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Parma-Napoli, le statistiche del primo tempo

I dati della sfida del Tardini

Parma-Napoli, le statistiche del primo tempo

Al Tardini finisce 1-0 il primo tempo tra Parma-Napoli. Partita noiosa, senza grandi occasioni da gol né da una parte né dall’altra. Il Parma l’ha sbloccata grazie a Caprari al 47′ su calcio di rigore per il fallo su Siligardi commesso da Mario Rui. Napoli momentaneamente senza attaccanti, con Mertens in panca e Milik squalifica. Vedremo cosa cambierà nella ripresa

Parma-Napoli, le statistiche del primo tempo

 

RILEGGI LIVE – Parma-Napoli 2-1 (Caprari 47′ rig; Insigne 54′ rig; Kulusevski 87′ rig)

LIVE – Parma-Napoli

90+5′ PARTITA FINITA

90+4′ Younes spreca un’occasione ghiottissima sparando alto dal centro dell’area

90+3′ ? Ammonito Iacoponi

90+2′ ? Ammonito Brugman 

90′ Quattro minuti di reucupero

87′ ⚽ GOL del Parma: Kulusevski spiazza Meret dal dischetto

85′ Altro rigore per il Parma: Koulibaly abbatte Kulusevski in area

84′ ? Cambio per il Napoli: esce Lozano, entra Younes

84′ ? Cambio per il Napoli: esce Demme, entra Lobotka

84′ Lozano appoggia per Di Lorenzo che dal limite dell’area sfiora il gol

77′ ? Cambio per il Napoli: esce Fabian Ruiz, entra Zielinski

74′ ? Cambio per il Parma: esce Caprari, entra Gervinho

74′ ? Cambio per il Parma: esce Kurtic, entra Iacoponi

73′ Collo esterno di Lozano, Sepe si salva in angolo!

68′ Missile di Fabian Ruiz dai 25 metri: la palla finisce lontana dai pali

67′ Insigne dribbla Kulusevski ed esplode il destro a giro buona posizione: la palla non prende abbastanza effetto e si spegne sul fondo

64′ ? Cambio per il Napoli: esce Allan, entra Elmas

64′ ? Cambio per il Napoli: esce Politano, entra Callejon

57′ ? Cambio per il Parma: esce Siligardi, entra Kulusevski

54′ ⚽ GOOOOOOL DEEL NAPOLI! Insigne non fallisce dal dischetto! Pareggio degli azzurri

50′ ? Ammonito Grassi

50′ Calcio di rigore per il Napoli: Grassi “para” il tiro di Fabian Ruiz, il VAR assegna il penality

46′ Inizia la ripresa

45+2′ FINE PRIMO TEMPO

45+2′ ⚽ Gol del Parma, sul dischetto si presenta Caprari che spiazza Meret

45+1′ Fallo di Mario Rui su Grassi, calcio di rigore

45′ Due minuti di recupero

33′ ? Ammonito Lozano

29′ Pasticcio difensivo del Napoli: retropassaggio di Allan intercettato da Karamoh. L’attaccante del Parma salta Meret ma non riesce a calciare. Appoggia, dunque, all’indietro per Siligardi che finta e conclude col mancino: Di Lorenzo salva sulla linea

28′ Fabian Ruiz ci prova con il sinistro a giro dal vertice alto dell’area di rigore: palla a pochi centimetri dall’incrocio

22′ Rigore in movimento per Insigne, Brugman si oppone con il corpo e salva il risultato

12′ Siligardi ci prova da fuori area, la palla si impenna troppo e finisce sul fondo

3′ Grande azione del Napoli: Mario Rui recupera la palla e serve Insigne. Il capitano azzurro serve Politano in area che, in caduta, spara centrale colpendo Sepe

1′ Partita Iniziata!

Lettori di ViViCentro.it, benvenuti alla diretta testuale della sfida tra Parma e Napoli, valida per la 35esima giornata di Serie A Tim 2019/20. Ultimi preparativi allo Stadio Ennio Tardini di Parma, prima del calcio di inizio fissato alle ore 19.30. Segui la partita insieme a noi.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

PARMA (4-3-3) – Sepe, Dermaku, Karamoh, Grassi, Brugman, Kurtic, Caprari, Bruno Alves, Siligardi, Darmian, Pezzella. A disp. Colombi, Iacoponi, Regini, Inglese, Laurini, Barillà, Gervinho, Kulusevski, Sprocati. All. D’Aversa
NAPOLI – Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Fabian, Demme, Allan, Politano, Lozano, Insigne. A disp. Kanrnezis, Luperto, Ghoulam, Malcuit, Manolas, Husaj, Zielinski, Elmas, Lobotka, Younes, Callejon, Mertens. All. Gattuso

1a Giornata – sabato 24 agosto 2019 Fiorentina – Napoli 3-4
2a Giornata – sabato 31 agosto 2019 Juventus – Napoli 4-3
3a Giornata – sabato 14 settembre 2019 Napoli – Sampdoria 2-0
4a Giornata – domenica 22 settembre 2019 Lecce – Napoli 1-4
5a Giornata – mercoledì 25 settembre 2019 Napoli – Cagliari 0-1
6a Giornata – domenica 29 settembre 2019 Napoli – Brescia 2-1
7a Giornata – domenica 6 ottobre 2019 Torino – Napoli 0-0
8a Giornata – sabato 19 ottobre 2019 Napoli – Hellas Verona 2-0
9a Giornata – domenica 27 ottobre 2019 Spal – Napoli 1-1
10a Giornata – mercoledì 30 ottobre 2019 Napoli – Atalanta 2-2
11a Giornata – sabato 2 novembre 2019 Roma – Napoli 2-1
12a Giornata – sabato 9 novembre 2019 Napoli – Genoa 0-0
13a Giornata – sabato 23 novembre 2019 Milan – Napoli 1-1
14a Giornata – domenica 1 dicembre 2019 Napoli – Bologna 1-2
15a Giornata – sabato 7 dicembre 2019 Udinese – Napoli 1-1
16a Giornata – sabato 14 dicembre 2019 Napoli – Parma 1-2
17a Giornata – domenica 22 dicembre 2019 Sassuolo – Napoli 1-2
18a Giornata – lunedì 6 gennaio 2020 Napoli – Inter 1-3
19a Giornata – sabato 11 gennaio 2020 Lazio – Napoli 1-0
20a Giornata – sabato 18 gennaio 2020 Napoli – Fiorentina 0-2
21a Giornata – domenica 26 gennaio 2020 Napoli – Juventus 2-1
22a Giornata – lunedì 3 febbraio 2020 Sampdoria – Napoli 2-4
23a Giornata – domenica 9 febbraio 2020 Napoli – Lecce 2-3
24a Giornata – domenica 16 febbraio 2020 Cagliari – Napoli 0-1
25a Giornata – venerdì 21 febbraio 2020 Brescia – Napoli 1-2
26a Giornata – sabato 29 febbraio 2020 Napoli – Torino 2-1
27a Giornata – martedì 23 giugno 2020 Hellas Verona – Napoli 0-2
28a Giornata – domenica 28 giugno 2020 Napoli – Spal 3-1
29a Giornata – giovedì 2 luglio 2020 Atalanta – Napoli 2-0
30a Giornata – domenica 5 luglio 2020 Napoli – Roma 2-1
31a Giornata – mercoledì 8 luglio 2020 Genoa – Napoli 1-2
32a Giornata – domenica 12 luglio 2020 Napoli – Milan 2-2
33a Giornata – mercoledì 15 luglio 2020 Bologna – Napoli 1-1
34a Giornata – domenica 19 luglio 2020 Napoli – Udinese 2-1

Patente rinnovata a 99 anni: Domenico, un uomo da record

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Pimonte, Domenico Somma ha 99 anni e rinnovato la sua patente di guida un mese fa. Felice della vita che ha vissuto, Domenico è un uomo come pochi, attento ai bisogni della sua famiglia, presente e molto all’avanguardia nonostante l’età: “Mia moglie è una persona straordinaria, attenta e premurosa; amministratrice della nostra casa e dei nostri averi. E’ sempre stata libera di agire come meglio credeva senza restrizioni, perchè la libertà è un bene prezioso”.

Patente rinnovata a 99 anni: Domenico, un uomo da record

Pimonte, 99 anni e non sentirli affatto: questa è la storia di Domenico Somma, classe 1921 nato, cresciuto e vissuto a Pimonte, in via Pozzo, se non si conta la piccola parentesi che lo vede combattere per la patria nel Secondo Conflitto Mondiale.

O’ Mimmo, come lo chiamano tutti in paese, è un vero nonnino da guinness, infatti poco più di un mese fa ha rinnovato la sua patente di guida, con “un rinnovo in piena regola” come ama specificare. “Quando il Dottore è venuto per rinnovarmi la patente, ho voluto dargli prova del fatto che io sapessi ancora guidare la macchina, così è venuto con me a fare un piccolo giro”, ha commentato Domenico, il quale è un attento osservare del codice della strada: “bisogna rispettare i limiti di velocità, gli obblighi e i divieti. Questo è un consiglio che do ai giovani di oggi”.

Il Signor Domenico, ha vissuto più di una vita: poco più che ventenne e sposato da sei mesi, nel 1941 fu chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale “ho combattuto nel quindicesimo reggimento artiglieria, in Francia, dove pativamo la fame, la sete e il freddo”, dice Domenico e continua “Eravamo invasi dai pidocchi, dalla testa ai capelli, e mentre i prigionieri fatti da noi erano intoccabili, gli italiani morivano, cadevano come mosche”.

Finita la guerra vi era il forte desiderio di tornare nel luogo natale per abbracciare i propri cari: “Tornare a casa è stata un’impresa. Arrivati a Roma con il treno, abbiamo scoperto che i binari che portavano a Napoli, erano stati distrutti, sacco in spalla, siamo arrivati in Campania camminando” – così racconta il nonnino – “Si camminava la notte  e il giorno ci si nascondeva nei campi di grano turco, che faceva da nascondiglio ma anche da nutrimento. Nel corso nel nostro cammino abbiamo incontrato tante persone, donne e bambini soprattutto, eravamo tutti fratelli e ci si aiutava l’un l’altro”.

Il Signor Domenico conserva vivido nella sua mente il ricordo dell’uva mangiata nelle sue amate colline, mentre faceva ritorno a casa “l’uva era matura e luccicava come oro, buona così non l’avevo mai mangiata”. Giunto a Pimonte lo aspettavano i genitori e la moglie, da cui ha avuto 5 figli: Filomena, Salvatore, Bernardo, Luigi, e Valentino.

Come ama ribadire, il Signor Domenico non è mai stato un fannullone, dopo la guerra, ha subito cominciato la sua attività nell’ambito delle costruzioni “per cominciare ho comprato un camion americano a Pomigliano d’Arco per 260 mila lire, con cui ho girato tutta l’Italia per lavoro”.

Andato in pensione nel 1981, da allora è nonno a tempo pieno: 13 nipoti, 20 pro- nipoti ed una tris-nipote nata poco più di 9 mesi fa. “Vorrei che venissero a trovarmi più spesso, ma sono consapevole che ognuno ha la sua vita, il lavoro e una famiglia, ma sono contento perché vengono a turno e non si dimenticano di me”.

Ad oggi il suo passatempo preferito è coltivare la terra, ogni giorno alle 5 del mattino raggiunge il tuo terreno, e se ne prende cura: “quest’anno ho piantato fagiolini, patate, pomodori e ho raccolto le olive per l’olio”. Il terreno di Don Mimmo è aperto a tutti e quello che avanza dal suo raccolto, viene regalato.

Quando gli abbiamo chiesto quale fosse il suo elisir di lunga vita, ci ha risposto:

“Non vi è segreto, bisogna solo mangiare bene ma non troppo, mantenendo sempre la “pancia leggera”, avere cura di se stessi senza rimandare le visite mediche se necessarie, un bicchiere di vino al giorno se piace, ma non fare uso di superalcolici. E per concludere l’amore, l’amore è la linfa che ci tiene in vita, bisogna amare, fare buone azioni e comportarsi bene con il prossimo”.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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CONTE in Europa: da “avvocato degli Italiani” ad “avvocato dell’Italia”

Il presidente Conte si fa avvocato dell’Italia in Europa e porta a casa un accordo – tra Nord parsimonioso e Sud spendaccione – che accontenta tutti

Conte  in Europa: da “avvocato degli Italiani” ad  “ avvocato dell’Italia ”

Ci eravamo abituati ad una Europa dei ragionieri e dei burocrati, occupati unicamente a passare al setaccio bilanci e spese dei vari Stati membri. Mai un anelito di idealità che – non dico affratellassero – ma almeno unissero i sentimenti di questo mosaioco di popoli.

Abbiamo sofferto parecchie criticità: la crsi del 2008, con il debito sovrano. La crisi dei migranti, con il Mediterraneo trasformato in un cimitero liquido, di migliaia di sventurati. Ebbene l’Europa è rimasta, se non impassibile, per lo meno distaccata. Tendente ad estraniarsene.

C’è voluto lo tzunami Covid, per smuovere qualche coscienza e per fare pragmaticamente qualche calcolo tornacontistico. La pandemia ha fatto capire che siamo tutti nella stessa barca e che, se anche un solo Paese soccombe, tutto il sistema europeo ne risente. E rischia di naufragare.

E così abbiamo assistito ad un Consiglio europeo dei capi di governo durato cinque estenuanti giornate, ma che ha partorito un risultato fino a pochi mesi fa neanche pensabile. Era dai tempi di Jacques Delors che si parlava di condividere i debiti in forma solidaristica. Ma i paesi ricchi del nord si sono sempre messi per traverso. E ci hanno provato anche stavolta, anche di fronte alla immane tragedia dei morti a migliaia. Ma alla fine ha prevalso la ragione e l’Europa non è più solo quella finanziaria, ma anche quella della solidarietà verso chi si trova in difficoltà. E non per causa sua, come nel caso dell’Italia, colpita in modo drammatico da una epidemia epocale, come non si vedeva da più di un secolo.

La trattativa in Consiglio è stata faticosa e defatigante, con un piccolo drappello di staterelli che si sono messi per traverso per tirare sul prezzo, sapendo che vendendo cara la pelle, avrebbero ottenuto qualcosa da portare a casa anche loro. Il presidente Conte, ha sfoderato tutta la sua abilità forense per perorare la causa dell’Italia, ferita dal dolore per i morti e dalla preoccupazione della crsi economica. Prima del summit egli aveva, con sagacia, tessuto la tela delle opportune alleanze tra gli stati del Sud. Alleanze che sono tornate utili al momento di trattare e trovare un accordo.

Egli, il Conte, ci aveva sempre creduto agli eurobond. Anche quando tutti erano scettici o contrari. Ma un po’ alla volta è riuscito a convincere le varie cancellerie europee. E durante le cinque giornate della lunghissima trattativa ha assunto il ruolo di avvocato dell’Italia, in modo efficace e produttivo. Riuscendo a portare ben 210 miliardi di euro alle disastrate casse dello Stato. 80 miliardi, come contributo a fondo perduto e 130 miliardi come prestito, a tassi agevolatissimi. Da restituire in 40 anni.

Per l’Italia è un grosso successo. Sono fondi che potranno essere utilizzati per modernizzare il Paese. Per i piccoli staterelli che si autodefiniscono “frugali” (o parsimoniosi) è pure un successo. Infatti hanno ottenuto una riduzione del loro contributo annuo all’Unione europea. Non incassano. Ma spendono meno. Anche l’Europa ne esce cambiata. Con i germi di una futura,  sperabile metamorfosi, che dovrebbe trasformarla in Europa dei popoli. Altiero Spinelli, da lassù, ne sarà contento.

Certo, non è tutto rase e fiori. Chi regala soldi o li presta, pretende che vengano spesi bene. Se si prestano soldi ad un amico in difficoltà e costui se li va a giocare al casinò… Ovvio che ci si incavola di brutto. Umanamente comprensibile. E “qui si parrà la nostra nobilitate”. Se sapremo spendere giudiziosamente questo fiume di denaro inaspettato. Bisogna fare progetti di spesa ben congegnati e non disperderli in tanti rivoli clientelari, per accontentare le fameliche pretese elettoralistiche di questo e quello. Ha un bel dire l’opposizione che sbraita all’imbroglio, affermando che i soldi – se ci vengono dati – noi possiamo spenderli come ci pare. Non sarebbe serio nè credibile, spenderli a vanvera.

Avrà il presidente Conte la forza politica in Parlamento di far valere la linea del rigore nella allocazione delle risorse a disposizione? Noi ci auguriamo che la maggioranza, di fronte ad una simile manna, si ricomponga e ricampatta per operare quel cambiamento in profondità della società italiana, che da decenni tutti ci auguriamo ed aspettiamo.

Riusciranno i nostri eroi?

CONTE in Europa: da “avvocato degli Italiani” ad “avvocato dell’Italia” / Carmelo TOSCANO

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Estate 2020: la regina è Mykonos, la perla del mediterraneo

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Con l’estate gli italiani tentano di tornare alla normalità, concedendosi un momento di relax prima della riapertura delle scuole. Secondo il Codacons saranno circa 30 milioni le persone che andranno in vacanza quest’anno, preferendo soprattutto le località di mare.

Tra le mete più gettonate si confermano le isole della Grecia e della Spagna, con un aumento delle prenotazioni anche per la Tunisia e l’Egitto, mentre in Italia guidano la classifica la Puglia, la Sicilia e la Sardegna. In particolare la regina dell’estate 2020 sarà Mykonos, la perla del Mediterraneo e la più richiesta da chi trascorrerà le ferie all’estero.

L’isola greca dimostra tutto il suo appeal con i numerosi VIP immortalati dai fotografi, tra cui la nuova coppia dell’estate composta dal calciatore tedesco Niklas Dorsch e l’influencer napoletana Chiara Nasti. I due sono in ottima compagnia, infatti hanno scelto Mykonos per le vacanze anche la modella francese Jessica Aidi, nuova fiamma di Marco Verratti centrocampista italiano del Paris Saint-Germain, oltre a Flavio Briatore che potrebbe aprire un nuovo locale proprio sull’isola greca.

Come arrivare a Mykonos dall’Italia

Uno dei vantaggi di scegliere Mykonos per trascorrere le ferie estive è la vicinanza, infatti per raggiungere l’isola dall’Italia bastano appena un paio d’ore in aereo con un volo diretto. Ovviamente per risparmiare si possono scegliere voli con scalo oppure optare per il traghetto, tuttavia si tratta di soluzioni non molto pratiche e decisamente poco sicure, specialmente di questi tempi.

Per questo motivo sempre più italiani scelgono un volo privato per Mykonos, ad esempio prenotando online tramite la piattaforma specializzata di fastprivatejet.com, un portale dedicato dove trovare i migliori jet privati per qualsiasi tipo di destinazione. Questo servizio è in forte auge, con un aumento significativo delle richieste negli ultimi anni grazie alla maggiore accessibilità e alla sicurezza che solo i jet privati possono offrire.

Viaggiare con un aereo dedicato permette di evitare gli assembramenti, soprattutto quelli in aeroporto al check-in e ai controlli di sicurezza, inoltre si può salire a bordo soltanto con persone conosciute invece di stare alcune ore con decine di passeggeri. Allo stesso tempo oggi i prezzi sono scesi sensibilmente, rivelando come anche il volo privato possa essere un servizio alla portata di un numero piuttosto ampio di persone, specialmente per chi viaggia in gruppo.

Cosa fare a Mykonos: una vacanza da sogno tra glamour e spiagge da cartolina

Non è un caso che Mykonos sia l’isola per eccellenza del turismo estivo più glamour, un luogo in grado di ritagliarsi un ruolo di protagonista e diventare rapidamente una delle destinazioni turistiche più popolari in Europa e non solo. Qui convivono senza problemi diverse culture, tra cui quella fatta di feste e divertimento notturno, il turismo più riservato e discreto delle famiglie, inoltre l’isola è in grado di soddisfare anche chi cerca il relax o le persone che vogliono un contatto diretto con la natura.

Mykonos si conferma una località piuttosto eclettica, con spazio per i giovani che desiderano ballare fino a tarda notte, ma anche per le famiglie e le coppie che cercano la classica vacanza tranquilla a base di mare, escursioni e degustazioni enogastronomiche. Ovviamente l’isola greca è il simbolo della mediterraneità, per trovare ottimi ristoranti di pesce freschissimo, locali dove fare l’aperitivo al tramonto e tantissime boutique con prodotti tipici per ogni gusto.

Una delle attrazioni principali è proprio passeggiare per i vicoli di Matoyianni Street, la via dello shopping con tutte le migliori griffe e i negozi di articoli locali. Da non perdere è anche una visita alla chiesa ortodossa di Panagia Paraportiani, situata nei pressi di Little Venice, l’agglomerato urbano considerato il centro storico dell’isola dove incontrare i ristoranti e i bar più rinomati del posto. Da visitare assolutamente sono i musei di Mykonos, tra cui il centro archeologico, la Casa di Lena per scoprire le antiche abitazioni tradizionali e il museo dell’Agricoltura.

Naturalmente il punto di forza di Mykonos sono le sue meravigliose spiagge, incastonate in paesaggio mozzafiato in grado di incantare persino noi italiani abituati alle bellezze nostrane. Tra le spiagge più belle della regina delle Cicladi ci sono Paradise Beach per i giovani, Super Paradise famosa per le sue feste sfrenate e i party gay, altrimenti si può optare per la più tranquilla Agios Ioannis o Platis Gialos per le famiglie. Ad ogni modo Mykonos per l’estate propone soluzioni per tutti i gusti, basta scegliere i posti giusti e rilassarsi per trascorrere delle meritate ferie di puro relax.

Photo by Alex Korolkoff on Unsplash

Fatture false per circa 4 milioni di euro. Sequestro di oltre 1,5 milioni

Ragusa: Operazione “Wood connection” emesse fatture false per circa 4 milioni. Disposto sequestro di beni per oltre 1,5 milioni (video).

La scorsa settimana, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno concluso una complessa ed articolata attività di polizia economico-finanziaria che ha consentito di individuare una frode fiscale posta in essere mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo di circa 4 milioni di euro. In tale contesto, i finanzieri hanno eseguito un sequestro preventivo – finalizzato alla confisca per equivalente – emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa per la somma di oltre 1,5 milioni di euro su conti correnti, denaro, autovetture e immobili nella disponibilità di 2 società e di 2 degli 8 indagati denunciati, a vario titolo, per reati penali-tributari.

Le indagini, condotte dai militari della Compagnia di Vittoria – coordinate dal sovraordinato Gruppo, hanno preso avvio da una denuncia/querela presentata da un fornitore austriaco nei confronti del rappresentante legale di una società operante ad Acate (RG) nel settore della produzione degli imballaggi in legno, contesto economico primario del c.d. “indotto” del marcato ortofrutticolo di Vittoria (RG), e hanno fatto emergere l’esistenza di un’organizzazione finalizzata ad evadere le imposte, riconducibile al dominus acatese, P.O. (classe ’62), destinatario unitamente ad un suo complice, D.D. (classe ’78), del sequestro disposto dall’A.G..

I successivi approfondimenti svolti, su delega della Procura della Repubblica Iblea, hanno permesso di ricondurre lo schema fraudolento utilizzato dagli indagati al sistema del c.d. “carosello fiscale”, attuato tramite triangolazioni fra le società coinvolte al semplice scopo di evadere l’IVA, con una dimensione transnazionale, visto il coinvolgimento, oltre che di 6 imprese locali, anche di 2 società di diritto rumeno. Nel dettaglio la ricostruzione del complesso meccanismo fraudolento, ha permesso di fare piena luce sulle triangolazioni fittizie avvenute fra l’effettiva beneficiaria della merce, l’azienda di Acate, le società estere reali fornitrici e società sistematicamente interposte, intestate ad un “mero prestanome”.

L’imprenditore ragusano, infatti, si è servito di ditte individuali e società cd. “cartiere”, aventi sedi formali tra Niscemi (CL), Acate (RG) e Vittoria (RG), ma di fatto tutte gestite dalla sua società con sede ad Acate risultata sempre l’effettiva beneficiaria degli acquisti di merce intracomunitaria. Le imprese interposte, prive di struttura imprenditoriale, sono state utilizzate all’occorrenza per acquistare quantità di merce direttamente dai fornitori comunitari (austriaci e rumeni); in realtà la merce non veniva consegnata alla ditta che aveva effettuato l’ordine ma direttamente all’effettivo destinatario, P.O., beneficiario della frode.

La cartiera, quindi, veniva interposta facendo da filtro nelle transazioni commerciali tra i fornitori europei e la società operativa acatese, effettuando gli acquisti comunitari di beni, che poi risultavano rivenduti sul territorio nazionale, solo formalmente, perché la merce era già stata recapitata al destinatario finale.

Nel frattempo, la società interposta si accollava, a seguito della fittizia rivendita, il relativo debito I.V.A., che poi non versava all’Erario. Dal punto di vista documentale le operazioni erano contabilizzate nel seguente modo: la società di comodo di volta in volta utilizzata – inadempiente agli obblighi tributari – riceveva le fatture dai fornitori comunitari, senza applicazione dell’I.V.A. (in virtù del meccanismo del cd. Reverse charge, applicato per le cessioni all’interno di Stati dell’Unione Europa), procedeva poi ad emettere fattura, rivendendo il bene – questa volta con applicazione dell’imposta sul valore aggiunto – a favore del predetto acquirente effettivo, ad un prezzo imponibile inferiore a quello praticato dai fornitori comunitari (dunque, sottocosto) contravvenendo a qualsivoglia logica di guadagno.

Gli ulteriori accertamenti, eseguiti mediante mirati controlli incrociati hanno portato ad individuare tutte le altre ditte e società (3 ditte individuali e 4 società) utilizzate dagli indagati per l’emissione delle fatture soggettivamente inesistenti strumentali alla realizzazione della frode. Le complesse indagini, durate diversi mesi e coordinate dall’Autorità Giudiziaria di Ragusa, sono state condotte anche con l’ausilio di incisivi strumenti istruttori (quali perquisizioni, acquisizione di documentazione bancaria e indagini finanziarie sui circuiti internazionali) al fine di acquisire elementi probatori inoppugnabili circa la frode fiscale posta in essere dai responsabili.

Infatti è stato possibile, fare piena luce sul ruolo di primissimo piano svolto dall’imprenditore acatese, il quale è risultato, tra l’altro, anche amministratore di fatto di 2 società di diritto rumeno utilizzate quali soggetti da interporre nelle operazioni commerciali intracomunitarie.  Al termine dell’attività investigativa svolta, a fronte di false fatturazioni per circa 4 milioni di euro, l’A.G. Iblea ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente pari all’importo dell’imposte evase, fino alla concorrenza di oltre 1,7 milioni di euro.

Operazione “ARPIA” ad Ascoli Piceno: arrestata una 54enne per usura

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GUARDIA DI FINANZA DI ASCOLI PICENO. OPERAZIONE “ARPIA”: SGOMINATO NEL FERMANO UN CANALE DELL’USURA PERPETRATA CON L’ESTORSIONE.

Operazione “ARPIA” ad Ascoli Piceno: arrestata una 54enne per usura

L’attività di polizia economica e finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha tratto origine da approfondimenti investigativi rivolti verso una 54enne di Santa Vittoria in Matenano (FM), ritenuta al centro di un giro di usura,
perpetrata anche con metodi estorsivi.

Nell’ambito delle successive indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura della Repubblica di Fermo, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ascoli Piceno hanno acclarato che la donna aveva approfittato dello stato di difficoltà economiche sofferte da una conoscente, concedendole un prestito di 33.000 euro, a fronte del rilascio di garanzie reali sproporzionate, costituite da gioielli, quadri di valore e sin anche dall’abitazione stessa di proprietà della vittima.

Un primo riscontro sull’effettività dei gravi reati si è avuto allorquando, nel corso di perquisizioni domiciliari disposte dalla stessa Autorità Giudiziaria di Fermo, eseguite presso due abitazioni di proprietà dell’indagata – entrambe ubicate nel fermano, l’una a Santa Vittoria in Matenano e, l’altra, a Grottazzolina –, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro beni e valori di interesse probatorio.

Una collana in corallo ed un anello d’oro bianco con brillante (ciascuno del valore di circa 7.500 euro), un quadro ad olio su tavola raffigurante la “Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto” ed un quadro ad olio su tavola raffigurante la “Madonna con Bambino e Santi” (entrambi opere del pittore Iacopo Da Ponte, detto Iacopo Bassano, del XVI secolo, del valore complessivo di circa 20.000 euro), assegni bancari tratti da conti correnti accesi presso 4 differenti istituti di credito ed effetti cambiari per complessivi 92.349 euro.

E, ancora, scritture private relative a prestiti concessi per 87.250 euro, appunti manoscritti ed altra documentazione varia, verso le quali sono stati avviati gli approfondimenti e i riscontri di circostanza, ulteriormente estesi alla provenienza dei beni di valore sopra descritti.

Un insieme di attività che, grazie anche al supporto delle intercettazioni telefoniche, ha consentito di delineare le condotte illecite perpetrate dalla 54enne di Santa Vittoria in Matenano (FM), configurandosi le responsabilità, nei propri confronti, dei reati di “Estorsione” (art. 629 del Codice penale), “Usura” (art. 644 del Codice penale) ed anche di “Esercizio abusivo dell’attività finanziaria (art. 132 del D.Lgs. n. 385/93 “Testo Unico Bancario”).

In esecuzione del “Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca” emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Fermo, tutti i beni già “cautelati” con il sequestro probatorio – con l’aggiunta di un immobile ad uso abitativo ubicato a Monte San Giusto (MC), del valore di 120.000 euro – sono stati sottoposti a sequestro preventivo, in quanto, sostanzialmente, riconosciuti acquisiti con l’attività di usura.

Ammonta quindi a poco meno di 250.000 euro il valore complessivo dei beni sottratti alla disponibilità dell’usuraia che, come già confermato anche dalle consulenze tecniche disposte dalla stessa Procura della Repubblica di Fermo, richiedeva interessi oscillanti da un minimo del 157% ad un massimo del 368% su base annua.

L’attività della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno in materia di usura ed estorsione ha trovato il suo epilogo in uno dei momenti storici in cui, a causa dell’emergenza da Covid-19, particolarmente alta viene mantenuta l’attenzione verso ogni forma di illegalità di tipo economico e finanziaria, il cui contrasto si pone quale principale prerogativa anche per la prevenzione dai rischi di infiltrazione criminale nei diversi tessuti.

Operazione “ARPIA” ad Ascoli Piceno: arrestata una 54enne per usura / Redazione

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Venezia-Juve Stabia arbitra Juan Luca Sacchi di Macerata

Quattro i precedenti dell’arbitro marchigiano con il Venezia, uno solo con le vespe

Juan Luca SACCHI della sezione di Macerata è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Venezia e Juve Stabia valevole per la diciassettesima giornata di ritorno del campionato di Serie BKT che si disputerà a Venezia venerdì 24 luglio alle ore 21 allo stadio “Pier Luigi Penzo”.

Sacchi, nato a Treia in provincia di Macerata il 13 ottobre 1984, è al suo sesto campionato in cadetteria, ha quattro precedenti con i lagunari, e uno solo con la Juve Stabia.

I precedente con il Venezia:

2013 /2014 – Serie C – 11° giornata d’andata: Venezia – Pro Vercelli 1 – 1.

2017 /2018 – Serie B – 11° giornata d’andata: Cittadella – Venezia 2 – 1.

2018 /2019 – Serie B – 2° giornata di ritorno: Venezia – Padova 2 – 1.

2018 /2019 – Serie B – 12° giornata di ritorno: Venezia – Cittadella 1 – 1.

Il precedente con la Juve Stabia:

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BKT

5 ottobre 2019 – 7° giornata d’andata: TRAPANI – JUVE STABIA 1 – 2 Taugourdeau (T), Luigi CANOTTO (JS) e Francesco FORTE (JS).

L’assistente numero uno sarà: Fabio SCHIRRU della sezione di Nichelino;

l’assistente numero due Edoardo RASPOLLINI della sezione di Livorno;

quarto ufficiale: Daniel AMABILE della sezione di Vicenza.

Giovanni Matrone

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Ripiegamento temporaneo della Stazione Carabinieri di Vestone

Dal giorno 23 luglio ci sarà un ripiegamento temporaneo della Stazione Carabinieri di Vestone presso la Stazione Carabinieri di Idro

Ripiegamento temporaneo della Stazione Carabinieri di Vestone

Dal giorno 23 luglio la Stazione Carabinieri di Vestone sarà temporaneamente ripiegata presso la Stazione Carabinieri di Idro per la necessità di realizzare una ristrutturazione della Caserma di via Mocenigo.

Nonostante il ripiegamento, della durata strettamente necessaria al completamento dei lavori delle condizioni di abitabilità della caserma ad opera della proprietà, non verrà meno la vigilanza sul territorio che sarà quotidianamente garantita presso tutti i comuni della giurisdizione.

Verrà inoltre garantito un presidio mobile di prossimità in Vestone, via Mocenigo nr.80, proiettato per far fronte alle esigenze della cittadinanza che potrà, in alternativa, recarsi presso la Caserma sita in via Provinciale nr. 1 di Idro.

Redazione Lombardia

Alcuni altri articoli con Cronaca dal Nord presenti nei nostri archivi:

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Montecatini Terme: sequestrato un esercizio commerciale. Un arresto

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GUARDIA DI FINANZA PISTOIA: SEQUESTRATA, PER INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA, ATTIVITA’ COMMERCIALE IN ZONA CENTRALE A MONTECATINI TERME ARRESTATO L’ “AMMINISTRATORE DI FATTO” – VIDEO

Montecatini Terme: sequestrato un esercizio commerciale. Un arresto (VIDEO)

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia hanno sottoposto a sequestro un esercizio commerciale (bar con annesso ristorante) ubicato in pieno centro a Montecatini Terme per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Le indagini traggono spunto da attività investigative svolte nei confronti di un soggetto di notevole spessore criminale, legato in passato al noto clan camorristico dei Terracciano, presente da diversi anni in Toscana.

In particolare, dalle complesse indagini è emerso che tale P P. (di anni 50) figurava essere solo formalmente un dipendente dell’esercizio commerciale ma, di fatto, ne gestiva l’attività, mentre la titolarità della società era stata affidata formalmente (e quindi fittiziamente) a due prestanomi – tra cui la convivente. Tutto ciò al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali antimafia, essendo il soggetto già gravato da precedenti penali per reati specifici.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia – dott. Alessandro Buzzegoli – su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Pistoia – dott. Luigi Boccia – è stato eseguito nei confronti del citato soggetto, sottoposto alla misura degli arresti in carcere per il reato di trasferimento fraudolento di valori, mentre i due prestanomi sono stati denunciati in concorso a piede libero per la medesima ipotesi di reato.

Inoltre, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro l’attività commerciale di ristorazione e le quote societarie, nominando – su disposizione della Procura della Repubblica di Pistoia – un amministratore giudiziario per la prosecuzione della gestione dell’attività commerciale.

L’odierna attività s’inquadra nella strategia della G uardia di Finanza – sotto la direzione della Procura della Repubblica di Pistoia – orientata anche ad individuare i segnali di “inquinamento” dell’economia della Provincia da parte di consorterie criminali, contrastando ogni forma di possibile arricchimento connessa alla disponibilità e all’investimento di capitali di provenienza illecita e/o allo sfruttamento della contingenza emergenziale.

Redazione

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Pompei: coltiva e spaccia marijuana, un uomo arrestato

Pompei è conosciuta come uno dei siti storici più importanti al mondo… C’è chi prova a renderla famosa anche per lo spaccio. Purtroppo.

Pompei: coltiva e spaccia marijuana, un uomo arrestato

NAPOLI (POMPEI)- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Pompei, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Grotta II a Pompei una persona che, dopo essere uscita da un appartamento, si è allontanata frettolosamente a bordo di un motoveicolo.
I poliziotti hanno raggiunto e bloccato l’uomo rinvenendogli indosso un involucro contenente 0.6 grammi di marijuana.
Gli agenti, poco dopo, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione da cui la persona era uscita e lì hanno sorpreso un uomo trovandolo in possesso di un sacchetto con 50 grammi circa di marijuana, di un bilancino, di diverso materiale per il confezionamento della droga, della somma di 150 euro, mentre, nel giardino, hanno rinvenuto 2 piante di marijuana di cui una alta 2,80 metri e l’altra 1,20 metri.
Filippo Pescina, 42enne di Pompei con precedenti di polizia, è stato arrestato per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio e per spaccio di sostanza stupefacente mentre l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente.

Fortunatamente, la città è abitata da tanti cittadini orgogliosi dei propri natali e della storia di Pompei, ma purtroppo, come al solito, sono le cattive notizie ad avere quasi sempre più risonanza.

Per questo motivo è importante che da parte della Cittadinanza, venga sempre espresso un chiaro dissenso e una forte disapprovazione rispetto a questi episodi che ledono l’immagine e il lustro della Città di Pompei.

Soltanto così si potrà avanzare verso il futuro, avendo ben chiara che tipo di immagine trasmettere ed essere di esempio per le generazioni che verranno.

Stéphanie Esposito
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Carabinieri e autorità spagnole catturano latitante dal 2015

I Carabinieri di Napoli e le autorità spagnole sono riuscite insieme a portare a termine il piano di cattura di un Antonio Todisco, latitante dal 2015.

Carabinieri e autorità spagnole catturano latitante dal 2015

NAPOLI- Ieri 21 Luglio, i carabinieri del nucleo operativo di Napoli Bagnoli, coordinati dalla DDA partenopea, hanno localizzato in Spagna Antonio Todisco, 43enne di Napoli, dichiarato latitante nell’agosto del 2015 dopo essere sfuggito alla cattura in un blitz della Guardia di Finanza di Formia.
Grazie alla collaborazione delle autorità iberiche e della Divisione SIRENE del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Todisco è stato individuato nella cittadina di Fuengirola, a pochi chilometri da Malaga. Ad arrestarlo la polizia nazionale spagnola. E’ in corso la procedura di estradizione: il 43enne finirà in carcere e dovrà rispondere di traffico internazionale di stupefacente.

 

Altra indagine dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i finanzieri della Compagnia di Aversa (Ce), unitamente a quelli del Gruppo di Viareggio (Lu) e della Compagnia di Legnano (Mi), hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di un’associazione di volontariato operante, in mancanza di ogni autorizzazione prefettizia, nell’attività di vigilanza zoofila e venatoria.
L’indagine ha avuto origine in seguito ad alcune segnalazioni da parte di cittadini e agricoltori dell’ agro aversano, i quali lamentavano la presenza nelle campagne di personale di un’ associazione zoofila che, in uniforme mimetica, imbracciando fucili da caccia, effettuava controlli a persone e veicoli sequestrando anche materiale e cacciagione.
Le attività investigative hanno consentito di ricostruire un grave quadro indiziario in ordine alle attività svolte dall’associazione di volontariato.
Secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, gli appartenenti all’associazione effettuavano attività di controllo del territorio con le modalità tipiche delle forze di polizia, svolgendo anche operazioni repressive in ambito zoofilo, ittico, ambientale e venatorio ed utilizzando un’autovettura nonché delle uniformi facilmente confondibili con quelle in uso alla Guardia di Finanza.
Nel corso delle perquisizioni si è proceduto a sequestrare molte armi nonché alcune uniformi della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria.

 

Stéphanie Esposito
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Polizia e Carabinieri intervengono sul territorio con denunce e sanzioni

Numerosi sono stati gli interventi sul territorio da parte degli agenti di Polizia e Carabinieri per fermare rapinatori, presentare denunce e sanzioni.

Polizia e Carabinieri intervengono sul territorio con denunce e sanzioni

Gli agenti di Polizia e i Carabinieri sono stati protagonisti di numerose operazioni sul territorio per bloccare rapinatori, presentare denunce per ricettazione e sanzionare esercizi commerciali non rispettosi delle normative.

Pianura: individuato rapinatore seriale.
Lo scorso 9 luglio gli agenti del Commissariato Pianura, durante il servizio di controllo del territorio, sono stati avvicinati in via Provinciale da due giovani che hanno riferito di essere stati rapinati del portafogli da un uomo armato di coltello a bordo di un motociclo.
In seguito, il 16 luglio scorso, due persone si sono presentate presso il Commissariato Pianura per denunciare di essere state aggredite e rapinate in via Nelson Mandela da un uomo armato di coltello a bordo di uno scooter.
Le descrizioni fornite dalle vittime hanno consentito ai poliziotti di raccogliere elementi nei confronti di Franco Maffei, 35enne napoletano con precedenti di polizia, che è stato rintracciato in via Claude Monet presso la sua abitazione.
L’uomo è stato sottoposto a fermo di P.G. per rapina aggravata che ieri mattina è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

Piazza Nolana: compravendita di cellulari. Due persone denunciate.
Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in piazza Nolana hanno notato due persone che, dopo essersi scambiate un telefonino, alla vista della volante hanno tentato di allontanarsi per eludere il controllo.
I poliziotti li hanno bloccati rinvenendo indosso ad uno dei due uomini 6 cellulari privi di SIM mentre l’altro è stato trovato in possesso del telefonino oggetto dello scambio visto in precedenza.
Un 25enne del Mali è stato denunciato per ricettazione mentre l’acquirente, un 33enne pakistano, è stato denunciato per incauto acquisto.

Poggiomarino: sanzionato panificio a seguito di controlli
I carabinieri della Stazione di Poggiomarino e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli, nell’ambito di mirati servizi disposti dal Comando provinciale di Napoli per un’ azione di controllo e tutela della sicurezza alimentare, hanno sanzionato un panificio sito in via Passanti Flocco, gestito da un 60enne, al quale sono state prescritte sanzioni amministrative per l’importo di 1.500 €.

Nel corso della verifica, i militari hanno sottoposto a sequestro 44 chilogrammi di pane, privo di qualsiasi etichettatura ed elemento utile a garantire la tracciabilità del prodotto, che era accantonato nel laboratorio, pronto per essere posizionato nei banchi di vendita e distribuito al consumatore.

Stéphanie Esposito
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Carabinieri sciolgono sodalizio di spacciatori tra Grottaminarda e Napoli

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Carabinieri sciolgono il sodalizio operante tra Grottaminarda e Napoli che gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti: 10 misure coercitive, 17 gli indagati.

Carabinieri sciolgono sodalizio di spacciatori tra Grottaminarda e Napoli

PROVINCIA DI AVELLINO E NAPOLI: Questa mattina, in Grottaminarda, Mirabella Eclano, Napoli, Afragola e Pescara, i Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino (AV) hanno dato esecuzione a 10 misure cautelari coercitive (di cui 7 in carcere, 2 in regime di arresti domiciliari ed una all’obbligo di presentazione alla p.g.) emesse dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia Partenopea, nei confronti di altrettanti soggetti.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ariano Irpino, avviate nel mese di Settembre 2017 e conclusesi nel mese di Giugno 2018, dirette e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito di accertare a carico degli odierni destinatari del provvedimento cautelare indizi gravi ed univoci circa l’organizzazione di un sodalizio dedito al traffico di sostanze stupefacenti di tipo HASHISH, MARIJUANA e COCAINA.
Ad uno degli indagati del napoletano viene contestato anche il tentativo estorsivo finalizzato al recupero di somma di denaro provento di spaccio.
Gli indagati, operanti sull’asse Napoli – Afragola – Grottaminarda per la realizzazione del delitto in contestazione si erano associati secondo ruoli prestabiliti rifornendo in particolare quella che era divenuta una “piazza di spaccio” nel comune di Grottaminarda. Lo spaccio avveniva in particolare nella piazza principale di Grottaminarda, nei confronti di giovani del luogo e del comprensorio con rifornimento della sostanza stupefacente a Napoli ed Afragola.
Nel corso delle indagini, oltre alle predette misure cautelari, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato complessivamente 13 persone del luogo, che a loro volta si rifornivano dal gruppo di Grottaminarda e ponevano allo spaccio la sostanza stupefacente acquistata. Complessivamente sono stati sequestrati grammi 40,4 di cocaina, grammi 540 di hashish, grammi 618,2 di marijuana.
Nel corso dell’operazione, a cui hanno preso parte oltre 40 Carabinieri, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari e locali.

Stéphanie Esposito
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La Guerra dei Carabinieri ai pirati della strada tra Napoli e provincia

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Guerra ai pirati della strada da parte dei Carabinieri per prevenire gli incidenti: oltre 4.000 trovati alla guida senza la patente o senza assicurazione e revisione.

L’attenzione alla prevenzione degli incidenti stradali è da sempre uno dei pilastri dell’attività istituzionale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Il contrasto ai pirati della strada sia su 4 ruote che su due ruote occupa da sempre uno spazio rilevante in ogni servizio di controllo del territorio per evitare le tragedie.
Ed è proprio partendo da questo principio che, dai primi giorni di gennaio di quest’anno fino ai primi di luglio, i carabinieri di Napoli hanno notificato complessivamente 25.934 violazioni, per sanzioni che vanno oltre gli 11 milioni di euro.

Grande sforzo è diretto sulle “due ruote”, spesso condotte senza che le basilari norme di sicurezza siano rispettate: 300 i centauri sanzionati per guida senza casco, e oltre 300 i fermi amministrativi eseguiti.
Non mancano le contravvenzioni per chi non ha sottoposto il proprio veicolo alla prescritta revisione. 1.783 le sanzioni applicate.

Numerose le sanzioni per chi è stato sorpreso ad utilizzare il cellulare alla guida: 260 le persone “beccate” e punite con verbali salati.
Sono invece 2.481 gli automobilisti e i motociclisti controllati e multati perché in circolazione su veicoli privi di copertura assicurativa.
477 i veicoli sottoposti a sequestro amministrativo, tra questi anche “furbetti” che hanno continuato a muoversi nonostante i loro mezzi fossero già gravati da provvedimenti che ne vietavano la circolazione.
Importante anche il dato sulle sanzioni applicate a chi è stato sorpreso alla guida nonostante non avesse mai conseguito la patente: 876 le violazioni complessivamente elevate.
647 sono invece le persone trovate con la patente scaduta.
I controlli saranno intensificati, specie in questo periodo di esodo estivo e di forte traffico veicolare.

Stéphanie Esposito
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Mastalli: “Juve Stabia, dobbiamo credere tutti nella salvezza”

Abbiamo sentito il capitano della Juve Stabia, Alessandro Mastalli, nel corso della puntata di Juve Stabia Live Talk Show. Ecco le sue parole:

“Non mi aspettavo di giocare così tanto dopo il rientro da un lungo infortunio. Sono felice di aver debuttato in B e sopratutto sono felice che la Juve Stabia abbia ottenuto buoni risultati dopo una ripresa da incubo.

Da capitano della Juve Stabia sono orgoglioso della squadra, ha reagito dopo un periodo molto difficile e mi auguro che tutti mettano in campo tanta grinta e tanta voglia in queste tre finali. Io do sempre il massimo e voglio essere da traino per la squadra con la mia voglia sia dentro che fuori dal campo. Dobbiamo salvarci. Tutta la squadra, lo staff e la società della Juve Stabia credono nella salvezza e vogliamo conquistarla a tutti i costi.

Con il Chievo siamo stati spenti per lungo tempo ma poi è bastata la scintilla del rigore dell’1-2 per accenderci e per farci credere alla rimonta che poi si è verificata. Abbiamo dimostrato di avere un carattere molto forte e che non molliamo mai.

Saranno tre gare molto dure ma la Juve Stabia si salverà se metterà in campo la stessa voglia vista nelle ultime tre gare. Siamo un gruppo molto unito e si è visto quando abbiamo rincuorato Tonucci per l’errore. Abbiamo vinto anche per lui. L’unione fa la forza. A Venezia non dobbiamo assolutamente perdere. È una finale e non la dobbiamo sbagliare.

Ho sofferto tanto durante l’infortunio. Il calcio è la mia vita e non poter giocare è stata dura. Per fortuna ho avuto la mia futura moglie al mio fianco ed è stato più leggero.

Devo tanto alla Juve Stabia, ai tifosi e alla città. Ci tengo tanto alla maglia e alla piazza e prometto che onoreremo la maglia fino alla fine. Vogliamo salvarci e festeggiare insieme ai nostri splendidi tifosi.”

” Fermatevi: criminali! ” Tonino Scala tuona contro la perdita delle Terme

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” Fermatevi: criminali! Sindaco scetete esci da questo letargo ” così tuona Tonino Scala nel tentativo di richiamare l’attenzione del Sindaco.

” Fermatevi: criminali! ” Tonino Scala tuona contro la perdita delle Terme

CASTELLAMMARE DI STABIA- Di fronte alla prospettiva che la città perda definitivamente le Antiche Terme – destinate a diventare un B&B – Tonino Scala richiama il Sindaco Cimmino affinché prenda posizione in difesa di un patrimonio culturale che abbiamo ereditato dai nostri avi.

Ecco il suo messaggio:

Castellammare perde anche la stazione delle Antiche Terme: diventerà un B&B. Ho sentito ieri sera il dirigente del settore tecnico che mi ha spiegato la questione burocratica, lui non ha responsabilità, applica la norma, ma chi, come sempre, doveva entrare nel merito delle scelte, ha deciso di non farlo: vergogna. Vergogna. Nonostante il vincolo, visto che trattasi di un’opera progettata da Marcello Canino, i lavori proseguono, complici Comune e Soprintendenza. Siamo di fronte alla Regione e all’Eav che attuano la politica del me ne frego, e ad un sindaco incapace di decidere. Questa pantomima, questo tecnicismo becero e ignobile è da criminali.
La città due anni fa ha votato un Sindaco, non un tecnico preso dal suo non decidere, non scegliere su nulla e far fare tutto a tutti dietro la scusa del cavillo giuridico. In questo caso complice la Sovrintendenza che fa finta di non vedere.

Mi vedrò costretto per l’ennesima volta ad andare in Procura svilendo ancora una volta il mio ruolo. Non sono per la via giudiziaria, ma per il primato della politica, purtroppo da due anni gioco a guardia e ladri visto che chi ha il dovere di decidere non lo fa. Fermatevi, criminali!
La stazione delle Antiche Terme è un progetto troppo importante per la città.
Quell’area, quel quartiere, quella stazione sono strategici per Castellammare e per il comprensorio. La fermata delle Antiche Terme è propedeutica allo sviluppo di quell’area e la città non può restare prigioniera per 12 anni di una scelta non condivisa che pregiudicherebbe la progettazione futura non solo della stazione e della riapertura della stessa, ma lo sviluppo del termalismo legato alle Antiche terme, all’Acqua della Madonna e al Centro Antico.
Fermatevi, criminali!

Dall’altro lato il Sindaco stamane ha festeggiato 21 nuovi dipendenti nel Comune della città, congratulandosi e auspicando che le “nuove leve” rinvigoriscano la “linfa” delle nostre amministrazioni.
Le parole del Sindaco:
Siamo giunti al traguardo, 21 nuovi dipendenti nel Comune di Castellammare! Si sono conclusi ieri sera gli ultimi colloqui dei concorsi pubblici per la selezione di 21 figure professionali che andranno a rinnovare e rivitalizzare la nostra macchina comunale, da decenni ormai ingolfata e obsoleta.
Erano 35 anni che al Comune di Castellammare non si svolgeva un concorso pubblico, un’opportunità unica per giovani e meno giovani che si sono messi alla prova sulla base della competenza e della meritocrazia. Una straordinaria avventura che ci ha visti protagonisti di una svolta storica per il nostro Comune e per l’intera città di Castellammare, che può finalmente avvalersi di nuove eccellenti leve al servizio di tutti i cittadini stabiesi.

Ebbene, per quanto la notizia delle nuove “leve” faccia ben sperare per il futuro, aspettiamo quanto prima dei chiarimenti -nel dettaglio- rispetto alla questione delle Antiche Terme, soprattutto considerando che si era anche esposto per sottoporre la candidatura del sito a patrimonio UNESCO.

Stéphanie Esposito

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Con l’estate al Coronavirus si aggiunge l’EEE dalle zanzare (IT-EN-RO)

Con l’estate torna il caldo e tornano le zanzare con l’allarme per l’Encefalite Equina Orientale (EEE) che possono trasmettere e che già sta trasmettendo negli USA.

Tornata l’estate al Coronavirus si aggiunge l’allarme zanzare ed EEE

 

Come se non bastassero l’allerta e le preoccupazioni per il Coronavirus ecco che, puntuale, torna l’allarme per l’Encefalite Equina Orientale (EEE), Virus trasmesso dalle Zanzare, che, a quanto segnalano The Sun e l’Associated Press , stanno ora preoccupando le autorità locali dal momento che, nel Massachusetts e nel New Jersey, si stanno già registrando, finanche in anticipo con lo scorso anno, alcuni casi di contaminazione da EEE per cui fanno partire l’allarme segnalando che questa potrebbe essere una brutta estate per l’EEE e altre malattie trasmesse dalle zanzare.  La scorsa estate, ricordano, si era verificato un inaspettato focolaio di EEE in 10 stati: Alabama, Connecticut, Georgia, Indiana, Massachusetts, Michigan, New Jersey, Carolina del Nord, Rhode Island e Tennessee e si ebbero 38 casi di persone infettate e 15 morti per il virus 

 

Tuttavia, secondo l’Associated Press, per ora, non sono stati riportati decessi umani o animali.

Scott Crans, che sta conducendo il controllo delle zanzare per il Dipartimento per la protezione ambientale del New Jersey, ha avvertito: “Potremmo avere una brutta estate”. Tuttavia, Crans e altri funzionari sanitari, hanno affermato che non è stato possibile stimare la gravità dell’epidemia evidenziando, nel contempo, che l’inverno relativamente mite nella maggior parte del nordest potrebbe aver portato ad un aumento della popolazione di zanzare. 

I funzionari sanitari hanno anche avvertito di un aumento di altre malattie trasmesse da insetti, poiché molte persone trascorrono più tempo all’aperto questa estate a causa della pandemia di coronavirus.

Nel Michigan sono state rilevate zanzare in grado di trasmettere dengue, Zika e altri virus tropicali. 

Questo stato ha anche registrato il primo caso del Nilo occidentale, che è meno grave dell’EEE, ma può causare febbre, mal di testa, dolori muscolari e altri sintomi.

Il Virus EEEV che sta per Eastern Equine Encephalitis Virus (ossia virus dell’Encefalite Equina Orientale), è potenzialmente letale ed “Il rischio di trasmissione agli esseri umani è aumentato“.

Come se non bastasse, poi, gli esperti dell’Harvard Public School hanno lanciato un allarme anche sulle zecche, che potrebbero registrare popolazioni record questa estate, il che potrebbe significare più casi di malattia di Lyme.

 

Sintomi

Proprio come l’Encefalite Giapponese o il West Nilemalattie simili che sono trasmesse dalle zanzare, anche l’encefalite equina dell’est colpisce il cervello della persona infettata, provocando dopo un periodo di 4-10 giorni di incubazione l’insorgenza improvvisa di sintomi come mal di testa, vomito, brividi e febbre alta. Nelle forme più gravi, però, si  riscontrano disorientamento, convulsioni e coma, condizioni estreme che possono portare alla morte della vittima. Il tasso di mortalità riscontrato finora è di circa il 30%, mentre chi sopravvive mantiene  danni cerebrali da lievi a gravi.

Cristina Adriana Botis

Doctors warn of severe mosquito-borne virus that causes brain swelling and can kill after ‘unnerving’ spike in cases.

EXPERTS have issued a warning about a severe mosquito-borne virus after an “unnerving” spike in cases.

The virus, called eastern equine encephalitis or EEE, causes brain swelling and can be fatal.

Health officials in the Northeast, which was hit particularly hard in the early days of the COVID-19 outbreak, are now warning that this could be a bad summer for EEE and other mosquito-borne illnesses.

There was an unexpected EEE outbreak last summer across 10 states: Alabama, Connecticut, Georgia, Indiana, Massachusetts, Michigan, New Jersey, Norther Carolina, Rhode Island and Tennessee.

Most years, the country only sees about half a dozen cases of EEE in humans, according to the Centers for Disease Control and Prevention. However, in the summer of 2019 there were 38 human cases and 15 deaths from the virus.

Officials have already detected EEE in mosquitos this year, which is earlier than usual, in Massachusetts and New Jersey. However, there have been no reports of human or animal cases yet, according to the Associated Press

Scott Crans, who heads mosquito control efforts for the New Jersey Department of Environmental Protection called the early detection “unnerving.”

“It could signal a busy year,” he said.

Crans said predicting how severe a mosquito-borne illness outbreak will be is tricky.

He and other health officials said that the relatively mild winter much of the Northeast saw could have led to an increase in mosquito populations. However, below average rainfall could have harmed those populations.

Health officials also warned of an increase of other insect-borne illnesses since many people are spending more time outdoors this summer due to the coronavirus pandemic.

Invasive mosquitos known to transmit dengue, Zika and other tropical viruses were detected in Michigan already this season, according to the AP. The state also saw it’s first case of West Nile virus, which is less severe than EEE but can cause fevers, headaches, body pain and other symptoms.

Harvard School of Public Health experts also warned that ticks may be out earlier and in larger numbers this summer, which could mean more cases of Lyme disease and other tick-related illnesses.

To prevent harmful insect bites, the CDC has a list of recommendations, including using EPA approved insect-repellent, wearing long sleeves and pants when outdoors in grassy areas, and taking steps to control mosquitos both indoors and outdoors.

Asta mai lipsea după coronavirus! Medicii dau alarma! Boala mortală te pândește seara!

Medicii americani avertizează cu privire la un virus mortal transmis de țânțari.

Boala pe care o provoacă aceste înțepături în aparență inofensive  este extrem de gravă. Poate provoca „umflarea” creierului și chiar moartea, dacă nu este diagnosticatăla timp!

Experții au emis un avertisment cu privire la acest virus extrem de periculos, după ce a fost înregistrat un număr mare de cazuri! Boala provocată de acest virus a fost numită encefalită ecvină estică sau EEE.

Oficialii de sănătate din nord-estul Statelor Unite ale Americii, care a fost lovit deosebit de greu în primele zile ale focarului COVID-19, avertizează acum că EEE și alte boli purtate de țânțari ar putea face ravagii în această vară.

Vara trecută, nu mai puțin de  10 state au fost afectate de virusul transmis de țânțari: Alabama, Connecticut, Georgia, Indiana, Massachusetts, Michigan, New Jersey, Norther Carolina, Rhode Island și Tennessee.

În cei mai mulți ani, în SUA se înregistrează doar aproximativ o jumătate de duzină de cazuri de EEE la om, potrivit Centrelor pentru controlul și prevenirea bolilor. Cu toate acestea, în vara lui 2019 au fost 38 de cazuri umane și 15 decese cauzate de virus.

Oficialii au depistat deja EEE în acest an mai devreme decât de obicei, în Massachusetts și New Jersey. Cu toate acestea, nu au fost raportate încă decese umane sau animale, potrivit Associated Press.

Scott Crans, care conduce eforturile de control al țânțarilor pentru Departamentul de Protecție a Mediului din New Jersey, a avertizat:„S-ar putea să avem un an cu multe”, a spus el.

Crans a spus însă că nu se poate estima cât de severă va fi epidemia.

El și alți oficiali din domeniul sănătății au spus că iarna relativ blândă din cea maimare parte din nord-est ar fi putut duce la o creștere a populației de țânțari. Cu toate acestea precipitațiile , sub media ar fi putut afecta țânțarii.

Oficialii din domeniul sănătății au avertizat, de asemenea, despre o creștere a altor boli transmise de insecte, deoarece multe persoane petrec mai mult timp în aer liber în această vară din cauza pandemiei coronavirusului.

Țânțari care pot transmite transmite dengue, Zika și alte virusuri tropicale au fost detectate în Michigan. De asemenea, acest stat a înregistrat și  primul caz de West Nile, care este mai puțin sever decât EEE, dar poate provoca febră, dureri de cap, dureri corporale și alte simptome.

Experții de la Școala Publică din Harvard au avertizat, de asemenea, asupra căpușelor, care ar putea înregistra populații record în această vară, ceea ce ar putea însemna mai multe cazuri de boală Lyme, informează The Sun.

Perquisizioni alla IRCSS San Matteo e alla DIASOIN: sequestri in corso

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TURBATA LIBERTÀ DEL PROCEDIMENTO E PECULATO, PERQUISIZIONI E SEQUESTRI NEI CONFRONTI DEI VERTICI DEL SAN MATTEO E DELLA DIASORIN SPA

Perquisizioni alla IRCSS San Matteo e alla DIASOIN: sequestri in corso

La Procura della Repubblica di Pavia ha disposto, nell’ambito delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Mario VENDITTI e dal dott. Paolo MAZZA, l’esecuzione di diverse perquisizioni domiciliari e locali nei confronti di diversi soggetti indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato.

La Guardia di Finanza si è recata presso l’IRCSS San Matteo, la Fondazione Insubrica di Ricerca per la vita, la DIASORIN spa e la Servire SRL.

Tra i soggetti indagati figurano il Presidente, il Direttore Generale ed il Direttore Scientifico della Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia, il Responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare del medesimo istituto, nonché l’Amministratore Delegato della società biotecnologica piemontese Diasorin S.p.a..

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pavia stanno sequestrando su ordine della locale Procura della Repubblica documentazione e apparati informatici presso gli uffici ed i laboratori del Policlinico San Matteo e della società biotecnologica.
Nel dettaglio sembrerebbe che sia stata favorita, a discapito di altre potenziali concorrenti, la società piemontese di rilevanza internazionale – Diasorin S.p.a. – operante nel settore delle biotecnologie, trasferendo ad essa tutti i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione effettuate dalla Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia, nel settore dei test sierologici per la diagnosi di infezione
da Covid-19.

L’attività trae origine da una denuncia presentata da una società concorrente avverso il rapporto collaborativo instaurato tra la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo e la società piemontese, per lo sviluppo di test sierologici e molecolari per la diagnosi da infezione Covid-19, allo scopo di ottenere la marcatura CE. Tale accordo veniva stipulato senza gara rendendo possibile un vantaggio economico per l’impresa piemontese.

Ulteriori accertamenti sono in corso per delineare i rapporti economico commerciali esistenti tra Diasorin, Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita e la società Servire S.r.l. tutte operanti presso l’Insubrias Biopark di Gerenzano (VA)

Redazione

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Il Governo Siciliano approva in Commissione un ddl sull’edilizia

Il Governo Musumeci lo ritiene mettere ordine nelle procedure amministrative del settore edilizio. L’Opposizione lo definisce un condono.

Dopo l’approvazione in IV commissione all’Ars del Disegno di legge, un testo normativo che dovrebbe semplificare le procedure amministrative nel settore edilizio, sull’edilizia voluto dal Governo regionale di centrodestra del Presidente Nello Musumeci, ci sono state parecchie critiche dai banchi dell’Opposizione in quanto tale assenso viene visto come una sorta di sanatoria, di condono edilizio.

In sostanza molti lavori edilizi che prima avevano bisogno di permesso per costruire, adesso si potranno realizzare con una semplice comunicazione, e tante delle opere che prima andavano realizzate previa avviso adesso saranno in edilizia libera

Il punto della questione è soprattutto l’art. 18 «Compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo 1.  Dopo l’articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 è aggiunto il seguente articolo: “25-bis Norme di interpretazione autentica.  2. Con l’articolo 24 della Legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 sono stati recepiti i termini e le forme di presentazione delle istanze presentate ai sensi dall’art. 32 del Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326. 3. In forza del predetto recepimento resta salva l’ammissibilità delle istanze presentate, ai sensi del precedente comma l, per la regolarizzazione delle opere realizzate nelle aree soggette a vincoli che non comportino inedificabilità assoluta nel rispetto di tutte le altre condizioni prescritte dalla legge vigente».

In pratica un immobile totalmente abusivo all’interno di un parco o di una riserva con condono nazionale verrebbe abbattuto ma qualora dovesse passare la norma siciliana potrebbe essere sanato attraverso un parere positivo da parte dell’autorità competente

Il Governo Musumeci, dopo il polverone scatenato riguardo la norma, per un momento è sembrato essere propenso a ritirare l’articolo 18. Ma poi nulla è stato fatto. Musumeci ha proseguito per la sua strada, portando davanti al giudizio della Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana la seguente decisione: abolire o non abolire l’articolo 18. Il 7 luglio, in Commissione si è votato per l’approvazione dell’articolo. La maggioranza, senza tener conto delle numerose proteste dell’opposizione, ha fatto quindi quadrato per mantenere intatto l’articolo che permette il condono nella aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

l testo comunque dovrà essere sottoposto all’esame dell’Assemblea Reginale Siciliana (ARS). In Commissione è stato votato dalla sola maggioranza di centrodestra, mentre l’unico deputato renziano in commissione, Edy Tamajo, era assente al momento del voto. Tamajo, in compenso, aveva votato a favore dell’articolo che contiene la sanatoria nella scorsa seduta: “Io – aveva detto a Repubblica – ho votato sì secondo responsabilità. Non capisco perché i grillini debbano strumentalizzare. Il masochismo porta a essere così: si vuole sfasciare la società, impedire che ci sia sviluppo. Se questi casi non si normano ci sarà un problema di carattere sociale”.

L’on. Giusi Savarino, avvocatessa, presidente della IV Commissione, eletta con la lista ‘In Sicilia Nello Musumeci’ ha dichiarato “Non introduciamo nessuna sanatoria o condono edilizio, ma mettiamo ordine in questa materia e, soprattutto, consentiamo ai siciliani di poter costruire o ristrutturare con grande semplicità, senza perdersi nei meandri di soprintendenze ed uffici tecnici”.

“Non introduciamo nessuna sanatoria o condono edilizio – ha aggiunto la Savarino – bensì mettiamo ordine in questa materia e, soprattutto, consentiamo ai siciliani di poter costruire o ristrutturare con grande semplicità, senza perdersi nei meandri di soprintendenze ed uffici tecnici. Il Ddl Edilizia fa coppia con la riforma Urbanistica già al voto in Aula. In questo modo, grazie al lavoro sinergico tra Ars e Governo Musumeci entro la fine della Legislatura, riusciremo a modernizzare la Sicilia e creare le condizioni affinché si investa nella direzione di un territorio sempre più “Green” e liberi dalle lungaggini burocratiche che spesso, purtroppo, penalizzano e rallentano il comparto edile”.

“C’è un condono, non potevamo dire sì a un testo che sana gli abusi. È l’ennesimo macroscopico scivolone del governo Musumeci che a parole è contro gli abusi edilizi, nei fatti, però, li difende con tanto di legge». Replicano i deputati del M5s all’Ars, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito, che oggi, in commissione Ambiente, hanno votato contro il disegno di legge sull’edilizia che è passato in aula con i i voti della maggioranza.

“Il testo – afferma l’avvocato Giampiero Trizzino dei Cinque Stelle – contiene la norma che estende la sanatoria del 2003. Musumeci, appena qualche giorno fa in aula, aveva detto chiaramente che il suo governo è per la corretta gestione dell’ambiente, nel contrasto di ogni fenomeno di abusivismo edilizio. Peccato però che nei fatti si comporti in maniera diametralmente opposta. Il presidente aveva l’occasione per fare finalmente qualcosa di buono in questa inconcludente legislatura, ha sprecato pure quest’opportunità”.

Il PD ha annunciato “Ci opporremo in ogni modo all’approvazione definitiva di una sanatoria che comprometterebbe il valore di una legge che, invece, dovrebbe servire a ordinare ed incentivare la materia dell’edilizia nell’Isola”.

Secondo il presidente Gianfranco Zanna di Legambiente Sicilia “la Commissione Ambiente dell’Ars ha terminato il suo lavoro nel peggior modo possibile, esitando il ddl sull’edilizia, con la norma che contiene la sanatoria del 2003. Nonostante i tanti proclami su difesa dell’ambiente e contrasto ad ogni forma di abusivismo, il governo Musumeci e la maggioranza che lo sostiene – ha spiegato Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – nei fatti si dimostrano a favore del “partito degli abusivi”. Ma non è detta l’ultima parola, il ddl dovrà andare adesso all’esame dell’Ars dove, ci auguriamo, prevalga il buon senso e si metta la parola fine ad una norma che distrugge il territorio dell’isola”.