Juve Stabia, chi sarà il prossimo condottiero? La sfida sarà raccogliere l’eredità di Pagliuca e Abate

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Il calciomercato sta per entrare nel vivo e in casa Juve Stabia i riflettori non sono puntati soltanto sui calciatori che arriveranno o partiranno. La priorità del momento riguarda infatti due figure fondamentali per il futuro del club: il nuovo direttore sportivo e, soprattutto, il nuovo allenatore.

La domanda che si pongono tutti i tifosi è una sola: chi guiderà le Vespe nella prossima stagione?

Al momento i nomi che circolano sono pochi e sembrerebbero limitati a D’Angelo e De Giorgio. La società sta lavorando con grande riservatezza. Più che sulle identità, però, la riflessione va fatta sull’identikit del prossimo tecnico gialloblù. Non si tratta di capire se giocherà con la difesa a tre o a quattro, se prediligerà il possesso palla o le ripartenze. La vera questione riguarda il profilo umano e professionale che la Juve Stabia sceglierà per aprire un nuovo ciclo.

Negli ultimi anni Castellammare ha avuto la fortuna di affidarsi a due allenatori molto diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di lasciare un segno profondo. Guido Pagliuca arrivò all’ombra del Romeo Menti come un tecnico emergente, apprezzato dagli addetti ai lavori ma ancora in cerca della definitiva consacrazione. Oggi, dopo l’esperienza maturata e il percorso che lo ha portato fino a Empoli, è considerato uno degli allenatori più interessanti del panorama italiano.

Diverso il discorso per Ignazio Abate. Il suo nome era già conosciuto ben oltre i confini della Serie B grazie alla prestigiosa carriera da calciatore con la maglia del Milan. Eppure è bastata una sola stagione a Castellammare per convincere una società blasonata come il Torino ad affidargli la propria panchina.

Due personalità differenti. Più sanguigno e battagliero Pagliuca, più pacato e riflessivo Abate. Due modi diversi di vivere il calcio e di rapportarsi con l’ambiente. E allora viene spontaneo chiedersi: il prossimo allenatore della Juve Stabia assomiglierà di più al primo o al secondo?

Anche sul fronte dell’esperienza le possibilità restano aperte. La società punterà su una figura navigata, una vecchia volpe delle panchine, oppure sceglierà ancora una volta il coraggio, affidandosi a un tecnico giovane e ambizioso?

Del resto il calcio moderno sembra premiare sempre più le idee fresche. Basti pensare ai risultati ottenuti da Cristian Chivu e Cesc Fabregas, protagonisti di percorsi sorprendenti rispettivamente con Inter e Como. Senza dimenticare quanto fatto da Catanzaro e dalla stessa Juve Stabia, che hanno costruito le proprie fortune recenti affidandosi a tecnici giovani, preparati e desiderosi di emergere.

Indiscrezioni, voci di corridoio e suggestioni continueranno ad accompagnare i prossimi giorni. La certezza, però, è una sola. Chiunque sarà scelto dalla società si troverà davanti a una missione complessa: raccogliere l’eredità lasciata da due allenatori che hanno scritto pagine importanti della storia recente gialloblù.

Imitare Guido Pagliuca e Ignazio Abate non sarà semplice. Superarli, almeno sulla carta, appare una sfida ancora più difficile. Ma è proprio da qui che passa il futuro della Juve Stabia e delle sue ambizioni in Serie B.

Juve Stabia TV


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