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Juve Stabia, il giudice sportivo per la gara con il Palermo ferma Gabrielloni, come previsto, e un rosanero

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L’eco del pareggio per 1-1 maturato al “Romeo Menti” contro la Carrarese non si è ancora spento, ma per la Juve Stabia è già tempo di guardare avanti. Archiviata la giornata n.30 del campionato di Serie BKT 2025-2026, l’attenzione delle Vespe si sposta inevitabilmente sulla prossima, delicatissima sfida in trasferta contro il Palermo.

A delineare i contorni del prossimo match ci ha pensato il comunicato ufficiale della Lega Serie B, diffuso in data odierna (16 marzo 2026), che riporta le decisioni del Giudice Sportivo.

Le decisioni del Giudice Sportivo

Nel corso dell’ultima riunione, il Giudice Sportivo avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, ha esaminato i referti arbitrali dell’ultimo turno di campionato, emanando i provvedimenti disciplinari che andranno a impattare direttamente sul prossimo scontro del “Barbera”.

Tegola in attacco per le Vespe

La notizia principale per i tifosi gialloblù è l’assenza confermata di Alessandro Gabrielloni. L’attaccante della Juve Stabia non prenderà parte alla trasferta siciliana. Come si legge nel dispositivo ufficiale, il giocatore è stato sanzionato “per proteste nei confronti degli ufficiali di gara”. Essendo già in regime di diffida, l’ammonizione rimediata contro la Carrarese ha fatto scattare in automatico la squalifica per una giornata (quinta sanzione). Una defezione che costringerà lo staff tecnico stabiese a rivedere i piani nel reparto offensivo.

Un’assenza pesante anche per i rosanero

Se la Juve Stabia piange, il Palermo non ride. Il Giudice Sportivo ha infatti fermato anche un pilastro del centrocampo rosanero: Filippo Ranocchia. Anche per lui è scattata la squalifica di un turno a causa del raggiungimento della quinta sanzione. Il centrocampista, già diffidato, è stato sanzionato “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”.

Si parte da un pari nelle squalifiche, i tifosi gialloblù sperano sia lo tesso anche per il risultato finale

Entrambe le formazioni arriveranno quindi al prossimo appuntamento prive di due pedine fondamentali nei rispettivi scacchieri tattici. Da una parte mancherà il peso offensivo e la grinta di Gabrielloni, dall’altra le geometrie e l’impatto fisico di Ranocchia in mezzo al campo. La rosa del Palermo permette a Inzaghi di “assorbire” senza grossi problemi questa assenza.

Dopo il punto sudato al Menti contro la Carrarese, la Juve Stabia è chiamata a una prova di maturità in uno degli stadi più caldi della cadetteria. Sarà compito dell’allenatore trovare le giuste contromisure per sopperire all’assenza del proprio attaccante e cercare di strappare un risultato positivo in terra siciliana.

Juve Stabia, non c’è tempo per riposare: Prima della sosta per le nazionali due gare da cuori forti

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Se il calendario segna marzo, il cuore degli sportivi italiani inizia a battere a un ritmo diverso. È il mese dei verdetti, dei crocevia e, mai come quest’anno, della verità. Da un lato abbiamo l’Italia di Gennaro Gattuso, chiamata a chiudere questo primo trimestre dell’anno con un’intensità che speriamo possa tingersi d’entusiasmo per il nostro tricolore; dall’altro, c’è una Juve Stabia che non ha ancora la possibilità di riposarsi per recuperare le energie. Come pronunciato da Abate bisogna restare in piedi.

Per i colori gialloblù, il cammino si fa impervio e affascinante: due sfide contro avversarie che la Serie A la conoscono fin troppo bene e che rappresentano un banco di prova importante per la banda di Ignazio Abate.

Il Palermo e lo Spezia: Ostacoli d’Alta Quota

Il percorso delle Vespe incrocia destini opposti ma ugualmente pericolosi: Il Palermo si gioca le ultimissime carte per la promozione diretta. Un traguardo difficile, quasi proibitivo, ma finché la matematica non condanna la Sicilia, il “Barbera” sarà un catino bollente. Lo Spezia invischiata nella lotta per non retrocedere ha una situazione opposta. La squadra sta lottando con le unghie per evitare le sabbie mobili dei play-out, rendendo ogni punto una questione di vita o di morte sportiva.

Nel girone d’andata, la Juve Stabia di Abate riuscì a fare la voce grossa in entrambi i casi, confermando quell’etichetta di “matricola terribile” che tanto ha fatto innamorare i tifosi. Ma ora la musica è cambiata.

Il Termometro del Futuro

La fermata in Sicilia e il successivo ritorno tra le mura amiche del Romeo Menti sono molto più di semplici partite. Sono quei classici test che diranno non molto, ma moltissimo sul futuro della squadra. Riconfermarsi contro compagini di questo calibro significherebbe dare un segnale definitivo al campionato: la Juve Stabia dall’inizio dell’anno non è lì per caso e sta solo attraversando un periodo di calo fisiologico.

All’Orizzonte: Il Fattore Adorante

Dopo la sosta Aprile si aprirà con il botto con il coefficiente di difficoltà destinato a impennarsi ulteriormente. Alla ripresa, le Vespe sono attese in laguna dal Venezia di una vecchia e pericolosissima conoscenza: Andrea Adorante. Sarà un incrocio sentimentale e tecnico di altissimo livello, un altro tassello di un periodo che si preannuncia tanto faticoso quanto esaltante.

È il momento di stringere i denti e spiegare le ali: il destino della Juve Stabia passa da qui ma tutto deve essere vissuto giorno per giorno.

Palermo – Juve Stabia sarà diretta da Federico Dionisi della sezione AIA dell’Aquila

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Domani lo stadio Renzo Barbara sarà teatro di Palermo – Juve Stabia gara valida per la giornata n.31 del campionato di Serie BKT 2025-2026 che inizierà alle ore 19:00. Pochi minuti fa sono state diramate le designazioni di Rocchi e per il match tra Rosanero e Gialloblù è stato scelto Federico Dionisi della sezione AIA di L’Aquila.

Federico Dionisi rappresenta una delle figure più promettenti nel panorama arbitrale italiano. Questo arbitro, laureato con lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi della sua città nel 2016, ha segnato la storia dell’arbitraggio abruzzese, diventando il primo direttore di gara proveniente da questa regione a dirigere partite sia in Serie B che nella massima serie. La passione per l’arbitraggio, ereditata dal padre Giulio, lo ha portato ad intraprendere questa carriera fin da giovanissimo.

Dagli Esordi Locali alla Serie A: Un Percorso di Successi

La carriera arbitrale di Dionisi inizia precocemente, all’età di 15 anni, nel 2003, dirigendo partite nei campionati locali. Dopo sette anni di esperienza sul campo, nel 2010, compie un importante passo avanti entrando nella Commissione Interregionale. Il 2011 segna il suo debutto in Serie D, un’esperienza che lo forma ulteriormente per il salto di qualità successivo. Nel 2014, infatti, Dionisi approda in Lega Pro, dove le sue prestazioni arbitrali iniziano a farsi notare per competenza e professionalità.

Quattro anni di ottime direzioni di gara gli valgono, nel 2018, la promozione alla Commissione Arbitrale Nazionale B (CAN B). Questo traguardo non rappresenta solo un successo personale per Dionisi, ma anche un motivo di orgoglio per la sezione arbitrale aquilana, che per la prima volta vede un suo rappresentante arbitrare nel campionato cadetto.

Il debutto in Serie B avviene il 26 agosto 2018, in occasione di una partita spettacolare e ricca di gol tra Foggia e Carpi, terminata 4-2. Pochi mesi dopo, il 16 marzo 2019, arriva un’altra pietra miliare nella sua carriera. Il 1° settembre 2020, entra a far parte dell’organico della CAN A-B, aprendogli le porte della Serie A.

L’esordio nella massima serie avviene in un altro match memorabile, il marzo 2020, tra Sassuolo e Sampdoria, una partita che si conclude con un pirotecnico 5-3 a favore dei neroverdi. Con questa direzione, Dionisi scrive un’altra pagina di storia per la sezione arbitrale aquilana, diventando il primo arbitro proveniente da L’Aquila a dirigere una partita di Serie A.

La Filosofia Arbitrale di Dionisi: Umiltà e Crescita Continua

Dionisi ha condiviso la sua visione sull’arbitraggio durante un incontro con giovani colleghi della sezione di Schio, affermando che “Arbitrare ti cambia la vita”. Ha inoltre sottolineato l’importanza di “sapersi mettere sempre in discussione”, convinto che la crescita professionale passi attraverso il riconoscimento dei propri errori. “Quando smettiamo di riconoscere gli errori che commettiamo è il momento in cui smettiamo di crescere”, ha affermato, aggiungendo che è fondamentale “rialzarsi sempre dopo una prestazione negativa, ma al contempo, restare con i piedi per terra quando le cose vanno per il meglio”.

Il suo stile arbitrale, caratterizzato da attenzione, umiltà e una gestione delle sanzioni disciplinari non eccessivamente severa, gli ha permesso di ottenere diversi riconoscimenti, tra cui il premio come miglior arbitro di categoria già ai tempi della Promozione e dell’Eccellenza. La sua carriera è un esempio di dedizione, impegno e passione per l’arbitraggio, un percorso che lo ha portato a raggiungere i vertici del calcio italiano.

La scheda completa dell’arbitro con i precedenti con Palermo e Juve Stabia 

Federico Dionisi è nato a L’Aquila il 3 marzo 1988, E’ al suo 6° anno alla C.A.N.

Tra i professionisti ha diretto 280 partite con 81 rigori decretati e 54 le espulsioni comminate.

Quest’anno ha diretto 13 partite di campionato (1 serie A, 1 in Coppa Italia, 11 in serie B) con un bilancio di: 6 vittorie interne – 5 pareggi – 2 vittorie esterne con 3 rigori assegnati e 3 espulsione.

9 precedenti con il Palermo: 5 vittorie, 2 pareggi, 2 sconfitte

I precedenti con la Juve Stabia sono 8: 2 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte

25/26 Serie B 02.11.2025 Modena 3:0 Juve Stabia (Nieling, Gliozzi (r), Ruggero (aut))

24/25 Serie B 22.12.2024 Juve Stabia 1:0 Cesena (Mussolini)

19/20 Serie B 28.09.2019 Juve Stabia 0:1 Cittadella (Diaw)

19/20 Coppa Italia 11.08.2019  Juve Stabia 3:4 d.c.r. Imolese Calcio (Carlini, Vuthaj)

17/18 Play-off Serie C 20.05.2018 Juve Stabia 0:0 Reggiana

17/18 Serie C 03.03.2018 Juve Stabia 3:0 Sicula Leonzio (Canotto (3))

16/17 Serie C 06.12.2016 Fidelis Andria 2:1 Juve Stabia (Cruz, Sandomenico (JS), Cancellotti)

15/16 Serie C 06.09.2015 Melfi 2:0 Juve Stabia (Cason (2))

Assistenti:

Primo Assistente Sig. Christian ROSSI della Sezione di La Spezia

Secondo Assistente Sig. Claudio BARONE della Sezione di Roma 1

Quarto uomo Sig. Giuseppe RISPOLI della Sezione di Locri

VAR:

VAR Sig. Marco SERRA della Sezione di Torino

AVAR Sig. Matteo GUALTIERI della Sezione di Asti

Juve Stabia, missione “Renzo Barbera” di Palermo: un punto per scacciare i fantasmi e blindare la salvezza

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Il calcio, si sa, è questione di centimetri e di secondi. Il gol di Torregrossa non ha solo spostato l’esito di una partita, ma ha letteralmente rimescolato i piani di Ignazio Abate, negandogli una vittoria che sembrava ormai acquisita. Per le Vespe è arrivato l’ennesimo pareggio di questo campionato: un punto che muove la classifica e avvicina l’obiettivo salvezza, ma che lascia in bocca l’amaro sapore del successo rimandato.

Tra mugugni e vigilie di fuoco

Il clima attorno al Menti di Castellammare di Stabia non è dei più sereni per un andamento nel girone di ritorno non all’altezza di quello dell’andata. Sabato scorso, al fischio finale contro la Carrarese, il Romeo Menti ha risposto con qualche fischio e più di un mugugno. Una parte della piazza sembra aver esaurito i “bonus pazienza”, complice un digiuno di vittorie che inizia a farsi pesante (sei partite).

Ma non c’è tempo per guardarsi indietro: oggi è già vigilia. E non una qualunque, ma una di quelle per “cuori forti”. Domani la Juve Stabia scenderà in campo a Palermo, in un match dal coefficiente di difficoltà elevatissimo, che farà da apripista ad un finale di marzo incandescente con la gara interna con lo Spezia prima della sosta. Aprile sarà ancora più difficile e inizierà con la trasferta a Venezia.

Sorrisi e assenze: il punto sulla rosa

Per la sfida ai rosanero, Abate dovrà fare a meno di Gabrielloni, fermato dal giudice sportivo. Una perdita non banale per il peso offensivo della squadra. La buona notizia è però rappresentata dai rientri: dopo lo stop forzato, tornano a disposizione Cacciamani e Pierobon. La loro assenza contro la Carrarese si è sentita eccome, privando il centrocampo di quel dinamismo necessario a gestire i momenti critici della gara.

La “Medicina” Barbera

Uscire indenni dal “Renzo Barbera” sarebbe molto più di un risultato positivo: sarebbe la medicina ideale per guarire i mali di questa stagione. Un punto a Palermo permetterebbe di chiudere il discorso salvezza, se non ancora matematicamente, sicuramente sotto il profilo psicologico.

L’analisi del campionato: In un torneo equilibrato come questa Serie B, la paura è un fattore determinante. Se in A la zona retrocessione è più definita, qui lo spettro dei play-out allarga la forbice del rischio. Dal Modena in giù, nessuno può dormire sonni tranquilli.

L’ultimo sforzo

I 41 punti attuali rappresentano un bottino prezioso, ma non ancora definitivo. La Juve Stabia vista nelle ultime uscite ha mostrato qualche fragilità di troppo, ma il calcio sa essere imprevedibile. Serve un piccolo, grande sforzo corale per ritrovare quel sorriso che la piazza merita e per trasformare le paure in festeggiamenti.

Formula Uno, GP Cina 2026: le pagelle di Carlo Ametrano

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Una giornata storica per l’Italia, indimenticabile. Nel GP di Cina Kimi Antonelli conquista il primo successo in Formula 1 all’età di 19 anni davanti al suo compagno di squadra Russell e alla Ferrari di Lewis Hamilton (e al primo podio con la Rossa). Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri ad Austin.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Ormai il Mondiale è timbrato Mercedes. Wolff è stato furbo con il regolamento e ha realizzato una macchina davvero eccezionale”.

Primo posto per Kimi Antonelli su Mercedes: prima vittoria in Formula 1 con un italiano che torna a vincere nel Circus 20 anni dopo l’ultima volta! Voto?

“Voto 10 e lode. Forte, ha una grande macchina”.

Seconda piazza per il compagno di squadra George Russell. Voto?

“Si giocherà il titolo con Kimi. Voto 9.5”.

Terzo posto per la Ferrari di Hamilton, primo podio per lui con la Scuderia di Maranello. Che ne pensi?

“E’ tornato il Lewis Hamilton che conoscevamo. Voto 10”.

Quarta piazza per il compagno di squadra Leclerc. Voto?

“Tanto fumo e niente arrosto. Voto 5”.

Quinto invece Bearman, che gara! Che ne pensi?

“Futuro pilota Ferrari Voto 8”.

Sesta piazza per Gasly. Come valuti la sua gara?

“Ottima prova. Voto 6.5”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Lawson?

“Va a punti. Voto 6.5”.

Segue Hadjar su Red Bull, comunque in difficoltà. Voto?

“Voto 6”.

Che voto dai al nono posto di Sainz?

“Voto 6”.

Cosa mi dici invece della decima piazza Colapinto?

“Un punto importante. Voto 6”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP del Giappone, in programma tra due settimane. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Ci aspetta una grande stagione tutta da non perdere. Oltre al classico pagellone, per il quale continuo a ringraziare come sempre ViViCentro per la possibilità, il prossimo 30 aprile appuntamento imperdibile con il Senna Day presso il meraviglioso agriturismo delle “Cantine Zuffa” a Imola. A giugno sarà tempo dell’Orgoglio Motoristico Romano, per cui ringrazio come sempre il presidente Stefano Pandolfi per l’invito e la straordinaria disponibilità che mi ha sempre dimostrato. In estate ci sarà poi il Minardi Day. Un grazie anche a Odeon Tv per avermi confermato anche quest’anno il giovedì come loro opinionista per la F1. Oden è una emittente storica e per me è un grande onore farne parte. Ringrazio Filippo Gherardi, Martina Renna, Federica Afflitto e Serana Salmi per l’occasione”.

Savoia calcio, brutto pareggio per 1 a 1 in casa con la Gelbison. Fotogallery

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Il Savoia si distacca dalla vetta che resta nelle mani dell’Atlhetic Palermo.

Il primo tempo al Giraud di Torre Annunziata, senza la presenza dei tifosi ospiti, si è giocato con i rossoblù cilentani che hanno approcciato bene la gara.

Coscia si è reso molto pericoloso in due circostanze mentre molto macchinosa è sembrata la manovra del Savoia.

Il tempo si chiude a reti inviolate.

Secondo tempo

La Gelbison passa subito in vantaggio da una fulminea ripartenza che termina con una bella rete dell’attaccante Liurni.

In svantaggio finalmente il Savoia reagisce e alla mezz’ora arriva la rete del pareggio.

Frasson trova un varco nella difesa, che ringrazia e batte Corriere per l’1-1.

La rete del pareggio di Frasson

Un risultato che, nonostante i tentativi del Savoia, non muta più neanche dopo i 10 minuti di recupero. Nel finale grave infortunio di Munoz che esce con una forte lussazione alla spalla causata da un brutta caduta.

Munoz esce dal campo in barella

IL TABELLINO

SAVOIA: Iuliano ’07; Frasson, Checa, Cadili; Schiavi, Pisacane ’06, Ledesma (dal 11’ st Meola), Fiasco ’05 (dal 39’ st Tiveron ’05); Umbaca (dal 31’ st Reis), Guida; Favetta (dal 11’ st Munoz, dal 42’ st Vaccaro F.). Non entrati: De Lorenzo ’07, Bitonto ’06, Forte, Boli. Allenatore: Catalano.

GELBISON: Corriere ’06; Urquiza, Scognamiglio, Viscomi, Semeraro; De Martino ’07 (dal 24’ st Pellino ’07), Uliano; Coscia ’05 (dal 18’ st Fernandez ’05), Chironi (dal 49’ st De Feo), Liurni (dal 24’ st Cascio); Ferreira. Non entrati: Sakho ’05, Langella ’06, Vaccaro V. ’08, Stoia ’08, Delmiglio ’07. Allenatore: Spicuzza (squalificato Agovino).

Reti: al 10’ st Liurni (Gelbison), al 26’ st Frasson (Savoia).

Ammonizioni: al 7’ st Pisacane (Savoia), al 14’ st Schiavi (Savoia), al 36’ st Scognamiglio (Gelbison), al 55’ st Uliano (Gelbison).

 

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

 

Juve Stabia, non c’è tempo per riflettere e prepararsi, martedì c’è già il Palermo che attende le Vespe

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Una gara dai due volti, un “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” che non basta per ritrovare i tre punti. Al “Romeo Menti”, la Juve Stabia non va oltre l’1-1 contro la Carrarese. Un pareggio che certamente smuove la classifica, ma che lascia l’amaro in bocca per come si era messa la partita, rinviando ancora una volta l’appuntamento con una vittoria che, all’ombra del Faito, manca ormai da troppo tempo.

Un primo tempo da manuale nel segno di Mosti

L’avvio delle Vespe è stato semplicemente perfetto. Nel primo tempo i padroni di casa hanno messo in mostra qualità tecnica, trame di gioco fluide e una ferocia agonistica encomiabile. Al centro di tutto, ancora una volta, c’è Nicola Mosti. Il numero 98 si conferma l’anima e il cervello di questa squadra: gioca con una personalità straripante, quasi volesse riscrivere da solo il copione di questo momento difficile.

La sua prestazione viene coronata al 33′ con la rete del meritato vantaggio: l’azione è corale e letale, innescata da un’ottima iniziativa di Diakité, rifinita con lucidità da Burnete e chiusa in rete proprio dal trequartista gialloblù.

Il blackout della ripresa e il pari su rigore

Se i primi 45 minuti avevano strappato applausi, la ripresa ha fatto suonare più di un campanello d’allarme. Il motore della Juve Stabia ha subito un calo drastico e improvviso. La squadra ha smesso di manovrare, abbassando pericolosamente il proprio baricentro e arroccandosi a protezione di un vantaggio troppo risicato per poter stare tranquilli.

A tenere a galla le Vespe ci ha pensato un monumentale Confente, rientrato alla grande e autore di una “paratissima” su Zuelli, coadiuvato da un salvataggio provvidenziale di Leone. Ma il fortino ha ceduto al 76′: un tocco di mano in area di Ricciardi ha regalato alla Carrarese il calcio di rigore, trasformato con freddezza dall’esperto Torregrossa.

Come ammesso dallo stesso tecnico nel post-gara, alla squadra è mancato quel “pizzico di veleno” fondamentale per chiudere i conti prima del ritorno avversario.

L’analisi: una flessione fisica preoccupante

A mente fredda, il dato che balza all’occhio è il netto calo atletico della ripresa. La Juve Stabia non è riuscita a mantenere i ritmi alti per l’intero arco dei novanta minuti, concedendo alla Carrarese di stazionare con troppa facilità nella propria trequarti. Se è vero che il peso delle assenze si fa sentire nelle rotazioni, è altrettanto innegabile che la condizione di alcuni singoli sia parsa deficitaria nel momento clou del match.

Verso il “Barbera”: scontro tra ferite contro il Palermo

Non c’è però tempo per piangersi addosso o per i processi. Il calendario della Serie B impone ritmi serrati e il turno infrasettimanale bussa già alle porte, mettendo la Juve Stabia di fronte a un bivio tanto affascinante quanto complicato: il “Renzo Barbera”.

Ad attendere le Vespe ci sarà il Palermo di Filippo Inzaghi. Anche i rosanero arriveranno al match leccandosi le ferite, reduci da una bruciante sconfitta esterna contro il Monza di Paolo Bianco. Sarà un vero e proprio scontro tra squadre in cerca di riscatto. Da un lato Inzaghi vorrà rimettere subito in carreggiata il treno promozione, dall’altro la Juve Stabia ha la disperata necessità di ritrovare continuità e cinismo.

Per uscire indenni dal catino siciliano ci vorrà la miglior versione delle Vespe. Servirà replicare a tutto tondo la squadra ammirata nel primo tempo del “Menti”: corta, coraggiosa, aggressiva e trascinata dal talento puro di Nicola Mosti. La Serie B non aspetta.

Juve Stabia, la luce nel buio gialloblù indossa la maglia numero 98: Nicola Mosti è l’anima delle Vespe

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C’è una luce che brilla costante nel momento grigio della Juve Stabia, ed è quella di Nicola Mosti. Nonostante un periodo di appannamento generale e una classifica che fatica a smuoversi con il ritmo sperato, il trequartista si sta confermando, partita dopo partita, l’anima e il cuore pulsante dell’undici di mister Abate. L’1-1 interno contro la Carrarese lascia senza dubbio l’amaro in bocca a tutto l’ambiente, ma consacra definitivamente il numero 98 come il vero trascinatore delle Vespe.

L’istinto del gol e la lettura dell’azione

In un reparto avanzato che stenta ancora a decollare e a trovare continuità, ci pensa ancora una volta Mosti a togliere le castagne dal fuoco. La sua rete contro la compagine toscana è un concentrato di tempismo e tecnica pura: legge l’azione in anticipo, intuisce esattamente dove finirà il pallone “sporcato” da Burnete e vi si avventa con la fame di chi sa di dover essere l’uomo in più.

Ma limitarsi all’esultanza sarebbe riduttivo. Oltre alla marcatura, è la sua costante capacità di inserimento a tenere in perenne apprensione la retroguardia ospite, confermandolo come la spina nel fianco più pericolosa dell’arsenale gialloblù.

Oltre il tabellino: leadership e voglia di vincere

La cronaca di queste ultime settimane racconta molto di più di un semplice finalizzatore. In campo si vede un giocatore totalmente calato nella parte: Mosti sta mettendo in mostra una personalità da veterano e una voglia feroce di vincere che lo porta a rincorrere ogni singolo pallone e a incitare i compagni nei momenti di flessione.

Quando la manovra della squadra si arena, è lui a inventare; quando la Juve Stabia abbassa i giri del motore, è lui a suonare la carica con giocate di classe e strappi di pura intensità. Non si tratta di un exploit isolato. Già nella sfida contro il Modena, Mosti era risultato indiscutibilmente uno dei migliori in campo, dimostrando che il suo contributo in termini di leadership va ben oltre il cinismo sotto porta.

Il rammarico di una squadra a due facce

Se Mosti rappresenta la “bella notizia” fissa sul taccuino di Abate, il rammarico resta indissolubilmente legato alla tenuta complessiva del gruppo. Ancora una volta, la Juve Stabia ha dimostrato di riuscire a giocare “da grande” solo per metà gara.

In un periodo fortemente condizionato dalle pesanti assenze, la generosità e la cattiveria agonistica del singolo provano a sopperire alle lacune collettive, ma non sono bastate per portare a casa i tre punti contro la Carrarese. Nicola Mosti sta provando da solo a riscrivere il copione delle partite, confermandosi il vero faro di un’annata che si sta rivelando più complicata del previsto per i colori giallo e blu.

Juve Stabia, ruggito a metà che dura solo un tempo: Mosti illude ma la Carrarese strappa il pari nel finale

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Un’altra occasione sfumata, un altro pareggio che suona come una mezza delusione. La Juve Stabia non riesce a ritrovare la via dei tre punti e la sfida contro la Carrarese si trasforma nello specchio fedele del delicato momento che attraversano le Vespe. La squadra di mister Abate vive di fiammate, ma si spegne troppo presto, pagando a caro prezzo le pesanti assenze e una condizione atletica che, al momento, non garantisce tenuta per tutti i novanta minuti.

Un approccio convincente e l’illusione del vantaggio

La Juve Stabia approccia il match con il piglio giusto e le idee chiare. Nei primi minuti, il motore di Carissoni gira a regimi altissimi, trascinando la manovra, mentre la retroguardia regge l’urto con sicurezza grazie alla prepotenza fisica di Diakité e all’attenzione tattica di Giorgini.

L’aggressione degli uomini di Abate viene premiata: il gol del vantaggio nasce dalla caparbietà di Burnete, abilissimo a “sporcare” un pallone complicato e a servire a Mosti l’assist perfetto per sbloccare la gara. Sembra il preludio a una serata di festa, ma il copione, purtroppo per i tifosi gialloblù, è destinato a ripetersi.

Il calo fisico e il ritorno degli ospiti

Dopo un avvio brillante, la squadra inizia fisiologicamente a perdere giri. Quando l’intensità di Carissoni cala, è tutta la manovra a risentirne. La Juve Stabia arretra pericolosamente il proprio baricentro, lasciando campo e iniziativa al palleggio della Carrarese. È in questa fase di sofferenza che emergono i veri protagonisti della serata per difendere il risultato.

I protagonisti in campo: le note liete e le delusioni

Nonostante la serata difficile, non mancano le prestazioni individuali da incorniciare, contrapposte a un reparto offensivo ancora non in grande spolvero: La notizia migliore della serata è senza dubbio il ritorno tra i pali di Alessandro Confente. Il portiere rientra dall’infortunio come se non se ne fosse mai andato, sfoderando una serie di parate decisive che tengono a galla i suoi nel momento di massima spinta toscana. Si deve arrendere soltanto alla freddezza di Torregrossa dagli undici metri, un episodio su rigore che macchia una prestazione difensiva altrimenti solida.

Nota di grande merito per Leone. In questa occasione è meno “architetto” del solito in fase di regia, ma si trasforma in una diga fondamentale in mezzo al campo. Il suo intervento provvidenziale al 50′, su un contropiede che sembrava letale per la Carrarese, vale quanto e più di un gol segnato.

Il vero tasto dolente resta il reparto avanzato. Burnete ci mette il cuore e, di fatto, lo zampino decisivo nell’azione del gol, ma resta ancora troppo lontano dall’essere quel terminale offensivo cinico e spietato di cui Abate avrebbe disperatamente bisogno. Peggio di lui fa Gabrielloni, apparso per l’ennesima volta fuori ritmo, isolato e decisamente poco incisivo sotto porta.

Prospettive: un cantiere ancora aperto

L’impressione generale è che, in questo momento, la coperta sia troppo corta e le assenze stiano pesando come macigni nell’economia della stagione. Senza i titolari inamovibili e con rotazioni di qualità limitate, la Juve Stabia fatica enormemente a mantenere un’intensità agonistica adeguata per l’intera durata del match.

Il punto conquistato muove la classifica, certo, ma conferma soprattutto una realtà inequivocabile: il lavoro per mister Abate è ancora lungo e tortuoso, specialmente nel dover ritrovare quella brillantezza e quella cattiveria offensiva che sembrano smarrite.

Juve Stabia – Carrarese (1-1): Il Podio e il Contropodio gialloblù

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Ancora una delusione per la Juve Stabia, che vede sfuggire ma vittoria interna sulla Carrarese nel finale, a causa del rigore di Torregrossa che pareggia l’iniziale vantaggio di Mosti.

PODIO

Medaglia d’oro: a Nicola Mosti, trascinatore del centrocampo della Juve Stabia. Il numero 98 è diventato un tuttofare, capace di rendere al meglio in ogni fase del gioco. Ricama bene al limite dell’area per poi accendersi negli ultimi 16 metri. Se alla prima occasione viene stoppato da Imperiale, al secondo tentativo fa ancora centro, confermandosi protagonista della stagione della definitiva consacrazione. Stringe i denti nonostante il problema al flessore ed è tra i più amareggiati dopo il pari finale.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Confente, che ritrova maglia da titolare e prestazione di spessore. L’ex Vicenza lascia nello spogliatoio infortunio ed indecisioni dell’ultimo periodo, tornando ad essere il portiere di sostanza visto nella prima parte di stagione. Impeccabile sulla botta insidiosa di Zuelli e sull’assolo che Rouhi chiude col sinistro molto angolato. Segnali promettenti per il finale di stagione in cui non dare nulla per scontato.

Medaglia di bronzo: ad Andrea Giorgini, che guida bene la difesa. Confortato dal rientro di Bellich e da un Diakitè sempre volenteroso, il 33 non sbaglia praticamente niente, senza farsi condizionare dalla perdurante diffida che pende sulla sua testa da ormai varie partite: non poco per un centrale difensivo. Quando servono le maniere ruvide, Giorgini non disdegna le sportellate mentre mostra in altre circostanze il piede educato ed i fondamentali del difensore elegante.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Manuel Ricciardi, che sbaglia nelle occasioni decisive. La prova dell’ex Cosenza sembra un tema di uno studente, impeccabile nei contenuti ma con due gravi errori grammaticali. Nel primo tempo, in avvio, Ricciardi sbaglia il controllo a tu per tu con Bleve, perdendo il tempo per calciare bene. Nel finale di gara, pur mostrando apprezzabile grinta, prova a non farsi condizionare dai crampi e tocca col braccio il cross di Imperiale. Due episodi che pesano inevitabilmente sul risultato finale.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Gabrielloni, che i tifosi ancora aspettano di vedere trascinatore. Lontano dalla porta non riesce a fare molto, nelle circostanze che probabilmente avrebbero esaltato le caratteristiche di Candellone. Colpiscono ancora una volta le sue costanti proteste vistose, anche per una rimessa laterale, non sfuggite all’arbitro che infatti lo ammonisce. Un modo davvero ingenuo per meritarsi il cartellino giallo che gli farà saltare la gara di Palermo per squalifica.

Medaglia di bronzo: a Lorenzo Carissoni, che parte bene ma poi si spegne sulla distanza. Spostato sulla fascia mancina per l’assenza di Cacciamani, il laterale inizia in modo incoraggiante offrendo a Ricciardi la palla in area che il compagno spreca. Col passare dei minuti, la fatica si fa sentire e finisce a vivere la ripresa in apnea costante. Avrebbe probabilmente bisogno di rifiatare.

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia bello a metà con la Carrarese. Primo tempo martellante, ripresa da dimenticare

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Un punto a testa, un tempo per ciascuno e una sostanziale correttezza nel verdetto finale. Il match tra Juve Stabia e Carrarese si chiude con un pareggio che fotografa perfettamente l’andamento della gara: brillante e propositiva la squadra di Abate nella prima frazione, solida e coraggiosa quella di Calabro nella ripresa.

Primo Tempo: Dominio Gialloblù e l’acuto di Mosti

L’avvio è tutto di marca stabiese. I padroni di casa partono col piede sull’acceleratore, trascinati da un Ricciardi subito pericoloso con un rasoterra velenoso che impegna Bleve alla respinta di piede.

L’episodio che scuote la prima frazione arriva poco dopo: l’arbitro Tremolada assegna inizialmente un calcio di rigore alla Juve Stabia per un contatto in area tra Calabrese e Burnete. Tuttavia, il richiamo del VAR (Mazzoleni) cambia l’inerzia della decisione: l’irregolarità è dell’attaccante gialloblù sul difensore. Rigore revocato e sospiro di sollievo per i toscani.

Il vantaggio campano è però nell’aria e si concretizza al 33′: Burnete scappa sulla destra e mette un cross basso che manda in tilt la retroguardia ospite; sulla respinta corta si avventa Mosti, il cui sinistro trova la deviazione decisiva di Calabrese che beffa Bleve per l’1-0.

Secondo Tempo: La riscossa della Carrarese

Nella ripresa la musica cambia. La Carrarese rientra in campo con un piglio diverso, più aggressiva e spavalda. È Zuelli a dare il primo segnale con una conclusione dal limite che costringe Confente a un grande intervento in angolo.

Nonostante un timido squillo di Burnete, la Juve Stabia fatica a contenere la spinta dei ragazzi di Calabro. Dopo una sgroppata solitaria di Rouhi, neutralizzata ancora da un ottimo Confente, arriva l’episodio del pari: cross di Imperiale e tocco di braccio di Ricciardi. Stavolta il rigore è netto: dagli undici metri Torregrossa non sbaglia, spiazzando il portiere e siglando la sua prima rete con la maglia azzurra.

Il Verdetto

Il forcing finale della Juve Stabia è generoso ma confuso e non produce grandi sussulti. Al triplice fischio è 1-1: un risultato che permette agli uomini di Abate di confermarsi al settimo posto in piena zona play-off, mentre regala alla Carrarese un punto d’oro per la rincorsa salvezza.

L’AZZURRO PENSIERO. Hojlund fa 10, Politano fa tutto. Il Napoli batte il Lecce in rimonta

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Il Napoli di Antonio Conte continua la sua marcia trionfale, portando a casa tre punti d’oro contro un Lecce ostico e ben organizzato. Al “Maradona” finisce 2-1 al termine di una gara intensa, decisa dalla qualità dei singoli e dalla forza mentale di un gruppo che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori.

Il Match: cuore e classe a Fuorigrotta

La partita si mette subito in salita per i padroni di casa. Dopo pochi minuti, il Lecce gela lo stadio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Siebert svetta più in alto di tutti e con un colpo di testa preciso trafigge la difesa azzurra.

Il Napoli subisce il colpo, ma non sbanda. Nella ripresa sale in cattedra la squadra di Conte. L’inerzia cambia quando Matteo Politano pennella un cross teso in area: Rasmus Hojlund ci arriva in spaccata, firmando il pareggio e raggiungendo la prestigiosa doppia cifra in questo campionato.

Il sorpasso arriva grazie alla profondità della rosa. Il subentrato Kevin De Bruyne disegna una traiettoria perfetta dalla bandierina; Politano, dopo aver vestito i panni dell’assist-man, si traveste da bomber e conclude con uno splendido sinistro al volo che fa esplodere il pubblico.


Le voci dal campo

🎤 Antonio Conte: “Vittoria di carattere”

Il tecnico azzurro ha lodato la reazione dei suoi:

“Sono contento perché la partita si era messa in salita e abbiamo reagito nel modo migliore. È stata una vittoria meritata, ottenuta con grande carattere. Stiamo recuperando giocatori che sono stati fuori mesi; devono giocare per ritrovare ritmo. Lo spirito di Scott e Kevin, entrati con umiltà, è l’esempio del nostro bene comune.”

⚽ Rasmus Hojlund: l’uomo dei 10 gol

L’attaccante danese si gode il momento magico:

“Il gol è stato fondamentale per il pareggio. Abbiamo giocato un secondo tempo bellissimo. Sono felice di aver ritrovato compagni come Anguissa, McTominay e De Bruyne: giocatori di spessore enorme che ci sono mancati.”

🇮🇹 Matteo Politano: capitano e match-winner

Una serata indimenticabile per l’esterno azzurro:

“Sono contentissimo per questo benedetto gol che non arrivava. Farlo con la fascia di capitano al braccio rende tutto più speciale. Abbiamo vinto grazie alla nostra determinazione.”

🇧🇷 Alisson Santos: “Qui come in Brasile”

Il talento brasiliano ha sottolineato il clima magico di Napoli:

“L’importante sono i tre punti. Mi trovo benissimo, i compagni mi aiutano tanto. A Napoli mi sembra di essere in Brasile per passione e calore, per questo ho voluto qui la mia famiglia.”

Juve Stabia – Carrarese (1-1): Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Carrarese realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i marmiferi allenati da Antonio Calabro allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia (3-5-2): Confente; Diakitè (79′ Varnier) Giorgini Bellich (79′ Dalle Mura); Carissoni Mosti (88′ Torrasi) Leone Correia Ricciardi (79′ Mannini); Burnete (68′ Okoro) Gabrielloni.

A disp.: Signorini, Boer, Kassama, Ciammaglichella, Dos Santos.

All.: Ignazio Abate.

Carrarese (3-5-2): Bleve; Calabrese, Oliana, Imperiale; Belloni, Melegoni (45′ Parlanti), Hasa, Zuelli, Rouhi (83′ Bouah); Finotto (66′ Torregrossa), Abiuso (90′ Lordkipanidze).

A disp.: Garofani, Fiorillo, Illanes, Troise, Rubino, Ruggeri, Di Stefano, Sekulov.

All.: Antonio Calabro.

Direttore di gara: Paride Tremolada della sezione AIA di Monza

Primo Assistente: Marco RICCI della sezione AIA di Firenze

Secondo Assistente: Matteo PRESSATO della sezione AIA di Latina

IV° ufficiale: Domenico LEONE della sezione AIA di Barletta

VAR: Paolo MAZZOLENI della sezione AIA di Bergamo

AVAR: Marco MONALDI della sezione AIA di Macerata

Marcatori: 33′ Mosti 77′ Torregrossa (r)

Angoli: 6 – 7

Ammoniti: 27′ Oliana, 47′ Confente, 80′ Gabrielloni

Espulsi: –

Recupero: 2 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba sintetica. Gruppi organizzati del tifo toscano non sono presenti come segno di protesta contro la fidelity card obbligatoria per questa trasferta.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Juve Stabia, il fotografo Antonio Gargiulo in lutto per l’addio alla cara mamma: Le nostre condoglianze

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Oggi è una giornata di profondo dolore per la grande famiglia della Juve Stabia e per tutto l’ambiente sportivo e giornalistico locale. Ha lasciato la vita terrena la cara mamma di Antonio Gargiulo, storico e apprezzato fotografo ufficiale delle Vespe, da sempre capace di raccontare con i suoi scatti le emozioni e la passione dei colori gialloblù.

In un momento così delicato e difficile, in cui le parole faticano a colmare un vuoto tanto grande, l’editore, il direttore e l’intera redazione di ViViCentro desiderano stringersi in un forte abbraccio ad Antonio. Perdere una madre rappresenta uno dei dolori più strazianti che la vita ci costringe ad affrontare; un momento in cui solo il calore degli affetti più cari e il valore dei ricordi possono offrire un po’ di conforto.

Ci uniamo con grande affetto e commozione al dolore di Antonio e di tutta la famiglia Gargiulo per questa grave perdita, porgendo loro le nostre più sentite e sincere condoglianze.

Che la terra le sia lieve.

Juve Stabia – Carrarese (1-1), pari amaro: Mosti illude, Torregrossa gela le Vespe. Le pagelle dei gialloblù

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La Juve Stabia non va oltre l’1-1 contro la Carrarese nella sfida valida per la giornata n.30 del campionato di Serie BKT 2025-2026. Un pareggio dal sapore agrodolce per le Vespe, che mostrano due volti ben distinti nell’arco dei novanta minuti. Nel primo tempo, la squadra di mister Abate scende in campo con piglio, equilibrio e grande cattiveria agonistica, trovando il meritato vantaggio grazie all’inserimento vincente di Mosti.

Nella ripresa, però, l’inerzia cambia: i gialloblù si abbassano troppo, cedendo campo e pallino del gioco ai marmiferi. Un calo di baricentro, unito a una fatale ingenuità difensiva, costa caro ai padroni di casa, permettendo a Torregrossa di ristabilire la parità dal dischetto. Se da un lato spiccano le prestazioni maiuscole di Confente, Giorgini e un Leone dominatore a centrocampo, dall’altro pesa una gestione della ripresa troppo rinunciataria e un attacco che fatica a pungere. Il digiuno di vittorie si allunga così a sei partite: un campanello d’allarme da spegnere al più presto per non vanificare l’ottimo lavoro svolto finora. Ma, come insegna la storia di questa piazza: Post fata resurgo!

Questi i voti ai calciatori della Juve Stabia:

Confente 7: Torna titolare, lo fa nel migliore dei modi, sue le traiettorie alte, una sola conclusione pericolosa verso la porta sventata con un ottimo intervento.

Diakite 6,5: Con una azione di voglia e cattiveria fa partire l’azione che porta al gol Mosti. Buona la sua partita fino all’azione che causa il rigore, poco lucido, la palla andava messa fuori.

Giorgini 7: Anche oggi tocca tanti palloni confermando leader di questa speciale classifica. Sempre tempestivo e lucido nelle chiusure, vince tutti i duelli.

Bellich 6,5: È tornato the wall, Dalle sue parti non si passa, gli attaccanti non si rendono mai pericolosi. Dal 77′ Dalle Mura 6: nei pochi minuti non fa rimpiangere il compagno uscito.

Carissoni 6: Spostato a sinistra fa quello che può in un ruolo non suo, con l’ingresso di Mannini torna a destra, ma non migliora la prestazione.

Mosti 6,5: Una buona ora di gioco fatta di pressing ed inserimenti nelle azioni offensive che lo portano al gol del vantaggio, dal 60′ scompare dal gioco in debito d’ossigeno, tardiva la sua sostituzione. Dal 87′ Torrasi sv

Leone 7: Il suo cognome gli calza a pennello, scherma la difesa facendo filtro e pressing, resta sempre lucido quando imposta il gioco, gli appoggi sbagliati si contano sulle dita di una mano.

Correia 6: Nel ruolo di interno sinistro lo costringono a giocare con il freno a mano tirato, mancano i suoi strappi per allungare la squadra.

Ricciardi 6: Buona la sua prestazione nel suo ruolo prediletto, presente sia in fase offensiva e sia in quella difensiva, utile in alcune diagonali, ingenuo e poco lucido sull’azione che ha portato al rigore. Dal 77′ Varnier 6: voto di stima per il calciatore con la speranza di rivederlo in campo con più continuità.

Burnete 6: Tra i due attaccanti é quello che si è reso più pericoloso, i suoi movimenti hanno cercato di aprire la difesa avversaria, esce per infortunio. Dal 67′ Okoro 5: Non incide sulla partita, corre senza senso, non si capisce come sia possibile che dopo diverse settimane non abbiamo ancora assimilato gli schemi del mister.

Gabrielloni 5,5: Da lui ci si aspettavano i goal, gioca sempre spalle alla porta non si libera mai del suo controllore di turno, si limita solo a fare gioco di sponda con i compagni.

Abate 5,5: Nel primo tempo, nonostante i marmiferi si siano schierati a specchio 3-5-2 con pressing alto, non è strato concesso nulla perché si è vista una squadra che aveva voglia di giocare con equilibrio e cattiveria agonistica frutto del lavoro settimanale.

Nel secondo tempo gli avversari hanno presso il pallino del gioco, la squadra si abbassata fino a limite dell’area di rigore. Dalla panchina non sono state fatte le dovute contromosse per togliersi da quella situazione, magari pescando anche elementi che hanno avuto poco spazio finora. La Juve Stabia non vince da sei partite, i tifosi sperano di non entrare in un tunnel buio che potrebbe vanificare il lavoro svolto finora.

Juve Stabia-Carrarese, Calabro: Pari giusto. Un tempo a testa, nel secondo siamo tornati a essere noi stessi

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Un rigore pesantissimo di Ernesto Torregrossa nei minuti finali regala alla Carrarese un 1-1 fondamentale sul campo della Juve Stabia. Nella 30esima giornata della Serie BKT 2025-2026, i marmiferi strappano un punto d’oro per la lotta salvezza, emergendo alla distanza dopo un primo tempo di sofferenza. Al termine del match, mister Antonio Calabro ha analizzato con lucidità e soddisfazione la prova di carattere dei suoi ragazzi.

Due volti della stessa partita

Il tecnico dei toscani non si nasconde dietro un dito e riconosce i meriti iniziali degli avversari, spinti da un “Romeo Menti” caldissimo. L’approccio della Carrarese è stato condizionato anche dalle dimensioni e dalle caratteristiche del sintetico di Castellammare di Stabia.

“È stato un tempo a testa, il risultato è giusto,” ha esordito Calabro. “Affrontavamo un’ottima squadra che voleva a tutti i costi la vittoria, trascinata da un pubblico molto caloroso. Nel primo tempo li sentivo dire di andare sulle seconde palle, ma quella non è la Carrarese. Negli spogliatoi ho detto ai ragazzi di tornare a fare quello che sappiamo fare: ragionare palla al piede, pressare alti e attaccare gli spazi. Altrimenti avremmo vanificato due anni e mezzo di lavoro.”

La crescita fisica nella ripresa

Il cambio di marcia nel secondo tempo non è stato solo tattico, ma anche atletico. Mentre la Juve Stabia ha fisiologicamente abbassato i ritmi dopo un avvio dispendioso, la Carrarese ha preso campo, trovando le energie per agguantare il pari.

“L’inerzia della gara è cambiata. È ovvio che per 100 minuti non si può mantenere la prestazione fisica e la pressione che la Juve Stabia ha messo nel primo tempo. Nella seconda parte della gara siamo usciti fuori noi: la squadra correva in avanti e pressava con convinzione.”

La difesa di Torregrossa

Uno dei passaggi più intensi dell’intervento di Calabro ha riguardato Ernesto Torregrossa. L’attaccante, che fin qui ha vissuto un’annata non semplice dal punto di vista realizzativo, si è preso la responsabilità del rigore decisivo. Il mister ha speso parole di grande elogio per il suo numero 9, smentendo anche le voci su un contratto sproporzionato.

“Le annate non si giudicano solo dai gol. L’apporto di Ernesto, fin dal primo giorno di ritiro, è fondamentale nello spogliatoio, specialmente con i nostri giovani attaccanti. Si è accontentato di guadagnare il giusto per mettersi totalmente a disposizione del gruppo, a 360 gradi. In questo momento sta bene fisicamente, era giusto dargli la sua opportunità.”

La corsa salvezza: “Day by day”

Il punto conquistato a Castellammare ha un peso specifico enorme nell’economia della lotta per non retrocedere, soprattutto in vista dell’imminente turno infrasettimanale.

“Fare un punto fuori casa, a Castellammare e con i risultati delle altre squadre, è importantissimo. Mercoledì ci saranno tanti scontri diretti e nelle ultime nove partite chi fa punti in trasferta dimostra di avere valori importanti.”

Infine, Calabro ha tracciato la rotta per i prossimi, decisivi, impegni contro Sampdoria e Bari, citando l’illustre collega Luciano Spalletti per sottolineare l’importanza della mentalità:

“Il nostro futuro è day by day. Ora recuperiamo le energie per la Samp, poi penseremo al Bari. Rubo una frase a Luciano Spalletti quando diceva che il gesto tecnico ti dice chi sei, l’atteggiamento ti dice dove vuoi arrivare, oggi l’atteggiamento del secondo tempo della mia squadra mi ha soddisfatto pienamente.”

Inizio shock, ma gli “inglesi” mettono ordine: Hojlund e Politano fanno 2-1 col Lecce

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La pioggia timida di qualche residuo di autunno, ha fatto capolino nel sole di inizio primavera che illumina Napoli e Fuorigrotta: il clima è fresco, e si gioca su un campo che non soffre l’acqua. Neanche il Napoli dovrebbe soffrire il Lecce: i pugliesi hanno il peggior attacco del campionato, ma hanno fatto preoccupare tutte le squadre nelle prime sette posizioni. In campo, per i padroni di casa e campioni d’Italia in carica, si rivede Anguissa dopo metà partita contro il Torino, mentre in panchina c’è ritrova McTominay: ancora out Lobotka. Proprio il centrocampista camerunense è stato decisivo nella partita d’andata.

L’inizio è traumatico per i padroni di casa, che subiscono il gol di Siebert dopo un calcio d’angolo battuto dalla sinistra: Beukema fermato nel blocco basso, non riesce ad intercettare il difensore avversario che mette in rete. Nel primo tempo, il Lecce gioca meglio, con il Napoli che stenta a decollare in fluidità e geometrie. Ci riesce, però, nel secondo tempo, grazie alle sostituzioni di McTominay De Bruyne che migliorano tutto il gioco della squadra di Conte. Proprio ad inizio ripresa, c’è il pareggio di Hojlund servito benissimo da Politano al centro dell’area di rigore. L’esterno mancino trova il raddoppio, siglando un bel gol preciso sotto le gambe del portiere, il primo della sua stagione. Il Napoli guadagna così la terza vittoria consecutiva dopo aver vinto contro il Torino e col Verona.

Napoli-Torino, la sintesi del match

Il primo pallone è del Lecce, così come i primi due calci d’angolo, e così come la prima rete della partita. Al secondo corner consecutivo battuto sul corner alla sinistra di Meret, è Siebert a infilare l’estremo difensore ed a segnare lo 0-1 dopo tre minuti. Ci riprova il Lecce, con un tiro velleitario di Coulibaly dalla distanza, ma sono gli ospiti ad attaccare, mentre il Napoli è ingolfato fra rimpalli sfortunati e geometrie sbagliate. Accenno di reazione con Politano, che spara alto dopo undici minuti. Al quarto d’ora, il Lecce vicino al raddoppio: dopo azione personale di Banda, corner dalla sinistra, Tiago Gabriel devia alto di testa. Sul capovolgimento di fronte, Gilmour tira a lato dopo un passaggio centrale di Alisson.

Solo verso la fine della prima frazione, le manovre del Napoli cominciano ad essere più fluide anche se imprecise. Raddoppiato puntualmente Alisson sulla corsia mancina, Politano dall’altro lato crossa morbido per Hojlund, ma il pallone finisce fuori. Tutto ciò, accade al 38° minuto. Al 44°, deviazione in angolo di Meret su tiro di Stulic. All’annuncio dei due minuti di recupero, illusione ottica sul tiro di Politano che sbatte sui cartelloni e poi alle spalle della rete. Fra il rammarico di chi è in campo e di chi tifa per il Napoli, finisce così il primo tempo.

Cinquantuno secondi dall’inizio del secondo tempo, il Napoli pareggia: palla col contagocce di Gilmour per il taglio di Politano, servito centralmente Hojlund che batte Falcone fuori posizione; Napoli 1 Lecce 1. Cinquantuno secondi prima, erano entrati De Bruyne McTominay per Elmas Anguissa. Al 48°, Tiago Gabriel di testa non inquadra la porta. Con il doppio ingresso all’intervallo, le geometrie migliorano e non rimangono increspate nelle imprecisioni; anche il brasiliano con la 27 sembra giovarne, perché si vede che è più libero sulla sua fascia di pertinenza. Circa all’ora di gioco, ci prova Cheddira con un tiro potente ma impreciso. Nel Napoli, invece, risponde De Bruyne: prima, con un assist per Alisson il cui tiro è murato, e sulla ribattuta ancora il belga che carica un gran destro però senza trovare la porta. Al 66°, finalmente il raddoppio del Napoli, finalmente con Politano, che trova il primo gol stagionale: cross da calcio d’angolo sul secondo palo, l’esterno si trova a tu per tu con Falcone che riesce ad infilare con un sinistro rasoterra; Napoli 2 Lecce 1.

Il Napoli va meglio, è più rilassato, meno contratto, e soprattutto convinto dei propri mezzi. Incitato dal proprio pubblico, sfiora al 73° il terzo gol: De Bruyne pesca Alisson che tira diagonale in braccio al portiere. Minuti anche per Gutierrez e Mazzocchi, al posto di Spinazzola e Politano, e verso il novantesimo staffetta fra i due brasiliani, con Giovane che rileva Alisson. L’arbitro concede cinque minuti di recupero, che il Lecce giocherà in inferiorità numerica per l’uscita di N’Dri: l’esterno africano si accascia a terra vicino alla panchina di Conte, che entra in campo e, insieme ad altri, chiama a gran voce l’intervento dei medici. Uscito fra gli applausi mentre entra in ambulanza, il gioco riprende con i pugliesi che non mollano l’eventualità di raggiungere il pareggio. Ma, il triplice fischio frena i propositi ospiti, e consentono al Maradona di festeggiare la seconda vittoria consecutiva fra le mura amiche.

Juve Stabia – Carrarese, Abate: “Dobbiamo lavorare per chiudere queste partite. La classifica sorride ancora”

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Un film già visto, una sceneggiatura che il pubblico del “Menti” inizia purtroppo a conoscere a memoria. La Juve Stabia assapora il gusto dei tre punti per gran parte della gara contro la Carrarese, valida per la 30ª giornata di Serie BKT 2025-2026, ma si fa riprendere sull’1-1 proprio sul traguardo. Un’ingenuità nel finale, culminata con il calcio di rigore concesso agli ospiti, costa carissimo alle Vespe, condannate per l’ennesima volta dalla propria incapacità di sferrare il colpo del ko.

Al termine del match, mister Ignazio Abate ha analizzato la gara con la consueta schiettezza, alternando l’inevitabile rammarico per i punti persi a una difesa convinta dell’impegno e della classifica dei suoi ragazzi.

Le due facce delle Vespe: dominio e paura di vincere

Il tecnico gialloblù non si nasconde e ammette la doppia anima mostrata dalla sua squadra, capace di dominare la prima frazione per poi rintanarsi nella ripresa.

“Abbiamo fatto un grande primo tempo oggi, dove non abbiamo avuto la forza di chiudere la partita. Con un volume di gioco così, con 37 palle in area contro 4 nel primo tempo, devi chiuderla”, ha tuonato Abate.

Il dito è puntato sull’atteggiamento mentale del secondo tempo, un difetto ricorrente in questa fase della stagione: “Ci portiamo dietro una delle nostre lacune, dove la squadra dà la sensazione di voler solo portare a casa il risultato. È successo con il Bari, con l’Entella, con il Mantova: ci manca quel pizzico di veleno nel voler chiudere la partita. Nel secondo tempo abbiamo gestito troppo poco la palla, e a 8-9 giornate dalla fine non te lo puoi permettere.”

Arbitraggio e gestione tattica

Alla domanda sulla direzione arbitrale, apparsa a tratti discutibile per la disparità di falli fischiati, Abate preferisce non alzare i toni, limitandosi a una constatazione: “La partita l’avete vista, ognuno ha la propria idea. È un dato di fatto che il gioco era sempre spezzettato, non siamo tanto fortunati in questo periodo.”

Sul piano tattico, l’arretramento del baricentro è stato evidente, ma per l’allenatore il problema vero è stato il possesso: “C’è stata troppa differenza tra primo e secondo tempo nella gestione della palla. Se la palla la mandi più velocemente avanti, ti torna più velocemente indietro. Dobbiamo avere la forza da dietro di aprirci, di accettare anche qualche rischio nel voler giocare: questa è la nostra identità.”

Emergenza a centrocampo e il fattore Ramadan

La Juve Stabia sta attraversando un momento di oggettiva difficoltà legata alle rotazioni, specialmente in mediana. Abate ha fatto il punto sulle risorse a disposizione, mandando anche un messaggio chiaro a chi, come Ciammaglichella, cerca più spazio: “Tutti possono dare il loro contributo, ma c’è da alzare il livello in settimana se si vuole mettere piede in campo”.

Spazio anche per gli elogi e per una precisazione importante sulla condizione fisica di alcuni perni della squadra: “Sono 15 giorni che vedo molto meglio Torrasi, sta crescendo dal punto di vista fisico. Anche Ricciardi oggi ha fatto un buonissimo primo tempo, non è facile per ragazzi nuovi che arrivano a gennaio entrare subito nei ritmi della Serie B. Ci manca un po’ di brillantezza in Omar e Diakitè, stanno facendo il Ramadan, quindi non sono al 100%. C’è da tenere botta.”

Testa alle prossime sfide

Nonostante il pareggio amaro e il digiuno di vittorie, Abate predica calma e positività. La reazione rispetto alla brutta prestazione di Mantova c’è stata e la classifica, pur cortissima, vede le Vespe ancora in piena corsa per i propri obiettivi.

“I calciatori sono i primi a soffrire quando non arriva la vittoria. Ma se analizziamo la classifica, nel giro di 7-8 punti c’è mucchio di squadre. La classifica ci sorride, stiamo là dentro tra mille difficoltà e andiamo avanti con positività”, ha concluso il mister. L’obiettivo ora è chiaro: stringere i denti nelle prossime due partite prima della sosta per recuperare energie fisiche e mentali vitali per il rush finale.

Juve Stabia – Carrarese, Mosti: “Un pari che fa male. Il gol? Non me lo godo, oggi meritavamo di più”

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Il sapore dolceamaro di un pareggio che sta stretto. La sfida valida per la 30ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 tra e Carrarese va in archivio con un 1-1 che lascia molti rimpianti. A sbloccare il match ci aveva pensato Nicola Mosti, sempre più incursore letale e giunto alla sua quinta marcatura in campionato. Un’illusione spezzata nella ripresa dal rigore trasformato da Torregrossa, concesso per un tocco di mano di Ricciardi.

Al termine della gara, proprio Mosti si è presentato ai microfoni per un’analisi lucida, onesta e carica di orgoglio, in cui la soddisfazione personale ha lasciato immediatamente spazio al rammarico per i due punti persi.

L’amarezza per il risultato e l’episodio del pari

Nelle parole del centrocampista traspare tutta la frustrazione per una vittoria sfumata che avrebbe dato ossigeno puro alla squadra: “Era una partita da vincere per mettere fine a questo momento un po’ particolare” – ha esordito Mosti – “Mi fa piacere aver segnato, ma non riesco a godermi la gioia perché ci amareggia il risultato. Prendere gol in quel modo, con un fallo tra l’altro su di me nell’azione precedente, fa davvero male”.

La gestione della gara: due volti della stessa squadra

L’analisi del match si sposta poi sull’andamento dei novanta minuti. Mosti non nasconde le colpe della squadra, capace di dominare la prima frazione per poi abbassare troppo il baricentro: “C’è da migliorare nella gestione della gara perché non possiamo giocare in modo così diverso tra primo e secondo tempo. Per tutta la partita abbiamo rischiato poco, ma con un primo tempo così ben giocato avremmo dovuto trovare il doppio vantaggio e chiuderla. È un periodo in cui ci gira male, dobbiamo analizzare le nostre prestazioni restando uniti come abbiamo sempre fatto”.

Il feeling col gol e il sacrificio per la maglia

Il quinto centro in campionato non è un caso, ma il frutto di un lavoro tattico preciso. Mosti elogia il sistema di gioco, pur ammettendo di aver giocato in condizioni fisiche non ottimali: “Il gioco del Mister consente a noi mezzali di arrivare spesso vicino alla porta, e questo mi sta aiutando molto a trovare la via del gol. Sono in un buon momento, ma ripeto, il risultato fa troppo male per esultare. Fisicamente non sono al top: ho avuto un problema al flessore la scorsa settimana, ma per questa squadra e per questi compagni si stringono i denti”.

Lo scudo agli attaccanti e la testa al Barbera

In chiusura, Mosti si traveste da vero leader, ergendo un muro a difesa del reparto offensivo, finito recentemente sotto la lente d’ingrandimento della critica per la scarsa vena realizzativa: “Dispiace che si critichino i nostri attaccanti. Fanno un gran lavoro per la squadra, si sacrificano tantissimo. Mi auguro che possano trovare la via del gol al più presto, perché gli attaccanti vivono di questo, ma le critiche non incidono su quanto siano fondamentali per noi”.

Infine, lo sguardo è già rivolto al prossimo, ostico impegno: “Siamo un gruppo che merita tanto per quello che diamo in campo e meriteremmo di raccogliere maggiori soddisfazioni. Ora raccogliamo le energie per dare il massimo a Palermo; dobbiamo compattarci, perché possiamo fare risultato anche contro i rosanero”.

Juve Stabia – Carrarese: 1-1 (33′ Mosti 77′ Torregrossa (r) )

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Benvenuti alla diretta testuale di Juve Stabia – Carrarese, match valevole per la 30ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026. Cornice dell’incontro è lo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, dove oggi, sabato 14 marzo 2026, si gioca una fetta consistente di futuro per entrambe le formazioni.

Fischio d’inizio previsto per le ore 15:00. Restate con noi per non perdere nemmeno un’emozione di questo caldissimo sabato di Serie BKT!

Tabellino Ufficiale

Juve Stabia (3-5-2): Confente; Diakitè (79′ Varnier) Giorgini Bellich (79′ Dalle Mura); Carissoni Mosti (88′ Torrasi) Leone Correia Ricciardi (79′ Mannini); Burnete (68′ Okoro) Gabrielloni.

A disp.: Signorini, Boer, Kassama, Ciammaglichella, Dos Santos.

All.: Ignazio Abate.

Carrarese (3-5-2): Bleve; Calabrese, Oliana, Imperiale; Belloni, Melegoni (45′ Parlanti), Hasa, Zuelli, Rouhi (83′ Bouah); Finotto (66′ Torregrossa), Abiuso (90′ Lordkipanidze).

A disp.: Garofani, Fiorillo, Illanes, Troise, Rubino, Ruggeri, Di Stefano, Sekulov.

All.: Antonio Calabro.

Direttore di gara: Paride Tremolada della sezione AIA di Monza

Primo Assistente: Marco RICCI della sezione AIA di Firenze

Secondo Assistente: Matteo PRESSATO della sezione AIA di Latina

IV° ufficiale: Domenico LEONE della sezione AIA di Barletta

VAR: Paolo MAZZOLENI della sezione AIA di Bergamo

AVAR: Marco MONALDI della sezione AIA di Macerata

Marcatori: 33′ Mosti 77′ Torregrossa (r)

Angoli: 6 – 7

Ammoniti: 27′ Oliana, 47′ Confente, 80′ Gabrielloni

Espulsi: –

Recupero: 2 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba sintetica. Gruppi organizzati del tifo toscano non sono presenti come segno di protesta contro la fidelity card obbligatoria per questa trasferta.

PRIMO TEMPO

3′ La Juve Stabia si rende pericolosa: Cross di Carissoni dalla sinistra la palla arriva a Ricciardi dalla parte opposta che non riesce a controllare benissimo e deve allargarsi un pò per poi calciare a rete trovando Bleve alla respinta di piede in angolo.

10′ Juve Stabia crea un’altra azione pericolosa: Leone serve nel corridoio centrale Mosti che controlla bene ma poi perde il tempo giusto per calciare lasciandosi chiudere da una scivolata difensiva di Imperiale che libera l’area.

12′ Leone sugli scudi: Servizio per Burnete che al limite dell’are di petto la gira al centro dove Mosti calcia di prima intenzione trovando Bleve pronto alla parata a terra.

13′ Risponde la Carrarese con Hasa che approfitta di un errore di Diakitè che fa passare la palla e impegna Confente alla deviazione in angolo.

23′ Rigore annullato alla Juve Stabia: Calabrese trattiene in area Burnete per il direttore di gara è rigore e ammonizione per il difensore della Carrarese. Il Var richiama il direttore di gara che dopo una verifica cambia la decisione tra le proteste del pubblico di casa.

27′ Ammonito Oliana per fallo a centrocampo su Gabrielloni

33′ Juve Stabia IN VANTAGGIO: Diakitè stradica un pallone a centrocampo e serve un grande palla a Burnete, cross in mezzo rasoterra su cui Melegoni prova a liberare servendo maldestramente Mosti che al centro dell’area calcia forte trovando una leggera deviazione di Calabrese che fa alzare di poco la traiettoria della palla che finisce in fondo al sacco

39′ Ancora Juve Stabia: Belloni dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Leone nel tentativo di liberare l’area colpisce di testa e per poco non inquadra la propria porta. Il direttore di gara non concede l’angolo tra le potreste della Juve Stabia

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero

47′ Ammonito Confente per perdita di tempo

Il primo tempo finisce con la Juve Stabia meritatamente in vantaggio grazie alla rete di Mosti ma potevano essere anche di più con la Carrarese che ha fatto davvero poco.

SECONDO TEMPO

45′ Nella Carrarese Melegoni lascia il posto a Parlanti

56′ Carrarese pericolosa: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Hasa, Zuelli calcia a rete da fuori area con Confente che con la mano di richiamo la toglie da sotto la traversa

58′ Risponde la Juve Stabia con Burnete che calcia a rete dal vertice dell’area di rigore con la palla che esce di poco a lato alla destra di Bleve

66′ Nella Carrarese Finotto lascia il posto a Torregrossa

68′ Nella Juve Stabia esce Burnete ed entra Okoro

72′ La Carrarese si rende pericoloso con Rouhi che parte in contropiede su un angolo battuto dalla Juve Stabia, vince due rimpalli in maniera fortunosa e si presenta in area gialloblù in posizione defilata e calcia a rete sul secondo palo trovando la respinta di Confente in angolo.

76′ Rigore per la Carrarese: Ricciardi si alza dopo un problema alla coscia (crampi) e tocca la palla con la mano su un cross di

77′ Sul dischetto va Torregrossa che spiazza Confente.

79′ Nella Juve Stabia Ricciardi lascia il posto a Mannini, Diakiteè a Varnier e Bellich a Dalle Mura

80′ Ammonito Gabrielloni per proteste, salterà la prossima gara a Palermo perchè diffidato

83′ La Carrarese sostituisce Rouhi con Bouah

88′ La Juve Stabia sostituisce Mosti con Torrasi che fa il suo esordio in maglia gialloblù

90′ La Carrarese sostituisce Abiuso con Lordkipanidze

Il Direttore di gara concede 4 minuti di recupero

La contesa si chiude in parità con la Juve Stabia che anche questa volta non ha saputo gestire il vantaggio con un secondo tempo troppo rinunciatario e con la solita ingenuità, questa volta di Ricciardi, che lascia l’ennesimo amaro in bocca al pubblico di casa. Ora più che mai il pensiero deve essere la permanenza in cadetteria perchè con Palermo, Spezia in casa e Venezia all’orizzonte il pensiero per ora può essere solo questo. Martedì le Vespe voleranno a Palermo per affrontare la squadra di Inzaghi.