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Taobuk 2025, quando le parole sanno ancora toccare il cuore

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A Taormina, sabato 21 giugno, il vento che soffiava tra le colonne del Teatro Antico sembrava portare con sé non solo il profumo del mare, ma anche un’urgenza: quella di tornare a parlarsi, a capirsi, ad abbattere muri visibili e invisibili. È stata questa la vibrazione che ha attraversato tutta la giornata del Taobuk – Taormina International Book Festival, giunto alla sua quindicesima edizione, nel segno del tema “Confini”.

Ma di confini, sabato, non si è parlato in astratto. Al contrario, ognuno degli ospiti – scrittori, filosofi, artisti, giuristi – ha offerto una chiave personale, toccando la vita vera: quella fatta di solitudini, lacerazioni, memoria e speranza.

“Riportare il mondo nella sfera dell’umano”

Susanna Tamaro, in un incontro intenso e raccolto, ha invitato il pubblico a non cedere all’indifferenza, ricordando che “il compito dell’uomo è riportare il mondo nella sfera dell’umano”. Parole che suonano come una chiamata alla responsabilità, in un tempo in cui l’umano sembra spesso messo da parte in nome dell’efficienza, del controllo, della paura.

Con stile diverso ma eguale profondità, Peter Cameron ha esplorato i confini dell’identità, dell’amore e della solitudine. Nei suoi racconti, lo spazio tra gli individui non è mai vuoto: è un luogo da abitare con delicatezza. Zadie Smith, invece, ha affrontato con forza le grandi fratture del nostro tempo – disuguaglianze, razzismo, crisi culturali – mostrandoci quanto la letteratura possa essere un campo di battaglia e insieme un rifugio.

L’arte che rompe i confini

Il momento più forte? L’apertura della mostra Water Lilies di Ai Weiwei. L’artista cinese ha portato per la prima volta in Italia un’opera monumentale fatta interamente di mattoncini Lego, ispirata a Monet ma segnata da una ferita: una porta, che apre verso lo Xinjiang, terra di confino e dolore. È qui che l’arte diventa denuncia, e anche speranza: la soglia tra bellezza e orrore può essere attraversata, in entrambe le direzioni.

Un premio, una nota, una ferita aperta

La serata si è conclusa con il Taobuk Gala al Teatro Antico. Musica, parole, volti emozionati. Ma su tutti, ha colpito la voce delicata e ferma del pianista Ramin Bahrami, che ha ricevuto il Taobuk Award dicendo semplicemente: “Avrei voluto ricevere questo prestigioso premio in un mondo più pacifico.” Un silenzio ha attraversato la platea. E poi un grande applauso. Perché in quelle parole c’era tutto: la gioia, il dolore, l’appello silenzioso di chi crede ancora che la bellezza debba accompagnarsi alla pace.

Il merito di questo festival sta tutto qui: nel riuscire a parlare di temi complessi senza mai essere freddo o distante. Nelle parole di Massimo Recalcati, che ha analizzato l’odio come negazione dell’altro, e in quelle di Nicola Gratteri, che ha raccontato le nuove forme del potere criminale con la passione e la lucidità di chi non ha mai smesso di combattere.

A rendere possibile tutto questo, una macchina organizzativa solida e visionaria, guidata con passione da Antonella Ferrara, direttrice artistica e anima del festival. Un programma articolato, pensato, curato, che ha saputo unire più di 200 ospiti da 30 Paesi in una conversazione globale e umana.

Suggestiva ed emozionante l’esibizione di Aterballetto, che ha incantato il Teatro Antico con una coreografia intensa sulle note di Rhapsody in Blue di George Gershwin. Una danza fluida, sospesa tra classico e contemporaneo, capace di rendere visibile il dialogo tra i corpi e la musica, diretta con energia e sensibilità dalla maestra Gianna Fratta alla guida dell’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania. Un momento che ha unito eleganza, ritmo e forza espressiva, rendendo perfettamente tangibile quel superamento dei confini – tra generi, arti e culture – che è l’anima stessa di Taobuk.

Chi ha assistito agli eventi di sabato è tornato a casa un po’ diverso. Forse più inquieto, ma anche più vigile, più empatico. Perché Taobuk, con i suoi confini da attraversare, ci ha ricordato che la cultura non è una vetrina, ma una lente per leggere il mondo – e provare, insieme, a cambiarlo.

Mariella Musso

Juve Stabia, Artistico: Addio alle Vespe poi protagoniste in B per avere più spazio a Cosenza poi retrocesso

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Chissà se Gabriele Artistico avrà pensato alla Juve Stabia ai play off.L’attaccante era chiuso da Adorante ma comunque era centrale nel progetto di Guido Pagliuca.

Una riserva di lusso che ha segnato anche gol importanti come quelli al Bari ed al Pisa.Poi la voglia di giocare di più è emersa ma alla fine della stagione il verdetto per lui è stato amaro.

Scelta giusta?Il calcio sa essere crudele e beffardo, e la storia di Gabriele Artistico ne è un esempio lampante.

L’attaccante ha vissuto una stagione dalle due facce, diviso tra la panchina della Juve Stabia e la titolarità con il Cosenza, in un percorso che lo ha visto prima al centro di un progetto, poi decisivo in campo, ma alla fine con un epilogo agrodolce: i playoff festeggiati dalle “Vespe” e la retrocessione bruciante dei “Lupi”.A gennaio, il trasferimento dalla Campania alla Calabria sembrava una mossa dettata dalla voglia di trovare spazio.

A Castellammare di Stabia, Artistico era considerato un elemento importante, parte integrante del progetto tecnico, ma le presenze dal primo minuto scarseggiavano.La chiamata del Cosenza, in piena lotta per non retrocedere, rappresentava un’opportunità per mettersi in mostra e ritrovare la continuità perduta.

E così è stato.Con la maglia rossoblù, Artistico ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Le sue prestazioni sono state convincenti, condite da gol importanti che hanno acceso le speranze di salvezza del Cosenza.Ha dimostrato qualità tecniche, visione di gioco e un’ottima capacità di finalizzazione, diventando rapidamente un punto di riferimento per l’attacco silano.

Tuttavia, il destino ha voluto che le strade delle due squadre prendessero direzioni opposte.Mentre Artistico lottava per la salvezza con il Cosenza, la sua ex squadra, la Juve Stabia, continuava la sua marcia trionfale.

Le “Vespe”, nonostante la sua partenza, hanno saputo mantenere un rendimento elevato, conquistando un posto nei playoff e sfiorando il sogno della promozione.Per il Cosenza, invece, la stagione si è conclusa con l’amara retrocessione, un esito che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti, Artistico compreso.

Juve Stabia, il futuro è adesso: La svolta “americana” con la Brera per la maggioranza torna di attualità

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La nuova stagione della Juve Stabia entra nel vivo con mosse strategiche decisive sia sul fronte tecnico che societario. Il club gialloblù ha blindato due figure chiave per il futuro imminente gettando al contempo le basi per un assetto proprietario a trazione internazionale.

Le prime certezze per il campionato cadetto portano i nomi del direttore sportivo Matteo Lovisa e del nuovo tecnico Ignazio Abate. Lovisa ha visto il suo contratto prolungato, a testimonianza della fiducia della società nel suo operato. Per la panchina, la scelta è ricaduta sull’ex allenatore della Primavera del Milan, Ignazio Abate, che ha sottoscritto un contratto biennale pronto a guidare le Vespe nella nuova e impegnativa avventura.

Tuttavia le novità più significative potrebbero arrivare dall’assetto societario come riportato  da Il Mattino. Secondo quanto dichiarato dal presidente Andrea Langella a fine stagione “Il discorso Brera non è stato accantonato ma solo rimandato a tempi più tranquilli”. Sarebbero quindi ripresi a strettissimo giro i colloqui, interrotti solo dalla pausa per i play-off, con il fondo statunitense Brera Holdings. La trattativa per l’acquisizione della maggioranza delle quote da parte del gruppo americano sarebbe ormai alle battute finali.

“Sì, siamo ad un passo dal terzo step del closing che porterà il fondo statunitense al 52% delle quote della Juve Stabia, per avere una società più forte,” ha spiegato il presidente Langella a Il Mattino, sottolineando come l’operazione sia finalizzata a un potenziamento strutturale del club.

L’ingresso di nuove forze e capitali, però, non stravolgerà l’attuale gestione sportiva. Il presidente ha voluto rassicurare la piazza chiarendo i futuri equilibri all’interno della società: “No. La gestione sportiva resta a me, come pure gli accordi con i calciatori,” ha precisato Langella. La linea strategica rimarrà dunque quella della continuità, con l’obiettivo di consolidare e migliorare l’organico che ha conquistato i play off lo scorso campionato. “Punteremo a rinforzare la squadra dopo le partenze, migliorando i piccoli aspetti, non ultimo quello sanitario, in cui dobbiamo crescere, per essere ancora protagonisti.”

Con le fondamenta tecniche consolidate e una prospettiva societaria di respiro internazionale, la Juve Stabia si prepara ad affrontare il prossimo campionato di Serie B con ambizione e una chiara visione per il futuro puntando a un ruolo da protagonista anche nella nuova categoria.

Juve Stabia, un’estate di conferme e sogni: Tra pochi giorni inizia ufficialmente il calciomercato

Una ventata di entusiasmo e ambizione avvolge Castellammare di Stabia. Dopo la cavalcata trionfale della scorsa stagione, culminata con il piazzamento Play Off, la Juve Stabia non ha intenzione di fermarsi e pone le basi per un futuro da protagonista.

Le recenti pesantissime conferme del Direttore Sportivo Matteo Lovisa fino al 2028 e la scelta di Ignazio Abate come nuovo condottiero tecnico hanno acceso la passione della piazza spostando ora l’attenzione su un calciomercato che si preannuncia rovente.

In questo periodo, come da tradizione, i nomi e le trattative si rincorrono a ritmo incessante. Distinguere tra voci messe in circolo ad arte da procuratori e agenti per alzare il valore dei propri assistiti e le reali negoziazioni è un esercizio complesso. Tuttavia, alcuni punti fermi delineano già la strategia delle Vespe per la prossima, impegnativa stagione in cadetteria.

Lovisa, il segnale più forte: la Juve Stabia fa sul serio

La certezza da cui partire è una e fragorosa: la permanenza di Matteo Lovisa. Il suo rinnovo fino al 2028 rappresenta un segnale forte e chiaro, in perfetta sintonia con la visione ambiziosa del Presidente Andrea Langella. Trattenere un dirigente così giovane, preparato e corteggiato da club di categorie superiori, persino dalla Serie A, è una garanzia per i tifosi: la Juve Stabia vuole essere una protagonista stabile e consolidata della Serie B. La sua conferma è sinonimo di continuità progettuale e, soprattutto, della ferma volontà di fare il massimo per blindare i gioielli che hanno trascinato la squadra alla promozione.

Il mercato dei big: Adorante conteso, Candellone al bivio

Il lavoro di Lovisa è già entrato nel vivo e le sfide non mancano. La più complicata porta il nome di Andrea Adorante. Trattenere il bomber della promozione sarà un’impresa ardua. Il Venezia, retrocesso dalla Serie A, ha messo sul piatto un’offerta seria e concreta, che si aggirerebbe tra i 3,5 e i 4,5 milioni di euro. Alla finestra c’è anche il Lecce, che attende di capire il futuro di Krstović prima di affondare il colpo. Più defilate, ma attente, restano Torino e gli svedesi del Malmo.

Altro nodo cruciale è il futuro di Leonardo Candellone. L’attaccante, fresco di nozze, ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Il desiderio di provare nuove esperienze è noto ma il rapporto speciale che lo lega alla famiglia Lovisa potrebbe fare la differenza. Il DS è al lavoro per convincerlo a sposare ancora la causa gialloblù; si attende di capire se la volontà del calciatore si allineerà con l’importante offerta di rinnovo della società.

Scadenze e riscatti: i casi Mussolini, Fortini, Peda e Thiam

Le scrivanie della dirigenza stabiese sono piene di dossier. Resta aperta la trattativa con la Lazio per Romano Floriani Mussolini. La Juve Stabia avrebbe già esercitato il diritto di riscatto, la cui scadenza è stata posticipata al 24 giugno, ma il club biancoceleste vanta un controriscatto che gli permetterebbe di mantenere la proprietà del cartellino. Un nuovo prestito annuale a Castellammare resta comunque un’opzione possibile.

Sul fronte dei rientri, Niccolò Fortini tornerà alla Fiorentina, non prima di aver garantito alla Juve Stabia un prezioso bonus valorizzazione. Situazione diversa per Patryk Peda: il difensore polacco ha espresso al Palermo la sua ferma volontà di tornare a vestire la maglia gialloblù. Molto dipenderà dalle valutazioni che il nuovo tecnico rosanero, Filippo Inzaghi, farà durante il ritiro precampionato.

Capitolo a parte per Demba Thiam. La Juve Stabia vantava un diritto di riscatto sul portiere italo senegalese. Tuttavia la mancata iscrizione della SPAL al prossimo campionato di Lega Pro ha reso il portiere svincolato e dunque libero di accasarsi ovunque. Una situazione in evoluzione che potrebbe rappresentare un’occasione o una beffa per le Vespe.

La filosofia di Abate: giovani, affamati e di talento

Mentre lavora alle conferme, Lovisa scandaglia il mercato alla ricerca di profili giovani, motivati e “affamati”, in piena sintonia con la filosofia del nuovo allenatore Ignazio Abate. L’ex tecnico del Milan Primavera è noto per la sua capacità di lanciare e valorizzare talenti. Non è da escludere che possa indicare alla dirigenza alcuni dei giovani calciatori che ha allenato in questi anni creando un asse diretto tra la sua visione tattica e le scelte di mercato.

La stagione 2025/2026 è alle porte. Con un progetto solido, una dirigenza ambiziosa e un allenatore moderno, la Juve Stabia è pronta a continuare a stupire con l’obiettivo di scrivere un’altra emozionante pagina della sua storia.

Juve Stabia, visione e coraggio: Polcino e Lovisa al fianco del neo tecnico Ignazio Abate

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Le Vespe del futuro iniziano a prendere forma. Dopo settimane di attesa, è arrivata l’ufficialità: Ignazio Abate è il nuovo condottiero della Juve Stabia. Un nome che scalda la piazza, un tecnico giovane ma con le idee chiare, reduce da un’esperienza alla Ternana terminata con un esonero da molti ritenuto ingiusto. Al suo fianco una dirigenza che ha già dimostrato il proprio valore: l’esperienza di Filippo Polcino e la visione innovativa di Matteo Lovisa. Un trio pronto a dare il via a un nuovo capitolo della storia gialloblù.

Le basi societarie sono state gettate, e tra pochi giorni si aprirà ufficialmente il sipario sul calciomercato. Un mercato che, quest’anno, si preannuncia anomalo con la finestra dedicata ai club impegnati nel Mondiale per Club americano che ha già regalato i primi movimenti ufficiali a testimonianza di un calcio in continua evoluzione.

L’Ombra di Milanello e i talenti della Ternana

L’interrogativo che aleggia tra i tifosi è uno solo: quale sarà l’impronta di Abate sulla nuova rosa? È inevitabile pensare a un possibile asse con il passato. Da un lato la Ternana, dove il neo-tecnico ha lanciato e valorizzato diversi elementi che potrebbero seguirlo in questa nuova avventura. Dall’altro, il richiamo di “Milanello” è forte. Abate, cresciuto nel settore giovanile rossonero e poi allenatore della Primavera, conosce a menadito i talenti in erba del club meneghino. La sua esperienza e la sua credibilità nel lavoro con i giovani potrebbero rivelarsi un’arma fondamentale per attirare a Castellammare profili di grande prospettiva.

Castellammare una terra di talenti: Un’eredità da onorare

La scelta di puntare sui giovani non è casuale ma si inserisce in una tradizione consolidata. Castellammare di Stabia è da sempre una piazza che sa come far crescere e lanciare i futuri campioni. La storia parla chiaro: da qui sono partiti per il grande salto giocatori del calibro di Danilo D’Ambrosio e Gabriel Strefezza, e qui si sono consacrati bomber come Marco Sau.

Certo, non tutte le storie hanno avuto un lieto fine. Il pensiero va a calciatori come Biraghi, Pavoletti e Zaza, talenti indiscussi del nostro campionato che all’ombra del Faito trovarono poco spazio. A distanza di anni le ragioni di quelle mancate esplosioni restano un piccolo mistero ma rappresentano un monito: il talento da solo non basta, serve un ambiente in grado di coltivarlo e valorizzarlo.

Abate, il profilo ideale per un futuro a tinte gialloblù

In questo contesto, la figura di Ignazio Abate sembra essere la tessera mancante del puzzle. È il volto giovane e ambizioso che ha già dimostrato di saper lavorare con i giovani, di credere in loro e di saperli trasformare in calciatori pronti per il grande palcoscenico. La sua voglia di emergere si sposa alla perfezione con la fame di una piazza che sogna di consolidarsi nel calcio che conta.

La strada è tracciata: la Juve Stabia del futuro parlerà la lingua dei giovani. Una scommessa affascinante e ambiziosa, che potrebbe trasformare le Vespe in un modello virtuoso per tutto il calcio italiano. Se “giovani a tinte gialloblù” sarà veramente il prossimo futuro della Juve Stabia lo dirà solo il tempo. Ma le premesse per sognare ci sono tutte.

Sport e vita sessuale: esiste davvero un legame? Il punto su dieta, allenamento e il kamagra oral jelly

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Allenarsi fa bene al cuore, si sa, ma la domanda che ricorre negli studi di medicina sportiva è più diretta: quante ripetizioni a settimana servono per mantenere anche il vigore sotto le lenzuola?Ricercatori dell’Università di Torino hanno seguito 120 runner amatori per sei mesi: chi manteneva una frequenza cardiaca media intorno al 70 % della massimale riportava erezioni mattutine più frequenti e livelli di testosterone leggermente superiori ai sedentari.

Non si parla di diventare culturisti, bensì di un mix sostenibile di jogging e circuiti a corpo libero.Il nesso tra chilometri percorsi e qualità della vita sessuale, però, non dipende solo dal pompaggio del sangue; entrano in scena ormoni, ossido nitrico, micro-infiammazioni e, in alcuni casi, supporti farmacologici che richiedono attenzione a timing e dieta.

Ormoni in corsa: come l’esercizio modula testosterone e ossido nitrico

Il primo beneficio misurabile di una sessione cardio è l’aumento transitorio di testosterone, picco che raggiunge il massimo circa trenta minuti dopo lo sforzo.

Questo effetto, combinato con il rilascio di ossido nitrico endoteliale, migliora la vasodilatazione peniena in modo simile, seppur meno marcato, a quanto fa la kamagra oral jelly con il suo principio attivo.L’urologo palermitano Claudio Amato osserva nei pazienti che corrono regolarmente una pressione diastolica mediamente più bassa di 5 mmHg e una latenza di erezione ridotta di circa quaranta secondi rispetto a chi conduce vita da ufficio. È però questione di dose: superare le dodici ore settimanali di allenamento ad alta intensità alza il cortisolo e può deprimere la libido.

Il consiglio pratico resta nella forchetta 150-180 minuti complessivi, alternando giorni di sprint a giorni di recupero attivo con stretching e core stability.

Dieta pro-libido: nutrienti che sostengono sia i muscoli sia l’erezione

Nella stessa ricerca torinese, i runner con dieta povera di zinco presentavano livelli di testosterone inferiori del 12 % rispetto ai compagni di team, nonostante un volume di allenamento identico.Ostriche, fagioli bianchi e noci brasiliane portano il minerale al fabbisogno giornaliero senza ricorrere agli integratori.

Omega-3 da pesce azzurro, invece, aumentano la fluidità di membrana delle cellule endoteliali, facilitando il rilascio di ossido nitrico durante lo stimolo sessuale.Per chi segue un regime plant-based, semi di lino e alghe sono alternative valide.

Attenzione all’alcool: due pinte di birra prima di un rapporto riducono la produzione di ossido nitrico e vanificano gli effetti positivi di una cena equilibrata.Programmare il pasto principale almeno due ore prima dell’intimità e relegare l’alcol a un bicchiere di vino leggero consente di digerire senza che l’iperemia splancnica sottragga sangue al distretto pelvico.

In pratica, la stessa logica che regola la prestazione sportiva vale per la camera da letto: carburante ad alto valore nutritivo, idratazione costante e niente eccessi subito prima della prova.

Sport da camera: esercizi di core e pavimento pelvico per migliorare le prestazioni sotto le lenzuola

Un core stabile riduce la fatica lombare durante posizioni prolungate e libera energia per la contrazione dei muscoli bulbo cavernosi, quei fasci che sostengono la rigidità peniena nei momenti clou.Uno studio dell’Università di Padova ha rilevato che, dopo otto settimane di training mirato, uomini tra i 35 e i 50 anni hanno incrementato del 17 % la durata media dell’erezione durante un test clinico con stimoli visivi controllati.

Il protocollo prevede tre sessioni settimanali da 15 minuti: cinque per il warm-up del trasverso addominale e dieci per esercizi pelvici a ritmo cadenzato.

Ecco una micro-routine che richiede zero attrezzi e si può inserire tra la doccia e il caffè del mattino:

  • Plank inclinato (60 s) — attiva trasverso e diaframma, migliorando la spinta sanguigna verso il bacino.

  • Bridge glutei (15 ripetizioni × 2) — rafforza erettori spinali e muscoli ischio cavernosi; mantenere contrazione apice per tre secondi.

  • Kegel rapido (10 contrazioni veloci + 5 lente) — addestra il pavimento pelvico a sostenere la pressione endocavernosa senza affaticamento.

Eseguita regolarmente, la sequenza porta benefici in circa quattro settimane: maggiore controllo dell’eiaculazione, diminuzione di piccole algie lombari e percezione di spinta durante il rapporto.Il dottor Amato consiglia di abbinare gli esercizi a un timer o a una traccia musicale di tre minuti—abbassa la soglia di abbandono e trasforma il training in abitudine quotidiana.

Bilanciare attività fisica, alimentazione e supporto farmacologico per una vita sessuale in forma

Lo sport alimenta la vasodilatazione endogena e alza ormoni favorevoli; la dieta completa il quadro fornendo minerali e acidi grassi che sostengono la funzione erettile; l’approccio farmacologico, quando necessario, interviene come strumento aggiuntivo, da usare con criterio sotto supervisione medica.

Integrare le tre aree—allenamento moderato, menù ricco di zinco e omega-3, eventuale trattamento a base di Tadalafil o Sildenafil—permette di ottenere prestazioni costanti senza forzare l’organismo.In sintesi, ascoltare il corpo, programmare gli sforzi e rispettare le dosi prescritte resta la via più semplice per mantenere sia la forza muscolare sia il vigore tra le lenzuola.

Taobuk, Anna Foa vince la prima edizione del premio Strega Saggistica

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Premiata ieri sera a Taobuk – Taormina International Book Festival Anna Foa che, con 22 voti su 55 espressi, vince la prima edizione del Premio Strega Saggistica per il libro Il suicidio di Israele (Editori Laterza, 2025).La serata, che si è svolta in Piazza IX Aprile a Taormina nell’ambito del festival Taobuk, è stata condotta da Eva Giovannini e ha visto gli interventi di Antonella Ferrara, presidente di Taobuk – Taormina International Book Festival, Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento, e Salvatore Pulignano, direttore regionale Calabria Sicilia di BPER Banca.

“Accogliere a Taobuk la prima edizione del Premio Strega Saggistica, frutto di una sinergia preziosa con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, è per noi motivo di profondo orgoglio” – ha detto Antonella Ferrara, direttrice e ideatrice di Taobuk – Taormina International Book Festival. “Questo riconoscimento celebra il valore della saggistica come strumento di analisi, coscienza civile e consapevolezza critica.

In un’epoca attraversata da mutamenti e metamorfosi radicali, la riflessione argomentata torna a essere essenziale.Con questo premio celebriamo il potere trasformativo delle idee e il libro come presidio di libertà, rigore e consapevolezza”.Il Comitato scientifico – composto da Carlo Felice Casula, Alfonso Celotto, Antonella Ferrara, Simonetta Fiori, Paolo Giordano, Francesca Mannocchi, Nico Pitrelli, Lucrezia Reichlin, Nino Rizzo Nervo e Giovanni Solimine (presidente) – aveva selezionato, oltre al libro premiato, i seguenti titoli: 

Alessandro Aresu, Geopolitica dell’intelligenza artificiale (Feltrinelli, 2024), voti 5
Vittorio Lingiardi, Corpo, umano (Einaudi,2024), voti 20
Simone Pieranni, 2100.

Come sarà l’Asia, come saremo noi (Mondadori, 2024), voti 4
Luigi Zoja, Narrare l’Italia.Dal vertice del mondo al Novecento (Bollati Boringhieri,2024), voti 4.

L’opera vincitrice è stata determinata dal voto dei cinquantacinque componenti della Giuria, composta da personalità di spicco dell’accademia, della ricerca scientifica e del giornalismo d’inchiesta e culturale, inclusi i componenti del Comitato scientifico.Alla premiazione è intervenuta anche Anne Applebaum, vincitrice del Premio Strega Saggistica Internazionale, assegnato dal Comitato promotore.La giornalista e saggista statunitense naturalizzata polacca, già Premio Pulitzer nel 2004, è autrice di Autocrazie.Chi sono i dittatori che vogliono governare il mondo, tradotto da Tullio Cannillo (Mondadori, 2024).

Il Premio Strega Saggistica è promosso da Taobuk – Taormina International Book Festival, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, in collaborazione con BPER Banca, FUIS-Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Gabinetto Vieusseux e Casa dell’Architettura, media partner Rai, sponsor tecnici Feltrinelli Librerie eSYGLA. 

La nuova sezione completa la costellazione dei riconoscimenti assegnati dal Premio Strega con l’obiettivo di valorizzare l’autorialità anche in questo ambito dell’editoria, promuovendo la lettura come strumento di informazione e di riflessione sui grandi temi del nostro tempo.In un’epoca in cui la discussione è sempre più accesa su questioni fondamentali come la sostenibilità ambientale, il rapporto tra cittadini e istituzioni, il ritorno delle guerre come strumento di risoluzione dei conflitti, l’impatto sociale delle nuove tecnologie, per non citarne che alcune, il genere saggistico conferma la sua efficacia nel mantenere il libro al centro del discorso culturale.

Mariella Musso

Juve Stabia, Lombardini (CalcioFere) ci racconta di quando Ignazio Abate era sulla panchina della Ternana

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Abbiamo scambiato alcune veloci battuti con il collega di “CalcioFere”, Emanuele Lombardini.L’argomento del dibattere è stato Ignazio Abate, che nell’ultima stagione ha allenato la Ternana, squadra seguita dal giornalista in questione:

Abate dopo l’esperienza nel settore giovanile del Milan è approdato a Terni per cimentarsi per la prima volta in un campionato non giovanile.

Come fu accolto all’epoca questo allenatore e cosa vi aspettavate da lui?

Abate è un allenatore di talento.Lo ha dimostrato in una piazza difficile come Terni che ha saputo conquistare nonostante l’iniziale scetticismo, sia perché si trattava di un esordiente, sia per il suo gioco moderno e audace, che muove dal basso.

Abate era arrivato con l’obiettivo di vincere il campionato ed era persino riuscito a ricucire una situazione difficile nel momento in cui era stato esonerato, con la celebra riunione notturna e la squadra che lo ha rivoluto a furor di popolo.

Ha pagato, a mio avviso il fatto di puntare molto sugli stessi giocatori, alcuni dei quali sono arrivati stanchi alle partite chiave.

Un derby dominato e non vinto (0-0) e il tracollo di Lucca contro una squadra allo sbando erano il chiaro sintomo che qualcosa si stava rompendo.Ma è un allenatore con la mentalità vincente e da grande squadra: una piazza calda e ambiziosa come quella stabiese sarà un ottimo banco di prova.Inoltre è un tecnico che si informa su tutto anche del passato della squadra.

Quale è stata secondo te la caratteristica prevalente di Abate che ha permesso al tecnico di incamerare 21 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte (5 se contiamo la coppa Italia) in 34 partite di campionato?

Ha saputo imprimere alla squadra un gioco brillante, molto offensivo.Certamente anche grazie ad un reparto avanzato di tutto rispetto (37 gol in 3), ma anche grazie ad una solidità difensiva notevole.

Non c’è dubbio che nel suo caso, aver giocato a grandi livelli fino a non molto tempo fa e poi aver iniziato la carriera da allenatore con una Primavera che vale quanto una prima squadra, lo porti a ragionare “in grande”.Forse la sua dote migliore in assoluto è la capacità di fare quadrato col gruppo nei momenti difficili: a Terni lo ha dimostrato spesso.

Se mi dovessi trovare un difetto di questo allenatore, un qualcosa che ancora manca per poter fare un ulteriore salto cos’è?

Se c’è ovviamente?

Non è un grandissimo comunicatore, non ha un rapporto eccezionale con la stampa e come molti allenatori moderni tende a “chiudersi per non dare vantaggi agli avversari”.Questo alla lunga può essere un problema se come gli auguro, arriverà in grandi piazze dove è necessario rapportarsi in modo diverso sia con i media che con la tifoseria.

Gli manca inoltre, come è evidente, l’esperienza in contesti importanti.

Tatticamente che calcio vi ha fatto vedere Abate?

Tatticamente è un cultore della difesa a 3, con due esterni che corrono tanto e fanno anche la fase difensiva.Davanti gioca col trequartista e due punte o una punta e due sottopunte, a secondo delle situazioni.

Centrocampo di palleggiatori, ma anche lottatori, fondamentale per il suo gioco con costruzione dal basso un portiere abile con i piedi: Vannucchi arrivò a Terni alla seconda di campionato proprio perché la Ternana perse la prima (e ancora prima la coppa Italia) per un errore del portiere (due diversi portieri…)

Quali sono stati i dissidi con la proprietà che hanno determinato il suo allontanamento dopo essere stato in testa alla classifica per alcune giornate?

Abate è arrivato a Terni portato dal DS Capozucca, quando era ancora presidente e patron Nicola Guida.Poi si sono succeduti altri due DS ed è arrivata la nuova proprietà, con la quale Abate non ha avuto mai grandissimo feeling.

I problemi sono iniziati poco dopo l’arrivo di D’Alessandro (giunto alla vigilia dell’andata col Legnago, la famosa gara dell’8-1) e sono andati avanti: non c’era intesa su alcune scelte tecniche.

Abate è stato esonerato alla fine del mercato di riparazione, al momento della composizione delle liste ed è stato richiamato in piena notte, poche ore dopo, su pressione dei giocatori.

Da quel momento, i rapporti si sono però ulteriormente ridotti, è cresciuto il malumore e l’insoddisfazione della proprietà e quando la squadra ha avuto un crollo inatteso soprattutto nelle modalità, il patron ha deciso di cambiare, a poche settimane dalla fine del campionato, rischiando anche molto, perché nessuno sapeva come la squadra avrebbe reagito non tanto all’arrivo di Liverani quanto proprio all’esonero.

Alcuni calciatori, portati dall’ex DG Foresti, erano rimasti esclusivamente per Abate.L’esonero dell’ultimo DS Mammarella – legatissimo ad Abate – è legato anche questo agli stessi motivi.

Pensi sia stata giusta la sua scelta di raccogliere un’eredità importante lasciata da Guido Pagliuca alla Juve Stabia che in due anni ha ottenuto prima una promozione in Serie B con tre giornate di anticipo e poi il quinto posto utile alla disputa dei Play Off?

Abate meritava un’occasione in serie B ed è arrivata una piazza dove comunque si è fatto benissimo.

Per cui l’asticella per lui è molto alta.Si gioca tanto: se farà bene, può essere un trampolino verso la serie A in un tempo relativamente breve.Dovesse fallire avrà altre occasioni ma sicuramente mettere due volte la voce esonero al fianco delle sue prime esperienze senior sarebbe pesante.

Il Boxing Club Castellammare Brilla ai Campionati Italiani di Gym Boxe a Cattolica: Due Argenti e Un Bronzo

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Si è conclusa con un bilancio di grande successo la trasferta della Boxing Club Castellammare ai Campionati Italiani di Gym Boxe, svoltisi a Cattolica dal 13 al 15 giugno. La squadra stabiese, guidata con maestria dagli allenatori Giuseppe Savarese e Mauro Caso, ha portato a casa un prestigioso medagliere composto da due argenti e un bronzo, confermando la sua eccellenza a livello nazionale.

Dopo il trionfo dello scorso anno a Fermo, dove il team aveva conquistato due medaglie d’oro, le aspettative erano alte. Gli atleti della Boxing Club Castellammare non hanno deluso dimostrando ancora una volta il valore della scuola pugilistica campana. Su cinque atleti presentati alle finali nazionali tre sono saliti sul podio, un risultato che riempie di orgoglio la società e l’intera città di Castellammare di Stabia.

Boxing club Castellammare campionati Gym Boxe Cattolica (1)Le finali hanno visto Luigi Fiumarella, alla sua prima esperienza in un campionato nazionale, conquistare una splendida medaglia d’argento e il titolo di Vice Campione Italiano. Un esordio eccezionale che promette un futuro brillante per il giovane atleta. Stesso metallo pregiato per Chiara Maiova che si è fermata solo in finale laureandosi Vice Campionessa Italiana al termine di un percorso impeccabile.

A completare il medagliere è stata Ersilia Pennino che ha conquistato una meritatissima medaglia di bronzo. L’atleta si è fermata in semifinale al termine di un incontro combattuto e dal risultato discusso che le ha comunque garantito il terzo posto sul podio nazionale.

Si sono fermati agli ottavi di finale ma con grande onore gli altri due atleti in gara, Ciro Cesarano e Jasmin Sergi, che hanno comunque contribuito al percorso complessivo della squadra in questa importante competizione.

Grande è la soddisfazione espressa dai maestri Mauro Caso e Giuseppe Savarese: “Siamo davvero orgogliosi dei nostri ragazzi. Pur essendo atleti amatoriali, con i loro impegni quotidiani, dimostrano una dedizione e una costanza straordinarie. Questi risultati sono il frutto del loro duro lavoro e della loro passione per questo sport, è la conferma che il nostro progetto sportivo ed educativo sta andando nella giusta direzione”.

La Boxing Club Castellammare chiude così i Campionati Italiani di Gym Boxe a testa alta con la promessa di continuare a lavorare con la stessa determinazione per formare atleti e individui di valore.

Avanti tutta Boxing Club Castellammare!

Castellammare di Stabia, al via la rigenerazione del centro antico: da lunedì 23 giugno i primi cantieri

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Prenderanno il via lunedì 23 giugno gli attesi lavori di rigenerazione urbana del centro antico di Castellammare di Stabia. Si apre così un capitolo importante per la città, con un progetto ampio e articolato che mira a restituire decoro, vivibilità e nuova luce a uno dei suoi luoghi più storici e identitari, l’area compresa tra Piazza Fontana Grande e la Strada del Gesù.

L’opera, attesa da tempo dalla cittadinanza, si pone l’ambizioso obiettivo di coniugare la riqualificazione urbana con la sostenibilità ambientale. Gli interventi previsti sono mirati a un miglioramento complessivo della qualità della vita e alla valorizzazione del prezioso patrimonio architettonico e culturale del quartiere. Tra le opere principali figurano la ripavimentazione delle strade e il potenziamento dell’illuminazione pubblica, due azioni fondamentali per garantire maggiore sicurezza e un rinnovato decoro urbano.

Per ridurre al minimo i disagi per i residenti e le attività commerciali, l’Amministrazione comunale ha previsto un’organizzazione dei cantieri per fasi. La prima fase, il cui completamento è stimato entro il mese di settembre 2025, interesserà un nucleo significativo del centro antico, includendo le seguenti strade: salita Piazza Grande, Largo Santo Spirito, Calata del Gesù, via Padiglione e via Campo di Mola.

Questo primo lotto di lavori segna l’avvio di un percorso di trasformazione che punta a restituire piena funzionalità e centralità al cuore storico di Castellammare. Una volta conclusa questa fase, i lavori proseguiranno secondo il cronoprogramma approvato dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Ogni nuova fase verrà comunicata tempestivamente alla popolazione per garantire la massima trasparenza.

“Finalmente prende il via un intervento atteso da tempo, che porterà benefici concreti sia in termini di qualità della vita che di rilancio del tessuto economico e sociale del centro antico” – ha dichiarato con soddisfazione il primo cittadino, Luigi Vicinanza. Le sue parole sottolineano l’importanza strategica di un progetto che non solo migliorerà l’estetica urbana, ma che mira a essere un volano per la rinascita sociale ed economica dell’intera area.

Juve Stabia, Ignazio Abate il nuovo timoniere dal futuro ambizioso nel segno della valorizzazione dei giovani

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La Juve Stabia del presidente Andrea Langella ha ufficialmente scelto la sua nuova guida tecnica, guardando al futuro con ambizione e coerenza. Il nome che era nell’aria da giorni è ora una solida realtà: Ignazio Abate è il nuovo allenatore delle Vespe. Con la firma di un contratto biennale, l’ex terzino del Milan e della Nazionale prende le redini della squadra, incarnando perfettamente la visione di un club che punta a costruire basi solide per il domani.

L’annuncio, arrivato in questi giorni, pone fine alle speculazioni e apre un capitolo nuovo ed entusiasmante per la società gialloblù. La scelta di Abate, fortemente voluta dal presidente Langella e dal direttore sportivo Matteo Lovisa, il cui contratto è stato prolungato, non è affatto casuale ma risponde a un’identità progettuale ben precisa.

“Abbiamo scelto un profilo giovane e motivato, con la voglia di fare bene nel nostro progetto,” ha dichiarato il presidente Langella, sottolineando le caratteristiche che hanno reso Abate il candidato ideale. E infatti, nonostante la sua relativa giovane età da allenatore Abate porta con sé un bagaglio di esperienze e conoscenze che lo rendono una scelta stimolante e piena di prospettive.

Dall’esperienza in campo alla valorizzazione dei talenti

Abate non è un volto qualunque nel panorama calcistico. La sua lunga e prestigiosa carriera da calciatore, trascorsa ai massimi livelli e culminata con anni di successi al Milan, gli ha permesso di assimilare una mentalità vincente e la professionalità richiesta per competere ad alti standard. Questa esperienza diretta sul campo, unita alla sua recente e proficua dedizione al settore giovanile del Milan, lo rende un interlocutore ideale per i giovani talenti su cui la Juve Stabia intende puntare.

È proprio nel lavoro con i ragazzi che Ignazio Abate ha dimostrato le sue migliori qualità da tecnico. Il suo percorso con le formazioni giovanili del Milan è stato un crescendo di successi, culminato con il raggiungimento di una storica finale di UEFA Youth League con la formazione Primavera. Questo traguardo testimonia la sua capacità non solo di ottenere risultati ma di sviluppare il potenziale dei calciatori. Sa come motivare, come correggere, come far emergere il potenziale inespresso e come guidare i ragazzi attraverso le delicate sfide del professionismo.

Una sintonia di visioni con il Presidente Langella

La visione del presidente Andrea Langella, focalizzata sulla crescita sostenibile con uno sguardo sempre attento ai giovani, si sposa perfettamente con le caratteristiche di Ignazio Abate. “Sono felice di essere tornato nella terra nella quale sono nato,” ha dichiarato il neo-tecnico, “pronto a dare del mio meglio per la società che mi ha voluto e per i nostri tifosi che sono caldi e passionali come piacciono a me.”

Un allenatore come lui può portare alla Juve Stabia non solo competenza tattica e metodologia di lavoro all’avanguardia ma anche un appeal derivante dal suo passato da giocatore e dalla sua freschezza come tecnico. La sua presenza in panchina rappresenta un forte segnale per l’ambiente e potrebbe attrarre giovani promettenti garantendo un percorso di crescita sia per la squadra che per i singoli elementi che la comporranno.

Le grandi prospettive su Ignazio Abate non sono solo un auspicio ma una diretta conseguenza della sua dedizione, della sua visione e della sua provata capacità di far sbocciare i talenti. Con questa scelta coraggiosa e programmatica, la Juve Stabia, sotto la guida di un tecnico così preparato e motivato, si prepara a imboccare una strada che nelle speranze della dirigenza e dei tifosi sarà ricca di soddisfazioni.

Francesco Zanardini è il nuovo Responsabile Scouting della Juve Stabia

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La S.S. Juve Stabia 1907 ha ufficializzato l’ingresso di Francesco Zanardini nel proprio quadro dirigenziale. L’ex calciatore e dirigente bresciano assume l’incarico di Responsabile Scouting, firmando un contratto biennale che lo legherà al club campano fino al 30 giugno 2027.

Zanardini entra a far parte dello staff del direttore sportivo Matteo Lovisa, con il quale, secondo quanto comunicato dalla società, aveva già collaborato in passato. Questa nomina si inserisce in un quadro di rafforzamento della struttura tecnica della Juve Stabia determinata a consolidare la propria posizione nel campionato cadetto.

Nato a Iseo, in provincia di Brescia, il 30 marzo 1987, Francesco Zanardini ha un passato da calciatore. Cresciuto nel settore giovanile del Brescia Calcio, ha poi intrapreso una carriera che lo ha visto vestire le maglie di diverse squadre, tra cui Bellaria, Lumezzane, e ha avuto anche esperienze all’estero con i club rumeni Bihor Oradea e UTA Arad. Rientrato in Italia, ha concluso la sua carriera agonistica tra Serie D ed Eccellenza con Darfo Boario, Ciserano e Brusaporto.

Appese le scarpe al chiodo, Zanardini ha intrapreso con successo il percorso formativo per diventare dirigente sportivo, conseguendo le abilitazioni di Direttore Sportivo e di Responsabile del Settore Giovanile. La sua carriera dietro la scrivania è iniziata al Breno FC, in Serie D, dove per due stagioni ha ricoperto il doppio ruolo di Direttore Sportivo e Responsabile Scouting. Successivamente, ha compiuto il salto nei professionisti, assumendo l’incarico di responsabile dell’area scouting prima alla Triestina e, nella scorsa stagione, al Lumezzane, entrambe militanti in Serie C.

L’arrivo di Zanardini a Castellammare di Stabia rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di una Juve Stabia ambiziosa che punta a una programmazione a lungo termine sotto la guida del direttore sportivo Matteo Lovisa, reduce dal successo della promozione e recentemente confermato alla guida dell’area tecnica con un prolungamento contrattuale.

La società, nel dare il benvenuto a Zanardini, ha espresso “il più caloroso benvenuto a Castellammare di Stabia e un sentito in bocca al lupo per la new avventura professionale”, sottolineando la fiducia riposta nel nuovo responsabile dell’area scouting per le sfide future.

Juve Stabia, Peppino Rizza: Festeggiò la promozione in B del 19 giugno. Un Cuore Gialloblù che batte ancora.

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A volte, la vita ci mette di fronte a prove incomprensibili, strappandoci via persone troppo presto e lasciando un vuoto incolmabile e un senso di profonda ingiustizia. È il caso di Giuseppe Rizza, un giovane calciatore il cui sogno è stato interrotto da un destino crudele. Nonostante il tempo passi, il suo ricordo rimane vivo e intatto, specialmente nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e vederlo onorare la maglia della Juve Stabia.

“Peppino”, come lo chiamavano affettuosamente tutti, non era solo un calciatore; era un ragazzo dal sorriso contagioso, una determinazione ferrea e una passione smisurata per il pallone. La sua prematura scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020 a soli 33 anni a causa di un aneurisma cerebrale, ha lasciato un’eredità che va ben oltre i campi da gioco, un’eco di talento e umanità che risuona ancora forte.

Dalla Juventus a Castellammare: Nascita di un Legame Indissolubile

Nato a Noto l’8 aprile 1987, il talento di Rizza fu subito evidente. Il suo percorso calcistico iniziò nelle prestigiose giovanili della Juventus, un’esperienza che forgiò il suo carattere e affinò la sua tecnica. Tuttavia, fu a Castellammare di Stabia che il suo nome divenne leggenda.

La sua prima avventura con le Vespe risale alla stagione 2007-2008. In un campionato di Serie C1 difficile per i colori gialloblù, Giuseppe Rizza emerse come uno dei simboli, se non il simbolo, di quella squadra. Con le sue 27 presenze e 2 gol, divenne un autentico trascinatore, un faro nella lotta per la salvezza. La sua grinta, i suoi dribbling sulla fascia sinistra e la sua instancabile dedizione lo resero un beniamino indiscusso dei tifosi, che in lui vedevano non solo un grande giocatore, ma un ragazzo che incarnava la voglia di non arrendersi mai.

Una Carriera Segnata dalla Sfortuna, Ma Non dalla Resa

La carriera di “Peppino” fu purtroppo costellata da tanti, troppi infortuni che ne limitarono l’ascesa. Dopo le esperienze con Livorno, Arezzo e Pergocrema, il destino lo riportò a casa, a Castellammare. Nel gennaio del 2011, Rizza tornò a vestire la maglia della Juve Stabia, giusto in tempo per scrivere una delle pagine più gloriose della storia del club con la conquista della Coppa Italia di serie C (prima e unica volta per le Vespe) ed il ritorno in Serie B dopo quasi 60 anni. Fu parte integrante della squadra che, al termine di una cavalcata trionfale, conquistò la Coppa Italia di Lega Pro e soprattutto una storica promozione in Serie B.

Anche in questa seconda esperienza seppur con un contributo numericamente inferiore a causa dei problemi fisici il suo carisma e il suo spirito di squadra furono fondamentali per il gruppo. La Juve Stabia, per lui, non era solo una squadra ma “un pezzo di cuore” come amava ripetere sui social e nelle interviste, circondato dall’affetto di amici che avevano imparato ad apprezzare prima l’uomo e poi il calciatore.

Un’Eredità di Luce e Passione

Le sue gesta in campo non erano solo espressione di abilità tecnica ma di una gioia di vivere e di un amore autentico per il gioco. Giuseppe incarnava i valori più puri dello sport: sacrificio, lealtà e la capacità di lottare contro ogni avversità. Era un esempio per i compagni, un punto di riferimento per gli allenatori e un idolo per i tifosi.

Ma il ricordo di Giuseppe non è fatto solo di tristezza per un sogno interrotto. È un ricordo fatto di luce, di energia, di quel sorriso che sapeva illuminare ogni ambiente. È un monito a non dare mai nulla per scontato, a vivere ogni istante con la stessa intensità e passione che lui metteva in ogni partita in ogni allenamento.

L’eco delle sue corse sulla fascia, l’amore per quella maglia gialloblù e il calore del suo sorriso rimangono un segno indelebile nei cuori di tutti. Giuseppe Rizza ci ha lasciato troppo presto, ma il suo spirito continua a vivere nel ricordo di chi lo ha amato un ragazzo che ha trasformato una partita di calcio in una lezione di vita.

Eroi gialloblù: Il ricordo indelebile della Juve Stabia 2011 che il 19 giugno trionfò al Flaminio di Roma

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Una data, un luogo, un’emozione che restano scolpiti nella memoria di un’intera città: 19 Giugno 2011, Stadio Flaminio di Roma. È il giorno in cui la Juve Stabia, al termine di una stagione memorabile, conquistò un’agognata promozione in Serie B, riportando le Vespe nel calcio che conta dopo sessant’anni. Quella squadra, entrata di diritto nella leggenda del club, porta il volto e l’impronta indelebile di un uomo: Piero Braglia. L’allenatore di Grosseto, con il suo carisma e la sua sapienza tattica, seppe plasmare un gruppo straordinario, diventando uno dei tecnici più amati nella storia gialloblù.

Alle sue spalle, una società solida guidata con passione dalla coppia di presidenti Franco Giglio e Franco Manniello, e un mercato oculato orchestrato dal direttore sportivo Salvatore Di Somma, capace di assemblare un mix perfetto di gioventù, esperienza e puro talento.

Quella del 2010-2011 fu una stagione trionfale su tutti i fronti. Prima ancora dell’apoteosi dei playoff, le Vespe misero in bacheca la Coppa Italia Lega Pro, a testimonianza della forza di un organico completo in ogni reparto. Tra i pali, si alternarono due portieri che si rivelarono entrambi protagonisti: la sicurezza di Ermanno Fumagalli e l’esplosività del giovane Simone Colombi le cui parate furono decisive in innumerevoli occasioni.

La difesa era un fortino eretto su pilastri di carisma ed esperienza. Su tutti svettava Morris Molinari, il “Gigante Buono”, che in quel finale di stagione si trasformò in un eroe inaspettato, segnando gol pesantissimi e decisivi nei playoff contro il Benevento e, soprattutto, nella finalissima di Roma. Al suo fianco, la leadership silenziosa ma efficace di Alessandro Fabbro, ragazzo dal sorriso contagioso che in campo si trasformava in un marcatore arcigno. A completare il reparto, l’affidabilità di Stefano Dicuonzo, un uomo sempre al posto giusto nel momento giusto, l’ordine tattico di Donovan Maury, la grinta e il cuore di Salif Dianda sulla fascia, l’esperienza di Luigi Pezzella e la solidità di Gennaro Scognamiglio, una vera roccia dal cuore gialloblù. E come non ricordare la corsa instancabile di Giuseppe Rizza, la “Freccia Siciliana”, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari e dei tifosi che lo ammiravano.

Il centrocampo era il motore pulsante della squadra, un concentrato di qualità, quantità e leadership. Adriano Sartorio Mezavilla, non a caso soprannominato “Il Sindaco” di Castellammare, era l’anima della mediana, un uomo capace di trascinare i compagni e abituato a vincere. Accanto a lui, la dinamicità di Riccardo Cazzola, un talento purissimo che legherà poi il suo nome all’Atalanta prima di una carriera sfortunata a causa degli infortuni, e le geometrie raffinate di Ciro Danucci, faro di eleganza in mezzo al campo. Un contributo importante, soprattutto nella prima parte di stagione, arrivò anche dal giovane Guido Davì e dall’esperto Nicola Ciotola.

In attacco Braglia poteva contare su un arsenale variegato e letale. Andrea Raimondi “il furetto” con le sue accelerazioni improvvise era capace di spaccare le difese avversarie. Nazzareno Tarantino era semplicemente una leggenda in maglia gialloblù, un giocatore il cui nome non ha bisogno di presentazioni per i tifosi stabiesi. A guidare l’attacco, l’esperienza e il fiuto del gol di Giorgio “Re” Corona, che siglò il gol della sicurezza al Flaminio facendo esplodere di gioia il suo popolo. E poi i giovani, talenti pronti a esplodere: la classe di Diego Albadoro, autore di gol di pregevole fattura, e la velocità dirompente di Jerry Mbakogu, capace di accendere le partite con la sua potenza.

Castellammare di Stabia è una città che vive di calcio, un luogo dove la passione per la maglia gialloblù si tramanda di generazione in generazione. E in ogni stagione, in ogni vittoria, in ogni impresa che resta impressa nella memoria, ci sono figure che trascendono il ruolo di semplici calciatori o membri dello staff.

Sono gli eroi, coloro che con il loro impegno, la loro dedizione e il loro amore per i colori stabiesi hanno lasciato un segno indelebile. Per questo, Castellammare ringrazia. E ringrazierà per sempre i suoi eroi del 2011. Il loro ricordo è la fiamma che continua ad alimentare la passione e a ispirare le future generazioni di Vespe.

Castellammare di Stabia: Un’estate a misura di famiglia tra sconti per le spiagge e litorale da vivere

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A Castellammare di Stabia, l’estate 2025 si apre con una promettente sinergia tra l’amministrazione comunale e gli operatori turistici, volta a migliorare la fruibilità e il decoro del litorale per residenti e visitatori. Un’intesa siglata di recente mira a rendere il mare più accessibile, specialmente per le famiglie stabiesi, consolidando al contempo gli sforzi per la riqualificazione ambientale e urbana.

Frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza e i concessionari balneari locali (Bagno Conte, Bagno Elena, Famous Beach, Garden Beach, La Limpida, Lido Moderno e Lo Scoglio), l’iniziativa principale prevede uno sconto del 30% per le famiglie residenti. L’offerta, valida dal lunedì al venerdì per i mesi di giugno, luglio e settembre 2025, escludendo quindi il periodo di massima affluenza di agosto, si applica ai nuclei familiari composti da almeno tre persone paganti. Questi potranno acquistare un pacchetto di 10 ingressi, comprensivo di ombrellone e sedute (lettini o sdraio), presentando un documento che attesti la residenza. L’agevolazione sarà disponibile fino a esaurimento del 25% della capienza dei servizi offerti da ciascuno stabilimento. Resta inoltre confermato, come da normativa regionale, l’accesso gratuito per i minori di 12 anni.

“Abbiamo voluto fare un piccolo gesto concreto per le famiglie stabiesi, offrendo loro un’opportunità di risparmio e una maggiore accessibilità ai servizi balneari,” ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza. “Al tempo stesso, continuiamo a garantire l’accesso libero e gratuito al mare in Villa Comunale, dove l’acqua è pulita, l’arenile viene curato e stiamo investendo nel verde e nel decoro. È un lavoro che sta dando i suoi frutti, in una città che torna a credere nel suo mare e nel proprio futuro.”

A conferma delle parole del primo cittadino, le recenti analisi dell’ARPAC, effettuate lo scorso 17 giugno nel tratto di mare antistante la Villa Comunale, hanno attestato l’eccellente qualità delle acque. I valori registrati sono risultati nettamente inferiori ai limiti di legge, con meno di 10 unità formanti colonia per 100 ml, a fronte di soglie massime fissate a 200 e 500.

Parallelamente, l’impegno per la cura del territorio prosegue con interventi mirati. Oltre alla pulizia straordinaria dell’arenile, il lungomare è oggetto di un’opera di riqualificazione paesaggistica. Un esempio concreto si è avuto nella mattinata di giovedì 19 giugno, con la piantumazione di cinque nuove palme Washingtonia nei pressi della Banchina di Zì Catiello. L’iniziativa, promossa dal Garden Club Stabiae presieduto da Antonella Capasso e realizzata in accordo con il Settore IV – Area Tecnica del Comune, ha visto la fornitura delle piante da parte del vivaio Pompei’s Garden e l’intervento tecnico della ditta specializzata Giardino & Paesaggio. Un ulteriore passo verso una città sempre più verde e accogliente.

Carlo Ametrano: “La Ferrari prende in giro i tifosi da molti anni”

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Carlo Ametrano, giornalista e scrittore stabiese, ha parlato a ViViCentro per fare un punto sulla stagione per ora della Ferrari.

Carlo che cosa succede in Ferrari?

“Parliamo di un caos totale.Ogni anno è sempre la stessa storia: non si vince e basta.

Quest’anno è stata un’altra presa in giro a tutti i tifosi sparsi nel mondo.Ogni tre-quattro gare se ne parla l’anno prossimo.

Non so come possa esserci a capo Vasseur.Si parla di un suo possibile addio.

Vediamo che cosa succederà, per me non può esserci un box così.Hamilton ha detto che ci sono delle cose che non può dire.

Mah”.

Diciamo promesse per il titolo non mantenute.

“Noi siamo esseri umani.Io parlo con dati statistici.

Se ti chiami Ferrari e ogni fai questo tipo di campionato non è corretto e non è una bella figura per tutti i tifosi presenti in Italia e nel mondo.Hamilton non è stato rispettato”.

Vasseur andrà via?

“Così dicono.

Elkann è molto turbato da questa vicenda, anche lui sperava in qualcosa in più.Ora vediamo che cosa succederà”.

Come si esce da questa situazione?

“Non se ne esce.

Per me in Ferrari sono in enorme difficoltà, la vedo molto dura.Loro credevano in Hamilton, che è stato preso per marketing.

E lo stesso Lewis deve ancora svelare tanto altro”.

Per salutarci vogliamo ricordare i tuoi appuntamenti?

“Quest’anno ci sono stati diverse tappe: abbiamo fatto il Senna Day e siamo andati a veder il GP.Siamo andati anche all’Orgoglio Motoristico Romano.

Prossimo impegno Minardi Day.Come sempre ringrazio Odeon Tv con Martina Renna, Filippo Gherardi e Federica Afflitto”.

La polizia locale di Roma Capitale salva un cane dall’annegamento: Gilda è il nome del setter di 11 anni

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Attimi di grande apprensione questa mattina in zona Tor Vergata, dove un cane è stato salvato da un annegamento quasi certo grazie al pronto intervento di una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale. La protagonista a quattro zampe di questa storia a lieto fine è Gilda, una setter di 11 anni.

Erano circa le 9 di questa mattina quando una pattuglia del VI Gruppo Torri, in servizio di perlustrazione lungo viale della Sorbona, ha udito dei flebili lamenti provenire da un fossato adiacente alla carreggiata, all’altezza di via Carcaricola. Insospettiti, gli agenti sono scesi dal veicolo di servizio per ispezionare l’area.

Affacciatisi sulla scarpata, si sono trovati di fronte a una scena drammatica: un cane era in evidente difficoltà e stava rischiando di annegare nell’acqua e nel fango raccoltisi sul fondo. Nonostante la notevole pendenza di oltre sei metri, gli agenti non hanno esitato un istante. Con cautela ma con grande determinazione, sono riusciti a scendere nel fosso e a raggiungere l’animale, visibilmente terrorizzato e indebolito.

Una volta messo in salvo, il cagnolino, tremante ma incolume, ha rivelato un dettaglio fondamentale per il suo ricongiungimento: al collo portava una medaglietta con incisi i recapiti telefonici della proprietaria. Contattata immediatamente, la donna si è precipitata sul posto in un comprensibile stato di forte agitazione.

Alla vista della sua Gilda, sana e salva tra le braccia dei suoi soccorritori, la proprietaria è scoppiata in lacrime di gioia e sollievo. Ha raccontato agli agenti che la sua setter si era allontanata da casa un paio d’ore prima e che da quel momento la stava cercando disperatamente in tutta la zona, temendo il peggio.

La donna ha espresso profonda gratitudine agli agenti del VI Gruppo Torri, elogiandone la grande professionalità, la sensibilità e la tempestività dell’intervento, che di fatto ha salvato la vita alla sua anziana compagna di vita. Una storia che sottolinea ancora una volta l’importanza della presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio e il loro ruolo fondamentale non solo per la sicurezza dei cittadini, ma anche per la tutela dei nostri amici animali.

Juve Stabia, Ignazio Abate: Un figlio d’arte che sta seguendo le orme paterne

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Ignazio Abate, una delle figure più riconoscibili del recente passato milanista, sbarca a Castellammare di Stabia per intraprendere un nuovo capitolo della sua carriera: quello di allenatore. Dopo un percorso nel settore giovanile e una breve esperienza alla Ternana, Abate raccoglie l’eredità di Mister Pagliuca, con l’obiettivo di mettere a frutto l’esperienza di una vita dedicata al calcio.

Prima di sedersi sulla panchina della Juve Stabia, Ignazio Abate ha forgiato le sue prime armi come allenatore nelle giovanili del Milan. Un percorso graduale che lo ha visto crescere all’interno del vivaio rossonero, fino all’incarico di tecnico della Primavera e l’esperienza alla Ternana. Ora, per lui, la prima vera grande opportunità nel calcio che conta.

Beniamino e Ignazio Abate: Due Generazioni, Un’Unica Passione

La storia di Ignazio Abate si intreccia indissolubilmente con quella del padre Beniamino, un portiere che ha lasciato il segno nel calcio italiano, arrivando a vincere una Coppa UEFA con l’Inter da secondo di Walter Zenga, ha inoltre indossato le maglie di Cagliari ed Udinese. Un “DNA calcistico” che ha permeato la carriera di entrambi, con Beniamino che, dopo aver appeso i guantoni al chiodo, ha intrapreso un importante percorso come preparatore dei portieri, anch’esso legato a doppio filo al mondo Milan.

Da allenatore dei portieri il padre ha avuto una carriera importante nel Milan ricoprendo vari ruoli nel settore portieri rossonero. Inizialmente, ha affiancato Villiam Vecchi come preparatore dei portieri della prima squadra fino al 2008, anno in cui il ruolo è passato a Valerio Fiori.
Successivamente, Beniamino Abate si è dedicato al settore giovanile rossonero, allenando i portieri della Primavera.

Nella stagione 2015-2016 ha ricoperto lo stesso incarico per gli Allievi Nazionali, passando poi agli Esordienti nella stagione successiva.
Nel 2018-2019, è tornato ad allenare i portieri della Primavera, per poi passare all’Under 18 del club.

Nel 2024, ha avuto una breve esperienza come allenatore dei portieri della formazione femminile del Diavolo.

Ignazio Abate: L’Esempio del “Non Mollare Mai” in Rossonero

Con la maglia del Milan, Ignazio Abate ha vissuto anni intensi, diventando un punto di riferimento per il suo spirito di sacrificio e la sua inarrestabile grinta. Sebbene il palmarès da calciatore possa sembrare esiguo (due Supercoppe italiane e uno Scudetto), la sua dedizione e il suo attaccamento alla maglia lo hanno reso un’icona per i tifosi rossoneri, specialmente in un periodo storico complesso per il club. Ora, quella stessa mentalità sarà fondamentale per la sua avventura alla Juve Stabia.

Cantiere Stradale Abusivo a Castellammare di Stabia: Multa di Oltre 800 Euro e Obbligo di Ripristino

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Un’operazione di controllo del territorio da parte della polizia municipale ha portato alla scoperta di un cantiere stradale completamente abusivo in via Lattaro. Nella giornata di mercoledì 18 giugno, gli agenti, sotto la guida del comandante Francesco Del Gaudio, hanno sorpreso una ditta intenta a effettuare lavori senza alcuna autorizzazione.

L’intervento è scattato durante un pattugliamento di routine, quando l’attenzione degli agenti è stata attirata da lavori in corso sulla sede stradale. A seguito di un’immediata verifica con l’ufficio tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, è emersa la totale assenza dei permessi necessari per l’apertura del cantiere e l’esecuzione delle opere.

Di fronte all’irregolarità, i vigili urbani hanno proceduto a elevare sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 800 euro nei confronti dei responsabili della ditta esecutrice.

Oltre alla sanzione pecuniaria, è stato imposto ai trasgressori l’obbligo di interrompere immediatamente i lavori e di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, cancellando ogni modifica apportata abusivamente alla via. L’operazione rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio voluta dall’amministrazione per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini.

Gragnano, Capitale del Gusto: Da domenica 22 Giugno Torna il Festival del Panuozzo con 11 Specialità Uniche

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Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. A Gragnano fervono i preparativi per l’attesissima edizione 2025 del Festival del Panuozzo, che da domenica 22 a martedì 24 giugno animerà via Quarantola per tre serate indimenticabili. A partire dalle ore 19, un profumo inebriante avvolgerà la città della pasta, celebrando uno dei suoi più amati capolavori gastronomici in 11 diverse e sorprendenti sfaccettature.

L’evento, organizzato dall’Associazione Produttori Panuozzo di Gragnano con il patrocinio del Comune di Gragnano e della Regione Campania, promette un’immersione totale nel gusto e nella tradizione. “Sarà una tre-giorni all’insegna del gusto e della riscoperta delle nostre tradizioni”, afferma con orgoglio Ciro Minopoli, presidente dell’associazione. “Il panuozzo è un prodotto che punta sempre più sulla competenza negli impasti e sulla qualità dei prodotti utilizzati per la farcitura”.

Un Percorso Gastronomico per Tutti i Palati

Il cuore pulsante della kermesse saranno gli 11 produttori che, con i loro forni a legna allestiti lungo la strada, sforneranno panuozzi senza sosta. I visitatori potranno degustare la versione classica, con pancetta e mozzarella, oppure lasciarsi tentare dalle 11 varianti “special”, una per ogni produttore, pensate per esaltare la creatività e i sapori del territorio.

La manifestazione vuole essere inclusiva e accontentare ogni palato. Per questo, non mancherà uno stand “gluten free” per chi segue un regime alimentare senza glutine e un angolo interamente dedicato ai più golosi, con il panuozzo dolce da farcire al momento con deliziose creme, cioccolato o pistacchio.

Ecco l’elenco completo delle specialità che si potranno assaggiare:

  • O’ Presidente: Fior di latte di Gragnano, pancetta, peperoncini verdi, salsiccia sbriciolata e scaglie di provolone antico.
  • Fratelli Mascolo 1995: Fior di latte di Gragnano, parmigiana di patate, speck e stracciatella.
  • Valle dei Mulini: Fior di latte di Gragnano, provola, porchetta di Ariccia, patatine fritte, funghi trifolati e salsa barbecue.
  • Il Tempio: Fior di latte di Gragnano, pancetta, salsiccia e patate al forno.
  • Mascolo 1982: Salsiccia, guanciale, funghi porcini e fior di latte di Gragnano.
  • Malaingrano: Fior di latte di Gragnano, pancetta e melanzane arrostite.
  • Luigi ‘o furnar: Porchetta, provola di Gragnano e patate al forno.
  • Ciccio ‘O Ciccione: Mortadella, crema di pistacchio e stracciatella di fior di latte di Gragnano.
  • Pascarlì: Fior di latte di Gragnano, kebab e patatine fritte.
  • Il Tris: Provola di Gragnano, salsiccia e friarielli.
  • Domenico Mascolo: Pancetta, fior di latte di Gragnano, fonduta di provolone dei Monti Lattari e zucchine.

Non Solo Cibo: Festa, Musica e Spazio per i Bambini

Il Festival del Panuozzo sarà anche una grande festa popolare. Le serate saranno animate da artisti di strada, dj set e musica dal vivo, creando un’atmosfera vibrante e coinvolgente. Grande attenzione sarà dedicata alle famiglie, con uno spazio speciale interamente dedicato ai bambini, dove potranno divertirsi con laboratori creativi pensati appositamente per loro.

Verso il Riconoscimento IGP

L’evento è anche un’importante vetrina per il futuro del panuozzo. “Abbiamo già registrato un marchio – continua il presidente Minopoli – ma puntiamo al riconoscimento Igp per la difesa dell’origine del prodotto e della metodologia di realizzazione, che è già racchiusa in un disciplinare. Inoltre, ci stiamo muovendo in sinergia con la neonata associazione produttori Fior di latte di Gragnano e il Consorzio produttori Penisola Sorrentina DOP”. Un passo fondamentale per proteggere e valorizzare un’eccellenza che unisce storia, artigianalità e sapore.

Per facilitare la partecipazione, saranno allestiti parcheggi dedicati nelle vicinanze di via Quarantola. L’appuntamento è quindi fissato per domenica 22 giugno: Gragnano è pronta a trasformarsi, ancora una volta, nella capitale dello street food di qualità.