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Squadra mobile e P.S. di Posillipo danno esecuzione ad ordinanza

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Squadra mobile e P.S. dispongono misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di concussione di cui all’articolo 317 del codice penale nei confronti del dott. Pietro APUZZO.

Squadra mobile e P.S. di Posillipo danno esecuzione ad ordinanza

NAPOLI-Stamattina la Squadra Mobile di Napoli, unitamente al Commissariato di P.S. Posillipo, ha dato esecuzione all’ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, accogliendo la richiesta in tal senso inoltrata dall’Ufficio del pubblico ministero della Procura di Napoli, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di concussione di cui all’articolo 317 del codice penale nei confronti del dott. Pietro APUZZO .

Ciò è in relazione ad una condotta che sarebbe stata consumata dal menzionato indagato nella sua qualità e abusando dei poteri inerenti alla sua pubblica funzione di Dirigente medico in servizio presso il Reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Madonna del Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli – struttura ospedaliera operante in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

In particolare, secondo la prospettazione accusatoria condivisa dal Giudice per le indagini preliminari nella sua ordinanza, il dott. Apuzzo avrebbe “costretto” una persona a promettergli (e a versargli in parte) una somma di danaro per poter essere operata – in tempi brevi senza rispettare “la lista di attesa” e dal Direttore dell’Unità Operativa Complessa e traumatologia – presso la suddetta Struttura Convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale ovvero presso un‘altra Struttura parimenti convenzionata e sempre dal medesimo dal Direttore dell’Unità Operativa Complessa e traumatologia.

 

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

Il Sindaco Gaetano Cimmino e la vicenda dell’area ex Cirio

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In un lungo comunicato, tramite canali social ufficiali, il Sindaco scrive della questione della revoca della procedura per il rilascio del permesso a costruire nell’area ex Cirio.

Il Sindaco Gaetano Cimmino e la vicenda dell’area ex Cirio

CASTELLAMMARE DI STABIA- “Coraggio, Forza e spalle larghe”, sono le qualità che bisogna dimostrare per poter essere all’altezza di guidare la città, così scrive il Sindaco Cimmino, che in un lungo post trasmesso sui canali social ufficiali, tratta della questione della revoca della procedura per il rilascio del permesso a costruire nell’area ex Cirio.

Ecco il post:

Se c’è una cosa che ha contraddistinto questa amministrazione dall’inizio del mio mandato è la trasparenza: dialogare ogni giorno con i cittadini, rispondere alle domande e ai dubbi, rendere comprensibili i fatti, anche se complessi. Agire sempre in maniera decisa, senza tentennamenti. Perché è nell’inerzia, nell’immobilismo e nei vuoti che si generano i mostri.

Allora vi dico: non certo adesso, ma già nei mesi scorsi, su mio specifico atto di indirizzo, è stata revocata la procedura per il rilascio del permesso a costruire nell’area ex Cirio. Fare chiarezza su tale vicenda è sempre stato un mio obiettivo. Gli atti sono stati già depositati negli uffici e notificati agli interessati. Ma andiamo per gradi.

All’atto dell’insediamento del dirigente all’Urbanistica, da me nominato il 16 marzo 2019, avevo già dato disposizioni di affrontare la tematica inerente la riconversione dell’area industriale ex Cirio, verificandone le eventuali criticità e l’adozione dei consequenziali provvedimenti.

E ciò anche in ragione della mozione, vertente in materia, presentata il 14 marzo 2019 dal consigliere comunale Tonino Scala, che ci ha consentito di andare in consiglio comunale e discutere su una tematica molto sentita in città.

Ho ricevuto subito rassicurazioni dal dirigente che, nei tempi tecnici necessari, avrebbe provveduto in merito, all’esito della lettura dell’ampia, articolata e complessa vicenda che ha caratterizzato il procedimento nel corso degli anni.

Nel consiglio comunale del 30 luglio 2019, la mozione è stata approvata all’unanimità a seguito di un’ampia e dettagliata discussione sulla materia in oggetto. E di conseguenza, con successiva nota dell’8 agosto 2019, ho dato indirizzo al dirigente di predisporre un atto ricognitivo-esplicativo a tutela dell’ente per fare chiarezza sugli aspetti evidenziati nella mozione.

In data 1 ottobre 2019, l’attività ricognitiva, nonché gli aspetti giuridico-amministrativi vertenti sulle attività poste in essere, venivano consegnati dal dirigente del settore in una relazione di ben 20 pagine, comprensiva anche delle conclusioni, secondo cui si rendeva necessario “procedere con un atto di diffida assegnando un congruo termine per l’adempimento (30 giorni)” relativo al pagamento degli oneri concessori da parte della società richiedente, “nonché contestualmente richiedere tutti gli adempimenti indicati nell’istanza di accoglimento del permesso di costruire”.

Alla luce di quanto rappresentato, pertanto con nota del 13 dicembre 2019 ho deciso di dare indirizzo al dirigente di “provvedere con sollecitudine all’emissione dei necessari atti, attivare tutti gli opportuni adempimenti, ivi compresi quelli scaturenti dall’eventuale inottemperanza ai provvedimenti adottati, ed in particolare provvedere a dichiarare la decadenza dei presupposti in virtù dei quali era stata adottata la determina commissariale del 15 aprile 2016”.

Le consequenziali attività del dirigente si concretizzavano, con nota del 10 gennaio 2020, nell’atto di diffida ad adempiere al pagamento degli oneri concessori e a tutto quanto altro di competenza riportato nel provvedimento commissariale dell’aprile 2016. L’inottemperanza a quanto richiesto nei termini assegnati ha comportato quindi il provvedimento definitivo di revoca dell’11 marzo 2020, con il quale è stata sancita la definitiva decadenza dell’intera procedura e, di conseguenza, del permesso di costruire convenzionato e della convenzione urbanistica.

A seguito della attività di accertamento, in pratica, e degli atti consequenziali messi in campo durante la nostra amministrazione dopo anni di inerzia gestionale, in quell’area non sarà più possibile realizzare il progetto al centro dell’inchiesta. Per guidare questa città, ci vogliono coraggio, forza e spalle larghe. Doti non da tutti.

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

Emergenza Covid-19: PAROLA D’ORDINE “CAMPANIA SICURA”

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Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca ha incontrato i rappresentanti del mondo della Cultura e Spattacolo per pianificare la Fase 2 all’insegna della PAROLA d’Ordine “CAMPANIA SICURA”.

Emergenza Covid-19: PAROLA D’ORDINE “CAMPANIA SICURA”

Quest’oggi il Presidente della Regione De Luca ha incontrato gli esponenti del mondo dello Spettacolo e della Cultura, (Il 25 maggio è prevista la riapertura di alberghi e strutture ricettive, il 15 giugno la riapertura di cinema e la ripresa delle iniziative di spettacolo), per ascoltare le loro voci, e poter pianificare al meglio una Fase 2 che abbia come pilastro la SICUREZZA, per tutti i Cittadini e i Turisti che sceglieranno la Campania come meta turistica.

Di seguito il comunicato pubblicato meno di un’ora fa sulla pagina FB ufficiale del PResidente De Luca.

Insieme con l’Unità di crisi, ho incontrato oggi i rappresentanti degli operatori del comparto del turismo e successivamente i rappresentanti del mondo della cultura e degli spettacoli della Campania. È stata l’occasione per ascoltare e raccogliere le istanze degli operatori, e per illustrare le strategie di rilancio di questi settori con la Fase 2.

È stata una testimonianza dell’attenzione della Regione verso questi settori che sono trainanti per l’economia della nostra regione e che hanno subito e subiscono proprio in queste settimane un durissimo contraccolpo per le conseguenze della pandemia Covid-19.

Bisogna guardare al futuro con fiducia e avere coraggio, per sconfiggere innanzitutto la paura e la diffidenza. E per ridare fiducia bisogna dare innanzitutto sicurezza.

Per questo la parola d’ordine sarà “Campania sicura”, per rilanciare il turismo, per dare serenità alle famiglie, per accogliere di nuovo i turisti, per riportare la gente a teatro, al cinema.

Tutto a piccoli passi, con il costante monitoraggio sanitario, ma ripetiamo: se si riapre tutto, deve essere per non richiudere più, cosa che sarebbe davvero insostenibile. Occorre perciò lavorare senza essere prigionieri dell’emergenza, ma garantendo sempre e prioritariamente la sicurezza agli operatori e ai cittadini. Un rilancio vero, per non tornare indietro.

Per il turismo, la complessità di questo mondo non può basarsi solo sul sostegno della Regione ma anche e soprattutto su quello del Governo nazionale e dell’Europa. Nel nostro piano economico e sociale ci sono già aiuti agli stagionali, sappiamo benissimo che non basta. Per questo abbiamo raccolto le diverse istanze per agire sul doppio fronte regionale e nazionale.

Quello che si può fare intanto, e a breve termine è lanciare una campagna promozionale per fare della sicurezza il brand per l’accoglienza insieme alle straordinarie bellezze ambientali e culturali della Campania. Lo faremo d’intesa con gli operatori del settore, sia a livello nazionale che internazionale.

Sempre oggi sono state ascoltate e raccolte le istanze del mondo della cultura e degli spettacoli, settore peraltro strettamente legato anche al turismo.

Il 25 maggio è prevista la riapertura di alberghi e strutture ricettive, il 15 giugno la riapertura di cinema e la ripresa delle iniziative di spettacolo.

La Regione ha annunciato una riflessione seria e rapida sul finanziamento di una serie di misure a sostegno della cultura e delle arti. Contestualmente, oltre i protocolli di sicurezza già definiti dal Governo, e sui quali c’è il tempo per tutti i possibili miglioramenti, la Regione farà partire un censimento degli spazi aperti che offerti gratuitamente potranno ospitare spettacoli e manifestazioni culturali già questa estate, compatibilmente con il monitoraggio sanitario e l’applicazione dei protocolli.

Le leggi regionali per il cinema saranno rifinanziate e triennalizzate. Un supporto importante potrà dare al settore anche il Progetto sulla digitalizzazione e la creazione di una piattaforma digitale unica per la Campania.

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi aggiornamenti, di pari passo con il lavoro avviato dagli uffici.

 

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

Marcello Lippi a Non è la Radio: “Mi avrebbe fatto piacere fare un’esperienza sulla panchina della Roma”

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L’ex CT dei Mondiali 2006, Marcello Lippi, rivela “mi avrebbe fatto piacere fare un’esperienza sulla panchina della Roma”

Intervistato a Non è la Radio, l’ex CT dei Mondiali 2006, Marcello Lippi, rivela “mi avrebbe fatto piacere fare un’esperienza sulla panchina della Roma”

di Maria D’Auria

Roma- Da oggi termina il lockdown e riprendono, dopo più di due mesi, gli allenamenti collettivi di tutti i calciatori. I conduttori di “Febbre da Roma”, il consueto appuntamento di Non è la Radio con Riccardo Mancini e Danilo Conforti, stamattina hanno intervistato Marcello Lippi, CT dell’Italia Campione del Mondo nel 2006 che si è espresso sulla pandemia, ma anche su come si riprenderà il calcio dopo questa lunghissima pausa forzata. E ancora, la sua esperienza in Cina e sulle voci che lo volevano alla Roma.

Oggi tutte le città sono tornate a popolarsi, tutti sono pronti a ripartire in sicurezza. C’è tanto entusiasmo dopo due mesi e mezzo di sofferenza ma speriamo di avere la possibilità di riprenderci, magari anche attraverso il calcio, che viene sempre considerato come qualcosa di diverso e un po’ a sé, ma è un’industria come le altre, con tanti lavoratori normali e non solo i calciatori milionari”, spiega Marcello Lippi. “So che oggi dovrebbero riprendere gli allenamenti collettivi, poi si avrà un mese a disposizione prima della ripartenza. Ieri abbiamo visto riprendere la Bundesliga e abbiamo avuto belle sensazioni da appassionati di calcio. Purtroppo in Italia le polemiche non mancheranno mai, in ogni caso, sia nel bene che nel male. L’importante però è sempre fare le cose, non solo parlarne”.

Sul Mondiale del 2006.

È bene che tutti sappiano questo: io ho vinto molto, ma non c’è niente di paragonabile a vincere la Coppa del Mondo con i colori del proprio Paese. È stata la vittoria più bella in assoluto, anche perché ottenuta insieme a un gruppo di persone straordinarie.

Quando si parla del Mondiale in chiave Roma si parla sempre di Totti e De Rossi, dimenticando un po’ un calciatore come Simone Perrotta: è stato un punto di riferimento per tutti, un calciatore che faceva la doppia funzione in maniera puntuale, precisa e sempre con grande qualità. Io poi lo conoscevo bene perché lo avevo avuto già alla Juventus. Chiaramente si parla sempre delle stelle, ma sono stati tutti importantissimi: su 23 giocatori hanno giocato in 21, che raramente accade in questo tipo di manifestazioni. Tutti hanno dato qualcosa, a prescindere dai minuti giocati”.

Dopo il Mondiale del 2010 il CT ha fatto una scelta coraggiosa andando ad allenare in Cina.

Quella cinese è sicuramente una realtà diversa ma comunque di buon livello. Io poi ho allenato il Guangzhou Evergrande, che è la migliore squadra del Paese, un po’ come la Juventus per fare un paragone, ma che non aveva mai superato i quarti di finale della Champions League asiatica. Quando ho firmato ho parlato subito con il presidente, che mi ha espresso la volontà di vincere quella competizione entro cinque anni. Io ho risposto che dipendeva anche da loro, da quanto fossero disposti a investire in calciatori di livello. Poi la soddisfazione è stata grande per tutta la Cina, compreso il Presidente della Repubblica che è un grande appassionato di calcio, quando abbiamo vinto il torneo in un anno e abbiamo raggiunto anche la prima posizione del ranking asiatico, scavalcando realtà importanti del Giappone e dell’Australia”.

Veniamo alla Roma.

In qualche occasione sono circolate voci che lo volevano sulla panchina giallorossa. Ecco la risposta di Lippi se mai c’è stato un contatto. “No, quando ero alla Juventus non ho mai avuto alcun contatto con i dirigenti della Roma. Poi negli ultimi tempi qualche chiacchierata c’è stata, anche per via dell’ottimo rapporto con Francesco Totti, ma non c’è mai stato nulla di concreto. Comunque mi avrebbe fatto piacere fare un’esperienza sulla panchina della Roma, perché ogni volta che si giocava all’Olimpico, con tutto lo stadio che cantava e tifava, era davvero molto emozionante”. Infine, su De Rossi: “Tutti i calciatori del gruppo che ha vinto il Mondiale del 2006 sono straordinari. Ognuno di loro ha le carte in regola per fare qualsiasi cosa nel calcio, e De Rossi non è da meno. Qualsiasi cosa vorrà fare, sono sicuro che Daniele riuscirà a farla, perché è una persona dalle grande qualità. Potrà fare il dirigente, il team manager, il direttore sportivo, l’ allenatore, ma in ogni caso farà sicuramente bene”.

Napoli, degrado e loculi scoperchiati nel Cimitero di Poggioreale: “Un’offesa ai defunti e ai loro cari”

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Napoli, degrado e loculi scoperchiati nel Cimitero di Poggioreale: “Un’offesa ai defunti e ai loro cari, bisogna intervenire urgentemente mettendo in sicurezza tutta l’area del cimitero

Loculi scoperchiati e pericolanti, ossa esposte alla vista dei visitatori e alle temperie: questo è il macabro scenario che si presenta al cimitero di Poggioreale a Napoli.
Oltre a ciò, tutto il cimitero versa in uno stato totale di degrado e di abbandono, con la vegetazione selvaggia che ricopre le tombe e le cappelle mortuarie.
E’ una situazione vergognosa che va avanti da troppo tempo. Ci sono tante persone che durante la loro vita lavorano, sudano e risparmiamo per assicurarsi una certa dignità nella sepoltura ed invece poi si ritrovano in questa situazione che è un vero e proprio oltraggio alla memoria dei defunti, un’offesa ai loro cari e uno spettacolo macabro offerto ai visitatori.”- ha commentato il Consigliere dei Verdi della Municipalità II Salvatore Iodice.
A intervenire sulla vicenda è stato anche il Consigliere regionale del sole che ride, Francesco Emilio Borrelli: “Oltre alla questione della dignità c’è quella della sicurezza, qui i visitatori rischiano di farsi male a causa dei monumenti e dei loculi pericolanti ed allora non c’è più tempo da perde, bisogna intervenire urgentemente mettendo in sicurezza tutta l’area del cimitero, prima che qualcuno si faccia male.”

Scafati, 48enne arrestato per detenzione e spaccio: sequestrati 4000 euro in contanti

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Scafati, 48enne arrestato per detenzione e spaccio: sequestrati 4000 euro in contanti, nel suo appartamento rinvenuti 414 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e altro materiale per il confezionamento delle dosi

Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Pompei, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in viale Pompei Traversa Capone a Scafati un uomo che, dopo aver consegnato qualcosa a una persona in cambio di una banconota, è rientrato in un’ abitazione.
I poliziotti hanno fermato sia l’acquirente, sanzionato amministrativamente poiché in possesso di un involucro di marijuana del peso complessivo di circa 9 grammi, sia lo spacciatore. A quel punto gli agenti hanno deciso di estendere la perquisizione anche all’interno dell’appartamento in cui sono state rinvenute e sequestrate due buste di marijuana per un peso complessivo di circa 414 grammi, la somma di 3.940 euro, un bilancino e diverso materiale per il confezionamento della droga.
C.B.L, 48enne già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

 

 

Con l’entrata in vigore della L. 49/2006, è reato penalmente rilevante, ai sensi dell’art. 73 comma 1 bis TU 309/1990, spacciare (rectius : importare, esportare, acquistare, ricevere o detenere) quantità non modiche di sostanze stupefacenti o psicotrope, tranne nel caso dell’ uso terapeutico delle droghe alienate o acquistate.

Torre Annunziata, bambino rischia di soffocare: salvato da un poliziotto

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Torre Annunziata, bambino rischia di soffocare: salvato da un poliziotto. La Questura di Napoli lo elogia con un post

Ieri pomeriggio un equipaggio del Commissariato di Torre Annunziata , in servizio di controllo del territorio sul lungomare Marconi, è stato avvicinato da una ragazza che chiedeva aiuto per un bambino che stava soffocando dopo aver mangiato una patatina. I poliziotti sono subito intervenuti, trovando il bimbo, di un anno e mezzo, già cianotico e privo di conoscenza tra le braccia dei genitori ed hanno effettuato delle manovre di disostruzione delle vie aeree con cui sono riusciti a salvarlo.

Linea guida per le manovre di disostruzione pediatriche:

1) Porsi alle spalle del bambino e, passando con il braccio sotto il suo, afferrarlo per la mandibola e facendolo poggiare, in posizione declive a testa in giù, sul nostro ginocchio.
2) con l’altra mano, dare al bambino fino a 5 energiche pacche interscapolari, avendo cura di non colpire la testa.
3) Alternare questa manovra con la manovra di Heimlich come per l’adulto
4) Portare entrambe le mani, chiuse a pugno, alla bocca dello stomaco, subito sotto le ultime coste. Il punto preciso si può trovare disegnando una “C” posizionando il pollice alla fine dello sterno e l’indice al centro dell’ombelico.
5) comprimere per 5 volte verso di sé (ovvero verso l’interno e verso l’alto), con la stessa tecnica della manovra di Heimlich.

Continuare ad alternare 5 pacche e 5 compressioni fino alla disostruzione completa o all’arrivo dei soccorsi avanzati.

GDF Roma: Sequestrate attività con insegna “Katanè”, frutto di attività illecite

“Operazione Metamorfosi”, sequestrati bar ed esercizi di ristorazione ad insegna “Katanè”, avviati reimpiegando i proventi di attività illecite

“Operazione Metamorfosi”, la GDF di Roma ha sequestrato bar ed esercizi di ristorazione ad insegna “Katanè”, avviati reimpiegando i proventi di attività illecite facenti capo al pregiudicato Gaetano Vitagliano

AGGIORNAMENTO Operazione “METAMORFOSI

Aggiornamento- In sede di esecuzione del sequestro dei 4 esercizi di ristorazione a marchio “KATANÈ”, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno rilevato che Gaetano VITAGLIANO, tramite una società a lui riconducibile, ha acquistato, circa una settimana fa, 2 ulteriori bar/tavole calde a insegna “I SICILIANI”, ubicati in zone centrali della Capitale (via Catania con annesso laboratorio in via Lomellina e via XX Settembre) e, circa venti giorni fa, un bar gelateria in via del Corso.

A seguito di direttive tempestivamente impartite dal Tribunale – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, la misura cautelare patrimoniale è stata quindi estesa anche ai quattro locali commerciali recentissimamente entrati a far parte del patrimonio di Vitagliano.

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Roma- Nell’ambito dell’operazione denominata “Metamorfosi”, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito stamattina il sequestro di quattro attività tra bar ed esercizi di ristorazione nella  Capitale, per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro, disposto dal locale Tribunale – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina.

Il destinatario della misura è Gaetano VITAGLIANO, 46 anni, arrestato dai Carabinieri nel mese di giugno 2017 all’esito delle indagini coordinate dalla D.D.A. di Roma nell’ambito dell’operazione Babylonia perché ritenuto al vertice di un’associazione per delinquere dedita al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni, nonché contiguo al clan di camorra degli Amato-Pagano (i cosiddetti “Scissionisti”), operante a nord di Napoli. Nel dicembre 2018, per i reati ascrittigli è stato condannato (in via non definitiva) dal Tribunale di Roma al termine del giudizio di primo grado a 11 anni e 6 mesi di reclusione e alla confisca di beni per circa 9 milioni di euro.

Contestualmente all’arresto, Vitagliano aveva subìto il sequestro di un patrimonio milionario – composto da società, immobili, veicoli e disponibilità finanziarie – frutto del reimpiego dei proventi di attività illecite, tra le quali il traffico di stupefacenti.

Tra i sequestri operati nel 2017 figurano i noti bar “MIZZICA!” di via Catanzaro e Piazza Acilia, ancora oggi affidati alla gestione di un amministratore giudiziario.

Alcuni mesi dopo quell’operazione, gli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle avevano rilevato l’apertura dell’attività “KATANÈ SAPORI DI SICILIA”, in cui vengono somministrate specialità alimentari siciliane, avente un’insegna che richiama fortemente, nella grafica, quella dei bar “MIZZICA!”.

Sequestro locali Katanè- RomaIn poco più di anno sono stati avviati ben 4 esercizi di ristorazione a marchio “KATANÈ”. L’ultima apertura, dopo quella delle sedi attive nelle zone delle stazioni Termini e Tiburtina, è avvenuta presso la struttura dello storico “Caffè dell’Orologio”, che aveva chiuso i battenti nel 2017, nel centralissimo Piazzale Flaminio.

Dagli approfondimenti investigativi condotti dal G.I.C.O. su delega della D.D.A. è emerso che le somiglianze con le attività commerciali sequestrate non si limitavano all’insegna e alla vendita di alimenti e bevande tipici siciliani.

Infatti, le società che gestiscono i nuovi bar sono state costituite tra il 2018 e il 2019 da ex dipendenti delle aziende sottoposte all’originario provvedimento ablativo i quali, nonostante i loro modesti profili reddituali, hanno sostenuto rilevanti spese per la costituzione delle imprese e l’avvio delle attività.

Ma vi è di più. Anche i fornitori sono rimasti gli stessi e nei locali lavorano o hanno lavorato, come dipendenti, familiari dello stesso Vitagliano.

Gli univoci elementi raccolti hanno consentito al Tribunale di Roma di disporre il sequestro dei bar e degli esercizi di ristorazione a insegna “KATANÈ” poiché ritenuti frutto – come quelli cautelati nel 2017 – del reimpiego dei proventi delle attività illecite svolte dal Vitagliano, che li ha gestiti tramite familiari e persone di fiducia.

Gli esercizi commerciali saranno ora affidati a un amministratore giudiziario. L’odierna operazione testimonia l’efficacia dell’azione svolta dalla Procura della Repubblica, dal Tribunale e dalla Guardia di Finanza di Roma contro i tentativi di “inquinamento” dell’economia legale da parte della criminalità.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

La Regione Campania verso la normalità: la video spiegazione delle norme per la ristorazione

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La Regione Campania verso la normalità: la video spiegazione delle norme per la ristorazione; da oggi 18 maggio 2020 i bar possono riprendere l’attività al banco

La Regione Campania ha pubblicato un video illustrativo con il quale vengono indicate le modalità di riapertura delle attività di ristorazione a partire dal 21 maggio prossimo ai sensi dell’Ordinanza n. 48 del 17/5/2020 e dei relativi allegati.

Il testo dell’ordinanza:
Sull’intero territorio regionale

a) è consentita la riapertura delle attività inerenti ai servizi alla persona, ivi compresi i
parrucchieri, i barbieri e i centri estetici, con obbligo di puntuale osservanza delle prescrizioni
contenute nelle Linee Guida di cui al Documento allegato n.1 alla presente Ordinanza;
b) salvo quanto previsto, per le attività svolte nei mercati, alla successiva lettera d), è consentita
la riapertura delle attività commerciali al dettaglio, con obbligo di puntuale osservanza delle prescrizioni contenute nelle Linee Guida di cui al Documento allegato n.2 alla presente
Ordinanza;
c) ferma la possibilità di esercizio dell’attività con consegna a domicilio e con modalità da
asporto nel rispetto delle prescritte misure precauzionali in tutte le fasi (ivi comprese quelle
di confezionamento e di trasporto), con riferimento alle attività dei servizi di ristorazione (fra
cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie):
c.1) a far data dal 18 maggio 2020, è consentito ai bar l’esercizio dell’attività al banco, nel
rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e con modalità tali comunque da
evitare assembramenti o affollamenti all’interno dell’esercizio commerciale e con divieto di
consumazione al tavolo;
c.2) a far data dal 21 maggio 2020, è consentita la ripresa delle attività in loco, con obbligo
di puntuale osservanza delle prescrizioni contenute nelle Linee Guida di cui al documento
allegato n.3 alla presente Ordinanza;

ORDINANZA COMPLETA e ALLEGATI

IL PUNGIGLIONE STABIESE: Settimo appuntamento #IORESTOACASA

Il Pungiglione Stabiese va in onda questa sera per la settima volta nella versione #IORESTOACASA.

Questa sera ritorna il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “ nella versione #IORESTOACASA . Anche in questa emergenza noi della redazione sportiva di ViViCentro stiamo provando a non lasciarvi soli parlando della situazione attuale di Castellammare di Stabia impegnata come la Nazione e l’intero pianeta nella battaglia per debellare il Corona Virus.

Anche per questa nuova versione la conduzione sarà affidata a Mario Vollono che in collegamento SKYPE insieme agli ospiti e a voi telespettatori commenterà questo momento drammatico per l’intero pianeta

Collegatevi oggi 18 maggio 2020 dalle ore 19:00 per seguire in diretta la puntata.

Per seguire questa puntata del Pungiglione Stabiese basta collegarsi su facebook, questi i link:

  • La diretta facebook sarà trasmessa sulle pagine facebook: Vivicentro.it, Juve Stabia Live, News Mania Quindicinale, ViViRadioWEB, JuveStabia Unica Fede, Calcio D’Anticipo, Juve Stabia: La Leggenda.
  • La puntata sarà poi inserita il giorno dopo nella galleria video della pagina ViViCentro.it (https://www.facebook.com/vivicentro.it/) dove potrete trovare l’archivio di tutte le puntate andate in onda questa stagione sportiva.
  • In replica la puntata sarà anche caricata nel canale Youtube di ViViCentro Network (https://www.youtube.com/user/vivicentronetwork) dove troverete tanti video sulla Juve Stabia.

In questa puntata del Pungiglione Stabiese saranno collegati tramite SKYPE i redattori della nostra redazione sportiva: Mario Di Capua, Natale Giusti e Giovanni Donnarumma.

Come da tradizione ci collegheremo con alcuni ospiti attraverso la piattaforma SKYPE:

Inizieremo la serie di collegamenti con un ex Juve Stabia: Marco Savini ex allenatore della Juve Stabia .

In contemporanea ci collegheremo con l’ex centrocampista gialloblè: Giovanni La Camera. Parleremo con loro della dannata partita di Bassano che nel 2015 vide l’eliminazione dai play off delle Vespe. Eliminazione “decisa” dall’arbitro Serra di Torino che annullò il gol regolare di Guido Gomez.

A seguire abbiamo il piacere di ospitare Carmine Zigarelli presidente FIGC Campania per parlare della riapertura delle scuole calcio e dell’eventuale riprese del campionato.

In chiusura ci collegheremo con due colleghi che seguono da vicino le altre squadre di calcio di Serie B per un punto sulla situazione contagi nelle città e per un parare sportivo su quello che potrà succedere ad emergenza finita. Questa sera si collegheranno con noi Giuseppe Palomba (TuttoPordenone) e Enrico Lazzeri (SpeziaCalcioNews).

Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sulle pagine facebook ViViCentro.it, Juve Stabia Live, NewsMania Quindicinale e ViViRadioWEB per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulle chat facebook!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati.

Ci adoperiamo per offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie. Ci raccomandiamo: RESTATE E CASA!

Un pensionato ha ucciso la moglie con un tagliacarte

Un pensionato in provincia di Caltanissetta ha ucciso la moglie. L’uxoricida in cura per disturbi mentali doveva essere sottoposto a Tso.

A Niscemi, comune agricolo di 26mila abitanti in provincia di Caltanissetta, Giuseppa Pardo una casalinga di 66 anni, è stata uccisa dal marito Vincenzo Buccheri di 67 anni pensionato, con un colpo di tagliacarte alla gola. Il Buccheri ex venditore ambulante, subito dopo si è costituito ai Carabinieri.

Da quanto si apprende, negli ultimi tempi l’uomo sembra avesse manifestato seri disturbi mentali, tanto che la settimana scorsa doveva essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Sull’episodio indagano i Carabinieri della Stazione di Niscemi e del Reparto territoriale di Gela. Nell’abitazione di via Giovanni Falcone sono intervenuti i soccorritori del 118 ma per la donna non c’era ormai più nulla da fare.

“Ho ammazzato mia moglie” ha detto il pensionato ai Carabinieri della locale stazione.  Quando i militari sono giunti al piano terra della palazzina in via Falcone hanno trovato la donna distesa sul letto in una pozza di sangue e con il tagliacarte ancora conficcato nel collo. La coppia che aveva due figli cui uno vive nello stesso palazzo dei genitori. Pare che i due coniugi non avessero una storia di violenze alle spalle.

“Non ci sono denunce per stalking e maltrattamenti” fanno sapere gli investigatori dell’Arma. Sembra però che il Buccheri, ora arrestato, avesse da qualche tempo problemi psichiatrici, tanto da essere in cura al dipartimento di salute mentale ed era stato disposto un Tso. Sul posto sono il medico legale, il Procuratore di Gela, Fernando Asaro, e il Sostituto Mario Calabrese per avviare le indagini affidate ai Carabinieri che a questo punto dovranno capir anche se questa tragedia poteva essere evitata.

La famiglia Buccheri, si apprende ancora, ha sempre goduto di grande stima in paese, per la serietà dei genitori e per l’impegno professionale e sociale dei due figli: un maschio, vigile urbano a Niscemi, e una femmina, che insegna in Lombardia dove vive col marito, agente di polizia penitenziaria. Ma il padre ultimamente aveva manifestato i segni preoccupanti di seri disturbi psichici.

Nell’immagine di copertina la stazione Carabinieri di Niscemi.

CorSport – Il Napoli cerca l’erede per Allan: spunta un nome

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CorSport – Il Napoli cerca l’erede per Allan: spunta un nome

Corsport – Ecco quanto riporta l’odierna edizione del Corriere dello Sport riguardo Allan e il suo possibile erede:

“L’erede di Allan non rientra tra le urgenze però intanto nel data-base di Giuntoli e della area scouting sono inseriti identikit che possano comunque irrobustire il centrocampo, con vocazione chiaramente diversa da quella del brasiliano ma con affinità che garantisca solidità. Il Napoli non dimentica e, per esempio, Pablo Fornals, spagnolo che un anno fa è andato al West Ham, nel suo piccolo rappresenta un rimpianto: l’idea rimane lì, da considerare, nonostante adesso sia più complicato trattare, perché con gli inglesi è così che va. In Olanda c’è materia grigia a sufficienza e ci sono muscoli in abbondanza: Teun Koopmeiners, dell’Az Alkmaar, uno che sa fare il centrale ma anche l’interno, viene considerato calciatore di livello e seguito, semmai a futura memoria. Il Napoli ha dato un’occhiata a Enzo Le Fée del Lorient; non è mai stato cancellato dall’archivio il nome di Samuele Ricci dell’Empoli”

CorSport – Rinnovo Milik: il calciatore si oppone, pronto l’Atletico Madrid

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CorSport – Rinnovo Milik: il calciatore si oppone, pronto l’Atletico Madrid

CorSport – Milik si oppone al rinnovo con il Napoli, e quella con l’Atletico Madrid comincia a diventare una possibile soluzione. Ecco quanto si legge nell’odierna edizione del Corriere dello Sport :

“Zielinski ha la precedenza su chiunque altro ma la sua posizione non è l’unica: vanno in scadenza, tra tredici mesi esatti, Hysaj (che non vuole rinnovare e che dunque finirà per essere ceduto), Milik (che sta opponendo resistenza e anche lui dovrebbe decollare, con l’Atletico Madrid che diventa una consistente possibilità)”

CorSport – Zielinski: via libera al rinnovo in casa Napoli

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CorSport – Zielinski: via libera al rinnovo in casa Napoli

CorSport – Zielinski pronto per il rinnovo con gli azzurri. Come si legge nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, pare che ci sia anche una novità sulla clausola rescissoria :

“Il contratto di Piotr Zielinski va in scadenza al termine della prossima stagione, sarebbe (e chi lo sa a questo punto?) l’estate del 2021. La trattativa è stata infarcita – ovviamente – dalle interpretazioni più varie: il Napoli vuole che il rinnovo «atterri» al 2025, il management del calciatore polacco ha espresso la volontà di fermarsi al 2024, andrà a finire, e chi può dirlo?, che nell’accordo in fase di stesura si procederà accontentando tutti, scadenza 2024 con opzione per il 2025. De Laurentiis, chiaramente, ha provveduto a rivedere l’ingaggio, con un consistente aumento, che porterà il polacco a ritrovarsi, all’inizio, due milioni e cinquecentomila euro annui. Poi, come procedura, «ritocchini» annuali, per condurlo alla soglia dei tre milioni di euro e persino oltre. Per blindare il suo centrocampista multiuso, la tentazione della clausola è invitante: il Napoli propende per una «amorevole gabbia» da cento milioni di euro o giù di lì ed è questo l’argomento più complesso”.

Gazzetta – Cessione Koulibaly: ADl abbassa le pretese e il prezzo

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Gazzetta – Cessione Koulibaly: ADl abbassa le pretese e il prezzo

Gazzetta – Pronto il nome  dell’erede di Koulibaly: intanto ADL abbassa le pretese sul prezzo del giocatore. Ecco quanto riportato sull’odierna edizione della Gazzetta dello Sport:

“L’Inghilterra è con tutta probabilità la prossima destinazione di Kalidou Koulibaly. Il presidente Aurelio De Laurentiis per il senegalese parte da una valutazione base di 100 milioni, cifra offerta un’estate fa dal Manchester United e rifiutata dal Napoli: arrivare a tanto adesso sembra difficile, ma incassare 70-80 milioni non è impossibile. Il Napoli sta già pensando al domani ed è pronto a offrire 30 milioni per Milenkovic, serbo della Fiorentina. Segno che il destino di Koulibaly è sempre più lontano dal Vesuvio. Anche se il difensore centrale non ha vissuto una stagione ai livelli delle precedenti, tante big lo stanno inseguendo. Lo United è pronto a farsi nuovamente sotto e anche il Liverpool ci sta seriamente pensando, anche perché una coppia come Van Dijk-Koulibaly sarebbe unica al mondo. Vietato però escludere il Psg: Thiago Silva ha 35 anni, il sostituto può essere proprio il napoletano”.

Gazzetta – Ultimatum a Mertens: concessi altri 7 giorni per ripensarci

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Gazzetta – Ultimatum a Mertens: concessi altri 7 giorni per ripensarci

Gazzetta – ADL ha concesso altri 7 giorni a Dries Mertens per pensare all’offerta in casa Napoli, dopodichè, potrà andare via. Ne parla l’odierna edizione della Gazzetta dello Sport:

“Due mesi e più di black out. Di quell’incontro d’inizio marzo scorso, è rimasta soltanto la foto che li ritrae insieme, seduti a tavola per discutere sul rinnovo. Quell’immagine di Dries Mertens insieme con Aurelio De Laurentiis, aveva aperto all’ottimismo: è fatta, l’attaccante resterà a Napoli per altri due anni, titolarono i giornali il giorno dopo. A distanza di 70 giorni, invece, c’è il rischio concreto che il nazionale belga si accordi con l’Inter. Lì, ritroverebbe Romelu Lukaku, suo amico è compagno in nazionale, il suo primo sponsor. Il Napoli non ha più intenzione di aspettare, a Mertens ha dato ancora una settimana di tempo per decidersi a firmare. Diversamente, potrà andare”.

M5S: un’anticipazione di spaccatura in Sicilia e nuovo partito regionale ?

Sulla pagina Facebook della deputata M5S siciliana e Vicepresidente all’Ars, un post con altri tre portavoce anticipa una spaccatura ?

Ci si era occupati di queste avvisaglie di divisione in tempi non proprio sospetti “29 Dicembre 2019 Una donna Vicepresidente dell’ArsLa deputata catanese l’ha spuntata in un’elezione all’ultimo voto su un collega dello stesso movimento, l’attuale capogruppo Francesco Cappello, sul quale puntavano in maniera unanime tutti i grillini”.

Evidentemente già allora non era più così compatto il fronte pentastellato, come si propagandava. Ufficialmente non si era neanche capito cosa fosse accaduto, tanto che dichiaravano dal M5s “erano arrivate garanzie. Difficile a questo punto capire chi sia venuto meno all’accordo” (su Cappello). La deputata Foti è alla sua seconda legislatura. Per notoria regola interna ai Cinque Stelle dovrebbe lasciare la politica alle prossime elezioni di fine 2021.

Ma adesso pare che la spaccatura, nel gruppo parlamentare del M5s all’Assemblea regionale siciliana, si sia quasi ufficialmente aperta. La deputata Cinque Stelle Angela Foti e Vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha pubblicato un post sulla rispettiva pagina Facebook, con tanto di foto insieme ai deputati regionali-portavoce del M5S: Matteo Mangiacavallo, Valentina Palmeri e Elena Pagana, i quali contemporaneamente hanno fatto altrettanto nelle proprie pagine Fb.

In questo post è detto:

<<Inutile nascondersi dietro un dito, sono giorni difficili quelli che sta attraversando il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle in Sicilia. Giorni difficili che hanno portato i nodi al pettine di un gruppo che non è più tale. Quando vengono meno i principi del dialogo, della solidarietà tra colleghi e del rispetto, valori che ci hanno guidato nel corso di otto lunghi anni, viene meno non solo lo spirito di un gruppo, ma anche il desiderio di farne parte, la voglia e i progetti per i quali si sta insieme. E non ci riferiamo semplicemente ad una palese diversità di intenti tra quelli del “No” e quelli delle “idee buone” che non sono né di destra né di sinistra. La prova di tutto questo, oltre alle illazioni e alle provocazioni lanciate dalle pagine dei giornali già dalla fine dell’anno scorso, è la vicenda che riguarda Sergio Tancredi. Il trattamento riservato al collega, prima ancora che all’amico, Sergio, a cui esprimiamo la nostra solidarietà, ci spinge ad ulteriori riflessioni di cui vogliamo rendervi partecipi. Abbiamo preso i nostri principi e li abbiamo distorti, stravolti e interpretati a piacimento. Quel “nessuno deve rimanere indietro”, portato avanti come vessillo dall’intero gruppo, che doveva significare tendere la mano a chi era in difficoltà, anche tra noi, è svanito nel nulla quando Sergio è stato fatto accompagnare alla porta. Abbiamo preso un compagno di squadra e lo abbiamo pugnalato colpendolo proprio nel suo punto debole. Sapendo delle sue difficoltà gli è stato ripetuto come un mantra – con un cinismo che non dovrebbe appartenere ad un Movimento che si reputa comunità – “o restituisci o ti buttiamo fuori”; solo i più ingenui non hanno capito che era un modo per non confrontarsi e avviare il dibattito su quella linea politica che il gruppo regionale (prima forza politica della regione nel 2017) non è stato in grado di affrontare. Così, per chiudere le bocche a quel desiderio di costruire e onorare il mandato è bastato colpire i punti deboli, dapprima con Sergio, poi, uno per uno, come obiettivi già mirati, verso chi, quei malesseri voleva affrontarli. Non c’è mai stato ascolto, né la reale volontà di trovare una sintesi, il dibattito è sempre stato derubricato a frasi del tipo “o così o ve ne andate”, celandosi dietro le “scelte della maggioranza numerica”, come se la democrazia, anche interna ad un gruppo, non debba racchiudere anche la rappresentatività delle “minoranze”. Abbiamo saputo dell’espulsione di Sergio solo dopo la richiesta, presa in autonomia dal capogruppo, di sostituire con effetto immediato Sergio dalla commissione, a sua insaputa. Le motivazioni le abbiamo scoperte solo dall’ennesima intervista. Sempre tra le righe di quell’intervista abbiamo scoperto che era in atto “un confronto”, non sappiamo con chi, “interrotto dal coronavirus” e che si rendeva necessario un “chiarimento” Purtroppo il confronto, nell’astrazione semplice del termine e nell’accezione politica oltre che interpersonale, non c’è mai stato e il cosiddetto “chiarimento” non è mai avvenuto. Come non é mai stata presa in considerazione la nostra proposta di sostenere formalmente e sostanzialmente il collega Tancredi, sia davanti ai probiviri, chiedendo del tempo per mettersi in regola e garantendo economicamente per lui, sia, come avvenuto in passato con altre vicende giudiziarie, contribuendo alle sue spese legali. Mentre l’amico Sergio veniva sbattuto fuori, siamo stati ignorati. A nessuno dovrebbe essere chiesto di derogare alla propria credibilità, conquistata con sacrificio sul campo della politica e della vita in nome di un posto al sole e della inclusione in un sogno divenuto contenitore vilipeso da goffi tentativi di imitazione dei partiti che prima ci proponevamo di smantellare. Nessuno di noi può accettare una cosa del genere. I principi del Movimento 5 Stelle che con orgoglio abbiamo costruito, portato avanti e difeso sono passati in secondo piano cedendo il passo sotto i colpi di logiche in cui, per fortuna, non ci riconosciamo. Matteo Mangiacavallo, Angela Foti, Valentina Palmeri, Elena Pagana>>.

Il deputato ex M5s Sergio Tancredi a cui fa riferimento la Angela Foti, è stato espulso ad aprile 2020 dai probiviri del Movimento. Ufficialmente poiché da un anno non restituiva parte dello stipendio al Movimento. Tancredi si è sempre giustificato dicendo che aveva una causa in corso con l’ex deputato Antonino Venturino che gli ha chiesto un risarcimento danni da 50 mila euro.

Tancredi sulla sua pagina Facebook spiega che fino al “2018 aveva versato al M5s 183 mila euro per i progetti” di quest’ultimo, ma che nella predetta causa, avendo subito a febbraio 2020 una condanna per diffamazione aggravata nei confronti dell’ex vice presidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana Antonio Venturino (ed anche ex pentastellato), si era ritrovato a dovere pagare 1.500 euro di multa oltre le spese processuali più 15 mila euro di risarcimento per danni morali a seguito dei quali si è visto “bloccare somme per 44 mila euro su due conti”.

Voci di popolo dicono pure che Tancredi non avesse più colloquiali rapporti con la maggioranza del gruppo Cinque Stelle all’Ars poiché sarebbe stato il riferimento dei quattro deputati pentastellati adesso quasi ufficialmente staccatisi dal M5S.

Sempre voci di popolo ci dicono che ancora le sorprese non sarebbero concluse.

Nell’immagine di copertina un simbolo dei Cinque Stelle con qualche stellina in meno in Sicilia e di lato nella parte bassa della medesima, la foto dei quattro deputati che hanno contemporaneamente pubblicato il post di dissenso di cui sopra.

Formula Uno | Ametrano: Vettel ha fatto il suo tempo, avanti con Sainz!

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Carlo Ametrano ci parla del cambio di guida alla Ferrari dalla prossima stagione di Formula Uno e non solo.

Questa sera abbiamo contatto Carlo Ametrano, appassionato di Formula Uno e autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore”.

Gli abbiamo chiesto un suo parere sul cambio di guida Vettel-Sainz alla Ferrari, del passaggio di Ricciardo alla McLaren e un aggiornamento sulla gestione dell’emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus COVID 19 in rapporto alla Formula Uno.

Carlo ci fa sapere come il cambio alla Ferrari sia da prendere di buon auspicio in quanto finora Vettel a fronte della sua grande dote di esperienza (4 titoli mondiali):

“Di fatto ha deluso pur avendo tanti anni a disposizione per portare a casa un buon risultato. Leclerc è il nuovo che avanza e Sainz è un pilota affidabile che non dà “fastidio” portando la macchina sempre a punti (se la stessa lo permette). Vettel sicuramente ora si dovrà guardare in giro”.

In tanti parlano della Mercedes come sua prossima destinazione:

“Vettel è un quattro volte campione del mondo e non si accontenterà di una scuderia minore. Sicuramente la Mercedes potrebbe essere una soluzione ma non sarà facile. Non è da escludere un suo ritiro dalle corse”

Su Ricciardo alla Mclaren cosa ci dici?

“Daniel era nel mirino della Ferrari che però alla fine ha preferito un pilota meno scomodo per Leclerc. La Renault è stata una delusione lo scorso anno e ha spinto Ricciardo a cambiare guida. La McLaren è una macchina in crescita e con l’esperienza di Daniel può sicuramente fare il salto di qualità”

Per il mondiale cosa ci dobbiamo aspettare?

“Si parte il 5 luglio in Austria dove poi il 12 si farà un’altra gara. Il cambio regolamento previsto per il 2021 sarà rinviato di un anno al 2022.”

Carlo Ametrano ci esprime ancora tutta la sua preoccupazione per questa epidemia che sta condizionando la vita di tanti italiani e non solo, evidenziando come anche le scuderie di Formula Uno siano preoccupate sia a livello sanitario, ma anche a livello economico sugli effetti di questa sospensione del campionato.

Il virus è secondo Carlo Ametrano un prodotto dell’opera umana, dei “poteri forti”, per condizionare l’economia mondiale arricchendosi ancora di più.

L’appello di Carlo è di restare a casa, l’emergenza ancora non è finita, evitare gli assembramenti è il suo diktat.

In chiusura Carlo ci informa che la cena prevista il 30 Aprile 2020 ad Imola presso le cantine Zuffa per commemorare la morte di Ayrton Senna e che era stata rinviata si farà o il 28 giugno o il 5 settembre.

Se vuoi riascoltare l’intervista audio basta cliccare sul player sotto:

Castellammare, Scala: “Il caso Cirio studiato sotto l’aspetto sociologico”

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Castellammare, Scala: “Il caso Cirio andrebbe studiato sotto l’aspetto sociologico”

Castellammare di Stabia, Tonino Scala commenta il “Caso Cirio” attraverso diversi riferimenti ad un libro di Ferrarotti, la piccola città.

“Come ho già ribadito, non m’interessa solo l’aspetto giudiziario, di ladri di galline è piena la letteratura quotidiana, questo indigna e sconvolge in un mondo che lascia passare ogni cosa, ma vorrei provare ad analizzare un altro aspetto, non sono un giustizialista, la magistratura faccia il suo corso e anche se tutto dovesse andare come spesso accade a bolle di sapone, resterebbe la gravità di vicende che non hanno solo risvolti penali, ma politici, sociali, che solcano il quotidiano. Amo utilizzare espressioni popolari, sono quelle che più riescono a definire con parole semplici e immediate cose, vicende. Non m’interessa solo aspetto giudiziario, anche se con grande interesse leggo quelle pagine per capire, per avere conferme di cose denunciate, di questioni che tutti sapevano, m’interessa capire e analizzare l’aspetto socio politico culturale. Dall’inchiesta, non solo da queste ultime pagine, ma dal romanzo criminal- sociologico- politico emergono molte cose. Una borghesia piccola piccola, una politica ancor più piccola, funzionari straccioni e compiacenti, una camorra in grado non di condizionare appalti condominiali e grandi opere, ma di farsi politica dettando la linea, una politica che abdica al proprio ruolo. La cosa più eclatante, denunciata tante volte al punto da essere stati relegati, talvolta, a mera testimonianza, la subordinazione ad una classe imprenditoriale che non condiziona, ma si sostituisce a quella politica gettando le carte. Di come una delibera di consiglio comunale, considerata lesa maestà, quella del febbraio del 2010, perché contrastava l’interesse di un singolo, una speculazione. Di come un atto che aveva una visione di città, in questo pezzo di territorio si fa turismo, si creano posti di lavoro, non case, abbia paralizzato, per un interesse di una piccola parte, più di dieci anni di attività amministrativa, tarpando le ali a una città che non poteva e non può permettersi di non volare. Consigli comunali sciolti anticipatamente, cinque amministrazioni che ancora girano e rigirano intorno alla stessa storia ritornando, come nel gioco dell’oca, al punto di partenza.”

Scala elabora la situazione stabiese, sotto forma di storia, di romanzo, e continua:

“Per non parlare del seguito di questo romanzo semplice e intrigante che nel dicembre del 2019 vede altro capitolo con un titolo: Se pagassero due milioni di euro al comune, potrebbero costruire le case. Infatti, nell’atto ricognitivo protocollato il primo ottobre dal capo del settore urbanistico si leggeva: «Si rende necessario procedere con un atto di diffida assegnando un congruo termine (30 giorni) per l’adempimento al pagamento degli oneri, nonché contestualmente richiedere tutti gli adempimenti indicati nell’istanza di accoglimento del progetto». Atto che al momento della conoscenza due mesi dopo non era ancora partito. Sarà mai partito? Il sindaco dice sì, ma al momento non abbiamo mai ricevuto nessuna comunicazione. Guardando sul sito del comune non c’è traccia di determine dirigenziali in tal senso. Di sicuro il sito non è aggiornato. In quel mese di dicembre, la conclusione cui giunse il dirigente andava nella direzione opposta a quella auspicata dal Consiglio, nei fatti riattivava la procedura e la validità del permesso a costruire, invece di prendere atto della sua decadenza.”

Si tratta di atti che lo stesso Scala chiese di consegnare alla Procura della Repubblica:

“È stato fatto? Credo, spero di sì, ma non ne abbiamo contezza. Perché ci fu questa mia richiesta? Erano trascorsi 60 giorni dalla presentazione dell’atto ed era lecito, credo, capire cose fosse successo in questo lasso di tempo. Il dubbio di questa storia infinita è semplice: sono state fatte tutte le cose che dovevano essere fatte? La revoca è stata effettuata? Lo scopriremo vivendo che per chi avrà questa fortuna. La cosa che più mi lascia perplesso è il non imbarazzo rispetto alle vicende, il non prendere posizione, so che non è una vicenda giudiziaria, ma non di sola giustizia vive l’uomo. La storia è il canale attraverso cui fluiscono i rancori, le nostalgie, le incomprensioni dell’oggi: un flusso che non conosce la strada del futuro, ma si proietta di continuo nel passato.”

E conclude:

“La vicenda, ripeto, non è giudiziaria, è politica e sociale. La politica ne la città piccola piccola è diventata supina ad interessi di parte che l’hanno paralizzato per troppi anni.” castellammare castellammare

 

San Giorgio a Cremano, improvvisa interruzione di erogazione idrica

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San Giorgio a Cremano, improvvisa interruzione di erogazione idrica

San Giorgio a Cremano, l’avviso della Gori

San Giorgio a Cremano, improvvisa interruzione di erogazione idrica, ecco l’avviso della Gori:

“Causa guasto improvviso si registreranno per San Giorgio a Cremano abbassamenti della pressione e mancanze d’acqua distretti sottesi serbatoio 30 San Sebastiano al Vesuvio”
(Tutta la città )

“Il ripristino della normale erogazione idrica avverrà gradualmente a partire dalle 23:00 di domenica 17 maggio 2020”