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Sicuri per la tua sicurezza: 35mila test sierologici per i carabinieri

In Lombardia screening al Comando Provinciale di Brescia e al Comando Legione di Milano. Sicuri per la tua sicurezza: Campagna finanziata dal settore assicurativo per i militari impegnati nell’emergenza Covid-19

 Sicuri per la tua sicurezza: 35mila test sierologici per i carabinieri

Milano, 30 settembre 2020 – “Sicuri Per La Tua Sicurezza” è l’iniziativa che il settore assicurativo, attraverso la Fondazione ANIA, sta portando avanti in favore dei Carabinieri. Un aiuto diretto a chi è stato ed è ancora impegnato in prima linea nell’emergenza Covid-19, seguendo una collaborazione storica che va avanti da oltre un decennio. Così, è stata avviata una campagna di test sierologici, destinati ai militari dell’Arma di tutta Italia, schierati sulle strade e a supporto della popolazione durante le varie fasi dell’allarme legato al Coronavirus.

Si tratta di un progetto molto importante anche per la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini. Vista la capillare distribuzione delle caserme dei Carabinieri sul territorio italiano, i militari dell’Arma sono tra i rappresentanti delle forze dell’ordine che entrano maggiormente a contatto con la popolazione. Nei mesi del lockdown sono stati i primi ad intervenire in soccorso delle persone, soprattutto nelle zone rosse e nelle aree più isolate e difficili da raggiungere, prestando aiuto e soccorso anche agli anziani, i più esposti al rischio contagio. Proprio per questo motivo, il settore assicurativo ha deciso di essere accanto ai Carabinieri con un’iniziativa di prevenzione che garantisce massima sicurezza per i militari e per la cittadinanza durante le operazioni di assistenza sul territorio.

Sicuri per la tua sicurezza, test Coronavirus dei CarabinieriLa Fondazione ANIA metterà a disposizione 35mila test sierologici per i Carabinieri da effettuare su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa in questi giorni coinvolgerà i militari dell’Arma lombardi, con gli screening in corso di svolgimento al Comando Provinciale di Brescia e al Comando Legione con sede a Milano. In contemporanea alla Lombardia, l’iniziativa è in corso di svolgimento in Emilia Romagna, Veneto e Trentino mentre sono stati già effettuati i test per i Carabinieri in Abruzzo, Calabria, Molise, Puglia e Umbria. I prelievi si svolgono nelle caserme dell’Arma e, nelle prossime settimane, l’iniziativa proseguirà nelle altre regioni e si concluderà entro l’autunno.

La campagna di test sierologici fa parte di un progetto più ampio, portato avanti dal settore assicurativo per la sicurezza, la protezione e la ripartenza del Paese. Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, infatti, molte imprese hanno ampliato le garanzie delle polizze per malattie inserendo indennità di ricovero anche in caso di autoisolamento, altre hanno esteso in maniera gratuita le coperture di interruzione attività determinate da pandemia e l’ANIA ha supportato, in sede legislativa, l’istituzione di un fondo di 2miliardi di euro a sostegno del ramo del credito commerciale a breve termine. In questo quadro non poteva certo mancare un sostegno diretto ad un partner istituzionale come l’Arma dei Carabinieri con il quale, solo negli ultimi 10 anni, sono state portate avanti importanti iniziative che hanno contribuito ad aumentare il livello di sicurezza sulle strade italiane e a diffondere una nuova cultura del rispetto delle regole e della prevenzione.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Givova Scafati, buono anche il quarto scrimmage

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ìAncora una vittoria e un’ottima partita della Givova Scafati che nel suo quarto scrimmage supera la Stella Azzurra Roma

Givova Scafati, buono anche il quarto scrimmage

Ancora un banco di prova superato a pieni voti dalla Givova Scafati, che nel suo percorso di avvicinamento alla prima gara ufficiale della stagione agonistica 2020/2021 ha affrontato al PalaMangano la Stella Azzurra Roma nel suo quarto scrimmage pre-season.  Contro la formazione capitolina neopromossa in serie A2, la truppa scafatese ha potuto provare nuovi schemi difensivi e giochi d’attacco, tastando al meglio il proprio stato di forma al cospetto di una compagine tanto giovane, quanto arrembante ed energica, che ha fatto vedere cose egregie sul parquet di Viale della Gloria, mostrandosi un vero osso duro ed un ottimo banco di prova per i locali.

 

La partita

Unico assente, tra le fila di casa, il giovane esterno Sabatino, ancora alle prese con il lavoro differenziato per smaltire i postumi di un leggero affaticamento muscolare e quindi tenuto a riposo precauzionale dallo staff tecnico. Il punteggio finale di 97-81, per quello che può contare di questi tempi, ha dato ragione ai padroni di casa, che, con la consueta modalità dell’azzeramento del punteggio al termine di ogni quarto, si sono aggiudicati il primo, terzo e quarto periodo (26-18; 19-23; 30-21; 22-19).

 

Finelli:”Ci stiamo costruendo una bella identità”

A tal proposito, ecco le dichiarazione del coach dei gialloblù Alessandro Finelli: «E’ stato un utile allenamento, perché giocato contro una squadra molto giovane, fisica ed atletica che tra l’altro, dal punto di vista tecnico, ha cambiato sempre difesa sulle situazioni di blocco e questo ci ha permesso di adattarci a questa nuova situazione di gioco particolare, che finora non abbiamo ancora allenato. Eravamo un po’ scarichi nelle gambe per l’intenso lavoro svolto in settimana. Abbiamo avuto la capacità, dopo una prima fase in cui abbiamo avuto difficoltà ad ingranare. Invece il terzo e quarto periodo con rinnovata energia ed entusiasmo, pur nella evidente stanchezza. Sono davvero contento di questa capacità di adattarci alle difficoltà. Ci stiamo costruendo una bella identità tecnica sia individuale che di squadra. Con l’amichevole di sabato chiuderemo questo ciclo di amichevoli che ci porterà poi all’esordio in SuperCoppa».

 

Cucci:”Ora iniziamo a far sul serio”

Oltre a coach Finelli , riportiamo le parole  dell’ala grande Valerio Cucci: «E’ stata la più difficile delle amichevoli fin qui disputate, perché la Stella Azzurra ha iniziato la preparazione fisica prima di noi, è una squadra tosta e si compone di tanti ragazzi dotati di un fisico ed un atletismo importante. Abbiamo retto anche se non abbiamo iniziato alla grande, ma ci siamo ripresi bene nella seconda parte di gara. Ognuno ha contribuito mettendo il proprio mattoncino e stiamo iniziando a mostrare una buona intesa, che ci fa ben sperare per il prosieguo. E’ stata difficile la ripresa dopo un così lungo periodo di inattività, ma grazie alla società ed al lavoro del preparatore fisico stiamo ritrovando la forma migliore. Ora iniziamo a fare sul serio, la prossima settimana andiamo a Latina ed entriamo così nel vivo della stagione agonistica».

Amante del “giardinaggio”, ma per spaccio, arrestato a Carpenedolo

Su segnalazione di alcuni cittadini i Carabinieri di Carpenedolo hanno scoperto un 30enne bresciano amante del “giardinaggio”, ma per spaccio.

 Amante del “giardinaggio”, ma per spaccio, arrestato a Carpenedolo

Una segnalazione della presenza di due piantine di marjuana, fatta da un cittadino ai carabinieri di Carpenedolo, è servita ad attivare servizi e fonti informative.

Alla conclusione di tutto questo lavoro, l’attenzione dei militari si è concentrata su di un trentasettenne del posto già loro noto, abitante proprio di fronte alle piantine di marijuana.

In verità le due piantine, per tipologia, non erano utili alla produzione di sostanza stupefacente ma il suo via vai e l’atteggiamento del soggetto individuato, tuttavia, lasciava adito a sospetti. Nella serata di ieri mercoledì 30 settembre, infatti, i carabinieri di Carpenedolo hanno fermato lungo le vie cittadine il giovane a bordo della sua autovettura per un controllo di routine. Durante gli accertamenti il trentenne si è mostrato fortemente agitato della presenza dei militari.  Pertanto, i Carabinieri hanno proceduto ad un controllo più approfondito. Le perquisizioni effettuate hanno portato al rinvenimento e al sequestro, presso la sua abitazione, di circa 200 grammi di marijuana, ad uso personale ed alla vendita. I fatti così accertati hanno consentito l’arresto del prevenuto che dopo le operazioni di rito è stato posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione fino alla mattinata odierna ove il Giudice del Tribunale ha convalidato il suo arresto disponendolo ancora agli arresti domiciliari sino alla data della prossima udienza.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Ercolano: un arrestato 51enne per tentata violenza

Gli agenti del Commissariato di Portici – Ercolano sono intervenuti ieri pomeriggio in soccorso di una donna vittima di violenza.

Ercolano: un arrestato 51enne per tentata violenza

Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Portici- Ercolano, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti ad Ercolano per una donna in difficoltà.

I poliziotti hanno accertato che, poco prima, un uomo si era introdotto nell’abitazione della donna e, dopo averla malmenata nel tentativo di usarle violenza, era stato chiuso in casa dalla vittima che era riuscita a fuggire.

L’uomo, A.L., 51enne napoletano con precedenti di polizia, è stato bloccato dagli agenti ed arrestato per tentata violenza sessuale.

Ennesimo  caso che si aggiunge alla lunga lista di episodi di violenza a danno delle donne.

Ciò che rincuora però, è constatare come le vittime si dimostrino sempre più coraggiose nel trovare la forza per chiedere aiuto. Questo è un segnale importante, che fa ben sperare per tutte coloro che ancora si sentono “strozzate” dal chiedere aiuto e recarsi in centrale di Polizia.

La strada verso una Evoluzione Culturale è ancora lunga, dato l’elevato numero di casi che ancora si registrano.

Ciononostante le Forze dell’Ordine e lo Stato dimostrano di essere presenti per le richieste di aiuto.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

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Stava tentando di suicidarsi: salvato dagli agenti di Canicattì

Nel tardo pomeriggio di ieri, in Canicattì, durante l’ordinario servizio di controllo del territorio, personale della volante di quel commissariato interveniva in una via del centro cittadino, presso l’abitazione in cui era stato segnalato un giovane che stava tentando di suicidarsi.

Stava tentando di suicidarsi: salvato dagli agenti di Canicattì

Gli operatori richiamati dalle grida dei congiunti, immediatamente, si portavano presso l’abitazione segnalata ed entrati notavano che tutti i componenti della famiglia erano minacciati dal ragazzo che esternava la volontà di suicidarsi lanciandosi dal balcone del terzo piano qualora questi avessero chiamato i soccorsi.

Alla vista degli operatori, il giovane con un repentino scatto, si dirigeva verso una porta/finestra e tentava di lanciarsi nel vuoto, la prontezza degli agenti consentiva di afferrarlo e bloccarlo a terra e ritrarlo all’interno dell’abitazione, ma qui nuovamente, il ragazzo si aggrappava alla corda dell’avvolgibile e tentava di soffocarsi.

Ancora una volta, la rapidità degli uomini della volante scongiurava il peggio. Il giovane che soffre di disturbi psichici, con l’ausilio di personale sanitario veniva accompagnato all’ospedale di Canicattì per le cure del caso. 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

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Carabinieri rinvengono arma per softair carica e funzionante

CAPUA (CE): I Carabinieri della Stazione di Caserta rinvengono arma per softair carica e funzionante nel bosco.

Carabinieri rinvengono arma per softair carica e funzionante

CASERTA- Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Caserta, allertati da un solerte cittadino, hanno rinvenuto, all’interno di un versante boscato del Monte Tifata, denominato “Bosco San Vito”, in comune di Capua (CE), in una zona scoscesa ed impervia, una pistola in metallo di colore nero, abbandonata/smarrita sul suolo, risultata essere ad aria compressa tipo softair, riproducente un modello di arma realmente in commercio, pistola Clock 19 gen 5 calibro 9×21, priva di qualsivoglia segno di riconoscimento (tappino rosso in punta alla canna o altro), tanto da poter essere facilmente confusa per una vera e propria arma da fuoco.

La pistola è risultata funzionante e carica con capsule sferiche in plastica dura di colore bianco. In particolare all’interno del caricatore lo stesso conteneva n. 13 colpi mentre un altro analogo pallino era già presente in canna.

Non potendo escludere che i pallini della pistola ad aria compressa o gas compressi, rinvenuta nel bosco, potessero erogare un’energia cinetica superiore a quella ammessa (1 joule all’uscita dalla canna) e, quindi, la stessa sarebbe equiparata giuridicamente ad un’arma comune da sparo, con attitudine a recare offesa alla persona, i predetti militari l’hanno sottoposta a sequestro probatorio, a carico di autori ignoti, per il reato di omessa custodia.

 

Stéphanie Esposito Perna /Redazione


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Denunciati per tentato furto in concorso al supermercato di Castiglione

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castiglione delle Stiviere hanno fermato M.C. 22enne, originaria della Romania, e S.M. 29enne italiano, entrambi residenti in un Comune bresciano confinante con l’Alto Mantovano: denunciati per tentato furto in concorso.

Denunciati per tentato furto in concorso al supermercato di Castiglione

Erano le ore 11.00 circa di ieri 30 settembre quando, all’interno di un supermercato di Castiglione delle Stiviere, venivano notati, da una Guardia Particolare Giurata, mentre occultavano dei prodotti, consistenti in creme, nella borsa di M.C., poi oltrepassando le casse. I due venivano dapprima fermati dal personale di vigilanza e, successivamente, venivano accompagnati dai Carabinieri, intervenuti tempestivamente, presso la caserma di Castiglione delle Stiviere, dove venivano denunciati in stato di libertà per tentato furto in concorso.

La merce, del valore complessivo di circa 30,00 euro, è stata restituita all’avente diritto.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Polizia locale sequestra box occupato abusivamente da meccanico

Polizia Locale sequestra  3 box di proprietà di Roma Capitale, occupati abusivamente e trasformati in officina. Denunciato il responsabile. 

Polizia locale sequestra box occupato abusivamente da meccanico

Svolgeva senza titolo la professione di meccanico, per giunta occupando abusivamente 3 box di proprietà di Roma Capitale: a scoprire gli illeciti gli agenti del GSSU ( Gruppo sicurezza sociale urbana) della Polizia Locale , impegnati nelle verifiche dei piani di zona nel quartiere di Castelverde.

In uno dei box l’uomo , un italiano di 65 anni, aveva allestito una vera e propria officina meccanica, utilizzando i restanti due come depositi per attrezzi, ricambi auto e veicoli in attesa di lavorazione.

L’intervento di ieri delle pattuglie ha permesso di liberare i locali, di proprietà di Roma Capitale, e perseguire il responsabile che è stato sanzionato per esercizio abusivo della professione e denunciato per illeciti in materia edilizia , in virtù di un aumento di volume con mutamento di destinazione d’uso, che di fatto aveva modificato gli standard urbanistici dei box. 

I tre locali sono stati posti sotto sequestro, così come tutti i materiali trovati, ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, prima della riconsegna all’Ente proprietario. 

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione


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Guardia di Finanza di Catanzaro: Operazione “cuore matto”

Percepiti rimborsi dal servizio sanitario regionale per 10,5 milioni di euro anche a fronte di oltre 1.000 falsi ricoveri in terapia intensiva coronarica interdizione di 12 mesi per il management della casa di cura “villa S. Anna” di Catanzaro sequestrati 10,5 milioni di euro.

Guardia di Finanza di Catanzaro: Operazione “cuore matto”

In data odierna, i finanzieri del comando provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal g.i.p. del tribunale di Catanzaro, Dott.ssa Gaia Sorrentino, su richiesta di questo ufficio di procura, al termine di un’articolata indagine nei confronti della clinica privata “villa S. Anna” di Catanzaro, nota struttura sanitaria nonché centro di riferimento regionale di alta specialità per il trattamento e la cura delle malattie cardiovascolari.

L’indagine è stata avviata all’inizio del 2019 dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e, successivamente all’accertamento delle prime ipotesi di reato, è stata affidata ai pubblici ministeri dott. Vito Valerio e dott.ssa Chiara Bonfadini, con procura della repubblica presso il tribunale di Catanzaro.

Il coordinamento del procuratore aggiunto dott. Giancarlo Novelli e la direzione del procuratore della repubblica, Dott. Nicola Gratteri.

All’esito dell’attività investigativa, su richiesta di questo ufficio, il g.i.p. ha disposto:

 nei confronti di due soggetti (il legale rappresentante e il direttore generale della clinica “S. Anna”) la misura cautelare personale del divieto temporaneo (per mesi 12) di esercitare attività professionali o imprenditoriali, anche con riferimento a incarichi direttivi di persone giuridiche, indagati per reati di truffa aggravata e continuata ai danni del servizio sanitario e frode nelle pubbliche forniture (artt. 640, comma 2, n. 1, 356, 81 e 110 cod. pen.);

 nei confronti della clinica “s. anna” e di tre persone fisiche (oltre ai due sopra citati, anche a carico del direttore sanitario pro tempore) il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, delle somme di denaro profitto dei reati contestati, per un importo totale di oltre 10,5 milioni di euro.

Oggetto delle investigazioni è stata la gestione del reparto di “unità terapia intensiva coronarica” (utic), ufficialmente operante all’interno della clinica “s. anna”, ma che, in realtà, non è mai entrato in funzione.

Sin dal 2013, infatti, la casa di cura era accreditata presso il servizio sanitario regionale alla gestione di posti-letto utic, destinati al trattamento delle patologie cardiache acute, che richiedono monitoraggio continuo e costante dei parametri vitali, in soggetti con gravi scompensi cardiaci in atto.

Al termine delle attività, è emerso inequivocabilmente che il reparto utic di “villa S. Anna” non era mai stato concretamente avviato, risultando privo di attrezzature conformi agli standard del servizio utic e del personale medico e paramedico adeguatamente preparato e in numero idoneo a garantire un’efficace turnazione e assistenza “h24”.

I pazienti cardiologici acuti, pertanto, venivano assistiti e trattati non presso l’inesistente utic, come normalmente procura della repubblica presso il Tribunale di Catanzaro sarebbe dovuto accadere, ma nei reparti di “cardiologia” o di “unità terapia intensiva post-operatoria” (utipo), mentre i posti letto ufficialmente destinati al reparto utic ospitavano ricoveri ordinari.

Grazie a tale sistema fraudolento, la casa di cura è così riuscita a ottenere tra il 2013 e il 2019 dal servizio sanitario regionale un illecito profitto di oltre 10 milioni di euro.

Sul totale di tali somme, pari a 10.564.934,10 euro, il gip del tribunale di Catanzaro ha disposto la misura cautelare reale del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente,trattandosi del profitto dei reati contestati in concorso fra loro a:

– Frontera Rosanna, 56 anni, di catanzaro, legale rappresentante della casa di cura “villa S. Anna s.p.a.”;

– Failla Giuseppe, 65 anni, di catanzaro, direttore generale della suddetta clinica;

– Muleo Gaetano, 75 anni, di catanzaro ma residente in Perugia, direttore sanitario della casa di cura dal 2010 e fino ad agosto 2019.

I responsabili risultano peraltro iscritti nel registro delle persone indagate anche per il reato di “violenza o minaccia per costringere taluno a commettere un reato” (art. 611 cod. pen.) in quanto, una volta appreso dell’esistenza dell’indagine in corso da parte della guardia di finanza, avrebbero minacciato alcuni medici in servizio presso la casa di cura di andare incontro a conseguenze sul piano lavorativo e personale, nel caso in cui non avessero ritrattato o quantomeno rimodulato le dichiarazioni rilasciate alla polizia giudiziaria circa il mancato funzionamento del reparto utic.

Ulteriori approfondimenti sono in corso al fine di valutare il coinvolgimento di ulteriori dipendenti della clinica nonché delle strutture pubbliche (es. asp di Catanzaro e regione Calabria), deputate alla gestione e alla verifica dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici necessari per l’accreditamento delle strutture sanitarie private.

Stéphanie Esposito Perna /Redazione

Juve Stabia, è fatta per Nicolas Sergio Bubas, attaccante ex Vibonese

Juve Stabia, è fatta per Nicolas Sergio Bubas, punta centrale della Vibonese. L’attaccante argentino starebbe già raggiungendo Castellammare

Juve Stabia, è fatta per Nicolas Sergio Bubas, attaccante della Vibonese

 

Altro colpo di mercato in arrivo per la Juve Stabia di mister Padalino. Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di ViViCentro.it, sarebbe stato praticamente concluso l’acquisto di Nicolas Sergio Bubas, punta centrale della Vibonese nelle ultime quattro stagioni. Il calciatore starebbe già raggiungendo Castellammare per aggregarsi al gruppo di lavoro di mister Pasquale Padalino.

Nicolas Bubas è un’attaccante argentino nato il 23 aprile del 1989 ad Equel in Argentina. Piede destro, alto 1,79 m., Bubas ha la sua prima esperienza ad alti livelli in Bolivia col Real Potosi (Serie A boliviana) nel 2013-2014 dove realizza 9 reti in 35 gare. L’anno dopo passa ai venezuelani del Metropolitanos dove colleziona 17 presenza e una rete. A gennaio del 2015 passa al National Potosi sempre in Bolivia dove realizza sei reti in 20 presenze nella massima serie. Nell’estate del 2015 passa al San Marcos (Serie A cilena) dove colleziona 19 presenze e due gol.

Dopo un anno e mezzo in Cile, Bubas arriva in Italia alla Vibonese in Serie C dove resterà per quattro anni. Nel 2017-2018 la migliore stagione di Bubas in Italia. Con 15 reti siglate in 31 gare è grande protagonista e trascinatore della squadra calabrese che quell’anno viene promossa dalla Serie D in Serie C grazie soprattutto alle reti tutte determinanti di Bubas.

Negli ultimi due anni in Serie C di Bubas alla Vibonese, l’argentino sigla 14 gol in 58 gare complessive. Per uno score complessivo che parla di 49 reti siglate in 192 presenze totali della punta centrale ex Vibonese.

Sicuramente un rinforzo di spessore per il reparto offensivo che non impiegherà molto tempo per entrare nel cuore dei caldissimi tifosi stabiesi. Si attende solo il comunicato ufficiale che dovrebbe sancire a stretto giro l’acquisto del calciatore argentino da parte della Juve Stabia.

 

a cura di Natale Giusti

Credit Foto: lanuovacalabria.it

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Vibonese-Juve Stabia arbitra Cristian Cudini di Fermo

Sono tre per i calabresi e due per i campani i precedenti dell’arbitro marchigiano Cudini

Cristian CUDINI della sezione di Fermo è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Vibonese e Juve Stabia valevole per la seconda giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Vibo Valentia domenica 4 ottobre alle ore 15 allo stadio “Luigi Razza”.

Cristian CUDINI di Fermo

Cudini, nato a Fermo in provincia di Ascoli Piceno il 16 dicembre 1987 è al suo quinto campionato in Serie C, ha tre precedenti con i calabresi e due con le vespe.

I precedenti con la Vibonese:

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

7° giornata d’andata: JUVE STABIA – VIBONESE 3 – 0 tripletta di Francesco RIPA.

– 2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

10° giornata d’andata: VIBONESE – VIRTUS FRANCAVILLA 5 – 0.

– 2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

12° giornata di ritorno: VIBONESE – RENDE 1 – 0.

I precedenti con la Juve Stabia:

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

2 ottobre 2016 – 7° giornata d’andata: JUVE STABIA – VIBONESE 3 – 0 tripletta di Francesco RIPA.

– 2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

2 dicembre 2018 – 14° giornata d’andata: JUVE STABIA – BISCEGLIE 2 – 0 tripletta di Nunzio DI ROBERTO e Salvatore ELIA.

L’assistente numero uno sarà: Giorgio LAZZARONI della sezione di Udine;

l’assistente numero due Thomas MINIUTTI della sezione di Maniago;

quarto ufficiale: Leonardo MASTRODOMENICO della sezione di Policoro (C.A.N. D).

Giovanni MATRONE

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4 chiacchiere con…Raffaele Sergio

Raffaele Sergio parla ai microfoni di Vivicentro per la seconda puntata di “4 chiacchiere”

Raffaele Sergio, ex difensore del Napoli, è il secondo ospite della rubrica 4 chiacchiere. Con Sergio parliamo ovviamente del Napoli, del rendimento degli azzurri, pensando alla Juventus ma soffermandoci prima sul Napoli vincente visto contro il Genoa: “Gli azzurri domenica mi hanno fatto un’ottima impressione. Già contro il Parma avevano fatto benissimo, squadra molto motivata, ben preparata, ben organizzata e allo stesso tempo sottovalutata un po’ da tutti perché secondo me è una seria pretendente per lo scudetto.”

Sergio lo dice dunque subito. Napoli-scudetto: si può.”Ha tutte le qualità adesso, se non combina niente sul mercato, per lottare fino alla fine per lo scudetto. Ha ricambi in tutti i ruoli, sia a metà campo che davanti. Quindi ha tutte le possibilità per giocarsela fino in fondo”

Sergio centra subito il punto. Il mercato che sembra portare buone notizie in casa Napoli con la permanenza di Koulibaly ormai certa:”Non possiamo fare ipotesi perché il mercato è ancora aperto. Se i grandi club europei decidessero di comprare il senegale possono farlo tranquillamente, anche se il problema resta il prezzo che in questo momento non aiuta gli acquirenti. Chiaro però, se si presentasse un’offerta irrinunciabile, sapendo come ha agito De Laurentiis negli ultimi anni,  lo venderà senza problemi. Il punto è il prezzo anche perché Koulibaly è un giocatore importante: spero che rimanga proprio perché con questi calciatori il Napoli può ritenersi una rosa completa

Non bisogna commettere errori sul mercato che finirà il 5 ottobre. Lo stesso mercato che ha portato al  Napoli Victor Osimhen. Il giocatore che mancava, che attualmente fa la differenza: È  calciatore importante. Da possibilità alla squadra di giocare con diversi moduli: sa attaccare bene gli spazi, protegge bene palla. Riesce a dare profondità alla squadra e la dimostrazione del fatto che non ha segnato ancora è ammirato e stimato anche dai suoi compagni. Questo vuol dire che non è un giocatore importante ma importantissimo. Non ha ancora mandato la palla dentro, ma d’altronde gli attaccanti sono fatti così: devono trovare il primo gol per poi scatenarsi dal punto di vista realizzativo.”

Si pensa al mercato, ma gli occhi sono puntati alla grande sfida contro la Juventus: “Le sensazioni sono positive” – dice fiducioso Sergio “anche perché gli azzurri hanno dimostrato grande serenità. Il Napoli attualmente sta facendo un ottimo percorso. Speriamo bene, vedo positivo”

Si vede positivo, nonostante l’assenza di capitan Insigne, out per infortunio:” La sua assenza non ci voleva perché era in un momento ottimo. Sta dando dimostrazione, oltre di essere un grande giocatore, di essere anche un grande capitano. Contro la Juve è un’assenza che pesa molto”.

Sequestro cautelare per 400mila € ad imprenditore del cilento

Fatture “false” in contabilità per pagare meno tasse: la Guardia di Finanza di Salerno esegue sequestro cautelare per oltre 400 mila euro ad un imprenditore cilentano.

Sequestro cautelare per 400mila € ad imprenditore del cilento

Su disposizione di questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti del titolare di un distributore di carburante del Cilento.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Vallo al termine di una verifica fiscale condotta dai militari della locale Tenenza, nel corso della quale sono state esaminate le fatture di acquisto con cui il commerciante aveva documentato le spese di gestione dell’impianto.

Gli approfondimenti eseguiti hanno fatto emergere che una parte dei costi riportata in contabilità non era stata in realtà sostenuta e l’imprenditore aveva invece utilizzato delle fatture soggettivamente inesistenti, riuscendo così ad abbattere di oltre quattrocento mila euro {‘ammontare dell’I.V.A. dovuta ai Fisco per gli anni dal 2013 al 2015.

Da qui la denuncia a questo Ufficio e l’avvio del procedimento penale, nell’ambito del quale l’indagato è ora chiamato a rispondere dell’accusa di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti e di aver presentato delle dichiarazioni fiscali fraudolente.

Le Fiamme Gialle vallesi hanno intanto provveduto, in via cautelare, a sequestrare 3 terreni ed altrettanti fabbricati di proprietà del responsabile, nei Comuni di Casal Velino (SA) e Castelnuovo Cilento (SA), nonché disponibilità finanziarie per circa 120 mila euro.

Una volta confermata l’evasione fiscale, sarà in questo modo garantito il versamento all’Erario delle maggiori imposte accertate,

Cristina Adriana Botis  /  Redazione Campania

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Truffa nei confronti di un noto architetto milanese: 4.5 milioni di €

Truffa nei confronti di un noto architetto milanese: disposta una misura cautelare dell’obbligo di dimora e sequestro per 4,5 milioni di euro

Truffa nei confronti di un noto architetto milanese: 4.5 milioni di

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, su delega della locale Procura della Repubblica (Dott. Giovanni Tarzia – Sost.), stanno eseguendo una ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, con cui è stata disposta la misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nei confronti di un indagato e il decreto di sequestro preventivo, su beni e disponibilità per circa 4,5 milioni di euro, nei confronti di un’altra persona indagata.

Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano hanno permesso di disvelare come, negli anni dal 2013 al 2018, i due indagati abbiano posto in essere una complessa e sistematica attività truffaldina, ai danni di un noto studio di architettura milanese e del suo titolare.

In particolare, le articolate indagini di polizia giudiziaria delegate dall’A.G. inquirente hanno consentito di ricostruire le condotte illecite perpetrate da una delle persone indagate, dipendente dello studio professionale.

La stessa, anche approfittando della delega conferita ad operare sui conti correnti dello studio e, di fatto, dell’essere l’unico soggetto ad interfacciarsi con l’Istituto di credito ove erano accesi tali rapporti bancari, con la complicità dell’altro soggetto indagato, dipendente della stessa banca, incassava tali ingenti somme adoperando artifizi e raggiri nei confronti degli altri funzionari della banca, indotti in errore dall’apposizione di firme false del titolare dello studio su distinte di prelievo di denaro contante, su oltre duecento assegni, nonché sulle richieste di emissione a sua insaputa di carte di pagamento, utilizzate per acquisti e prelievi di denaro contante.

Le indagini, avviate nel 2018 a seguito di querela della parte offesa, hanno rivelato come i due indagati siano stati in grado di sottrarre, complessivamente, ingenti risorse finanziarie, pari a oltre quattro milioni di euro, dai conti correnti intestati allo studio professionale, nonché al suo titolare, attraverso le citate operazioni non autorizzate.

Il denaro illecitamente sottratto è stato impiegato da una delle persone indagate sia in attività speculative, tramite una sistematica e regolare attività di gioco d’azzardo, che in attività economiche, investendo nella ristrutturazione di un ristorante di sua proprietà, situato sulla costa ligure, nel Comune di Chiavari (GE).

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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Sequestrato il noto Ristorante “Reginella” sul Golfo di Napoli in via Posillipo

Guardia di Finanza Napoli: denunciate 7 persone per bancarotta fraudolenta e sequestrato il noto ristorante “Reginella” di Posillipo.

Sequestrato il noto Ristorante “Reginella” sul Golfo di Napoli in via Posillipo.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine della Terza Sezione della Procura della Repubblica di Napoli coordinata dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Piscitelli, ha denunciato per bancarotta fraudolenta 7 persone e sequestrato il noto ristorante “Reginella”, che si affaccia sul Golfo di Napoli in via Posillipo, conti correnti, quote societarie, nonché tutti i beni immobili e mobili delle società che lo hanno gestito.

Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza in servizio presso la Terza Sezione della Procura della Repubblica di Napoli unitamente ai finanzieri del I Gruppo, ed hanno permesso di fare luce sul dissesto finanziario della “Reginella S.r.l. in liquidazione”, dichiarata fallita dal Tribunale di Napoli con sentenza emessa lo scorso gennaio.

Il complesso meccanismo “architettato” dagli amministratori, secondo l’ipotesi degli inquirenti, consisteva nell’utilizzo di una serie di società “filtro” intestate a prestanome compiacenti (l’ultima società è stata intestata al cuoco) che si sono avvicendati solo sulla carta nella gestione del ristorante, e che avevano quale unico scopo la massimizzazione dei profitti e la sistematica sottrazione degli utili aziendali all’Erario.

In particolare, le Fiamme Gialle, mediante acquisizioni documentali, audizioni di persone informate sui fatti e analisi dei files ritrovati negli apparati informatici, hanno ricostruito che gli indagati avrebbero utilizzato “intestatari fittizi” in modo da render più difficoltoso l’esercizio dell’azione penale o azioni di responsabilità in sede civile accumulando nel tempo un debito tributario pari a quasi 1,5 milioni di euro.

In buona sostanza, l’esercizio dell’attività di ristorazione non avveniva ad opera della società che ne deteneva il complesso aziendale, ma attraverso quelle che, succedutesi nel tempo, ne divenivano solo formalmente affittuarie, in modo da sottrarre alla massa fallimentare i beni aziendali e il locale di via Posillipo.

Il noto ristorante sarà ora gestito da un Amministratore giudiziario nominato dal Tribunale per assicurarne la continuità aziendale e la tutela dei posti di lavoro.

Cristina Adriana Botis  /  Redazione Campania

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Inseparabili nel delinquere ed evadere ora il carcere li ha divisi

Sorrento: coppia arrestata dai carabinieri. Lui e lei inseparabili nel delinquere e nell’evadere, finiscono in carcere “separati” 

Inseparabili nel delinquere ed evadere ora il carcere li ha divisi

I carabinieri della Stazione di Sorrento hanno dato esecuzione oggi a un aggravamento di misura cautelare disposto dal G.I.P del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di una coppia di sorrentini,  un lui e una lei,  per i quali il Giudice ha deciso il trasferimento in carcere dal regime degli arresti domiciliari.

Singolare la condotta dell’inseparabile coppia, insieme nel commettere reati, insieme agli arresti domiciliari, insieme nelle ripetute evasioni dagli arresti domiciliari segnalate dai carabinieri all’Autorità Giudiziaria.

Oggi, dopo le formalità di rito, la “separazione” obbligatoria per le diverse destinazioni: lui associato presso la Casa Circondariale di Poggioreale; lei accompagnata presso la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli.

Cristina Adriana Botis  /  Redazione Campania

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Maxi frode nel settore dei finanziamenti pubblici nel territorio dei Nebrodi

La Tenenza GdF di Patti (ME) ha denunciato 8 persone per una max truffa. Sequestrati 1,2 milioni tra beni e denaro (video).

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’importante operazione (“Malaffare”) nel settore delle indebite percezioni dei finanziamenti pubblici, europei e regionali.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di otto persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Sulla scorta del convergente e significativo quadro indiziario ricostruito, il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto il sequestro di beni e denaro per un valore di oltre 1,2 milioni di euro.

In particolare, la complessa frode scoperta ha riguardato i fondi destinati all’ammodernamento di un capannone aziendale, sito nell’area dei Nebrodi, precisamente nel territorio di Montalbano Elicona, rispetto al quale, indebitamente, gli organizzatori della truffa richiedevano, ed ottenevano, importanti risorse finanziarie pubbliche.

Più nel dettaglio, gli investigatori economico-finanziari della Tenenza di Patti, dopo aver passato al setaccio tutta la documentazione acquisita, riuscivano a dimostrare come le fatture presentate all’Ispettorato dell’Agricoltura di Messina ed all’AGEA risultassero, in realtà, emesse da fornitori compiacenti, per importi “gonfiati”, ovvero per costi in realtà mai sostenuti o sostenuti solo in parte.

Sul punto, le Fiamme Gialle pattesi, all’esito di un articolato percorso ricostruttivo, giungevano ad individuare anche una società cosiddetta “cartiera”, con sede legale in Albania, del tutto priva di personale dipendente e di struttura operativa.

Come ormai consolidato nell’esperienza maturata dal Corpo finanzieri nel particolare comparto ispettivo, anche in questo caso, emergeva il significativo contributo promosso da alcuni professionisti locali, servente alla realizzazione dell’illecito meccanismo oggi represso.

In particolare, si acquisiva alle indagini come il promotore della truffa si fosse avvalso, secondo ipotesi investigativa, del consapevole contributo di un ingegnere e di un geometra i quali, nella loro qualità di direttore dei lavori, compilavano, in modo artificioso, i rendiconti finanziari ed economici presentati all’Ispettorato dell’Agricoltura di Messina, utilizzando “fatture gonfiate”, al fine di giustificare la richiesta di finanziamento presentata, ovvero precostituire false prove documentali in ipotesi di successivi controlli.

In sintesi, atteso il grave e convergente compendio indiziario ricostruito dalla Guardia di Finanza di Patti, su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, il G.I.P. del locale Tribunale emetteva, nei confronti del titolare dell’azienda zootecnica, uno specifico decreto di sequestro preventivo, nella forma per equivalente, finalizzato alla confisca di somme di denaro e beni immobili fino a concorrenza dell’importo indebitamente percepito, pari a 1,2 mln di euro.

Parimenti, nel medesimo ambito, la Regione Sicilia bloccava l’erogazione dell’ultima tranche del contributo, pari a 40.000 Euro.

L’odierna operazione, che si inserisce nelle più ampie direttive operative emanate dall’Autorità di Vertice della Guardia di Finanza per il controllo della spesa pubblica, rientra tra le attività istituzionali tipiche di polizia economico-finanziaria, a contrasto delle truffe e degli sprechi di denaro pubblico, col duplice obiettivo di consentire, da un lato, un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali e comunitari, arginando efficacemente la diffusione dell’illegalità, e dall’altro di salvaguardare gli imprenditori ed i cittadini onesti.

Adduso Sebastiano

Raffaele Maresca: è stabiese il giovane talento del Cosenza.

Raffaele Maresca: è stabiese il giovane talento del Cosenza

Raffaele Maresca, nato a Vico Equense ma cresciuto a Castellammare di Stabia, è l’ennesima giovane promessa prodotta dal vivaio calcistico stabiese. Il classe 2002 sta conquistando la permanenza in prima squadra al suo secondo anno a Cosenza, ed oggi è arrivato il suo esordio ufficiale nella gara di Coppa Italia contro l’Alessandria.

I tiri dal dischetto hanno permesso al Cosenza di conquistare la qualificazione al prossimo turno al termine di 120′ a reti bianche. Sono stati 45′ i minuti disputati da Maresca in campo, subentrato a La Vardera al 76esimo del secondo tempo. Agendo nella zona centrale del centrocampo, il giovane stabiese ha dimostrato personalità ed intraprendenza, effettuando verticalizzazioni verso gli attaccanti nel tentativo di vincere la partita.

L’augurio è quello di vederlo con frequenza sui campi di serie B e sperare in qualcosa di più importante, poichè sognare non costa nulla.

a cura di Andrea De Risi

Credit Foto: Mondoprimavera

Sei ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguita dai CC di Stabia

Operazione Black List. I Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia eseguono sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 indagati nell’ambito di un’indagine della DDA di Napoli. VIDEO

Sei ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguita dai CC di Stabia

Nel pomeriggio odierno, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione, in Castellammare di Stabia (NA) e presso le Case Circondariali di Torino e Cosenza, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti, tutti appartenenti al gruppo dei “Vitale”, operante in area stabiese e contiguo al clan “D’Alessandro”, indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. La predetta misura è scaturita a seguito di sentenza della Seconda Sezione della Corte Suprema di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dai difensori dei citati indagati avverso un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli dello scorso febbraio.

L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale partenopea e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha avuto inizio nel settembre del 2017, all’indomani di un raid armato avvenuto nel centro storico della cittadina stabiese in cui erano rimasti feriti, a colpi d’arma da fuoco, due pregiudicati di zona, che si erano resi protagonisti di un’aggressione, poco prima, ai danni di uno spacciatore che aveva utilizzato altri canali di approvvigionamento dello stupefacente. La conseguente attività investigativa, compiuta attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento e l’escussione di numerosi assuntori di stupefacente, ha consentito non solo di ricostruire meticolosamente la vicenda genesi dell’indagine e di eseguire ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei cinque responsabili, ma anche di accertare l’esistenza e la fruttuosa operatività di una piazza di spaccio nel centro antico di Castellammare di Stabia. Nel settembre dello scorso anno, nell’ambito del medesimo procedimento penale, i Carabinieri della citata Compagnia avevano altresì dato esecuzione, in Castellammare di Stabia (NA) e presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 soggetti (2 dei quali destinatari anche della misura cautelare odierna), già condannati in primo grado per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La predetta misura era scaturita in seguito ad una pronuncia della Sesta Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione. All’esito delle operazioni odierne, 4 indagati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), mentre agli altri due indagati il provvedimento è stato notificato presso le Case Circondariali di Cosenza e Torino, ove già si trovavano ristretti.

Sei ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguita dai CC di Stabia / Cristina Adriana Botis  /  Redazione Campania

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Juve Stabia, ufficializzato l’acquisto dell’attaccante Francesco Orlando

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Juve Stabia, ufficializzato l’acquisto dell’attaccante Francesco Orlando. Classe 1996, arriva in prestito dalla Salernitana

Juve Stabia, ufficializzato l’acquisto dell’attaccante Francesco Orlando

 

Ufficializzato oggi un ulteriore rinforzo per il settore offensivo delle Vespe dopo gli arrivi di Bentivegna, Golfo e Romero. Si tratta di Francesco Orlando, attaccante classe 1996, di proprietà della Salernitana. Cresciuto calcisticamente nella Virtus Francavilla, ha vestito poi in seguito le maglie di Nardò, Maceratese, Chieti, Vicenza, Sambenedettese e la stessa Salernitana. Arriva a titolo temporaneo e nei prossimi giorni sono in arrivo altre ufficializzazioni di calciatori prelevati dal club granata. Si tratta del terzino destro Kalombo e dell’attaccante Cernigoi, oltre al centrocampista Vallocchia, acquistato dall’Olbia.

Di seguito il comunicato ufficiale con le prime impressioni del calciatore sulla nuova esperienza a Castellammare.

“La S.S. Juve Stabia comunica l’accordo con la U.S. Salernitana 1919 per l’acquisizione delle prestazioni sportive, a titolo temporaneo, dell’attaccante Francesco Orlando, classe ’96.

Il calciatore, nativo di Taranto, è cresciuto calcisticamente nella Virtus Francavilla. Ha vestito, tra le altre, anche le maglie di Nardò, Chieti, Maceratese, Vicenza, Sambenedettese e Salernitana.

Queste le prime dichiarazioni: “Sono felice di essere arrivato in una piazza così prestigiosa e molto calorosa. Mi auguro di ripagare la fiducia del mister e del direttore dando tutto me stesso per questi colori”.

S.S. Juve Stabia”. 

 

a cura di Natale Giusti