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Castellammare di Stabia: Rapporto giornaliero n. positivi al Covid-19

Castellammare di Stabia: la Regione Campania ha comunicato che nelle ultime 24  ore, sono 23 i cittadini stabiesi risultati positivi al Covid-19.

Castellammare di Stabia: Rapporto giornaliero n. positivi al Covid-19

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Tramite post pubblicato sulla pagina fecebook ufficiale, il Sindaco Cimmino ha trasmesso il rapporto giornaliero in merito al numero dei risultati positivi al Covid-19 nelle ultime 24 ore:

La Regione Campania ci ha comunicato poco fa che sono 23 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) nelle ultime 24 ore. Tra i nuovi contagiati ancora giovani: un piccolo di 1 anno e due bambini di 5 anni. Registriamo però tra i casi positivi cittadini di età avanzata: un 85enne, un 87enne, un 88enne, due 92enni ed un 94enne.
In totale sono stati lavorati 267 tamponi, per cui la percentuale del rapporto tra i test lavorati nei laboratori ed i nuovi positivi è dell’8,5% circa. Dichiarati guariti, infine, 12 cittadini stabiesi.
Questi “bollettini giornalieri” che il Sindaco tiene a comunicare alla cittadinanza, servono per tenere alta l’attenzione da parte di tutti gli stabiesi, rispetto a quelle che sono le raccomandazioni comportamentali da seguire, specialmente in questo periodo delicato come le “feste natalizie”.
Ciascuno è tenuto a fare il proprio di dovere, rispettando  le regole e quindi il diritto alla salute di tutti, specialmente chi è un soggetto che merita particolare tutela.
Indossare la mascherina -coprendo il naso e la bocca- , lavarsi spesso le mani, e cercare nel miglio modo possibile, di evitare assembramenti.
Questo Natale 2020 deve essere all’insegna della Responsabilità.
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GdF Napoli: “Operazione Captagon” incenerite amfetamine e hashish

GdF Napoli “Operazione Captagon”: incenerite 14 tonnellate di amfetamine e 2,8 tonnellate di hashish sequestrate a giugno.VIDEO

GdF Napoli: “Operazione Captagon” incenerite tonnellate di amfetamine e hashish

Torna d’attualità l’Operazione “Captagon”, il sequestro di 14 tonnellate di amfetamine effettuato dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Napoli nel porto di Salerno nel mese di giugno scorso.
Gli investigatori antimafia delle Fiamme Gialle partenopee, nell’ambito della stessa indagine, poche settimane prima avevano effettuato un altro sequestro, di 2,8 tonnellate di hashish.
Poi a fine giugno il mega sequestro di amfetamine provenienti dalla Siria, culmine di una operazione senza precedenti: 84 milioni di pasticche, valore di mercato superiore al miliardo di euro.

Da allora, le indagini sono proseguite in coordinamento tra la Procura della Repubblica di Napoli e quella di Salerno, sia nell’ottica di individuare tutti i soggetti coinvolti nel traffico, sia i mercati di destinazione, che sembrano proprio essere Stati Arabi nel Nord Africa.

Dopo aver completato tutte le analisi sull’enorme quantitativo sequestrato, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli ha organizzato ed eseguito in queste ore la complessa operazione di distruzione di tutta la droga all’interno di un termovalorizzatore di Ravenna.

Il trasporto è stato eseguito in queste ore da un convoglio composto da 2 autoarticolati contenenti le oltre 16 tonnellate di stupefacenti, scortati da mezzi terrestri e aerei che si sono mossi nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 per arrivare al termovalorizzatore di Ravenna alle prime luci dell’alba, dato che l’operazione di distruzione richiede un’intera giornata.
Per le operazioni di scorta è stato approntato un imponente dispositivo di sicurezza, con oltre oltre 50 finanzieri del Comando Provinciale di Napoli selezionati tra gli specialisti di antimafia, antidroga e ordine pubblico (“Baschi Verdi”), 9 autoveicoli e 2 elicotteri AW 139 Volpe 414 e AW 169 Volpe 502 del Centro di Aviazione di Pratica di Mare che hanno scortato il convoglio durante tutto il tragitto, coordinati dalla Centrale Operativa del Comando Generale – III Reparto Operazioni.

L’integrale distruzione degli stupefacenti rappresenta una ulteriore tappa delle complesse indagini portate avanti dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli e Salerno, in coordinamento tra loro, attraverso i rispettivi investigatori della Guardia di Finanza delle due città e un’ampia rete di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia.

 

 

 

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Contrabbando di gasolio e sequestro di 2,5 milioni di euro (VIDEO)

Il Comando GdF di Messina ha smantellato un contrabbando di gasolio tra Sicilia e Calabria ed eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare.

Con l’Operazione “GIOCO DELLE TRE CARTE”, dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti, nonché procedendo ad oltre 20 perquisizioni ed al sequestro di oltre 2,5 milioni di euro, smantellando un’articolata associazione a delinquere dedita al contrabbando di prodotti petroliferi.

In particolare, le indagini di polizia giudiziaria, condotte dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Messina, per la fase documentale sviluppate in sinergia con il personale della locale Dogana, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Messina, hanno permesso di far luce su uno strutturato meccanismo illecito, in forza del quale il gasolio agricolo solo cartolarmente destinato ad un agricoltore, con un imposta minore, giungeva di fatto a terzi che, invece, non avevano alcun diritto all’imposta agevolata, come ad esempio autotrasportatori: un sorta di “gioco delle tre carte”, in cui il truffato non era un ingenuo avventore, allettato da una possibile vincita, ma lo Stato.

Più nel dettaglio, emergeva come, nell’arco temporale 2017 – 2019, in virtù della destinazione falsamente dichiarata, il gruppo criminale investigato avesse venduto oltre 5.059.369 litri di gasolio, che avrebbe dovuto essere assoggettato a maggiore imposta (ad esempio gasolio da autotrazione, ovvero combustibile per impianti), come se fosse semplice “gasolio agricolo”, come noto scontante un’aliquota agevolata, nonché detenendo tale prodotto energetico c.d. “denaturato”, in condizioni diverse da quelle prescritte per l’ammissione al trattamento agevolato.

Il beneficio così ottenuto, nel breve periodo oggetto di indagini, è risultato l’esecuzione di plurime alienazioni dissimulate (o comunque occulte) di vario genere, dalla società siciliana operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi a diversi acquirenti terzi, con un risparmio di imposta corrispondente ad € 2.496.117,71.

Nel merito, l’attività svolta dalle Fiamme Gialle peloritane consentiva di far emergere, quale ulteriore effetto distorsivo, la circostanza come i clienti occulti, fondamentalmente operanti nel settore degli autotrasporti, e quindi non beneficiari di gasolio agevolato, ponessero in essere un’illecita concorrenza sleale rispetto agli operatori “regolari” del medesimo settore: ottenevano, in altre parole, uno sconto sull’accisa pari a ben il 78%, acquistando il prodotto energetico agevolato per circa 0,80 centesimi /litro.

Il sistema illecito ideato, oggi represso da finanzieri e doganieri, faceva capo ad un dominus amministratore di fatto di una società attiva nel commercio di prodotti petroliferi, con sede amministrativa in Francavilla di Sicilia (ME) e sede legale in provincia di Catania, M.A. cl. 65, anconetano di origine ma siciliano di adozione il quale, già colpito da fallimento per altra impresa a lui riconducibile, sempre operante nel medesimo settore del commercio di carburanti ed oggi destinatario di arresti domiciliari, poneva a capo della new company un prestanome, il siciliano T.L. cl. 63, oggi destinatario della misura interdittiva all’esercizio degli uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese.

Il braccio operativo del dominus, invece, era costituito:

             dal materano, naturalizzato catanese, S.G. cl. 76, responsabile dell’approvvigionamento del gasolio presso i depositi fiscali e della predisposizione della documentazione falsa accompagnatoria dei trasporti, i c.d. D.A.S. (Documenti di Accompagnamento Semplificati), pure destinatario di arresti domiciliari;

             dal barcellonese G.M. cl. 74, titolare di una ditta di commercio al dettaglio di carburanti con sede a Novara di Sicilia (ME), avente il ruolo di “procacciatore d’affari”, in quanto incaricato dell’individuazione degli acquirenti e del monitoraggio delle aree scelte per la cessione illecita del prodotto, oggi destinatario della misura interdittiva all’esercizio degli uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese;

             e dal palermitano D.A.A. cl. 59, autotrasportare di fiducia dell’organizzazione e proprietario dell’autoarticolato utilizzato, oggi sottoposto a sequestro, allo stato solo indagato.

Guardia di Finanza e Dogana di Messina, tuttavia, non hanno abboccato ai tentativi di truffare lo Stato posti in essere, nonostante le molteplici attività dissimulatorie ideate dal gruppo e la maniacale attenzione rispetto ad eventuali controlli (…”vedi che ci sono 11 cardilli con 3 gabbie”, chiaramente riferendosi alle pattuglie della Guardia di Finanza), scoperte grazie a complessi accertamenti documentali e più penetranti indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Messina ed eseguite dalle Fiamme Gialle, quali intercettazioni telefoniche, pedinamenti e video riprese delle varie fasi illecite.

Nel dettaglio, l’attività d’indagine, positivamente vagliata dal competente Tribunale di Messina, permetteva di documentare come:

–              in alcuni casi, omettessero di prendere formalmente in carico, presso il deposito di Francavilla di Sicilia, il gasolio agricolo (a tributo agevolato), pur destinato a beneficio dell’impresa medesima, movimentandolo “sottotraccia” a beneficio di acquirenti finali che non avevano titolo di ricevere tale prodotto, ovvero svuotando i serbatoi dell’autocisterna in itinere;

–              in altri casi, prendevano in carico, presso il deposito di Francavilla di Sicilia, il gasolio denaturato per l’agricoltura e lo cedevano, successivamente e illecitamente, a soggetti non spettanti, nonché diversi rispetto a quelli indicati nei documenti di vendita (i nominati D.A.S.), la maggior parte con sede nella provincia di Reggio Calabria, utilizzati unicamente per rappresentare formalmente l’asserita successiva alienazione (lecita) a terzi (agricoltori) aventi diritto. Emblematico uno scambio telefonico tra un ignaro acquirente, destinatario di fatturazione elettronica connessa a forniture non richieste, e l’organizzazione indagata “….Buongiorno io ho ricevuto due vostre fatture oggi, non so come mai siano arrivate sulla mail” … “ah ho cap..forse c’è stato un errore per caso nel..nelle cose”…. “No, c’è stato che io non ho mai preso merce da voi”…);

–              in ulteriori casi, il sodalizio, grazie al concorso di altro soggetto, si riforniva di prodotto presso terzi emittenti, avvalendosi di documentazione falsa in quanto attestante una destinazione diversa del gasolio verso altre imprese rispetto a quella oggetto di indagine, provvedendo all’immediata alienazione occulta del prodotto medesimo a beneficio di terzi acquirenti.

In conclusione, con l’operazione odierna, il Tribunale, la Procura della Repubblica peloritana, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Messina hanno assicurato alla giustizia un’agguerrita organizzazione criminale, dedita all’illecita vendita di gasolio agricolo a chi non ne aveva titolo, disarticolando l’intera filiera distributiva del carburante illecitamente commercializzato, nonché ristabilendo il corretto funzionamento dello specifico mercato, a tutela degli operatori onesti, che – diversamente – ne verrebbero estromessi perché non in grado di confrontarsi con i prezzi illecitamente competitivi determinati dal vantaggio fiscale prodotto dalla frode accertata.

Adduso Sebastiano

Lega Pro, accordo con Mister C per la visione delle gare anche all’estero

Lega Pro, accordo con Mister C per la visione delle gare anche all’estero. La Serie C arriva negli Stati Uniti, America Latina, Argentina e Australia

Lega Pro, accordo con Mister C per la visione delle gare in tutto il mondo

 

Importante novità per il campionato di Lega Pro che da grande lustro a tutto il movimento di terza serie. Dopo l’accordo con Sky per la trasmissione in pay-per-view di cinque partite per girone in ogni giornata di campionato, arriva oggi la firma dell’accordo per trasmettere le partite di Serie C anche all’estero. Firmato l’accordo con Mister C per distribuire le partite nel mondo. La Lega Pro arriva anche negli Stati Uniti, America Latina, Argentina e Australia.

Di seguito la nota ufficiale pubblicata sul sito della Lega Pro circa la visione nel mondo delle gare di terza serie.

“Da oggi le partite di Serie C saranno visibili anche all’estero. Il canale Serie C TV infatti sarà distribuito in tutto il mondo grazie ad un accordo che permette a Mister C di esportare il brand Serie C in Europa e oltreoceano, negli Stati Uniti, in America Latina, in Argentina e in Australia.

Lega Pro, proprietaria del canale Serie C TV, assieme ad Eleven Sports, distributrice dello stesso canale, hanno individuato, in via non esclusiva, in Mister C un soggetto idoneo a perseguire l’obiettivo di massimizzare la distribuzione delle partite della terza serie calcistica italiana.

“Attraverso questa operazione portiamo il nostro brand in un mercato nuovo, mai esplorato prima” sostiene Francesco Ghirelli, presidente di Lega Pro. “In questo modo daremo ancora più visibilità ai club di Serie C e agli sponsor e permetteremo ai tifosi di poter seguire il calcio dei comuni d’Italia da ogni angolo del mondo. Penso soprattutto agli italiani all’estero, lontani dagli affetti o dai luoghi del cuore, il tifo è anche un modo per riconnettersi con le proprie origini e ricordarsi da dove si è cominciato”.

Il canale sarà distribuito in streaming e con i commenti in lingua italiana. L’accordo copre la stagione sportiva in corso e proseguirà fino alla stagione 2022/2023″.

 

a cura di Natale Giusti

Castellammare di Stabia vs gli aggressori del Carabiniere Ballarò

Castellammare di Stabia: il Sindaco Cimmino ha comunicato che l’Ente di Palazzo Farnese si è costituito parte civile nel processo contro gli aggressori del Carabiniere Giovanni Ballarò.

Castellammare di Stabia vs gli aggressori del Carabiniere Ballarò

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Il Sindaco non ha dimenticato gli orrendi fatti accaduti nella notta tra il 1 e 2 agosto, e ha tenuto a trasmettere le sue riflessioni a tutti coloro che lo seguono sulla sua pagina Facebook: ha comunicato che  l’Ente di Palazzo Farnese si è costituito parte civile nel processo contro gli aggressori del Carabiniere Giovanni Ballarò.

Perché è giusto; perché siamo una società civile; perché non è possibile attaccare in quel modo un pubblico ufficiale; perché non si può martoriare ancora e ancora il nome della nostra città. Su mio specifico atto di indirizzo, per tutelare l’immagine di Castellammare di Stabia e di tutti i cittadini stabiesi, l’Ente di Palazzo Farnese si è costituito parte civile nel processo in corso contro gli aggressori del carabiniere Giovanni Ballarò.
I fatti avvenuti nella notte tra il 1 e il 2 agosto scorso rappresentano un colpo al cuore della città. Quel giorno ci svegliammo scossi e impauriti, messi all’angolo da ragazzi fuori controllo, con un appuntato dei carabinieri che lottava tra la vita e la morte, con il nome di Castellammare sulle pagine di cronaca di tutta Italia. “Castellammare è un’altra cosa”, dichiarò allora ai giornali Ballarò, che raggiunsi anche telefonicamente poche ore dopo l’aggressione.
E pochi giorni dopo l’intera città, quella vera, era in piazza: cittadini, associazioni, forze dell’ordine, diocesi, sindaci del comprensorio. Castellammare, che non dimentica mai il motto del suo stemma, si è rialzata ancora una volta e ancora tante volte si rialzerà ove ve ne fosse bisogno.
Cinque mesi dopo quella tremenda notte ho ricevuto nel mio ufficio di Palazzo Farnese tre ragazzi, coetanei di quelli che oggi si trovavano a Torre Annunziata per essere processati per aver mandato un carabiniere in ospedale. A Francesco, Ivan e Nunzio ho regalato il crest su cui è impresso il nostro stemma con tanto di motto. Li ho invitati perché quei tre giovani nei giorni scorsi si sono rimboccati le maniche ed hanno ripristinato i danni causati dai vandali a piazza Fontana Grande.
Voglio dire che Castellammare “deve” essere questa: una città dove i cittadini si impegnano per il prossimo, dove anche i giovani danno l’esempio, dove l’impegno ed il merito vengono sempre premiati. Gli aggressori di Ballarò sono ragazzi ma meritano una pena esemplare per quello che hanno fatto. Dopo vorrei poi che svolgessero dei lavori per la città per donare opere preziose alla collettività che hanno ferito e tornare quindi nella società civile da veri stabiesi.
A quel punto li aspetterò nel mio ufficio e sono certo che anche Ballarò sarà al mio fianco. Conserverò un crest per ognuno di loro.
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Castellammare di Stabia: riunione sui beni confiscati alla camorra

Castellammare di Stabia: questa mattina, il Sindaco Cimmino ha preso parte -in modalità di videoconferenza- alla riunione con oggetto il bilancio dei beni fino ad ora confiscati alla camorra.

Castellammare di Stabia: riunione sui beni confiscati alla camorra

Castellammare di Stabia: questa mattina, il Sindaco Cimmino ha preso parte -in modalità di videoconferenza- alla riunione con oggetto il bilancio dei beni fino ad ora confiscati alla camorra; come sempre ha tenuto a trasmettere un suo personale resoconto tramite social, pubblicandolo sulla sua pagina Facebook ufficiale:
Beni confiscati alla camorra: ricognizione completa, sopralluoghi della municipale e stato avanzato delle destinazioni. Questa mattina, alla presenza del prefetto di Napoli Marco Valentini, si è tenuta in modalità di videoconferenza una riunione con la quale è stato fatto il punto della situazione sui beni confiscati in provincia di Napoli.
Unica criticità da segnalare è quella riguardante la gestione del Consorzio Sole che ha cessato di fatto e senza alcuna comunicazione la propria attività senza mai né formalmente né materialmente restituire la gestione agli Enti di competenza.
In totale sono 20 i beni ubicati sul territorio di Castellammare tra monte Faito, via Panoramica, rioni Santa Caterina, Scanzano e centro cittadino. Fiori all’occhiello in termini di utilizzo ben 9 strutture. La prima, in via Panoramica, è il nostro Centro Antiviolenza e Casa d’Accoglienza per donne maltrattate – Jole, unico centro di riferimento del comprensorio tra Castellammare, penisola sorrentino e monti Lattari per il contrasto alla violenza di genere.
In via Santa Caterina è presente poi la Casa della Pace e della Nonviolenza, mentre ancora in via Panoramica è ubicata la Casa dell’Ambiente e dell’Impegno Civile utilizzata dal Circolo Legambiente Woodwardia. Al corso Garibaldi si trova invece il Circolo Intercomunale della Legalità di Sos Impresa – Rete per la Legalità. Al corso Vittorio Emanuele un altro bene è oggi sede della Biblioteca comunale.
Oggetto di sopralluogo e verifica da parte della polizia municipale e dell’Ufficio Patrimonio i beni che si trovano sul monte Faito e nei rioni Scanzano e Santa Caterina che ha completato una dettagliata informativa. Si tratta di beni purtroppo gestiti sulla carta dall’inerte Consorzio Sole. Tutte le strutture meno 3, su cui sono in corso ulteriori accertamenti, sono libere ed in stato di abbandono. I beni sul Faito si trovano in particolare su una zona montuosa e molto impervia.
Seguiamo da tempo tutte le procedure perché siamo convinti che riappropriarsi di intere aree dimenticate o in mano alla criminalità sia la strada giusta per infliggere duri colpi alla camorra. La Prefettura ci ha assicurato che nei prossimi giorni si terrà una nuova riunione riguardante il Consorzio Sole.
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Scafati, Polverificio Borbonico: incontro tra il Sindaco e il direttore del Parco Archeologico di Pompei

Scafati, rilancio del Polverificio Borbonico: incontro tra il Sindaco Cristoforo Salvati e il direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna

Il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha illustrato i punti trattati durante l’incontro con il direttore generale ad interim del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna, con il responsabile dell’Area Safety e Security del Parco Archeologico di Pompei Alberto Bruni e con il responsabile del Polverificio Borbonico per il Parco Archeologico di Pompei Paolo Mighetto.

“E’ stato un incontro particolarmente proficuo durante il quale ho avuto l’occasione di ribadire che il nostro Polverificio Borbonico può rappresentare una grande risorsa per la comunità scafatese attraverso tutte le azioni che potranno essere messe in campo per il suo completo recupero” ha spiegato il primo cittadino scafatese.

Il prof. Osanna ha illustrato gli interventi che il Parco di Pompei sta attuando e programmando per il recupero del complesso monumentale, ponendo in particolare l’attenzione sulle operazioni di messa in sicurezza, bonifica e smaltimento dei rifiuti accumulatisi in questi anni nel complesso, che sono in via di ultimazione (per un importo di circa 300.000 euro). Lo stesso prof. Osanna ha, inoltre, sottolineano che, una volta conclusi i lavori, sarà predisposto un progetto di riqualificazione di una parte del parco del Polverificio, per un’estensione di circa 5 ettari, che, andando in gara a gennaio 2021, consentirà di riaprire al pubblico la stessa area verde nella prossima estate.

In previsione di tale progetto, su proposta dell’arch. Mighetto, è stato ipotizzata la possibilità di integrare la riapertura dell’area prospiciente al comune di Pompei, con la futura realizzazione di un percorso protetto che metta in comunicazione la stessa area con gli edifici di proprietà del Comune di Scafati e dunque con l’accesso da via Pasquale Vitiello. Ho garantito piena apertura verso ogni azione che possa garantire il rilancio del sito, che è motivo di orgoglio per la nostra comunità.

Il prof. Osanna ha illustrato, inoltre, un secondo progetto che è in via di preparazione grazie ad un finanziamento già ottenuto dal Mibact e che riguarda la riqualificazione a sede di depositi archeologici e mostre temporanee del padiglione dell’ex Essiccatoio per i tabacchi. il dr. Bruni ha, infine, relazionato su una serie di opportunità che saranno messe in campo grazie a finanziamenti europei come il PON Legalità, tali da permettere, già dalle prossime settimane, di avviare le installazioni dei presidi di sicurezza con una rete di videosorveglianza estremamente avanzata e che si accompagnerà alla sperimentazione in campo di tecnologie innovative capaci di incrementare un ecosistema digitale alla base della sicurezza condivisa.”

Castellammare, a Piazza Fontana Grande tornano i vandali: distrutta una panchina

Castellammare, a Piazza Fontana Grande tornano i vandali: distrutta una panchina, l’ira del Sindaco Cimmino: “Sappiate che non l’avrete vinta”

No comment. Sappiate solo che non l’avrete vinta. Questa città è della gente per bene. Vi perseguiremo in ogni modo possibile ed immaginabile” questa la promessa fatta dal Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, dopo essere venuto a conoscenza di un nuovo atto vandalico a Piazza Fontana Grande.

Proprio nel pomeriggio di ieri, il primo cittadino stabiese aveva invitato a Palazzo Farnese un gruppo di giovani volontari per premiarli per aver ripristinato i danni causati da un primo raid nella stessa zona.
“Il loro gesto d’amore per il quartiere è emblematico della Castellammare che vogliamo ed è un esempio da seguire per tutti i cittadini”  aveva commentato il Sindaco Cimmino.
Ora un nuovo attacco che sa di ritorsione nei confronti di chi prova, tra le tante difficoltà, a mantenere la città accogliente e in ordine.

“Niente é valso l’impegno dei volontari che hanno risistemato la piazza dopo il primo atto vandalico?
Ritornano sul posto per distruggere ancora quello che era stato sistemato dal buon cuore dei ragazzi del posto. L’arroganza di questi individui che vogliono vedere la nostra città sprofondare nel baratro non ha fine. Il sindaco promette punizioni esemplari?
Vogliamo la DASPO E L’ALLONTANAMENTO DI QUESTE PERSONE DA CASTELLAMMARE!
NON SIETE DEGNI DI VIVERE NELLA NOSTRA CITTÀ.” ha commentato il gruppo di denuncia SOS STABIA.

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I pescatori siciliani sequestrati in Libia sono stati liberati

Il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sono andati a Bengasi per la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo.

Sono stati liberati i pescatori italiani di Mazara del Vallo sequestrati in mare dalle forze libiche a settembre e detenuti a Bengasi, nel Paese nordafricano. I 18 pescatori sono già in volo verso l’Italia e arriveranno a Roma dove ad accoglierli ci saranno il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

La notizia confermata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, entrambi stamani in volo verso la Libia. Si conclude una prigionia iniziata a settembre.

I familiari: “Faremo una grande festa”.

Dopo circa tre mesi la delicata vicenda (“2 Settembre 2020 Militari libici sequestrano due pescherecci italiani a nord di Bengasi Militari vicini al generale Haftar li hanno sequestrati a 35 miglia dalla costa. Di altri due motopesca sono stati prelevati i comandanti”) dai risvolti diplomatici complessi, si è conclusa nel migliore dei modi. Le prime avvisaglie che qualcosa si muoveva, dopo settimane di incertezza e anche tensione, si era avuta nei giorni scorsi quando davanti ai due pescherecci Antartide e Medinea fermi nel porto di Bengasi erano sparite le guardie armate messe a sorveglianza dei natanti sequestrati.

«Siamo liberi!» questo il messaggio vocale ricevuto dalla moglie di uno degli ostaggi poco dopo le 11 di oggi. Il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sono in volo verso Bengasi per la liberazione dei due equipaggi di Mazara del Vallo sequestrati, con i loro due pescherecci, da 108 giorni.

«Ci arrivano telefonate che ci confermano l’imminente liberazione. Aspettiamo la conferma a momenti» aveva fatto sapere il sindaco di Mazara, Salvatore Quinci.

«Siamo davvero felici» I familiari e gli amici dei 18 pescatori, appresa la notizia della liberazione, sono radunati davanti al Comune.

I due pescherecci italiani, l’«Antartide» e il «Medinea», si trovano sulla banchina principale della zona militare del porto di Bengasi dopo il sequestro da parte delle motovedette di Haftar la notte tra l’uno e due settembre.

I 18 membri dell’equipaggio (8 italiani, 6 tunisini, 2 indonesiani e 2 senegalesi) si trovano invece chiusi nella palazzina di quattro piani della Marina, a circa 500 metri dalle due imbarcazioni.

Nelle scorse settimane, i familiari dei pescatori erano rimasti per giorni di fronte alla Camera dei deputati, per chiedere la liberazione degli uomini. Una delegazione era stata ricevuta proprio da Conte e Di Maio.

“Pescatori a casa, oggi giorno felice per l’Italia. I pescatori di Mazara del Vallo tornano a casa, vi aspettiamo! Oggi è un giorno felice per l’Italia” ha scritto su Twitter il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

“Pescatori in Italia dopo lungo lavoro diplomazie” “Dopo 108 giorni i 18 pescatori italiani, sequestrati dai libici nelle acque internazionali, tornano finalmente in Italia. Un lungo lavoro delle diplomazie ha permesso questo risultato importantissimo, soprattutto per i nostri connazionali e le loro famiglie, soprattutto alla vigilia di Natale. Un grazie di cuore a tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato per assicurare la riuscita dell’operazione. E ai nostri pescatori non possiamo che dire che li aspettiamo presto” ha scritto su Facebook il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.

“Liberazione pescatori risultato di mesi lavoro” “La liberazione dei pescatori a Bengasi è il risultato di mesi di lavoro silenzioso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro Luigi Di Maio con l’intelligence e la rete diplomatica in Libia. Un abbraccio sincero alle famiglie e un augurio, finalmente, di un sereno Natale” ha scritto su Twitter il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano.

“Liberazione notizia bellissima” “La liberazione dei nostri connazionali in Libia dopo oltre cento giorni, se confermata, sarebbe una notizia bellissima! Siamo tutti dalla parte delle famiglie dei pescatori. Viva l’Italia”. ha scritto su Twitter Maria Elena Boschi.

“Pescatori liberi grazie a lavoro intelligence” “Dopo oltre 100 giorni di prigionia i pescatori di Mazara del Vallo sono liberi. Grazie al lavoro dell’intelligence, alle pressioni dell’opinione pubblica e della politica, a cominciare da Forza Italia, le famiglie dei sequestrati passeranno un Natale sereno” ha scritto su Twitter Antonio Tajani vicepresidente di Forza Italia.

“Conte a Bengasi? Dopo 108 giorni di sequestro…” “Oggi sono 108 giorni dal sequestro, con comodo…” ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, a proposito del viaggio in Libia del premier e del ministro degli Esteri.

Il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sono andati a Bengasi per la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo

sono andati a Bengasi per la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo

Adduso Sebastiano

Roma Torino| Le probabili formazioni dei principali quotidiani

Roma Torino| Le probabili formazioni dei principali quotidiani

Stasera per la dodicesima gara di andata del campionato di serie A presso lo stadio Olimpico di Roma scenderanno in campo i giallorossi guidati da mister Fonseca contro il Torino guidato da mister Giampaolo.

In conferenza stampa il il coach portoghese ha annunciato Pau Lopez tra i pali con il ritorno di Smalling insieme a Mancini e Ibanez, una partita di riposo per Karsdorp sostituito da Bruno Peres con Pedro e Pellegrini a supportare Dzeko.

Roma Torino unica gara a disputarsi di giovedì ha creato non poche perplessità allentourage giallorosso.

Partita importante dopo le frenate di Lazio, Atalanta, Juventus, Milan e soprattutto Napoli, la Roma con una vittoria potrebbe raggiungere la Juventus a 24 punti e il terzo posto in classifica.

 

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

IL ROMANISTA: Pau Lopez; Kumbulla, Smalling, Ibanez; Peres, Veretout, Villar, Spinazzola; Pedro, Pellegrini; Dzeko.

IL TEMPO: Pau Lopez; Kumbulla, Smalling, Ibanez; Peres,Pellegrini, Veretout, Spinazzola; Pedro, Mkhitaryan; Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Pau Lopez; Mancini, Smalling; Ibanez; Bruno Peres, Pellegrini, Veretout, Spinazzola; Pedro, Mkhitaryan; Dzeko.

IL CORRIERE DELLA SERA: Pau Lopez; Mancini, Smalling; Ibanez; Bruno Peres,Pellegrini, Veretout, Spinazzola; Pedro, Mkhitaryan; Dzeko.

IL CORRIERE DELLO SPORT: Pau Lopez; Mancini, Smalling; Ibanez; Bruno Peres,Villar, Veretout, Spinazzola; Mkhitaryan, Pellegrini; Dzeko.

IL MESSAGGERO: Pau Lopez; Mancini, Smalling; Ibanez; Bruno Peres, Pellegrini, Veretout, Spinazzola; Pedro, Mkhitaryan; Dzeko.

Di Antonio Bonansingo

Diritti all’autonomia, istituita la “disability card” per l’inclusione VIDEO

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Diritti all’autonomia, alla cittadinanza attiva e a progetti di vita indipendente sono i presupposti su cui basare la “nuova vita” delle persone disabili secondo il Governo. Conte istituisce una carta per attestare la condizione di diversità, ma la chiama “disability card”. Non è mai troppa l’attenzione riservata alle parole. VIDEO e TRASCRIZIONE del discorso di Conte.

Diritti all’autonomia, istituita la “disability card” per l’inclusione

Nella giornata di ieri, il Premier Giuseppe Conte ha presenziato all’incontro organizzato dalla Commissione straordinaria “diritti umani” del Senato. Si tratta di un insieme di senatori e senatrici (tra cui Emma Bonino) che hanno approvato all’unanimità una risoluzione in tema di disabilità: problematiche, proposte e prospettive. Tra questi, i diritti all’autonomia delle persone con disabilità.

L’assunzione di responsabilità da parte del governo, attraverso le parole di Conte, sembra totale. “Il Governo condivide assolutamente tutte le vostre sottolineature, le vostre considerazioni, e ovviamente si impegna a raccogliere tutte le sollecitazioni, tecnicamente veri e propri impegni, che avete riassunto e condiviso tutte insieme e tutti insieme”.

In primo piano, l’approfondimento, il monitoraggio e la vigilanza sul rispetto dei diritti inviolabili dell’individuo, nonché la sensibilizzazione culturale e l’apertura verso la società civile. I temi ricordati da Conte sono l’eliminazione delle barriere architettoniche, la didattica d’inclusione (favorita, attraverso il decreto “Ristori” dal commodato d’uso di dispositivi per la DAD e dall’assunzione di personale formato tramite TFA), per promuove il benessere, una vita libera e dignitosa delle persone con disabilità.

Ma disabilità è sinonimo di diversità e, nonostante le premesse del Premier, anche il suo discorso – votato alla correttezza e alla risoluzione della problematica – non può fare a meno di sottolinearlo. È stata istituita, infatti, l’erogazione di una carta, strumento d’accesso agevolato a beni e servizi.

Il nome, neanche a farlo di proposito (o, forse, sì): disability card.

“Mi piace anche menzionare l’iniziativa della disability card. Ho da poco firmato il DPCM che la istituisce, o meglio che fissa i criteri e le modalità di rilascio. Nella versione italiana, peraltro, questa Carta non sarà solo uno strumento di accesso agevolato a beni e servizi, ma sarà solo uno strumento per attestare la propria condizione di disabilità”.

Nulla da dire sulla necessità di un servizio del genere: è bene riconoscere la condizione di fondo di chi vive lo svantaggio di una disabilità. Ma se il governo, insieme ai vari Comitati, di chiara di muoversi nella direzione non dell’accettazione, non dell’inclusione, ma di una vera e propria promozione dei diritti alla vita (ad una vita dignitosa, tra l’altro), dichiara, implicitamente, che accettazione e inclusione siano obiettivi già raggiunti dalla comunità.

Ma è davvero così? La risposta arriva dal Premier stesso.

“Durante questi mesi è emerso anche un approccio, un sistema basato sulla “protezione” e sulla “cura” tende a costruire, un poco delle politiche “speciali”, dei “luoghi e percorsi speciali”, e questo però finisce per separare, per allontanare le persone con disabilità dalle comunità, e finisce per renderle anche a invisibili, non pienamente partecipi come vuole anche la nostra Costituzione delle organizzazioni di vita sociale, politica, economica, culturale, che evidentemente è alla base del concetto di cittadinanza attiva”.

Le problematiche sollevate dal Premier (e, in prospettiva, già risolte) fanno riferimento, inoltre, all’erogazione più celere di protesi e ausili: strumenti fondamentali per il raggiungimento dell’autonomia da parte delle persone con disabilità.

L’impegno in questo senso è di una stretta collaborazione con il Ministero della Salute: “Occorre assicurare la periodica revisione della nomenclatura e su questo mi impegno assolutamente con il Ministro della Salute in modo da favorire il progetto di vita indipendente e l’effettiva, dignitosa, partecipazione alla vita attiva delle persone con disabilità rispetto alla comunità di appartenenza. Qui dobbiamo ovviamente recuperare i ritardi che si sono accumulati e favorire a livello territoriale l’equo e effettivo accesso a protesi e ausili secondo principi di efficienza e appropriatezza”.

Le misure, ricorda il premier, sono frutto di impegno del Governo, del Parlamento, ma anche delle associazioni di settore e delle famiglie, sempre presenti. “Certamente [le famiglie] devono essere potenziate e inscritte in un programma ambizioso di politiche trasversali prioritariamente dirette – secondo il dettato della Carta costituzionale – alla rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona, dell’individualità e della singolarità e in questo caso delle persone con disabilità la loro effettiva inclusione e partecipazione alla vita del Paese”.

Ottimi presupposti quelli su cui sembra basarsi l’azione del Governo, ma solo di presupposti si parla. Sarebbe un errore considerare “già fatto” il lavoro che ancora deve avvenire.

Lorenza Sabatino

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La GdF ha confiscato irrevocabilmente oltre 100 milioni di euro ad imprenditore (VIDEO)

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La GdF di Palermo ha eseguito la Sentenza della Cassazione nei confronti di un costruttore vicino al clan Graviano e alla mafia di Trabia.

Il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica – DDA, ha emesso un decreto di confisca del patrimonio di FINOCCHIO Gaspare (classe ’31) divenuto irrevocabile con sentenza della Corte di Cassazione, per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro, eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo.

FINOCCHIO Gaspare è stato condannato dalla Corte di Appello di Palermo con sentenza del 05.07.2007, per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., alla pena di anni 7 e mesi 3 di reclusione.

Lo stesso era stato tratto in arresto con ordinanza di custodia cautelare in carcere del G.I.P. del Tribunale di Palermo in data 14.11.2003, unitamente al figlio Giuseppe ed ai fratelli RINELLA Diego e Pietro, ritenuti i soggetti di vertice della famiglia mafiosa di Trabia.

Dalle indagini svolte sono emersi convergenti elementi circa la sua partecipazione a Cosa Nostra, in particolare con riferimento al suo ruolo di imprenditore legato alla famiglia mafiosa di Trabia, in favore della quale avrebbe, secondo le evidenze giudiziarie e plurime dichiarazioni di collaboratori di giustizia, subordinato la sua attività di costruttore, facendosi volutamente artefice di operazioni di reinvestimento dei proventi dell’attività illecita di tale compagine criminale.

Come dichiarava Antonino Giuffrè: «La costa da Buonfornello a Campofelice è stata terra di conquista e di scempio» per la mafia che in quegli anni investiva nella provincia e proprio in tale ottica Gaspare FINOCCHIO aveva accettato l’intestazione fittizia di alcuni dei beni della famiglia RINELLA.

Altri collaboratori di giustizia, tra cui Salvatore Contorno, Tullio Cannella, Giovanni Brusca e Giovanni Drago, hanno poi nel tempo affermato che il proposto era socio in affari o comunque un imprenditore “vicino” ad altri autorevoli esponenti mafiosi di Cosa nostra palermitana, tra cui i Graviano.

La Procura della Repubblica di Palermo, tenuto conto di tali condotte, ha pertanto delegato accertamenti economico-patrimoniali agli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, che hanno evidenziato una significativa sproporzione, che negli anni 90 ammontava a quasi 6 miliardi di vecchie lire, tra l’ingente valore dei  beni e degli investimenti effettuati nel tempo ed i redditi dichiarati da FINOCCHIO Gaspare e dai soggetti ritenuti suoi prestanome, formali intestatari di parte degli asset proposti per la misura ablativa.

Il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica, emetteva, a partire dal maggio 2004, diversi provvedimenti di sequestro che aggredivano gran parte del patrimonio immobiliare della famiglia FINOCCHIO, nonché diverse società con il relativo complesso dei beni aziendali e disponibilità finanziarie degli stessi.

A seguito della pronuncia della Corte di Cassazione, diviene pertanto definitiva la confisca, di:

  • 6 imprese;
  • 377 immobili (tra terreni, ville, abitazioni, box, magazzini e terreni edificabili e non), tra i quali spiccano i complessi realizzati nel quartiere Brancaccio di Palermo e i villini di “Torre Roccella” a Campofelice di Roccella (PA);
  • 17 rapporti finanziari.

Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.

Adduso Sebastiano

 

La Polizia Postale individua 159 gruppi online di pedopornografia VIDEO

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La Polizia Postale di Milano e Roma, ha identificato 432 utenti. Nelle chat anche professori, professionisti, pensionati, impiegati, ragazzi.

L’operazione “Luna Park” di ieri, della Polizia Posta e le cui investigazioni sono durati due anni, ha portato a 432 arresti in tutto il mondo e all’arresto di insospettabili. In quest’operazione, sono state smantellate 16 associazioni criminali e identificati oltre 159 gruppi pedopornografici. Si tratta della più importante operazione della Polizia negli ultimi anni contro la piaga della pedopornografia online.

Oltre 300 uomini della Polizia Postale dalle prime ore dell’alba di ieri, hanno eseguito perquisizioni e arresti in flagranza in 53 province e 18 regioni italiane. Si tratta della più imponente operazione di Polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online.

Dopo due anni di indagini condotte “sotto copertura” sulla rete Internet, la Polizia Postale di Milano e del C.N.C.P.O. – Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale di Roma, coordinati dai Procuratori Aggiunti Fusco e Mannella insieme ai Sostituti Barilli e Tarzia della Procura Distrettuale di Milano, hanno identificato 432 utenti che, sfruttando le potenzialità delle diffusissime applicazioni WhatsApp e Telegram, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti vere e proprie violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.

Dei 159 gruppi individuati dagli investigatori della Polizia Postale, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Ciascun gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato – e, quindi, la “sicurezza” – del sodalizio criminale, oltre che dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava, infatti, l’espulsione da parte degli amministratori. La lunga e capillare attività di indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.

Sono 81 gli italiani identificati dalla Polizia Postale milanese, due dei quali, un ottico con collaborazioni universitarie napoletano di 71 anni e un disoccupato veneziano di anni 20, promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo.

Quella della transnazionalità è una caratteristica che accomuna tutti i gruppi scoperti dagli agenti infiltrati. Sono, infatti, ben 351 gli utenti stranieri coinvolti nell’indagine, per ciascuno dei quali sono state raccolte tutte le tracce informatiche utili alla loro identificazione. Tali elementi, condivisi tramite il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni con le Agenzie di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di trarli in arresto sia in Europa che nel resto del mondo.

L’attività svolta ha evidenziato come il fenomeno criminale in argomento sia assolutamente trasversale, dal momento che tra gli indagati figurano persone di estrazione sociale ed età molto eterogenee, quali affermati professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici, di cui un vigile urbano e diversi disoccupati, con età anagrafiche che oscillano tra i 18 e i 71 anni.

Con riferimento, infine, al fattore geografico, si segnala che le regioni maggiormente interessate risultano essere la Lombardia e la Campania. In tali territori, infatti, risiede il 35 % degli indagati.

Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla Procura Distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email e profili social. Durante le perquisizioni sono stati altresì rinvenuti gli account utilizzati dagli indagati per la richiesta del materiale pedopornografico e un ingente quantitativo di materiale illecito custodito sui supporti informatici sottoposti a sequestro.

Quella di ieri è l’ennesima attività portata a termine dalla Polizia Postale che, va ricordato, effettua il monitoraggio H24 dell’intera rete Internet a salvaguardia dei minori e di tutte le fasce deboli.

La prevenzione e il contrasto al fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori sulla rete vedono in prima linea la Polizia Postale. Per questo motivo è di fondamentale importanza per tutti gli utenti segnalare eventuali contenuti illeciti rinvenuti sul web, rivolgendosi al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni sia mediante il Commissariato di P.S. Online (www.commissariatodips.it), dove sono proposte linee guida e suggerimenti utili a contenere i rischi presenti in rete, sia attraverso le diverse Sezioni e Compartimenti di Polizia Postale presenti su tutto il territorio nazionale.

Adduso Sebastiano

Inter-Napoli tra sacro e profano: gli azzurri vittime del “mancato miracolo”

Inter-Napoli tra sacro e profano: gli azzurri vittime del “mancato miracolo”

Il Sangue di San Gennaro non s’è sciolto e tra i napoletani più credenti questo è un segno nefasto. Per loro, Inter-Napoli potrebbe essere – forse- un primo effetto del mancato miracolo.

Non è vero, ma ci credo

La gara per gli azzurri gira in modo sinistro sin dai primi minuti. Al 12esimo Mertens si accascia al suolo da solo, dolorante, piangente, costretto al cambio: problema alla caviglia per il belga. “E’ una distorsione”, spiega Gattuso in conferenza stampa. Si teme, tuttavia, qualche fastidio ai legamenti. Gli esami strumentali chiariranno l’esito dell’infortunio.

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Basta un rigore di Lukaku all’Inter per volare a meno uno dal Milan capolista. Dopo una partita brutta da vedere, ma molto tattica, preparata attentamente dai due allenatori, è stato Antonio Conte a portarla a casa, soddisfatto per i tre punti, “che valgono doppio”. E’ Darmian, che subisce fallo da Ospina, a guadagnarsi il penalty decisivo, che sblocca la gara, sia dal punto di vista del risultato che mentale.

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L’arbitro Massa manda negli spogliatoi Insigne e fischia un calcio di rigore ai Nerazzurri

E in questo frangete della gara, di nuovo, una Sliding Doors che ha cambiato i destini in campo. Lorenzo Insigne commenta in modo veemente la decisione dell’arbitro, il quale ascoltando qualche parola di troppa, manda negli spogliatoi il numero 24, uno dei migliori della partita sin qui. Gattuso, in conferenza stampa, spiega agli addetti ai lavori e non che si tratta di dinamiche da campo e che dunque il direttore di gara avrebbe dovuto dimostrare un minimo di tolleranza ed empatia. Si tratta, forse, di un regolamento eccessivamente duro e poco incline alle disposizioni naturali dell’uomo. Tuttavia, essendoci una norma, questa è stata rispettata. Insigne, da Capitano, da primo uomo del Napoli, avrebbe dovuto allontanarsi, sfogare in altro modo. A 29 anni determinati errori- al di là del fatto che la scelta si corretta o meno- si pagano.

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Una notte di vincitori e vinti

La reazione del Napoli all’espulsione e alla rete del vantaggio nerazzurra non è mancata. Segnale positivo e di crescita da parte del gruppo, che può far sorridere Gattuso, indipendentemente dal risultato. Alla lista degli eventi sfavorevoli, per gli Azzurri, aggiungiamo anche un palo(preso da Petagna) e almeno due interventi prodigiosi di Samir Handanovic, man of the match dell’Inter. E’ una notte in cui il Napoli paga un conto eccessivamente salato. Una Notte in cui, come ammette il portiere nerazzurro, l’hanno decisa i singoli episodi. Una notte in cui ogni dettaglio conta. E’ mancata forse un  po’ di cura ai singoli momenti, che sommati formano la partita. Una notte in cui, per i più superstiziosi, è mancato il flatus sacro. San Gennaro quest’anno non si è presentato all’appello, o quantomeno non ancora, ma nel 2020 nulla stupisce.

Inter – Napoli (1-0), le pagelle: Handanovic come Superman

 

Le pagelle dell’Inter nella sfida contro il Napoli. Handanovic si traveste da supereroe e salva i nerazzurri. Lukaku segna dagli undici metri, ma è annichilito da Koulibaly. Darmian è decisivo, procurandosi il rigore.

INTER

Handanovic 7,5: vola, proprio come i supereroi, il portiere dell’Inter. Sul tacco meraviglioso di Insigne, la sua reattività è semplicemente strepitosa. Il tiro di Politano è centrale, ma il portiere sloveno deve toglierla da sotto la traversa. Nel finale, il palo di Petagna lo salva dal pareggio.

Skriniar 5,5: è molto bravo in alcune occasioni, ma appare nervoso nel finale, al punto da rischiare l’espulsione, prima con un intervento pericoloso dopo aver perso palla, poi su Lozano, rischiando il secondo giallo.

De Vrij 6,5: il migliore della difesa dell’Inter. Contiene bene Petagna e esce con i tempi giusti, come un vero leader.

Bastoni 5,5: gioca con la solita personalità, ma certe volte eccede di sicurezza e perde il pallone. Meno preciso del solito anche in impostazione, dove trova difficoltà a causa del pressing azzurro.

Darmian 6,5: soffre tantissimo dietro le percussioni di Insigne e Zielinski. In avanti, però, è ancora una volta decisivo, procurandosi il rigore nerazzurro trasformato da Lukaku, che vale l’1-0 finale.

Barella 6,5: si fa male nel primo tempo, ma non molla mai e corre per 10. A venti minuti dal termine si tocca la caviglia. 5 secondi dopo fa uno scatto di 25 metri ad anticipare Di Lorenzo. Questo la dice lunga.

Brozovic 6: gioca morbido, fa il compitino, forse stanco dalle ultime uscite. Non una gran prestazione. Esce per infortunio a metà del secondo tempo (dal 66′ Sensi 6,5: gioca con tutt’altro piglio ed incide sull’azione del gol).

Gagliardini 5,5: completamente in balìa del centrocampo azzurro. Non riesce quasi mai a imporsi. Apprezzabile il tentativo nel primo tempo, ma il suo colpo di testa è facile per Ospina.

Young 6: costantemente messo alle strette da Lozano e Di Lorenzo. Non riesce mai ad affacciarsi in avanti e quando lo fa non viene servito. (dall’86’ D’Ambrosio SV).

Lautaro 6,5: gioca, si sbatte e combatte per tutta la partita. Già nel primo tempo ha una ghiotta occasione, ma il suo tiro esce di poco. Nel secondo tempo è bravo a far salire la squadra, con qualità. (dal 76′ Hakimi SV)

Lukaku 6: costantemente braccato, perde totalmente il duello con Koulibaly, con il difensore azzurro sempre in vantaggio sul belga. Alla fine ha il merito di trasformare perfettamente il rigore decisivo. L’Inter vince, anche grazie a un Lukaku sottotono.

All. Conte 7: la sua Inter di stasera gioca male, soffre il Napoli in ogni occasione, ma ne esce comunque vincitrice, con grande senso del dovere. Alla fine contano i tre punti, no?

 

Le pagelle del Napoli

A cura di Claudio Savino

 

Koulibaly: “Brucia la sconfitta, ma giusta la personalità”

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Le parole del difensore senegalese ai microfoni di Sky

 

Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Sky al termine della sconfitta contro l’Inter per 1-0. Ecco le sue dichiarazioni:

 

La sconfitta fa male, abbiamo giocato con la giusta personalità e mostrate cose positive. Peccato per il gol preso, abbiamo creato anche in dieci alzando il nostro livello. Dispiace di non aver almeno pareggiato“.

Insigne? “Sul campo si dicono tante cose… Non ha detto nulla di rilevante, l’arbitro ha deciso così e ci dispiace, abbiamo perso un grande giocatore per almeno una partita. Napoli da scudetto? Dovete dirlo voi, noi lavoriamo per fare più punti possibili. La strada è molto lunga, dobbiamo vincere contro le squadre che ci sono davanti. Abbiamo una gara importante domenica, sarà un testo importante per la nostra mentalità provando a prendere punti.

Manolas? “L’anno scorso è stato difficile, mi sono dovuto adattare ed è stato un anno di transizione. Sappiamo cosa dobbiamo fare, abbiamo parlato e tutti sappiamo cosa fare. Dobbiamo prendere meno gol possibili per stare davanti

Inter, rigore e sofferenza: Handanovic e il palo condannano il Napoli

 

Il Napoli domina, ma è l’Inter a portarsi a casa i tre punti, vincendo 1-0. I partenopei trovano l’opposizione di un monumentale Handanovic, mentre i nerazzurri trovano il gol con Lukaku su rigore. Espulso Insigne per proteste. Al 92′ il palo di Petagna salva Conte dalla sconfitta.

Alla fine vince l’Inter, ma con tanta fatica: il Napoli è superiore per lunghi tratti di una gara molto tattica. Dopo un primo tempo senza azioni, nel secondo tempo i partenopei costringono Handanovic agli straordinari, con due parate sontuose, prima su Insigne, sullo 0-0, poi su Politano, dopo l’1-0 interista. I meneghini trovano il gol grazie a un rigore, trasformato dal solito Lukaku, dopo le accese proteste che hanno portato all’espulsione di Insigne. Nel finale, il Napoli ci prova e trova il palo con Petagna al 92′. Nelle altre gare, Milan e Juventus pareggiano contro Genoa e Atalanta.

primo tempo

Primo tempo bloccato tra Inter e Napoli. Comincia subito male, però, per i partenopei: al 12′ Mertens è costretto ad uscire per un infortunio alla caviglia sinistra. Le due squadre si studiano, ma non riescono a incidere lungo la prima frazione, se non solo in una occasione per parte. Al 16′ un errore di Koulibaly in disimpegno porta Lautaro al tiro in area, ma l’argentino calcia fuori. Al 33′ è il Napoli, invece, ad avere un occasione, ma anche il tiro di Zielinski esce di poco. La squadra azzurra mantiene il possesso e concede poco agli uomini di Conte. Le squadre vanno a riposo sullo 0-0.

secondo tempo

Nel secondo tempo, la partita s’accende, soprattutto negli ultimi 25 minuti. Il Napoli domina, ma trova l’opposizione stoica di Handanovic. Al 68′, su cross di Lozano, Insigne colpisce di tacco a sei metri dalla porta, ma il portiere dell’Inter è reattivo e salva clamorosamente. Sul versante opposto arriva subito la risposta interista, con Lukaku, che scarica dietro per Sensi e il suo tiro deviato trova Darmian; l’ex Parma, però, viene atterrato da Ospina e Massa fischia calcio di rigore. Seguono accese proteste degli azzurri, che portano l’arbitro ad espellere Insigne. Sul dischetto Lukaku non sbaglia e segna l’1-0 per l’Inter al 72′. Lo svantaggio sul risultato e sugli uomini porta il Napoli ad avere addirittura più occasioni: al 79′ il tiro di prima di Politano trova di nuovo uno strepitoso Handanovic. Nel forcing finale, i partenopei ci provano con Petagna, ma il palo, al 92′, nega la gioia di un, probabilmente, meritato pareggio.

Clicca qui per le pagelle dell’Inter

Clicca qui per le pagelle del Napoli

 

A cura di Claudio Savino

 

Inter-Napoli, le pagelle: Lozano imprendibile, rovina tutto Ospina

Ospina 5- L’ Inter non tira mai in porta e quindi il portiere colombiano non si sporca neanche i guantoni, ma la sconfitta degli azzurri è dovuta ad un suo disastro che porta al rigore nerazzurro.

Di Lorenzo 6- Appare sul finale molto stanco a causa dell’ennesima partita titolare di questa stagione. La stanchezza lo porta nel finale a preferire una conclusione disperata ad un semplice passaggio per un Petagna solitario nel mezzo.

Koulibaly 6,5- Nonostante la coppia Lukaku-Lautaro Manolas-Koulibaly decidono che stasera non si passa, e così è stato. Sembra strano dirlo dopo una sconfitta, ma i nerazzurri non si sono mai resi pericolosi e l’immarcabile Lukaku è stato invece annichilito dal senegalese.

Manolas 6,5- Il feeling con KK cresce partita dopo partita e la coppia è quasi amalgamata alla perfezione. Lautaro non gli sfugge mai, Lukaku viene prontamente recuperato quando tenta di lanciarsi in profondità per sfruttare la sua velocità.

Mario Rui 6,5- E’ elemento imprescindibile della catena mancina azzurra e permette ad Insigne di arretrare e fare da regista offensivo. Sfugge tante volte alla coppia Barella-Darmian e arriva sul fondo per servire palloni per gli attaccanti azzurri. Peccato che destino stasera volesse che la porta di Handanovic fosse inviolabile.

Bakayoko 6- La sua copertura permette agli azzurri di dormire sonni tranquilli in fase difensiva, ma dopo il vantaggio nerazzurro viene sostituito per cercare di acciuffare il pareggio. Contributo importante come sempre, spesso sottovalutato.

Demme 6- Insieme a Bakayoko riesce a dare un grande contributo in fase difensiva. Rispetto al francese dà grande dinamismo alla manovra azzurra che permette alla squadra di ripartire velocemente dopo i tentativi di attacco nerazzurro. Continua ad esser difficile per Gattuso farne a meno.

Lozano 7- Il messicano è nuovamente il migliore in campo degli azzurri. Tagli continui che mettono in difficoltà la retroguardia interista, dribbling a lasciare sul posto l’avversario. Dopo l’espulsione di Insigne si sposta sulla fascia mancina e Skriniar è costretto a intervenire sempre fallosamente per non lasciarselo sfuggire. Lozano è l’anima di questa squadra e la scommessa vinta da Gattuso.

Zielinski 6,5- Piotr ha un altro passo rispetto agli altri ed è in uno stato di grazia, Brozovic incappa più volte in un tunnel tentando di rubargli palla. E’ l’uomo che tenta la giocata e che salta l’avversario con facilità. Crea la superiorità numerica e permette agli azzurri di rendersi più volte pericoloso nell’area interista.

Insigne 5,5- Il capitano rovina un’ottima partita con un espulsione che mette in difficoltà la squadra. Prima dell’espulsione è tra i migliori in campo. Gattuso tenta di arretrarlo per sfuggire al pressing di Barella e Darmian e ne fa il regista offensivo della manovra azzurra. Arriva diverse volte al tiro, ma non è mai preciso. Peccato veramente per l’espulsione.

Mertens s.v.

Petagna 6,5- Mertens si fa male dopo 13 minuti e Petagna si trova inaspettatamente in campo nel primo tempo. Ottima la sua partita, peccato per il palo nel finale per un goal che si sarebbe probabilmente meritato.

Politano 6,5- Entra in campo con la voglia di dimostrare agli interisti di essersi sbagliati. Crea molto e Handanovic gli nega il goal con un miracolo. Non avrà fatto goal, ma ha dimostrato ancora una volta di essere un ottimo giocatore.

Fabian Ruiz s.v.

Elmas s.v.

Ghoulam s.v.

Le pagelle dell’Inter

Gattuso: “Meritavamo di più. Arbitro? Solo in Italia succedono queste cose”

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Le parole del tecnico del Napoli al termine della sfida persa a San Siro

Gattuso

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della sconfitta contro l’Inter per 1-0. Ecco le sue dichiarazioni:

 

“A fine partita ho detto a Massa che due minuti prima dell’espulsione fa i complimenti a Insigne e due minuti dopo lo manda fuori perché gli ha detto di andare a cag**re. Solo in Italia succede. Se lo ha fatto vuol dire che è permaloso, dovrebbe capire che ci sta. Se funziona così allora io dovevo giocare una partita sì e una no. Un vaff*****o ci può stare dopo un rigore, non puoi mandar fuori un calciatore per una cosa del genere. In Inghilterra non succede nulla. Nell’80% dei casi si fanno passare cose del genere, poi ci si sveglia una mattina con la luna storta e si caccia fuori un calciatore. In una partita del genere l’arbitro non può fare il permaloso”.

 

L’Inter ha caratteristiche ben precise, ci hanno fatto solo l’azione del rigore. Abbiamo fatto una grandissima partita, mettendo alle strette l’Inter provando qualcosa di nuovo con la costruzione a tre: meritavamo di più di loro ma i gol bisogna farli. Resta la prestazione sicuramente. L’Inter mette sotto tutti e noi abbiamo sofferto poco, bisogna essere soddisfatti di questo“.

 

Mertens?Si tratta di una distorta alla caviglia

Il Podio Azzurro di Inter-Napoli

Il Podio Azzurro di Inter-Napoli

Termina 1-0 il big match tra Inter e Napoli. Decisivo per i nerazzurri il rigore di Lukaku, il quale sigla la rete che vale la vittoria nella seconda frazione di gioco. Gli azzurri, che perdono Mertens al 12esimo minuto per un brutto infortunio alla caviglia, hanno giocato parte della gara in 10 uomini per l’espulsione di Lorenzo Insigne, che in occasione del penalty si è lasciato sfuggire qualche parola di troppo verso l’arbitro, che gli è costato il cartellino rosso.

IL PODIO AZZURRO

Medaglia d’oro: alla reazione del Napoli dopo il rigore in favore dell’Inter e la successiva espulsione di Insigne. Al di là del risultato, non si dirà deluso Rino Gattuso, soprattutto in virtù di una prestazione di qualità da parte della sua squadra. E’ mancata un po’ di fortuna agli azzurri questa sera. Provvidenziale Handanovic in più di un’occasione: prima sul Capitano, poi su Petagna e Politano.

Medaglia d’argento: a Lozano. Conferme su conferme per il messicano, che dimostra il suo ottimo stato di forma, sia fisico che mentale. Altra buona prestazione per lui. Il ritmo è alto, così come la sua attenzione e la sua voglia di fare la differenza in mezzo al campo. E’ l’uomo in più.

Medaglia di Bronzo: ad Andrea Petagna. E’ subentrato ex abrupto nel primo tempo a Dries Mertens, uscito per infortunio. Eppure, subito si è dimostrato sul pezzo. Lo hanno chiamato Bomber di provincia, ma il calciatore intende dimostrare che può essere molto di più. Il calciatore sta prendendo le misure e ben si sta integrando in questa nuova dimensione. A San Siro è mancato solo il goal.

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