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Castellammare, violazione sigilli e norme ambientali: scattano due denunce

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Castellammare, violazione sigilli e norme ambientali: scattano due denunce

CASTELLAMMARE: due uomini denunciati per violazione di sigilli e per violazione di norme ambientali

Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia e il personale della Polizia Locale – Settore Ambientale hanno effettuato un controllo presso un locale in via Traversa Iovino dove hanno trovato due uomini intenti a riparare alcune auto.
I poliziotti hanno accertato che il locale, adibito ad autocarrozzeria, era privo di qualsiasi autorizzazione ed era stato già sottoposto a sequestro dal dicembre 2019 per gli stessi motivi.
I due, fratelli stabiesi di 43 e 37 anni, sono stati denunciati per violazione di sigilli e per aver esercitato l’attività di verniciatura auto all’interno di un locale producendo emissioni nell’atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione. Inoltre, le vetture smontate e le attrezzature rinvenute sono state sottoposte a sequestro.

Gazzetta – Napoli, la probabile formazione contro l’Udinese

Le possibili scelte di Gattuso

Gazzetta – Napoli, la probabile formazione contro l’Udinese

 

Domenica alle 19:30 scende in campo il Napoli di Gattuso. Gli azzurri se la vedranno contro l’Udinese che ha bisogno di punti per salvarsi matematicamente. E, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Gattuso cambierà parecchio nell’undici titolare rispetto alla sfida contro il Bologna. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“Tanti cambi nell’undici iniziale di Gattuso. In porta ritorna Ospina, così come Koulibaly e Mario Rui in difesa. L’albanese Hysaj sostituirà a destra lo squalificato Di Lorenzo. A centrocampo Demme, Fabian Ruiz e Zielinski. In attacco riconfermato Lozano con Mertens e Insigne”

 

La probabile formazione azzurra

Napoli(4-3-3):Ospina;Hysaj,Maksimovic,Koulibaly,Mario Rui; Fabian Ruiz,Demme,Zielinski;Lozano,Mertens,Insigne

CdM – Napoli, previsto un incontro tra ADL e l’agente di Koulibaly

L’incontro potrebbe tenersi settimana prossima

CdM – Napoli, previsto un incontro tra ADL e l’agente di Koulibaly

 

Il Napoli vuole trattenere Koulibaly. O meglio, se il giocatore volesse andar via, il club partenopeo lo lascerà partire solo con l’offerta giusta; infatti, secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, ci sarà un incontro tra gli azzurri e l’agente di Koulibaly  per fare il punto sulle richieste attualmente ricevute.  A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“Il Manchester City ha presentato un’offerta per Koulibaly ma è ancora molto bassa rispetto alle richieste di De Laurentiis. Giuntoli insisterà con Ramadani anche per Luka Romero, il talento classe 2004 del Maiorca, il più giovane debuttante nella storia della Liga”

Repubblica – Napoli, De Laurentiis teme la beffa nell’affare Osimhen

Il Napoli teme la beffa

Repubblica – Napoli, De Laurentiis teme la beffa nell’affare Osimhen

 

La trattativa tra Napoli e Osimhen è ancora lunga e ha tanto da dire. E, secondo quanto riportato da Repubblica, il nuovo agente del nigeriano spinge il giocatore a valutare e accettare le offerte provenienti dalla Premier League. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“La stretta di mano virtuale tra De Laurentiis e il presidente del Lille potrebbe non bastare: il sì del nigeriano tarda ad arrivare e l’attesa non aiuta il Napoli in una vicenda diventata intricata. Il nuovo agente ha cambiato le carte in tavola di un accordo già trovato: vuole ottenere un ingaggio superiore e l’ipotesi Premier è tornata d’attualità. Il Liverpool vigila e il Tottenham non ha mai mollato la presa, il Napoli teme di essere scavalcato in extremis. Entro una settimana il quadro sarà definitivo, ma ci sono meno certezze di qualche giorno fa: tra martedì e mercoledì il Napoli era convinto di averlo in pugno, poi qualcosa è cambiato”

Juve Stabia, la società condanna il lancio di petardi di ieri

La Juve Stabia prende le distanze dal lancio di petardi che durante la gara con il Chievo Verona ha procurato la rottura di alcuni sediolini dello stadio Menti

Unica nota negativa della splendida serata di rimonta dellae Vespe sul Chievo Verona, il lancio di petardi che nella ripresa ha provocato la rottura di qalche sediolino del settore distinti dello stadio Romeo Menti. Sono infatti volati sugli spalti alcuni, circa tre, petardi che hanno danneggiato le sedute dello stadio. Il club campano con la note in calce ha preso le distanze dall’accaduto, riservandosi ogni iniziativa per far luce sulla vicenda.

Questa la nota delle Vespe:

La S.S. Juve Stabia stigmatizza fermamente quanto accaduto ieri all’esterno dello stadio Menti durante la partita tra Juve Stabia e Chievo. Il lancio di petardi che ha provocato la rottura di alcuni sediolini dell’impianto è stato un gesto vile e pericoloso dal quale, ovviamente, la società prende le distanze nella maniera più assoluta riservandosi anche di presentare al più presto una denuncia contro ignoti per il danno provocato allo stadio e per il danno di immagine recato alla S.S. Juve Stabia ed a tutta la città di Castellammare.

Dopo Notre Dame a fuoco anche la Cattedrale di Nantes (VIDEO)

Un anno dopo il devastante incendio della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi brucia anche la Cattedrale francese a Nantes.

Dopo Notre Dame a fuoco anche la Cattedrale di Nantes

Grosso incendio nella cattedrale della città francese di Nantes . L’incendio è scoppiato sabato intorno alle 07.44 ora locale. Succede tutto un anno dopo l’incendio devastante della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

I procuratori sostengono che l’incendio alla cattedrale nella città francese di Nantes sia stato acceso deliberatamente.

Almeno tre focolai sono scoppiati in luoghi diversi ed è in corso un’indagine per incendio sospetto, ha affermato il procuratore Pierre Sennes.

L’incendio ha distrutto le vetrate e l’organo principale nella Cattedrale di Saint-Pierre-et-Saint-Paul, che risale al 15 ° secolo.

Le autorità affermano che l’incendio a Nantes non è così forte come quello di Notre-Dame.

“Il più grande danno è all’organo principale, che sembra essere completamente distrutto. La piattaforma su cui si trova è molto instabile e rischia di crollare “,

ha detto ai giornalisti Laurent Ferlay.

Ha anche detto che il tetto della cattedrale non è stato toccato dal fuoco.

Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato:

“Dopo Notre-Dame, la Cattedrale di San Pietro e St. Paul è in fiamme. Sostegno ai vigili del fuoco che corrono tutti i rischi per salvare gioielli gotici “.

L’incendio è iniziato la mattina presto, con enormi fiamme visibili dall’esterno dell’edificio. Più di 100 pompieri sono arrivati ​​sulla scena.

Sennes ha dichiarato che la polizia nazionale sarà coinvolta nelle indagini e un esperto di vigili del fuoco si recherà a Nantes

“Quando arrivi in ​​un luogo in cui si è verificato un incendio e vedi tre incendi separati, è un problema, e apri un’indagine”, ha detto.

Jean-Yves Burban, ha detto di aver sentito un botto intorno alle 07:30 ora locale (05:30 GMT) e ha visto delle fiamme quando è uscito per vedere cosa stava succedendo.

“Sono scioccato perché sono qui da otto anni e vedo la cattedrale ogni mattina e sera. È la nostra cattedrale e ho le lacrime agli occhi “,

ha detto a Reuters.

Questo non è il primo incendio alla cattedrale. Fu danneggiato dai bombardamenti nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, e poi nel 1972 il suo tetto fu in gran parte distrutto.

Fu ricostruito 13 anni dopo, con una struttura in cemento che sostituisce il tetto in legno.

Nel 2015, un enorme incendio ha distrutto parte della basilica del XIX secolo a Saint-Donatien a Nantes.

La un an după incendiul devastator de la Catedrala Notre-Dame din Paris, Catedrala Franceză din Nantes arde și ea.

După Notre Dame, Catedrala din Nantes arde si ea

Incendiu puternic la Catredrala din orasul francez Nantes. Incendiul a izbucnit sambata in jurul orei locale 07.44. Totul se intampla la un an dupa incendiul devastator de la catedrala Notre-Dame din Paris.

Se pare ca incendiu de la catedrala din orasul francez Nantes a fost pus in mod deliberat, spun procurorii.

Cel putin 3 focare au izbucnit in locuri diferite si este in curs de desfasurare o ancheta asupra unei suspectari de incendiu, a declarat procurorul Pierre Sennes.

Focul a distrus vitralii si orga principala din catedrala Saint-Pierre-et-Saint-Paul, care dateaza din secolul al XV-lea.

Autoritatile spun ca incendiul din Nantes nu este la fel de puternic asa cum a fost cel de la Notre-Dame.

“Daunele cele mai mari sunt la orga principala, care pare a fi complet distrusa. Platforma pe care este situata este foarte instabila si risca sa se prabuseasca”,

a declarat Laurent Ferlay jurnalistilor.

Tot el a mai spus ca acoperisul catedralei nu a fost atins de incendiu.

Presedintele Emmanuel Macron a reactionat:

“Dupa Notre-Dame, Catedrala St Peter si St. Paul este in flacari. Suport pentru pompierii care isi asuma toate riscurile pentru a salva bijuteria gotica.”

Incendiul a inceput dimineata devreme, cu flacari masive vizibile din exteriorul cladirii. Peste 100 de pompieri au sosit la fata locului.

Domnul Sennes a spus ca politia nationala va fi implicata in ancheta si un expert in incendii se va deplasa la Nantes

„Cand ajungi intr-un loc in care a avut loc un incendiu, cand vezi trei focare de incendiu separate, este o problema, deschideti o ancheta”, a spus el.

Jean-Yves Burban, a spus ca a auzit o bubuitura in jurul orei locale 07:30 (05:30 GMT) si a vazut flacari cand a iesit sa vada ce se intampla.

“Sunt zguduit pentru ca sunt aici de opt ani si vad catedrala in fiecare dimineata si seara. Este catedrala noastra si am lacrimi in ochi”,

a spus el pentru Reuters.

Acesta nu este primul incendiu la catedrala. A fost avariata de bombardamentele din 1944, in timpul celui de-al Doilea Razboi Mondial, iar apoi in 1972 acoperisul sau a fost distrus in mare parte.

A fost reconstruita 13 ani mai tarziu, cu o structura de beton care inlocuieste acoperisul din lemn.

In 2015, un incendiu urias a distrus o parte a bazilicii secolului al XIX-lea din Saint-Donatien din Nantes.

News dal web e da fabricatinromania.info:  Cristina Adriana Botis

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo: Cosa sta succedendo in Romania: drammatico aumento casi Coronavirus

ROMANIA Stato di Allerta! ROMÂNIA: Stare de alerta!

ROMANIA Stato di Allerta! Confini chiusi temporaneamente, totalmente o parzialmente, dei valichi di frontiera statali.  Elenco.

ROMANIA: Stato di Allerta! Confini chiusi temporaneamente

La Romania sta affrontando un massiccio aumento dei casi di coronavirus. In questo contesto, Klaus Iohannis ha promulgato sabato 18 luglio la legge sulla quarantena e l’isolamento, secondo l’annuncio fatto dall’amministrazione presidenziale.

Il presidente della Romania è a Bruxelles, dove partecipa al Consiglio europeo, per negoziare il piano di rilancio dell’economia dell’UE.

Il governo rumeno ha adottato la decisione relativa all’estensione dello stato di allerta sul territorio rumeno e alle misure che si applicano per 30 giorni.

Alle condizioni dell’art. 5 cpv. (3) acceso. e) della legge n. 55/2020, con successive modifiche, viene mantenuta la chiusura temporanea, totale o parziale, dei seguenti valichi di frontiera statali:

1. il confine rumeno-ungherese:

a) Sacuieni, contea di Bihor (ad eccezione dei movimenti di lavoratori transfrontalieri);

b) Carei, contea di Satu Mare;

2. il confine rumeno-bulgaro:

a) Lipnita, contea di Costanza;

b) Dobromir, contea di Costanza;

c) Bechet, contea di Dolj (ad eccezione del traffico merci);

3. Il confine rumeno-ucraino:

a) Isaccea, contea di Tulcea (ad eccezione del traffico merci);

4. al confine rumeno con la Repubblica di Moldavia:

a) Radauti-Prut, contea di Botosani;

b) Oancea, contea di Galati;

5. il confine rumeno-serbo:

a) Moldavia Noua, contea di Caras-Severin;

b) Naidas, contea di Caras-Severin;

c) Valcani, contea di Timis;

d) Stamora-Moravita, contea di Timis – ferrovia (ad eccezione del traffico merci);

e) Lunga, contea di Timis;

f) Foeni, contea di Timis.

Altre misure

All’interno delle località è vietato il movimento di persone in gruppi pedonali più grandi di 6 persone che non appartengono alla stessa famiglia, nonché la formazione di tali gruppi.

L’attività degli operatori economici svolta in spazi chiusi nei seguenti settori è sospesa: attività in piscina, parco giochi e sala giochi.

Stabilisce l’obbligo per le istituzioni e le autorità pubbliche, gli operatori economici e i professionisti di organizzare l’attività, in modo da garantire, al momento dell’ingresso in sede, il triage obbligatorio, epidemiologico e la disinfezione obbligatoria delle mani, sia per il personale che per i visitatori, in le condizioni stabilite dall’ordinanza congiunta del Ministro della sanità e del Ministro degli affari interni, emanata ai sensi dell’art. 13 e art. 71 cpv. (2) della legge n. 55/2020, con successive modifiche.

L’attività in asili nido, scuole materne e doposcuola, durante le vacanze estive è consentita solo nel rispetto delle condizioni stabilite con ordinanza congiunta del Ministro dell’Istruzione e della Ricerca, del Ministro del Lavoro e della Protezione Sociale e del Ministro della Salute, emanata ai sensi dell’art. 71 cpv. (2) della legge n. 55/2020, con successive modifiche.

ROMÂNIA: Stare de alerta! Granite inchise temporar, total sau partial, a urmatoarelor puncte de trecere a frontierei de stat. Lista

ROMÂNIA: Stare de alerta! Granite inchise temporar

Romania se confrunta cu o crestere masiva a cazurilor de coronavirus. In acest context, Klaus Iohannis a promulgat sambata, 18 iulie, legea carantinei si izolarii, potrivit anuntului facut de Administratia Prezidentiala.

Presedintele Romaniei se afla la Bruxelles, unde participa la Consiliul European, pentru negocierea planului de relansare a economiei UE.

Guvernul Romaniei a adoptat Hotararea cu privire la prelungirea starii de alerta pe teritoriul Romaniei si masurile care se aplica pe durata a 30 de zile.

In conditiile art. 5 alin. (3) lit. e) din Legea nr. 55/2020, cu modificarile ulterioare, se mentine inchiderea temporara, totala sau partiala, a urmatoarelor puncte de trecere a frontierei de stat:

1. la frontiera romano-ungara:

a) Sacuieni, judetul Bihor (cu exceptia circulatiei lucratorilor transfrontalieri);

b) Carei, judetul Satu Mare;

2. la frontiera romano-bulgara:

a) Lipnita, judetul Constanta;

b) Dobromir, judetul Constanta;

c) Bechet, judetul Dolj (cu exceptia traficului de marfa);

3. la frontiera romano-ucraineana:

a) Isaccea, judetul Tulcea (cu exceptia traficului de marfa);

4. la frontiera Romaniei cu Republica Moldova:

a) Radauti-Prut, judetul Botosani;

b) Oancea, judetul Galati;

5. la frontiera romano-sarba:

a) Moldova Noua, judetul Caras-Severin;

b) Naidas, judetul Caras-Severin;

c) Valcani, judetul Timis;

d) Stamora-Moravita, judetul Timis – feroviar (cu exceptia traficului de marfa);

e) Lunga, judetul Timis;

f) Foeni, judetul Timis.

Alte masuri

In interiorul localitatilor se interzic circulatia persoanelor in grupuri pietonale mai mari de 6 persoane care nu apartin aceleiasi familii, precum si formarea unor asemenea grupuri.

Se suspenda activitatea operatorilor economici desfasurata in spatii inchise in urmatoarele domenii: activitati in piscine, locuri de joaca si sali de jocuri.

Se instituie obligatia institutiilor si autoritatilor publice, operatorilor economici si profesionistilor de a organiza activitatea, astfel incat sa asigure, la intrarea in sediu, in mod obligatoriu, triajul epidemiologic si dezinfectarea obligatorie a mainilor, atat pentru personalul propriu, cat si pentru vizitatori, in conditiile stabilite prin ordinul comun al ministrului sanatatii si al ministrului afacerilor interne, emis in temeiul art. 13 si art. 71 alin. (2) din Legea nr. 55/2020, cu modificarile ulterioare.

Activitatea in crese, gradinite si afterschool-uri, pe perioada vacantei de vara este permisa numai cu respectarea conditiilor stabilite prin ordin comun al ministrului educatiei si cercetarii, al ministrului muncii si protectiei sociale si al ministrului sanatatii, emis in temeiul art. 71 alin. (2) din Legea nr. 55/2020, cu modificarile ulterioare.

News da: fabricatinromania.info e tradotta da Cristina Adriana Botis

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Le pagelle (del Cuore) di Juve Stabia-Chievo Verona

Questa volta, pur dicendo la nostra sulla prestazione degli atleti GialloBlè, abbiamo deciso di premiare la voglia, la tenacia, la grinta di questa squadra che non ha mollato nonostante le difficoltà della gara e il risultato che stava maturando fino al 75′ per cui ecco il perché quelle che seguono le abbiamo definite: Le pagelle (del Cuore)

Le pagelle (del Cuore) di Juve Stabia-Chievo Verona

Ivan Provedel voto 6.5
Stavolta non deve fare parate eccezionali. Il Chievo è spesso pericoloso ma non inquadra la porta stabiese con continuità. Bravo sul tentativo di Garritano e fortunato sulla carambola Esposito, palo, testa sua, fuori.

Lito Fazio voto 6.5
Sulla fascia riesce a sprigionare tutta la sua determinazione in scorribande che spesso mettono in difficoltà i clivensi. In fase difensiva è messo in difficoltà dalla classe e velocità di Vignato. Se la cava comunque bene.

Denis Tonucci voto 6
Abbiamo deciso di non assegnare nessuna insufficienza, e per questo il suo voto non risponde a ciò che abbiamo visto in campo. Il suo errore è evidente sul primo goal avversario, si rammarica e viene rincuorato dai compagni. La rimonta finale è dedicata anche a lui.

Magnus Troest voto 7
Finalmente una grande prestazione di Magnus, stavolta condita da un goal che potrebbe essere importantissimo per lui, per la squadra e per l’intera stagione.
La sua partita non si ferma solo a quel goal, ma in difesa combatte strenuamente e spesso cerca l’anticipo per non consentire le ripartenze avversarie. Sul goal del vantaggio ospite è sorpreso dall’errore del compagno di reparto, quasi rimendia da Djordjevic dipende bene la palla. Questo è il Troest che serve alle Vespe per salvarsi.

Nicholas Allievi voto 7
Prestazione ottima del ‘ministro’ della difesa GialloBlè che gioca bene da esterno e poi da centrale riesce a chiudere in più circostanze nel concitato finale. Merita spazio su quella fascia dove è diventato la prima alternativa a Ricci e Germoni, anche perché riesce a dare più copertura degli altri citati.

Alessandro Mastalli voto 6
Cuore di capitano, ma gambe che non potevano reggere 3 partite piene, intense, difficili, delicate e in un periodo come questo dell’anno dopo ben 13 mesi senza partite causa infortunio e covid. Da tutto quello che ha come sempre.

Giacomo Calò voto 6.5
Nella prima ora di gara ci sono almeno una mezza dozzina di punizioni e angoli che non riesce a sfruttare a dovere, come ci ha abituato nel corso del campionato, poi è sua parte del merito della rete del 2-2 con una traiettoria che Semper non riesce a trattenere e Troest trasforma nel goal del pari.

Alessandro Mallamo voto 7
Due goal in due partite ma anche la voglia di lottare su ogni pallone e gli inserimenti continui a dare ottime soluzioni di alternative offensive su entrambe le fasce. Il goal vittoria è da copertina della stagione GialloBlè se finisce come tutta la città spera. Scarica sul tiro del 3-2 tutta la rabbia di una squadra e non solo sua, per uscire da un momento delicatissimo.

Francesco Di Mariano voto 6.5
Entra in campo battagliero e volenteroso, cerca spesso spazio per il tiro e ancor di più per dei cross pericolosi.
Nonostante l’ammonizione, il mister preferisce tenere lui in campo da trequartista quando passa al 4-3-1-2, non Bifulco, e questo fa capire come sia più in partita del compagno di reparto. Peccato per il secondo giallo che gli farà saltare la gara da ex a Venezia.

Francesco Forte voto 7.5
L’emblema della voglia di non mollare di questa squadra. Segna ancora una volta un rigore di un’importanza unica, riesce a trovare un assist da atleta di serie superiore per il 3-2, sgomita dal primo al novantanovesimo minuto senza batter ciglio. 17 goal in serie B non si fanno per caso.

Alfredo Bifulco voto 6
Partita meno importante delle precedenti, potrebbe essere molto più incisivo ma si intestardisce in conclusioni personali come quella che gli costa il cambio. Anche dai sui piedi passa la salvezza GialloBlè.

I subentrati

Simone Calvano voto 6.5
Il fallo del rigore andava evitato, ma anche in quello si vedono le sue caratteristiche gladiatorie. Si prende il centrocampo sulle spalle e nel finale lui e Addae sembrano uscire dalle battaglie degli schiavi dell’antica Roma, portare alla ribalta dal film il Gladiatore.

Giacomo Ricci voto 6.5
Sulla fascia va che è un piacere e spesso le sue sovrapposizioni fanno male al Chievo. Difficile vederlo titolare ora, ma Caserta sa che dalla panchina può dare il suo contributo in determinati contesti.

Alessandro Rossi voto 7
Quando entra in campo lui qualcosa succede sempre. Nel rimonte stabiesi è sempre in campo vicino a Forte. A Trapani, a Verona, in casa con il Crotone e ieri, non sarà un goleador ma la sua presenza libera spazi per Forte, come sul 3-2 dove va a saltare sul rilancio lungo, e scompagina la difesa avversaria che poi è punita dal grande scambio Mallamo-Forte-Mallamo.
Forse meritava qualche occasione in più, sia a Salerno sia in casa contro l’Entella.

Bright Addae voto 6.5
Messo in campo a mo di comporre la ‘Testuggine’ del gladiatorio finale di partita, finalmente Bright da il suo contributo mascherando i problemi di tenuta fisica mostrati in questo mese.

Fabio Caserta voto 8
Finalmente le scelte giuste, come a Frosinone e nel secondo tempo contro l’Entella.
Non dipende solo dal risultato ma proprio da come legge la partita e pur avendo poche alternative in panchina, sfrutta gli uomini giusti al momento giusto.
Il passaggio al 4-3-1-2 escludendo Bifulco sembra la mossa della disperazione e si rivela la mossa vincente.
Complimenti allo Stabiese Purosangue Fabio Caserta.

Le pagelle (del Cuore) di Juve Stabia-Chievo Verona / Mario Di Capua

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Nel ragusano una prostituta affittuaria è risultata positiva. Si cercano i clienti

Una donna straniera è risultata positiva al sars-cov-2 all’ospedale. Per quindici giorni aveva ricevuto clienti nel ragusano.

Era stata per 15 giorni a Modica in provincia di Ragusa una prostituta di origine peruviane. A Modica la donna era in affitto da circa due settimane, poi si sarebbe trasferita in Umbria, dove si sarebbe sentita male manifestato dei sintomi da covid-19. In ospedale è risultata positiva al nuovo coronavirus. I medici stanno ricostruendo tutti i suoi movimenti, a partire dai mezzi di trasporto utilizzati. La donna avrebbe viaggiato in autobus fino a Catania e quindi in treno per l’Umbria.

Il sindaco di  Modica, Ignazio Abbate, ha lanciato un appello “Fate il tampone se siete stati in contatto con lei”.

L’Asp di Modica ricorda anche che chi è venuto in contatto con la donna è obbligato a segnalarlo. Il problema non è solo identificare i clienti, ma anche poi tracciare i contatti e fare i test anche ai loro contatti e ai loro familiari.

L’opinione.

Da queste pagine, sin dalle prime notizie del contagio da Sars-cov-2, si era lanciato un allarme per quanto riguarda il consumo di droga e la prostituzione, entrambi risaputamente in mano alla criminalità territoriale e organizzata. Si è cercato di sensibilizzare il Governo e la Maggioranza Parlamentare, tanto più con la pandemia in corso da nuovo coronavirus, affinché si disponessero maggiori controlli sullo spaccio e sulla prostituzione. Soprattutto si valutasse la regolarizzazione della cannabis, cosiddetta droga leggera e della prostituzione, togliendole entrambe dalle grinfie e dagli stra-guadagni delle delinquenza e mafie italiane, comunitarie e immigrate.

Di certo, è sempre meglio e sotto ogni profilo, almeno in una Nazione civile e moderna, la regolarizzazione legale, sanitaria e fiscale che, al contrario, il mercato di esseri umani, pure violento, prevaricatore e schiavizzante che, sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, c’è nella droga e nella prostituzione. Rimangono tuttavia appelli vani, quelli sulla regolarizzazione in questa Nazione, in massima parte, specialmente su tali argomenti, politicamente, culturalmente e socialmente, retorica, ipocrita ed elusiva.

Circa poi l’affitto della prostituta di cui si fa cenno sopra nell’articolo, di solito sono appartamenti o abitazioni singole, appartenenti a pregiudicati o anche incensurati pure collegati alla criminalità o anche a certa politica, i quali li affittano a rotazione alle prostitute, sottomesse anche al volere di locatori e corrotti vari di tutti i livelli del sistema pubblico-politico-privato.

Alcuni recenti articoli dall’inizio dell’epidemia da Sars-cov-2 inerenti il controllo della prostituzione da parte della criminalità:

“6 Febbraio 2020 Prostituzione: arresti ad Agrigento e Messina (in Germania)

“28 Febbraio 2020 I figli d’arte della mafia arrestati

“ 5 Marzo 2020 Coronavirus e prostituzione. Il DPCM per il contrasto al contagio

ragusano ragusano ragusano

Sequestrate due “Fabbriche del Falso” a Napoli e ad Ottaviano – VIDEO

Due operazioni eseguite dalla Compagnia di Ottaviano e dal Gruppo Pronto Impiego di Napoli, sequestrate due “Fabbriche del Falso” – VIDEO

Sequestrate due “Fabbriche del Falso” a Napoli e ad Ottaviano – VIDEO

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di due distinte operazioni, condotte tra il rione Sanità del capoluogo partenopeo e Ottaviano (NA), ha sottoposto a sequestro altrettante “fabbriche del falso”.

La Compagnia di Ottaviano ha scoperto una stamperia abusiva allestita con strutture e macchinari altamente performanti per la produzione ed il confezionamento di capi di abbigliamento contraffatti, tra cui mascherine non a norma.

Il Gruppo Pronto Impiego di Napoli ha individuato un opificio domestico clandestino allestito con strutture e macchinari utilizzati per la fabbricazione e il confezionamento di borse con marchi falsi.

In particolare, nel corso del primo intervento, i finanzieri hanno sequestrato, all’interno di una stamperia clandestina, più di 600 cliché, alcuni dei quali riportavano i noti marchi “Emporio Armani EA7”, “Levi’s”, “Chiara Ferragni”, “Boy”, “Datch”, “Boy Dark” e “Chanel” ed oltre 2.500 fra capi semilavorati e prodotti finiti, alcuni dei quali con il marchio “Gucci”.

Rinvenute anche 500 mascherine per uso facciale prive delle autorizzazioni del Ministero della Salute, quindi non garantite per un’efficace protezione, e oltre 3.700 metri di carta che riproducevano i personaggi dei cartoni animati “Pj Mask”, “Lol”, “Mini Cup Cake Surprise”, “Winxs” e “Le Candies” contraffatti. Sottoposti a sequestro anche 30 kg di sfridi di lavorazione.

Denunciati due responsabili, un 43enne e un 29enne entrambi di San Giuseppe Vesuviano (NA), per contraffazione marchi, ricettazione, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, e sanzionati anche per violazioni al Testo Unico sull’Ambiente.

Nel corso della seconda operazione i Baschi Verdi di Napoli hanno sequestrato, all’interno di un’abitazione, 1.600 borse con falsi marchi “Louis Vuitton”, “Fendi” e “Gucci”, una macchina da cucire professionale, una punzonatrice, un monta-cerniere e varia strumentazione utile alla lavorazione e al relativo confezionamento (pelli, fondi, fodere, etichette, cerniere e fibbie).
Individuate anche migliaia di materie prime senza marchio pronte per essere lavorate.

Le Fiamme Gialle hanno poi riscontrato che il laboratorio clandestino si approvvigionava di energia elettrica attraverso un allaccio abusivo alla rete pubblica realizzato mediante il sistema di by-pass (cd. trucco del magnete) che permetteva di utilizzare l’elettricità senza che ne fosse rilevato il consumo effettivo dai relativi contatori.

Denunciati due responsabili, marito e moglie entrambi 59enni di Napoli, per contraffazione, ricettazione e furto di energia elettrica, sorpresi mentre producevano le borse con note griffes contraffatte.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Forte: “Credo al 110% nella salvezza della Juve Stabia” (VIDEO)

Francesco Forte, attaccante della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto dalle Vespe col Chievo per 3-2

Forte: “Credo al 110% nella salvezza della Juve Stabia”

 

Francesco Forte, bomber della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto dalle Vespe contro il Chievo per 3-2. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Non penso al record di Sau, al fatto di essere a quattro gol da lui per le reti segnate con la maglia della Juve Stabia. L’importante è fare punti in questo momento delicato. Sono più contento per l’assist fornito a Mallamo ma dobbiamo pensare solo al Venezia. E’ la prima volta nella mia carriera che non riesco a gioire per una grande vittoria come quella di stasera perché c’è ancora tanto da fare e dobbiamo pensare solo alla salvezza. Dobbiamo mantenere concentrazione e cattiveria perché ora dobbiamo andare a Venezia consapevoli di giocarci una finale. 

Sinceramente sul 2-0 la gara si è complicata. Fino all’1-0 io ci credevo. Mi dispiaceva anche per l’errore fatto dal mio compagno Tonucci ma fino all’1-0 ero sicuro di riuscire a metterci una pezza. Sul 2-0 le cose si sono complicate ma la squadra ha dimostrato di avere grande carattere. Ma ora dobbiamo pensare solo a Venezia. Io dico sempre che le partite si iniziano così come sono finite quelle precedenti e noi ora dobbiamo andare a Venezia così come abbiamo fatto qui col Chievo in casa nell’ultima parte della gara. 

Credo al 110% alla salvezza della Juve Stabia. Sono sicuro che questa squadra si salverà e ci ho creduto anche nei momenti peggiori in cui le cose andavano male. Dobbiamo avere grande fame e determinazione per poter portare a casa questo obiettivo. La scintilla che ha determinato la grande reazione della squadra si è avuta già dopo l’1-0 per loro. Quell’episodio sfortunato ci ha caricato perché tutti volevamo rimediare all’errore del compagno, anche per Denis non era facile, ma abbiamo dimostrato che questa squadra è viva e ha grande determinazione per salvarsi”.

 

a cura di Natale Giusti

 

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Juve Stabia, il Podio Gialloblu della remuntada al Chievo Verona

Juve Stabia – Chievo Verona 3 – 2. Al Menti la squadra di Caserta in dieci minuti rimonta i veneti, a lungo vicini alla vittoria grazie alla doppietta di Djordjevic.

Decisive le reti di Forte, Troest e Mallamo.

PODIO

Medaglia d’oro: a Francesco Forte, l’uomo dei sogni salvezza della Juve Stabia. Ennesima dimostrazione di quanto sia ormai diventato un attaccante completo il ragazzo romano cresciuto nel vivaio dell’Inter, capace di tenere in affanno da solo l’intera retroguardia del Chievo Verona. Importantissimo il lavoro che Forte svolge per tutta la gara, stoppando e smistando palloni con grinta e precisione, senza mai perdere la pazienza per i pochi rifornimenti che arrivano. La gara del 32 svolta, come quella di tutta la Juve Stabia, nel finale quando con freddezza glaciale riapre la gara dal dischetto e dieci minuti dopo la chiude, spedendo in rete Mallamo. Diciassette reti senza giocare le prime del campionato in una che non fa dei servizi per le proprie punte la sua arma migliore: se continua di questo passo può segnare la storia gialloblu, anche più del suo illustre predecessore Sau.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Mallamo, l’uomo giusto al posto giusto. Un famoso spot che recita “batte, forte, sempre” si adatta alla perfezione alle caratteristiche del jolly del centrocampo stabiese, capace di essere determinante in tutte le fasi di gioco ed i ruoli che nell’arco di una gara gli chiede Caserta. Mallamo danza sulla mediana, in cui è il più in palla del giovane trio stabiese completato da Mastalli e Calò, recuperando palloni e fungendo da instancabile motore per la manovra stabiese. Assaggiato a Frosinone il dolce gusto del gol, il 30 delle Vespe fa il bis nel momento in cui la fame conta più degli schemi e della precisione, bucando Semper con la conclusione che fa impazzire il gruppo gialloblu.

Medaglia di bronzo: a Magnus Troest, improvvisato opportunista dell’area di rigore. Non poteva essere quello svampito e goffo delle ultime gare, non poteva scomparire quando i duri come lui iniziano a giocare: il colosso danese riprende il suo posto al centro della difesa e con esso i panni di vichingo della della Juve Stabia. Essenziali e senza fronzoli gli interventi in chiusura di Troest, che non ha responsabilità sulla doppietta di Djordjevic ma che al contrario è attore protagonista nella rimonta stabiese. Suo il tap-in da attaccante consumato che rimette in parità la gara, concedendo alla squadra di Caserta il più bello dei finali come suo il ruolo di guida della difesa nel delicatissimo finale di stagione che attende le Vespe.

CONTROPODIO

E’ ovviamente chiaro come la gara della Juve Stabia sia stata viziata da qualche errore, su tutti quello macroscopico di Tonucci, ma questa sera preferiamo non dilungarci nel contropodio. I ragazzi di Caserta hanno offerto uno sforzo a tratti surreale per recuperare prima e poi vincere la gara; uno sforzo che copre anche gli errori commessi durante tutta la gara.

Mallamo: “Vittoria fondamentale. Felice per il gol”

Al termine del match vinto dalla Juve Stabia per 3-2, ha parlato il match winner Alessandro Mallamo. Ecco le sue parole:

“Una partita incredibile, abbiamo dimostrato grande carattere nel momento di difficoltà. Siamo venuti fuori da vera squadra, ci siamo demoralizzati dopo il loro primo vantaggio ma nella seconda parte della ripresa siamo venuti fuori. Sono tre punti fondamentali per la classifica e per affrontare con la giusta fiducia le tre finali che ci aspettano. Saranno gli scontri diretti a determinare la nostra salvezza, abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutte. Abbiamo perso dei punti in modo ingenuo ma adesso vogliamo riprenderci tutto quello che meritavano. Stiamo crescendo a livello di prestazioni ed anche io personalmente sono felice per le due reti che mi hanno sbloccato in fase realizzatica. Dedica alla mia famiglia”.

Libere e Liberi Tutte/i dal Virus della Violenza e dell’Ignoranza

Più che dal Covid-19 sono numerosissime le vittime della Violenza di Genere e dell’Ignoranza, da cui deriva l’ INDIFFERENZA che è una forma di violenza ancora peggiore.

Libere e Liberi Tutte/i dal Virus della Violenza e dell’Ignoranza

Più che dal Covid-19 sono numerosissime le vittime della Violenza di Genere e dell’Ignoranza, da cui deriva l’ INDIFFERENZA che è una forma di violenza ancora peggiore.
Il 2020 sarà ricordato, sempre che a raccontarlo ci siano vincitori “onesti e non bugiardi” come l’anno della grande pandemia da Covid-19 e dove il numero delle vittime della violenza domestica è salito fin troppo…

Unico dato “positivo” è che è salito anche il numero delle persone che hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto, superando il taboo “di far sapere i fatti propri in giro”, spinte e motivate dall’ ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA che ha avuto la meglio, infondendo l’adrenalina giusta al corpo per spingerlo all’azione di “alzare la cornetta del telefono- usare lo smartphone”, o anche uscir fuori di casa (magari con la scusa di andare a fare la spesa) e recarsi in stazione di Polizia o in caserma dei Carabinieri per chiedere aiuto e denunciare le violenze di una vita.

Nel mondo si è in apprensione in attesa che quanto prima venga reso disponibile il vaccino contro il Covid-19: ci si è convinti che il periodo di quarantena, l’aver visto morire centinaia di persone tutte all’improvviso, ci abbia riportato tutti ad uno stato di consapevolezza che ci abbia reso “migliori”.

Niente di più falso: l’economia soffre, in tanti, troppi hanno difficoltà a mangiare quantomeno una volta al giorno, riprendere a lavorare è difficilissimo, tanto che gli “imprenditori” proprietari di esercizi commerciali hanno adottato la nuova scusante della “crisi da Covid” per pagare i propri dipendenti con paghe giornaliere talmente misere che forse forse sta venendo in mente a qualcuno di tornare al baratto…

-sconcertanti sono gli episodi riportati dalla cronaca, dove sono stati scoperti bambini usati per ripagare i debiti contratti dai genitori con il bitcoin…-

Non siamo diventati più umani, forse più egoisti, con la scusante di voler “difendere i propri cari”, ci dimentichiamo di essere innanzitutto Cittadini di uno Stato, di un Mondo (perché la Pandemia non conosce confini) che si salva solo se ciascuno di noi è disposto ad impegnarsi a fare del proprio meglio per lasciare qualcosa di buono per chi verrà dopo.

A pagare caro sono state soprattutto le Donne.
E’ dalla notte dei tempi che le Donne “pagano” le conseguenze dell’Essere Donna: durante la Pandemia il loro è stato uno Smart Working Multitasking h24, da casa hanno dovuto fare TUTTO e rinunciare a sé stesse, molte hanno perso il lavoro…Troppe hanno perso il lavoro, altro motivo per il quale l’economia del nostro Paese continua ad affondare…

Ennesimo problema di Vitale importanza è la riapertura delle scuole: ad oggi ancora non si sa, per quanto la Ministra Azzolina voglia tranquillizzarci, quando e come verrà garantita la ripresa “normale” del servizio scolastico…

La Scuola dovrebbe essere considerata come il “Nucleo Vitale” di un Paese: è da lì che prendono forma e sostanza i Cittadini, Donne e Uomini che porteranno avanti la storia di un Paese e quindi in piccola parte, la storia del Mondo…
Purtroppo questo ancora non è chiaro a chi è comodamente seduto sugli scranni imbottiti del potere, o a chiunque occupi una posizione di comando in qualunque contesto o ambito lavorativo; forse perché il cursus honorum è stato fulmineo, perché la scalata ai piani alti non è stata faticosa e quindi non ha lasciato i “segni della fatica” che ti segnano anche il cuore e la coscienza e formano l’Uomo e la Donna che sa davvero come si sta al mondo.

Quello che manca per la rinascita del Paese è innanzitutto una Rivoluzione Culturale: ancora più del vaccino da Covid-19 quello che serve è una presa d’atto e accettazione della fragilità della Vita, della presa di coscienza dei propri limiti, della propria Umanità.

Da qui segue la necessità di una “vitale Educazione alla relazione con gli altri”, o ancor prima, imparare a guardare quotidianamente la propria immagine allo specchio senza mentire a sé stessi: potrà sembrare banale eppure in tanti, nella vita si rivelano essere Pericolosi per gli altri, proprio perché non si accettano e non accettano di riconoscere il buono che c’è in chi non è come loro.

Così esplode la Violenza: una violenza fatta di sguardi, parole, soprusi, gesti, “mazzate” , comportamenti che si perpetuano negli anni legittimati da un sistema sociale che da secoli configura e riconosce la Forza fisica come emblema della Mascolinità, che il DIRITTO DI IMPORSI.

Generazioni e generazioni di maschietti si sono sentiti dire che un uomo non piange, non chiede mai scusa, Deve provare la propria virilità “possedendo” tante donne, che “se sente il bisogno di liberarsi” ha diritto ad avere rapporti sessuali con chi vuole -perché dopotutto è la natura- che “essere lasciati” è da sfigati, mostrarsi sensibili è “da femmina”…
Alle femminucce è stato invece inculcato il desiderio di trovare l’uomo che le tratti come principesse, le faccia sentire delle regine -in barba al fatto che viviamo in una Repubblica dove tra l’altro i titoli nobiliari non sono neanche più riconosciuti…- che una donna non è donna se non vive la gravidanza, non è una vera madre se i figli non li ha partoriti lei, che ciascuna deve “splendere e mostrare la propria Unicità”- e poi si finisce con l’indossare tutte gli stessi capi, lo stesso trucco -vittime del consumismo…

E si diceva che il problema del 2020 è il Covid-19.

Viene da chiedersi come sia stato possibile che contemporaneamente a “questi modelli perpetrati nei secoli” si sia stati capaci di concepire la Carta dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino -per esempio-…
E’ come se “ogni tanto” ci si “svegli” dal torpore delle favole che ci hanno raccontato e si riescano a concepire idee e concetti illuminanti.
Il problema è che nel 2020 dovremmo davvero darci una svegliata più efficace, in modo da far durare “il lampo di genio” più a lungo del solito…

E’ di primaria importanza una RIVOLUZIONE CULTURALE, che prenda avvio non solo dai circoli culturali, ma dai quartieri popolari, dai vicoli più abbandonati dove si rifugiano i ragazzini che “giocano a Gomorra” e le ragazze per sentirsi donne gettano via le mutande per chi fa loro il regalo più costoso.
Potrà sembrare assurdo, ma nel 2020, nel Bel Paese l’Italia queste cose succedono ancora.
Ed è un problema di TUTTI, che spiega perché che sia Covid o no siamo un Paese in recessione.
C’è da promuovere una rivoluzione nelle Relazione Interpersonali: all’insegna del rispetto innanzitutto di sé stessi e degli altri.

C’è bisogno che ai maschi venga insegnato a piangere senza vergogna, a sorridere, a non temere lo sbaglio o un fallimento, a non rincorrere ideali fisici basati sulla forza al suo più alto grado di crudezza.
Alle femmine che sia insegnato a rispettarsi l’un l’altra, rispettare il proprio corpo, i propri tempi di crescita, i propri sbalzi di umore, il proprio volto, le proprie abitudini (spesso le prime nemiche delle donne, sono proprio le donne – provate ad andare in spiaggia e noterete come le ragazze si squadrano a vicenda per riconoscere nell’altra se ha più o meno cellulite, se si è “rifatta”o altro…).

Una volta diventati “umani” forse impareremo a riconoscere “l’umano” che c’è nell’altro, e forse impareremo che non c’è motivo di sfogare le proprie frustrazioni sulle persone a noi vicine.

Nell’attesa che ciò avvenga- per davvero, esistono persone che fanno ben sperare per il futuro: donne e uomini che nel corso del proprio cursus honorum non hanno dimenticato di guardarsi intorno e supportare chi è “rimasto indietro” o fa “fatica di andare avanti” perché c’è chi li ha “buttati a terra” e distrutto la strada che stava percorrendo.

Libera dalla Violenza è la prima associazione ad aver creato uno sportello online Anonimo e Gratuito, attivo sempre a livello nazionale.

COS’È LA VIOLENZA SECONDO LA LEGGE?
Le Nazioni Unite (1993) definiscono la violenza come “qualsiasi atto di violenza di genere che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali o psicologici […], incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella vita pubblica o privata”.

La Convenzione di Istanbul (2011) all’art. 3 dichiara che:
-con l’espressione “violenza nei confronti delle donne” si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata;
-l’espressione “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima;
-con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini;
-l’espressione “violenza contro le donne basata sul genere” designa qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato;
-per “vittima” si intende qualsiasi persona fisica che subisce gli atti o i comportamenti di cui ai precedenti commi a e b;
-con il termine “donne” sono da intendersi anche le ragazze di meno di 18 anni
Le vittime di violenza hanno diritto al gratuito patrocinio indipendentemente dal reddito. – Testo Unico in materia di Spese di Giustizia (T.U.S.G.).

LIBERA CESINO è Avvocato Penalista, Fondatrice e Presidente dell’Associazione Libera dalla Violenza per la quale presta attività di sensibilizzazione sociale, prevenzione e contrasto alla violenza, con audizione diretta delle vittime.

“Libera dalla Violenza è la mia essenza.
È importante vivere per aiutare qualcuno o, semplicemente, noi stessi”

AVV. LIBERA CESINO
PRESIDENTE LIBERA DALLA VIOLENZA

A Castellammare di Stabia, coloro che hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine, hanno avuto modo di provare quanto lo Stato sia presente e intervenga prontamente in soccorso delle vittime. Un esempio straordinario sono le Dott.sse Rita Villani e Sara Marino, Donne straordinarie che vestono la divisa della Polizia Stato rendendo Onore alle Forze dell’Ordine per l’impegno QUOTIDIANO e costante nella difesa delle donne vittime di violenze e soprusi.
Molto più grave del virus Covid-19 è il virus della violenza e dell’ignoranza e di quella concezione di “buona educazione” secondo cui è “bene” “farsi i fatti propri” “non impicciarsi nei litigi tra moglie e marito” che porta all’indifferenza rispetto a quelle che sono le problematiche altrui, ma che in realtà poi, ci riguardano eccome.

Siamo tutti abitanti dello stesso pianeta, respiriamo tutti la stessa aria, a tutti è stata data una vita. Come la vivremo, non dipende “solo” dal nostro coraggio e dalla nostra volontà o dai nostri progetti, perché molto spesso nella vita ci si ritrova immischiati in situazioni che sono le conseguenze delle azioni di altri che si ripercuotono sulle nostre vite.

Un Grazie dunque, a chi non vive la vita pensando soltanto ai propri traguardi, a chi ha capito che la vita ha più valore se si porta luce anche nella vita di chi ha meno possibilità, a chi ha bisogno di aiuto.

Forse è proprio merito di queste persone che nonostante tutto riusciamo ancora a resistere e il mondo continua a girare…

Stéphanie Esposito

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Juve Stabia-Chievo 3-2 (32°, 73° Djordjevic, 76° Forte, 82° Troest, 86° Mallamo)

Juve Stabia-Chievo Verona, segui la diretta testuale del match dallo stadio “Romeo Menti”: Vespe alla ricerca di punti pesanti per la salvezza

LIVE – Juve Stabia-Chievo Verona 3-2 (32°, 73° Djordjevic, 76° Forte, 82° Troest, 86° Mallamo)

90°+10 Finisce dopo dieci minuti di recupero una gara davvero commovente delle Vespe. Nella ripresa dopo il 2-0 di Djordjevic la Juve Stabia che non ti aspetti e che segna tre reti in vero e proprio remake della gara d’andata. Una vittoria del cuore per la Juve Stabia voluta fortemente da un collettivo che non ha mai mollato e che alla fine vince meritatamente e rimette tutto in discussione nelle tre gare finali del campionato. Vespe di nuovo in corsa nella lotta salvezza

94° ammonito Di Noia

92° ammonito Djordjevic

88° espulso di Mariano per doppia ammonizione. Vespe in dieci uomini negli ultimi minuti della gara

86° GOOOLLL DELLA JUVE STABIA: Mallamo scambia il pallone con Forte e conclude di sinistro a rete per il vantaggio delle Vespe

82° GOOOLLL DELLA JUVE STABIA: pareggio di Magnus Troest che approfitta di una punizione ben battuta da Giacomo Calò e respinta male da Semper. Ne approfitta Troest per spingere la palla in rete da distanza ravvicinata. 

76° sugli sviluppi di un angolo, fallo di mani in area di rigore clivense di Di Noia e rigore per la Juve Stabia: va sul dischetto Francesco Forte che spiazza nettamente Semper

73° partita sospesa per alcuni minuti per lancio di tre petardi nel settore Distinti dello stadio. Dal dischetto va Djordjevic che realizza la rete del raddoppio per i clivensi

70° rigore per il Chievo: fallo abbastanza netto di Calvano su Di Noia

69° Fazio grande palla in profondità per Rossi che incredibilmente mette fuori in estirada

65° va al tiro Forte in bello stile, fa buona guardia Semper che para senza problemi

63° esce Bifulco, entra Rossi nella Juve Stabia

62° ammonito Di Mariano

56° ancora Vignato, mattatore del Chievo sulla fascia sinistra, che supera Fazio e va al tiro pericolosamente

55° Juve Stabia vicina al pareggio: batti e ribatti in area di rigore, alla fine prima Forte e poi Fazio non riescono a battere a rete

53° entrano Ricci e Calvano nella Juve Stabia per Mastalli e Tonucci (peggiore in campo per le Vespe)

48° va al tiro Mallamo dai 30 metri, palla sul fondo

46° Tonucci si fa sorprendere ancora una volta si fa battere sullo scatto da Vignato che mette al centro dell’area di rigore senza trovare assistenza nei compagni di reparto

SECONDO TEMPO

45+4° finisce il primo tempo con il meritato vantaggio del Chievo che in qualche occasione ha sfiorato anche il raddoppio come nell’azione del tiro alto di Segre su assist di Vignato. Juve Stabia ancora una volta senza gioco, che si affida spesso al lancio lungo senza alcuna palla giocabile per Forte troppo isolato davanti. Di contro un Chievo ben messo in campo che gioca in venti metri ed è sempre pronto a ripartire di rimessa pericolosamente. Unico schema delle Vespe sono i calci piazzati battuti sempre pericolosamente da Calò. Ma affidarsi solo a questo non è sicuramente un buon segnale per le Vespe che non riescono a creare alcunché sul terreno di gioco.

45+4° punizione battuta da Calò, colpo di testa di Allievi e palla che termina alta sulla traversa

45+3° ammonito Garritano per manata ai danni di Forte

43° Chievo vicinissimo al raddoppio: da Vignato a Segre che da ottima posizione mette alto sulla traversa. Praticamente un rigore in movimento fallito

40° Bifulco si sibera molto bene sulla sinistra e mette al centro una palla su cui non arriva nessun attaccante gialloblè

36° si infortuna Giaccherini ed entra Ceter al suo posto

32° va in vantaggio il Chievo con un regalone della difesa gialloblè. Tonucci perde palla banalmente sulla trequarti e lancia Djordjevic che si peresenta tutto solo davanti a Provedel e lo beffa con un tiro che tocca sotto la traversa prima di spegnersi in rete per il vantaggio dei clivensi. 

20° gran tiro a giro di Esposito, giocatore stabiese del Chievo, e palla che si stampa sul palo con la ribattuta di Provedel in angolo che per poco non si trasforma nel più classico degli autogol

19° va al tiro Garritano pericolosamente, Provedel mette in angolo

18° conclusione di Calò altissima sulla traversa

13° Di Mariano sulla fascia destra, cross al centro su cui respinge Semper e sulla ribattuta Bifulco si allunga la palla perdendo il tempo per il tiro a rete

12° bella azione di rimessa delle Vespe, tutta con passaggi di prima che portano al tiro Mallamo che tira alto sulla traversa

2° scambio Mallamo-Bifulco e l’ex Napoli va al tiro con palla che termina sul fondo

PRIMO TEMPO

La Juve Stabia torna al “Romeo Menti” dopo la bella prestazione di Frosinone dove solo lo scellerato arbitraggio del sig. Valerio Marini con le sue cervellotiche decisioni ha privato le Vespe di una vittoria che sarebbe stata sacrosanta oltre che meritatissima. Nel catino infuocato del “Menti” anche se ancora una volta senza pubblico, le Vespe di mister Caserta cercano una vittoria che manca dal lontano 8 marzo col 3-1 rifilato allo Spezia nel periodo immediatamente precedente il lockdown.

Squalificato Vitiello, Fazio dovrebbe prendere il suo posto. Ancora assenti per problemi muscolari Elia (problema ad un flessore, quasi certamente non recupera neanche per Venezia), Cissè e Mezavilla. Assente anche Canotto per squalifica ma per l’attaccante ex Trapani una buona notizia: ridotta da 3 a 2 giornate la squalifica per l’espulsione rimediata contro l’Entella. Ci sarà col Venezia.

Di contro il Chievo di mister Aglietti che non è uscito benissimo dal post lockdown. Tre pareggi, due sconfitte e una sola vittoria che la dicono lunga su una formazione che al momento è fuori dalla zona playoff per un punto. Nell’ultimo turno una sconfitta con la Cremonese forse non del tutto meritata per il volume di gioco espresso e maturata peraltro proprio allo scadere. Nel Chievo torna titolare Segre, dopo il turno di squalifica, e dovrebbe essere riconfermato nel ruolo di playmaker anche Zuelli, vera e propria rivelazione dell’undici di Aglietti.

La gara sarà diretta dal sig. Ivano Pezzuto di Lecce che sarà coadiuvato dai guardalinee Affatato e Margani. Il quarto uomo sarà il sig. Camplone.

FORMAZIONI UFFICIALI

JUVE STABIA (4-3-3): Provedel; Fazio, Tonucci (Calvano dal 53°), Troest, Allievi; Mallamo (Addae dal 88°), Calò, Mastalli (Ricci dal 53°); Di Mariano, Forte, Bifulco (Rossi dal 63°)

Allenatore: sig. Fabio Caserta

CHIEVO VERONA (4-3-3): Semper; Dickmann, Leverbe, Rigione, Renzetti; Segre (Grubac dal 87°), Esposito (Zuelli dal 87°), Garritano (Di Noia dal 68°); Vignato, Djordjevic, Giaccherini (Ceter dal 36°)

Allenatore: sig. Alfredo Aglietti

 

a cura di Natale Giusti

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F1, GP d’Ungheria: Mercedes e Ferrari si dividono le prove libere

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Le FP1  a Hamilton, Vettel chiude primo nelle FP2

 

F1, GP d’Ungheria: Mercedes e Ferrari si dividono le prove libere

 

In Ungheria le prove libere se le dividono Mercedes e Ferrari. All’Hungaroring la prima sessione la porta a casa la Mercedes con Lewis Hamilton che chiude in 1:16.003 davanti al suo compagno di squadra Bottas. Discorso diverso invece per quanto riguarda  la seconda sessione, nella quale ben 7 piloti(tra cui anche Hamilton) hanno scelto di non scendere in pista viste le condizioni climatiche non perfette. Condizioni che hanno permesso alla Ferrari di Vettel di chiudere davanti in 1:40.464, riscattandosi dalla sesta posizione della mattina. Mentre fatica  in entrambe le sessioni Charles Leclerc, che dopo la settima casella della prima sessione, ha chiuso le FP2 in decima. Grande giornata invece  per la Racing Point, che oramai non è più una sorpresa ma una certezza: Perez e Stroll infatti chiudono le FP2 in quarta e quinta casella. Davanti alla Racing Point, c’è la McLaren con il futuro pilota Ferrari Carlos Sainz.  Weekend che sarebbe potuto iniziare diversamente invece per Verstappen che con la sua Red Bull non va oltre la settima posizione.  Male anche il suo compagno di squadra Albon che, dopo la tredicesima posizione della mattina, ha  preferito non scendere in pista nella seconda sessione. Si conclude così il venerdì di prove libere in Ungheria,  adesso non ci resta che attendere domani alle 12:00 per la terza sessione di prove libere e  le 15:00 per le qualifiche(sempre tempo permettendo)!

11 misure cautelari, tra gli arrestati il sindaco di Favignana (video)

11 misure cautelari, contestati reati contro la pubblica amministrazione, indagate 24 persone, danni erariali per circa 2 milioni di euro .

Nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani, al termine di una complessa indagine di polizia giudiziaria coordinata dai Pubblici Ministeri dott.ssa Rossana Penna e dott. Matteo Delpini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, hanno dato esecuzione, con l’ausilio di mezzi aerei e navali del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, ad un’ordinanza di applicazione di 11 misure cautelari personali (di cui otto coercitive della libertà personale e 3 interdittive) emessa dal GIP di Trapani nei confronti di altrettanti soggetti, tra cui il Sindaco del Comune di Favignana Giuseppe Pagoto (agli arresti domiciliari), indagati a vario titolo per reati di corruzione, peculato, falso ideologico in atti pubblici, frode in pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Nel complesso è stata disposta l’applicazione di 4 arresti domiciliari, 3 divieti di dimora, 1 obbligo di dimora e 3 misure interdittive dell’esercizio di un pubblico ufficio. Gli arresti domiciliari sono stati disposti, oltre che nei confronti del primo cittadino dell’isola di Favignana (Tp), anche a carico del Comandante della locale Polizia Municipale, Filippo Oliveri, dell’ex vice Sindaco Vincenzo Bevilacqua nonché di una dipendente di una compagnia di navigazione con sede in Napoli. Un assessore del medesimo comune, Giovanni Sammartano, è stato invece destinatario della misura del divieto di dimora.

(Favignana è un’isola dell’Italia appartenente all’arcipelago delle Egadi, in Sicilia. Principale isola dell’arcipelago delle isole Egadi, si trova a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, tra Trapani e Marsala, e fa parte del comune di Favignana)

Le indagini sono state compiute dalla Tenenza di Favignana che, nel settembre 2017, era stata delegata dalla Procura della Repubblica di Trapani ad approfondire il contenuto di uno scritto anonimo in cui veniva segnalata una non trasparente gestione del Comune di Favignana nonché diversi presunti abusi d’ufficio commessi dal Sindaco e da altri amministratori e funzionari pubblici di quell’ente.

Le investigazioni, dopo aver dato preliminare conferma di alcune delle ipotesi di reato prospettate nella delazione anonima, sono state successivamente effettuate con l’ausilio di prolungate intercettazioni telefoniche ed ambientali, le quali hanno consentito di disvelare un più ampio scenario di generale e diffusa illegalità nel funzionamento dell’apparato amministrativo dell’ente comunale, facendo emergere la sistematica e piuttosto disinvolta commissione di molteplici illeciti con particolare riguardo alla gestione delle risorse e degli approvvigionamenti idrici, agli affidamenti di lavori e servizi pubblici afferenti all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, alle attività ispettive di competenza della locale Polizia Municipale ed alle trattazioni di pertinenza del settore finanziario e dell’ufficio tecnico.

E’ stato, in particolare, accertato un accordo corruttivo tra il Sindaco, il vice Sindaco pro tempore e un Assessore del Comune di Favignana con i referenti ed alcuni dipendenti di una compagnia di navigazione partenopea e di altra società di capitali con sede a Roma, entrambe facenti parte di un unico Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) che ha ottenuto dal Ministero della Difesa l’aggiudicazione del contratto di fornitura di acqua potabile, mediante navi cisterna, nelle isole minori della Sicilia.

Al riguardo è emerso dalle indagini un sistematico scambio di favori, che ha visto alcuni funzionari comunali omettere volutamente l’effettuazione dei prescritti controlli sul quantitativo di acqua potabile trasportata e scaricata dalle navi della società di navigazione, nonché attestare falsamente la fornitura di quantitativi superiori a quelli effettivamente erogati rappresentando mensilmente al competente Assessorato Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento Acqua e Rifiuti – un fabbisogno di acqua potabile artatamente gonfiato, allo scopo di consentire un ingiusto vantaggio patrimoniale per le società concessionarie del servizio di approvvigionamento idrico sull’isola con connesso danno erariale accertato per circa 2 milioni di euro.

Dal canto loro gli imprenditori illecitamente favoriti da tale collaudato illecito sistema “ricompensavano” i pubblici funzionari con varie utilità, tra cui l’assunzione di parenti e conoscenti quali lavoratori dipendenti in seno alla predetta compagnia di navigazione partenopea o mediante l’elargizione di contributi annuali di svariate migliaia di euro a favore del Comune di Favignana, che dal Sindaco venivano poi ridistribuiti alle varie associazioni coinvolte nell’organizzazione della festa patronale.

Le indagini hanno inoltre rivelato la commissione ad opera del primo cittadino, soprattutto durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative svoltesi nel mese di giugno 2018, di svariati abusi ed illeciti, con la collaborazione del compiacente comandante della locale Polizia Municipale. Infatti, da un lato, è stato intenzionalmente omesso di espletare i dovuti controlli di competenza della Polizia Municipale nei confronti di taluni cittadini e di titolari di attività commerciali che appoggiavano la candidatura del sindaco, mentre d’altro lato sono stati concertati ed effettuati mirati controlli nei confronti di quanti erano ritenuti avversari politici del Sindaco.

In tale ambito le indagini hanno permesso di accertare un esplicito accordo corruttivo tra il Sindaco ed il Comandante della Polizia Municipale, appalesatosi in diverse intercettazioni ambientali e telefoniche, in virtù del quale quest’ultimo richiedeva ed otteneva, quale prezzo del suo complice asservimento alle abusive direttive del Sindaco, la proroga del proprio contratto lavorativo in atto e la successiva stabilizzazione a tempo indeterminato, unitamente all’assegnazione dell’incarico ad interim di responsabile dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, dopo che il precedente responsabile era stato destinato a svolgere l’attuale funzione di Direttore del Parco Nazionale del Vesuvio.

Tra i colpiti dalle misure cautelari personali figura proprio il precedente Direttore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, destinatario della misura coercitiva dell’obbligo di dimora nel comune di Roma ed indagato per varie fattispecie di reato, tra cui ipotesi di corruzione in concorso col Sindaco, legate all’assegnazione dei servizi ausiliari della predetta Area Marina Protetta a due cooperative sociali di Favignana.

Nella fattispecie il Sindaco, tramite il Direttore pro tempore dell’Area Marina Protetta, ha garantito alle predette cooperative l’assegnazione diretta dei servizi ausiliari della medesima Area Marina Protetta promettendo altresì la stabilizzazione di parte del loro personale all’interno di tale ente e ricevendo come controprestazione l’assunzione di persone a lui vicine che hanno appoggiato la sua campagna elettorale nel corso delle citate elezioni amministrative del 2018.

E’ stato accertato inoltre che il Sindaco ricompensava il Direttore pro tempore dell’Area Marina Protetta elargendogli somme di denaro pubblico ed altre utilità non dovute, come ad esempio il rimborso di spese connesse a numerosi viaggi effettuati per finalità private al di fuori dalla Sicilia e fatti surrettiziamente figurare quali missioni istituzionali, nonché promettendogli uno strategico incarico di consulenza per la gestione dell’Area Marina Protetta successivamente alla cessazione dell’incarico di Direttore.

L’odierna operazione, che testimonia il costante impegno del Corpo della Guardia di Finanza a salvaguardia della legalità nella Pubblica Amministrazione, ha consentito in definitiva di far luce su un sistema corruttivo politico-affaristico, consolidato da tempo, basato sull’asservimento della funzione elettiva e pubblica ad interessi meramente personali, elettorali ed economici, con gravi conseguenze in termini di abusivo dispendio di risorse pubbliche.

L’opinione.

Quanto sopra è risaputamente (quanto dissimulato da annosa retorica, ipocrisia e benaltrismo) la sparsa prassi nel sistema pubblico-politico e tanto più nei nostri Enti vari e Regioni. Con il decentramento del 2001 si è ulteriormente aperta la compiacente grande manciugghia e spartizione in tutta la Penisola e soprattutto in Sicilia. Si è anche (guarda caso) rimosso (non abolito) l’unico Organo amministrativo intermedio tra Magistratura e gli Enti, il Co.Re.Co. (comitato Regionale di Controllo), al quale senza costi e lungaggini, bene o male, poteva rivolgersi il mero cittadino anche tramite i consiglieri di minoranza, come pure questi ultimi, affinché si analizzassero delibere, determine, avvisi, ecc. e prima che questi divenissero efficaci. Da queste pagine si è spesso chiesto doviziosamente, pure all’attuale Governo e Maggioranza Parlamentare, il ripristino di tale Organo con una forma più moderna avente al suo interno a rotazione un Magistrato (già previsto dalla legge) più degli Ufficiali, rispettivamente della GdF, Carabinieri e Polizia, al fine di dare legittimamente al cittadino comune di civile volontà, un forzoso strumento per partecipare e controllare la gestione della ‘cosa pubblica’. Vano. Di tutta evidenza, a nessuno, da destra a sinistra, al centro e nel movimento, piace che il semplice cittadino s’impicci degli ‘affari loro’. Rimangono le Forze dell’Ordine, ma ciò avviene a ‘macchia di leopardo’ e il sistema corruttivo di fatto e dalla cronaca, ne risente relativamente.

Stazione di Brescia San Faustino ora comandata dal M.O Sergio De Vietro

Il comando del presidio cittadino dell’Arma è passato al comando del Maresciallo Ordinario Sergio De Vietro 37nne originario di Napoli.

La Stazione di Brescia San Faustino è ora comandata dal M.O Sergio De Vietro

La Stazione Carabinieri di Brescia San Faustino ha il suo nuovo comandante, infatti con la partenza per Desenzano del Garda del Maresciallo Capo Alessandro Curcio, ha assunto, lo scorso 16 giugno, il comando dell’impegnativo presidio cittadino dell’Arma il Maresciallo Ordinario Sergio De Vietro 37nne originario di Napoli.

Il sottufficiale sposato, padre di una bambina di 10 anni, proviene dalla Stazione CC di Dello dove è stato comandante dal 2018.

Il Maresciallo De Vietro si è arruolato nell’Arma come carabiniere nel 2003 prestando servizio nella Capitale e successivamente presso la Compagnia di Senigallia (AN). Ha frequentato il 13° Corso Marescialli (2008-2010) presso la Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze dove si è laureato in Scienze della Sicurezza Sociale.

Ha prestato servizio inoltre presso le Stazioni CC di Calvisano e Castenedolo in qualità di vice comandante.

La Stazione di Brescia San Faustino è ora comandata dal M.O Sergio De Vietro / Redazione Lombardia

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Alcuni altri articoli con news del NORD presenti nel nostro archivio:

Traffico illecito di carburante: Operazione congiunta GdF, ADM, Eurojust

UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE A CARATTERE INTERNAZIONALE DEDITA AL TRAFFICO ILLECITO DI CARBURANTE SGOMINATA DALLA GdF, ADM, EUROJUST – VIDEO

Traffico illecito di carburante: Operazione congiunta GdF, ADM, Eurojust (VIDEO)

Nella giornata di ieri, si è svolta una vasta operazione della Guardia di Finanza di Bressanone e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) – DT X – Servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Bolzano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, nei confronti di un sodalizio criminoso dedito al traffico illecito di carburante a carattere internazionale.

Più di 200 Finanzieri e Doganieri impiegati in Campania, Lombardia, Puglia, Toscana, Abruzzo e Basilicata, hanno dato esecuzione a provvedimenti emessi dal GIP del Tribunale di Bolzano, che hanno portato all’arresto, a seguito di ordinanze di custodia cautelare in carcere, di sette persone, nonché al sequestro di:

  • n. 3 depositi commerciali di prodotti energetici,
  • n. 13 distributori stradali di carburante,
  • n. 34 tra motrici, semirimorchi e cisterne adibiti al trasporto di carburanti,
  • n. 1 imbarcazione da diporto lunga 18 metri, timbri metallici “contraffatti” destinati alla creazione di falsi documenti di trasporto (DAS);
  • n. 60 rapporti finanziari (fra conti correnti, certificati di deposito, titoli, ecc.),
  • quote societarie e denaro contante fino alla concorrenza di 4,3 milioni di euro (in fase di esatta quantificazione).
Le persone arrestate sono:
  1. D’Auria Francesco, 42 anni (residente in provincia di Napoli),
  2. Panariello Gaetano, 58 anni (residente in provincia di Salerno),
  3. Corsaro Carmelo, 53 anni (residente a Settimo Milanese),
  4. Amita Vincenzo, 47 anni (residente a Castellammare di Stabia),
  5. De Martino Pasquale, 56 anni (residente in provincia di Reggio Emilia),
  6. Sciusco Vincenzo, 48 anni (residente a Cerignola)
  7. Infantino Paolo, 44 anni (residente a Cerignola).

Nel complesso, risultano indagate 19 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla reiterata commissione dei delitti di contrabbando di prodotti energetici (art. 40 del Testo Unico sulle Accise), aggravati in ragione della quantità del prodotto commercializzato e della natura transnazionale degli illeciti. Sette società italiane e una società della Repubblica Ceca sono state denunciate anche in relazione alla disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche prevista dal decreto legislativo n. 231/2001, per non aver impedito e, anzi, per aver agevolato la commissione dei reati di associazione a delinquere finalizzata all’evasione dell’accisa di prodotti della carburazione.

L’attività investigativa, coordinata dapprima dalla Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Trento e, successivamente, dalla Procura della Repubblica di Bolzano, ha preso le mosse dal controllo di un’autocisterna effettuato dalle Fiamme Gialle di Bressanone presso la barriera autostradale A/22 di Vipiteno, svolto nell’ambito di un piano di controllo coordinato del territorio pianificato dal Comando Regionale Trentino Alto Adige della Guardia di Finanza.

Le indagini, sviluppate in collaborazione con il Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Bolzano dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno permesso di disarticolare un’agguerrita associazione a delinquere a carattere transnazionale che, in un solo anno, attraverso il valico del Brennero, ha “importato” illegalmente in Italia circa 7 milioni di litri di gasolio.

Scopo del sodalizio criminoso era quello d’introdurre dalla Germania e commercializzare, sul territorio nazionale, gasolio per autotrazione spacciandolo, cartolarmente, come “olio lubrificante”, così da evitare il pagamento dell’accisa (l’imposta indiretta sulla produzione di prodotti petroliferi), che, con riferimento al gasolio, grava per circa il 60% sul prezzo al dettaglio (compresa l’I.V.A.), mentre per l’olio lubrificante acquistato in Germania la stessa è pari a zero.

Per realizzare l’ingentissima frode (limitatamente alle accise, l’imposta evasa, in soli dodici mesi, ha superato i 4 milioni di euro), l’organizzazione si è avvalsa di alcune società “cartiere”, prive di qualsivoglia consistenza economica, strutture operative o personale dipendente, a nome delle quali venivano emessi i documenti (anch’essi fittizi) utilizzati per scortare la merce lungo il viaggio in territorio italiano.

I profili di coordinamento internazionale dell’indagine sono stati curati da Eurojust, organismo dell’Unione europea istituito, nel 2002, per stimolare e migliorare la direzione di indagini penali tra le autorità giudiziarie competenti degli Stati membri dell’U.E., nella lotta alle gravi forme di criminalità organizzata e transfrontaliera.

In sintesi, il meccanismo illecito scoperto era il seguente:
  • dall’Italia partivano le autocisterne vuote, che si dirigevano verso un deposito compiacente situato in Germania (città di Lübben), dove veniva caricato il gasolio, falsamente classificato come “olio lubrificante” (quindi non soggetto ad accisa);
  • le autocisterne piene facevano rientro in Italia, percorrendo un primo tratto su strada, da Lübben fino alla cittadina austriaca di Wörgl; da qui venivano caricate su rotaia e, attraverso il servizio “Ro.La.” (acronimo del termine tedesco Rollende Landstrasse – autostrada viaggiante), giungevano fino a Trento, scortate da una semplice lettera di vettura (c.d. “CMR”);
  • una volta “sbarcati” a Trento, i conducenti delle autocisterne distruggevano le lettere di vettura e proseguivano il viaggio verso un deposito commerciale di prodotti petroliferi sito nell’hinterland milanese. Durante questo tragitto, la merce veniva classificata come “gasolio” e scortata da documenti non genuini (i c.d. “DAS” Documento di Accompagnamento Semplificato), i quali attestavano falsamente che il prodotto aveva già assolto l’accisa ed era diretto verso un operatore autorizzato allo stoccaggio dall’Amministrazione Finanziaria. Pertanto, in caso di ordinari controlli su strada da parte delle Forze di Polizia, i carichi risultavano formalmente ineccepibili;
  • il gasolio trasportato veniva scaricato all’interno dei serbatoi di stoccaggio presenti presso il deposito commerciale, i cui responsabili erano conniventi con i membri dell’organizzazione criminale scoperta. Dal deposito partivano altre autocisterne, per rifornire dei distributori stradali di carburante non rientranti nel circuito delle grandi marche, alcuni dei quali di proprietà di soggetti inseriti nella stessa organizzazione criminale.

A questo schema base, dal mese di marzo 2019, si è aggiunta una variante che ha visto l’utilizzo del “RALpin SA” (che è il corrispondente svizzero del servizio “Ro.La.”) lungo la tratta Friburgo in Brisgovia (Germania)–Novara, con destinazione finale il medesimo deposito italiano dell’hinterland milanese.

L’evasione non ha interessato soltanto le accise ma anche l’I.V.A. gravante sulla commercializzazione del prodotto; infatti, anche le società che cedevano il gasolio ai distributori stradali non adempivano ad alcun obbligo tributario e non provvedevano al versamento dell’I.V.A. addebitata ai clienti e da questi regolarmente pagata. L’ammontare dell’imposta evasa è in fase di quantificazione.
Le investigazioni hanno permesso d’individuare l’intera filiera illecita, dal vertice ai contabili, dai responsabili in loco dei vari depositi ai numerosi trasportatori, dai molteplici prestanomi delle società̀ ai compilatori dei documenti falsi.

Al fine di rendere più efficace l’apparato investigativo, da alcuni mesi, il Comando Regionale Trentino Alto Adige della Guardia di Finanza ha avviato la sperimentazione di un “test speditivo” sviluppato dall’Università degli Studi di Trento, che, in base al tipo di reazione manifestata, permette di definire, immediatamente, l’effettiva genuinità del prodotto trasportato, prescindendo quindi da quanto indicato sui documenti di trasporto o dalla necessità di effettuare dispendiosi approfondimenti d’indagine.

Inoltre, allo scopo di prevenire questo ormai diffuso sistema di frode, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), a guida del Direttore Generale Marcello Minenna, ha messo in atto ulteriori metodi di controllo preventivi che si basano sull’analisi di dati e informazioni contenuti in appositi applicativi informatici. Più precisamente, in attuazione delle norme di cui al decreto legge n. 124 del 2019, verrà introdotto il Documento Amministrativo Semplificato in versione elettronica (il c.d. “e-DAS”), che prevede la trasmissione del documento all’Amministrazione finanziaria da parte degli operatori, i quali dovranno registrarsi sulla piattaforma online messa a disposizione dall’ADM. In questo modo, la stessa Amministrazione potrà venire a conoscenza del trasferimento di prodotto (con accisa assolta) tra i vari depositi. Tali informazioni daranno la possibilità, agli organi di controllo, di effettuare verifiche immediate sui documenti di circolazione al fine di evitare l’utilizzo di DAS contraffatti.

Al danno erariale come sopra accertato, si deve aggiungere il pericolo potenziale per l’ambiente e i mezzi di trasporto derivante dall’immissione in commercio di prodotti energetici non a norma, che ignari consumatori acquistano presso distributori di carburanti presenti sul territorio nazionale.

L’attività illecita, considerato il volume di prodotto illegalmente commercializzato, ha causato anche un’inevitabile distorsione del mercato, penalizzando gli operatori onesti già provati dalla grave crisi che ha colpito il settore.

Traffico illecito di carburante: Operazione congiunta GdF, ADM, Eurojust / Redazione

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Qualiano, sfruttate e costrette a prostituirsi denunciano il loro “protettore”

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Qualiano, sfruttate e costrette a prostituirsi denunciano il loro “protettore”

QUALIANO: sfruttate e costrette a prostituirsi denunciano il loro “protettore”. Carabinieri arrestano 39enne

Qualiano, costrette a prostituirsi, stanche della vita in strada, trovano il coraggio di denunciare il loro protettore. Nello specifico, ecco quanto si legge in una nota delle forze dell’ordine:

“I Carabinieri della stazione di Qualiano hanno arrestato per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione un 39enne di origini albanesi già noto alle ffoo. Avevano raccolto la denuncia di due sorelle di origini ucraine, costrette dal 39enne a prostituirsi e, dal giugno 2019, a subire violenze e minacce. Le aveva “reclutate” per farle prostituire lungo la circumvallazione esterna, tenendo per sé gran parte dei guadagni ottenuti. Aveva sottratto loro il passaporto e prospettato mali di ogni genere alle loro famiglie qualora non avessero seguito i suoi ordini. I militari si sono appostati poco lontano dal luogo in cui le donne erano obbligate a sostare, dove il 39enne era solito passare per riscuotere il denaro e per riportarle a casa.

Individuato e bloccato, l’uomo è stato perquisito: nelle sue tasche il passaporto intestato ad una delle due vittime. In manette, è stato tradotto al carcere di Poggioreale, in attesa di giudizio.

 

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