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Il presidente dell'Ars Micciché ha donato al leader della Lega Salvini, una statuina di Santa Rosalia
Isole - politica Politica

E fu pace (e governo con Musumeci) tra Salvini e Micciché

Salvini a Palermo per incontrare i simpatizzanti, “battezzare” il gruppo della Lega all’Ars, incontrare Musumeci e far pace con Miccichè.

E fu pace (e governo con Musumeci) tra Salvini e Micciché. Il presidente dell’Ars Micciché ha donato al leader della Lega Salvini, una statuina di Santa Rosalia (è venerata come santa vergine dalla Chiesa cattolica. La storia ci dice che nel 1625 la Santa salvò Palermo dalla peste e ne divenne la patrona).

Due giorni intensi per Matteo Salvini a Palermo, scanditi anche dalle contestazioni di ieri a Ballarò (PA) e davanti al Teatro Massimo. Ma se ieri è stato il giorno della convention, oggi è stato il giorno in cui è “scoppiata” la pace con il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. Un segnale distensivo e politico, necessario ai leghisti per i prossimi passaggi tra i quali un ingresso nel Governo Regionale Siciliano di Nello Musumeci.

Sembrano pertanto lontani i giorni in cui da queste pagine si doveva scrivere “23 Settembre 2018 Miccichè, mai con questa Lega”, “28 Aprile 2019 In Sicilia il centrodestra si sposta verso Lega” e “25 Agosto 2019 Il Presidente dell’ARS Micciché contro Salvini leader della Lega “è un traditore”.

L’incontro tra i due sembra sia stato prearato da Nino Minardo, di Modica, deputato dal 2008, ex forzista ora leghista ma ancora buon amico di Miccichè, condannato anche in Cassazione a otto mesi di reclusione, pena sospesa, per l’accusa di abuso d’ufficio quando era presidente del Cas, il Consorzio Autostrade Siciliane, che l’esponente politico ricoprì nel 2007. I fatti riguardavano l’incarico dato dal Cda del Cas a Vincenzo Pozzi, ex Presidente Anas, per svolgere sostanzialmente il ruolo di Direttore generale, senza passare da una selezione pubblica.

Micciché ha accompagnato Salvini all’Ars in sala stampa, ove il cosiddetto “Capitano” ha presentato il nuovo gruppo leghista, con i quattro deputati che hanno cambiato partito passando al Carroccio. Questi sono: Nino  Minardo ex Forza Italia, Orazio Ragusa eletto nella lista ‘Musumeci Forza Italia Berlusconi’, Giovanni Bulla eletto in ‘Sicilia Vera Libertas Rete Democratica Unione di Centro’, Marianna Caronia eletta in ‘Musumeci Forza Italia Berlusconi’ e infine il capogruppo Antonio Catalfamo eletto in ‘Fratelli d’Italia AN Alleanza per la Sicilia Noi con Salvini’.

Statisticamente il primo gruppo della Lega nella storia della Regione Siciliana. E pare che in questo ritrovato clima di piena coalizione del centrodestra siciliano, possa essere data al neo gruppo leghista all’Ars l’assessorato all’Agricoltura.

Ieri Salvini aveva peraltro anche visto Nello Musumeci. L’ingresso della Lega nel Governo regionale d’altra parte è sempre stato auspicato dal Presidente della Regione Nello Musumeci, come anche riportato in passato nei nostri articoli “16 Giugno 2019 Il Presidente delle Regione Siciliana, di centrodestra, apre alla Lega” “28 Aprile 2019 In Sicilia il centrodestra si sposta verso Lega” “24 Giugno 2019 Musumeci, ci penso io a far vincere la Lega al Sud”.

“Ci tenevo ad abbracciare questi deputati che hanno deciso di abbracciare la battaglia della Lega. Nei prossimi giorni sarò a Reggio. Vediamo di portare avanti delle battaglie comuni, penso al Ponte, l’alta velocità, l’agricoltura, la pesca e il turismo” ha dichiarato Salvini, che ha visto positivi gli incontri con Musumeci e Micciché. Salvini si è soffermato inoltre sul problema caro a Micciché della burocrazia e delle pratiche ferme in soprintendenza: “Un completo ribaltamento del sistema significherebbe un aumento del Pil che non vediamo da anni”.

“Blooccare una pseudoriformicchia che solo Bonafede ritiene utile” ha continuato Salvini a proposito della prescrizione. E ha annunciato un prossimo ritorno in Sicilia, nella parte orientale dell’Isola “Non abbiamo parlato di assessorati e di rimpasti, siamo una forza autonomista, sicuramente non viene Matteo Salvini da Roma a imporre scelte”.

Salvini ha comunicato che ci sarà un impegno della Lega in tutti i Comuni in cui si voterà per le amministrative “La prossima volta per venire chiederò il permesso al sindaco Orlando, visto che leggendo il giornale a qualcuno può sembrare che Palermo sia proprietà privata di qualcuno”.

Salvini ha anche ribadito le critiche alla riforma delle Province, auspicando il ritorno alle elezioni dirette, abolite dal Governo Renzi.

“Il Ponte? C’è un progetto vecchio che va aggiornato e un contenzioso da chiudere. Se ci sono privati disposti a intervenire…” ha aggiunto Salvini rispondendo a una domanda sulla grande opera mai realizzata.

“Chi cerca nella Lega un autobus trova porte sbarrate, chi porta esperienza è benvenuto. Vi posso dire che sono moti di più i no che i sì che diciamo” ha ulteriormente chiosato.

Su Micciché e gli screzi dei mesi scorsi “Non porto rancore, lo ringrazio per la splendida visita alla Cappella Palatina, il passato è passato”. E su Musumeci “Una persona di straordinaria onestà e rettitudine”.

“Sto preparando il vestito bello, sono l’unico politico italiano che va a processo con piacere” dice, criticando i 5 Stelle che “cambiano idea ogni 15 giorni”.

Prima di andare via, Salvini ha fatto sapere che doveva rientrare a Roma per un incontro riservato con Viktor Mihály Orbán, Primo Ministro dell’Ungheria dal 2010 e giurista. Lo era già stato premier tra il 1998 e il 2002. Orbán è anche leader del partito Fidesz – Unione Civica Ungherese, di impronta anticomunista. È un partito conservatore, populista e cristiano democratico. Fa parte del Partito Popolare Europeo, che tuttavia dal 2019 lo ha sospeso dall’Unione Democratica Internazionale e dell’Internazionale Democratica Centrista, dopo gli attacchi diretti alla Commissione Europea e all’Unione. L’Ungheria che è una Repubblica parlamentare, è membro della NATO (L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord per la collaborazione nel settore della difesa), dell’OCSE (L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), del Gruppo di Visegrád (un’alleanza culturale e politica di quattro paesi dell’Europa centrale – che sono membri dell’UE – ai fini dell’avanzamento militare, culturale, economico e della cooperazione energetica, in più il gruppo serve a promuovere l’integrazione dei singoli stati nell’Unione Europea ) e dell’Unione europea, in cui è entrata il 1º maggio 2004. Ha inoltre firmato gli accordi di Schengen (un insieme di norme e disposizioni, integrate nel diritto dell’Unione europea, volte a favorire la libera circolazione dei cittadini all’interno del cosiddetto Spazio Schengen, regolando i rapporti tra gli Stati che hanno siglato la Convenzione).

Adduso Sebastiano

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