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Colpito “Quarto Sistema” in operazione anti-camorra a Torre Annunziata

Torre Annunziata: Operazione anticamorra di Carabinieri e Polizia porta all’arresto di 12 persone, inferto duro colpo al “Quarto Sistema”.

Colpito “Quarto Sistema” in operazione anti-camorra a Torre Annunziata

Conclusa l’operazione in corso, dalle prime ore di oggi e condotta da personale della Squadra Mobile, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e da agenti del Commissariato di Torre Annunziata. Con questa operazione è stato inferto un durissimo colpo al così-detto “Quarto Sistema”: sono state tratte in arresto ben 12 persone .

Di seguito riportiamo gli aggiornamenti sulla vicenda:

Le indagini hanno avuto inizio lo scorso 12 febbraio a seguito di alcuni episodi di esplosione di colpi d’arma da fuoco in Torre Annunziata e Boscoreale verso le porte delle abitazione di alcuni pregiudicati ed in Piazza Giovanni XXIII a Torre Annunziata.

In quelle circostanze nessuna segnalazione dei fatti in argomento era giunta alle Forze di Polizia ma la notizia veniva acquisita dal locale Commissariato di P.S. nell’ambito di una prima attività investigativa che ha consentito di apprendere che vi era uno scontro in atto tra un gruppo di giovanissimi legati al clan Gionta ed esponenti del c.d. gruppo del Penniniello, composto da pregiudicati tutti residenti nell’omonimo quartiere di Torre Annunziata. Successivamente, le indagini sono state intensificate a seguito del ferimento, avvenuto lo scorso 24 marzo, del pregiudicato Alfonso Scoppetta, cugino di Domenico Balzano, leader del sodalizio criminale .

Le sinergiche attività investigative, condotte dal Commissariato di Polizia e dal Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, coordinate dalla Procura della Repubblica – DDA di Napoli, hanno consentito la rapida acquisizione di importanti elementi probatori utili ad individuare l’esistenza e la composizione di un sodalizio criminale che ha l’obiettivo principale di acquisire l’egemonia nelle attività estorsive condotte ai danni di imprenditori operanti sul territorio.

In tale contesto, tra l’altro, è attribuibile al gruppo sopra indicato anche l’attentato con esplosione di una bomba carta ai danni della rivendita di autovetture “AD Cars” avvenuto lo scorso 5 giugno.

DESTINATARI MISURA CAUTELARE

1. BALZANO Domenico nato a Torre Annunziata il 23.06.1989
2. ANZALONE Vincenzo nato a Torre Annunziata il 27.12.1964
3. BALZANO Crescenzo nato a Torre Annunziata il 07.06.1973
4. BALZANO Salvatore nato a Torre Annunziata il 21.04.1977
5. CHERILLO Luca nato a Torre Annunziata il 28.08.1989
6. DE SIMONE Alessio Pio nato a Torre Annunziata il 27.08.2001
7. EVACUO Pietro nato a Torre Annunziata il 03.03.1987
8. FRATERNO Matteo, nato a Torre Annunziata il 9.12.1996
9. GUIDA Luigi nato a Pompei il 04.11.1997
10. SCARPA Natalino, nato a Castellammare di Stabia il 25.12.1993
11. VILLANI Antonio nato a Torre Annunziata il 08.08.1978

Agli AA.DD.

12. LOSCO Giuseppe nato a Torre Annunziata il 15.09.1966

Stéphanie Esposito Perna

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Coppa Italia Eccellenza- L’Ischia a Mondragone può perdere anche 2-0

Eccellenza- L’Ischia a Mondragone potrà perdere anche con un 2-0 in virtù della vittoria del Poggiomarino nel secondo turno

Il Poggiomarino batte il Mondragone per 2-0 e fa un grosso regalo all’Ischia che per qualificarsi,domenica in trasferta ha a disposizione ben tre risultati:la vittoria,il pareggio e una sconfitto con il punteggio di 2-0. Soltanto vincendo con tre reti di scarto il Mondragone potrà conquistare la qualificazione. I 4 gol rifilati al Poggiomarino mettono i gialloblu di Monti in una botte di ferro. Perdendo per 2-0, infatti l’Ischia resterebbe con 3 punti in classifica ma con una differenza reti di +1 a differenze dei casertani che chiuderebbero con 3 punti ma con una differenza reti pari a 0. Fuori dai giochi il Poggiomarino che ha una differenza reti negativa che non può far sperare in una qualificazione,riservata alle due migliori seconde dei gironcini.

Classifica girone C

Ischia Calcio 3

Real Poggiomarino 3

Mondragone 0

Aeroporto Capodichino: maxi-sequestro di medicinali e farmaci

Sequestro, operato dai Finanzieri della Compagnia di Capodichino unitamente a Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, di oltre 1.000 confezioni di medicinali e farmaci non a norma.

Aeroporto Capodichino: sequestrate oltre 1.000 confezioni di medicinali e farmaci

NAPOLI– I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), unitamente a militari della Guardia di Finanza in servizio presso l’aeroporto di Capodichino hanno sequestrato 1.033 confezioni di medicinali e farmaci vari, privi di ogni certificazione e documentazione richieste dalla normativa comunitaria e nazionale, rinvenute durante un’operazione di sdoganamento e controllo dei bagagli individuali.

Il viaggiatore, giunto in Italia dal Ghana – via Parigi, per eludere i controlli dei funzionari doganali e delle Fiamme Gialle, aveva deciso, una volta giunto a destinazione, di non prelevare i bagagli dai nastri trasportatori della sala arrivi dell’aeroporto, dichiarandoli immediatamente come smarriti.

Le valigie erano così rimaste custodite presso l’ufficio Lost & Found dell’aerostazione, in attesa che il proprietario tornasse a ritirarli. Nonostante l’ingegnoso metodo escogitato, il passeggero non è comunque riuscito a sfuggire ai controlli.

Il passeggero, un cittadino di nazionalità ghanese residente nella provincia di Caserta, è stato denunciato per violazione all’art. 147 del D.Lgs. n. 219/2006, che disciplina l’importazione e la commercializzazione dei medicinali, rischiando un’ammenda fino ad un massimo di 100.000 euro e l’arresto fino ad un anno.

I medicinali sequestrati, quasi 7.500 tra pillole, compresse e spray di varia natura e genere, avrebbero potuto fruttare cospicui guadagni se immessi sul mercato, con altissimi rischi per la salute dei potenziali acquirenti.

 

 

L’operazione conferma l’efficace sinergia tra l’ADM e la Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti di ogni genere, a salvaguardia della salute dei consumatori finali.

E’ agghiacciante pensare come molto possa essere molto più pericoloso di un virus, la mentalità “imprenditoriale” di alcuni esseri umani, che non si fanno scrupoli nell’organizzare “attività” del genere pur di guadagnare anche a spese della salute e della vita di terze persone.

Emerge chiaro come in quest’epoca se da un lato siamo testimoni di un importante progresso tecnologico, ciò che non finisce di stupire e deludere è l’ignoranza, l’oblio e il disprezzo dei diritti dell’uomo, che come diceva Mirabeau sono le cause dei mali pubblici .

 

Stéphanie Esposito Perna
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Operazione combinata anticamorra Carabinieri-Polizia a Torre Annunziata

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione combinata anticamorra ad opera dei Carabinieri di Napoli e della Polizia di Torre Annunziata.

Operazione combinata anticamorra Carabinieri-Polizia a Torre Annunziata

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione combinata anticamorra ad opera dei Carabinieri di Napoli e della Polizia di Torre Annunziata,
E’ in corso, dalle prime ore di oggi, una operazione condotta da personale della Squadra Mobile, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e da agenti del Commissariato di Torre Annunziata.

E’ stata data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica- Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, tutti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia di un nuovo clan in Torre Annunziata, denominato “Quarto sistema” o “Sauriell – Scarpa”.
Nel corso delle prossime ore, seguiranno certamente aggiornamenti che Vi comunicheremo.
Si attendono dettagli circa le dinamiche dell’operazione, e di ulteriori dettagli in merito ai soggetti coinvolti, risultanti essere gravemente indiziati.

Questa notizia si aggiunge all’ Archivio dei “tristi” fatti di cronaca del nostro Paese: benchè accada nella regione Campania, ciò non toglie che è una ferita per tutto il nostro Paese, è segno di tempi difficili, di crisi, dove “essere cittadini” non ha alcun significato per alcune persone, che vedono quindi nella prospettiva di affermare un nuovo clan/un nuovo stato, l’alternativa più “degna” e “gloriosa” per la propria vita.
E’ Vitale intervenire con la Cultura, infondere Senso Civico e Spirito Critico nell’animo dei Cittadini: solo così si riuscirà a tenere saldo il legame tra la Cittadinanza e lo Stato, quello vero.

 

Stéphanie Esposito Perna
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Cessioni minori, il “tesoretto” da sfruttare che svincola dalla cessione di KK

Cessioni minori, il piano alternativo di Giuntoli per fare cassa

I giorni che separano alla fine del calciomercato sono ormai pochi. I giochi non sono fatti… Ma quasi. Koulibaly è ancora al Napoli. Potrebbe rimanerci, per la gioia di Rino Gattuso. Uno scenario del genere sarebbe stato impensabile ad agosto. E invece. Di conseguenza il Napoli modifica i propri piani. E’ necessario fare cassa. Indipendentemente da KK. Giuntoli lavora alle cessioni “minori”. Sono tanti i calciatori destinati a lasciare Napoli. Ma tra dire e il fare c’è di mezzo la realtà. E la realtà dice che è nell’anno del Covid è più che mai difficile cedere e comprare.

Llorente, Younes, Ounas, Luperto sono solo alcuni dei ragazzi che il Napoli dovrebbe vendere per ridurre la pressione sul bilancio. Se per il difensore leccese sembra ormai essere giunti ad una soluzione, con il passaggio al Crotone, per i tre attaccanti la situazione pare più complessa. Ounas gradirebbe un’esperienza all’estero, mentre Younes potrebbe addirittura rimanere come alternativa a Lorenzo Insigne in caso di assenza di pretendenti. Per quanto riguarda l’ex giocatore del Tottenham, che ha ancora un anno di contratto, il Napoli sarebbe disposto anche a liberarsene a zero al fine di alleggerirsi di un ingaggio importante. TuttoSport parla di un possibile ritorno alla Juventus.

I colleghi si concentrano anche e soprattutto sul caso Arek Milik. In cima alla lista dei partenti. Il calciatore potrebbe lasciare l’Italia, destinazione Inghilterra. E non è una novità, ormai. Mourinho ad aspettarlo. Il Tottenham offrirebbe 4 milioni di euro al ragazzo e garantirebbe 25 milioni di euro di riscatto agli azzurri. Trattativa in working progress.

La Guardia di Finanza a Venezia, con la V.A.I. 310, navigherà in elettrico

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Con la consegna avvenuta ieri della nuova Vedetta Lagunare Ibrida V.A.I. 310 la Guardia di Finanza a Venezia navigherà in elettrico.

La Guardia di Finanza a Venezia, con la V.A.I. 310, navigherà in elettrico

Ieri, giovedì 24 settembre, alle ore 12:00, presso la caserma “T.Mocenigo“ alla Giudecca, sede della Stazione Navale della Guardia di Finanza, è stata consegnata al Corpo la nuova Vedetta Lagunare Ibrida V.A.I.310, alla presenza del Comandante Generale del Corpo, Gen. C.A. Giuseppe ZAFARANA, del Comandante Interregionale dell’Italia Nord-Orientale, Gen. C.A. Bruno BURATTI, del Comandante Regionale Veneto, Gen. D. Giovanni MAINOLFI, delle Autorità cittadine, dei rappresentanti degli Enti interessati e degli organi di informazione.

Si tratta della prima motovedetta a propulsione ibrida acquisita dalla Guardia di Finanza.

Costruita dal cantiere toscano “Effebi Spa”, ha dimensioni e manovrabilità adatte al contesto lagunare in cui deve operare, caratterizzato da forti escursioni di marea, bassi fondali e limitazioni in altezza.
L’apparato propulsivo elettrico è asservito da un innovativo e compatto sistema ibrido integrato, il Blue hybrid System, che consente all’unità di passare rapidamente dalla propulsione elettrica a quella diesel in base alla velocità richiesta e, qualora necessario, consentire la ricarica delle batterie tramite l’utilizzo in modalità generatore dello stesso motore elettrico.

Soddisfa appieno le necessità operative del servizio di pubblica utilità 117, attività quotidiana condotta in un ambiente difficile e fragile come quello della laguna veneziana. L’imbarcazione è costruita con appositi accorgimenti per assorbire gli urti in caso di abbordaggio e per resistere all’azione continua di sfregamento ed alle sollecitazioni causate dalle briccole in legno, ormeggio tipico lagunare.

L’acquisizione rientra nel piano di progressiva sostituzione dei mezzi in uso alla sede di Venezia con natanti rispondenti alle migliori esigenze di tutela dell’ecosistema lagunare, secondo specifiche tecniche studiate espressamente per il delicato ambiente veneziano.

Non resta che sperare in un ulteriore progresso, con l’approvazione di programmi politici che “risolvano” il problema dell’ “invasione” delle navi da crociera, che negli ultimi anni hanno causato non pochi danni alla Serenissima.

 

 

Stéphanie Esposito Perna

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Veretout, Koulibaly blocca il centrocampista (e non solo)

Veretout, il centrocampista che farebbe al caso del Napoli. Si aspetta Koulibaly

L’ultimo sforzo. E’ questo che chiederebbe Gattuso ad Aurelio De Laurentiis sul mercato. Manca il centrocampista. L’idea dell’allenatore ex Milan è di costruire una squadra che possa adeguarsi al 4-2-3-1 senza troppi affanni. E’ necessario un uomo a metà campo che possa svolgere i compiti da incontrista. Né Zielinski né Fabian possono ricoprire tale ruolo. La Gazzetta dello Sport rilancia Veretout. Il calciatore piace tanto a Gattuso, che avrebbe individuato in lui il profilo ideale per il suo progetto. Il suo costo però non è marginale. Il Napoli, attualmente, non può permettersi la portata di tale spesa. E’ indispensabile fare cassa. Prima vendere, poi acquistare: regola aurea. Il club di ADL valuta costantemente la situazione Koulibaly. Senza la sua partenza difficilmente saranno fatti altri investimenti costosi. In caso di addio, ci sarebbe Sokratis alla finestra. I destini di Veretout e del 32enne dell’Arsenal sono strettamente connessi a quello di KK. Come fa sapere il Corriere dello Sport, il greco non è intenzionato ad aspettare ancora per molto. Tra pochi giorni, infatti, il calciatore si libererà dalla promessa fatta alla società partenopea.

Sequestrati oltre 100 kg di marijuana a Cantello. Arrestato il corriere

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco hanno sequestrati oltre 100 kg di marijuana in un’abitazione di Cantello (VA). Arrestato il corriere. VIDEO

Sequestrati oltre 100 kg di marijuana a Cantello. Arrestato il corriere

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco, nel corso dell’attività di controllo economico sul territorio, volta anche al contrasto del traffico e della detenzione di sostanze stupefacenti, in località Cantello (VA), hanno proceduto ad eseguire una perquisizione all’interno di una abitazione dove, poco prima, era stato notato entrare un furgone intercettato a Rodero (CO). Attraverso le banche dati in uso al Corpo, è stato appurato che il mezzo, con a bordo solamente due piantane in ferro, proveniva dalla Sardegna.

Ciò è bastato a far sorgere il sospetto che il furgone potesse trasportare, in forma occulta, ben altro rispetto a quanto visibile, motivo per cui, una volta entrato all’interno dell’abitazione, i Finanzieri decidevano di intervenire.

Sin dalle prime domande poste all’autista ed al proprietario di casa circa la ragione del viaggio e dell’incontro fra i due, le risposte sono sembrate vaghe e contraddittorie. A questo punto, i Finanzieri di Olgiate Comasco, coadiuvati dalle unità cinofile del Gruppo di Ponte Chiasso, si sono focalizzati sul mezzo di trasporto nel cui doppio fondo, posto al di sotto del vano di carico e apribile con un sofisticato congegno meccanico, sono state ritrovate 126 buste di cellophane contenenti oltre 100 chili di sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un valore di vendita al dettaglio stimato in oltre mezzo milione di euro.

La perquisizione veniva estesa all’interno dell’abitazione, dove è stato trovato materiale di vario genere, funzionale al confezionamento dello stupefacente (bilance di precisione, buste in plastica e macchinari per il sottovuoto), oltre a 111 grammi di sostanza, risultata positiva al principio attivo degli oppiacei.

Il corriere della droga, un uomo di origini sarde, di 39 anni, è stato tratto in arresto in flagranza di reato ed associato alla Casa Circondariale di Varese, mentre il proprietario di casa è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica per il reato di detenzione ai fini spaccio di sostanza stupefacente.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Catturato in Romania il latitante Costantin Marius: violenza sessuale

Catturato in Romania il latitante Costantin Marius cl. 1997, rumeno, ricercato per violenza sessuale di gruppo in danno di una minorenne. Decisiva l’attività di rintraccio della compagnia Carabinieri di Palmi (RC).

Catturato in Romania il latitante Costantin Marius: violenza sessuale

Costantin Marius cl. 1997, rumeno, è stato arrestato questa mattina dalla Politia Română, nei pressi di Calnau, piccolo centro della regione della Muntenia (RO).

L’uomo era ricercato in Italia per la violenza sessuale perpetrata nel febbraio 2019 in danno di una connazionale minorenne, unitamente ad altri due cittadini rumeni, dei quali uno si trova già detenuto in madrepatria per altre vicende giudiziarie.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la sera del 7 febbraio 2019 la giovane si trovava a Reggio Calabria presso l’abitazione di alcuni connazionali, unitamente ad un’amica. Durante la serata tre uomini, tra i quali Costantin Marius, conducevano in auto la ragazza – con una scusa – in una località costiera del capoluogo, dove si consumava la violenza.

Solo il giorno successivo la malcapitata, minacciata anche con una pistola perché tenesse per sé la violenza e ancora in stato di shock, ha riferito la violenza subìta ai propri genitori, che si sono rivolti ai Carabinieri per denunciare l’accaduto.

A seguito delle investigazioni svolte dai militari dell’Arma, sotto la direzione dei P.M. Nicola DE CARIA e Marika MASTRAPASQUA e del Proc. Agg. Gerardo Dominijanni della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Dott. Giovanni BOMBARDIERI, sono stati raccolti elementi che hanno portato all’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del Gip del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di Costantin Marius e dei due complici.

Le ricerche dell’uomo, di cui nel frattempo era stata accertata la fuga all’estero, hanno indotto l’Autorità Giudiziaria a emettere un Mandato d’arresto europeo.

Le ricerche si sono concluse con l’odierno rintraccio, propiziato dalle indicazioni fornite dai Carabinieri della Compagnia di Palmi, con il supporto del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

Quello di oggi non è il primo latitante individuato recentemente all’estero dai Carabinieri della Compagnia di Palmi che già, lo scorso aprile, erano stati determinanti nella cattura, in Germania, di Santo Polistena.

Cristina Adriana Botis

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Juve Stabia – Tritium (2-1) | La fotogallery di ViViCentro

Juve Stabia –  Tritium le foto dei calciatori in campo

Guarda le foto di Juve Stabia – Tritium realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe allenate da Padalino con i ragazzi di Mister Pelati allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.

FORMAZIONI UFFICIALI

JUVE STABIA (4-3-3): Lazzari; Todisco, Codromaz, Troest, Oliva (Rizzo dal 20° s.t.); Mastalli, Berardocco, Grimaldi; Guarracino (Bentiveglia dal 20° s.t.), Della Pietra (Stoecklin dal 36°s.t.), Golfo

Allenatore: sig. Pasquale Padalino

TRITIUM (3-5-2): Miori; Perico, Gritti, Bertaglio; Caferri, Lacchini, Marinoni (Senes dal 31° s.t.), Forlani (Di Bella dal 25° s.t.), Aldè (Mari dal 43° s.t.); Personè, Marzeglia

Allenatore: sig. Ivan Pelati

Parte con la sfida al “Menti” di Coppa Italia contro la Tritium, squadra impegnata nel campionato Interregionale, l’avventura della Juve Stabia targata Pasquale Padalino nella stagione agonistica 2020-2021. Alla vigilia il tecnico ex Foggia e Lecce ha detto apertamente di voler centrare l’obiettivo superamento del turno, ma ha ammonito anche sull’incompletezza della rosa.

Sarà una Juve Stabia versione sperimentale quella che affronterà la Tritium di mister Ivan Pelati. In pratica un cantiere aperto quello delle Vespe dove nove sono state le ufficializzazioni di giocatori acquistati ma ancora persistono molti vuoti nell’organico di mister Padalino che andranno necessariamente colmati entro il 5 ottobre.

Nella Tritium saranno assenti Guerrini per motivi di lavoro e Nicolò Lolli che deve scontare una vecchia squalifica. Punti di forza della squadra lombarda sicuramente i due attaccanti Marzeglia e Personè che molto bene hanno fatto nell’ultimo campionato.

La vincente della gara tra le Vespe e la Tritium affronterà mercoledì 30 settembre il Pisa allo stadio “Arena Garibaldi – Romeo Anconetani”.

Matteo MARCHETTI della sezione di Ostia Lido è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Tritium. L’assistente numero uno sarà: Stefano DEL GIOVANE della sezione di Albano Laziale (C.A.N.); l’assistente numero due Damiano DI IORIO della sezione di Vco (C.A.N.); quarto ufficiale Davide DI MARCO della sezione di Ciampino (C.A.N. C).

I GOL

45° Juve Stabia in vantaggio: azione di Della Pietra di rimessa che trova libero Golfo sulla sinistra. L’ex Trapani entra in area e tira ma la palla viene parata dal portiere Miori carambolando però addosso ad Aldè e termina in rete per il vantaggio delle Vespe. Juve Stabia che ha legittimato nel finale della prima frazione di gioco una maggiore pressione nella metà campo dei lombardi e ventaggio tutto sommato meritato.

35° Pareggio della Tritium: Caferri dalla destra mette una bella palla al centro approfittando di un errore dirfensivo e serve Marzeglia che segna a porta vuota

38° GOOOOLLL DELLA JUVE STABIA: il capitano Mastalli dal limite fa partire un bel sinistro che si insacca alla sinistra del portiere Miori

Positivo al nuovo coronavirus muore durante i soccorsi. Fatale una crisi respiratoria

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Una crisi respiratoria causata da una polmonite ha ucciso un 65enne di Seui positivo al coronavirus. Operatori del 118 indagati.

Seui è un comune italiano di 1 253 abitanti della provincia del Sud Sardegna (SU) il cui capoluogo e Carbonia, nella subregione storica della Barbagia di Seùlo (una regione storica della Sardegna centrale) che si trova a 820 metri sul livello del mare, risultando il sesto paese della Sardegna per altimetria.

Eppure il nuovo coronavirus Sar-cov-2 è arrivato anche lì, causando la pericolosa e a volte letale malattia Covid-19.

È stata infatti una crisi respiratoria, derivata da una contemporanea polmonite, ad uccidere Carlo Lobina, il 65enne di Seui, positivo al coronavirus, morto sabato scorso mentre tentava di raggiungere a piedi, attraverso una stradina di 200 metri tutta in salita, l’ambulanza del 118 che lo avrebbe dovuto trasportare a Cagliari, visto l’aggravarsi delle sue condizioni.

Questa relazione clinica sarebbe emersa dall’autopsia eseguita oggi nell’ospedale cagliaritano Santissima Trinità dal medico legale Nicola Lenigno, perito della Procura di Lanusei che indaga sul decesso.

Nel frattempo per questa morte ci sono stati degli indagati. Il Sostituto procuratore di Lanusei, Gualtiero Battisti, ha iscritto sul registro i 4 operatori del 118 che si erano occupati dell’intervento. Per tutti l’ipotesi di reato è omicidio colposo.

Il Pm ha notificato ai 4 indagati la facoltà di poter nominare un proprio consulente in vista dell’autopsia sul corpo della vittima che verrà effettuata domani dal medico legale Nicola Lenigno in una sala speciale messa a disposizione dal Santissima Trinità, unico ospedale Covid di Cagliari. Anche la famiglia del 65enne, assistita dall’avvocato Marcello Caddori, ha indicato un proprio esperto che parteciperà all’accertamento tecnico non ripetibile.

Sottoposti ieri a un primo interrogatorio, la versione fornita al Magistrato dai soccorritori del 118 non collima con la ricostruzione dell’avvocato Caddori: nessuno avrebbe chiesto al paziente di raggiungere l’ambulanza a piedi – l’abitazione di Lobina è in una viuzza stretta e il mezzo non poteva passare – ma lo avrebbe deciso di sua iniziativa.

Gli stessi operatori avrebbero anche detto di non essersi accorti che l’uomo caduto a terra esanime a pochi metri dall’ambulanza fosse il paziente che avrebbero dovuto trasferire a Cagliari. Quando se ne sono resi conto, hanno tentato anche di rianimarlo con un messaggio cardiaco manuale, senza quindi defribillatore, ma per lui non c’era più nulla da fare.

Adduso Sebastiano

Il cane pastore Derby fiuta la droga in cucina. Un arresto

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Durante la perquisizione dei Carabinieri, il fiuto del cane Derby trova 500 grammi di stupefacenti. I figli dell’arrestato aggrediscono i CC.

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio F.p., 45enne palermitano, già sorvegliato speciale.

Nel corso della perquisizione nell’abitazione dell’uomo, in zona Montegrappa, grazie al fiuto di Derby, pastore tedesco di 4 anni, i militari hanno recuperato, occultati dietro una parete attrezzata in cucina quasi 500 grammi tra marijuana e hashish, e diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente.

La droga è stata sequestrata e verrà sottoposta alle analisi di rito nei laboratori del Reparto Operativo.

Il 45enne è stato tradotto presso la casa circondariale Lorusso a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa di udienza di convalida.

Durante le operazioni i figli minori dell’uomo minacciavano e aggredivano i Carabinieri per cui venivano denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Adduso Sebastiano

Altri nostri recenti articoli riguardante l’attività dei Carabinieri in Sicilia:

“23 Settembre 2020 Un uomo ucciso accoltellato in piazza del Popolo a Messina

“23 Settembre 2020 Ricette mediche false. Truffa di oltre due milioni di euro

“23 Settembre 2020 Anziani detenevano un arsenale in casa e parti di specie protette

“23 Settembre 2020 Pistola calibro 44 in cucina con matricola abrasa e munizioni. Arrestato

“23 Settembre 2020 Sequestrati 85 chili di hashish e 45000 euro. Tre arresti

“18 Settembre 2020 Piantagione e furto di corrente, arrestato 37enne e denunciato minorenne

“17 Settembre 2020 Operazione ‘Iddu’: ventuno persone arrestate dai Carabinieri tra Catania, Milano e Lecce

“17 Settembre 2020 Retata antidroga nel siracusano con l’operazione “Varenne” dei Carabinieri

“16 Settembre 2020 La truffa dello specchietto era la sua specialità. Arrestato

“14 Settembre 2020 La famiglia mafiosa si era infiltrata a Reggio Emilia. Impresa sotto controllo

“13 Settembre 2020 Arrestato poliziotto in servizio ad Alcamo (TP) per stalking e violenza sessuale

“12 Settembre 2020 Caseificio non in regola, quasi 1000 chili di formaggio sequestrati

“11 Settembre 2020 Aggredite da italiani due giovani coppie cui gli uomini di colore

“10 Settembre 2020 Si affrontarono per due volte in mezzo alla gente sparando. Arrestati

“9 Settembre 2020 Padre e figlia arrestati per droga. Denunciati fidanzato e fratello

“1 Settembre 2020 Imprese agricole sanzionate per oltre 120.000 mila euro

Pluripregiudicato tentava di estorcere denaro a commerciante. Arrestato

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La Polizia di Stato ha arrestato un pluripregiudicato palermitano che, con metodo mafioso, tentava di estorcere denaro ad un commerciante.

Nella notte appena trascorsa, la Polizia di Stato, in specie la Squadra Mobile di Palermo, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo che ha coordinato le indagini, ha eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo, nei confronti di VACCARO Maurizio, 40enne palermitano, pluripregiudicato, gravemente indiziato del delitto di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

VACCARO, soggetto già noto alle Forze dell’Ordine per la sua biografia criminale, fatta di rapine e reati in materia di stupefacenti, è finito in carcere perché accusato di avere tentato di estorcere denaro ad un commerciante di via Roccazzo, pretendendo soldi che dovevano servire a sostenere le “famiglie” dei carcerati e aggiungendo che altri negozianti avevano subìto quella stessa visita, assecondando già le sue pretese.

Il modus operandi della richiesta non ha lasciato dubbi di interpretazione agli inquirenti, ritenendolo tipica espressione del “metodo mafioso”: la richiesta di “sostenere” le famiglie dei detenuti ed il riferimento ad analoghe visite che altri esercenti avevano avuto da altri sodali della zona hanno subito evocato il sistema abituale delle consorterie mafiose per imprimere il loro controllo sulle attività economiche.

Adduso Sebastiano

Due pregiudicati avevano compiuto delle rapine nel centro storico. Arrestati

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Due pregiudicati palermitani di Ballarò di 26 e 32 anni avevano compiuto due rapine nel centro storico e sono stati adesso arrestati.

La Polizia di Stato di Palermo, nelle scorse ore, è venuta a capo di due violente rapine avvenute in sequenza lo scorso 25 luglio, una portata a compimento ed una solo tentata in pieno centro storico da parte di due malviventi.

I poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto-stazione” hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani malviventi, ritenuti responsabili di quegli assalti, due pregiudicati palermitani di Ballarò, rispettivamente di 26 e 32 anni.

Si è trattato di due aggressioni ad ignari passanti realizzati, nel primo caso, in piazza Croce dei Vespri, con un coltello puntato alla gola della vittima, costretta a consegnare il cellulare e, nel secondo caso, con l’intimazione di consegnare denaro e cellulare rivolto ad un 40enne. In quest’ultima circostanza, la prontezza di spirito della vittima, che è riuscita a fuggire, ha impedito ai due malviventi di portare a compimento il delitto.

Sin dalle immediatezze degli episodi, per circostanze di luogo e di tempo nonché per la dinamica degli eventi, i poliziotti li hanno immaginati in linea di continuità rispetto alla coerente azione delittuosa ascrivibile agli stessi responsabili.

Una grossa mano ai poliziotti l’hanno fornita le immagini registrate dalle numerose telecamere di zona e la proverbiala conoscenza del territorio di loro competenza, da parte degli agenti, vale a dire quello del centro storico, porzione cittadina ove sono stati compiuti i due assalti.

Attraverso le immagini, gli agenti hanno scrutato le vie di fuga di uno dei malviventi, in entrambe le rapine, la via Giovanni da Procida e la via Alessandro Paternostro.

Ne hanno riconosciuto l’identità anche in relazione a pregressi controlli di Polizia effettuati nella zona di Casa Professa, che avevano registrato la presenza del malvivente nella zona della rapina in orari compatibili a quelli delle rapine.

Infine, il complice, a seguito di una intensificazione dei controlli sul territorio di Ballarò, è stato rintracciato in piazza Brunaccini, ove è stato riconosciuto quale responsabile dei due episodi delittuosi.

I due malviventi si trovano ristretti presso la casa circondariale “A. Lorusso”.

Adduso Sebastiano

Koulibaly, spunta un’altra pretendente. Stand-by per Vecino

Da uomo partita ritorna ad essere uomo mercato. Le voci sulla partenza di Kalidou Koulibaly monopolizzano ancora una volta il mercato. Seppur ancora attualissime, con lo scorrere del tempo  le probabilità della cessione inevitabilmente andranno a scemare.

Ben noto è l’interessamento del City di Guardiola che vorrebbe aggiungere il granitico difensore ex Gent al suo reparto difensivo che può contare già sull’arrivo di Nathan Aké dal Bournemouth fresco di retrocessione. Nelle ultime ore però la dirigenza degli Sky blues deve guardarsi le spalle perché si sono aggiunte altre contendenti.

In lista c’è il Paris Saint Germain che ha la necessità di piazzare un colpo importante dopo la partenza del capitano Thiago Silva che ha sposato il progetto di Frankie Lampard al Chelsea. I parigini devono risalire la china dopo un avvio difficoltoso in Ligue 1 (a causa dell’assenza di molti protagonisti risultati positivi al Covid) concretizzatosi in due sconfitte nei primi quattro incontri, tra cui quella nel “Classique” contro i rivali del Marsiglia.

Irrompe il Liverpool su Koulibaly

Se il PSG non dovesse convincersi a sborsare i 70-80 milioni necessari, potrebbe a sorpresa concludere l’affare il Liverpool di Jurgen Klopp. L’indiscrezione arriva proprio dalla stampa d’oltralpe dove “Le Parisien” ha inserito i Reds nella corsa al difensore senegalese. In soccorso della società potrebbe agire un intermediario speciale, si tratta del compagno di nazionale di Koulibaly, Sadio Mané. L’attaccante, quarto nella classifica del Pallone d’Oro 2019, potrebbe convincere il difensore classe ’91 a raggiungerlo in Inghilterra. Il pensiero di poter schierare una retroguardia Koulibaly-Van Dijk stuzzica e non poco Klopp, soprattutto perché ha ancora in mente i tre gol subiti dal neopromosso Leeds a causa di qualche svarione difensivo di troppo. La trattativa è ben lontana dalla conclusione ma il gong che segnala la chiusura del calciomercato si avvicina e potrebbero esserci importanti novità in vista.

Spunta Vecino sul taccuino di Giuntoli

Intanto il Napoli lavora anche sul reparto nevralgico del campo. Il Ds Giuntoli sembra aver fiutato l’affare di questa sessione, ovvero ingaggiare in prestito Matías Vecino centrocampista dell’Inter e tra gli ultimi nelle gerarchie di Conte. L’argentino era stato sulla lista degli acquisti già quando sulla panchina Azzurra sedeva ancora Sarri, allora non se ne fece nulla. Stesso esito anche lo scorso gennaio. L’Inter rilanciò proponendo lo scambio con Allan, declinato gentilmente da De Laurentiis. Arriviamo al presente: Allan si ricongiunge con Ancelotti e il Napoli ripiomba sul suo vecchio obiettivo.

In primis la dirigenza si interroga sulla condizione fisica dell’ex centrocampista di Fiorentina ed Empoli. Nel post lockdown ha saltato gran parte degli impegni a causa di noie muscolari alle quali si è aggiunta anche la lesione al menisco con successiva operazione avvenuta il 20 luglio scorso. Il Napoli mette sul piatto un prestito con diritto di riscatto, dall’altra parte l’Inter vorrebbe l’obbligo fissato a 18 milioni. Il giocatore sarebbe ben lieto di scambiare i Navigli con il Golfo di Napoli, ma di traverso c’è la società nerazzurra. L’offerta non collima con la domanda quindi bisogna ancora trattare.

Saluta il canterano Tutino

Tornando alle uscite c’è da segnalare la “cessione minore” (se così può essere definita) di Gennaro Tutino alla Salernitana. Il trasferimento è di pochi chilometri ma potrebbe diventare definitivo grazie alla clausola del riscatto – fissata a 5 milioni – fortemente voluta dalla società di Lotito. L’attaccante partenopeo è un prodotto del vivaio napoletano e dopo una lunga lista di cessioni in prestito tra B e C è riuscito ad esordire in Serie A con l’Hellas, anche se si è trattato di toccata e fuga. La trattativa è stata tutt’altro che semplice. Il talento classe ’96 era conteso anche dal Lecce dell’ambizioso presidente Sticchi Damiani ancora scottato dalla retrocessione della stagione appena conclusa.

FIGC, inflitti quattro punti di penalizzazione al Catania in Lega Pro

FIGC, inflitti quattro punti di penalizzazione al Catania in Lega Pro. Gli etnei puniti anche con un’ammenda di 500 euro per violazioni Covisoc

FIGC, inflitti quattro punti di penalizzazione al Catania in Lega Pro

 

Dopo il deferimento per il Catania per gravi inadempienze Covisoc, arriva oggi la notizia della penalizzazione di ben 4 punti per il Catania allenato da mister Raffaele da scontare ovviamente nel campionato di Serie C Girone C che partirà, sciopero permettendo, domenica prossima 27 settembre con gli etnei impegnati nella sfida casalinga contro la Paganese.

Il Catania era stato deferito per il mancato pagamento degli emolumenti netti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio 2020 e per la mancata comunicazione alla Covisoc.

Di seguito il dispositivo della sentenza del Tribunale Federale Nazionale relativo ai 4 punti di penalizzazione per il Catania con relativa ammenda di 500 euro.

 

“Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, composto da
dott. Cesare Mastrocola – Presidente;
avv. Leopoldo Di Bonito – Componente;
cons. Pierpaolo Grasso – Componente;
avv. Gaia Golia – Componente;
avv. Sergio Quirino Valente – Componente (Relatore);
dott. Paolo Fabricatore – Rappresentante AIA;
ha pronunciato nella riunione fissata il giorno 24 settembre 2020,
a seguito del Deferimento del Procuratore Federale n. 3079/1167pf19-20/GC/gb del 10.09.2020 a carico del signor
Astorina Giovanni Luca Rosario e della società Calcio Catania Spa,
il seguente
DISPOSITIVO
P.Q.M.
Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare,
all’esito della Camera di consiglio, accoglie il deferimento e, per l’effetto infligge le seguenti sanzioni:
– per Astorina Giovanni Luca Rosario, inibizione di mesi 4 (quattro);
– per la società Calcio Catania Spa, penalizzazione di punti 4 (quattro) in classifica, oltre all’ammenda di € 500,00
(cinquecento) per la contestata recidiva.
Così deciso in data 24 settembre 2020.
IL RELATORE IL PRESIDENTE
F.to avv. Sergio Quirino Valente F.to dott. Cesare Mastrocola
Depositato in data 24 settembre”. 

 

a cura di Natale Giusti

Arresto in flagranza di un 33enne di Arzano (NA): rapina

Nella mattinata del 24 settembre, in Afragola (NA), i carabinieri della Stazione di Gricignano d’Aversa (CE), hanno eseguito l’arresto in flagranza di reato di D.M.V. di anni 33, proveniente da Arzano (NA), per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale.

L’autore del reato, in concorso con un complice in corso di identificazione, attirava l’attenzione del malcapitato automobilista – un professionista del luogo – mediante il lancio di un oggetto con lo scopo di indurlo a fermare l’auto e scendere. A questo punto con mossa repentina un secondo malfattore appiedato si poneva alla guida della lussuosa autovettura, dandosi alla fuga.

Ma poco distanti erano i Carabinieri della Stazione di Gricignano d’Aversa che, a seguito di un precedente evento, erano già sulle tracce dei malviventi monitorando le possibili vie di fuga e luoghi prescelti per la commissione del prossimo colpo. Dopo un lungo inseguimento il malvivente, che aveva abbandonato il veicolo fuggendo per le vie del paese,  veniva bloccato al termine di una insistente corsa a piedi per le strade cittadine.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord disponeva che l’arrestato  fosse associato alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria .

Arresto in flagranza di un 33enn3 di Arzano (NA): rapina / Cristina Adriana Botis Redazione Campania

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Pianura: 28enne arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti

Pianura: 28enne trovato in possesso di 22 bustine contenenti  cannabis, arrestato dalla Polizia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Pianura: 28enne arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti

Ieri mattina i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo in via Marano Pianura presso l’abitazione di un giovane che è stato trovato in possesso di 22 bustine contenenti  cannabis per un peso complessivo di circa 26 grammi, 2 bilancini e diverso materiale per il confezionamento della sostanza.
L’uomo, un  28enne di Marano di Napoli,  è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Cristina Adriana BotisRedazione Campania

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Aggressione a Pompei in via Sacra per futili motivi: denunciati 3 minori

Gli agenti di Polizia del Commissariato di Pompei, nel corso dell’attività investigativa avviata a seguito di un’aggressione commessa la sera del 5 settembre scorso in via San Giuseppe a Pompei, hanno denunciato tre minori per lesioni personali.

Gli stessi sono indiziati di aver aggredito  due giovani dopo una discussione avvenuta in via Sacra per futili motivi.

I poliziotti sono giunti alla loro identificazione grazie all’analisi delle immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza cittadina e alle descrizioni fornite dalle vittime.

Aggressione a Pompei in via Sacra per futili motivi: denunciati 3 minori / Cristina Adriana BotisRedazione Campania

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L’ex presidente della Regione Siciliana, Cuffaro, torna in politica

L’ex presidente lo aveva detto prima che arrivasse il lock down. Adesso ha ribadito il suo ritorno seppure sotto forma di una scuola politica.

A febbraio di quest’anno, quindi prima che il nuovo coronavirus obbligasse tutta la Nazione al “lock down”,  l’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro*, aveva dichiarato “Da quando sono tornato un uomo libero ho sempre sostenuto che il mio tempo per la politica fosse finito e il mio tempo per la politica elettiva da candidato è assolutamente finito. Intanto perché sono interdetto e poi perché ritengo che non sia giusto dopo la mia condanna ritornare in politica da candidato. Ma ho intenzione di incidere nella politica siciliana, a partire dalla costruzione di una nuova classe di giovani dirigenti in Sicilia”.

Adesso, come riporta ‘la Repubblica’ è ritornato a ribadire quel suo intento “Lo so, adesso dite che ritorno in politica e cominciate ad attaccarmi, ma guardi che io voglio davvero creare una nuova classe dirigente di giovani cattolici, moderati e centristi, perché c’è un grande spazio politico da coprire”. L’ex governatore Salvatore Cuffaro torna in campo: Ma non dite che torno in politica”.

Cuffaro in questi giorni sta cercando di unire ad un tavolo i leader centrista siciliani, lanciando una grande “scuola politica”.

“Vedrete – aggiunge – coinvolgeremo 200 giovani con tre appuntamenti di formazione ” in presenza” a Palermo, Enna e Trapani, con lezioni online e seminari “.

“Io voglio dire ai giovani – dichiara – che esiste un modo di fare politica moderata, con valori cattolici, e vorrei, anzi sogno, una grande casa che ci rimetta tutti insieme perché oggi rappresentiamo in Sicilia, ma anche in Italia, un pezzo importante della società”.

* Salvatore Cuffaro, detto “Totò vasa vasa” (“bacia bacia” in siciliano) per la sua abitudine all’epoca di salutare tutti quelli che incontra con due baci sulla guancia, è stato presidente della Regione Siciliana dal 17 luglio 2001 al 18 gennaio 2008.

È stato condannato definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Recluso nel carcere romano di Rebibbia dal 22 gennaio 2011, è ritornato in libertà il 13 dicembre 2015.

Nel 1989 venne assunto all’Ispettorato regionale alla Sanità e nel 1991, dopo essere stato per la prima volta eletto all’Assemblea Regionale Siciliana, va in aspettativa. Sin da giovane militante della Democrazia Cristiana, nel 1990 fu eletto consigliere del Comune di Palermo nelle file della DC e nel giugno del 1991 deputato regionale. Dopo la disgregazione della Dc, dalle cui ceneri nasce il Partito Popolare, il Cuffaro aderisce a quest’ultimo. Poi passa all’UDC (Unione Democratici Cristiani) e poi ancora all’UDEUR (Unione Democratica per l’Europa), quindi riveste la carica di Assessore Regionale all’Agricoltura e le Foreste nei cinque governi regionali durante la Giunta Provenzano di centrodestra (1996-1998), la I^ e II^ Giunta Drago di centrodestra (1998), la I^ e II^ Giunta Capodicasa di centrosinistra (1998-2000) e durante la Giunta Leanza di centrodestra (2000-2001). Scelto dal leader siciliano del centro destra Gianfranco Micciché come candidato presidente della coalizione di centrodestra nella prima elezione diretta del presidente del governo regionale (che lo preferirono a Nello Musumeci), il 17 luglio 2001, è risultato eletto con il 59% dei voti.

Viene anche nominato Commissario straordinario per l’emergenza idrica e di Commissario delegato per l’emergenza rifiuti, il che gli permette di occuparsi della riorganizzazione del sistema degli acquedotti, facendo sequestrare numerosi pozzi privati e della predisposizione del piano energetico. Con il CDU ha partecipato alla fondazione dell’Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), che ha unito a livello nazionale partiti che si richiamavano alla Democrazia Cristiana e che erano favorevoli a un’alleanza all’interno della coalizione di Silvio Berlusconi. Il 9 aprile 2006, è stato eletto Senatore della Repubblica, come capolista dell’UDC nella circoscrizione Sicilia, ma si è dimesso il 24 luglio successivo, vista l’incompatibilità con la carica di presidente della Regione Siciliana. Dopo meno di due anni dalla seconda elezione, il 26 gennaio 2008, si dimette dinanzi all’Ars dalla carica di presidente della Regione siciliana, dopo la condanna in primo grado a 5 anni ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, dopo giorni di pressioni da parte dell’opinione pubblica. In vista delle elezioni politiche del 2008, Pier Ferdinando Casini definisce Cuffaro un “perseguitato politico” ed annuncia che egli sarà candidato alle consultazioni nazionali, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne. Il 13 aprile 2008 è stato nuovamente eletto Senatore nel collegio Sicilia, nella lista UDC, aderendo al sottogruppo Udc, all’interno del gruppo Udc-SVP, Io Sud, Autonomie. Dal 24 febbraio 2009 è membro della Commissione di Vigilanza Rai. A seguito della condanna definitiva, il 2 febbraio 2011 il Senato della Repubblica accoglie le sue dimissioni. A seguito della condanna definitiva del 22 gennaio 2011, l’amministrazione regionale lo ha licenziato, come previsto dalla legge per i dipendenti che sono condannati per reati contro la pubblica amministrazione. Lo stesso giorno si costituisce a Rebibbia. Iscritto ai Radicali Italiani dal 2014,[17], viene scarcerato in anticipo nel dicembre 2015 e nel settembre 2016 partecipa al 40º Congresso straordinario del Partito Radicale Transnazionale. l 25 gennaio 2017 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà della Sapienza di Roma con una tesi sul sovraffollamento delle carceri.

Adduso Sebastiano