Home Blog Pagina 3397

BeSports, sorpasso al vertice: ora è il Frosinone al primo posto

BeSports, sorpasso al vertice: ora è il Frosinone al primo posto. I ciociari scavalcano il Benevento; Juve Stabia 2 vittorie, un pari e una sconfitta

BeSports, sorpasso al vertice: ora è il Frosinone al primo posto

 

Colpo di scena in testa alla classifica del campionato virtuale BeSports disputato su Pes 2020. Ora è il Frosinone a condurre dopo aver vinto due volte col Pescara e una volta con la Juve Stabia mentre il Benevento ha pareggiato due volte 2-2 contro il Livorno e ha perso due volte contro il Trapani. Per la Juve Stabia andamento in agrodolce nella quindicesima e sedicesima giornata andata e ritorno. Vespe sconfitte dal Frosinone per 4-6 in casa ma poi corsare fuori casa contro i ciociari per 4-2. Ancora vittoria esterna per la Juve Stabia per 0-3 contro il Chievo e poi pareggio interno con i veneti.

In classifica a quattro giornate dalla conclusione del campionato, c’è il Frosinone in testa a 62 punti, seguono Cosenza e Benevento a 59 punti, poi Pisa 54, Ascoli 52, Spezia, Pescara e Cremonese a 50. Juve Stabia ancora al nono posto con 48 punti.

Di seguito la consueta nota ufficiale pubblica sul portale della Lega B con l’esito della quindicesima e sedicesima giornata di andata e ritorno del campionato BeSports.

“Cambio di guardia in testa alla classifica di BeSports, il primo campionato virtuale organizzato dalla Lega B, in collaborazione con Mkers, con il Frosinone che scavalca il Benevento dopo le gare della 15a e 16a giornata di andata e di ritorno. I ciociari conquistano 9 punti contro i 2 dei sanniti e guadagnano il primato con 62 punti, tre in più dei giallorossi. Il Frosinone vince due volte col Pescara e una volta con la Juve Stabia, che invece conquista 3 punti nell’altro sconto, mentre il Benevento pareggia 2 volte 2-2 col Livorno e perde 2 volte col Trapani”.

 

a cura di Natale Giusti

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Castellammare, caso ex Cirio, Scala: “Cimmino ha usato un artifizio linguistico per nascondere ritardi”

0
Castellammare, caso ex Cirio, Scala: “Cimmino ha usato un artifizio linguistico per nascondere ritardi. Perché siamo arrivati all’11 marzo del 2020? Perché si è perso troppo tempo.”

Castellammare di Stabia – Il consigliere Tonino Scala ha attaccato il sindaco Gaetano Cimmino, sui ritardi della sua Amministrazione sul caso della riqualificazione dell’ex area Cirio colpita dal terremoto giudiziario che ha coinvolto alcuni esponenti di spicco del suo partito, nonchè uno dei suoi principali sostenitori in campagna elettorale, Adolfo Greco.
Il consigliere di Liberi e Uguali ha estrapolato un pezzo del comunicato pubblicato dal primo cittadino stabiese per smentire la sua ricostruzione:

“E ciò anche in ragione della mozione, vertente in materia, presentata il 14 marzo 2019 dal consigliere comunale Antonio Scala”, mi sembra un artifizio linguistico, ingeneroso, non corrispondente al vero, non solo per il fatto che mi abbia chiamato Antonio.
Dico questo non in polemica, ma per provare a ricostruire la verità storica dei fatti.
Perché siamo arrivati all’11 marzo del 2020? Perché si è perso troppo tempo.
La mozione come giustamente dice il sindaco la presentai il 14 marzo del 2019 dopo aver chiesto più volte a partire delle linee di indirizzo il 4 agosto 2018 di discutere della vicenda, ci sono i verbali.
La stessa mozione, per essere discussa, c’ha messo ben quattro mesi, quasi cinque a dire il vero, fu approvata all’unanimità il 30 di luglio del 2019. Dopo l’approvazione, la nota del dirigente all’urbanistica firmata 1 ottobre, arriva ai consiglieri comunali a fine novembre inizio dicembre.
Il giorno 3 dicembre mi vidi costretto a scrivere una nota indirizzata al sindaco nella quale dicevo:

“Mi rivolgo a lei con una lettera, invece di utilizzare i normali strumenti a disposizione di un Consigliere Comunale, per rappresentarle l’estremo disagio che provo nel dover constatare che sedi istituzionali come quella del Consiglio sono, da quando è iniziato il suo mandato, svuotate di ogni funzione.
Nei diciotto mesi trascorsi i temi e le emergenze che la città vive, la maggior parte delle volte, tranne i casi in cui l’opposizione riesce a riportare la discussione nel luogo deputato, sono rimasti fuori dall’aula consiliare; e – cosa ancor più grave – le decisioni assunte dal Consiglio vengono diluite nel tempo se non del tutto abbandonate, come nei casi di Fincantieri e di Terme, dell’appalto dei rifiuti, del Piano casa, della condizione dei quartieri, del dissesto idrogeologico, nonché delle azioni da mettere in campo per contrastare la camorra ed ogni forma di illegalità.
Su vicende delicate, come quella che riguarda la Cirio, abbiamo appreso solo a fine novembre dell’esistenza di una atto ricognitivo protocollato il 1 ottobre, atto richiesto fin da luglio dal Consiglio con una mozione. Ciò che più ancora mi appare grave, dopo aver letto l’atto del dirigente all’urbanistica, è che non sia stata assunta nessuna iniziativa da parte sua, o almeno non se ne ha contezza, su almeno due aspetti rilevanti:
• Poiché la puntuale ricostruzione elaborata non solo fa emergere responsabilità amministrative e la necessità di chiarire strani ritardi e dimenticanze nell’assumere le determinazioni necessarie a tutela dell’Ente, ma evidenzia i limiti dell’azione politica e delle stesse gestioni straordinarie, sarebbe stata opportuna l’immediata trasmissione dell’atto ai Magistrati che stanno indagando sulla vicenda come ha riportato la stampa.
• La conclusione cui giunge il dirigente: “si rende necessario procedere con un atto di diffida assegnando un congruo termine per l’adempimento (30 giorni), nonché contestualmente richiedere tutti gli adempimenti indicati nell’istanza di accoglimento del P.d.C”, non solo va nella direzione opposta a quella auspicata dal Consiglio, ma nei fatti riattiva la procedura e la validità del permesso a costruire, invece di prendere atto della sua decadenza.
Sindaco, lei cosa ne pensa?, quando intende discutere in Consiglio di questa vicenda e delle possibili ricadute del piano casa sul nostro territorio?
Mi auguro, auspico, che trascorsi ormai più di sessanta giorni dalla nota in questione chi di dovere abbia attivato la procedura (30 giorni) prevista nell’atto ricognitivo. In mancanza, sarebbe una vicenda di una gravità inaudita.
Nel frattempo le ribadisco la richiesta di trasmettere, senza ulteriore indugio, la relazione del dirigente alla Procura della Repubblica.”

“La nota del dirigente non chiudeva la questione, questo va detto in modo chiaro ed inequivocabile, anzi dava alla proprietà altri trenta giorni. Il sindaco come ha ricostruito nel lungo comunicato ha invito lettera al dirigente in data il 13 dicembre 2019 il quale concretizzava la cosa il 10 di gennaio. In pratica quei 30 giorni da ottobre son diventati 100, che per arrivare alla revoca ci ha messo altri 60 giorni quindi complessivamente 160 giorni, ovvero sei mesi.
La cosa fondamentale è che ci sia stata revoca, ma dire “anche in ragione della mozione” mi sembra un’offesa alla mia e alla sua di intelligenza.
Detto questo, come sto continuando a dire da due anni ormai da inizio consiliatura, la non decisione nel Dos sulla questione via A. De Gasperi, sulla questione Marina di Stabia, (Sindaco lei ha deciso di non decidere è il mio mantra in consiglio chi partecipa alle sedute lo sa), getta ombre su un futuro che purtroppo visti i fatti pregressi, già vedo davanti ai miei occhi.
Poiché non c’è il coraggio di decidere, mi prenderò l’onere di scrivere anche un documento in tal senso, una mozione, un atto di indirizzo insomma.
Al sindaco e alla sua maggioranza gli onori, come hanno fatto sulla vicenda Cirio da me presentato, di approvarlo. Ci auguriamo non a fine legislatura. La questione non è solo giudiziaria, ma politica. Si tratta di scelte da fare. La maggioranza è disponibile?”

Castellammare Scala

Castellammare Scala

Palomba (TuttoPordenone): “Pordenone mina vagante del campionato”

Giuseppe Palomba, direttore di TuttoPordenone.com, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: le sue dichiarazioni

Palomba (TuttoPordenone): “Pordenone mina vagante del campionato”

 

Giuseppe Palomba, direttore di TuttoPordenone.com, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 19 sulla pagina Facebook “Il Pungiglione Stabiese” e su tutte le altre pagine collegate del gruppo ViViCentro Network SRL. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it

“La riapertura a Pordenone ha mostrato che la gente ha voglia di libertà e di ritornare alla vita normale. Siamo stati una delle regioni come la Campania meno toccate dal Covid-19. C’è un senso civico importante da queste parti e la gente lo sta dimostrando ampiamente. 

Sono d’accordo con il presidente Lovisa. Lui ha investito tanto e con il campionato fermo non ha introiti per cui diventa difficile condurre la gestione della società. Sarebbe meglio ripartire da dove si è arrivati con il campionato. E’ il campo che deve dare la classifica finale. Il Pordenone sul campo merita ampiamente la propria classifica. Può giocarsi la Serie A anche senza i playoff. Ma i verdetti vanno decisi sul campo. Ci sono ancora dieci giornate e tutto può ancora succedere. 

Conosco i ragazzi e il mister e dico che il Pordenone tornerà più gasato di prima. I calciatori vogliono ottenere il massimo possibile. E’ la migliore stagione della storia dei ramarri. Se oggi il Pordenone tornasse in campo se la giocherà fino alla fine e sarà la mina vagante del campionato. 

Ho visto la Bundesliga e vedere giocatori distanziati in panchina e a stretto contatto sul terreno di gioco fanno capire che si è trattato di una baggianata. C’è molto controsenso in quello che si è visto. La migliore soluzione sarebbe ripartire a settembre oppure a ottobre e finire a dicembre per poi ripartire a gennaio con la nuova stagione agonistica. Il problema economico deve trovare un profilo secondario”. 

 

a cura di Natale Giusti

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

 

Campania, l’Allerta Meteo della protezione Civile: temporali e raffiche di vento

0
Campania, l’Allerta Meteo della protezione Civile: temporali e raffiche di vento a partire dalla mezzanotte di oggi fino alle 23.59 di domani

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di avverse condizioni meteo con conseguente criticità idrogeologica di Colore Giallo a partire dalla mezzanotte e fino alle 23.59 di domani.

Sull’intero territorio regionale sono previste:
– Precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio e temporale
– Possibili raffiche di vento nei temporali

I Fenomeni temporaleschi saranno caratterizzati da una incertezza previsionale e rapidità di evoluzione.
Tra i principali scenari di evento vengono segnalati “possibili danni alle coperture e strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento, fulminazioni, possibili grandinate e a caduta di rami o alberi; Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse“.

La Protezione civile della Regione Campania raccomanda agli enti competenti di porre in essere tutte le misure necessarie a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, sia in ordine al possibile dissesto idrogeologico che rispetto alle sollecitazioni dei venti e del mare.

Zigarelli, FIGC Campania: “A rischio iscrizione il 30% delle società LND”

Carmine Zigarelli, presidente del Comitato Regionale FIGC Campania, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: le sue dichiarazioni

Zigarelli, FIGC Campania: “A rischio iscrizione il 30% delle società LND”

Carmine Zigarelli, presidente del Comitato Regionale FIGC Campania, è intervenuto nel corso della trasmissione settimanale “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 19 sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live” e su tutte le altre pagine collegate del gruppo ViViCentro Network SRL. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“L’ultimo comunicato della FIGC stabilisce che fino al 14 giugno sono sospese tutte le manifestazioni organizzate sotto l’egida della FIGC. Ma bisogna aspettare cosa stabilirà il Consiglio Federale. Il 22 ci sarà anche il Consiglio LND che ratificherà le decisioni del Consiglio Federale. Io mi occupo di tutte le serie dilettantistiche dall’Eccellenza in giù. 

Il protocollo sanitario? Non ho le competenze di ruolo per dare un parere. Tutte le decisioni che saranno attuate dagli organi competenti saranno perse per salvaguardare la salute di tutti. E’ un protocollo sanitario non sostenibile per i dilettanti e perciò le serie dilettantistiche non ripartiranno. 

Roberto Mancini ha fatto benissimo con i giovani. La nazionale di oggi si fonda sulla base del calcio italiano che è fatta dai giovani. Noi puntiamo alla crescita della base del movimento calcistico rappresentata dai giovani. Occorre far crescere sempre di più i movimenti giovanili. Abbiamo subito una riduzione nella fascia di età dai 16 ai 18 anni perchè probabilmente i giovani sono presi da altro e alcune volte ci sono anche problematiche legate allo studio. Ma miglioreremo anche in questo. 

Dagli studi fatti dati tecnici della LND si prevede una perdita del 30% delle società. Noi ci auguriamo che questo numero sia più basso. Il governo dovrà intervenire con un sostegno economico alle società dilettantistiche. Le nostre società vivono di sponsorizzazioni. Magari anche una maggiore defiscalizzazione può incentivare chi sponsorizza. Anche per i genitori poter scaricare le rette delle scuole calcio può essere un’ottima cosa”. 

 

a cura di Natale Giusti

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

 

Pimonte, consegnate 2460 mascherine, Palummo: “Indossiamole con grande senso di responsabilità”

0
Pimonte, consegnate 2460 mascherine, il sindaco Michele Palummo: “Tocca adesso a tutti noi indossarla con grande senso di responsabilità.

Sono 2460 le mascherine distribuite ai cittadini di Pimonte in questi mesi di emergenza sanitaria. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Palummo, informa che, di quelle inviate dalla Regione Campania, 1889 sono state consegnate agli adulti, 324 ai bambini dai 4 agli 8 anni, e 571 ai ragazzini dai 9 ai 16 anni. Le mascherine avanzate dalla distribuzione in Municipio e al Palazzetto dello Sport sono state donate alla parrocchia di San Michele Arcangelo e restano a disposizione di chi ne avesse bisogno. Alla chiesa sono state regalate anche 1000 mascherine acquistate dagli operatori commerciali dell’ente. Le 300 donate dalla ditta Xeco sono state invece messe a disposizione dei dipendenti comunali, della Protezione Civile e della Polizia Municipale per il lavoro effettuato durante l’emergenza Covid-19.

E’ stato fatto un lavoro meticoloso per mettere a disposizione di tutta la comunità le mascherine. E’ importante, in questo momento di ripartenza, fornire ai tutti cittadini gli appositi dispositivi di sicurezza così da poter contrastare il contagio e un’eventuale seconda ondata” ha sottolineato il sindaco Michele Palummo “Tocca adesso a tutti noi indossarla con grande senso di responsabilità. Vi ricordo che, come prevede l’ordinanza regionale del 1 maggio 2020, nella nostra regione vige l’obbligo di indossare le mascherine per strada e nelle attività commerciali”.

La Lega dall’Ars al Governo. Dubbi massoneria

Il Presidente della Commissione Siciliana Antimafia avvisa che per legge chiunque in politica deve dichiarare se fa parte della massoneria.

La Lega dall’Ars al Governo.

Che il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, da decenni nella destra e pertanto nelle coalizioni di centrodestra delle precedenti legislature (quanto meno in ciò è coerente a differenza di molti altri trasformisti di tutte le estrazioni) considerasse la Lega Nord o come la si chiama adesso di Salvini, un elemento politico ineluttabile del Governo siciliano, non poteva essere notato solo da chi non può o non vuole vedere.

Già le liste regionali del 5 novembre 2017, inerenti la coalizione di centrodestra, erano eloquenti. Basta citare quella che ha portato all’elezione di Nello Musumeci a Presidente della Regione Siciliana: Forza Italia, UDC, Fratelli d’Italia – Noi con Salvini, Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia, diventeràbellissima.

Non solo, il Presidente della Regione Musumeci neanche dopo le elezioni (nelle quali va rammentato ha vinto democraticamente poiché la sua lista è stata votata da una buona parte di siciliani) aveva mai celato il sua proposito di Governare insieme alla lega. Al riguardo citiamo alcuni nostri articoli “28 Aprile 2019 In Sicilia il centrodestra si sposta verso Lega”, “28 Maggio 2019 Un nuovo soggetto politico di centrodestra in Sicilia, forse entro l’anno”, “16 Giugno 2019 Il Presidente delle Regione Siciliana, di centrodestra, apre alla Lega”, “24 Giugno 2019 Musumeci, ci penso io a far vincere la Lega al Sud”, “4 Febbraio 2020 E fu pace (e governo con Musumeci) tra Salvini e Micciché”. In particolar in quest’ultimo articolo è riferito che “Micciché ha accompagnato Salvini all’Ars in sala stampa, ove il cosiddetto “Capitano” ha presentato il nuovo gruppo leghista, con i quattro deputati che hanno cambiato partito passando al Carroccio. Questi sono: Nino Minardo ex Forza Italia, Orazio Ragusa eletto nella lista ‘Musumeci Forza Italia Berlusconi’, Giovanni Bulla eletto in ‘Sicilia Vera Libertas Rete Democratica Unione di Centro’, Marianna Caronia eletta in ‘Musumeci Forza Italia Berlusconi’ e infine il capogruppo Antonio Catalfamo eletto in ‘Fratelli d’Italia AN Alleanza per la Sicilia Noi con Salvini’.

Anzi, voci di popolo direbbero che fra breve potrebbero passare al Gruppo della Lega all’Ars, altri quattro deputati o forse cinque. La domanda sarebbe anche: venendo da quale altro gruppo ? Le voci di popolo ne indicherebbero anche l’origine, tuttavia si devono avere elementi più certi per dirne. Staremo a vedere.

Il Presidente Musumeci ha ora anche nominato quale Assessore alla Cultura, Alberto Samonà, palermitano, classe 1972, giornalista e scrittore, leghista, simpatizzante fascista.

“Dopo l’irripetibile stagione dei tecnici – ha dichiarato il governatore Musumeci – Alberto Samona è la giusta sintesi della militanza politica e della competenza professionale. Lo conosco da anni e sono certo che saprà svolgere con passione il ruolo che, di intesa con il suo partito, ho voluto affidargli”.

“Questa scelta mi rende veramente orgoglioso perché sono legato da sempre alla mia terra, e se sono rimasto in Sicilia è perché credo in questa Isola e, nonostante avessi avuto delle opportunità di andare via, sono rimasto con convinzione e con il cuore” ha detto il neo assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Samonà “C’è ancora molto lavoro da fare ed io sono pronto a fare la mia parte e dare in maniera convinta il mio contributo. Le critiche di queste ore rivolte alla Lega le prendo come uno stimolo e come un suggerimento e consiglio per ascoltare anche chi la pensa diversamente da me. Anche coloro che abbiano un pregiudizio a monte nei nostri confronti. Ma ribadisco farò di tutto per ascoltare tutte le voci del mondo della cultura che troppo spesso anche la politica in maniera sorda non ha recepito”.

A seguito di tale nomina c’è stata un’indignazione generale tra gli addetti ai lavori del settore cultura, attivisti, comuni cittadini e associazioni elaborano la decisione del Presidente della Regione Musumeci di affidare alla guida della Lega l’assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana “un attacco diretto ai siciliani e alle siciliane” secondo le oltre 40mila persone che fanno parte del neonato gruppo di resistenza digitale su Facebook “Fuori la Lega dalla Sicilia. No i Beni Culturali alla Lega“. E al riguardo si esprime con una lettera indirizzata al Presidente Musumeci anche il Forum delle Associazioni, un’aggregazione di realtà senza scopo di lucro dedicate alla tutela e promozione dei beni culturali e ambientali.

Dubbi massoneria.

Si è scoperta che il neo assessore regionale siciliano alla Cultura proviene dalla massoneria.

Un intervento pubblico del Presidente della Commissione Regionale Antimafia, Claudio Fava, ha fatto trasalire non pochi siciliani <<Che l’ultimo acquisto della giunta Musumeci, Alberto Samonà, sia uomo orgogliosamente di destra è affar suo e di Musumeci che se l’è scelto (Musumeci, non Salvini!). Che il giovanotto si diletti a rivendicare la sua passione per la canzoncina fascista “Giovinezza”, che se la prenda pubblicamente con il Presidente Mattarella quando afferma che l’antifascismo è un valore, che faccia l’apologia di Almirante proponendo l’intitolazione di una strada in ogni comune d’Italia, che pianga pubblicamente la morte del camerata fascista Stefano Delle Chiaie, ecco, di tutto questo avremmo fatto volentieri a meno>>.

E continua Il Presidente della Commissione Reginale Antimafia “Il richiamo nostalgico agli anni più bui del nostro paese e l’idea di una identità siciliana costretta ad abbeverarsi alla triste mitologia fascista rappresentano un ridicolo salto all’indietro, soprattutto se si accompagnano ad una manifesta ed ostentata vicinanza di Samonà al mondo della massoneria, fatto che ci fa richiamare gli obblighi di legge vigenti in Sicilia in merito alla dichiarazione di appartenenza alle logge massoniche”.

In Sicilia infatti, la cosiddetta Legge Fava, Legge 12 ottobre 2018, n. 18  prevede l’obbligo dichiarativo dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, dei componenti della Giunta regionale e degli amministratori locali in tema di affiliazione alla massoneria, logge o similari “art.1 Obbligo dichiarativo dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, dei componenti della Giunta regionale e degli amministratori locali“.

Dopo le parole del Presidente Claudio Fava, sono arrivate quelle del neo Assessore Samonà che confermaFino a qualche anno fa ero iscritto, per interessi culturali, nel Grande Oriente d’Italia. Ma oggi non sono iscritto ad alcuna loggia. Nessuna incompatibilità, firmerò la dichiarazione prevista dalla legge regionale”.

E si scopre anche dell’altro sul nuovo Assessore della Lega in Sicilia. Si era candidato al Senato nei Cinque Stelle “la sua candidatura al Senato per il Movimento 5 Stelle sarebbe stata annunciata durante una Tornata (riunione rituale di una loggia che si svolge all’interno di un Tempio massonico), ma sembrerebbe solo un’illazione alimentata dall’esito di quelle primarie: risultò tra i primi per le Politiche del 2018, ma fu estromesso dalla lista al Senato nella circoscrizione Sicilia 1”.

A questo punto, andando oltre le informazioni ufficiali sul neo Assessore Regionale siciliano, c’imbattiamo in quelle di Andrea Scanzi, anch’egli giornalista e scrittore, il quale scrive di Samonà “Da ragazzo, dalla fine degli anni ’80 è stato dirigente palermitano del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del MSI, e delle associazioni ambientaliste Fare Verde e Gruppi ricerca ecologica. Nella seconda metà degli anni ’90 ha fondato il Circolo politico-culturale Julius Evola. Nel gennaio 2018 si è presentato alle “parlamentarie” del Movimento 5 Stelle per il Senato, circoscrizione Sicilia, superando la selezione on line, ma è stato successivamente escluso dalla lista immotivatamente. Ha organizzato negli anni diversi convegni e tavole rotonde su vari temi di attualità e politica. Nel settembre 2018 è stato nominato responsabile del Dipartimento Cultura della Lega Salvini Premier per la Sicilia occidentale”.

L’Opinione.

La scelta del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ci appare tuttavia legittima. Siamo in Democrazia, ha vinto e le leggi glielo consentono. Come anche ci sembra tale la posizione del nuovo Assessore alla Cultura, anche quando della Lega oppure dichiarato simpatizzante fascista, poiché fa parte di un partito, la Lega, che e stata votata alle elezioni siciliane nella coalizione di centrodestra contribuendo alla vittoria elettorale.

Ci viene però in mente una videolettera che nell’Aprile del 2018, Riccardo Bocca, all’epoca direttore di Skaytg24, inviò al neo Presidente della Regione Siciliana nello Musumeci “Nel 2013 lei è stato eletto presidente della Commissione regionale antimafia e ha proposto sia la creazione di un osservatorio europeo sul fenomeno delle mafie, sia l’istituzione dell’ora della legalità per educare all’onestà i più giovani. Bella idea. Solo che nel frattempo gli investigatori hanno svelato proprio nella sua Sicilia uno sconsolante intreccio tra la massoneria e uomini d’onore”.

Ad avviso di queste pagine – ritenendo che il Leader della Lega Matteo Salvini saprà poco di Sicilia affindandosi quindi ai suoi associati siciliani ma rischiando di fare del danno all’Isola – il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, siciliano, quanto meno sotto il profilo etico e ragionevole, avrebbe fatto bene a valutare la situazione e tanto più adesso dovrebbe riconsiderarla, stante che nella fattispecie, il neo assessore, una volta scoperto, ha dovuto ammettere la sua appartenenza alla massoneria seppure, ancora per suo dichiarare, da qualche anno si è cancellato.

E si vorrebbe anche dire ai concittadini (e persino a conterranei) i quali spesso (e tanto più ora alla luce di questa vicenda) ci rimproverano ai siciliani di essere come inermi, passivi e sottomessi, che le cose non stanno così. Rammento che analoghe parole ci venivano dette come un mantra già dai tempi della trasmissione televisiva di sinistra, Samarcanda, andata in onda dal 1987 al 1992.

Sopra le nostre teste di siciliani ci sono infatti e da sempre, dei trasversali poteri, tanto oscuri quanto potenti (politici-istituzionali-giuridici-burocratici-professionali e altro) che noi cittadini neppure riusciamo a vedere e forse neanche comprendiamo, seppure li percepiamo e di tutta evidenza li subiamo e patiamo da decenni.

La realtà, tanto dissimulata quanto opportunamente misconosciuta, è che in Sicilia le abbiamo da sempre provate tutte le coalizioni e i rispettivi partiti, da destra a sinistra, ma vanamente, in quanto l’Olimpo malefico (stato-mafia) non lo ha mai smosso nessuno e chi ci ha provato a combatterlo, Uomini e Donne, ha anche pagato con la vita, o con l’emarginazione sociale oppure economica, o ancora con la persecuzione legale, giudiziaria, nonché la perdita di lavoro o di ogni proprio bene e serenità. Come se ne esce?

 

Polizia interviene e ferma aggressione: arrestato un colpevole

0

Stanotte la Polizia è intervenuta in tempo per soccorrere un uomo aggredito da due soggetti, di cui uno è stato arrestato.

Polizia interviene e ferma aggressione: arrestato un colpevole

NAPOLI- Gli agenti di Polizia sono intervenuti in soccorso di un uomo aggredito da due soggetti, che alla vista delle Forze dell’Ordine si sono dati alla fuga, uno però è stato fermato e arrestato.
Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Antonio Ranieri due persone che stavano aggredendo con calci e pugni un uomo e che, alla loro vista, si sono date alla fuga .
I poliziotti hanno raggiunto e bloccato in via San Candida uno dei due trovandolo in possesso della somma di 250 euro sottratta poco prima alla vittima.
Oumar Camara, 21enne della Guinea con precedenti di polizia e irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per rapina aggravata e lesioni personali.

Speriamo che quanto prima, anche l’altro soggetto colpevole dell’aggressione a danno dell’uomo, venga rintracciato e fermato dalla Polizia.
Purtroppo siamo ancora ben lontani da una realtà dove si possa camminare per strada senza mantenere sempre un “costante stato di allerta”, non importa che si sia uomo o donna, lo stato di preoccupazione è comune in entrambi i casi, anche se… come i dati tristemente confermano, le donne DEVONO necessariamente stare sempre un po’ più attente degli altri… sia di giorno, che di notte.

In merito al fatto che si trovano in giro soggetti che risultano irregolari sul territorio nazionale, è ulteriormente preoccupante, ciò dimostra che servono direttive più potenti e risorse più efficaci da poter utilizzare, in modo che chi si trova ad interfacciarsi con queste situazioni direttamente sul campo, abbia dalla sua non solo il coraggio, la competenza per eseguire al meglio il proprio lavoro, ma anche le risorse che gli permettano di farlo sentire “attrezzato” per lavorare al meglio.

 

 

Stéphanie Esposito

Rubò e incendiò l’auto della Guardia di Finanza: arrestato

0

I militari della Guardia di Finanza hanno preso il colpevole, un trentaquattrenne napoletano, che rubò e incendiò l’auto della GdF.

Rubò e incendiò l’auto della Guardia di Finanza: arrestato

NAPOLI- Questa mattina i militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un trentaquattrenne napoletano, responsabile del furto e del successivo incendio di una macchina del Corpo.

I fatti risalgono al luglio dello scorso anno quando, intorno alle ore 02.30 l’autovettura di servizio in uso alla Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli è stata oggetto di furto.
La stessa notte la vettura veniva ritrovata completamente incendiata da una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri nel Comune di Casoria (NA).
I militari del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria, recuperando le riprese dalle videocamere di sorveglianza, sono riusciti a identificare due motoveicoli, uno dei quali in uso a DANIELE Antonio, soggetto già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti di furto.

Ulteriori riscontri eseguiti da parte dei militari, dapprima analizzando i tabulati telefonici e successivamente effettuando una perquisizione presso l’abitazione dell’indagato, hanno fatto emergere un quadro probatorio tale da permettere, su impulso dell’A.G. partenopea,l’emissione dell’odierna ordinanza di custodia cautelare nei confronti del DANIELE da parte del G.I.P. presso il Tribunale di Napoli.
Infine, si è potuto accertare che DANIELE Antonio, risultava beneficiario del reddito di cittadinanza e, pertanto, la relativa posizione è stata segnalata all’ INPS per la sospensione dell’aiuto economico.

Da questa vicenda si evince come il comportamenti di alcuni soggetti sia paradossale: sebbene si ricevano aiuti dallo Stato, non ci si risparmia nel danneggiare le risorse dello Stato stesso.
Insultare, arrecare danno alle Forze dell’Ordine è in sé un atto insensato, vuol dire ferire, insultare, indebolire, chi ha scelto, giurando di essere al servizio della Legge e dei Cittadini (quindi NOI).

Rispettare le Forze dell’Ordine è un diritto-dovere, dimostra quanto si creda nella forma di stato in cui si vive.
Se poi a ricoprire ruoli apicali o onerosi ci siano persone incompetenti o incivili, quello è un altro discorso, il rispetto verso ciò “che la carica o il ruolo rappresenta” non dovrebbe venire a mancare.

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

Operazione ORAZIO: 14 arresti per reati vs la pubblica amministrazione

Dalle prime ore di questa mattina, è in corso l’operazione Orazio della polizia nei confronti di 25 soggetti dimoranti nelle provincie di Como e Varese per reati contro la Pubblica Amministrazione.

Operazione ORAZIO: 14 arresti per reati vs la pubblica amministrazione

L’operazione, coordinata e diretta dalla locale Procura della Repubblica, vede impegnati numerosi Finanzieri, per l’esecuzione di una Ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Como nei confronti di 14 soggetti di cui 2 in carcere e 12 ai domiciliari.
I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una video-conferenza, presieduta dal Signor Procuratore della Repubblica di Como, Cons. Nicola Piacente, alle ore 10.30 odierne, presso il Palazzo di Giustizia tramite l’utilizzo dell’applicativo “Microsoft Teams”.
Chi fosse interessato a parteciparvi dovrà necessariamente provvedere al proprio accreditamento, indifferibilmente entro le ore 09.30 odierne, trasmettendo la richiesta all’indirizzo mail gianluca.novara@giustizia.it, specificando il proprio nome e cognome, la testata di appartenenza, il numero di tessera di iscrizione all’Ordine dei giornalisti e
l’indirizzo mail su cui vorrà essere ricontattato.
Successivamente, verrà inviato un link dedicato, su cui si dovrà “cliccare” a partire dalle ore 10.25 per partecipare alla conferenza.
Potrebbe essere necessario scaricare l’APP “microsoft teams” sul proprio smartphone o tablet ma non la registrazione al sito.
Durante lo svolgimento della conferenza si raccomanda la disattivazione del proprio microfono onde evitare inutili interferenze.
Al termine della conferenza chi volesse potrà porre delle domande prenotandosi sempre tramite il medesimo applicativo inviando un messaggio di testo. Verrà data la parola a tutti i richiedenti rispettando, ove possibile, l’ordine di arrivo delle richieste. “

Redazione Lombardia

 

CdM – Rinnovo Mertens: offerti al belga 12mln in due anni

0

CdM – Rinnovo Mertens: offerti al belga 12mln in due anni

Rinnovo Mertens, ecco quanto si legge sull’odierna edizione del Corriere del Mezzogiorno:

“Difficile rinunciare a Napoli, e non è soltanto una questione di soldi. Perchè Dries Mertens in fondo si sente napoletano, si è sempre dato da fare per la città. Ha aiutato e continua a farlo i «deboli», scrive l’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno.

A parametro zero (a giugno il suo contratto scade) può andar via in qualsiasi momento, ma il richiamo di una città che in questi giorni lo implora di restare, l’opera di mediazione che sta facendo Rino Gattuso e la nuova apertura del club sono come gocce insistenti che lo inducono alla riflessione. E, allora, si è riaccesa la fiamma azzurra di Dries. Il Napoli gli ha (ri)proposto un biennale più bonus di 12 milioni complessivi (l’Inter gli offre anche una opzione sul terzo anno). Mertens ascolta, è intrigato dalla nuova sfida in maglia azzurra e probabilmente convinto dal progetto tecnico che Rino Gattuso gli sta prospettando. Se sono rose fioriranno, ma in breve tempo. Oggi probabilmente un nuovo confronto con il club al termine del quale una decisione definitiva andrà presa. Mertens si è dato pochi giorni di tempo e si augura di riuscire a trovare una intesa con il Napoli. Lusingato dall’Inter e soprattutto dal Chelsea, sarebbe però disposto a far prevalere le ragioni del cuore e anche quelle di uno spogliatoio che gli riconosce lo scettro di leader. Il matrimonio dunque potrebbe anche ricominciare, e sarebbe un colpo di scena, ma la cautela in questi casi è d’obbligo. Sicuramente si registrano segnali significativi di riapertura della trattativa e rispetto anche all’incontro del primo marzo scorso le parti sono decisamente più vicine.

La Camera: “La mia Juve Stabia era strepitosa. Squadra fortissima”

Abbiamo sentito l’ex centrocampista della Juve Stabia, Giovanni La Camera, nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”:

“Ricordo con affetto la mia stagione alla Juve Stabia. La stagione era partita tra mille difficoltà ma avevamo disputato lo stesso un grande campionato culminato con i play off conquistati a Benevento. La stagione era partita in ritardo perché noi dovevamo essere ripescati in B e andammo a Catanzaro, alla prima giornata, con tante incertezze. Andammo senza la giusta concentrazione visto che ci era appena stato negato il ripescaggio.

La Juve Stabia merita il massimo. Quella stagione fummo scippati del nostro sogno in quel di Bassano. Ancora non abbiamo capito cosa ci successe, ricordo la delusione per il gol ingiustamente annullato. I tifosi della Juve Stabia hanno digerito molti bocconi amari e ora è giusto che si goda la B. È una piazza veramente importante.

In quella stagione eravamo una squadra veramente forte. Pancaro e Savini avevano trovato la quadratura del cerchio e la Juve Stabia se la giocava ovunque dimostrando di poterle vincere tutte. Non ci fermavamo davanti a niente e abbiamo fatto bene su tutti i campi. Ho rivisto ultimamente la gara di Salerno, abbiamo perso ma meritavamo di vincere 0-3 nella prima frazione. Ricordo davvero con stupore la forza di quella squadra. Eravamo capaci di ribaltare le gare con estrema facilità. Eravamo un gruppo molto unito e in più il presidente aveva costruito una corazzata.

Ricordo la vittoria interna contro la Salernitana. Vincemmo 1-0 con gol di Jidayi e ricordo che i nostri avversari erano praticamente in B e avevamo una rosa eccezionale ma la Juve Stabia era troppo sicura dei propri mezzi e non avremmo mai potuto perdere quella gara.

Manniello? Con lui avevo un rapporto unico. Lui non è un presidente ma è un grandissimo tifoso. Due anni dopo il mio addio c’è stata la possibilità di tornare ma poi decisi di andare in B con il Como. Manniello è la storia della Juve Stabia.

 

Credo che la Serie A ripartirà perché il calcio è troppo importante in Italia. Ci sono tanti lavoratori, oltre ai calciatori, nel mondo del calcio. Per la B e la C sarà più difficile ripartire ma per la A credo ci siano le condizioni per ripartire.

TuttoSport – Due rinnovi in casa Napoli: a Mertens si aggiunge Zielinski

0

TuttoSport – Due rinnovi in casa Napoli: a Mertens si aggiunge Zielinski

TuttoSport – Due rinnovi in casa Napoli: Mertens e Zielinski. Pare che in questa scelta sia stato fondamentale Gattuso e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Ne parla, l’edizione odierna di Tuttosport:

“L’allenatore si è letteralmente messo nelle orecchie del presidente per ottenere la firma di Mertens e ora attende anche quella di Zielinski: due elementi sui quali vuole fondare la squadra della prossima stagione”

Operazione Spartaco: scoperta vera e propria organizzazione criminale

OPERAZIONE SPARTACO: IMPRESA LODIGIANA DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA EVADE IL FISCO, RICICLA, SFRUTTA ED ESTORCE I PROPRI LAVORATORI 17 PERSONE INDAGATE, ESEGUITE 5 MISURE CAUTELARI PERSONALI E SEQUESTRATI BENI PER OLTRE 20 MILIONI DI EURO.

OPERAZIONE SPARTACO: scoperta vera e propria organizzazione criminale

Dalle prime luci dell’alba militari del Comando Provinciale di Lodi stanno eseguendo una complessa misura personale e reale nei confronti di una famiglia di imprenditori lodigiani per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento dei lavoratori, all’estorsione, all’evasione fiscale ed al riciclaggio dei relativi proventi.

L’attività di indagine condotta dal Gruppo di Lodi, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, ha consentito di disvelare una vera e propria organizzazione criminale avente una solida struttura piramidale, leader nel trasporto conto terzi, avente oltre 150 dipendenti.

Una vera e propria galassia di società costituite con l’unico scopo di evadere il fisco (oltre 60 i milioni di fatture per operazioni inesistenti emesse) ha permesso di creare fondi neri per oltre 20 milioni di euro i quali riciclati, ed in parte reimpiegati nelle attività aziendali, hanno consentito a questa impresa criminale di accaparrarsi enorme fette di mercato della grande distribuzione organizzata, tanto da farla divenire uno dei gruppi di riferimento nazionale per il trasporto delle merci deperibili.

La sagacia criminale era abbinata, però, anche ad una spregiudicata gestione dei dipendenti attraverso il sistematico ricorso a condotte estorsive e alla violazione della normativa sul lavoro con:  la corresponsione di retribuzioni in modo difforme dai contratti collettivi nazionali e territoriali;

 la decurtazione dello stipendio per ogni giorno di assenza o di ferie fruito;

 l’imposizione di turni massacranti, anche di 18 ore continue, senza la prescritta fruizione dei riposi;

 l’imposizione dell’utilizzo di doppi dischi tachigrafi cartacei dei mezzi che venivano distrutti al termine del tragitto;

 l’obbligo di lavorare in precarie situazioni di sicurezza ed igiene (alloggiamento dei lavoratori in ambienti degradati, mancata effettuazione delle visite mediche previste).

Queste condizioni vessatorie sono state accettate dai dipendenti solo dietro la continua minaccia del licenziamento e facendogli sottoscrivere contratti di lavoro a tempo determinato della durata di pochi mesi (a volte anche 30 giorni), non rinnovati a coloro che non sottostavano a tale modus operandi aziendale.

Il GIP del Tribunale di Lodi ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il dominus dell’organizzazione (P.R. di anni 52), l’obbligo di firma alla p.g. per quattro associati (P.S. di anni 30, P.M. di anni 35, M.P. di anni 58 e P.G.R. di anni 41) nonché il sequestro di oltre 20 milioni di euro pari all’imposta complessivamente evasa; oggetto di sequestro sono stati i beni mobili ed immobili intestati agli indagati.

L’operazione Spartaco sottolinea il ruolo di polizia economico-finanziaria svolto dalla Guardia di Finanza con un’attenta e forte vocazione sociale, soprattutto nel contesto emergenziale attuale, perché completamente protesa verso il cittadino onesto e la tutela dell’impresa regolare.

Redazione Lombardia

Gazzetta – Tamponi alla SSC Napoli: equipe medica a Castel Volturno

0

Gazzetta – Tamponi alla SSC Napoli: equipe medica a Castel Volturno

Gazzetta – Nuovo allenamento in casa Napoli: intanto ieri un’equipe medica è giunta a Castel Volturno. Ecco quanto si legge:

“Gattuso ha modificato gli allenamenti al centro sportivo, ad ogni seduta ci saranno più giocatori che si alleneranno sulla forza e non solo sull’aspetto atletico e aerobico. Ieri un’equipe medica si è presentata a Castel Volturno per sottoporre i giocatori ad analisi del sangue ordinarie dopo i quattro tamponi, tutti negativi. In giornata ci sarà il prelievo per il quinto tampone”

CorSport – Dietro la firma di Mertens c’è lo zampino di Gattuso

0

CorSport – Dietro la firma di Mertens c’è lo zampino di Gattuso

CorSport – Gattuso crede molto nella figura professionale di Dries Mertens e spera nel suo rinnovo. Ne parla l’odierna edizione del Corriere dello Sport:

“Sullo sfondo? Gattuso: in questa vicenda, la figura di Rino è stata, è e continuerà a essere centrale considerando l’immensa stima che Dries nutre nei suoi confronti. E viceversa, verrebbe da dire. Un ruolo chiave, vale la pena sottolinearlo, lo sta recitando Gattuso: Mertens è felicissimo di lavorare con lui, ne è stato letteralmente conquistato, e Rino dal canto suo non ha mai smesso di parlare con il giocatore e neanche di sperare che alla fine optasse per rinnovare la storia azzurra”

Pompei, fase due dell’operazione Rolex: arrestato uno dei rapinatori

0

Operazione Rolex a Pompei, fase due: arrestato Ragnòlo Francesco, sospettato di essere uno dei rapinatori dell’azione dell’11 maggio scorso.

Pompei, fase due dell’operazione Rolex: arrestato uno dei rapinatori

Pompei, su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, personale del Posto Fisso CC Scavi Archeologici,  ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Torre Annunziata, nei confronti di  RAGNIOLO Francesco di 37 anni, per la commissione di una rapina aggravata in concorso, ad altro complice, al momento non ancora identificato, in danno di un turista, verificatasi nei pressi dell’ingresso del sito Archeologico di Pompei, Porta Marina Inferiore, di un orologio Rolex.

La misura cautelare riassume gli esiti dell’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata. Le  immediate indagini, avviate subito dopo la denuncia della vittima, facevano emergere gravi indizi di colpevolezza nei riguardi dell’indagato, che aveva come attività principale la realizzazione di rapine di  orologi di ingente valore. Da una meticolosa attività di analisi, dalla visione dei filmati,  e dall’ incrocio di dati acquisiti mediante lo studio dei tabulati telefonici, posti a confronto con file multimediali contenuti in un cellulare posto sotto sequestro nonché dalle numerose individuazioni fotografiche e confronti di particolari antropo-somatici eseguiti dal Reparto Speciale “RACIS” carabinieri di Roma, è stato accertato che il malvivente dopo aver individuato la vittima in giro per le strade del capoluogo partenopeo, e diretto in Pompei a bordo di un taxi,  aveva iniziato unitamente al suo sodale il pedinamento – organizzato in maniera minuziosa ed eseguito per non destare sospetti a bordo di due distinte motociclette di grossa cilindrata con volto travisato da caschi .

Giunto, il taxi in Pompei, approfittando di una distrazione della vittima, che era, unitamente al proprio nucleo familiare, mantenendo tra l’altro, per mano i suoi figli minori,  il R.F. scendeva dalla propria motocicletta, raggiungeva la p.o. alle spalle e con violenza gli strappava dal polso l’orologio, marca Rolex 5508 antico del valore di circa 25.000 euro (venticinquemila). A causa della violenza subita e nel vano tentativo di inseguire ed afferrare  i malviventi, il rapinato rovinava in terra riportando la frattura di un dito del piede e diverse escoriazioni.

Il R.F. dopo aver eseguito l’azione criminosa saliva repentinamente in sella alla motocicletta condotta dal complice ed i due si davano a precipitosa fuga in direzione Napoli. Le indagini immediatamente avviate permettevano di rinvenire e quindi porre sotto sequestro, poche ore dopo la rapina,  un casco utilizzato da uno dei rapinatori ed entrambe le motociclette utilizzate dai malfattori per commettere il reato, una delle quali, in particolare quella utilizzata per la fuga, veniva rinvenuta in Napoli – Rione Sanità– , a pochi metri dall’abitazione ove vive il RAGNIOLO Francesco unitamente alla sua famiglia.

Vincenza Lourdes Varone

COLLEGATA:

Operazione Rolex

SUD – CRONACA

Operazione Rolex: 22 persone attenzionate poste in custodia cautelare

Stamattina personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. “San Ferdinando”, a conclusione del’Operazione Rolex, ha dato esecuzione ad…

 

Sgominato laboratorio per produzione di crack

La Polizia dl Stato ha sgominato un fiorente laboratorio. I pusher operavano ad orari venendo “retribuiti” settimanalmente.

La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale della città nei confronti del pregiudicato Tinnirello Carmelo, 45enne (Custodia Cautelare in Carcere – dove il predetto già si trovava per scontare una condanna a 9 anni comminatagli a seguito dell’arresto operato il 28.2.2019 dagli agenti del  Commissariato  di  P.S.  “Brancaccio” all’interno di un laboratorio di Crack dove era stato sorpreso con 80 dosi preparate per Ia vendita), dei pregiudicati Nicosia Lorenzo, 25enne e Brunetto Giovanni, 21enne, e Riahi Cristofer 28enne, ( Obbligo di Dimora e Obbligo di Presentazione alla P.G.), tutti palermitani del quartiere Brancaccio accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

II provvedimento cautelare è stato emesso a conclusione di una complessa attività d’indagine svolta nei mesi scorsi dagli agenti della Squadra lnvestigativa del Commissariato di P.S. “Brancaccio” e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, nel corso della quale sono stati individuati, in distinti momenti, tre laboratori adibiti alla produzione del Crack, per cui si è proceduto al sequestro di alcune centinaia di dosi già preparate, nonchè di materiale vario utilizzato per la preparazione ed il confezionamento della sostanza; in quella circostanza si è proceduto in un laboratorio, all’arresto in flagranza di reato proprio del promotore del sodalizio Tinnirello Carmelo e di altri  pusher alle sue dipendenze.

II gruppo criminale individuato, di cui Tinnirello è risultato essere il promotore e gli altri tre suoi collaboratori e pusher, esercitava le sue illecite attività nella zona di piazza Scaffa. Nel  corso dei  servizi  sono  stati  documentati infatti diversi episodi di cessioni di  sostanze stupefacenti e grazie anche all’ausilio delle unità cinofile della Questura sono state  recuperate e sequestrate diverse quantità di droga.

E stato, altresì, accertato che i pusher del gruppo agivano su strada secondo turni, ed orari prestabiliti, venendo “retribuiti”, settimanalmente dal Tinnirello.

L’opinione.

L’occhiello in alto dell’articolo è, purtroppo, eloquente (almeno per chi ancora può e vuole vedere e senza trasversale propaganda) di intere generazioni (uomini e donne, di qualsiasi colore e provenienza, spesso destinati anche alla prostituzione o allo sfruttamento), adolescenti, giovani e adulti e persino anziani, che di solito per bisogno – ma certuni anche per cultura familiare e ambientale, opportunismo, venalità, pure sprezzo per gli altri a cui vendono morte – sono in “franchising” oppure al servizio diretto della criminalità, la quale con questi mercati della droga e della prostituzione fa notoriamente guadagni stratosferici, alterando poi l’economia reale e la coscienza civile della società. Il trasversale sistema Stato-Regioni-Enti-Comuni, pubblico-politico, nonché i media (allineati) hanno, stranamente e guarda caso, come rimosso negli ultimi decenni dal dibattito pubblico questa, socialmente deflagrante, risaputa situazione. I cattivi delle “chiacchiere” dicono che forse è perché, sempre il sistema, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello, nessuna estrazione, corporazione e casta esente, è anch’esso fruitore dello spaccio e prostituzione, ma di alti bordi e chiedendo roba buona seppure costosa, ma tanto i soldi lì ci sono, ovverosia quelli dell’estorsione fiscale e del debito pubblico e pure i forzosi favori, quali clientelismo, mercimonio, leggi e interpretazioni giuridiche morbide o accondiscendenti, scarcerazioni, ecc. D’altra parte non sarà un caso che l’Italia da anni, dalla “testa” centrale del sistema a quella decentrata, è di tutta evidenza in buona parte galleggiante e inconcludente e sotto tutti i profili. Fino a che durano i prestiti e la tenuta socio-economica.

sgominato fiorente laboratorio di crack

Napoli: Emesse ordinanze di custodie cautelari nella giornata di oggi

0

In data odierna sono state emesse ordinanze di custodie cautelari a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica.

Napoli: Emesse ordinanze di custodie cautelari nella giornata di oggi

NAPOLI- In data odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, personale del Commissariato PS di Giugliano-Villaricca ha dato esecuzione ad un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di due persone, di anni 60 e 57, rispettivamente residenti in Villaricca e Giugliano in Campania, per usura ed estorsione aggravata in danno di tre diverse vittime.
Le indagini, iniziate a seguito del suicidio di un imprenditore di Giugliano in Campania avvenuto nel luglio 2018, piegato dai debiti usurari e sottoposto a pressanti minacce, hanno permesso di individuare l’esistenza di ulteriori vicende usurarie riconducibili agli stessi soggetti che agivano sempre con lo stesso modus operandi.
Le successive attività investigative – consistite in perquisizioni, assunzione di informazione, acquisizione di immagini di videosorveglianza, accertamenti bancari, intercettazioni telefoniche – consentivano raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati.
In particolare, è emerso dalle verifiche investigative come i due indagati, in concorso tra loro, avessero costretto due imprenditori di Villaricca ed un altro cittadino – soggetti tutti in evidenti difficoltà patrimoniali e che per tale ragione si erano a loro rivolti – ad accettare gravosissime condizioni economiche pur di ricevere in prestito delle somme di denaro.
Nel corso di circa cinque anni, a fronte delle somme di denaro prestate, erano state restituite somme gravate da altissimi tassi usurari. Non riuscendo più a fronteggiare le richieste usurarie degli indagati, le vittime venivano costantemente e pesantemente minacciate e, in un caso, una di esse veniva anche picchiata con l’utilizzo di una mazza da baseball.

Sempre nella giornata di oggi, la Squadra Mobile di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA di Napoli nei confronti di:
– Manna Andrea, nato a Napoli il 18.04.1977,
– Sequino Nicola, nato a Napoli il 10.07.1969,
– Troncone Vincenzo, nato a Napoli il 9.1.1967.
Gli indagati sono chiamati a rispondere, in concorso con altri soggetti già condannati in separato procedimento, di omicidio aggravato.
Si tratta di una vicenda risalente all’anno 2006 ed, in particolare, dell’omicidio di Prestigiacomo Vincenzo, avvenuto a Napoli in data 30.10.2006, a via Porta di San Gennaro.
L’omicidio è maturato nella guerra di camorra in essere nel quartiere Sanità tra il clan Misso, di cui era partecipe la vittima, e il clan facente capo a Torino Salvatore. Nello specifico, Prestigiacomo Vincenzo era il marito di Misso Celeste, sorella dei più noti pregiudicati Michelangelo, Giuseppe ed Emiliano Zapata.
Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della DDA, hanno consentito di acquisire riscontri di diversa natura alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia tanto da delineare un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati destinatari della misura.

 

 

 

Stéphanie Esposito

Maltratta la moglie ferendola al volto: arrestato dalla Polizia

0

Nel corso di operazioni di controllo, la Polizia ha arrestato un uomo, 29enne napoletano, per aver ferito al volto la moglie.

Maltratta la moglie ferendola al volto: arrestato dalla Polizia

NAPOLI- Gli agenti di Polizia hanno arrestato un uomo di 29 anni per aver ferito al volto la moglie, trovata in strada in cerca di aiuto.

Ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Commissariato San Giovanni- Barra, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Carlo Miranda sono stati avvicinati da una donna ferita al volto che ha raccontato di essere stata aggredita dal marito e di essere da tempo vittima di comportamenti violenti dell’uomo.

I poliziotti, dopo averla soccorsa, si sono recati presso la sua abitazione dove hanno trovato il coniuge, F.R., 29ennne napoletano sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Purtroppo un altro episodio del genere che si aggiunge alla lunga lista di episodi di maltrattamenti contro le donne.

Per fortuna le Forze dell’Ordine si confermano ancora una volta dalla parte dei Cittadini in difficoltà.

Speriamo che episodi del genere infondano coraggio e fiducia nell’animo delle donne che in questo momento vivono un vero e proprio inferno tra le mura di casa, affinché trovino la forza di chiedere aiuto, senza vergogna!

Lo Stato c’è, le Forze dell’Ordine pronte a rispondere alla vostra chiamata.

 

 

 

Stéphanie Esposito