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Pugilato: Brescia 31 Luglio 2020, Campionato italiano Pesi Super Gallo

Pugilato: Finalmente si riparte, Venerdì 31-07, Campionato Italiano dei pesi Supergallo tra il detentore A. Lorusso e lo sfidante J. Gallo.

Pugilato: Brescia 31 Luglio 2020, Campionato italiano Pesi Supergallo

Finalmente si riparte,

Venerdì 31 Luglio 2020 dalle ore 20,00 in poi, presso il centro sportivo Mario Rigamonti di Brescia, Frazione Buffalora, Via Serenissima, 34, la Loreni Boxe ha allestito la prima manifestazione di pugilato post coronavirus, incentrata sul Campionato Italiano dei pesi Super Gallo tra il detentore del titolo Alessio Lorusso e lo sfidante Juliano Gallo.

Nutrito anche il sottoclou che vedrà all’opera i migliori giovani promettenti della scuderia Loreni opposti ai pari peso provenienti dall’Italia e dalla Croazia.

La manifestazione si terrà seguendo il rigido protocollo dettato dalla FPI e dal Ministero della sanità a seguito del contagio del COVID-19, pertanto, la manifestazione sarà effettuata senza pubblico ma, solo con addetti ai lavori, atleti, operatori sanitari e giornalisti accreditati.

La diretta televisiva è prevista per le ore 22,30 su RAISPORT.

Francesco Cecoro

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Conto corrente online: tutto quello che c’è da sapere per aprirne uno

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Sono praticamente infiniti i settori rivoluzionati dalle nuove tecnologie negli ultimi decenni. Tra questi spicca il settore finanziario e bancario, con l’affermazione, oltre che di svariati servizi disponibili direttamente sulle piattaforme digitali, anche di conti correnti online, apribili tramite pochi click mediante il proprio computer o smartphone.

Destreggiarsi nel mondo delle banche non è sicuramente un compito facile per una persona poco esperta nel settore e lo è ancora di meno quando si parla di prodotti nuovi come i conti correnti online. Fortunatamente ci sono alcuni portali specializzati, come quello di Chescelta, che aiutano gli utenti ad individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

I vantaggi dei conti correnti online

I vantaggi nell’aprire un conto corrente online sono tantissimi.

Prima di tutto è possibile notare un grandissimo risparmio di tempo. Molte persone infatti quando si recano in una filiale della propria banca, si trovano a perdere molto tempo allo sportello o per seguire tutti i processi burocratici che risultano essere piuttosto lenti. Queste ore spese saranno solamente un lontano ricordo per coloro che sceglieranno di aprire un conto corrente online, rendendo ogni operazione eseguibile direttamente da casa.

Proseguendo nell’analisi dei vantaggi, un aspetto importante da considerare sono i costi. I conti correnti online presentano quasi sempre bassissime spese di gestione per l’ente che li propone e, di conseguenza, bassissimi costi per i clienti. Addirittura, non è raro imbattersi in conti correnti online con canone annuo uguale a zero e con costi accessori praticamente irrisori.

Inoltre, a differenza di molti conti correnti tradizionali, spesso e volentieri quelli online offrono servizi innovativi, come ad esempio il trasferimento di denaro immediato tra due clienti della stessa banca, servizi smart di concierge e molto altro.

Tanti vantaggi, meno problemi e costi più bassi: ecco per molti versi cosa sono i conti correnti online.

I migliori conti correnti online

Ovviamente non è possibile dire a priori quale sia il migliore conto correnti per ogni persona, in quanto bisognerebbe analizzare le necessità di ciascuno e capire quale sia la migliore soluzione per ogni situazione.

Di seguito, alcune proposte selezionate tra i migliori conti correnti online sul mercato.

Partiamo con N26. N26 è un conto che si appoggia su banche tedesche, ma che da poco può fornire anche IBAN italiani. Non ha costi di apertura o di gestione. Ad esempio, non vengono applicate commissioni per bonifici e prelievi ATM, così come è gratuita l’emissione di una prima carta di debito. Ovviamente l’offerta può essere arricchita anche con piani a pagamento.

Altra alternativa molto interessante è Widiba. Anche in questo caso non ci sono costi di apertura e nemmeno costi di gestione nel caso ci si facesse accreditare lo stipendio su questo conto. Sempre gratuiti anche i prelievi agli ATM e i bonifici. In questo caso c’è anche la possibilità di richiedere una carta di credito, oltre alla classica carta di debito.

Le alternative sono molte, ogni caso però è a sé. Il consiglio è quello di capire le proprie necessità e successivamente trovare il conto corrente adatto per le proprie esigenze.

Dove trovare le giuste informazioni per scegliere al meglio

Capire cosa può offrire un conto corrente online in più o meno di un concorrente non è di certo semplice. Leggere le condizioni di ogni offerta online potrebbe essere un processo molto lungo ed è quindi consigliabile effettuare prima una buona scrematura.

Per farlo, vengono in aiuto alcuni portali, capaci di fornire preziose informazioni al fine di aiutare gli utenti nella loro scelta. Ovviamente il consiglio è di affidarsi solamente ai migliori del settore, come ad esempio CheScelta.it, portale specializzato, la cui mission è aiutare i futuri clienti a compiere delle scelte più consapevoli.

Photo by Carlos Muza on Unsplash

Serata jazz con Cafiso e Schiavone al Teatro Scoperto

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Francesco Cafiso e Mauro Schiavone, un duo di spessore internazionale, per una grande serata jazz.

Teatro Scoperto: Mercoledì 22 luglio ore 21:30

Francesco Cafiso Duo 

Francesco Cafiso, sax

Mauro Schiavone, piano

Man mano che il concerto va avanti, dalla prima all’ultima nota suonata da Francesco Cafiso e Mauro Schiavone, traspare un feeling profondo.

La creatività, i sentimenti e la follia artistica scaturiscono inevitabilmente da due anime che parlano la stessa lingua.

Il repertorio del Duo è composto da brani tratti dal nuovo lavoro discografico di Cafiso dal titolo “3”, il primo costituito interamente da sue composizioni originali.

Il progetto, composto da tre album diversi pubblicati in contemporanea – “Contemplation, La banda” e “20 cents per note” – vede Cafiso nelle nuove vesti di compositore, arrangiatore e concertatore, oltre che di musicista già riconosciuto tra i più grandi al mondo.

Cafiso, con la sua voce calda e lirica, disarticola la melodia dei brani, costruendo assoli straordinari per originalità e creatività.

Schiavone assicura al collega un vero e proprio tappeto sonoro, creando sulla tastiera del suo pianoforte linee melodiche moderne e di gran classe, supportate da una complessa struttura armonica e ritmica, senza però rinunciare a pregevoli assoli.

Ne scaturisce un dialogo di altissimo livello tra due grandi artisti a conferma della vitalità e del prestigio di cui gode oggi il jazz italiano.

Francesco Cafiso, sax

È nato a Vittoria il 24 Maggio 1989.

È uno dei talenti più precoci nella storia del jazz.

Già a nove anni muove i primi passi facendo esperienze con musicisti di fama internazionale quali Bob Mintzer, Maria Schneider, George Gruntz, Gianni Basso e molti altri.

Decisivo per la sua carriera è l’incontro, nel luglio del 2002, durante il Pescara Jazz Festival, con Wynton Marsalis che, stupito dalle sue qualità musicali, lo porta con sé nell’European tour del 2003.

Da allora, Francesco ha suonato nei Jazz Festival, nei teatri e nei Jazz Club più importanti del mondo.

Ha vinto diversi premi prestigiosi, tra i quali il Premio Nazionale Massimo Urbani a Urbisaglia, il premio EuroJazz a Lecco, l’International Jazz Festivals Organization Award a New York, la World Saxophone Competition a Londra, il Django d’Or a Roma, e ricevuto molti altri importanti riconoscimenti.

Per fare nuove esperienze musicali, è stato a New Orleans, dove ha suonato con Ellis Marsalis e molti altri importanti musicisti del luogo.

Nel 2004 ha partecipato come ospite al Festival di Sanremo.

Nel 2005 lo Swing Journal, l’autorevole rivista giapponese di musica jazz, gli ha conferito il New Star Award, premio riservato ai talenti stranieri emergenti e, subito dopo, si è affermato nel Top Jazz, referendum della rivista italiana Musica Jazz, che lo ha riconosciuto miglior nuovo talento dell’anno.

Ha suonato con grandissimi musicisti quali: Hank Jones, Dave Brubeck, Cedar Walton, Mulgrew Miller, Jimmy Cobb, Ben Riley, Ray Drummond, Lewis Nash, James Williams, Joe Lovano, Christian McBride, George Mraz, Kenny Wheeler, Gonzalo Rubalcaba, Enrico Rava, Stefano Bollani e moltissimi altri.

Nel 2006 consegue il Diploma di laurea di I livello in Flauto Traverso presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali V. Bellini di Catania.

Dal 2008 è direttore artistico del “Vittoria Jazz Festival” a Vittoria, sua città natale.

Il 19 gennaio del 2009 ha suonato a Washington DC durante i festeggiamenti in onore del Presidente Barack Obama e del Martin Luther King Jr. day.

Il 17 luglio del 2009, Umbria Jazz lo ha nominato “ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo”.

Nel 2010 consegue la laurea specialistica di II livello in Jazz presso il Conservatorio Corelli di Messina e subito dopo si esibisce in Cina durante il festival “The best of Italian Jazz” in occasione dell’Expo a Shangai.

Nel 2012 ha arrangiato “Don’t Stop”, la musica di sottofondo dello spot pubblicitario ENI Station.

Nel luglio del 2012, in occasione dei Giochi Olimpici, è stato invitato a esibirsi a Londra, presso la sede di Casa Italia, alla presenza dell’Ambasciatore italiano a Londra e dei vertici del CONI.

Nel settembre 2012, durante una lunga permanenza negli stati Uniti, ha tenuto una serie di masterclasses di sassofono alla UPenn, la prestigiosa università di Filadelfia.

Nei primi del mese di giugno 2013, per volontà del Ministero degli Esteri ed espressa scelta del Console Generale di Philadelphia, in collaborazione con il Segretario di Stato Americano John Kerry, Francesco è stato scelto per rappresentare l’Italia per suonare nell’ambito dei festeggiamenti per l’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti.

Il 20 febbraio 2014, a New York, ha ricevuto dall’American Society of the Italian Legions of Merit il “Grand Award of Merit”, per il contributo che Francesco ha dato, in rappresentanza dei musicisti siciliani, allo sviluppo e alla diffusione del Jazz nel mondo.

Nel Marzo 2015 viene pubblicata l’ambiziosa opera discografica denominata “3” (Alfredo Lo Faro Produzioni), costituita da tre album profondamente diversi tra loro: “La Banda”, “Contemplation” e “20 Cents Per Note”. Pubblicati in contemporanea, i tre dischi vedono Cafiso nelle vesti di compositore, arrangiatore ed esecutore.

Nel 2016, ha creato la sua propria etichetta discografica dal nome “EFLAT records”.

Mauro Schiavone, pianoforte

Pianista e compositore palermitano nato nel 1975.

Precocemente inizia a suonare la chitarra, il pianoforte, il violino, a improvvisare e a comporre musica da camera e per orchestra sinfonica. All’età di dieci anni inizia i suoi studi dì pianoforte al Conservatorio di Palermo e a dodici accede al corso di composizione di Eliodoro Sollima presso lo stesso istituto; nell’88 accede, per esame obbligatorio, alla categoria “autori” della S.I.A.E ed è ospite presso la trasmissione radiofonica “Incontri” della R.A.I., eseguendo musiche di W.A.Mozart. Negli stessi anni, parallelamente alla musica classica, la forte passione per il jazz e il mondo della black music lo portano a suonare e a sviluppare da autodidatta questi linguaggi, intraprendendo gradualmente un’intensa attività concertistica da solista, in combo e in orchestre varie (vedi attività artistica). Sì diploma in pianoforte nel ’95, con il massimo dei voti e la lode, presso il Conservatorio di Palermo sotto la guida dì M. Latora. In seguito dopo, avere abbandonato al VII anno il corso di composizione a Palermo, decide di diplomarsi nel 2011 al Conservatorio dì Trapani, sotto la guida del compositore milanese Sergio Lanza.

Ha ottenuto diversi premi in concorsi pianistici classificandosi tra i primi posti, tra i quali il premio speciale “Prokofiev award” all’International Piano Competition Ibla Grand Prize 1992 e i primi premi all’ “A.M.A. Calabria” edizione ’92 e al “Città di Modica” edizione ’91. Si perfeziona seguendo delle masterclass sulla musica per pianoforte di W.A.Mozart e Claude Debussy, dirette da Eliodoro Solli ma e Aldo Ciccolini.

Attività artistica. Svolge attività concertistica come pianista solista, da camera e d’orchestra, per diverse associazioni musicali ed enti (Teatro Massimo di Palermo, O.M.C, Orchestra Sinfonica Siciliana, Zephir Ensemble, etc… ) affrontando un repertorio che spazia dai classici al novecento, ma sin dagli inizi le sue esperienze si muovono parallelamente dalla musica cosiddetta “colta” ad altri linguaggi musicali.

Molte sue composizioni e prime assolute sono state eseguite in Italia e all’estero da lui stesso e da vari ensemble tra cui: Guitalian Quartet, O.M.C. di Palermo, Trio Strabern, Trio chitarristico siciliano, ensemble del Sonata Islands Festival 2008, Quartetto Kromatics, ed altri.

Nel ’94, insieme al batterista e compositore G. Urso, forma il quartetto “Vìnum de Cupa”

con il quale ha suonato in numerosi contesti in Italia e all’estero tra cui la Radio nazionale di Budapest (Bartòk Radio) e il Szàmbèk jazz Open 03 (Ungheria). Da leader e sideman, in numerose rassegne e Jazz Festivals nel mondo e incisìoni discografiche, ha collaborato con: Dave Liebman, Dusko Goycovich, Eliot Zìgmund, Howard Levy, Brad Wheeler, Bìll Morìng, Jack Walrath, Joy Garrison, Pietro Tonolo, Stefano D’Anna, Gianni Basso, Maurizio Giammarco, Robert Bonisolo, Michele Hendricks, Jacek Kochan, Pietro Leveratto, Marco Tamburini, Michael Rosen, Orazio Maugerì, Giampaolo Casati, Fabrizio Bosso, Tony Cattano, Sìlvia Bolognesi, Giuseppe Urso, Pietro Ciancaglìni, Rosario Giuliani, Jean-loup Longnon, Gianluca Petrella,

Marco Panascia, Marcello Pellitteri, Francesco Cusa, Cristoph Monniot, Enzo Randisi, Gianni Gebbia, Giuseppe Mitici, Rosalba Bentivoglio, etc …

Inoltre insieme all’Orchestra Jazz Siciliana ha avuto modo di collaborare con:

Michael Torke, Mìchael Mantler, Toots Thelemans, Diane Shuure, Arturo Sandoval, Bìll Russo, Miky Howard, Bob Mintzer e Jack Walrath.

Con gli “Accabbanna” di Olivia Selleria e Pietro Leveratto ha suonato ad Umbria jazz 04, Siena jazz edizione 05 e 06, Montreal Jazz Festival 06, Baku Jazz festival 06, Festival internacional Jazz Barcellona e in numerose altre rassegne. Nell’agosto del 2006 ha vinto insieme all’Hector Mann Music Crew (M.Schiavone, F.  Guaiana, M. Bonarius) il primo premio al V festival internazionale del cinema muto musicato dal vivo “Strade del Cinema 2006”, svoltosi ad Aosta.

Mariella Musso

Simulavano di produrre pasta biologica dai migliori grani siciliani

Imprenditori della provincia di Enna e di Messina simulavano di produrre pasta biologica siciliana. Sequestrati beni per mezzo milione.

La Guardia di Finanza di Enna con l’operazione “Fatti di grano” ha scoperto una maxi truffa e sequestrato conti correnti ed immobili per un importo complessivo di € 500.000,00, ad imprenditori della provincia di Enna e di Messina. Dovevano produrre pasta biologica dai migliori grani siciliani nel territorio agirino, ma il pastificio è stato realizzato solo sulla carta.

E per realizzare questo progetto una “startup” innovativa messinese ha avuto accesso – nell’anno 2018 – ad un finanziamento aziendale per 500 mila euro quasi integralmente garantito dallo Stato, per la ristrutturazione e la messa in funzione di un preesistente pastificio chiuso da tempo.

Ed infatti la scelta di Agira (En), quale sede operativa della società, costituiva un valore aggiunto al progetto. Il territorio presenta numerosi ettari di terreni coltivati e coltivabili e, soprattutto, ampi spazi dedicati a varie, tra le più pregevoli, qualità di grano siciliano; sito ideale, quindi, ove far sorgere un pastificio “biologico ed oligominerale”.

Le fiamme gialle del Comando Provinciale di Enna hanno, però, scoperto che il progetto era solamente sulla carta diretto ad una truffa per ottenere i fondi pubblici, di quello che doveva essere un volano dell’economia green agirina era rimasto un fabbricato in totale stato di abbandono.

Contrariamente alle premesse, invero, i finanziari del Gruppo di Enna all’esito di mirate e complesse indagini economico-finanziarie, ricostruendo l’iter di tutta la vicenda, hanno accertato che l’amministratore unico dell’azienda, in concorso con altri imprenditori e professionisti, era riuscito a farsi finanziare illecitamente, mediante l’utilizzo di documentazione falsa e l’interposizione fittizia di una “società di comodo”, un mutuo pari ad euro 500.000,00, garantito da Mediocredito Centrale, destinato ad incentivare l’anzidetta iniziativa industriale che, come hanno testimoniato gli accertamenti, non è mai partita.

In particolare, le investigazioni contabili e finanziarie hanno accertato la natura surrettizia e meramente cartolare dell’investimento; i soggetti convolti, infatti, dopo aver “incassato” l’intero finanziamento, hanno abbandonato l’opificio industriale facendolo sprofondare nell’incuria e nel degrado.

Conseguentemente, oltre al responsabile della società con sede legale a Montagnareale (ME) e stabilimento in Agira (EN), vero dominus della vicenda, sono state deferite alla Procura della Repubblica di Enna, diretta dal Dott. Massimo Palmeri, altri 3 soggetti, a vario titolo compartecipanti nei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” e “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e privato”.

In tale contesto, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica – Dott.ssa Daniela Rapisarda, che ha coordinato le relative indagini, il GIP del Tribunale di Enna ha disposto il sequestro preventivo di beni, finalizzato alla confisca “per equivalente”, per un importo di 500.000,00 euro.

Pertanto, sono stati sottoposti a sequestro numerosi conti correnti bancari e due immobili, corrispondente per valore all’ammontare del sequestro disposto dall’A.G..

Le indagini hanno interessato anche il profilo erariale, con la segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti delle gravi responsabilità rilevate a carico degli indagati.

L’operazione del Gruppo di Enna, in linea alle direttive operative del Comando Provinciale, s’inquadra nel più ampio contesto della lotta alle frodi a danno della collettività e testimonia, ancora una volta, il peculiare ruolo della Guardia di Finanza quale forza di polizia, a tutela e presidio degli interessi economico-finanziari del bilancio nazionale e degli Enti locali, in modo da assicurare che le risorse disposizione siano correttamente impiegate per favorire le politiche di sviluppo sociale ed imprenditoriale del territorio.

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Circumvesuviana, più corse Napoli-Sorrento e nuovo parcheggio a Meta

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Circumvesuviana, l’annuncio del presidente dell’Eav Umberto De Gregorio: “Più corse Napoli-Sorrento e nuovo parcheggio a Meta”

Questa mattina il presidente dell’EAV, Umberto De Gregorio, ha ricevuto il Sindaco di Meta di Sorrento, Giuseppe Tito, accompagnato da alcuni rappresentati del Movimento 5 Stelle della penisola sorrentina – Domenico Lusciano e Rosario Lotito – per affrontare alcuni temi legati alla linea della Circumvesuviana.

Gli esiti dell’incontro:

CONCESSIONE AREA DI PARCHEGGIO EAV AL COMUNE DI META
EAV e il Comune di Meta hanno siglato un contratto per la concessione temporanea al Comune dell’area di parcheggio adiacente alla stazione circumvesuviana di Meta.
Un’area di oltre 700 mq, che il Comune potrà utilizzare esclusivamente per esercitare l’attività di parcheggio a titolo non oneroso. E’ posta a carico del Comune ogni attività manutentiva ordinaria e di regolare pulizia dell’area in oggetto così come tutte le opere eventualmente necessarie per rendere agibile e mettere in sicurezza il cespite.
In tale parcheggio è prevista anche l’installazione di bici elettriche con relative colonnine di ricarica, a gestione privata, sul modello appena sperimentato sul Monte Faito.

ESTENSIONE DEL SERVIZIO FERROVIARIO, FESTIVO E PREFESTIVO, AI RESIDENTI E AI LAVORATORI DELLA PENISOLA SORRENTINA
Da sabato 25 luglio, EAV consentirà, su richiesta, ai residenti e ai lavoratori dei Comuni della penisola Sorrentina di usufruire, nei giorni di sabato, domenica e festivi, del servizio ferroviario EAV sulla linea Napoli – Sorrento, che, nella fascia oraria 11.30 – 16,00, limita nella stazione di Castellammare di Stabia, al fine di proseguire il proprio viaggio fino alla stazione di Sorrento.

 RIPRISTINO CORSA FERROVIARIA PER SORRENTO
Il treno direttissimo per Sorrento delle ore 13:41 da Napoli, che, nei giorni di sabato, domenica e festivi, limita il servizio viaggiatori nella stazione di Castellammare di Stabia, da sabato 25 luglio proseguirà fino a Sorrento, effettuando servizio viaggiatori nelle fermate di Napoli Porta Nolana, Napoli Garibaldi, San Giorgio a Cremano, Portici Via Libertà, Ercolano Scavi, Torre del Greco, Pompei Scavi Villa dei Misteri e tutte quelle comprese tra Castellammare di Stabia e Sorrento. Questo per venire incontro alla richiesta di prevedere una corsa ordinaria, oltre al Campania Express, che colleghi Napoli con Sorrento nella fascia orario tra le 10 e le 16.

L’incontro si è svolto in un clima sereno e collaborativo, dove sono state condivise sostanzialmente le linee d’azione intraprese da EAV per gestire l’emergenza covid.

Covid-19 Campania, crescono ancora i contagi: l’appello di De Luca ai Sindaci

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Covid-19 Campania, crescono ancora i contagi e un decesso. L’appello di De Luca ai Sindaci: “Bisogna chiudere i negozi che non rispettano le misure anti-Covid”

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha fatto appello a tutti i sindaci della Regione affinchè vengano fatte rispettare le norme anti-Covid anche nei locali.

“Voglio fare un appello ai sindaci: bisogna mandare i vigili urbani a chiudere i negozi nei quali si trovano commessi o clienti privi di mascherina.

Campania, l’appello del Presidente De Luca:

Non è più tempo di sottovalutazioni. Ci sono giovani che pensano che il problema non esista più. Questa è una posizione irresponsabile. Si può convivere con il virus, ma occorre senso di responsabilità da parte di tutti.” ha affermato il Governatore campano.

?COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA

Questo il bollettino di oggi:

Positivi del giorno: 6
Tamponi del giorno: 1.590

Totale positivi: 4.839
Totale tamponi: 314.126

Deceduti del giorno: 1
Totale deceduti: 434

Guariti del giorno: 4
Totale guariti: 4.108 (di cui 4.108 totalmente guariti e 0 clinicamente guariti. Vengono considerati clinicamente guariti i pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventano asintomatici per risoluzione della sintomatologia clinica presentata ma sono ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).

Sharing ART, i racconti della Villa | Residenza artistica

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SHARING ART, I RACCONTI DELLA VILLA CONFERENZA STAMPA GIOVEDì 23 LUGLIO ORE 18.30

Condividere la propria arte, creare nuovi linguaggi teatrali e cinematografici e trovare nella crisi nuove opportunità: questi sono gli obiettivi di Sharing art, i racconti della Villa.

Il progetto è concepito per dare sostegno gli attori gravemente indeboliti economicamente dalle conseguenze della pandemia. È rivolto a tutti quegli artisti che hanno perso il lavoro ed uno spazio in cui provare. La Klimax fornirà gratuitamente vitto, alloggio e un palcoscenico dotato di service audio e luci dall’8 luglio al 19 settembre 2020 a 75 attori, distribuiti su quattro cicli di soggiorno di 12 giorni ciascuno.

Giovedì 23 Luglio alle ore 18.30, sarà presentato il calendario della kermesse teatrale presso la residenza artistica di Sharing art.

Programma:

ore 18.30 – 19.30, Conferenza  Stampa di presentazione di Sharing art, i racconti della Villa

ore 19.30 –  20.15 Presentazione del libro di Gerardo Scala “Una finestra sul mondo”

20.30 musica dal vivo di Time Line Rock Band

Vernissage con buffet e mostra “Io sono Italiano”

Nel corso della Conferenza interverranno:

– Luca Varone, attore e direttore artistico della Klimax Enghish Theatre Company *biografia in allegato

– Solange Corso, attrice e Segretario dell’Associazione Klimax Cultura e Spettacolo

– Elodie Serra, attrice e organizzatrice dell’Evento “Sharing art, i racconti della villa”

– Danilo Gigante, Pres. International Broker Art, presenta la mostra “Io sono italiano” realizzata dal M° Alfonso Mangone * biografia in allegato

– Luciano Giuliano, Direttore Artistico rassegna teatrale, “Sharing art, i racconti della Villa” presso Villa Levante a Poggiomarino

Modera: Carla Schiavo, giornalista e addetto stampa

è stato invitato:

Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania

La stampa è invitata a partecipare.

Per richiesta di accrediti stampa basta inviare una email a: ufficiostampa@klimaxtheatre.it

Indirizzo della residenza artistica: Via Civita, 5a Pompei (Na)

Come raggiungere la residenza tramite un navigatore: https://goo.gl/maps/5wEcGrXeGSSwteQr6

Operazioni ad alto impatto della Polizia a controllo del territorio

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Operazioni ad alto impatto della Polizia di Stato a controllo del territorio di Porta Capuana, San Giorgio a Cremano e Arenella

Operazioni ad alto impatto della Polizia a controllo del territorio

Porta Capuana: tre persone denunciate per resistenza ed oltraggio a Pubblico Ufficiale.
Stanotte gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno fermato in vico Foglie a Carbonara tre persone intente a confabulare tra loro che, alla loro vista, hanno iniziato ad insultarli.

I tre uomini hanno tentato di eludere il controllo continuando ad inveire contro i poliziotti e richiamando l’attenzione dei residenti della zona invitandoli a intervenire in loro difesa.

P.B., V.B. e V.P., napoletani di 22, 20 e 26 anni con precedenti di polizia, sono stati denunciati per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

ALTO IMPATTO A SAN GIORGIO A CREMANO
Ieri sera gli agenti del Commissariato di San Giorgio a Cremano e i militari della Guardia di Finanza, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in via Manzoni, piazza Giordano Bruno, piazza Massimo Troisi, piazza Carlo di Borbone e piazza Europa.

Nel corso dell’attività sono state identificate 166 persone di cui 12 con precedenti di polizia e sono state controllate 60 autovetture e 13 motocicli.

Sono state contestate 4 violazioni del Codice della Strada per guida senza patente perché mai conseguita, per mancata copertura assicurativa e per guida senza casco protettivo; 2 veicoli sono stati sequestrati amministrativamente e un motociclo è stato sottoposto a fermo amministrativo.

Arenella: controlli straordinari
Sabato scorso gli agenti del Commissariato Arenella hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel quartiere Arenella tra la zona ospedaliera, via Domenico Fontana, i Camaldoli, via Pietravalle e piazza Arenella.

Nel corso dell’attività sono state identificate 48 persone di cui 12 con precedenti di polizia e sono stati controllati 18 autoveicoli e 7 motocicli; inoltre, sono stati effettuati controlli a 8 esercizi commerciali tra cui 4 sale scommesse.

Infine, sono state controllate 12 persone sottoposte alla misura della detenzione domiciliare; tra esse, un napoletano di 39 anni è stato denunciato per evasione poiché si era allontanato dal proprio domicilio in via Giacinto Gigante.

Redazione

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Agenzia delle Entrate e GdF: accordo per lotta evasione fiscale

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Agenzia delle Entrate e GdF uniti nel contrasto all’evasione fiscale internazionale: è questo l’obiettivo del provvedimento congiunto sottoscritto oggi.

Agenzia delle Entrate e GdF: accordo per lotta all’evasione fiscale internazionale

Collaborazione nella lotta ai fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero. È questo l’obiettivo del provvedimento congiunto sottoscritto oggi tra l’Avv. Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate e il Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Zafarana, Comandante Generale della Guardia di Finanza, per dare attuazione all’articolo 2 del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, in tema di monitoraggio fiscale.

Quest’ultima disposizione, al fine di contrastare i fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero, riconosce al Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle entrate e ai Reparti Speciali della Guardia di Finanza la possibilità di richiedere agli intermediari e agli altri operatori finanziari le informazioni relative alle operazioni finanziarie da e verso l’estero di importo pari o superiore a 15.000 euro, anche per masse di contribuenti e agli operatori tenuti agli adempimenti antiriciclaggio, l’identità dei titolari effettivi con riferimento a specifiche operazioni con l’estero o rapporti a esse collegati.

Il provvedimento congiunto, che sostituisce il precedente del 2014, disciplina, tra l’altro, le modalità tecniche di trasmissione e ricezione delle richieste e delle relative risposte.

L’accordo si inserisce in un consolidato contesto di collaborazione istituzionale tra il Corpo della Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, caratterizzata da una sinergica azione di stimolo alla compliance e di contrasto ai più pericolosi fenomeni di evasione fiscale, anche di tipo internazionale, a tutela dell’economia sana del Paese.

Redazione

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F1, Leclerc:”La mia Ferrari non è ancora bilanciata”

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Leclerc:”Dobbiamo lavorare ancora tanto”

F1, Leclerc:”La mia Ferrari non è bilanciata”

Piove ancora sul bagnato in casa Ferrari. Il weekend in Ungheria ha fatto capire che per il team di Maranello la strada è ancora lunga e c’è ancora tanto lavoro da fare. Per fortuna, adesso i meccanici della Rossa avranno una settimana in più per fare tutti gli aggiustamenti del caso e per assegnare a Vettel e a Leclerc una vettura competitiva nel prossimo Gran Premio a Silverstone, domenica 2 agosto. “L’auto non è bilanciata” ha detto Charles Leclerc al termine del Gran Premio, quello d’Ungheria, che l’ha visto tornare a casa senza neanche un punto. A tal proposito, riportiamo le parole del monegasco al termine della gara:

 

“Mancava bilanciamento alla mia Ferrari, non capisco cosa sia successo. La chiamata sulle soft non è stata corretta, però dobbiamo imparare anche da questa situazione. In ogni caso non sarebbe cambiato molto rispetto al risultato. Dobbiamo guardare i dati, davvero non capisco: nei giorni scorsi c’era il bilanciamento sulla vettura, in gara  invece no e dobbiamo capire cosa è successo. In qualifica il bilanciamento era buono, è andata meglio di quanto ci aspettassimo, ma in questa gara è stato tutto difficile. Dobbiamo lavorare ancora tanto”

Alcool di contrabbando, Cocaina e armi sequestrate a Torremaggiore (FG)

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GUARDIA DI FINANZA FOGGIA: ALCOOL DI CONTRABBANDO, COCAINA E ARMI SEQUESTRATE A TORREMAGGIORE. UN ARRESTO E QUATTRO DENUNCE – VIDEO

Alcool di contrabbando, Cocaina e armi sequestrate a Torremaggiore (FG)

Nei giorni scorsi, militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Foggia hanno condotto un’operazione di polizia giudiziaria, finalizzata al contrasto del traffico illecito di prodotti alcolici, immessi in consumo nel territorio foggiano senza assolvere le imposte dovute (IVA e Accise), e della detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività svolta dai militari della Compagnia di Manfredonia ha permesso di individuare e sequestrare in agro di Torremaggiore un opificio non autorizzato, attrezzato per la distillazione, lo sbiancamento, l’imbottigliamento e l’etichettatura di alcool di contrabbando da destinare al mercato alimentare. Oltre all’impianto produttivo abusivo sono stati rinvenuti – e posti in sequestro a disposizione della Procura della Repubblica di Foggia – poco più 23.000 litri di alcool denaturato, 4.000 tra fascette dei monopoli ed etichette contraffatte che sarebbero state applicate sulle bottiglie da immettere poi in commercio.

In dettaglio, durante l’attività di pattugliamento, concentrata sulle rotabili nell’agro di Torremaggiore, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno notato all’interno di un autoparco un autocarro, con targa polacca, dal quale stavano scaricando pedane con flaconi contenenti liquido di colore giallo, pertanto eseguivano un controllo di polizia. Da un riscontro immediato sulle banche dati in uso al Corpo è emerso che i documenti di trasporto esibiti – che certificavano un trasporto di liquido disinfettante – erano falsi, in quanto riportavano dati riferiti a società inesistenti, date di trasporto errate e luoghi di destinazione della merce diversi da quello effettuato.
Di conseguenza il controllo è stato esteso all’interno del deposito dove i militari hanno scoperto un opificio in perfetto stato di funzionamento e tutte le attrezzature necessarie per il trattamento e l’imballaggio dell’alcol in bottiglie da litro destinate al consumo alimentare.

L’imposta (accisa) sull’alcol sequestrato sottratta alle casse dello Stato è stata stimata in circa 238.000 euro, mentre l’introduzione sul mercato dei 23.000 litri di alcool, imbottigliati ed etichettati in modo tale da ingannare i consumatori sulla reale provenienza e genuinità del prodotto, avrebbe assicurato all’organizzazione criminale un margine di guadagno di circa 70 mila euro.

Da controlli, eseguiti nell’immediatezza dei fatti, presso i domicili e altri luoghi nella disponibilità dei soggetti trovati all’interno del deposito ispezionato, sono stati rinvenuti e sequestrati:

  1. 350 gr. di cocaina;
  2. nr. 1 pistola marca “taurus” mod. 357 magnum, con relativo munizionamento (7 proiettili), oggetto di furto a danno di una guardia giurata nell’ottobre del 2018;
  3. nr. 58 carte di credito prepagate.

All’esito delle attività di polizia descritte n. 5 responsabili, di cui uno tratto in arresto, sono stati, a vario titolo, denunciati alla Procura della Repubblica di Foggia, per la sottrazione all’accertamento e pagamento dell’accisa sull’alcol, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per detenzione abusiva di armi e ricettazione.

L’attività di servizio testimonia lo sforzo operativo della Guardia di Finanza nel settore del contrabbando in tutte le sue forme, teso a disarticolare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte nei confini dello Stato che, nello specifico settore dei prodotti alcolici, si traducono nel mancato assolvimento degli obblighi impositivi in materia di accise e IVA

Redazione

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Operazione “Darknet” anticamorra: 9 cautelari, 17 aziende sequestrate

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Operazione “Darknet” anticamorra in Emilia Romagna ed in contemporanea in Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Basilicata e Piemonte – VIDEO

Operazione “Darknet” anticamorra: 9 cautelari, 17 aziende sequestrate

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con la collaborazione del G.I.C.O. di Bologna e dei colleghi di altri 14 Comandi Provinciali, hanno dato l’avvio stamane, 21 luglio 2020, alle prime luci dell’alba, ad una vasta operazione di polizia denominata “DARKNET”, in Emilia Romagna ed in contemporanea nelle regioni Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Basilicata e Piemonte, che ha disarticolato un’associazione criminale di matrice camorristica; con base nella Bassa Romagna – in particolare nella città di Cattolica, ma con ramificazioni e interessi economici anche in altre Province (Avellino, Napoli, Salerno, Potenza, Matera, Pesaro-Urbino, Forlì-Cesena, Parma, Torino, Milano), con al vertice personaggi legati al clan dei “SARNO” e dei “CASALESI”, rispettivamente egemoni sul quartiere “Ponticelli” di Napoli e nell’Agro Aversano (CE).

300 militari della Guardia di finanza, coordinati e diretti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione oggi – in 15 province di 8 regioni italiane – a 80 perquisizioni e ad un’ordinanza emessa dal Gip presso il Tribunale di Bologna che ha disposto misure cautelari nei confronti di 9 persone (5 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e un obbligo di dimora) per i reati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, intestazione fittizia di beni, turbativa d’asta, corruzione, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, che vedono a vario titolo coinvolte 55 persone; i REATI sono AGGRAVATI, per taluni di loro, dal fatto di averli commessi AL FINE DI AGEVOLARE I RISPETTIVI CLAN DI APPARTENENZA (aggravante di cui all’art. 416 bis 1 del codice penale).

Nel contempo le Fiamme Gialle hanno dato seguito all’esecuzione di un decreto con il quale lo stesso GIP ha ordinato: il sequestro preventivo (in 11 province) delle quote sociali e dei beni aziendali di ben 17 imprese ritenute infiltrate dalla criminalità organizzata e fittiziamente intestate a soggetti prestanome, operanti nei settori edilizia, ristorazione, commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, sale gioco, impiantistica, noleggio auto, il tutto per un valore complessivo stimato di 30 milioni di euro; nonché il sequestro per equivalente in ordine ai reati di riciclaggio e corruzione di ulteriori beni e disponibilità per un valore di circa un milione di euro.

Le complesse indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini, partite dalla città di Cattolica, ove risultano domiciliati diversi esponenti della criminalità organizzata campana e i loro familiari, sono state avviate nel novembre 2017 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Rimini e successivamente – atteso il coinvolgimento della criminalità organizzata – sono state trasferite per competenza alla Procura distrettuale di Bologna, Pubblico Ministero Dott. Marco Forte.

Le investigazioni hanno in sostanza permesso di far emergere l’esistenza di una compagine criminale stabilmente stanziata nella provincia riminese, al cui interno si evidenziano in posizione di predominio:

  1. IORIO Giovanni (destinatario di o.c.c. in carcere), pluripregiudicato, sorvegliato speciale, cognato di Vincenzo SARNO, (capo dell’omonimo clan napoletano e oggi collaboratore di giustizia);
  2. RAUCCI Luigi Saverio (destinatario di o.c.c. in carcere), pluri-pregiudicato, gravato da 4 condanne definitive per reati contro la persona e in materia di armi, genero di ZUPO Enrico (pluripregiudicato, gravato da condanne definitive, per complessivi 25 anni di reclusione, per traffico di stupefacenti, indiziato di appartenere al “Clan dei Casalesi”), nonché cugino di Giovanni IORIO;
  3. DE MARTINO Antonio (destinatario di o.c.c. in carcere), volto “pulito” dell’associazione incaricato della gestione delle diverse società operanti nel settore dell’impiantistica industriale, di cui IORIO e RAUCCI erano soci occulti ed effettivi dominus.

Accanto a costoro, sono stati individuati altri due livelli: il primo costituito da coloro che avrebbero posto la propria attività al servizio del sodalizio nella consapevolezza della correlazione funzionale con gli obiettivi dello stesso, ovvero:

  1. ZUPO Salvatore (destinatario di o.c.c. in carcere),
  2. CERCOLA Francesco (destinatario di o.c.c. in carcere),
  3. COPPOLA Pasquale (agli arresti domiciliari),
  4. GINEFRA Tania (agli arresti domiciliari);

il secondo livello è invece costituito da tutti quei soggetti, oltre 30, che si sarebbero prestati nell’attività illecita specie di interposizione fittizia, ma dei quali non vi è certezza della partecipazione al sodalizio criminale, trattandosi di persone reclutate all’occorrenza per ragioni di parentela o vicinanza con i singoli indagati, come nel caso di SIGNORINO Paola (incaricata di pubblico servizio, agli arresti domiciliari) e STAPANE GENNARO (destinatario di obbligo di dimora).

Le indagini hanno reso possibile documentare le fasi evolutive della cellula criminale, che in breve tempo, al fine di agevolare l’operatività dei clan camorristici (ex art. 416 bis 1 del c.p.) è riuscita a:

  • a) infiltrarsi nell’economia legale della Romagna e aree limitrofe, controllando diverse attività economiche in diversificati settori imprenditoriali, come l’edilizia, la ristorazione e l’impiantistica industriale, drenando risorse mediante fatturazioni per operazioni inesistenti tra le società a loro riconducibili;
  • b) asservire la funzione pubblica di due incaricati di pubblico servizio, agli scopi dell’organizzazione criminale, per l’acquisizione illegale di appalti pubblici;
  • c) reinvestire e auto-riciclare in attività imprenditoriali, immobiliari e finanziarie, ingenti somme di denaro derivanti da attività delittuose;
  • d) intestare a terzi ingenti patrimoni e attività commerciali frutto di attività estorsive e dello spaccio
    di stupefacenti;
  • e) affermare il proprio controllo egemonico sul territorio basso romagnolo e potentino, attraverso la repressione violenta dei contrasti interni.

In particolare, è emerso che Giovanni IORIO e RAUCCI Luigi Saverio, nonostante un apparente situazione reddituale insufficiente a soddisfare i fabbisogni primari, in realtà manifestavano un’elevata disponibilità economica, derivante – come chiarito dalle intercettazioni telefoniche e ambientali – dalla loro partecipazione occulta in numerose società operanti nei più disparati settori economici e formalmente intestate a prestanome, dalle quali gli indagati, con la connivenza del commercialista COPPOLA Pasquale, drenavano gli utili mediante emissione di fatture per operazioni inesistenti per centinaia di migliaia di euro e il successivo prelievo in contanti dei pagamenti ricevuti.

Inoltre, società di fatto riconducibili ai due pregiudicati erano riuscite ad ottenere – tramite pratiche corruttive e alterando le gare d’appalto, l’esecuzione di lavori pubblici all’interno della Stazione Sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari (SSICA) di Parma, fondazione pubblica interamente controllata dalla Camera di commercio di quella Provincia.

I proventi illeciti venivano riciclati utilizzando una sala giochi e scommesse ubicata a Cattolica, riconducibile sempre agli indagati principali, ma gestita formalmente da tale GINEFRA Tania. Quest’ultima al fine di riciclare le somme provenienti dai reati in contestazione aveva in più circostanze simulato vincite al gioco.

Redazione

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6 arresti di appartenenti al “Clan Cava” di Vallo di Lauro: estorsione

Carabinieri di BAIANO (AV): 6 arresti effettuati in Moschiano, Pago del Vallo di Lauro (AV) Visciano, Marigliano e Nola (NA).

6 arresti di appartenenti al “Clan Cava” di Vallo di Lauro: tentata estorsione

Questa mattina, in Moschiano, Pago del Vallo di Lauro (AV) Visciano, Marigliano e Nola (NA), i Carabinieri della Compagnia di Baiano (AV) hanno dato esecuzione a 6 misure cautelari coercitive (di cui 2 in carcere e 4 in regime di arresti domiciliari) emesse dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia Partenopea, nei confronti di altrettanti soggetti.

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo, avviate nel mese di ottobre 2017 e conclusesi nel mese di marzo 2018, hanno consentito di accertare che gli odierni destinatari del provvedimento cautelare sono gravati da indizi gravi ed univoci circa la pianificazione e l’organizzazione del tentativo di estorsione pluriaggravata, anche dal metodo mafioso, in danno di un imprenditore edile operante nell’area Nolana (NA).

Le attività investigative hanno permesso di accertare che gli indagati, peraltro contigui al clan camorristico “Cava”, operante nel Vallo di Lauro e nell’hinterland napoletano, per la realizzazione del delitto in contestazione effettuavano una serie di preparativi che vanno dalla localizzazione della vittima, a ripetuti sopralluoghi ed all’individuazione di un loro complice, amico dell’imprenditore, grazie al quale, con uno stratagemma, lo attiravano in un immobile degli indagati nell’hinterland napoletano. In questo luogo, a seguito di minacce e violenze fisiche, gli indagati chiedevano a titolo estorsivo la somma di denaro di 25.000 euro, nonché la vendita fittizia di un suo terreno agricolo ubicato nel Comune di Quindici (AV), beneficiario tra l’altro di rilevanti contributi economici Regionali.

Nel corso dell’operazione, a cui hanno preso parte oltre 50 militari, unità cinofile del Nucleo Carabinieri di Sarno (SA) ed un velivolo A109 Nexus del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano (SA), sono state inoltre eseguite numerose perquisizioni domiciliari e locali.

Redazione Campania

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Un arresto a Scampia e a Capodimonte, 2 alla Duchesca: violenza e droga

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Alcune operazioni di Polizia a Napoli: Un arresto a Scampia per atti persecutori e violenza in famiglia, un altro a Capodimonte per droga e 2 alla Duchesca per rissa aggravata

Un arresto a Scampia e a Capodimonte, 2 alla Duchesca: violenza e droga

Ieri mattina una donna si è presentata al Commissariato Scampia per denunciare di essere vittima di comportamenti violenti del marito con il quale è in fase di separazione.
La vittima ha raccontato che, più volte negli ultimi giorni, l’uomo si era recato presso il loro appartamento per insultarla e minacciarla.
L’uomo, un 34enne napoletano, è stato rintracciato nei pressi dell’abitazione coniugale ed è stato arrestato per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Sempre ieri. nel pomeriggio, gli agenti del Commissariato San Carlo Arena, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato, all’esterno della Porta Grande del Bosco di Capodimonte, un uomo che si è avvicinato ad un giovane a bordo di un’auto a cui ha consegnato del denaro.
I poliziotti li hanno bloccati trovando il conducente del veicolo in possesso di 12 involucri contenenti 3 grammi circa di cocaina e della somma di 875 euro.
S.C., 26enne napoletano, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

In serata invece, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti in vico VII Duchesca per una lite in strada.
I poliziotti hanno visto alcune persone che si stavano colpendo con schiaffi e pugni e che, alla loro vista, si sono date alla fuga mentre uno di essi si disfaceva di un coltello della lunghezza di 30cm.
Gli agenti hanno raggiunto e bloccato due uomini recuperando l’arma che è stata sequestrata.
C.E., di 22 anni, e John Alika, 32enne con precedenti di polizia, nigeriani irregolari sul territorio nazionale, sono stati arrestati per rissa aggravata e lesioni; inoltre, il 22enne è stato anche denunciato per porto abusivo di arma.

Redazione Campania

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Ricostruiti gli omicidi avvenuti a Napoli Nord: indagini sul clan Moccia

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Ricostruiti gli omicidi avvenuti a Napoli Nord: indagini sul clan Moccia

Ricostruiti gli omicidi avvenuti nella zona di Napoli Nord nel 2004. In data odierna è stata data esecuzione, da parte dei Carabinieri del ROS CC Napoli e del Nucleo Investigativo CC Castello di Cisterna e del personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Napoli, a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse, nell’ambito delle indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dal GIP del Tribunale di Napoli, per più episodi omicidiari occorsi nella zona nord di Napoli.

Una prima ordinanza costituisce lo sviluppo di quella eseguita nel settembre dello scorso anno nei confronti di PUZIO Michele, già condannato per il suo ruolo di esponente apicale del clan Moccia di Afragola, in quanto gravemente indiziato per il reato di concorso nell’omicidio in pregiudizio di CAPONE Immacolata, occorso in Sant’Antimo il 17 marzo 2004, aggravato dalla finalità di agevolazione di associazione di stampo camorristico e dei correlati reati in materia di porto d’armi.

La vittima, all’epoca, svolgeva l’attività di imprenditrice nel campo del movimento terra nei comuni di Casoria ed Afragola.

PUZIO Michele, nell’assumere a partire dal febbraio di quest’anno la veste di collaboratore di giustizia, ha confessato la sua partecipazione al delitto, anche ammettendo di avere indossato il cappellino rinvenuto sul luogo del delitto e sul quale erano state rinvenute tracce del suo DNA.

Ha altresì ammesso – come pure era parzialmente emerso nel corso delle indagini – di aver confezionato un falso alibi inducendo la formazione di un verbale di contravvenzione per violazione al Codice della Strada che lo collocava per il giorno e l’ora dell’omicidio in un luogo diverso dalla scena del crimine.

In virtù della chiamata in correità dallo stesso operato e dalla acquisizione dei relativi elementi di riscontro, il Giudice ha ritenuto l’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, per il concorso materiale o morale nell’omicidio, nei confronti di altri appartenenti apicali del clan MOCCIA nelle persone di IAZZETTA Filippo, FAVELLA Francesco e ANGELINO Giuseppe.

Dalle ulteriori indagini è risultato confermato il movente nella volontà del clan MOCCIA di “punire” la donna, perché ritenuta mandante dell’omicidio del marito SALIERNO Giorgio, a sua volta fiduciario dei vertici dell’organizzazione, ed al fine di impedire il rafforzamento dei legami economici fra l’attività imprenditoriale facente capo alla CAPONE e clan diversi dal clan MOCCIA.

Altra vicenda omicidiaria oggetto della ordinanza è l’omicidio ai danni di PEZZELLA Mario, fratello di PEZZELLA Francesco detto pane e ran storico appartenente delle consorterie camorristiche operanti nelle zone di Cardito e Frattamaggiore, avvenuto in data 17 gennaio 2005 in Cardito.

Su tale omicidio già sono state pronunciate negli anni scorsi sentenze di condanna definitive nei confronti di soggetti appartenenti al Clan Moccia, ovvero al federato Clan La Montagna di Caivano, nelle persone dello stesso ANGELINO Giuseppe, PETILLO Andrea, LA MONTAGNA Domenico ed i collaboratori di giustizia DI DOMENICO Marcello e ROBERTO Fermo.

In virtù delle dichiarazioni rese dal PUZIO Michele, a suo tempo processato ed assolto per quell’omicidio, è stata ulteriormente approfondita la ricostruzione della fase decisionale che ha portato all’omicidio, e sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico di IAZZETTA Filippo, quale mandante del delitto ed in particolare quale soggetto che aveva dato l’autorizzazione per conto del clan MOCCIA per l’esecuzione dello stesso.

La seconda ordinanza di custodia cautelare scaturisce dai fatti connessi all’omicidio PEZZELLA ed ha per oggetto l’omicidio ai danni di AMBROSIO Aniello, soggetto anch’egli appartenente alle consorterie camorristiche operanti in quella zona, ed accertato il 21 febbraio 2014 allorchè nelle campagne di Grumo Nevano era stata rinvenuta una autovettura con il cadavere carbonizzato dell’AMBROSIO, e dopo che due giorni prima erano stati rinvenuti in circostanze simili i cadaveri di MONTINO Vincenzo e SCARPA Ciro.

Dalle indagini svolte, ed in particolare dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia tra i quali ATTANASIO Antonio, affiliato del gruppo camorristico riconducibile al PEZZELLA Francesco, dichiaratosi autore materiale del reato e dello stesso PUZIO Michele, e dai riscontri effettuati dalla Polizia Giudiziaria, sono emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti del predetto PEZZELLA Francesco quale mandante dell’omicidio e di LUONGO Nicola ( già condannato per la sua appartenenza sia al clan MOCCIA che al Clan NINO e per l’omicidio ai danni di NAPOLITANO Felice commesso in Roccarainola nel 2003) quale compartecipe materiale.

Il movente, secondo la ricostruzione accusatoria accolta dal Giudice, è proprio la vendetta operata dal PEZZELLA Francesco nei confronti dell’AMBROSIO ritenuto un compartecipe dell’omicidio del fratello Mario e concretizzatasi nelle modalità particolarmente cruente della esecuzione dell’omicidio; dalle indagini è poi emerso che la scia vendicativa, nelle intenzioni del PEZZELLA, avrebbe dovuto attingere altri soggetti ritenuti responsabili ai suoi occhi di quell’omicidio.

Nel medesimo contesto, ed in virtù delle dichiarazioni confessorie rese da da parte dello stesso PUZIO nella veste di collaboratore di giustizia, è stata data altresì esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia relativamente ad un appartamento ed un terreno appartenenti al PUZIO Michele, acquistati con i proventi delle attività estorsive effettuate per conto del clan MOCCIA ed intestati fittiziamente a terzi.

Sapri, maltrattava la moglie e la figlia: arrestato 66enne violento

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Sapri, maltrattava la moglie e la figlia: arrestato 66enne violento

Sapri, stanca dei maltrattamenti perpetrati negli anni, la figlia chiama i carabinieri per denunciare l’ennesima aggressione: arrestato marito e padre violento

 

In data 20 luglio 2020 l’intervento risolutivo delle pattuglie dei carabinieri ha spezzato la catena di maltrattamenti, aggressioni e minacce continuate che andavano avanti da diversi anni da parte di un uomo su sua moglie e sua figlia ormai quarantenne. È stata proprio la figlia che dopo l’ennesima lite per futili motivi sfociata in aggressione da parte del padre ha deciso di chiamare i carabinieri.

I militari dell’Arma di San Giovanni a Piro e del pronto intervento giunti sul posto hanno trovato le due donne fuggite scalze e terrorizzate, al riparo presso un abitazione vicina, mentre l’uomo era ancora in casa propria cercando di cancellare le tracce dell’aggressione avvenuta con lancio di oggetti di uso domestico.

I Carabinieri hanno bloccato l’uomo e ricostruito gli anni di violenze e minacce tramite le accurate denunce delle due donne la cui sopportazione era giunta al limite. Al termine degli accertamenti, l’uomo C. P. 66enne di San Giovanni a Piro è stato tratto in arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia continuati e lesioni personali. Ha passato la notte presso le camere di sicurezza della Compagnia di Sapri in attesa del rito direttissimo.

 

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Battipaglia, operazione ADE: nei guai due dipendi del Comune

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Battipaglia, operazione ADE: nei guai due dipendi del Comune

Battipaglia, operazione “ADE”: arrestata una persona e disposta la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici per due dipendenti del Comune

Nelle prime ore della mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno nei confronti di MELILLO Cosimo, cl. 61, imprenditore edile, LOFFREDO Teodoro, cl. ’59, dirigente del servizio cimiteriale del Comune di Battipaglia, e VITALE Ranieri, cl. ’62, dipendente comunale addetto al citato servizio. Nei confronti del MELILLO sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per VITALE e LOFFREDO è stata disposta la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici. I capi di accusa nei confronti dei tre sono di corruzione, truffa aggravata e abuso d’ufficio.

L’indagine, avviata l’estate scorsa dall’Arma, trae origine dall’anomala presenza all’interno del cimitero di Battipaglia del MELILLO, soggetto già gravato da una condanna per 416 bis, risalente al 2008, in quanto ritenuto sodale del clan camorristico “Giffoni – Noschese”, all’epoca egemone sul territorio. In particolare, ha destato sospetto il fatto che quest’ultimo eseguisse la quasi totalità delle operazioni di polizia mortuaria, fuori dai formali circuiti amministrativi dell’ente locale. Le indagini (sia tecniche che tradizionali), dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno portato alla luce uno stabile patto corruttivo tra pubblici funzionari ed imprenditore in danno del Comune di Battipaglia e dei privati cittadini, indotti con l’inganno a versare somme di danaro dall’ammontare variabile per ottenere i servizi cimiteriali.

Presso il Cimitero di Battipaglia, oltre ai due dipendenti in argomento, erano assegnati diversi operai specializzati abilitati a svolgere le operazioni di polizia mortuaria, che di fatto erano inutilizzati. Nessuna ditta privata poteva infatti sostituirsi ai medesimi, stante l’esclusiva competenza dell’ente locale all’esecuzione del servizio, saldabile solamente attraverso apposito versamento a favore della pubblica amministrazione con bollettino postale o bonifico bancario. Il “danno” per le casse comunali era peraltro doppio: è stato, infatti, accertato che il materiale edile usato dal MELILLO per i lavori cimiteriali era preventivamente acquistato dal Comune, quindi pagato dai contribuenti a monte.

Le indagini condotte dai Carabinieri hanno disvelato come i due impiegati comunali sospesi, in combutta con il MELILLO, violassero stabilmente tale regime, intascando direttamente il danaro da parte di privati cittadini, i quali, erroneamente persuasi di una temporanea indisponibilità di mezzi e dipendenti comunali, lo versavano nelle mani del privato imprenditore ovvero dei pubblici funzionari, che ripartivano tra loro tre le somme illecitamente ottenute e definitivamente sottratte all’ente locale. È stato altresì dimostrato come il MELILLO, costantemente presente all’interno degli uffici comunali del cimitero, agisse – di fatto – come dirigente e coordinatore dei lavori.

Tra le misure irrogate, vi è anche il sequestro preventivo “per equivalente” di somme di denaro, ovvero di beni mobili ed immobili appartenenti agli indagati fino a concorrenza degli importi costituenti il documentato profitto dei reati, ammontante a 25.000 € circa.

Massa Lubrense: “Se rivuoi il cellulare perso, paga!”, arrestato 60enne

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Massa Lubrense: “se rivuoi il cellulare che hai perso paga”. In manette 60enne, arrestato dai Carabinieri

Massa Lubrense, i carabinieri della Stazione locale  hanno arrestato per estorsione F.D., 60enne del posto.

Massa Lubrense, 60enne del luogo arrestato per estorsione. Nei dettagli: giorni fa un cittadino massese aveva smarrito il proprio smartphone. A distanza di qualche giorno dalla presentazione della denuncia ai Carabinieri, l’uomo ha ricevuto da un conoscente una telefonata sulla propria utenza fissa.

“Qualcuno ha il tuo cellulare” – avrebbe dichiarato l’interlocutore – “se lo vuoi indietro vediamoci in piazza”.

In strada, nel centro della cittadina l’uomo ha ricevuto una proposta: “ecco la foto del tuo telefono, chi lo ha trovato vuole 100 euro per restituirtelo, altrimenti butta tutto”.

Accettata l’offerta e pianificato luogo e ora dello scambio, la vittima del ricatto, dopo aver lasciato l’amico, ha raccontato tutto ai Carabinieri.

All’appuntamento fissato si è presentato il 60enne. A distanza di qualche metro, i carabinieri, pronti ad entrare in azione, hanno atteso che si concludesse lo scambio telefono-soldi per intervenire.

A “trattativa” conclusa, i carabinieri hanno bloccato e arrestato l’uomo che è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

Il cellulare, invece, è tornato nelle mani del legittimo proprietario.

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Evade i domiciliari: arrestato mentre passeggiava per le vie di Sorrento

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Evade i domiciliari: arrestato 37enne mentre passeggiava per le vie di Sorrento

Evade gli arresti domiciliari a Sorrento: beccato a  passeggio con la famiglia per il centro storico. Carabinieri arrestano 37enne

Evade gli arresti domiciliari per passeggiare con i familiari per le vie del centro storico di Sorrento: i carabinieri arrestano 37enne. I dettagli dell’operazione:

I Carabinieri della Stazione di Sorrento hanno arrestato per evasione dagli arresti domiciliari, Dario Francesco Salvato (37 enne del posto). L’uomo, era stato autorizzato a presenziare a un udienza presso il Tribunale di Torre Annunziata nel processo per rapina in cui è imputato.

Al termine dell’udienza, tuttavia, Il 37enne non è rientrato nella sua abitazione. Sono così scattate le ricerche dei Carabinieri che nel primo pomeriggio, è stato rintracciato mentre passeggiava tranquillamente, in un vicoletto storico di Sorrento, con la compagna e i figli.

Salvato non ha fornito nessuna giustificazione ed è stato nuovamente arrestato, sottoposto ai domiciliari è ora in attesa di giudizio.

 

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Operazione “IMPONIMENTO” della Gdf e SCICO di Catanzaro VIDEO

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OPERAZIONE “IMPONIMENTO” DELLA GUARDIA DI FINANZA CATANZARO e SCICO. CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA INTERNAZIONALE TRA ITALIA E SVIZZERA. INDAGATI 158 SOGGETTI ED ESEGUITI SEQUESTRI DI BENI PER 169 MILIONI DI EURO

Operazione “IMPONIMENTO” della Gdf e SCICO di Catanzaro – VIDEO

Alle prime ore di oggi 21 luglio 2020, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma, diretti e coordinati dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione al Fermo di Indiziato di delitti emesso dalla Procura della Repubblica nei confronti di 74 indagati per i delitti di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione finalizzata alla produzione, al traffico di sostanze stupefacenti e altri numerosi delitti, e hanno dato esecuzione, altresì, a numerose perquisizioni.

L’attività, in una indagine che coinvolge complessivamente 158 soggetti, interviene in concomitanza con una analoga attività svolta in Svizzera, con l’esecuzione di arresti e perquisizioni da parte dell’Autorità Elvetica, la cui collaborazione è stata preziosissima.
Si tratta di una azione che vede impegnate le Autorità Giudiziarie e Forze di Polizia dei due Paesi, nel quadro di un’organica ricostruzione di molteplici attività delittuose poste in essere, sul territorio nazionale e all’estero, da diversi esponenti dell’organizzazione criminale che fa capo alla cosca Anello-Fruci, radicata in Filadelfia e comuni limitrofi, operante nel territorio che collega Lamezia Terme alla provincia di Vibo Valentia, che controlla ‘ndranghetisticamente i comuni ricadenti in tale area, e che presenta le sue proiezioni in Europa.

A carico degli indagati destinatari del fermo, sono stati ipotizzati, a vario titolo, gravi delitti, fra i quali, associazione mafiosa, associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, turbative d’asta, corruzione, fittizia intestazione di beni, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, detenzione e traffico di armi, danneggiamenti, traffico di moneta falsa, traffico di influenze illecite, truffe ai danni dell’I.N.A.I.L., reati ambientali, tutte le condotte contestate con l’aggravante della modalità e/o finalità mafiosa.

L’esecuzione odierna scaturisce da una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore della Repubblica Dott. Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto Dott. Vincenzo Capomolla e dal Sost. Procuratore Dott. Antonio De Bernardo, e dalla Procura della Confederazione Elvetica, e ha visto impegnati oltre 720 finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, con il supporto degli altri Comandi Provinciali della Guardia di Finanza della Calabria e del Servizio Aeronavale del Corpo, oltre ad appartenenti alla Polizia Federale Svizzera.

L’indagine, impegnativa e prolungata nel tempo, è stata svolta nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) costituita a L’Aia (NL), presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia e Svizzera, cui hanno aderito, per l’Italia, la Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e il Servizio Centrale d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma; per la Svizzera, la Procura della Confederazione Elvetica – Divisione Protezione dello Stato, Terrorismo, Organizzazioni criminali di Berna e la Polizia Federale Svizzera.

Vi è stata una costante e proficua collaborazione tra gli organismi dei due paesi con lo scambio dei risultati investigativi, particolarmente incisivi, anche di natura tecnica.

La costituzione della S.I.C. (J.I.T.) si è rivelato uno strumento di cooperazione internazionale importantissimo nella gestione delle indagini e nella condivisione del patrimonio informativo e probatorio, acquisito nel corso delle attività svolte nei diversi Paesi, e sotto questo profilo l’attività di coordinamento internazionale svolta dal Desk Italiano presso Eurojust è stata preziosissima.
È stato, inoltre, eseguito il sequestrato preventivo d’urgenza disposto dal P.M. di beni immobili, aziende, società, beni mobili registrati, rapporti bancari, riconducibili ai principali indagati, per un valore stimato in oltre 169 milioni di euro.

Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro e dallo S.C.I.C.O. di Roma, prodromiche all’emanazione del provvedimento di sequestro, hanno consentito di ricostruire in capo agli indagati un notevole complesso patrimoniale ubicato perlopiù in Calabria, costituito da 124 terreni, 116 fabbricati, 26 società, 19 ditte individuali, 84 automezzi, 2 moto e diversi rapporti bancari e finanziari, detenuto sia direttamente che attraverso prestanome, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto alle capacità economico-reddituali dei rispettivi titolari. A tal riguardo, è stato particolarmente utile anche lo sviluppo delle segnalazioni per operazioni sospette, analizzate dagli investigatori delle Fiamme gialle, riguardanti diversi indagati, alcuni dei quali tra i più stretti collaboratori del capo cosca.

Tra i beni sequestrati anche tre noti villaggi turistici, tra i più grandi della Calabria, ubicati nelle zone di Parghelia (VV), Pizzo Calabro (VV) e Curinga (CZ), per i quali si è ipotizzata la messa a disposizione della cosca ANELLO-FRUCI al fine di consentire alla stessa il conseguimento del proprio programma criminoso.

L’operatività del sodalizio, in passato, con a capo lo stesso Rocco ANELLO affiancato dal fratello Tommaso ANELLO, da Giuseppe FRUCI e da Vincenzino FRUCI, è stata giudiziariamente accertata con la sentenza n. 63 del 22 marzo 2004, del Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Catanzaro, confermata in Appello (c.d. operazione “Prima”).
Negli anni successivi, sebbene i suoi esponenti siano stati attinti da vari provvedimenti giudiziaria, la consorteria criminale non si è disgregata, ma ha conservato il suo nucleo centrale ben saldo.

Le indagini, delegate alla Guardia di Finanza (l’operazione è convenzionalmente denominata “Imponimento”), hanno consentito di delineare un contesto nel quale l’associazione, nel suo complesso, si avvale della forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, allo scopo di commettere delitti, acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o controllo di attività economiche, in particolare nel settore turistico/immobiliare, deformando le logiche imprenditoriali che normalmente regolano i traffici commerciali di un’economia sana, condizionando i diversi settori della vita economica e sociale, e affermando il controllo egemonico sul territorio anche mediante reciproci accordi tra cosche operanti in articolazioni territoriali diverse.

L’estensione del raggio d’azione su cui la cosca era in grado di esercitare il suo controllo, e la diversificazione dei settori, prevedeva, necessariamente, un altrettanto estesa rete di informazione e “tutela” curata da un notevole numero di personaggi posti a vedetta dei luoghi più importanti (abitazione del boss e dei suoi familiari, luoghi di incontro, vie di transito su Filadelfia), utilizzati quali tramite per l’effettuazione di comunicazioni telefoniche o, ancora, quali informatori della cosca. Di tale ultima categoria facevano parte, tra gli altri, un appartenente alla Guardia di Finanza fermato con l’accusa di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, anche con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di procurarsi un indebito profitto patrimoniale, oltre che con l’aggravante della modalità e finalità mafiosa.

I rapporti della cosca ANELLO-FRUCI registrati con le altre consorterie dell’ampio distretto di Catanzaro – già emersi nel p.p. 2239/14 RGNR c.d. Rinascita, i cui esiti complessivi, con la leadership di Mancuso Luigi, trovano ulteriore conferma nei risultati del presente procedimento – riguardavano sostanzialmente tutte le maggiori cosche di ‘ndrangheta attinte dai provvedimenti giudiziari emessi negli ultimi anni nei procedimenti trattati da questa Direzione Distrettuale Antimafia (in particolare la MANCUSO di Limbadi, i BONAVOTA di Sant’Onofrio, i TRIPODI di Vibo Marina, i LO BIANCO di Vibo Valentia, gli ACCORINTI di Zungri, IOZZO-CHIEFARI di Chiaravalle Centrale, i BRUNO di Vallefiorita, esponenti della consorteria dei TRAPASSO di S. Leonardo di Cutro), oltre che le cosche della provincia di Reggio Calabria (i PESCE di Rosarno, gli ALVARO di Sinopoli), nonché operanti in Sicilia.
Si tratta di rapporti fatti di reciproci scambi e richieste per la risoluzione di problemi piuttosto che per la spartizione di affari e per il rifornimento di armi o droga.

Le indagini hanno documentato, peraltro, alcun specifici “summit mafiosi”, tra gli esponenti di vertice della cosca ANELLO ed esponenti tanto della cosca “MANCUSO” di Limbadi, quanto della cosca “TRIPODI” di Vibo Marina nonché della ‘ndrina “LO BIANCO-BARBA” di Vibo Valentia; si tratta di “summit” finalizzati a chiarire disguidi o incomprensioni riguardanti, tra gli altri, l’affidamento dei lavori nei settori di influenza dell’organizzazione criminale, quale lo sfruttamento delle risorse boschive, ovvero pretese dei gruppi criminali dei LO BIANCO e dei TRIPODI nei confronti di un imprenditore del settore turistico, FACCIOLO Antonio, ritenuto organico alla consorteria ANELLO.

Diversi i settori su cui la cosca esercitava il totale controllo e plurime le condotte delittuose ipotizzate:
  • – Settore turistico: attraverso una profonda infiltrazione all’interno di alcune delle più importanti realtà della fascia tirrenica del territorio di azione, rispetto alle quali, alcuni imprenditori del settore, i fratelli STILLITANI Emanuele e Francescantonio, ponendosi quali concorrenti esterni al sodalizio mafioso “ANELLO-FRUCI”, ne hanno rafforzato la sfera di influenza, rendendosi parte attiva in condotte estorsive e favorendo la gestione dei servizi e delle forniture dei villaggi in capo alla cosca stessa, traendone i relativi benefici sia in termini di protezione mafiosa che di tipo economico; forniture, guardiania e servizi connessi all’attività erano a gestione esclusiva della cosca;
  • – Sfruttamento del settore boschivo: gli interessi della cosca erano rivolti al remunerativo settore dei tagli boschivi nella zona a cavallo tra le pre-serre vibonesi e catanzaresi. In tale settore la cosca, attraverso l’imprenditore di riferimento, MONTELEONE Nicola Antonio, organico alla consorteria e uomo di fiducia del capo cosca ANELLO Rocco, aveva creato un collaudato meccanismo collusivo di rotazione nell’aggiudicazione delle gare relative agli appalti boschivi, tra gli imprenditori di riferimento delle cosche dei territori limitrofi, IOZZO di Chiaravalle e BRUNO di Vallefiorita, per definire la spartizione dei boschi stessi.
    Tale meccanismo mafioso, posto in essere attraverso turbative d’asta e illecita concorrenza sleale, godeva dell’appoggio di amministratori e tecnici comunali: MONTELEONE era in grado di muoversi all’interno degli uffici comunali determinando tempistiche e fasi di gara a piacimento della cosca;
  • – Interessi in Svizzera, il legame di ANELLO Rocco con la Svizzera, sede di investimenti e traffici illeciti della cosca, è di lunga data. I principali referenti degli ANELLO-FRUCI in territorio elvetico, MASDEA Carmelo (uomo soprattutto vicino a ANELLO Tommaso), GALATI Marco e MASDEA Fiore Francesco, ne curavano gli affari provvedendo al comparto armi e gestione attività economiche, riscuotendo soldi (le cosiddette “potature”) e trasportando, in contanti, ingenti somme di denaro verso Filadelfia;
  • – Movimento terra e fornitura di calcestruzzo: le imprese riconducibili a Rocco ANELLO esercitavano il monopolio per le opere di movimento terra sui cantieri del territorio di competenza per la costruzione di supermercati, edifici pubblici, strutture turistico-alberghiere; grazie al suo capillare controllo del territorio riusciva a intervenire su di essi anche prima dell’avvio dei lavori, definendo tempistiche e prezzi dei lavori e addirittura, in un caso, e godendo del favore del committente, organizzando la fase dello smaltimento dei materiali tossici di risulta, che venivano illecitamente sversati in aree naturalistiche protette, cagionando una significativa compromissione del suolo e del sottosuolo; ancora, la consorteria imponeva alla aziende operanti nel proprio territorio di rifornirsi presso l’impianto di calcestruzzo riconducibile ad un altro fedelissimo, PRESTANICOLA Daniele;
  • – Acquisizioni immobiliari: terreni, capannoni, immobili di pregio e interi compendi immobiliari, anche con il concorso di professionisti, e di figure dirigenziali all’interno dei comuni, diventavano di proprietà di Rocco ANELLO attraverso l’intestazione fittizia a terzi. Ciò permetteva alla cosca, unitamente ad episodi di autoriciclaggio registrati, di acquisire un patrimonio sempre crescente e al riparo da eventuali aggressioni da parte degli organi di legge;
  • – Truffe INAIL: il meccanismo collaudato predisposto e attuato dal sodale BELLISSIMO Nazzareno, con il concorso di un dipendente dell’INAIL, e in alcune occasioni anche con l’intervento di altri esponenti della cosca (MONTELEONE Nicola Antonio e ANELLO Francescantonio) si concretizzava mediante la commissione di una serie sistematica di delitti funzionali a conseguire l’indennizzo per supposti incidenti sul lavoro dei quali veniva creata l’apparenza, anche tramite false assunzioni, o comunque per ottenere il riconoscimento di indennità in misura superiore a quella spettante. Connesso a ciò anche la consumazione di delitti di estorsioni nei confronti dei percettori che non volevano consegnare loro la parte di denaro pattuita;
  • – Riciclaggio automezzi: la cosca si dedicava con altrettanta spregiudicatezza al riciclaggio di automezzi rubati o anche solo parti di essi. Con un’attenzione quasi spasmodica al “mercato” e alla disponibilità dei mezzi di volta in volta di interesse, gli accoliti si mostravano in grado di operare anche personalmente, dal punto di vista meccanico, sugli automezzi, manomettendo all’occorrenza i telai in modo da renderli irrintracciabili.

Un vero e proprio arsenale quello rinvenuto e sequestrato per conto del sodalizio ANELLO-FRUCI: fucili, carabine, kalashnikov, pistole di diversi calibri e munizionamento. Le indagini condotte hanno fatto emergere come il traffico di armi venisse svolto anche oltre confine, in Svizzera.

L’attività di indagine ha, altresì, evidenziato la operatività di una specifica organizzazione riconducibile agli esponenti di vertice della cosca, dedita alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati ingenti quantitativi di sostanza stupefacente: quattro piantagioni di marijuana per un totale di circa 6000 piante, 65 kg circa della medesima sostanza già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato; è emersa, altresì, l’opera di l’approvvigionamento di eroina nella provincia di Foggia.

Le recenti emerge, infine, hanno consentito di rilevare che tre indagati destinatari del fermo avevano ottenuto misure di sostegno del reddito, nella forma del “Reddito di Cittadinanza” (RdC), la misura di contrasto alla povertà, finalizzata al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale, della quale uno risultava aver beneficiato quale diretto richiedente e, negli altri due casi, ne avevano beneficiato quali componenti di un nucleo familiare.

Si è, altresì, rilevato che due imprese, riconducibili ad altrettanti indagati destinatari del fermo, hanno avuto accesso al “Fondo centrale di garanzia PMI”, misura di sostegno statale per l’accesso agevolato al credito, rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle persone fisiche, la cui attività imprenditoriale era stata danneggiata dall’emergenza COVID-19; una di tali imprese è anche oggetto di provvedimento di sequestro d’urgenza.

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