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Riciclo della plastica: i 10 errori che mettono in crisi persino la GenZ. La guida di Skuola.net e COREPLA

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Alzi la mano chi non ha mai pensato di fare un favore al Pianeta accartocciando a mo’ di palline le bottiglie di plastica prima di riciclarle: peccato che la procedura corretta sia quella di assottigliarle, come un foglio di carta.


Non c’è, però, da preoccuparsi troppo se anche noi abbiamo questa abitudine. Sono errori che commettono anche quelli che potrebbero insegnare a tutti la sostenibilità ambientale: le ragazze e i ragazzi appartenenti alla Generazione Zeta, che vantano una spiccata sensibilità ecologica, sicuramente maggiore rispetto agli adulti. Lo dicono i numeri.

Secondo una recente indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con COREPLA – Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero proprio degli Imballaggi in Plastica – ben 9 giovani su 10 affermano di fare regolarmente la raccolta differenziata.

Ma non sempre le migliori intenzioni si traducono in ottima esecuzione: 1 su 5 ammette di non avere le informazioni sufficienti per differenziare in modo corretto e solo il 25% si sente davvero competente in materia.

Ecco quindi che Skuola.net ha interpellato proprio COREPLA per realizzare una guida definitiva per svelare i 10 errori più comuni nel riciclo della plastica. Ma, soprattutto, come evitarli.

1. “Tutto fa brodo”: se è plastica, va nella plastica

È lo scivolone più frequente. In Italia, la raccolta differenziata della plastica riguarda esclusivamente gli imballaggi, ovvero i prodotti che contengono, proteggono e trasportano merci in ogni fase del processo di distribuzione.

Dunque, niente giocattoli, pennarelli, utensili da cucina o bacinelle nel bidone giallo. Se non è un imballaggio, non va nella plastica.

2. Il lavaggio accurato dei contenitori: pulire è bene, sprecare acqua no

Molti pensano che flaconi e vaschette vadano sciacquati con cura prima di essere buttati. Falso: lavare gli imballaggi a casa è un inutile spreco di acqua ed energia.

Piuttosto, andrebbe applicata la regola del “vuoto”: l’imballaggio non deve essere perfettamente pulito, basta svuotarlo il più possibile dai residui di prodotto. Al lavaggio completo ci penseranno le operazioni fatte negli impianti di riciclo.

3. L’effetto “fungo”: schiacciare le bottiglie dall’alto verso il basso

Accartocciare le bottiglie d’acqua spingendo dal tappo verso il fondo è un classico. Ma questo complica il lavoro dei macchinari che smistano i rifiuti.

Meglio – anzi, quasi obbligatorio – sarebbe appiattire le bottiglie e, se possibile, i flaconi nel senso della lunghezza (longitudinalmente). In questo modo si riduce il loro volume, facilitando il riconoscimento del materiale sul nastro trasportatore quando si tratta di selezionare e avviare al riciclo.

4. Tappo e bottiglia: saremo io e te, per sempre, legati per la vita

C’è sempre il dubbio se i tappi debbano essere svitati e gettati a parte. In realtà, separarli è controproducente oltre che ormai complicato, visto che ora sono attaccati alle bottiglie. Perché, essendo molto piccoli, rischiano di creare problemi al processo di selezione.

Dopo aver schiacciato la bottiglia o il flacone, dunque, basterà richiuderli con il loro tappo. Le tecnologie degli impianti di selezione sanno benissimo come separare le plastiche diverse che compongono i due elementi, riuscendo così a valorizzarli entrambi.

5. No alla matrioska: stop agli imballaggi uno dentro l’altro

Per risparmiare spazio, si tende a riempire una vaschetta o una bottiglia tagliata con altri rifiuti di plastica, creando un unico blocco. Questo, però, manda in tilt i lettori degli impianti di riciclo.

Invece, parafrasando il proverbio, bisogna pensare che gli imballi in plastica stanno “meglio soli che male accompagnati”. Quindi, vanno conferiti sempre singolarmente, ben separati tra loro ed evitando di inserirli l’uno dentro l’altro.

6. Il polistirolo dove va? Non c’è nessuno che lo sa

Quasi 4 giovani su 10 non sanno dove buttare il polistirolo. Molti, infatti, pensano che non sia plastica riciclabile e lo gettano nel bidone generico.

Sbagliato: le vaschette in polistirolo – come quelle della carne, del gelato – o le protezioni per i piccoli elettrodomestici sono imballaggi a tutti gli effetti e, quindi, vanno anche loro nella raccolta della plastica. In questo modo, una volta svuotate e conferite, potranno essere riciclate e trovare una seconda vita.

7. Il Codice 7 e le “altre plastiche”: questo è il dilemma!

Quando, nel momento del riciclo di un involucro in plastica, ci si imbatte nel famigerato “codice riciclo numero 7” – che spesso è accompagnato dalla lettera O o dalla scritta “altre plastiche” – in molti pensano che l’imballaggio non sia riciclabile e lo gettano nell’indifferenziata.

Quel codice, invece, serve a identificare il tipo di polimero – che sia composto da combinazioni di materiali o da plastiche miste – ma non la sua maggiore o minore riciclabilità. Perché, come dice la “regola d’oro”: tutti gli imballaggi in plastica, a prescindere dal numero o dalla sigla, vanno conferiti sempre nella raccolta differenziata della plastica.

8. Vietato “fare la linguetta” allo yogurt, a meno che…

A differenza delle classiche bottiglie, gettare il vasetto dello yogurt con il suo “tappo” – ovvero la linguetta sigillante – può rappresentare un ostacolo per la fase di selezione e il corretto riciclo dei materiali.

La chiusura dei vasetti in plastica andrebbe, infatti, staccata dal corpo principale. Soprattutto se è in alluminio – si riconosce perché quando si accartoccia resta piegata – andrà nella raccolta dei metalli. Se, invece, è in plastica – quando si appallottola tende a tornare alla forma originaria – andrà anch’essa nella plastica, ma meglio se staccata dal vasetto.

9. L’etichetta delle buone maniere… sull’etichetta

Qui è importante fare una distinzione: le normali etichette di carta o di plastica che coprono solo in parte i contenitori possono tranquillamente restare attaccate alla bottiglia (verranno eliminate durante il lavaggio industriale).

Quando, invece, la copertura dei flaconi è totale – si parla delle cosiddette sleeves, spesso riconoscibili da una linea tratteggiata lungo un lato e dal simboletto della forbice – bisogna rimuovere questo “vestito” per intero e buttarlo separatamente sempre nella plastica: se resta al suo posto può ingannare i lettori ottici negli impianti.

10. Gli “inseparabili” poliaccoppiati: cosa fare?

Ci sono, infine, casi in cui separare i materiali è impossibile: stiamo parlando di imballaggi come i pacchetti di patatine, le buste del caffè sottovuoto o le bustine di cibo per animali, che spesso rientrano nella categoria dei cosiddetti poliaccoppiati, ovvero fatti in plastica ma con un’anima in alluminio.

Anche in questo caso, il 40% dei giovani si confonde e non sa quale sia la scelta giusta. La risposta è, ancora una volta, nell’etichetta ambientale, presente su ogni prodotto per obbligo di legge dal 2023: se si vedono sigle come C/LDPE 90, C/PP 90 o C/PET 90, significa che la plastica prevale e l’intero pacchetto va conferito nell’apposito bidone.

Oltre il bidone: la battaglia alle “fake news” e l’impegno sul territorio

L’Italia, ad ogni modo, nonostante qualche errore diffuso da parte della cittadinanza, resta una delle eccellenze mondiali per quanto riguarda il riciclo, grazie a un sistema capace di valorizzare lo sforzo collettivo e di coordinare in modo mirato la gestione degli imballaggi in plastica, mettendo in rete cittadini, Comuni, imprese e impianti di recupero.

Questa eccellenza, infatti, non passa solo da bidoni di raccolta e impianti di riciclo, ma anche dalla corretta informazione e formazione delle persone, a partire dalle nuove generazioni, che devono essere accompagnate verso le scelte giuste.

È proprio qui che entra in gioco il lavoro sul campo di COREPLA, che affianca alla gestione della seconda vita degli imballaggi una vera e propria missione educativa, pensata per raggiungere anche i giovani, esattamente dove si trovano: sui social media, nelle scuole (grazie a materiali didattici e progetti formativi ad hoc) e nei grandi luoghi di aggregazione.

L’obiettivo è arginare la confusione e fornire certezze. Come spiegano dal Consorzio, “sulla Rete spopolano tantissime notizie false. Per questo abbiamo creato campagne dedicate per contrastare i falsi miti legati al riciclo degli imballaggi in plastica. Fornire strumenti di informazione ed educazione ai cittadini è, infatti, essenziale per migliorare la qualità della raccolta differenziata, massimizzando così le possibilità di riciclo”.

Juve Stabia, i tifosi chiamano a raccolta una città: “Il 10 Giugno tutti a Napoli”

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L’attesa sta per finire. Dopo settimane di indiscrezioni, ipotesi, voci di corridoio e discussioni infinite tra social network, gruppi Whatsapp e canali Telegram, il 10 giugno rappresenterà finalmente il giorno della verità per il futuro della Juve Stabia.

Mercoledì non ci sarà più spazio per supposizioni o interpretazioni. Sarà il momento delle decisioni definitive, delle comunicazioni ufficiali e delle certezze. Una data che l’intera tifoseria gialloblù ha cerchiato in rosso sul calendario e che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase della storia della società stabiese.

Proprio per questo motivo, nelle ultime ore si è intensificato il passaparola tra i sostenitori delle Vespe. Il tam tam corre veloce da uno smartphone all’altro, da una chat all’altra, con un unico obiettivo: essere presenti e far sentire la propria vicinanza alla squadra e al futuro della Juve Stabia.

L’appuntamento è fissato per mercoledì alle ore 11:00 sul piazzale antistante il Tribunale di Napoli, luogo in cui si consumerà uno dei passaggi più importanti della recente storia societaria gialloblù. La speranza dei tifosi è quella di vedere una partecipazione numerosa, composta e appassionata, capace di trasmettere un messaggio chiaro a tutto il mondo del calcio.

La presenza dei tifosi non vuole essere una forma di pressione, ma una dimostrazione d’amore. Un segnale rivolto a chiunque sia pronto ad assumersi la responsabilità di guidare il club nel futuro, rilevando il pacchetto totalitario delle quote societarie, il cui valore è stato fissato dagli amministratori giudiziari in 6 milioni e 901 mila euro.

Chi entrerà nella storia della Juve Stabia dovrà sapere una cosa fondamentale: non sta acquisendo soltanto una società calcistica, ma un patrimonio collettivo, un simbolo identitario che appartiene a un’intera città. La Juve Stabia rappresenta Castellammare di Stabia, la sua passione, il suo orgoglio e la sua voglia di riscatto. Un patrimonio che i tifosi hanno sempre difeso e continueranno a difendere con maturità, passione e senso di appartenenza.

Nel corso degli ultimi mesi, gran parte della tifoseria ha manifestato apprezzamento nei confronti del gruppo Guerri, già vicino alla società nell’ultima stagione sportiva e considerato da molti una garanzia di continuità e progettualità. Tuttavia, al di là delle preferenze, il sentimento comune è uno soltanto: sostenere chi dimostrerà con i fatti di voler investire seriamente nella Juve Stabia e nel futuro calcistico della città delle Acque.

La giornata di mercoledì rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto dagli amministratori giudiziari e dalle istituzioni coinvolte in un percorso complesso e delicato. Una presenza significativa dei tifosi potrebbe testimoniare quanto questo club sia importante per migliaia di persone e quanto forte sia il legame che unisce la squadra alla sua comunità.

Per questo motivo l’appello che circola tra i sostenitori è semplice ma potente: esserci. Essere presenti per dimostrare che la Juve Stabia non è sola. Essere presenti per accogliere idealmente chi avrà il coraggio e l’ambizione di scrivere il prossimo capitolo della storia gialloblù. Essere presenti per ricordare a tutti che dietro un numero, dietro una quota societaria o dietro una procedura amministrativa, esiste una passione che non conosce categorie e che attraversa generazioni.

Mercoledì alle 11:00 non sarà soltanto un appuntamento istituzionale. Sarà una giornata in cui Castellammare potrà ancora una volta dimostrare quanto ama la sua squadra.

La Juve Stabia ha bisogno del suo popolo. Il futuro proprietario ha bisogno di sentire il calore di una piazza che non ha mai smesso di credere. E il mondo del calcio deve vedere che dietro questi colori c’è una comunità pronta a sostenere chiunque voglia costruire, con serietà e ambizione, un futuro all’altezza della storia delle Vespe.

Castellammare, piano di disinfestazione e derattizzazione: interventi sul lungomare, cimitero e biblioteca

Prosegue l’attività di prevenzione e tutela dell’igiene urbana sul territorio di Castellammare di Stabia. L’amministrazione comunale ha infatti predisposto un nuovo programma di interventi di disinfestazione e derattizzazione che interesserà, nelle prossime settimane, alcune delle principali aree pubbliche cittadine con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza sanitaria, vivibilità e decoro urbano.

Le operazioni prenderanno il via dalla Villa Comunale, uno dei luoghi più frequentati della città, soprattutto durante il periodo estivo. Qui saranno effettuati due distinti cicli di disinfestazione e due di derattizzazione per contrastare la presenza di insetti e roditori e preservare le condizioni igienico-sanitarie dell’area.

Gli interventi di disinfestazione sono programmati per martedì 9 giugno e martedì 23 giugno, con inizio delle attività alle ore 4:30 del mattino. Le operazioni verranno eseguite nelle prime ore della giornata per limitare eventuali disagi ai cittadini e consentire una maggiore efficacia dei trattamenti.

Per quanto riguarda invece la derattizzazione della Villa Comunale, gli interventi si svolgeranno mercoledì 10 giugno e mercoledì 24 giugno a partire dalle ore 8:00.

Il piano predisposto dal Comune non si limiterà però soltanto al lungomare cittadino. Le attività di prevenzione interesseranno anche altri importanti siti pubblici. Giovedì 11 giugno, a partire dalle ore 18:00, le squadre incaricate effettueranno interventi di disinfestazione presso il cimitero comunale e la biblioteca comunale, due strutture particolarmente frequentate da cittadini e visitatori.

Un ulteriore trattamento è stato inoltre programmato per il cimitero comunale nella giornata di giovedì 25 giugno, sempre con inizio alle ore 18:00, al fine di garantire una costante attività di controllo e prevenzione.

L’iniziativa rientra nelle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita urbana, contrastare la proliferazione di insetti e roditori e assicurare condizioni di maggiore salubrità negli spazi pubblici.

Dal Comune arriva anche un invito alla cittadinanza affinché vengano rispettate tutte le indicazioni che saranno fornite dagli operatori durante lo svolgimento degli interventi. La collaborazione dei cittadini sarà infatti fondamentale per consentire il corretto svolgimento delle attività e garantire l’efficacia dei trattamenti programmati.

Con questo nuovo calendario di interventi, Castellammare di Stabia conferma l’attenzione verso la tutela della salute pubblica e la cura degli spazi comuni, soprattutto in vista della stagione estiva, periodo in cui aumenta la frequentazione delle aree pubbliche e diventa ancora più importante mantenere elevati standard di igiene e sicurezza.

Juve Stabia, il grande rimpianto: la stagione mancata e un appuntamento solo rimandato di Thomas Battistella

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Nel calcio esistono momenti che cambiano il destino di una squadra nel giro di pochi secondi. Eventi improvvisi che stravolgono programmi, aspettative e ambizioni. Per la Juve Stabia, uno di questi momenti porta il nome di Thomas Battistella. Quella che doveva essere una delle pedine più importanti del nuovo corso targato Ignazio Abate si è trasformata, suo malgrado, nella storia più dolorosa della stagione gialloblù.

Arrivato dal Modena durante il mercato estivo, il centrocampista era stato individuato come uno degli elementi destinati ad alzare il livello tecnico e qualitativo della squadra. Giovane ma già con esperienza significativa in categorie importanti, Battistella rappresentava il profilo ideale per guidare la mediana stabiese: visione di gioco, capacità di recuperare palloni, dinamismo e personalità. Tutte caratteristiche che avevano convinto la società a puntare forte su di lui.

L’impatto iniziale lasciava presagire un’annata da protagonista. Ignazio Abate non aveva perso tempo e gli aveva immediatamente affidato un ruolo centrale nel progetto tecnico. La conferma arrivò nella prestigiosa sfida di Coppa Italia contro il Lecce, una vetrina importante nella quale Battistella partì dal primo minuto mostrando le qualità che avevano spinto la dirigenza a investire su di lui. Sembrava soltanto l’inizio di una stagione ricca di soddisfazioni.

Poi, però, il calcio ha mostrato il suo volto più crudele.

Quando il campionato era ormai alle porte e la Juve Stabia stava definendo gli ultimi dettagli della propria rosa, un grave infortunio, proprio a Lecce, ha improvvisamente fermato il centrocampista. Una notizia che ha colpito come un fulmine a ciel sereno l’intero ambiente gialloblù. In poche ore sono svaniti i progetti costruiti durante l’estate e le aspettative di un giocatore pronto a vivere una stagione da protagonista.

Per Battistella è stato un colpo durissimo dal punto di vista umano prima ancora che sportivo. Dopo settimane di lavoro, sacrifici e preparazione, si è ritrovato costretto ad assistere da spettatore al cammino dei propri compagni. Una situazione difficile da accettare per qualsiasi atleta, soprattutto per chi aveva appena iniziato una nuova avventura e desiderava dimostrare tutto il proprio valore.

Le conseguenze dell’infortunio si sono fatte sentire inevitabilmente anche sul piano tecnico. La Juve Stabia ha perso infatti uno dei riferimenti attorno ai quali era stato costruito il centrocampo. Lo staff di Abate è stato costretto a modificare equilibri e soluzioni tattiche, mentre la società ha dovuto correre ai ripari rivedendo alcune strategie di mercato. Quella combinazione di intensità, qualità e inserimenti che Battistella avrebbe dovuto garantire è venuta a mancare sin dalle prime battute della stagione.

Nonostante le difficoltà, le Vespe hanno saputo reagire e costruire comunque un campionato di alto livello. Eppure il pensiero di ciò che avrebbe potuto essere accompagna inevitabilmente il giudizio finale sulla stagione del centrocampista. La sensazione è che la Juve Stabia non abbia mai avuto l’opportunità di vedere realmente all’opera uno dei suoi acquisti più importanti.

Resta così un grande interrogativo destinato ad accompagnare tifosi e addetti ai lavori: quale sarebbe stato il contributo di Battistella in una squadra che ha già dimostrato di poter competere ad alti livelli? Quanto avrebbe potuto incidere la sua presenza nel cuore del gioco gialloblù?

Domande che probabilmente non troveranno mai una risposta definitiva. Ciò che resta è il rammarico per una stagione spezzata prima ancora di iniziare e la speranza che il peggio sia ormai alle spalle. Perché il calcio, spesso, sa essere spietato, ma sa anche offrire seconde occasioni. E l’augurio di tutto l’ambiente stabiese è che Thomas Battistella possa presto tornare protagonista, riprendendosi quel percorso che il destino ha interrotto troppo presto e dimostrando finalmente sul campo il valore che aveva convinto la Juve Stabia a puntare su di lui.

Formula Uno, GP Monaco 2026: le pagelle di Carlo Ametrano

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La Formula 1 ha un nuovo padrone e si chiama Kimi Antonelli. Il pilota italiano vince anche a Monte-Carlo conquistando la quinta gara consecutiva. Numeri incredibili del bolognese della Meredes, che chiude davanti a un super Lewis Hamilton e alla Red Bull di Hadjar. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto nel Principato.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Kimi Antonelli ci ha preso gusto. Parliamo della quinta vittoria consecutiva. Si può dire che è il favorito per il Mondiale, un ragazzo eccezionale. Ogni Gran Premio sta nascendo un nuovo re per la Formula 1”.

Primo posto per Kimi Antonelli su Mercedes: magnifico! Voto?

“Continua con questo passo e il Mondiale lo chiuderà uno o due mesi prima. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Hamilton su Ferrari. Voto?

“Il grande Hamilton. Una grande stagione, annientato Leclerc ed è anche secondo nella classifica piloti. Voto 10”.

Terzo posto per la Red Bull di Hadjar. Che ne pensi?

“Molto forte, ne sentiremo parlare. L’ho sempre detto. Voto 10”.

Quarta piazza per Piastri, fuori dunque dal podio. Voto?

“McLaren deve miglioare. Voto 6”.

Quinto invece Lawson. Che ne pensi?

“Voto 6”.

Sesta piazza per Lindblad. Come valuti la sua gara?

“Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Gasly, che però è stato penalizzato.

“Voto 6”.

Segue Albon. Voto?

“Voto 6”.

Che voto dai al nono posto di Ocon?

“Voto 6”.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Alonso? Primo punto per lui!

“Voto 6, di speranza “.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP di Spagna, in programma la prossima settimana. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Siamo reduci da un Senna Day fantastico. Un evento unico che abbiamo svolto lo scorso 30 aprile presso le Cantine Zuffa e che ci ha regalato tantissime emozioni. Grazie a tutti coloro che sono venuti, che come sempre erano moltissimi. Ma non ci fermiamo qui: in estate ci sarà poi il Minardi Day. Un grazie anche a Odeon Tv per avermi confermato anche quest’anno il giovedì come loro opinionista per la F1. Oden è una emittente storica e per me è un grande onore farne parte. Ringrazio Filippo Gherardi, Martina Renna, Federica Afflitto e Serana Salmi per l’occasione”.

Circolo Velico Stabia: Grande partecipazione per la presentazione di “Autopsia dell’io” di Giuseppe De Grado

Una serata all’insegna della cultura, della riflessione e delle emozioni più profonde quella andata in scena sulla suggestiva terrazza panoramica del Circolo Velico Stabia, che ha ospitato la presentazione di “Autopsia dell’io”, l’ultima opera letteraria di Giuseppe De Grado. Un appuntamento che ha saputo coinvolgere un pubblico numeroso e attento, trasformando la splendida cornice affacciata sul Golfo di Napoli in un luogo di confronto interiore e condivisione culturale.

L’evento si è aperto con il saluto del presidente del Circolo Velico Stabia, Giuseppe Esposito, che ha accolto ospiti e partecipanti sottolineando l’importanza di promuovere iniziative culturali di qualità all’interno della storica realtà stabiese. Un’occasione che conferma la volontà del Circolo di essere non solo punto di riferimento per le attività sportive e sociali, ma anche spazio privilegiato per la diffusione della cultura e del pensiero.

A guidare il pubblico nel percorso narrativo e umano dell’opera è stato Catello “Lino” Di Capua, responsabile alla Cultura del Circolo Velico Stabia, che ha dialogato con l’autore in un confronto intenso e ricco di spunti. Attraverso domande, riflessioni e approfondimenti, Di Capua ha accompagnato i presenti alla scoperta dei temi centrali del libro, mettendo in luce la sensibilità con cui De Grado affronta le fragilità dell’animo umano, le inquietudini dell’esistenza e la complessa ricerca della propria identità.

“Autopsia dell’io” si presenta infatti come un viaggio introspettivo che esplora le pieghe più profonde della coscienza. Un’opera che non si limita a raccontare emozioni e stati d’animo, ma invita il lettore a confrontarsi con le proprie ombre, trasformando la vulnerabilità in occasione di crescita e consapevolezza. Una scrittura intensa, poetica e allo stesso tempo lucida, capace di scavare nell’interiorità senza rinunciare alla delicatezza del linguaggio.

Ad arricchire ulteriormente il volume sono le raffinate illustrazioni realizzate da Roberta Lanzi, che accompagnano il testo amplificandone il valore evocativo e contribuendo a creare un dialogo armonioso tra parole e immagini.

Particolarmente apprezzato dal pubblico è stato anche l’intervento di Andrea Notarnicola, che attraverso la lettura di alcuni brani significativi ha dato voce alle pagine del libro, permettendo ai presenti di immergersi nelle atmosfere e nelle emozioni narrate dall’autore. Le sue interpretazioni hanno contribuito a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza della presentazione, trasformando alcuni passaggi dell’opera in autentici momenti di intensa partecipazione emotiva.

A fare da colonna sonora alla serata sono state le delicate e suggestive sonorità della Sian Beach Band, composta da Mauro Moccia, Roberto Marcantonio e Ren Mc Philip. Le loro esecuzioni musicali hanno accompagnato con eleganza il susseguirsi degli interventi, creando un’atmosfera raccolta e affascinante, perfettamente in sintonia con i temi affrontati nel libro.

Tra parole, musica e riflessioni, la presentazione di “Autopsia dell’io” si è trasformata in un autentico viaggio dentro se stessi. Un’opera che, pagina dopo pagina, invita a guardarsi dentro senza paura, ad accogliere le proprie fragilità e a trasformarle in occasione di rinascita.

Non è un caso che molti dei presenti abbiano ritrovato nello spirito del libro l’eco di uno dei messaggi più profondi della poetica di Franco Battiato, quel richiamo al viaggio interiore che conduce verso una maggiore consapevolezza di sé. Come un percorso che attraversa l’ombra per giungere alla luce, “Autopsia dell’io” si propone come un invito coraggioso a esplorare i territori più nascosti dell’anima.

Una serata di grande spessore culturale che ha lasciato nei partecipanti il senso di aver vissuto qualcosa che va oltre la semplice presentazione di un libro: un incontro autentico con le emozioni, con la bellezza della parola e con la necessità, oggi più che mai, di fermarsi ad ascoltare ciò che accade dentro di noi.

Juve Stabia, da domani inizia la settimana più lunga: Il 10 giugno sarà l’alba di un nuovo trionfo

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Ci sono momenti in cui il destino di una società calcistica non si decide sul campo, tra gol, vittorie e classifiche, ma nelle aule dei tribunali, nelle stanze dove si intrecciano strategie, interessi economici e decisioni capaci di cambiare il corso della storia. Per la Juve Stabia uno di quei momenti è arrivato. Quella che si apre rappresenta probabilmente la settimana più importante e delicata degli ultimi anni per il club gialloblù.

Tutti gli occhi sono puntati sul 10 giugno, una data destinata a segnare uno spartiacque. Da quel giorno potrebbero emergere risposte definitive sul futuro societario delle Vespe, al termine di una vicenda che nelle ultime settimane ha assunto i contorni di una complessa partita giocata lontano dal terreno di gioco ma non meno decisiva per le sorti della squadra.

Al centro della scena continua a esserci il confronto tra la Procura e Francesco Agnello, figura attorno alla quale ruota gran parte dell’attuale scenario societario. L’imprenditore ha più volte manifestato la volontà di mantenere il controllo del club e di proseguire il proprio percorso alla guida della Juve Stabia. Tuttavia, il percorso si è rivelato molto più complicato del previsto, trasformandosi in una lunga battaglia fatta di ricorsi, verifiche e passaggi giudiziari che hanno inevitabilmente rallentato qualsiasi progetto di rilancio.

Le intenzioni dichiarate da Agnello si scontrano però con una realtà che ha visto da parte sua solo immobilismo e silenzio. Una situazione che ha generato preoccupazioni e frustrazione all’interno dell’ambiente stabiese. La Juve Stabia ha bisogno di garanzie e solidità per affrontare il prossimo campionato di serie BKT, aspetti che finora non sono stati evidenziati e palesati dall’attuale proprietario.

Sullo sfondo quindi si muovono altri soggetti pronti a cogliere eventuali opportunità di poter prendere le redini societarie. Tra questi continua a mantenere alta l’attenzione il Gruppo Guerri, che segue con interesse l’evoluzione degli eventi e resta alla finestra in attesa di sviluppi. Un interesse che non è mai venuto meno e che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto qualora si aprissero nuovi scenari.

A rendere ancora più intrigante il quadro complessivo contribuiscono inoltre la conferma che avrebbe manifestato interesse verso la Juve Stabia anche un fondo svizzero, la Swiss Gulf Holding, che ha avanzato la propria candidatura all’acquisizione del pacchetto quote.

Interessi che testimoniano quanto la Juve Stabia continui a rappresentare una realtà appetibile nel panorama calcistico nazionale. I risultati sportivi ottenuti negli ultimi anni, il forte radicamento sul territorio e una tifoseria passionale costituiscono infatti un patrimonio che conserva un valore significativo agli occhi di eventuali investitori.

Nel frattempo la città vive giorni di grande attesa. I tifosi seguono ogni sviluppo con apprensione, consapevoli che dalle decisioni che verranno assunte nei prossimi giorni dipenderà gran parte del futuro del club. Dopo una stagione vissuta tra emozioni sportive e incertezze societarie, l’intero ambiente attende finalmente chiarezza.

Il 10 giugno non assegnerà un trofeo e non decreterà una promozione, ma potrebbe avere un peso persino superiore. Da quella giornata potrebbe emergere il volto della Juve Stabia che verrà, la società che dovrà programmare la prossima stagione e costruire nuove ambizioni. Per le Vespe è arrivato il momento della verità. E Castellammare attende il verdetto con il fiato sospeso.

Juve Stabia, un frecciarossa sulla corsia di destra: Lorenzo Carissoni, una stagione da urlo

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Nella straordinaria stagione vissuta dalla Juve Stabia, tra i protagonisti assoluti c’è senza dubbio Lorenzo Carissoni. L’esterno gialloblù ha rappresentato una delle armi più efficaci nello scacchiere tattico di Ignazio Abate, trasformando la fascia destra in un territorio di sua esclusiva competenza. Una presenza costante, affidabile e determinante che gli ha consentito di conquistare settimana dopo settimana la fiducia dell’ambiente stabiese e l’apprezzamento degli addetti ai lavori.

La sua annata non può essere raccontata soltanto attraverso i numeri, seppur importanti. Carissoni è stato infatti uno dei simboli della continuità mostrata dalle Vespe durante tutto il campionato. Sempre pronto a macinare chilometri, l’esterno classe 1997 ha saputo interpretare alla perfezione entrambe le fasi di gioco, garantendo equilibrio alla squadra e offrendo un contributo fondamentale sia in fase difensiva che offensiva.

La sua corsia è diventata una vera e propria autostrada gialloblù. Ogni accelerazione, ogni sovrapposizione e ogni discesa sulla destra hanno creato apprensione nelle difese avversarie. Ma ciò che ha reso ancora più preziosa la sua stagione è stata la capacità di incidere direttamente sul risultato. Carissoni ha sviluppato infatti un’autentica vocazione al gol, caratteristica non comune per un esterno di fascia.

Le sue reti sono arrivate spesso nei momenti più delicati delle partite, risultando decisive per indirizzare incontri equilibrati o per regalare punti pesantissimi alla classifica della Juve Stabia. Inserimenti perfetti, tempi di gioco impeccabili e una freddezza sotto porta che hanno sorpreso più di una difesa avversaria. Un mix di qualità che gli ha permesso di diventare uno dei giocatori più incisivi dell’intera rosa.

Gli avversari hanno provato in tutti i modi a limitarlo, ma la sua intelligenza tattica e la capacità di leggere le situazioni di gioco gli hanno consentito spesso di trovare gli spazi giusti alle spalle delle linee difensive. Quando parte in progressione, Carissoni riesce ad abbinare forza fisica, velocità e precisione tecnica, qualità che lo rendono uno dei migliori interpreti del ruolo nella categoria.

A Castellammare di Stabia il suo nome è ormai entrato stabilmente nel cuore dei tifosi. Le immagini delle sue esultanze sotto la curva sono diventate una delle cartoline più belle della stagione gialloblù. Un rapporto speciale costruito attraverso prestazioni di alto livello, sacrificio e attaccamento alla maglia, elementi che il pubblico stabiese ha sempre saputo riconoscere e apprezzare.

Se la Juve Stabia è riuscita a confermarsi tra le realtà più solide e competitive del campionato, gran parte del merito passa anche dalle prestazioni di un giocatore capace di interpretare il ruolo dell’esterno moderno in maniera quasi perfetta. Difensore quando serve, incursore quando la squadra attacca, finalizzatore nei momenti decisivi.

La stagione di Lorenzo Carissoni resterà una delle più brillanti della sua carriera. Un’annata da protagonista assoluto, vissuta sempre ad altissimo livello e impreziosita da gol pesanti e prestazioni convincenti. Il treno che sfreccia sulla fascia destra del Romeo Menti continua a viaggiare a piena velocità, trascinando con sé sogni e ambizioni di una Juve Stabia che guarda al futuro con fiducia e grandi aspettative.

Napoli, il “fantasma” Allegri già detta legge: De Bruyne alla Modric è il primo nodo da sciogliere

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C’è un silenzio strano alle falde del Vesuvio, quello che precede la tempesta o, meglio ancora, la rivoluzione. Mentre Aurelio De Laurentiis continua a giocare a scacchi con il destino, dietro le quinte si muove un “uomo ombra” che, sebbene non abbia ancora firmato il contratto davanti ai fotografi, ha già iniziato a ridisegnare i confini del nuovo Napoli. Massimiliano Allegri non è ancora ufficialmente il comandante in capo, eppure le sue impronte digitali sono già su ogni singola scheda della rosa azzurra.

Il rebus De Bruyne: un “Modric” per Max?

La notizia che rimbalza tra i vicoli e sui social è di quelle che fanno tremare i polsi: Allegri ha messo gli occhi su Kevin De Bruyne. Il tecnico livornese, uomo pragmatico e mai banale, non ha mai nascosto una certa fascinazione per i campioni di classe pura. Il suo sogno, quasi una fissazione, è riproporre all’ombra del Vesuvio quel modello di calcio verticale e sapiente che fu il suo capolavoro con Luka Modric ai tempi del Milan.

Ma attenzione: De Bruyne non è un pezzo di puzzle che si incastra da solo. Il belga è un uomo ferito, reduce da una stagione dove il rapporto con Antonio Conte si è trasformato in una polveriera, conclusa con una rottura esplicita. Il giocatore vuole sentirsi al centro del mondo, ma l’entusiasmo è merce rara dopo un’annata vissuta più in infermeria che sul campo.

L’effetto farfalla: da Milano a Napoli

Chissà se Allegri ci pensa mai, a quella frattura allo zigomo di Modric che ha fatto crollare il castello rossonero, trasformando una stagione da sogno in una rovinosa caduta verso l’Europa League. È stato quello il vero “effetto farfalla”: il crollo del Milan ha spalancato le porte del destino, portando Allegri a un passo dal Napoli. Con Italiano ormai volato in Turchia, al Besiktas, la strada per il livornese è spianata. Le firme? Formalità, orpelli burocratici in attesa che il matrimonio venga consumato davanti a Dio e ai tifosi.

Il nodo ADL: cuore o portafoglio?

E qui entriamo nel territorio tipico del nostro Presidente. De Laurentiis ha un piano, e il piano spesso ha a che fare con il bilancio. Allegri, si sa, è un uomo “aziendalista”, uno che sa piegare la schiena davanti alle esigenze societarie più di quanto abbia fatto il predecessore. La domanda che si pongono tutti al bar è semplice: il patron è davvero pronto a investire ancora su De Bruyne e Lukaku, nonostante l’età e i muscoli di cristallo, o siamo davanti a un bluff tattico?

La sensazione è che Allegri voglia il 4-3-3, che voglia un centrocampo di qualità per riscattare l’onta di quel 30esimo posto in classifica di Champions’ che ancora brucia come il sale sulla pelle. Ma tra i desideri del tecnico e le strategie di De Laurentiis c’è di mezzo il Mondiale. Sarà quello il momento della verità.

Napoli è una piazza che non aspetta, che vuole sognare. Allegri lo sa: è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Perché a Napoli, come diceva qualcuno, “non si campa di passato”. E dopo la delusione dell’anno scorso, la città ha fame di riscatto. Vedremo se l’ombra di Allegri riuscirà a trasformarsi in una luce capace di illuminare di nuovo il Maradona.

Juve Stabia, attacchi mediatici e politici per destabilizzare le Vespe: Botta e risposta Melchiorre – Amato

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Mentre la Juve Stabia si avvicina a una delle scadenze più importanti della propria storia recente, attorno al club gialloblù si sta consumando una battaglia che va ben oltre il rettangolo di gioco. Le prossime ore saranno decisive per definire l’assetto societario che dovrà garantire l’iscrizione al campionato di Serie B 2026-2027, ma il confronto si è ormai spostato anche sul piano politico e mediatico, con un acceso botta e risposta che ha coinvolto esponenti istituzionali di livello nazionale.

Il nodo del 10 giugno

Il termine fissato dagli amministratori giudiziari rappresenta uno spartiacque per il futuro delle Vespe. Entro quella data si capirà se l’attuale proprietario Francesco Agnello procederà alla ricapitalizzazione richiesta oppure se il percorso porterà all’ingresso di nuovi soggetti interessati a sostenere economicamente la società (Guerri o la Swiss Gulf Holding).

Le manifestazioni di interesse presentate nelle scorse settimane lasciano aperti diversi scenari, mentre l’obiettivo comune resta uno soltanto: garantire la continuità sportiva del club e la regolare partecipazione al prossimo campionato cadetto.

In questo clima di forte tensione, una parte dell’ambiente stabiese guarda con preoccupazione a quella che viene percepita come una crescente pressione esterna sul club, alimentata da dichiarazioni, ricostruzioni e polemiche che rischiano di influire sul delicato percorso di risanamento e rilancio societario.

Dall’amministrazione giudiziaria al dibattito nazionale

La vicenda affonda le proprie radici nel provvedimento adottato dal Tribunale di Napoli circa otto mesi fa, quando fu disposta l’amministrazione giudiziaria della società su richiesta della Procura Antimafia.

Da allora il club è stato gestito sotto il controllo degli organi dello Stato, con un lavoro che, secondo quanto evidenziato dagli stessi amministratori e dalle istituzioni coinvolte, avrebbe consentito di allontanare dall’indotto tutte le realtà finite sotto osservazione per presunti collegamenti con ambienti criminali.

Una fase complessa che sembrava avviata verso una soluzione ordinata, ma che nelle ultime settimane è tornata al centro dell’attenzione politica.

L’iniziativa del senatore Melchiorre

A riaccendere il dibattito è stata la richiesta avanzata dal senatore Filippo Melchiorre, componente della Commissione parlamentare Antimafia e del Comitato dedicato alle infiltrazioni criminali nello sport.

Il parlamentare ha chiesto una convocazione urgente dei vertici della Juve Stabia per approfondire la situazione societaria e acquisire ulteriori elementi informativi.

“Ho ritenuto opportuno trasmettere una nota al Comitato per valutare la convocazione urgente dei dirigenti del club stabiese, al fine di acquisire ogni utile elemento di conoscenza sull’attuale situazione”, ha dichiarato Melchiorre.

Secondo il senatore, l’obiettivo sarebbe quello di fare piena chiarezza su questioni delicate che riguardano il mondo del calcio, dalle infiltrazioni criminali al controllo delle tifoserie, passando per bagarinaggio e scommesse illegali.

“È necessario fare piena luce nell’interesse della legalità, della tutela dello sport e dei tifosi”, ha aggiunto.

Parole che, tuttavia, hanno provocato immediate reazioni a Castellammare di Stabia.

I sospetti dell’ambiente stabiese

Nella città delle Vespe l’iniziativa parlamentare è stata accolta da molti con diffidenza.

Il motivo è legato soprattutto al momento in cui la richiesta è arrivata. Per una parte della tifoseria e del mondo politico stabiese, infatti, l’intervento rischierebbe di generare ulteriore incertezza proprio mentre la società sta lavorando per definire il proprio futuro e completare l’iter necessario all’iscrizione.

A rendere ancora più delicato il contesto è la situazione del Bari, retrocesso sul campo al termine della stagione e potenzialmente interessato a un eventuale ripescaggio qualora si liberasse un posto in Serie B.

Proprio questo elemento ha alimentato sospetti e polemiche, sebbene non esistano prove che colleghino direttamente l’iniziativa parlamentare a interessi sportivi legati al club pugliese.

Resta però il fatto che il dibattito si è rapidamente trasformato in uno scontro tra due piazze calcistiche e due visioni opposte della vicenda.

La replica di Gaetano Amato

A rispondere alle dichiarazioni del senatore è stato il deputato stabiese Gaetano Amato.

L’esponente del Movimento Cinque Stelle ha difeso il lavoro svolto in questi mesi dagli amministratori giudiziari e ha contestato l’impostazione dell’iniziativa promossa da Melchiorre.

“Il senatore Melchiorre evidentemente era distratto negli ultimi mesi”, ha dichiarato Amato. “Invece di ringraziare gli amministratori giudiziari che hanno salvaguardato il club, prova a sollevare dubbi, forse per qualche interesse particolare”.

Il deputato ha poi ribadito la propria fiducia nella possibilità che la Juve Stabia riesca a superare senza problemi le imminenti scadenze.

“Questo interesse svanirà il giorno 9. O l’attuale proprietario verserà l’aumento di capitale deliberato dagli amministratori giudiziari, oppure ci sono già due manifestazioni d’interesse di società pronte a farlo. La Juve Stabia si iscriverà regolarmente al campionato. Mi chiedo dove sia stato Melchiorre fino a oggi: non si preoccupi, la Juve Stabia è in buone mani”.

Il nuovo affondo e la controreplica

Sembrava la conclusione della polemica, ma il confronto è proseguito anche nei giorni successivi.

Intervenendo ai microfoni di una radio pugliese, Melchiorre ha risposto alle accuse ricevute, sostenendo che Amato sarebbe “in cerca di visibilità”.

Parole che hanno provocato una nuova replica del deputato stabiese.

“Non voglio alimentare una polemica che si basa sul nulla, ovvero sulla scarsa informazione del senatore di Fratelli d’Italia, che genera solo disinformazione”, ha affermato Amato.

Entrando nel merito della vicenda, il deputato ha ricordato che la società è attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

“Ha chiesto che vengano convocati i dirigenti della Juve Stabia. Dovrebbe sapere che, essendo le quote sequestrate, a venire in Commissione sarebbero i funzionari del Tribunale di Napoli. La verità è che il grosso lavoro svolto dagli amministratori giudiziari in questi mesi, con il supporto delle forze dell’ordine e della Procura Antimafia, ha permesso di estromettere dal circuito dei servizi tutte le ditte accusate di infiltrazioni della criminalità organizzata”.

La questione del deferimento

Nel corso del confronto è emerso anche il tema del recente deferimento relativo al mancato pagamento di alcune somme legate alla mutualità alla Lega Pro per la stagione 2023/2024 anno della promozione in B.

Anche su questo punto Amato ha cercato di ridimensionare gli allarmismi riportando inoltre il tutto alle date reali della vicenda. Nell’intervista si parla di anno 2003/2004 e non 2023/2024, con l’intervistatore che si indigna per questo ritardo da parte del mondo del calcio.

“Ho sentito parlare di un debito risalente ad anni fa, altra fuffa. La scadenza era fissata a due mesi fa, ma proprio la situazione societaria che si è creata non ha permesso di soddisfarla. Una vicenda che era già nota agli amministratori giudiziari e che non a caso è stata prevista nell’aumento di capitale necessario per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B”.

Secondo il deputato, le conseguenze sportive della vicenda sarebbero limitate.

“Con il pagamento del 16 aprile, la Juve Stabia non può rischiare altro che una multa, al massimo”.

Oltre la polemica

Al di là dello scontro politico, Amato ha ribadito di essere favorevole a qualsiasi attività di controllo e prevenzione contro le infiltrazioni criminali nel calcio.

“L’inchiesta Doppia Curva che ha interessato Inter e Milan deve spingerci a tenere sempre alta l’attenzione e a mio avviso va approfondita ancora meglio rispetto a quanto fatto finora”.

Un principio che nessuno contesta, ma che a Castellammare molti ritengono debba essere accompagnato dal riconoscimento del lavoro svolto dalle istituzioni che da mesi stanno gestendo la delicata situazione del club.

La partita più importante

Mentre politica e media continuano a confrontarsi, la vera partita si gioca lontano dalle telecamere.

Entro pochi giorni dovranno arrivare le risorse necessarie per completare il percorso di ricapitalizzazione e garantire l’iscrizione della Juve Stabia al prossimo campionato.

È su questo fronte che si concentrano le attenzioni di tifosi, istituzioni e operatori economici del territorio.

Le polemiche, le accuse reciproche e le contrapposizioni tra piazze rischiano infatti di passare in secondo piano rispetto all’obiettivo principale: assicurare continuità a una società che negli ultimi due anni ha conquistato sul campo risultati straordinari e che ora vuole continuare a difendere il proprio posto in Serie B attraverso i fatti, i numeri e il rispetto delle regole sportive.

Juve Stabia, il sindaco Vicinanza chiama a raccolta gli imprenditori: Sosteniamo Guerri per una società forte

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Sono ore che possono cambiare il destino della Juve Stabia. Il prossimo 10 giugno rappresenta una data cruciale per il club gialloblù, quando si conoscerà il nome di chi garantirà il sostegno economico necessario per affrontare il campionato di Serie BKT 2026-2027.

Sul tavolo restano diversi scenari. Da un lato c’è la possibilità che Francesco Agnello decida di procedere alla ricapitalizzazione richiesta dagli amministratori giudiziari, mantenendo così il controllo della società. Dall’altro, prende sempre più corpo l’ipotesi di un passaggio di consegne che potrebbe favorire l’ingresso del Gruppo Guerri o del fondo Swiss Gulf Holding, entrambi interessati al futuro del club stabiese.

Nel frattempo, attorno alla vicenda si sta sviluppando una vera e propria battaglia mediatica. Voci, indiscrezioni e ricostruzioni contrastanti si susseguono senza sosta, alimentando un clima di incertezza che rischia di destabilizzare l’ambiente proprio nei giorni che precedono le scadenze decisive per l’iscrizione al prossimo campionato.

In questo contesto è intervenuto direttamente il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha lanciato un appello pubblico all’imprenditoria locale affinché sostenga il progetto guidato da Alfredo Guerri, figura che nelle ultime settimane ha raccolto ampi consensi tra i tifosi delle Vespe.

“È il momento di tifare tutti insieme per la Juve Stabia. Mancano pochi giorni per ottenere l’iscrizione e la permanenza in Serie B per il terzo anno consecutivo, dopo due stagioni esaltanti”, ha dichiarato il primo cittadino.

Vicinanza ha sottolineato come Guerri abbia già dimostrato il proprio attaccamento ai colori gialloblù negli anni passati, sostenendo il club in qualità di sponsor, e che oggi sarebbe pronto a compiere un ulteriore passo in avanti assumendosi un importante impegno economico e finanziario per rilevare e rilanciare la società.

“Mi rivolgo all’imprenditoria sana stabiese affinché affianchi e sostenga Alfredo Guerri. Ha manifestato agli amministratori giudiziari l’intenzione di rilevare e risanare la società sportiva. È un impegno notevole e non va lasciato solo”, ha aggiunto il sindaco.

Nel suo intervento, Vicinanza ha inoltre evidenziato il valore che la Juve Stabia ha assunto negli ultimi anni per l’intera città, andando ben oltre il semplice aspetto sportivo.

“La Juve Stabia è diventata un simbolo che identifica non solo i tifosi e gli appassionati di calcio. È un veicolo di promozione dell’immagine vincente della città”, ha spiegato.

Parole di riconoscenza sono state rivolte anche agli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, impegnati negli ultimi mesi nella gestione della delicata fase societaria.

Il sindaco ha quindi invitato gli imprenditori stabiesi a partecipare concretamente al progetto di rilancio, ciascuno secondo le proprie possibilità, attraverso formule che potranno essere concordate con gli amministratori giudiziari.

L’obiettivo è quello di costruire una società solida, trasparente e radicata sul territorio, senza escludere in futuro forme di partecipazione popolare che possano coinvolgere direttamente la cittadinanza.

“La prospettiva è quella di una società forte, pulita e coesa. Più avanti si potrà valutare anche l’ipotesi dell’azionariato popolare. Adesso, però, è il momento delle scelte e delle responsabilità individuali. Per una grande squadra, una Grande Stabia”, ha concluso Vicinanza.

Mancano ormai pochi giorni alla data che potrebbe segnare una svolta storica per il club gialloblù. L’attesa cresce tra i tifosi, mentre la città si stringe attorno alla propria squadra nella speranza che il futuro della Juve Stabia possa continuare a essere all’altezza delle ambizioni costruite sul campo nelle ultime due straordinarie stagioni.

Liceo Scientifico “Severi” Castellammare, concerto fine anno: Evento emozionante che unisce Scienza e Musica

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Una Sala gremita e pulsante di emozione al Centro Nexus Maximall Entertainment ha fatto da cornice, nella serata di ieri venerdì 5 giugno 2026, al concerto di fine anno dell’Orchestra Sinfonica e del Coro del Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia.

L’evento, promosso dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Elena Cavaliere, ha confermato l’eccellenza dell’indirizzo musicale dell’istituto, capace di tessere un legame inedito e profondo tra la rigida precisione della scienza e la pura armonia dell’arte.

Il titolo del concerto, “L’Equazione dell’Armonia”, è nato con l’idea che in un’equazione, così come nella musica, ogni elemento abbia il suo valore, ogni singolo strumento, voce o sfumatura sia indispensabile per il perfetto equilibrio.

Hanno presentato l’evento, con garbo e spigliatezza, due ex alunni dell’Istituto che hanno sottolineato quanto l’esibizione rappresenti il culmine di un percorso fatto di studio, impegno, emozioni condivise e passione per la musica.

Sul palco, dopo il discorso di apertura e benvenuto istituzionale, prima di lasciare spazio alle note musicali, è stato ricordato un traguardo straordinario che ha portato il Liceo Severi direttamente nello spazio.

Con la missione spaziale Orion 2, un viaggio di 7 giorni dedicato alla ricerca per studiare gli effetti della microgravità sulla fertilità femminile, il Liceo Severi ha vissuto un’avventura da protagonista: lo stemma ufficiale della missione che gli astronauti portano sul petto è stato realizzato dagli studenti, unendo creatività, scienza e orgoglio del territorio.

In sala era presente l’equipaggio della missione spaziale Orion 2,  che ha lodato il contributo degli studenti a questo progetto di livello internazionale e di grande valore scientifico.

Subito dopo, salutati dalla D.S. Elena Cavaliere, sono intervenuti l’Avv. Michele Zarrillo, collaboratore del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, e la Dottoressa Filomena Zampoli, Direttore dell’USR per la città e la provincia di Salerno, con importanti riflessioni sul ruolo della scuola e sull’opportunità di avvicinare i giovani alla musica per distoglierli dai pericoli e per fargli vivere la giovinezza in maniera consapevole.

Il talk ha poi ceduto il passo alle note, che hanno riempito gli spazi di suggestive emozioni, trasformando la serata in un momento magico, attraverso l’interpretazione di brani tratti dalla grande tradizione operistica della musica sinfonica, dal cinema al musical.

La Marcia Trionfale dall’Aida di Giuseppe Verdi, diretta magistralmente dal Maestro Paolo Di Lorenzo, ha aperto il concerto, rievocando la solennità delle grandi cerimonie internazionali.

Da quel momento, i docenti Paolo Di Lorenzo e Alfredo Intagliato si sono alternati sul palco, conducendo l’orchestra e il coro in modo impeccabile attraverso mondi variegati: dalla musica iberica, per celebrare lo scambio culturale con Siviglia, e dal musical brillante e ironico di West Side Story, passando dalle atmosfere epiche di Hollywood, con le colonne sonore de Il Gladiatore e Rocky, fino a quelle fiabesche tratte da La Bella e la Bestia. Diversi brani sono stati impreziositi dalle superbe interpretazioni solistiche di talentuosi alunni e alunne.

Per finire, le canzoni degli Abba hanno galvanizzato la platea e molti si sono scatenati nel ballo. L’orchestra e il coro hanno voluto salutare il pubblico con un omaggio ai Queen attraverso l’interpretazione di Bohemian Rhapsody.

Il coinvolgente spettacolo ha unito i brani musicali a una scenografia multimediale con immagini mirate, tra cui un toccante video contro la guerra realizzato dagli studenti. Un momento di altissimo valore artistico e civile, che ha saputo lanciare un messaggio di pace potente e universale, dritto al cuore di tutti i presenti.

Inutile dire che le interpretazioni musicali e canore degli alunni sono state impeccabili e hanno toccato le corde più profonde dell’anima di ogni spettatore. Una performance magistrale che ha trasformato una semplice serata scolastica in un evento artistico memorabile, lasciando nel pubblico la certezza che il futuro della nostra cultura è in ottime mani.

L’Orchestra Sinfonica e il Coro hanno conseguito premi in svariati concorsi di alto livello, classificandosi al primo posto, grazie al loro impegno e alla dedizione di tutti i docenti. Un sentito ringraziamento della Dirigente è andato a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del concerto, al coordinatore dell’Indirizzo Musicale, prof. Angelo Ruggieri, e a tutti i docenti dell’Indirizzo Musicale.

La Prof.ssa Cavaliere ha esteso il ringraziamento a tutto il personale scolastico, perché risultati così eccezionali si ottengono solo con spirito di servizio e lavoro di squadra. Particolarmente commovente il saluto agli alunni delle classi quinte che tra poco affronteranno gli esami di maturità e lasceranno l’istituto dopo cinque anni di vita vissuta tra i banchi scolastici.

A conclusione dell’evento, i saluti dell’On. Annarita Patriarca, Segretario Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati, e dell’On. Francesco Iovino, Consigliere Regionale della Campania.

L’On. Annarita Patriarca, rivolgendosi agli studenti del “Severi”: “Il talento è un dono che va coltivato ogni giorno con impegno, sacrificio e dedizione, perché non è solo per voi, ma anche per noi, perché può permetterci di considerare l’umanità migliore di tante nefandezze che compie. Il vostro talento, la vostra musica è la ragione per cui noi esistiamo e possiamo elevarci a cose migliori, perché il mondo non è soltanto guerre, non è soltanto donne violentate e uccise, non è soltanto schiaffi dati. Il mondo è anche musica, talento, impegno, sacrificio e risultato. Vi auguro di coltivare questo talento e di renderci sempre orgogliosi. Vi auguro di amare ogni giorno questa straordinaria cosa che è la musica, come noi l’amiamo attraverso voi. Sappiate che oggi avete fatto una cosa straordinaria.”

L’On. Francesco Iovino, sottolineando il profilo d’eccellenza di molte scuole campane, ha espresso parole di vivo elogio per l’alto valore della serata, affermando: “Questa è la scuola campana, questa è la scuola napoletana. Lancio una sfida alla Dirigente Elena Cavaliere e a tutti i Dirigenti delle scuole in questa fascia del Vesuvio. Creiamo un osservatorio scolastico e mettiamo insieme tutto questo potenziale, affinché diventi uno dei più grandi laboratori italiani per la scuola. Ho visto competere a livello internazionale molte scuole napoletane: voi siete i campioni d’Italia.”

Erano presenti in sala molte autorità militari e civili, del mondo scolastico e politico del territorio: gli Assessori Annalisa Di Nuzzo, Nunzia Acanfora, Antonio Verdoliva e Gennaro Izzo del Comune di Castellammare di Stabia, il Sindaco di Gragnano Nello D’Auria con gli Assessori Antonio De Angelis, Rita Alfano e Vincenzo Stile, insieme a ospiti illustri quali il Maggiore De Lisa, il Capitano di Fregata Andrea Pellegrino, la Giudice Maria Concetta Criscuolo e tanti altri.

Un saluto speciale è andato alla folta rappresentanza di Dirigenti ed Ex Dirigenti Scolastici della Campania e ai vertici del Consiglio d’Istituto del Severi, con il Vicepresidente Dott. Paolillo e il Presidente Avv. Francesco De Rosa (assente giustificato per impegni concomitanti).

Due ore di applausi scroscianti, standing ovation e occhi lucidi delle tantissime persone accorse. Il Liceo Severi ha dimostrato ieri sera che, quando il talento dei giovani incontra la passione dei professori e il supporto delle istituzioni, l’equilibrio perfetto non è più solo una formula matematica, ma una splendida realtà.

Juve Stabia, Emanuele Torrasi: Identikit di un calciatore che è un colpo silenzioso del mercato invernale

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Nel calcio esistono acquisti che accendono l’entusiasmo con titoli roboanti e presentazioni spettacolari, e poi ci sono operazioni che si rivelano vincenti con il passare delle settimane, lontano dai riflettori. L’approdo di Emanuele Torrasi alla Juve Stabia appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Arrivato durante il mercato invernale, il centrocampista classe 1999 non ha avuto bisogno di proclami per lasciare il segno. In una squadra che aveva già trovato equilibrio e identità, ritagliarsi spazio non era affatto semplice. Eppure, ogni volta che Ignazio Abate ha deciso di affidargli una maglia, Torrasi ha risposto presente, mostrando qualità tecniche e personalità fuori dal comune.

Cresciuto nel settore giovanile del Milan, il mediano porta con sé il bagaglio tecnico e tattico tipico della scuola rossonera. Le sue prestazioni in gialloblù hanno evidenziato una caratteristica che non passa inosservata agli occhi degli intenditori: la capacità di giocare sempre con lucidità, scegliendo la soluzione migliore prima ancora di ricevere il pallone. In questa stagione ha mostrato qualche difficoltà a livello fisico dovuto al cambio di categoria (dalla serie C alla B), ma siamo sicuri che la prossima stagione, tolto questo problema, il calciatore saprà mostrare appieno tutto il suo potenziale.

La sua regia è fatta di semplicità ed efficacia. Tocchi puliti, geometrie precise e una naturale predisposizione a dare ordine alla manovra. Ma ridurre Torrasi a un semplice costruttore di gioco sarebbe un errore. Dietro l’eleganza tecnica si nasconde infatti un calciatore combattivo, pronto a lottare su ogni pallone e a garantire equilibrio nelle due fasi.

Non sorprende che il suo inserimento sia stato favorito dal rapporto con Ignazio Abate. L’allenatore stabiese conosce bene le qualità del centrocampista fin dai tempi delle giovanili del Milan e ne ha sempre apprezzato l’intelligenza tattica. Un feeling che ha consentito a Torrasi di integrarsi rapidamente nei meccanismi della squadra, diventando una risorsa preziosa soprattutto nelle gare più intense e combattute.

Pur senza accumulare un numero elevato di presenze, l’ex Perugia è riuscito a conquistare la fiducia dell’ambiente. Tifosi e addetti ai lavori hanno apprezzato la sua serietà, la disponibilità al sacrificio e quella capacità di trattare il pallone con naturalezza che al “Romeo Menti” viene sempre riconosciuta e valorizzata.

La sensazione è che i mesi trascorsi a Castellammare rappresentino soltanto l’inizio di un percorso destinato a crescere. Con un contratto che guarda al futuro e la possibilità di svolgere l’intera preparazione estiva insieme ai compagni, Torrasi avrà l’occasione di presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione con ambizioni diverse.

La Juve Stabia potrebbe aver trovato molto più di una semplice alternativa in mezzo al campo. Nascosta tra le pieghe del mercato di gennaio c’è una scommessa che sta assumendo sempre più i contorni di una certezza: Emanuele Torrasi ha tutte le caratteristiche per diventare uno dei punti di riferimento del centrocampo gialloblù negli anni a venire.

Il Conservatorio di Benevento si esibisce a Manchester

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I musicisti del Conservatorio statale di musica “Nicola Sala” di Benevento sono stati gli applauditi protagonisti della Festa della Repubblica italiana a Manchester, in Inghilterra. Si sono esibiti nella città inglese in un concerto dedicato a una rivisitazione jazz di otto tra i più grandi successi della canzone italiana degli anni sessanta e settanta. Da “Via con me” di Paolo Conte a “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco fino a “Il tempo di morire” di Lucio Battisti: melodie eseguite alla perfezione con degli straordinari arrangiamenti per gli ospiti della Festa Nazionale, organizzata dal console d’Italia Gabriele Magagnin nella suggestiva sala espositiva del Manchester Museum.

Alla Festa della Repubblica sono intervenute le massime autorità civili e diplomatiche della Greater Manchester Area. “Una celebrazione speciale della nostra Festa Nazionale: quest’anno ricordiamo gli ottanta anni della Repubblica italiana e del voto alle donne, che ha consentito al nostro Paese di diventare una democrazia compiuta”, ha detto il console Magagnin.

Il concerto di Manchester, ha spiegato Nazareno Orlando, presidente del Conservatorio campano, “si inserisce pienamente nella missione istituzionale del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, volta alla valorizzazione del merito, alla formazione artistica di eccellenza e alla promozione del talento delle nuove generazioni in contesti culturali di alto profilo internazionale”. “Una collaborazione virtuosa – ha aggiunto il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, Francesco Bongarrà, che ha curato la parte artistica della Festa Nazionale a Manchester – avviata da un paio d’anni che ha già consentito diverse volte di fare apprezzare il valore di allievi e docenti del ‘Nicola Sala’ al pubblico inglese”.

Fonte AdnKronos

Lo stabiese Alessandro Dell’Aquila, continua a incantare: Primo posto al Concorso Saverio Mercadante 2026

Ancora un successo per Alessandro Dell’Aquila, pianista di Castellammare di Stabia che, nonostante la giovanissima età, continua a collezionare riconoscimenti di prestigio nel panorama musicale nazionale.

Nato il 25 giugno 2012 e studente del terzo anno della scuola secondaria di primo grado presso l’Istituto Comprensivo San Marco Bonito Cosenza di Castellammare di Stabia, Alessandro si sta imponendo come una delle più promettenti realtà musicali del territorio stabiese.

Dopo un 2025 straordinario, culminato con la conquista di ben sette primi premi pianistici, di cui cinque assoluti, e con la partecipazione tra i giovani talenti all’edizione di Piano City Napoli, il giovane musicista si è ripetuto anche nel 2026, confermando qualità artistiche e maturità interpretativa fuori dal comune.

Tre prestigiosi riconoscimenti nel maggio 2026

Pur dovendo conciliare lo studio del pianoforte con gli impegni scolastici e con la preparazione all’esame di terza media, Alessandro ha ottenuto nel solo mese di maggio tre importanti affermazioni.

Il giovane pianista ha conquistato due Primi Premi nei concorsi “Per Scuole” e “International Napolinova 2026”, ai quali si è aggiunto il prestigioso Primo Premio Assoluto alla nona edizione del Concorso Nazionale Musicale “Saverio Mercadante 2026”.

Un risultato di assoluto valore, ottenuto raggiungendo il punteggio massimo previsto dal regolamento: 100/100.

Il riconoscimento con il massimo dei voti

La comunicazione ufficiale ricevuta dall’organizzazione del concorso certifica l’eccezionalità del risultato raggiunto da Alessandro Dell’Aquila.

Nella lettera di convocazione alla cerimonia di premiazione si legge infatti che al giovane pianista sarà consegnato il diploma di “Primo Premio Assoluto” nella categoria M, sezione I, pianoforte, proprio grazie al punteggio di 100/100 ottenuto davanti alla commissione esaminatrice.

Un riconoscimento che assume un significato ancora più importante alla luce del regolamento del concorso, il quale stabilisce che il Primo Premio Assoluto venga assegnato esclusivamente ai concorrenti capaci di ottenere il punteggio pieno.

La cerimonia di premiazione a Palazzo Serra di Cassano

La consegna ufficiale del premio avverrà lunedì 8 giugno 2026 alle ore 14.00 presso il prestigioso Salone degli Specchi di Palazzo Serra di Cassano, storico edificio monumentale situato in via Monte di Dio 14 a Napoli.

Una cornice di grande prestigio per celebrare un risultato che conferma il percorso di crescita artistica del giovane stabiese.

Un concorso di alto livello nazionale

Il Concorso Nazionale Musicale “Saverio Mercadante” rappresenta una delle manifestazioni più importanti dedicate ai giovani musicisti. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura musicale e incoraggiare lo studio della musica classica, pop, jazz e della canzone classica napoletana.

La competizione è rivolta a studenti di scuole medie a indirizzo musicale, licei musicali, conservatori, accademie e scuole private, oltre che a diplomati, laureati e privatisti.

A valutare i concorrenti sono commissioni composte da professionisti e docenti di chiara fama, mentre il regolamento prevede che il Primo Premio Assoluto venga attribuito esclusivamente ai candidati capaci di raggiungere il punteggio massimo di 100/100, traguardo centrato da Alessandro Dell’Aquila.

Obiettivo Piano City Napoli 2026

I successi ottenuti negli ultimi due anni stanno proiettando il giovane pianista stabiese verso nuove opportunità artistiche.

Alessandro è infatti già tra i candidati per la prossima edizione di Piano City Napoli 2026 nella sezione dedicata ai giovani talenti emergenti, manifestazione alla quale aveva già preso parte nell’ottobre del 2025 distinguendosi tra le promesse più interessanti del panorama musicale giovanile.

L’orgoglio di Castellammare

I risultati ottenuti da Alessandro Dell’Aquila rappresentano motivo di orgoglio per l’intera città di Castellammare di Stabia, che vede crescere un giovane talento capace di distinguersi in competizioni di livello nazionale grazie a studio, sacrificio e passione.

A soli 13 anni, il pianista stabiese continua a costruire un percorso artistico ricco di soddisfazioni e riconoscimenti, confermandosi una delle più interessanti promesse della musica del territorio.

Per conoscere il percorso artistico e le attività del giovane pianista è possibile consultare il sito ufficiale: alessandrodellaquila.it

Stazione Antiche Terme, Vicinanza si oppone al B&B: Quel bene deve tornare al servizio del trasporto pubblico

La stazione Antiche Terme della Circumvesuviana torna al centro del dibattito cittadino. A riaccendere la discussione è la sentenza del Consiglio di Stato che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, aprirebbe la strada alla realizzazione di un bed & breakfast all’interno dell’ex impianto ferroviario. Una prospettiva che trova la netta opposizione dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia.

A prendere posizione è stato il sindaco Luigi Vicinanza, che ha ribadito con fermezza la contrarietà del Comune a qualsiasi utilizzo della struttura che non sia legato alla sua originaria funzione pubblica e ferroviaria.

“Un B&B all’interno della stazione Antiche Terme della Vesuviana? L’amministrazione comunale è contraria” ha dichiarato il primo cittadino. “Per ben due volte, nel corso di questa consiliatura, il Consiglio comunale di Castellammare di Stabia ha approvato ordini del giorno con i quali si chiede a Eav di ripristinare l’impianto ferroviario, considerato strategico sia per i dipendenti Fincantieri che per la rinascita del centro antico”.

Un tema, quello del recupero della storica fermata ferroviaria, che nelle ultime settimane è tornato più volte all’attenzione dell’assise cittadina. L’ultimo ordine del giorno, infatti, è stato approvato proprio durante la seduta consiliare di martedì scorso, a conferma della volontà politica di restituire alla città un’infrastruttura ritenuta fondamentale per la mobilità urbana e per lo sviluppo economico dell’area.

Secondo il sindaco, la vicenda che oggi approda nuovamente all’attenzione pubblica affonda le sue radici in una procedura avviata nel 2019, in un contesto amministrativo completamente diverso da quello attuale.

“Della sentenza del Consiglio di Stato che darebbe via libera alla creazione del B&B abbiamo appreso dalla stampa” ha spiegato Vicinanza. “Si tratta di una vicenda iniziata sette anni fa, in tutt’altro contesto politico-amministrativo”.

Il primo cittadino ha quindi chiamato in causa direttamente Eav e la Regione Campania, ritenendole le istituzioni chiamate a intervenire per garantire che il bene mantenga una destinazione coerente con il suo ruolo originario.

“Spetta ora a Eav e alla Regione Campania fare in modo, in tutte le sedi, che quel bene pubblico, per anni e anni abbandonato in un degrado indecente, non venga utilizzato per scopi che nulla hanno a che fare con il trasporto pubblico” ha aggiunto.

La posizione dell’amministrazione appare dunque chiara: la stazione Antiche Terme deve tornare a essere un’infrastruttura ferroviaria al servizio della città e non trasformarsi in una struttura ricettiva. Una visione che si lega al più ampio progetto di rilancio del centro antico e al miglioramento dei collegamenti per migliaia di lavoratori, in particolare quelli impiegati nello stabilimento Fincantieri.

“L’amministrazione comunale da me guidata dice no al B&B” conclude il sindaco, lanciando un messaggio netto sul futuro di uno degli immobili pubblici più discussi degli ultimi anni a Castellammare di Stabia.

La questione resta ora nelle mani degli enti competenti, chiamati a decidere quale sarà il destino definitivo di una struttura che, per posizione e valore strategico, continua a rappresentare un tassello importante per il futuro della città.

Castellammare, sul Lungomare tornano le Olimpiadi della Legalità: sport, inclusione e rispetto delle regole

Lo sport come linguaggio universale di crescita, inclusione e rispetto delle regole. È questo il messaggio che accompagnerà la nuova edizione delle “Olimpiadi della Legalità”, in programma domenica 7 giugno a Castellammare di Stabia. L’evento, che prenderà il via alle ore 10.00 nella Villa Comunale, rientra nel progetto “La Bellezza della Legalità”, promosso con il sostegno del Comune di Castellammare di Stabia e della Città Metropolitana di Napoli nell’ambito del cartellone degli eventi metropolitani 2025-2026.

L’iniziativa, organizzata in occasione della Giornata Nazionale dello Sport, vedrà la partecipazione di numerose associazioni sportive del territorio e coinvolgerà centinaia di giovani in una mattinata all’insegna della condivisione, del divertimento e dei valori positivi che lo sport sa trasmettere.

Per l’occasione il lungomare stabiese e la spiaggia antistante la Villa Comunale si trasformeranno in una grande area dedicata alle attività sportive, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di assistere a esibizioni, dimostrazioni e momenti di confronto con atleti e istruttori provenienti da diverse discipline.

Il programma prevede infatti la presenza di numerose realtà sportive locali che daranno vita a spettacoli e prove pratiche di ginnastica acrobatica, fitboxing, basket, danza, pallavolo, tennis, tennistavolo e pattinaggio, trasformando il waterfront cittadino in una vera e propria palestra a cielo aperto.

Uno dei momenti più significativi della giornata sarà dedicato alla premiazione di alcuni atleti stabiesi che, grazie ai risultati ottenuti in competizioni nazionali e internazionali, hanno portato in alto il nome della città. Un riconoscimento che vuole celebrare non solo i successi sportivi, ma anche l’impegno, la determinazione e lo spirito di sacrificio che rappresentano esempi virtuosi per le nuove generazioni.

L’obiettivo della manifestazione è quello di utilizzare lo sport come strumento educativo e sociale, capace di promuovere il rispetto delle regole e la cultura della legalità attraverso esperienze concrete di partecipazione e aggregazione.

“Le Olimpiadi della Legalità rappresentano un’occasione importante per promuovere i valori del rispetto delle regole, del fair play e della partecipazione attiva alla vita della comunità. Attraverso lo sport vogliamo trasmettere un messaggio forte di inclusione, responsabilità e cittadinanza, valorizzando al tempo stesso i talenti del nostro territorio”, ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.

L’appuntamento si inserisce all’interno di un percorso più ampio che punta a coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni nella costruzione di una comunità sempre più consapevole e partecipativa, dove la legalità non sia soltanto un principio astratto ma una pratica quotidiana da vivere attraverso la cultura, lo sport e la socialità.

Una giornata di festa, dunque, che unirà sport e impegno civile in uno dei luoghi simbolo della città, confermando ancora una volta il ruolo dello sport come veicolo privilegiato di educazione, integrazione e crescita collettiva.

Juve Stabia: La storia delle convocazioni in Nazionale di ex calciatori gialloblù

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Mentre il calcio italiano vive uno dei momenti più delicati della sua storia recente e si interroga su un futuro che vede la Nazionale lontana dal palcoscenico mondiale per la terza edizione consecutiva, da Castellammare di Stabia arriva un segnale incoraggiante. Sul terreno del “Romeo Menti” continua infatti a crescere una generazione di giovani talenti pronta a raccogliere l’eredità del passato.

Tra questi c’è Alessio Cacciamani, protagonista di una stagione esaltante con la maglia della Juve Stabia e premiato dalla chiamata in azzurro del commissario tecnico Silvio Baldini. Una convocazione che va oltre il semplice riconoscimento individuale e che assume un valore simbolico importante per una piazza che da sempre rappresenta un crocevia di talento e ambizione.

Il nuovo corso della Nazionale sembra fondarsi proprio sui principi incarnati dal giovane centrocampista di proprietà del Torino: qualità, personalità, voglia di emergere e fame di calcio. Caratteristiche che hanno permesso a Cacciamani di conquistare spazio e credibilità durante la sua esperienza in gialloblù, attirando l’attenzione dello staff tecnico azzurro.

Per Castellammare non si tratta di una novità. Il legame tra la Juve Stabia e le rappresentative nazionali è profondo e consolidato nel tempo. Negli ultimi anni sono stati diversi i calciatori passati dal Menti a vestire la maglia delle selezioni giovanili italiane. Dai portieri Simone Colombi e Andrea Seculin fino al più recente Nicolò Fortini, altro protagonista della crescita tecnica e progettuale delle Vespe.

Ma la storia racconta molto di più. Castellammare è stata spesso una tappa fondamentale nella formazione di calciatori che successivamente hanno trovato spazio nella Nazionale maggiore. Basta scorrere alcuni nomi per comprendere il peso specifico di questa tradizione.

Simone Zaza ha costruito una carriera che lo ha portato a giocare nei principali campionati europei e a rappresentare l’Italia nelle competizioni internazionali più prestigiose. Danilo D’Ambrosio è diventato uno dei simboli dell’Inter vincente degli ultimi anni, conquistando anche la maglia azzurra. Ivan Provedel, dopo il percorso di crescita iniziato lontano dai riflettori, si è affermato come uno dei migliori portieri italiani della sua generazione. Cristiano Biraghi, invece, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante sia in Serie A che nella Nazionale, diventando un punto di riferimento sulla corsia mancina. Possiamo inserire anche Marco Sau che ha registrato una solo convocazione in Nazionale sotto il Ct Cesare Prandelli per l’amichevole contro San Marino vinta 4-0.

Tutti accomunati da un passaggio, più o meno significativo, sotto il cielo gialloblù di Castellammare.

Ecco perché la convocazione di Cacciamani assume un significato che va oltre il rettangolo verde. In una fase storica complessa per il calcio stabiese, segnata da incertezze e interrogativi sul futuro, il talento del giovane granata rappresenta una conferma della capacità della Juve Stabia di valorizzare e lanciare prospetti destinati ai grandi palcoscenici.

La sua chiamata in azzurro è un motivo di orgoglio per l’intera città e un promemoria di quanto il Menti continui a essere una palestra di crescita per giovani calciatori. Perché la storia insegna che da Castellammare passano spesso i sogni più belli. E quello di Alessio Cacciamani potrebbe essere soltanto l’ultimo capitolo di una tradizione che continua a guardare al futuro con fiducia.

Con l’augurio che il colore azzurro possa tornare presto a regalare soddisfazioni all’Italia intera e che, nel frattempo, continui a illuminare il percorso dei tanti talenti che trovano nella Juve Stabia il luogo ideale per spiccare il volo.

Social World Film Festival 2026, presentata al Ministero della Cultura la sedicesima edizione della kermesse

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È stata presentata oggi nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma la sedicesima edizione del Social World Film Festival, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale in programma a Vico Equense dal 5 al 12 luglio 2026. La manifestazione, ideata e diretta dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo, si conferma uno degli appuntamenti più importanti dedicati al cinema come strumento di riflessione, inclusione e cambiamento sociale.

Tra i momenti più significativi della conferenza stampa, la consegna del premio di Attore Sociale dell’Anno al giovane Samuele Carrino, protagonista di interpretazioni che hanno lasciato il segno nel panorama audiovisivo italiano. Il riconoscimento arriva in particolare per il ruolo di Andrea Spezzacatena nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, divenuto simbolo della lotta contro il bullismo e ogni forma di discriminazione. Carrino, già apprezzato anche nelle produzioni “Riv4li” e “Piercing”, è attualmente impegnato nelle riprese de “Il mio nome è Carlo”, film dedicato alla figura di Carlo Acutis.

UNICEF e Rai Cinema al fianco del festival

Tra le novità dell’edizione 2026 spicca il patrocinio di UNICEF Italia, che parteciperà alla manifestazione con un panel dedicato alla comunicazione sociale. Alla presentazione è intervenuto il presidente Nicola Graziano, che ha sottolineato il valore del cinema come strumento capace di promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso il linguaggio universale dell’arte e della creatività.

Si rinnova inoltre la collaborazione con Rai Cinema attraverso il progetto “Studenti in Corto”, iniziativa dedicata alla valorizzazione dei giovani autori e dei nuovi linguaggi audiovisivi. I ventitré cortometraggi selezionati saranno valutati da una giuria di esperti in collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Confermata anche la partnership con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, che assegnerà il premio speciale al Miglior Interior Film. Il riconoscimento di quest’anno è andato a “Il passaggio” del regista Sam Di Vito.

Un festival sempre più internazionale

Cuore pulsante della manifestazione saranno le 142 opere provenienti da 42 Paesi del mondo, suddivise in nove sezioni tra competitive e non competitive. Nel Concorso Internazionale figurano produzioni provenienti da Europa e Asia, a testimonianza della vocazione globale del festival.

Ampio spazio sarà dedicato anche al documentario con la “Settimana del Documentario”, mentre torna una delle sezioni più rappresentative della rassegna, “Focus, Occhio al Sud”, riservata alle opere realizzate nel Mezzogiorno o da autori meridionali.

Grande attenzione sarà riservata anche ai giovani talenti attraverso “Città del Cortometraggio”, dedicata ai registi italiani under 40, e alla sperimentazione audiovisiva con la sezione “Nuovi Linguaggi”. Confermate inoltre le sezioni “Screenplays”, dedicata alle sceneggiature a tematica sociale, “Vision VR” per le opere in realtà virtuale, “Smile” per i corti a registro umoristico e “School”, rivolta agli studenti delle scuole di cinema.

Claudia Cardinale simbolo dell’edizione 2026

La sedicesima edizione sarà dedicata a Claudia Cardinale, tra le attrici più amate e rappresentative della storia del cinema italiano e internazionale. Il tema scelto è “Abbraccio”, che caratterizzerà anche la locandina ufficiale del festival.

Per celebrare la grande interprete saranno organizzate una retrospettiva cinematografica in collaborazione con Rai Teche e una mostra fotografica realizzata insieme alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.

«La scelta di dedicare questa edizione a Claudia Cardinale rappresenta un omaggio a un’artista che ha attraversato generazioni e stagioni del cinema mondiale con straordinario talento ed eleganza», ha dichiarato il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello.

Formazione, innovazione e opportunità per i giovani

Il Social World Film Festival conferma la sua missione educativa e culturale attraverso un ricco programma di masterclass, workshop, incontri con autori e interpreti, sessioni di pitching e percorsi formativi destinati ai giovani professionisti del settore.

Particolare attenzione sarà riservata all’innovazione tecnologica con esperienze immersive in realtà virtuale e al Mercato Europeo del Cinema Giovane e Indipendente, in programma l’11 luglio, che offrirà occasioni di confronto tra autori emergenti e professionisti dell’industria cinematografica.

Tutti gli eventi saranno ad ingresso gratuito. I giovani interessati a partecipare alle attività potranno candidarsi entro il 26 giugno attraverso il sito ufficiale del festival nell’ambito del progetto “Giovani Visionari”, sostenuto dal Ministero della Cultura e da SIAE.

Cinema, sostenibilità e territorio

Anche nel 2026 il festival conferma il proprio impegno verso la sostenibilità ambientale. Saranno incentivati gli spostamenti con mezzi pubblici ed elettrici, gli allestimenti saranno realizzati con materiali riciclati e tutte le attività seguiranno criteri di gestione sostenibile certificati.

Non mancherà il tradizionale Wall of Fame, il monumento dedicato alle grandi personalità del cinema che negli anni hanno partecipato alla manifestazione, e il coinvolgimento dei commercianti locali attraverso iniziative speciali e vetrine a tema.

«Il Social World Film Festival continua a crescere come luogo di incontro tra culture, generazioni e linguaggi diversi, mantenendo al centro il valore umano del racconto e il potere del cinema come strumento di dialogo e cambiamento», ha dichiarato il direttore Giuseppe Alessio Nuzzo.

Con oltre 500 giornate di attività organizzate negli anni, decine di eventi internazionali nei cinque continenti e migliaia di giovani coinvolti nei percorsi formativi, il Social World Film Festival si conferma una delle realtà culturali più dinamiche e riconosciute del panorama cinematografico italiano.

Rovigliano, Luigi Vicinanza: Lo Stato acquisisca la Petra Herculis e la affidi al Parco Archeologico Pompei

Il futuro dello scoglio di Rovigliano torna al centro del dibattito pubblico. A lanciare un appello alle istituzioni è il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che chiede un intervento del Ministero della Cultura affinché venga valutata l’acquisizione del celebre isolotto situato alla foce del fiume Sarno e la sua successiva gestione da parte del Parco Archeologico di Pompei.

Per il primo cittadino stabiese, la cosiddetta Petra Herculis rappresenta molto più di un semplice bene paesaggistico. Si tratta infatti di un luogo strettamente legato alle origini storiche e leggendarie della città, un simbolo che racchiude secoli di storia, tradizioni e identità collettiva.

«Rivolgo un appello al Ministero della Cultura affinché valuti l’acquisizione dello scoglio di Rovigliano e ne affidi la tutela al Parco Archeologico di Pompei» ha dichiarato Vicinanza. «Il mito della Petra Herculis riconduce simbolicamente alla nascita stessa di Castellammare di Stabia: si tratta di un bene di straordinario valore storico e paesaggistico che merita di essere preservato e valorizzato come patrimonio pubblico all’interno del circuito archeologico dell’area vesuviana».

L’intervento del sindaco arriva mentre si discute della possibile vendita del bene, una prospettiva che, secondo Vicinanza, impone una riflessione approfondita sul destino di uno dei luoghi più rappresentativi del territorio stabiese.

«Qualora non fosse possibile un intervento diretto dello Stato – ha aggiunto – auspico che siano la Regione Campania o la Città Metropolitana di Napoli a farsi promotrici dell’acquisizione del bene, garantendone la tutela e la destinazione pubblica».

Nel suo appello, il sindaco richiama anche le radici storiche e mitologiche legate alla Petra Herculis. Una memoria che trova riscontro negli studi dello storico stabiese Catello Parisi, autore di un volume pubblicato nel 1842, nel quale si legge: «Stabia, antichissima città dei Campani, la sua origine aveva nell’anno 485 prima di Roma, cioè 1238 anni prima dell’era cristiana. Ercole la fondava…».

Un riferimento che rafforza il legame tra lo scoglio di Rovigliano e la tradizione che attribuisce proprio a Ercole la fondazione dell’antica Stabia. Da qui la convinzione del sindaco che la Petra Herculis debba essere considerata un patrimonio non soltanto cittadino, ma dell’intera regione.

«Quella roccia alla foce del fiume Sarno rappresenta un compendio di mito, leggenda, archeologia, identità e desiderio di futuro» conclude Vicinanza, rilanciando la necessità di una strategia condivisa per preservare e valorizzare uno dei luoghi più suggestivi e simbolici del Golfo di Napoli.