soffocando l’autenticità dei sentimenti.

Gli interventi della serata

Il valore sociale e letterario dell’opera è stato sviscerato da un panel di ospiti autorevoli:

  • Francesco Pira, sociologo e docente universitario, ha analizzato il romanzo come specchio delle complessità relazionali odierne.

  • Domenico Interdonato, giornalista e Vice Presidente emerito UCSI Nazionale, ha messo in luce la forza comunicativa del testo.

  • Ariana Talio ha arricchito il dialogo con l’autrice, approfondendo i temi culturali del volume.

  • Lucia Leotta, Presidente Fidapa Giardini Naxos, ha rimarcato l’importanza di eventi capaci di generare reale crescita sociale.

Un fenomeno inarrestabile

A poche settimane dall’uscita, il romanzo si distingue per un forte passaparola, confermandosi come una delle opere emergenti più apprezzate nel panorama attuale. Il coinvolgimento diretto dei lettori a Giardini Naxos, tra testimonianze personali e numerose richieste di acquisto, conferma che la Musso è riuscita a dare voce a emozioni universali e profondamente contemporanee.

Il viaggio di Ghost Love proseguirà ora con nuove tappe, portando avanti una missione che unisce letteratura e riflessione sociale, dimostrando come la narrazione sia ancora lo strumento migliore per interpretare le fragilità del nostro tempo.

Maxi stop idrico nel Vesuviano: rubinetti a secco in 7 comuni 6-8 febbraio. Ecco il piano orario e le zone

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Si preannuncia un fine settimana di forti disagi per migliaia di cittadini dell’area vesuviana e dell’hinterland napoletano. A causa di indifferibili lavori di manutenzione straordinaria sulla condotta regionale “San Clemente-Cercola”, una delle arterie principali per l’approvvigionamento idrico della Campania, si verificherà una massiccia interruzione della fornitura d’acqua a partire da questo venerdì.

La Gori ha diramato un avviso ufficiale comunicando che, per permettere alla Direzione generale per il ciclo delle acque della Regione Campania di operare sulla condotta, sarà necessario sospendere l’erogazione in ben sette comuni: Casalnuovo, Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, San Sebastiano al Vesuvio e Pomigliano d’Arco.

Le operazioni, che interesseranno il weekend compreso tra il 6 e l’8 febbraio 2026, varieranno negli orari a seconda del comune di appartenenza. Per mitigare l’impatto sulla popolazione, l’azienda ha predisposto un piano d’emergenza con autobotti e fontanine. Di seguito riportiamo il calendario dettagliato delle chiusure e l’elenco delle postazioni di acqua potabile allestite città per città.

Questo è il comunicato stampa emanato dalla Gori e pervenuto alla nostra redazione:

Gori comunica che la Direzione generale per il ciclo delle acque della Regione Campania, per consentire i lavori di riparazione della condotta adduttrice San Clemente-Cercola, è costretta ad interrompere la fornitura idrica nei Comuni di CASALNUOVO DI NAPOLI, CERCOLA, MASSA DI SOMMA, POLLENA TROCCHIA, SANT’ANASTASIA, SAN SEBASTIANO AL VESUVIO, POMIGLIANO D’ARCO.

L’intervento di riparazione comporterà mancanze d’acqua e abbassamenti della pressione idrica secondo il seguente calendario:

  • dalle ore 21:00 di venerdì 6 febbraio, fino alle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026, nei comuni di Casalnuovo di Napoli, Pomigliano D’Arco e Sant’Anastasia. 
  • dalle ore 07:00 di sabato 7 febbraio fino alle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026, nei comuni di Massa di Somma, Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio. 
  • dalle ore 14:00 di sabato 7 febbraio fino alle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026, nel comune di Cercola. 

La condotta adduttrice San Clemente-Cercola alimenta il sistema idrico Sarnese-Vesuviano con una portata fino a 1000 litri al secondo. Sono state, pertanto, predisposte articolate manovre di regolazione dei flussi per mitigare i disagi alle utenze servite.

A SEGUIRE IL DETTAGLIO DELLE STRADE COINVOLTE E DEI PUNTI DI APPROVVIGIONAMENTO.

CASALNUOVO DI NAPOLI:

Intero territorio comunale, esclusa frazione di Casarea.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIE DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso:

1) Via Filichito (di fronte agenzia assicurativa);

2) Via San Marco n. 95;

3) Corso Umberto I, angolo Via De Curtis.

CERCOLA:

VIA CENSI DELL’ARCO, VIA COLLODI, VIA CUPA TRAVI, VIA DANTE ALIGHIERI, VIA DELLA LIBERTÀ, VIA FIGLIOLA, VIA GIOVANNI PASCOLI, VIA LUCA GIORDANO, VIA MADONNELLE, VIA MASSERIA RUTIGLIA, VIA RUBINACCI, VIA SANTA CATERINA, VIA TRAVI, VIA TUFARELLI, VIALE CARAVAGGIO, VIALE CIMITERO, VIALE DEI PINI, VIALE DELLE MAGNOLIE, VIALE DELLE ROSE, VIALE DONATELLO

VIALE GIANNI RODARI, VIALE LEONARDO DA VINCI, VIALE MICHELANGELO, VIALE MODIGLIANI, VIALE TIEPOLO.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, in Corso Domenico Riccardi, di fronte la Casa Comunale.

MASSA DI SOMMA:

Intero territorio comunale.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso Corso Tullio Boccarusso, nei pressi di Piazza dell’Autonomia.

POLLENA TROCCHIA:

Intero territorio comunale.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, in Piazza Amodio, presso edicola.

SANT’ANASTASIA:

Via Archi Augustei.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE per tutta la durata della sospensione presso:

Piazzetta Padre Pio;

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO:

Intero territorio comunale.
Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso:

1)Via Figliola;

2)Via Panoramica Fellapane, di fronte ASL.

POMIGLIANO D’ARCO:

Intero territorio comunale ad esclusione di Masseria Ciccarelli.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIE DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso;

1) Via Nazionale delle Puglie, parcheggio Eurospin;

2) Via Terracciano n. 205;

3) Via Caruso, angolo Via Donizetti.

Servizio Idrico Sostitutivo con AUTOBOTTI, per tutta la durata della sospensione, presso:

1) piazza Giovanni Leone;

2) via Roma, altezza scuola Ponte.

In tutti i territori interessati dalla sospensione del servizio, l’erogazione idrica – salvo imprevisti o aggiornamenti – riprenderà regolarmente a partire dalle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026.

Si segnala che alla regolare ripresa del servizio idrico potrebbero verificarsi transitori fenomeni di torbidità dell’acqua, di breve durata, per i quali si consiglia di far scorrere per alcuni minuti l’acqua dai propri rubinetti.

Informazioni per l’utenza saranno disponibili anche consultando il sito web goriacqua.com o telefonando al numero verde gratuito 800 218 270 attivo h24.

Ci scusiamo per il disagio.

Il ritorno alla normalità è previsto per il pomeriggio di domenica 8 febbraio, con il ripristino graduale del flusso a partire dalle ore 16:00 in tutte le zone coinvolte.

La Gori tiene tuttavia a precisare che, nelle fasi immediatamente successive alla riapertura dei condotti, l’acqua potrebbe presentarsi torbida o di colore scuro. Si tratta di un fenomeno transitorio e fisiologico dovuto al cambio di pressione nelle tubature: si consiglia pertanto di far scorrere l’acqua dai rubinetti per alcuni minuti fino a quando non tornerà limpida e incolore prima di utilizzarla.

Juve Stabia, contro il Padova è l’ora della verità: Il Menti riapre le porte

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Sabato pomeriggio si può dire finalmente a casa. Dopo le settimane difficili segnate dai fatti di cronaca extra calcistica che hanno imposto il silenzio sugli spalti del “Romeo Menti”, la Juve Stabia è pronta a riabbracciare il suo popolo. Il match contro il Padova non sarà una semplice partita di campionato, ma un rito collettivo: il ritorno del dodicesimo uomo in campo, fondamentale per spingere la squadra in una fase cruciale della stagione.

Guai a sottovalutare il Padova

Sarebbe un errore imperdonabile guardare alla classifica con superficialità. Il Padova che arriva a Castellammare è una squadra ferita ma viva, affamata di punti salvezza e in crescita sul piano del gioco. Gli uomini di Andreoletti sono reduci da una sconfitta contro il Monza che ha il sapore della beffa: contro i brianzoli, i veneti sono usciti a testa altissima, dimostrando di meritare ben più degli applausi di circostanza. Troveremo un avversario tignoso, organizzato e deciso a vendere cara la pelle.

Il momento d’oro delle Vespe

La truppa guidata da Ignazio Abate arriva all’appuntamento con il vento in poppa. La gestione recente è stata impeccabile: la vittoria nel deserto del Menti contro la Virtus Entella ha dimostrato solidità mentale, mentre il pareggio strappato a Reggio Emilia ha portato in dote un punto di platino per morale e classifica. È questa la continuità necessaria per blindare la salvezza: saper soffrire e raccogliere frutti anche nelle giornate in cui la sorte ti gira le spalle.

Un crocevia per il futuro: servono punti pesanti

Vincere contro il Padova ha un valore doppio, quasi triplo. Non è solo questione di classifica attuale, ma di strategia a lungo termine. Il calendario, infatti, sta per presentare un conto salatissimo: all’orizzonte c’è una doppia trasferta da brividi contro Empoli e Monza. Due “brutti clienti”, squadre esperte e costruite per il vertice, che lasceranno pochi margini di errore. Ecco perché incamerare i tre punti ora garantirebbe quella tranquillità psicologica e quel “cuscinetto” di vantaggio necessari per affrontare le big con la mente sgombra e maggiore fiducia nei propri mezzi.

I singoli: il ritorno di Leone e l’attesa per Gabrielloni

Sul fronte formazione, la notizia che scalda l’ambiente è il rientro di Leone. Il regista, sempre al centro delle voci sul rinnovo contrattuale, è pronto a riprendere le chiavi del centrocampo. Ma gli occhi del Menti saranno puntati soprattutto sull’attacco. I tifosi aspettano Gabrielloni. L’attaccante è rientrato nelle rotazioni ma non è ancora riuscito a incidere come sa fare in termini di gol e assist.

Se è vero – come abbiamo spesso sottolineato – che la forza di questa Juve Stabia risiede nel collettivo e nello spirito di gruppo, è altrettanto vero che in questo momento serve il guizzo del singolo. Serve il bomber. In un mese difficile, con il capitano costretto ai box e il ricordo del suo predecessore (volato nella “città del carnevale”) ancora fresco, le Vespe hanno bisogno che qualcuno si carichi il peso dell’attacco sulle spalle. La sfida al Padova è aperta: tra il calore del pubblico ritrovato e la necessità di fare punti, la Juve Stabia cerca la consacrazione definitiva.

Juve Stabia, Cittadella dello Sport di Celano: Sarà il quartier generale delle Vespe per il ritiro estivo?

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In casa Juve Stabia il futuro non si attende, si costruisce. La società gialloblù dimostra ancora una volta di avere le idee chiare e una gestione manageriale che lavora su più tavoli contemporaneamente per garantire alle “Vespe” prospettive sempre più rosee. Se da un lato il Direttore Sportivo Matteo Lovisa è attivo 365 giorni l’anno per monitorare talenti e puntellare la rosa, dall’altro la macchina organizzativa del club si muove con largo anticipo per pianificare i dettagli cruciali della prossima stagione, a partire dal ritiro estivo.

La missione in Abruzzo: Celano nel mirino

La lungimiranza del club si è tradotta, nei giorni scorsi, in una visita operativa in Abruzzo. Come riportato dalla testata MarsicaLive, una delegazione dirigenziale guidata dal Presidente Filippo Polcino, affiancato dallo staff tecnico della prima squadra, ha effettuato un accurato sopralluogo a Celano, in provincia dell’Aquila. L’obiettivo? Valutare l’idoneità delle strutture locali per ospitare il quartier generale del ritiro precampionato.

La visita si è concentrata sulla “Cittadella dello Sport” di via della Torre, un complesso recentemente rinnovato che si candida a diventare un polo d’eccellenza per il calcio professionistico. Il feedback della dirigenza stabiese è stato estremamente positivo: l’impatto visivo e funzionale dell’impianto, oggetto di una recente riqualificazione, ha suscitato entusiasmo per la qualità delle condizioni logistiche offerte.

Una concorrenza di alto livello

L’eccellenza delle strutture di Celano non è passata inosservata. La Juve Stabia, muovendosi per tempo, ha confermato la sua efficienza, ma la corsa per accaparrarsi la location è serrata. Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, ha rivelato che oltre alle Vespe, sono giunte manifestazioni d’interesse da altri club blasonati come Avellino, Modena e Sampdoria.

“Era questa la visione politica che avevamo nel momento in cui abbiamo iniziato a riqualificare ed ampliare la nostra cittadella dello sport,” ha commentato con orgoglio il sindaco Santilli. “L’obiettivo è dare un deciso impulso allo sviluppo del turismo sportivo, generando ricadute economiche positive per l’intero tessuto cittadino.”

Per il primo cittadino, ospitare un club professionistico significa attivare un volano economico che coinvolge hotel, commercio e servizi, valorizzando al contempo le bellezze naturali del territorio. “Cercheremo di prendere la decisione migliore negli interessi di Celano,” ha concluso, lasciando aperta la partita.

Le strutture: un centro all’avanguardia

Cosa ha colpito così tanto la dirigenza della Juve Stabia? La dotazione tecnica del centro sportivo è di prim’ordine e copre ogni esigenza di una squadra di alto livello:

  • Campi da gioco: L’impianto principale “Fabio Piccone” in erba naturale è affiancato da altri due terreni: il “Riccardo Paris” (in sintetico) e il “Francesco Baruffa” (in erba naturale), garantendo varietà per ogni tipo di allenamento.

  • Logistica: Una palestra situata sotto le tribune e una foresteria di oltre cento metri quadrati, completa di angolo cottura e posti letto.

  • Servizi extra: Un palazzetto dello sport collegato ai campi (con rettangolo per il calcio a 5 indoor) e, soprattutto, una piscina che tornerà operativa in estate. “Un servizio ulteriore che esercita un peso specifico durante la preparazione atletica,” ha sottolineato il sindaco.

La Juve Stabia, dunque, non lascia nulla al caso. L’organizzazione meticolosa e la capacità di anticipare i tempi confermano la volontà della proprietà di consolidare il club ai massimi livelli, curando ogni minimo dettaglio, dal mercato alle strutture di allenamento.

Juve Stabia – Padova: All’andata Cacciamani incantò, Bortolussi rispose. Chi sarà il protagonista al ritorno?

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Se il calcio è lo sport più amato al mondo, partite come quella andata in scena all’Euganeo ne spiegano perfettamente il motivo. La sfida tra i padroni di casa e i gialloblù non è stata una semplice gara di campionato, ma un concentrato di adrenalina, giocate d’alta scuola e continui ribaltamenti di fronte che hanno tenuto il pubblico incollato ai seggiolini fino al triplice fischio.

Un match vibrante, terminato con un pareggio che, seppur giusto per quanto visto in campo, lascia dietro di sé una scia di storie e “what if” destinati a durare nel tempo.

La prima luce di Cacciamani e l’addio (con gol) di De Pieri

Per i tifosi delle Vespe, questa trasferta resterà impressa nella memoria come il giorno del “battesimo di fuoco” di Cacciamani. È stato il momento in cui l’esterno stabiese ha deciso di prendersi la scena: la sua prima vera magia in maglia gialloblù è stata una prodezza balistica che ha confermato tutto il suo talento. Un gol capace di accendere la luce in un momento complicato, il primo capitolo di una storia d’amore calcistica che da quel giorno ha iniziato a scrivere le sue pagine più importanti.

A fargli eco, in un tandem di pura qualità, è stato De Pieri. Il suo gol è stato un lampo di classe purissima, un acuto che aveva illuso gli ospiti di poter sbancare il prato dell’Euganeo. Rivederlo oggi fa un certo effetto: quella giocata resterà, col senno di poi, l’unica vera perla della sua stagione prima del trasferimento al Bari. Un regalo d’addio che aveva fatto sognare il colpaccio esterno.

Bortolussi: l’assicurazione sulla vita di Andreoletti

Dall’altra parte della barricata, però, il calcio ha ricordato a tutti che le partite non finiscono finché non lo decidono i bomber di razza. In una giornata che sembrava stregata per la retroguardia di casa, Matteo Andreoletti ha potuto contare su un leader mai domo.

Quando la nave sembrava imbarcare acqua sotto i colpi del duo Cacciamani-De Pieri, è salito in cattedra Bortolussi. L’attaccante ha sfoderato una prestazione “top”, caricandosi letteralmente il peso dell’attacco sulle spalle. Le sue reti non sono state solo gol, ma atti di ribellione contro una sconfitta che sembrava scritta, evitando un ko interno che sarebbe stato pesantissimo per il morale dei biancoscudati.

Un pareggio che sa di spettacolo

Il segno X finale è stato il giusto premio per due squadre che hanno deciso di affrontarsi a viso aperto, senza tatticismi esasperati, privilegiando lo spettacolo e il gioco offensivo.

Restano i contenuti tecnici di altissimo livello. Per Andreoletti, la conferma di avere in Bortolussi un’assicurazione sulla vita nei momenti di tempesta. Per i gialloblù, resta forse un pizzico di rammarico per non aver capitalizzato al massimo tanta bellezza offensiva, ma anche la certezza di quella giornata in cui Cacciamani spiegò a tutti che le Vespe avevano trovato un nuovo mago.

Juve Stabia – Padova: Dall’amarezza dell’ultima volta al Menti alla speranza di oggi con Abate in panchina

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Ci sono partite che non raccontano solo un risultato, ma l’intero canovaccio di un’annata. Fotografie sbiadite che, a guardarle anni dopo, restituiscono ancora quella sensazione di ineluttabilità. Quel martedì pomeriggio di fine marzo della stagione 2013/2014 è una di queste. Il “Romeo Menti” fu teatro dell’ennesimo psicodramma sportivo di una Juve Stabia che stava vivendo un calvario senza fine, una discesa agli inferi lenta e dolorosa.

L’1-1 finale contro il Padova non fu un semplice pareggio da archiviare nelle statistiche: fu la certificazione di una condanna.

L’illusione di Doukara, il gelo di Pasquato

La gara si era messa sui binari giusti, quasi a voler smentire il destino. In un clima surreale, teso per una classifica ormai compromessa, Souleymane Doukara aveva acceso la speranza. Un gol di prepotenza fisica, un lampo nel buio che sembrò, per un’ora abbondante, poter regalare una gioia effimera a una tifoseria stremata. Le Vespe, in quel pomeriggio infrasettimanale, diedero l’illusione di poter portare a casa i tre punti, lottando più con i nervi a fior di pelle che con la qualità tecnica.

Tuttavia, come un copione già scritto troppe volte in quel campionato “maledetto”, il secondo tempo portò con sé i fantasmi della rimonta. L’ingresso in campo di Cristian Pasquato cambiò l’inerzia del match. Fu proprio il fantasista veneto, con la sua tecnica superiore, a trovare la zampata del pareggio, gelando il pubblico stabiese e trasformando quel timido entusiasmo in una rassegnata amarezza.

Quella sfida non ebbe la gloria delle cavalcate di Sau o il cinismo letale di Mbakogu. Non ci fu epica, ma solo il sapore acre di un boccone troppo difficile da mandare giù, la sintesi perfetta di una fragilità psicologica che condannò le Vespe alla retrocessione.

Il presente: Abate sulle orme di Braglia

Ma il calcio, si sa, offre sempre un’opportunità di riscatto. Oggi la Juve Stabia vive una realtà diametralmente opposta. Via la rassegnazione, dentro l’ambizione. Un nuovo capitolo di questa sfida sta per essere scritto e il giudice supremo sarà, ancora una volta, il manto erboso del “Romeo Menti”.

Questa volta, però, in panchina siede Ignazio Abate. La sua squadra non scende in campo per sopravvivere alla giornata, ma per imporsi. L’obiettivo delle Vespe è chiaro: studiare e imitare la prima, storica Juve Stabia di Piero Braglia in Serie B. Quella squadra sfrontata, capace di stupire tutti da neopromossa.

Una vittoria contro il Padova oggi non servirebbe solo a vendicare quel triste martedì di marzo del 2014, ma avrebbe un peso specifico enorme sulla classifica. Con i tre punti, i gialloblù potrebbero iniziare a inviare “messaggi WhatsApp” al resto del campionato: notifiche di una salvezza che sarebbe davvero ad un passo, trasformando il finale di stagione da sofferenza a pura opportunità.

Dal fantasma di Pasquato alla fame dei ragazzi di Abate: il Menti è pronto a voltare pagina.

Castellammare e l’ombra della Commissione d’Accesso: un momento grave che impone serietà. La proposta del PSI

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La delicata fase politica e amministrativa che vive la Città è culminata nell’atto più temuto ma, a onor del vero, forse più prevedibile: la nomina da parte del Prefetto di Napoli della Commissione di Accesso. Un organo incaricato di accertare eventuali infiltrazioni camorristiche nella vita del Comune.

Si tratta di un fatto grave, che non può lasciare indifferenti, e che impone un’analisi seria e approfondita su quanto accaduto dalle ultime elezioni comunali ad oggi. Il Partito Socialista Italiano – Avanti Campania di Castellammare intende sgombrare subito il campo da equivoci: l’arrivo della Commissione non deve essere vissuto come una rivincita da parte di chi aveva preso le distanze dall’Amministrazione, né tantomeno può autorizzare chicchessia a salire in cattedra per dare lezioni di morale politica, specialmente considerando il recente passato della nostra storia locale.

Luci e ombre dell’Amministrazione Vicinanza

Ribadiamo la nostra stima personale per il Sindaco Luigi Vicinanza e rivendichiamo con trasparenza la scelta di averlo appoggiato nella campagna elettorale del 2024. Proprio per questo, proviamo a valutare ragionevolmente i primi passi del suo operato, senza tifoserie precostituite.

Giudichiamo positivamente alcuni obiettivi raggiunti: dalla realizzazione e dal recupero di punti di aggregazione e socializzazione nelle periferie, fino a quanto programmato e fatto sull’arenile in Villa Comunale, un bene finalmente restituito alla Città.

Tuttavia, con la stessa onestà intellettuale, registriamo limiti e ritardi evidenti:

  • Il tema irrisolto della sicurezza;

  • Lo stallo sul recupero delle Antiche Terme, a partire dalla mancata mescita delle acque al pubblico;

  • La mancata riapertura della strada per il Faito;

  • La reale eliminazione delle ancora troppe barriere architettoniche;

  • La recente vendita della struttura degli ex Salesiani che, allo stato attuale, appare come l’ennesima occasione persa per il patrimonio pubblico.

Il fallimento delle “Coalizioni Monstre”

È evidente che il compito di guidare una coalizione eterogenea di ben 14 liste, costruita spesso per finalità meramente elettorali (seppur con il consenso del Sindaco), si è rivelato un compito oltremodo gravoso. Le esperienze passate lo lasciavano presagire, e la realtà lo ha confermato.

Il dibattito politico cittadino è rimasto quasi sempre confinato al confronto tra i gruppi in Consiglio Comunale o espresso tramite manifestazioni pubbliche – eventi di assoluta rilevanza e partecipazione che rispettiamo profondamente – ma spesso privi della necessaria dialettica costruttiva. In questo scenario, i partiti, le realtà economiche, produttive e l’associazionismo sono rimasti colpevolmente sullo sfondo.

La proposta socialista: tornare alla Politica

Il Partito Socialista Italiano Avanti Campania, forte della sua tradizione e del risultato significativo alle ultime elezioni regionali, auspica che la politica si riappropri del suo ruolo più autentico. È tempo di archiviare logiche squisitamente numeriche e “muscolari” che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, incidendo sul declino della città, per tornare al confronto su idee e progetti.

Sono i partiti politici con radici ideali e culturali a dover giocare un ruolo decisivo, ben diversi dalle aggregazioni elettorali contingenti che nascono per un seggio ed evaporano il giorno dopo il voto. In tal senso, stiamo operando una profonda ristrutturazione per garantire una forte presenza socialista in Città.

Guardare avanti

L’impegno per il futuro deve essere quello di costruire coalizioni formate da poche liste, rappresentate in gran parte da partiti nazionali alleati a veri movimenti civici radicati nel territorio. Serve un accordo tra tutte le forze politiche che vogliono realmente cambiare passo: modalità trasparenti e condivise per la selezione dei candidati, senza distinzione di schieramento.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte all’interno di uno schieramento progressista, stabilmente e con pari dignità – come avviene a livello nazionale e regionale – partendo dall’elaborazione programmatica per recuperare quei tanti elettori che hanno scelto la strada del disimpegno.

Un nuovo scioglimento per camorra nel giro di pochi anni sarebbe un colpo durissimo per Castellammare, un’eventualità che non auspichiamo affatto. Ma, allo stesso tempo, è compito della Politica guardare avanti e preparare, fin da ora, gli anticorpi necessari per il futuro della comunità.

Il Brazilian Jiu-Jitsu conquista Castellammare di Stabia: alla Heroes Gym nasce la scuola dei campioni

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C’è una nuova disciplina che sta prendendo piede all’ombra del Faito, un’arte marziale che insegna come la tecnica possa prevalere sulla forza bruta. La Heroes Gym di Castellammare di Stabia ha inaugurato ufficialmente da tempo il suo corso di Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ), e i risultati non si sono fatti attendere.

La palestra stabiese si conferma un punto di riferimento per gli sport da combattimento, non solo offrendo un luogo di formazione, ma portando i suoi atleti a competere – e vincere – sui palcoscenici regionali. È il caso di Christian Esposito, talento stabiese che, allenandosi duramente sui tatami della Heroes Gym, ha recentemente conquistato una prestigiosa medaglia d’argento nell’ultima competizione svoltasi a Salerno. Un risultato che testimonia la qualità del lavoro svolto in palestra e la dedizione degli istruttori.

Ma cos’è il Brazilian Jiu-Jitsu?

Per capire il valore di questa disciplina, bisogna fare un salto indietro nel tempo e nello spazio. Il BJJ nasce in Brasile all’inizio del Novecento, frutto di un incontro culturale straordinario. Tutto ebbe inizio quando il maestro giapponese di Judo, Mitsuyo Maeda, si trasferì in Sud America e iniziò a insegnare le sue tecniche a Carlos Gracie.

Fu però il fratello di Carlos, Hélio Gracie, a rivoluzionare tutto. Hélio era fisicamente più leggero e meno potente dei suoi avversari. Non potendo contare sulla forza muscolare, adattò le tecniche giapponesi concentrandosi su tre pilastri fondamentali:

  • Leva

  • Tecnica

  • Controllo a terra

Nacque così il BJJ moderno: un sistema di difesa personale che permette anche a una persona fisicamente più piccola di neutralizzare un avversario molto più pesante e forte, portando il combattimento al suolo e utilizzando la biomeccanica a proprio vantaggio.

Oltre la medaglia: i benefici per il corpo

L’argento di Christian Esposito è solo la punta dell’iceberg. Chi sceglie di iscriversi al corso della Heroes Gym lo fa per i benefici tangibili che questa pratica porta nella vita di tutti i giorni. Il BJJ è un allenamento funzionale completo che garantisce:

  • Forza e resistenza: Ogni muscolo viene attivato durante la lotta.

  • Mobilità: Si acquisisce una flessibilità articolare superiore.

  • Cardio e Peso: È un “brucia-grassi” eccezionale che migliora la salute cardiovascolare.

Una “Scacchiera Umana” per la mente

Tuttavia, chi pratica BJJ vi dirà che la trasformazione più grande avviene nella testa. Non è solo sudore e fatica; è strategia pura. Il Brazilian Jiu-Jitsu viene spesso definito una “scacchiera umana”.

Ogni mossa richiede una contro-mossa. Bisogna pensare velocemente, restare calmi sotto pressione e risolvere problemi complessi mentre si è fisicamente impegnati. Questo porta a una drastica riduzione dello stress e a un aumento della consapevolezza di sé. Saper mantenere la lucidità in situazioni scomode sul tatami insegna a gestire meglio le difficoltà della vita quotidiana.

Con l’avvio di questo corso e i primi successi agonistici come quello di Esposito, la Heroes Gym offre a Castellammare non solo uno sport, ma una scuola di vita. Per chi vuole mettersi alla prova, imparare a difendersi e migliorare il proprio benessere psicofisico, le porte sono aperte.

Juve Stabia, Lovisa: Mercato? Fatto meno danni possibile. Attacco? Okoro profilo giusto, aspetto Gabrielloni

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È un Matteo Lovisa stanco ma soddisfatto quello che si presenta in sala stampa per tirare le somme del calciomercato invernale della Juve Stabia. Una sessione “lunga ed estenuante”, come ammette lo stesso DS con un sorriso, ma che consegna a mister Ignazio Abate una rosa puntellata, ringiovanita e, soprattutto, economicamente sostenibile.

Il mantra è stato chiaro fin da subito: non fare danni. “Volevo fare pochi cambiamenti” spiega Lovisa, “ma tra chi chiedeva spazio e le opportunità di mercato, siamo intervenuti più del previsto. L’obiettivo però è rimasto intatto: non indebolire un gruppo che sta facendo bene e mantenere gli equilibri di spogliatoio”.

La cessione di Ruggero e i nuovi arrivi

Il mercato in uscita ha visto l’addio doloroso ma necessario di Marco Ruggero allo Spezia. Una mossa dettata da esigenze di bilancio: “L’offerta era in linea con la nostra valutazione ed era giusto accettarla per fare plusvalenza” chiarisce il Direttore. Al suo posto è arrivato Salim Diakitè, mentre la rosa si è arricchita con la “futuribilità” di elementi come Dalle Mura e Torrasi (a titolo definitivo), oltre ai prestiti di Ricciardi (con diritto di riscatto) e Zeroli.

“Non ho la presunzione di dire che ci siamo migliorati, sarà il campo a dirlo” chiosa Lovisa, “ma lavorare a gennaio conoscendo le richieste del mister da sei mesi è stato più semplice rispetto all’estate”.

Il nodo attaccante: fiducia a Okoro

La domanda che tutti i tifosi si pongono riguarda il reparto avanzato. È mancata la classica “torre” d’area di rigore? Lovisa risponde colpo su colpo, difendendo le scelte societarie e puntando i riflettori su Okoro: “Trovare un giocatore fisicamente più forte di lui è complicato. Non è statico, ha una mole importante e ci darà una grande mano”.

Ma il vero “colpo” di gennaio, secondo il DS, era già in casa: Gabrielloni ha risolto i suoi problemi fisici. Per noi è un nuovo acquisto a tutti gli effetti. Con lui, Okoro, Candellone, Maistro e Burnete abbiamo cinque giocatori per due maglie. I bomber da doppia cifra come Coda o Pojanpalo hanno costi e parametri che non rientrano nella nostra strategia attuale. Bisogna essere realisti: abbiamo 4 punti in più dell’anno scorso, guardiamo il bicchiere mezzo pieno”.

Rinnovi e futuro

Le buone notizie arrivano anche sul fronte contrattuale. Lovisa ha annunciato che i rinnovi di due perni della squadra sono ormai cosa fatta: Pierobon firmerà fino al 2027, mentre Maistro si legherà alle Vespe fino al 2028. Discorso rimandato a fine stagione per Leone, mentre per quanto riguarda le voci di mercato, il DS rivela un retroscena: “Negli ultimi giorni c’è stato un interessamento importante per Pierobon, ma lo abbiamo rifiutato. La plusvalenza l’avevamo già fatta con Ruggero, e Cristian è un ragazzo che ci dà tantissimo anche a livello umano”. Su Leone “Abbiamo l’appuntamento con l’agente però posso dire che siamo sulla buona strada. Il calciatore crede nel progetto e ha rifiutato un’offerta importante dello Spezia

Verso il Padova

Chiuso il capitolo trattative, la testa è ora solo al campo. Sabato al “Menti” arriva il Padova e Lovisa chiama a raccolta la piazza: “È una gara fondamentale. In Serie B ogni punto pesa, anche un pareggio può fare la differenza. Mi auguro che la città riempia lo stadio perché serve una mano a tutti. Dobbiamo vivere questi ultimi tre mesi con intensità, senza dare nulla per scontato”.

La Juve Stabia cambia pelle ma non anima: linea verde, sostenibilità e fame. La palla, ora, passa definitivamente a Ignazio Abate.

Juve Stabia – Padova affidata a Andrea Zanotti di Rimini. La scheda completa del direttore di gara

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L’AIA ha diramato la lista dei direttore di gara che in questo fine settimana saranno impegnati sui campi di serie BKT per la dirigere la giornata n.23 del campionato 2025-2026. Al Menti di Castellammare di Stabia sabato 7 febbraio 2026 alle ore 15:00 scenderanno in campo Juve Stabia e Padova per la gara che sarà diretta dal Sig. Andrea Zanotti della sezione AIA di Rimini.

L’annata calcistica 2025-2026 segna un netto cambio di passo per gli organici della CAN A-B. Durante la pausa estiva, infatti, i vertici dell’AIA hanno ufficializzato l’ingresso di cinque promettenti direttori di gara nell’élite del calcio nostrano. Riflettori puntati soprattutto su Andrea Zanotti, trentaduenne della sezione di Rimini, che guida questa nuova ondata di talenti. Al suo fianco, conquistano la promozione anche Niccolò Turrini (Firenze), Giuseppe Nucera (Palermo), Claudio Allegretta (Molfetta) e Andrea Calzavara (Varese). Si tratta di un team anagraficamente fresco, ma dotato dell’esperienza necessaria per assicurare un ricambio generazionale di alto livello.

Una scalata costruita sulla costanza

La carriera di Zanotti è l’emblema della “gavetta” fatta bene. Indossata la divisa nel 2011, il fischietto romagnolo ha scalato le gerarchie partendo dai campi di provincia fino ai vertici regionali. Il salto nel calcio nazionale avviene nel 2018 con la Serie D, preludio all’approdo tra i professionisti della Serie C nel 2021. Nei suoi quattro anni in terza serie, Zanotti ha impressionato per la sua tenuta psicologica: una maturità che gli ha permesso di gestire match ad alta tensione già nelle prime fasi della sua esperienza in Lega Pro. La promozione odierna non è un caso, ma il frutto maturo di un lavoro decennale.

Leadership silenziosa e gestione intelligente

Sul campo, Zanotti si distingue per un approccio moderno: meno cartellini, più comunicazione. Il suo arbitraggio è essenziale, privo di protagonismi inutili, mirato a far scorrere il gioco attraverso un rapporto costruttivo con i calciatori. Questa capacità di lettura, unita a una fermezza garbata e a una grande precisione tecnica, lo ha reso uno dei profili più affidabili della categoria inferiore. Ora, il salto nel grande calcio richiederà di replicare questo equilibrio in contesti decisamente più “caldi” e mediatici.

La scheda completa dell’arbitro

Il Sig. Andrea Zanotti è nato a Rimini il 09 marzo 1993 ed è iscritto alla sezione di Rimini. E’ al suo primo anno alla CAN.

In totale ha diretto 178 gare con 49 espulsioni e 40 rigori assegnati

Quest’anno ha diretto finora: 11 partite (9 di serie B e 2 in coppa Italia) con questo bilancio: 3 vittorie interne, 5 pareggi e 3 vittorie esterne con 2 espulsioni e 2 rigori

Conta 3 precedenti con la Juve Stabia: 1 vittoria, 2 pareggi e 0 sconfitte

23/24  Serie C – Girone C 21.01.2024 Juve Stabia 0:0 Giugliano

23/24  Serie C – Girone C 21.09.2023 Juve Stabia 3:0 Potenza (Candellone, Romeo (2))

22/23  Serie C – Girone C 04.03.2023 Pescara 2:2 Juve Stabia (Lescano (2), Silipo, Zigoni)

Conta 7 precedenti con il Padova: 3 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte

Assistenti

Primo assistente: sig. Alessandro Cipressa della sezione AIA di Lecce

Secondo assistente: sig. Simone Pistarelli della sezione AIA di Fermo

IV° ufficiale: sig. Ciro Aldi della sezione AIA di Lanciano

VAR: sig. Niccolò Baroni della sezione AIA di Firenze

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Juve Stabia: un punto d’oro al “Mapei”, ora testa al Padova e fiducia nella linea verde di Lovisa

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La Juve Stabia è uscita indenne dal “Mapei Stadium” e, guardando alla storia e alle difficoltà di quel campo, il pareggio strappato a Reggio Emilia va accolto con un sorriso. È stata una gara dai due volti: ci sono stati i classici momenti di “chiari e scuri”, con frazioni di sofferenza e qualche interprete che forse non ha brillato come in altre occasioni. Tuttavia, la sostanza prevale sulla forma: muovere la classifica in un teatro così complesso è un segnale di maturità. Questo punto è un mattoncino fondamentale che avvicina le Vespe al traguardo stagionale, iniettando fiducia in vista del prossimo, cruciale appuntamento.

Reggio è il passato, Padova il futuro

Se il pareggio col la Reggiana va in archivio come un risultato prezioso, l’attenzione si sposta immediatamente a sabato. Al “Menti” arriva il Padova e la posta in palio si alza notevolmente: non è solo una partita, è un vero e proprio scontro salvezza. Una gara da non sbagliare per dare continuità e mettere un’ipoteca sulla tranquillità. Ma tra il passato emiliano e il futuro padovano, c’è un presente che ha tenuto banco fino a poche ore fa: il calciomercato.

Il mercato di Lovisa: rivoluzione e coerenza

Il “gate” invernale si è chiuso dopo un mese vissuto ad altissima intensità dal Direttore Sportivo Matteo Lovisa. Tante partenze, altrettanti arrivi: le porte girevoli hanno consegnato a mister Abate una rosa che ora appare completa in ogni reparto, offrendo garanzie tecniche e numeriche per affrontare la seconda, decisiva parte di campionato.

La piazza di Castellammare ha espresso soddisfazione per l’andamento generale, anche se, come spesso accade, il tifoso vive di sogni e suggestioni. In molti speravano nel “colpo da novanta”, il classico nome altisonante in attacco. Quel nome non è arrivato, ma chi conosce il modus operandi di Matteo Lovisa non ne è sorpreso. Il Direttore non guarda alla carta d’identità ingiallita o al passato glorioso di calciatori ormai avanti con l’età; la sua bussola punta dritta verso le giovani certezze e i campioni del domani.

La meglio gioventù: da Fortini a Mussolini e Folino

La strategia è chiara e i fatti sembrano dare ragione alla società. Basta guardare altrove per trovare conferme: Fortini, ad esempio, sta già facendo parlare di sé con la maglia della Fiorentina. E che dire dei nuovi innesti o dei giovani già in orbita stabiese? Nomi come Mussolini e Folino portano in dote prestazioni di livello assoluto. Sono stati tra i migliori in campo contro l’Inter di Chivu allo “Zini”, in quella gara, purtroppo nota anche per l’episodio controverso legato al portiere Audero, dove però il talento dei ragazzi in campo non è passato inosservato.

È su questa fame, su questa voglia di emergere che la Juve Stabia scommette. Castellammare è pronta a vivere mesi ricchi di passione, sostenendo un gruppo di ragazzi in maglia gialloblù che non cercano una pensione dorata, ma sognano di confrontarsi — e magari battere — i giganti del nostro calcio.

L’autogol dei due Euro: La tassa sui pacchi Cinesi svuota i cieli e riempie le autostrade

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La norma prevede un contributo fisso di 2 euro su ogni spedizione proveniente da Paesi extra-UE (Cina in primis) con un valore inferiore ai 150 euro. Un balzello che, su un oggetto da 5 euro, rappresenta un rincaro del 40%. Ma il mercato, si sa, non aspetta: ha già trovato la via di fuga.

​Il caso Malpensa

​L’effetto più immediato è visibile sulle piste degli aeroporti italiani. Secondo i dati di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), nelle prime due settimane di gennaio il traffico aereo cargo legato alle piccole spedizioni è crollato del 40%. Gli scali come Milano Malpensa, hub strategico per le merci asiatiche, hanno visto svanire decine di voli settimanali.

​Il motivo? I colossi dell’e-commerce hanno semplicemente cambiato rotta. Invece di far atterrare gli aerei in Italia, dove ogni singolo pacchetto verrebbe tassato all’ingresso, dirottano i carichi verso scali europei “tax-free” come Liegi (Belgio), Budapest (Ungheria) o Lipsia (Germania). Una volta sdoganata in questi hub, la merce acquisisce lo status di “comunitaria” e può entrare in Italia senza pagare il contributo di 2 euro, grazie al principio della libera circolazione delle merci in UE.

​La beffa dei conti: soldi persi e logistica in crisi

​Il Governo stimava un gettito annuo di circa 122 milioni di euro. Tuttavia, con lo spostamento dello sdoganamento all’estero, questo incasso rischia di trasformarsi in un miraggio. Non solo lo Stato non incassa la tassa, ma perde anche i preziosi diritti aeroportuali e portuali e l’indotto generato dalle attività di handling (insieme delle operazioni manuali di prelievo a terra delle merci) e logistica doganale, che ora arricchiscono i partner europei.

​È un paradosso finanziario: nel tentativo di recuperare risorse, l’Italia sta di fatto regalando quote di mercato logistico ai propri vicini, indebolendo la competitività dei propri porti e aeroporti che rischiano di diventare semplici zone di transito, piuttosto che centri di smistamento globale.

​L’impatto ambientale: il ritorno alla gomma

​C’è poi un conto che non compare nel bilancio dello Stato, ma in quello del pianeta: l’inquinamento. La tassa ha generato una distorsione ambientale senza precedenti. Quello che prima arrivava in volo diretto a Milano o Roma, ora atterra a migliaia di chilometri di distanza e percorre l’intera Europa a bordo di migliaia di tir.

​Questo massiccio spostamento del trasporto su gomma congestionano i valichi alpini e le autostrade italiane, aumentando drasticamente le emissioni di CO_2. Un esito che stride violentemente con gli obiettivi della transizione ecologica: per tassare un pacchetto di plastica, stiamo incentivando migliaia di chilometri di gas di scarico.

​Un rinvio all’orizzonte?

​Gli operatori del settore chiedono ora un passo indietro. La proposta è quella di sospendere la misura in attesa che l’Unione Europea introduca, nel luglio 2026, un dazio armonizzato di 3 euro per tutti gli Stati membri. Muoversi da soli, in un mercato globalizzato e senza frontiere interne come quello europeo, si è rivelata un’operazione di “autarchia logistica” che, per ora, sta premiando tutti tranne l’Italia.

Juve Stabia, Andrea Giorgini il ministro della difesa gialloblù che si esalta al Mapei Stadium

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Se la Juve Stabia rientra da Reggio Emilia con un punto pesante in tasca, non è solo per la capacità di gestire i ritmi, ma soprattutto per aver eretto, nelle retrovie, un argine solido. Tra i protagonisti di una serata di sofferenza e carattere, un nome brilla più degli altri: Andrea Giorgini.

Al “Mapei Stadium”, il centrale ha disputato quella che gli addetti ai lavori non esitano a definire una partita di sostanza e alta attenzione. Una prova di forza, carisma e sacrificio che lo consacra definitivamente come uno dei leader imprescindibili dello scacchiere gialloblù.

Una lezione di arte difensiva

Per tutti i 90 minuti più recupero, il difensore delle Vespe ha offerto una masterclass di difensivismo moderno, guidando il reparto con una lucidità disarmante. Non ha concesso nemmeno le briciole a un cliente scomodo come Gondo. Ogni pallone alto spiovente in area è diventato preda dei suoi stacchi imperiosi, spegnendo sul nascere le velleità aeree degli emiliani. Sempre al posto giusto nel momento giusto. Giorgini ha accorciato le distanze con tempi perfetti, coprendo le linee di passaggio e leggendo in anticipo le intenzioni avversarie. Nemmeno il cartellino giallo rimediato nel corso della gara ha intaccato la sua sicurezza. Ha continuato a difendere con aggressività controllata, senza mai rischiare il secondo provvedimento disciplinare e trasmettendo una calma olimpica a tutto il pacchetto arretrato.

Il Triumvirato Gialloblù

Insieme ai compagni di reparto Bellich e Varnier, Giorgini ha incarnato alla perfezione lo spirito di una Juve Stabia che “sa soffrire” senza mai disunirsi. Se l’attacco ruba l’occhio con le giocate di Maistro e Mosti, è la difesa a fornire le fondamenta su cui costruire la salvezza e i sogni di gloria.

Uscire indenni dal Mapei Stadium – Città del Tricolore con una prestazione del genere non è da tutti. Giorgini ha mandato un messaggio chiaro al campionato: per battere questa Juve Stabia non bastano la pressione costante o la fortuna. Bisogna prima fare i conti con il Ministro della Difesa in stato di grazia.

L’ex Longobardi: “La sorpresa è la maturità dei giovani. Il gioco di Abate è veloce e verticale”

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L’ex calciatore e allenatore Giovanni Longobardi, figura profondamente legata a Castellammare di Stabia, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per offrire un’analisi lucida e appassionata sul momento attuale delle Vespe, intrecciando il presente tecnico con i ricordi della sua lunga carriera.

Il Modello Lovisa-Abate e la Sorpresa della Continuità
Longobardi ha ammesso con sincerità di aver nutrito inizialmente dei dubbi sulla tenuta della squadra dopo l’addio del precedente tecnico, ma è stato smentito dai fatti. Ha elogiato il DS Matteo Lovisa, definendolo un “grandissimo direttore sportivo” capace di compiere scoperte straordinarie e di costruire un gruppo solido basato sulla qualità umana oltre che tecnica. Allo stesso modo, ha espresso ammirazione per Mister Abate, sottolineando come stia dimostrando sul campo di essere un allenatore di alto livello, mantenendo la strada tracciata nella stagione precedente.

Analisi Tecnica: L’Attacco e il Potere dei Giovani
Uno dei punti centrali del suo intervento ha riguardato la necessità di una prima punta d’area di rigore:
• Velocità sopra la stazza: Secondo Longobardi, la Juve Stabia di Abate può fare a meno di un attaccante fisico “alla Adorante”. Il gioco attuale, fatto di fraseggio, verticalizzazioni e palle filtranti, premia giocatori veloci che attaccano la profondità come Candellone e Gabrielloni.
• La leadership di Candellone: Il capitano è visto oggi come il giocatore che fa la differenza, apparso molto più convinto e responsabile rispetto al passato.
• Il valore dello spogliatoio: Ha lodato l’importanza di veterani come Gabrielloni per la gestione della mentalità di un gruppo molto giovane.
• Giovani Veterani: Longobardi si è detto sorpreso dalla maturità dei ragazzi di 19 anni arrivati a Castellammare, che giocano con la personalità di veterani e senza paura dell’uno contro uno.

Amarcord: Da Mazzarri e Allegri al Gesto per Baclet
Ripercorrendo la sua carriera, Longobardi ha citato allenatori illustri come Gasperini e Mazzarri, ma ha riservato un posto speciale nel cuore a Massimiliano Allegri, con cui ha giocato per due anni prima di averlo come allenatore alla Aglianese e a Pistoia, definendolo una persona vera.
Ha ricordato con orgoglio la sua esperienza alla Juve Stabia in anni societari difficili e sofferenti, culminati comunque in una salvezza. Emblematico l’aneddoto di Gallipoli, dove Longobardi difese fisicamente il compagno di squadra Pierre Alain Baclet dalla contestazione dei tifosi, portandolo al sicuro nello spogliatoio e dimostrando una lealtà che ancora oggi considera il pilastro di ogni gruppo vincente.

Il Presente al Pompei e la Sfida della Serie B
Attualmente, Longobardi sta intraprendendo la carriera di allenatore: dopo essere stato il vice di Erra al Pompei, guida oggi la formazione Junior Nazionale dello stesso club. Guardando al campionato di Serie B, ha avvertito che il girone di ritorno sarà “un altro tipo di campionato”, molto più difficile e serrato, dove ogni punto peserà il doppio nella lotta per la salvezza e per i playoff.

Juve Stabia, è nata la “Formula MM”: Maistro e Mosti illuminano il Mapei Stadium

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Se c’è una costante nel calcio è che la qualità, prima o poi, trova sempre il modo di emergere. Al Mapei Stadium, palcoscenico abituato a grandi notti di calcio, alla Juve Stabia sono bastati circa 70 secondi per dimostrare un teorema semplice ma devastante: quando gli uomini di maggior talento entrano in connessione, per gli avversari sono dolori.

È nata ufficialmente la “Formula MM”: la connessione letale tra la visione periferica di Fabio Maistro e il cinismo chirurgico di Nicola Mosti.

L’Arte in 70 secondi

Il cronometro ha appena superato il primo giro di lancette quando Maistro decide di prendersi la scena. Non è un passaggio, è una dichiarazione d’intenti. Il fantasista delle Vespe si accende sulla trequarti, salta l’uomo con irrisoria facilità e, con il compasso al posto del piede, disegna un corridoio invisibile per i comuni mortali.

È un invito a nozze per Nicola Mosti. L’inserimento è perfetto, i tempi sono quelli di un veterano che sa già dove finirà il pallone prima ancora che parta. Il tocco per battere Seculin è di una freddezza glaciale. 1-0. Un’azione bellissima, da manuale, che rappresenta l’essenza del calcio di Ignazio Abate: rapidità, tecnica e verticalizzazione immediata.

L’Asse del Talento

La partita della Juve Stabia, per larghi tratti, è ruotata attorno a questo nuovo asse gravitazionale. Maistro non si è limitato all’assist. Ha continuato a “telefonare” pericoli verso la porta emiliana per tutto il primo tempo, agendo da catalizzatore e alzando il livello qualitativo di ogni pallone toccato. Ha sfiorato il raddoppio facendo tremare i legni e i polsi dei tifosi di casa, confermando di essere un lusso per la categoria. Mosti ha dimostrato di essere il partner perfetto. Capace di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, ha convertito la creatività del compagno in concretezza.

La loro intesa è sembrata naturale, quasi telepatica. Hanno permesso alle Vespe di approcciare la gara con una personalità debordante, mettendo alle corde una Reggiana che, inizialmente, è apparsa frastornata da tanta qualità.

Oltre il Risultato

È vero, il calcio sa essere crudele e l’errore di Confente ha poi rimesso in carreggiata i padroni di casa, sporcando un risultato che poteva essere diverso. Ma l’analisi della prestazione deve andare oltre l’episodio.

La prestazione dei due “tenori” resta la nota più lieta della trasferta emiliana. La Juve Stabia sa di poter contare su una coppia che parla la stessa lingua calcistica.

Nel finale, quando Maistro ha lasciato il posto a Pierobon, gli applausi (anche virtuali) dei sostenitori stabiesi sono stati il giusto tributo per chi ha saputo dipingere calcio in uno degli stadi più prestigiosi della Serie B.

Se Maistro continua a illuminare e Mosti a finalizzare, il cammino verso gli obiettivi stagionali si fa decisamente meno ripido. La Juve Stabia riparte da qui: dalla “Formula MM”, un marchio di fabbrica che promette ancora scintille.

Juve Stabia, cadere all’inferno per poi rialzarsi: la grande lezione di Alessandro Confente al Mapei Stadium

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Nel calcio, come nella vita, la vera misura di un uomo non è data da quante volte cade, ma dalla forza con cui decide di rialzarsi. La trasferta al “Mapei Stadium” contro la Reggiana sarà ricordata a lungo dai tifosi della Juve Stabia non tanto per il risultato finale, quanto per il film vissuto tra i pali: la partita di Alessandro Confente è stata un compendio perfetto di questa massima, un’altalena emotiva oscillata pericolosamente tra il baratro di un errore imperdonabile e la gloria del riscatto.

L’illusione e il blackout

Tutto sembrava scorrere sui binari giusti per le Vespe. Il vantaggio lampo firmato da Mosti aveva incanalato la gara sui ritmi preferiti dalla squadra di Pagliuca, regalando l’illusione di un pomeriggio in discesa. Ma il calcio, si sa, è crudele e vive di episodi.

Al minuto 30, il cronometro si è congelato su un fotogramma da matita blu. In un eccesso di confidenza, o forse vittima di un fatale calo di tensione, Confente si è “addormentato” con il pallone tra i piedi nel cuore dell’area piccola. Un peccato di sicurezza mortale quando nei paraggi si aggira un rapace come Gondo. L’attaccante granata non ha perdonato: scippo agevole e pallone in rete per l’1-1.

In quel momento, il peso del mondo è crollato sulle spalle del numero uno stabiese. Un errore pesante come un macigno, di quelli capaci di stendere psicologicamente anche i veterani e di sgretolare le certezze di un intero reparto.

La forza di resettare

È qui, sull’orlo del precipizio, che si è decisa la vera partita di Alessandro Confente. La storia del calcio è piena di portieri che, dopo una “papera”, spariscono dal match, diventando insicuri e trasmettendo paura alla difesa.

Confente ha scelto una strada diversa. Invece di crollare sotto il senso di colpa, ha dimostrato che il carattere dell’uomo viene prima delle doti dell’atleta. Ha incassato il colpo, ha guardato negli occhi i compagni e ha resettato tutto.

La ripresa da protagonista

Il secondo tempo ci ha restituito un portiere trasformato. Lungi dall’essere timoroso, Confente è salito in cattedra. Ha blindato la porta con interventi decisivi, opponendosi agli assalti della Reggiana con la freddezza dei grandi.

Quelle parate salva-risultato nella ripresa non sono state solo gesti tecnici: sono state un urlo di presenza, un modo per dire “Sono ancora qui, e questa porta non si tocca più”.

Al triplice fischio, quel punto guadagnato al Mapei Stadium assume un sapore particolare. Non è solo un passo avanti in classifica, è la certificazione che la Juve Stabia ha tra i pali un portiere capace di attraversare l’inferno e uscirne a testa alta. Perché sbagliare è umano, ma reagire da campioni è ciò che fa la differenza.

Juve Stabia, la ricetta del D.S. Matteo Lovisa: Ingredienti freschi e decisi per continuare a stupire

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Arrivato alle falde del Faito nel 2023, il DS gode ormai della piena fiducia della piazza stabiese. Una fiducia guadagnata sul campo, specialmente dopo la coraggiosa rivoluzione tecnica attuata in estate. Non era facile cambiare pelle a una squadra reduce da un finale di stagione strepitoso, che aveva visto le “Vespe” sfiorare il sogno, raggiungendo una storica semifinale playoff per la massima serie.

Rivoluzionare gli assetti non è mai un lavoro semplice, eppure la Juve Stabia risponde presente. Costruisce gioco, ottiene risultati utili e muove la classifica, consolidando l’obiettivo primario: la salvezza. Ma con un occhio sempre attento a qualcosa di più.

GLI INGREDIENTI: I volti nuovi del mercato di riparazione

Per mantenere alto il livello, Lovisa ha attinto al mercato di riparazione portando in gialloblù una miscela di gioventù ed esperienza. Ecco gli innesti ufficiali:

  • Matheus Luz Priveato Dos Santos: Attaccante (2002)

  • Kevin Zeroli: Centrocampista (2005)

  • Christian Dalle Mura: Difensore (2002)

  • Emanuele Torrasi: Centrocampista (1999)

  • Manuel Ricciardi: Difensore (2000)

  • Sheriff Kassama: Difensore (2004)

  • Salim Diakité: Difensore (2000)

  • Daniel Perin: Centrocampista (2007)

  • Alvin Okoro: Attaccante (2005)

I SEGRETI DELLO CHEF: Perché la ricetta funziona

Il punto di forza di Lovisa? Saper guardare oltre la carta d’identità. Dietro la sua giovane età si celano passione, competenza e una fame di emergere che rispecchia quella della squadra.

A completare “la brigata” c’è un altro profilo giovane e ambizioso: Mister Ignazio Abate. L’allenatore ha sposato fin da subito il progetto Juve Stabia, unendo la sua esperienza di campo alla voglia di fare bene in panchina. La filosofia è chiara: il direttore prepara la ricetta, selezionando gli ingredienti migliori, e il mister, con il suo staff, cucina il piatto, servendo spesso un “ben servito” (con tanto di dolcetto finale) agli avversari di turno.

Il campo sta confermando la bontà del progetto: la Serie B è un campionato di equilibri sottili, dove due vittorie ti lanciano in orbita e due sconfitte rischiano di farti scivolare. La Juve Stabia, però, sembra aver trovato la stabilità necessaria.

IL VOTO AL MERCATO 8

Il Direttore conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che dietro al suo lavoro c’è un occhio clinico raro e una mano imprenditoriale ferma. Eccellente nella gestione delle plusvalenze (vedasi le operazioni Adorante in estate e Ruggero in inverno), che ha saputo reinvestire con scelte accurate (anche quella di Perin lasciato al Treviso). I nuovi arrivi hanno avuto un impatto immediato: basti pensare alle prestazioni esorbitanti di Zeroli o all’impatto di Dos Santos. Lovisa ha arricchito la rosa per continuare la scia positiva, dimostrando di essere a Castellammare non per fare presenza, ma per far emergere le sue competenze e, soprattutto, la Juve Stabia.

Chissà se questo campionato ci riserverà un’altra bella sorpresa. Per ora, piedi per terra: prima la salvezza. Ma sognare, con questo “chef” in cucina, non costa nulla.

Juve Stabia, Ufficiale: Alla corte di Abate arriva il talentuoso attaccante Alvin Okoro

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Il mercato della Juve Stabia batte un colpo importante da utilizzare per sopperire ad una mancanza in organico. La società ha infatti diramato un comunicato ufficiale per annunciare l’acquisizione, a titolo temporaneo, di Alvin Okoro. L’attaccante, di proprietà del Venezia F.C., ha firmato un contratto che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2026.

Il profilo del giocatore

Nato a Vicenza il 26 marzo 2005, Okoro è una punta centrale dotata di fisicità e tecnica. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Venezia, ha bruciato le tappe molto presto. Già nella stagione 2021/22, infatti, ha fatto il suo esordio nel campionato di Serie B vestendo la maglia del Pordenone, per poi rientrare alla base e continuare il suo percorso di crescita con la Primavera dei lagunari.

I numeri tra i professionisti

Nonostante la giovane età, Okoro vanta già una discreta esperienza in Serie C.

  • Stagione 2023/24: L’anno della consacrazione tra i “grandi” avviene con la maglia della Vis Pesaro. Qui colleziona ben 36 presenze, dimostrando continuità e fiuto del gol, mettendo a referto 6 reti e 4 assist.

  • Stagione in corso (2024/25): Nella prima parte di questa stagione ha militato tra le fila della Juventus Next Gen, dove ha disputato 18 partite siglando 2 reti.

La scelta del numero

Per la sua nuova avventura al “Romeo Menti”, Alvin Okoro ha scelto di indossare il numero 90.

La società e tutto l’ambiente stabiese accolgono il nuovo acquisto speranzosi che possa consacrarsi alla ribalta del calcio italiano nell’esperienza alle falde del Faito. I tifosi sono pronti a vederlo all’opera agli ordini dello staff tecnico per il prosieguo della stagione.