San Gennaro non fa promesse e il sangue non si scioglie. “Si sciolga il cuore dell’uomo” è l’appello di Monsignor Papa durante la messa. È il terzo tentativo fallito di veder compiere il miracolo.
San Gennaro non fa promesse, il sangue non si scioglie (VIDEO)
“Il popolo di Napoli è in festa perché ha un testimone. E si chiama Gennaro. Siamo in festa perché la sua presenza non è mai venuta meno”. Sono le parole di Monsignor Vincenzo Papa, nonché l’apertura della messa delle ore 18.30.
Le sue parole riprendono ciò che è stato dichiarato dal Cardinale Crescenzio Sepe durante la benedizione. “Non importa se il sangue non si scioglie” ha dichiarato, con l’urna della reliquia assicurata intorno al collo, “l’importante è essere uniti e partecipi nella devozione verso il nostro Santo. Continuate a pregare e formate la famiglia di San Gennaro”.
“Oggi serpeggia una domanda tra i fedeli: e mo’ che succede?” inizia così l’omelia di Monsignor Papa. “Non succede niente”, rassicura. E parla della straordinarietà del periodo storico, che ha portato all’afflusso di un maggior numero di fedeli, proprio nell’anno in cui l’ordine pubblico ha stimolato l’organizzazione a spostare la messa del 16 dicembre dalla Cappella del Tesoro alla Cattedrale.
Il Vangelo di Luca viene in aiuto, secondo Monsignor Papa, alla comprensione del mancato scioglimento del sangue. Quest’anno persino San Gennaro si fa da parte ed evita di fare promesse. Ma, d’altra parte, “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? L’angoscia? La fame? La persecuzione? Il pericolo? La pandemia?”.
Infatti, quest’anno sarebbe il Santo a chiedere ai fedeli di compiere un miracolo: “Il cuore che ogni tanto si indurisce e si allontana da Dio deve sciogliersi. Il cuore diventato pietra deve tornare carne, capace di palpitare ancora e donare vita, sorrisi, strette di mano – nonostante la pandemia, sappiamo come stringerci la mano”. L’invito del Monsignore è, quindi, quello di spostare l’attenzione dal sangue di San Gennaro per concentrarci sulla necessità che sia il cuore dell’uomo a sciogliersi.
Un bel messaggio, quello dell’ultima messa della giornata dedicata al Santo: sperare miracolo, ma trarre conforto dal libero arbitrio dei fedeli, con l’invito alla cooperazione e all’accortezza. Durante la messa il Monsignor Papa ricorda il lavoro degli operatori sanitari e invita a pregare in nome del loro sacrificio.
Non è semplice per i fedeli vedere impedito l’accesso alla cappella dedicata al Santo. Ma le voci delle “parenti” di San Gennaro risuonano nel Duomo attraverso l’appello accorato che unisce un’intera città.
“San Gennaro, aiutaci”.
Intanto, per le strade sono stati attaccati manifesti. Si legge “Ci vorrebbe un miracolo”. Ma, forse, basterebbe continuare a resistere. Se davvero fosse stato necessario un miracolo, San Gennaro sarebbe venuto in soccorso della città.
Forse, dopotutto, Napoli può farcela anche da sola.
TERMINA LA PARTITA
INTER 1 – NAPOLI 0
I Nerazzurri vincono di misura beneficiando di un calcio di rigore. I Partenopei vanno più volte vicini al gol ma si mette di traverso la sfortuna.
92’min. Napoli a centimetri dal pari. Di Lorenzo serve Petagna in mezzo che si gira in un secondo ma centra in pieno il palo.
Concessi 4 minuti di recupero.
90’min. Di Lorenzo sfonda sulla destra ma spreca tutto davanti al portiere nerazzurro, poteva servire Petagna in area tutto solo.
84’min. ?Ultime due sostituzioni per gli Azzurri: escono Mario Rui e Demme, entrano Ghoulam e Elmas.
80’min. Occasionissima per il Napoli con Politano che sgancia una bomba di sinistro ma Handanovic si supera.
77’min. Cambio per l’Inter: esce Lautaro entra Hakimi.
75’min. ? Ammonito Lozano.
74’min. ? Doppia sostituzione per il Napoli: escono Zielinski e Bakayoko ed entrano Fabian e Politano.
73’min. ⚽Confermato il rigore all’Inter. Lukaku dal dischetto spiazza Ospina. Inter 1 -Napoli 0!!
70’min. ? L’arbitro ha sentito qualche parola fuori luogo di Insigne. Rosso per il numero 24. Napoli in 10 uomini per il resto della partita.
70’min. Dopo un rimpallo Ospina travolge Darmian, giallo per il portiere e rigore. Si valuta la posizione dell’esterno ex Manchester United.
69’min. Azione spettacolare del Napoli. Tutto parte dall’esterno destro di Di Lorenzo che serve Zielinski all’interno dell’area, il polacco serve Insigne he tenta il colpo di tacco ma trova uno strepitoso Handanovic.
67’min. Problemi anche per l’Inter con Brozovic che non riesce a continuare. Conte effettua la prima sostituzione: esce Brozovic entra Sensi.
58’min. Punizione dalla destra battuta da Insigne a cercare Koulibaly ma viene anticipato dal gigante Lukaku.
54’min. Palla persa da Brozovic, il Napoli verticalizza con Insigne per Lozano che lascia in appoggio all’accorrente Insigne ma la conclusione termina molto lontana dalla porta.
46’min. Il signor Massa dà l’avvio alla ripresa.
TERMINA LA PRIMA FRAZIONE
INTER 0 – NAPOLI 0
UNA OCCASIONE PER PARTE. AL TIRO A FIL DI PALO DI LAUTARO RISPONDE LA BOTTA DI ZIELINSKI SU SPONDA DI PETAGNA.
40’min. Si accende Insigne sulla destra che beneficia di un “uno due” con Mario Rui, la conclusione del numero 24 viene murata in angolo.
37’min. Barella trova Gagliardini in mezzo all’area, l’incornata termina tra le braccia di Ospina.
33’min. Ancora una sponda di Petagna precisa per Zielinski che colpisce di prima e spaventa Handanovic. Buona conclusione ma non centra lo specchio.
28’min. Cross dalla destra di Lozano, raccoglie Mario Rui dall’altro lato e serve Petagna che però viene anticipato.
17’min. Lautaro flirta con il gol su una palla persa da Koulibaly, la sfera termina poco vicino al palo con Ospina immobile.
16’min. Prima sostituzione per il Napoli: Mertens non ce la fa. Entra al suo posto Petagna.
13’min. Il Napoli entra in area con Mertens che scodella in mezzo ma non c’è nessuno a raccogliere. Il belga nell’occasione resta a terra per una possibile distorsione alla caviglia. Si riscalda Petagna.
1’min si comincia.
Lettori di ViViCentro.it, benvenuti alla diretta testuale della sfida tra Napolie Inter, valida per la dodicesima giornata di Serie A. Ultimi preparativi allo Stadio Meazza, prima del calcio di inizio fissato alle ore 20:45. Segui la partita insieme a noi.
Insigne a Sky: “Sia noi che loro a viso aperto, sarà difficile!”
Il capitano Lorenzo Insigne è intervenuto ai microfoni di Sky Sport prima del big match con l’Inter : “Si farà difficile perché l’Inter è una grande squadra, ma sarà una bella partita e sicuramente giocheremo entrambe e a viso aperto e proveremo a far risultato”.
Ti manca un gol in questo stadio?“Io sono sereno. Al di là dei gol, l’importante è fare una buona prestazione e vincere la partita. Anche se non faccio gol, l’importante è far gol. Poi se arriva il gol bene, noi guardiamo avanti e pensiamo a lavorare”.
È l’azione intrapresa dalla Questura di Agrigento per contrastare tali fenomeni nella rispettiva provincia in occasione di competizioni.
La Questura di Agrigento, tramite la propria Divisione Anticrimine, ha intrapreso un’incisiva azione preventiva tesa a contrastare ogni forma di violenza che possa avere luogo nelle strutture sportive di tutto il territorio della provincia in occasione di competizioni calcistiche, incluse quelle dilettantistiche, e di tutte le altre attività sportive previste da federazioni, enti o organizzazioni riconosciuti dal C.O.N.I., vietando con il provvedimento “D.A.Spo.” l’accesso negli stadi, impianti e luoghi limitrofi, nonché di sosta, transito o trasporto per coloro che partecipano o assistono alle competizioni stesse, a coloro che potenzialmente possano rendersene responsabili, perché denunciati per alcune tipologie di reati, c.d. “spia”, previsti dalla normativa di riferimento.
Analoga azione preventiva la si sta intraprendendo per forme di violenza che possano consumarsi all’interno o in prossimità di esercizi pubblici o locali di pubblico trattenimento.
Ciò grazie a quegli interventi normativi susseguitisi nel tempo ed in costante evoluzione, da ultimo un decreto legge dello scorso mese di ottobre, che hanno fornito al Questore la “tool box” per contrastare fattispecie criminali che hanno luogo in determinate occasioni e contesti aggregativi di massa, che per il forte impatto che hanno sulla collettività destano elevato allarme sociale.
Infatti, l’originario decreto per la sicurezza negli stadi del 1989 nel 2014 e nel 2019 ha subito significative modifiche che hanno riguardato l’inasprimento delle pene, fino a cinque anni di divieto di accesso negli impianti sportivi per il DASpo (acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) semplice e dieci per i recidivi, ma anche l’estensione del citato provvedimento a coloro che negli ultimi cinque anni si sono resi responsabili di diverse fattispecie di reato, tra cui rissa, spaccio di droga, rapina, estorsione e porto abusivo di armi e strumenti idonei all’offesa alla persona, appunto i reati “spia” che denotano una potenziale pericolosità in capo al soggetto che se ne è reso responsabile, commessi anche al di fuori dei luoghi in cui si tengono le competizioni e luoghi limitrofi e di transito, essendo peraltro sufficiente a loro carico una semplice denuncia o una condanna non definitiva.
Con decreto legge emanato lo scorso mese di ottobre il Questore può ora imporre il divieto di accesso, da sei mesi a due anni, negli esercizi pubblici o locali di pubblico trattenimento, pure a quei soggetti che negli ultimi tre anni sono stati denunciati o condannati, anche non definitivamente, perché resisi responsabili di reati contro la persona ed il patrimonio, o reati aggravati da motivi razziali, e da uno a cinque anni per spaccio di stupefacenti, avvenuti all’interno o in prossimità degli esercizi pubblici o locali di pubblico trattenimento che gli vengono interdetti.
Non a caso, motivo dell’emanazione del citato decreto è stata la barbara uccisione del povero Willy Morteiro Duarte, avvenuta lo scorso mese di settembre a Colleferro, in provincia di Frosinone, da cui il nome appunto di DASpo o anche D.A.C. Ur. “Willy”*.
Andando ora ai risultati conseguiti, dallo scorso mese di ottobre nella provincia di Agrigento ad oggi, sono stati irrogati ben 81 DASpo sportivi e 21 D.ASpo con divieto di avvicinamento a determinati esercizi pubblici ove si sono verificate risse.
Per quanto concerne l’irrogazione dei DASPO che vietano l’accesso ad eventi sportivi si citano, a titolo di esempio, quelli originati da risse avvenute la scorsa estate, due nel comune di Sciacca in date 29 giugno e 24 luglio 2020, che hanno visto come protagoniste, rispettivamente, sette e cinque persone, anche donne, altra in Licata il giorno 17 maggio u.s., cinque persone coinvolte, uomini e donne, tra cui minorenni; ulteriori in Raffadali, il giorno 20 settembre, tre individui, e Santa Margherita Belice, il giorno 10 ottobre, tre individui.
Altri DASPO sono stati irrogati per spaccio di droga, rapine ed una estorsione commessa da un parcheggiatore abusivo ai danni di un utente lo scorso 16 settembre nel comune di Canicattì.
Per quanto riguarda il divieto di avvicinamento ad esercizi pubblici si cita, tra i più recenti, l’interdizione tramite D.A.Spo (o D.A.C.Ur.) a tre soggetti resisi responsabili lo scorso 10 ottobre di una rissa presso un bar tabacchi sito nel comune di Santa Margherita Belice.
* D.L. 130/2020 (PDF G.U. 21 ottobre 2020, n. 261) La modifica apportata dall’art. 10 del provvedimento in questione, al reato di rissa ex art. 588 c.p. è in risposta alla “recrudescenza di fenomeni criminosi” (il riferimento, verosimilmente, è alla triste vicenda di Willy Duarte), il decreto rivede la cornice edittale del reato, innalzando al primo comma (da 309) a 2000 euro il limite edittale massimo della multa per chi vi partecipi. Al comma secondo, che disciplina l’ipotesi in cui nel corso della rissa taluno rimanga ucciso o riporti lesioni personali, la cornice edittale della reclusione per i partecipanti – in precedenza fissata tra tre mesi e cinque anni – viene oggi innalzata e ricompresa tra sei mesi e sei anni.
Sotto La Lente – Scaccabarozzi, il polmone del centrocampo gialloblè. Tanta quantità nel settore nevralgico della mediana delle Vespe
Sotto La Lente – Scaccabarozzi, il polmone del centrocampo gialloblè
La prima ufficializzazione della sessione del calciomercato estivo delle Vespe è stata rappresentata dall’acquisto dal Lecco del centrocampista Jacopo Scaccabarozzi. Nato a Lecco il 18 novembre 1994, Scaccabarozzi che ha firmato un contratto biennale con la Juve Stabia, è un centrocampista di piede destro. Acquistato proprio dal Calcio Lecco 1912 con cui ha disputato l’ultima stagione prima di approdare a Castellammare, nel corso della sua carriera è cresciuto calcisticamente nell’Olginatese per poi vestire anche le maglie del Renate, Piacenza, Vibonese e lo stesso Lecco.
Si tratta di un calciatore molto duttile che preferibilmente viene impiegato da mister Padalino a destra nei tre di centrocampo nel modulo tattico 4-3-3. Nell’ultima gara vinta dalle Vespe per 2-0 contro il Potenza, con le Vespe in grande emergenza per le assenze contemporanee di Garattoni, Lia, Rizzo e Mulè, il tecnico della Juve Stabia è stato costretto ad impiegare Jacopo Scaccabarozzi come esterno basso di destra nella linea difensiva a quattro.
Pur non essendo proprio il suo ruolo, Scaccabarozzi ha fatto molto bene anche da terzino destro confermando la sua grande duttilità e la sua capacità di poter giocare in qualsiasi ruolo Padalino lo voglia utilizzare dalla cintola in giù.
L’ex Lecco è un centrocampista di grande dinamismo che da grande quantità al gioco di squadra, non disdegnando però di tanto in tanto anche colpi che denotano un buon bagaglio tecnico in suo possesso. Contro la Turris, con le Vespe in vantaggio per 1-0, ha tentato con un delizioso pallonetto di beffare il portiere della Turris, Abagnale, purtroppo senza riuscirci.
Scaccabarozzi si è ambientato fin da subito nella nuova realtà della Juve Stabia e del Girone C di Lega Pro. Vanta una sola esperienza al sud tra le fila della Vibonese nella stagione 2018-2019, terminata con la vittoria del campionato delle Vespe che approdarono quell’anno in Serie B.
Queste le sue parole al momento della sua presentazione ad inizio stagione: “Sono onorato di essere alla Juve Stabia. Quando ho ricevuto la chiamata, non ho esitato e ho subito detto di si. Sono contento di essere qui e pronto per questa nuova avventura con una maglia gloriosa”.
I Finanzieri del comando provinciale di Ragusa hanno scoperto un’ingente evasione fiscale nel settore del trasporto merci su strada.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Ragusahanno portato a termine le indagini relative ad un’ingente evasione fiscale posta in essere da tre fratelli ragusani (L.V., L.M. e L.G.) interessati alla gestione di altrettante società operanti nel settore del trasporto merci su strada, con sede a Ragusa e Vittoria.
L’operazione, condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ragusa, che ha visto impegnata la locale Compagnia, si è conclusa con il sequestro, disposto dall’Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale ibleo, di denaro ed altre risorse economiche per oltre 900 mila euro, considerato illecito profitto dei reati tributari contestati ai tre indagati, ritenuti responsabili dei delitti di dichiarazione infedele, omesso versamento di IVA e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
In sintesi, le indagini traggono origine dall’approfondimento di una segnalazione per operazioni sospette generata dal sistema di prevenzione antiriciclaggio ed hanno permesso di portare alla luce l’esistenza di un consolidato schema fraudolento realizzato dai tre indagati, nell’ambito del quale:
– L.V. e L.M., in qualità di amministratori di una delle società del gruppo omettevano di dichiarare ai fini IVA un ingente parte delle operazioni imponibili e contestualmente omettevano di versare un’imposta dovuta per oltre 560 mila euro;
– L.V. ed L.G., in qualità di amministratori di una seconda società, trasferivano formalmente, attraverso un fittizio contratto di affitto d’azienda, capitali e cespiti societari ad una terza società al fine di impedire possibili procedure di riscossione coattiva per un credito tributario vantato dall’Erario, per la somma complessiva pari a circa 343 mila euro.
Il risultato di tali condotte portava alla creazione di una falsa rappresentazione della realtà relativa alla nuova governance dell’impresa familiare che, nonostante la creazione di una nuova società formalmente intestata ad un soggetto terzo, faceva sempre capo a L.V., effettivo dominus dell’azienda.
Nel dettaglio, anche grazie ad indagini di natura tecnica, è stato chiaramente acclarato il ruolo di L.V. impegnato a gestire tutti i mezzi e le risorse delle società riconducibili al gruppo familiare come se si trattasse di un unico soggetto. In questo senso, il contratto d’affitto di azienda stipulato nel 2019 ha avuto lo scopo di creare un fittizio schermo giuridico per trasferire formalmente i mezzi, i contratti in essere con i clienti e tutte le attività ad una nuova società, a scapito dell’Erario e degli altri creditori della vecchia società.
Peraltro, alcune delle persone e società coinvolte in questa indagine erano già state interessate dalle investigazioni nell’ambito dell’Operazione “Carbon tax”, conclusa lo scorso anno dalla stessa Compagnia di Ragusa, nel cui contesto era emerso un giro di fatture false relativo all’acquisto di carburante per i mezzi di trasporto con la duplice finalità di abbattere il reddito imponibile ed ottenere un consistente credito di imposta fraudolento (legato appunto al beneficio della cd. “Carbon tax”) da utilizzare quale strumento di compensazione sul pagamento di altri debiti erariali.
All’esito della nuova attività investigativa svolta, nei giorni scorsi si è proceduto alla notifica del provvedimento cautelare reale disposto dall’A.G. iblea presso gli istituti di credito d’interesse e la locale Agenzia delle Entrate/Ufficio del Territorio, giungendo al sequestro di:
– una somma complessiva liquida pari a circa 217 mila euro, depositati sui conti correnti riferibili agli indagati;
– n. 7 immobili (n. 3 appartamenti, n. 1 capannone e n. 3 magazzini) ubicati sia nel comune di Ragusa che in quello di Vittoria, per un valore complessivo stimato pari a circa 687 mila euro.
L’operazione portata a termine dalle Fiamme Gialle iblee rappresenta un esempio di come il Corpo sia fortemente impegnato al fianco delle imprese che operano correttamente, per reprimere comportamenti fraudolenti che, oltre a creare un evidente danno all’erario, causano spesso effetti distorsivi sul mercato dovuti agli indebiti vantaggi economici ottenuti dagli autori di questi reati, in special modo in questo delicato momento che vive il tessuto economico della Provincia.
Il 4 Gennaio si vota per la presidenza: Zigarelli candidato unico?
Lunedì 4 gennaio 2021 è stata fissata la data per l’Assemblea elettiva del Presidente e del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Campania. La sede naturalmente non poteva non essere in provincia di Avellino, roccaforte di Sibilia e dell’attuale presidente Zigarelli, alla guida del Comitato campano dal Giugno 2019. Le società aventi diritto al voto saranno chiamate a presentarsi al PaladelMauro alle ore 15,30. Zigarelli e il suo team stanno lavorando giorno dopo giorno per ottenere consensi ed essere riconfermati per i prossimi 3 anni. Il mandato avrà la durata fino al 2024. Staremo a vedere se nei prossimi giorni, ci saranno avversari che sfideranno il dirigente irpino, come sta avvenendo in altre regioni oppure se Zigarelli sarà l’unico candidato. Le candidature potranno essere presentate fino al 30 di Dicembre. Al momento all’orizzonte non si profila alcuna figura in grado di contrastare l’attuale presidente regionale. Nel dettaglio, ecco cosa c’è all’ordine del giorno dell’assemblea elettiva:
1. Verifica poteri; 2. Costituzione dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea; 3. Esame e discussione della relazione del Consiglio Direttivo e della gestione contabile del Comitato Regionale Campania, relativa all’esercizio finanziario 2019/2020; 4. Elezione del Presidente del Comitato Regionale Campania;5. Elezione dei sette Componenti il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Campania;6. Elezione dei Componenti il Collegio dei Revisori dei Conti (tre effettivi, due supplenti) del Comitato Regionale Campania;
7. Elezione del Responsabile regionale del Calcio Femminile;8. Elezione del Responsabile regionale del Calcio a Cinque; 9. Elezione di n. sei Delegati Assembleari Effettivi e n. 4 Delegati Assembleari Supplenti; 10. Designazione del candidato alla carica di Presidente della Lega Nazionale Dilettanti;11. Designazione del candidato alla carica di Vice Presidente Vicario della Lega Nazionale Dilettanti;
12. Designazione del candidato alla carica di Vice Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, sulla base
dell’area territoriale di appartenenza (Area Sud); 13. Designazione di un candidato alla carica di Consigliere Federale, sulla base dell’area territoriale di appartenenza (Area Sud);14. Designazione di un candidato alla carica di Consigliere Federale Nazionale;15. Designazione dei candidati alla carica di componenti il Collegio dei Revisori dei Conti della L.N.D;
16. Designazione dei candidati alla carica di Delegato Assembleare Effettivo e Supplente in rappresentanza
dell’attività Giovanile e Scolastica, sulla base dell’area territoriale di appartenenza (Area Sud);17. Varie ed eventuali.
Vico Equense, un altro decesso per Covid-19: nove i nuovi casi nell’ultimo bollettino. Buonocore: “Ci stringiamo alla sua famiglia”
Un altro decesso per Covid-19 a Vico Equense. A comunicarlo il Sindaco Andrea Buonocore. Le sue condizioni si sono aggravate domenica sera quando si è reso necessario il ricovero. “Ci stringiamo alla sua famiglia che lo ha servito con dedizione ed affetto, e lo ha visto andare via in silenzio ed umiltà, tratti salienti del suo carattere e del suo stile di vita.” ha commentato il primo cittadino.
Il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) ha pubblicato il nuovo report dei dati sull’emergenza Covid-19, aggiornato a ieri sera. Da venerdi scorso, 11 dicembre, a oggi, l’incremento dei nuovi positivi è di 9 unità, che porta il totale a 68.
“Continua a scendere la curva dei contagi, rispetto alla precedente comunicazione di sabato scorso. Non abbassiamo la guardia, e continuiamo a tenere comportamenti prudenti: utilizzo della mascherina, distanziamento sociale, evitare assembramenti e lavarsi spesso le mani.” ha concluso il Sindaco.
COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 647
di cui: Asintomatici: 579 Sintomatici: 68 Tamponi del giorno: 8.441 Totale positivi: 175.700 Totale tamponi: 1.830.136 Deceduti: 50 (*) Totale deceduti: 2.390 Guariti: 3.025 Totale guariti: 83.068 * 22 deceduti nelle ultime 48 ore e 28 deceduti in precedenza ma registrati ieri
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 123
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 1.720 ** Posti letto Covid e Offerta privata
Ripresa dei campionati. Il Presidente Zigarelli fa chiarezza: “Un’ipotesi di altri comitati,mentre in Campania…”
Ripartenza sì, ripartenza no, cosa succede per il calcio dilettantistico? Il presidente del C.R. Campania, Carmine Zigarelli ha fatto chiarezza sulla presunta possibilità che alla ripresa dell’attività si possa giocare io solo girone d’andata dei campionati di Eccellenza e Promozione.
<< E’ ancora presto per comprendere come ripartire-ha dichiarato Zigarelli all’inaugurazione del Corso per Dirigenti Sportivi indetto dal C.R. Campania. Quello che si legge su qualche sito riguarda i comitati regionali che hanno i gironi di 18 e 20 squadre, in qualche caso anche con 21 squadre e che quindi non hanno la possibilità di portare a termine il campionato entro il 30 giugno.
C’è la possibilità che si possa sforare di una settimana, terminando la stagione nel mese di luglio, e quindi portare a compimento regolarmente i campionati>>. Inoltre il numero uno del comitato campano ha ricordato che <<i nostri gironi di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria, sono formati da non più di 14 squadre. Pertanto dovremmo disputare complessivamente 26 gare.
Per quanto concerne l’Eccellenza, resterebbero 22 giornate. Ci sarebbe la possibilità di portare a termine il campionato entro il 30 giugno,evitando i turni infrasettimanali. Al massimo potremmo giocare il Sabato Santo. Per quanto riguarda i campionati di Prima e Seconda Categoria, dovremo evitare i turni infrasettimanali perchè si tratta di campionati a cui partecipano squadre i cui calciatori lavorano>>.
Il Presidente aggiunge- “Se oggi programmo qualcosa che poi viene smentito il 15 gennaio, è tutto inutile. Dobbiamo restare nel campo delle ipotesi e un quadro su una possibile ripresa del campionato ce l’abbiamo. Ma è inutile dare adesso delle linee guide se poi non possono essere attuate. In precedenza avevamo ipotizzato una ripartenza il 4 gennaio ma gli eventi hanno bloccato questa soluzione.
Gli allenamenti restano individuali ha aggiunto Zigarelli-restiamo in zona arancione ma le partite ancora non si possono disputare. Dobbiamo organizzarci bene per ripartire e portare a termine i campionati. Ribadisco che quando si parla della disputa del solo girone d’andata, ci si riferisce solo i comitati che hanno un numero di squadre diverso rispetto al nostro>>.
Torre Annunziata, 80 nuovi contagi e 3 decessi negli ultimi cinque giorni, Ascione: “Sarà un Natale più intimo, diverso a quello a cui siamo abituati”
Il Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, ha fornito un aggiornamento sull’emergenza Covid relativo agli ultimi cinque giorni: sono 80 i nuovi casi di contagio nel Comune oplontino. Nello stesso arco di tempo si sono registrati anche 41 guarigioni e tre decessi.
I cittadini attualmente positivi sono 259: 240 posti in isolamento domiciliare e 19 ricoverati.
Sale a 1.272 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata dall’inizio dell’emergenza sanitaria, di cui 986 guarite e 27 decedute.
“Purtroppo altri tre nostri concittadini hanno perso la vita a causa del Covid-19 – afferma il sindaco Vincenzo Ascione –. L’Amministrazione Comunale esprime profondo cordoglio e partecipa al dolore dei familiari per la dolorosa perdita dei propri cari. Sarà fondamentale affrontare le imminenti festività natalizie con il massimo dell’attenzione, rispettando scrupolosamente i provvedimenti che verranno adottati da Governo e Regione. A breve, emanerò anche io un’ordinanza che avrà l’obiettivo di limitare il più possibile che si formino assembramenti incontrollati sul nostro territorio, in particolare nei giorni del 24 e 31 dicembre”.
“Tutti noi vorremmo trascorrere questi giorni di festa in compagnia di parenti ed amici, ma non possiamo assolutamente permetterci un rilassamento generale, sarebbe delittuoso e irrispettoso nei confronti delle tantissime persone scomparse a causa del Covid e dei loro familiari.
“Sarà un Natale più intimo – continua il primo cittadino – sicuramente diverso da quello a cui siamo abituati. I comportamenti che assumeremo in queste settimane determineranno ciò che accadrà da gennaio in poi, quando una terza ondata di contagi potrebbe travolgerci nuovamente, così come accaduto con dopo la scorsa estate”.
Castellammare, ripristinano i danni causati dai vandali a Piazza Fontana Grande: tre giovani stabiesi premiati dal Sindaco Cimmino
Tre giovani stabiesi innamorati della loro città. Francesco, Ivan e Nunzio si sono armati di spirito di iniziativa e buona volontà e si sono messi all’opera nei giorni scorsi per ripristinare i danni causati dai vandali a piazza Fontana Grande. I tre ragazzi, che frequentano la parrocchia di don Salvatore Abagnale, hanno aggiustato le panchine distrutte e hanno rimesso in sesto la piazza, cuore pulsante del centro storico.
“Ho deciso pertanto di premiare il loro impegno invitandoli a Palazzo Farnese ed omaggiandoli con il crest su cui è impresso il nostro stemma cittadino. Il loro gesto d’amore per il quartiere è emblematico della Castellammare che vogliamo ed è un esempio da seguire per tutti i cittadini” ha commentato il Sindaco Cimmino.
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Rubrica in video sul Perugia calcio: ogni martedì chiediamo il parere al nostro Direttore Mario Vollono, da anni appassionato di calcio anche delle serie minori, sul campionato disputato dai Grifoni e non solo. Quest’oggi da non perdere, tra l’altro, il commento alla reazione del Perugia di domenica scorsa, sulla base del grandissimo ricordo a Pablito Rossi
Meteo CASTELLAMMARE DI STABIA: oggi poco nuvoloso, Giovedì 17 e Venerdì 18 nubi sparse
Meteo per Mercoledì 16 Dicembre 2020, Castellammare di Stabia. Generali condizioni di cielo poco nuvoloso, temperatura minima di 6°C e massima di 16°C
Castellammare di Stabia, Mercoledì 16 Dicembre: generali condizioni di cielo poco nuvoloso, temperatura minima di 6°C e massima di 16°C. Entrando nel dettaglio, avremo cielo poco nuvoloso o velato al mattino e al pomeriggio, bel tempo alla sera. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 16°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 4 sarà di 6°C. I venti saranno deboli da Sud-Sud-Est al mattino con intensità di circa 8km/h, deboli da Sud al pomeriggio con intensità di circa 7km/h, alla sera deboli provenienti da Sud-Sud-Est con intensità di circa 5km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 1.9, corrispondente a 462W/mq.
Giovedì 17 Dicembre: giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 15°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 7°C. I venti saranno deboli da Est-Nord-Est al mattino con intensità di circa 5km/h, deboli da Nord-Nord-Est per il resto della giornata con intensità di circa 9km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 1 e sarà di 4200m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 0.5, corrispondente a 235W/mq.
Venerdì 18 Dicembre: giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 16°C, la minima di 7°C alle ore 7. I venti saranno deboli da Est-Nord-Est per tutto il giorno con intensità di circa 10km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 1.5, corrispondente a 412W/mq.
Sabato 19 Dicembre: giornata caratterizzata da nuvolosità di passaggio, min 6°C, max 16°C. In particolare avremo nuvolosità innocua al mattino e al pomeriggio, diffusa nuvolosità alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 16°C, la minima di 6°C alle ore 7. I venti saranno per tutto il giorno deboli provenienti da Est con intensità di circa 9km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 1.4, corrispondente a 394W/mq.
“Quella del vaccino covid è la sfida più importante dei prossimi mesi…finalmente si vede la luce in fondo al tunnel” lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Vaccino: Speranza, “Sfida più importante, Europa parta insieme”
“Quella del vaccino covid è la sfida più importante dei prossimi mesi. L’Italia ha sempre lavorato perché il percorso di approvazione di Ema fosse al tempo stesso rigoroso, trasparente e veloce. È una buona notizia che tale processo possa completarsi già prima di Natale. Significherà che avremo finalmente a disposizione un vaccino efficace e sicuro. Ho proposto, insieme ai ministri di altri 7 Paesi Europei, tra cui Francia e Germania, che le vaccinazioni partano lo stesso giorno già nel mese di dicembre. Ci vuole ancora cautela e prudenza nei prossimi mesi, finché non avremo raggiunta una copertura vaccinale sufficiente, ma la strada è giusta e finalmente si vede la luce in fondo al tunnel”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Messina: i CC hanno eseguito 16 misure cautelari più sequestri. “Patto criminale tra imprenditori, mondo politico e pubblici funzionari”.
I Carabinieri per la Tutela ambientale e del Comando Provinciale di Messina insieme ai militari dell’Arma di Catania e Siracusa, con l’operazione denominata “Eco Beach”, stanno dando esecuzione a 16 misure cautelari emesse dal Gip, su richiesta della D.D.A di Messina, e a decreti di sequestro preventivo di due impianti di smaltimento e compostaggio di Giardini Naxos (ME) e Ramacca (CT). L’operazione, che ruota attorno alla società Eco-Beach, ha colpito un’organizzazione criminale che operava nella Sicilia orientale.
Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, traffico illecito e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.
Contestati anche i reati di realizzazione di discariche abusive, invasione di terreni, deviazione di acque, falso e abuso d’ufficio.
L’organizzazione avrebbe contato sulla connivenza di pubblici funzionari.
L’inchiesta, coordinata dal Procuratore di Messina Maurizio de Lucia, ha preso il via nel 2016 e ha portato alla scoperta di un’associazione criminale, con al centro un imprenditore messinese, che avrebbe commesso una serie di reati legati all’attività di smaltimento illecito dei rifiuti, al traffico illecito di rifiuti, oltre a crimini funzionali a nascondere il complesso ingranaggio che nascondeva l’attività illegale della società “Eco -Beach” come il falso in atto pubblico e la corruzione di funzionari pubblici addetti al controllo dell’attività dell’impresa.
Fulcro dell’inchiesta l’attività della società gestore ambientale con sede legale a Giardini -Naxos e stabilimento a Taormina, attorno alla quale è stato sviluppato un complesso meccanismo di collegamento tra imprese del settore dei rifiuti.
Gli inquirenti parlano di un patto criminale tra imprenditori, soggetti legati al mondo politico e pubblici funzionari, con una precisa divisione di ruoli. L’indagine è nata dall’ennesimo straripamento del torrente San Giovanni, a Giardini Naxos.
I Carabinieri hanno accertato che sull’alveo del corso d’acqua era stata costruita una strada che portava allo stabilimento di stoccaggio della Eco-Beach. Grazie a ulteriori verifiche si è scoperto che l’insediamento industriale era stato realizzato in zona agricola e che non era mai stata attivata la procedura regionale per ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale per il mutamento di destinazione urbanistica del sito.
I proprietari della società non avevano neppure dichiarato che l’insediamento era collocato sull’argine del torrente, e che unica via di accesso all’impianto era l’alveo del torrente stesso. Di fatto la Eco-Beach avrebbe operato grazie a controlli mai fatti, autorizzazioni illegittime perché rilasciate da organismi incompetenti.
L’elenco degli arrestati:
PERSONE SOTTOPOSTE ALLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE:
1. SAVIO Venerino, 73enne di GIARDINI NAXOS;
2. FARAONE Eugenio, 65enne di MESSINA; PERSONE SOTTOPOSTE AGLI ARRESTI DOMICILIARI:
3. SAVIO Patrizia, 46enne di GIARDINI NAXOS;
4. MONASTRA Gaetano Raffaele Silvestro, 58enne di CATANIA;
5. MONACO Giuseppe, 61enne di ACIREALE;
6. GIUNTA Davide, 40enne di FRANCAVILLA DI SICILIA;
7. RUSSO Rosario, 61enne di FIUMEFREDDO DI SICILIA;
8. TALIO’ Matteo, 63enne di TAORMINA;
9. LONGO Giovanni, 64enne di AUGUSTA;
10. CODEVILLA Stefano, 60enne di CATANIA;
11. BARBINI Romolo, 49enne di FRANCAVILLA DI SICILIA; PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.:
12. SAVIO Simone, 25enne di GIARDINI NAXOS;
13. CATANZARO Rosario, 54enne di TAORMINA;
14. GUGLIOTTA Basilio, 65enne di GIARDINI NAXOS;
15. INTILISANO Vincenzo, 43enne di GIARDINI NAXOS; PERSONE DESTINATARIA DI MISURA CAUTELARE INTERDITTIVA:
16. S. C., 63 enne di SPADAFORA, PERSONE DESTINATARIE DI INFORMAZIONE DI GARANZIA:
17. L.T.G. 62enne di GIARDINI NAXOS;
18. S.G., 47enne di GIARDINI NAXOS;
19. C.A., 63enne di MESSINA;
20. L.T.P., 68enne di GIARDINI NAXOS;
21. C.F. 45enne di GIARDINI NAXOS;
Vibo Valentia, disastro ambientale colposo ed abuso d’ufficio: sequestro preventivo delle opere complementari del cantiere del nuovo ospedale.
Vibo Valentia, sequestro preventivo cantiere del nuovo ospedale VIDEO
I militari del Gruppo di Vibo Valentia, su delega della locale Procura della Repubblica, con provvedimento a firma del Procuratore Camillo Falvo e del sostituto Filomena Aliberti, al termine di accertamenti tecnici condotti in loco e dell’esame compiuto sulla documentazione acquisita, anche di natura tecnica, hanno sottoposto a sequestro preventivo i lavori di sistemazione idrogeologica del fosso Calzone e della raccolta delle acque bianche complementari ai fini della realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia.
Invero, tali opere, finanziate con il fondo, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per la mitigazione del rischio idrogeologico del fosso Calzone, in località Cocari di Vibo Valentia, qualificate dalla Regione Calabria come strumentali alla realizzazione del nuovo nosocomio cittadino.
Le stesse non solo non risultavano inerenti l’oggetto per il quale era stato stanziato il fondo, ma hanno, addirittura, aggravato, come certificato dalla perizia richiesta ed ottenuta dall’ Autorità Giudiziaria di Vibo Valentia, il rischio idrogeologico.
Le opere, infatti, lungi dall’essere volte al ripristino dell’officiosità idraulica del fosso (mediante, ad esempio, la pulizia dello stesso), hanno ampliato la portata del canale, mediante la costruzione di manufatti in cemento, aumentando l’affluenza delle acque nel dissestato bacino del fosso, già compromesso dai gravi eventi alluvionali del Luglio del 2006, durante i quali avevano perso la vita due uomini ed un bambino.
A seguito di tali eventi, infatti, era stato previsto uno studio idrografico, cosiddetto “Piano Versace”, realizzato dalla Regione Calabria, volto a preservare la zona da eventuali nuove costruzioni, proprio in virtù della pericolosità idraulica dell’area.
Le nuove opere hanno realizzato un innesto artificiale nella testata principale del fosso Calzone – Rio Bravo, creando delle situazioni di pericolo per le aree sottostanti ed, in particolare, della linea ferroviaria Eccellente – Rosarno, della Strada statale 18 e della Strada Provinciale 522.
Il pericolo consisterebbe, soprattutto, nel rischio di esondazione delle acque meteoriche dal fosso, in caso di eventi alluvionali, anche non eccezionalmente violenti, le quali, non trovando ostacolo sul proprio percorso (vegetazione, detriti, eccetera), esonderebbero, riversandosi, come già successo nel 2006, sulle pubbliche vie, creando pericolo per l’ incolumità pubblica, senza contare il fatto che, scendendo a valle, la furia delle stesse si abbatterebbe in località Pennello con conseguenti danni a cose e persone.
Le indagini hanno consentito, altresì, di accertare l’affidamento diretto dei lavori, per un importo di oltre 3 milioni di euro, alla medesima società VIBO HOSPITAL SERVICE s p a, con sede in Rovigo, aggiudicataria dell’appalto principale di costruzione del nuovo ospedale, per un importo complessivo di circa 144 milioni di euro.
Le fiamme gialle e la Procura della Repubblica hanno, per tali ragioni, contestato ai soggetti responsabili le ipotesi di reato di disastro colposo ed abuso d’ ufficio.
Quest’ ultima ipotesi deriva dal fatto che la Regione ha palesemente distratto i fondi pubblici ministeriali destinati a pulire il fosso, utilizzandoli strumentalmente per la realizzazione del nuovo Ospedale, andando, tuttavia, ad aggravare il rischio idrogeologico.
In particolare, sono stati destinatari di informazione di garanzia i seguenti soggetti:
PALLARIA Domenico Maria, nato a Curinga (CZ) in data 12/01/1959, per le per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 81 cpv, 110, 112, 323 c. I e II, 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, nella sua veste di Direttore Generale del Dipartimento nr. 09 Infrastrutture della Regione Calabria, in qualità di R.U.P.;
GIDARO Pasquale, nato a Catanzaro in data 06/02/1967, per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 81 cpv, 110, 112, 323 c.p. – c. I e II, 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, in qualità di responsabile della struttura tecnica per il supporto al R.U.P.;
ANDREACCHI Alessando, nato a Nicastro – Lamezia Terme (CZ) in data 07.04.1963, per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 81 cpv, 110, 112, 323 c.p. – c. I e II, 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, in qualità di direttore dei lavori;
OLIVATO Pier Renzo, nato a Anguillara Veneta (PD) in data 06/12/1954, per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 81 cpv, 110, 112 e 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, in qualità di Presidente del consiglio di amministrazione del consorzio di imprese VIBO HOSPITAL s.p.a., concessionario dei lavori;
PROCOPIO Giacomo, nato a Catanzaro in data 30/10/1957, per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 81 cpv, 110, 112 e 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, in qualità di legale rappresentante dell’impresa esecutrice dei lavori “COSTRUZIONI PROCOPIO S.R.L.”;
PROCOPIO Massimo, nato a Catanzaro in data 03/09/1961, per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 81 cpv, 110, 112 e 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, in qualità di vice-presidente del consiglio di amministrazione della “VIBO HOSPITAL SERVICE S.P.A.” e Direttore Tecnico dell’impresa esecutrice dei lavori “COSTRUZIONI PROCOPIO S.R.L.”, con sede in Catanzaro;
ZINNO Luigi Giuseppe, nato a Marano Marchesato (CS) in data 22/10/1954, per le ipotesi di reato previste e punite dagli artt. 323 e 434 comma 1 e 2 del Codice Penale, in qualità di soggetto attuatore dell’ufficio del Commissario Straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Calabria.
L’Autorità Giudiziaria, attraverso il vincolo del sequestro, ha lo scopo di evitare che la costruzione venga portata a termine, anche in considerazione dello stato avanzato dell’opera, allo scopo di evitare l’aggravarsi del rischio idraulico, anche in considerazione degli eventi atmosferici che stanno interessando la provincia di Vibo Valentia.
L’operazione di servizio testimonia l’attenzione che l’A.G. ed il Corpo profondono nella vigilanza assidua della corretta esecuzione degli appalti pubblici, in una provincia, quale quella vibonese, permeata da diffusi fenomeni di illegalità, anche all’interno della Pubblica Amministrazione.
L’attività posta in essere ha consentito non solo di accertare lo sperpero di fondi pubblici nella sanità calabrese, già da anni in crisi, ma ha anche permesso di salvaguardare l’incolumità dei cittadini vibonesi, affinché non si ripetano i drammatici eventi degli anni passati.
Camorra: Carabinieri arrestano 21 persone. Duro colpo inferto al gruppo facente capo a Bruno Mascitelli. Operazione condotta a: Castello di Cisterna, Pomigliano d’Arco, Napoli, Giugliano in Campania, Pimonte, Santa Maria Capua Vetere, Castel Volturno, Valle di Maddaloni, Salerno e Cosenza.
Camorra: duro colpo inferto al gruppo di Bruno Mascitelli – VIDEO
Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato 21 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Gli arrestati, vicini al gruppo camorristico facente capo a MASCITELLI Bruno “O’ Canotto” (già ritenuto contiguo al clan SARNO, operante nel quartiere Ponticelli di Napoli e nei paesi dell’Area Vesuviana), sono gravemente indiziati a vario titolo di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, della commissione di reati in materia di armi, contro il patrimonio e la persona.
Il provvedimento cautelare, esito di articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna, ha documentato le dinamiche criminali in essere nei territori di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco. Ha permesso inoltre di ricostruire – nel periodo compreso tra ottobre 2016 e dicembre 2017, con condotta perdurante – le strutture organizzative di alcune fiorenti piazze di spaccio nei quartieri popolari ex L.219/81 dei comuni menzionati.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la figura apicale del gruppo, MASCITELLI Bruno – storicamente legato ai gruppi criminali dell’area orientale di Napoli – poteva contare su propri referenti locali che gestivano le piazze di spaccio all’interno dei quartieri “ex lege 219” di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco.
Le attività investigative, svolte mediante intercettazioni e tecniche tradizionali, sono state rinforzate anche dalle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia.
Nello specifico è stata documentata l’esistenza di un’organizzazione di matrice camorristica, operante nei quartieri “ex lege 219” di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco, al cui vertice si poneva MASCITELLI. Un’organizzazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente di varia natura, commercializzati nelle “piazze di spaccio” controllate e con una specifica suddivisione dei ruoli dei sodali: promotore, affiliati, gestore di piazza, addetti al recupero crediti e pusher.
Sono state ricostruite le dinamiche criminali che hanno portato al ferimento di un noto pregiudicato di Castello di Cisterna, avvenuto il 26 ottobre 2016. Un commando armato composto da 4 persone, a bordo di due autovetture, esplose diversi colpi di arma da fuoco contro IANUALE Roberto, figlio di IANUALE Vincenzo “o squadrone”, elemento di spicco dell’omonimo clan operante in Castello di Cisterna e comuni limitrofi.
Un episodio da inquadrare nei contrasti sorti per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio tra esponenti del gruppo “MASCITELLI” (nella frangia guidata da CAPOCELLI Mimmo e D’AMBROSIO Giuseppe alias “o’ Cacaglio”) e quelli legati al gruppo Ianuale, operanti nel “Palazzo Celeste” della “Cisternina”.
Nel corso delle indagini sono state sequestrate quattro pistole ed un fucile mitragliatore e notevoli quantitativi di hashish e cocaina.
La GdF di Catania ha proceduto ad una operazione antimafia sequestrando anche beni per un milione di euro ad una società di trasporti (VIDEO).
Dalle prime ore di questa mattina, oltre 100 finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, hanno dato esecuzione, con l’operazione “Report” a un’ordinanza di misure cautelari emessa nei confronti di 18 persone, tratte in arresto, a vario titolo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, turbativa d’asta, favoreggiamento personale, detenzione e porto di armi da fuoco. Scoperte dai militari delle Fiamme gialle infiltrazioni mafiose nelle aste pubbliche. Le persone sottoposte a indagini dal GICO del Nucleo PEF di Catania sono 37, appartenenti o comunque riconducibili ai clan di tipo mafioso “Laudani” e “Santapaola”. Sequestrate quote sociali e patrimonio di una società di trasporti per circa 1 milione di euro.
Nell’ambito di articolate investigazioni delegate dalla Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, con la collaborazione e il supporto dello SCICO (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale nei confronti di 18 persone, sottoposte a indagine, a vario titolo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, turbativa d’asta, favoreggiamento personale, detenzione e porto di armi da fuoco.
Contestualmente, è stato eseguito il sequestro preventivo, per un valore complessivo di un milione di euro, delle quote sociali e del patrimonio aziendale di una società operante nel settore della logistica per trasporti, la cui proprietà è stata fittiziamente intestata a una prestanome del clan, al fine di eludere gli accertamenti patrimoniali.
La complessa attività d’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania, ha riguardato 37 soggetti ed è stata convenzionalmente denominata “REPORT”, con riferimento agli ordini che il reggente del “clan LAUDANI” per il territorio acese, detenuto a Caltanissetta, impartiva ai suoi sodali tramite “pizzini” occultati nelle confezioni di succhi di frutta o barrette di cioccolato e che venivano portati all’esterno del carcere per poter impartire all’esterno le direttive ai sodali a lui più vicini, sia in ordine alla gestione della società oggi sottoposta a sequestro sia in ordine ad alcune iniziative da intraprendere nell’ambito delle attività criminali riconducibili al gruppo.
Le indagini, svolte dalle unità specializzate del GICO di Catania, hanno consentito di accertare le modalità operative di alcuni dei gruppi più operativi appartenenti al clan “LAUDANI”, oltre che tracciare gravi episodi di estorsione nei confronti di imprenditori catanesi posti in essere da esponenti del “clan SANTAPAOLA”.
In particolare, gli investigatori del Nucleo PEF di Catania hanno ricostruito, in primo luogo, la rete di interessi illeciti del “clan LAUDANI”, attivo nelle estorsioni e con interessi nel settore afferente alle procedure di esecuzione fallimentare.
Nel dettaglio, nel corso delle indagini sono stati riscontrati, in primo luogo, 8 episodi estorsivi, in alcuni casi posti in essere dai componenti del clan a danno di imprenditori e professionisti per finanziare l’associazione.
Mentre, in altre circostanze, gli appartenenti del sodalizio criminale hanno agito per favorire illecitamente imprenditori, i quali – a fronte di crediti commerciali non pagati – hanno preferito, invece che procedere legalmente, fare ricorso all’intermediazione degli esponenti mafiosi per recuperare le somme, avvalendosi della forza di intimidazione connessa all’appartenenza di questi ultimi all’organizzazione criminale e al fine di accelerare la procedura di incasso del credito.
L’altro settore coinvolto dalle attività di indagine è quello rappresentato dalle interferenze nelle procedure giudiziarie di vendite all’asta di beni.
In questo ambito, soggetti appartenenti o vicini al clan Laudani, sono intervenuti, in diverse occasioni, affinché gli imprenditori dichiarati falliti – nei cui confronti era stata attivata la procedura di esecuzione immobiliare – potessero illecitamente rientrare in possesso del bene posto all’asta, ricavandone utilità. In tale contesto, esponenti del “clan Laudani” si sono attivati, ricorrendo a minacce e intimidazioni, in modo da inibire la partecipazione di potenziali offerenti alla procedura esecutiva, in tal modo garantendo al debitore esecutato di ottenere, sia pure attraverso intestatari fittizi, la restituzione dei beni.
In tale contesto, uno degli episodi oggetto di attenzione investigativa del GICO ha riguardato una procedura di asta immobiliare effettuata presso il Tribunale di Catania. Nell’occasione un imprenditore, proprietario di un appartamento oggetto dell’esecuzione fallimentare, ha richiesto ed ottenuto l’intervento del clan, al fine di alterare la procedura di vendita del bene. In tale occasione il gruppo ha individuato un prestanome compiacente e, contestualmente, ha allontanato i potenziali offerenti, attraverso il ricorso ad intimidazioni e minacce.
In detto ambito, di particolare gravità si è rivelata una condotta posta in essere anche da soggetti appartenenti al clan Laudani, attraverso la quale gli acquirenti del bene esecutato venivano costretti con minacce a rivende bene, a prezzo vile, al debitore esecutato che aveva ricercato e ottenuto l’intervento dei primi.
Nel corso delle investigazioni sono stati inoltre evidenziati ulteriori reati commessi da esponenti del “clan SANTAPAOLA” nei confronti di imprenditori catanesi. In particolare, le indagini hanno evidenziato una prima condotta estorsiva nell’ambito della quale esponenti dell’associazione criminale hanno preteso da imprenditori attivi sul territorio di Catania e provincia il pagamento di una somma periodica di denaro per garantire la sicurezza dei cantieri edili.
In aggiunta, le indagini hanno posto in luce una importante disponibilità di armi degli affiliati all’organizzazione mafiosa, che sono state utilizzate nel compimento di episodi violenti e nelle intimidazioni. Di particolare rilievo, in questo contesto, è risultata la figura del referente del “clan Laudani” per Lineri e Misterbianco, più volte protagonista di spedizioni punitive armate e intimidazioni nei confronti di clan rivali.
Per letto Sommier s’intende una tipologia di letto, generalmente senza testiera, che si sviluppa soprattutto in profondità, consentendo di riporre cuscini e coperte al suo interno, in quanto dotato anche di uno spazioso contenitore.
Rappresenta una soluzione ideale per soddisfare esigenze di praticità e spazio con un ingombro discreto. Oggigiorno acquistare complementi d’arredo risulta piuttosto semplice, grazie alle possibilità messe a disposizione dalla rete: sono numerosi, infatti, i portali e-commerce che permettono di scegliere tra un’ampia varietà di modelli a prezzi convenienti.
Per avere la certezza di poter optare per il miglior letto contenitore sommier in fase d’acquisto, tuttavia, è fondamentale rivolgersi esclusivamente a realtà affidabili con pluriennale esperienza nel settore, come, ad esempio, VAMA Divani.
Sul portale ufficiale dell’azienda è possibile trovare un ampio ventaglio di soluzioni, disponibili in diversi colori e dimensioni al fine di adattarsi a qualsiasi ambiente.
I principali modelli di letti sommier
Uno dei modelli di letto sommier più richiesti è sicuramente quello ad alzata singola, che risulta tra i più semplici in assoluto. Afferrando la rete dalla parte inferiore, per mezzo di una comoda maniglia, questa si solleva in diagonale rivelando lo spazio interno.
In alternativa, è possibile optare, per esempio per i modelli caratterizzati dall’alzata doppia, che porta la rete a sollevarsi in due tempi, rimanendo parallela al fondo e consentendo così un’ispezione più semplice dell’interno in ogni sua parte, nonché un miglior posizionamento di copri-materasso e coperte.
Infine, è disponibile sul mercato anche il letto sommier ad alzata laterale, che consente di beneficiare di due letti singoli, di cui uno corrispondente allo spazio occupato dalla seduta; l’altro, invece, è contenuto internamente e si apre sfruttando un pratico meccanismo “a cassetto”.
L’importanza del contenitore salvaspazio e della rete
La parte interna del letto sommier, come anticipato, contiene un pratico contenitore dove è possibile riporre tutto il necessario. Si tratta di un salvaspazio discreto, che deve ovviamente presentare determinate caratteristiche di ampiezza e robustezza.
I modelli migliori, a tal proposito, presentano un fondo multistrato in legno: di solito, si prediligono legni come il pioppo, con spessore mai inferiore ai 2 centimetri, proprio per supportare anche i pesi più importanti. Spesso il materiale è sottoposto a un processo di verniciatura, che agevola le operazioni periodiche di pulizia.
Ovviamente, influisce nella scelta finale soprattutto la comodità garantita dal letto. Oltre a un materasso confortevole, la presenza di doghe in legno sulla rete può essere davvero determinante: basti pensare che essa non solo dovrà supportare il peso degli occupanti, ma anche poter essere manovrata frequentemente per accedere al contenitore interno.
Una struttura in ferro con doghe parallele è il giusto compromesso tra comodità e longevità, oltre che essere caratterizzata da un’estrema leggerezza che la rende estremamente semplice da sollevare.
Tra l’elemento in legno e quello in ferro, inoltre, i migliori modelli di letto sommier prevedono anche supporti plastici che contribuiscono a garantire l’assoluta silenziosità della rete.
Dallo stile ai piedini: gli altri aspetti determinanti in un letto sommier
Ovviamente, quando si è alla ricerca del letto sommier ideale è necessario prendere in considerazione anche altri parametri, come per esempio lo stile, il colore, ma anche il tipo di rivestimento del giroletto.
Questo può essere in legno naturale o verniciato come il resto della struttura, ma anche presentare rivestimenti in similpelle, molto moderni e versatili per quanto concerne le tinte.
Anche per quello che riguarda il piano di appoggio è bene sottolineare come esistano differenti tipologie di piedini tra cui scegliere: quelli in legno tornito o in acciaio sono estremamente stabili, oltre a riprendere i materiali del letto stesso.
È anche possibile scegliere un modello con ruote frenanti, qualora si renda necessario spostare il letto senza sforzi. Infine, l’altezza dal pavimento farà la differenza tra un letto sotto al quale sarà più agevole pulire e uno meno accessibile.
La moglie di Paolo Rossi, Federica Cappelletti, a Radio Kiss Kiss ha risposto ad un interrogativo ancora molto presente a distanza di oltre quarant’anni: Pablito e il contatto con Ferlaino
Quand’ancora Diego Armando Maradona non era ancora neanche nei piani della Società di Ferlaino, un altro evento avrebbe potuto aggiungersi a quello secolare degli anni successivi dell’appuntamento storico con il più grande calciatori di tutti i tempi venuto dall’Argentina.
Cosa sarebbe stato aver visto quest’ultimo, a sua volta, in coppia con il più grande, carismatico ed amato calciatore italiano; Paolo Rossi!
Si, perché si è detto e scritto tutto sul presunto rifiuto di Pablito al Napoli in quegli sgoccioli degli anni ’70.
Oggi, più che mai, giunge da alcuna Stampa che Ferlaino lo aveva praticamente acquistato. Fatto sta che Rossi non vestì la maglia bianco-azzurra né quegli ultimissimi anni che introducevano al decennio ’80, né mai più.
Ed il Napoli si avviò lentamente ai fasti maradoniani; il Perugia ad esser storicamente ricordata ancor oggi come la prima squadra ad aver detenuto il record d’imbattibilità stagionale in Serie A, prima di allora mai raggiunto da nessuna squadra nella storia dei tornei a girone unico. 30 Partite senza sconfitte. Diventando così, nell’immediato seconda città assoluta dell’Italia calcistica. Raggiungendo quel secondo posto in classifica, che valse l’appellativo di Perugia dei Miracoli!
Primato che in quel momento la pose alle vette italiane.
Successe poi che il 20 ottobre del 1979, in occasione di Napoli – Perugia, anticipata al sabato in coincidenza con la visita domenicale a Napoli di Papa Wojtyla, “l’uomo amato dalle folle”; ben oltre 80mila spettatori assieparono il San Paolo – oggi già proprio “Diego Armando Maradona” – per fischiare Paolo Rossi, che agli occhi dei napoletani era invece l’uomo del rifiuto.
E l’oggetto del rifiuto stesso sarebbe all’epoca stato consumato a mezzo contatto telefonico. Oggi divenuto leggenda, l’episodio arricchisce l’alone di calcio che fù, quando i “Dieci” erano le future bandiere, che non rincorrevano il denaro ma le vittorie sul campo. E lottavano non per non perdere d’ingaggio singolarmente, ma per farsi costruire intorno a sé collettivi competitivi per loro e per il pubblico.
A chiarire una volta per tutte circa la telefonata con cui Paolo Rossi avrebbe rifiutato il suo approdo a Napoli all’allora Presidente Corrado Ferlaino; è la moglie Federica Cappelletti, in una intervista al gruppo dell’Emittente Radiofonica Kiss Kiss.
Ed ecco rivivere nell’immaginario collettivo i 90mila (era il momento storico dei 10mila cosiddetti portoghesi, spettatori domenicali fissi non paganti all’impianto di Fuorigrotta) accorsi a Napoli – Perugia, per fischiare Pablito.
“Lui mi ha sempre detto che non è vero che rifiutò Napoli. Tutt’altro. Chiamò Ferlaino e disse che voleva esser costruito la squadra attorno per vincere. – (Il Napoli veniva da anni in cui aveva anche lottato per non retrocedere) – . Ma il Presidente gli rispose che non poteva andar oltre il suo oneroso acquisto. – (Tanto è vero che poi a Perugia, la Presidenza D’Attoma si inventò l’assoluta novità della sponsorizzazione sulle magliette per sostenere ed ammortizzarne la spesa; ed il Napoli solo molti anni più tardi mise sù i capitali per Maradona). Paolo – prosegue Cappelletti – fù da subito dispiaciuto, perché faceva le sue scelte senza pregiudizi che non sarebbero stati se non quelli della scelta al merito per la vittoria. Gli sarebbe piaciuto e come un Napoli forte e competitivo con lui! Solo dopo l’impossibilità manifestata dall’Ingegner Ferlaino, nacque e si sviluppo’ l’occasione della scelta di Perugia. Dopodiché fù anche dispiaciuto che i napoletani credessero che lui li avesse rifiutati, quando invece li adorava. Al punto che da allora e fino al Napoli degli ultimi giorni, ha sempre parlato bene della squadra partenopea e dei risultati da essa ottenuti nel tempo.”
Così Federica Cappelletti ha ricordato pur non essendo in quel tempo la moglie di Paolo Rossi, quale fosse la voglia di vincere e di accontentare i tifosi da parte dell’uomo che per tutti è stato il primo eroe calcistico nazionale a portarci sul tetto del mondo.
Pablito e la leggenda del contatto con Ferlaino: Federica Cappelletti / Carmine D’Argenio