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Il giallo e il blu nel cuore: quando il calcio è una poesia di classe

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CASTELLAMMARE DI STABIA – In un mondo che corre veloce, tra schermi digitali e sogni globali, c’è una piccola pagina di quaderno a righe che ci riporta alla verità più dolce della vita: l’appartenenza. Un alunno di prima media dell’IC San Marco Bonito Cosenza, LDG, ha deciso di affidare alla sua penna non una semplice cronaca sportiva, ma una vera e propria dichiarazione d’amore per la Juve Stabia.

Un Amore che Profuma di Casa

Il testo esordisce con una maturità tenerissima: la Juve Stabia non è solo una squadra, è un “patrimonio della nostra città”. È commovente vedere come, a soli undici anni, un ragazzo riesca a percepire il legame indissolubile tra la maglia e le proprie radici. Non è solo sport; è l’identità di Castellammare che prende vita su un prato verde.

“I suoi colori sono il giallo ed il blu, gli stessi che mi hanno fatto innamorare dal primo giorno che ho varcato i cancelli dello stadio ‘Romeo Menti’.”

In questa frase c’è tutta la magia del “primo appuntamento”. Possiamo quasi immaginarlo, questo giovane tifoso, mentre tiene per mano il papà, con gli occhi sgranati davanti all’immensità dello stadio, sentendo per la prima volta quel brivido che solo la “casa della sua amata J.S.” sa regalare.

La Fedeltà oltre il Risultato

Ciò che rende questo scritto un piccolo capolavoro di tenerezza è la promessa finale. In un’epoca di successi facili, questo giovanissimo sostenitore ha già capito il segreto dell’amore vero: esserci sempre.

  • “Vince, perde ma non molla mai”: un insegnamento di vita imparato guardando un pallone rotolare.

  • “Sempre lì a sostenerla, nel bene e nel male”: parole che suonano come una promessa solenne, un patto d’onore stretto tra i banchi di scuola e gli spalti della gradinata.

Un Grido di Gioia

L’articolo si chiude con quel “Sempre, Sempre e Per Sempre” che rimbomba sulla carta come un coro della Curva San Marco. È la voce dell’innocenza che non conosce rassegnazione, è il cuore di un bambino che ha trovato nella propria squadra un’amica fedele, una bussola emotiva.

C’è qualcosa di profondamente romantico in quel titolo colorato con cura, dove il giallo e il blu si alternano quasi a voler dare ritmo ai pensieri. Questo non è solo un compito di scuola; è il diario di un sogno che, ogni domenica, si colora di realtà.

Forza Juve Stabia, LDG, piccolo grande tifoso. Con una passione così pura, la tua squadra non giocherà mai da sola.

Juve Stabia, Abate suona la carica: “Orgoglioso dei miei uomini. Catanzaro? Servirà la partita perfetta”

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Una vigilia carica di significati, dentro e fuori dal campo. Nella consueta conferenza stampa pre-partita, mister Ignazio Abbate ha presentato l’attesissima sfida tra la sua Juve Stabia e il Catanzaro. Un incontro che arriva in un momento cruciale per la stagione e per le sorti societarie del club, ma anche in un giorno di profonda commozione per l’intera comunità stabiese.

L’elogio al gruppo e la situazione societaria

Nonostante le nubi e il “rumore di sottofondo” legato alle ben note vicende societarie, Abate ha voluto subito mettere in chiaro l’incredibile dedizione dei suoi ragazzi, capaci di isolarsi e costruire sul campo una classifica importante.

“Devo fare l’ennesimo applauso ai miei giocatori”, ha dichiarato il mister. “Hanno lavorato in questi mesi con un peso costante, non è stato affatto facile, ma ci hanno messo sempre massima dedizione e concentrazione. Spero che il nostro impegno sia uno stimolo per chi è chiamato a tutelare il nome, la storia e i tifosi di questo club, assumendosi le proprie responsabilità”.

Il tecnico ha inoltre rivolto un ringraziamento speciale agli amministratori giudiziari per il lavoro eccezionale svolto e al suo direttore sportivo, definito un vero e proprio pilastro nel cercare di fare da scudo alla squadra nei momenti di maggiore criticità.

La sfida tattica contro il Catanzaro

Riguardo all’impegno casalingo contro il Catanzaro, guidato dall’amico Alberto Aquilani, Abate non nasconde le insidie. “Incontriamo una squadra forte, dinamica, con un mix giusto di giovani ed esperti e un allenatore con idee propositive. Se lasci loro mezzo metro negli ultimi trenta metri, ti castigano. Servirà una grande gestione della palla e capire i momenti esatti in cui difendere o attuare una pressione ultra-offensiva“.

Rispondendo a una domanda sulla disposizione tattica e sull’uso della difesa a cinque, il tecnico ha spiegato il suo approccio pragmatico, citando anche Carlo Ancelotti:

“Io nasco con la difesa a quattro, ho iniziato ad allenare così e ci ho provato anche qui il primo mese. Ma sarei stato uno stupido ad andare avanti dritto con le mie convinzioni senza adattarmi alle caratteristiche dei miei giocatori. Difendere non è una vergogna, come dice Ancelotti: non dobbiamo perdere la nostra identità e il saper lavorare di reparto. Domani ci sarà da soffrire e voglio vedere un grande coraggio e la ferocia di non voler prendere gol”.

Il punto sull’infermeria e l’obiettivo Playoff

Vietato, per ora, fare voli pindarici verso i playoff. L’attenzione è tutta concentrata sull’immediato presente. “Non pensiamo ai playoff, la classifica ha ancora seimila incroci. Pensiamo a una gara per volta”, ha ribadito Abate.

Sul fronte infortunati, il tecnico ha fornito aggiornamenti precisi sulla rosa a disposizione per il match delle 19:30:

  • Bellich: Indisponibile. Ha riportato un affaticamento muscolare e non verrà rischiato per averlo al 100% nella prossima trasferta di Pescara.

  • Burnete: Out a scopo precauzionale per un fastidio fastidioso legato al tiraggio di una vecchia cicatrice da infortunio.

  • Zeroli: In dubbio. Si è allenato con andamento altalenante; la decisione verrà presa durante la rifinitura mattutina.

  • Leone: Pienamente recuperato.

  • Varnier: A disposizione, sta progressivamente ritrovando l’equilibrio ideale dopo il problema al ginocchio.

Il ricordo della tragedia del 17 aprile 2025

La conferenza si è chiusa con un momento di sentito e doveroso raccoglimento. In una giornata segnata dal dolore, Abate e l’intera società hanno voluto ricordare la tragedia che esattamente un anno fa, il 17 aprile 2025, colpì Castellammare di Stabia spezzando quattro vite.

“Siamo tutti vicini alle famiglie delle vittime”, ha concluso Abate. “Era giusto ricordarlo in questo momento. Tutto il gruppo squadra, la dirigenza e l’intero mondo Juve Stabia si stringono a loro con tutto il cuore”. Un abbraccio corale che, idealmente, si estenderà agli spalti del “Romeo Menti”.

Juve Stabia, cambio societario: Inizio in salita per Agnello che annuncia l’acquisto, ma la piazza insorge

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L’illusione della serenità è durata lo spazio di una notte. All’indomani dell’annuncio ufficiale del club, che aveva rassicurato la piazza sulla felice risoluzione della vicenda stipendi per la stringente scadenza federale del 16 aprile, su Castellammare di Stabia si è abbattuta una vera e propria doccia gelata.

Con un comunicato inviato alla redazione de Il Mattino di Napoli, la Stabia Capital ha annunciato la conclusione del closing con il fondo Solmate per l’acquisizione del 100% della S.S. Juve Stabia. Un passaggio di consegne che, invece di portare entusiasmo, ha innescato una dura reazione da parte dell’ambiente.

Il muro dei tifosi e lo sgarbo agli Amministratori

Nelle ultime ore, il clima in città e sui social network è diventato rovente. La tifoseria organizzata e il “popolo del web” gialloblù si sono schierati in modo compatto e rumoroso per manifestare la propria totale contrarietà al passaggio di mano all’imprenditore oplontino Francesco Agnello.

A peggiorare un quadro già teso, c’è il retroscena legato alle modalità della cessione. Soltanto ieri, infatti, gli amministratori giudiziari (il Dott. Mario Ferrara e il Dott. Salvatore Scarpa) avevano avuto rassicurazioni dirette dai referenti italiani di Solmate: era stato garantito loro che non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva sulla cessione del club senza una preventiva consultazione. Una promessa clamorosamente disattesa dai fatti di oggi.

Il comunicato della nuova proprietà

Nel tentativo di presentarsi alla piazza, la Stabia Capital ha diffuso una nota ufficiale in cui inquadra l’operazione come un salvataggio in extremis per garantire stabilità e una “nuova visione industriale” a un club piegato dalle incertezze.

Agnello, originario di Torre Annunziata ma residente a Roma, ha fatto leva sul senso di appartenenza territoriale e sulla forza della sua tradizione imprenditoriale nel settore del beverage, rivendicando anche l’appoggio di fondi d’investimento internazionali e istituti bancari.

“Vengo da una terra dove impresa e identità sono profondamente legate,” si legge nelle dichiarazioni di Francesco Agnello riportate nel comunicato. “Essendo originario di questo territorio, non potevo restare indifferente di fronte al rischio di far sparire un club della mia terra. La Juve Stabia rappresenta passione, storia e comunità: il nostro intervento nasce dal senso di responsabilità e dalla volontà di costruire un futuro solido”.

Il comunicato si chiude con ringraziamenti istituzionali proprio agli Amministratori Giudiziari per il loro impegno, e al CEO di Solmate, Marco Santori, per il contributo strategico. Ringraziamenti che, alla luce dei mancati preavvisi, rischiano di suonare come una beffa per molti addetti ai lavori.

Un’era che inizia in salita

Se la holding parla di “sopravvivenza del titolo sportivo” e di progetti a lungo termine, la realtà dei fatti racconta un’altra storia. L’era Agnello inizia in netta salita. La sfida più ardua per la nuova proprietà non si giocherà solo nei libri contabili, ma nelle strade di Castellammare e sugli spalti del “Romeo Menti”. Agnello dovrà tentare di convincere un ambiente che lo ha rigettato ancora prima dell’ufficialità.

Inoltre, il tempismo del comunicato appare quanto meno rivedibile: sganciare una “bomba” societaria di questa portata, con questi toni, a poche ore dal fischio d’inizio di Juve Stabia – Catanzaro – una gara fondamentale per tenere vive le speranze play-off – rischia di destabilizzare la squadra nel momento meno opportuno. Il campo darà il suo verdetto, ma la frattura tra la nuova scrivania e il popolo residente alle falde del Faito è già evidente.

Juve Stabia, Parola Allo Sciame GialloBlu: Tra ansie societarie e orgoglio cittadino

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L’introduzione dell’ultima puntata della nostra trasmissione “Juve Staba Live Talk Show” non poteva che essere dedicata all’aspetto societario. La doccia fredda è arrivata durante la conferenza stampa di martedì 14 aprile, indetta dagli amministratori giudiziari: Solmate non ha più intenzione di investire nel calcio, né tantomeno nella Juve Stabia, lasciando di fatto in ostaggio le quote societarie.

Sono giorni di inevitabile apprensione. L’ansia per quello che sarà il nuovo assetto del club serpeggia tra i tifosi, ma lo sconforto sta già lasciando il posto all’istinto di sopravvivenza che da sempre ci contraddistingue. Un sentimento perfettamente riassunto dalle parole di un nostro tifoso:

“Buonasera a tutti, ora è davvero davvero davvero tanta la paura, ma siamo abituati a lottare, e adesso è il momento di farlo. Squadra e città tutti uniti per rialzarsi più forti ancora. Forza Juve Stabia sempre.”

Il bello del calcio: la solidarietà oltre i colori

La trasparenza della comunicazione degli amministratori ha fatto sì che la notizia travalicasse i confini cittadini, diffondendosi rapidamente a suon di condivisioni social. In questo clima di incertezza, è emerso però un aspetto meraviglioso del nostro sport: una pioggia di messaggi di supporto, non solo dalle tifoserie “amiche”, ma anche da quelle storicamente “rivali”. Una vicinanza sincera che scalda il cuore, come sottolineato da questo intervento:

“Colgo l’occasione per ringraziare le tifoserie cosiddette ‘rivali’ che hanno mostrato solidarietà in questa situazione particolare che stiamo attraversando, unendosi alle tifoserie ‘amiche’. Questo è il bello del calcio… dobbiamo essere rivali per 90 minuti ma sempre nel rispetto delle persone e delle regole… gli stupidi poi, purtroppo, sono fisiologici.”

Testa al campo: contro il Catanzaro serve una bolgia

Ma il pallone rotola, e il campionato non aspetta. Passando al calcio giocato, abbiamo analizzato la prossima, cruciale sfida interna contro il Catanzaro. È un vero e proprio scontro chiave in ottica playoff, un match che può lanciare le Vespe verso l’ambitissimo sesto posto in classifica.

Oggi, in virtù delle vicissitudini societarie, la squadra ha bisogno del calore della sua gente come non mai. Serve il pubblico delle grandi occasioni. La società ha risposto con prezzi popolari, e la piazza sta facendo il resto con iniziative spontanee e lodevoli per riempire i gradoni.

Tra queste, spicca il bellissimo gesto della Caffetteria Spagnuolo (in via Regina Margherita), che attraverso i nostri canali ha lanciato un’iniziativa dal cuore d’oro:

“Buonasera a tutti, nel nostro piccolo vogliamo contribuire per chi ha voglia di venire allo stadio o per invogliare chi non è mai venuto: vogliamo regalare 10 biglietti di curva. Specifichiamo la Curva perché va riempito prima il settore più importante, il cuore della tifoseria. Per chi è interessato vi aspettiamo al bar! Forza SEMPRE E SOLO JUVE STABIA ❤️”

Un patrimonio da difendere

La Juve Stabia non è solo una squadra di calcio; è un patrimonio culturale della nostra città, una delle poche realtà aggregative e identitarie ancora vive e pulsanti. Castellammare di Stabia e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Giallo e del Blu hanno un dovere morale per questo sabato: far sentire la propria voce.

È la nostra grande occasione per lanciare un messaggio forte, chiaro e inequivocabile a chiunque pensi di poter giocare con il nostro futuro: LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI.

Difendiamola tutti insieme. TUTTI AL MENTI!

Verso l’IGP per la Castagna del Monte Faito: un segnale di rinascita per Castellammare e il territorio

La valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio compie un balzo in avanti decisivo. La Città di Castellammare di Stabia esprime grande soddisfazione per un traguardo strategico a lungo atteso: la Regione Campania ha infatti rilasciato parere favorevole alla richiesta di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) per la “Castagna del Monte Faito”.

Un passo fondamentale che punta a tutelare e promuovere uno dei prodotti più identitari e rappresentativi della montagna che abbraccia il Golfo.

Un successo territoriale condiviso

Questo importante risultato premia l’incessante e meticoloso lavoro svolto dal Comitato promotore e rappresenta il coronamento di un impegno sinergico tra le diverse amministrazioni locali. L’iter di registrazione del prestigioso marchio europeo ha visto fare fronte comune le realtà istituzionali dell’area dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina.

I comuni attivamente coinvolti in questo progetto di tutela sono: Pimonte, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Gragnano, Lettere e Casola di Napoli

Si tratta di una vera e propria rete territoriale che ha saputo superare i confini comunali per tutelare l’economia montana, i produttori locali e l’autenticità di un prodotto d’eccellenza.

Tra memoria e speranza: le parole del Sindaco

La notizia del via libera regionale assume una valenza che va ben oltre il mero aspetto economico ed enogastronomico, intrecciandosi profondamente con la storia e le emozioni della comunità stabiese.

A sottolinearne l’impatto emotivo è il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che lega questo traguardo a una ricorrenza particolarmente dolorosa per la città, elevando il riconoscimento agricolo a vero e proprio simbolo di resilienza territoriale:

“Questa importante notizia giunge in un momento particolarmente simbolico per la nostra comunità: l’anniversario della tragedia della funivia del Faito, una ferita ancora viva nella memoria collettiva cittadina. In una giornata carica di significato e di ricordo l’ulteriore passo avanti verso il riconoscimento IGP della castagna rappresenta un segnale di speranza e di rinascita che ci aiuta a guardare al futuro con fiducia”.

Le prospettive per il Monte Faito

Il definitivo riconoscimento IGP per la Castagna del Monte Faito – per il quale si attende ora solo l’ultimo miglio procedurale – rappresenterà un volano fondamentale per l’economia agricola locale. Garantirà la tutela dalle contraffazioni, assicurerà la tracciabilità ai consumatori e fornirà un nuovo, potente strumento di marketing territoriale per rilanciare il turismo verde sul “Gigante buono” dei Monti Lattari.

Un segnale chiaro che dimostra come, coltivando le proprie radici e onorando la propria memoria storica, il territorio possa costruire solide basi per il futuro.

Juve Stabia, la luce oltre la crisi: il ruolo chiave e il lavoro prezioso del D.G. Ferdinando Elefante

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La tempesta perfetta sembra finalmente alle spalle. La Juve Stabia sta, passo dopo passo, emergendo da una situazione societaria tanto delicata quanto complessa. Un periodo buio scatenato dal disimpegno della Solmate, società detentrice del 100% delle quote, che tramite intermediari aveva raggelato l’ambiente: nessun ulteriore interesse per il calcio e per le Vespe, zero investimenti futuri e la dichiarata impossibilità di onorare gli impegni finanziari assunti lo scorso autunno.

Una ritirata che ha costretto gli amministratori giudiziari a convocare una conferenza stampa d’urgenza. L’obiettivo? Operazione verità. Esporre la reale gravità della situazione per trovare una via d’uscita in vista della fatidica scadenza del 16 aprile, un vero e proprio spauracchio che avrebbe potuto generare pesanti punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato.

In quell’occasione, le parole degli amministratori sono state inequivocabili: la Solmate è stata etichettata come il classico fondo d’investimento sbarcato per “speculare” sulla passione viscerale di una piazza, pronto ad abbandonare la nave alle prime vere difficoltà. Ma proprio in quella sede è emersa la vera ancora di salvezza del club.

I Tre Moschettieri Gialloblù: Elefante, Polcino e Lovisa

La fortuna attuale della Juve Stabia, come sottolineato dagli stessi amministratori giudiziari, risiede in una dirigenza capace, professionale e mossa da un’autentica passione. Un team che lavora quasi 24 ore su 24 per la causa, dove ognuno eccelle nella propria area di competenza.

È facile accostare questi dirigenti ai celebri eroi di Dumas. Se Porthos, Athos e Aramis proteggevano la corona di Francia, nella versione calcistica e campana i difensori della fede gialloblù rispondono ai nomi di Elefante, Polcino e Lovisa.

Se di Polcino e Lovisa si è già ampiamente discusso, riconoscendone i meriti nella gestione sportiva e amministrativa, c’è una figura il cui peso specifico all’interno della società forse non è ancora percepito nella sua totalità: il Direttore Generale Ferdinando Elefante.

Il profilo: Chi è Ferdinando Elefante

Sbarcato alla corte della Juve Stabia nell’estate del 2023, Elefante ha portato con sé una visione manageriale che ha dato una spinta decisiva alla crescita del brand. Non a caso, quella è stata l’annata del trionfo sportivo, culminata con la clamorosa promozione in Serie B e la vittoria del campionato di Lega Pro.

Ferdinando Elefante non è un dirigente prestato al calcio per caso. Vanta un curriculum di altissimo profilo: E’ Consigliere Delegato Gabetti Agency Spa; vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore immobiliare e finanziario a livello nazionale; è ideatore del progetto Gabetti Sport, un modello diventato il punto di riferimento in Italia per le società sportive che intendono sviluppare e ammodernare la propria impiantistica; ha un solido background calcistico con 13 anni di esperienza in società militanti nella LND (con un legame storico con la “sua” Angri).

Dopo una parentesi nella stagione 2024-2025, in cui non si trovò l’accordo per proseguire la collaborazione con l’allora presidente Andrea Langella, il richiamo dei colori è stato troppo forte. Tornato questa estate a ricoprire di nuovo il ruolo di D.G., ha dimostrato che, come per Polcino, anche per lui Castellammare di Stabia è ormai diventata una seconda casa e una seconda famiglia.

L’uomo dei fatti dietro le quinte

Elefante è, per natura e professionalità, un uomo a cui non piace apparire. Rifugge i riflettori, preferendo di gran lunga i fatti alle parole. E anche in questa stagione travagliata, il suo lavoro alla Juve Stabia è stato tanto silenzioso quanto vitale.

È stato lui il tessitore della rete che ha permesso di convogliare imprenditori locali, nazionali e internazionali al capezzale delle Vespe. La sua agenda e la sua credibilità sono state l’ossigeno in più momenti critici:

  1. Il salvataggio di Febbraio: Si è attivato in prima persona per evitare una prima, sanguinosa penalizzazione, contattando sponsor e amici che hanno supportato finanziariamente il club.
  2. La gestione dell’emergenza attuale: In queste ore cruciali, mentre tutti parlano giustamente dei debiti da sanare, Elefante ha lavorato strenuamente per contattare alcuni amici imprenditori e per riscuotere anche i crediti vantati dalla Juve Stabia, fornendo liquidità vitale alle casse societarie.

Alcuni sponsor hanno risposto “presente” e ogni tifoso deve loro un sincero ringraziamento. Ma in questa complessa macchina organizzativa e di salvataggio, non bisogna dimenticare Ferdinando Elefante. Un professionista impeccabile, un uomo d’azienda, ma soprattutto una persona che ha preso a cuore le sorti delle Vespe.

“Grazie Ferdinando, per tutto quello che stai facendo per la nostra amata Juve Stabia”. Un ringraziamento doveroso, con un pizzico di confidenza, a chi sta dimostrando che il calcio non è fatto solo di speculazioni e fondi d’investimento, ma anche di competenza, dedizione e sudore versato dietro a una scrivania.

Juve Stabia: Il Sogno Playoff Continua. Dopo aver punto Ashley Cole, nel Mirino c’è il Catanzaro di Aquilani

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Negli occhi e nei cuori dei tifosi della Juve Stabia brillano ancora i tre punti d’oro conquistati contro il Cesena, portando con sé la vibrante sensazione di poter continuare a sognare in grande. Con il discorso salvezza matematicamente archiviato, le Vespe hanno riprogrammato il navigatore: la nuova meta stagionale si chiama, senza troppi giri di parole, corsa verso i playoff.

Il Fascino della Serie B e il “Boccone Amaro” di Ashley Cole

A Castellammare di Stabia, sabato scorso, è sbarcato un pezzo di storia del calcio d’oltremanica: Ashley Cole, figura di spicco legata al Cesena. La presenza al “Romeo Menti” dell’ex stella di Arsenal e Chelsea basta da sola a far comprendere la caratura e l’importanza dell’attuale campionato cadetto, un torneo che ci sta sempre più abituando a incrociare grossi calibri del calcio internazionale.

Ma il blasone non garantisce la vittoria, e Cole è diventato solo l’ultimo grande nome costretto a masticare amaro di fronte all’organizzazione delle Vespe. Con i tre punti messi in cassaforte, la pratica Cesena scivola dritta nella cesta dei ricordi. Ora lo sguardo è rivolto al prossimo ostacolo.

Verso il Catanzaro: Sfida al “Calcio Champagne”

Domani il fortino del Romeo Menti si prepara ad accogliere un’altra corazzata del torneo: il Catanzaro. Non sarà un pomeriggio facile per i gialloblù. I calabresi propongono un gioco molto offensivo e spettacolare, il famoso calcio champagne, figlio delle idee tattiche del loro giovane allenatore, Alberto Aquilani.

L’ex centrocampista – che in carriera da calciatore ha già onorato egregiamente altri colori giallorossi – guida una squadra temibile e ben collaudata. Per rendere la vita dura a bomber Iemmello (in dubbio per un infortunio alla caviglia) e compagni, la Juve Stabia avrà bisogno di trasformare il proprio stadio in un fortino inespugnabile, sfruttando ogni goccia di energia del proprio pubblico.

Abate e la Tradizione delle Vespe “Ammazza-Grandi”

La Juve Stabia, dal canto suo, sogna di mettere lo sgambetto pure ad Aquilani, alimentando le proprie ambizioni di classifica. E se c’è un tecnico che sa come si incartano le grandi firme della panchina, quello è Ignazio Abate. L’attuale condottiero delle Vespe ha già dimostrato di saperci fare, riuscendo a superare in astuzia tattica avversari illustri come Roberto Donadoni e Filippo Inzaghi.

Questa attitudine a far piangere i grandi nomi, del resto, sembra essere inscritta nel DNA stesso della Juve Stabia. Nel corso della sua storia nei tornei cadetti, la squadra campana ha già mandato “dietro la lavagna” allenatori di grandissimo spessore, tra cui: Zdeněk Zeman, Giampiero Ventura e Andrea Sottil (solo per citare una delle firme più recenti)

Ashley Cole è solo l’ultimo nome di chi ha dovuto arrendersi al Menti. Dalle parti di Castellammare, la speranza è che questa splendida storia possa continuare a scriversi, partita dopo partita.

La salvezza è in tasca, la mente è sgombra e l’entusiasmo è alle stelle: il Catanzaro è avvisato, le Vespe hanno ancora molta voglia di pungere.

Juve Stabia, svelati gli eroi del salvataggio: ecco gli imprenditori che hanno blindato il futuro delle Vespe

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Un traguardo vitale raggiunto non solo tra le mura della sede sociale, ma grazie al cuore e al portafogli del tessuto imprenditoriale vicino alle Vespe. È notizia di poche ore fa che la S.S. Juve Stabia 1907 ha regolarmente saldato tutte le pendenze relative agli stipendi dei calciatori per le mensilità di gennaio e febbraio.

Si tratta di un passaggio cruciale: rispettare queste scadenze federali ha permesso al club di allontanare lo spettro di pesanti punti di penalizzazione che avrebbero gravato come un macigno sulla classifica della prossima stagione. Ma come si leggeva nella nota diffusa dalla società, questo risultato non sarebbe mai arrivato senza il supporto vitale dei partner commerciali, da tempo visceralmente “legati” ai colori gialloblù.

Da Automec alle nuove conferme: la rete di salvataggio

Se nei giorni scorsi era emerso il ruolo fondamentale di realtà storiche e 100% stabiesi doc come Automec, tra i primi a fornire aiuto al club, oggi emergono i nomi degli altri “eroici” imprenditori che sono scesi in campo. Figure chiave che hanno deciso di dare una mano concreta affinché il calcio professionistico possa continuare a essere protagonista nella Città delle Acque.

La società ha infatti comunicato ufficialmente ulteriori e preziose partnership che vanno a rafforzare la stabilità del progetto:

  • Il rinnovo di Ds Glass e Givitrum: La S.S. Juve Stabia 1907 ha prolungato l’accordo con le aziende Ds Glass e Givitrum, blindando la partnership anche per la stagione sportiva 2026-2027. Un segnale di continuità fortissimo, per il quale il club ha ringraziato sentitamente l’imprenditore Nicola Gimmelli, attuale presidente della Juve Stabia Academy, e la sua famiglia, da sempre in prima linea per sostenere sia la Prima Squadra che il prezioso serbatoio del settore giovanile.

  • La risposta del Gruppo Guerri: In questa delicata fase di transizione, un ruolo determinante lo ha giocato anche il Gruppo Guerri. Il fondatore, Alfredo Guerri, ha risposto in maniera tempestiva e fattiva al richiamo degli Amministratori Giudiziari, il dott. Scarpa e il dott. Ferrara. Il Gruppo ha garantito un supporto economico concreto e immediato per la stagione in corso, dimostrando un incondizionato attaccamento alla causa gialloblù.

Un coro di solidarietà per la prossima stagione

Queste famiglie, attraverso le loro attività imprenditoriali, hanno lanciato un vero e proprio coro di solidarietà, dimostrando con i fatti una vicinanza rara alla società in un momento di grande incertezza.

Il pagamento degli stipendi per il primo bimestre è un punto di partenza, non di arrivo. L’augurio e la speranza di tutta la piazza stabiese è che questa lista di “angeli custodi” possa crescere sempre di più nelle prossime settimane. Solo aggregando nuove forze e nuove eccellenze del territorio si potrà trasformare questa iniezione di fiducia in una speranza solida, concreta e ambiziosa per la prossima stagione.

Teatro Karol Castellammare di Stabia: Grande emozione per “Cortile di Donna” interpretato da Antonella Morea

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Organizzato dalla Città di Castellammare di Stabia in collaborazione con Tavole da Palcoscenico Academy, Teatro Karol di Castellammare di Stabia e Casa del Contemporaneo, ieri sera, 15 aprile, è andato in scena il monologo Cortile di donna interpretato da Antonella Morea.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Renato Giordano, ha trasformato il palco del Teatro Karol in un camerino d’epoca, dove Antonella Morea ha dato voce ai mille volti delle donne di Viviani — tra forza, caparbietà e fragilità, un omaggio toccante a Luisella Viviani nella sua città natale, capace di far rivivere l’anima dell’attrice e cantante.

Spesso rimasta nell’ombra del fratello, Luisella è stata finalmente riconosciuta come protagonista assoluta, “voce del popolo” e interprete sublime delle difficoltà e della forza delle donne dei vicoli.

L’interpretazione di Antonella Morea ha rappresentato il culmine ideale delle celebrazioni nel 75° anniversario della morte del famoso attore e drammaturgo stabiese Raffaele Viviani, chiudendo un ciclo di omaggi che ha coinvolto l’intera comunità.

Grande successo anche per lo spettacolo “Noi e Don Rafele”, un progetto laboratoriale a cura di Camilla Scala e Anna Spagnuolo, due figure artistiche di grande rilievo nel panorama culturale di Castellammare di Stabia.

Il progetto, che ha coinvolto gli studenti degli istituti superiori della città, è andato in scena lo scorso lunedì 13 aprile al Teatro Karol, e ha riscosso notevoli consensi. Grande apprezzamento anche per la mostra fotografica “Viviani in un click” allestita nello Spazio Arte foyer, sempre al Teatro Karol dall’8 al 30 aprile.

Cortile di donna non è un semplice monologo, ma una performance in cui Antonella Morea “dà voce e corpo” a Luisella, alternando recitazione, canto e narrazione biografica, passando con naturalezza dal dramma alla comicità popolare, emozionando il pubblico stabiese.

Scegliere il palcoscenico di Castellammare di Stabia, città natale dei Viviani, ha dato a Cortile di donna un valore simbolico unico. Il pubblico ha accolto con emozione quest’opera che non solo celebra l’arte di Luisella, ma riafferma l’identità culturale stabiese legata alla famiglia Viviani.

La presenza del sindaco di Castellammare di Stabia, dott. Luigi Vicinanza ha sottolineato l’importanza istituzionale della serata, trasformando lo spettacolo in un vero e proprio atto d’amore verso la città.

Il primo cittadino ha ribadito come le celebrazioni per il 75° anniversario della morte di Raffaele Viviani non siano solo un omaggio formale, ma un modo per mantenere viva l’identità stabiese.

Nel suo intervento prima della rappresentazione, il sindaco ha evidenziato quanto il “progetto Viviani” sia riuscito a coinvolgere non solo gli appassionati di teatro, ma l’intera comunità, rendendo la cultura un motore d’orgoglio e di rinascita per Castellammare:

Dietro ogni lavoro culturale c’è tanta fatica, tanta dedizione. Se la cultura ha una ricaduta, perché serve a modificare la realtà sociale, allora ha senso, altrimenti, se è una cosa elitaria, non serve assolutamente a nulla – ha affermato Luigi Vicinanza.

“Quello che noi facciamo come Comune è proprio questo: intervenire nei quartieri del centro antico e in altre zone difficili della città per provare a risvegliare l’orgoglio stabiese e dare una prospettiva ai nostri ragazzi, bravissimi, ma molto spesso costretti ad andare via per trovare lavoro.”

“Se noi riuscissimo a trattenere soltanto uno di quei ragazzi che ha nel suo avvenire l’emigrazione, già quello sarebbe un risultato. Di questo sono convinto, e non è affatto scontato, perché perdiamo decine e decine di talenti ogni anno. Tutte queste iniziative che stiamo portando avanti, e anche quella di stasera, servono per tenere insieme i ragazzi e questo mi rende particolarmente felice”.

Antonella Morea ha una capacità rara di toccare le corde più profonde del pubblico e la sua interpretazione non è solo una prova attoriale, ma un mosaico di emozioni, dove la recitazione si fonde con il canto in un equilibrio perfetto.

Ciò che rende la sua performance così eccezionale è il modo in cui riesce a incarnare l’anima di Luisella Viviani: non la imita, ma la fa rivivere attraverso una voce che sembra arrivare direttamente dai vicoli del secolo scorso, carica di quella dignità e sofferenza tipica del teatro vivianeo.

Tra le canzoni interpretate: il celebre brano di Viviani Bammenella ‘e ncopp’ ‘e quartiere, che fu il cavallo di battaglia di Luisella Viviani, il dramma di una donna che amava nell’unico modo che conosceva.

In Prezzetella ‘a capera la Morea dà prova delle sue grandi doti di caratterista e con ‘A rumba de’ scugnizzi, il brano più celebre e travolgente, chiude un percorso emotivo, che spazia dalla delicatezza di ‘O surdato ‘nnammurato alla drammaticità di Assunta Spina, con la “scatenata” vitalità della rumba.

L’attrice sul palco è accompagnata con grande maestria dalla musicista Cristina Vetrone (organetto e fisarmonica), che contribuisce a rendere ancora più emozionante la messa in scena, grazie a sonorità che evocano con forza l’anima dei vicoli napoletani.

Dopo questo trionfo al Teatro Karol, Antonella Morea si conferma una delle interpreti più significative di quel teatro di musica e poesia che, partendo dai vicoli di Raffaele Viviani, continua a parlare al cuore del popolo con una lingua universale, di quel teatro che fonde il realismo con la melodia appassionata, un’eredità che ha saputo onorare magistralmente sul palco.

Cortile di donna è stata la chiusura perfetta per le celebrazioni del 75° anniversario di Raffaele Viviani al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, lasciando un segno che va oltre la semplice serata a teatro.

Il successo di questo appuntamento conferma la lungimiranza delle celebrazioni per il 75° anniversario di Raffaele Viviani e, attraverso il talento della Morea, Castellammare di Stabia riafferma la propria centralità culturale, trasformando la memoria storica in un ponte verso il futuro delle nuove generazioni.

Juve Stabia, missione compiuta: rispettata la scadenza federale, pagati gli stipendi di gennaio e febbraio

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Un respiro di sollievo e un’importante iniezione di serenità per l’ambiente gialloblù. La S.S. Juve Stabia 1907 ha annunciato ufficialmente di aver ottemperato alle scadenze federali fissate per la giornata di oggi, 16 aprile 2026. La società ha infatti regolarmente perfezionato il pagamento degli emolumenti dei calciatori relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2026.

In una fase societaria complessa e definita dalla stessa dirigenza come una “delicata transizione”, il rispetto di questa scadenza rappresenta un traguardo fondamentale, non solo per allontanare lo spauracchio di eventuali penalizzazioni in classifica, ma anche per garantire la giusta tranquillità allo spogliatoio in vista dei prossimi impegni sportivi.

Il ruolo degli amministratori giudiziari

La fumata bianca è arrivata al termine di un lavoro meticoloso. A guidare le operazioni, riuscendo a far quadrare i conti e a sbloccare i pagamenti, sono stati gli amministratori giudiziari del club, il dott. Salvatore Scarpa e il dott. Mario Ferrara. La loro rigorosa azione di coordinamento e gestione finanziaria si è rivelata decisiva per mettere in sicurezza i conti del club in questa specifica tranche di pagamenti.

Una “vittoria” di squadra: il ruolo di sponsor e dei dirigenti attuali

Il salvataggio delle scadenze, tuttavia, non è stato solo un lavoro di ingegneria amministrativa, ma una vera e propria vittoria corale. Come sottolineato nel comunicato diramato dal club, il risultato è frutto di una preziosa sinergia che ha coinvolto tutte le anime del mondo Juve Stabia:

I partner commerciali hanno confermato la loro fiducia nel progetto, garantendo liquidità e supporto logistico-finanziario in un momento di forte bisogno. I Dirigenti hanno supportato gli amministratori giudiziari per sensibilizzare gli imprenditori alcuni già vicini alla Juve Stabia. La tifoseria delle Vespe si è confermata ancora una volta il cuore pulsante e una risorsa inestimabile, non facendo mai mancare il proprio appoggio incondizionato ai colori gialloblù e al lavoro posto in essere.

L’impegno per il futuro

La nota ufficiale del club si conclude con un doveroso ringraziamento a tutte le componenti che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo vitale. L’amministrazione ha colto l’occasione per ribadire e confermare il proprio impegno costante verso un obiettivo che sta a cuore a tutta Castellammare: la tutela e la salvaguardia del patrimonio sportivo e storico della S.S. Juve Stabia 1907.

Un passo importante fuori dal campo, che ora permette alla squadra di concentrarsi esclusivamente sulle battaglie che l’attendono sul rettangolo verde.

Top 5 Negozi di Arredamento di Lusso per Interni Eleganti nel 2026

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L’arredamento di lusso non riguarda solo il prezzo. Il vero valore si trova nei materiali, nella costruzione e nella capacità del design di mantenere rilevanza nel tempo. Molti prodotti costosi non sono necessariamente di qualità superiore, mentre alcuni brand selezionati riescono a combinare estetica, funzionalità e durata.

Scegliere il negozio giusto è fondamentale. I migliori rivenditori non offrono semplicemente prodotti premium, ma costruiscono una selezione coerente e supportano il cliente con competenze reali.

I 5 Migliori Negozi di Arredamento di Lusso

VC Gallery Milan

https://vcgallery.it/ rappresenta uno dei riferimenti più affidabili per l’arredamento di lusso grazie a un approccio diretto e trasparente. A differenza dei marketplace generici, la selezione è costruita attorno a produttori italiani con esperienza concreta.

Marchi come Malerba, SWAN, Sevensedie e Vimercati coprono diverse categorie, mantenendo un livello costante di qualità. I materiali sono sempre dichiarati in modo preciso: legni masselli, metalli reali, pelle naturale. Questo elimina ambiguità e permette di valutare correttamente il prodotto.

Lo showroom a Milano consente di verificare dal vivo proporzioni e finiture. Questo è particolarmente importante per l’arredamento di lusso, dove anche piccoli dettagli fanno la differenza.

Il modello diretto produttore-cliente riduce tempi e complessità. Gli ordini vengono gestiti senza intermediari, con tempi medi intorno ai 15 giorni per configurazioni standard.

VC Gallery è ideale per chi cerca arredamento di lusso con un approccio concreto, senza compromessi tra estetica e qualità.

Poltrona Frau

Poltrona Frau rappresenta uno dei punti più alti nella lavorazione della pelle applicata all’arredamento. Ogni prodotto è costruito attorno a materiali selezionati e lavorazioni artigianali.

Il risultato è un arredamento che migliora con il tempo, sviluppando carattere. I tempi di produzione sono più lunghi, ma riflettono la qualità del processo.

B&B Italia

B&B Italia combina design contemporaneo e produzione industriale controllata. I prodotti sono progettati per essere flessibili e adattabili, mantenendo un’estetica riconoscibile.

I sistemi modulari permettono configurazioni personalizzate, rendendo il brand adatto sia per progetti residenziali che contract.

Cassina

Cassina si concentra su design iconico e collezionistico. I prodotti mantengono fedeltà ai progetti originali e rappresentano un investimento culturale oltre che funzionale.

È una scelta ideale per chi cerca elementi distintivi e senza tempo.

Flexform

Flexform propone un lusso più rilassato, con forte attenzione al comfort. I prodotti sono pensati per l’uso quotidiano, mantenendo materiali e costruzione di alto livello.

È una soluzione perfetta per ambienti eleganti ma vissuti.

Come riconoscere il vero arredamento di lusso

Il lusso autentico non è definito dal prezzo, ma da elementi concreti:

  • materiali naturali di alta qualità
  • lavorazione artigianale
  • durata nel tempo
  • coerenza progettuale
  • comfort reale

Molti prodotti “premium” non soddisfano questi criteri. I negozi migliori filtrano le collezioni per garantire standard elevati.

Il ruolo dello showroom

Nel segmento lusso, la verifica fisica è essenziale. Le immagini non sono sufficienti per valutare materiali e proporzioni.

Visitare uno showroom permette di evitare errori e di comprendere realmente il valore del prodotto.

Il valore della selezione

Un catalogo ampio non è necessariamente un vantaggio. I negozi migliori offrono selezioni curate, che facilitano la scelta e garantiscono coerenza tra prodotti.

Questo è particolarmente importante per progetti completi.

Arredamento di lusso come investimento

Scegliere prodotti di qualità significa investire in durata e valore nel tempo. Un arredamento ben progettato mantiene la sua rilevanza e riduce la necessità di sostituzioni frequenti.

Juve Stabia, Post Fata Resurgo: Sabato tutti al Menti per difendere la nostra storia e il nostro orgoglio

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Per le strade della città delle acque, nei bar, fuori allo stadio, non si parla d’altro. Tutti i tifosi della Juve Stabia e gli appassionati di calcio cittadini vivono ore di trepidazione per la delicata situazione finanziaria in cui versa la società di via Cosenza. Una situazione complessa, in bilico, ma fortunatamente non ancora drammatica, portata alla luce dal lavoro meticoloso degli amministratori giudiziari. Più che semplici burocrati, queste figure si sono trasformate in veri e propri “angeli custodi” del patrimonio calcistico stabiese, spingendosi ben oltre i propri rigidi compiti istituzionali per tutelare un bene che appartiene a tutta la comunità.

Il ritorno di Polcino a Castellammare ha fatto capire che la situazione è complicata, evidenziando quanto la situazione richieda una gestione ferma. Oggi, più che mai, c’è bisogno di uomini di calcio, di dirigenti con gli attributi che sappiano navigare in acque tempestose.

Il miracolo del campo contro le tempeste della scrivania

Mentre fuori dal rettangolo verde si combatte una battaglia per la sopravvivenza aziendale, sul prato del “Romeo Menti” si sta consumando un autentico miracolo sportivo. Mister Abate, il DS Lovisa e un gruppo di calciatori straordinari hanno già blindato la permanenza in cadetteria, mantenendo vivo e concreto il sogno dei play-off.

In momenti del genere emerge in modo lampante la necessità di figure carismatiche, come Direttore Generale Elefante, capaci di aggregare le forze sane del territorio attorno al progetto Juve Stabia. Se oggi continuiamo a vedere il pallone rotolare sull’erba del Menti, il merito è di quegli sponsor importanti, rigorosamente italiani e orgogliosamente stabiesi, che ci stanno mettendo la faccia e il portafogli. Sono loro che, paradossalmente, stanno trasformando la “Solmate” a stelle e strisce in una piccola società a cui insegnare i valori veri: il rispetto per una piazza che vanta 119 anni di gloriosa storia, l’onore degli accordi presi e il peso della parola data.

Questione di Uomini: la lezione di Sciascia

Nel suo capolavoro letterario “Il giorno della civetta”, Leonardo Sciascia fa pronunciare a don Mariano Arena una frase celeberrima che classifica l’umanità in cinque categorie: “Gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo (con rispetto parlando) e i quaquaraquà”.

Mai citazione fu più azzeccata per descrivere lo scenario attuale. Sicuramente, chi in questo momento sta facendo i salti mortali, sacrificando tempo e risorse per salvare la Juve Stabia dai punti di penalizzazione e dallo spettro della possibile mancata iscrizione per il prossimo anno, merita di essere appellato come Uomo con la “U” maiuscola. Di contro, i protagonisti delle recenti parentesi societarie — quelli della Brera prima e della Solmate poi — sembrano collocarsi di diritto, e senza troppe forzature, nelle altre, meno nobili, categorie elencate dal grande scrittore siciliano.

Più duri di una galletta: l’Appello alla Città

Ma ora è il momento di agire. Al netto dell’inestimabile valore sportivo che riveste la sfida contro il Catanzaro in ottica play-off, c’è un messaggio fondamentale che deve partire da Castellammare e riecheggiare in tutta Italia: questa città tiene, visceralmente e profondamente, alle sorti della sua squadra.

Mettiamo da parte le polemiche da bar sulle presenze allo stadio durante questa stagione. È il momento di riempire i gradoni del Romeo Menti come nelle grandi occasioni storiche. Dobbiamo ricreare la bolgia dello spareggio play-off dell’anno scorso contro Palermo e Cremonese, dobbiamo respirare l’aria della partita della verità contro il Trapani nel 2019, o ricordare la bolgia dell’incrocio con l’ASC Potenza nel lontano 2004.

C’è un detto popolare che recita: “Un napoletano dimagrisce ma non muore”. Noi siamo campani, siamo napoletani, siamo figli del Golfo, ma siamo prima di tutto Stabiesi. E a questo popolo è da sempre associata una caparbietà proverbiale, racchiusa in quel modo di dire che ci riempie d’orgoglio: “Sei più duro di una galletta di Castellammare”. Siamo la città che risorge dopo ogni avversità, lo portiamo cucito sul petto, inciso sul nostro stemma e sulle divise ufficiali delle nostre Vespe: Post Fata Resurgo.

Una famiglia stabiese ha già tracciato la rotta. La famiglia Del Gaudio (Antonio), con la sua Automec, ha risposto “Presente!” alla richiesta d’aiuto della Juve Stabia. L’auspicio è che tanti altri imprenditori locali seguano questo nobile esempio.

Ma nel frattempo, ogni singolo cittadino ha un dovere morale. Che sia un ultras della Curva Sud, un tifoso moderato dei Distinti, o anche solo quello che viene definito “tifoso occasionale” o “della festa”: bisogna comprare il biglietto. Bisogna esserci. Bisogna far sentire la propria voce al Romeo Menti.

La società, per agevolare questa chiamata alle armi pacifica, ha abbassato i prezzi. Ora tocca alla città rispondere. Castellammare deve dimostrare di essere vicina ai ragazzi di Abate e di avere a cuore il destino della Juve Stabia.

Info Biglietti: S.S. Juve Stabia 1907 – Catanzaro

La prevendita per la 35° giornata del campionato di Serie BKT, Juve Stabia-Catanzaro, in programma allo stadio “Romeo Menti” sabato 18 aprile alle ore 19:30, è già attiva da mercoledì 15 aprile alle ore 15:00 e lo sarà fino all’orario di inizio della gara.

Attenzione: La vendita non sarà effettuata al botteghino dello stadio. Sarà possibile acquistare il tagliando esclusivamente nei punti vendita cittadini autorizzati o sul circuito online www.etes.it.

  • Iniziativa Solidale: Le prime 10 persone con disabilità al 100% che invieranno la richiesta a accrediti@ssjuvestabia.it riceveranno il ticket omaggio.

Prezzi e Settori (Acquisto presso i Punti Vendita)

Sarà possibile usufruire di un biglietto a tariffa ridotta (presentando fotocopia del documento di riconoscimento ed eventuale certificato di disabilità) solo ed esclusivamente presso i punti vendita fisici per i seguenti settori:

  • Tribuna Monte Faito (Settori A e B):

    • Intero: € 15,00 + € 2,00 (prevendita)

    • Ridotto (Donna / Diversamente Abili): € 10,00 + € 2,00

    • Ridotto Under 14: € 9,00 + € 2,00

  • Tribuna Quisisana:

    • Intero: € 12,00 + € 2,00 (prevendita)

    • Ridotto (Donna / Diversamente Abili): € 8,00 + € 2,00

    • Ridotto Under 14: € 7,00 + € 2,00

  • Tribuna Varano:

    • Intero: € 8,00 + € 2,00 (prevendita)

    • Ridotto (Donna / Diversamente Abili): Non previsto

    • Ridotto Under 14: € 5,00 + € 2,00

  • Curva Sud:

    • Intero: € 5,00 + € 2,00 (prevendita)

    • Ridotto (Donna / Diversamente Abili): Non previsto

    • Ridotto Under 14: € 3,00 + € 2,00

  • Curva Ferrovia (Settore Ospiti):

    • Intero: € 13,00 + € 2,00 (prevendita)

    • Nota per il Settore Ospiti: Vendita riservata ai residenti nella provincia di Catanzaro, fino alle ore 19:00 di venerdì 17 aprile, solo per sottoscrittori del programma di fidelizzazione “U.S. Catanzaro 1929”.

Punti Vendita Autorizzati a Castellammare di Stabia:

  • Store Juve Stabia, C.so Garibaldi, 24

  • Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza, 192

  • Bar Gialloblu, Viale Europa, 101

  • Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele, 11

  • Anca Caffè, Strada Panoramica, 1b/1c

  • Movida Caffè, Via Napoli, 297

  • Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229

  • StanleyBet, Via Bonito, 175

  • Agenzia Intralot, viale Europa, 31

Non ci sono scuse. Tutti al Menti!

Giummo (OggiSud): “Sfida d’alta quota col Catanzaro. Il territorio difenda il club dalla crisi”

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CASTELLAMMARE DI STABIA – In un momento in cui le cronache extracalcio sembrano prendere il sopravvento, a riportare il focus sul terreno di gioco ci ha pensato il collegamento con Catanzaro durante l’ultima puntata del Juve Stabia Live Talk Show. La voce di Vittorio Giummo, firma di OggiSud e volto noto del giornalismo calabrese, ha offerto un’analisi lucida e appassionata su quello che si preannuncia come il big match del prossimo turno di Serie B.

​Un legame oltre la rivalità

​L’intervento di Giummo si è aperto nel segno della stima reciproca. Nonostante l’importanza dei punti in palio, il giornalista ha voluto ribadire il forte legame di amicizia che unisce le due piazze e i professionisti dell’informazione: “C’è una fratellanza che ci unisce”, ha esordito, ricordando con un pizzico di nostalgia un calcio fatto di contatti umani e trasferte vissute con spirito di condivisione. Un’atmosfera che, nelle sue parole, dovrebbe essere il sale di ogni sfida sportiva, specialmente tra due realtà calde del Sud.

​Il Catanzaro e il sogno quinto posto

​Analizzando il momento dei giallorossi, Giummo ha confermato le ambizioni di una squadra che non vuole smettere di stupire. Attualmente al quinto posto, il Catanzaro vede nella trasferta di Castellammare lo spartiacque definitivo per consolidare la propria posizione nella griglia play-off.

​”Sarà una gara aperta a ogni risultato. Il Catanzaro è in salute, ma sa perfettamente che il Menti è uno dei campi più difficili della categoria per pressione e calore” ha dichiarato, sottolineando come la solidità del gruppo sia il frutto di una programmazione partita da lontano.

​L’analisi sulla Juve Stabia: “Un miracolo sportivo”

​Dalla prospettiva catanzarese, la stagione della Juve Stabia viene vista con enorme rispetto. Giummo ha lodato la capacità delle “Vespe” di restare ai vertici della classifica nonostante le turbolenze societarie legate al disimpegno di Solmate:

​Identità tecnica: Il giornalista ha evidenziato come il valore della rosa stabiese sia cresciuto esponenzialmente, diventando un “tesoretto” fondamentale per il futuro del club.

​Solidità ambientale: Nonostante i problemi al vertice, la percezione esterna è quella di una squadra che sa isolarsi e trasformare le difficoltà in energia agonistica.

​Il messaggio alla piazza: “Affidatevi al vostro territorio”

​Giummo non si è sottratto a un commento sulla crisi societaria campana, portando l’esperienza di una piazza che, come Catanzaro, ha conosciuto il buio dei fallimenti prima di rinascere: “Il calcio a questi livelli è difficile, ma Castellammare ha tutto per farcela. Il mio appello è agli imprenditori locali: abbracciate questa realtà e sviluppatela, perché la Juve Stabia è un patrimonio sociale prima che sportivo”.

​Verso il fischio d’inizio

​In chiusura, Giummo ha pronosticato una partita vibrante, una vera e propria “partita a scacchi” tra due allenatori che prediligono il gioco propositivo. Se per il Catanzaro vincere significherebbe blindare la zona nobile dei play-off, per la Juve Stabia un successo rappresenterebbe la miglior risposta possibile alle incertezze del futuro, dimostrando che, almeno per 90 minuti, la passione del “Menti” può essere più forte di qualsiasi crisi finanziaria.

Castellammare ricorda le vittime della funivia del Faito: a un anno di distanza il cordoglio di una comunità

Un anno dopo, il dolore è ancora vivo e palpabile. Domani, venerdì 17 aprile, la città di Castellammare di Stabia, insieme al vicino comune di Vico Equense e alle istituzioni locali e internazionali, si fermerà per onorare la memoria delle vittime del tragico incidente della funivia del Monte Faito. Una giornata dedicata al raccoglimento e al ricordo, per stringersi attorno alle famiglie colpite e dimostrare la vicinanza di un intero territorio.

La commemorazione è stata organizzata in due momenti distinti, uno religioso e uno civile, per consentire alla comunità e alle istituzioni di rendere il giusto tributo.

Il rito civile: una corona di fiori nell’ora della tragedia

Il cuore della commemorazione civile si terrà alle ore 14:30, un orario scelto non a caso, in quanto coincide esattamente con il drammatico istante in cui, un anno fa, si verificò l’incidente fatale. La cerimonia si svolgerà nei pressi della stazione della Circumvesuviana, in piazza Unità d’Italia.

Durante il rito sarà deposta una corona di fiori, un gesto simbolico per mantenere vivo il ricordo. Il momento di raccoglimento vedrà un’ampia e sentita partecipazione istituzionale. Saranno presenti: Luigi Vicinanza (Sindaco di Castellammare di Stabia), Giuseppe Aiello (Sindaco di Vico Equense), Don Catello Malafronte (Rettore del Santuario di San Michele), la dirigenza dell’Eav (Ente Autonomo Volturno) e i rappresentanti delle autorità civili e militari.

A sottolineare la portata anche internazionale del lutto, interverrà inoltre una delegazione dell’Ambasciata inglese, un segno di profondo rispetto e vicinanza diplomatica.

Il raccoglimento spirituale nel Santuario in quota

Prima della cerimonia cittadina, la giornata di memoria si aprirà con un momento di preghiera direttamente sul luogo simbolo della montagna. Alle ore 12:00, presso il Santuario di San Michele al Faito, si terrà un rito religioso.

La Santa Messa sarà officiata da Monsignor Francesco Alfano, Arcivescovo della Diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, offrendo alla cittadinanza un momento di conforto spirituale e di profonda riflessione.

Il cordoglio del Sindaco Vicinanza

La tragedia della funivia ha segnato in modo indelebile la storia recente dell’area stabiese e sorrentina. A farsi portavoce del sentimento comune è il primo cittadino di Castellammare, Luigi Vicinanza, che ha voluto sottolineare l’importanza della memoria collettiva:

“Un’occasione per rinnovare, a distanza di un anno, un ricordo che resta vivo e condiviso nella coscienza collettiva del territorio. Una ferita ancora aperta per le nostre comunità.”

Castellammare di Stabia si prepara così a vivere una giornata di rispettoso silenzio, dimostrando che il passare dei mesi non ha cancellato il dolore, ma ha rafforzato il dovere di non dimenticare.

Juve Stabia, ombre sulla possibile vendita a Francesco Agnello: il muro di Comune e Amministratori Giudiziari

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Il futuro societario della S.S. Juve Stabia 1907 si tinge di incertezza e accende un forte campanello d’allarme nella massima carica istituzionale della città e negli amministratori giudiziari. A destare grande preoccupazione sono le recenti e insistenti indiscrezioni riguardanti la possibile vendita dell’intero pacchetto di quote, attualmente nelle mani del socio unico americano Solmate, all’imprenditore Francesco Agnello.

Il nodo critico della vicenda non risiede solo nella potenziale cessione, ma nelle modalità con cui questa si starebbe delineando: un’operazione condotta nel silenzio, senza che alcun dirigente del club, l’amministrazione comunale o gli amministratori giudiziari siano stati interpellati o informati preventivamente per un parere formale.

Una mancanza di condivisione di intenti che ha spinto il Sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, e gli amministratori giudiziari del club gialloblù, il Dott. Salvatore Scarpa e il Dott. Mario Ferrara, a fare fronte comune e a prendere una posizione pubblica netta. L’obiettivo è tutelare le sorti di una squadra che rappresenta molto più di un semplice asset sportivo per il territorio.

In una nota congiunta, le istituzioni hanno voluto lanciare un messaggio inequivocabile all’attuale proprietà a stelle e strisce, richiamandola alle proprie responsabilità di fronte a una tifoseria e a una cittadinanza già in stato di allerta per le recenti informazioni finanziarie legate alla società.

“La Juve Stabia è patrimonio della città intera. Un bene identitario che va ben oltre il popolare mondo del calcio. Le difficoltà economico-finanziarie emerse negli ultimi tempi hanno creato grande apprensione nell’opinione pubblica. Il socio unico americano ha dunque un’enorme responsabilità: se dovesse decidere – come sembra – di cedere la società, è opportuno che informi preventivamente gli amministratori giudiziari e il sindaco. Ogni eventuale acquirente deve garantire, già prima di instaurare una trattativa, solidità economica, trasparenza societaria, aderenza ai principi di legalità. La Juve Stabia non è un’azienda qualsiasi, ma una bandiera di una comunità orgogliosa dei risultati sportivi fin qui raggiunti”.

Il documento siglato da Vicinanza, Scarpa e Ferrara traccia dunque un perimetro rigido entro il quale qualsiasi operazione di mercato dovrà muoversi. I requisiti imposti a eventuali nuovi acquirenti – identificati dai rumors nella figura di Agnello – sono chiari e non negoziabili: solidità economica, trasparenza assoluta e rispetto della legalità, da dimostrare ancor prima di sedersi al tavolo delle trattative.

La palla passa ora alla proprietà Solmate. La richiesta che si alza da Castellammare è perentoria: la Juve Stabia non può essere considerata una semplice azienda o una pedina di scambio finanziario. Qualsiasi passaggio di consegne dovrà avvenire alla luce del sole, nel rispetto delle regole e con il coinvolgimento di chi ha il compito istituzionale e legale di vigilare sugli interessi di una comunità intera.

Gloves of Glory IV: spettacolo, talento e sfide ad alta tensione sul ring di Legnaro (PD)

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Sabato 18 aprile il PalaSport di Legnaro, in provincia di Padova, si trasformerà in un’arena infuocata, pronta ad accogliere la quarta, attesissima edizione di Gloves of Glory IV, una manifestazione ormai consolidata nel panorama pugilistico italiano.

Dietro l’organizzazione c’è ancora una volta l’energia inesauribile del vulcanico Leonardo Bizzo, anima della New Boxe 2010, in collaborazione con Italian Ring Side Promotion. Dopo il successo delle prime tre edizioni, andate in scena tra San Bonifacio e Valeggio sul Mincio, l’evento compie un ulteriore salto di qualità, promettendo una serata carica di adrenalina, tecnica e pathos.

Main event: Morejon vs Essomba, sfida da brividi

Gli occhi saranno tutti puntati sul match clou della serata, che vedrà protagonista il talento cubano Angelo Morejon, soprannominato “El Terrible”. Un fighter spettacolare, potente e carismatico, con alle spalle oltre 300 incontri da dilettante a Cuba, Morejon arriva a questo appuntamento con un record immacolato: 9 vittorie su 9 incontri, di cui ben 7 per KO.

Attualmente quindicesimo nel ranking WBC, il pugile della New Boxe 2010 è lanciato in una scalata ambiziosa verso i vertici mondiali. Dopo aver conquistato il titolo WBC Mediterraneo dei pesi massimi  nella scorsa edizione contro Spilmont,  Morejon si prepara ora alla prova più dura della sua carriera.

Dall’altra parte del ring troverà il possente e temibile belga Michael Essomba, autentico gigante con un record di 11 vittorie e una sola sconfitta. Un match che si preannuncia esplosivo, combattuto sul filo della tensione e capace di regalare emozioni forti sin dal primo gong.

Undercard ricca di qualità e talento

Il programma della serata, con inizio alle ore 18, è impreziosito da incontri di altissimo livello, che renderanno l’evento ancora più spettacolare e completo.

Grande attesa per la sfida nei pesi massimi leggeri tra il solido e determinato Claudio Squeo, forte di un record di 17 vittorie e una sola sconfitta, e l’austriaco Agyei, micidiale finalizzatore con 9 KO in 10 incontri: uno scontro tra potenza e resistenza che promette scintille.

Spazio anche ai giovani talenti con la prima edizione del torneo nazionale dedicato alla leggenda Nino Benvenuti. Nei superwelter si affronteranno le promettenti Pro Tibiletti ed Efe, mentre nei superleggeri saliranno sul ring Doria Yao e Coccia, in un confronto dinamico e ricco di talento.

A completare una card già straordinaria, la sfida ad altissimo tasso tecnico tra il raffinato Alessandro Bindar e Burlac, un incontro che promette pugilato di qualità, strategia e colpi di classe.

Una notte da non perdere

“Gloves of Glory IV” si preannuncia come una vera e propria celebrazione della boxe: un mix perfetto di esperienza, giovani promesse, potenza e tecnica. Un evento imperdibile per gli appassionati e per tutti coloro che vogliono vivere una serata intensa, emozionante e spettacolare.

Legnaro è pronta, il ring è caldo, i protagonisti sono carichi: sabato 18 aprile sarà una notte di grande pugilato.

Castellammare, presentazione libro “Il Colore Delle Cose Non Dette” di Simone Rausi al Bookstore Mondadori

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Al Bookstore Mondadori di Castellammare di Stabia, lo scorso 14 aprile, c’è stato un incontro con l’autore che ha particolarmente coinvolto il pubblico, coinvolgendolo in maniera istintiva: quello con Simone Rausi per la presentazione del suo romanzo “Il colore delle cose non dette”.

L’evento, organizzato dall’”Associazione Achille Basile – Le Ali della Lettura” è stato moderato con grande sensibilità dalla Presidente dell’associazione Carmen Matarazzo e dalla giornalista Annamaria Cafaro, che hanno sollecitato l’autore a svelare il dietro le quinte della scrittura, rendendo il pubblico partecipe del processo creativo.

L’incontro è stato un momento di arricchimento reciproco, non solo per le parole dell’autore, ma per quella scintilla che brillava nei suoi occhi, per la sintonia col Gruppo Lettura dell’Associazione “Achille Basile”, un’affinità elettiva emersa in tutta la sua forza.

Quello che ha colpito i lettori è stata la capacità dell’autore di toccare corde emotive universali, trasformando la serata in un momento di autentica condivisione sui temi della rinascita e della forza delle parole non dette.

La cornice del Mondadori Bookstore di Castellammare ha favorito un clima di vicinanza tra autore e lettori, rendendo il dibattito molto partecipato e caloroso.

“Il colore delle cose non dette”, l’esordio narrativo di Simone Rausi, pubblicato da Rizzoli nel 2023, si è distinto nel panorama letterario per la sua capacità di affrontare il tema delicato dell’elaborazione del lutto attraverso un intreccio che mescola psicologia e mistero.

La protagonista è Nina, una giovane grafica di vent’anni che vive in un isolamento quasi totale dopo la tragica perdita del fratello Samuele. La sua vita, un tempo colorata dal desiderio di inventare nuove tonalità, è diventata una scala di grigi.

La svolta avviene quando Nina riceve un messaggio anonimo da qualcuno, che sostiene di vivere nel suo stesso condominio e di conoscere segreti su suo fratello. Lo sconosciuto le propone un esperimento basato sulle famose 36 domande del test di Arthur Aron (pensate originariamente per far innamorare due persone), trasformandole in uno strumento per abbattere le barriere del dolore e riscoprire la verità su Samuele.

Il romanzo è interessante per l’uso “narrativo” del colore, che diventa il codice per esplorare l’animo umano.

Come evidenziato dall’autore stesso, il colore non è solo un titolo, ma un elemento strutturale: Nina associa i vicini di casa a codici Photoshop e tonalità specifiche per dare ordine al suo mondo.

Proprio come in una tavolozza, ogni emozione ha la sua intensità. Un segreto può essere grigio e pesante, mentre un desiderio inespresso può brillare di un colore acceso che però resta invisibile agli altri.

La protagonista si trova a dover decifrare questi colori invisibili nelle vite degli altri e nella propria, imparando che a volte dare un nome (o un colore) a ciò che tacciamo è l’unico modo per liberarsene.

La storia ruota attorno a ciò che teniamo per noi (segreti, rimpianti, amori mai confessati) e come queste parole soffocate finiscano per influenzare la nostra percezione del mondo.

L’elemento più intrigante è il mistero dell’identità dello sconosciuto, che procede come un vero e proprio puzzle psicologico, dove Nina smette di essere una spettatrice passiva della sua vita e diventa quasi una detective.

Lo sconosciuto (che si firma con l’iniziale del suo colore preferito) vive nel condominio di Nina, ma i due concordano di non incontrarsi mai di persona. Questo crea una tensione costante: Nina inizia a osservare i suoi vicini — dal ragazzo della porta accanto all’anziano del piano di sopra — cercando di capire chi si celi dietro quei messaggi.

Egli sostiene di aver conosciuto Samuele, il fratello defunto di Nina. Questo è il legame che spinge la protagonista a fidarsi e a partecipare al gioco delle domande, sperando di scoprire segreti o frammenti di vita del fratello che lei non conosceva.

Nina scopre attraverso lui (o lei) che il fratello era completamente diverso da come lo immaginava. – Ha sottolineato l’autore – Noi pensiamo di conoscere perfettamente quelli che ci sono intorno, soprattutto in famiglia, ma non è così perché io non so nulla di mio padre da ragazzo, non so nulla di mia madre da ragazza e di tantissime cose. Queste domande l’aiutano ad aprire una finestra sull’altro in un modo imprevedibile.”

Attraverso le domande, Nina è costretta a uscire dal suo guscio. Il libro segue il suo passaggio dal “grigio” (l’isolamento totale nel suo appartamento) alla riscoperta dei colori, man mano che le risposte diventano più intime e personali.

La ricerca dell’identità dell’interlocutore porta a una serie di fraintendimenti e scoperte che cambieranno radicalmente la percezione che Nina ha del suo condominio e, soprattutto, del suo passato. La bellezza dell’evoluzione sta nel fatto che, mentre Nina cerca di scoprire chi sia lo sconosciuto, finisce per riscoprire chi è lei.

Lo stile di Simone Rausi in questo romanzo è stato spesso definito “sensoriale” ed evocativo. La narrazione è molto focalizzata sull’interiorità. Il ritmo non è frenetico, ma segue i tempi lenti della guarigione e del pensiero. Usa una prosa pulita, moderna e quotidiana, che riesce a toccare corde profonde.

l racconto alterna la narrazione classica in terza persona a scambi di messaggi e dialoghi serrati (quelli delle 36 domande). Questo rende la lettura molto dinamica e “digitale”, rispecchiando il modo in cui comunichiamo oggi.

Simone Rausi riesce a far immedesimare il lettore nel senso di isolamento di Nina, trasformando il condominio (un luogo spesso anonimo) in un microcosmo vivo e pulsante. In sintesi, è una scrittura che punta a “colorare le emozioni” più che a descriverle semplicemente.

Se ti piacciono le storie che scavano nell’animo umano senza essere pesanti, “Il colore delle cose non dette” di Simone Rausi, pubblicato da Rizzoli (2023) è una lettura che ti consigliamo. È il libro perfetto se cerchi una storia contemporanea, intima e capace di far riflettere sul peso delle parole che spesso teniamo per noi.

Strategie da casinò alla prova per 30 giorni: ecco cosa è successo

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Applicare per un mese intero le logiche dei casinò alla vita quotidiana può sembrare un’idea stravagante. Eppure, numerosi studi sul processo decisionale e sulla psicologia del rischio suggeriscono che i princìpi su cui si fondano questi ambienti — dalla gestione delle perdite alla tolleranza all’incertezza — contengono strumenti analitici di reale utilità.

L’esperimento di cui si parla in questo articolo non prevede scommesse reali né denaro a rischio: solo regole mutuate dall’analisi statistica, applicate a decisioni ordinarie. I risultati meritano attenzione.

Perché le strategie dei casinò possono insegnarci qualcosa

I casinò non sono soltanto luoghi di intrattenimento: sono ambienti progettati per massimizzare la chiarezza decisionale da parte del gestore e, spesso, l’impulsività del giocatore. Studiare come funzionano dall’interno rivela però strumenti analitici sorprendentemente applicabili alla vita reale: la gestione delle perdite, la tolleranza al rischio, la capacità di interrompere un’attività quando si è in vantaggio.

La letteratura accademica sul tema è consistente. Ricercatori come Kahneman e Thaler hanno dimostrato che gli esseri umani sono sistematicamente irrazionali nelle scelte economiche. Partire da questo presupposto e costruire regole rigide attorno ad esso è esattamente ciò che fanno i professionisti del settore.

Le regole adottate

Prima di iniziare, sono stati definiti tre princìpi operativi da rispettare per tutto il mese:

  1. Fissare una soglia di perdita accettabile per ogni decisione rilevante, esattamente come si fa con il capitale disponibile in una sessione di gioco.
  2. Non modificare mai una strategia durante l’esecuzione, ma solo prima o dopo, a mente fredda.
  3. Registrare ogni risultato in modo sistematico, senza omettere le sconfitte.

Queste tre regole, apparentemente semplici, si sono rivelate straordinariamente difficili da rispettare.

La settimana più difficile: gestire le perdite senza cambiare rotta

Durante la seconda settimana, tre decisioni professionali si sono rivelate sbagliate in sequenza. In condizioni ordinarie, la reazione più comune sarebbe stata emotiva: rivedere tutto l’approccio, cercare soluzioni alternative, moltiplicare le variabili. Grazie alla regola numero due, invece, si è dovuto restare fermi.

Il disagio è stato reale. Ma l’approccio ha funzionato: alla fine del mese, due delle tre situazioni si sono risolte positivamente, senza alcuna modifica in corso d’opera. La terza è rimasta irrisolta, ma con un impatto contenuto proprio perché non si era aumentata l’esposizione nel tentativo di recuperare.

Il parallelo con la gestione del rischio nel gioco digitale

Nell’analisi di diversi ambienti di gioco digitale condotta per comprendere meglio il modello, è emerso un elemento interessante. L’app winnita, ad esempio, mette a disposizione strumenti di controllo della spesa e limiti di deposito personalizzabili, meccanismi che riflettono esattamente il principio del capitale predefinito: l’utente stabilisce in anticipo quanto è disposto a impegnare, sottraendo potere all’impulso del momento.

Questa filosofia — decidere i limiti prima di iniziare, non durante — è applicabile ben oltre il gioco. Si tratta di impegno preventivo: una tecnica riconosciuta dalla psicologia comportamentale come uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’autocontrollo.

Cosa è stato misurato: un confronto prima e dopo

Per rendere l’esperimento verificabile, sono state tracciate alcune metriche soggettive e oggettive nel corso del mese. La tabella seguente riassume i principali indicatori registrati nella prima e nell’ultima settimana.

Indicatore Settimana 1 Settimana 4
Decisioni impulsive (n/settimana) 7 2
Revisioni di strategia a caldo 5 0
Soddisfazione percepita (1-10) 5/10 7,5/10
Registro delle decisioni compilato 3 giorni su 7 7 giorni su 7

 

I dati mostrano un miglioramento netto, sebbene parziale: la disciplina ha aumentato la coerenza decisionale, senza però eliminare l’errore. Questo è del tutto coerente con la logica statistica: nessuna strategia annulla il rischio, lo gestisce.

Cosa funziona davvero e cosa no

Al termine dei trenta giorni, è possibile distinguere con chiarezza i punti di forza e i limiti di questo approccio. Ecco una sintesi degli aspetti più significativi, raggruppati per utilità pratica.

Princìpi che si sono rivelati efficaci nella vita reale:

  • Definire i limiti prima di iniziare qualsiasi attività ad alto coinvolgimento emotivo.
  • Tenere un registro scritto delle decisioni, anche solo per cinque minuti al giorno.
  • Separare il momento dell’analisi da quello dell’azione, introducendo una pausa deliberata.

Questi tre comportamenti hanno prodotto i cambiamenti più visibili nell’intero arco dell’esperimento.

Limiti strutturali dell’approccio:

  • La rigidità delle regole può risultare controproducente in contesti molto dinamici, dove adattarsi rapidamente è necessario.
  • Il metodo richiede un’autosservazione costante che, se esasperata, genera un eccesso di analisi e rischia di bloccare l’azione.
  • Alcune decisioni hanno una componente relazionale che le logiche statistiche non riescono a catturare adeguatamente.

Metti alla prova la tua disciplina decisionale

Il bilancio è chiaro: applicare i princìpi di gestione del rischio tipici degli ambienti di gioco rende le decisioni più prevedibili, e questo si traduce in meno rimpianti. Non si tratta di una trasformazione radicale, ma dell’affinamento di uno strumento spesso sottovalutato.

Il vero insegnamento non riguarda i casinò. Riguarda la struttura: avere regole chiare prima che la pressione arrivi è quasi sempre più efficace che improvvisare sotto stress. Questo vale per la gestione del denaro, per il lavoro, per qualsiasi contesto in cui la posta in gioco è reale.

Vinitaly chiude in trionfo: 90mila presenze e 135 Nazioni a Verona per l’edizione n.58

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Si conclude oggi a Veronafiere una 58ª edizione di Vinitaly che conferma la centralità e la forza del settore vitivinicolo italiano sul palcoscenico mondiale. Con un quartiere fieristico che ha registrato il tutto esaurito, l’evento ha ospitato 4.000 aziende, richiamando ben 90.000 presenze complessive. A spiccare è soprattutto il dato sull’internazionalizzazione: il 26% dei partecipanti proviene dall’estero, in rappresentanza di 135 Nazioni (cinque in più rispetto al 2025).

Oltre la geopolitica: la forza dell’internazionalizzazione

Un successo che assume un peso specifico ancora maggiore se inserito nell’attuale scenario globale. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha espresso grande soddisfazione: “In un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse che incidono sulla mobilità degli operatori verso le manifestazioni europee, questo risultato è tutt’altro che scontato” ha dichiarato.

Decisiva è stata la partnership con ITA Agenzia, che ha permesso di selezionare e ospitare oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi. Vinitaly si conferma così una vera e propria infrastruttura strategica per l’export del vino italiano, capace di favorire relazioni commerciali di alto livello e accelerare la penetrazione nei mercati stranieri.

La geografia del vino: conferme storiche e nuove frontiere

La fiera veronese ha restituito una mappatura chiara della domanda globale di vino italiano:

  • I mercati consolidati: Si confermano pilastri fondamentali la Germania, il Nord America (USA e Canada), la Svizzera, il Regno Unito e i Paesi del Nord Europa (Belgio, Olanda, Scandinavia), affiancati da Repubblica Ceca, Polonia e Austria.

  • La Top 10 ad alto potenziale: Tra le aree in rampa di lancio emergono Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche, Serbia e Singapore.

  • Dinamismo e sorprese: Notevole l’interesse in crescita dal continente africano (Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola) e dall’Asia, con Giappone e Vietnam in prima linea. Una menzione particolare va all’Ucraina, che si è distinta per una presenza di buyer numerosa e altamente qualificata.

I prossimi passi: verso un Vinitaly sempre più globale

La direzione per il futuro è chiara. “L’internazionalizzazione è una direttrice strategica su cui continueremo a investire” ha spiegato Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere, evidenziando il grado di soddisfazione raccolto tra gli espositori. I prossimi obiettivi puntano oltre i confini europei: sono già in fase di sviluppo nuove tappe in Africa, Canada e Australia, oltre a un raddoppio della presenza in Brasile per potenziare l’hub di Wine South America.

Oltre il business: trend, giovani e il successo di “Vinitaly and the City”

Non solo business B2B. Il fuori salone Vinitaly and the City ha fatto registrare numeri impressionanti con 50.000 token degustazione erogati. Il format itinerante, che mira a coinvolgere il consumatore finale (in particolar modo i giovani), dopo la tappa in Calabria approderà ad Ancona (Marche) il prossimo autunno.

All’interno dei padiglioni, la proposta è stata arricchita da un palinsesto di quasi 100 eventi ufficiali, tra degustazioni e convegni. I riflettori si sono accesi anche sui nuovi trend di mercato, con lo sviluppo dell’area NoLo – Vinitaly Experience (dedicata ai vini dealcolati), il rafforzamento di Xcellent Spirits e l’integrazione sempre più forte del Vinitaly Tourism.

Un hub istituzionale di riferimento

La manifestazione si è confermata un punto di convergenza fondamentale tra la filiera produttiva e la politica. Il “Tavolo Vino” ha affrontato temi cruciali, dall’export alle direttive del nuovo OCM, fino alle dinamiche di consumo.

Massiccia la partecipazione istituzionale, a certificare l’importanza dell’evento: per la terza volta ha presenziato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal Commissario Europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Foltissima la delegazione di ministri, con Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Antonio Tajani (Esteri), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Gianmarco Mazzi (Turismo, alla sua prima uscita ufficiale), Alessandro Giuli (Cultura) e Matteo Salvini (Infrastrutture), insieme a Matteo Zoppas (Presidente ITA).

L’appuntamento per continuare a scrivere la storia del vino italiano è già fissato: la 59ª edizione di Vinitaly tornerà a Veronafiere dall’11 al 14 aprile 2027.

Juve Stabia: Solmate preparebbe la fuga e aprirebbe alla cessione delle quote a Francesco Agnello

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La Solmate, proprietaria al 100% della Juve Stabia, starebbe per compiere un ulteriore passo lontano da Castellammare di Stabia. Dopo aver fatto trapelare, nei giorni scorsi e tramite interposti emissari, la gelida intenzione di non voler più investire un singolo centesimo nel club gialloblù, si sta passando tristemente dalle parole ai fatti. E lo si fa nel peggiore dei modi.

La svendita romana e un nome che terrorizza i tifosi

Secondo le informazioni in nostro possesso, la smobilitazione sarebbe già in atto: uno studio romano, su precisa delega della Solmate, starebbe conducendo in porto la vendita della società in gran segreto senza interpellare nessun dirigente gialloblù né gli amministratori giudiziari. Quello che però lascia con il fiato sospeso è il nome prescelto per questa trattativa: l’imprenditore Francesco Agnello.

Basta pronunciare questo nome per innescare un giustificato e profondo stato di allerta in tutta la città. Per i tifosi e per chiunque segua le dinamiche imprenditoriali e sportive, si tratta di un profilo a dir poco “sgradito”. Il curriculum parla da solo: una preoccupante scia di tentate scalate fallite a diverse società di calcio, a cui si aggiunge la controversa e ben nota vicenda legata alla Sangemini. Consegnare la Juve Stabia a questo tipo di prospettiva non significa cercare un rilancio.

Di alternative ce ne sarebbero. Ci sarebbero imprenditori pronti a rilevare le quote detenute dalla Solmate e alcuni di loro hanno già dei rapporti di sponsorizzazione con la Juve Stabia.

Questi imprenditori starebbero attendendo solo il via libera per l’inizio di una trattativa.

Fuga dalle responsabilità: il tentativo di “scaricare” la Juve Stabia

Quella della Solmate si profila come una vera e propria manovra di sganciamento, un tentativo disperato di “scaricare” la Juve Stabia insieme all’imponente mole di responsabilità, finanziarie e morali, che la gestione di una squadra professionistica porta inevitabilmente con sé. È l’atteggiamento di chi, non potendo o non volendo più far fronte ai propri oneri, cerca la via d’uscita più rapida, disinteressandosi totalmente delle possibili conseguenze per la storia sportiva del club.

L’allarme degli Amministratori Giudiziari

A rendere il quadro ancora più inquietante è il fatto che questa manovra non giunge del tutto inaspettata. Gli amministratori giudiziari avevano già annusato il pericolo. Nelle conferenza stampa di ieri avevano anticipato questa esatta possibilità, promettendo massima allerta e vigilanza su operazioni di questa specifica tipologia, chiaramente percepite come a fortissimo rischio per la tenuta e l’integrità del club.

Indignazione e preoccupazione

Oggi a Castellammare di Stabia vige solo una profonda indignazione verso una proprietà che sta fuggendo dalle proprie responsabilità, e la preoccupazione legittima di una piazza che vede la propria squadra del cuore trattata come un peso di cui liberarsi al peggior offerente.