L’illusione della serenità è durata lo spazio di una notte. All’indomani dell’annuncio ufficiale del club, che aveva rassicurato la piazza sulla felice risoluzione della vicenda stipendi per la stringente scadenza federale del 16 aprile, su Castellammare di Stabia si è abbattuta una vera e propria doccia gelata.
Con un comunicato inviato alla redazione de Il Mattino di Napoli, la Stabia Capital ha annunciato la conclusione del closing con il fondo Solmate per l’acquisizione del 100% della S.S. Juve Stabia. Un passaggio di consegne che, invece di portare entusiasmo, ha innescato una dura reazione da parte dell’ambiente.
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Il muro dei tifosi e lo sgarbo agli Amministratori
Nelle ultime ore, il clima in città e sui social network è diventato rovente. La tifoseria organizzata e il “popolo del web” gialloblù si sono schierati in modo compatto e rumoroso per manifestare la propria totale contrarietà al passaggio di mano all’imprenditore oplontino Francesco Agnello.
A peggiorare un quadro già teso, c’è il retroscena legato alle modalità della cessione. Soltanto ieri, infatti, gli amministratori giudiziari (il Dott. Mario Ferrara e il Dott. Salvatore Scarpa) avevano avuto rassicurazioni dirette dai referenti italiani di Solmate: era stato garantito loro che non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva sulla cessione del club senza una preventiva consultazione. Una promessa clamorosamente disattesa dai fatti di oggi.
Il comunicato della nuova proprietà
Nel tentativo di presentarsi alla piazza, la Stabia Capital ha diffuso una nota ufficiale in cui inquadra l’operazione come un salvataggio in extremis per garantire stabilità e una “nuova visione industriale” a un club piegato dalle incertezze.
Agnello, originario di Torre Annunziata ma residente a Roma, ha fatto leva sul senso di appartenenza territoriale e sulla forza della sua tradizione imprenditoriale nel settore del beverage, rivendicando anche l’appoggio di fondi d’investimento internazionali e istituti bancari.
“Vengo da una terra dove impresa e identità sono profondamente legate,” si legge nelle dichiarazioni di Francesco Agnello riportate nel comunicato. “Essendo originario di questo territorio, non potevo restare indifferente di fronte al rischio di far sparire un club della mia terra. La Juve Stabia rappresenta passione, storia e comunità: il nostro intervento nasce dal senso di responsabilità e dalla volontà di costruire un futuro solido”.
Il comunicato si chiude con ringraziamenti istituzionali proprio agli Amministratori Giudiziari per il loro impegno, e al CEO di Solmate, Marco Santori, per il contributo strategico. Ringraziamenti che, alla luce dei mancati preavvisi, rischiano di suonare come una beffa per molti addetti ai lavori.
Un’era che inizia in salita
Se la holding parla di “sopravvivenza del titolo sportivo” e di progetti a lungo termine, la realtà dei fatti racconta un’altra storia. L’era Agnello inizia in netta salita. La sfida più ardua per la nuova proprietà non si giocherà solo nei libri contabili, ma nelle strade di Castellammare e sugli spalti del “Romeo Menti”. Agnello dovrà tentare di convincere un ambiente che lo ha rigettato ancora prima dell’ufficialità.
Inoltre, il tempismo del comunicato appare quanto meno rivedibile: sganciare una “bomba” societaria di questa portata, con questi toni, a poche ore dal fischio d’inizio di Juve Stabia – Catanzaro – una gara fondamentale per tenere vive le speranze play-off – rischia di destabilizzare la squadra nel momento meno opportuno. Il campo darà il suo verdetto, ma la frattura tra la nuova scrivania e il popolo residente alle falde del Faito è già evidente.





