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Isole - politica Politica

Il Presidente delle Regione Siciliana, di centrodestra, apre alla Lega

Dalla conferenza della sua lista “Diventerà Bellissima” il Presidente Musumeci ufficializza la coalizione con la Lega di Salvini e attacca i 5stelle.

Abbiamo impedito che la Sicilia cadesse nelle mani dei grillini, una pattuglia di impostori, una forza politica rancorosa dal linguaggio violento che si nutre della disperazione della gente, e si permettono di fare la lista dei buoni e dei cattivi, loro che hanno quattro sindaci sotto indagine, ex deputati. Non fate i censori, non fate i professori, fativi accattari da cu nun vi canusci” afferma il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

E si domanda “E con chi parliamo con Toninelli che è una calamità nazionale? Una volta i ministri magari erano ladri ma salvavano la faccia, ma Toninelli non salva la faccia visto che risponde solo a qualche suo capocorrente…».

Ma anche la sinistra diventa bersaglio di MusumeciCi hanno lasciato macerie, stiamo cercando di risolvere i problemi che ci hanno lasciato, con 2 miliardi di euro di disavanzo mai giustificati. Onorevole Faraone ha scoperto oggi i siti archeologici abbandonati? Dopo che il Pd ha governato per nove anni?”.

“Serve un centrodestra più forte, unito, meno litigioso, capace di aprirsi al cuore della gente con il linguaggio della serenità e del rispetto dell’avversario. Guardiamo alle forze politiche del centrodestra: la Lega è grande maggioranza e dobbiamo chiederci perché al Sud non riesce ad avere le stesse percentuali del Nord e perché milioni di meridionali non vanno a votare. Dobbiamo rappresentare questa fascia di persone”. E il governatore lancia messaggi precisiNoi vogliamo essere l’elemento di novità per intercettare questi milioni di meridionali che hanno bisogno di essere rappresentati. Il problema non è essere amici della Lega o degli altri partiti. Decideremo fra qualche mese se costituire una federazione o un’alleanza con la Lega”.

Non si è fatta attendere la risposta dei 5stelle “Le irricevibili e ormai frequentissime dichiarazioni livorose di Musumeci contro il M5S e il governo nazionale? Figlie legittime della frustrazione dovuta all’inconcludenza del suo governo del nulla, peggiore addirittura di quello che avevamo preventivato“,  replica il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Francesco Cappello, “Le uscite rabbiose di Musumeci sono inversamente proporzionali ai risultati del suo disastroso governo. Più mancano i secondi, più aumentano le prime. Qualcuno lo informi, comunque, che per recuperare quella credibilità che ha irrimediabilmente perso, come testimoniano inequivocabilmente i sondaggi che recentemente lo hanno incoronato il peggiore governatore d’Italia, dovrebbe produrre leggi e decreti per risolvere i problemi di milioni di siciliani e non velenose invettive davanti a un centinaio di persone. Non solo risultati di spessore finora non se ne sono visti dalla parti di Palazzo d‘Orleans  ma non sembrano essercene nemmeno all’orizzonte. L’unico cosa che sembra alla portata di Musumeci è forse il record di indagati alla sua corte”.

Con Musumeci si schiera il Presidente dell’Assemblea Reginale Siciliana, Gianfranco Micciché e commissario in Sicilia per Forza Italia “Sono in piena sintonia col pensiero di Nello Musumeci. Il centrodestra unito rappresenta già, idealmente, la maggioranza nel Paese. Non sono però generiche antipatie a separarmi da Salvini, bensì temi importanti per il Mezzogiorno e i siciliani. Non si può prescindere dal rispetto dei diritti umani, né tantomeno da una maggiore attenzione per il Sud, fino ad oggi totalmente ignorato dall’agenda di Governo, come i recenti fatti della Tonnara di Favignana dimostrano. Quando la coalizione di centrodestra vorrà proporsi agli italiani con un progetto politico unitario, certe posizioni estreme sui temi dell’accoglienza dovranno essere certamente riviste”.

Gli fa eco, unendosi alle parole del Presidente della Regione Siciliana, Francesco Saverio Romano, palermitano che è stato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel Governo Berlusconi IV e deputato dal 2001 al 2018 tra le liste di UDC, Popolo della Libertà, Scelta Civica e alle ultime europee 2019 con Forza Italia ma non viene eletto “Sottoscrivo pienamente il riferimento del presidente Musumeci alle cose da fare e agli ulteriori risultati da conseguire come quello relativo alle infrastrutture e al sistema della portualità in grado di intercettare i flussi delle merci e di sfruttare la nostra centralità geografica, come sottolineato da noi con il progetto del porto hub di Palermo. Condividiamo il suo secco ‘no’ al mercato dei deputati per un allargamento della maggioranza. Ci disorienta soltanto la sua prospettiva e il fatto che guardi alla Lega, nella forma di una alleanza o di federazione: pensavamo guardasse al Centro, ai moderati e alla costruzione di un’area popolare e liberale. Il nostro sostegno al governo regionale proseguirà, con lealtà e determinazione”.

L’opinione.

La Sicilia va esalando gli ultimi respiri dopo che per decenni: governi, parlamentari, istituzionali, burocrati, professionisti, esperti, cosiddetta società civile, pletore di cortigiani, ecc. (e guarda caso parallelamente ai mafiosi) le hanno risaputamente prosciugato pure il midollo, per carità, tutto nel rispetto costituzionale e della maggioranza democratica dei siciliani. Amen.

Adduso Sebastiano

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