BRESCIA – Cinquant’anni di storia e uno sguardo rivolto al futuro. La residenza sanitaria assistenziale per persone con disabilità Tonini-Boninsegna ha celebrato venerdì 19 giugno un doppio importante traguardo: i 50º anniversario di attività e l’inaugurazione della struttura completamente ristrutturata e restaurata.
Una giornata ricca di emozione e significato, alla presenza delle principali autorità civili, religiose e istituzionali del territorio, unite da un messaggio comune: l’inclusione e la cura delle persone fragili rappresentano il vero indicatore della qualità di una comunità.
Ad aprire la cerimonia è stato il Presidente Stefano Salvoni, visibilmente commosso.
Nel suo intervento ha ripercorso il cammino della struttura e il lavoro che ha reso possibile il completamento dell’importante opera di riqualificazione, ringraziando quanti hanno contribuito a trasformare il progetto in realtà.
Al suo fianco il direttore generale Mauro Pradella , che ha accompagnato e sostenuto il percorso di rinnovamento, sottolineando il valore di una struttura sempre più moderna e accogliente, capace di rispondere ai bisogni degli ospiti e delle loro famiglie.
Da remoto sono giunti i saluti del ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, che ha espresso gratitudine verso operatori, volontari e responsabili della struttura per il lavoro svolto quotidianamente al servizio delle persone con disabilità.
La sindaca di Brescia Laura Castelletti ha richiamato il significato più autentico della residenza. “Le persone che vivono qui hanno bisogno di una casa, nel vero senso della parola. Non è soltanto un servizio: è una comunità. È un luogo dove sentirsi accolti, riconosciuti e parte di una famiglia“.
Un concetto ripreso da Emilio del Bono, consigliere regionale della Lombardia, che ha invitato a riflettere sul valore del progresso umano oltre a quello materiale. “Spesso confondiamo sviluppo e progresso. Questo è invece un luogo che parla di crescita, umanità e inclusione“. Del Bono ha inoltre evidenziato il ruolo delle cooperative e del modello Mutualistico, capaci di interpretare concretamente i bisogni delle persone più fragili di costruire percorsi condivisi di solidarietà.
Il presidente della provincia di Brescia Emanuele Moraschini ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, mondo sociale e comunità locale. “Mettere insieme competenze, responsabilità pubbliche e attenzione alle persone che hanno bisogno significa costruire una rete forte e capace di rispondere alle esigenze del territorio“.
Tra i protagonisti del progetto di riqualificazione anche A2A , rappresentata dal vicepresidente Flavio Pasotti, che ha ricordato impegno dell’azienda nel sostenere il recupero e l’ammodernamento della struttura.
Molto apprezzato l’intervento dell’assessore regionale Simona Tironi, che ha ripercorso il confronto costante avvenuto negli ultimi anni con le varie strutture,l’ATS e le istituzioni coinvolte.“Sono sempre più convinta che il livello di civiltà di una comunità si misuri dalla capacità di prendersi cura dei più fragili“, ha affermato. “Oggi Brescia e il sistema BRESCIA stanno dando un ulteriore dimostrazione di come, lavorando tutti nella stessa direzione e condividendo una visione comune, sia possibile raggiungere risultati importanti anche davanti alle sfide più difficili“. Tirone ha inoltre portati i saluti del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dall’assessore del welfare Guido Bertolaso.
Profondo e carico di significato il messaggio del vescovo di BRESCIA, monsignor Pieran Antonio Temo Lada, che ha richiamato il valore della fragilità e della capacità di amare. “Una società si misura dalla sua disponibilità a farsi carico degli altri. L’attenzione verso chi è più fragile rappresenta una delle espressioni più alte dell’umanità e della fraternità“.
A chiudere gli interventi è stato il prefetto di Brescia, che ha individuato nella solidarietà la parola simbolo della giornata. Richiamando i principi della costituzione, ha ricordato come i doveri di solidarietà rappresentino un impegno inderogabile per ogni cittadino.. “Questa è una casa, ma è anche una comunità. E una comunità può vivere e cresce soltanto se è fondata sulla solidarietà”.
L’inaugurazione della nuova Tonini – Boninsegna non ha rappresentato soltanto la conclusione di un importante intervento di restauro, ma la conferma di una missione che dà cinquant’anni accompagna la vita della struttura: offrì accoglienza, dignità e opportunità alle persone più fragili, trasformando ogni giorno l’assistenza in autentica inclusione.




