Home Blog Pagina 6

Napoli, incendio all’Ospedale del Mare: fumo nero e reparti evacuati

0

Vasto incendio all’ospedale del Mare di Napoli. Le fiamme sono divampate nel pomeriggio di oggi, domenica 21 giugno, attorno alle 17 da uno dei reparti della struttura ospedaliera che si trova nel quartiere Ponticelli. La densa coltre di fumo, proveniente dalla coibentazione della struttura, che sta bruciando, è ben visibile nella zona anche a una certa distanza. Evacuati parte dei pazienti e del personale.

L’origine dell’incendio

Secondo quanto si apprende, l’incendio sarebbe partito da alcune pedane in legno accatastate. Sul posto ci sono già 40 vigili del fuoco con diversi automezzi tra cui una botte da 14000 litri.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia: Dalla C nel prossimo campionato arrivano sfide con piazze che fanno parte della storia gialloblù

0

Abbiamo già dato uno sguardo alle squadre retrocesse dalla Serie A che renderanno ancora più affascinante il prossimo campionato di Serie B. Ma il torneo cadetto 2026/2027 sarà arricchito anche dalle formazioni promosse dalla Serie C, pronte a confrontarsi con la Juve Stabia in un campionato che si preannuncia spettacolare.

Tra le neopromosse spicca innanzitutto il Benevento, dominatore del proprio girone e capace di conquistare la promozione con pieno merito. Per le Vespe non si tratta certo di un avversario sconosciuto. Quella tra gialloblù e giallorossi è una rivalità che affonda le proprie radici in decenni di sfide combattute tra Serie D, Serie C e Serie B. Un confronto che, curiosamente, manca soltanto nel massimo campionato italiano. Sarà una delle partite più attese della prossima stagione e ci sarà sicuramente occasione per approfondire una storia ricca di episodi, protagonisti e ricordi che hanno segnato il calcio campano.

Un gradito ritorno in Serie B è quello dell’Arezzo. La formazione toscana ritroverà la Juve Stabia a distanza di molti anni. Le due squadre si affrontarono durante la prima gestione Manniello-Giglio nei campionati di Lega Pro, in una fase storica importante per entrambe le società. Gli amaranto hanno conquistato la promozione al termine di una stagione straordinaria, caratterizzata da un entusiasmante testa a testa con l’Ascoli. Una lotta risolta soltanto nelle battute finali del campionato, con gli aretini capaci di prevalere e conquistare direttamente il salto di categoria.

L’Ascoli, però, non è rimasto a guardare. I marchigiani hanno saputo reagire alla delusione della promozione sfumata, imponendosi nei playoff e conquistando l’ultimo pass disponibile per la Serie B grazie al successo nella finale contro il Brescia. Anche per i bianconeri il legame con Castellammare di Stabia è ricco di precedenti e ricordi. Dalle sfide in Serie C fino agli incroci nel campionato cadetto, sono tanti i protagonisti che hanno unito le storie dei due club. Da Mario Bonfiglio a Fabio Caserta, passando per numerosi incroci che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del calcio italiano.

Chiude il quadro delle promosse il Vicenza, autentico dominatore del proprio girone. I biancorossi hanno letteralmente sbaragliato la concorrenza, tornando con autorità in Serie B e riportando entusiasmo in una piazza storica del calcio nazionale. Per la Juve Stabia la sfida contro i veneti evoca ricordi particolarmente dolci. Dal Romeo Menti di Castellammare al Romeo Menti di Vicenza, il pensiero corre inevitabilmente alle magie di Marco Sau, protagonista di una delle pagine più belle della storia recente gialloblù.

Il campionato di Serie B 2026/2027 è ormai pronto ad accendere i motori. Tra nobili decadute, piazze storiche e rivalità dal sapore antico, la Juve Stabia si prepara a vivere una nuova avventura.

Le Vespe hanno conquistato sul campo il diritto di confrontarsi ancora una volta con realtà importanti del calcio italiano e sono determinate a scrivere nuovi capitoli di una storia che continua ad affascinare Castellammare e i suoi tifosi.

Cento anni di passione: il popolo azzurro si prepara a celebrare il centenario del Calcio Napoli

0

Il prossimo 31 luglio, la città di Napoli si prepara a vivere una notte storica. In occasione del centenario del Calcio Napoli, il mondo ultras e l’associazione di promozione sociale “Napoli è della gente” hanno promosso un’iniziativa di grande impatto emotivo e simbolico, denominata “100 anni d’amore”. Un evento corale, nato dalla volontà popolare, che mira a riunire l’intera tifoseria per celebrare un secolo di storia, identità e attaccamento viscerale verso la maglia azzurra.

Il programma delle celebrazioni

La giornata del 31 luglio sarà scandita da momenti di aggregazione che trasformeranno alcuni dei luoghi più iconici del capoluogo partenopeo in un museo a cielo aperto dedicato alla memoria sportiva del club.

  • Ore 17:00 – Raduno in Piazza dei Martiri: Il punto di ritrovo iniziale per i tifosi che desiderano partecipare al corteo celebrativo.

  • Ore 18:00 – Partenza del Corteo: Un momento di unione che attraverserà il cuore della città, simboleggiando il cammino centenario del Napoli.

  • Ore 19:00 – Arrivo alla Rotonda Diaz: Il fulcro della serata. Qui sarà allestita una mostra fotografica e una esposizione esclusiva di maglie storiche, veri e propri cimeli che ripercorrono l’evoluzione stilistica e sportiva del club.

Oltre il campo: cultura e memoria

L’evento non si limiterà a una celebrazione sportiva, ma intende approfondire l’aspetto socioculturale del fenomeno Napoli. Sul palco allestito alla Rotonda Diaz si alterneranno testimonianze di campioni del passato, figure che hanno contribuito a scrivere le pagine più gloriose della società. Il programma prevede inoltre performance musicali e interventi artistici, mantenendo sempre un registro improntato alla sobrietà e alla passione autentica.

Un’area specifica sarà interamente dedicata a Diego Armando Maradona, un tributo imprescindibile per la leggenda che ha elevato il club a icona del calcio mondiale, rendendo il legame tra la città e il suo campione eterno.

Un evento collettivo e gratuito

L’avvocato Emilio Coppola, presidente dell’associazione “Napoli è della gente”, ha sottolineato lo sforzo corale dietro l’organizzazione: “Sarà una serata di passione e aggregazione, estesa a chiunque abbia a cuore le sorti della nostra amata. L’evento è totalmente gratuito e sarà possibile realizzarlo grazie ai sacrifici di tanti ragazzi ed al patrocinio morale del Comune di Napoli”.

L’apice della mezzanotte

Il culmine delle celebrazioni è previsto allo scoccare del 31 luglio. Il mondo ultras ha lanciato un appello vibrante a tutta la tifoseria: presentarsi muniti di sciarpe, bandiere e, soprattutto, di una torcia. Alla mezzanotte, la luce di migliaia di torce accese contemporaneamente illuminerà la notte napoletana, suggellando il passaggio ufficiale al secondo secolo di storia del club.

“100 anni d’amore” si preannuncia come una testimonianza tangibile di come il Calcio Napoli sia, prima di tutto, un patrimonio collettivo e una fede che travalica le generazioni, pronta a scrivere, ancora una volta, una pagina memorabile nel libro della sua centenaria esistenza.

Juve Stabia, Guerri e l’eredità di Lovisa: Il nuovo ciclo ripartirà dal modello vincente degli ultimi 3 anni

0

C’è un momento preciso in cui la paura lascia il posto alla speranza. Per la Juve Stabia quel momento coincide con l’ingresso ufficiale di Alfredo Guerri alla guida del club. Dopo settimane di apprensione, il via libera del Tribunale di Napoli e l’acquisizione delle quote attraverso la Domus Srl hanno definitivamente allontanato lo spettro di un futuro incerto, consentendo alle Vespe di mettere al sicuro l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

Una notizia che ha restituito serenità a una piazza che temeva di vedere svanire il patrimonio costruito negli ultimi anni. Adesso, però, l’attenzione si sposta inevitabilmente sul futuro. Quale sarà il volto della nuova Juve Stabia? E soprattutto, come verrà gestita l’eredità lasciata da Matteo Lovisa, il direttore sportivo che ha contribuito in maniera determinante ai successi recenti del club?

La continuità come parola d’ordine

Dagli ambienti vicini alla nuova proprietà emerge una linea ben definita: non stravolgere ciò che ha funzionato. Il cosiddetto “modello Juve Stabia” continuerà a rappresentare la bussola del progetto gialloblù.

Negli ultimi anni il club stabiese è riuscito a distinguersi nel panorama calcistico nazionale grazie a una gestione oculata, capace di coniugare sostenibilità economica e risultati sportivi. Un equilibrio difficile da raggiungere, ma che ha consentito alla società di crescere senza mettere a rischio la propria stabilità finanziaria.

L’obiettivo di Guerri sembra essere proprio quello di consolidare questo percorso, preservando l’identità costruita nel tempo e rafforzando le fondamenta del progetto.

L’eredità di Lovisa

L’addio di Matteo Lovisa rappresenta inevitabilmente uno dei passaggi più delicati di questa fase. Il dirigente friulano ha lasciato un segno profondo nella storia recente delle Vespe, costruendo squadre competitive attraverso intuizioni di mercato spesso vincenti e valorizzando giovani talenti destinati a crescere di valore.

Il suo lavoro ha dimostrato che è possibile ottenere risultati importanti senza investimenti fuori portata, puntando sulle idee, sulla programmazione e sulla capacità di individuare profili funzionali al progetto tecnico.

La sfida della nuova proprietà sarà quella di garantire continuità a questo metodo. Non a caso sono già in corso valutazioni per individuare figure dirigenziali e tecniche che condividano la stessa filosofia. Tra i nomi accostati al club nelle ultime settimane c’è anche quello di Enzo De Vito, in qualità di direttore tecnico, profilo esperto e abituato a lavorare in contesti dove la valorizzazione dei giovani rappresenta una priorità e per il quale manca solo l’ufficialità che arriverà a breve.

I tre pilastri dell’era Guerri

Il nuovo corso gialloblù sembra fondarsi su principi ben precisi.

Solidità economica

La prima missione è garantire stabilità e sicurezza. La ricapitalizzazione effettuata in tempi rapidi dalla nuova proprietà ha rappresentato un segnale forte nei confronti della città e dell’intero ambiente calcistico. Nessuna promessa irrealizzabile, ma una gestione improntata alla sostenibilità e alla programmazione.

Fiducia nei giovani

La Serie B continua a essere il terreno ideale per la crescita dei talenti emergenti e la Juve Stabia vuole confermarsi una delle società più attente alla valorizzazione dei ragazzi. L’obiettivo resta quello di costruire una rosa giovane, dinamica e motivata, capace di abbinare ambizione e prospettiva futura.

Legame con il territorio

Uno degli aspetti più apprezzati del progetto riguarda la volontà di rafforzare il rapporto con Castellammare di Stabia e con la tifoseria. Un legame che negli ultimi anni ha rappresentato una delle armi in più della squadra e che la nuova proprietà intende preservare e sviluppare ulteriormente, in sintonia con le istituzioni cittadine.

Una sfida tutta da vivere

Il futuro della Juve Stabia riparte dunque da basi solide. La società ha superato uno dei momenti più complessi della sua storia recente e ora guarda avanti con l’ambizione di continuare a essere un esempio di gestione virtuosa nel calcio italiano.

L’addio di Matteo Lovisa ha chiuso un capitolo importante, ma non interrompe un percorso che punta a trasformare un modello vincente in una vera e propria cultura societaria. Alfredo Guerri raccoglie il testimone con la responsabilità di custodire quanto costruito e la volontà di aprire una nuova fase di crescita.

La prossima Serie B è ancora lontana, ma il messaggio che arriva da Castellammare è già chiaro: la Juve Stabia vuole continuare a sognare, senza rinunciare alla propria identità e la prossima settimana sarà decisiva per mettere tutti i tasselli al posto giusto comincianto da D.S. e allenatore.

I nomi caldi sono Tramontano e D’Angelo ma le valutazioni spetteranno al nuovo patron Guerri che ha dimostrato già di essere concreto, solido e soprattutto ambizioso.

Doppio guasto elettrico a Ischia, 2.500 utenze senza energia

0

Doppio guasto sulle condutture della rete elettrica nel Comune di Ischia: circa 2.500 utenze sul territorio isolano restano senza energia, tra queste anche il centro dialisi che si è attivato con i generatori. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha attivato in tarda serata il Centro Coordinamento Soccorsi (Ccs) al quale hanno partecipato il Sindaco del Comune di Ischia, Vincenzo Ferrandino, rappresentanti dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’Ordine, dell’Asl Napoli 2, del Servizio 118, nonché i referenti della società E-Distribuzione. A causa dei guasti risultano, allo stato, disalimentate circa 2.500 utenze sul territorio isolano. I tecnici di Enel sono già sul posto e hanno avviato le operazioni di cantierizzazione per lo scavo, subito autorizzato dal Comune, e riparazione necessarie al ripristino della linea.

Secondo le stime attuali – rende noto la Prefettura – i tempi tecnici per il completamento dei lavori e la progressiva rialimentazione delle utenze rimaste isolate oscilleranno tra le sei e le otto ore. In relazione alla tempistica stimata, il sindaco di Ischia ha convocato il Centro Operativo Comunale (Coc) che provvederà anche a informare la cittadinanza, tramite i canali social istituzionali. Massima attenzione viene posta nei confronti delle fasce deboli della popolazione, con particolare riferimento ai cittadini fragili dipendenti da apparecchiature elettromedicali, la cui autonomia energetica residua stimata coincide proprio con i tempi previsti per la riparazione del guasto.

Il Ccs, in costante raccordo con l’Asl Napoli 2 Nord, sta monitorando con priorità assoluta la situazione di centro dialisi. La struttura sta attualmente garantendo la continuità assistenziale grazie all’ausilio dei generatori d’emergenza; il completamento dei cicli terapeutici previsti è confermato entro le ore 23. La polizia locale e le forze di polizia monitoreranno con particolare attenzione le aree interessate dal temporaneo disservizio per attenzionare tempestivamente eventuali necessità.

Fonte AdnKronos

Doppio guasto elettrico a Ischia, 2.500 utenze senza energia

0

Doppio guasto sulle condutture della rete elettrica nel Comune di Ischia: circa 2.500 utenze sul territorio isolano restano senza energia, tra queste anche il centro dialisi che si è attivato con i generatori. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha attivato in tarda serata il Centro Coordinamento Soccorsi (Ccs) al quale hanno partecipato il Sindaco del Comune di Ischia, Vincenzo Ferrandino, rappresentanti dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’Ordine, dell’Asl Napoli 2, del Servizio 118, nonché i referenti della società E-Distribuzione. A causa dei guasti risultano, allo stato, disalimentate circa 2.500 utenze sul territorio isolano. I tecnici di Enel sono già sul posto e hanno avviato le operazioni di cantierizzazione per lo scavo, subito autorizzato dal Comune, e riparazione necessarie al ripristino della linea.

Secondo le stime attuali – rende noto la Prefettura – i tempi tecnici per il completamento dei lavori e la progressiva rialimentazione delle utenze rimaste isolate oscilleranno tra le sei e le otto ore. In relazione alla tempistica stimata, il sindaco di Ischia ha convocato il Centro Operativo Comunale (Coc) che provvederà anche a informare la cittadinanza, tramite i canali social istituzionali. Massima attenzione viene posta nei confronti delle fasce deboli della popolazione, con particolare riferimento ai cittadini fragili dipendenti da apparecchiature elettromedicali, la cui autonomia energetica residua stimata coincide proprio con i tempi previsti per la riparazione del guasto.

Il Ccs, in costante raccordo con l’Asl Napoli 2 Nord, sta monitorando con priorità assoluta la situazione di centro dialisi. La struttura sta attualmente garantendo la continuità assistenziale grazie all’ausilio dei generatori d’emergenza; il completamento dei cicli terapeutici previsti è confermato entro le ore 23. La polizia locale e le forze di polizia monitoreranno con particolare attenzione le aree interessate dal temporaneo disservizio per attenzionare tempestivamente eventuali necessità.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, chi sarà il prossimo condottiero? La sfida sarà raccogliere l’eredità di Pagliuca e Abate

0

Il calciomercato sta per entrare nel vivo e in casa Juve Stabia i riflettori non sono puntati soltanto sui calciatori che arriveranno o partiranno. La priorità del momento riguarda infatti due figure fondamentali per il futuro del club: il nuovo direttore sportivo e, soprattutto, il nuovo allenatore.

La domanda che si pongono tutti i tifosi è una sola: chi guiderà le Vespe nella prossima stagione?

Al momento i nomi che circolano sono pochi e sembrerebbero limitati a D’Angelo e De Giorgio. La società sta lavorando con grande riservatezza. Più che sulle identità, però, la riflessione va fatta sull’identikit del prossimo tecnico gialloblù. Non si tratta di capire se giocherà con la difesa a tre o a quattro, se prediligerà il possesso palla o le ripartenze. La vera questione riguarda il profilo umano e professionale che la Juve Stabia sceglierà per aprire un nuovo ciclo.

Negli ultimi anni Castellammare ha avuto la fortuna di affidarsi a due allenatori molto diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di lasciare un segno profondo. Guido Pagliuca arrivò all’ombra del Romeo Menti come un tecnico emergente, apprezzato dagli addetti ai lavori ma ancora in cerca della definitiva consacrazione. Oggi, dopo l’esperienza maturata e il percorso che lo ha portato fino a Empoli, è considerato uno degli allenatori più interessanti del panorama italiano.

Diverso il discorso per Ignazio Abate. Il suo nome era già conosciuto ben oltre i confini della Serie B grazie alla prestigiosa carriera da calciatore con la maglia del Milan. Eppure è bastata una sola stagione a Castellammare per convincere una società blasonata come il Torino ad affidargli la propria panchina.

Due personalità differenti. Più sanguigno e battagliero Pagliuca, più pacato e riflessivo Abate. Due modi diversi di vivere il calcio e di rapportarsi con l’ambiente. E allora viene spontaneo chiedersi: il prossimo allenatore della Juve Stabia assomiglierà di più al primo o al secondo?

Anche sul fronte dell’esperienza le possibilità restano aperte. La società punterà su una figura navigata, una vecchia volpe delle panchine, oppure sceglierà ancora una volta il coraggio, affidandosi a un tecnico giovane e ambizioso?

Del resto il calcio moderno sembra premiare sempre più le idee fresche. Basti pensare ai risultati ottenuti da Cristian Chivu e Cesc Fabregas, protagonisti di percorsi sorprendenti rispettivamente con Inter e Como. Senza dimenticare quanto fatto da Catanzaro e dalla stessa Juve Stabia, che hanno costruito le proprie fortune recenti affidandosi a tecnici giovani, preparati e desiderosi di emergere.

Indiscrezioni, voci di corridoio e suggestioni continueranno ad accompagnare i prossimi giorni. La certezza, però, è una sola. Chiunque sarà scelto dalla società si troverà davanti a una missione complessa: raccogliere l’eredità lasciata da due allenatori che hanno scritto pagine importanti della storia recente gialloblù.

Imitare Guido Pagliuca e Ignazio Abate non sarà semplice. Superarli, almeno sulla carta, appare una sfida ancora più difficile. Ma è proprio da qui che passa il futuro della Juve Stabia e delle sue ambizioni in Serie B.

Castellammare, piccoli cittadini da grandi idee: i bambini stabiesi consegnano i loro progetti per la città

Nella splendida cornice della Reggia di Quisisana, i bambini e le bambine protagonisti del progetto “La Città che Partecipa – Piccoli Cittadini, Grandi Idee” hanno trasformato le loro proposte in realtà, presentando ufficialmente i totem urbani pensati per promuovere il rispetto degli spazi pubblici e una maggiore sicurezza lungo i percorsi cittadini. La giornata ha rappresentato anche un momento simbolico e istituzionale importante, con il gemellaggio tra il Consiglio delle Bambine e dei Bambini di Castellammare di Stabia e quello di San Giorgio a Cremano.

L’incontro ha segnato la conclusione del primo semestre di attività del progetto, un percorso nato per dare voce ai più giovani e renderli protagonisti attivi della vita cittadina. Un’iniziativa ispirata ai principi dell’Articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, che riconosce ai bambini il diritto di esprimere la propria opinione sui temi che li riguardano.

La città che partecipa - Castellammare di Stabia BAU STOPGrazie alla collaborazione tra scuole, insegnanti, famiglie e partner istituzionali, tra cui il coordinatore del laboratorio regionale “Città dei Bambini e delle Bambine”, Francesco Langella, il progetto ha prodotto risultati concreti e visibili. Tra questi spiccano i nuovi totem urbani destinati alle aree delle strisce pedonali. Il simbolo scelto dai giovani consiglieri è il “Cane Gentile – Bau Stopping”, una figura ideata per sensibilizzare cittadini e adulti al rispetto delle regole, della convivenza civile e della cura degli spazi comuni.

Ma il contributo dei piccoli cittadini non si è fermato qui. In qualità di primi rappresentanti del Consiglio delle Bambine e dei Bambini di Castellammare di Stabia, hanno consegnato all’amministrazione comunale il “Manifesto della Partecipazione”, un documento contenente il regolamento del Consiglio elaborato direttamente dai ragazzi. L’obiettivo è quello di rendere permanente questo organismo di confronto tra i più giovani e le istituzioni cittadine. Il documento sarà infatti sottoposto dalla Giunta all’esame del Consiglio Comunale per la sua approvazione.

La giornata ha assunto inoltre un forte valore simbolico grazie al gemellaggio ufficiale con il Consiglio delle Bambine e dei Bambini di San Giorgio a Cremano. Un’iniziativa che rafforza la rete territoriale della Campania dedicata alla partecipazione dei più giovani e alla costruzione di una cittadinanza attiva fin dall’infanzia.

A sottolineare l’importanza dell’esperienza è stato il sindaco Luigi Vicinanza, presente all’iniziativa insieme alla presidente della terza commissione consiliare Giusy Amato e all’assessore Di Nuzzo.

«Questi ragazzi non sono semplicemente i cittadini del domani, ma cittadini a pieno titolo già oggi. Hanno dimostrato una capacità progettuale straordinaria e per questo il Consiglio comunale e l’intera amministrazione hanno assunto l’impegno di ascoltare e recepire le loro idee per contribuire a cambiare in meglio il volto della nostra città. Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante offrire ai più giovani spazi reali di partecipazione e confronto, affinché possano sentirsi parte attiva della comunità e contribuire concretamente alla sua crescita», ha dichiarato il primo cittadino.

Un messaggio chiaro che guarda al futuro: costruire una città più inclusiva e partecipata partendo proprio dalle idee e dall’entusiasmo delle nuove generazioni.

Juve Stabia, la Serie B sa di grandi sfide che torneranno a disputarsi al Menti Cremonese, Pisa e Verona

0

La nuova Serie B inizia già a stuzzicare la fantasia dei tifosi della Juve Stabia. I verdetti arrivati dalla Serie A hanno infatti delineato uno scenario ricco di fascino, rivalità e ricordi ancora vivi nella memoria del popolo gialloblù. Le retrocessioni di Cremonese, Pisa e Verona consegnano alle Vespe tre avversarie che rappresentano molto più di semplici ostacoli lungo il cammino della stagione 2026/2027.

Tra tutte, la sfida che inevitabilmente accende maggiormente gli animi è quella contro la Cremonese. I grigiorossi riportano alla mente una delle pagine più amare della recente storia stabiese. L’eliminazione che spezzò il sogno della Juve Stabia guidata da Guido Pagliuca è una ferita ancora aperta tra tifosi e addetti ai lavori. Ritrovare la formazione lombarda in campionato offrirà alla squadra l’occasione di trasformare quella delusione in motivazione, cercando sul campo una rivincita sportiva che l’ambiente attende da tempo.

Non meno intrigante sarà il confronto con il Pisa. Sulla panchina nerazzurra dovrebbe sedere Paolo Bianco, tecnico che il pubblico del “Romeo Menti” conosce molto bene. L’allenatore è stato infatti protagonista di sfide intense contro la Juve Stabia negli ultimi anni, compresa la recente battaglia vissuta alla guida del Monza. La conoscenza reciproca tra le due realtà renderà il confronto ancora più interessante, in una gara che si preannuncia ricca di contenuti tattici e di episodi capaci di fare la differenza.

E poi c’è il Verona, una sfida che profuma di storia e tradizione. Per molti tifosi stabiesi il nome Hellas evoca immediatamente ricordi legati agli anni d’oro della gestione di Piero Braglia, quando la Juve Stabia affrontava avversari di grande prestigio senza alcun timore reverenziale. Ritrovare i veneti significa tornare a respirare quelle atmosfere, rivivendo emozioni che appartengono a una delle epoche più esaltanti del calcio gialloblù. Allo stesso tempo sarà l’occasione per dimostrare che la Juve Stabia attuale ha tutte le carte in regola per misurarsi ad armi pari con una delle piazze più importanti del panorama calcistico nazionale.

Cremonese, Pisa e Verona rappresentano tre storie differenti, ma unite da un filo conduttore comune: la voglia della Juve Stabia di continuare a crescere e di confermarsi protagonista anche contro club dal grande blasone. Il prossimo campionato di Serie B si annuncia combattuto e spettacolare, e per le Vespe queste sfide avranno inevitabilmente un significato speciale.

Al “Romeo Menti” l’attesa è già iniziata. Perché certe partite valgono molto più di tre punti: raccontano il passato, alimentano il presente e possono contribuire a scrivere il futuro.

Fondazione Cannavaro-Ferrara: nuovo progetto per i Quartieri Spagnoli

0

Torna il grande appuntamento benefico promosso da Ciro e Vincenzo Ferrara insieme a Fabio e Paolo Cannavaro, con la madrina Maria Mazza. L’evento sarà interamente dedicato alla raccolta fondi e al ringraziamento dei partner privati che finanzieranno un programma annuale di riscatto sociale per i giovani di Napoli.

Mettere al centro il futuro dei minori dei Quartieri Spagnoli attraverso un’alleanza concreta tra terzo settore, imprese virtuose e grandi sostenitori. L’obiettivo? Contrastare la povertà educativa, allontanare i giovani dai rischi della strada e dimostrare che un futuro diverso è possibile. La Fondazione Cannavaro Ferrara ha organizzato, per mercoledì 1° luglio 2026 a partire dalle ore 20:00, nella suggestiva e splendida location delle Terme di Agnano (Via Agnano Agli Astroni, 24, Napoli), la “Summer Garden Charity Night”, l’atteso charity event riservato agli amici donatori e alle aziende partner che hanno scelto di sposare e finanziare il progetto di quest’anno intitolato: “…Si può fare!”.

A fare gli onori di casa, per la serata, saranno i quattro Founders – Ciro e Vincenzo Ferrara, Fabio e Paolo Cannavaro – affiancati dalla storica madrina della Fondazione, Maria Mazza. Una notte magica in cui la generosità del tessuto imprenditoriale e la fiducia dei sostenitori storici si trasformeranno in opportunità reali per il territorio.

Il progetto, ideato dal Gruppo di Volontariato Vincenziano di Montecalvario e guidato dalla responsabile Nunzia Russo, si svilupperà dal 9 novembre 2026 all’11 luglio 2027. La finalità primaria dell’intervento per ragazzi e ragazze dai 9 ai 15 anni è fornire un’alternativa stabile, formativa e stimolante alla strada. Attraverso un ricco ventaglio di attività oratoriali, sportive e culturali – tra cui laboratori teatrali, corsi di nuoto presso l’Ecumano Space, corsi di cucina, laboratori presepiali e l’innovativo percorso di moda, artigianato e design denominato “Street Chic” – il progetto mira a dare risposte concrete, a costruire l’autostima delle giovani generazioni e a valorizzare i talenti nascosti dei ragazzi.

La dichiarazione dei Founders:

“Quest’anno la Summer Garden Charity Night rappresenta il culmine di un percorso fatto di impegno e amore per la nostra città. Con il progetto ‘…Si può fare!’ vogliamo dare ai ragazzi dei Quartieri Spagnoli gli strumenti per costruire il proprio talento, dimostrando loro che il futuro si progetta giorno dopo giorno e non è un destino già scritto. Permettere a questi giovanissimi di frequentare corsi di nuoto, laboratori d’arte e attività professionali significa sottrarli a dinamiche pericolose e gettare le basi per una crescita sana e consapevole. Vedere quante eccellenze del mondo della

ristorazione e quanti sostenitori rispondono alla nostra chiamata ci riempie di orgoglio. Napoli ha un cuore immenso e, unendo le forze con realtà straordinarie e tutti i donatori possiamo davvero fare la differenza per le famiglie più svantaggiate”.

A rendere speciale la serata di ringraziamento e raccolta fondi sarà il consueto e straordinario viaggio sensoriale nel meglio della tradizione culinaria campana e nazionale, reso possibile grazie alla generosità e alla partecipazione solidale di partner d’eccezione del comparto food & beverage.

I Ristoranti: Punto Nave, Roji, Riserva, Signora Bettola, Baita, Armonì, Colmare, Riccio Restaurant, Brigida; Le Pizzerie: Diego Vitagliano, Porzio, Sorbillo, Masardona; Le Eccellenze della Carne: Macelleria Cillo, Centrocarni Esposito; La Specialità: L’Antica Mozzarella di Battipaglia. Le Pasticcerie e Sfiziosità: Poppella, De Vivo Pompei, Crostarì, Altamura, Calise Ischia e Vincenzo Bellavia; Frutteria Frigenti Fruit, Davide Botti e Sotto Zero per il Gelato Artigianale. Per il Beverage: Bar in Movimento, Perrella Network, con le selezioni di Capri Moonlight, Flegreo delle Cantine Federiciane, Magma Gin Vesuvius, Birrificio Artigianale Napoletano e Liquore Strega.

Un ruolo cruciale nella tessitura di questa fitta rete di solidarietà è svolto dalle aziende sponsor, motore e cuore pulsante dei progetti della Fondazione, realtà virtuose del panorama napoletano e campano tra cui KITON, AP SRL, OTOFARMA, RIFLESSI, GEV, ENERGIA SOCIALE, GIVOVA, MEGAFIN, FALEGNAMERIA D’AUTORE, ORTOMATE, SORBINO, GERLI, BANCA MEDIOLANUM, EURONICS TUFANO, CENTRO PORCHE NAPOLI DEL PRIORE, ICI TENDE, LONGOBARDI, AMADORI, TOP MAIL, PROMOCART, DIVISE E DIVISE, VANIDEAS.

La complessa macchina organizzativa, logistica e di gestione dei partner e dei fornitori è coordinata dalla marketing manager Stefania Avallone, presenza concreta e indispensabile per la realizzazione di un evento benefico di tale portata. La serata vedrà inoltre il coinvolgimento di aziende eccellenti dell’intrattenimento e dell’organizzazione come Le Mille Me Communication e Studio Uno Marketing, i media partner We Can Dance con Dino Piacenti, I’M Magazine, Radio CRC e Napolieventi.net. Partner: Gold Tower Lifestyle Hotel. Foto a cura di Marco Baldassarre e Matteo Chiacchio con i videomaker Mario Scrivano e Simone Fiengo.

In 21 anni di attività, la Fondazione Cannavaro Ferrara ha sostenuto numerosi progetti sociali, aiutando centinaia di bambini e giovani. Con “…Si può fare!”, grazie alla sinergia strategica con i donatori e il mondo imprenditoriale, si compie un ulteriore, significativo passo verso la costruzione di una Napoli più inclusiva, attenta e solidale.

Per info fondazione Cannavaro Ferrara:

Sito web: www.fondazionecannavaroferrara.it

Email: fondazionefcf@gmail.com

Ufficio Stampa: Valeria Grasso

Email: valygrasso@gmail.com

“Oltre il Campo” Lo sport che unisce tutti i giovani: lunedì al Centro Ester

0

 A Napoli, il 22 giugno, una giornata promossa da Officina delle Idee e dal Centro Ester con il patrocinio di UNICEF Campania, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Campania, Assessorato allo Sport del Comune di Napoli, sotto l’egida di “Napoli Capitale Europea dello Sport”.

Lunedì 22 giugno, a partire dalle ore 10, al Centro Ester, a Barra, in via Giambattista Vela 91, si terrà una giornata di integrazione, legalità e diritti promossa dall’ Associazione Officina delle Idee e dal Centro Ester con il patrocinio di: UNICEF Campania, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Campania, Assessorato allo Sport del Comune di Napoli, sotto l’egida di “Napoli Capitale Europea dello Sport”.

“Abbattere le barriere, superare i traumi e costruire ponti attraverso il linguaggio universale dello sport. È questo l’obiettivo di “Oltre il Campo” – dichiara la Presidente di Officina delle Idee, Rosa Praticò – l’evento vedrà protagonisti i minori stranieri, i disabili e i ragazzi e le ragazze del territorio che condivideranno i campi da gioco in squadre miste, dando vita a una vera e propria festa dello sport, per affermare il diritto al gioco, alla salute e all’integrazione.

Una giornata straordinaria – sottolinea Praticò – dall’altissimo valore sociale che, grazie alla sinergia con l’Assessora Emanuela Ferrante, entra ufficialmente a far parte del prestigioso cartellone di Napoli Capitale Europea dello Sport. Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che l’integrazione non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che si costruisce stando insieme, promuovendo e rafforzando la rete territoriale. Per questo un momento particolarmente significativo sarà il “Torneo di Calcio Balilla Istituzionale” in cui i rappresentanti delle autorità si sfideranno tra loro e con i ragazzi”.

Nel programma, ricco e articolato, si segnala, alle 11, il torneo di calcio misto “Un Goal per l’Integrazione” con il “Torneo di Calcio Balilla Istituzionale”, una iniziativa di sensibilizzazione con la Protezione Civile “Io non rischio” e i laboratori sul diritto al Gioco a cura di UNICEF per promuovere il Gioco in ogni contesto. È prevista inoltre un’area intitolata “Nutrire il futuro” dedicata alla salute e al benessere multiculturale, arricchita da workshop informativi guidati da nutrizionisti per sensibilizzare i giovani sull’importanza di una sana alimentazione abbinata all’attività fisica.

La giornata si chiuderà nel pomeriggio con un emozionante “Terzo Tempo” per favorire il dialogo libero tra istituzioni e giovani.

“Il gioco e lo sport non sono solo svago – dichiara la Presidente Regionale UNICEF Campania, Emilia Narciso – ma diritti fondamentali sanciti dall’Articolo 31 della Convenzione ONU. Per i minori stranieri non accompagnati, un pallone può essere la chiave per superare i traumi di vite segnate da grande sofferenza. Sarà un’occasione importante per promuovere la piattaforma U-Report, e dare a questi giovani non solo un campo dove correre, ma soprattutto uno spazio protetto e non agonistico di cui hanno un disperato bisogno per sentirsi, finalmente, solo dei bambini.”

“La tutela dei minori – ricorda Giovanni Galano, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Campania – in particolare di quelli più vulnerabili come i MSNA, passa inevitabilmente attraverso percorsi di inclusione reale. Presenziare a questa giornata e promuovere momenti di vicinanza tra i ragazzi e le massime autorità giudiziarie e istituzionali è un dovere. Vogliamo che questi giovani percepiscano le istituzioni come alleate e protettrici dei loro diritti. ‘Oltre il Campo’ lancia da Napoli un messaggio chiaro a tutta l’Italia: la legalità e l’accoglienza camminano di pari passo.”

“Oltre il Campo” è un’iniziativa di grande valore sociale che interpreta pienamente il senso dello sport come strumento di inclusione, integrazione e tutela dei diritti – dichiara l’Assessora allo Sport e alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, dott. Emanuela Ferrante. “Mettere in relazione minori stranieri non accompagnati, giovani del territorio e ragazzi e ragazze con disabilità – continua Ferrante –  significa costruire concretamente una comunità più equa, capace di riconoscere nelle differenze una risorsa e non un limite. Desidero ringraziare Officina delle Idee, il Centro Ester, UNICEF Campania e l’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza per il lavoro condiviso e la qualità della proposta, che si inserisce a pieno titolo nel programma di Napoli Capitale Europea dello Sport. Come Amministrazione, riteniamo fondamentale sostenere iniziative che, attraverso lo sport, promuovono legalità, partecipazione e coesione sociale, offrendo ai più giovani occasioni reali di crescita, confronto e appartenenza. “Oltre il Campo” rappresenta, in modo concreto, l’idea di città che vogliamo continuare a costruire: una Napoli che accoglie, include e riconosce nello sport uno strumento reale di giustizia sociale e di futuro per tutte e tutti.”

L’idea di una città che riparte dalle periferie e dalla valorizzazione di esperienze di eccellenza come il Centro Ester.

“Il nostro Centro – sottolinea Pasquale Corvino, Presidente del Centro Ester – è da sempre un presidio sociale e sportivo per Napoli, e ospitare questa giornata è per noi un immenso orgoglio. Lo sport ha la capacità unica di azzerare le differenze linguistiche e culturali: sul campo siamo tutti uguali, contano solo il rispetto e il gioco di squadra. Aprire i nostri cancelli a questi ragazzi e vederli pranzare insieme, fondendo la nostra tradizione culinaria con i sapori dei loro paesi d’origine, rappresenta la vittoria più bella, ben oltre il risultato di qualsiasi torneo.”

All’evento parteciperanno rappresentanti della Regione Campania, del Comune di Napoli, del Tribunale per i Minorenni e della Protezione Civile.

Il cinema incontra la musica: Villa Fondi, in scena Il Lucernario dei Dispersi e il concerto di Luigi Friotto

0

Una serata dedicata alle emozioni, alla memoria e alla valorizzazione delle radici culturali. Lunedì 22 giugno, nella splendida cornice di Villa Fondi a Piano di Sorrento, il pubblico potrà vivere un appuntamento speciale che unirà il linguaggio del cinema documentaristico alla forza evocativa della musica d’autore.

L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo della Città di Piano di Sorrento nell’ambito della rassegna “Estate Blu 2026 – Davanti al Golfo di Surriento”, prenderà il via alle ore 21:00 e offrirà un percorso artistico capace di coinvolgere spettatori di ogni età.

Ad aprire la serata sarà la proiezione del docufilm “Il Lucernario dei Dispersi”, opera prodotta da Gianpietro Falchi per Proiezione Sogni. Un lavoro che si presenta come un intenso viaggio tra luoghi, ricordi e identità, alla ricerca di quei valori che continuano a legare le persone alla propria terra e alle proprie tradizioni.

Il documentario attraversa paesaggi suggestivi che dalla Costa dei Trabocchi conducono fino agli scorci incantevoli della Penisola Sorrentina, raccontando storie di uomini e donne che custodiscono un patrimonio fatto di memoria, parole e appartenenza. Una narrazione poetica che riflette sul rapporto tra le emozioni, i ricordi e il territorio che ci ha generato, offrendo una riflessione profonda sul senso delle radici e sulla capacità delle tradizioni di rappresentare un punto di riferimento per chi, lungo il cammino della vita, ha smarrito la propria rotta.

I protagonisti del racconto sono persone comuni, professionisti, imprenditori e cittadini che hanno saputo raccogliere l’eredità culturale lasciata dalle generazioni precedenti, trasformandola in testimonianza viva. Attraverso le loro voci, il docufilm restituisce dignità e valore a storie spesso dimenticate, mettendo al centro il patrimonio umano che costituisce l’anima di ogni comunità.

Al termine della proiezione, la serata proseguirà con il concerto del cantautore Luigi Friotto, autore delle musiche che compongono l’album “DEDALO”, colonna sonora del documentario. Sul palco, insieme all’artista, si esibiranno Riccardo Ciccone, Francesco Mangifesta e Mehdy Cbary, dando vita a uno spettacolo che intreccerà musica, immagini e narrazione.

Un appuntamento che si preannuncia ricco di suggestioni e capace di trasformare Villa Fondi in uno spazio di incontro tra arte, memoria e territorio, nel segno della cultura e della bellezza che caratterizzano la Penisola Sorrentina.

Juve Stabia, 19 giugno 2011: Data storica, Castellammare non dimenticherà il ritorno in Serie B dopo 59 anni

0

Ci sono date che scorrono via come tutte le altre, destinate a occupare una semplice casella sul calendario. E poi ci sono giorni che diventano eterni, momenti capaci di attraversare le generazioni e restare impressi nella memoria collettiva di un’intera città. Per Castellammare di Stabia, uno di quei giorni è senza dubbio il 19 giugno 2011.

Quindici anni fa le Vespe scrivevano una delle pagine più emozionanti della propria storia, conquistando una promozione in Serie B che mancava da sessant’anni. Un traguardo atteso, sognato e inseguito per decenni, che trasformò una calda domenica di giugno in una data destinata a diventare leggenda.

Per il popolo gialloblù, il 19 giugno rappresenta molto più di una semplice ricorrenza sportiva. È una festa che ogni anno riaccende ricordi indelebili, un appuntamento con la storia che viene celebrato con lo stesso entusiasmo e la stessa emozione di allora.

La sfida decisiva al Flaminio

La Juve Stabia di Piero Braglia arrivò all’ultimo atto dei playoff dopo una stagione straordinaria, costruita su sacrificio, carattere e spirito di gruppo. Di fronte c’era l’Atletico Roma, avversario temibile e ambizioso, pronto a contendere alle Vespe l’accesso alla cadetteria.

Dopo lo 0-0 maturato nella gara d’andata al “Romeo Menti”, tutto si sarebbe deciso nella sfida di ritorno allo stadio Flaminio di Roma. Un appuntamento che migliaia di tifosi stabiesi non vollero perdere. La Capitale, quel giorno, venne invasa dai colori gialloblù. Da Castellammare partirono pullman, auto e treni carichi di passione e speranza, alimentati da un sogno custodito per generazioni.

La notte dell’esplosione di gioia

Al termine della partita, il verdetto tanto atteso divenne realtà. La Juve Stabia era finalmente in Serie B.

Da Roma a Castellammare scoppiò una festa incontenibile. Chi era rimasto a casa seguì ogni istante con il cuore in gola davanti alla televisione, per poi riversarsi immediatamente nelle strade. Clacson, bandiere, cori e fuochi d’artificio accompagnarono una notte destinata a entrare nella storia della città.

Il ritorno della squadra fu trionfale. Le strade si trasformarono in un serpentone festante che accolse i protagonisti di quell’impresa memorabile. La Villa Comunale si riempì di migliaia di persone, mentre i giocatori venivano celebrati come autentici eroi. Lacrime, abbracci e sorrisi si mescolarono in una notte che sembrava non dover finire mai.

Un’impresa che vive ancora oggi

A distanza di anni, quel 19 giugno continua a rappresentare uno dei momenti più alti della storia sportiva stabiese. Fu il coronamento del lavoro di un gruppo straordinario guidato dai presidenti Franco Manniello e Franco Giglio e da un allenatore diventato simbolo di quella cavalcata come Piero Braglia.

I campionati cambiano, le stagioni passano e le categorie possono alternarsi, ma alcuni ricordi restano immortali. Per Castellammare di Stabia il 19 giugno 2011 è il giorno in cui un sogno lungo sessant’anni diventò realtà, la notte in cui le Vespe tornarono a volare tra i grandi e l’intera città riscoprì l’orgoglio di appartenere a una storia speciale.

Per questo, ogni volta che arriva il 19 giugno, Castellammare si ferma per un attimo a guardare indietro. E a rivivere, ancora una volta, quella meravigliosa notte d’estate che nessuno potrà mai dimenticare.

Quella 10 onorata con l’anima: Napoli piange Igor Protti, l’uomo che non si è mai arreso

Il calcio italiano si è svegliato oggi con un groppo in gola, una di quelle notizie che vorresti non leggere mai, nemmeno quando sai che il destino ha iniziato a giocare una partita a senso unico. Igor Protti, a soli 58 anni, ha lasciato il campo. “Uno splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale”, ha scritto la sua famiglia, regalandoci – insieme al dolore – l’ultima lezione di stile di un uomo che, nel calcio e nella vita, non ha mai cercato scorciatoie.

Per noi che viviamo di pane, pallone e passione, Igor non è stato solo un avversario o un professionista di passaggio. A Napoli lo abbiamo visto indossare quella maglia, la numero 10, un peso che avrebbe schiacciato chiunque altro, ma che lui ha portato con la dignità di chi sa di trovarsi di fronte a un mito irraggiungibile. Non ha mai preteso di essere Maradona, ha semplicemente preteso di onorare quella maglia, e questo, per la nostra gente, è valso quanto mille scudetti.

Era lo “Zar” della provincia, capace di segnare valanghe di gol ovunque andasse, da Bari a Livorno, diventando l’eroe romantico di piazze che nel calcio cercavano – e trovavano – un’identità. Ma è stato fuori dal campo, in quest’ultimo anno di battaglia contro la malattia, che Protti ha segnato il suo gol più bello. Con la stessa tenacia con cui puntava la porta, ha affrontato il dolore, senza filtri, senza nascondersi, lasciando che il suo coraggio parlasse più forte di qualsiasi cronaca. Lo abbiamo visto, poche settimane fa, commuoversi all’altare della figlia: un’immagine di rara umanità che ha scosso il cuore di tutti noi, tifosi e non.

Oggi il pallone rotola un po’ più lentamente su tutti i campi d’Italia. Ciao Igor, guerriero dal volto pulito. Non è un addio, come ci hai chiesto di credere, ma un arrivederci. Perché chi ha saputo farsi amare così, restando sempre se stesso in un mondo che spesso si dimentica di cosa significhi la parola “lealtà”, non smette mai davvero di correre su quel prato verde.

Juve Stabia, il Double: le Vespe nel 2010-2011 conquistarono l’Italia e il cuore di Castellammare di Stabia

0

Ci sono stagioni che si ricordano per un gol, per una parata o per una singola domenica di gloria. E poi ci sono annate che diventano patrimonio collettivo, pagine indelebili della storia di una città. La stagione 2010-2011 della Juve Stabia appartiene senza dubbio a questa categoria.

Il 19 giugno 2011 resta una data scolpita nella memoria di ogni tifoso gialloblù. Un giorno che a Castellammare di Stabia viene celebrato come una sorta di “Natale estivo”, una ricorrenza capace di evocare emozioni ancora oggi intatte. Ma quella promozione in Serie B, attesa da cinquant’anni, non fu un miracolo improvviso. Fu il coronamento di un percorso straordinario costruito settimana dopo settimana da una squadra che aveva già dimostrato di essere speciale.

Quella Juve Stabia, infatti, non si accontentò della promozione. Vinse tutto ciò che c’era da vincere. Prima la Coppa Italia di Lega Pro conquistata nella doppia finale contro il Carpi, poi la cavalcata trionfale culminata nella vittoria della finale playoff contro l’Atletico Roma. Uno storico “Double” che consegnò le Vespe alla leggenda.

Un’orchestra perfetta

Ripensare a quella squadra significa riascoltare il boato del Romeo Menti, rivivere le domeniche di passione e immaginare una formazione in cui ogni elemento era fondamentale per il successo collettivo.

Tra i pali c’era un giovanissimo Simone Colombi. Aveva il volto di un ragazzo ma il carattere di un veterano. Le sue parate decisive, i riflessi prodigiosi e la capacità di mantenere la calma nei momenti più delicati della stagione rappresentarono una delle certezze assolute di quella squadra. Colombi trasmetteva sicurezza a tutto il reparto difensivo e contribuì in maniera determinante alla costruzione di un gruppo che sembrava non conoscere la paura.

Morris Molinari, il gladiatore delle Vespe

Davanti a lui si ergeva la figura carismatica di Morris Molinari, simbolo di una difesa granitica e leader naturale dello spogliatoio. Forte fisicamente, dominante nel gioco aereo e instancabile nelle chiusure, Molinari incarnava alla perfezione lo spirito combattivo della Juve Stabia.

E come nelle più belle favole calcistiche, il difensore si trasformò anche in uomo decisivo nei momenti cruciali. Nella finale del Flaminio fu proprio lui a sbloccare il risultato con una poderosa staffilata che aprì la strada alla promozione e fece esplodere di gioia migliaia di tifosi stabiesi.

Re Giorgio, il sovrano dell’area di rigore

Se Molinari rappresentava il cuore della squadra, Giorgio Corona era il suo volto più iconico. Per tutti era semplicemente “Re Giorgio”.

L’attaccante siciliano fu molto più di un bomber. Era il punto di riferimento offensivo, il leader capace di caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle e di trascinare i compagni nei momenti più difficili. Con la sua esperienza, il suo carisma e la sua straordinaria capacità di segnare gol decisivi, Corona diventò il simbolo di una squadra che non si arrendeva mai.

Fu suo il gol del definitivo 2-0 nella finale contro l’Atletico Roma, la rete che mise il sigillo sulla promozione e diede il via alla festa più grande che Castellammare avesse vissuto negli ultimi decenni.

Mezavilla, Tarantino e gli uomini della battaglia

Quella Juve Stabia, però, non era fatta solo di individualità eccellenti. Era una squadra costruita sull’equilibrio, sul sacrificio e sulla forza del collettivo.

Tra i protagonisti assoluti ci furono anche Adriano Sartorio Mezavilla, instancabile motore del centrocampo, e Nazzareno Tarantino, autentica bandiera gialloblù, capace di incarnare meglio di chiunque altro l’identità e l’orgoglio stabiese.

Ogni giocatore conosceva perfettamente il proprio ruolo. Nessuno si sentiva più importante degli altri. Fu questa la vera forza di quel gruppo.

Piero Braglia, il generale della rinascita

Dietro quel capolavoro sportivo c’era la mano sapiente di Piero Braglia.

L’allenatore toscano riuscì nell’impresa più difficile: trasformare una squadra forte in una squadra vincente. Non si limitò a gestire il talento dei suoi calciatori, ma costruì una mentalità. Creò un gruppo compatto, capace di affrontare ogni avversario senza timori reverenziali.

Braglia seppe proteggere i suoi uomini dalle pressioni, consolidò il legame con l’ambiente e trasmise una filosofia semplice ma efficace: sacrificio, compattezza e fame di vittoria.

Sotto la sua guida, la Juve Stabia divenne una formazione ostica per chiunque, feroce agonisticamente e tremendamente concreta. Una squadra che non mollava mai.

La notte in cui Castellammare si fermò

Quando la sera del 19 giugno 2011 il pullman della squadra arrivò nei pressi del casello autostradale di Castellammare di Stabia, la città era già completamente paralizzata.

Migliaia di persone avevano invaso strade, piazze e cavalcavia per accogliere gli eroi di quella impresa. Fu in quel momento che tutti compresero come quella promozione avesse superato i confini dello sport.

Non era più soltanto una vittoria calcistica. Era diventata il riscatto di un’intera comunità, l’orgoglio di una città che si riconosceva nei valori di sacrificio, passione e appartenenza incarnati da quella squadra.

Un’eredità che non passa

A distanza di anni, il Double conquistato dalla Juve Stabia continua a rappresentare uno dei capitoli più luminosi della storia sportiva stabiese.

I nomi di Colombi, Molinari, Maury, Fabbro, Dicuonzo, Mezavilla, Cazzola, Tarantino, Raimondi, Corona, Mbakogu, e di tutti i protagonisti di quella cavalcata restano impressi nella memoria collettiva. Così come resta indelebile il ricordo di Piero Braglia, il generale che guidò quell’armata verso la gloria.

Perché quella stagione non è soltanto un ricordo. È la prova che a Castellammare di Stabia, quando il talento incontra il cuore e la determinazione si fonde con il senso di appartenenza, anche i sogni più grandi possono diventare realtà. E che una squadra di calcio può trasformarsi, per sempre, in una leggenda.

Juve Stabia tra giganti e vecchie conoscenze nel nuovo campionato di Serie BKT 2026-2027

0

Il calcio in Campania continua a raccontare una storia fatta di passione, identità e rivalità che attraversano generazioni. In questo scenario, il Napoli resta la stella più luminosa, punto di riferimento assoluto nel panorama nazionale e internazionale. Ma dietro l’ombra dei grandi successi azzurri, anche altre realtà del territorio campano stanno costruendo percorsi sempre più solidi e ambiziosi.

Tra queste spicca la Juve Stabia, capace negli ultimi anni di consolidarsi nel calcio professionistico e di dimostrare di poter “camminare tra i giganti” del calcio regionale e nazionale.

Una Campania calcistica sempre più ricca

Il movimento calcistico campano si presenta oggi particolarmente vivace e diffuso. Nel professionismo troviamo realtà consolidate come Juve Stabia, Avellino, Benevento, Salernitana, Casertana, Cavese, Giugliano e Sorrento, tutte impegnate tra Serie B e Serie C.

In Serie C, inoltre, hanno trovato spazio anche piazze storiche e ambiziose come Savoia e Scafatese, a testimonianza di un movimento che continua a crescere e a mantenere viva la tradizione calcistica del territorio.

Avellino e Benevento, il ritorno di sfide storiche

Nel prossimo campionato cadetto, la Juve Stabia si troverà ad affrontare due sfide tutte campane, per un totale di quattro confronti tra andata e ritorno: contro l’Avellino e il Benevento.

Contro i “Lupi”, guidati in passato da Biancolino e successivamente da Ballardini, le Vespe hanno già dimostrato di potersela giocare alla pari, conquistando quattro punti complessivi tra le gare del “Romeo Menti” e del “Partenio”. Un bilancio che racconta equilibrio e grande intensità agonistica.

Diverso ma altrettanto affascinante il discorso legato al Benevento. Nel Sannio, infatti, si ricorda ancora una delle notti più emozionanti della storia gialloblù, quando la squadra di Guido Pagliuca riuscì a strappare un pareggio carico di emozioni e significato, lasciando un segno profondo nel cuore dei tifosi.

Oggi il Benevento del presidente Oreste Vigorito è tornato a recitare un ruolo da protagonista grazie a una gestione tecnica che ha riportato entusiasmo e risultati.

Sfide da vivere col cuore in gola

Le prossime sfide tra Juve Stabia, Avellino e Benevento si preannunciano come autentici appuntamenti da vivere fino all’ultimo minuto. Gare che vanno oltre i tre punti, rappresentando identità, orgoglio e rivalità territoriali.

In una regione dove il Napoli continua a inseguire i propri sogni di vertice in A, le altre realtà si dividono tra ambizioni di crescita, salvezze sofferte e progetti di consolidamento. In Serie C si lotta per risalire, in Serie B si combatte per restare e migliorarsi.

La Juve Stabia è consapevole che il prossimo campionato non concederà sconti, soprattutto nelle sfide contro due avversarie ambiziose e ben strutturate come Avellino e Benevento. Ma è proprio in queste partite che si costruisce il valore di una squadra.

Sogni di inizio estate

Tra ambizioni, rivalità e nuove sfide, il calcio campano si prepara a vivere un’altra stagione intensa. Il pallone torna a essere il centro dei sogni di un territorio che non smette mai di emozionarsi.

E mentre il Napoli continua a rappresentare l’élite, realtà come la Juve Stabia dimostrano che anche “tra i giganti” c’è spazio per scrivere nuove storie. Storie di provincia, di sacrificio e di orgoglio: Storie di Campania.

Castellammare, mensa scolastica tra le più economiche in Campania: si spende la metà della media regionale

Le famiglie di Castellammare di Stabia sostengono per la mensa scolastica una spesa significativamente più bassa rispetto alla media regionale, con un costo pari a circa la metà del valore registrato in Campania.

Secondo i dati elaborati dall’assessorato all’Educazione e alla Formazione del Comune, infatti, a fronte di una spesa media mensile regionale di circa 86 euro, una famiglia stabiese con un figlio iscritto alla scuola dell’infanzia o primaria sostiene un costo medio di 44,80 euro. Il risparmio stimato è quindi di 41,20 euro al mese.

Il dato emerge dal confronto tra le tariffe vigenti nelle scuole di Castellammare e la “IX Indagine sulle mense scolastiche” realizzata da Cittadinanzattiva, che ha analizzato costi e qualità del servizio di refezione nelle diverse regioni italiane per l’anno scolastico 2025/2026.

Un servizio in crescita e sempre più accessibile

Negli ultimi anni il servizio di refezione scolastica è stato progressivamente ampliato, coinvolgendo un numero crescente di sezioni rispetto al passato. Oggi il servizio raggiunge oltre 1.100 bambini tra scuola dell’infanzia e primaria, rappresentando un pilastro fondamentale del sistema educativo locale.

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di garantire un servizio sempre più inclusivo, accessibile e di qualità, mantenendo al tempo stesso un costo sostenibile per le famiglie.

Il commento dell’amministrazione

«I numeri elaborati dai nostri uffici confermano l’attenzione riservata alle famiglie stabiesi e l’impegno dell’amministrazione nel mantenere sostenibile il costo di un servizio fondamentale per il percorso educativo dei bambini. In questi anni il servizio di refezione scolastica è stato progressivamente ampliato, coinvolgendo un numero maggiore di sezioni rispetto al passato e raggiungendo oggi una platea di oltre 1.100 bambini. Continueremo a lavorare per ampliare il numero di bambine e bambini coinvolti e per assicurare standard elevati, inclusione e accessibilità, affinché sempre più famiglie possano beneficiare di un servizio efficiente e di qualità», dichiarano il sindaco Luigi Vicinanza e l’assessore all’Educazione Annalisa Di Nuzzo.

Un risultato che conferma la volontà dell’amministrazione comunale di puntare su servizi essenziali per le famiglie, con particolare attenzione alla sostenibilità economica e alla qualità dell’offerta educativa.

Giovane attore Luigi Zeno testimonial XII edizione ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’ a Napoli

0

La dodicesima edizione di ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’ si avvia alla conclusione con numeri straordinari: oltre 12.000 studenti formati e 40 Amministrazioni comunali del territorio campano coinvolte. Il progetto, promosso dalla Regione Campania e attuato da Anci Campania in collaborazione con l’Associazione Meridiani, con il patrocinio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del ministero dell’Istruzione e del Merito – Usr Campania, dell’Università Federico II, Anas, Tangenziale di Napoli, Ordine degli Ingegneri, Forze Armate e Forze dell’Ordine, si conferma una delle più importanti campagne italiane dedicate alla sicurezza stradale.

Quest’anno tra i testimonial ufficiali anche Luigi Zeno, giovane attore campano tra i volti emergenti più promettenti del panorama italiano. A soli 18 anni, Zeno è stato indicato come nuovo volto di Netflix ed è reduce da un anno ricco di riconoscimenti: Miglior Giovane Attore al Capri Hollywood – International Film Festival , premi al Picentia Short Film Festival, al Vesuvius Film Festival e all’Hallelujah Film Festival di Castel Gandolfo . Nel 2026 sarà tra i protagonisti della nuova serie Netflix ‘Minerva – La Scuola’, prodotta da Picomedia e diretta da Ivan Silvestrini, accanto a Cristiana Capotondi e Massimiliano Gallo . Parallelamente sarà nel film Rai Fiction ‘La Promessa di Patrizio’. Il suo impegno sociale è costante: nel 2025 ha partecipato a progetti contro il bullismo nelle scuole, portando testimonianze dirette ai ragazzi con il format Pausa Caffè contro il Bullismo. L’evento conclusivo è domani, 13 maggio alle 10 al Parco San Laise (ex Area Nsto) a Napoli. Come da tradizione, la fase formativa sarà seguita dalla grande manifestazione conclusiva, con il taglio del nastro del Villaggio ‘Sii Saggio, Guida Sicuro’, alla presenza delle massime autorità politiche, militari e civili. La cerimonia sarà aperta dall’Alzabandiera eseguita dalla Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania. Seguirà la premiazione del concorso di idee ‘Inventa una soluzione per la sicurezza stradale’, condotta da Sonia Di Domenico e Silvio Martino (Rai Radio Live Napoli) con direzione artistica di Gino Aveta.

Nel Villaggio della Sicurezza saranno presenti: Polizia di Stato con il Pullman Azzurro; Anas, Esercito, Carabinieri, Marina Militare, Capitaneria di Porto, Accademia Aeronautica, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale di Napoli; Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, UniNA, Tangenziale di Napoli; Stand di Anci Campania, Ordine Ingegneri Napoli, British Institutes, Fondazione Domenico Cirillo, Onmic; Area sportiva a cura di Coni Campania, Ussi, Csi Napoli, Circolo Velico Stabia. Gli studenti potranno provare: la guida dell’auto ‘ubriaca’ con Mele Motorsport; il simulatore Vrs per vivere l’esperienza della Formula 1; i simulatori professionali We Can Race. E ancora, è Prevista anche l’esposizione delle ‘500 Tricolori’ del Fiat 500 Club Italia. Saranno presenti i volontari della Misericordia Napoli Parthenope e dell’Associazione Acssa, oltre all’unità mobile oftalmica dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti per controlli gratuiti.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, Matteo Lovisa: 3 anni che hanno cambiato la storia recente gialloblù. Il club ringrazia l’ex DS

0

Dopo tre stagioni vissute da protagonista, Matteo Lovisa e la Juve Stabia si separano ufficialmente. Il direttore sportivo che ha contribuito in maniera determinante alla crescita del club gialloblù ha intrapreso una nuova avventura professionale in Serie B, assumendo il ruolo di responsabile dell’area tecnica del Südtirol.

Si conclude così una delle pagine più significative della recente storia stabiese, un percorso costruito attraverso idee, intuizioni e risultati che hanno riportato entusiasmo e credibilità attorno al progetto Juve Stabia.

Un progetto costruito passo dopo passo

Quando Lovisa arrivò a Castellammare, la società era chiamata a consolidare le proprie ambizioni e a costruire basi solide per il futuro. In poco tempo il dirigente friulano è riuscito a imprimere una precisa identità alla gestione sportiva del club, puntando su una rete di scouting efficace, sulla valorizzazione dei giovani e su una programmazione attenta ai conti senza rinunciare alla competitività.

Le sue squadre hanno sempre mostrato organizzazione, equilibrio e una chiara filosofia di costruzione. Molti dei calciatori arrivati sotto la sua gestione hanno visto crescere il proprio valore tecnico ed economico, contribuendo al raggiungimento di risultati importanti e alla crescita complessiva del patrimonio societario.

Dalla Serie C alla conferma in cadetteria

Nel triennio di Lovisa, la Juve Stabia ha vissuto una fase di costante evoluzione, riuscendo a trasformarsi in una realtà sempre più credibile nel panorama professionistico italiano. La promozione in Serie B e il successivo consolidamento della categoria rappresentano il simbolo più evidente del lavoro svolto dietro le quinte.

Scelte spesso coraggiose, scommesse vinte e la capacità di individuare profili funzionali al progetto hanno reso il direttore sportivo uno dei dirigenti più apprezzati della categoria. Un percorso che gli è valso l’interesse di numerose società e che oggi lo porta a raccogliere una nuova sfida professionale.

La chiamata del Südtirol

Il futuro di Lovisa sarà in Alto Adige. Il Südtirol, società che negli ultimi anni si è distinta per organizzazione, programmazione e stabilità gestionale, ha deciso di affidargli un ruolo chiave nel proprio progetto tecnico.

Per il dirigente si tratta di un’opportunità importante in una realtà considerata tra le più virtuose del calcio italiano, con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita e consolidamento all’interno del campionato di Serie B.

Il grazie di Castellammare

L’addio lascia inevitabilmente un velo di amarezza tra i tifosi gialloblù, consapevoli però dell’importante contributo fornito dal direttore sportivo in questi anni. Professionalità, dedizione e capacità manageriali hanno caratterizzato il suo percorso, creando un rapporto di reciproca stima con l’ambiente stabiese.

La Juve Stabia si prepara ora ad aprire un nuovo capitolo della propria storia sotto la guida della nuova proprietà, chiamata a individuare l’erede di un dirigente che ha lasciato un segno profondo nel recente passato del club.

Per Matteo Lovisa, invece, si aprono le porte di una nuova sfida. Per Castellammare resterà il ricordo di uno dei protagonisti della rinascita gialloblù, capace di trasformare idee e programmazione in risultati concreti.

Sting e la villa a Massa Lubrense, violazioni nel cantiere: scattano sequestro e multe

0

È di proprietà del cantante Sting la villa con piscina sequestrata dai carabinieri a Massa Lubrense, a Napoli, nel cuore della Penisola Sorrentina e con vista su Capri. Ieri pomeriggio, i carabinieri della stazione di Massa Lubrense – insieme ai militari del Nil di Napoli – hanno effettuato un controllo presso il cantiere edile che era stato allestito nella lussuosa villa da circa un anno e mezzo, dopo l’acquisto avvenuto nel 2024.

I carabinieri hanno riscontrato diverse violazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: assenza di idonee impalcature, mancanza di parapetti, l’omessa viabilità interna e la mancata recinzione del cantiere. Il cantiere esterno, di circa mille metri terrazzi compresi, è stato sequestrato. L’amministratore unico dell’impresa esecutrice dei lavori è stato denunciato a piede libero alla Procura di Torre Annunziata e nei confronti della ditta sono state emesse sanzioni e ammende di circa 26mila euro. Entro 5 giorni l’imprenditore dovrà eseguire le prescrizioni imposte.

Fonte AdnKronos