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Confiscati beni e denaro per 100 mila euro a due condannati per frode e inosservanza

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Confiscati dalla GdF di Enna a due di Piazza Armerina rispettivamente condannati per frode fiscale e inosservanza normativa antimafia.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna nelle scorse ore hanno eseguito la confisca dei beni di due persone, entrambi di Piazza Armerina (EN), condannate dal Tribunale di Enna, rispettivamente, per frode fiscale e per l’inosservanza della normativa antimafia.

Con entrambe le sentenze di condanna, ora divenute definitive dopo il secondo grado di giudizio, il predetto Tribunale si era, infatti, pronunciato anche per la confisca dei beni degli interessati fino a raggiungere un importo equivalente al profitto dei reati contestati ai due; beni che i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria già nel corso delle indagini preliminari avevano cautelato con un sequestro preventivo su delega della Procura della Repubblica di Enna.

Il primo destinatario della confisca è stato un imprenditore che, per evadere le imposte sui redditi e l’Iva, aveva utilizzato fatture relative ad operazioni inesistenti scoperte dalle Fiamme Gialle ennesi durante l’esecuzione di una verifica fiscale nei confronti della sua impresa. Ritenuto colpevole del reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture false e condannato ad un anno di reclusione, ha altresì subìto la confisca di 19 unità immobiliari, costituite in prevalenza da terreni e da alcuni fabbricati rurali, di una autovettura e di una quota pari al 50% del capitale sociale di una società di gestione di alberghi e discoteche di cui era proprietario, per un controvalore complessivo di circa 90.000 euro, pari all’ammontare delle imposte sottratte al fisco.

Nel secondo caso, l’interessato era stato denunciato dai militari del Nucleo P.E.F. di Enna al termine di una serie di accertamenti eseguiti nei suoi confronti, in quanto non aveva rispettato l’obbligo imposto dalla legge ai condannati per associazione per delinquere di stampo mafioso e alle persone sottoposte a misure di prevenzione personali previste dalla normativa antimafia, di comunicare alla Guardia di Finanza le variazioni del proprio patrimonio intervenute nei dieci anni successivi alla condanna o all’applicazione della misura di prevenzione.

L’uomo, infatti, avendo ceduto la propria quota di proprietà di alcuni appezzamenti di terreno ad uso agricolo realizzando un ricavo di circa 20.000 euro, ovvero superiore alla soglia d’obbligo di tali comunicazioni, pari a 10.000 euro, non ne ha informato entro i successivi 30 giorni il Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle competente sulla provincia di residenza. La confisca, in questo caso, seguita alla condanna a due anni di reclusione e 10.330 euro di multa, ha riguardato la somma di 12.000 euro depositata in parte su un conto corrente bancario ed in parte su un libretto di deposito postale.

Tanto il denaro quanto tutti i beni confiscati sono, quindi, definitivamente transitati nel patrimonio dello Stato, che potrà ora destinarli ad un effettivo riutilizzo sociale, a conferma dell’incessante impegno della Guardia di Finanza nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati ovvero nella sottrazione dei beni agli evasori, quali efficaci strumenti per togliere risorse a chi si arricchisce indebitamente a spese della collettività.

Adduso Sebastiano

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Condannati per associazione di tipo mafioso prendevano il RdC (VIDEO)

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La GdF di Agrigento ha sequestrato la card del Reddito di Cittadinanza a otto famiglie di condannati per mafia, omicidio e traffico di droga.

Prosegue l’azione della Guardia di Finanza di Agrigento di contrasto al fenomeno dell’indebita percezione del reddito di cittadinanza.

I militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, su disposizione del Procuratore Capo di Agrigento, Dott. Luigi Patronaggio e del Sostituto Dott.ssa Gloria Andreoli, hanno eseguito il sequestro preventivo di 8 social card utilizzate per fruire del reddito di cittadinanza, che si aggiungono alle 11 già sequestrate nei giorni scorsi.

I titolari delle carte sequestrate sono tutti indagati a piede libero per i reati di indebita percezione di reddito di cittadinanza (art. 7 DL n.4/2019) e falso in autodichiarazione.

Il reddito di cittadinanza, come noto, è una misura di sostegno al reddito familiare che spetta solo in presenza di alcuni requisiti che devono essere autocertificati dal richiedente, volti a dimostrare non solo la condizione di difficoltà economico-reddituale del proprio nucleo familiare, ma anche il possesso da parte dei componenti dello stesso di alcune qualità morali.

Tra quest’ultimi requisiti, il legislatore ha previsto che la sottoposizione a misure cautelari personali o la condanna per gravi delitti, di chi faccia richiesta del beneficio e del suo nucleo familiare, sia causa di esclusione dal beneficio.

I Finanzieri, nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo agrigentino, hanno accertato, invece, che tra i percettori del beneficio oggi indagati, figurano soggetti sottoposti a misura detentiva per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, attualmente detenuti, nonché per reati associativi finalizzati al traffico di sostanze stupefacenti, furto, ed altri reati comuni.

Tra le famiglie che hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza vi è anche quella di uno degli esecutori dell’omicidio del Giudice Rosario Livatino, condannato in via definitiva per omicidio, associazione per delinquere di stampo mafioso ed altro a 7 ergastoli.

Tutte le posizioni illecite fatte emergere dalle Fiamme Gialle sono state segnalate all’INPS per la revoca e il recupero del beneficio economico.

Una prima stima, fa ritenere ammontante ad € 110.000, il danno per le casse pubbliche già accertato.

Sono in corso ulteriori indagini per identificare altri illegittimi percettori del reddito di cittadinanza.

Adduso Sebastiano

Castellammare, 35 positivi su 363 tamponi effettuati, Cimmino: “Speriamo in questo trend”

Castellammare, 35 positivi su 363 tamponi effettuati, Cimmino: “Speriamo di mantenere questo trend nei prossimi giorni”
Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha pubblicato gli ultimi aggiornamenti sull’emergenza Covid-19:
“Si abbassa il numero dei nuovi contagi e la percentuale dei casi positivi rispetto ai tamponi effettuati: un trend che speriamo di portare avanti anche nei prossimi giorni.”
“L’Asl Na 3 Sud e la Regione Campania ci hanno comunicato che nelle ultime 24 ore sono risultati positivi al coronavirus (Covid-19) altri 35 cittadini di Castellammare di Stabia.” riferisce Cimmino.

“Tra di essi ci sono 7 persone che stanno manifestando, fortunatamente in maniera lieve, i sintomi del Covid. Rispetto a ieri, inoltre, l’età dei nuovi contagiati si è abbassata moltissimo. Tra i nuovi casi positivi ci sono bambini di 3 e di 7 anni, due di 10 anni, due di 13 ed un ragazzo di 15 anni.

In totale sono stati lavorati 363 tamponi per cui, come già accennato, si è abbassata molto anche a percentuale di positivi rilevati rispetto ai tamponi: siamo al 9,6% circa. In 10, infine, hanno sconfitto il coronavirus”.
“A mettere a rischio la cittadinanza, però, e quindi la prospettiva di una ritrovata normalità nel periodo natalizio, sono i comportamenti sconsiderati di persone irresponsabili. Voglio solo ricordare a tutti che le forze dell’ordine sono al lavoro h24, che la sanzione minima per i comportamenti scorretti parte da 400 euro, che l’ordinanza sindacale contiene già misure più restrittive rispetto a quelle di Governo e Regione; ma voglio anche ricordare che un assembramento in questo periodo significa che un proprio caro potrebbe in seguito aver bisogno dell’ossigeno. E che chiacchierare con un conoscente senza mascherina adesso potrebbe anche comportare un ricovero in terapia intensiva tra una settimana.
Del resto, proprio l’Organizzazione mondiale della sanità oggi ha ribadito che “se l’uso delle mascherine raggiungesse il 95%, i lockdown non sarebbero necessari” conclude il primo cittadino stabiese.

Compleanno speciale a Castellammare: Anna Ponticorvo si unisce al club delle centenarie

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Compleanno speciale a Castellammare di Stabia: Anna Ponticorvo si unisce al club delle centenarie, Buon Compleanno dalla redazione di ViViCentro.it!

Un compleanno davvero speciale a Castellammare di Stabia: Anna Ponticorvo, storica sarta del Rione CMI, ha spento oggi le 100 candeline, unendosi di diritto al club delle centenarie stabiesi.

A festeggiarla, in videochiamata a causa delle restrizioni anti-contagio, c’era tutta la sua famiglia composta da quattro figli, il primogenito Alfonso Schettino ingegnere dirigente del comune di Castellammare in pensione, le figlie femmine Nunzia, Rosa e Pina, dieci nipoti e otto pronipoti.

La neo centenne è in buona compagnia: lo scorso settembre era stata Ortensia Schettino, vedova Zavarese, a raggiungere i 100 in compagnia dei suoi cari. A febbraio il club delle centenarie ha acquisito Nonna Ausilia del Quartiere San Marco. Un anno fa Nonna Ida – parente dell’ex assessore Gianpaolo Scafarto – aveva festeggiato il secolo vissuto in compagnia dei suoi familiari e dei suoi conoscenti. A capeggiare questo club esclusivo è Erica Barbato, arzilla nonnina di Via Allende, che in estate ha spento ben 104 candeline.

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Sequestrate due associazioni operanti nel trasporto di emodializzati

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Sequestrate dal Comando GdF di Palermo che ha pure eseguito 6 misure cautelari per falso, associazione a delinquere, truffa e frode (VIDEO).

Con l’operazione “Bloody Mary”, su delega della locale Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia- Sezione Palermo, coordinata dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di sei soggetti, di cui:

  • 3 destinatari di custodia cautelare in carcere: Pietro CORRAO (cl. 57), Saverio MARCHESE (cl. 65) e Salvatore SCAVONE (cl. 60);
  • 3 sottoposti agli arresti domiciliari: Beniamino CUSIMANO (cl. 45), Concetta TERESI (cl. 68) e Marilena SCALIA (cl. 72),

essendo indagati CORRAO, MARCHESE, SCAVONE e CUSIMANO per i reati di falso e di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di falso, nonchè TERESI per i reati di associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture ed infine SCALIA per truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture.

Uno dei soggetti attinti da misura cautelare, peraltro, dall’aprile 2019 risulta percepire il reddito di cittadinanza, per un ammontare medio mensile di circa 400 euro, beneficio che verrà subito sospeso, così come previsto dalla legge.

Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale di due associazioni palermitane di volontariato operanti nel settore sanitario-assistenziale, l’Associazione di Volontariato Emergency Leader Onlus – A.V.E.L. – e la Confraternita di Misericordia, che da oggi sono affidate ad un amministratore giudiziario affinché le gestisca nell’interesse della collettività.

Le indagini svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Palermo hanno fatto emergere come la A.V.E.L., che svolgeva per conto dell’ASP di Palermo il servizio di trasporto emodializzati, dietro le mentite spoglie di una ONLUS, nascondeva un’autentica attività d’impresa, gestita di fatto da soggetti pregiudicati per gravi reati (traffico di droga aggravato dall’agevolazione mafiosa) che, per ottenere il rilascio della necessaria certificazione antimafia, avevano attribuito formalmente la veste di presidente ad un soggetto incensurato.

In sede di stipula e rinnovo delle convenzioni con l’ASP, gli indagati hanno quindi prodotto false certificazioni concernenti la natura di Onlus dell’Ente e l’attestazione che quest’ultima fosse amministrata da soggetti immuni da precedenti penali, grazie alle quali l’A.V.E.L. ha potuto accedere alle convenzioni pubbliche.

Le indagini svolte hanno poi permesso di documentare l’esistenza di un vero e proprio “cartello” fra i rappresentanti di sette associazioni palermitane che svolgevano il servizio di trasporto emodializzati per conto della locale ASP, capeggiate dalle referenti della Confraternita di Misericordia.

Il patto illecito, concretamente attuato tramite la creazione di chat su whatsapp, prevedeva che i diversi partecipanti concordassero di rifiutare, adducendo false situazioni di indisponibilità, l’accettazione del trasporto “collettivo” dei pazienti, rendendosi disponibili solo al più remunerativo “trasporto singolo” dei malati, così ingannando l’ASP e cagionando un danno rilevante alle casse pubbliche.

L’odierna attività conferma come la Guardia di Finanza, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, continui ad operare quale polizia economico-finanziaria a forte vocazione sociale, assicurando – soprattutto in questo periodo di grave emergenza sanitaria con cui si sta misurando il nostro Paese – la tutela degli operatori economici, dei lavoratori onesti e rispettosi delle regole e delle fasce più deboli ed esposte a rischio della popolazione.

Adduso Sebastiano

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Negli Stati Uniti il Coronavirus ha ucciso, ad ora, 250.000 persone

Le scuole pubbliche di New York City stanno chiudendo di nuovo. Negli Stati Uniti il Coronavirus ha ucciso, ad ora, 250.000 persone

Negli Stati Uniti il Coronavirus ha ucciso, ad ora, 250.000 persone

Le scuole pubbliche di New York City stanno chiudendo di nuovo i battenti. Mercoledì gli Stati Uniti hanno superato un tragico traguardo, raggiungendo 250.000 decessi correlati al Coronavirus, un numero che dovrebbe continuare a salire vertiginosamente con l’aumento delle infezioni a livello nazionale.

La gravità della situazione dipenderà da una serie di fattori, tra cui quanto bene vengono seguite le misure preventive e quando sarà introdotto un vaccino.

A marzo, quando il virus era ancora relativamente nuovo e limitato principalmente a poche sacche significative come New York, il dottor Anthony S.

Fauci, il massimo esperto di malattie infettive del paese, aveva previsto che avrebbe potuto uccidere fino a 240.000 americani. Ora quel numero è stato superato e non se ne vede ancora la fine.

Fin dall’inizio, misure preventive come indossare maschere sono state coinvolte in una divisione politica, e questo rimane un caso ancora oggi mentre l’amministrazione Trump resiste all’inizio di una transizione di potere al presidente eletto Joseph R.

I nuovi vaccini potrebbero iniziare ad avere un impatto l’anno prossimo, hanno detto gli esperti, e per ora, gli sviluppi nel trattamento della malattia e l’infezione di una popolazione più giovane significano che molte meno persone che vengono ricoverate negli ospedali muoiono.

Il giorno più mortale della pandemia negli Stati Uniti è stato il 15 aprile, quando il calcolo dei morti giornaliero riportato ha raggiunto 2.752.

Fino al 24 aprile erano morte 50.000 persone. Verso la fine dell’estate, il numero di casi segnalati quotidianamente negli Stati Uniti si è attenuato, dopo un breve picco in luglio. Secondo un database del New York Times , il 22 settembre si erano verificati un po’ più di 6,9 milioni di casi totali negli Stati Uniti .

Si prevede che la combinazione dell’inizio dell’inverno, del lavoro con misure preventive, viaggi di vacanza e raduni, nonché il mosaico di risposte in tutti i 50 stati, farà aumentare ulteriormente il numero.

Oggi, Mercoledì, negli Stati Uniti sono stati annunciati oltre 172.000 casi, il secondo più alto totale giornaliero della pandemia. «Abbiamo molte persone che non sono state ancora infettate da questo», ha detto il dottor Sha-man.

 Neil MacFarquhar / The New York Times

Cristina Adriana Botis Redazione vivicentro

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Il Ministro Spadafora: “Il calcio deve ripensare se stesso”

L’intervento di Spadafora al Social Football Summit

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, è intervenuto al “Social Football Summit 2000”, evento internazionale dedicato all’innovazione nel mondo del calcio, dove ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Il mondo dello sport, il calcio in particolare, deve essere in grado di ragionare come sistema, piuttosto che portare avanti istanze e richieste basate su esigenze personali. Serve un approccio diverso anche dal Governo e delle istituzioni, con modelli business che siano all’altezza dei tempi e delle nuove sfide, degni della parola industria. Basta personalismi,prendiamo da modelli internazionali. 

Avremo fatto anche degli errori, ma è stata una situazione nuova che nessuno sapeva come gestire. Il problema del settore sportivo è l’oggi non il domani. Ascoltare tutti e prendere delle decisioni è stata la sfida più difficile, con la speranza che gli effetti siano utili a tutti. Nessuno vorrebbe essere al mio posto in questo momento storico. I progetti che abbiamo presentato per il Recovery Fund puntano sull’innovazione e sullo sport. Le sfide della pandemia ci impongono di investire e guardare al futuro con fiducia e coraggio, mettendo a sistema tutti gli attori principali capaci di sostenere la crescita. Pensiamo al post pandemia ma dobbiamo arrivare vivi a quel momento, sostenendo quindi il mondo dello sport in questa situazione così difficile”. 

Mertens o Petagna, il folletto o il bulldozer per l’attacco azzurro

Come un fulmine a ciel sereno, così è stata accolta la notizia dell’infortunio accorso ad Osimhen durante il match giocato con la sua Nigeria nelle qualificazioni alla Coppa D’Africa. Rabbia mista a frustrazione, le sensazioni più ricorrenti tra i supporter azzurri. Ma non è l’unico stop che i club ereditano dalle Nazionali. Una prova in più per chi sostiene che questa sosta ha davvero poco senso in un periodo così particolare come quello che stiamo vivendo, nel quale ci sono tanti impegni ravvicinati e i club non possono perdere tasselli fondamentali per strada.

Il Napoli si interroga sul sostituto dell’ex Lille che scenderà in campo già domenica sera contro il Milan. Il ballottaggio coinvolge il veterano Dries Mertens e il neo acquisto Andrea Petagna. Due storie per certi versi simili. Entrambi sono arrivati a Napoli, in epoche diverse, da comprimari e non da titolari indiscutibili.

Mertens e la nuova vita da “numero 9”

L’intuizione di Sarri fu una semplice casualità: “Milik era infortunato e Gabbiadini squalificato”, ma ha svoltato la carriera di un calciatore che non aveva avuto particolari picchi e di lì anche la storia recente del Napoli. Ha avuto la fortuna e la bravura di posizionarsi al primo posto nella speciale classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi. Mertens ed il Napoli una bella storia d’amore che non mostra alcuna crepa, anche se il tempo continua a passare.

La nuova avventura di Petagna

L’avventura di Petagna all’ombra del Vesuvio è appena all’inizio e, in alcuni momenti, sembrava potesse non iniziare mai. Sì, perché è stato prelevato dal Napoli lo scorso gennaio dalla Spal e lasciato in prestito a Ferrara con l’arduo compito di provare a salvare gli Estensi. In estate alcune voci di mercato si rincorrevano sulla possibilità che venisse impiegato come pedina di scambio per arrivare a qualche altro calciatore. Una situazione che probabilmente ha turbato Andrea che, dopo tante esperienze tra Serie B e A, ha raggiunto la consacrazione e torna al passato. Riabbraccia un top team dopo essere cresciuto nelle giovanili del Milan e aver vestito la maglia rossonera in sole 5 occasioni tra il 2012 e il 2014, riuscendo ad esordire anche in Champions League. Il percorso di inserimento però è stato rallentato dalla positività al Covid-19, riscontrata durante la scorsa estate, che lo ha costretto a saltare la preparazione nel ritiro estivo di Castel di Sangro.

La rivalità

Due storie diverse che adesso si scontrano. Una rivalità che decreterà chi potrà prendere il posto di Osimhen. Molto dipende anche dal sistema tattico che intenderà proporre mister Gattuso.
Ritornare sui propri passi con il 4-3-3 o continuare per la propria strada con il 4-2-3-1? Questo è il dilemma al quale Gattuso cerca di trovare una soluzione. Forse la prova decisiva sarà anche la disponibilità della diga di centrocampo che permette al Napoli di supportare e coprire l’azione di ben quattro giocatori offensivi. Parliamo di Bakayoko che nei giorni scorsi ha accusato una leggera febbre, niente di preoccupante perché i tamponi ai quali si sono sottoposti gli azzurri sono risultati tutti negativi.

Le possibili soluzioni

Il nuovo 4-2-3-1 sta portando ottime prestazioni e buoni risultati ai partenopei. Uno schema che permette di sfoggiare tutta la potenza offensiva senza concedere più di tanto in difesa. Ma il calciatore che più sembra risentire è proprio Mertens che ha abbassato il proprio raggio d’azione, finendo per agire dietro la punta. Una posizione particolare che necessita di un’elevata conoscenza del gioco del calcio che al numero 14 di certo non manca. Ciò nonostante è il più in ombra. Quindi, se il tecnico calabrese, dovesse propendere per il ritorno al 4-3-3 potrebbe avere qualche chance in più, anche se non è da accantonare la possibilità di vedere Mertens trequartista dietro l’attaccante ex Primavera del Milan.

Dall’altra parte potrebbe essere la prima vera opportunità per Petagna di mettersi in luce partendo dall’inizio. Lui ha dimostrato negli anni di non essere legato in modo particolare a nessun modulo. Un percorso di crescita nel quale c’è lo zampino di Gasperini ai tempi dell’Atalanta, dove non segnava tantissimo (11 reti in 75 presenze) ma era decisivo per l’intero impianto di gioco della Dea. Poi alla Spal è diventato il leader tecnico ed il finalizzatore più prolifico, non riuscendo però a scongiurare la retrocessione in Serie B. Con la maglia azzurra ha già trovato il primo centro risultato decisivo per la conquista dei tre punti nella sfida esterna con il Benevento.

Gattuso ha ancora 76 ore per decidere su chi puntare. Preferire la classe e l’estro del belga o la potenza fisica e l’istinto del gol del Bulldozer triestino?

Credit foto: Sito ufficiale SSC Napoli

ERCOLANO: 84enne scivola in un burrone cercando funghi

ERCOLANO: scivola in un burrone alle pendici del Vesuvio, 84enne ritrovato dai Carabinieri della tenenza di Ercolano dopo 6 ore di ricerche.

ERCOLANO: 84enne scivola in un burrone cercando funghi

ERCOLANO- I Carabinieri della tenenza di Ercolano hanno ricevuto intorno alle 19 di ieri una richiesta di aiuto da parte di una famiglia del posto. Un anziano di 84 anni, uscito nel pomeriggio, non aveva più fatto rientro a casa. Le ricerche sono partite immediatamente nell’intera cittadina e nei comuni limitrofi.
Decine di militari impegnati in operazioni di ricerca rese particolarmente difficili dal buio e dalla varietà paesaggistica dell’area vesuviana.
Dopo molte ore, intorno alle 2 di questa notte, i carabinieri hanno individuato la sua auto alle pendici del Vesuvio. Hanno poi sentito delle grida provenire dalla vegetazione. Ed è proprio in un dirupo generato dalle colate laviche alle pendici del vulcano, tra la fitta boscaglia, che è stato ritrovato, in buone condizioni di salute.
Grazie ad un sentiero che i militari hanno ricavato tra gli arbusti e alla collaborazione dei vigili del fuoco, l’anziano è stato recuperato, soccorso e poi affidato all’affetto dei familiari.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’anziano aveva raggiunto uno dei versanti del vulcano alla ricerca funghi. Scivolato in un burrone aveva perso l’orientamento a causa del buio ed era rimasto in attesa dei soccorsi.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
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NAPOLI CENTRALE: rapinatore seriale fermato dalla Polizia

Napoli: agenti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Campania hanno fermato un uomo 46enne napoletano, rapinatore seriale.

NAPOLI CENTRALE: rapinatore seriale fermato dalla Polizia

NAPOLI- Personale del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, ha proceduto al fermo di P.G. per il reato di rapina aggravata dall’uso di arma da fuoco nei confronti di un quarantaseienne napoletano, gravemente sospettato di essere l’autore di due rapine avvenute nei pressi della Stazione di Napoli Centrale nei giorni precedenti.
Le indagini hanno avuto inizio con la denuncia di una delle vittime, la quale, il giorno 16 novembre, dopo aver parcheggiato la sua autovettura in Corso A. Lucci per recarsi alla Stazione Centrale, è stata avvicinata da un uomo, con una stampella, armato di pistola che le intimava di consegnargli il telefono cellulare.
Partendo dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza, le indagini condotte dagli agenti della Polizia Ferroviaria hanno consentito di individuare e identificare nella giornata successiva il presunto rapinatore, presso la cui abitazione, in seguito a perquisizione, sono state rinvenute due cartucce per fucile calibro 12; 31 cartucce per pistola a salve e un coltello di lunghezza complessiva di 24 cm, tutto posto sotto sequestro.
L’uomo è stato condotto negli uffici Polfer, in collaborazione con gli uomini del Commissariato Vasto Arenaccia della Questura di Napoli, che indagavano per una rapina analoga avvenuta qualche giorno prima in Via Taddeo da Sessa. In quel caso alla vittima era stata sottratta la somma di 70 euro sotto la minaccia di una pistola di grosso calibro.
Il quarantaseienne è stato associato presso il carcere di Napoli Poggioreale, a disposizione della competente A.G.

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
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Elezione del Presidente degli USA: minacce e tensioni in aumento

L’elezione del Presidente degli USA vede minacce e tensioni in aumento mentre Trump e gli alleati attaccano il processo elettorale. Lo segnalano Nick CorasanitiJim Rutenberg e Kathleen Gray in un articolo pubblicato oggi sul The New York Times

 Elezione del Presidente degli USA: minacce e tensioni in aumento

I confronti si sono intensificati negli stati oscillanti, con i funzionari elettorali di entrambi i partiti che affrontano minacce di violenza, poiché il presidente e altri repubblicani cercano di sovvertire il sistema di voto del paese.

Le false accuse del presidente Trump, secondo cui la frode degli elettori gli ha negato la rielezione, stanno causando un’escalation di scontri negli stati oscillanti in tutto il paese, portando a minacce di violenza contro i funzionari di entrambi i partiti e sovvertendo anche le fasi più ordinarie del processo elettorale.

In Georgia, dove Biden detiene uno stretto vantaggio che dovrebbe reggere il conteggio conclusivo mercoledì sera, il segretario di Stato Brad Raffensperger, un repubblicano, ha detto che anche lui ha ricevuto messaggi minacciosi. Ha anche affermato di sentirsi spinto dal senatore Lindsey Graham, uno stretto alleato di Trump e presidente della commissione giudiziaria del Senato, a cercare modi per squalificare i voti.

Mercoledì in Pennsylvania, i repubblicani di stato hanno avanzato una proposta per verificare i risultati delle elezioni statali che citava «una litania di incongruenze» – una mossa descritta dai democratici come ostruzionista e non necessaria data l’incapacità di Trump di presentare prove in tribunale di frodi diffuse o altri problemi .

Intanto i repubblicani del Wisconsin hanno intentato, mercoledì nelle due maggiori contee dello stato, nuove azioni legali chiedendo un riconteggio. Biden ha rivendicato entrambi gli stati  vinti da Trump nel 2016.

In nessun luogo la confusione e il caos erano più evidenti che nel Michigan martedì notte quando, due membri repubblicani del comitato di propaganda nella contea di Wayne che comprende Detroit, inizialmente si rifiutarono di certificare i risultati delle elezioni  indicando discrepanze minori nelle registrazioni: «Si poteva vedere il razzismo nel comportamento di ieri sera», ha detto Mike Duggan, sindaco democratico di Detroit, in una conferenza stampa mercoledì, condannando gli sforzi repubblicani per bloccare i risultati del voto.

Mercoledì in ritardo, in un altro voltafaccia, i due membri del consiglio elettorale repubblicano hanno detto che stavano revocando i loro voti per certificare i risultati.

Cristina Adriana Botis x Redazione vivicentro

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Taormina: 36 lavoratori in nero in una RSA (VIDEO)

La Guardia di Finanza della Compagnia di Taormina con il Comando di Messina, hanno emesso sanzioni per 130 mila euro al titolare.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, nell’ambito della rimodulazione delle linee d’azione volte a contrastare, in maniera trasversale, i fenomeni di illegalità economico-finanziaria più lesivi ed insidiosi del già precario quadro socio-economico, hanno progressivamente orientato i controlli in materia di lavoro nero e irregolare, verso le condotte più gravi e pervasive.

In tale contesto, vieppiù nell’attuale situazione pandemica e sulla scorta dei gravi focolai di COVID 19 verificatisi, ad ogni latitudine a livello nazionale, nelle residenze per anziani, un’attenzione particolare è stata rivolta proprio alle RSA (Residenza Sanitaria Assistita): luoghi nevralgici per la diffusione del virus, fino allo scorso marzo per molti ignoti e che, purtroppo, hanno riempito la cronaca giudiziaria degli ultimi mesi.

Nel dettaglio, le Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, coordinate dal Gruppo di Messina, dopo una meticolosa mappatura economica del territorio di competenza, effettuavano un mirato intervento in materia di illeciti lavoristici presso una RSA della provincia, riscontrando come il titolare si fosse avvalso, per l’assistenza degli anziani ivi ricoverati, di ben 36 lavoratori “in nero, negli anni dal 2016 al 2020, a fronte di una forza lavoro complessiva risultata impiegata di 40 dipendenti.

Più in particolare, emergeva come il dominus della struttura residenziale, al fine di ottenere indebiti risparmi in termini di versamento di contributi ed oneri previdenziali, avesse abusivamente impiegato, completamente e/o parzialmente, i predetti lavoratori, senza effettuare la prescritta comunicazione al Centro per l’Impiego.

Inequivoco l’esito delle interviste effettuate nei confronti dei lavoratori i quali rappresentavano come il titolare impedisse la fruizione di qualsiasi forma di riposo o ristoro durante l’orario di lavoro, nonché di socializzare tra loro, arrivando addirittura a ricevere il divieto di scambiarsi i numeri di telefono.

Di non minore rilevanza, poi, la circostanza come i medesimi lavoratori siano risultati effettuare, da soli, il turno notturno, pari a dodici ore, durante il quale, oltre ad accudire gli anziani, avrebbero anche dovuto svolgere altre incombenze, quali il lavaggio e la stiratura delle telerie.

Parimenti, si acquisiva come, a fronte della previsione dei contratti di lavoro collettivo che, “per i dipendenti dalle cooperative, consorzi e società consortili del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo”, prevedono una paga base che va, a seconda del livello di inquadramento, da € 1.184,19 a € 1.426,41, a fronte di un orario di lavoro pari a 38 ore settimanali, i lavoratori della RSA ispezionata percepissero circa € 700,00, indipendentemente dalle mansioni svolte e dalle ore lavorate, in media pari a 45 ore settimanali.

In altri termini, i militari della Compagnia di Taormina riscontravano palesi violazioni alla normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie, in totale spregio della normativa nazionale e comunitaria in materia di organizzazione dell’orario di lavoro.

Pesantissime, dunque, le sanzioni nei confronti del datore di lavoro che, salvi gli ulteriori aggravi determinati da INPS ed INAIL – destinatari, per quanto di rispettiva competenza, del verbale redatto dai Finanzieri – dovrà regolarizzare la posizione del personale attualmente impiegato irregolarmente, nonché far fronte ad una contestazione di oltre 130.000 euro di multa a titolo di sanzioni, oltre alle somme dovute a titolo di ritenute fiscali e previdenziali.

Ciò che preoccupa, poi, oltre agli inaccettabili riflessi di scorrettezza fiscale, previdenziale e connesse ripercussioni in termini di concorrenza sleale nel mercato di riferimento, è come l’utilizzo sconsiderato di manodopera in nero sia risultato caratterizzato, in larghissima parte, in funzione della categoria di inquadramento, da un livello di competenze professionali generiche e di capacità tecnico-manuali per lo svolgimento di attività semplici, ben potendo tale circostanza rappresentare, in ipotesi, un ulteriore aggravio e fungere da volano a possibili fenomeni di contagio, qualora non si padroneggino, a sufficienza, le procedure da adottare per contenere eventuali infezioni all’interno di questi tipi di strutture.

In conclusione, l’intervento odierno testimonia, ancora una volta, come la Guardia di Finanza, in ragione delle specialistiche funzioni di polizia economico – finanziaria, operi costantemente per la salvaguardia dei lavoratori e per garantire il corretto assolvimento degli oneri contributivi e previdenziali, nonché risulti in prima linea per tutelare l’incolumità delle fasce più deboli che, come in questo caso, vengono messe a repentaglio da imprenditori senza scrupoli, mossi dalla sola logica del guadagno.

Ps: Si apprende che la RSA sarebbe della Valle dell’Alcantara.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

Fabian Ruiz, un bruco quasi farfalla pronto a spiccare il volo

Un inizio complicato

Era il luglio del 2018 quando Adl, su precisa indicazione di Ancelotti, decide di sborsare i 30 milioni della clausola rescissoria per ingaggiare un giovanissimo Fabian Ruiz. Lo spagnolo era stato seguito nei mesi precedenti da Ancelotti e il suo staff e rimasero stregati dalla classe e dall’eleganza di quel mancino che incantava. L’inizio della sua avventura azzurra non è stato dei più semplici, complice il fisico esile e il folto centrocampo azzurro capitanato all’epoca da Hamsik. Passa i primi mesi in panchina, con mister Ancelotti che cercava di trovare una quadra a quella squadra ricca di talenti. La svolta nell’avventura azzurra di Fabian avviene quando il tecnico emiliano decide di optare definitivamente per il 4-4-2.

Primo fase di apprendimento da Hamsik

Agisce inizialmente nel ruolo di esterno, dove riesce a sfoggiare la sua classe e giocate da alta scuola, anche in partite importanti di Champions League. Dopo i primi mesi per ambientarsi al calcio italiano, completamente differente da quello spagnolo, Fabian diventa un perno del centrocampo partenopeo. La cessione di Hamsik a mercato invernale concluso segna il passaggio di consegna delle chiavi del centrocampo azzurro, dopo oltre 10 anni di dominio slovacco. Nei mesi successivi Ancelotti prova diversi schemi e coppie a centrocampo alla ricerca del partner migliore da affiancare allo spagnolo. Le grandi prestazioni di Fabian permettono allo spagnolo di ricevere la prima convocazione in nazionale maggiore. La prima stagione napoletana si conclude positivamente con la vittoria degli Europei under 21 con la nazionale spagnola, impreziosita dal premio di miglior giocatore del torneo.

 Periodo difficile per la squadra e per Fabian

Il secondo anno napoletano sembra inizialmente essere quello della possibile consacrazione personale e della squadra, ma la storia è stata molto diversa. La squadra si allontana dall’allenatore e i risultati non arrivano. Lo spagnolo gioca con continuità al centro del campo e le chiavi della regia azzurra sono in suo possesso, ma la squadra gira male e Ancelotti viene esonerato. Gattuso sostituisce il tecnico emiliano e inizialmente decide di non cambiare modulo. In seguito agli acquisti del mercato invernale l’assetto tattico della squadra cambia e si passa da un 4-4-2 ad un 4-3-3. Fabian gioca con continuità come mezz’ala e questa nuova posizione gli permette di essere più propositivo in fase offensiva. Nel frattempo, la continuità nel Napoli gli permette di entrare stabilmente nel giro della nazionale maggiore spagnola, nonostante la folta concorrenza.

L’arrivo del partner perfetto

La terza stagione nel capoluogo campano comincia con un cambio modulo determinato dagli acquisti importanti effettuati dalla società durante la sessione estiva. Il Napoli gioca con un 4-2-3-1 super offensivo che prevede Fabian in cabina di regia affiancato dal neo arrivato Bakayoko. L’arrivo del francese sembra essere una benedizione non solo per il tecnico azzurro, ma anche per lo spagnolo che viene svincolato dai compiti in fase difensiva che lo spremevano psicologicamente.

Le critiche dell’ambiente partenopeo

Nonostante abbia rappresentato una pedina fondamentale nello scacchiere azzurro delle ultime 3 stagioni lo spagnolo è spesso vittima di numerose critiche, spesso provenienti anche dai tifosi azzurri. Si legge molto spesso di un Fabian lento, impacciato, impreciso e superficiale. Come capita molte volte, soprattutto nell’ambiente partenopeo, riusciamo ad apprezzare il reale valore dei nostri giocatori solo quando questi migrano verso altri lidi.

La grandezza di Fabian

Fabian è un giocatore dalla classe sopraffina, si è sempre sacrificato per il bene della squadra, ha ricoperto magistralmente ruoli nei quali l’organico azzurro era carente senza mai dire una parola. Non è un caso che rappresenti uno dei titolari del fortissimo centrocampo delle furie rosse, così come non lo sono le lusinghe di Real Madrid e Barcellona. Il suo contratto scade nel 2023 e il suo rinnovo dovrebbe rappresentare una priorità per evitare situazioni spiacevoli. Il prossimo Europeo sarà sicuramente una vetrina importante per lo spagnolo e torneranno ancora più insistenti le richieste delle big spagnole e trattenerlo ancora sarà impresa ardua. Arrivato a Napoli all’età di 22 anni e con un fisico esile, l’anno prossimo compirà 25 anni e la sua evoluzione fisica, tecnica e tattica è stata di quelle importanti. A Napoli molti lo vedono ancora come un bruco, diventerà farfalla per tutti solo quando andrà altrove?

Botti pirotecnici illegali: sequestrati oltre 4300 da Gdf Napoli VIDEO

Guardia di Finanza Napoli: sequestrati oltre 4.300 botti pirotecnici illegali del peso complessivo di oltre 260 kg.,. 4 arresti e 2 denunce.

Botti pirotecnici illegali:  sequestrati oltre 4300 da Gdf Napoli VIDEO

4.300 artifizi pirotecnici illegali pericolosi, del peso complessivo di oltre 260 kg., 4 arresti e due denunce.

Questo il bilancio di una vasta operazione contro i fuochi illegali portata a termine dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.

In particolare, i finanzieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno scoperto a Casalnuovo di Napoli una fiorente attività di commercio di botti illegali del tipo “cobra”.

Sequestrati 2100 artifizi pirotecnici altamente pericolosi, del peso complessivo di 117 kg e con massa attiva di 52 kg., prodotti artigianalmente e detenuti in maniera non conforme. Tratto in arresto un 60enne.

In un secondo intervento, le stesse Fiamme Gialle unitamente ai colleghi della Compagnia di Portici, hanno sequestrato 1044 fuochi illegali del tipo “rentini” detenuti dal titolare di una ditta individuale di Ercolano (Napoli).

Anche in questo caso, il materiale esplosivo, del peso di 33 kg e con massa attiva pari a quasi 19 kg, era detenuto illegalmente all’interno del magazzino.

Denunciato un 66enne di Ercolano.

Nel corso di un terzo, i finanzieri della Compagnia di Giugliano, in stretta sinergia con quelli della Compagnia di Portici, hanno individuato ad Ercolano (Contrada Focone) un commercio all’ingrosso di botti pirotecnici proibiti (del tipo cobra, cipolle e rentini) traendo in arresto un 66enne di Ercolano, un 30enne e un 27enne di Napoli.

Infine, nel corso di una quarta operazione, i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli hanno notato un soggetto che trasportava alcuni pacchi di grandi dimensioni all’interno di un magazzino.

I finanzieri ne hanno prima controllato il contenuto rinvenendo artifizi pirotecnici di categorie F1 e F2, e hanno poi esteso le perquisizioni all’interno di un magazzino di Arzano (Napoli) scoprendo 1164 artifizi pirotecnici pericolosi, di massa attiva pari a 68 kg. Denunciato un 34enne di origine cinese.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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D’Onofrio (Il Mattino): “La Juve Stabia otterrà un posto utile per i playoff”

Gaetano D’Onofrio, giornalista de “Il Mattino”, è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

D’Onofrio: “Contro la Turris risultato giusto anche se nel finale avremmo meritato di vincere “

 

Gaetano D’Onofrio, giornalista de “Il Mattino”, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

“La Juve Stabia è partita meglio di come ci si aspettava. Nelle ultime settimane si è pagato dazio dal punto di vista mentale. Dopo le prime gare dove l’entusiasmo iniziale l’ha fatta da padrone adesso la squadra costruisce ma in fase realizzativa è innegabile che mostra più di qualche lacuna ed è un peccato perchè se guardiamo il valore molto modesto di questo campionato, la squadra poteva avere 3 o 4 punti in più che l’avrebbero portata a ridosso della Ternana.

In questa fase iniziale di campionato ci sono stati molti calciatori indisponibili e sono tante le attenuanti, però servirebbe da parte di Padalino un pizzico di autocritica in qualche momento. Questa non vuole essere una critica perchè il mister si è posto dall’inizio in modo positivo nei confronti della piazza e la società ha operato bene nonostante tutte le vicissitudini.

Uno dei problemi che deve affrontare la società è sicuramente dettato dalla situazione attuale. A causa del Covid gli sponsor sono venuti a mancare, ho l’impressione che la società abbia investito per lo più su calciatori di proprietà. Penso che a questo punto la società valuterà l’andamento del campionato. Dovesse esserci un valore simile tra tutte le squadre contendenti ai playoff, penso possa fare uno sforzo sul mercato e rendere la squadra più competitiva per provare a giocarsi le proprie possibilità. Ci sono tante variabili da qui a Gennaio. Credo che la società si muoverà sul mercato, e che comunque la squadra otterrà sicuramente una posizione utile per poter giocare i playoff promozione.

La Juve Stabia non ha il bomber da 15 gol però ciò non toglie che è dotata sicuramente di un attacco valido. Se servirà qualcosa a Gennaio penso che molto dipenderà dalla posizione che occuperà la squadra in quel momento tenendo in considerazione il fatto che la società ha detto chiaramente che in due anni vuole provare a fare il salto di categoria.

Della partita di ieri mi è piaciuta la determinazione che ha avuto la squadra. Dopo un buon primo tempo e il ritorno di fiamma della Turris, il rischio di perdere il derby è stato molto forte ma la squadra ha chiuso la Turris nella propria metà campo nonostante venisse da due sconfitte consecutive. Penso che tutto sommato abbia fatto un’ottima gara, il risultato è giusto e forse nel finale l’avremmo meritata noi”.

 

a cura di Giuseppe Rapesta

Giarrusso: il finanziamento irrisorio e dichiarato. Le divisioni all’interno del M5S e il ‘re di Prussia’

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Report il lunedì ha citato un finanziamento per la campagna elettorale 2019 di Giarrusso. Nel 2018 era stato anche finanziato al M5S.

È stato come un ciclone mediatico quello che ha investito l’esponente dei Cinque Stelle, Dino Giarrusso eurodeputato eletto nel 2019 per la prima volta con 117.211 preferenze, risultando il candidato più votato di sempre nella storia del Movimento 5 Stelle in qualunque elezione con voto di preferenza, come appunto le elezioni europee.

Nel servizio di ‘Report’ di lunedì 16 novembre 2020, si è fatto riferimento ad alcune donazioni ricevute da Dino Giarrusso durante la campagna elettorale per le europee del 2019. I soldi, 4.800 euro, erano stati donati: da Ezia Ferrucci, socia della Bdl lobbying srl; e con una cifra analoga, da Carmela Vitter, moglie di Piero di Lorenzo, salito di recente alla ribalta negli ultimi mesi in quanto titolare, amministratore delegato e presidente della Irbm di Pomezia (Roma), la famosa azienda bio-chimica che sta lavorando alla produzione di un vaccino contro il coronavirus insieme a Oxford university e AstraZeneca.

Giarrusso già la stessa sera di lunedì 16 sulla propria pagina Facebook e poi in una intervista al Corriere della Sera ha dichiarato “Ho scritto io spontaneamente ai probiviri per chiarire la mia assoluta trasparenza e il rispetto delle regole. La trasmissione Report ha realizzato un lungo servizio di un’ora che mi cita solo per pochi secondi per un contributo elettorale regolarmente denunciato. Avevo chiamato personalmente Sigfrido Ranucci già a settembre offrendo a lui le spiegazioni su questo contributo da 4.800 euro. Mi spiace non abbiano voluto ascoltare la mia versione dei fatti. Continuo a pensare comunque che Report sia un eccellente programma e fanno benissimo a far le pulci a tutti”.

E ha aggiunto l’eurodeputato “Come avevo spiegato ai giornalisti di Report, che però hanno scelto di non mandare in onda le mie dichiarazioni, io non avevo idea che l’imprenditrice Ezia Ferrucci fosse attiva anche nell’attività di lobbing. Sapevo solo fosse un’imprenditrice vicina al Movimento e che aveva finanziato la campagna del 2018, il che per me era una assoluta garanzia di purezza. Comunque solo dopo aver visto la ricevuta della fattura per quel contributo elettorale del 2018 ho deciso di accettarlo a mia volta per le elezioni del 2019”.

Precisando il Giarrusso “Riguardo al limite e dei 3.000 euro ho evidenziato ai probiviri che nello stesso vademecum c’era anche l’obbligo di “riportare contributi se di importo superiore ai 3000 euro”, dunque una evidente ambiguità che mi ha tratto in inganno. Io però già nel giugno 2019 ho dichiarato immediatamente al nostro Comitato interno tutti i contributi ricevuti e in questo anno e mezzo nessuno ha avuto nulla da dire. Naturalmente sono pronto a “riparare” in qualunque modo se mi verrà chiesto: l’importante è che emerga la mia assoluta buonafede. Sono pronto a riparare in ogni modo a qualunque eventuale addebito”.

“Alle nazionali – ha continuato Dino Giarrusso – si vota solo il simbolo, senza preferenze, dunque quei soldi hanno contribuito alla campagna di tutti gli eletti. Se il contributo in supporto a tutti i candidati nel 2018 è buono e va accettato, non vedo perché lo stesso contributo dalla stessa persona diventi “cattivo” nel 2019. Alle europee ci sono le preferenze e io ho ricevuto anche contributi da 5 euro di singoli attivisti, che non finirò mai di ringraziare. Non capisco perché lo stesso contributo diventi problematico solo quando contribuisce alla mia campagna, mi pare surreale. Aspetto il giudizio dei probiviri con grande serenità perché ho sempre rispettato le regole e posso dimostrarlo: ho piena fiducia nel lavoro dei nostri organi di garanzia”.

E conclude Giarrusso “Si trattava di una notizia vecchia e già pubblicata. Temo che ci sia dietro l’incessante opera di chi ha creato correnti, ha infranto mille volte le regole e anziché lavorare o attaccare i nostri avversari, continua ad aizzare guerre interne. Questo mi addolora perché il Movimento in Italia ha già molti nemici, e chi oggi si comporta così aiuta i nostri nemici, la Restaurazione, quelli che vorrebbero far fuori Conte e veder scomparire il Movimento”.

Da quanto peraltro dichiarato dallo stesso Giarrusso nella predetta intervista, in queste ultime votazioni interne del M5s per l’elezione agli ‘Stati Generali’, lui sarebbe stato il più votato “Lo hanno dato per certo anche a me. Mi fa piacere ma non era il voto per il nuovo capo politico, era un voto per intervenire a un’assemblea. Felice di essere amato dai nostri attivisti, ma come le ripeto quel che più ho a cuore è far ripartire il Movimento più forte di prima”.

Ne scrivevamo già a gennaio 2020 “Dissidi tra i parlamentari Cinque Stelle siciliani … L’euro deputato del M5s Ignazio Corrao, romano di nascita ma cresciuto tra Alcamo e Palermo, avvocato e veterano pentastellato delle prime ore del Movimento, in una intervista ad un quotidiano siciliano, mentre per un verso giustifica con dei dati, secondo proprie considerazioni, gli esiti delle ultime votazioni che hanno visto finire ai minimi elettorali i pentastellati (ce ne siamo occupati nell’articolo “27 Gennaio 2020 Regionali Calabria: vince il centrodestra, fermo il centrosinistra, minimo per il m5s”), per un altro verso, seppure non esplicitamente, ma di tutta evidenza (poiché è risaputa la tensione tra i due gruppi: Corrao-Giarrusso, all’interno dei pentastellati siciliani) indirettamente chiama in causa (del tipo: parlami suocera, intendimi nuora) … l’eurodeputato Dino Giarrusso ..”.

D’altronde, la spaccatura in Sicilia tra i pentastellati non è solo a livello europeo ma anche notoriamente all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana). Anche di questo ci siamo occupati in altri articoli, uno di questi dall’eloquente titolo interrogativo “17 Maggio 2020 M5S: nta Sicilia si spaccau? (si spaccò?)”.

C’erano stati anche altri precedenti trai due eurodeputati siciliani all’Europarlamento, quando a settembre 2019 il Movimento 5 stelle si era diviso in Europa sull’elezione della Commissione Ue guidata da Ursula Von der Leyen. Dopo che avevano dato il via libera alla Presidente a luglio scorso, il 27 novembre in quattro su 14 avevano deciso di far mancare il loro voto. Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini hanno votato contro, mentre Eleonora Evi e Rosa D’Amato hanno deciso di astenersi.

Per quel voto avverso, Ignazio Corrao, di Alcamo (PA) fu sospeso per un mese dal collegio dei probiviri con la decadenza da “facilitatore”. La questione come anche riportato da siti d’informazione online dell’Isola si fece rovente non appena Giarrusso sottolineò in una chat che l’ultimo voto in dissenso di Corrao era arrivata dopo un altro “no” nei confronti della Commissione Von der Leyen. La puntualizzazione non andò giù al deputato di Alcamo, che aveva replicato irritato “Giarrusso è pronto a chiedere sanzioni nei confronti di tutti quelli che hanno votato in maniera difforme nel M5s o la sua intransigenza vale solo per attaccare me?”.

Qualche mese prima Giarrusso, in un audio reso pubblico da “Il Fatto quotidiano”, se l’era presa con Giancarlo Cancelleri, anch’egli noto esponente siciliano dei Cinque Stelle del gruppo di Corrao, per la scelta di aver abbandonato l’Assemblea regionale e accettato la nomina di vice-ministro alle Infrastrutture a Roma. Una scelta allora avallata dallo stesso Corrao.

Ora l’eurodeputato Ignazio Corrao insorge sul finanziamento a Dino Giarrusso come anche dichiarato ad un quotidiano siciliano “Un caso unico e senza precedenti». A «memoria mai nessuno di noi ha ricevuto un euro da un lobbista”. E come riporta un sito d’informazione dell’Isola, Corrao ha aggiunto che “Nessuno nel M5S si è mai fatto finanziare personalmente da lobbisti. Se qualcuno lo facesse, verrebbe espulso immediatamente”.

Ovviamente tutto quanto sopra e tanto altro di analogo che sta accadendo ormai da due anni nei Cinque Stelle, sta di contro favorendo il consenso delle altre forze politiche. In particolare del centrodestra che in Sicilia ha da anni una propria forza radicata nei territori, come pure il centrosinistra che da alcuni mesi ha riaperto un po’ dappertutto i propri circoli parallelamente alla graduale scomparsa di fatto (non sulla carta) dei Meetup dei Cinque Stelle.

Insomma, nel M5S sembrano lavorare per “Il re di Prussia” *.

*Il tutto nasce da una frase di un popolarissimo ritornello di una canzone che si cantava a Parigi contro il Maresciallo di Francia principe Charles de Rohan principe di Soubise (Versailles, 16 luglio 1715 – Parigi, 4 luglio 1787), sconfitto disastrosamente contro ogni previsione a Rossbach da Federico II il Grande il 5 novembre 1757, episodio bellico della Guerra dei Sette anni “… Il a travaillé, il a travaillé pour le roi De Prusse …”.

Adduso Sebastiano

Piedimonte Matese: attuata misura cautelare per 9 soggetti

Piedimonte Matese, Guardia di Finanza: attuata ordinanza di misura cautelare nei confronti di 9 soggetti per spaccio, estorsione e truffa.

Piedimonte Matese: attuata misura cautelare per 9 soggetti

Piedimonte Matese: nelle prime ore della mattinata odierna, il personale del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria di Roma e della Tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di 9 soggetti, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura, ritenuti responsabili, a vario titolo in concorso di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e truffa aggravata.

Le complesse attività d’indagine svoltesi con attività tecniche e servizi di osservazione, controllo e pedinamento in sinergia dai due Reparti operanti, hanno consentito di accertare l’esistenza di una piazza di spaccio nella zona dell’alto casertano, avente ad oggetto diverse tipologie di sostanze stupefacenti (crack, eroina e cocaina).

In particolare, i componenti del nucleo familiare facente capo a Cappello Valerio (il figlio Giovanni e la moglie Luciani Silveria) e i fratelli Caravella Salvatore e Giuseppe, si adoperavano spacciando in favore di giovani del luogo e dei Comuni limitrofi, le sostanze stupefacenti in argomento.

In più occasioni sono stati operati dei controlli e sequestri di sostanze stupefacenti, nei confronti di soggetti che per loro conto erano andati ad acquistare la droga in Comuni del napoletano (Parco Verde di Caivano).

Il linguaggio criptico utilizzato dai soggetti, gli incontri organizzati sempre in località diverse, compreso le abitazioni provviste di sistemi di videosorveglianza privati, erano tutti espedienti per eludere le indagini e i controlli a loro carico da parte degli inquirenti. L’aspetto più inquietante è rappresentato dalla spregiudicatezza con cui i coniugi — pur di eludere i controlli delle forze dell’ordine- non avevano alcuna remora a ricorrere al figlio minore per effettuare le consegne della droga ai loro acquirenti.

L’attività di indagine ha svelato l’elevata capacità delinquenziale della famiglia Cappello che aveva diversificato i campi dell’illecito su cui operare.

Pur di far assumere il figlio come autista in una ditta di trasporti, i Cappello erano arrivati al punto di minacciare un privato (che aveva il compito di intermediario), prospettandogli di raccontare alla di lui moglie vicende non veritiere e gravemente diffamatorie.

Organizzavano inoltre truffe aggravate nei confronti di ignari cittadini. Nello specifico, dopo aver contattato i venditori su siti on-line effettuavano con loro una breve contrattazione sul prezzo di compravendita, procedendo a versare una piccola caparra per la ricezione del bene. Al momento del saldo consegnavano assegni privi di copertura o rubati.

Lorenza Sabatino

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Calvi Risorta: Forestale sequestra area per illecito smaltimento di rifiuti

Calvi Risorta: Forestale sequestra un’area interessata da illecito smaltimento di rifiuti speciali provenienti da demolizioni.

Calvi Risorta: Forestale sequestra area per illecito smaltimento di rifiuti

Calvi Risorta (CE): i militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Calvi Risorta, attivati dalla Centrale Operativa 112 della Compagnia di Capua, a seguito di segnalazione pervenuta da una pattuglia “Terra dei Fuochi” dell’Esercito Italiano, hanno effettuato una verifica presso un cantiere sito sulla S.S. 7 Appia, in loc. Demiano di Calvi, sempre in comune di Calvi Risorta.

I predetti Carabinieri Forestale intervenuti sul posto hanno rinvenuto sul piazzale del cantiere diversi cumuli di materiale inerte ed altro materiale della stessa tipologia già stesi e livellati su una vasta area.

La superficie interessata da tale attività di riporto di materiali vari è risultata avere un’estensione di circa 8000 metri quadri.

I materiali ivi rinvenuti, utilizzati per costituire il predetto riporto, hanno immediatamente presentato, ad una disamina visiva, una morfologia troppo grossolana rispetto al regolare “aggregato riciclato” ordinariamente utilizzato per la formazione di sottofondi, nonché tra i materiali sono stati rinvenuti elementi estranei quali: asfalto, corrugati in plastica, porzioni presumibilmente costituiti da cemento-amianto, pezzi di guaina di copertura e flaconi di farmaci.

I predetti Carabinieri Forestale per tali motivi richiedevano l’intervento dell’ARPAC di Caserta, i cui tecnici sopraggiungevano immediatamente, i quali caratterizzavano gli stessi come rifiuti speciali provenienti da demolizioni non trattati (cd. tal quali), per un volume complessivo stimato in circa 2000 mc.

I predetti militari hanno quindi sottoposto a sequestro giudiziario l’intera area per illecito smaltimento di rifiuti speciali deferendo in stato di libertà sia il proprietario dell’area che la ditta che stava effettuando i lavori.

Lorenza Sabatino

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Rione Bisignano: un uomo arrestato per droga. Sanzionato l’acquirente.

Rione Bisignano: un uomo con precedenti è stato arrestato per droga dal Commissariato San Giovanni-Barra. Sanzionato anche l’acquirente.

Rione Bisignano: un uomo arrestato per droga. Sanzionato l’acquirente.

Rione Bisignano: ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Ciccarelli un uomo a bordo di uno scooter che consegnava qualcosa a una persona in cambio di denaro.

I poliziotti li hanno raggiunti e bloccati trovando l’acquirente in possesso di un involucro con un grammo circa di hashish, e lo spacciatore con una banconota da 20 euro.

Il primo è stato sanzionato per uso di sostanze stupefacenti mentre il secondo, Pasquale Giordano, 43enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di sostanza stupefacente e sanzionato poiché circolava con un veicolo privo di copertura assicurativa e già sottoposto a sequestro.

Lorenza Sabatino

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Rione Sant’Alfonso: trovato in possesso di 390 mascherine rubate

Rione Sant’Alfonso: trovato in possesso di 390 mascherine rubate dal valore di circa 1000 euro. Denunciato per ricettazione.

Rione Sant’Alfonso: trovato in possesso di 390 mascherine rubate

Rione Sant’Alfonso: mercoledì scorso gli agenti del Commissariato Poggioreale, durante il servizio di controllo del territorio, hanno controllato in via Claudio Miccoli un’autovettura in cui hanno rinvenuto 13 pacchi di mascherine, per un totale di 390 pezzi.

Il conducente ha dichiarato di averle acquistate da uno sconosciuto nel quartiere Vasto, ma i poliziotti hanno accertato che i dispositivi di protezione, del valore di circa 1000 euro, erano stati rubati il 10 novembre scorso nei pressi del Centro Direzionale dal bagagliaio di un veicolo.

Per tale motivo, G.R., 43enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per ricettazione mentre la refurtiva è stata restituita al proprietario.

Lorenza Sabatino

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