Castellammare, viaggio tra memoria, accoglienza e segreti di New York: Antonio Monda in “Mattina gloriosa”

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Lo scorso lunedì 29 giugno, la suggestiva cornice del MuDiss (Museo Diocesano Sorrentino Stabiese) di Castellammare di Stabia ha ospitato un’intensa serata culturale, resa ancora più intima da un improvviso temporale estivo.

Davanti a un pubblico di motivati lettori, il noto scrittore Antonio Monda – docente alla New York University e direttore artistico del festival Le Conversazioni – ha presentato “Una mattina gloriosa”, l’attesissimo volume conclusivo della sua celebre saga newyorkese.

All’incontro, moderato dalle abili domande dello scrittore Silvio Perrella, ha preso parte l’Assessora al Turismo Nunzia Acanfora.

Dopo aver portato i saluti del Sindaco Luigi Vicinanza, l’Assessora ha espresso profonda gratitudine agli ospiti, sottolineando il forte legame tra il romanzo e l’identità locale: «Il rapporto tra i luoghi e le persone, tra il viaggio e la memoria, tra la città e le storie che custodisce, riporta a Castellammare», ha dichiarato Nunzia Acanfora, aggiungendo che «Castellammare è una città sul mare che non è soltanto un luogo in cui si arriva e si riparte, ma è un punto in cui si intrecciano storie e ci permette di raccontare la memoria del passato continuando a costruirne di nuove».

L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale, si inserisce in un piano di valorizzazione della città come polo culturale e dei suoi gioielli storici, a partire proprio dal MuDiss, ospitato nei locali dell’antico monastero di San Francesco in Piazza Giovanni XXIII.

L’incontro ha unito riflessioni sulla memoria, il ruolo di New York e il tema dell’accoglienza.

L’opera si rivela come un affascinante mosaico storico ambientato nell’aprile del 1912. La narrazione si sviluppa interamente sulla banchina del molo 59 di New York, il punto esatto in cui sarebbe dovuta attraccare la nave più bella e sicura del mondo: il Titanic.

Monda sfrutta questa fiduciosa attesa per radunare un universo umano straordinariamente eterogeneo, dove personaggi reali della società dell’epoca e figure letterarie si incontrano e si confrontano.

Questo microcosmo diventa il pretesto perfetto per affrontare temi sociali di drammatica urgenza: il razzismo sistemico, gli orrori delle guerre coloniali, le barriere e i sacrifici legati alla difficile vita degli immigrati, fino alla totale mancanza di scrupoli degli arricchiti.

New York emerge così come la protagonista assoluta del romanzo: una metropoli che promette libertà, accoglienza e potenza, ma che finisce per scontarsi con le proprie contraddizioni.

Il fulcro ideale di questa tensione è il “tradimento” dei valori originari della nazione, simboleggiato proprio dal celebre sonetto del 1883 “Il Nuovo Colosso” di Emma Lazarus, inciso sul piedistallo della Statua della Libertà («Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri…»), i cui principi di accoglienza appaiono oggi tragicamente negati.

Durante il dialogo con Silvio Perrella, Antonio Monda ha confessato di aver scritto questo libro prima dell’attuale e buio momento storico, proprio alla ricerca di quei principi fondamentali di accoglienza e libertà che la Grande Mela sa offrire come nessun’altra città al mondo.

L’autore ha poi arricchito la serata svelando la genesi del suo profondo legame con la metropoli, a partire dalla dedica del libro: “Al tassista che mi ha detto ‘benvenuto nel cuore del mondo’ la prima volta che sono arrivato a Manhattan”.

Monda ha ricordato con emozione il suo primo viaggio in America a soli diciotto anni, quando rimase folgorato dalla visione dei grattacieli ancora illuminati dal sole mentre a terra era già buio.

«Vi posso dire che in tanti anni ho passato momenti difficili, di dolore, di solitudine, di rabbia, di angoscia, mai un momento di noia», ha affermato lo scrittore.

Tra i momenti più alti dell’incontro, Monda ha condiviso con la platea del MuDiss anche un prezioso aneddoto personale: il suo incontro con il celebre scrittore Isaac Singer, premio Nobel per la letteratura nel 1878, confermando come la sua capacità di far dialogare grandi personalità storiche e finzione nasca da un amore viscerale per la cultura e la memoria

A rendere l’opera un tassello imperdibile della narrativa contemporanea è lo stile magistrale di Antonio Monda. La sua scrittura possiede la rara capacità di far dialogare la verità storica con l’invenzione letteraria senza mai perdere in fluidità o credibilità.

Attraverso i pensieri, i dubbi e le emozioni intime di personalità realmente esistite, Monda non si limita a descrivere un’epoca, ma vi immerge totalmente il lettore. New York si anima e vibra sotto gli occhi di chi legge, trasformandosi da semplice sfondo a entità viva, pulsante e magnetica.

Il ritmo narrativo è incalzante, privo di qualsiasi momento di noia, fedele allo spirito della metropoli che racconta.

Una mattina gloriosa di Antonio Monda, SIS Mondadori, è un libro che va assolutamente letto perché si inserisce nel nostro presente come un potente e necessario monito.

In un momento storico complesso e a tratti buio, le pagine di Antonio Monda ci ricordano che i valori cardine della civiltà – la libertà e l’accoglienza – non sono conquiste acquisite per sempre, ma principi fragili che richiedono una difesa quotidiana.

È un romanzo che unisce il fascino intramontabile della grande narrazione storica alla lucidità della critica sociale. Una lettura densa e avvolgente che, esattamente come è emerso durante la suggestiva serata al MuDiss, lascia un’impronta indelebile nell’anima del lettore.

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