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Corruzione Liguria, ecco chi è Aldo Spinelli

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(Adnkronos) – L’imprenditore Aldo Spinelli, finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura di Genova, che ha coinvolto anche il governatore Giovanni Toti, nato in Calabria ma cresciuto a Genova, ha fondato il gruppo omonimo, leader in Italia nella logistica e tra i principali operatori portuali del Paese e con sede principale nel porto di Genova.Ma il suo nome è noto soprattutto nel mondo del calcio, in quanto è stato presidente dei club di Genoa e Livorno. L’imprenditore, oggi 84enne, il 1 marzo del 1999 diventa presidente del Livorno e avvalendosi dell’esperienza con il club di Genoa, riesce nell’impresa scalata della società amaranto, portando il Livorno dalla Serie C1 fino alla Serie A conquistata nel 2004.

Con lui gli Amaranto disputano quattro campionati consecutivi con una partecipazione in Coppa Uefa nella stagione 2006-2007 arrivando fino ai sedicesimi di finale.E dopo un anno in Serie B, nel giugno 2009 il patron riporta il Livorno di nuovo in serie A.

La sua esperienza alla guida del club amaranto, tra alti e bassi, termina nel 2020.  Nell’inchiesta ligure Aldo Spinelli è accusato di aver corrotto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giro d’Italia, Milan vince quarta tappa e Pogacar resta in rosa

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(Adnkronos) –
Jonathan Milan vince allo sprint la quarta tappa del Giro d’Italia, la Acqui Terme-Andora di 190 km.Il corridore italiano della Lidl-Trek si impone davanti all’australiano Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) e al tedesco Phil Bahhaus (Bahrain Victorious).

Tentativo di Filippo Ganna (Ineos) con uno scatto sulla salita di Capo Mele a 4 km dal traguardo, annullato a 500 metri dal traguardo.  Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae team Emirates) conserva la maglia rosa di leader della classifica davanti al gallese Geraint Thomas (Ineos).Domani quinta frazione, con partenza da Genova e arrivo a Lucca dopo 178 km.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

EDITORIALE Un Napoli sbadato si fa beffare sulla sirena da una modesta Udinese (1-1)

Nel nostro editoriale post Udinese – Napoli (1-1) esprimiamo il nostro pensiero sull’andamento della gara tra i partenopei e i friulani.Il Napoli trova il modo di non vincere neppure contro l’Udinese più mediocre degli ultimi 30 anni.

Ciò che è peggio, è che invece, al contrario, trova il modo ancora di subire goal ( è successo in 13 partite su 13 della gestione Calzona) e ancora una volta di incassarlo nel finale di partita ( per la seconda volta consecutiva perché già successo settimana scorsa contro la Roma e per la terza volta in assoluto da quando il ct della Slovacchia è diventato pure allenatore del Napoli, se consideriamo che la medesima cosa accadde a Cagliari a fine Febbraio scorso).Dati impetuosi che raccontano di un’ennesima partita indegna all’interno di una stagione parsa maledetta sin dalle prime battute e che sta terminando in maniera sempre più triste, di settimana in settimana.

LE BUONE NOTIZIE

La buona notizia, forse l’unica, è che questo strazio è ormai sul viale del tramonto: solo 3 partite separano il Napoli dalla fine del campionato e dell’intera stagione.

Poi, sarà tempo di scelte.Dure, decise, ben strutturate.

Perché questa squadra e questa piazza hanno bisogno di scosse d’adrenalina fortissime per recuperare l’oceano di entusiasmo giustamente conquistato nel post-Scudetto e depauperato da una gestione societaria – unita a singole performance di calciatori e allenatori – a dir poco sconcertante.Dopo Udine, resta la sensazione che da salvare ci sia poco, forse pochissimo.

Emergono con forza il pilastro Osihmen, che purtroppo per i supporters azzurri è ormai all’ultimo giro di curva della sua esperienza partenopea.Emerge il colosso Lobotka, uno dei pochi fari in mezzo alle tenebre.

Poi, qualcosina di interessante ma, almeno per ora, nulla di trascendentale.Il tecnico che sarà prossimamente chiamato sulla panchina del Napoli, insomma, dovrà fare un lavorone.

Ricostruire, lembo dopo lembo, una squadra sfasciata, disunita e smarrita, sia nell’idea di collettivo che nella singola identità di ciascun suo componente, fatta eccezione per pochissimi.Arduo compito che dovrà essere condiviso col direttore sportivo e l’intera proprietà, unitamente alla scelte di inevitabile rifondazione da compiere sul mercato.

Ma questa è un’altra storia.I cui risvolti restano nel segreto, ma ancora per poco, pronti a disvelarsi – con ogni probabilità – già dal giorno successivo al termine di questa stagione.

EDITORIALE IL RACCONTO DELLA PARTITA TRA NAPOLI E UDINESE

Quanto alla partita, ha detto cose scontate, le stesse che andiamo ripetendo ormai da svariati mesi.

Un primo tempo esteticamente orribile, sia per demeriti del Napoli, che – soprattutto – per volere dell’Udinese.Una squadra che fa pena, ma mai quanto il suo pubblico.

Che si riconferma, quantomeno per una certa frangia, una platea da categorie inferiori per stile, educazione e civiltà.L’Udinese, dicevamo, veramente poca cosa.

Si arrocca con un unico blocco basso nella propria metà campo e se ne sta lì, rintanata e impaurita, chiudendo ogni linea di passaggio al Napoli.Che, da par suo, tiene il pallone per la quasi totalità del tempo effettivo di gioco ma fa una fatica bestiale ad imbastire un’azione offensiva che sia degna d’esser definita tale.

Un po’ per l’atteggiamento asfissiantemente remissivo dei friulani, un po’ perché agli azzurri mancano i movimenti giusti e la rapidità necessaria nella conduzione del pallone.Insomma, con un Napoli che tiene palla sì ma a ritmi soporiferi, l’Udinese va semplicemente a nozze.

A rendere tanto più squallido lo spettacolo, ci pensano continui spezzettamenti di gioco, causati da tanti falli ostruzionistici che portano a palle inattive quasi tutte da dimenticare.L’unica emozione degna di finire negli highlights è il ricordo delle Vittime del terremoto che colpì il Friuli esattamente 48 anni fa, il 6 Maggio 1976.

Lo 0-0, al termine della prima frazione, è nient’altro che una conseguenza del tutto logica di quanto in premessa.

IL SECONDO TEMPO

Dagli spogliatoi, sin dall’inizio della ripresa, sembra essere uscito fuori un Napoli un tantinello più aggressivo.Nulla di particolare, intendiamoci, ma quantomeno con un pizzico di convinzione in più.

Che è quanto basta per sbloccare la partita, dopo 6 minuti dall’inizio del secondo tempo, con uno stacco imperioso di Victor Osihmen su cioccolatino col piede “debole” firmato Matteo Politano.L’1-0 per il Napoli è cosa fatta.

Ma neppure col vantaggio acquisito contro una squadra sfasata il Napoli riesce a impadronirsi della partita e a portarla in salvo.Resta lì, la squadra azzurra, nella terra di mezzo.

Come non fosse sufficientemente motivata né per azzannare il risultato né per andarlo a difendere.Fabio Cannavaro, chiamato a salvare l’Udinese, getta nella mischia Davis e Success, che comunque iniziano a creare qualche grattacapo in più.

Campanelli d’allarme che però non destano il Napoli, che pure l’aveva chiusa, all’80 esimo, con un destro splendido di Osihmen sul palo lungo dopo grande conduzione e corsa di Lobotka.L’offside, millimetrico, tiene a galla l’Udinese e condanna il Napoli a un finale di incertezze.

Sono gli azzurri a creare i presupposti più nitidi per il goal, ma non la chiudono.E così, da uno degli spioventi disperati del finale di partita, nasce il pari beffa di Success che, tanto per cambiare, era a secco di goal da un anno.

EDITORIALE: LE CONSIDERAZIONI FINALI SU UDINESE – NAPOLI

Da salvare è rimasto poco, forse pochissimo.

Perché questa squadra, del proprio bagaglio di conoscenze, sembra aver perso quasi tutto.Persino la dignità di onorare sé stessa fino alla fine del campionato.

Persino la decenza di ribellarsi all’esatto contrario.Che più o meno è quanto succede dall’inizio di questo anno infausto.

A Udine finisce 1-1, come un anno fa.Stavolta non c’è nessun Tricolore da festeggiare.

Stavolta, balla solo l’Udinese.A cui, un Napoli indecoroso, ha regalato ancora la speranza di non retrocedere.

Sostenibilità, Cupini (SostenibileOggi): “Per Fondazioni ruolo importante”

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(Adnkronos) – “Parlare di argomenti concreti che possano cambiare strada alle politiche delle aziende: in questo, le fondazioni possono avere un ruolo importante, con dati e suggerimenti per intraprendere un percorso concreto e realmente misurabile da parte delle aziende stesse”.Ne è convinto Giulio Cupini, co-founder di SostenibileOggi intervenuto al convegno ‘Come rendere concreta la Sostenibilità’ organizzato da Sostenibile Italia in collaborazione con Adnkronos al palazzo dell’Informazione a Roma . “L’intelligenza artificiale aiuta per l’accessibilità alle informazioni e per rendere la lettura dei documenti di sostenibilità più accessibile”, prosegue Cupini.

Il co-founder di SostenibileOggi sottolinea come per l’incontro romano sia stato “immaginato un evento che si snoderà in tre momenti: uno per le fondazioni, per raccontare attraverso Cariplo, Asilo Mariuccia e Civita come le aziende – dialogando e costruendo un percorso di numeri e fatti – possano realmente costruire valore per la società.Poi un momento di confronto con le aziende per costruire realmente politiche aziendali, alla presenza anche di Acea, Poste Italiane, Leonardo, Lottomatica.

Infine con Inps un dialogo su come un ente pubblico e sostenibilità possano creare trasparenza nei confronti dei cittadini”, ha concluso Cupini.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

È morto Fabio Gallia, l’ex ad di Bnl e Cdp aveva 60 anni

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(Adnkronos) – Secondo quanto si apprende è morto Fabio Gallia, l’ex amministratore delegato di Bnl e ed ex ad di Cdp e attuale consigliere di amministrazione di Edison.Nato a Alessandria, in Piemonte, il 20 agosto 1963, Gallia si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Torino nel 1987.

Era iscritto all’Albo dei Ragionieri e Dottori Commercialisti (1989).Nel giugno 2013 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legione d’Onore della Repubblica francese.

Nel maggio 2015 è stato nominato Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana. Gallia ha iniziato la sua carriera nel 1988 in Accenture, occupandosi di servizi di consulenza strategica e organizzativa.Nel 1990 è stato assunto da Ersel Asset Management Sgr, società di gestione del risparmio italiana, appartenente al Gruppo Giubergia, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, prima di diventare Direttore Generale e Partner dal 1999 al 2002.

Nel 2002 entra a far parte del Gruppo Capitalia, principale gruppo italiano bancario a tal data, come Vicedirettore Generale e Chief Financial Officer (Cfo), con la responsabilità della Finanza del Gruppo e del Wealth Management.Nel 2003 è stato nominato Condirettore Generale con la responsabilità delle Politiche Commerciali del Gruppo; successivamente è stato nominato Amministratore Delegato di Fineco (sub-holding del Gruppo Capitalia) sino all’incorporazione di Fineco in Capitalia.

Dal 2005 al 2007 è stato nominato Amministratore Delegato di Banca di Roma e Presidente del Management Committee del Gruppo Capitalia.  Nel 2008, è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Bnl, gruppo Bnp Paribas, e membro del Comitato Esecutivo di Bnp Paribas.Dal 2009 diventa Presidente di Findomestic Banca e, dal 2012 ha diretto il gruppo Bnp Paribas in Italia.

Dal 2015 al luglio 2018 ha ricoperto la carica di ad e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti, Istituto Nazionale di Promozione; è stato Vice-Presidente del Fondo Strategico Italiano e consigliere del fondo infrastrutturale europeo Marguerite. È stato Direttore generale di Fincantieri dal 2020 al 2022. È stato senior advisor di Brookfield Asset Management. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Smart working, Saviano (Inps Milano): “Produttività costante ed elevata”

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(Adnkronos) – “L’impatto dello smart working mostra in maniera evidente un andamento produttivo che resta costante su valori molto elevati. È interessante il confronto con il 2019, anno zero per lavoro da remoto” e gli anni seguenti.Senza lavoro a distanza “Milano, con un target obiettivo di 124, raggiungeva un valore di produttività pari a 135,55.

Con una presenza di smart working, nel 2023, al 41%, il valore è a 137,92 di produttività, ampiamente sopra la soglia che era stata richiesta dall’amministrazione.Questo ci porta a capire che gli impatti del lavoro prescindono dalla presenza fisica all’interno degli uffici e sono anzi più legati a leve motivazionali”.

Così Mauro Saviano, direttore coordinamento metropolitano Inps di Milano partecipando oggi al dibattito ‘work-life balance, esperienze di smart working in un confronto pubblico e privato’, organizzato dall’Inps del capoluogo lombardo. In riferimento alla sede milanese dell’istituto di previdenza, “nel 2019 – spiega Saviano – non esisteva il lavoro a distanza.Nel 2020, anno boom della pandemia, il personale in smart working arriva al 57%.

Il 2021, coda della pandemia, al 50%, nel 2022 al 30% e nel 2023 al 27%.Tendenzialmente abbiamo un andamento costante, abbiamo un’unità media delle risorse disponibili mensile in smart working, pari a 243 persone al mese su mille”.

Particolarmente interessante è “il rapporto dell’incidenza tra la presenza e l’applicazione del lavoro agile, rispetto alla produttività, cioè il rapporto tra il valore omogenizzato della produzione e le risorse disponibili che hanno generato quella produzione in termini di target numerici – illustra l’esperto – Al di là del dato del 2020, per la presenza del Covid, che portava standard di produttività a 145,28, dal 2021 al 2023 si vede come la presenza dello smart working intorno al 36 – 41% del personale, comporta un valore di produttività pari a 137,56 nel 2022 e 137,92 nel 2023, rispetto a una soglia di 124”. All’Inps di Milano, “dal 2022 oramai si evidenzia un accesso estremamente generalizzato e diffuso allo smart working che può raggiungere le 16 giornate lavorative mensili – sottolinea Saviano – E questa è stata una leva gestionale che ho inteso utilizzare assieme alla dirigenza di Milano, proprio per favorire soprattutto le giovani donne con provenienze geografiche dal Sud.Diventiamo quindi attrattivi anche per le nuove generazioni.

Il lavoro agile vuole essere uno degli strumenti, non l’unico, inteso a favorire, per alcune fasce di età, naturalmente, e alcune provenienze geografiche, la possibilità di coniugare le esigenze della vita – conclude l’esperto – Questo è uno strumento che ha saputo favorire moltissimo il benessere all’interno della struttura.Le recenti rilevazioni di benessere che abbiamo su Milano stanno ad evidenziare un livello di soddisfazione piuttosto elevato.

Tutto ciò a beneficio del servizio ai cittadini, ai consulenti, alle aziende, ai territori, ai patronati e agli stakeholder”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lazio, maxi-piano assunzioni nella sanità: in arrivo 9.700 operatori

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(Adnkronos) – Una boccata d’ossigeno per la sanità del Lazio, con l’arrivo di nuovo personale negli ospedali e nelle altre strutture della regione.Lo prevede il Piano di assunzioni 2023-2025, che il presidente Francesco Rocca ha presentato oggi pomeriggio ai sindacati.

Un maxi Piano, che l’Adnkronos Salute ha potuto visionare, con un investimento sul personale della sanità pubblica regionale che è il più ingente degli ultimi venti anni, quasi mezzo miliardo di euro, oltre ai 195,5 milioni già stanziati nel 2023.  Sono 8.158 le nuove assunzioni a tempo indeterminato per il biennio 2024-2025: nel dettaglio 6.843 autorizzazioni per il 2024 e 1.315 nuove assunzioni per il Giubileo 2025, a cui si aggiungono 1.541 stabilizzazioni per quest’anno.Tirando le somme, dunque, il maxi-investimento, pari a 466 milioni di euro nel biennio, prevede 9.699 autorizzazioni per il reclutamento dei professionisti della sanità.

Un altro importante mattoncino della ‘cura Rocca’ per potenziare il servizio sanitario regionale, con l’obiettivo di colmare la carenza di personale, riducendo il precariato, e contribuire a ridurre le liste d’attesa ed aumentare i servizi ai cittadini.  Sommando le assunzioni già attuate nel 2023 (4.054 unità, comprese 1.605 stabilizzazioni, per 195,5 milioni di euro), si arriva a 13mila e 753 operatori sanitari – tra nuovi ingressi e stabilizzazioni – per un investimento totale di 661.500.000 euro.Una bella boccata d’ossigeno per la sanità pubblica del Lazio.  Il nuovo personale – a quanto si apprende – servirà anche a rendere pienamente operativi gli interventi realizzati con il Pnrr, come Centrali operative territoriali (59), ospedali di comunità (35), Case di comunità (131) e 298 grandi apparecchiature. Il Servizio sanitario del Lazio passerà da 53.583 dipendenti nel 2023 a 62.662 nel 2025.

Un aumento sostanzioso, pari al 17%.Una scommessa sul futuro.

Questo permette anche di pianificare al meglio l’accoglienza dei milioni di fedeli in arrivo in vista del Giubileo 2025.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Fava (Inps): “Smart working in forte crescita nelle imprese e nella pa”

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(Adnkronos) – “Le sfide del futuro sono tutte da vincere e interessano vari settori.La drammatica esperienza della pandemia ha indotto una distruption”, una discontinuità “senza precedenti sull’organizzazione del lavoro favorendo una accelerazione del lavoro da remoto, il cosiddetto smart working, che è in forte crescita nelle imprese come nella pubblica amministrazione.

L’Inps rappresenta una best practice a livello nazionale e internazionale avendo avviato una delle più ampie sperimentazioni che oggi consente a migliaia di dipendenti dell’istituto, soprattutto donne, una migliore e non scontata work-life balance”.Così Gabriele Fava, presidente Inps, intervenendo oggi al dibattito ‘Work-life balance, esperienze di Smart working in un confronto pubblico e privato’ organizzato da Inps a Milano. “La diffusione di nuove modalità di lavoro – conclude Fava – comporta una riflessione sull’impatto organizzativo personale e sociale che è al centro del dibattito europeo sul futuro del lavoro, così come all’attenzione del nostro legislatore”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, De Sena (Lottomatica): “Renderla concreta è sfida per tutti”

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(Adnkronos) – “Come rendere concreta la sostenibilità oggi è una sfida per tutte le aziende”.A sottolinearlo è Ida De Sena, external relations & communication di Lottomatica, intervenuta al convegno ‘Come rendere concreta la Sostenibilità’ organizzato da Sostenibile Italia in collaborazione con Adnkronos, al Palazzo dell’Informazione a Roma. “Come Lottomatica, ci stiamo impegnando moltissimo nel disclosing”, spiega De Sena, “nel rapporto di sostenibilità e in tutte le informazioni utili per gli stakeholder della nostra azienda, partendo dal mondo degli azionisti, fino ad arrivare al cliente finale”. “Lo facciamo attraverso tutti i touchpoint aziendali, quindi attraverso il sito corporate ma anche attraverso tutti gli altri canali”, ha concluso De Sena.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry a Londra senza Meghan, incontrerà Carlo

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(Adnkronos) – Il principe Harry è tornato nel Regno Unito per celebrare, domani, il decimo anniversario degli Invictus Games.Il figlio di Carlo, quinto in linea di successione al trono, mancava dal Paese da febbraio, quando incontrò il padre per una visita lampo, dopo la notizia della sua diagnosi di cancro.

Dovrebbe incontrare il sovrano arrivato oggi a Clarence House dal Castello di Windsor, come riferisce il Daily Mail.  Il duca di Sussex è atterrato a Londra nel pomeriggio, senza la moglie Meghan e i figli Archie e Lillibet.Alloggerà in un hotel di Londra.

Harry dovrebbe tenere un discorso domani per celebrare l’anniversario dei giochi da lui fondati nel 2014 durante una cerimonia di ringraziamento nella Cattedrale di St Paul.Il suo arrivo – scrive l’Independent – è stato annunciato dal giornalista che si occupa di cose reali, Chris Ship su X, che ha rivelato che Harry parteciperà anche oggi ad alcuni eventi legati agli Invictus.  Come riportato da Page Six, all’evento non prenderà parte nessuno dei parenti stretti del duca, sebbene, come ha detto una fonte, sia il principe William che altri membri della famiglia reale siano stati invitati.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Udinese – Napoli (1-1): La pagella dei protagonisti in campo

Vi proponiamo la pagella di Udinese –  Napoli terminata 1-1.Gli azzurri chiudono un primo tempo anonimo in cui in verità anche i padroni di casa non eccellono per giocate di rilievo.

Nel secondo tempo il Napoli scende in campo con un piglio diverso e passa in vantaggio con il solito Osimhen che tra l’altro raddoppia dopo alcuni minuti se non fosse per un suo fuorigioco di alcuni centimetri (solo il VAR poteva evidenziarne la posizione irregolare).Nei minuti finali arriva come una condanna la beffa dell’Udinese che pareggia i conti con una bella conclusione del subentrato Isaac Success.

QUESTA LA PAGELLA AI PARTENOPEI DOPO UDINESE – NAPOLI:

Meret 6.5: compie un paio di ottimi interventi nel secondo tempo.

Nulla può sul goal di Success.

DIFESA

Di Lorenzo 5: ennesima prestazione mediocre del capitano.Quasi mai lucido in sovrapposizione, quasi mai sicuro in fase di non possesso.

Rrahmani 6: gara attenta e maschia, alla quale non si sottrae con buon spirito.Ostigard 5: conferma i soliti problemi in fase d’impostazione, palesando una volta in più i suoi evidenti limiti tecnici.

Dai duelli su palloni alti spesso riesce a risultare vincitore, ma è una qualità che, da sola, non può bastare nel calcio di oggi per fare il difensore in una grande squadra.Colpevole nell’occasione del goal di Success, perde nettamente il mismatch fisico e di posizionamento col nigeriano.

Una lettura più accorta sarebbe forse stata sufficiente per evitare la beffa.Olivera 5: come il Capitano, fa fatica in ambo le fasi, disputando una gara sostanzialmente incolore.

Macchia ulteriormente la sua prova tenendo in gioco  Kristensen, nell’occasione del pari friulano.

CENTROCAMPO

Anguissa 4,5: indisponente.Come quasi sempre per tutta questa stagione.

Sembra giochi solo per fare un piacere a qualcuno.Atteggiamento inconcepibile e inaccettabile per un calciatore del suo talento e della sua dimensione.

Lobotka 6.5: uno dei pochi a non spegnere mai la luce, anche in mezzo a tanta mediocrità.Mai banale, sempre concentrato e sempre illuminato a fare la cosa giusta nel momento giusto.

Con altri 6/7 Lobotka, quantomeno per mentalità e applicazione, questa squadra sarebbe arrivata in Champion’s in carrozza.Cajuste 6.5: come quasi sempre è successo quando è stato chiamato in causa, lo svedese si riconferma sul pezzo, tosto, tignoso e grintoso.

Quanto basta per risultare nettamente tra i migliori dei suoi.

ATTACCO

Politano 6,5: un cioccolatino l’assist che pennella, col piede “meno forte”, per la testa di Osihmen.Per il resto, non vive di clamorosi spunti, anche per via dell’atteggiamento quantomai rinunciatario dell’Udinese che ne limita le sfuriate.

Ma, quando può, è sempre tra i più vivaci della banda azzurra e tra quelli che escono fuori dal campo con la maglia sudata.Lindstrom 6: non lesina impegno e si becca la sufficienza principalmente per questo.

Aspettarsi tanto più da lui, che torna titolare dopo un’intera stagione passata ad essere mortificato da tutti gli allenatori susseguitisi sulla panchina del Napoli, significa vivere di fantasia.Intanto, pur in un ruolo che di fatto non gli appartiene, pulisce tanti palloni, dimostrando doti tecniche di prim’ordine, anche quando è chiamato a battere i calci piazzati.

Il nuovo allenatore dovrà decidere con coraggio se puntarci o meno.Il ragazzo è forte, ma dev’essere inserito in un sistema di gioco che gli sia affine.

Osimhen 7.5: di fatto fa doppietta, perché aveva messo in rete, alla grande, anche il 2-0 azzurro, scacciato via da un fuorigioco millimetrico.E che goal, poi.

Destro chirurgico all’angolino, roba da campione.Così come da campione è lo stacco che vale il goal, quello convalidato, del momentaneo 1-0, in cui si riconferma assoluto dominatore dell’area di rigore.

Pur con una squadra che non è più alla sua altezza da inizio anno e pur non sfoderando prestazioni memorabili ( pensa te…), Victor sa sempre come essere un fattore.Del resto, i suoi 16 goal in 29 apparizioni stagionali, sono un dato eloquente in tal senso.

LA PAGELLA AI SUBENTRATI DEL NAPOLI NELLA PARTITA CON L’UDINESE

Dal 72’ Traore 5,5: non ha un ingresso felice sulla partita.

Piuttosto spaesato.Dall’81’ Ngonge sv.

Dall’87’ Simeone sv.

QUESTA LA PAGELLA AI FRIULANI DOPO UDINESE – NAPOLI

Okoye 6

Ferreira 6

Bijol 5

Kristensen 6,5

Ehizibue 5,5 dal 69′ Ebosele 6

Walace 6,5

Zarraga 5,5

Kamara 5,5  dall’88’ Zemura sv.Samardzic 6

Brenner 5,5  dal 53′ Success 7

Lucca 5  dal 53′ Davis 7

I VOTI AGLI ALLENATORI

Cannavaro 6:  Success – e un Napoli in versione regali natalizi fuori stagione – lo salvano dalla sconfitta.

Merito comunque per aver azzeccato i cambi nella ripresa, con Success e Davis che, su tutti, hanno cambiato la faccia dell’attacco friulano.Calzona 4: che si fosse rilevato inadeguato per il contesto Napoli, questo era chiaro già da parecchie settimane.

Purtroppo, il ct della nazionale slovacca, non fa altro che riconfermare quest’ipotesi di settimana in settimana.Solito 11 iniziale composto da calciatori per lo più svuotati nelle motivazioni e se qualche trasgressione alla formazione consueta c’è, lo si deve solo alle indisponibilità per infortunio.

La prima sostituzione, giusto per rimanere coerenti, al 72esimo.Della serie: “dagli errori si impara”.

Solita fase difensiva da incubo, con il suo Napoli che dà sempre l’idea di poter beccare goal da chiunque in qualsiasi momento.E solita manovra sterile ed estremamente leggibile, che impedisce alla squadra di chiudere le partite anche quando si riesce a passare in vantaggio.

Ennesima gara, della sua gestione, che si aggiunge al filone lungo dei rimpianti.Di una stagione che, con un minimo di decenza in più, si poteva portare in porto almeno con la qualificazione Champion’s.

IL DIRETTORE DI GARA

Aureliano 6.5:  lascia molto correre, tant’è che non ammonisce nessuno e questo è già di per sé una notizia.

Ad ogni modo, adopera un metro di giudizio sempre equilibrato e senza macchia.

Europee, Vannacci: “Se eletto non mi dimetterò dall’esercito, resto un soldato”

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(Adnkronos) – “Se verrò eletto, mi trasferirò con mia moglie e le nostre due figlie a Bruxelles, farò l’eurodeputato a tempo pieno e mi adopererò al massimo perché torni la pace.Non mi dimetterò dall’esercito: resto un soldato”.

Lo dice in un’intervista a ‘Chi’ in edicola da domani Roberto Vannacci, candidato per le prossime elezioni europee. “Mi danno del fascista?”, dice il generale. “Quali sono i valori dell’antifascismo?Libertà e democrazia.

Io li ho difesi sul campo di battaglia e nessuno di coloro che mi giudicano era al mio fianco a fare la stessa cosa, rischiando la vita”.  Vannacci parla anche della polemica sui disabili: “Il mio amico d’infanzia Norberto De Angelis, ex campione di football americano ora disabile, si è subito detto d’accordo con me perché vive tutto sulla sua pelle e perché ha capito quello che intendevo dire riguardo il fatto che, essendo più fragili, hanno bisogno di maggiori attenzioni”.  Di Vannacci oggi ha parlato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a Radio 1. “Nel momento in cui un militare si vuole candidare deve poterlo fare.Io non ho una enorme simpatia per un altro generale che si candida …

Camporini”, ha detto La Russa. “Vannacci – ha aggiunto – secondo me ha il diritto di candidarsi, anche se prima di farlo non doveva entrare in polemica col suo Ministro”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formaggio ‘obbligatorio’ al ristorante? Lollobrigida: “Fake news”

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(Adnkronos) –
Il formaggio ‘d’ufficio’ nei menu dei ristoranti?Macché. “Voglio smentire tutte queste fake news che giravano sulla obbligatorietà dei formaggi nei menu ma voglio sostenere che il governo aveva sollecitato le due associazioni che oggi hanno sottoscritto il protocollo, Afidop e Fipe, a mettere insieme i legittimi interessi per valorizzare i formaggi con alcune iniziative di sistema e permettere di far crescere la promozione anche all’estero”, ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida alla firma dell’intesa sulle linee guida per i formaggi nei ristoranti che si è svolta a Cibus alle fiere di Parma. “Devo ringraziare i ristoratori – ha aggiunto – per aver accettato il mio appello ad incontrarsi con i produttori di formaggi”.  “Oggi Afidop (Associazione formaggi italiani Dop e Igp) e Fipe-Confcommercio (Federazione italiana pubblici esercizi) hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per promuovere, in Italia e all’estero, due settori strategici del Made in Italy, i formaggi certificati e la ristorazione, punto di riferimento fondamentale delle produzioni agroalimentari di qualità, e altre associazioni sottoscriveranno un analogo documento.

Custodire il sistema di valori che i nostri prodotti di eccellenza, come i formaggi rappresentano, e che la cucina italiana incarna, è un obiettivo comune”.ha proseguito Lollobrigida, a margine della firma del protocollo tra Afidop e Fipe a Cibus. Il Protocollo avrà durata biennale ed ha l’obiettivo specifico di sviluppare una collaborazione per la promozione dei formaggi Dop e Igp nei ristoranti italiani e all’estero. “Più cresce il prezzo di un formaggio e più tutta la filiera a questo collegata riesce ad essere valorizzata.

Oggi abbiamo due straordinarie categorie dell’impresa che dimostrano sensibilità e collaborazione non solo con il Governo ma con il proprio popolo.Chi crede in questo permette all’Italia di crescere”, ha concluso il ministro. (dall’inviata Cristina Armeni)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venditti: “Musica pop entri in Costituzione, senza De André o Geolier l’Italia non sarebbe com’è”

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(Adnkronos) –
Antonello Venditti vuole la musica pop in Costituzione.Il cantautore ospite oggi, 7 maggio, del Mic per la presentazione del suo tour che celebra i 40 anni di ‘Notte prima degli esami’ lancia la proposta. “C’è un lungo avvicinamento perché la musica popolare contemporanea entri in Costituzione. È l’unica arte non riconosciuta dal governo.

Abbiamo bisogno di questo, di essere riconosciuti, di dare dignità a De André e a Geolier, perché senza questa musica questo Paese non sarebbe stato come è, malgrado tutto unito”.  “Questo sogno – dice Venditti seduto al fianco del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi – dovrebbe diventare realtà: preferirei essere ricordato per quello che diventerà una legge dello Stato piuttosto che per le canzoni che ho scritto.Perché le canzoni stanno lì, ma le leggi si devono ancora scrivere”.  Dal cantautore romano arriva poi una piccola stilettata ai recenti David di Donatello: “Quando vedi i David di Donatello ci rimani male perché vedi che la musica non ha niente di natura sociale, che riguardi lo stato della nostra vita – affonda Venditti – Ma non per me, per tanti che non avranno ‘una fantastica storia che è la vita’ se manca l’appoggio della cultura”. La proposta viene accolta dal sottosegretario Mazzi: “L’idea di un presidio costituzionale mi è piaciuta molto, ho detto ‘stai a vedere eh Antonello sta anticipando i tempi’.

Così chiamato l’avvocato Bardo che ha dato una traccia giuridica a questa idea e io ho pensato che fosse giusto dare seguito a questa proposta e sostenerla”. Il processo legislativo per far entrare la musica leggera nella Costituzione è “complicato ma fino a un certo punto – spiega Venditti alla stampa – Perché una volta che si riconosce il principio, come è stato per lo sport, la stessa direttrice ci porta dritto lì.Abbiamo elaborato proprio un disegno di legge portato avanti dall’avvocato Luca Pardo – prosegue – Studiando i principi che ci dovranno portare a far entrare la musica cosiddetta leggera in Costituzione.

Poi basta che le forze politiche lo approvino”. E alla domanda se abbia provato a parlarne con altri colleghi, l’artista risponde secco: “Impossibile.Purtroppo l’Italia dei talent, delle multinazionali non ti permette un dialogo approfondito.

Molti non sanno neanche di che si parla, non sentono questo problema.Ormai il condizionamento è profondo”.

Venditti cita il caso Sangiovanni, che ha stabilito un momentaneo stop per le troppe pressioni mentali: “Basta pensare a talenti come Sangiovanni, questi si giocano la vita.Loro purtroppo hanno già l’idea che sono a scadenza, che saranno superati dal nuovo, è un precariato intellettuale e morale e spirituale che porta al suicidio e all’angoscia”.  Il suo progetto potrebbe essere dunque utile anche in questo senso: “Ci sono ragazzi che sono stati costretti a cambiare, nati in un modo e che si trovano in un altro.

Perché non c’è una rete costituzionale che difenda questi ragazzi e la loro sanità mentale, che li porti a vedere la musica in un altro modo, ovvero come un’occasione.Oggi l’occasione sono Sanremo e un talent.

Può mai essere?”.Per questo “ci vogliono anche i finanziamenti.

Oggi i biglietti dei concerti costano 100 euro.Crei una disparità enorme, ci sono le classi, questo è inammissibile”.

Perché non è affatto vero che, come qualcuno ha detto, “con la musica non si mangia – scandisce Venditti – La musica contemporanea popolare dà da mangiare a tutti gli altri mondi.Il cinema ha tutti gli onori e noi tutti gli oneri”, attacca. Rispondendo poi alle domande degli studenti, Antonello Venditti parla anche di attualità. “Non è una bella prospettiva cantare un mondo pieno di guerre.

La mia generazione si interessava a quello che succedeva anche agli altri, ma qui mi pare che si parla di guerra o di pace a seconda che tocchi o meno i propri interessi.Noi avevamo un’idea internazionalista, globalista del mondo”.

Lo dice Antonello Venditti rispondendo stamane alle domande degli studenti alla presentazione del tour che celebra i 40 anni da ‘Notte prima degli esami’ al Mic.  “Anche perché -scandisce Venditti- tutti gli Stati sono terroristi, è un fallimento di tute le istituzioni internazionali, a partire dall’Onu e non riusciamo a mettere ordine.Sarà dura fare una sintesi ma ci vuole buona volontà, quindi chi fa la pace per primo vince.

Perché segna un principio: comincia a dare la mano invece di dare un cazzotto e vedi che le cose cambiano”, afferma il cantautore.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccinazioni Covid, Italia ‘maglia nera’: nel 2023 solo 13% vaccinati

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(Adnkronos) – Vaccinazioni Covid, “Italia maglia nera”.Nel 2023 siamo stati “uno dei Paesi europei con la più bassa copertura vaccinale, il 13% circa.

La conseguenza: 10mila decessi e 82mila ricoveri, soprattutto tra anziani e pazienti fragili, come malati cronici e immunodepressi, il più delle volte non vaccinati”.Lo denunciano Siti e Simit, le società scientifiche di igienisti e infettivologi, che dettano 5 “azioni urgenti” per prepararci alla prossima campagna vaccinale. “L’obiettivo è raggiungere il 75% dei pazienti fragili”, spiegano, invitando a definire una strategia di “prevenzione sartoriale” con l’offerta di “un vaccino ‘giusto’ per ogni singolo paziente” e soprattutto a giocare d’anticipo: target, tempi e modi della campagna 2024-2025 vanno definiti “entro questo mese di maggio”, ammoniscono gli esperti.  “Il tasso di copertura vaccinale contro Covid-19 nell’ultimo anno è rimasto particolarmente basso”, segnalano la Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica e la Società italiana di malattie infettive e tropicali: “Sono state somministrate poco più di 2 milioni di dosi.

Ipotizzando anche che i destinatari siano stati solo soggetti anziani e fragili, il tasso di copertura in queste popolazioni resta fermo” appunto “al 13%, uno dei livelli più bassi in Europa, come riportano i dati dell’Ecdc”, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.Un “quadro che ha disatteso gli obiettivi posti dalla Circolare del ministero della Salute del 14 agosto 2023”, osservano Siti e Simit, che nel documento ‘Proposte di azioni urgenti per la prossima campagna vaccinale Covid-19 in Italia’ esortano a correre ai ripari. Il documento congiunto Siti-Simit si propone come “punto di partenza per accendere i riflettori sulla campagna vaccinale della prossima stagione 2024-25.

L’obiettivo da perseguire – premettono igienisti e infettivologi – è incrementare la copertura vaccinale contro il Covid-19 sino ai livelli dell’antinfluenzale: minimo 75% nel target per età e nei soggetti a rischio”.Per riuscirci, gli specialisti indicano “5 azioni da avviare quanto prima”.   
Definire entro il mese di maggio le popolazioni target, i tempi e le modalità di svolgimento della campagna vaccinale, possibilmente raccomandandola anche nel Piano nazionale prevenzione vaccinale (Pnpv);  
garantire l’approvvigionamento delle scorte a tutti i canali di offerta della vaccinazione (medici di medicina generale, ambulatori territoriali e ospedalieri, farmacie, Rsa);  
garantire una fornitura di tutti i vaccini disponibili (a mRna e proteico adiuvato) per salvaguardare la scelta del vaccino più opportuno in ogni condizione;  
intraprendere azioni formative e informative sugli operatori sanitari coinvolti nella campagna vaccinale, ricordando anche le opportunità della co-somministrazione;  
informare la popolazione su tempi e modalità di svolgimento della campagna, oltre che sull’importanza della prevenzione nei soggetti fragili per età e/o condizione di rischio”. “Una scorretta e non incisiva informazione, insieme ad una non brillante organizzazione, ci pone come maglia nera europea per la protezione di anziani a fragili – afferma Roberta Siliquini, presidente Siti – Ci auguriamo che, con il contributo di tutti, la prossima campagna vaccinale possa risultare più efficace nel prevenire una patologia che, per questi soggetti, rimane di importante severità.

E’ necessario, inoltre, poter garantire un accesso equo a tutti i diversi vaccini disponibili nell’ottica di una prevenzione personalizzata”. “Ad oggi il Covid-19 rappresenta ancora una minaccia per il Servizio sanitario nazionale, pur non essendo più un’emergenza come negli scorsi anni – dichiara Roberto Parrella, presidente Simit – I numeri relativi a decessi e ospedalizzazioni, con una concentrazione di casi con un grado di severità moderato e grave nelle popolazioni più anziane e con condizioni di aumentato rischio (patologie croniche, immunodepressione), sono eloquenti, senza dimenticare le possibili conseguenze come il Long Covid.La vaccinazione resta lo strumento più efficace per la prevenzione della malattia ed è importante che venga effettuata nei mesi iniziali della stagione autunnale, prima di un possibile periodo critico di diffusione del virus come già accaduto negli anni scorsi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, inchiesta plusvalenze: Pallotta rischia processo, Friedkin no

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(Adnkronos) –
La procura di Roma ha chiuso l’indagine sulle plusvalenze della Roma in relazione a operazioni di calciomercato.A rischiare il processo ci sono esponenti della vecchia gestione della società fra cui James Pallotta e Mauro Baldissoni.

I reati ipotizzati sono falso in bilancio e aggiotaggio informativo.Dodici le operazioni di compravendita di calciatori tra il 2017 e il 2021, per un totale di 179 milioni di euro. Nell’atto di chiusura indagine non compaiono i nomi invece Dan e Ryan Patrick Friedkin, attuali proprietari.

Ad aprile 2023, la Guardia di Finanza aveva compiuto perquisizioni e sequestri presso gli uffici della As Roma per operazioni di trasferimento di calciatori professionisti.  L’atto di chiusura indagine della procura di Roma, che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda in tutto sei persone e la società.A rischiare il processo, oltre a Pallotta e Baldissoni, ci sono Giorgio Francia, Umberto Maria Gandini, Francesco Malknecht, Guido Fienga.

I reati ipotizzati sono di false comunicazioni sociali, manipolazione del mercato, e riguardano alcune trattative per la compravendita di alcuni giocatori tra cui Frattesi, Defrel, Zaniolo, Nainggolan.Sotto la lente dei pm anche le operazioni su Cristante, Spinazzola, Luca Pellegrini, Manolas e Diawara. La Procura in una nota spiega che è stata chiesta l’archiviazione “nei confronti degli attuali amministratori della società”’ dal momento che “nel periodo successivo al 2021, anno di acquisizione della società da parte degli attuali proprietari, non risultano più effettuate operazioni del tipo di quelle oggetto di contestazione, mentre le ricadute delle operazioni precedenti sui bilanci successivi non hanno determinato conseguenze rilevanti sull’attendibilità dei risultati di bilancio e della situazione patrimoniale della società”.  Secondo l’accusa, come si legge nella nota della procura guidata da Francesco Lo Voi, la Roma ”avrebbe realizzato nel corso degli anni, tra il 2017 e il 2021, una serie di plusvalenze fittizie mediante operazioni di scambio di giocatori che venivano apparentemente realizzate come separate operazioni di acquisto e vendita e quindi contabilizzate, in violazione del principio contabile”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Angelelli (Cei): “Italiani più poveri, spesa privata nel 2022 oltre i 40 mld”

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(Adnkronos) – “La povertà sanitaria è un fenomeno che preoccupa sempre di più, basti pensare che la spesa privata nel 2022 ha superato i 40 miliardi di euro.Significa che il Servizio sanitario nazionale rischia di non rispettare il suo ruolo principale di sistema universalistico, che dovrebbe essere garantito dalla Costituzione, ed è un principio ispiratore della legge del 1978.

Moltissimi italiani devono decidere se sborsare soldi per curarsi o rinunciare alle cure”.Così all’Adnkronos Salute don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana (Cei), alla presentazione – oggi a Roma – del convegno ‘Le povertà sanitarie in Italia’, del prossimo 10 maggio a Verona, primo di una serie di incontri promossi dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Cei, con le 11 Federazioni e i Consigli nazionali delle professioni sanitarie e sociosanitarie, in avvicinamento al Giubileo della sanità del 2025. “Siamo convinti che ci sia bisogno di una ristrutturazione del Servizio sanitario nazionale, non soltanto di operazioni di maquillage esterno – sottolinea Angelelli – Abbiamo l’opportunità del Pnrr che deve essere sviluppato, ma siamo anche convinti che vada potenziato il numero di sanitari sul campo.

Non servono solo strutture o strumentazioni, ma soprattutto professionisti”.Al momento “mancano 50mila infermieri, è una professione non attrattiva: la retorica degli eroi che abbiamo alimentato nel periodo del Covid ha scoraggiato molti giovani ad intraprendere la professione, oltre ad un riconoscimento economico inadeguato.

In aggiunta, un tema connesso è il sacrificio richiesto dalla professione.Vedere oggi le 11 Federazioni e Consigli nazionali delle professioni sanitarie insieme e che mettono al centro la persona non era scontato ed un inizio”, conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ordini infermieri: “Contro povertà connettere servizi e sistemi territorio”

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(Adnkronos) – “Bisogna lavorare su una sanità di prossimità in maniera sempre più integrata, multidisciplinare e multiprofessionale, fare in modo che ci sia un vero lavoro d’équipe sul territorio, che ci sia un’interconnessione per fare in modo che tra servizi e tra sistemi ci si connetta” in un sistema con “sentinelle sociali che possono allertare dei percorsi”.Lo ha detto all’Adnkronos Salute Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Federazione Ordini e professioni infermieristiche (Fnopi), alla presentazione – oggi a Roma – del convegno ‘Le povertà sanitarie in Italia’, previsto a Verona il prossimo 10 maggio.

Si tratta del primo di una serie di incontri promossi dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, la Conferenza episcopale italiana, in collaborazione con le 11 federazioni e i consigli nazionali delle professioni sanitarie e sociosanitarie, in avvicinamento al Giubileo sanitario del 2025, dedicato alle povertà sanitarie. “Noi abbiamo questa ricchezza, va solo messa in rete”.I collegamenti esistono già nelle “amministrazioni comunali con i servizi sociali – aggiunge Mangaicavalli – C’è la rete sanitaria pura, ma anche quella socioassistenziale”, oltre alle persone che svolgono “un servizio, nelle piccole parrocchie, nelle piccole comunità”, ma anche “delle associazioni di volontariato, del gruppo anziani, del negozio sotto casa, la portinaia del condominio, se siamo nei nuclei urbani.

Abbiamo un territorio con una ricchezza importante anche dal punto di vista della solidarietà.Abbiamo bisogno di metterla in rete, di potenziarla.

Chiunque opera nel campo della sanità e si confronta tutti i giorni con la fragilità, con la disabilità e con la malattia, si rende conto che per un verso la malattia è molto democratica, per l’altro ci sono delle disuguaglianze importanti”. Al di là dei “determinanti non sanitari della salute – quindi il livello di istruzione, la cultura, la vivibilità, la salubrità degli ambienti – che ci sono e sono comunque combattere”, per la presidente Fnopi è fondamentale la questione dell’accesso alla salute che “non è uguale e non è omogeneo e non è solo un problema di presenza di servizi.In Italia – continua – siamo abituati a parlare di mobilità sanitaria attiva e passiva, con regioni meno fortunate dove i cittadini si devono spostare.

Ma anche all’interno delle cosiddette ‘regioni fortunate’ ci sono fasce di popolazione che, per fragilità loro, non riescono ad accedere ai servizi.Penso soprattutto ai servizi territoriali, perché quando si arriva in pronto soccorso, anche se l’accesso è in qualche modo inappropriato, la persona viene accolta nel nostro Servizio sanitario nazionale”.  Sul territorio ci sono “costellazioni di servizi – spiega Mangiacavalli – che spesso sono ancora troppo poco in rete, troppo poco integrate, interconnesse, dove, la maggior parte delle volte, è il cittadino, e la sua famiglia”, che si deve “districare” in un percorso che è “una corsa ad ostacoli” per accedere a diritti come “esenzioni o per alcuni presidi, ricoveri in strutture alternative alle strutture per acuti.

Stiamo assistendo a una disomogeneità di erogazione di prestazioni e di servizi.Chi ha più strumenti riesce ad averli, chi ha meno strumenti a volte si trova a perdere”.  Particolarmente rilevante è il tema della solitudine. “L’Italia – osserva la presidente Fnopi – sta diventando un Paese più vecchio, più povero e più solo.

Noi ci troviamo spesso a fare i conti con persone che vivono in completa solitudine, persone che per questioni legate allo stigma, per patologie particolari, hanno situazioni familiari precarie e importanti che spesso non vengono intercettate dai servizi.Il senso della povertà sanitaria – conclude – è anche quello di riflettere su queste situazioni e fare in modo che i professionisti e il sistema non si occupino solo di quelli che arrivano in qualche modo ai servizi, ma di quelli che non arrivano”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, 4,5 mln senza cure. Cei e professioni insieme per salute equa e accessibile

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(Adnkronos) – In Italia 4,5 milioni di persone non possono curarsi e la spesa privata nel 2022 ha superato i 40 miliardi, i 136 miliardi di euro per il finanziamento del Fondo sanitario nazionale non bastano.E’ quanto emerso oggi a Roma alla presentazione del convegno ‘Le povertà sanitarie in Italia’, del prossimo 10 maggio a Verona, primo di una serie di incontri promossi dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e alla salute e dall’ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, la Conferenza episcopale italiana, con le 11 Federazioni e i Consigli nazionali delle professioni sanitarie e sociosanitarie, in avvicinamento al Giubileo della sanità del 2025, di cui è stato presentato il programma di iniziative congiunte.  “Il tema degli esclusi dall’accesso alle cure sta diventando un’emergenza sempre più seria – ha detto don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute (Cei), in apertura dei lavori – Se prima si poteva pensare che riguardasse alcune fasce ridotte di popolazione molto svantaggiate, oggi sappiamo che 4,5 milioni di persone non possono curarsi e che la spesa privata nel 2022 ha superato i 40 miliardi.

Ci stiamo allontanando dal dettato Costituzionale che prevede accesso universale alle cure e la gratuità per gli indigenti.Si stanno curando solo i benestanti”.

Fnomceo, Fnovi, Fofi, Fnopi, Fnopo, Fno Tsrm e Pstrp, Cnop, Fnob, Fncf, Fnofi, Cnoas, che rappresentano oltre 1,5 milioni di professionisti, hanno condiviso le parole di don Angelelli, che ha condotto la conferenza stampa durante la quale si è delineato il percorso che porterà al Giubileo della Sanità 2025.  Tre tappe distinte per analizzare le principali povertà sanitarie: 10 maggio a Verona, 15 novembre 2024 e 5 aprile 2025 a Roma.Si comincia dunque a Verona, venerdì prossimo con un focus sulla situazione italiana: chi e quanti sono coloro che, nel nostro Paese, non hanno accesso alle cure necessarie o non possono permettersi l’acquisto di farmaci.

Esperti del settore, economisti, ricercatori e rappresentanti istituzionali, uniti ai professionisti sanitari e sociosanitari, baluardo della tutela della salute pubblica, discuteranno le soluzioni e le strategie per migliorare l’assistenza sanitaria nazionale per una sanità del futuro più inclusiva.  L’appuntamento del 10 maggio, che si svolgerà all’Università di Verona, vedrà gli interventi del ministro della Salute Orazio Schillaci; del direttore dell’Ufficio europeo per gli Investimenti e lo sviluppo della salute dell’Oms Chris Brown; Silvio Brusaferro, professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università di Udine; Cristiano Camponi, direttore generale dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp); Americo Cicchetti, direttore generale della Programmazione sanitaria al ministero della Salute; Alberto Siracusano, coordinatore del Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale del ministero della Salute, Ketty Vaccaro, sociologa e responsabile dell’Area welfare e salute del Censis. Per seguire la conferenza del 10 maggio, in diretta streaming, è possibile collegarsi al canale YouTube della Cei, a partire dalle 15. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lollobrigida risponde a Fiorello: “Condurre Tg1? Lui è simpaticissimo ma non sono capace”

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(Adnkronos) – “Fiorello è simpaticissimo per cui è giusto che faccia battute.Ogni tanto mi chiede di condurre qualcosa, una volta Sanremo, un’altra volta il Tg1 io però non ho queste capacità e ho solo il dovere di occuparmi degli imprenditori italiani e del lavoro e questo cerco di svolgerlo al meglio, con uno stipendio immagino più basso di quello che percepirei se facessi quello che mi propone”.

Risponde così, con ironia, il ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, a margine di Cibus, a chi gli chiedeva di commentare la battuta di Fiorello che oggi, su ‘VivaRai2!’, cogliendo lo spunto dello sciopero dei giornalisti Rai e sulle polemiche che ne sono seguite, ha ironizzato sull’ingerenza del governo e ha chiamato in causa lo stesso Lollobrigida scherzosamente come conduttore del Tg1.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)